Tutte le esperienze del secondo weekend

Dalla Mazara sotterranea al kitesurf a pelo d’acqua sullo Stagnone, fino agli storici torronifici di Caltanissetta e all’amatissimo Castello della Colombaia di Trapani

di Redazione

Perdersi tra le cave della Mazara sotterranea o gustare lo storico torrone di Caltanissetta. Fare un percorso benessere tra le saline di Marsala, dove si può provare anche l’ebbrezza del kitesurf a pelo d’acqua sullo Stagnone, o scoprire il vicino Castello della Colombaia a Trapani. Sono alcune delle esperienze del prossimo weekend de Le Vie dei Tesori, che ha preso il via la scorsa settimana nelle prime sette città, mettendo insieme settemila visitatori sparsi per tutta la Sicilia (ve ne abbiamo parlato qui).

Le cave di Mazara

Dal prossimo fine settimana, dunque, iniziando dalla “debuttante” Mazara del Vallo alla sua prima partecipazione al Festival, cominciano le esperienze alla scoperta della città sotterranea, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre alle 17,30 e il weekend successivo, 26 e 27, alla stessa ora (qui per prenotare). Un patrimonio nascosto e pressoché sconosciuto di oltre duecentomila metri quadrati, tra parchi, gallerie, caverne e giardini, perfettamente integrati nel tessuto urbano, a circa un chilometro dal centro, differenti per morfologia, età, tecniche estrattive, tracce ed evoluzioni. È la visita al particolarissimo museo “Evocava” nato per valorizzare le cave della città.

Torronificio Tentazioni e sapori a Caltanissetta

Da Mazara ci si sposta al centro della Sicilia. Precisamente a Caltanissetta, dove si potranno visitare due storici torronifici, scoprendo una tradizione storica che nasce dalla seconda metà dell’Ottocento e arriva fino ad oggi. Sabato 19, alle 10 e alle 13, si scoprirà il Torronificio Geraci (qui per prenotare), mentre domenica 20, alle 16 e alle 17,30, tocca al torronificio Tentazioni e sapori (qui per prenotare).

 

Area archeologica a Mozia

C’è l’imbarazzo della scelta a Marsala, che propone tante esperienze inedite. È già sold out il volo in piper sullo Stagnone, ma si potrà scoprire Mozia con una visita archeologica ai luoghi di produzione degli oggetti d’argilla per scoprire un aspetto della vita quotidiana dei moziesi. Le visite, vere e proprie esperienze sul campo, saranno condotte dall’archeologa Pamela Toti della Fondazione Whitaker, sabato 19 alle 10,30, alle 15 e alle 17 (qui per prenotare). Una seconda esperienza sempre alla scoperta di Mozia la offre il team di Lorenzo Nigro che con i suoi studenti sta conducendo campagne di scavo sull’isola promosso dall’università romana della Sapienza, domenica 20 settembre, alle 10 e alle 17, ci si calerà nella “Storia segreta dei Whitaker”, strettamente legata a Mozia (qui per prenotare).

Salina Genna a Marsala

Sempre a Marsala, poi sabato e domenica, dalle 10 alle 18, uno speciale percorso benessere nella Salina Genna, tra le più antiche, l’unica dove ancora oggi i “salinari” raccolgono il sale marino completamente “a mano”, senza alcun mezzo meccanico (qui per prenotare). Dallo scrub che purifica i pori ed elimina le tossine, all’inalazione dei vapori ad alta concentrazione di sale e quindi di iodio, per liberare le vie respiratorie. Un vero e proprio percorso di haloterapia, immersi nello straordinario contesto della Riserva. Sempre sabato e domenica, dalle 10 alle 18, da non perdere il kitesurf a pelo d’acqua sullo Stagnone (qui per prenotare), ma ci sarà anche il tempo per salire su un Sup (acronimo per stand up paddle, il surf con la pagaia) e fare un giro della laguna, alla ricerca degli uccelli che qui vivono indisturbati (qui per prenotare).

Palazzo D’Alì a Trapani

Infine, Trapani, dove sabato e domenica, dalle 10 alle 18, tornano le visite all’amatissimo Castello della Colombaia, fortezza circondata dal mare che si raggiunge in barca (qui per prenotare). Gli stessi giorni, alle 11 e alle 17, invece una speciale visita teatralizzata nell’antico Palazzo D’Alì, oggi sede del Municipio, dove un’attrice nel ruolo di Donna Clotilde, figlia del senatore Giuseppe e della baronessa Rosalia Chiaramonte Bordonaro, vi parlerà della vita nel palazzo, delle cerimonie, dei balli; farà visitare le stanze, mostrando affreschi e dipinti, tra cui uno sull’acquedotto della città (qui per prenotare).

Uno dei bus di Labisi

Quest’anno, poi, alcune delle città del Festival sono comodamente raggiungibili in bus, partendo la mattina da Palermo e rientrando in serata. È l’iniziativa de Le Vie dei Tesori in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Domenica prossima, 20 settembre, si potranno scoprire Marsala e Messina, mentre il 27 settembre si partirà alla volta di Mazara del Vallo, Naro e Sambuca (qui per le prenotazioni).

