Corsa contro il tempo per salvare l’antica fornace di Patti

Disposto un sopralluogo per mettere in sicurezza una delle ultime testimonianze di archeologia industriale del territorio, un tempo centro di produzione delle ceramiche

di Ruggero Altavilla

È una delle ultime testimonianze di archeologia industriale del territorio, e adesso rischia di sparire per sempre. Si moltiplicano gli appelli per salvare l’antica fornace di Patti Marina, dove si produceva la tradizionale ceramica, e che da tempo versa in condizioni di degrado. A rendere più urgente un intervento di ripristino e messa in sicurezza, il crollo di un muro avvenuto nei giorni scorsi, con la complicità del maltempo. È stato solo l’ultimo atto di una storia di abbandono che si protrae da tempo e che ha portato alla nascita di un comitato spontaneo, dopo l’appello lanciato dal presidio “Nebrodi” dell’associazione Italia Nostra.

La fornace prima dell’ultimo crollo

“L’antica fornace di via Pacini – si legge in una petizione online lanciata da Angela Pipitò di Italia Nostra – a suo tempo vincolata dalla Soprintendenza ai Beni culturali, ultima testimonianza di una tradizione secolare di archeologia industriale che ha prodotto migliaia di manufatti artigianali di ceramica pattese esportati in tutto il Mediterraneo, sta crollando miseramente. Italia Nostra Presidio Nebrodi chiede all’assessorato regionale ai Beni Culturali e dell’identità Siciliana un tempestivo intervento, che preveda l’acquisto e il recupero della Fornace, simbolo dell’identità del luogo e della sua storia economica e culturale”.

All’appello – lanciato due giorni fa e che ha raccolto finora poco più di 300 firme – ha risposto l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, con una lettera inviata alla soprintendente di Messina, Mirella Vinci, “perché disponga – si legge in una nota della Regione – un sopralluogo immediato all’antica fornace di Patti Marina dopo il rovinoso crollo avvenuto nei giorni scorsi”.

L’antica fornace di Patti

Il bene è l’ultimo simbolo dell’antica tradizione della ceramica di Patti, che in passato fu considerato il centro con la più importante produzione nella zona nord-orientale della Sicilia. L’attività delle fornaci, già attiva sin dall’inizio del XVI secolo, riusciva a dare lavoro a centinaia di artigiani, semplici operai, rivenditori e trasportatori, con un contributo notevole per l’economia del territorio.

Una fama che la produzione ceramica di Patti si è conquistata nel tempo per l’originalità della produzione che è proseguita, con altri importanti opifici, fino alla seconda metà del secolo scorso  Una produzione che aveva anche una capillare ed estesa distribuzione dei prodotti nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo centrale. La produzione della fornace entrò in crisi nell’immediato dopoguerra. Dagli anni Sessanta in poi, tutta la zona venne progressivamente trasformata con la conseguente chiusura dei caratteristici forni e magazzini.

“L’antica fornace rappresenta una delle ultime testimonianze di una plurisecolare tradizione economica che rischia di scomparire totalmente – ha dichiarato Samonà – seppellendo con sé una preziosa memoria storica e l’identità di una comunità. Ho disposto un sopralluogo urgente per verificare le condizioni dei luoghi e valutare gli interventi necessari, nella considerazione che i luoghi rappresentano punti imprescindibili della memoria di un popolo”.

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