Le passeggiate del weekend con Le Vie dei Tesori

Da Sambuca a Sciacca, da Messina ad Acireale, fino a Siracusa, tanti tour guidati da esperti in questo ultimo fine settimana della prima parte del festival

di Ruggero Altavilla

Ci sono i vicoli saraceni di Sambuca e le dimore nobiliari di Sciacca. Poi l’antica via del Dromo a Messina e i luoghi di Caravaggio a Siracusa, fino alle chiazzette laviche e le strade seicentesche di Acireale. Ultimi posti per le passeggiate de Le Vie dei Tesori, nel terzo e ultimo weekend di questa prima parte del festival, che dal 4 ottobre inauguerà, per cinque fine settimana, la grande kermesse di Palermo, in contemporanea con Catania e con Ragusa, Modica e Scicli (ma queste ultime solo per tre weekend).

Uno dei palazzi nobiliari di Sciacca

Partendo dalla Sicilia occidentale, è già sold out la passeggiata di Sciacca, in programma domenica 29 settembre, tra le dimore nobiliari del centro storico, che conservano ancora strutture originali e interessanti particolari architettonici, dall’epoca medievale ai rifacimenti ottocenteschi. Pochissimi, invece, sono ancora i posti disponibili per l’attesa passeggiata di Sambuca, prevista sempre domenica 29 con partenza alle 10,30 (qui per prenotare). Un tour guidato tra i vicoli saraceni del centro e i palazzi di corso Umberto. I primi consentono di leggere l’impianto urbanistico del quartiere realizzato a difesa del Castello dell’Emiro fondatore Un intricato reticolo di vie strette che si aprono su ammalianti vicoli e cortili. I palazzi, invece, raccontano la grandezza della borghesia dal Seicento fino all’Unità d’Italia.

Lo Stretto di Messina dal Forte San Salvatore

Spostandoci nella Sicilia orientale, a Messina, pochi posti ancora per scoprire l’antica via del Dromo, tra i vecchi casali di Contesse e Pistunina, alla periferia sud della città (qui per prenotare). Durante la passeggiata si potranno ammirare i ruderi di vecchie fabbriche di essenze di agrumi e gelsomino, chiese, case e palazzi signorili, attraverso dieci storie narrate dalle guide e legate ad altrettante tappe. È l’itinerario cicloturistico dello Ionio Circolo Arci, primo progetto sostenibile nato per riqualificare le periferie urbane nel segno della cultura.

Palazzo del Municipio di Acireale con il Duomo

Ad Acireale due passeggiate in programma. Venerdì 27 alle 16, sabato 28 e domenica 29 alle 9 e alle 11, si percorrerà un itinerario dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, attraversando il ponte sulla Statale 114, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa (qui per prenotare). Invece, soltanto domenica 29, alle 10 e alle 16, ci sarà una passeggiata alla scoperta di Aci seicentesca (qui per prenotare), dove a ogni angolo o piazza corrisponde un aneddoto, una storia o una leggenda.

“Seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio

Infine, Siracusa, sabato 28 settembre alle 16 e domenica 29 alle 10,30, chiuderà in bellezza con un tour guidato sulle orme del Caravaggio (qui per prenotare), che nel 1608 trascorse circa due mesi in città, per completare “Il seppellimento di Santa Lucia” in uno dei periodi più bui e intricati della sua esistenza. Chi preferisce, invece, immergersi nella natura, potrà farlo sabato 28 settembre alle 9,30, andando nella Penisola Maddalena, una delle attrazioni naturalistiche più importanti del territorio (qui per prenotare).

Anche questa domenica, inoltre, in programma i viaggi in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste del festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Il 29 settembre si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Una domenica tra i tesori, ecco i viaggi in pullman del weekend

Novità di questa edizione del festival sono le partenze in bus da Palermo con rientro in serata per le altre città siciliane protagoniste. Prossime tappe a Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa

di Marco Russo

Scoprire le città e i borghi de Le Vie dei Tesori, partendo da Palermo, seduti comodamente in pullman, senza dover faticare guidando o cercando parcheggi. È piaciuta la novità di questa edizione del festival, i viaggi domenicali in bus alla scoperta dei gioielli nascosti delle nostre città. I pullman sono già partiti nelle scorse settimane, con viaggiatori soddisfatti che hanno potuto apprezzare gli altri centri protagonisti del festival. Dopo il successo del secondo weekend di visite con ben 28mila accessi nel 170 luoghi aperti in dieci città (qui per saperne di più), ci sono adesso le ultime possibilità per prenotare il proprio posto in pullman, con partenza domenica 29 settembre da piazza Giotto e rientro in serata, scegliendo la vostra meta tra Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Il progetto nasce con Labisi Eventi, vettore ufficiale del festival.

