Corsa contro il tempo per salvare il ponte normanno

È in fase di aggiudicazione la gara per la messa in sicurezza del monumento di Altavilla Milicia, ma l’obiettivo è di riportarlo all’originaria bellezza

di Giulio Giallombardo

Una corsa contro il tempo per salvarlo. Il ponte normanno di Altavilla Milicia, nascosto in una vallata poco distante dal centro abitato, sembra poter crollare da un momento all’altro (ve ne abbiamo parlato anche qui). Quello che un tempo era usato dai monaci del vicino complesso di Santa Maria di Campogrosso per raggiungere Palermo, da tempo grida aiuto per non sparire del tutto. La Soprintendenza dei Beni culturali ha già avviato una gara per lavori urgenti di manutenzione e messa in sicurezza, stanziando 90mila euro, di cui 54mila per il materiale lapideo e 36mila per il restauro architettonico del monumento medievale.

Il ponte San Michele

La gara è ormai in fase di aggiudicazione, ma ci vorrà ancora qualche mese per avviare il cantiere di lavoro. “Il ponte è in pessime condizioni – spiega il soprintendente Lina Bellanca a Le Vie dei Tesori News – una parte dell’arcata è già quasi crollata, dunque occorre recuperare il materiale venuto giù e mettere in sicurezza la struttura muraria per evitare che si possa perdere del tutto”.

Intanto, l’associazione BcSicilia, che da tempo ha lanciato l’allarme sul degrado del monumento, ha deciso di donare al Comune di Altavilla Milicia, un progetto di messa in sicurezza del ponte. Il lavoro è stato elaborato dall’ingegnere Gaetano Lino, consigliere regionale dell’associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali della Sicilia. Lino, insieme al presidente Alfonso Lo Cascio, ha inviato una lettera al sindaco di Altavilla, Giuseppe Virga, comunicando di donare l’intero progetto, compresi gli elaborati e tutta la documentazione grafica e fotografica, rinunciando ad ogni diritto. “Confidiamo di riuscire presto, grazie al prezioso contributo e alla sensibilità di singoli, enti pubblici e associazioni – ha risposto il sindaco – non solo a mettere in sicurezza il ponte, ma di restituire ad esso la sua originale bellezza, rendendolo fruibile a quanti vorranno visitarlo”.

Il torrente San Michele

Il ponte San Michele di Campogrosso (questo il nome del monumento), è visibile percorrendo la statale 113, poco dopo lo svincolo di Altavilla Milicia. La sua prima attestazione risale al 1248, ma non si può escludere che sia stato costruito su un basamento preesistente di epoca romana. La struttura è a schiena d’asino ad una sola arcata ogivale con duplice ghiera. I paramenti sono in conci di tufo ben squadrati, mentre la muratura interna è in ciottoli fluviali, così come le tracce di pavimentazione sopra la volta. Insieme ai ruderi della vicina “Chiesazza”, potrebbe far parte di un itinerario normanno nel territorio, ma la strada è tutta in salita.

È in fase di aggiudicazione la gara per la messa in sicurezza del monumento di Altavilla Milicia, ma l’obiettivo è di riportarlo all’originaria bellezza

di Giulio Giallombardo

Una corsa contro il tempo per salvarlo. Il ponte normanno di Altavilla Milicia, nascosto in una vallata poco distante dal centro abitato, sembra poter crollare da un momento all’altro (ve ne abbiamo parlato anche qui). Quello che un tempo era usato dai monaci del vicino complesso di Santa Maria di Campogrosso per raggiungere Palermo, da tempo grida aiuto per non sparire del tutto. La Soprintendenza dei Beni culturali ha già avviato una gara per lavori urgenti di manutenzione e messa in sicurezza, stanziando 90mila euro, di cui 54mila per il materiale lapideo e 36mila per il restauro architettonico del monumento medievale.

Il ponte San Michele

La gara è ormai in fase di aggiudicazione, ma ci vorrà ancora qualche mese per avviare il cantiere di lavoro. “Il ponte è in pessime condizioni – spiega il soprintendente Lina Bellanca a Le Vie dei Tesori News – una parte dell’arcata è già quasi crollata, dunque occorre recuperare il materiale venuto giù e mettere in sicurezza la struttura muraria per evitare che si possa perdere del tutto”.

Intanto, l’associazione BcSicilia, che da tempo ha lanciato l’allarme sul degrado del monumento, ha deciso di donare al Comune di Altavilla Milicia, un progetto di messa in sicurezza del ponte. Il lavoro è stato elaborato dall’ingegnere Gaetano Lino, consigliere regionale dell’associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali della Sicilia. Lino, insieme al presidente Alfonso Lo Cascio, ha inviato una lettera al sindaco di Altavilla, Giuseppe Virga, comunicando di donare l’intero progetto, compresi gli elaborati e tutta la documentazione grafica e fotografica, rinunciando ad ogni diritto. “Confidiamo di riuscire presto, grazie al prezioso contributo e alla sensibilità di singoli, enti pubblici e associazioni – ha risposto il sindaco – non solo a mettere in sicurezza il ponte, ma di restituire ad esso la sua originale bellezza, rendendolo fruibile a quanti vorranno visitarlo”.

Il torrente San Michele

Il ponte San Michele di Campogrosso (questo il nome del monumento), è visibile percorrendo la statale 113, poco dopo lo svincolo di Altavilla Milicia. La sua prima attestazione risale al 1248, ma non si può escludere che sia stato costruito su un basamento preesistente di epoca romana. La struttura è a schiena d’asino ad una sola arcata ogivale con duplice ghiera. I paramenti sono in conci di tufo ben squadrati, mentre la muratura interna è in ciottoli fluviali, così come le tracce di pavimentazione sopra la volta. Insieme ai ruderi della vicina “Chiesazza”, potrebbe far parte di un itinerario normanno nel territorio, ma la strada è tutta in salita.

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