Isnello ha un posto nello spazio, asteroide battezzato Gal Hassin

Il corpo celeste scoperto dall’astrofisica Maura Tombelli porta il nome del Centro internazionale per le scienze astronomiche del borgo madonita

di Marco Russo

Il Centro internazionale per le scienze astronomiche di Isnello vola sempre più alto. Un asteroide scoperto dall’astrofisica Maura Tombelli, una delle più importanti “cacciatrici” di asteroidi al mondo, da oggi porta lo stesso nome del centro astronomico delle Madonie. L’asteroide (28007) 1997 XO10 si chiamerà adesso 28007 Gal Hassin.

Maura Tombelli

L’8 settembre scorso – fanno sapere dal centro internazionale di Isnello – in occasione dell’evento annuale Gal Hassin, Maura Tombelli aveva annunciato la sua proposta al Minor Planet Center di assegnare a uno dei suoi numerosi asteroidi scoperti, il nome del centro di Isnello, che entrato anche a far parte della rete mondiale di osservatori astronomici professionali e amatoriali, riconosciuti dalla International Astronomical Union, ente che unisce le società astronomiche del mondo e che assegna i nomi a stelle, pianeti, asteroidi e altri corpi celesti.

Il centro Gal Hassin (foto Alessandro Nastasi)

Gli scienziati che scoprono i corpi celesti, infatti, propongono direttamente i nomi che inizialmente sono apposti in via provvisoria dal Minor Planet Center. Per essere accettate, le proposte vengono vagliate da un comitato dell’International Astronomical Union e, se accettate, vengono pubblicate sulla newsletter mensile. Così è stato per l’asteroide Gal Hassin, scoperto da Maura Tombelli e all’astronomo (all’epoca studente universitario) Andrea Boattini nel 1997, quando stavano osservando il cielo da Cima Ekar, nell’Osservatorio astrofisico di Asiago.

Il Parco astronomico Gal Hassin (foto Vincenzo Montalbano)

“Centro internazionale per l’astronomia a Isnello – si legge nella motivazione che accompagna l’assegnazione – che svolge attività didattiche e divulgative nel campo dell’astronomia, oltre a una ricerca avanzata nello stesso ambito. Quest’ultima verrà particolarmente sviluppata con il quasi ultimato Wide-field Mufara Telescope. Questa facility sarà principalmente dedicata alle osservazioni dei Neo”. Il riferimento è al telescopio che sarà installato in cima a Monte Mufara, a 1860 metri d’altezza. Lo strumento sarà alto circa due metri e mezzo e con uno specchio largo un metro e permetterà di osservare una porzione di cielo grande circa 28 volte la luna piena, una dimensione molto ampia di osservazione, che consentirà di monitorare oggetti che cambiano la luminosità e la loro posizione, come asteroidi, detriti e anche pianeti fuori dal Sistema solare.

(La foto grande in alto è di Vincenzo Sapienza)

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Arte, cultura e passeggiate: così rinascono le periferie

A Palermo progetti nei quartieri Brancaccio, Zen e Danisinni. Previsti laboratori teatrali, street art, letture e riqualificazioni all’insegna della rigenerazione urbana

di Ruggero Altavilla

Riscoprire le periferie attraverso l’arte e la cultura, valorizzando quartieri alternativi ai classici itinerari turistici. La scommessa è quella di rivitalizzare quelle per troppo tempo considerate “terre di nessuno”, puntando sulle risorse del territorio. Palermo si conferma così laboratorio culturale dove sperimentare buone pratiche, cercando di valorizzare anche economie locali in un sistema integrato. Dopo l’esperienza ormai consolidata di Danisinni, un quartiere che sta rinascendo tra performance teatrali, mostre, laboratori e altre iniziative, arrivano due progetti di turismo esperienziale e familiare che, oltre a Danisinni, abbracciano anche Brancaccio e Zen. Ma anche un altro progetto che prevede, tra Kalsa e Zen, letture, video-racconti e la creazione di un originale “bosco letterario”.

Il Centro di accoglienza Padre Nostro

Partendo da Brancaccio, sono in programma le quattro giornate (due a novembre e due a dicembre) del progetto “Oltre i margini: urban walking per le vie di Brancaccio, un museo a cielo aperto tra arte, gioco e cultura”, organizzato dall’associazione Centro di Accoglienza Padre Nostro ETS. Il progetto prevede passeggiate, laboratori teatrali, degustazioni e performance di street art all’interno del quartiere, tra i luoghi e la casa-museo di padre Giuseppe Puglisi.

