Da Pantelleria a Palermo il ritratto marmoreo di Antonia Minore

Lo spazio Meta di Palazzo Reale accoglie la scultura che ritrae una delle figure femminili più importanti del primo Impero. L’opera è stata ritrovata come altre due “teste imperiali” all’interno di due cisterne  sull’acropoli dell’isola

di Redazione

Ritratto marmoreo di Antonia Minore

Contribuì a dare inizio al percorso di emancipazione rispetto al cliché assegnato alla donna in età romana, ma nelle pagine della storiografia è rimasta a lungo nell’ombra. Nata nel 36 avanti Cristo a Roma, Antonia Minore rappresenta una delle figure femminili più importanti del primo Impero, tuttavia la documentazione che la riguarda è davvero esigua.

Il ritratto marmoreo dell’“Augusta” Antonia, proveniente da Pantelleria, è l’opera d’arte originale che i visitatori del Palazzo Reale di Palermo potranno ammirare da oggi, all’interno di Meta, lo spazio permanente tra arte e innovazione tecnologica che in soli sessanta giorni dalla sua apertura è stato scelto da più di diecimila cittadini-viaggiatori. Attraverso fedelissime riproduzioni in materiali eco-sostenibili, inoltre, capolavori come il ritratto di Antonina Minore, diventano immuni al tempo e protetti dalla memoria.

La scultura arrivata da Pantelleria

L’opera, presentata stamane alla stampa, è giunta a Palermo in virtù della collaborazione tra la Fondazione Federico II e il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria. Il progetto è co-finanziato da Invitalia e dal Ministero della Cultura nell’ambito della linea di intervento Cultura Crea e nasce dalla partnership tra la Fondazione Federico II e Forma Rei per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica in ambito culturale.

La Fondazione Federico II accoglie, pertanto, la testa di Antonia Minore per proseguire nella valorizzazione delle più prestigiose opere scultoree presenti in Sicilia e associare il patrimonio storico alla capacità di renderlo immortale e trasmissibile grazie alle migliori tecnologie contemporanee. In precedenza era stato esposto il ritratto marmoreo di Ottaviano Augusto, proveniente da Centuripe.

Un momento dell’inaugurazione

Erano presenti ieri alla preview il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II Gaetano Galvagno; l’assessore regionale ai Beni Culturali, Elvira Amata; l’assessore al Turismo, Sport e Spettacolo Francesco Paolo Scarpinato; il direttore generale della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso; il dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali Franco Fazio; il direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria Felice Crescente; l’Imam di Palermo Badri El Madani.

Le vicende della famiglia di Antonia Minore s’intrecciano con quelle della Domus Augusta, al centro della vita politica e Antonia fu sicuramente una donna presente nelle dinamiche dell’impero, in grado di interpretare il proprio ruolo senza mai trascurare l’importanza delle tradizioni. Antonia riuscì ad attestare la propria identità in una fase storica di cambiamento, dove la donna cominciò a partecipare alle vicissitudini politiche anche senza prendere parte in modo formale e istituzionale. Per merito di sua madre divenne ottima conoscitrice non solo della cultura romana, ma anche di quella orientale.

Il ritratto marmoreo risalente al I secolo dopo Cristo, è stato rinvenuto, così come le altre due “teste imperiali”, all’interno di due cisterne situate sull’Acropoli di San Marco e Santa Teresa a Pantelleria. Si tratta di ritratti marmorei di eccelsa manifattura, famosi per la loro bellezza e l’eccellente stato di conservazione.

Il ritratto esposto allo spazio Meta

Nella dimensione di “μετα” i visitatori del “Complesso Monumentale Palazzo Reale e Cappella Palatina” si rendono conto personalmente come l’innovazione applicata ai beni culturali sia un concetto concreto: il visitatore dapprima entra nell’ “Infinity room”, poi assiste al processo di smaterializzazione e materializzazione dei grandi capolavori d’arte e scopre come avviene la creazione dell’identità dell’opera (con la visione della nuvola di punti). Può, inoltre, portare a casa il risultato di quel processo, ovvero le opere d’arte in materiali eco-sostenibili. L’esperienza è arricchita da una novità assoluta, “Quickscan”: il fruitore dello Spazio μετα viene scansito in sei secondi, provando su sé stesso ciò che avviene sulle opere d’arte, e riceve subito via mail la propria identità digitale.

“La Fondazione Federico II, attraverso Meta, intende innescare nella collettività interesse e comprensione per l’arte – afferma il presidente della Fondazione Federico II, Gaetano Galvagno -, nonché consapevolezza civica di tutela della memoria artistica. Lo Spazio Meta apre ad una nuova modalità di fruizione del patrimonio culturale che consente di raggiungere altri target, potenzialmente interessati, come i giovani. L’ampliamento dei target di fruizione è in linea con le finalità della misura e del PON Cultura & Sviluppo 2014-2020 sia per incrementare la domanda di cultura in termini di flussi turistici ma anche in relazione all’identificazione di chi vive in un territorio e si riappropria di storia, cultura e radici del luogo”

“Siamo orgogliosi – dichiara l’assessore Amata – di dare enfasi attraverso lo Spazio Meta al ritratto marmoreo di Antonia Minore, figura poco valorizzata dalla storiografia, che grazie alle migliaia di visitatori che transitano da Palazzo Reale, sarà conosciuta in tutto il mondo e, sono certa, anche il Museo di Pantelleria ne trarrà beneficio. Meta è un progetto che va nella direzione giusta, ovvero utilizzare la tecnologia al servizio dei beni culturali per una più ampia fruizione del nostro patrimonio e per suscitare maggiore interesse nei giovani”.

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