A Palermo quarto weekend tra collezioni scientifiche e tesori archeologici

In mostra motori, meccanismi, scheletri, animali impagliati e le tavole del Basile. Aprono i nuovi percorsi del Castello a Mare, ultime visite alle Sorgenti del Gabriele e ai Serbatoi di San Ciro. Alla scoperta dei giardini mediterranei ai Vivai Gitto e dei laboratori di Beer Bubbles

di Redazione

Cinquantottomila visitatori a Palermo che diventano ottantacinquemila nei primi tre weekend nelle sette città siciliane: è un successo bellissimo e Le Vie dei Tesori è pronta a continuare. Perché se a Sciacca, Ragusa, Scicli, Cefalù e Erice si tirano le somme, sia a Palermo che a Catania il festival va avanti, sempre con il supporto di Unicredit, e si prepara ad un nuovo fine settimana – sabato e domenica, 23 e 24 ottobre – di aperture, visite, teatralizzazioni, concerti e passeggiate (qui il programma completo).

Museo dei Motori

Le due città saranno unite dal fil rouge delle collezioni scientifiche, spesso note solo agli appassionati o agli universitari: e invece, sarà bellissimo scoprire  le eliche e i pistoni degli aerei delle due guerre, al Museo storico dei motori e dei meccanismi, dentro la Scuola Politecnica (viale delle Scienze, ed.8, sia questo weekend che il prossimo dalle 10 alle 17,30); o perdersi tra i 400 strumenti scientifici d’epoca utilizzati per gli esperimenti di fisica e chimica e ora raccolti all’istituto Crispi Almeyda (museo delle scienze Margherita Hack, largo Mineo 4, sabato dalle 10 alle 12); o tuffarsi virtualmente nel Mar di Sicilia un tempo popolato da anguille e dentici enormi (lo capirete al museo di zoologia Doderlein, via Archirafi 16, sabato e domenica dalle 10 alle 17,30) , e scoprire che un tempo lontano l’isola ospitava anche leoni e elefanti (questo è l’ultimo weekend per visitare il Gemmellaro, corso Tukory 131, sabato e  domenica dalle 10 alle 12,30); una bellissima sorpresa saranno anche le 34 gigantesche tavole ottocentesche che raffigurano edifici antichi, e su cui studiava Giovan Battista Filippo Basile: saranno i docenti di Architettura in persona a spiegarle, sabato dalle 10 alle 13, al Dipartimento di viale delle Scienze.

 

Dulciora nelle carceri dello Steri

Ma andiamo avanti: già domani, sabato 23 dalle 17 alle 21, tornano le visite a Palazzo Costantino ma dovrete aspettare il prossimo weekend per conoscere Margheritina, popolana e moglie del poeta Peppe Schiera: nel frattempo la camaleontica Stefania Blandeburgo vi presenterà (sabato e  domenica dalle 11 alle 17) la nobile zia Mimmi, l’ultima abitante di Villa Pottino; e, se raggiungerete domenica (dalle 20 alle 22) le carceri dello Steri, farete la conoscenza di  Dulciora, la signora alto borghese che riuscì a prendersi gioco del Sant’Uffizio; sono due personaggi realmente esistiti, il primo disegnato da Geraldina Piazza sulle memorie di famiglia, il secondo da Laura Anello che ha cucito Dulciora sui verbali dei processi della Santa Inquisizione (qui per prenotare le visite teatralizzate).

Serbatoi di San Ciro

Ritorniamo alle visite (qui tutti i luoghi aperti): ultima occasione per visitare sia le Sorgenti del Gabriele (stradella Riserva reale 8, sabato e domenica 10-17,30) che i Serbatoi di San Ciro (via Ciaculli 5, solo domenica 10-17,30), due luoghi differentemente originali che raccontano la storia delle acque della città; ed è aperta anche l’Antica Manifattura tabacchi (via Simone Gulì 23, dalle 10 alle 17,30) dove sono esposte le foto di Ascosi Lasciti, il collettivo di appassionati che censisce i luoghi abbandonati dell’isola, industrie, ville, borghi, e chiese. E ancora, è aperta la Vignicella – via La Loggia, 5 (sabato e domenica 10-17,30), è la sezione femminile dell’innovativa (per i tempi) Real Casa dei Matti -, vero museo di se stessa con le corsie e i servizi per le pazienti psichiatriche, le divise, le camicie di forza, le schede mediche e le prime macchine per l’elettroshock: è uno dei luoghi must di questo festival.

Il mastio del Castello a mare

Poi armi, tascapane, elmetti e persino la ricostruzione di una trincea, al “museo della guerra” della Caserma Ruggero Settimo (piazza S. Francesco di Paola, sabato e domenica 10-12,30) dove sono stati anche scoperti antichi affreschi. Sarà l’ultima occasione per visitare alcuni dei siti che fanno parte del patrimonio arabo normanno, come la Magione (10-12,30) e sarà l’ultimo weekend per la chiesa di San Giovanni degli Eremiti (sabato e domenica 10-17,15), e il Villino Florio (che apre anche il giardino, sabato e domenica 10-12,30) ma si sarà ripagati dalle visite alla Cuba (sabato e domenica 10-17,30) e al Castello a Mare (ingresso da via Filippo Patti) con i percorsi di visita nell’area archeologica, occasione imperdibile sabato dalle 10 alle 17,30 e domenica dalle 10 alle 12,30).

Laboratorio di restauro a Palazzo Montalbo

Solo questo sabato (11-17,30) si potrà anche visitare la chiesa di San Francesco di Paola, che il restauro ha appena restituito alla sua magnificenza barocca. Solo domenica è aperta Casa Massonica (piazzetta Pietro Speciale 9, domenica 10-17,30) che i palermitani hanno appena scoperto, ma non bisogna perdere l’occasione di visitare il Circolo Ufficiali (piazza Sant’Oliva 25, sabato e domenica 9-12 e 15-18), considerato uno dei più belli d’Italia. Non perdete il grande laboratorio del centro regionale di restauro, a Palazzo Montalbo (via dell’Arsenale 12): soltanto questo sabato e il prossimo (dalle 9 alle 12,30) le restauratrici vi spiegheranno i segreti per recuperare arazzi, affreschi e fotografie d’epoca; e la minuscola bottega di Cittacotte (corso Vittorio Emanuele 120, alle 11) che riproduce in una scala di pochi centimetri i monumenti di Palermo.

La serra Carolina all’Orto Botanico

Non perdete i tour fuori porta al castello di Marineo e alle terme arabe di Cefalà Diana (qui per prenotare). Poi le visite in notturna (dalle 20 alle 21,30) all’Orto Botanico, che per il festival ha riaperto il videomapping Anima Mundi di OddAgency, mentre si possono già prenotare i laboratori di Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali che si apre domani (venerdì 22) e dura fino a domenica a Villa Filippina: sei incontri e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti e lezioni di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni (qui per prenotare). E solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer.

UN TUFFO NEL VERDE

Gitto Garden

Che con Le Vie dei Tesori vuol dire scoprire i giardini delle ville storiche, i vivai dove si curano piante tropicali, gli spazi raccontati dagli agronomi e dalle guide naturalistiche.  Questo quarto weekend del festival condurrà quindi tra i viali dei vivai Gitto (via Castelforte 100) dove vi narreranno la storia di un lembo di costa strappato alle paludi e regalato alle ville liberty (Mondello dei primi del Novecento): arrivano da questi vivai la maggior parte delle piante che abitano tuttora i giardini. Con il festival i Gitto Garden proporranno (domenica alle 11 e alle 12, poi sabato prossimo) un vero itinerario esperienziale nel cuore del giardino siciliano.

Villa Tasca

Se invece cercate un posto romantico, dovete seguire le tracce di Wagner e Jacqueline Kennedy e immergervi nella sontuosa bellezza di Villa Tasca (sabato e domenica, dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 17). Ma questo fine settimana inizia già con due passeggiate tra i tesori verdi: sabato alle 9 si andrà con Astrid Natura fra zubbi e orchidee su Monte Catalfano, a Bagheria; sono già sold out sia l’escursione del Wwf Sicilia sulle sponde del fiume Oreto e il tour con Giuseppe Barbera tra i viali dell’Istituto Agrario Castelnuovo, ma domenica si può raggiungere Ficuzza, tra querce secolari e il Pulpito del Re, e (con un po’ di fortuna perché si sta esaurendo anch’essa)  partecipare alla passeggiata al Fiumelato di Meccini, vicino a Altofonte.

