A Catania quarto weekend tra i segreti delle botteghe d’arte

Dai pupi dei Fratelli Di Napoli agli spettacoli di Cartura, ma anche sorprendenti palazzi, giardini tropicali sull’Etna e picnic tra le ninfee

di Redazione

Intrufolarsi dietro le quinte, è sempre una scoperta: perché da qui cambia la prospettiva, la ribalta si capovolge, le mani dei pupari guidano i pupi. Capiterà questo weekend a Catania dove Le Vie dei Tesori (qui tutti i luoghi) porterà – e sarà questa l’unica occasione – nell’antica bottega dove nascono gli spettacoli dei Fratelli Napoli, pupari di antichissima generazione. Qui i segreti del laboratorio e del palcoscenico si tramandano da padre in figlio, il mondo si guarda dal basso. Ma questo sabato e domenica – 24 e 25 ottobre – il festival condurrà anche (per l’ultima volta) in un’altra bottega d’arte, quella di Cartura: gli spettacoli nascono dalla carta e dai materiali da riciclo che si animano e diventano personaggi fantasiosi. Non soltanto si potrà visitare il laboratorio, ma si potrà anche assistere al lavoro “A’ volte”, del Teatro Tatà, un vero inno all’amore in tutte le sue forme, anche alte pochi centimetri, tra ombre a bastone e a fili, marionette, marotte, pupi e un solo burattino.

Parco Paternò del Toscano

Per chi invece ha voglia di spazi aperti, aria, sole, luce, fiori, ecco pronte esperienze da non perdere, tutte in piena sicurezza, complici anche questi giorni di bel tempo. Basta lasciare Catania per raggiungere Mascalucia e scoprire Villa Trinità, gioiello seicentesco tra alberi esotici e “succulente” che ospita reperti archeologici e opere d’arte contemporanee; se invece si raggiunge Sant’ Agata Li Battiati, ecco il Parco Paternò del Toscano – abbarbicato su antiche colate, uno speciale giardino roccioso a terrazze – dove la domenica si potrà anche gustare un sontuoso brunch sull’erba, sotto le antiche querce oppure vicino alla vasca delle ninfee.

Il Bastione degli Infetti

Torniamo nel cuore di Catania. Palazzo Scuderi Libertini era stato una delle sorprese di questa edizione, con il suo inaspettato stile rinascimentale: sarà possibile entrarci di nuovo, soltanto questa domenica e la prossima. Ultima occasione anche per il Bastione degli Infetti, l’ex lazzaretto che sorge sulla collina di Montevergine, ma non si devono perdere neanche le Terme dell’Indirizzo dove sono ancora visibili calidarium e frigidarium; e le romane Terme Achilliane che corrono sotto piazza Duomo. Ma è tutto il programma di questo weekend del festival ad essere affascinante, costruito sempre con il sostegno di UniCredit e l’aiuto delle associazioni sul territorio. Dalla chiesa di San Giuliano dove si potrà salire fino alla “lanterna” (sabato dalle 15 alle 18, domenica dalle 10 alle 13); alla Badia di Sant’Agata dove, al tramonto, gli attori Barbara Gallo e Francesco Bernava in abiti d’epoca, faranno da guida fra gli spazi solenni dell’aula liturgica e quelli nascosti tra le grate delle monache, fino alla cupola da cui si vede l’intero centro storico. Se volete ripercorrere le leggende sulla santa patrona di Catania, a San Gaetano alle Grotte troverete un tempio ipogeo e un vecchio pozzo sotto cui scorre il torrente Larmisi. Invece, se scegliete Santa Chiara, troverete le tracce della dolce “capinera” del Verga: il convento delle Clarisse non esiste più, ma si visiterà la chiesa con affreschi del Sozzi e del Vasta.

Battesimo del mare a Ognina

Ci sarà ancora la possibilità di immergersi nelle acque cristalline della baia di Ognina, creata dalle colate laviche del Trecento: con un sub esperto, si scenderà in sicurezza lungo fondali mozzafiato, mentre, se si vuole restare ben saldi sulla barca, non si deve perdere il giro in barca a vela lungo il waterfront con la Lega Navale. Se invece volete scoprire dove nascono le barche tradizionali di Aci Trezza (quelle dei Malavoglia, per intenderci, anche se in chiave allegramente contemporanea) deve raggiungere i maestri d’ascia Rodolico. Ultima occasione, infine, per riascoltare la storia della “grande Ruina” dalla viva voce dei volontari della Fondazione Monasterium Album: saranno loro a condurre nei luoghi dell’antica Misterbianco, seppellita dall’eruzione 350 anni addietro (si salvò solo il campanile della Chiesa Madre),  per far capire come, sul serio, può rinascere un paese.

Uno dei chioschi storici di Catania

Sono comunque tante e diverse le passeggiate (qui per prenotare): in tour lungo i chioschi tradizionali, in bicicletta tra i tesori liberty, ma soprattutto alla scoperta della Catania multiculturale raccontata dai giovani migranti che la vivono giorno per giorno: saranno loro, con il supporto  della cooperativa Trame di Quartiere, a fare da guida tra San Berillo e Civita, dalla Moschea della Misericordia alle piccole attività commerciali. Fuori porta, il festival condurrà le famiglie domenica a Zafferana, tra minacciose colate e laboratori di miele.

Uno scorcio di Catania dalla Badia di Sant’Agata (foto Fabrizio Villa)

Il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché “garantiscano modalità di fruizione contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Modalità che il Festival rispetta già scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: quindi ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare, dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Da Palermo a Monreale, tutte le passeggiate del weekend

Dalle fontane storiche della cittadina normanna al lungomare ritrovato, dai tesori liberty ai mercati storici, fino a tour per grandi e piccoli in piena sicurezza

di Redazione

Ci sono le fontane storiche di Monreale e la natura incontaminata dove scorre il fiume Sant’Elia. Poi Palermo, con il lungomare ritrovato, la città liberty e il trionfo del barocco nella magia di via Maqueda di sera. C’è la Vucciria al chiaro di luna e lo splendore fuori le mura di corso Calatafimi, lo “stradone” di Mezzomonreale. E ancora, storie magiche e favole per grandi e piccoli alla Zisa, tour con delitto e altri sulle tracce dei Florio. Sono davvero tante le passeggiate de Le Vie dei Tesori in programma il prossimo weekend, sabato 24 e domenica 25 ottobre, tra Palermo e Monreale. Più di venti tour da vivere in piena sicurezza, nel rispetto delle normative anti-Covid.