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Si svelano i tesori del Palazzo Vescovile

In occasione del Festival si possono visitare alcune stanze normalmente non aperte al pubblico: la sala degli stemmi e la cappella privata del vescovo

di Giulio Giallombardo

È il cuore religioso di Mazara del Vallo. Batte nella centrale piazza della Repubblica e adesso apre per la prima volta al pubblico in occasione del Festival Le Vie dei Tesori, che ha fatto il suo debutto in città lo scorso weekend. È il Palazzo Vescovile, sede della Diocesi più estesa e ricca della Sicilia, che a partire da venerdì 18 settembre, svela alcune delle sale normalmente non aperte alle visite. Ci sono due fine settimana per scoprire il maestoso edificio cinquecentesco fatto edificare dal vescovo Bernardo Ganche: venerdì 18 e sabato 19 settembre, dalle 10 alle 13, e il weekend successivo 25 e 26, alla stessa ora (qui per prenotare la visita). Inoltre, a Mazara il Festival ha un giorno in più rispetto alle altre città per le visite: il weekend inizia, infatti, il venerdì e termina la domenica (qui tutti i luoghi da visitare a Mazara).

Atrio del Palazzo Vescovile

Il Palazzo Vescovile è una delle chicche di questo debutto mazarese, che avviene in collaborazione col Comune, con la Diocesi e con il supporto logistico dei giovani dell’associazione Periferica. La visita comincia da piazza della Repubblica, dove si affaccia il prospetto dell’edificio, costruito nel 1583, dove un tempo sorgeva il palazzo-fortezza della potente famiglia Chiaramonte, governatori di quasi tutto il Val di Mazara. Varcato il portale dell’imponente facciata ottocentesca di gusto neoclassico, si accede all’interno dell’atrio con una fontana che anticamente doveva essere un sarcofago e una loggia con archi a tutto sesto. Camminando verso il salone d’ingresso, nella cornice architettonica del piano nobile, si staglia un crocifisso ligneo di ignoto autore risalente al Settecento.

 

Addentrandosi sempre di più all’interno, si è avvolti dalle preziose pitture e sculture policrome, tra cui i dipinti del pittore trapanese Domenico La Bruna, del cremonese Giovan Paolo Funduri e del siciliano Orazio Ferraro. All’interno del salone di ingresso, dal soffitto ligneo a cassettoni decorato, si possono ammirare diverse opere d’arte tra cui spicca l’adorazione dei Magi. Nello stesso salone, c’è anche una copia del cosiddetto “Spasimo di Sicilia” di Raffaello, del 1517, che si trova attualmente al Museo del Prado di Madrid. La visita prosegue, poi, nella sala degli stemmi – normalmente chiusa al pubblico – dove il vescovo Gache fece realizzare sulle pareti gli stemmi dei suoi predecessori e un soffitto ligneo a cassettoni, poi rimaneggiato nel 1600, che reca ancora oggi lo stemma del vescovo del tempo, monsignor Marco La Cava. Dalla sala degli stemmi si accede alla cappella privata del vescovo, un ambiente intimo e spirituale, completamente ristrutturato negli anni ’80 del secolo scorso.

Una delle sale del Palazzo Vescovile

“A volte l’occhio si abitua e lo spirito non si nutre – ha detto il vescovo di Mazara, Domenico Mogavero – . Ecco, Le Vie dei Tesori è pensato da persone entusiaste, da gente che ci crede: ecco siamo felici di essere al loro fianco. Perché questa nuova realtà fluida, di meticciato, è unica e chi la sostiene dovrebbero essere le istituzioni e non i privati”.

Anche quest’anno, è previsto il servizio di collegamento in pullman da Palermo alle altre città del festival. Chi vuole visitare Mazara del Vallo, potrà farlo domenica 27 settembre con partenza alle 9 e rientro in serata (qui per prenotare un posto sul bus). Per informazioni scoprire tutti i luoghi, esperienze e passeggiate di Mazara cliccare qui https://leviedeitesori.com/mazara/. Per tutte le informazioni sul festival visitare il sito https://leviedeitesori.com/festival-le-vie-dei-tesori/. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Tutte le passeggiate del secondo weekend

Si va alla scoperta dei vicoli di Mazara e di Sambuca o sulle orme dei minatori di Caltanissetta, fino a ripercorrere il cammino dei cavalieri a Messina

di Redazione

Passeggiare lungo il porto di Mazara o ripercorrere il cammino dei minatori a Caltanissetta. E ancora, andare a Messina sulle orme degli antichi cavalieri o scoprire i vicoli saraceni di Sambuca. Sono le passeggiate del secondo weekend de Le Vie dei Tesori, che ha preso il via nelle prime sette città sabato e domenica scorsi con un bilancio complessivo di settemila visite (ve ne abbiamo parlato qui). Adesso, in vista del secondo weekend, con ottanta luoghi aperti tra Bagheria, Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Caltanissetta, Messina e Sambuca, sono sei le passeggiate in programma, di cui due già sold out, quella di Trapani ispirata all’Odissea secondo Samuel Butler e l’antico cammino dei minatori di Gessolungo a Caltanissetta (ve ne abbiamo parlato qui).

Mazara del Vallo

Si comincia da Mazara, dove si potrà scegliere tra due passeggiate (qui per prenotarle). La prima, sabato 19 e domenica 20 settembre, alle 17 e alle 18, percorrerà le stradine della Casbah, rievocando la leggenda del Moro, decapitato per gelosia dalla sua amante, e diventato uno dei simboli della Sicilia. Nella seconda passeggiata, stessi giorni e stessa ora, si scoprirà il porto, da sempre punto di riferimento per la città. La comunità marinara di Mazara ha una storia e un’identità talmente forte che nel corso dei secoli si sono sviluppate delle tradizioni circoscritte fermamente all’interno di questo ambiente. I canti, gli aneddoti, le feste e le ricorrenze raccontano la storia del rapporto che lega gli abianti di questa città al mare.