In pullman con Le Vie dei Tesori e Labisi

Il pullman per Trapani, città che in queste settimane è stata la più visitata del festival, parte alle 8,30 (qui per prenotare). Arrivati in città potrete raggiungere in barca la Torre della Colombaia, uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi (prenotando la visita qui), oppure l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo, con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata, uno dei siti più visitati di questa edizione a Trapani (qui tutti i luoghi visitabili). Parte alle 9, invece, il pullman per la vicina Marsala (qui per prenotare), dove potrete affacciarvi dalla terrazza di Palazzo VII Aprile, percorrere il camminamento segreto della chiesa di Santo Stefano e visitare il Museo degli arazzi, dove si continuano a svolgere visite guidate in contemporanea in lingue diverse (qui tutti i luoghi a Marsala).

Una delle precedenti passeggiate in bus a Caltanissetta

Un borgo tutto da scoprire è anche Sambuca di Sicilia (partenza sempre da piazza Giotto alle 8,30, qui per prenotare), dove potrete ammirare tredici tesori, tra cui il sorprendente Palazzo Amodeo, la casa natale per primo sindaco di Sambuca dopo la Liberazione, un complesso fatto di ambienti diversi, ex vicoli, slarghi, terrazze, scale e salottini. Ma anche da non perdere la visita a Casa Planeta, un bellissimo ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi, srotolati lungo tutto un complesso di locali che si affacciano sui due cortili (qui tutti i luoghi a Sambuca).

In pullman con Le Vie dei Tesori e Labisi

Infine, Siracusa, un’altra delle città più visitate di quest’anno. Vista la distanza, la partenza in questo caso è anticipata alle 7,15 (qui per prenotare). Qui avrete davvero l’imbarazzo della scelta, con il gettonatissimo Castello Maniace (al primo posto tra i siti di quest’anno e che ha raddoppiato gli accessi nel weekend appena trascorso), o ancora la splendida Cappella Sveva e l’ex Carcere Vescovile (qui tutti i luoghi visitabili).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori da record: 28mila visite nel weekend

Trapani guida la classifica tallonata da Siracusa, Caltanissetta e Messina. Il siracusano Castello Maniace raddoppia gli ingressi del primo fine settimana

di Redazione

Nuovo traguardo per Le Vie dei Tesori. Sono stati 28mila i visitatori che, nonostante il forte vento di scirocco, hanno preso d’assalto chiese, palazzi, ville e musei nel secondo weekend del festival. Un numero importante con cui si supera di gran lunga la perfomance dello scorso anno. Le dieci città, grandi e piccole, hanno schierato centosettanta luoghi aperti, le visite con degustazione esaurite e le passeggiate affollatissime.

Torre di San Michele a Trapani

Trapani tiene saldamente in pugno lo scettro di città più visitata, ma la sorpresa arriva dal secondo gradino del podio, affollato da Caltanissetta, Siracusa e Messina che si distanziano tra loro per numeri veramente minimi. Seguono, con ottime performance, Noto, Marsala e Sciacca. E tra i “borghi” più piccoli, Naro supera Sambuca ed Acireale. Il sito più visitato in assoluto è di nuovo castello Maniace, a Siracusa, ma stavolta raddoppia e di gran lunga, le 1100 presenze del primo weekend.

La tonnara Bonagia

Trapani continua dunque la sua corsa, anche se le visite alla Torre della Colombaia sono state rovinate dallo Scirocco che non ha permesso di raggiungere l’isoletta dove sorge il carcere e quindi programmate in altra data. In compenso, il pubblico continua ad affollare l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata; e chiostri e campanile di San Domenico con la vista mozzafiato sull’intera città (qui tutti i luoghi aperti a Trapani).

Lezioni di yoga nel Parco Landolina

Il terzetto di città che segue Trapani, agguerritissimo, è formato da Siracusa (qui tutti i luoghi) – dove oltre al castello Maniace, sono molto visitati la Cappella Sveva e l’ex Carcere vescovile; Caltanissetta (qui tutti i luoghi) dove le lunghissime code a serpentina sono continuate anche oltre l’orario di chiusura per Villa Testasecca che, nel suo ultimo weekend di visite, registra un numero enorme di visitatori, quasi tre volte più del gettonatissimo museo Averna; infine Messina (qui tutti i luoghi) dove il pubblico ha gradito molto Villa Maria che, nel suo unico fine settimana di apertura è riuscita a superare Forte San Salvatore, l’eterno vincitore da cui si vede tutto lo Stretto.

