Quando Catania fu cancellata dal terremoto

Una città distrutta, un autore dimenticato, migliaia di vite spezzate, tante memorie cancellate per sempre. Dopo tre secoli, il volume “La Catania Destrutta” di Domenico Gugliemini riemerge dalla polvere del tempo in un libro di Ivan Nicosia, guida turistica catanese, appassionato di beni culturali.

Il libro riporta indietro le lancette dell’orologio a quei giorni di inferno del 1693 quando una serie di scosse di terremoto cancellarono parte della storia della città. È una testimonianza assai rara, nel suo genere, di racconto-documentario che, accostando insieme diverse fonti testimoniali, mette in scena, con un taglio quasi cinematografico, le fasi del terremoto che, il 9 e 11 gennaio 1693, distrusse Catania e le altre città del Val di Noto.

Questa peculiarità permette di attribuire al testo un grande valore, quale evocazione di uno dei momenti più drammatici della storia locale, la cui lettura potrebbe anche essere utilizzata ai fini di una maggiore sensibilizzazione sulle problematiche relative al rischio sismico. Ulteriore merito dell’opera è quello di presentarci un’immagine della Catania pre terremoto, che oggi può contribuire alla ricostruzione della forma urbana seicentesca.

Il trailer per il libro è stato realizzato da Desirè Zappalà.

Una città distrutta, un autore dimenticato, migliaia di vite spezzate, tante memorie cancellate per sempre. Dopo tre secoli, il volume “La Catania Destrutta” di Domenico Gugliemini riemerge dalla polvere del tempo in un libro di Ivan Nicosia, guida turistica catanese, appassionato di beni culturali.

Il libro riporta indietro le lancette dell’orologio a quei giorni di inferno del 1693 quando una serie di scosse di terremoto cancellarono parte della storia della città. È una testimonianza assai rara, nel suo genere, di racconto-documentario che, accostando insieme diverse fonti testimoniali, mette in scena, con un taglio quasi cinematografico, le fasi del terremoto che, il 9 e 11 gennaio 1693, distrusse Catania e le altre città del Val di Noto.

Questa peculiarità permette di attribuire al testo un grande valore, quale evocazione di uno dei momenti più drammatici della storia locale, la cui lettura potrebbe anche essere utilizzata ai fini di una maggiore sensibilizzazione sulle problematiche relative al rischio sismico. Ulteriore merito dell’opera è quello di presentarci un’immagine della Catania pre terremoto, che oggi può contribuire alla ricostruzione della forma urbana seicentesca.

Il trailer per il libro è stato realizzato da Desirè Zappalà.

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Alla scoperta del qanat Gesuitico Alto

Viaggio all’interno di una delle più antiche reti idriche sotterranee della città, utilizzata a partire dalla dominazione araba. Una complessa opera d’ingegneria idraulica visitabile con Le Vie dei Tesori e il gruppo speleologico del Cai.

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Notte bianca Unesco con Le Vie dei Tesori

Sono stati 12.700 i visitatori che hanno esplorato i monumenti dell’itinerario arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù. Il luogo più gettonato è stato il Palazzo Reale, con lo straordinario “bagno” nei mosaici della Cappella Palatina

Sono stati 12.700 i visitatori che hanno esplorato i monumenti dell’itinerario arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù. Il luogo più gettonato è stato il Palazzo Reale, con lo straordinario “bagno” nei mosaici della Cappella Palatina

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Riapre l’ufficio di Boris Giuliano nel chiostro della Questura

Ricostruito l’ambiente di lavoro del poliziotto ucciso dalla mafia. Su una scenografia creata per l’occasione, è stata posizionata la scrivania piena di faldoni. È visitabile in occasione de Le Vie dei Tesori

di Redazione

Ultimo giorno per visitare l’ufficio di Boris Giuliano, ricostruito per Le Vie dei Tesori nell’atrio della Questura di Palermo. C’è tempo solo questa mattina, dalle 10 alle 15, per scoprire l’allestimento dell’ambiente di lavoro del poliziotto ucciso dalla mafia nel 1979.  C’è la sua scrivania, piena di faldoni, con timbri, penne, telefono e perfino il ventilatore. Tutto come era una volta. Su uno sfondo scenografico creato per l’occasione, è stata posizionata la scrivania su cui Giuliano lavorava, e in un gioco di prospettive, da dietro il mobile appare una sagoma in cartone a grandezza reale ottenuta da una fotografia del vice questore in compagnia del piccolo figlio.

Ricostruito l’ambiente di lavoro del poliziotto ucciso dalla mafia. Su una scenografia creata per l’occasione, è stata posizionata la scrivania piena di faldoni. È visitabile in occasione de Le Vie dei Tesori

di Redazione

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Boccadifalco record: oltre 950 visite nel primo weekend

Un itinerario già sold out, due percorsi su prenotazione pieni di storia e testimonianze. In questo video vi mostriamo un assaggio di ciò che si potrà vedere nell’ex scalo militare

di Redazione

Palermo vista dall’alto o attraverso le sue “viscere”, quei rifugi antiaerei utilizzati anche come deposito munizioni durante la Seconda guerra mondiale. E, ancora, la torre di controllo dello scalo dove si è fatta la storia dell’aviazione del Sud Italia, una mostra fotografica, due bunker, il giardino di Villa Natoli e l’hangar con i velivoli. In questo video de Le Vie dei Tesori vi diamo un assaggio di ciò che scopriranno i nostri visitatori all’interno dei due percorsi previsti nel Festival, oltre al battesimo del volo a bordo di un piper, già sold out.