Salvo Piparo

Si parte venerdì 22 novembre alle 14 in piazzetta Beato Padre Pino Puglisi, con un laboratorio teatrale a cura di Nicolò Argento, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’indomani, 23 novembre, alla stessa ora, protagonista sarà Salvo Piparo con un altro laboratorio dedicato alla Festa dei Diritti dei bambini. Gli altri due appuntamenti di dicembre prevedono le due passeggiate culturali “Oltre i margini”, sabato 28 in via Germanese e domenica 29 in via Brancaccio, a partire dalle 11, con l’inaugurazione di due murales e una degustazione con street food.

Murales a Danisinni

C’è poi il progetto “Girocavallo – Periferie in scena”, presentato dall’associazione Città dell’arte, che prevede tre passeggiate musicate e teatralizzate nei quartieri Zen, Brancaccio e Danisinni, in cui i partecipanti saranno coinvolti nella lettura di brani e invitati a dipingere e danzare, con assaggio finale – anche in questo caso – di cibi da strada. A guidare i partecipanti sarà la cantastorie Sara Cappello, in una spettacolarizzazione itinerante dei luoghi, per raccontare il tessuto e la storia dei tre quartieri. Queste le date: venerdì 29 novembre allo Zen, attraverso le “insule” del quartiere, con raduno in piazza San Domenico; sabato 30 a Brancaccio, con appuntamento in piazza Giulio Cesare, davanti alla stazione centrale, e sabato 7 dicembre a Danisinni.

Biblioteca Giufà

Infine, poi, sul fronte della rigenerazione urbana, è appena partito il progetto “Ogni quartiere è un libro”, approvato e finanziato dal Ministero per i Beni culturali e le Attività culturali e per il Turismo e che avrà come protagonisti gli abitanti di Zen e Kalsa. Capofila è la Biblioteca Giufà, ospitata nei locali comunali di via Fausto Coppi allo Zen 2, gestita dal Laboratorio Zen Insieme, entrata a far parte del Sistema bibliotecario nazionale tramite il Polo della Biblioteca comunale di Palermo; partner l’associazione culturale Incontrosenso e l’Aps Vivi Sano.

Laboratori allo Zen

Per una decina di mamme dello Zen è appena partito il laboratorio di lettura ad alta voce con sessioni dedicate alla creazione di audiolibri, per diffondere la buona pratica della lettura ad alta voce sin dalla prima infanzia. Previsto, poi, un laboratorio di storytelling destinato a 15 ragazzi fra i 13 e i 17 anni, per l’acquisizione di tecniche base per la realizzazione di una raccolta di racconti dei nonni del quartiere legati alla tradizione orale, con la produzione di un audiovideo e la promozione web da parte dei sei ragazzi maggiormente motivati, che avranno il compito di pubblicare le storie selezionate e creare gli audiolibri. Con le storie verrà creato un bosco letterario interattivo: attraverso la dislocazione di QR code istallati sugli alberi del quartiere, molti dei quali verranno piantati in occasione del progetto, nel giardino dello Zen e al Parco della Salute di Porta Felice.

Sarà, poi, riqualificata, coinvolgendo 20 residenti, anche l’Insula 1E dello Zen, che consente l’accesso diretto alla Biblioteca Giufà: la nuova corte pedonale diventerà l’elemento di congiunzione tra il quartiere e la biblioteca. Il progetto durerà sei mesi e si concluderà in primavera con un Festival di letteratura per bambine e bambini, lo “ZenBook”, un percorso di promozione e diffusione della lettura che parte dalla periferia e arriva fino al cuore della città attraverso eventi speciali.

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Al via il Festival dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia

Intellettuali, antropologi, letterati e scrittori a confronto per quattro giorni a Palermo. In programma laboratori, incontri, spettacoli e mostre

di Redazione

“Quando le sirene avevano le ali, radici per volare insieme”. Questo il titolo della settima edizione di Illustramente, il Festival dell’Illustrazione e della letteratura per l’infanzia, che si svolgerà a Palermo dal 20 al 24 novembre. Dal racconto orale alla fiaba, un percorso che, attraverso la figura della Sirena, da sempre raccontata attraverso il mito e la leggenda, prova idealmente a unire, a trent’anni dalla Convenzione dell’Onu sui Diritti dell’infanzia, terre e popoli attraverso un patrimonio da proteggere: la fiaba.

