Il piano di Valentina si fa in tre

L’artista ucraina Lisitsa si esibirà  alla Gam, due volte, e allo Steri. Un tour de force motivato dal grande affetto che la circonda a Palermo. Con lei il celebre violinista israeliano Guy Braunstein

di Redazione

Si fa in tre.  Questa volta Valentina Lisitsa supera se stessa. La pianista ucraina quest’anno ha deciso non solo di bissare il suo appuntamento con Palermo Classica, ma addirittura di triplicarlo: da sola, con l’orchestra e in duo con il violinista israeliano Guy Braunstein. Per il recital solistico dedicato a Tchaikovskij si è seduta al pianoforte (alla GAM) in un programma dall’intensità inesauribile, ricco di passione, destrezza e abilità tecnica.

Domenica la Lisitsa affiancherà la Palermo Classica Symphony Orchestra diretta dal nuovo direttore artistico del festival, Arman Tigranyan, in un programma interamente dedito a Beethoven, che comprende il “Quarto concerto per pianoforte e orchestra in Sol Maggiore”, uno dei meno conosciuti del compositore, dove i tradizionali rapporti tra solista e orchestra vengono rivoluzionati lasciando allo strumento pianoforte l’esposizione del primo tema ripreso in seguito dall’orchestra nel primo tempo. Il concerto si srotolerà poi lungo la “Terza sinfonia, l’Eroica”, vero esempio di sinfonismo delle masse, colonna sonora di chi crede nei propri ideali.

Martedì Valentina Lisitsa sarà invece allo Steri, in duo con il celebre violinista israeliano Guy Braunstein, il più giovane Primo Violino di tutti i tempi ad essere ingaggiato dalla Berliner  Philharmoniker, incarico mantenuto dal 2000 per dodici anni prima di dedicarsi alla carriera da solista. Il loro sarà un vero e proprio “confronto” musicale  in un programma fresco e disteso che nella prima parte schiera Mozart e Beethoven. E si volge in riflessione e ripiegamento introspettivo nella “Sonata n. 2, Op. 100” di Brahms. Infine, la poesia tratta dall’Evgeny Onegin di Tchaikovsky, con un arrangiamento per violino e pianoforte (dello stesso Braunstein) su uno dei brani più celebri dell’opera, “Letter scene” (Act I).

L’artista ucraina Lisitsa si esibirà  alla Gam, due volte, e allo Steri. Un tour de force motivato dal grande affetto che la circonda a Palermo. Con lei il celebre violinista israeliano Guy Braunstein

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Si fa in tre.  Questa volta Valentina Lisitsa supera se stessa. La pianista ucraina quest’anno ha deciso non solo di bissare il suo appuntamento con Palermo Classica, ma addirittura di triplicarlo: da sola, con l’orchestra e in duo con il violinista israeliano Guy Braunstein. Per il recital solistico dedicato a Tchaikovskij si è seduta al pianoforte (alla GAM) in un programma dall’intensità inesauribile, ricco di passione, destrezza e abilità tecnica.

Domenica la Lisitsa affiancherà la Palermo Classica Symphony Orchestra diretta dal nuovo direttore artistico del festival, Arman Tigranyan, in un programma interamente dedito a Beethoven, che comprende il “Quarto concerto per pianoforte e orchestra in Sol Maggiore”, uno dei meno conosciuti del compositore, dove i tradizionali rapporti tra solista e orchestra vengono rivoluzionati lasciando allo strumento pianoforte l’esposizione del primo tema ripreso in seguito dall’orchestra nel primo tempo. Il concerto si srotolerà poi lungo la “Terza sinfonia, l’Eroica”, vero esempio di sinfonismo delle masse, colonna sonora di chi crede nei propri ideali.

Martedì Valentina Lisitsa sarà invece allo Steri, in duo con il celebre violinista israeliano Guy Braunstein, il più giovane Primo Violino di tutti i tempi ad essere ingaggiato dalla Berliner  Philharmoniker, incarico mantenuto dal 2000 per dodici anni prima di dedicarsi alla carriera da solista. Il loro sarà un vero e proprio “confronto” musicale  in un programma fresco e disteso che nella prima parte schiera Mozart e Beethoven. E si volge in riflessione e ripiegamento introspettivo nella “Sonata n. 2, Op. 100” di Brahms. Infine, la poesia tratta dall’Evgeny Onegin di Tchaikovsky, con un arrangiamento per violino e pianoforte (dello stesso Braunstein) su uno dei brani più celebri dell’opera, “Letter scene” (Act I).

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