Uno dei vicoli di Sambuca

Dal mare di Mazara ai vicoli di Sambuca. Ci sono ancora pochi posti disponibili per la passeggiata del 20 settembre alle 10,30, guidata da Antonello Di Giovanna (qui per prenotare), che vi porterà alla scoperta la millenaria storia e le anime molteplici del borgo, tra i vicoli saraceni del centro e i palazzi di corso Umberto. I primi consentono di leggere l’impianto urbanistico del quartiere realizzato a difesa del Castello dell’Emiro fondatore: Al Zabut, Lo Splendido. Un intricato reticolo di vie strette che si aprono su ammalianti vicoli e cortili. I palazzi, invece, raccontano la grandezza della borghesia dal Seicento fino all’Unità d’Italia. A Messina, infine, l’Associazione Aura, domenica 20 alle 10,30, condurrà una passeggiata sulle orme degli antichi cavalieri (qui per prenotare). Seguendo idealmente il filo rosso che lega i tre più importanti priorati – giovannita, templare e teutonico – il percorso, che parte e termina davanti alla chiesa di San Giovanni di Malta, rievoca le gesta dei cavalieri, la loro nota ospitalità e l’accesa devozione.

La chiesa di San Giovanni di Malta a Messina

Quest’anno, poi, alcune delle città del Festival sono comodamente raggiungibili in bus, partendo la mattina da Palermo e rientrando in serata. È l’iniziativa de Le Vie dei Tesori in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Domenica prossima, 20 settembre, si potranno scoprire Marsala e Messina, mentre il 27 settembre si partirà alla volta di Mazara del Vallo, Naro e Sambuca (qui per le prenotazioni).

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Le Vie dei Tesori al via con settemila visite

Buona affluenza soprattutto nella “debuttante” Bagheria e nelle tre città del Trapanese: le veterane Trapani e Marsala, tallonate da Mazara del Vallo

di Redazione

Settemila visitatori in sette città, grandi e piccole, ottanta luoghi aperti, le passeggiate pressoché esaurite ovunque, nonostante la domenica abbia dovuto fare i conti con il maltempo. Le Vie dei Tesori archivia il suo primo weekend registrando una buona affluenza soprattutto nella “debuttante” Bagheria e nelle tre città del Trapanese: le veterane Trapani e Marsala, tallonate dall’altra debuttante, Mazara; seguono Messina e Caltanissetta, alla loro quarta partecipazione al festival, chiude il borgo-gioiello di Sambuca, e nel terzo weekend si aggiungerà anche Naro.

Passeggiata a Trapani

Certo, non possono essere i numeri degli anni scorsi – gli ingressi sono contingentati e a piccoli gruppi -, ma è un’edizione che deve fare i conti con le misure di sicurezza, con la ridotta presenza di turisti, con l’assenza degli studenti delle scuole. Un’edizione che, al contrario delle precedenti, si svolge solo sabato e domenica e non venerdì. Ma, nonostante tutto, si rinasce nella bellezza, come recita il claim di questo Festival 2020 (qui una guida pratica all’edizione di quest’anno). Nonostante i numeri contingentati – e calibrati su ogni singolo luogo -, le norme anti Covid osservate in ogni sito, l’obbligo della mascherina e la prenotazione caldamente consigliata, il lavoro preparatorio del Festival ha sortito i suoi frutti: ovunque un pubblico preparato, curioso, desideroso di riappropriarsi degli spazi. Età eterogenea, piccoli gruppi e moltissime coppie, in gran parte siciliani o tutt’al più italiani, sparuti turisti.

Le Vie dei Tesori a Bagheria

Ha riscosso più successo Bagheria, vera nobile debuttante: qui Le Vie dei Tesori – che quest’anno ha il supporto di UniCredit come main sponsor – ha costruito un programma che riscopre la famosa “città delle ville”: buona affluenza nei siti, e bei numeri soprattutto a Villa Cattolica, con il Museo Guttuso, e a Palazzo Butera dove si ascoltava la storia dell’affresco del Borremans; molta curiosità per i due musei-gioiello, quello dedicato all’acciuga e quindi a tutta l’arte marinara, e l’altro sul mondo del giocattolo d’antan; tutti pieni gli slot orari per la casa d’artista Oasi Blu, dove però si entrava a soli in 4 visitatori per volta.

La Torre della Colombaia

Spostandosi sulla costa occidentale, la fa da padrona – come avviene da due anni, ed è sempre una gradita conferma – la città di Trapani dove alle visite in barca verso la Torre della Colombaia (che è sempre il sito più gettonato in assoluto), quest’anno si aggiungono i sontuosi saloni di Villa Aula; e le due passeggiate previste sono andate esaurite in poche ore. Marsala è stata forse la città che più ha sofferto il maltempo di domenica, visto che ha dovuto rinunciare sia ai voli in Piper sullo Stagnone – sono stati riprogrammati e aggiunti due slot orari, visto che sono andati sold out in poche ore -, che alle visite ai cantieri di scavo a Mozia. Il sito più amato resta sempre Palazzo VII Aprile con la sua terrazza mozzafiato.