Passeggiata a Marsala

A Marsala, i visitatori hanno fatto la coda per affacciarsi dalla terrazza di Palazzo VII Aprile, percorrere il camminamento segreto della chiesa di Santo Stefano e visitare il Museo degli arazzi dove si continuano a svolgere visite guidate in contemporanea in lingue diverse (qui tutti i luoghi visitabili a Marsala).

Passeggiata nel quartiere ebraico di Sciacca

Sciacca e Noto guadagnano la palma di cittadine con il maggior numero di turisti stranieri. Nella prima (qui tutti i luoghi di Sciacca) continuano a piacere moltissimo Palazzo Lazzarini con il suo giardino segreto, e il campanile della chiesa di San Michele mentre a Noto (qui tutti i luoghi) il pubblico affolla i saloni sontuosi di palazzo Ducezio, sede del Comune e quelli di palazzo Nicolaci. Ma è su Palazzo Landolina la bella sorpresa dell’ultima ora: la Curia, vista l’enorme affluenza, ha deciso di aprire alle visite anche una sala preziosa del Museo di Arte Sacra con un tesoro di ostensori e paramenti, che si aggiunge al percorso del palazzo. Un bel regalo al festival.

Santa Caterina a Naro

Nell’Agrigentino, si è invertita la “disfida”, e Naro ha vinto su Sambuca: a Naro, dopo aver visitato il castello Chiaramontano, il pubblico è sciamato verso l’estrosa sacrestia dei monaci di San Francesco (qui tutti i luoghi di Naro), mentre a Sambuca (qui tutti i luoghi) la particolare Casa Amodeo ha superato persino Palazzo Planeta. Chiude Acireale dove i visitatori hanno scoperto l’inedito Palazzo Vescovile che ha vinto anche su incunaboli e cinquecentine, e sulle stampe di Guido Reni conservate alla biblioteca e pinacoteca Zelantea (qui tutti i luoghi di Acireale). Ovunque piene le “famose” passeggiate de Le Vie dei Tesori che hanno condotto alla scoperta di baluardi, quartieri ebraici, saline e piazzette dimenticate.

Infine, proseguiranno anche il prossimo weekend, i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Domenica prossima si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori, il meglio del secondo weekend

Dai campanili alle ville nobiliari, dagli ipogei alle antiche torri: riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane del festival

di Redazione

Il “popolo” de Le Vie dei Tesori si prepara a rimettersi in moto, armato di mappe e smartphone, in vista del secondo weekend del festival, da domani a domenica. Dopo il successo del primo fine settimana, con 18mila visite complessive, riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane: Messina, Caltanissetta, Trapani, Marsala, Sambuca, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa e Noto.

Tonnara San Giuliano a Trapani

Partendo dalla Sicilia occidentale, Trapani è di sicuro la città (finora) più gettonata, anche se è tallonata strettamente da Caltanissetta. La torre della Colombaia (qui per prenotare la visita) resta il luogo più amato, anche per il piccolo tragitto in barca che si fa per raggiungerla, ma la città apre in tutto 25 luoghi (logistica dell’associazione Agorà, qui tutti i siti visitabili), tra cui la poco conosciuta Biblioteca Fardelliana, un patrimonio da 170mila volumi, tra incunaboli, manoscritti medievali e stampe del Piranesi; fuori dai circuiti turistici, ecco la chiesa di san Francesco, con le sue tre cupole, una più grande e due più piccine; Palazzo D’Alì dove fu girata la “Piovra” e la Tonnara San Giuliano. La passeggiata domenica condurrà alla scoperta in bus delle saline di Nubia (qui per prenotare) e non dimenticate gli appuntamenti per bambini.

La chiesa del Purgatorio di Marsala

Passiamo a Marsala: 21 siti per un exploit da manuale (logistica dell’associazione Nonovento, qui tutti i luoghi visitabili) che conduce dritto dritto alla scoperta (anche per i marsalesi) dell’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; delle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); e dell’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria. La passeggiata (domenica) permetterà di immergersi tra baluardi e monasteri del XV secolo (qui per prenotare). Per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Torre campanaria di San Michele a Sciacca

Anche per Sciacca, Naro e Sambuca, valgono gli stessi coupon, un’occasione unica per scoprire le tre cittadine dell’Agrigentino. Sciacca, più turistica ma con luoghi inediti, Naro e Sambuca, piccoli gioielli da scoprire. A Sciacca (qui tutti i luoghi visitabili), per esempio, c’è un antichissimo Archivio di Stato che racconta la storia della comunità ebraica e conduce quasi per mano alla passeggiata di domenica che invece farà riemergere la Giudecca (qui per prenotare). Poi le Grotte del Caricatore collegate da cunicoli o il Convento delle Giummarre che ricordano sì un castello medievale, ma con “intrusioni” barocche. E medievale è anche la San Nicolò La Latina, al chiesa più antica di Sciacca.