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare cliccando qui.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

Rispetto delle normative anti Covid-19: è stata istituita ovunque la prenotazione on line, non obbligatoria ma caldamente consigliata: per i luoghi basterà acquisire il coupon sul sito (o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo) o nei due punti informazione in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon sempre sul sito o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori si deve a Kappaelle. Il progetto grafico è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Per informazioni sul Festival telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

A Palazzo Montalbo i segreti delle opere d’arte svelati dalle restauratrici

Tante esperienze in programma per il quarto weekend delle Vie dei Tesori a Palermo: apre le porte il Centro regionale per la Progettazione e il restauro

di Ruggero Altavilla

Scoprire i segreti di affreschi, arazzi, reperti archeologici, fotografie d’epoca, con la guida esperta di restauratrici, che spiegheranno passo passo il lavoro di recupero in corso. È la nuova esperienza in programma, sabato 23 ottobre, dalle 9 alle 12,30, per il quarto weekend delle Vie dei Tesori a Palermo. Aprirà le porte Palazzo Montalbo, in via dell’Arsenale, sede del Centro regionale per la Progettazione e il restauro, un prezioso edificio storico con una splendida terrazza sul porto della città (qui per prenotare).

Palazzo Montalbo

Con le restauratrici si potranno ammirare affreschi, un arazzo, un rostro della battaglia delle Egadi, due album fotografici storici, e apparecchiature fotografiche di fine Ottocento. Ma il palazzo è già da solo una scoperta. Costruito dal duca di Montalbo su edifici preesistenti connessi alla vicina tonnara di San Giorgio, racconta l’urbanizzazione avvenuta a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento lungo l’allora via del Molo.

 

Ma sono tante altre le esperienze in arrivo per il prossimo weekend. Si potrà tornare all’Orto Botanico, aperto sabato sera dalle 20,30 alle 21,30 dove gusterete anche un ottimo calice di vino (qui per prenotare). E sempre all’Orto, da giovedì 21 a domenica 24, dalle 19,20 alle 22,20, ultimi giorni per scoprire Anima Mundi, il videomapping immersivo tra le piante secolari, qui per prenotare).

Lisca Bianca

Meteo permettendo, torneranno anche le esperienze di mare. Da non perdere il giro in barca, tra l’Arenella e l’Acquasanta, per ammirare la Grotta della Regina e la Grotta del Ninfeo, inglobata all’interno del porticciolo della Lega navale italiana che l’ha riportata alla luce (dalle 9,30 alle 15,30, qui per prenotare). Ma tornerà anche il tour su Lisca Bianca per scoprire lo skyline su Palermo (dalle 9,30 alle 14,30, qui per prenotare).

Voli in Piper

Tante anche esperienze tra parchi e giardini, sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 17, torna quella a Villa Tasca, tra i viali immersi nella lussureggiante vegetazione, ma anche all’interno dei saloni del piano nobile (qui per prenotare), mentre, sia sabato che domenica, si potrà seguire un percorso esperienziale tra Mediterraneo e tropici al Gitto Garden (qui per prenotare). Chi, invece, vuole cimentarsi in una lezione di golf, dovrà andare a Villa Airoldi, in un campo professionale a nove buche nel cuore nella città (qui per prenotare). Tornano anche questo weekend i voli in Piper dall’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare), mentre, se si vuole restare con i piedi per terra, si potrà andare a Punta Raisi osservando decolli e atterraggi dalla terrazza dello scalo, normalmente chiusa al pubblico (qui per prenotare).

Gli affreschi di San Francesco di Paola

Rientrando in città, tantissime le esperienze tra ex fabbriche, musei, chiese, eremi e cimiteri monumentali. A partire dalla visita all’ex Manifattura Tabacchi, con una mostra speciale a cura dell’associazione Ascosi Lasciti dedicata all’immenso patrimonio dismesso e abbandonato della Sicilia (qui per prenotare). Ci sono poi gli affreschi ritrovati nel chiostro dell’ex convento di San Francesco di Paola, oggi sede della caserma Ruggero Settimo, dove da poco si è inaugurato il polo culturale dell’Esercito (qui per prenotare). Nello stesso luogo, si potrà visitare un Museo della Guerra che raccoglie un patrimonio di cimeli di proprietà delle associazioni combattentistiche e d’Arma (qui per prenotare). Ve ne abbiamo parlato anche in questo articolo.

Santa Maria di Gesù

Nel cuore del centro storico, una visita al tesoro dei gesuiti nel complesso di Casa Professa, tra paliotti, casule e paramenti in un allestimento straordinario (qui per prenotare); mentre soltanto il sabato sera si potrà salire sui tetti della chiesa di Santa Caterina, una terrazza affacciata sul centro storico (qui per prenotare). Alle porte della città, si potrà tornare al convento di Santa Maria di Gesù: sabato e domenica i frati condurranno un percorso lungo i sentieri di Monte Grifone, fino ai luoghi in cui vissero il beato Matteo, Fra’ Innocenzo e San Benedetto il Moro (qui per prenotare); ma sempre a Santa Maria di Gesù, si potrà visitare il cimitero monumentale con tante cappelle gentilizie, a iniziare da quella dei Florio, con le tombe di Vincenzo, Ignazio e donna Franca (qui per prenotare).

Museo del Costume

Da non perdere, poi, la visita al Museo del Costume Raffaello Piraino, con oltre cinquemila capi di abbigliamento e accessori che provengono da famiglie siciliane di epoche tra il 1700 e il 1950 (qui per prenotare). Apre anche quest’anno la casa-museo “Stanze al Genio” a Palazzo Torre Pirajno, che custodisce una ricca collezione di antiche mattonelle di maiolica (qui per prenotare). Mentre sabato, dalle 10 alle 13, i docenti del dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo sveleranno le 34 gigantesche tavole didattiche dell’Ottocento che servivano a Giovan Battista Filippo Basile a illustrare ai suoi allievi la storia dell’architettura italiana (qui per prenotare).

Le terracotte di Vizzari

Se al Museo Pasqualino, tutti le domeniche alle 11, si potrà partecipare a laboratori per i più piccoli (qui per prenotare), allo Stand Florio, tutti i sabato alle 10, in programma laboratori creativi che spaziano dalla pittura, alla scultura, dalla ceramica al disegno e alla fotografia (qui per prenotare). Infine, riapre le porte anche la piccola bottega di Vincenzo Vizzari, che da un quarto di secolo fonde la conoscenza dell’architettura e del disegno a rilievo con l’abilità del ceramista per creare perfette miniature in terracotta monocromatica dei più celebri monumenti palermitani e di altre città della Sicilia (qui per prenotare)

Per tutti gli altri appuntamenti del Festival a Palermo cliccare qui. Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Palermo tra storia e natura, tutte le passeggiate del quarto weekend

Tanti itinerari guidati tra le strade del centro storico, alla scoperta di antichi mestieri, personaggi storici e letterari. Ma anche molti appuntamenti fuori porta, tra parchi, fiumi e sorgenti

di Marco Russo

Vicoli che raccontano antichi mestieri e leggende popolari. Monumenti che ricordano imperatori e scrittori. Quartieri in continua trasformazione rinati a nuova vita e altri che conservano ancora lo splendore di un tempo. Anche questo weekend sono tante le passeggiate delle Vie dei Tesori in programma a Palermo. Sabato 23 e domenica 24 ottobre, dalla mattina alla sera, venti appuntamenti tra le strade del centro storico, ma anche fuori porta, tra parchi, fiumi e sorgenti.

 

SABATO 23 OTTOBRE

L’Istituto Castelnuovo

Il weekend inizia con due passeggiate tra i tesori verdi. Sabato alle 9 si andrà con Astrid Natura fra zubbi e orchidee su Monte Catalfano, a Bagheria (qui per prenotare), mentre è già sold out l’escursione del Wwf Sicilia Nord Occidentale alla risorgiva Fontana Lupo, sulle sponde del fiume Oreto. Posti già esauriti per la passeggiata guidata dall’agronomo Giuseppe Barbera tra i viali dell’Istituto Agrario Castelnuovo, mentre alle 11 dall’Ecomuseo Mare Memoria Viva partirà un tour guidato da Naida Samonà nel quartiere di Sant’Erasmo, attraversando il fiume Oreto, fino al nuovo porticciolo (qui per prenotare). Spostandoci nel centro storico, sempre alle 11, una passeggiata a cura di Moltivolti in cui i visitatori saranno accompagnati alla scoperta di Ballarò da un nuovo abitante-migrante (qui per prenotare). Nel pomeriggio, alle 15, il giornalista Mario Pintagro, invece, condurrà nei luoghi degli antichi cartari, dove si trovavano i laboratori che producevano le carte da gioco (qui per prenotare).