Le Vie dei Tesori a Mazara

La tallona da vicino e insidia il podio di bronzo, la debuttante Mazara del Vallo che ha rinviato le visite al complesso Vescovile al prossimo weekend, ma che comunque ha visto i visitatori amare moltissimo la chiesa di San Francesco, aperta da pochi mesi dopo il restauro. Hanno sofferto le due veterane Messina e Caltanissetta, quest’ultima afflitta dal maltempo per tutto il weekend: la pioggia ha scoraggiato le visite fuori porta nei bellissimi siti inediti negli immediati dintorni di Messina (l’eterno vincitore affacciato sullo Stretto è sempre Forte San Salvatore); mentre a Caltanissetta, ai luoghi all’aperto sono stati preferiti palazzi e chiese, primo fra tutti il Palazzo del Carmine con il “teatro meccanico” Regina Margherita. Chiude la lista Sambuca: nel borgo dei borghi i visitatori sono stati accolti dai sorrisi dei volontari e dalle “minne di vergini”, il dolce tipico del paese, mentre il luogo più amato è stato Palazzo Panitteri, tallonato da Casa Amodeo.

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Le Vie dei Tesori, ecco la guida pratica del Festival

Inizia la 14esima edizione del Festival nelle prime città di settembre. I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, nel pieno rispetto delle norme anticovid

di Redazione

L’attesa è finita. Da domani comincia la 14esima Festival Le Vie dei Tesori che per due mesi trasformerà 15 città e borghi siciliani in musei diffusi. Mai come quest’anno è necessario ripartire, in piena sicurezza e rinascere dalla bellezza dei luoghi, siano essi palazzi, chiese o affreschi ritrovati, villaggi fantasma o ville eleganti. Così, si comincia nelle prime otto città in cui il Festival si svolgerà per tre weekend (sabato e domenica) dal 12 al 27 settembre: Bagheria, Caltanissetta, Messina, Marsala, Mazara del Vallo, Trapani, Sambuca, con Naro che si aggiunge il 26 e 27 settembre (qui per scoprire i luoghi e prenotare i coupon). Dal 3 ottobre, la seconda parte del Festival: toccherà a Catania, Ragusa, Scicli e Noto, Sciacca, Monreale e l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre. Trecento luoghi in tutto, alcuni inediti, altri graditi ritorni, dove si entrerà sabato e domenica, preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid.

Villa Ramacca a Bagheria

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione online, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o agli info point presenti nelle diverse città. Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori: storici dell’arte, architetti, botanici, urbanisti. Insomma, il fascino dello storytelling – che è poi il vero marchio di fabbrica del Festival – resterà intatto. Per le modalità di ascolto delle audioguide c’è un sistema innovativo che rende facilissimo l’ascolto dal proprio telefono cellulare. Dopo avere smarcato il Qr code all’ingresso, basta cliccare su “Ascolta” e l’audioguida del luogo partirà automaticamente. Ma per tutte le domande, i chiarimenti, i consigli, le curiosità, l’assistenza, è disponibile il centro informazioni del Festival, al numero 0918420000, tutti i giorni della settimana dalle 10 alle 18, compresi sabato e domenica.

Casa Lombardo a Mazara

Quest’anno, inoltre, ci si può iscrivere all’associazione Amici delle Vie dei Tesori (qui il link), che oltre a offrire la priorità di prenotazione, consente di vivere iniziative culturali tutto l’anno e accedere a interessanti sconti. Le prenotazioni prioritarie nelle prime città si sono concluse il 4 settembre, per quelle che vivranno il Festival ad ottobre gli “Amici” potranno prenotare a partire dal 16 settembre fino al 20 settembre. Dal 21 settembre le prenotazioni saranno aperte a tutti. Come gli altri anni, poi, in caso di condizioni meteo avverse o altri impedimenti, le esperienze prenotate saranno recuperate in altre date o in alternativa i coupon saranno rimborsati. Per tenersi aggiornati su eventuali cambiamenti di programma, visitare la pagina “Ultim’ora” sul sito del Festival (questo il link).

Cantine Pellegrino a Marsala

Chi ha il coupon multi-ingresso da 10 o da 4 visite, potrà prenotare on line i luoghi che vuole vedere inserendo il codice coupon e seguendo le istruzioni, oppure presentarsi direttamente all’ingresso dei luoghi ed entrare, ma sempre se ci sono ancora posti disponibili. Il coupon, come sempre, sarà valido fino a esaurimento del suo valore. I coupon multipli sono validi, per lo più su base provinciale o di contiguità territoriale.

Kitesurf allo Stagnone

Quest’anno, poi, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche. “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo o cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un fine settimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato.

Uno dei bus di Labisi

Tornano, infine, i viaggi in pullman per vivere la Sicilia come un unico, vero “museo diffuso”. Partendo la mattina da Palermo, si potranno raggiungere comodamente in pullman le altre città del Festival e dopo le visite, rientrare in serata. È l’iniziativa delle Vie dei Tesori in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. A settembre si potranno scoprire Marsala e Messina (20 settembre); Mazara del Vallo, Naro e Sambuca (27 settembre). Nel pieno rispetto di tutte le normative anti-Covid, visto che i bus vengono sanificati prima di ogni tour, sono muniti di dispenser con gel igienizzante, e, oltre alla pulizia, viene svolta una accurata manutenzione degli impianti di riscaldamento e condizionamento (qui per prenotare il viaggio in bus).

Informazioni e prenotazioni su www.leviedeitesori.com.

