Conto alla rovescia per la riapertura del Mac di Gibellina

Dopo anni il Museo d’arte contemporanea Ludovico Corrao, verrà restituito alla comunità con oltre 400 opere, il doppio di quante esposte prima della chiusura

di Redazione

Dopo trent’anni e vicende diverse, dopo l’ultima chiusura per ristrutturazione con fondi comunitari durata sei anni, il Museo d’arte Contemporanea di Gibellina riapre le porte, forte di un nuovo allestimento espositivo e museografico che raddoppia le opere in mostra. A partire dal 22 luglio, il Mac metterà in risalto il racconto di una comunità che è rinata nel segno dell’arte.

Ingresso del Mac

Un racconto di circa 400 opere, il doppio di quante erano esposte prima della chiusura, ma solo una piccola parte delle oltre duemila che compongono l’intera collezione, la più ampia del Sud Italia. Pittura, sculture, grafica, fotografie e maquette delle grandi opere di Gibellina Nuova e del Cretto di Burri; suddivise in otto sezioni che segnano il percorso espositivo storico-cronologico, dal primo ‘900 alle ultime avanguardie. E raccontano una storia contemporanea della rinascita nel segno dell’arte.

Sala Mario Schifano

Otto sezioni per un museo contemporaneo, che dialoga con il territorio, completo di servizi aggiuntivi di moderna concezione, un bookshop specializzato in editoria d’arte e una caffetteria che sta nascendo all’interno dello spazio consultazione e della biblioteca. È stata ridisegnata l’ampia corte che conduce all’ingresso, pronta a trasformarsi in una sezione en plein air, solo un assaggio dell’enorme museo a cielo aperto che è l’intera Gibellina. Si potranno finalmente rivedere opere straordinarie come il “Ciclo della natura”, le dieci grandi tele dedicate ai bambini di Gibellina, realizzate sul posto da Mario Schifano nella primavera del 1984; “La notte di Gibellina” di Renato Guttuso, dipinta in memoria della notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1970.

Sala Museo en plein air

Sono presenti Fausto Pirandello, Beniamino Joppolo, Antonio Corpora, Carla Accardi, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Achille Perilli, Tano Festa, Toti Scialoja, Franco Angeli, Giulio Turcato, Mimmo Rotella,  Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Turi Simeti, Mimmo Jodice, Renata Boero, Christo, Pino Pinelli, Emilio Isgrò, Luca Patella, Nino Mustica, Claudio Verna. Senza contare i fotografi che accorsero nel Belice la notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968. E i “Prisenti”, i drappi cerimoniali ricamati dalle donne di Gibellina su disegno di Carla Accardi a Renata Boero, Nja Mahdaoui, Carlo Ciussi e Giuseppe Santomaso. Simboli della religiosità contadina, sono diventati opere d’arte cariche di significato.

Il ‘900 tra Realismo e Astrattismo

L’inaugurazione del Mac è fissata per mercoledì 21 luglio alle 18,30, alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci; del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè; del direttore generale alla Creatività contemporanea del Ministero della Cultura, Onofrio Cutaia; del vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, degli assessori regionali al Turismo, Manlio Messina, e ai Beni culturali, Alberto Samonà; del sindaco di Gibellina Salvatore Sutera e dell’assessore alla Cultura Tanino Bonifacio.  L’attore Alessandro Preziosi leggerà frammenti de “La notte di Gibellina” di Massimo Recalcati. Previsto un omaggio a Franco Battiato del suo storico tastierista e grande amico Angelo Privitera che eseguirà al pianoforte alcuni brani del cantautore, scomparso a Milo a metà maggio. Nei due weekend del 24 e 25 luglio e 31 luglio e 1 agosto ingresso gratuito per i residenti di Gibellina.

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