Carini

Inizia da Porta Nuova, alle 16, il tour barocco guidato da Florinda Albanese sulle tracce dell’imperatore Carlo V (qui per prenotare), mentre è sold out la passeggiata di Michele Anselmi, che ricostruisce alcuni momenti della visita di Goethe a Palermo. Alle 18,30, Serena Gebbia dell’associazione In Itinere condurrà un percorso teatralizzato con momenti di intrattenimento e recitazione popolare tratti da brani storici (partenza dal Foro Italico, davanti al Palchetto della Musica, qui per prenotare). Se è sold out anche la passeggiata sui Beati Paoli, ci sono posti ancora disponibili per il tour serale con Igor Gelarda in via del Celso, tra arabi e case di tolleranza (qui per prenotare). Infine, fuori porta, pochissimi i posti ancora a disposizione per la passeggiata a Carini, sulle orme della baronessa Laura Lanza (qui per prenotare).

DOMENICA 24 OTTOBRE

Ficuzza

Ritorna alle 9,30 la passeggiata di Astrid Natura a Ficuzza, tra querce secolari e il Pulpito del Re (qui per prenotare), mentre con Igor Gelarda si salirà su monte Pellegrino per la tradizionale “acchianata” di Santa Rosalia (qui per prenotare). Quasi esauriti i posti per l’escursione del Wwf che dalla stradella di Valle Tre Pertusi, condurrà il gruppo al Fiumelato di Meccini, vicino a Altofonte (qui per prenotare).

Villa Deliella in una foto storica

Chi preferisce restare in città, alle 10, potrà partecipare alla passeggiata nel centro storico a cura di Antonella Ferraro di Palermo Felicissima, dove si scopriranno antiche tradizioni, vecchi mestieri e personaggi più o meno famosi che hanno dato i nomi a strade, vicoli e vanedde (qui per prenotare). Alla stessa ora, Claudia Bardi di Palermo Aperta a Tutti condurrà un tour dedicato al Liberty (qui per prenotare), mentre la sera, alle 21, si camminerà tra i luoghi di Joe Petrosino, il detective italo americano paladino nella lotta alla mafia (qui per prenotare). Tutto esaurito, infine, per la passeggiata serale alla scoperta di quelli che un tempo erano luoghi di ritrovo per appuntamenti a luci rosse, dalle frequentatissime taverne alle facoltose case d’appuntamento.

Le Vie dei Tesori chiude il terzo weekend con 35mila visitatori

Sfiorate le 24mila visite a Palermo e 4mila a Catania. Sciacca quintuplica la performance dello scorso anno, mentre Ragusa supera i 5mila accessi complessivi. Molto bene anche Cefalù, Scicli ed Erice

di Redazione

I numeri continuano a crescere: nel terzo weekend di ottobre delle Vie dei Tesori si raggiungono quasi 35mila presenze, per un totale di 84.827 visitatori nei primi tre weekend di programmazione di questa seconda tranche che vede, al fianco di Palermo e Catania, anche Ragusa, Scicli, Sciacca, Cefalù ed Erice che erano alle ultime giornate di partecipazione. Nelle due più grandi città siciliane si andrà invece avanti fino al 31 ottobre. La roccaforte resta sempre Palermo dove i visitatori sono stati 23.950 che sommati agli oltre 34mila dei primi due weekend portano a superare le 58mila presenze (58.480 per l’esattezza) nel capoluogo, nonostante la pioggia a sprazzi abbia impedito l’accesso ad alcuni giardini e spazi verdi.

Visite alla Prefettura di Ragusa

Non solo Palermo comunque: a Catania il festival è veramente sbocciato e si contano quattromila presenze nel weekend che portano a superare i novemila visitatori nei primi tre fine settimana. Ragusa ha invece avuto un exploit sabato e domenica scorsi, e ha superato le duemila presenze (superando i cinquemila visitatori in tre weekend e triplicando quasi la performance dello scorso anno), portandosi davanti a Sciacca, che resta comunque la vera sorpresa di questa seconda tranche: anche lei sfiora le duemila presenze e chiude il festival a 4808 visitatori, più che quintuplicate le presenze dello scorso anno. Ottime performance anche per Scicli con i suoi 1110 visitatori (che diventano 2647 nei tre weekend); Cefalù, al debutto, vince di poco sulla lunghezza: sono 978 ad aver scelto la cittadina normanna nell’ultimo finesettimana, ma sono 2783 lungo l’intero festival. Infine Erice, che mette insieme un bellissimo debutto da 1817 presenze nei tre weekend.

 

Visite a Palazzo Costantino

Ed eccoci al dettaglio: a Palermo è Palazzo Costantino a battere ogni record e aggiudicarsi la palma del weekend, visto che supera le duemila presenze e spodesta dal podio la chiesa di Santa Caterina, che tiene però saldamente l’argento. I muri scrostati, l’affaccio su via Maqueda e i Quattro Canti, ma soprattutto l’affresco inatteso e intonso del Velasco: visitare Palazzo Costantino – messo a disposizione dal mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona – è un’esperienza fantastica, che il festival ha ampliato visto che, data la grande richiesta, sarà disponibile anche nei prossimi venerdì dalle 17 alle 21. Oltre alla chiesa e al monastero di Santa Caterina, registrano sempre numeri molto alti anche la Casina Cinese (che è normalmente aperta, ma con il festival diventa una vera esperienza) e la Banca d’Italia, sold out in poche ore.

Stefania Blandeburgo interpreta Dulciora nelle carceri dello Steri

Ma il pubblico delle Vie dei Tesori è noto per la sua curiosità: e così ha scoperto l’ex palazzo Valguarnera appena restaurato, con il bellissimo affaccio su piazza Bellini; luoghi noti solo in ambiti professionali come la collezione universitaria di anatomia o la Vignicella, la dependance femminile della Casa dei matti, o anche la chiesa anglicana, il tempio dei Whitaker a Palermo, e la Casa Massonica, aperti per la prima volta in assoluto; e sono entrati nei siti must da qualche anno, le sorgenti del Gabriele e i serbatoi di San Ciro. Frequentatissime (e spesso sold out) le passeggiate: quelle condotte da professori come Giuseppe Barbera e Maurizio Carta hanno gettato una luce nuova su percorsi nel cuore antico della città. Tanti applausi per Stefania Blandeburgo che, guardata a vista dai graffiti dello Steri, ha fatto rivivere il fantasma di Dulciora, signora alto borghese che riuscì a beffare il Sant’Uffizio grazie a potenti protezioni; e grande partecipazione per le incursioni jazz al Museo Salinas con i tre sassofonisti della L. Switters Sax Brotherhood pronti a dialogare con metope e antiche statue.

Cefalù dalla Rocca

Ma i numeri crescono tantissimo se si guarda a tutte e sette le città che hanno aperto per questi primi tre fine settimana e che insieme sfiorano le novantamila presenze: a partire dagli immediati dintorni del capoluogo, visto che una debuttante Cefalù si è raccolta attorno alla sua Rocca, e ha raggiunto numeri ragguardevoli, quasi duemila ingressi. Senza contare che in parecchi, anche cefaludesi, hanno riscoperto il Museo del barone Mandralisca. Nell’altra debuttante, Erice il pubblico ha amato moltissimo la misteriosa Torretta Pepoli, ma anche gli affreschi dorati di Casa Santa di Sales e si è incuriosito visitando la Rete sismica ideata dal professor Zichichi.

Palazzo Biscari a Catania

Catania divide con Palermo l’amore del pubblico per i palazzi storici, e quindi i visitatori si sono riversati nella residenza dei principi di Biscari dove il racconto della storia della famiglia si mescola con l’eleganza straordinaria della più bella residenza della città; numeri alti anche a palazzo Scuderi Libertini, con gli arredi originali, nella sede istituzionale del Comune, Palazzo degli Elefanti, e a Palazzo Asmundo di Gisira trasformato in un hotel de charme. Tra tutti si insinua sicura, al secondo posto tra i luoghi più visitati, l’enorme chiesa di san Nicolò L’Arena, ormai uno dei luoghi must sin dall’avvio del festival a Catania. Ma hanno funzionato molto bene anche le passeggiate e i trekking sull’Etna, e l’esperienza tra le barche trezzote e i basalti colonnari a AciTrezza, i percorsi a Adrano, Misterbianco e Viagrande dove si trova un altro dei luoghi più amati, la villa Manganelli Biscari con le sue collezioni inedite.