Una delle fontane storiche di Monreale

Molte, come sempre, sono già sold out o quasi, ma ne restano tante con posti ancora disponibili. Partendo da Monreale, giunta al terzo weekend del festival, sabato alle 10,45 da piazza Vittorio Emanuele ci si muoverà per una passeggiata sulla via delle fontane storiche e delle edicole votive (qui per prenotare). La passeggiata comincia dalla Fontana dell’arpia di epoca secentesca, per proseguire sino alla fontana dello Spasimo, all’altro capo dell’abitato storico, anch’essa di epoca secentesca. Oltre al Pozzillo, le altre fontane di approvvigionamento idrico sono quella di San Vito, dell’Arancio e quella detta delle Acque Nuove, della seconda metà del ‘700 e purtroppo ridotta a rudere. Ci si soffermerà, inoltre, sulle edicole votive che si incontrano lungo il percorso, con digressioni nei quartieri storici dove permangono numerose a testimonianza della devozione popolare. È già sold out l’altra passeggiata di Monreale sulle sponde del fiume Sant’Elia in programma per domenica.

Villino Basile

Le passeggiate di Palermo iniziano sabato mattina, in compagnia di Claudia Bardi alla scoperta della Palermo Liberty (qui per prenotare). La passeggiata ripercorre quella fase di fulgido splendore culturale grazie all’osservazione di alcune palazzine residenziali e villette in stile Liberty, risparmiate dal “sacco” di Palermo. C’è poi la Palermo che si specchia sul mare (qui per prenotare); sempre sabato mattina con l’associazione In Itinere, si parte dal cuore della città, la Kalsa araba e si chiude con l’imponente Steri, il palazzo dei Chiaromonte, attraversando i vicoli della Vucciria fino al Castello a Mare.

Porta Felice

Alle 10,30, invece, Gaetano Corselli D’Ondes di Salvare Palermo condurrà una passeggiata lungo il Foro Italico, ripercorrendo le trasformazioni del lungomare della città (qui per prenotare). Pochi i posti ancora disponibili per passeggiata di MarEdù, dipartimento educativo dell’Ecomuseo Mare Memoria Viva, rivolta alle famiglie con bambini dai 6 agli 11 anni e ispirata alla favola di Gianni Rodari “La sirena della Kalsa”. Un’itinerario fantastico che da Piazza Magione arriva al porticciolo di Sant’Erasmo (qui per prenotare). Quasi sold oud anche il tour serale in via Maqueda in compagnia di Igor Gerlarda (qui per prenotare). Posti già esauriti, invece, per il tour con delitto guidato da Chiara Utro e per le due passeggiate di sabato e domenica sulle tracce dei Florio con Michele Anselmi di Sicilia Letteraria.

Il castello di Carini

Fuori porta, sabato c’è ancora posto per la passeggiata a Carini, sulle tracce della famosa baronessa con Francesco Buzzetta dell’associazione culturale Polinnia (qui per prenotare), mentre sono praticamente già sold out le escursioni su Monte Catalfano con Astrid Natura e nel demanio forestale di Villagrazia, con il Wwf Sicilia Nord Occidentale.

Il mercato del Capo

Domenica 25 ottobre si comincia alle 9 con Chiara Bardi, che condurrà una passeggiata tra i vicoli del mercato del Capo (qui per prenotare). Si entra da Porta Carini, uno degli ingressi alla città vecchia, e passeggiando tra bancarelle, prodotti di “grascia” e “abbanniate”, si scoprirà un quartiere nato con gli arabi. Se è quasi sold out il tour di Marcello Troisi tra le strade del centro storico dai nomi insoliti, c’è ancora qualche posto per la passeggiata di Kirmal alla scoperta dei luoghi dell’accoglienza e dell’intercultura, guidati da giovani rifugiati che hanno scelto di vivere e lavorare a Palermo diventando imprenditori nel turismo e nella ristorazione (qui per prenotare).

Alla Zisa una passeggiata per grandi e piccoli

E ancora, domenica mattina, con Igor Gelarda si può andare alla scoperta di corso Calatafimi, lo “stradone” che dalla città sale fino a Monreale, ideale prosecuzione del Cassaro (qui per prenotare). Nel pomeriggio, alle 15, pochi posti ancora per la passeggiata per grandi e piccoli alla Zisa, tra storie magiche, favole, emiri, principi normanni, nobili e incappucciati (qui per prenotare). Per chiudere in bellezza, il fascino della Vucciria di sera (qui per prenotare); da piazza Fonderia a piazzetta del Garraffo, poi per via Argenteria, piazza Caracciolo, discesa dei Maccheronai, piazzetta Sant’Andrea, per raccontare cosa si nasconde nelle chiese di San Domenico e di San Maria La Nuova. Sempre gettonatissime le escursioni fuori porta. Sold out quelle tra lecci e sugheri a Ficuzza e nella riserva naturale di Capo Gallo, resta ancora spazio, invece, per scoprire la sorprendente San Martino delle Scale con la sua neviera (qui per prenotare).

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

A Palazzo Mirto tra gli sfarzi dell’aristocrazia siciliana

Una speciale visita teatralizzata con guide turistiche in costume in quella che è stata per secoli la dimora della famiglia Filangeri

di Marco Russo

Un viaggio nel Settecento siciliano tra saloni sfarzosi e arredi d’epoca. Torna domenica prossima, 25 ottobre, dalle 15 alle 17,30, la visita teatralizzata a Palazzo Mirto, condotta per il festival Le Vie dei Tesori dalle guide multilingue dell’associazione Gta di Palermo (qui per prenotare). Una visita speciale in cui le guide indossano costumi dell’epoca accogliendo i visitatori come fossero i padroni di casa, per scoprire quella che è stata per secoli la dimora della famiglia Filangeri. C’è il principe Bernardo, mecenate che ristrutturò e ampliò l’antica dimora, poi la sua sposa, la principessa Vittoria Alliata di Villafranca, la madre e il vicerè dell’epoca che si passano il testimone, svelando stanza dopo stanza i tesori del piano nobile.