Mostra di una precedente edizione

Intellettuali, antropologi, storici, letterati, studiosi delle lingue e dei dialetti, illustratori e scrittori si confronteranno per creare basi solide e di approfondimento sulle quali costruire una “nuova” letteratura per bambini e per diffondere il valore sociale e culturale della buona letteratura per l’infanzia. Previsti incontri con artisti, come Mary Cipolla e Ludovico Caldarera e sportivi come il portiere del Palermo Andrea Pelagotti, neopapà, quale simbolo di una città che cresce cominciando dalle fiabe (qui il programma completo).

La locandina della manifestazione

In vari spazi della città di Palermo, da Palazzo Chiaramonte Steri, ai Cantieri Culturali alla Zisa, da tutte le biblioteche di quartiere di tutta la città di Palermo, alla biblioteca di Sant’Antonino curata dal Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Palermo, dal Sanlorenzo Mercato alla Biblioteca Giufà del quartiere Zen si realizzeranno attività, incontri, laboratori, spettacoli e mostre di illustrazione dedicati ai bambini, alle famiglie, agli adulti per diffondere a tutti i livelli, il diritto alla fiaba per tutti i bambini del mondo. “La sirena creata e generata dal mare Mediterraneo è unica – afferma Rosanna Maranto, ideatrice del Festival – ma è stata rielaborata da ogni popolo che, facendola propria e adattandola a tradizioni e leggende dei propri luoghi, l’ha trasformata in un’icona che può – e deve – rappresentare quelle radici comuni”.

Fin dalla sua prima edizione, nel giugno 2012, il festival Illustramente ha sempre operato per la crescita dell’interesse attorno ai temi della cultura, dell’espressione, del talento e della lettura a partire dall’infanzia affrontando, contestualmente, percorsi di diffusione e disseminazione a livello informativo, attività didattiche per adulti nell’ambito dell’illustrazione e della letteratura che hanno coinvolto centinaia di giovani – e non solo – e intessendo una fitta rete di relazioni con gli agenti formativi, sia a livello di scuola che a livello accademico, con le istituzioni e con gli operatori culturali e sociali. La missione di Illustramente può essere sintetizzata nella volontà di animare il territorio nei confronti dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia, argomenti, questi, che rivestono un ruolo capitale in qualsiasi processo educativo e formativo, specie in quelli rallentati da condizioni sociali avverse o non particolarmente facili.

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Alla ricerca del ponte medievale sommerso

Avviata una campagna per documentare lo stato di salute del monumento trecentesco che si trova in fondo al lago Rosamarina di Caccamo

di Giulio Giallombardo

È sommerso da trent’anni in fondo a un lago. Il trecentesco ponte Brancato è ormai come un relitto o un naufrago lasciato annegare. È coperto dall’acqua della diga Rosamarina di Caccamo, invaso artificiale che dall’inizio degli anni ’90 del secolo scorso è una delle fonti d’approvvigionamento idrico del territorio palermitano. Il ponte, fatto costruire nel 1307, da Manfredi I di Chiaramonte, signore del castello di Caccamo, fu inondato dall’acqua durante i lavori di realizzazione della diga.

La diga Rosamarina

Ma adesso il sindaco Nicasio Di Cola ha disposto una spedizione per documentare lo stato di salute del monumento. Una campagna di monitoraggio iniziata pochi giorni fa, nata su impulso della giornalista Mimma Lo Martire, che da anni si occupa del ponte Brancato e condotta dal Blue Aura diving club di Santa Flavia, guidato da Monica Restivo, che da tempo lavora sui beni culturali sommersi. L’obiettivo della missione è quello di localizzare il ponte chiaramontano, mappando l’area con sonar a scansione laterale, verificarne le attuali condizioni e capire se ci sono speranze concrete di recuperare il monumento, smontandolo e rimontandolo fuori dall’acqua. Ipotesi già presa in considerazione trent’anni fa, prima che il ponte fosse inondato, ma poi – scrive Lo Martire sul blog Mediaeviaggi – “scartata dal Consiglio regionale dei Beni culturali per non alterare l’immagine storica dei luoghi”.