Boccadifalco è uno dei luoghi visitabili solo su prenotazione acquistando i coupon da questo link (al costo di 3 euro a persona).

Ha debuttato quest’anno con Le Vie dei Tesori, ma nel primo weekend del festival ha contato già più di 950 visitatori che hanno scelto di vedere l’ex scalo militare di Boccadifalco, una città nella città, con i suoi ampi spazi verdi, i bunker, i velivoli storici e moderni esposti tra gli scatti d’epoca in bianco e nero.

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di Redazione

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Boccadifalco è uno dei luoghi visitabili solo su prenotazione acquistando i coupon da questo link (al costo di 3 euro a persona).

Ha debuttato quest’anno con Le Vie dei Tesori, ma nel primo weekend del festival ha contato già più di 950 visitatori che hanno scelto di vedere l’ex scalo militare di Boccadifalco, una città nella città, con i suoi ampi spazi verdi, i bunker, i velivoli storici e moderni esposti tra gli scatti d’epoca in bianco e nero.

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Le Vie dei Tesori al Tgr Rai Sicilia

L’edizione 2018 de Le Vie dei Tesori ha preso il via. Ecco il servizio sulla presentazione del festival andato in onda il 13 settembre al Tgr Rai Sicilia

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Le Vie dei Tesori abbracciano le città

Una corsa che culmina nell’abbraccio simbolico dei monumenti delle nostre città. Questo il messaggio che il visual artist Giuseppe La Spada, ha voluto dare nel video che lancia l’edizione 2018 del Festival Le Vie dei Tesori.

“Viviamo in un’epoca in cui siamo sempre connessi col digitale e questi luoghi sono come un hard disk contenente il Dna dei nostri avi. Noi ci siamo connessi per ascoltare le loro storie”, così La Spada spiega il senso della campagna di comunicazione allestita per il Festival, che quest’anno coinvolge 300 luoghi in Sicilia e 130 a Palermo.

“Amare i nostri posti vuol dire anche tutelarli, difenderli – ha aggiunto La Spada – questi luoghi sono la nostra identità distintiva, dobbiamo abbracciarli nel vero senso della parola”.

Una corsa che culmina nell’abbraccio simbolico dei monumenti delle nostre città. Questo il messaggio che il visual artist Giuseppe La Spada, ha voluto dare nel video che lancia l’edizione 2018 del Festival Le Vie dei Tesori.

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“Amare i nostri posti vuol dire anche tutelarli, difenderli – ha aggiunto La Spada – questi luoghi sono la nostra identità distintiva, dobbiamo abbracciarli nel vero senso della parola”.

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Alla scoperta dei gioielli barocchi di Giacomo Amato

Una passeggiata tra le strade della Kalsa, quartiere di Palermo in cui sono concentrate le maggiori opere dell’architetto

di Redazione

Una serata tra le strade della Kalsa alla scoperta dei gioielli architettonici di Giacomo Amato. L’appuntamento è fissato per sabato 18 agosto alle 21, all’interno della manifestazione “Le Notti di BcSicilia”.

L’evento “Giacomo Amato, architetto barocco a Palermo” avrà inizio dal quartiere della Kalsa, luogo in cui sono concentrate le maggiori opere del maestro, e proseguirà poi verso la casa dei padri Crociferi in via Maqueda, dove Amato visse e lavorò come architetto, realizzando agli inizi del ‘700 il monumentale scalone di accesso (per la prima volta aperto al pubblico), e dove morì, all’interno della chiesa di Santa Ninfa.

Alle opere di Giacomo Amato abbiamo anche dedicato un video della nostra rubrica “Le Vie della Kalsa”, in cui lo storico Claudio Gulli ha svelato alcuni “segreti” delle sue architetture.

La visita di sabato è promossa dalla Cooperativa Dedalus, I labirinti dell’arte e BcSicilia, per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, con il patrocinio dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Per partecipare, è necessario prenotarsi, telefonando ai numeri 3270256906, oppure 3483648486.

Una passeggiata tra le strade della Kalsa, quartiere di Palermo in cui sono concentrate le maggiori opere dell’architetto

di Redazione

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L’evento “Giacomo Amato, architetto barocco a Palermo” avrà inizio dal quartiere della Kalsa, luogo in cui sono concentrate le maggiori opere del maestro, e proseguirà poi verso la casa dei padri Crociferi in via Maqueda, dove Amato visse e lavorò come architetto, realizzando agli inizi del ‘700 il monumentale scalone di accesso (per la prima volta aperto al pubblico), e dove morì, all’interno della chiesa di Santa Ninfa.

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La visita di sabato è promossa dalla Cooperativa Dedalus, I labirinti dell’arte e BcSicilia, per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, con il patrocinio dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Per partecipare, è necessario prenotarsi, telefonando ai numeri 3270256906, oppure 3483648486.

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Ballarò diventa una tela da dipingere

Inaugurate le “Cartoline da Ballarò”, cinque pitture urbane realizzate nel centro storico di Palermo. Il progetto, nato da un’idea di Igor Scalisi Palminteri e Andrea Buglisi, ha coinvolto alcuni artisti della scena pittorica palermitana: oltre agli stessi ideatori, a realizzare i murales sono stati anche Fulvio Di Piazza, Alessandro Bazan e Angelo Crazyone. Le opere monumentali degli artisti sono state pensate e progettate per dialogare, ciascuna a suo modo, con il tessuto urbano e la comunità residente del quartiere.

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Cuticchio a Roncisvalle sulle orme dei paladini

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Le vie dei Tesori News

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