Un momento della visita teatralizzata

Così, cinque guide diventano attori mostrando i saloni affrescati e arredati con sfarzo e gusto originale che danno l’idea di come viveva la nobiltà nei secoli scorsi. Il piano nobile custodisce collezioni di porcellane, di orologi, di arazzi, ma si possono ammirare anche le collezioni di abiti d’epoca della famiglia Filangeri, cinque livree e marsine settecentesche. Nel salottino chiamato Diana una nicchia girevole con la statua di Apollo cela un passaggio segreto; mentre, al primo piano c’è il particolarissimo organo di Beyer – un rarissimo organo a cilindro del XIX secolo, costruito dal viennese Anton Beyer, “meccanico di corte” del Regno delle due Sicilie – e su al secondo piano c’è anche il prezioso salottino restaurato da Le Vie dei Tesori.

Palazzo Mirto

Nel piano nobile, si susseguono ambienti sontuosamente arredati, intorno ad un cortile pensile con una splendida fontana barocca e culminanti nel Salone del Baldacchino e nel Salone degli Arazzi. In quest’ultimo si svolgevano le feste e tutte le cerimonie ufficiali che scandivano la vita nobiliare e che tendevano ad esaltare l’eccellenza del casato, il suo indiscutibile prestigio, ma soprattutto rappresentavano l’occasione per ribadire l’appartenenza ad un ceto esclusivo.

Guida in costume d’epoca

L’edificio è il risultato di numerose trasformazioni che si sono succedute nei secoli: del palazzo seicentesco è rimasto poco perché nel 1793 l’edificio venne radicalmente trasformato, con la risistemazione dell’intero primo piano e la realizzazione del prospetto sulla via Lungarini e del portale sulla via Merlo. Altri rimaneggiamenti furono eseguiti nel corso dell’Ottocento a causa di nuove esigenze abitative dopo il matrimonio di Vittoria Filangeri con Ignazio Lanza avvenuto nel 1830, e poi nel 1876 quando fu rifatta la facciata sulla via Merlo e quella sul cortile, dove il nuovo ingresso creato verrà sottolineato da una pensilina, secondo la moda parigina di fine secolo.

La visita alla fontana barocca

Alla visita teatralizzata di domenica prossima, che arriva dopo la prima dell’11 ottobre, seguirà quella dell’ultima domenica del festival, l’8 novembre. “La prima visita è stata un successo, la gente era entusiasta e questo ci riempie di soddisfazione – dice Giovanni Masaniello, presidente dell’associazione Gta – i turni erano tutti pieni e si sono svolti in totale sicurezza, seguendo le regole del distanziamento sociale imposte dalla normative. Siamo pronti a questa seconda giornata con l’amore e la passione che mettiamo sempre nel nostro lavoro, ricordando però che non siamo attori, ma guide turistiche”.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Monreale si mostra come mai prima: il meglio del secondo weekend

Il festival svela i lati più nascosti della cittadina normanna: chiese straordinarie, collegi e conventi, palazzi con vista sulla Conca d’Oro, archivi e antichi seminari

di Redazione

Un debutto tanto atteso e preparato con cura. Monreale ha fatto il suo ingresso nel festival lo scorso weekend e continua a svelare il suo volto più inedito e segreto. Dieci siti e passeggiate d’autore, per altri tre weekend, sempre sabato e domenica. Un’edizione in cui si è scoperto che la cittadina normanna non è soltanto il complesso monumentale del Duomo, ma anche chiese straordinarie, collegi e conventi, palazzi, archivi e antichi seminari.

Biblioteca Ludovico II Torres

Tutto in completa sicurezza: il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché si evitino assembramenti e si garantisca la distanza tra i visitatori. Norme che il festival già rispetta scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: quindi ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare, dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

Palazzo del Comune

Ma ecco i luoghi da non perdere questo weekend (qui il programma completo). Sabato si potrà visitare di sera la biblioteca Ludovico II De Torres del Seminario (poi anche domenica dalle 16 alle 19). Vi perderete tra i volumi rari che provengono dalle raccolte e lasciti librari dei diversi arcivescovi che si sono succeduti dal 1588. E non si entrava da tempo nella chiesa degli Agonizzanti, anche se è esattamente di fronte all’incombente Duomo normanno.

Santa Maria dell’Orto

Se invece volete scoprire la storia delle pie donne che scelsero di vivere in una comunità semi monastica, dovete scegliere la Madonna dell’Orto; e non dimenticate la “Madonna degli angeli” di Pietro Novelli che è proprio sull’altare della chiesa di San Castrenze. Il Collegio di Maria nacque per ospitare le povere fanciulle senza mezzi, oggi alzando lo sguardo verso la cupola della Santissima Trinità, si notano le grate della clausura; oppure ci si può sedere e ascoltare la storia lunga sei secoli del santuario del Santissimo Crocifisso alla Collegiata (sabato 10-13) e la leggenda dell’apparizione della Madonna Addolorata a fra’ Mariano al Calvario delle Croci.