Il team del Blue Aura Diving Club durante il sopralluogo

Il primo intervento si è limitato a esplorare l’area con un ecoscandaglio, cercando di verificare variazioni di profondità nei fondali. “Non è stato facile perché la torbidità dell’acqua era talmente forte da rendere impossibile un’immersione”, spiega a Le Vie dei Tesori News, Monica Restivo, che ha fatto il sopralluogo insieme a Riccardo Cingillo, Giuseppe Cipolla e Roberto Riolo, gestore del club nautico sul lago. “Il nostro è un lavoro a titolo completamente gratuito – sottolinea la responsabile del Blue Aura Diving Club – ed è stato difficile anche riuscire a procurarci un ecoscandaglio. Speriamo quanto prima di riuscire a recuperare un side-scan sonar con cui poter avere una visione morfologica del lago. Immergersi alla cieca in acque così torbide, può essere pericoloso. In alternativa, saremo costretti a rinviare tutto alla prossima estate, quando le condizioni di visibilità saranno migliori”.

Il Lago Rosamarina

Attualmente, l’unico elemento riscontrato dai sommozzatori è una variazione di profondità, in alcuni punti, da 27 a 13 metri. Ma è troppo poco per poter affermare che sia da ricondurre alla presenza del ponte sommerso. “Per quanto ne sappiamo – aggiunge Restivo – il ponte potrebbe anche non esserci più o resistere solo in parte, anche se l’acqua spesso può preservare anziché corrompere. In questa fase, noi abbiamo solo il compito di localizzare il monumento e realizzare delle riprese subacque di ciò che eventualmente individuiamo. Ma per farlo è necessario avere strumentazioni adatte”. Per questo l’appello lanciato è quello di reperire le attrezzature adeguate per proseguire le ricerche. Nel frattempo, il ponte resterà nel suo lungo oblio sommerso, attraversato soltanto dai pesci del lago.

(In alto un’immagine d’epoca del ponte durante i lavori della costruzione della diga. Foto di Giulio Marguglio)

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La Sicilia alla Borsa mediterranea del turismo archeologico

La Regione è presente alla manifestazione di Paestum con un proprio stand. In programma un convegno sui Parchi e un riconoscimento postumo assegnato a Sebastiano Tusa

di Redazione

Parchi archeologici, musei, gallerie e siti culturali siciliani sono per quattro giorni in vetrina a Paestum, in occasione della Borsa mediterranea del turismo archeologico. La Regione Siciliana, con l’assessorato dei Beni culturali, è presente alla 22esima edizione della manifestazione, che si svolge dal 14 al 17 novembre nel Parco archeologico salernitano. La Regione ha un proprio stand con materiale promo pubblicitario dei siti della cultura siciliana. All’interno dello spazio espositivo vengono proiettati brevi spot che illustrano le attività di parchi archeologici, musei e altre istituzioni culturali dell’Isola.

Uno degli incontri alla Bmta

Uno degli appuntamenti di punta della partecipazione siciliana è in programma oggi alle 16, nella Sala Cerere. Si tratta del convegno “Sicilia archeologica: il sistema dei Parchi” a cura della Regione Siciliana. L’incontro, coordinato da Giuseppe Parello, dirigente del Servizio gestione dei Parchi e siti Unesco del Dipartimento regionale Beni Culturali, vede la partecipazione di Roberto Ferrari, direttore Cultura e Ricerca della Regione Toscana; Marcantonio Ruisi, coordinatore del Master universitario in Economia e Management dei Beni Culturali dell’Università di Palermo; Daniele Manacorda, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’Università Roma Tre; e Carmelo Briguglio, dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Lo stand della Sicilia alla Bmta

Spazio anche al ricordo di Sebastiano Tusa, l’archeologo e assessore scomparso lo scorso marzo nel disastro aereo in Etiopia. Il 17 novembre, nella sala Nettuno, conferimento postumo del premio Paestum “Mario Napoli” allo studioso siciliano. La cerimonia è arricchita dalla proiezione del documentario di Folco Quilici “Pantelleria. Un’isola nel tempo: incontro con Sebastiano Tusa”. Quindi, gli interventi di Gianfranco Gazzetti, direttore nazionale dei Gruppi archeologici d’Italia; Rosario Santanastasio, presidente nazionale dell’Archeoclub d’Italia onlus, e Fabio Granata, assessore alla Cultura del Comune di Siracusa. A ritirare il premio Valeria Li Vigni, moglie di Tusa, alla guida della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

Al via la 22esima edizione della Bmta

La Borsa mediterranea del turismo archeologico è uno degli eventi più imporanti nel suo genere, sede del primo e più grande salone espositivo al mondo del patrimonio archeologico e di ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali. Luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale ed al patrimonio, è occasione di incontro per gli addetti ai lavori, per gli operatori turistici e culturali, per i viaggiatori e per gli appassionati.