Le Vie dei Tesori a Sambuca e Naro

Il Festival ritorna nei due borghi agrigentini aprendo chiese, palazzi e musei. Saranno visitabili in tutto diciannove siti, completati da quattro passeggiate

di Redazione

Torri, chiese, palazzi e musei in due borghi-gioiello tutti da scoprire. Le Vie dei Tesori torna per la seconda volta a Sambuca di Sicilia e Naro. Il Festival che ogni anno trasforma le città siciliane in “musei diffusi”, si inaugura sabato prossimo, 12 settembre, e andrà avanti fino all’8 novembre in quindici tra città e borghi (qui per saperne di più). I weekend a Sambuca saranno tre, il sabato e la domenica, fino al 27 settembre; Naro si aggiunge soltanto il 26 e 27 settembre. I due borghi agrigentini l’anno scorso avevano ottenuto un bellissimo successo inatteso di quasi seimila visitatori, quest’anno si visiteranno con un unico coupon, utilizzabile in tutti i siti, visitabili preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid (qui per scoprire come funziona il Festival quest’anno).

Chiesa di Santa Caterina a Sambuca

Nell’anno in cui l’emergenza ha portato a riscoprire un turismo slow, spesso sostenibile, attento ai luoghi, Le Vie dei Tesori si è trovata già un passo avanti. Perché sia Sambuca che Naro sono due borghi-gioiello: la prima con la luce morbida che accarezza le cave di tufo, le case recuperate con un’intelligente operazione di marketing, l’attenzione per i suoi personaggi illustri, Navarro o Gianbecchina, ma anche l’area archeologica punica che sembra proteggerla dall’alto. Il festival, che quest’anno è sostenuto da Unicredit, a Sambuca ha il supporto del Comune. “Le Vie dei Tesori ci permettono di riscoprirci – spiegano il sindaco Leonardo Ciaccio e il vicesindaco, e assessore alla Cultura, Giuseppe Cacioppo – ci riappropriamo del nostro territorio. E soprattutto i sambucesi ritroveranno la chiesa della Concezione, chiusa da due anni per restauri; o potranno salire a Monte Adranone dove già questa estate abbiamo organizzato degli spettacoli molto seguiti”.

Uno scorcio di Naro

E poi c’è Naro, arroccata, che nasconde un barocco sontuoso, anche se profondamente diverso da quello del Val di Noto. Anche qui il festival è alla sua seconda esperienza (qui tutti i luoghi e le passeggiate in programma). “Sono orgogliosa di riavere nella mia città questo importante appuntamento turistico culturale che valorizza nella sua pienezza tutte le bellezze della Fulgentissima”, sottolinea il sindaco Maria Grazia Brandara.

Casa Giambecchina Adragna a Sambuca

A Sambuca si potranno visitare dodici luoghi, con un collegamento netto tra il cuore antico di Zabut e le sue immediate vicinanze, sulle tracce di personaggi illustri che qui hanno scelto di vivere (qui tutti i luoghi). A partire dal “pittore degli umili” Gianbecchina di cui si visiteranno sia la pinacoteca cittadina, nata dal lascito alla città, che (novità di quest’anno) la casa-studio sulla collina di Adragna. E ancora, si cercheranno le passioni dello scrittore (ignorato alla massa), amico di Verga e Capuana: a Emanuele Navarro della Miraglia è dedicata un’importante biblioteca allestita dalla Banca Sicana. Sarà una vera scoperta curiosa anche la “macchina” ottocentesca nascosta nella Torre dell’Orologio, che si raggiungerà con un ripida scaletta a chiocciola.

Le Purrere

Riaprirà le porte dopo due anni, dopo un lungo restauro, la Chiesa della Concezione con il suo bellissimo portale arabo normanno, monumento nazionale, che proviene dall’ormai distrutta chiesa di San Nicolò di Adragna. E un portale simile lo accoglie anche la Chiesa di San Giuseppe che però risale al Seicento e nasconde straordinari affreschi di scuola palermitana e del sambucese fra’ Felice. Sono dei graditi ritorni, invece – oltre alle antiche Purrere, le cave di pietra che corrono sotto il borgo – la casa natale del primo sindaco di Sambuca post Liberazione, Tommaso Amodeo, un intero complesso fatto di ambienti diversi, ex vicoli, slarghi, terrazze, scale e salottini, con un inaspettato giardino mediterraneo; la chiesa di Santa Caterina che faceva parte del monastero e è un vero tripudio: furono queste monache a creare le famose “Minni di vergini”; la seicentesca chiesa del Purgatorio dove da poco più di un anno è aperto il Mudia, il Museo Diocesano; il rinascimentale Palazzo Panitteri con la bella collezione di reperti dagli scavi a Monte Adranone (che si raggiungerà durante la passeggiata); la collezione di sculture tessili della francese Sylvie Clavel; e infine, il Teatro l’Idea, creato da cinque imprenditori a metà ‘800, piccolino ma con una stagione seguitissima.

Il quartiere saraceno di Sambuca

Verranno organizzate due passeggiate, condotte da Antonella Di Giovanna. La prima, che l’anno scorso ha avuto un grande successo, condurrà tra i vicoli saraceni, nel cuore antico di Zabut (qui per prenotare). Ma è l’altra ad essere molto attesa: si salirà fino all’area archeologica di Monte Adranone, a mille metri d’altezza, sulle tracce della comunità che già nel IV secolo avanti Cristo viveva questa città-fortezza (qui per prenotare).

San Calogero a Naro

Naro accoglierà Le Vie dei Tesori nell’ultimo weekend, sabato 26 e domenica 27 settembre. Sono stati scelti sette siti, già molto frequentati lo scorso anno, che riescono a raccontare con attenzione la storia del borgo stretto arroccato attorno al suo castello (qui tutti i luoghi). La Fulgentissima amata da Federico II nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano cinque porte. Ne è rimasta in piedi soltanto una, la Porta d’Oro, esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco.