La vera sorpresa di questa seconda tranche del festival è stata comunque Sciacca: la parte del padrone l’ha fatta la chiesa dello Spasimo, lo spazio ritrovato dopo la chiusura di oltre sessant’anni, ha riscosso l’interesse e i ricordi degli stessi saccensi che hanno potuto ammirare le opere di Franco Accursio Gulino: la sua personale “Domus” ha avviato uno stretto colloquio con la chiesa slabbrata. E la mostra resterà aperta anche per parecchie settimane. Seguono da presso i tetti del Carmine, con l’affaccio sulla città dal campanile, e l’inattesa parte medievale della chiesa. Grande interesse per le case private: a partire da palazzo Licata Borsellino con il suo giardino segreto e gli assaggi delle dolci ova murina. Molto frequentate le passeggiate che hanno permesso di scoprire i laboratori dei ceramisti e quelli di lavorazione del corallo, e gli scorci della città antica. Aperto per pochissime ore e subito sold out, il carcere, grande interesse per le attività dei pescatori spiegate dagli stessi protagonisti

Le Cave Gonfalone a Ragusa

Anche a Ragusa hanno funzionato le dimore storiche, un must di ogni anno: palazzo Arezzo di Trifiletti dove i visitatori sono entrati sulla scia dei racconti degli stessi proprietari, tra  arredi d’epoca, tappezzerie e consolle eleganti; e il Circolo di Conversazione, con la sua aria affettuosamente retrò. Quest’anno la sorpresa era quella di Cave Gonfalone, la latomia scavata nel cuore della città, aperta per la prima volta. E poi Scicli barocca, dove le grotte di Chiafura hanno sempre un fascino immenso e di solito non è possibile visitarle: è stato un testa a testa fino alla fine, con l’atmosfera antica della Farmacia Cartia, tra vasi, provette e albarelli. E questo weekend in tantissimi si sono inerpicati a Colle San Matteo per osservare dall’alto Scicli al tramonto: anche in questo caso c’è stata una lotta virtuale per il podio di bronzo, insidiato dalla ‘A Rutta ri Ron Carmelu, il museo di se stesso scavato nella roccia.

In scena Dulciora, la “signora intoccabile” che riuscì a gabbare il Santo Uffizio

Domenica 17, 24 e 31 ottobre nelle carceri dello Steri la nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori affidata a Stefania Blandeburgo

di Redazione

“Avreste dovuto vedere le loro facce, uno spasso. Il povero Lopes de Cisneros è diventato giallo come la bile, se io non fossi chi sono – la marchesa Dulciora Agnello – sarei già sul rogo. È sbottato: “Ma lo sapete che finirete tra le fiamme dell’inferno?”. E io: “Ma voi siete sicuro che esiste l’inferno? Se Cristo con la passione ha riscattato l’intera umanità, perché deve esserci l’inferno? Perché dovremmo finire lì, a bruciarci i piedi e le orecchie?”.

Stefania Blandeburgo

È irridente Dulciora, sofisticata e preziosa, snob, cinica e bugiarda: ma è soprattutto conscia del suo essere una spanna sopra gli altri, sicura della “protezione” del marito il procuratore Gregorio Spitili, confidente del Regno. E questa protezione le eviterà non tanto le carceri dello Steri, quanto di essere “dimenticata” nelle segrete come capitò a centinaia di innocenti: siamo negli anni dei processi dell’Inquisizione spagnola, a Palermo si denuncia e si condanna ad una velocità impressionante. E da questo periodo buio, giunge un fantasma imbellettato, elegante e fine: Dulciora Agnello è la protagonista della nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori, in programma da domenica 17 ottobre, ma si replica anche il 24 e 31 ottobre) dalle 20 alle 22 (qui per prenotare).

Visite alle carceri dello Steri

Rivivrà proprio in quelle carceri dove venne “convocata” per cinque mesi di seguito, all’interno dello Steri dove giudici e inquisitori condannavano in nome di Dio. Sulla figura (reale) di uno dei personaggi balzati fuori dai verbali dei processi, la giornalista Laura Anello ha costruito questo personaggio che è stato affidato a Stefania Blandeburgo che già per il festival veste i panni sia di Margheritina, moglie del poeta antifascista Peppe Schiera (l’ultimo appuntamento sarà domenica 31); che di due nobili signore, zia Mimmi, ultima abitante di Villa Pottino (sabato 23 e 30 e domenica 24 dalle 11 alle 17) che l’affascinante Delia, l’ultima dei Whitaker (domenica dalle 11 alle 16 a Villa Malfitano).

Disegni sulle pareti delle carceri

Ma spazio di nuovo a Dulciora: che capì subito che quegli “interrogatori” sarebbero stati condotti con la massima delicatezza per lei, signora di rango. E che mai e poi mai sarebbe finita in quelle umidi e terrorizzanti prigioni da cui le giungevano grida dolorose e storie terribili. Stefania Blandeburgo farà rivivere la signora palermitana che sbertucciava il bigottismo degli uomini di Torquemada, permettendosi affermazioni che avrebbero spedito chiunque altro dritto al rogo. La protezione del marito fece sì che Dulciora venisse convocata periodicamente dai giudici del Sant’Uffizio e trattata con “mucho quidado”, cioè con molto riguardo… ma la signora “ascoltava” le storie che oggi è pronta a raccontare ai visitatori delle Vie dei Tesori: conosceremo Mannarino che da cristiano si fece musulmano e poi ancora cristiano e ancora musulmano … per cinque volte, per salvarsi la vita. E suor Gertrude che, violata dal guardiano, divenne folle di dolore; e gli inquisitori, i nobili signori, i poveracci, i “turcheschi” e le false streghe. Tutto sullo sfondo degli impressionanti graffiti delle carceri dello Steri che, da soli, valgono già la visita.

A Palermo visite in notturna e spettacoli tra i tesori: il meglio del terzo weekend

Palazzo Costantino aperto anche il venerdì sera, nelle carceri dello Steri rivivrà l’elegante Dulciora, il museo Salinas sarà “invaso” dai sassofoni. E ancora l’Orto Botanico in notturna, Maredolce raccontato dall’agronomo esperto e lezioni di yoga nel giardino romantico

di Redazione

Sono stati oltre ventimila a sciamare compatti tra chiese, palazzi e oratori: e tra i tanti, Palazzo Costantino ai Quattro Canti è stato tra i più amati, testa a testa con la chiesa di Santa Caterina. A questi visitatori è dedicata la sorpresa delle Vie dei Tesori: da oggi, venerdì 15  ottobre, la dimora settecentesca restaurata dal Marvuglia e abbellita dall’affresco del Velasco – tutt’oggi straordinariamente conservato – sarà aperto alle visite anche il venerdì, dalle 17 alle 21, oltre al weekend. Non sarà l’unica novità: il decreto che porta al 100 per 100 la capienza dei luoghi della cultura, consente di aumentare i turni di visita, rispettando sempre le norme in vigore (green pass e mascherina nei luoghi chiusi).

Vista dai tetti di Santa Caterina

Insomma, si tratta di un graduale ritorno alla normalità per un festival che, quando tutte le manifestazioni cancellavano i propri appuntamenti, ha deciso di andare avanti, premiato dal pubblico. Ci si prepara dunque al terzo weekend colmo di bellezza, domani e domenica, 16 e 17 ottobre: Palermo, la capitana, andrà avanti per tutto ottobre (qui il programma completo) con Catania, mentre si preparano al loro ultimo fine settimana, la vicina Cefalù – che apre quattro luoghi che ne disegnano la storia, e offre una passeggiata alla scoperta dell’antico quartiere ebraico –  poi Erice, Sciacca, Ragusa e Scicli. Ognuna, con il supporto del main sponsor Unicredit, propone esperienze inedite e passeggiate d’autore.

 

Visite alle Carceri dello Steri

Ed eccoci alle suggestioni (qui tutti i luoghi aperti): sarà un’occasione unica la visita alle due collezioni dello Steri, la quadreria della Regia Università, in sala delle Capriate e la Quadreria Mediterranea (opere di arte contemporanea di Rosai, Guccione, De Pisis, tra gli altri) in sala delle Verifiche, gli ex uffici doganali. Sono ulteriori tasselli del grande complesso monumentale che propone anche il museo sulla storia dell’Ateneo e le carceri della Santa Inquisizione, aperte in notturna, domani dalle 20 alle 22, mentre domenica debutterà Stefania Blandeburgo nelle eleganti vesti di “Dulciora”, la dama che sbertucciava il bigottismo degli uomini di Torquemada; un personaggio realmente esistito che Laura Anello ha tratto e cucito sui verbali dei processi della Santa Inquisizione: e sarà Dulciora a raccontare le vicende dei condannati nelle buie celle dello Steri (qui per prenotare).