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Nuovi percorsi nella Valle dei Templi tra storia e natura

Due itinerari vanno ad arricchire l’esperienza di visita nell’area archeologica agrigentina. Si tratta di un circuito paleocristiano e un itinerario ambientale tra ulivi secolari

di Marco Russo

Passeggiare tra alberi d’ulivo secolari nel cuore della Valle dei Templi e ammirare i tesori paleocristiani custoditi al suo interno. Sono i nuovi percorsi che intrecciano storia e natura, realizzati nel Parco archeologico agrigentino. Due itinerari che vanno ad arricchire l’esperienza di visita di una delle aree storiche più importanti della Sicilia. Si tratta di un circuito paleocristiano e un itinerario ambientale realizzati dal Parco con fondi dell’Unione europea.

Il primo percorso è già fruibile ed è stato finanziato con 330mila euro, di cui 240mila messi a disposizione dalla Regione Sicilia e dall’Unione europea attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale. L’itinerario paleocristiano attraversa l’ingresso della necropoli Fragapane e della necropoli paleocristiana, e comprende anche un fabbricato demaniale restaurato che è stato trasformato in zona di sosta e relax dei visitatori. Un’area alla quale si accede passando per un pergolato con rampicante munito di un sistema che diffonde acqua nebulizzata a pressione. Il percorso, inoltre, è collegato con il Tempio della Concordia e le circostanti sepolture e, passando lungo la scalinata, fino a Casa Barbadoro, con la necropoli Giambertoni (che comprende tombe di epoca imperiale) e con villa Aurea.

La necropoli paleocristiana di Villa Aurea

Il secondo, quello ambientale che però non è ancora fruibile, è un itinerario lungo cinque chilometri attraverso i “patriarchi”, antichi e giganteschi alberi d’ulivo e il “Giardino mediterraneo” di Villa Aurea. Per realizzarlo è stato investito quasi un milione e mezzo di euro, di cui 815mila messi a disposizione dell’Unione europea. Dal Tempio di Vulcano, dove sono stati restaurati due immobili che ospiteranno i laboratori didattici sul paesaggio, si passa al Giardino della Kolymbethra, a Casa Barbadoro, al giardino di Villa Aurea per arrivare fino al Cardo I e Casa Sanfilippo ed ancora, dopo aver superato l’area del cimitero Bonamorone, giungere fino al santuario di Demetra.

Roberto Sciarratta

“L’itinerario ambientale non è ancora fruibile – ha spiegato all’Ansa il direttore del Parco archeologico Roberto Sciarratta – . Stiamo predisponendo il bando per affidarne la gestione. Non è certamente un itinerario che si può percorrere da soli, si tratta di un percorso di cinque chilometri che, però, abbiamo diviso in due”. L’itinerario prevede anche la visita alla collezione di piante del “Museo del mandorlo e delle altre specie tipiche dell’arboricoltura siciliana” e al laboratorio del germoplasma, dove vengono eseguiti studi e indagini sul patrimonio genetico delle specie.

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Tornano gli Amici della Musica, tra classico e contemporaneo

Presentata la nuova stagione concertistica dell’associazione, un cartellone trasversale che spazia dalla classica, al jazz, dal tango alle musiche da film

di Redazione

Ventuno appuntamenti in abbonamento, 10 per il turno pomeridiano e 11 per quello serale. Nomi prestigiosi di rilievo internazionale, un cartellone che spazia dalla classica, al jazz, dal tango alle colonne sonore dei film, per raggiungere attraverso nuovi linguaggi un pubblico sempre più trasversale. L’Associazione Siciliana Amici della Musica ha presentato ieri, a Palazzo delle Aquile, la sua 88esima stagione concertistica che si svolgerà, come sempre, al Politeama Garibaldi. Con oltre 4000 concerti e novantacinque anni di storia l’Associazione, insieme alla programmazione per tradizione classico-romantica, apre a una programmazione ricca di sorprese. Il classico che strizza l’occhio al contemporaneo.