Passeggiata lungo il torrente Sant’Elia

Dall’ex Ospedale pubblico cinquecentesco, affidato alle Dame di Carità, si passa alle 22 stanze e alla vista mozzafiato di Palazzo Cutò, affacciato sulla Conca d’Oro, ma ci si deve fermare al passaggio a palazzo di Città per la cinquecentesca Madonna con bambino in terracotta del Gagini. Due le passeggiate, sabato si potranno contare le poche fontane superstiti e domenica si potrà seguire il corso del fiume Sant’Elia, tra mulini, antichi lavatoi e le “nache”, le piscine naturali.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Terzo weekend a Palermo tra arte, degustazioni e visite speciali

Percorsi inediti al Museo Salinas, a Palazzo Costantino, all’Orto Botanico e alle Carceri dello Steri. Una speciale Cooking class con lo chef a Casa San Francesco e si sale all’antica polis su Monte Iato

di Redazione

Un weekend interamente dedicato all’arte: per perdersi tra i reperti etruschi, da visitare in notturna, o salire all’antica polis a 900 metri d’altezza; per scoprire che Vittorio Ugo collaborò con il Basile per la creazione di mobili liberty, e che gli antiquari Tschinke-Daneu non raccolsero solo maioliche antiche ma anche scatolette e vasetti di uso quotidiano attraverso i secoli. Le Vie dei Tesori si prepara al suo terzo fine settimana a Palermo in completa sicurezza. Il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché si evitino assembramenti e si garantisca la distanza tra i visitatori. Norme che il festival già rispetta scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: quindi ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare, dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

La collezione Casuccini al Salinas

Sabato 17 e domenica 18 ottobre, eccoci dunque al nuovo weekend, altri siti, altre visite speciali, altre esperienze (qui tutti i luoghi). Aprirà dalle 18 alle 20,30 il Museo archeologico Salinas che ha preparato un particolare percorso per Le Vie dei Tesori: un assaggio in esclusiva del nuovo allestimento della collezione Bonci Casuccini (ve ne abbiamo parlato qui), che raccoglie i reperti etruschi che il figlio del conte – archeologo vendette al Salinas dopo il rifiuto del British Museum. Si potranno visitare con l’audioguida registrata dalla direttrice del Museo archeologico, Caterina Greco. E per restare in tema, anche Palazzo Abatellis (sabato 10-17,30 e domenica 9-12,30) ha preparato un percorso esclusivo per il festival: esposte opere di solito conservate nei depositi e altre sottoposte a restauro – ascoltate dalle voci di chi sta lavorando al recupero – ; seguendo il filo narrativo di Carlo Scarpa, che nel dopoguerra allestì il museo, si scopriranno frammenti di architetture mutilate dai bombardamenti.

Bronzo di Antonio Ugo

All’ex convento della Magione (dalle 10 alle 12,30) è invece esposta la sterminata collezione degli antiquari Tschinke-Daneu, curata dalla storica dell’arte Maria Reginella e dalla restauratrice Anna Tschinke, erede della famiglia (ve ne abbiamo parlato qui). Alle preziose maioliche, tra ‘500 e ‘800, si aggiunge la curiosa raccolta “povera” di Mario Felice Tschinke, erede dei Daneu: centinaia di pezzi in terraglia, ceramica o porcellana, vasi, scatolette e contenitori vari, molti di epoca vittoriana; scatole di dentifricio e vasetti di pasta d’acciughe, antichi barattoli di generi alimentari e particolari filtri per l’acqua. Alla Galleria Athena (sabato dalle 10 alle 18,30) è aperta “Antonio Ugo, lo scultore del sorriso”, mostra che per la prima volta racconta lo scultore palermitano, dal simbolismo all’Art Nouveau, quando iniziò la sua felice collaborazione con Ernesto Basile: insieme fecero nascere delicati mobili liberty creati dagli cantieri Ducrot. Le opere raccolte dall’associazione Balat (che conducono le visite) arrivano da collezioni private.

Casa a peristilio su Monte Iato

Se invece si vuole ri-scoprire uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo, si deve partecipare alla prima visita a Monte Iato, domenica alle 10 (le uniche altre possibilità saranno domenica 25 ottobre e 1 novembre): guidati da un archeologo, si salirà a bordo di una navetta fino a 900 metri di altezza, per visitare il teatro e l’antica polis. Vi racconteranno la storia della città costruita dagli Elimi, poi divenne greca, romana, fu invasa dai Vandali e dominata dai bizantini per divenire infine colonia islamica e finire distrutta da Federico II.

Visite serali a Palazzo Costantino

Tornano le aperture in prima serata. Si sono aggiunte in corsa al programma diurno visto il grande successo di alcuni luoghi, per ampliare le possibilità di visita, vista la necessità di ingressi contingentati. Ritorna quindi Palazzo Costantino, con i suoi straordinari affreschi superstiti affacciati sul Teatro del Sole, spiegati dall’ingegnere Achille Porcasi e dalla storica dell’arte Claudia Paladino: ogni venerdì e sabato dalle 19 alle 22,30; le carceri dello Steri, sabato e domenica dalle 19 alle 21, per entrare nelle celle dove i rei “dimenticati” della Santa Inquisizione coprirono i muri da graffiti tormentati; e l’Orto Botanico (sabato dalle 20 alle 22,30) con l’erbario e il gabinetto scientifico appena riaperti, oltre al laboratorio per bambini della domenica alle 11 (un altro spazio kids è allo stesso orario al Museo delle Marionette).

Itinerario contemporaneo a Palazzo Oneto di Sperlinga

Apre dalle 18 alle 21 anche Palazzo Oneto di Sperlinga, tappa dell’Itinerario Contemporaneo: Emanuele Lo Cascio, Luca Bullaro e Francesco Santoro hanno riletto, ciascuno a suo modo, il senso dell’abitare, inteso come rifugio, nido, visioni, ma anche tracce, rinascita, natura; dalle 17 alle 19,30 è aperto invece il settecentesco Palazzo Petrulla alla Kalsa dove ha sede la Galleria L’Altro arte contemporanea. Nello stesso palazzo ha sede anche il Teatrino Ditirammu: se avete voglia di ascoltare una vera cantata folk siciliana, di quelle che ti portano indietro nel tempo, ma con tanta leggerezza, siete nel posto giusto e chiedete di Nino Nobile ed Alessandra Ponente il sabato, e di Noa Flandina e Virginia Maiorana la domenica: sapranno come coinvolgervi. Visite guidate de Le Vie dei Tesori anche alle due mostre-evento appena aperte “Ritratto di ignoto. L’artista chiamato Banksy” tra il Loggiato San Bartolomeo e Palazzo Trinacria, e “Heroes – Bowie by Sukita” a Palazzo Sant’Elia.