Tra le altre chicche di questo weekend non può non incuriosire Holy Cross (Santa Croce, via Roma 467, aperta domani e domenica dalle 10 alle 17,30), la chiesa anglicana, cuore della comunità anglofona, voluta e costruita dalle due famiglie Whitaker e Ingham (che qui hanno la loro cappella) tra il 1871 e il 1875. È l’unione di due culture: l’esterno e gli elementi architettonici verticali ricordano il gotico tipico del Nord Europa, mentre i mosaici dorati dell’abside sono d’ispirazione bizantina. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’invasione della Sicilia nel 1943, fu usata dalle forze statunitensi. L’organo costruito da Walker’s di Londra, è stato suonato per la prima volta nell’ottobre 1903 e restaurato nel 2003.

Una camicia di forza alla Vignicella

Per chi invece è un appassionato di raccolte scientifiche, apre soltanto questo weekend l’appena riallestita collezione di anatomia umana (Policlinico universitario, via del Vespro 129, dalle 10 alle 11,30 e dalle 15 alle 16,30) con le cere anatomiche della scuola ceroplastica siciliana, che riproducevano le parti del corpo ad uso didattico; poi il museo geologico Gemmellaro (corso Tukory 131, solo due ore, dalle 10,30 alle 12,30, questo e il prossimo weekend) dove vi spiegheranno che in Sicilia un tempo c’erano elefanti e leoni;  la Vignicella – la sezione femminile dell’innovativa (per i tempi) Real Casa dei Matti (via Gaetano La Loggia 5, dalle 10 alle 17,30) – , un vero museo di se stessa con le corsie e i servizi per le pazienti psichiatriche, le divise, le camicie di forza, le schede mediche e le prime macchine per l’elettrochoc.

Cimeli in mostra

Poi armi, tascapane, elmetti e persino la ricostruzione di una trincea, al “museo della guerra” della Caserma Ruggero Settimo (piazza San Francesco di Paola 37, dalle 10 alle 12,30) dove sono stati anche scoperti antichi affreschi. Sarà l’ultima occasione per la Banca d’Italia (via Cavour 131, aperta dalle 10 alle 17,20) ormai quasi sold out; per scoprire l’elegante biblioteca di Casa Professa (via Casa Professa 1, dalle 10 alle 17,30 questo weekend e l’ultimo del festival) che conserva codici secolari e il Famedio dei siciliani illustri; e alle sue spalle il museo della Chiesa con i tesori liturgici dei Gesuiti (stessi orari). Altra ghiotta occasione, quella di visitare dietro le quinte il Teatro Massimo (domani dalle 9,30 alle 17,30 e domenica dalle 13 alle 14,30, poi solo l’ultima domenica del Festival); villa Pajno è sold out, ma si visita Villa Pottino (via Notarbartolo 28, domani e domenica dalle 10 alle 17,20) e, fuori porta, Villa Filangeri a Santa Flavia (via Mondello 2, dalle 10 alle 12,30, ultima occasione disponibile) e già che ci siete, a Porticello non mancate la visita al cantiere di uno degli ultimi mastri d’ascia che costruiscono barche, Franco Lo Coco (qui tutte le esperienze).

Uno dei viali dell’Orto Botanico

Rieccoci di nuovo in città per il tema green: a partire da domenica alle 10 quando l’agronomo Giuseppe Barbera condurrà una visita speciale al parco di Maredolce, all’ombra del castello arabo-normanno costruito dall’emiro Ja’far al-Kalbi II, tra agrumi storici e straordinaria macchia mediterranea; e non dimenticate le antiche cisterne.  Domani sera si avviano le visite in notturna (dalle 20 alle 21,30) all’Orto Botanico, che per il festival ha riaperto il videomapping Anima Mundi di OddAgency, dal giovedì alla domenica sera). Ma sarà una sorpresa il giardino romantico del Duca di Serradifalco, vera oasi preziosa nel cuore della città, appena recuperato dai discendenti della nobile famiglia (via Dante 332): qui Stefania Meroni e Claudia Pessina condurranno la mattina dalle 9 alle 11,30 sessioni di yoga multilivello per ritrovare il proprio benessere. Ma si può anche scoprire un percorso esperienziale tra Mediterraneo e tropici ai Gitto Garden (via Castelforte 100) domani alle 11 e alle 16,30.

INVASIONI MUSICALI: SALINAS SAX NIGHT

L. Switters Sax Brotherhood

Questo weekend si potrà assistere ad una vera e propria “invasione” musicale a colpi di sax. Sarà quella della L. Switters Sax Brotherhood, gruppo di virtuosi sassofonisti capitanato da Gianni Gebbia e costituito da alcuni tra i più conosciuti improvvisatori del sud Italia (come Demian Barbarin, al secolo Davide Barbarino; St. Pier de Chateau Royal, nickname per Pierfrancesco Mucari o J. Anton Goebius che nasconde lo stesso Gebbia) che si esibiscono in blitz artistici con una particolare predilezione per i siti archeologici. E infatti hanno scelto il Salinas dove faranno una sortita domani, dalle 21 alle 23 (replica solo il 30 ottobre, qui per prenotare). C’è chi improvviserà davanti alla statua di Zeus, chi condurrà il pubblico tra crateri dipinti, stele, vasi, e ancora chi dialogherà in musica con la Pietra di Palermo. Salinas Sax Night sarà un’esplosione di note che avrà il suo culmine nella Sala delle Metope. Concerti anche a Villa del Pigno, sede dell’Istituto per ciechi, con il pianista non vedente Leandro Martorana; e nella liberty Villa Virginia (via Dante), con i recital da camera degli Amici della Musica, domani dalle 16 alle 19.

LE VISITE TEATRALIZZATE

Stefania Blandeburgo interpreta Delia Whitaker

Far rivivere i fantasmi e le storie dei luoghi: stavolta Stefania Blandeburgo si farà in due: di Dulciora si è già detto, ma l’attrice recupererà anche veletta e guanti per la signorina Delia, l’ultima dei Whitaker, domani dalle 11 alle 16 a Villa Malfitano (via Dante). Un tuffo nel ‘700 a Palazzo Alliata (piazza Bologni) dove, tra parrucche, scollature, nei e crinoline, si srotolerà la visita in costume (domenica dalle 17 alle 18,30). E Le Vie dei Tesori supportano anche il neonato Prima Onda fest, nato in seno al Dams universitario: domani alle 16,30 da piazza Bologni, l’omaggio dantesco di Ugo Giacomazzi e Camillo Palmeri, “L’in-canto di Ulisse dal XXIII canto dell’Inferno . Prendendo spunto da questo pensiero, si racconterà a un pubblico disposto a mettersi in viaggio non solo l’Ulisse dantesco ma l’archetipo che rappresenta: il viaggiatore indomito, l’uomo spregiudicato e l’uno, il nessuno e i centomila frammenti che lo compongono. Come Dante e Virgilio contemporanei, ci si addentrerà in una Palermo che apparirà nuova perché simbolica.

LE VIE DEI SAPORI

Vivaio Ibervillea

Per le Cuoche combattenti un barattolo – ma anche una marmellata o i grissini al basilico – può essere simbolo di rinascita: ve lo racconteranno domenica mattina al Vivaio Ibervillea (che è un’altra oasi verde, stavolta di piante tropicali, in via la Loggia 5); a San Martino delle Scale si produce ancora la birra dei monaci (sabato alle 11,30 e alle 16,30). Discorso a parte per Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali, che si prepara al prossimo weekend, dal 22 al 24 ottobre a Villa Filippina: si possono già prenotare i sei laboratori e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti e lezioni di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni (qui per prenotare le visite con degustazione).

LE MOSTRE

L’atrio di Palazzo Abatellis

Solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer. E alla Fondazione Barbaro a Palazzo Trinacria, “Football No Limits”, il calcio raccontato dai migliori fotografi del mondo.

CEFALU’

Cefalù

Soltanto quattro luoghi ma densi di storia e di storie. Apriranno le porte: la chiesa della Santissima Trinità, alle pendici delle Rocca, con lo stranissimo pavimento in lumachella e l’altare donato da Renzo Piano; il museo creato dal barone Mandralisca con i suoi tesori, il Parco della Rocca, immerso in una rigogliosa vegetazione; e il sito archeologico che ospita i resti di una strada di epoca ellenistico-romana (qui il programma di Cefalù).