Chiesa di Santa Caterina

Sotto lo sguardo benevolo del Castello, si è sviluppata una comunità attiva, chiese e monasteri la punteggiano ovunque, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la Matrice, che in un tempo antico era proprio una moschea. Si va dalla sacrestia di San Francesco con i suoi estrosi armadi intagliati, a Santa Caterina con le (poche) tracce degli affreschi attribuiti a Cecco da Naro, pittore che Manfredi Chiaramonte portò con sé a Palermo affidandogli il soffitto dello Steri, al convento di San Francesco che ospita la Biblioteca Feliciana, un tesoro enorme di  24 incunaboli, 500 cinquecentine, 56 manoscritti, un codice pergamenaceo in gotico miniato in oro; e una bibbia poliglotta in 8 lingue del 1657. Al Museo Civico si scopre la collezione di opere donate da Bruno Caruso e al Santuario di San Calogero si prega il santo Nero. Due le passeggiate, una alla scoperta di Naro barocca, tra monasteri e cappelle nobiliari; e un’altra tra le viuzze attorno via Vanelle, percorribili solo a piedi (qui per prenotare).

Un volume custodito nella Biblioteca Feliciana a Naro

La 14esima edizione de Le Vie dei Tesori durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato 12 settembre e durerà tre settimane, fino al 27 settembre: con Sambuca, in contemporanea apriranno le porte Trapani, Marsala e Mazara – visitabili con coupon validi nelle tre città – e debutterà Bagheria; ritorneranno per la quarta volta Messina e Caltanissetta, e poi si aggiunge Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre. Aneddoti, informazioni e ogni altra curiosità sul festival sul portale www.leviedeitesori.com.

Uno dei bus di Labisi

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche (scopritelo qui). “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo o cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato. Tornano, poi i viaggi in pullman da Palermo nelle altre città del Festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Sambuca e Naro si potranno comodamente raggiungere in bus il 27 settembre, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare il bus). Altri viaggi sono previsti per Caltanissetta e Trapani (13 settembre); Marsala e Messina (20 settembre); Naro, Sambuca e Mazara (27 settembre).

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o nell’info point sul posto. Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori. Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

A Messina tra abbazie e villaggi fantasma

Tutto pronto per il Festival che torna per la quarta volta nella città dello Stretto, con un programma che raccoglie dodici siti e quattro passeggiate

di Redazione

Rinascere dalla bellezza dei luoghi, siano essi palazzi, chiese o affreschi ritrovati, villaggi fantasma o ville eleganti. Ma mai come quest’anno è necessario ripartire, in piena sicurezza. Il Festival che “racconta” l’Isola – e che l’anno scorso ha superato a Messina gli undicimila visitatori – ritorna da sabato prossimo, 12 settembre, per la quarta volta nella città affacciata sullo Stretto. Con un programma che raccoglie dodici siti, alcuni inediti e altri graditi ritorni, dove si entrerà sabato e domenica, preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid (qui per scoprire come funziona quest’anno il Festival). Main sponsor per tutta l’edizione 2020, sarà Unicredit.

Lo Stretto di Messina

Alcuni luoghi di Messina sono inediti, altri sono stati inseriti nel programma a grande richiesta dei tanti fan del Festival (qui per scoprirli tutti). Ma è soprattutto lo sguardo attorno alla città, la vera matrice del festival di quest’anno. Dopo quattro edizioni passate ad esplorare Messina, stavolta si partirà per i suoi immediati dintorni, dove ci sono luoghi bellissimi e inaspettati. Come il villaggio fantasma di Massa San Nicola, abbarbicato sulle colline, un paese irreale posto sotto il vincolo della Soprintendenza; o il villaggio medievale di Mili San Pietro, nascosto sui Peloritani, con l’abbazia basiliana di Santa Maria di Mili, la più antica chiesa normanni di Sicilia. E bisogna farsi raccontare la leggenda del quadro di San Giovanni scampato al naufragio, se si visita la chiesa a lui dedicata a Castanea delle Furie.

Chiesa di San Nicolò a Giampilieri

Se poi si arriva a Giampilieri, si troveranno sì le tracce dell’alluvione di oltre dieci anni fa, ma anche una comunità combattiva che si aggrappa alla sua Matrice di San Nicolò, alla miracolosa tela del Barbalonga. Zafferia invece, fa storia a sé perché è un villaggio accarezzato dal soffio divino: quando il Sabato di Pasqua coincide con il 25 marzo, festività dell’Annunciazione, il borgo messinese gode del privilegio dell’Anno Santo simile al Giubileo di Roma. Il prossimo sarà celebrato nel 2062. Tornando in città, ecco la chiesa di San Giovanni Battista, cuore religioso di Larderia dove vi mostreranno due enigmatici anagrammi aritmetici, che rimandano a un esercizio filologico diffuso tra gli intellettuali delle classi nobiliari e borghesi.