Casa San Francesco

Sarà l’ultima possibilità per visitare con il festival l’Archivio Storico (dalle 10 alle 17,30), la “memoria della città”, settemila metri di scaffalature lignee cariche di documenti, libri e manoscritti nella struttura geniale progettata da Damiani Almeyda. Spigolando qua e là, balzano fuori le parti inedite dell’Albergo delle Povere (sabato 10-1,20, domenica 10-13,20) che per i visitatori de Le Vie dei Tesori aprirà la chiesa, il chiostro, gli archivi, gli antichi lavatoi e la parte dove funzionò l’Opificio, con le vasche per la decantazione e bollitura dei bachi da seta: qui si creavano delicate stoffe “alla francese” per le nobili signorine dell’alta società. Un altro sito da non perdere è Casa San Francesco, alle spalle del Cassaro (dalle 10 alle 17), l’ex convento seicentesco che quest’anno mostrerà le antiche celle dei frati, la terrazza da cui si contano le cupole della città. L’enorme spazio è stato recuperato dalla cooperativa sociale nata all’interno del carcere Malaspina che ha fatto nascere il piccolo bistrot Al Fresco: e il sabato alle 10,30 aprirà le sue cucine per una cooking class dedicata allo street food, tenuta dal giovane chef Francesco Gambino e dalla sua “brigata”. Ovviamente con degustazione finale. E se di cibo si parla, come perdere la birra prodotta dai monaci dell’abbazia di San Martino delle Scale (sabato alle 11,30 e alle 16), e la degustazione della torrefazione Stagnitta dove vi faranno immergere nel “culto” del caffè (sabato alle 10). Un ultimo suggerimento: in questo weekend ci sarà l’ultima possibilità di immergersi, accompagnati da un sub esperto, nella Secca della Cernia o scoprire lo Scoglio La Formica a Casteldaccia.

La tradizionale “Acchianata” a Monte Pellegrino (foto: Giuseppe Geraci)

Le passeggiate del festival sono sempre gettonatissime, mai come quest’anno le prenotazioni fioccano e molti percorsi sono già sold out (qui per prenotare). Questo weekend si cercherà di penetrare il mistero dei Beati Paoli o di capire le accuse agli eretici, si cercherà lo spirito di Joe Petrosino e si cercherà di risolvere un “giallo”, si seguirà un’”acchianata” recitata a Montepellegrino e si conteranno le antiche Porte mentre scende la notte. E ci si potrà anche perdere sui percorsi green di Monte Catalfano, San Martino delle Scale, Ficuzza, la Montagna Raffo Rosso. Diventa invece un appuntamento domenicale fisso la “pedalata tra i tesori arabo-normanni” con le guide Gta: su due ruote, dalla Zisa alla Cuba, da San Giovanni degli Eremiti a Maredolce. E dalla collaborazione con Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia nascono anche alcune visite guidate in luoghi temporalmente affini, come la cappella dell’Incoronata (con la mostra di Laura Panno), la chiesa di Santa Cristina la Vetere, la Magione e Maredolce.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Terzo weekend a Catania, apre l’ala inedita di Palazzo Biscari

Dal Bastione degli Infetti, con uno spettacolo tra voci e immagini, fini alla cupola della Badia di Sant’Agata. Poi, il battesimo del mare ad Ognina e la grande neviera sull’Etna

di Redazione

Si verrà accolti dal nobile padrone di casa, e Palazzo Biscari racconterà così i suoi segreti: sarà l’unica occasione – questa domenica alle 10 e alle 17,30 – per ascoltare, dalla viva voce del principe Ruggero Moncada, la storia della sontuosa residenza dal fascino immutato, con lo strepitoso salone delle feste, sommerso da stucchi e affreschi sfavillanti. Oltre alle splendide sale visitate nella scorsa edizione, per la prima volta ed in esclusiva per Le Vie dei Tesori sarà aperta l’ala di Ponente del palazzo con il piano nobiliare, la cappella, il cortile ed il meraviglioso terrazzo. Sarà questo uno degli appuntamenti più attesi de Le Vie dei Tesori che si appresta a avviare il suo terzo weekend a Catania.

Le Isole Ciclopi di Aci Trezza

Un fine settimana di visite e passeggiate  – sabato e domenica, 17 e 18 ottobre -, ma anche esperienze e novità (qui il programma completo). Ci sarà la possibilità di immergersi nelle acque cristalline della baia di Ognina, creata dalle colate laviche del Trecento: con l’aiuto di un sub esperto, si scopriranno in sicurezza fondali mozzafiato. Ma se siete dei sea lovers, non potete perdere né il giro in barca a vela lungo il nero waterfront con la Lega Navale; né il tragitto su una tipica barca “trezzota” alla volta dei Faraglioni di Acitrezza, sulle tracce di Padron ‘Ntoni. Chi invece vuole restare con i piedi ben saldi sulla terraferma, può visitare il luogo dove queste barche nascono dall’arte dei maestri d’ascia, ovvero i cantieri Rodolico. Cambiando del tutto genere, bisogna assolutamente raggiungere il bastione degli Infetti dove, oltre alle visite abituali del sabato, soltanto questa domenica (alle 18 e alle 20) si potrà assistere ad uno spettacolo tra voci e immagini: la storia dell’ex lazzaretto  cinquecentesco si intreccerà agli “Antichi canti d’amore e di passione” proposti dal baritono Alberto Tomarchio e dalla narratrice Elvira Tomarchio.

Visite al Museo Diocesano (foto Fabrizio Villa)

Ma è tutto il programma di questo weekend del festival ad essere affascinante, costruito sempre con il sostegno di UniCredit e l’aiuto delle associazioni sul territorio (qui tutti i luoghi). Tra i luoghi che aprono le porte c’è il Tabaré Female Sicilian Makers associazione culturale “rosa” nata da cinque artiste catanesi – Marisa Casaburi, pittrice, grafica e illustratrice; Carla Maria Marletta interior designer di upcycling tra ecologia e colore; Giovanna Cacciola produce t-shirt serigrafate, anelli e borse; Ljubiza Mezzatesta, architetto, artista grafomane; e Lina Lizzio, artigiana, che crea oggetti che attingono alla tradizione del Sud Italia –  che ospita la mostra fotografica “L’isola dei Jarrusi” di Luana Rigolli sul confino degli omosessuali catanesi dal 1939 al 1940 alle Isole Tremiti; a questa pagina storica tormentata, e agli spazi negati ai catanesi durante il regime fascista, è anche dedicata una delle passeggiate in programma.