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare cliccando qui.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

Rispetto delle normative anti Covid-19: è stata istituita ovunque la prenotazione on line, non obbligatoria ma caldamente consigliata: per i luoghi basterà acquisire il coupon sul sito (o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo) o nei due punti informazione in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon sempre sul sito o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori si deve a Kappaelle. Il progetto grafico è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Per informazioni sul Festival telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Le Vie dei Tesori a Catania, Ragusa e Scicli: il meglio del terzo weekend

Nei salotti sontuosi di Palazzo Biscari o nella sconosciuta Società Storica Catanese per una pièce post pandemia, il capoluogo etneo continua così il suo festival, mentre le due città iblee sono all’ultimo fine settimana, tra grotte, chiese rupestri e aperitivi al tramonto con un panorama mozzafiato

di Redazione

Si va per salotti sontuosi, per circoli nobiliari; si scende nelle cave e si salgono antiche scale; si scoprono i “basalti” veri e propri cuscini di lava, e si scende in un ipogeo sconosciuto. Il terzo weekend delle Vie dei Tesori nella Sicilia orientale (l’ultimo per Ragusa e Scicli) è veramente da non perdere. Perché mai come quest’anno il festival che apre e racconta i luoghi dell’isola, ha privilegiato siti naturali, dove cercare il respiro della terra: capita a Catania dove si entra nelle grotte (Amenano e Petralia, la novità di quest’anno), oppure si raggiungono Aci Trezza con i suoi cantieri artigianali dove nascono le barche o Adrano dove si cercheranno le tracce di Siculi e arabi; e capita a Ragusa dove vi porteranno a visitare sepolture sconosciute, raggiunte su carrozze che hanno un sapore antico; o a Scicli dove al tramonto vi porteranno sul colle San Matteo per salire sul campanile e godere di un aperitivo con vista inedita.

 

 

CATANIA

Palazzo Biscari

In 3650 hanno scelto Catania nell’ultimo weekend, e il maltempo ha veramente creato non pochi problemi. Ma la città etnea è pronta a rifarsi (qui il programma di Catania), aprendo tra l’altro il suo gioiello più affascinante: Palazzo Biscari delicatissimo, sontuoso aprirà solo questa domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30 e la prossima solo pomeriggio: un’occasione da non perdere, per sentirsi principi per pochi minuti, passeggiando nella meravigliosa sala da ballo. E per chi vuole restare in tema, è aperto anche Villa Manganelli, l’unica realizzata da Ernesto Basile a Catania; e lo splendido Palazzo Scuderi Libertini con i suoi arredi perfettamente conservati e il giardino pensile.

Paramorfosi

Alla Società Storica Catanese si potrà invece partecipare ad una particolare visita con “danza catartica”: Paramorfosi (sabato dalle 16 alle 20 e domenica 17 alle 11, 13, 16 e 20) di Letizia Francioni per la Compagnia EAD Ballet Concept, sarà un modo per guardarsi dentro dopo la pandemia. E trovarsi diversi: e attraverso l’espressività corporea, comprendere sugli effetti del distanziamento sociale. Una piéce di teatro-danza contemporaneo sullo sfondo di arredi d’epoca di un luogo poco noto anche agli stessi catanesi. Regia e supervisione di Letizia Francioni; movimenti coreografici di Alice Zucconi, musiche di Massimo Riccetti. I danzatori sono Fiorella Alviti, Lucrezia Malizia, Filippo Monaci, Alice Zucconi. Ma torniamo in centro: apre le porte la bottega storica dei pupari, quei Fratelli Napoli che sono un po’ la storia della città alta un metro e mezzo: tanto misura un pupo catanese. Si potrà assistere ad uno dei loro spettacoli da un punto di vista privilegiato, il dietro le quinte.

Le Isole Ciclopi di Aci Trezza

Il minuscolo mondo di AnRi per sole due domeniche (questa e la prossima, alle 11 e alle 16) permetterà di curiosare tra pittura, cartapesta e collage per vedere come nascono le opere della disegnatrice Marisa Casaburi (una delle due anime di AnRì). Un discorso a parte, tra le tantissime esperienze proposte, merita Aci Trezza dove si scoprirà il geosito dei basalti colonnari, testimonianza delle prime eruzioni etnee. Tra barche trezzote, la torre superstite del principe di Aci, la Torre dei Faraglioni e l’edicola della Madonna della Provvidenza, citata nei Malavoglia; poi nel Centro studi Acitrezza per la mostra fotografica “Salvatore Valastro” su Acitrezza antica. Si chiude con il museo della Casa del Nespolo.

Il Cimitero Inglese di Catania

Tempo permettendo, sarà anche il weekend dei trekking sull’Etna, su sentieri poco conosciuti; tra i noccioleti di Linguaglossa, nelle ville eleganti e inedite arrampicate sul vulcano. Sabato alle 10, torna la passeggiata di Etna N’geniusa al Cimitero Inglese, per ricordare fra suggestioni poetiche e musicali, una pagina cruciale della storia recente della città E domenica, col Circolo Etna Sud-Ovest, si scoprirà la Valle delle Muse, ad Adrano, dove si pensa che prendesse vita uno dei più importanti riti pagani degli antichi Siculi. Sempre ad Adrano, domenica alle 16 si torna al ponte dei Saraceni, lungo le sponde del fiume Simeto, uno dei monumenti più antichi e meglio conservati, simbolo della dominazione araba sulla città. E alle 10, con Sicilia Gaia, un trekking urbano porterà su fino a Trecastagni, alla scoperta di un suggestivo borgo in pietra lavica, tra lava, cinema e musica.

Palazzo Raciti ad Acireale

Acireale, un ritorno. Inserita quest’anno nel programma di Catania, non va assolutamente persa Acireale: qui aprono i due musei gioiello, quello dedicato alle uniformi (solo domenica) e l’altro sui carri del famoso Carnevale; poi San Benedetto, un trionfo dorato; la seicentesca San Biagio e il Santissimo Salvatore l’ex lazzaretto. E solo sabato al tramonto si potrà salire fino alla terrazza del Raciti Palace, passando prima sotto coloratissimi ombrelli: per una prospettiva del tutto inedita tra lava e mare.

RAGUSA E SCICLI

Cave Gonfalone

Ed eccoci a Ragusa e Scicli che insieme, lo scorso fine settimana, hanno superato le 2800 presenze: un bel successo e questo weekend sarà l’ultimo in programma (qui il programma di Ragusa). Non si deve perdere l’occasione per salire sul Treno del barocco per immergersi nella campagna iblea che in autunno è morbida come una carezza, tra carrubi, ulivi, muretti a secco, e qui vi faranno scoprire un ipogeo, piccolo ma veramente importante per le nicchie scavate nella roccia. Per chi invece vuole restare in città, nel capoluogo – oltre al cantiere di restauro del Teatro della Concordia e le cave Gonfalone, le intricate latomie, 15mila metri quadrati di cunicoli sotto la città – bisogna raggiungere Santa Maria delle Scale per scoprire gli affreschi medievali sopravvissuti al terremoto; ma non va persa anche Sant’Agata ai Cappuccini, piccina e segreta, ma nasconde una straordinaria pala d’altare e un trittico di Pietro Novelli chiamato a Ragusa dal vicerè Enriquez, conte di Modica. E dopo essersi immersi nei colori solari delle opere artigianali del Cinabro carrettieri – se sono piaciute tanto a Dolce e Gabbana, ci sarà un perché … -, perdetevi tra le affascinanti carte geografiche della collezione Zipelli, conservate al museo della Cattedrale di San Giovanni: un’immersione nel mondo fantasioso dei cartografi e dei viaggiatori che non aveva confini visibili.

San Matteo a Scicli

A Scicli bisogna attrezzarsi (qui il programma completo): fiato e scarpe da ginnastica per arrivare fino alla chiesa di San Matteo. Da quassù tutto sembra diverso, la chiesa protegge la cittadina barocca che al tramonto si tinge di rosa. E proprio al calar del sole vi offriranno un bicchiere di vino mentre inizierete la salita fino al campanile (solo sabato alle 18). Tra gli altri siti aperti – oltre all’elegante farmacia Cartia ormai museo di se stessa,  e all’imponente presepe della famiglia Caruso, 20 metri quadrati, popolati da oltre 100 personaggi di Vincenzo Velardita – raccomandiamo la prima mostra in assoluto dedicata a Bartolomeo Militello, pittore, disegnatore e decoratore vissuto tra il 1899 e il 1983: mano delicata e grande eleganza, lo si ritrova in palazzi e chiese di Scicli, Vittoria, ma anche Vizzini e Palazzolo Acreide. I suoi bozzetti, disegni e schizzi sono esposti per la prima volta al Museo del Costume e della cucina.

Chiafura a Scicli

Non dimenticate le case scavate nella roccia di Chiafura, abitate dalla povera gente fino agli anni Sessanta: di solito non si può accedere e questa è un’occasione da non perdere, come lo è anche quella di scendere i cento gradini della Grotta delle Cento Scale che conducono nella “pancia” del colle San Matteo, un antico passaggio che conduceva ad un polla di acqua dolce, necessaria in caso di assedio dei saraceni.

