C’è un’altra Palermo nascosta sotto i nostri piedi

Il sottosuolo della città è ricco di testimonianze storiche, basta un semplice scavo per far riaffiorare le tante stratificazioni del tessuto urbano

di Emanuele Drago*

Spesso sentiamo favoleggiare di una Palermo sotterranea, di luoghi sconosciuti e ormai inarrivabili; tanto che, se qualcuno dovesse chiederci delle notizie più precise e dettagliate sui luoghi attualmente visitabili, scopriremmo che questo elenco è davvero scarno.

Tuttavia, che non si tratti di favole di romanzieri ce ne rendiamo conto non appena, per pura casualità, l’asfalto che ci separa dal sottosuolo viene eliminato. Insomma, basta un cantiere, o un improvviso squarciò sulla strada, per far riaffiorare le tante stratificazioni storiche che hanno interessato l’originario tessuto urbanistico della città punico romana prima, e cinquecentesca dopo.

Tombe islamiche in via Torremuzza

A comprovare la grande potenzialità archeologica, nonché la “voragine” delle conoscenze che sono ancora seppellite nel sottosuolo palermitano, sono tre diverse scoperte fatte recentemente a Palermo. L’ultima in ordine di tempo è avvenuta lo scorso novembre davanti al settecentesco palazzo che fu abitato dall’erudito principe di Torremuzza, vicino a piazza Kalsa. Durante la posa della fibra ottica, sotto il calpestio della strada, sono stati scoperti i resti di una tomba. Quasi a comprovare l’esistenza, sotto la grande piazza Kalsa, di una necropoli risalente al periodo della dominazione araba. E d’altronde Palermo non è nuova a scoperte del genere, che anzi in questi ultimi anni si sono intensificate.

Infatti, nell’arco di cinque anni – tra il 2013 e il 2017 – in tre diverse zone della città sono stati fatti altrettanti ritrovamenti di notevole importanza. Il primo è avvenuta all’inizio del dicembre del 2017, in via Guardione. Lì, infatti, nel sottosuolo, durante i lavori legati all’ammodernamento della rete idrica, sono emerse delle strutture islamiche e ben trenta tombe risalenti al periodo medievale.

Ponte delle Teste Mozze

La seconda scoperta è invece avvenuta appena un anno prima, in via Venere, ed ha riguardato il ritrovamento di tombe di età preistorica risalenti all’età del Rame, ovvero intorno al terzo millennio avanti Cristo. Infine, l’ultima scoperta è avvenuta in seguito alla realizzazione della rete tranviaria, in corso dei Mille. In quella circostanza, vicino al Ponte delle Teste mozze – che in seguito ai lavori è stato sostituito dal grande ponte bimodale – sono state rinvenute dodici tombe del periodo arabo-normanno. Ma chissà quante altre sono ancora nascoste in prossimità del fiume Oreto; o poste in fosse comuni; magari insieme ai corpi di altre anime e teste “decollate” che a suo tempo non trovarono spazio dentro l’omonima chiesa. Una cosa è certa: c’è ancora tanta Palermo da scoprire sotto i nostri passi.

*Docente e scrittore

Il sottosuolo della città è ricco di testimonianze storiche, basta un semplice scavo per far riaffiorare le tante stratificazioni del tessuto urbano

di Emanuele Drago*

Spesso sentiamo favoleggiare di una Palermo sotterranea, di luoghi sconosciuti e ormai inarrivabili; tanto che, se qualcuno dovesse chiederci delle notizie più precise e dettagliate sui luoghi attualmente visitabili, scopriremmo che questo elenco è davvero scarno.

Tuttavia, che non si tratti di favole di romanzieri ce ne rendiamo conto non appena, per pura casualità, l’asfalto che ci separa dal sottosuolo viene eliminato. Insomma, basta un cantiere, o un improvviso squarciò sulla strada, per far riaffiorare le tante stratificazioni storiche che hanno interessato l’originario tessuto urbanistico della città punico romana prima, e cinquecentesca dopo.

Tombe islamiche in via Torremuzza

A comprovare la grande potenzialità archeologica, nonché la “voragine” delle conoscenze che sono ancora seppellite nel sottosuolo palermitano, sono tre diverse scoperte fatte recentemente a Palermo. L’ultima in ordine di tempo è avvenuta lo scorso novembre davanti al settecentesco palazzo che fu abitato dall’erudito principe di Torremuzza, vicino a piazza Kalsa. Durante la posa della fibra ottica, sotto il calpestio della strada, sono stati scoperti i resti di una tomba. Quasi a comprovare l’esistenza, sotto la grande piazza Kalsa, di una necropoli risalente al periodo della dominazione araba. E d’altronde Palermo non è nuova a scoperte del genere, che anzi in questi ultimi anni si sono intensificate.

Infatti, nell’arco di cinque anni – tra il 2013 e il 2017 – in tre diverse zone della città sono stati fatti altrettanti ritrovamenti di notevole importanza. Il primo è avvenuta all’inizio del dicembre del 2017, in via Guardione. Lì, infatti, nel sottosuolo, durante i lavori legati all’ammodernamento della rete idrica, sono emerse delle strutture islamiche e ben trenta tombe risalenti al periodo medievale.

Ponte delle Teste Mozze

La seconda scoperta è invece avvenuta appena un anno prima, in via Venere, ed ha riguardato il ritrovamento di tombe di età preistorica risalenti all’età del Rame, ovvero intorno al terzo millennio avanti Cristo. Infine, l’ultima scoperta è avvenuta in seguito alla realizzazione della rete tranviaria, in corso dei Mille. In quella circostanza, vicino al Ponte delle Teste mozze – che in seguito ai lavori è stato sostituito dal grande ponte bimodale – sono state rinvenute dodici tombe del periodo arabo-normanno. Ma chissà quante altre sono ancora nascoste in prossimità del fiume Oreto; o poste in fosse comuni; magari insieme ai corpi di altre anime e teste “decollate” che a suo tempo non trovarono spazio dentro l’omonima chiesa. Una cosa è certa: c’è ancora tanta Palermo da scoprire sotto i nostri passi.

*Docente e scrittore

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