Uno scorcio di Catania dalla Badia di Sant’Agata (foto Fabrizio Villa)

Se lo scorso weekend ha ottenuto un bel successo un debuttante come Palazzo Scuderi Libertini, affacciato su via Etnea, ma sconosciuto praticamente a tutti, questo fine settimana non si può perdere Palazzo Asmundo di Gisira, trasformato in un hotel de charme; Palazzo degli Elefanti (questa sarà l’ultima domenica disponibile); la bizantina cappella Bonajuto che ispirò un dipinto di Houel oggi all’Ermitage;  la chiesa di San Giuliano dove si potrà salire fino alla “lanterna” (sabato dalle 15 alle 18); o la Badia di Sant’Agata dove, al tramonto, gli attori Barbara Gallo e Francesco Bernava in abiti d’epoca, faranno da guida tra gli spazi solenni dell’aula liturgica e quelli nascosti fra le grate delle monache, fino alla cupola da cui si vede l’intero centro storico. Mentre, se scegliete il museo Diocesano – dopo un interessante percorso nell’antico Seminario dei Chierici, tra argenti, paramenti, pitture, sculture, preziosi documenti, e la collezione di ex voto a Sant’Agata – potete raggiungere il camminamento di Porta Uzeda affacciato su via Etnea.

Catania con l’Etna sullo sfondo (foto Fabrizio Villa)

Diverse le passeggiate (qui per sceglierle e prenotarle): dalla Catania barocca alle tracce degli storici tipografi Galatola, alla pedalata nel centro storico, ma sicuramente da annotare domenica, è il percorso di tre ore alla Grotta della Neve, la più grande neviera dell’Etna ricavata modificando un frammento di grotta lavica, a quota 1160 metri: un vero “frigorifero” ante litteram utilizzato per decenni dal collegio Capizzi di Bronte.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Visite al Museo Diocesano (foto Fabrizio Villa)

Il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché “garantiscano modalità di fruizione contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Modalità che il Festival rispetta già scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: quindi ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare, dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Ragusa, Scicli e Noto salutano il festival: arriva l’ultimo weekend

Dalladisfida dei balconi” a Ibla fino all’antico borgo troglodita, poi musei d’arte contemporanea in antichi palazzi e creazioni d’alta moda tra antichi agrumeti

di Redazione

A naso in su a cercare balconi. Ma anche districare indovinelli, cucire vetrate barocche, cercare i vicoli e salire le scalinate. Insomma, conoscere la città partendo da quei “mensoloni” barocchi riconoscibilissimi. Le Vie dei Tesori chiude questa sua edizione a Ragusa, Scicli e Noto – visitabili con un unico coupon – con un ultimo fine settimana (sabato e domenica, 17 e 18 ottobre) veramente da non perdere. Sempre con il sostegno di Unicredit, l’aiuto dei Comuni e in collaborazione con le associazioni del territorio.

RAGUSA

Il Circolo di Conversazione a Ragusa

L’ultimo weekend parte proprio da Ragusa dove Tessere Cultura organizza un urban game veramente sui generis: già un mese fa era andato sold out, ma stavolta i visitatori partono già armati di curiosità e buona lena. Domenica (dalle 9,30 alle 11,30) la “Caccia ai balconi” tra indovinelli, curiosità, personaggi e indizi che condurranno tra i monumenti meno noti e i luoghi più insoliti. Due i percorsi, Jusu – adatto a tutti ed agevole, da Ragusa Superiore giù fino a Ibla attraverso scalinate, vicoli tortuosi e magnifici monumenti – e Susu – un viaggio per cacciatori avventurosi di circa tre chilometri che attraversa i quartieri del centro di Ragusa Superiore tra affacci panoramici, statue e architetture da scoprire. Una vera “caccia al tesoro” per luoghi inediti – i balconi offrono un punto di vista privilegiato, ce ne siamo accorti durante il lockdown – con tanto di condivisione finale. Il resto del programma (qui tutti i luoghi) si srotola tra chiese, palazzi nobiliari e (l’amatissimo) Circolo da conversazione in cui si riunivano e cucivano rapporti i nobili signori.

Palazzo Arezzo di Trifiletti a Ragusa

Sarà l’ultima occasione per visitare Palazzo Arezzo di Trifiletti con la guida degli stessi proprietari (visite contingentate); ma anche per non perdere i pavimenti intarsiati con maioliche campane e l’inatteso lampadario blu in vetro di Murano di Palazzo La Rocca. E se entrate nel “bassi” di Palazzo Arezzo di Donnafugata, troverete un teatrino privato dall’acustica perfetta: provate a tossire in palcoscenico, risuonerà in platea. Ultima possibilità per ammirare la delicata compattezza superstite della Cona in pietra di San Giorgio o per salire sul campanile di San Giovanni Battista; o per visitare la bottega fashion Rosso Cinabro dove nascono i disegni colorati per i tostapane e frullatori di Dolce&Gabbana.

Castello di Donnafugata

Fuori porta, sabato alle 16 raggiungete il parco del Castello di Donnafugata per l’ultima passeggiata in programma: il giardino è popolato dagli “scherzi” che il nobile (e burlone) barone Corrado Arezzo de Spuches amava mettere in campo per creare imbarazzo nei suoi ospiti: dalla cappella con un meccanismo tale che chi entrava si ritrovava sorpreso dall’abbraccio di un automa con le sembianze di un monaco barbuto; alla vasca della “Sicilia capovolta” che silenziosamente riposa tra la vegetazione, al ninfeo, ai cippi funerari, fino al labirinto in pietra da cui è impossibile uscire senza aiuto.