Per informazioni su luoghi, passeggiate ed esperienze del Festival, cliccare qui o telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Sciacca e Erice al gran finale con l’ultimo weekend

Alla scoperta dei mestieri del mare e dei set di Pietro Germi a Sciacca. Camminare tra giardini storici e mura puniche a Erice. Il terzo e ultimo weekend delle Vie dei Tesori apre chiese dimenticate, torrette militari, torri campanarie e laboratori antisismici

di Redazione

Se Sciacca riscopre il suo rapporto con il mare, Erice alza lo sguardo e sembra abbracciare il cielo. Profondamente diverse, ma uniche per carattere, tipologia e cultura, le due cittadine si preparano al loro terzo e ultimo weekend nelle Vie dei Tesori. Ecco Sciacca dove il festival è un vero successo che supera le tremila presenze (qui tutto il programma). E sono stati gli stessi saccensi a riversarsi alla chiesa del Carmine, scoprendo che nasconde una straordinaria cupola medievale, con le lunette a corredo, praticamente ad altezza d’uomo, vista la conformazione della chiesa moderna che nasconde l’antica, protetta da un commovente Cristo di legno: una scala ripida porta ai tetti, a pochi centimetri dalle campane, affacciato sulla città.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

Ma il luogo più visitato di Sciacca è stato di certo lo Spasimo riaperto dopo sessant’anni e di cui è stato appena annunciato il restauro con fondi europei da parte della Prefettura che custodisce anche cinque dipinti in passato della chiesa, tra i quali c’è anche “Lo Spasimo di Sicilia”, la copia di Antonello Crescenzio Il Panormita della tela di Raffaello esposta al Prado. La chiesa ospita la personale “Domus” di Franco Accursio Gulino, curata da Laura Anello e Anthony Bentivegna. Manca poco alla fine delle Vie dei Tesori  – da venerdì 15 e a domenica 17 ottobre con il supporto del Comune e con UniCredit come main sponsor, in contemporanea a Erice, Palermo, Catania, Cefalù, Ragusa e Scicli – quindi non c’è tempo da perdere: meglio salire sull’Ape car di Francesco e scoprire con lui i vicoli della Casbah o i murales disseminati ovunque.

Una delle grotte dell’antico granaio

Lasciatevi trasportare dalla delicata bellezza della Madonnuzza dove pregavano i marinai o dall’austera San Nicolò La Latina voluta dalla Contessa Giulietta nel 1110: è la chiesa più antica di Sciacca; oppure raggiungete le grotte dell’antico Caricatore, e fatevi mostrare le anfore dimenticate; a pochi passi, passate una mano sulla menta del moderno aromatario e aspirate: sentirete profumo di cioccolato.

Casa De Cicco

Cogliete una delle prime arance nel giardino segreto di Palazzo Borsellino o fatevi mostrare i presepi di cartapesta dei De Cicco; scoprirete che ogni ceramista ha il suo segno, il suo tocco, la sua scuola, i suoi colori, ogni bottega la sua particolarità. Conoscerle tutte sarà un’impresa, ma nel frattempo potreste scoprire come si lavora il corallo (la bottega Nocito è aperta solo sabato), come nasce uno scialle all’uncinetto. E se il mare lo permette, partecipate ad una battuta di pesca con le lampare, in piena notte: sarete voi e il mare.

Sciacca dal mare

Ma questo ultimo weekend saccense è anche ricco di passeggiate. Si comincia domani (venerdì 15 ottobre) alle 15, con il tour che porterà a confrontarsi con le maestranze del mare: i battitori d’asta, i cucitori di reti e i carpentieri navali e sarà possibile visitare un’azienda artigianale. Sabato alle 16,30, Vitalba Craparo farà scoprire quel mondo minuzioso, delicato e fantastico che è un laboratorio artigianale di corallo. Domenica alle 16 tocca finalmente all’attesissima passeggiata cinematografica, insieme a Vincenzo Raso dell’associazione Pietro Germi, il regista che qui girò “In nome della Legge” e “Sedotta e Abbandonata”. Sempre domenica alle 17,30, con Fabio Piazza si andrà alla scoperta dell’antico quartiere dei marinai, un suggestivo percorso di scorci e vedute da varie angolazioni del porto, scandito da una caratteristica scalinata a zig-zag. E alle 10, con Nicola D’Asaro di Italia Nostra, si raggiungerà la vallata sul versante Nord di San Calogero, ricca di vegetazione spontanea e testimonianze archeologiche.

ERICE, UN’EDIZIONE GIOIELLO

Quartiere Spagnolo

Visitare il Quartiere Spagnolo di Erice vuol dire entrare in una vera roccaforte militare aggrappata ad uno sperone roccioso, oggi trasformata in sala espositiva. Nacque come fortino destinato alla guarnigione dei soldati, ma non fu mai completato. Era il periodo del cosiddetto “diritto di posata”: gli ericini dovevano provvedere, autotassandosi, al sostentamento dei soldati che controllavano il territorio. Ospita oggi la sezione etnoantropologica del museo “Antonio Cordici” e la mostra “Arti e mestieri di una volta”. Esposte le opere di Vita Catalano al piano terra e di Lorenzo Di Vittorio al primo piano: è soltanto uno dei sette luoghi che si possono scoprire visitando Erice (qui il programma completo). che partecipa per la prima volta al festival Le Vie dei Tesori.

Casa Santa di Sales

In questo terzo e ultimo weekend – nei due precedenti nel borgo medievale si sono riversate alcune centinaia di visitatori – le visite, organizzate con la Pro Loco e le associazioni del luogo, con il supporto del Comune, porteranno sotto gli affreschi di Casa Santa Sales, l’ex ritiro spirituale settecentesco; ad ammirare l’Annunciazione del Gagini nella chiesa del Carmine, o le opere d’arte della Salerniana trapanese in prestito a San Pietro; e la Torretta Pepoli, nata “libera” ed eclettica, che divenne un circolo intellettuale attorno al conte Agostino Pepoli, illuminato intellettuale.

Giardino del Balio

E per chi fosse un appassionato di marchingegni scientifici, apre le porte la rete sismica “Alberto Gabriele”, creata da Antonino Zichichi come laboratorio di studi sui terremoti. Sabato alle 10 si potrà anche partecipare ad un tour storico nel Giardino del Balio, guidato da Salvatore Denaro. Il giardino è una vera scoperta con le sue aiuole circondate da folte siepi e la rigogliosa macchia mediterranea, tra pini, cipressi, frassini, mandorli e lecci. Sia sabato che domenica, alle 10,30 e alle 15, torna anche la passeggiata alle mura puniche, una vera opera di ingegneria militare a difesa della città.

Per tutti il programma completo del Festival cliccare qui. Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Da Maredolce all’Orto Botanico di sera: tutte le esperienze del terzo weekend a Palermo

Ricco il programma del terzo weekend del Festival nel capoluogo siciliano. Si visiteranno giardini storici, tra visite d’autore e calici di vino, poi l’inedito Museo della Guerra, voli in piper e gite in barca

di Marco Russo

Sarà un weekend all’insegna del verde quello che sta per arrivare. Le Vie dei Tesori si prepara al terzo fine settimana a Palermo, sabato 16 e domenica 17 ottobre, e arrivano due nuove esperienze in altrettanti giardini storici. La prima, soltanto domenica 17 alle 10, sarà nel parco di Maredolce. Una visita speciale, guidata dall’agronomo Giuseppe Barbera, uno dei più grandi esperti di paesaggio mediterraneo (qui per prenotare). All’ombra del castello arabo-normanno costruito dall’emiro Ja’far al-Kalbi II, il Parco è un’oasi di verde miracolosamente sopravvissuta all’avanzata del cemento. Gli agrumeti storici si distendono su parte della superficie che un tempo era occupata dal mitico lago alimentato dalle sorgenti del Monte Grifone (Maredolce, appunto) dove pescava re Ruggero, trasformato in terreno agricolo nel 1400. Al centro del lago c’era un’isola a forma di Sicilia, soluzione forse suggerita dal geografo arabo Al Idrisi che fu ospite di Ruggero.

Visita serale all’Orto Botanico

Da Maredolce all’Orto Botanico dove, da sabato 16 ottobre dalle 20,30 alle 21,30 (e per gli altri due successivi, 23 e 30), si potrà degustare anche un ottimo calice di vino. Una speciale visita in notturna nel parco di epoca borbonica, che ospita la flora di tutti i continenti con eccezionali esemplari (qui per prenotare). E sempre all’Orto, da giovedì a domenica, fino al 24 ottobre, dalle 19,20 alle 22,20 ci sarà Anima Mundi, il videomapping immersivo tra le piante secolari, qui per prenotare).