Il Forte San Salvatore

Amatissimi restano sia Forte San Salvatore da dove la vista abbraccia la costa della Sicilia e quella della Calabria: è sempre stato il sito più amato e visitato, soprattutto dai messinesi; come anche il complesso benedettino di San Placido Calonerò con gli ambienti ipogeici, nel sottosuolo e la piccola Cuba nel giardino; da ritrovare la Santissima Annunziata dei Catalani, che riesce a raccontare la genesi urbana della città prima del terremoto; o i ruderi del monastero di Santa Maria di Gesù Superiore, oggetto di contesa tra gli storici perché, secondo alcuni, ospiterebbe la tomba di Antonello da Messina. Infine due ville, gettonatissime nelle scorse edizioni: Villa Cianciafara dove si ritrovano i nobili arredi di un tempo e lo stile del fotografo Filippo Cianciafara, cugino di Giuseppe Tomasi e di Lucio Piccolo; e Villa Stefania, anche se i messinesi la conoscono come Villa Alfè, dalle iniziali dei pronipoti di Stefania Filiberto, la nobildonna alla quale il marito Federico Roberto fece dedicare la dimora.

Chiesa di San Tommaso il Vecchio

Tornano anche quest’anno le passeggiate (qui per prenotare): ne verranno organizzate quattro che indagheranno la vera storia di Messina. Dalla città medievale con la gotica chiesa di San Francesco all’Immacolata, la normanna San Tommaso il Vecchio, e la Cattedrale fondata nel 1197; all’antica Via del Dromo che collegava Messina e Catania, tra resti di fabbriche di essenze di agrumi e gelsomino, chiese, palazzi signorili. E ancora, si andrà alla scoperta della Messina eclettica di inizio Novecento, innamorata del Liberty oppure ci si perderà sulle orme dei Crociati che partivano (o ritornavano) dalla Terrasanta.

Galleria Vittorio Emanuele

La 14esima edizione de Le Vie dei Tesori durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato 12 settembre e durerà tre settimane, fino al 27 settembre: con Messina, in contemporanea apriranno le porte Trapani, Marsala e Mazara – visitabili con coupon validi nelle tre città – e debutterà Bagheria; ritornerà per la quarta volta Caltanissetta, farà il bis Sambuca, e, soltanto nell’ultimo weekend (26-27 settembre), riecco anche il borgo di Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre. Aneddoti, informazioni e ogni altra curiosità sul festival sul portale www.leviedeitesori.com.

Uno dei bus Labisi

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche (scopritelo qui). “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo o cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato. Tornano, poi i viaggi in pullman da Palermo nelle altre città del Festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Messina si potrà comodamente raggiungere in bus il 20 settembre, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare il bus). Altri viaggi sono previsti per Caltanissetta e Trapani (13 settembre); Marsala e Messina (20 settembre); Naro, Sambuca e Mazara (27 settembre). Qui trovate tutte le destinazioni.

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o a Messina nell’info point allestito nella chiesa di San Giovanni di Malta. Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori. Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Mazara al debutto con Le Vie dei Tesori

Si potrà visitare interamente il complesso vescovile, ma ci sono anche tante chiese, case d’artista, passeggiate nei vicoli della Casbah o nelle cave sotterranee

di Redazione

Un debutto in grande stile: Mazara del Vallo accoglie per la prima volta Le Vie dei Tesori con l’apertura a 360 gradi dell’intero complesso vescovile. Un’occasione unica per scoprire l’edificio nato su una parte di Palazzo Chiaramonte, con il ponte coperto Tocchetto che lo collega alla vicina cattedrale, e il seminario, dove studiarono intellettuali e storici. Ma non saranno gli unici luoghi ad aprire i battenti: la città regia di Mazara del Vallo che nel 1097 ospitò il primo Parlamento di Sicilia, protegge la sua Kasbah dove vivono 2500 famiglie maghrebine, una comunità integrata che anima gli equipaggi multicolori sui pescherecci. Raccontarla sarà un’avventura. Da sabato 12 e domenica 13 settembre e per i due weekend successivi, Le Vie dei Tesori condurrà alla scoperta di una città dalle mille anime, per rinascere in piena sicurezza dalla bellezza dei luoghi, dove si entrerà preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid (qui per scoprire come funziona il Festival quest’anno).

Uno scorcio di Mazara

“Rinascere e ripartire: Mazara è pronta a farlo – dice il sindaco Salvatore Quinci – il nostro unico obiettivo è quello di renderla una meta appetibile per il turismo nazionale e internazionale. Ma è vero che anche i mazaresi devono riscoprire la loro bellissima città”. Come l’intera “città episcopale” che aprirà le porte per la prima volta. “A volte l’occhio si abitua e lo spirito non si nutre – interviene monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara – . Ecco, Le Vie dei Tesori è pensato da persone entusiaste, da gente che ci crede: ecco siamo felici di essere al loro fianco. Perché questa nuova realtà fluida, di meticciato, è unica e chi la sostiene dovrebbero essere le istituzioni e non i privati”.

Collegio dei Gesuiti

“Le Vie dei Tesori è un progetto di innovazione sociale che parte dal basso – interviene Laura Anello, presidente dell’Associazione Le Vie dei Tesori onlus – e che dà lavoro ad almeno 600 giovani sul territorio, ogni edizione cammina sulle loro gambe. E lo fa senza risorse pubbliche garantite: è il sogno riuscito di chi crede che fare qualcosa per la propria terra è meglio che crederla irredimibile”. Si spera di bissare a Mazara del Vallo, il successo delle sue “vicine”, ai primi posti nel gradimento del pubblico. Di fatto nasce un unico museo diffuso nel Trapanese: i coupon di Mazara saranno validi anche per i siti di Trapani e Marsala, e viceversa. “Questo progetto coinvolge risorse sul territorio – dice l’assessore alla Cultura Germana Abbagnato – Saranno i nostri giovani a supportare il festival qui a Mazara. Vorremmo riuscire ad allungare la stagione turistica il più possibile: e il nostro patrimonio monumentale è il mezzo per riuscirci, con l’aiuto di tutti, pubblico e privati”.