Fonte battesimale nella chiesa di San Nicolò a Naro

Naro è di certo il borgo più inatteso, e qui si è messa in gioco l’intera comunità. I siti aprono sabato e domenica (qui tutti i luoghi): si parte dall’interno cinquecentesco della Madonna del Carmelo e si arriva all’ex Collegio dei Gesuiti con il fonte battesimale tardo gotico; e non dimenticate di visitare Sant’Agostino: vi troverete dinanzi la copia della facciata di San Giovanni in Laterano, mentre al Museo Civico voluto da Bruno Caruso (cittadino onorario di Naro) ci sono nove incisioni originali di Goya e Rembrandt. Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi), da particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo alla Chiesa del Carmine con una commovente Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno. Soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, mentre a Palazzo Panitteri c’è un bella collezione archeologica.

Villa Grazia a Caltanissetta

Caltanissetta è agguerrita, e lo è tanto, con l’aiuto sul campo di Creative Spaces (qui tutti i luoghi aperti): qui si sono viste le prime code di cittadini (soprattutto) per visitare Villa Testasecca che riapre le porte soltanto per questo weekend. E che si potrà anche visitare in maniera inedita partecipando alla degustazione Planeta, già sold out, prevista per sabato dalle 19. Tra gli altri siti da segnalare, Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori) l’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, la cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, e Palazzo Benintende che vanta una bella storia comunitaria visto che è stato recuperato grazie all’impegno di tutti i suoi condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Interni di Villa Maria a Messina

Ancora due weekend per scoprire le quattro città della Sicilia orientale: partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. A Messina (qui tutti i luoghi) i siti più visitati sono sempre il Forte San Salvatore, seguito dal Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona, ma noi vi proponiamo un tour alla scoperta delle residenze private: non dovete assolutamente perdere la delicatissima Villa Maria (o tenuta Roberto) che domina i laghetti di Ganzirri: sarà disponibile solo questo weekend (sabato e domenica) e solo su prenotazione (qui per prenotare). Tra gli altri siti, non dimenticate l’eclettica Villa Stefania (ultima possibilità di visita, questo fine settimana, sabato e domenica) e l’esclusivo Circolo della Borsa di villa Rodriguez con i decori anni ’20 (ultimo weekend, poi solo domenica 29). La passeggiata del festival, invece, condurrà domenica sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle (qui per prenotare).

Palazzo vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, e già nello scorso weekend si è data da fare, con l’aiuto logistico dell’associazione Sajamastra (qui tutti i siti). Tra gli 11 luoghi aperti – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari; la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. E la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Le passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca

Castello Maniace

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace con le sue 1100 presenze è stato il sito più visitato del primo weekend di festival (qui tutti i luoghi). Sabato e domenica si rinnoverà la visita in notturna (dalle 18 alle 20) alla chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Ma tra i siti da scoprire, di certo c’è Villa Reimann (solo di mattina dalle 10 alle 13) con il suo parco immenso, le piante esotiche e la necropoli; la bizantina San Pietro Apostolo dove scoprirete tracce di antichi affreschi (solo domenica); e santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco. Visite a Palazzo Greco, sede dell’Inda, e la cripta di San Marciano. Chi vuole cercare un attimo di benessere dentro di sé, non deve perdere la lezione di yoga nel parco di Villa Landolina (sabato dalle 16 alle 18 e domenica dalle 9 alle 11), anticipazione del Siracusa yoga Festival, mentre le due passeggiate condurranno alla scoperta delle dimore private e della penisola Maddalena.

