Da dimora nobiliare a discoteca: all’asta villa liberty in abbandono

È in cerca di nuovi proprietari Villino Ramione-Cusimano, un tempo residenza di villeggiatura, poi sede di un noto locale di Palermo e ora in attesa di essere salvato dal degrado

di Giulio Giallombardo

È stata un’elegante dimora nobiliare della Palermo liberty, poi una casa di riposo negli anni ’80, un tempio della movida agli inizi del nuovo millennio e in tempi recenti rifugio per i senzatetto. Ai tanti volti del villino Ramione-Cusimano se ne potrebbe presto aggiungere un altro. Sopravvissuto tra i palazzi di via Croce Rossa e via dei Leoni, ma da anni in abbandono, è adesso ancora all’asta – l’ennesima – in cerca di nuovi proprietari: la vendita “senza incanto” è fissata per il 6 maggio. Pignorato da circa dieci anni, il valore stimato è di 1.880.000 euro, con un prezzo a base d’asta sceso a 375mila, con un’offerta minima di 281.250 euro.

Villino Ramione-Cusimano, terrazza al primo piano

La storia di Villino Ramione-Cusimano inizia nei primi del Novecento, quando nasce come una delle tante case di villeggiatura di quegli anni, costruita secondo i gusti del tempo. “Le eleganti decorazioni liberty alle aperture, pigne, tulipani, il motivo del fiore di cappero, ripetuto sulle balaustre dei balconi e il fregio con la raffigurazione della vendemmia con putti festanti, sono stati attribuiti alla cerchia di Giuseppe Enea”, scrive Adriana Chirco, architetto e storica dell’arte presidente della sezione di Italia Nostra Palermo.

 

Di quei fasti, oggi è rimasto ben poco. Dopo aver ospitato una casa di riposo – Villa Gaia – tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, Villino Ramione-Cusimano, prima dell’abbandono, fu a lungo sede del Birimbao, nota discoteca e luogo di ritrovo per una generazione di palermitani. Oggi i raffinati affreschi di Rocco Lentini, eseguiti tra il 1907 e il 1909 sono in gran parte rovinati, come le grandi pitture murali con scene lacustri, fenicotteri, aironi e gru a grandezza naturale, presenti nella scalinata monumentale con ringhiera liberty, che collega il piano terra al primo piano.

Villino Ramione-Cusimano, la fontana nel giardino con l’insegna del vecchio locale

L’edificio – come si legge nella perizia disposta dalla sezione Esecuzioni immobiliari del Tribunale di Palermo – versa in “pessime condizioni sia di conservazione e manutenzione, che igienico-sanitarie, con alcune zone non visitabili per la presenza di sfabbricidi e materiali di risulta”. Recentemente, alcuni interventi di pulizia e bonifica, hanno parzialmente arginato l’incuria, che tuttora avvolge la dimora storica. Adesso, la rinascita dovrà passare dalla nuova asta, nella speranza che arrivino presto nuovi proprietari.

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