Danilo Rea

L’ inaugurazione del turno pomeridiano, il 13 gennaio, ospita l’Orchestra sinfonica del conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo diretta da Ottavio Marino che, insieme a Giuseppe Andaloro, Giovanni e Luigi Sollima, rende omaggio al compositore Eliodoro Sollima in occasione del ventennale della scomparsa. Il concerto è frutto della collaudata e fruttuosa collaborazione con il conservatorio, di cui fu direttore per 10 anni lo stesso Eliodoro Sollima. Ramin Bahrami e Danilo Rea inaugurano invece la stagione serale, il 21 gennaio, con “Bach is in the Air”, progetto che nasce dalla coraggiosa scommessa di due pianisti di diversa estrazione e cultura, uno classico e l’altro jazz, che coniugano rigore formale e improvvisazione nella musica senza tempo di Bach.

Nicolas Altstaedt

Sul palco del Politeama Garibaldi musicisti di nuova generazione che negli ultmi anni hanno catturato l’attenzione delle platee e della critica: Nicolas Altstaedt, considerato uno dei violoncellisti più creativi e versatili del panorama attuale; l’elegante e virtuoso violinista di origine serba Stefan Milenkovich, il flautista Andrea Griminelli e i pianisti Anna Ktavtchenko e Roberto Prosseda.

Rita Marcotulli

L’Associazione Siciliana Amici della Musica da quest’anno inizia una importante collaborazione con l’Associazione “Musica con le Ali” di Carlo Hruby, che promuove e sostiene i giovani talenti. Spazio anche per il jazz, con la pianista Rita Marcotulli; la cantante Olivia Sellerio renderà omaggio ad Andrea Camilleri con le musiche da lei composte per la rinomata serie televisiva del Commissario Montalbano. Per la musica da film, il celebre direttore d’orchestra Paolo Vivaldi, autore di colonne sonore delle più importanti fiction TV.

Gioele Dix

Il 27 gennaio, giorno della memoria, l’attore Gioele Dix darà vita ad uno spettacolo musico-teatrale dedicato alle vittime della Shoah.
Protagonista anche la danza con l‘atteso ritorno del pianista Giovanni Bellucci, questa volta con lo spettacolo “Jeux interdits”, insieme alla coreografa e danzatrice Eugénie Andrin, con la regia multimediale di Gabriel Grinda, una co-produzione del Festival di Stresa e degli Amici della Musica di Palermo. Ancora, per la danza, il tango argentino con il ballerino e coreografo Roberto Herrera. Tra le formazioni cameristiche, infine, il Trio Gaspard e il Trio Metamorphosi (quest’ultimo impegnato nell’integrale dei trii di Beethoven per celebrare il 250esimo anniversario della nascita del compositore tedesco); I Solisti della Scala, con il pianista Emilio Aversano e i Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino.

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Nasce a Palermo la Carta delle donne leader nel Mediterraneo

Sono ex ambasciatrici di paesi arabi, avvocati, docenti universitarie, dirigenti, giornaliste e personalità della cultura, insieme per le democrazie del futuro

di Maria Laura Crescimanno

Gettate le basi in questi giorni a Palermo, per creare una nuova rete di cooperazione sotto l’egida dell’Unione Europea, tra venti donne leader che in dodici paesi delle sponde nord e sud del Mediterraneo, occupano ruoli di spicco. L’idea di scrivere una carta comune, che possa essere la base di lavoro per lo scambio di esperienze, buone prassi e strategie per affrontare le priorità di ordine sociale e politico tra i principali paesi attorno al bacino, è stata dibattuta oggi, in un incontro a Palazzo delle Aquile. A fare gli onori di casa, il sindaco Leoluca Orlando, che ha confermato la disponibilità della città di Palermo e di villa Niscemi quale casa comune delle donne mediterranee per la rete Jasmine, dato che la città che per vocazione storica è sempre stata aperta alle culture differenti ed alle religioni.

Un momento dell’incontro a Palazzo delle Aquile

Orlando si è spinto più avanti, affermando che le più grandi sfide del futuro sono appunto l’Africa, l’emancipazione delle donne ed i problemi dei diritti individuali, a prescindere dalle razze e dalle religioni. La nuova rete, denominata Jasmine, è una fase avanzata del progetto Amina, finanziato dalla Commissione Europea con il coordinamento della Ong Mediter di Bruxelles che opera da molti anni nell’ambito mediterraneo con progetti di formazione.