Santa Maria di Gesù a Noto

Infine, Noto, anch’essa al debutto, ma che già nel primo weekend ha portato a casa numeri altissimi, con veramente tanti visitatori stranieri che sciamano tra palazzi nobiliari e conventi di clausura (qui tutti i luoghi). Se volete lasciare il centro storico – ma prima visitate l’antica Matrice, Santa Maria dell’Arco con la sua facciata a colonne tortili o il convento di santa Chiara per trovare una Madonna gaginiana – raggiungete nella parte alta la chiesa del santissimo Crocifisso che nasconde una meravigliosa Madonna della Neve, anch’essa attribuita al Gagini, e la cappella rosa e celeste dei Landolina; o Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello che ospita il particolare museo “I mecenati del Barocco” che racconta il periodo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, ad opera delle famiglie più importanti della città: è la nascita della Noto che scopriamo oggi.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Questa domenica si potranno raggiungere Messina, Acireale, Caltanissetta, Naro e Sciacca. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori svelano le bellezze di Naro

La “Fulgentissima” amata da Federico II, Naro è un susseguirsi di chiese, monasteri, castelli, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la chiesa Madre, un tempo moschea. Tutti luoghi visitabili durante il festival Le Vie dei Tesori, al suo debutto nel borgo agrigentino (qui tutti i dodici siti aperti), che si svolgerà ancora per i prossimi due weekend (sabato e domenica), fino al 29 settembre. Nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano sette porte. Ne è rimasta in piedi solo una, la Porta d’Oro, esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco. Il nome attuale potrebbe derivare dal greco naròn (liquido, corrente) dal fenicio nahar (fiamma), dall’arabo nahar (fiume).

Un borgo tutto da scoprire, che soltanto questa domenica si potrà visitare partendo comodamente in pullman da Palermo, con rientro in serata (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Il lusso di un brunch all’inglese a Villa Malfitano Whitaker

Con Le Vie dei Tesori una visita esclusiva negli appartamenti privati, seguita da una colazione-pranzo che miscelerà il breakfast anglosassone con piatti tipici della cucina mediterranea

di Ruggero Altavilla

Una mattina tra saloni e appartamenti privati di Villa Malfitano Whitaker, con tanto di brunch in stile inglese. Sarà un’occasione unica aperta soltanto a ottanta persone, che potranno rivivere i fasti della Belle Epoque, quando la dimora palermitana era meta di tutta l’alta società europea. L’appuntamento è in programma soltanto sabato 19 ottobre alle 11 (qui per prenotare), in occasione del festival Le Vie dei Tesori, già in corso in alcune città siciliane, e che approderà a Palermo, dal 4 ottobre, aprendo 170 luoghi (qui l’elenco completo), per cinque weekend fino al 3 novembre.

Interni di Villa Malfitano Whitaker

La mattina prevede prima una visita, a gruppi di quaranta persone, negli appartamenti privati della villa, elegante dimora, costruita tra il 1885 ed il 1889, che fu la residenza di Joseph Whitaker, imprenditore discendente di una famiglia inglese, stabilitosi a Palermo. Un edificio in cui si mescola il neo-rinascimento al liberty di fine Ottocento e che rispecchia in pieno la ricchezza ed il prestigio di una Palermo attiva, industriale e cosmopolita che attraversava un periodo di grande splendore economico. Subito dopo la visita, si potrà gustare una colazione-pranzo che miscelerà il breakfast anglosassone con piatti tipici della cucina mediterranea.

Fontana nel giardino

La villa si sviluppa su tre livelli; negli interni si trovano diverse sale splendidamente decorate dove è conservata una ricca collezione di oggetti d’arte raccolti dal proprietario durante i suoi numerosi viaggi come mobili, quadri, coralli, avori, porcellane e arazzi fiamminghi del XVI secolo, oggi custoditi dalla Fondazione Whitaker. Presenti anche diversi dipinti di Francesco Lojacono e tra gli ambienti interni spicca “la sala d’estate” affrescata da Ettore De Maria Bergler. Un piccolo edificio, ben curato nello in stile, poco distante dalla residenza principale fu destinato a museo che custodì fino al 1976 la ricca collezione ornitologica, animali naturalizzati e trofei.

Un angolo del giardino

Potrete ammirare anche il ricco giardino, progettato da Emilio Kunzmann, che si estende per circa 7 ettari. L’ingresso dall’imponente cancellata in ferro battuto che si affaccia su via Dante, conduce a una parte di giardino coltivata all’inglese, con vialetti che permettono un percorso tra le asimmetrie degli spazi. L’altra parte opposta del giardino, invece, è stata realizzata all’italiana, quindi caratterizzata da spazi disposti geometricamente e in maniera simmetrica intorno alla villa. All’interno si trovano piante rare provenienti da tutto il mondo come Tunisia, Sumatra, Australia, America Meridionale e un vivaio che conservava circa 150 esemplari diversi di orchidee.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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L’abbazia di San Martino si svela come mai prima d’ora

