“Animal Farm”, l’ultima provocazione di Max Papeschi

L’ironico e irriverente artista ritorna in città con un progetto inedito nei giardini del Palazzo Reale, all’interno della rassegna “Palermo e le donne”

di Redazione

Uno schiaffo a tutti coloro che pensano alle donne come oggetti. Bellissimi, eleganti, torniti oggetti, magari all’ultima moda. È la nuova provocazione dell’artista Max Papeschi che ritorna a Palermo con un progetto inedito, “Animal Farm”, che da domani – mercoledì 22 maggio  – “invade” i giardini di Palazzo Reale, nuovo appuntamento di “Palermo delle Donne”, la rassegna ideata da Stefania Morici. Ironico ed irriverente, Papeschi ha abituato ad un’arte pop deflagrante che tira giù i miti dai capitelli e li getta nella polvere.

In questo caso, l’artista ha deciso di dire la sua sulla donna-oggetto: per Papeschi la mercificazione del corpo di donna, è affine allo sfruttamento degli animali negli allevamenti intensivi. E si butta ancora in avanti, colpendo l’uso del corpo femminile da parte dei brand dell’Haute Couture. Per questa nuova installazione Papeschi ha ideato otto wall paper sistemati sotto il “cappello” benedicente dell’enorme Ficus dei giardini reali: la Natura centenaria fa da sfondo alla testimonianza deflagrante di Papeschi. I corpi nudi e torniti di bellissime modelle sono sormontati da teste di animali da fattoria che guardano con occhi vuoti lo spettatore, in posizioni sensuali e ammiccanti, sullo sfondo di riconoscibilissimi loghi dell’alta moda.

Max Papeschi – Gucci Donkey

Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, rendendolo in pochissimo tempo uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero. In soli 9 anni di attività ha realizzato più di 60 mostre personali e partecipato a un centinaio di mostre collettive in giro per tutto il mondo. Nel 2014 è uscita in Italia la sua autobiografia “Vendere Svastiche e Vivere Felici”, seguita nel 2018 dal libro “Max vs Max”, con lo scrittore Massimiliano Parente. Dal 2016 sta portando in giro per il mondo il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea, vero e proprio precedente artistico realizzato in collaborazione con Amnesty International, che unisce arte digitale, performance e installazioni in un’operazione multimediale che attraverso una fittizia e parodistica propaganda di regime svela gli orrori perpetuati dal dittatore Kim Jong Un. Ha appena completato “Pyongyang Rhapsody – The Summit of Love”, bipersonale con Max Ferrigno, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

“Animal Farm” nasce con il supporto della Fondazione Federico II, diretta da Patrizia Monterosso. La mostra sarà visibile fino al 9 giugno, negli orari di apertura di Palazzo Reale. Si accede con il biglietto di ingresso al complesso monumentale oppure con un tagliando di 2 euro per i soli giardini.

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Mostre, incontri e visite: torna il Festival del Viaggio

Giunta alla 14esima edizione, la manifestazione organizzata dalla Società Italiana dei Viaggiatori prevede un ricco programma di eventi dall’8 al 15 giugno

di Ruggero Altavilla

Immagini, parole e racconti da tutto il mondo. Il Festival del Viaggio, giunto quest’anno alla 14esima edizione, torna a fare tappa a Palermo, dall’8 al 15 giugno, con un fitto programma d’incontri, visite ed esperienze. Si rinnova, dunque, l’appuntamento, con la kermesse ideata nel 2005 dai giornalisti Alessandro Agostinelli e Stefano Rejec per sopperire alla mancanza di una rassegna dedicata interamente al viaggiare, al tema del viaggio in tutte le sue possibili declinazioni.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Palermo, è organizzata dalla Società Italiana dei Viaggiatori, associazione nata dall’esperienza pluriennale del Festival del viaggio di Firenze e pensata per riunire tutti i viaggiatori italiani in una community attiva in rete e nel sostegno al Festival. “Fin dall’inizio si è pensato a un festival che non premiasse nessuno – spiegano gli organizzatori – che non parlasse soltanto dei grandi viaggiatori, che non si occupasse esclusivamente dei viaggi impossibili. Si è messo il viaggio al centro della vita, cioè una visione plurale dei modi di viaggiare, convinti che tutte le modalità dello spostamento umano, delle civiltà dinamiche, abbiano una loro ragione. Si aveva una visione del viaggio come voglia di abbandonare la strada conosciuta per dedicarsi totalmente al cammino, al percorso e non alle méta, e come introspezione umana”.

L’Agorà del Museo Salinas

Così, insieme a Firenze e Bologna, la tappa di Palermo quest’anno indaga su diverse esperienze del viaggio. Ricco il programma della manifestazione che prevede mostre fotografiche, incontri e dibattiti, presentazioni di libri e visite guidate (qui il programma completo). Sabato 8 giugno alle 17 l’inaugurazione con la mostra “Oriente e Occidente” a Villa Niscemi, che comprende il progetto artistico-fotografico di Nino Russo e Marcella Croce. A seguire alle 21 al Centro studi Avventure nel Mondo, a Mondello, si discuterà di mare e vele con Fulvio Croce e si potrà assistere al documentario “Yuyos, viaggio etnografico in Paraguay”, insieme agli autori Michal Krawczyk e Giulia Lepori. Nell’arco degli otto giorni di Festival, prevista anche una “Scalzeggiata” condotta da Marzia Stevenson Maestri che accompagnerà i partecipanti in una camminata a piedi nudi sulla spiaggia di Mondello (10 giugno), una cena-concerto in un ristorante africano nel cuore di Palermo (14 giugno), e un cammino esperienziale tra le sale del Museo archeologico Salinas (15 giugno).

