Collettiva d’arte contemporanea allo spazio Zac di Palermo

Ai Cantieri Culturali alla Zisa al via il secondo capitolo del progetto espositivo della Fondazione Merz

di Redazione

Inaugurata la seconda parte del progetto espositivo di avvio di ZACentrale della Fondazione Merz negli spazi dello ZAC ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. La mostra collettiva “Ordo naturalis, ordo artificialis”, a cura di Beatrice Merz e Agata Polizzi, riprende la riflessione avviata a ottobre 2021 e l’arricchisce di nuovi spunti e dialoghi creativi. Visitabile fino prossimo 11 settembre, la mostra rievoca la contrapposizione tra cultura e spontaneità proposta da Roland Barthes e definisce un progetto espositivo caratterizzato da una forte sperimentazione, dove l’opera d’arte è intesa come oggetto di trasformazione e inversione delle regole. I lavori che compongono il percorso espositivo restituiscono riflessioni sul presente, sulla società e sul paesaggio, lavorando sull’idea di opera d’arte e innescando dialoghi tra diverse forme espressive.

La collettiva riparte dall’opera “Two or three things I know about monsters” (2016-2019) di Alfredo Jaar, il cui profetico monito rimane allestito sulla facciata del padiglione ZAC invitando il visitatore a coltivare le nobili qualità umane della solidarietà e della compassione. Al centro del progetto si ritrovano alcuni dei disegni e delle sculture di Marisa Merz e i due tavoli di Mario Merz, connettivi logici dei lavori presentati che innescano nuove forme di dialogo tra i lavori esposti.

Il percorso espositivo prosegue con le opere di Andreco, Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani (aterraterra), Michele Guido, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Icy and Sot, Giorgia Lupi e Ehren Shorday, Basim Magdy. Completa la narrazione la video-installazione Il Terzo Reich di Romeo Castellucci, che è stata visibile in occasione dell’inaugurazione, l’8 aprile, e lo sarà il 20 aprile, 25 maggio e 22 giugno alle 21,30. Ciascun contributo offre una chiave di lettura sul presente, giocando nella linea di confine tra realtà e illusione e costruendo un sistema di interpretazione che fa della combinazione artificiale di elementi naturali la propria forza. “Grazie al lavoro degli artisti presentati, – spiegano le curatrici – il progetto espositivo si rivela come un possibile moltiplicatore, un osservatorio allargato che rievoca l’urgenza di condividere idee e dubbi coinvolgendo più discipline, grammatiche e punti di vista”.

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