Eccezionalmente aperto al pubblico il refettorio in occasione del festival Le Vie dei Tesori. La visita sarà accompagnata da una degustazione di birra prodotta dai monaci

di Marco Russo

È un’oasi di silenzio e pace tra i monti di Palermo, una delle poche in Sicilia ancora abitata dai monaci benedettini. L’abbazia di San Martino delle Scale si prepara a mostrarsi come mai prima d’ora, aprendo eccezionalmente al pubblico il refettorio monastico, di solito non accessibile perché compreso nel circuito della clausura. Si potrà visitare durante il festival Le Vie dei Tesori, già in corso nelle prime dieci città siciliane e che approderà a Palermo nei weekend dal 4 ottobre al 3 novembre (qui tutte le informazioni sul festival a Palermo). Tutti i sabati del festival, con due turni alle 11,30 e alle 16,30, l’abbazia aprirà le porte con una speciale visita guidata (qui per prenotare), accompagnata da una degustazione di birre, la “Blond Ale” e la “Monastic Beer” – bionda e scura – prodotte dagli stessi monaci. Si potranno gustare le due birre con un assaggio di formaggio e cassata.

Il refettorio

Dunque, per l’occasione, si potrà ammirare il refettorio, circondato da un rinnovato schienale in legno, in un’ampia sala adiacente al chiostro. È un luogo intimo ed esclusivo, dove i monaci consumano i pasti insieme e in silenzio, ascoltando da un bel pulpito in marmo posto sulla parete occidentale del refettorio, la lettura secondo il dettato della Regola benedettina. Sulla volta si potrà ammirare un affresco di Pietro Novelli del 1629, raffigurante la scena biblica con protagonista Daniele nella fossa dei leoni. Sulla parete di fondo del refettorio, in corrispondenza del posto centrale riservato all’abate, si trova un altro prezioso e grande dipinto che ritrae La cena in casa di Levi, opera attribuita ai pittori Mariano Smiriglio e Filippo De Mercurio e realizzata nel 1605.

L’abbazia di San Martino in una stampa d’epoca

Secondo un’antica tradizione, l’abbazia fu fondata da papa Gregorio Magno nel 604 e distrutta dai saraceni nel IX secolo. Ma l’inesistenza di fonti attendibili ha fatto dubitare molti studiosi su questa ipotesi. Di certo, esistono invece documenti che legano l’abbazia alla prima metà del XIV secolo, a partire dal 1347. E altri che raccontano l’importanza che ebbe nei secoli successivi, con una vita culturale vivace e originale: produzioni e committenze artistiche, attività editoriali e insegnamento. Ancora oggi, all’interno dell’abbazia ha sede Abadir, l’Accademia di belle arti di restauro, un polo culturale che è stato negli anni protagonista nella salvaguardia di tantissime opere d’arte.

Chiostro dell’abbazia

Nell’abbazia, adagiata nella vallata tra Monte Cuccio e Monte Caputo, che comprende sia la Basilica abbaziale che il monastero benedettino, una comunità monastica vive operosamente, tra le funzioni religiose, l’importante biblioteca rinnovata e ingrandita nel XVIII secolo e l’orto. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Calici e tesori, al via le visite con degustazione di vini

Appuntamenti al Sacrario Cristo Re e al Forte Gonzaga di Messina, a Sambuca nelle sale di Palazzo Planeta e nella terrazza di Palazzo Arezzo di Targia con la splendida vista sul Duomo di Siracusa. Già sold out Villa Testasecca a Caltanissetta

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino con Le Vie dei Tesori. Cominciano dal prossimo weekend le visite guidate con degustazione nelle prime città del festival. Un vero e proprio viaggio dei sensi che inizierà con la visita a un monumento e si concluderà con la degustazione di vini Planeta condotta da un esperto, per apprezzare tutte le sfumature del calice che si sta bevendo. È il progetto “Planeta e i Tesori” che si ripete dopo il successo della scorsa edizione.

Sacrario del Cristo Re a Messina

È già sold out la visita con degustazione a Caltanissetta di sabato 21 settembre, nell’elegante Villa Testasecca, la dimora del “signore dello zolfo” che nel primo weekend è stata letteralmente presa d’assalto da cittadini e turisti. Ma chi si trova a Messina può già prenotare la visita al Sacrario Cristo Re (qui per prenotare), in programma sabato 21 settembre alle 19. Ispirato alla Basilica di Superga di Filippo Juvarra, fu realizzato nel 1937. Da lì potrete ammirare uno straordinario panorama su Messina e anche la torre ottagonale merlata che faceva parte delle fortificazioni medievali a protezione della città. Sempre a Messina, ma il sabato successivo, 28 settembre alle 19, la visita con degustazione si svolgerà nel Forte Gonzaga (qui per prenotare), bastione costruito a partire dal 1540 sulla collina di Montepiselli, che difendeva l’accesso meridionale, pur rimanendo esterno alla possente cinta di mura.