“L’impostazione del festival si basa da sempre sulla multidisciplinarietà – chiariscono gli organizzatori – . Primo perché già il viaggio è spesso un’esperienza multisensoriale e plurale. Secondo perché in questa maniera si è sempre cercato di parlare a persone di varie età e generazioni diverse. In tutte le edizioni precedenti abbiamo presentato libri, discusso in convegni tematici, cenato con cibi da tutto il mondo, assistito a spettacoli teatrali, visto documentari, film fotografie e mostre di pittura o allestimenti d’arte, ascoltato musiche. I discorsi sono importanti, ma spesso andare oltre le diversità linguistiche e oltre la razionalità con eventi di natura non verbale come la musica o la cucina è il modo di ricordare, di fare concretamente esperienza”.

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Il sud del mondo farà ballare San Vito Lo Capo

Tutto pronto per la prima edizione di Mondo Sounds Festival, tre giorni di musica per un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia

di Redazione

Due palchi, venti artisti provenienti da tutto il mondo e dieci differenti generi musicali per la prima edizione di Mondo Sounds Festival che si svolgerà dal 28 al 30 giugno a San Vito lo Capo. Tre giorni di musica, spettacoli e concerti per celebrare le identità sonore del sud del mondo in un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia al ritmo di afrobeat, highlife, cumbia, afroblues, folk, tropical ed elettronica. Immersi tra la natura mediterranea e la spiaggia “caraibica” di San Vito Lo Capo si andrà alla scoperta di suoni e culture esotiche, guardando anche alla valorizzazione della musica siciliana dalle radici fino alla nuova scena contemporanea.

Chancha Via Circuito

Tra gli artisti che parteciperanno al festival, Dele Sosimi con la sua Afrobeat Orchestra, tastierista storico degli Egypt 80 di Fela Kuti che insieme ai suoi musicisti forma una delle band ambasciatrici nel mondo di questo genere musicale, e Benin International Musical in anteprima assoluta in Italia, collettivo che si distingue per le sonorità tra voodoo, rock ed elettronica. Si vola in Argentina con Chancha Via Circuito, il produttore che negli ultimi 10 anni ha fatto esplodere la nuova musica elettronica sudamericana e poi ancora La Yegros, considerata la regina della nuova cumbia, che porta da Buenos Aires la sua miscela di folklore andino, dancehall giamaicana ed elettronica.

La dimensione elettronica si manifesta con Roni Size, inglese di origini giamaicane, si resta in Uk con Auntie Flo uno degli artisti di spicco della nuova world club music. Poi si ritorna in Sicilia con la nuova idea di sonorità dell’isola, espressa da Alessio Bondì, definito un artista a metà tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri, firma le sue liriche in una lingua intima: il dialetto siciliano. Una lingua arcaica e contemporanea che ispira anche Chris Obehi, polistrumentista nigeriano, arrivato a Palermo giovanissimo dopo aver attraversato l’Africa ed essere approdato a Lampedusa, nella sua musica una singolare sinergia tra folk, indie, reggae e pop fa da ponte tra Africa e le sonorità tradizionali siciliane. Le stesse che vengono riproposte da Matilde Politi & Simona Di Gregorio che accostano i canti dalla tradizione orale siciliana a brani originali.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

E poi ancora sarà la volta di Sergio Beercock, metà inglese metà siciliano, attore e autore teatrale, cantante e polistrumentista che con il suo “one-man-show” rappresenta la costruzione di una multiculturalità sonora e identitaria, partendo dal folk inglese e arrivando ai canti argentini e cileni, passando per il soul e la black music. Un’identità forte quella proposta anche da The Daggs una giovane band che canta e scrive in arbëreshe, l’antica lingua ancora parlata a Piana degli Albanesi, comune siciliano nel quale si mantiene viva la secolare cultura degli albanesi di Sicilia.

Sono due i luoghi scelti per il Festival: “Santuario Stage”, nel cuore del centro storico, con ben tre concerti gratuiti al giorno, qui dal tramonto in poi si potrà fare festa al ritmo di Afrobeat, Highlife, Cumbia, Afroblues e Folk e “Antròpico Stage”, dove si esibiranno dj internazionali e locali. La direzione artistica di Mondo Sounds è di Fabio Rizzo e Francesca Perricone, palermitana, ma di base a San Francisco dove lavora alla produzione di eventi musicali internazionali.

Tutto pronto per la prima edizione di Mondo Sounds Festival, tre giorni di musica per un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia

di Redazione

Due palchi, venti artisti provenienti da tutto il mondo e dieci differenti generi musicali per la prima edizione di Mondo Sounds Festival che si svolgerà dal 28 al 30 giugno a San Vito lo Capo. Tre giorni di musica, spettacoli e concerti per celebrare le identità sonore del sud del mondo in un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia al ritmo di afrobeat, highlife, cumbia, afroblues, folk, tropical ed elettronica. Immersi tra la natura mediterranea e la spiaggia “caraibica” di San Vito Lo Capo si andrà alla scoperta di suoni e culture esotiche, guardando anche alla valorizzazione della musica siciliana dalle radici fino alla nuova scena contemporanea.

Chancha Via Circuito

Tra gli artisti che parteciperanno al festival, Dele Sosimi con la sua Afrobeat Orchestra, tastierista storico degli Egypt 80 di Fela Kuti che insieme ai suoi musicisti forma una delle band ambasciatrici nel mondo di questo genere musicale, e Benin International Musical in anteprima assoluta in Italia, collettivo che si distingue per le sonorità tra voodoo, rock ed elettronica. Si vola in Argentina con Chancha Via Circuito, il produttore che negli ultimi 10 anni ha fatto esplodere la nuova musica elettronica sudamericana e poi ancora La Yegros, considerata la regina della nuova cumbia, che porta da Buenos Aires la sua miscela di folklore andino, dancehall giamaicana ed elettronica.

