Il centro storico di Palermo come un grande museo diffuso

Firmato il Contratto istituzionale di sviluppo che porterà 90 milioni per proseguire il rilancio del cuore antico del capoluogo siciliano. Finanziati 17 progetti

di Guido Fiorito

Novanta milioni di euro per continuare il recupero del centro storico di Palermo. La firma con il ministero dei Beni culturali del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) riporta l’attenzione sul cuore antico della città, talmente grande da offrire ancora palazzi da recuperare, zone da valorizzare, angoli da riscoprire. Un recupero iniziato trent’anni fa, premiato dal riconoscimento Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità, che trova adesso finanziamenti importanti per 17 progetti:  11 presentati dal Comune, 5 dalla Regione e uno della Soprintendenza archivistica per il restauro e la riqualificazione della sede Gancia dell’Archivio di stato.

Palazzo Riso

La filosofia è quella di godere delle bellezze di Palermo camminando e il maggiore stanziamento, oltre 25 milioni, riguarda la riqualificazione delle pavimentazioni storiche e degli spazi aperti. Con altri due milioni per un progetto di illuminazione artistica degli itinerari Unesco e di percorsi pedonali nel centro storico. Ovvero più basole e meno asfalto. Un esempio è l’intervento presentato dalla Regione sul Museo regionale d’Arte moderna e contemporanea di palazzo Riso (6,5 milioni). “Si vuole creare un’area unica dalla piazza del Cancelliere fino a piazza Bologni, integrando con i nostri cortili, in modo che si possa raggiungere il Cassaro attraverso il museo – spiega il direttore Luigi Biondo -. L’idea generale è che il vero museo è il centro storico di Palermo”. Parte dello stanziamento sarà utilizzato per adeguare il museo agli standard europei.

Luigi Biondo

Per il progetto esecutivo dovrebbe essere coinvolto l’ordine degli architetti. “Le stanze dei cortili – dice Biondo – diventeranno botteghe artigianali e atelier di artisti. Saranno recuperate zone abbandonate come piazza del Cancelliere. Per l’esperienza che ho vissuto a Trapani, al tempo della Coppa America di vela, quando il pubblico fa interventi strutturali importanti poi il privato segue e investe. Anche a Trapani uno dei punti è stato il recupero delle antiche pavimentazioni e a Palermo per questo c’è un’ottima manodopera”.

Lo Spasimo

Si punta molto sul museo Riso. “Occorre potenziare l’offerta culturale della Sicilia – dice l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – recuperando spazi e relazioni nell’ambito dell’arte contemporanea”. Il polo beneficerà anche degli interventi di ristrutturazione e restauro dell’Albergo delle povere, in precedenza finanziati con altri 11 milioni. Lo stanziamento più importante (12,5 milioni) è per l’ex Collegio di San Rocco, in via Maqueda, oggi utilizzato dall’Università che sarà restaurato e destinato ad una nuova funzione espositiva. Altri progetti comunali riguardano il restauro del Monastero delle artigianelle di piazza Kalsa (7 milioni) e quello del Collegio della Sapienza alla Magione (5). Sono inseriti i completamenti di interventi allo Spasimo e nei locali comunali della zona di via Sant’Agostino. Tre dimore storiche torneranno a rivivere: Palazzo Gulì in corso Vittorio Emanuele, acquistato nel 1993 (2,2 milioni, completamento del restauro), all’Albergheria Palazzo Marchesi con la magnifica torre merlata (4,5 milioni) e palazzo Fiumetorto Giallongo, in passato vittima di alcuni crolli (6 milioni).

Via Vittorio Emanuele

Infine, il restauro dell‘ex convento di San Basilio di via Bandiera, che sarà destinato a casa delle culture (6 milioni). Alcuni interventi sono attesi da svariati anni. “Il centro storico – commenta il sindaco Leoluca Orlando – è stato un simbolo di degrado, conseguenza della speculazione e di scellerate scelte urbanistiche che avevano provocato lo spopolamento. Oggi è possibilità di sviluppo e rinascita civile, sociale ed economica”.

Il Museo Salinas

Gli altri progetti della Regione (in totale  4,5 milioni) riguardano il sistema museale integrato del centro storico (MuseoCity che coinvolge il centro regionale per il catalogo, palazzo Abatellis e il Salinas), GiocaMuseo (percorsi didattici via web con l’utilizzo di realtà aumentata), una mostra itinerante Sicilia, Grecia e Magna Grecia e sostegni ai servizi culturali e all’industria creativa con attenzione all’imprenditoria giovanile.

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