Casa Periferica

Quest’anno il Festival è sostenuto da Unicredit. “Per la nostra banca si tratta di un motivo di orgoglio questo supporto a Le Vie dei Tesori – spiega Vincenzo Evola, dell’Area Manager UniCredit Trapani – io stesso a Palermo ho scoperto angoli che non pensavo esistessero. Il festival trasforma le città in vere e proprie feste cittadine di riappropriazione. E quest’anno il suo significato sarà ancora più forte”. E’organizzato con l’aiuto logistico dei giovani di Casa Periferica. “Non si può parlare di promozione culturale senza recupero sociale – dice il presidente Carlo Roccafiorita – . Dieci luoghi, due passeggiate e un’esperienza scelte che non completano di certo l’offerta di Mazara, ma è già un buon inizio e speriamo che altre realtà si uniscano a noi”.

Palazzo Vescovile

Le Vie dei Tesori proporrà a Mazara visite in dieci siti (qui per sceglierli e prenotarli). La parte da leone la farà ovviamente il complesso del Vescovado: dal Seminario secondo l’ardito disegno neoclassico di Giovanni Biagio Amico, alla cattedrale con la bellissima Madonna del Soccorso di Domenico Gagini, fino al Palazzo Vescovile. Ma chi cerca l’anima religiosa di Mazara, non avrà che l’imbarazzo della scelta: in quella che fu la più estesa e ricca Diocesi di Sicilia, voluta da re Ruggero, sono ancora rintracciabili chiese e cappelle spesso di stili sovrapposti che raccontano una città a strati, che si sfoglia come una cipolla.

Chiesa di San Michele

C’è San Francesco nata in stile arabo-normanno, che divenne convento francescano, caserma dei carabinieri, poi carcere femminile, fino al 1970 quando fu abbandonata: è stata restaurata da appena un anno. San Michele, la chiesa del Monastero delle Benedettine, un tesoro barocco inaspettato, con uno stupendo pavimento di maiolica cosparso di fiori splendenti. E se il Collegio dei Gesuiti oggi si è trasformato in uno spazio espositivo (ospita una sala dedicata a Pietro Consagra), meritano una visita i ruderi di Sant’Ignazio: persino i mazaresi ignorano che dietro il portone di legno c’è il simbolo certo della potenza dei gesuiti, tra stucchi e putti dimenticati che dall’alto osservano i visitatori.

Casa Lombardo

Dall’inventiva di Emmanuele e Francesca, e della figlia Tania, è nata una “casa d’artista” che schiaccia l’occhio a Gaudì: Casa Lombardo è un cantiere aperto, casual, pop, una sorta di Biennale di Venezia in piccolo. Emmanuele crea le sue sculture en plein air, Francesca disegna e realizza mobili e suppellettili, Tania appende le sue tele. Attorno alla villa, i viali dedicati a nomi famosi: piazzetta Beethoven, largo Prassitele, pagoda Pirandello, passaggio Socrate, e così via. Diversi per età ma non per creatività, ecco Casa Periferica che, oltre a curare per il festival, la logistica sul territorio, apre le porte dei suoi spazi dove i creativi “macinano” idee di rigenerazione urbana. La visita si chiude al Teatro Garibaldi, vera e rivoluzionaria “sala del popolo” che costò 2355 ducati ai cittadini e fu costruito in soli tre mesi utilizzando il legno delle barche dismesse.

Uno dei vicoli della Casbah

Le passeggiate saranno vere e proprie immersioni narrative nello spirito più autentico della città (qui per prenotarle), nei vicoli della Casbah, o lungo il porto, entrando nel cuore della comunità marinara. Un’esperienza particolare, infine, sarà il percorso nelle cave della città (qui per prenotare), un patrimonio nascosto e pressoché sconosciuto di oltre duecentomila metri quadrati, tra parchi, gallerie, caverne e giardini, perfettamente integrati nel tessuto urbano, a circa un chilometro dal centro, differenti per morfologia, età, tecniche estrattive, tracce ed evoluzioni.

Una passata edizione de Le Vie dei Tesori a Palermo

La 14esima edizione de Le Vie dei Tesori durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato 12 settembre e durerà tre settimane, fino al 27 settembre: con Mazara, in contemporanea apriranno le porte Trapani e Marsala – visitabili con coupon validi nelle tre città – e debutterà Bagheria; ritorneranno per la quarta volta Messina e Caltanissetta, farà il bis Sambuca, e, soltanto nell’ultimo weekend (26-27 settembre), riecco anche il borgo di Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre. Aneddoti, informazioni e ogni altra curiosità sul festival sul portale www.leviedeitesori.com.

Ruderi di Sant’Ignazio a Mazara

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche (scopritelo qui). “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo o cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato. Tornano, poi i viaggi in pullman da Palermo nelle altre città del Festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Mazara si potrà comodamente raggiungere in bus il 27 settembre, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare il bus). Altri viaggi sono previsti per Caltanissetta e Trapani (13 settembre); Marsala e Messina (20 settembre); Naro e Sambuca (27 settembre). Qui trovate tutte le destinazioni.

Teatro Comunale di Mazara

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o a Mazara nell’info point allestito nell’ufficio della Proloco (via XX settembre 15). Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori.

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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