La dimensione elettronica si manifesta con Roni Size, inglese di origini giamaicane, si resta in Uk con Auntie Flo uno degli artisti di spicco della nuova world club music. Poi si ritorna in Sicilia con la nuova idea di sonorità dell’isola, espressa da Alessio Bondì, definito un artista a metà tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri, firma le sue liriche in una lingua intima: il dialetto siciliano. Una lingua arcaica e contemporanea che ispira anche Chris Obehi, polistrumentista nigeriano, arrivato a Palermo giovanissimo dopo aver attraversato l’Africa ed essere approdato a Lampedusa, nella sua musica una singolare sinergia tra folk, indie, reggae e pop fa da ponte tra Africa e le sonorità tradizionali siciliane. Le stesse che vengono riproposte da Matilde Politi & Simona Di Gregorio che accostano i canti dalla tradizione orale siciliana a brani originali.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

E poi ancora sarà la volta di Sergio Beercock, metà inglese metà siciliano, attore e autore teatrale, cantante e polistrumentista che con il suo “one-man-show” rappresenta la costruzione di una multiculturalità sonora e identitaria, partendo dal folk inglese e arrivando ai canti argentini e cileni, passando per il soul e la black music. Un’identità forte quella proposta anche da The Daggs una giovane band che canta e scrive in arbëreshe, l’antica lingua ancora parlata a Piana degli Albanesi, comune siciliano nel quale si mantiene viva la secolare cultura degli albanesi di Sicilia.

Sono due i luoghi scelti per il Festival: “Santuario Stage”, nel cuore del centro storico, con ben tre concerti gratuiti al giorno, qui dal tramonto in poi si potrà fare festa al ritmo di Afrobeat, Highlife, Cumbia, Afroblues e Folk e “Antròpico Stage”, dove si esibiranno dj internazionali e locali. La direzione artistica di Mondo Sounds è di Fabio Rizzo e Francesca Perricone, palermitana, ma di base a San Francisco dove lavora alla produzione di eventi musicali internazionali.

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L’arte eclettica di Renato Mambor in mostra

L’esposizione a Villa Zito propone, tra quadri, sculture e fotografie, l’esperienza artistica di uno tra i più significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni

di Redazione

È stato uno dei protagonisti della Scuola di piazza del Popolo: artista e performer, non ha mai abbandonato il teatro, pur continuando ad avere un ruolo di primo piano nel dibattito artistico. Sabato 18 maggio alle 18 a Palermo, nell’ambito della Settimana delle Culture, si inaugura a Villa Zito “A tutto Mambor. L’arte di osservare”, a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Maurizio Calvesi. La mostra, visitabile fino al 15 luglio, è promossa dalla Fondazione Sicilia su un progetto di Marzia Spatafora.

Renato Mambor – “Ultimo giorno”

L’esposizione ripercorre, attraverso una selezione di quaranta opere pittoriche, una decina di sculture e una decina di fotografie, l’esperienza artistica di Renato Mambor, tra i più grandi e significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni. Protagonista della Scuola romana di piazza del Popolo dei primi anni Sessanta con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Pascali, Mauri, Baruchello, Ceroli, Patella e Kounellis, Mambor ha attraversato tutto il decennio partecipando al clima di rinnovamento dell’arte dopo il periodo Informale recitando un ruolo di primo piano anche come performer.

Dopo aver inizialmente preso parte anche al clima concettuale tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta (verrà invitato anche alle prime mostre di Arte Povera), Mambor si dedicherà per lungo tempo al teatro d’avanguardia per ritornare all’attività espositiva a metà degli anni Ottanta, che non abbandonerà mai fino alla sua scomparsa, ottenendo negli ultimi dieci anni numerosi riconoscimenti dall’estero oltreché in Italia. Temi ricorrenti, ricerca di contatto con lo spettatore, uso di figure lontane dall’immaginario artistico: Mambor è tutto questo.

Renato Mambor – “Saltare”

Di notevole importanza è la serie di undici pannelli dal titolo “Diario degli amici” realizzata nel 1967 da dieci compagni di strada dell’artista; Mambor aveva assegnato ad ogni amico – Boetti, Tacchi, Mauri, Icaro, Ceroli, Mattiacci, Marotta, Pascali, Pirelli, Remotti e Maini – un pannello di uguali dimensioni su cui ciascuno era intervenuto con la propria cifra stilistica. A quarant’anni di distanza dal primo, Mambor realizzerà nel 2007 un nuovo diario composto da dieci elementi (di cui in mostra se ne possono ammirare quattro) riprendendo l’idea iniziale di un modulo compositivo identico per tutti i pannelli, questa volta però eseguito autonomamente, senza apporti esterni.

“La collaborazione con un’importante appuntamento per la città, come Settimana delle Culture, conferma la volontà di Fondazione Sicilia – afferma il presidente, Raffaele Bonsignore – di essere sempre più parte attiva nel territorio. Siamo felici di ospitare, in questa occasione, la mostra su Renato Mambor, con tutte implicazioni che contiene la sua affascinante teoria sull’osservazione. Un tassello in più verso la divulgazione dei linguaggi contemporanei, altro obiettivo della Fondazione”.