SCICLI

Interni del municipio di Scicli

Anche il Castello di Donnafugata ha spesso ospitato qualche scena della fiction, ma i veri set del “Commissario Montalbano” sono tutti a Scicli e si potranno visitare anche in questo ultimo weekend: ricostruiti nel centro barocco di Scicli, proprio nell’attuale sede del Comune, dove spesso il sindaco lascia le stanze al Commissariato di Vigata. Ma questo fine settimana (qui tutti i luoghi) sarà anche l’ultimo in cui visitare Palazzo Beneventano, che è stato veramente preso d’assalto dai visitatori: qui vi racconteranno la storia del rivoluzionario Agostino e del suo più celebre fratello, Francesco Giuseppe Federico, barone della Piana, eccentrico baritono. Ultima occasione anche per visitare con il festival l’antica farmacia Cartia dove sembra di entrare nella “tana” di uno speziale; o salire alle grotte di Chiafura, abitate fino agli anni Cinquanta, dove si viveva in condizione di estrema povertà, tanto che ne scrissero Levi e Pasolini.

Borgo dei Marafini

E salite fino allo sconsolato San Matteo, per avere un colpo d’occhio sull’intera cittadina. L’ultima passeggiata è da non perdere: con Esplorambiente domenica alle 8,30 si partirà alla scoperta dell’antico quartiere trogloditico Marafini (qui per prenotare), tra aie, cisterne, abbeveratoi, lavatoi, sentieri, stradine, muri a secco, canali di raccolta delle acque piovane, ma anche iris, pistacchi e gli onnipresenti carrubi. Troverete ipogei con sepolture, successivamente adibite a ricovero, fosse terragne e soprattutto un imponente palmento con una vasca di pigiatura e una di sedimentazione, scavate nella roccia.

NOTO

Arte contemporanea al Museo della Diocesi

A Noto sarà l’ultima occasione per visitare Palazzo Landolina di Sant’Alfano, dove hanno dormito pure re Ferdinando II di Borbone e la regina Maria Teresa d’Austria: si respira aria antica, si passeggia sotto gli affreschi, si rievocano balli e conversazioni leziose tra le pareti dorate; ma proprio per questo ultimo weekend (qui tutti i luoghi) apriranno anche i saloni del Museo della Diocesi che ospitano opere di artisti contemporanei. Anche per Palazzo Trigona, la dimora della potente famiglia dei marchesi di Canicarao e di Dainamare, è l’estrema possibilità di visita, poi ritornerà all’elegante marchesa. Non perdete la commovente e candida Madonna della Neve attribuita a Francesco Laurana e giunta da Noto antica, oggi conservata nella chiesa del Santissimo Crocifisso; e a pochi metri dalla Badia Nuova, nel complesso museale dell’ex caserma Cassonello, il museo “I mecenati del Barocco”, con la mostra sulle nobili famiglie che investirono nella ricostruzione di Noto dopo il terremoto.

Passeggiata interattiva a Noto Antica

Due esperienze diverse per questo ultimo fine settimana: un tour interattivo tramite visori (qui per prenotare) permette di calarsi tra le rovine di Noto antica, il sito che fu abbandonato dopo il terremoto del 1693; e all’inedito Parco dell’Anima dove sabato si inaugura “Born in Italy”, le ultime collezioni del couturier Roberto Capucci, fotografate da una delle firme di Vogue, Toni Campo, sullo sfondo della splendida campagna siracusana, tra antichi agrumeti, alberi di ulivo, mandorli secolari e neri carrubi. Un allestimento outdoor che vuole essere da stimolo per proteggere il patrimonio delle antiche semenze italiane.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Noto, visite a Palazzo Trigona

Il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché “garantiscano modalità di fruizione contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Modalità che il Festival rispetta già scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Ultimo weekend a Sciacca tra visite serali, coralli e antichi gioielli

Si potrà ammirare la città dall’alto di torri e tetti dal tramonto fino a sera e scoprire un fuori programma, tra coralli e antichi gioielli

di Redazione

Sciacca saluta Le Vie dei Tesori con un ultimo weekend pieno di sorprese. Si potrà ammirare la città dall’alto dal tramonto fino a sera, con lo sguardo che spazia fino al golfo e scoprire un fuori programma tra coralli e antichi gioielli. Ultima occasione per visitare i dieci luoghi del festival, tra chiese, palazzi, archivi e circoli culturali (qui tutti i luoghi), per non parlare delle esperienze a tu per tu con gli artigiani ceramisti (qui per prenotare) o un’inedita passeggiata tra scale catalane, cortili e edicole votive (qui per prenotare).

Tramonto dai tetti della chiesa del Carmine

La prima novità di quest’ultimo weekend è la visita serale alla torre campanaria della chiesa di San Michele (qui per prenotare). Oltre agli orari in programma, sabato e domenica dalle 10 alle 18, soltanto sabato le visite proseguiranno eccezionalmente dalle 18 fino alle 21. Un’occasione unica per affacciarsi dalla maestosa torre che sovrasta Sciacca, godendosi il tramonto con un panorama mozzafiato che abbraccia tutto il golfo. Non è da meno la vista dai tetti della chiesa del Carmine (qui per prenotare), anche in questo caso aperta eccezionalmente sabato sera, dalle 18 alle 21, oltre che nei consueti orari del weekend, dalle 10 alle 18. Potrete scoprire la curiosa storia di Beata Angela da Sciacca, carmelitana vissuta durante il 1200 e morta eremita.

Lavorazione del corallo al laboratorio Nocito

Ma le sorprese non finiscono qui. Soltanto sabato, dalle 10,30 alle 12,30, apre le porte per la prima volta al festival il Museo Nocito del Corallo di Sciacca (ingressi ogni trenta minuti con turni di tre persone alla volta, prenotazione obbligatoria allo 0918420000). Si potrà ammirare la collezione della famiglia Nocito, gioiellieri ed orafi da quattro generazioni, che racchiude diversi cimeli, gioielli antichi, stampe, strumenti di navigazione, modelli di navi, coralli e gioielli che si legano a eventi storici come l’emersione dell’isola Ferdinandea. A condurre la visita saranno Mario e Laura Nocita, che mostreranno i cimeli di famiglia, arricchiti dal minuzioso lavoro del padre Giuseppe.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Le passeggiate del weekend tra misteri, eresie e accoglienza

Dal tour sulle tracce di streghe e eretici a quello tra i luoghi dell’intercultura, poi le antiche porte della città e la sorprendente San Martino

di Redazione

Storie, misteri, tour con delitto o tra i luoghi dell’accoglienza, di giorno e di sera, fino alla natura a due passi da casa sui monti che circondano Palermo. Le passeggiate de Le Vie dei Tesori sono sempre più amate, tanto che il prossimo weekend, sabato 17 e domenica 18 ottobre, molte sono già sold out, ma per altre ci sono ancora posti disponibili. Come per la passeggiata in compagnia della guida turistica Chiara Utro, che sabato alle 9,30 condurrà alla scoperta di antiche storie di eresia (qui per prenotare). Si parte dallo Steri per un tour che ricostruisce, attraverso suggestioni e antiche testimonianze, il lungo e oscuro periodo in cui anche a Palermo si dava la caccia a streghe ed eretici.