Palazzo Planeta a Sambuca

Da non perdere, poi, sabato 28 settembre, sempre alle 19, la visita con degustazione a Palazzo Planeta, a Sambuca di Sicilia, condotta dagli stessi proprietari (qui per prenotare). L’antica dimora dei Baroni di Santa Cecilia non è una semplice casa, ma un complesso ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi. Gli originali “granai” posti al primo piano della settecentesca fabbrica sono stati recuperati e trasformati in un’elegante dimora privata. In alcuni vani si conservano pezzi cari a monsignor Diego Planeta, arcivescovo di Brindisi e ultimo presidente dell’Apostolica Legazia, nata al tempo dei Normanni.

Terrazza di Palazzo Arezzo di Targia a Siracusa

Infine, venerdì 27 settembre alle 21, una degustazione nella terrazza più bella di Siracusa, a Palazzo Arezzo di Targia (qui per prenotare), da cui vi sembrerà di poter toccare lo splendido Duomo nel cuore di Ortigia. Il palazzo, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale e in alcune sue parti ricostruito fedelmente negli anni Cinquanta del secolo scorso, è un luogo magico, e racconta una storia altrettanto bella. Quella di due professionisti che trent’anni fa decisero di scommettere su Ortigia quando la città era abbandonata e trascurata. Adesso Giuseppe Piccione e Concetta Grillo, Pucci e Cochita per gli amici, i padroni di casa, hanno fatto della loro casa – e della loro terrazza – un ritrovo di ospiti illustri, artisti e intellettuali.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival (queste le partenze in programma nel prossimo weekend). Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le passeggiate del secondo weekend tra arte e natura

Dal quartiere ebraico di Sciacca alle saline di Trapani, dalla memoria religiosa di Messina alle dimore nobiliari di Siracusa, percorsi inediti alla scoperta di storie e monumenti

di Ruggero Altavilla

Addentrarsi nei vicoli del quartiere ebraico di Sciacca oppure tra le stradine e piazze secentesche di Acireale. Restare stupiti davanti alle saline di Trapani, dove cielo e mare si confondono, o ancora ammirare le nobili dimore di Siracusa, tra percorsi di architettura e arte. Sono solo alcune delle suggestioni ispirate dalle passeggiate in programma nel secondo weekend del festival Le Vie dei Tesori, iniziato lo scorso fine settimana nelle prime dieci città siciliane e che proseguirà a ottobre tra Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli (qui per saperne di più).

Mulino delle Saline di Trapani

Vi proponiamo, dunque, una carrellata sulle prossime passeggiate d’autore in programma, in compagnia di chi conosce il territorio e sa raccontarlo, svelandone segreti e storie. Partiamo dalla Sicilia occidentale, con Trapani, città presa d’assalto dai visitatori durante il primo weekend. Qui sabato 21 settembre alle 11 (ma anche il 28 settembre), potrete scoprire Villa Margherita, con una passeggiata, tra natura e storia, in uno dei più importanti monumenti “verdi” della città (qui per prenotare). Sempre a Trapani, domenica 22 settembre alle 12, ci sono ancora posti disponibili per il percorso alla scoperta delle Saline di Nubia (qui per prenotare), già sold out il primo turno delle 10. Si partirà dalla Casina delle Palme, meraviglioso chalet dei primi del ‘900 in stile liberty; da qui ci si dirigerà, andando per il porto, in direzione del Villino Nasi, da cui in bus si andrà verso la Riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco, facendo una sosta nei pressi del mulino Maria Stella, dove verrà effettuata una visita guidata da parte di guide del Wwf. Si ritornerà, infine, alla Casine delle Palme.

Il Complesso San Pietro di Marsala

Nella vicina Marsala, invece, pochi posti ancora disponibili per la passeggiata alla scoperta di baluardi, porte e monasteri risalenti alla dominazione spagnola della città (appuntamento domenica 22 alle 17, qui per prenotare). La passeggiata guidata dalla studiosa di Marsala, Francesca La Grutta, partirà dal bastione cinquecentesco, il Baluardo Velasco, e passando da Porta a Mare-Porta Garibaldi, si srotolerà fino a piazza Loggia, tra le arcate dell’antico Palazzo di Città (oggi Palazzo VII aprile) e la maestosa facciata settecentesca della chiesa Madre.