L’esposizione a Villa Zito propone, tra quadri, sculture e fotografie, l’esperienza artistica di uno tra i più significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni

di Redazione

È stato uno dei protagonisti della Scuola di piazza del Popolo: artista e performer, non ha mai abbandonato il teatro, pur continuando ad avere un ruolo di primo piano nel dibattito artistico. Sabato 18 maggio alle 18 a Palermo, nell’ambito della Settimana delle Culture, si inaugura a Villa Zito “A tutto Mambor. L’arte di osservare”, a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Maurizio Calvesi. La mostra, visitabile fino al 15 luglio, è promossa dalla Fondazione Sicilia su un progetto di Marzia Spatafora.

Renato Mambor – “Ultimo giorno”

L’esposizione ripercorre, attraverso una selezione di quaranta opere pittoriche, una decina di sculture e una decina di fotografie, l’esperienza artistica di Renato Mambor, tra i più grandi e significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni. Protagonista della Scuola romana di piazza del Popolo dei primi anni Sessanta con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Pascali, Mauri, Baruchello, Ceroli, Patella e Kounellis, Mambor ha attraversato tutto il decennio partecipando al clima di rinnovamento dell’arte dopo il periodo Informale recitando un ruolo di primo piano anche come performer.

Dopo aver inizialmente preso parte anche al clima concettuale tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta (verrà invitato anche alle prime mostre di Arte Povera), Mambor si dedicherà per lungo tempo al teatro d’avanguardia per ritornare all’attività espositiva a metà degli anni Ottanta, che non abbandonerà mai fino alla sua scomparsa, ottenendo negli ultimi dieci anni numerosi riconoscimenti dall’estero oltreché in Italia. Temi ricorrenti, ricerca di contatto con lo spettatore, uso di figure lontane dall’immaginario artistico: Mambor è tutto questo.

Renato Mambor – “Saltare”

Di notevole importanza è la serie di undici pannelli dal titolo “Diario degli amici” realizzata nel 1967 da dieci compagni di strada dell’artista; Mambor aveva assegnato ad ogni amico – Boetti, Tacchi, Mauri, Icaro, Ceroli, Mattiacci, Marotta, Pascali, Pirelli, Remotti e Maini – un pannello di uguali dimensioni su cui ciascuno era intervenuto con la propria cifra stilistica. A quarant’anni di distanza dal primo, Mambor realizzerà nel 2007 un nuovo diario composto da dieci elementi (di cui in mostra se ne possono ammirare quattro) riprendendo l’idea iniziale di un modulo compositivo identico per tutti i pannelli, questa volta però eseguito autonomamente, senza apporti esterni.

“La collaborazione con un’importante appuntamento per la città, come Settimana delle Culture, conferma la volontà di Fondazione Sicilia – afferma il presidente, Raffaele Bonsignore – di essere sempre più parte attiva nel territorio. Siamo felici di ospitare, in questa occasione, la mostra su Renato Mambor, con tutte implicazioni che contiene la sua affascinante teoria sull’osservazione. Un tassello in più verso la divulgazione dei linguaggi contemporanei, altro obiettivo della Fondazione”.

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Una giornata per Parco Tindari, cresce la voglia di verde in città

Uno spazio non utilizzato alla periferia di Palermo ospita una festa all’insegna dello sport e della sostenibilità. Il progetto è di farne un’area fruibile per tutti i residenti

di Redazione

Un parco dello sport e della sostenibilità nel quartiere Borgo Nuovo, alla periferia ovest di Palermo. Prende corpo l’idea di trasformare lo spazio verde oggi non utilizzato, che si trova tra via Tindari e piazza San Paolo, in un parco urbano a disposizione dei cittadini. Lo spazio ribattezzato Parco Tindari, arrivato al decimo posto regionale con le oltre 4.000 firme nella campagna dei Luoghi del Cuore del Fai, sarà protagonista di SportNextStop, la seconda edizione del festival Sonoborgonuovo.

Sabato 18 maggio, a partire dalle 9,30, si svolgerà una giornata di sport alla portata di tutti, durante la quale sarà ospitata una tappa del torneo di Mediterraneo antirazzista, poi il circuito di presentazione dei campionati di italiani di scherma e ancora dimostrazioni sportive di lotta, judo, taekwondo, kalicalasag, Cheerleading, basket in carrozzina e mountain bike.

Sarà presente, in rappresentanza del Comune, il vice sindaco Fabio Giambrone. In virtù di questo obiettivo, la terza commissione consiliare ha avviato un tavolo tecnico che ha coinvolto l’università e varie associazioni per la definizione di un progetto più articolato che verrà presentato entro la metà di giugno al Fai. Durante la giornata, sarà inoltre presente, l’unità mobile di strada del Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Npia dell’Asp di Palermo, nata per raggiungere i giovani consumatori di stupefacenti ed alcol che, per diverse ragioni, non si rivolgono ai servizi sanitari. Sarà possibile, inoltre, fare screening ematici per la prevenzione dell’infezione Hiv, ricevere informazioni sulle patologie connesse ai consumi di droghe e parlare con gli operatori presenti.

Patrocinato dal Comune di Palermo, l’evento è organizzato dall’associazione ComPA aps, con la collaborazione della quinta circoscrizione.

Uno spazio non utilizzato alla periferia di Palermo ospita una festa all’insegna dello sport e della sostenibilità. Il progetto è di farne un’area fruibile per tutti i residenti

di Redazione

Un parco dello sport e della sostenibilità nel quartiere Borgo Nuovo, alla periferia ovest di Palermo. Prende corpo l’idea di trasformare lo spazio verde oggi non utilizzato, che si trova tra via Tindari e piazza San Paolo, in un parco urbano a disposizione dei cittadini. Lo spazio ribattezzato Parco Tindari, arrivato al decimo posto regionale con le oltre 4.000 firme nella campagna dei Luoghi del Cuore del Fai, sarà protagonista di SportNextStop, la seconda edizione del festival Sonoborgonuovo.