La firma della carta

Tra i volti emergenti delle donne mediterranee, oltre ad ex ambasciatrici di paesi arabi, avvocati, docenti universitari e dirigenti, giornaliste e donne di cultura, anche alcuni nomi italiani, come la giornalista della Rai, Maria Cuffaro, e la direttrice del Reatro Biondo di Palermo, Pamela Villoresi. Come ha spiegato la giovane algerina Enaam Barrish, direttore della Jordan River Foundation, gli assi di emergenze su cui lavorare ruotano attorno al tema dei rifugiati. Soltanto in Giordania, sono oggi più di 1 milione e 500mila i rifugiati scappati dalla Siria, l’80 per cento dei quali vive fuori dai campi profughi grazie alle cure dei volontari e delle associazioni. Una situazione al limite che vede le donne vittime di violenza e sopraffazioni. Le stesse considerazioni sul dramma delle donne, che subiscono sulla propria pelle guerre, malattie e migrazioni forzate delle famiglie, è stato sottolineato dalle esponenti di Egitto, Algeria, Iraq e Palestina.

Alcune delle donne presenti

L’ex ambasciatrice della Libia, Farida Hallalhi, ha sottolineato che per quarant’anni ha vissuto costretta fuori dal suo paese, e che è orami arrivato il momento di mettere le donne ed i giovani in condizioni di lavorare per le democrazie del futuro, che stanno vivendo, come è sotto gli occhi dei media, momenti di drammatica escalation. Maria Cuffaro, padre palermitano e madre indiana, si è detta più palermitana che mai in questo momento, convinta che una nuova rete di donne possa riportare grazie all’ascolto ed alla conoscenza reciproca, una reale agenda delle priorità da affrontare, se si vuole sconfiggere la paura dilagante, strategia che sta ponendo i problemi delle grandi migrazioni in termini di sicurezza, senza affatto guardare alla possibile integrazione ed alle risorse umane di cui l’Europa ha assoluto bisogno.

La carta redatta a più voci oggi nel corso dell’evento che è proseguito nel pomeriggio con un workshop sui temi del continente Mediterraneo, sarà presentata alla città nel corso di un evento già previsto dal 4 al 8 di marzo, organizzato da Mediter sul tema dell’incontro tra le diverse culture dei tre continenti, Europa, Africa ed Asia. Di nuovo, lo sguardo rivolto all’impresa al femminile, evento che vedrà il supporto del Comune di Palermo e della Regione Siciliana.

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Arriva Seeyousound, il festival del cinema musicale

I Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo si trasformeranno per tre giorni in un palcoscenico pronto ad accogliere lungometraggi, documentari, corti e videoclip insieme a performance dal vivo

di Redazione

Anche un suono si può guardare. E uno schermo si può ascoltare. Perché una musica si può vedere e un film si può ascoltare. È questo lo spirito di Seeyousound International Music Film Festival, il primo ed unico festival in Italia dedicato al cinema internazionale a tematica musicale che, per il secondo anno consecutivo, sbarca a Palermo. Da giovedì 21 a sabato 23 novembre, ai Canteri Culturali della Zisa, tra il Cinema De Seta, il Ridotto e il Goethe-Institut arriva la seconda edizione dell’appuntamento che punta tutto sul connubio cinema-musica.

Seeyousound, così, dopo aver toccato altre città d’Italia come Bologna, Firenze, Milano, Lecce e Torino – è proprio nella città piemontese che il festival, nato nel 2015, in appena cinque edizioni è diventato punto di riferimento in Europa per il cinema a tematica musicale – fa capolino di nuovo a Palermo. La cui direzione è affidata per il secondo anno a Giorgia Lodato e, anche quest’anno, si consolida la collaborazione con il Goethe-Institut. Sarà l’istituto culturale all’interno dei Cantieri Culturali, vera e propria istituzione in città per la lingua e la cultura tedesca, a supportare alcuni dei film in programma che saranno trasmessi in lingua originale.