Sentiero che conduce alla neviera di San Martino

Chi preferisce tuffarsi nel verde, sempre sabato alle 9, può seguire le guide naturalistiche di Astrid Natura per scoprire una sorprendente San Martino delle Scale (qui per prenotare). La passeggiata parte dal Villaggio Montano, per poi addentrarsi nel demanio forestale verso la neviera attraverso una comoda stradella, dove si apriranno panorami mozzafiato verso la valle sottostante e in fondo il golfo di Palermo. Sono sold out tutte le altre passeggiate di sabato: i tour sulle tracce dei Beati Paoli, dei Florio e di Joe Petrosino, o quello tra vicoli e piazze della Vucciria. Posti esauriti anche per il tour con delitto con un giallo da svelare e per il trekking su Monte Catalfano, tra zubbi e orchidee.

Ecomuseo Mare Memoria Viva

Domenica si comincia con una speciale passeggiata alla scoperta dei luoghi dell’accoglienza e dell’intercultura (qui per prenotare). Si parte alle 10,30 dal cuore di Ballarò e – passando da piazza Pretoria e da piazza Magione – si arriva alla sede dell’Ecomuseo Mare Memoria Viva, nell’ex stazione di Sant’Erasmo, guidati da giovani rifugiati che hanno scelto di vivere e lavorare a Palermo diventando imprenditori nel turismo e nella ristorazione. Nel pomeriggio, alle 16, il giornalista Mario Pintagro guida una passeggiata alla Cala (qui per prenotare), dalla Porta della Calcina alla Porta della Doganella, a caccia delle ultime testimonianze topografiche degli antichi ingressi sul vecchio porto, fino al racconto di una tragedia che sconvolse la città.

Porta della Calcina

Alle antiche porte d’ingresso della città è dedicato anche il tour serale, alle 20,30, guidato da Igor Gelarda (qui per prenotare). Si scoprirà dove si trovavano le porte, che erano le bocche della città verso il mondo, per importare ed esportare in tutto il Mediterraneo materiali di ogni genere. Pochissimi i posti ancora disponibili per la passeggiata guidata da Emanuele Drago sulle orme di Agata, Cristina, Ninfa e Oliva, le originarie Vergini protettrici della città (qui per prenotare) e per l’itinerario medievale dei cavalieri e dei pellegrini (qui per prenotare). Già sold out, invece, l’”acchianata” su Monte Pellegrino spiegata e recitata e il trekking a Ficuzza.

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Lo spettacolo del volo a Punta Raisi tra le piste e il mare

Con Le Vie dei Tesori un’esperienza da “spotter” sulla terrazza del centro direzionale della Gesap, dove scoprire i segreti dell’aeroporto

di Giulio Giallombardo

Restano in piedi per ore a osservare il via vai degli aerei che atterrano e decollano. Cercano la visuale migliore oltre la rete di protezione degli aeroporti o vanno a caccia di punti di osservazione sui rilievi attorno agli scali. Sono gli “spotter” innamorati del volo, una passione molto diffusa all’estero che da qualche anno è arrivata anche in Italia, sfociando in community, siti internet e blog. All’airport spotting sono ormai dedicate migliaia di guide, con consigli e commenti sugli aeroporti di tutto il mondo, e persino i suggerimenti sui migliori hotel e le camere con la vista più bella sulle piste d’atterraggio.

La terrazza del Centro direzionale

Adesso, un’esperienza da “spotter” si può vivere anche all’aeroporto di Palermo, affacciandosi dalla terrazza del Centro direzionale della Gesap, la società che gestisce lo scalo palermitano. È una delle novità dell’edizione 2020 del festival Le Vie dei Tesori, ormai entrato nel vivo. Ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 12, fino all’8 novembre, lo scalo di Punta Raisi apre per la prima volta le porte del Centro direzionale ai visitatori, raccontando la sua storia attraverso filmati e foto d’epoca, fino a svelare i segreti del volo dalla terrazza sulla pista (qui per prenotare).

L’aeroporto dalla terrazza del Centro direzionale

Prima tappa dell’esperienza – che si svolge nel pieno rispetto delle normative anti-Covid – è nella sala convegni dell’edificio, dove viene proiettato un filmato sui lavori di manutenzione delle piste realizzati nel 2017, poi in compagnia del coordinatore operativo security di Gesap, Giovanni Sirchia, si passa dal corridoio dove sono esposte diverse foto storiche dei primi voli, quando si poteva arrivare fino sotto gli aerei prima del decollo. Infine si sale fino alla terrazza, dove con il responsabile dell’Apron management Ugo La Brasca, si approfondiscono gli aspetti tecnici della delicata macchina aeroportuale, i nomi delle piste, i raccordi, le tecniche di atterraggio e di decollo, osservando gli aerei durante il “miracolo” del volo.

Visite all’aeroporto

Sono stati in tanti, tra semplici curiosi e “spotter” appassionati, a raggiungere l’aeroporto nei primi due weekend del festival. “Il bilancio finora è assolutamente positivo, così come le impressioni da parte dei visitatori – fanno sapere dalla Gesap – siamo soddisfatti per questo interesse che si è manifestato e saremo lieti di ripetere questa esperienza con Le Vie dei Tesori anche in futuro, migliorandola e arricchendola ulteriormente”.

Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

Le Vie dei Tesori News

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