Sabato 18 maggio, a partire dalle 9,30, si svolgerà una giornata di sport alla portata di tutti, durante la quale sarà ospitata una tappa del torneo di Mediterraneo antirazzista, poi il circuito di presentazione dei campionati di italiani di scherma e ancora dimostrazioni sportive di lotta, judo, taekwondo, kalicalasag, Cheerleading, basket in carrozzina e mountain bike.

Sarà presente, in rappresentanza del Comune, il vice sindaco Fabio Giambrone. In virtù di questo obiettivo, la terza commissione consiliare ha avviato un tavolo tecnico che ha coinvolto l’università e varie associazioni per la definizione di un progetto più articolato che verrà presentato entro la metà di giugno al Fai. Durante la giornata, sarà inoltre presente, l’unità mobile di strada del Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Npia dell’Asp di Palermo, nata per raggiungere i giovani consumatori di stupefacenti ed alcol che, per diverse ragioni, non si rivolgono ai servizi sanitari. Sarà possibile, inoltre, fare screening ematici per la prevenzione dell’infezione Hiv, ricevere informazioni sulle patologie connesse ai consumi di droghe e parlare con gli operatori presenti.

Patrocinato dal Comune di Palermo, l’evento è organizzato dall’associazione ComPA aps, con la collaborazione della quinta circoscrizione.

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La Rosa d’oro a Madison Cox, l’artista dei giardini

Torna dopo cinque anni il riconoscimento ideato da Jorge Luis Borges. Scelto per questa dodicesima edizione, l’architetto paesaggista americano che ha progettato oasi verdi in tutto il mondo

di Giulio Giallombardo

È il demiurgo del verde. Plasma la natura creando giardini in ogni parte del mondo. È stato uno dei disegnatori di Jardins du Nouveau Monde, nel 1986, al Castello di Blérancourt, prima di creare un giardino sperimentale per il Chelsea Flower Show di Londra, e adesso ha qualcosa in mente anche per Palermo. Arriva in città Madison Cox, architetto paesaggista americano, a cui è stato assegnata “La Rosa d’oro”, il riconoscimento ideato e istituito nel 1984 da Jorge Luis Borges e organizzato dalla casa editrice Novecento, diretta da Domitilla Alessi, giunto quest’anno alla dodicesima edizione.

Madison Cox

Il nome di Cox è stato annunciato questa mattina nel corso di un incontro nella libreria Novecento, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. La cerimonia di consegna del riconoscimento, invece, è in programma il 17 maggio alle 11 a Villa Malfitano, alla presenza, fra gli altri, di Maria Kodama, moglie di Jorge Luis Borges, dello stesso sindaco Orlando, di Domitilla Alessi e, ovviamente, di Madison Cox. Come da tradizione, la personalità insignita è stata scelta tra una rosa di nomi proposta da chi ha ottenuto il riconoscimento nell’edizione precedente, in questo caso lo scrittore ed editore Roberto Calasso, fondatore della casa editrice Adelphi, che aveva ottenuto l’undicesima “La Rosa d’oro” nel 2014.

Leoluca Orlando e Domitilla Alessi

Ispirato dallo stilista Yves Saint Laurent e dall’imprenditore e mecenate Pierre Bergé, con cui ha condiviso un legame profondo, Madison Cox, ha dato vita a suggestive oasi verdi negli Stati Uniti, in Europa e nel Nord Africa, e i suoi clienti sono sparsi per tutto il mondo. È responsabile dei Giardini Majorelle di Marrakech, e direttore dei Musei Saint Laurent di Parigi e di Marrakech e presidente della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, dalla morte di Bergé nel settembre 2017. Adesso, l’architetto paesaggista lega il suo nome a Palermo con alcuni progetti in cantiere che saranno presto svelati e con “La Rosa d’oro”, riconoscimento toccato negli anni a personalità del calibro di Henry Cartier Bresson, Giulio Einaudi, Pierre Boulez, Peter Stein, Yves Saint Laurent e Bob Wilson, tanto per citarne alcuni.

The Sanya Edition, Cina (da “Madison Cox”, ed. Novecento)

Questa edizione de “La Rosa d’oro”, inoltre, prevede alcuni appuntamenti collaterali: sabato 18 maggio alle 11, all’Orto Botanico, è in programma un incontro di Madison Cox, Piero Zanetov e Giuseppe Barbera con gli studenti. Seguirà una visita guidata all’Orto e l’esposizione di dieci pannelli fotografici di giardini di Madison Cox. Dal 30 maggio al 10 giugno, poi, alla Galleria Novecento di Palermo, si svolgerà una mostra intitolata “David Hockney Performance Theater”: manifesti originali per i teatri lirici disegnati da Hockney, pittore, disegnatore, fotografo e scenografo britannico, che ha ottenuto il riconoscimento nel 2004.

“Torna un riconoscimento prestigioso che ha dato, sin dalla sua istituzione, grande contributo al cammino di Palermo nel suo percorso per essere Città di Culture – dice il sindaco Orlando – coinvolgendo artisti ed intellettuali di primo piano nel panorama mondiale. Non posso che esprimere apprezzamento per la scelta di Madison Cox. Il suo amore per la cultura, le culture e per l’arte, unito alla sua maestria nel realizzare giardini trovano naturale collocazione a Palermo, definita da Manifesta, la biennale migrante tenutasi nella nostra città nel 2018, giardino planetario di pacifica coesistenza”.