Un momento della precedente edizione

Circa trecento posti a sedere per un allestimento interattivo, coinvolgente che permette allo spettatore di vivere un’esperienza tra cinema e musica. Saranno due al giorno i lungometraggi, uno alle 19.30 l’altro alle 21.30, accompagnati da cortometraggi, videoclip, performance dal vivo, panel, produzioni multimediali, dj-set e persino sonorizzazioni live. Cinema e musica così restituiscono alla città uno sguardo inedito sulla settima arte a sfondo musicale. Fil rouge della tre giorni sarà l’approfondimento degli autori e delle opere più rappresentative della scena internazionale, grazie anche alla collaborazione con quelle che sono le realtà musicali, audiovisive e culturali più rappresentative dell’Isola. Un palinsesto ricco che, tra gli altri, porterà all’interno dei Cantieri Culturali alcune delle figure artistiche più note d’Italia. Come gli Ex Otago, band genovese di fama internazionale dal sound tra l’indie e il pop.

Ma non solo. Anche la Sicilia sarà protagonista della tre giorni di festival. Da una parte sarà proiettato per la primissima volta il corto “Palermo african all stars”, del regista palermitano Giuseppe Schillaci, prodotto da Per esempio onlus e dedicato alla città vista dai giovani migranti dell’Africa come rifugio. Dall’altra, con il documentario “Greetings from Austin” di Vittorio Bongiorno, si potrà conoscere la storia di Don Diego Geraci, un chitarrista rockabilly siciliano che sognava l’America. Tre giorni di sperimentazioni, idee e occasioni per celebrare sul grande schermo la musica in tutte le sue forme. Il festival è organizzato dall’Associazione Seeyousound, con il patrocinio del Museo Nazionale del Cinema Torino, Regione Siciliana, Comune di Palermo, Confartigianato Turismo e Spettacolo, My Movies, Sky Arte, e il sostegno di Diplomatico rum, in collaborazione con Goethe-Institut Palermo, Mondo Sounds e Camus.

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Un percorso multimediale nel Museo Diocesano

Sarà realizzato il progetto approvato nel 2006, grazie a un finanziamento della Regione Siciliana. Previsti tavoli touch screen, tablet e ricostruzioni 3D

di Redazione

Da sempre scrigno di una preziosa collezione di argenti, dipinti e statue provenienti dalla Cattedrale e da altre chiese, il Museo Diocesano di Catania potrà presto offrire ai visitatori un percorso multimediale che consentirà di vivere esperienze sensoriali più articolate e complete. Il progetto, già inserito nel “Piano degli interventi per il recupero, l’allestimento di musei, archivi e biblioteche diocesane”, – fanno sapere dalla Regione – era stato approvato nel 2006 ma soltanto adesso, grazie a un finanziamento di 360mila euro da parte dell’assessorato regionale dei Beni culturali, potrà essere realizzato. La gara per affidare i lavori, che dovrebbero durare dodici mesi, è prevista il prossimo 25 novembre.

Una delle sale del Museo Diocesano

“Dopo tredici anni – sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – potranno finalmente essere introdotte nel Museo Diocesano etneo, e messe a disposizione degli utenti, le più avanzate tecnologie per apprezzarne fino in fondo i tesori custoditi, così come avviene ormai in quasi tutti i siti storico-monumentali di grande prestigio. L’obiettivo, ancora una volta, è quello di valorizzare e rendere sempre più fruibile il nostro immenso patrimonio culturale”.

La Cappella

Attraverso un’applicazione installata su tavoli touch screen e tablet, sarà possibile confrontare le opere esposte nel Museo con altri beni presenti nel territorio e dislocati in altre zone della Diocesi catanese. I contenuti multimediali messi a disposizione avranno per tema, tra gli altri, il culto di Sant’Agata e la storia della Cattedrale di Catania, con una ricostruzione tridimensionale della sua ipotetica configurazione originaria. Un plauso per l’iniziativa arriva dall’arcivescovo di Catania, monsignor Salvatore Gristina, che ha voluto esprimere “gratitudine al presidente Musumeci per un finanziamento che consentirà di potenziare il Museo Diocesano, valorizzando ulteriormente i magnifici manufatti che custodisce e che appartengono alla tradizione religiosa della nostra città”.

Il Museo Diocesano è strutturato in due distinte sezioni che comprendono, la prima, gli arredi sacri della cattedrale di Catania e la seconda, arredi provenienti da altre chiese della città e da chiese della provincia etnea. Quest’ultima sezione comprende anche la pinacoteca inserita nel museo. L’ambiente espositivo è suddiviso su quattro piani oltre ad un ambiente a piano terra che contiene il fercolo di Sant’Agata, in argento finemente cesellato. Dal terrazzo si gode una vista panoramica sulla Catania barocca e dell’Etna sullo sfondo di via Etnea.

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Le vie dei Tesori News

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