In programma per sabato e domenica ci sono oltre venti esperienze, molte delle quali si ripeteranno anche i weekend successivi. Tra quelle di mare, da non perdere il giro in barca, tra l’Arenella e l’Acquasanta, per ammirare la Grotta della Regina e la Grotta del Ninfeo, inglobata all’interno del porticciolo della Lega navale italiana che l’ha riportata alla luce (dalle 9,30 alle 15,30, qui per prenotare). Ma tornerà anche il tour su Lisca Bianca per scoprire lo skyline su Palermo (dalle 9,30 alle 14,30, qui per prenotare).

Il giardino di Serradifalco

Tante le altre esperienze tra parchi e giardini, domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 17, torna quella a Villa Tasca, tra i viali immersi nella lussureggiante vegetazione, ma anche all’interno dei saloni del piano nobile (qui per prenotare). Ma sabato 10 ottobre, alle 9,30 e alle 11, si potrà fare anche yoga nel giardino del principe di Serradifalco, da poco riportato agli antichi splendori grazie agli attuali proprietari (qui per prenotare); o scoprire, sia sabato che domenica, un percorso esperienziale tra Mediterraneo e tropici al Gitto Garden (qui per prenotare). Chi, invece, vuole cimentarsi in una lezione di golf, dovrà andare a Villa Airoldi, in un campo professionale a nove buche nel cuore nella città (qui per prenotare). Tornano anche questo weekend i voli in Piper dall’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare), mentre, se si vuole restare con i piedi per terra, si potrà andare a Punta Raisi osservando decolli e atterraggi dalla terrazza dello scalo, normalmente chiusa al pubblico (qui per prenotare).

La trincea ricostruita nel Museo della Guerra

Rientrando in città, tantissime le esperienze tra ex fabbriche, musei, chiese, eremi e cimiteri monumentali. A partire dalla visita all’ex Manifattura Tabacchi, con una mostra speciale a cura dell’associazione Ascosi Lasciti dedicata all’immenso patrimonio dismesso e abbandonato della Sicilia (qui per prenotare). Ci sono poi gli affreschi ritrovati nel chiostro dell’ex convento di San Francesco di Paola, oggi sede della caserma Ruggero Settimo, dove da poco si è inaugurato il polo culturale dell’Esercito (qui per prenotare). Nello stesso luogo, si potrà visitare un Museo della Guerra che raccoglie un patrimonio di cimeli di proprietà delle associazioni combattentistiche e d’Arma (qui per prenotare). Ve ne abbiamo parlato anche in questo articolo.

La Chiesa di Santa Maria del Gesù

Nel cuore del centro storico, una visita al tesoro dei gesuiti nel complesso di Casa Professa, tra paliotti, casule e paramenti in un allestimento straordinario (qui per prenotare); mentre soltanto il sabato sera si potrà salire sui tetti della chiesa di Santa Caterina, una terrazza affacciata sul centro storico (qui per prenotare). Alle porte della città, torna anche quest’anno la visita al convento di Santa Maria di Gesù: sabato e domenica i frati condurranno un percorso lungo i sentieri di Monte Grifone, fino ai luoghi in cui vissero il beato Matteo, Fra’ Innocenzo e San Benedetto il Moro (qui per prenotare); ma sempre a Santa Maria di Gesù, si potrà visitare il cimitero monumentale con tante cappelle gentilizie, a iniziare da quella dei Florio, con le tombe di Vincenzo, Ignazio e donna Franca (qui per prenotare).

Museo del Costume

Da non perdere, poi, la visita al Museo del Costume Raffaello Piraino, con oltre cinquemila capi di abbigliamento e accessori che provengono da famiglie siciliane di epoche tra il 1700 e il 1950 (qui per prenotare). Apre anche quest’anno la casa-museo “Stanze al Genio” a Palazzo Torre Pirajno, che custodisce una ricca collezione di antiche mattonelle di maiolica (qui per prenotare). Mentre sabato, dalle 10 alle 13, i docenti del dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo sveleranno le 34 gigantesche tavole didattiche dell’Ottocento che servivano a Giovan Battista Filippo Basile a illustrare ai suoi allievi la storia dell’architettura italiana (qui per prenotare).

Il Museo Pasqualino

Se al Museo Pasqualino, tutti le domeniche alle 11, si potrà partecipare a laboratori per i più piccoli (domenica un incontro su Enrico Baj: marionette e riciclo, qui per prenotare), allo Stand Florio, tutti i sabato alle 10, in programma laboratori creativi che spaziano dalla pittura, alla scultura, dalla ceramica al disegno e alla fotografia (qui per prenotare).

Per tutti gli altri appuntamenti del Festival a Palermo cliccare qui. Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

In trincea fra cimeli, armi e divise: viaggio nel nuovo Museo della guerra

In occasione del festival Le Vie dei Tesori, ha aperto per la prima volta al pubblico uno spazio espositivo all’interno della caserma Ruggero Settimo

di Guido Fiorito

La vita di trincea, il letto da campo, le stoviglie, le armi. Una immersione nella vita quotidiana dei soldati durante la guerra. Alla caserma Ruggero Settimo di piazza San Francesco di Paola, a Palermo, il festival Le Vie dei Tesori ha aperto al pubblico per la prima volta gli spazi dove sono stati raccolti cimeli militari dal Risorgimento ai nostri giorni. La visita è inserita nella sezione esperienze del Festival (tutti i sabato e domenica fino al 31 ottobre, qui per prenotare) e si tratta davvero di rivivere emozioni che sono nelle storie di gran parte delle famiglie siciliane.

Medaglie della prima guerra mondiale

Lo stesso Giuseppe Nasta, un collezionista palermitano che ha ricostruito una trincea all’interno di una sala e ha contribuito alla mostra con propri cimeli, mostra con commozione il tascapane che il nonno portò sulle spalle durante i tre anni in cui fu impegnato nella prima guerra mondiale. “La mia passione per il mondo militare e i suoi oggetti – spiega –  è nata lì. Il tascapane, come le stesse divise, erano costruite con tela olona. Un tessuto ruvido come carta vetrata ma molto resistente. Nella prima guerra mondiale morirono circa 50.000 siciliani, un quinto di loro dispersi. Spesso le piastrine di ferro che contenevano i nomi dei soldati venivamo distrutte dalla scoppio delle granate. E non si poteva più sapere il loro nome. Molti erano contadini o pescatori e in gran parte  non comprendevano la lingua italiana parlata dagli ufficiali, in gran parte del Nord”.

La trincea occupa l’intero lato di una sala. È in scala 1 a 1 ed è stata costruita con legno di risulta, il fondo con cartapesta ottenuta da vecchi giornali, sacchi di sabbia militari, filo spinato. A destra il buio del camminamento. Attorno divise, fotografie e giornali d’epoca, elmetti, baionette, il sacco con gruccia dove gli ufficiali tenevano i loro vestiti, armi, il montone rovesciato comprato in qualche paese prealpino per difendersi dal freddo sulle cime innevate. C’è una maschera antigas efficace di produzione inglese che fu data ai soldati italiani soltanto nel 1918.

 

Un’altra sala riguarda la seconda guerra mondiale. Qui sono più numerose le armi con qualche curiosità, come un lanciafiamme Steyer, fucili mitragliatori della Repubblica sociale, un fucile Thompson con caricatore a cilindro. Poi un’intera vetrina di baionette, le divise coloniali usate in Africa, le pentole e le gavette delle cucine da campo. Una raccolta frutto della collaborazione tra Esercito, veterani e collezionisti. Molti oggetti, anche scrivanie e armadi antichi, provengono dalle stesse caserme cittadine. Tante le testimonianze  dei bersaglieri e le trombe argentate.

Cappello coloniale dei bersaglieri della seconda guerra mondiale

“L’attacco nelle trincee della prima guerra mondiale veniva comandato dagli ufficiali con tre o quattro colpi di fischietto – racconta Nasta -. Il primo serviva a convocare i soldati, il secondo ad innestare le baionette, poi si lanciava l’attacco. Chi non saltava fuori spesso era fucilato sul posto per codardia”. Oltre il muro il nemico è l’ignoto. Sul muro del camminamento della trincea c’è una frase segnata in gesso che riproduce quella scritta con bella calligrafia, in una cartolina alla famiglia, da un ufficiale di nome Romolo: “La guerra affogò la mia anima nel sangue e nel fuoco”.

Le Vie dei Tesori News

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