Torna dopo cinque anni il riconoscimento ideato da Jorge Luis Borges. Scelto per questa dodicesima edizione, l’architetto paesaggista americano che ha progettato oasi verdi in tutto il mondo

di Giulio Giallombardo

È il demiurgo del verde. Plasma la natura creando giardini in ogni parte del mondo. È stato uno dei disegnatori di Jardins du Nouveau Monde, nel 1986, al Castello di Blérancourt, prima di creare un giardino sperimentale per il Chelsea Flower Show di Londra, e adesso ha qualcosa in mente anche per Palermo. Arriva in città Madison Cox, architetto paesaggista americano, a cui è stato assegnata “La Rosa d’oro”, il riconoscimento ideato e istituito nel 1984 da Jorge Luis Borges e organizzato dalla casa editrice Novecento, diretta da Domitilla Alessi, giunto quest’anno alla dodicesima edizione.

Madison Cox

Il nome di Cox è stato annunciato questa mattina nel corso di un incontro nella libreria Novecento, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. La cerimonia di consegna del riconoscimento, invece, è in programma il 17 maggio alle 11 a Villa Malfitano, alla presenza, fra gli altri, di Maria Kodama, moglie di Jorge Luis Borges, dello stesso sindaco Orlando, di Domitilla Alessi e, ovviamente, di Madison Cox. Come da tradizione, la personalità insignita è stata scelta tra una rosa di nomi proposta da chi ha ottenuto il riconoscimento nell’edizione precedente, in questo caso lo scrittore ed editore Roberto Calasso, fondatore della casa editrice Adelphi, che aveva ottenuto l’undicesima “La Rosa d’oro” nel 2014.

Leoluca Orlando e Domitilla Alessi

Ispirato dallo stilista Yves Saint Laurent e dall’imprenditore e mecenate Pierre Bergé, con cui ha condiviso un legame profondo, Madison Cox, ha dato vita a suggestive oasi verdi negli Stati Uniti, in Europa e nel Nord Africa, e i suoi clienti sono sparsi per tutto il mondo. È responsabile dei Giardini Majorelle di Marrakech, e direttore dei Musei Saint Laurent di Parigi e di Marrakech e presidente della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, dalla morte di Bergé nel settembre 2017. Adesso, l’architetto paesaggista lega il suo nome a Palermo con alcuni progetti in cantiere che saranno presto svelati e con “La Rosa d’oro”, riconoscimento toccato negli anni a personalità del calibro di Henry Cartier Bresson, Giulio Einaudi, Pierre Boulez, Peter Stein, Yves Saint Laurent e Bob Wilson, tanto per citarne alcuni.

The Sanya Edition, Cina (da “Madison Cox”, ed. Novecento)

Questa edizione de “La Rosa d’oro”, inoltre, prevede alcuni appuntamenti collaterali: sabato 18 maggio alle 11, all’Orto Botanico, è in programma un incontro di Madison Cox, Piero Zanetov e Giuseppe Barbera con gli studenti. Seguirà una visita guidata all’Orto e l’esposizione di dieci pannelli fotografici di giardini di Madison Cox. Dal 30 maggio al 10 giugno, poi, alla Galleria Novecento di Palermo, si svolgerà una mostra intitolata “David Hockney Performance Theater”: manifesti originali per i teatri lirici disegnati da Hockney, pittore, disegnatore, fotografo e scenografo britannico, che ha ottenuto il riconoscimento nel 2004.

“Torna un riconoscimento prestigioso che ha dato, sin dalla sua istituzione, grande contributo al cammino di Palermo nel suo percorso per essere Città di Culture – dice il sindaco Orlando – coinvolgendo artisti ed intellettuali di primo piano nel panorama mondiale. Non posso che esprimere apprezzamento per la scelta di Madison Cox. Il suo amore per la cultura, le culture e per l’arte, unito alla sua maestria nel realizzare giardini trovano naturale collocazione a Palermo, definita da Manifesta, la biennale migrante tenutasi nella nostra città nel 2018, giardino planetario di pacifica coesistenza”.

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“May-Day”, arriva la maratona musicale per i diritti umani

Al Castello a Mare di Palermo va in scena il concerto che vede sul palco artisti come Roy Paci, Brunori Sas e i Punkreas e il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea

di Redazione

“Mayday”, come il grido d’allarme per chiedere aiuto. Ma anche come un giorno di maggio in cui musica, arte e cultura stanno dalla parte degli esseri umani senza distinzione di sesso, religione, pelle, per un mondo senza frontiere in cui tutti hanno il diritto di spostarsi e costruirsi un futuro migliore. Sabato 25 maggio, al Castello a Mare al civico 25 di via Filippo Patti, va in scena la prima edizione di May-Day, la maratona musicale dei diritti umani pensata da Mediterraneo Antirazzista Palermo e Mediterranea Saving Humans. Dodici ore di musica per il Mediterraneo il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea e il viaggio dei giovani dei quartieri popolari del capoluogo siciliano che,grazie alla dodicesima edizione dell’ormai storico evento Mediterraneo Antirazzista, parteciperanno ai mondiali antirazzisti di Riace e alla tappa di Scampia, rispettivamente il prossimo luglio e giugno.