La Giudecca di Sciacca

Spostandoci a Sciacca, poi, ultimissimi posti ancora disponibili per il tour nel quartiere ebraico, in programma domenica 22 alle 10 (qui per prenotare). Un itinerario che attraversa vicoli e strade (via Licata, Porta Palermo, via Tumolieri, via Cittadella, piazzetta San Vito, cortile Cattano) dove un tempo si trovava la Giudecca, che si chiamava la Cadda ed era la più importante dopo quella di Palermo. Ultima tappa della passeggiata la sinagoga, dove i visitatori saranno accolti dall’attuale proprietario.

Il Forte San Salvatore di Messina

Non sono da meno le passeggiate nelle città della Sicilia orientale. A Messina, domenica alle 10,30, appuntamento alla scoperta del patrimonio religioso della città (qui per prenotare). Si parte dalla Passeggiata a Mare per conoscere le origini del culto mariano a partire dalla Stele della Madonnina del Porto: dopo una sosta sul luogo del martirio di san Placido e dei suoi confratelli, si prosegue con la storia della fonte prodigiosa. Arrivati al pozzo di Sant’Antonio da Padova, si prosegue fino al Monastero di Montevergine. Sosta al monumento dedicato a papa Giovanni Paolo II, in ricordo della sua visita a Messina, e si cammina fino a piazza Duomo per chiudere il percorso al Santuario del Carmine e parlare di sant’Alberto degli Abati.

Palazzo del Municipio con il Duomo

Chi si trova ad Acireale, venerdì alle 16, sabato e domenica alle 9 e alle 11, potrà scegliere tra un itinerario dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, attraversando il ponte sulla Statale 114, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa (qui per prenotare); oppure sabato e domenica, alle 10 e alle 16, una passeggiata alla scoperta di Aci seicentesca (qui per prenotare), dove a ogni angolo o piazza corrisponde un aneddoto, una storia o una leggenda. Infine, anche a Siracusa sono due le passeggiate in programma: la prima la taglio storico tra le dimore nobiliari, sabato alle 16 (qui per prenotare) e domenica alle 10,30 (qui per prenotare); l’altra, sabato 21 alle 9,30, naturalistica e archeologica alla scoperta della penisola Maddalena (qui per prenotare), promontorio che nasconde sentieri e grotte, come quella della Pillirina, immerse nella natura più incontaminata. Sarà anche possibile fare il bagno nelle fresche acque della costa ai confini della Riserva naturale del Plemmirio.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival (queste le partenze in programma nel prossimo weekend). Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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SalinaDocFest nel segno dei migranti, ecco i vincitori

La giuria, composta dai registi Claudio Giovannesi e Nicolas Philibert e dal fotografo Francesco Zizola, ha assegnato il premio Tasca D’Oro per il miglior documentario a “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese

di Paola Nicita

Nell’isola più verde delle Eolie, il SalinaDocFest – Festival del Documentario Narrativo diretto da Giovanna Taviani – sceglie per la sua tredicesima edizione come tema le (R)esistenze e annuncia i vincitori.

Una scena del film “La scomparsa di mia madre”

La giuria, composta dai registi Claudio Giovannesi e Nicolas Philibert e dal fotografo Francesco Zizola, ha assegnato il premio Tasca D’Oro per il miglior documentario a “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese, che racconta la storia della madre, Benedetta Barzini, top model italiana negli anni ’60, musa di Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn e Richard Avedon. Femminista militante, a 75 anni, stanca dei ruoli, desidera lasciare tutto per raggiungere un luogo lontano dove scomparire. Turbato da questo progetto, suo figlio Beniamino comincia a filmarla, per tramandarne la memoria. Il film ha vinto anche la menzione speciale WIF – Women in Film, attribuita dalla giuria composta da Kissy Dugan, presidente di Wif, dall’attrice Valentina Carnelutti e dalla regista Antonietta De Lillo.

Naziha Arebi

Il Premio Signum, scelto dal pubblico va invece a “Freedom Fields” della regista anglo-libica Naziha Arebi, documentario che segue tre donne e la loro squadra di calcio nella Libia post-rivoluzionaria, tra sogni e speranze.

Durante le giornate del festival – che si è concluso con lo spettacolo “Refugees il respiro dei migranti – Salina Opera Paese”, diretto da Ugo Bentivegna con le musiche di Mario Incudine – sono stati attribuiti premi speciali del Festival: per Marco Bellocchio Premio Ave – Energia Della Poesia, Poesia Dell’energia; a Letizia Battaglia il Premio Irritec Sicilia.Doc.;a Abraham Yehoshua il Premio Ravesi “Dal testo allo schermo”; Premio Lady Wilmar ad Agostino Ferrente per “Selfie”; Premio Siae a Claudio Giovannesi per “La paranza dei bambini”.

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Le vie dei Tesori News

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