Roy Paci

Solidarietà, amore e diritti saranno i protagonisti principali sul palco insieme agli artisti che hanno aderito all’iniziativa. I primi “sì” sono arrivati da Roy Paci – che insieme a Christian ‘Picciotto’ sarà il direttore artistico – Brunori Sas e Punkreas. A ruota sono arrivate le conferme di Davide Shorty, Stefano Piazza, Diodato, Samuel dei Subsonica, ‘O Zulù dei 99 Posse, Cor Veleno, Alessio Bondì, Enzo Savastano, Renzo Rubino, Johnny Marsiglia & Big Joe e ancora Cacao Mental, Darko, Felix de Almeida, Ivan Granatino, Sandro Joyeux, Johnny Marsiglia & Big Joe, Chino Mortero, Piccola Orchestra Tavola Tonda, Igor Scalisi Palminteri, Shakalab, Angelo Sicurella, TetraHeaDrop e Agnello. A presentare May-Day sarà Stefano Piazza, insieme a Roy Paci e Christian ‘Picciotto’.

Da mezzogiorno a mezzanotte, così, la musica sarà il filo conduttore che unirà tutti nel nome dei diritti e dell’umanità. Sul palco del Castello a Mare di Palermo, il concerto di dodici ore – un unicum nel suo genere – rappresenta un importante momento di sintesi culturale in cui la musica rappresenta il canale più efficace per dire no a razzismo, xenofobia e discriminazioni. Dodici ore dedicate a istanze di terra e di mare, senza alcuna distinzione, sostenendo sia le missioni della Mare Iono, sia il progetto di Mediterraneo Antirrazista. Tutti gli artisti che hanno dato il loro consenso, e che lo daranno nei prossimi giorni, lo hanno fatto infatti solo per ragioni di cuore e di etica e si esibiranno sul palco a titolo gratuito.

Dario Brunori

Il diritti del Mediterraneo, ma non solo, saranno così al centro di una giornata che mira a sostenere sia Mediterranea Saving Humans, la piattaforma della società civile italiana finanziata esclusivamente grazie alle donazioni di singoli cittadini che attraverso un crowfunding ha già raccolto più di 700mila euro per coprire i costi della nave Mare Ionio e delle sue prime missioni, sia Mediterraneo Antirazzista, un coordinamento di organizzazioni locali palermitane che attraverso lo sport porta ogni anno tra le periferie della città i temi del rispetto dell’altro e dell’inclusione, riuscendo a parlare tra le strade a migliaia di ragazzi e ragazze di tutte le provenienze.

I biglietti sono acquistabili online sul sito Eventbride al costo di 12 euro più diritti di prevendita o da Moltivolti, al civico 21 di via Giuseppe Mario Puglia.

Al Castello a Mare di Palermo va in scena il concerto che vede sul palco artisti come Roy Paci, Brunori Sas e i Punkreas e il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea

di Redazione

“Mayday”, come il grido d’allarme per chiedere aiuto. Ma anche come un giorno di maggio in cui musica, arte e cultura stanno dalla parte degli esseri umani senza distinzione di sesso, religione, pelle, per un mondo senza frontiere in cui tutti hanno il diritto di spostarsi e costruirsi un futuro migliore. Sabato 25 maggio, al Castello a Mare al civico 25 di via Filippo Patti, va in scena la prima edizione di May-Day, la maratona musicale dei diritti umani pensata da Mediterraneo Antirazzista Palermo e Mediterranea Saving Humans. Dodici ore di musica per il Mediterraneo il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea e il viaggio dei giovani dei quartieri popolari del capoluogo siciliano che,grazie alla dodicesima edizione dell’ormai storico evento Mediterraneo Antirazzista, parteciperanno ai mondiali antirazzisti di Riace e alla tappa di Scampia, rispettivamente il prossimo luglio e giugno.

Roy Paci

Solidarietà, amore e diritti saranno i protagonisti principali sul palco insieme agli artisti che hanno aderito all’iniziativa. I primi “sì” sono arrivati da Roy Paci – che insieme a Christian ‘Picciotto’ sarà il direttore artistico – Brunori Sas e Punkreas. A ruota sono arrivate le conferme di Davide Shorty, Stefano Piazza, Diodato, Samuel dei Subsonica, ‘O Zulù dei 99 Posse, Cor Veleno, Alessio Bondì, Enzo Savastano, Renzo Rubino, Johnny Marsiglia & Big Joe e ancora Cacao Mental, Darko, Felix de Almeida, Ivan Granatino, Sandro Joyeux, Johnny Marsiglia & Big Joe, Chino Mortero, Piccola Orchestra Tavola Tonda, Igor Scalisi Palminteri, Shakalab, Angelo Sicurella, TetraHeaDrop e Agnello. A presentare May-Day sarà Stefano Piazza, insieme a Roy Paci e Christian ‘Picciotto’.

Da mezzogiorno a mezzanotte, così, la musica sarà il filo conduttore che unirà tutti nel nome dei diritti e dell’umanità. Sul palco del Castello a Mare di Palermo, il concerto di dodici ore – un unicum nel suo genere – rappresenta un importante momento di sintesi culturale in cui la musica rappresenta il canale più efficace per dire no a razzismo, xenofobia e discriminazioni. Dodici ore dedicate a istanze di terra e di mare, senza alcuna distinzione, sostenendo sia le missioni della Mare Iono, sia il progetto di Mediterraneo Antirrazista. Tutti gli artisti che hanno dato il loro consenso, e che lo daranno nei prossimi giorni, lo hanno fatto infatti solo per ragioni di cuore e di etica e si esibiranno sul palco a titolo gratuito.

Dario Brunori

Il diritti del Mediterraneo, ma non solo, saranno così al centro di una giornata che mira a sostenere sia Mediterranea Saving Humans, la piattaforma della società civile italiana finanziata esclusivamente grazie alle donazioni di singoli cittadini che attraverso un crowfunding ha già raccolto più di 700mila euro per coprire i costi della nave Mare Ionio e delle sue prime missioni, sia Mediterraneo Antirazzista, un coordinamento di organizzazioni locali palermitane che attraverso lo sport porta ogni anno tra le periferie della città i temi del rispetto dell’altro e dell’inclusione, riuscendo a parlare tra le strade a migliaia di ragazzi e ragazze di tutte le provenienze.

I biglietti sono acquistabili online sul sito Eventbride al costo di 12 euro più diritti di prevendita o da Moltivolti, al civico 21 di via Giuseppe Mario Puglia.

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Alberto Angela riceve la laurea “honoris causa”

Riconoscimento dell’Università di Palermo allo scrittore e divulgatore scientifico per la sua attività di comunicazione del patrimonio culturale

di Redazione

Racconta le “meraviglie” del mondo come pochi altri, tra sorrisi sornioni, toni colloquiali e inconfondibili gestualità. Non è un caso che l’Università di Palermo abbia deciso di conferigli la laurea “honoris causa” in “Comunicazione del Patrimonio Culturale”. Neo dottore sarà l’eclettico Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, che ha fatto del racconto di storie e tesori la sua missione di vita.

La cerimonia sarà celebrata martedì 14 maggio, alle 11, nella Sala delle Capriate dello Steri. Come vuole la prassi, sarà il rettore dell’Università, Fabrizio Micari, a conferire il titolo allo scrittore. Dopo i saluti, il programma prevede gli interventi di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio culturale, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società. Quindi la lettura della motivazione da parte di Salvatore Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei Corsi di studi in Scienze della Comunicazione; la laudatio a cura di Serena Marcenò, docente di filosofia politica, e per finire, la lectio magistralis dello stesso Alberto Angela.

L’evento ha l’obiettivo, inoltre, di far conoscere il corso di laurea in Comunicazione per il Patrimonio culturale, che forma esperti che saranno poi destinati a diventare professionisti in tutti gli ambiti della comunicazione relativa al patrimonio materiale e immateriale. Ciò avverrà con un testimone d’eccezione che ha fatto di quest’ambito la propria ragione di vita. La laurea “honoris causa” ad Alberto Angela è la seconda conferita dall’ateneo palermitano, dopo quella a Ferzan Opzetek di pochi giorni. Chiuderà questo ciclo di riconoscimenti la laurea “honoris causa” a Moni Ovadia.

Riconoscimento dell’Università di Palermo allo scrittore e divulgatore scientifico per la sua attività di comunicazione del patrimonio culturale

di Redazione

Racconta le “meraviglie” del mondo come pochi altri, tra sorrisi sornioni, toni colloquiali e inconfondibili gestualità. Non è un caso che l’Università di Palermo abbia deciso di conferigli la laurea “honoris causa” in “Comunicazione del Patrimonio Culturale”. Neo dottore sarà l’eclettico Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, che ha fatto del racconto di storie e tesori la sua missione di vita.

La cerimonia sarà celebrata martedì 14 maggio, alle 11, nella Sala delle Capriate dello Steri. Come vuole la prassi, sarà il rettore dell’Università, Fabrizio Micari, a conferire il titolo allo scrittore. Dopo i saluti, il programma prevede gli interventi di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio culturale, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società. Quindi la lettura della motivazione da parte di Salvatore Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei Corsi di studi in Scienze della Comunicazione; la laudatio a cura di Serena Marcenò, docente di filosofia politica, e per finire, la lectio magistralis dello stesso Alberto Angela.

L’evento ha l’obiettivo, inoltre, di far conoscere il corso di laurea in Comunicazione per il Patrimonio culturale, che forma esperti che saranno poi destinati a diventare professionisti in tutti gli ambiti della comunicazione relativa al patrimonio materiale e immateriale. Ciò avverrà con un testimone d’eccezione che ha fatto di quest’ambito la propria ragione di vita. La laurea “honoris causa” ad Alberto Angela è la seconda conferita dall’ateneo palermitano, dopo quella a Ferzan Opzetek di pochi giorni. Chiuderà questo ciclo di riconoscimenti la laurea “honoris causa” a Moni Ovadia.

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I mille suoni del pianoforte

Il re degli strumenti musicali sarà protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti con ospiti internazionali organizzato da Curva Minore

di Redazione

Il pianoforte in tutte le declinazioni delle sonorità contemporanea. Il re degli strumenti musicali sarà l’indiscusso protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti che l’associazione Curva Minore propone, dall’8 al 12 maggio, alla Sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo.

Tony Di Napoli

La rassegna, ideata dal contrabbassista Lelio Giannetto, s’inaugura alle 21,15 con “Litophonie”, un concerto del visionario compositore-percussionista italo-francese Tony Di Napoli, che suonerà le sue sculture di pietra accordate a intervalli microtonali. Ma la prima serata vedrà anche la presenza di Fabrizio Ottaviucci, il grande pianista famoso in tutto il mondo per le partecipazioni ai più importanti festival di musica contemporanea. Appuntamento alle 22,15 con il concerto “La via del suono”.

Judith Wegmann

Doppio concerto per la pianista Judith Wegmann. Il 9 maggio eseguirà per la prima volta in Italia musiche di alcuni compositori svizzeri della nuova scena, incontrando anche alcuni musicisti della Sicilian Improvisers Orchestra. Il 12 maggio alle 22 sarà la volta di “Triadic Memories”, una delle più importanti opere del secondo ‘900 sulla ricerca del rapporto tridimensionale di spazio, tempo e suono. L’ascolto avverrà in condizioni di estrema distensione con cuscini e tappeti disposti in modo da poter essere utilizzati dal pubblico che potrà adagiarsi anche sotto il pianoforte. Entrambe le interpretazioni della pianista svizzera saranno accompagnate dalle opere di light design create dall’artista Stephan Hostettler.

Il 10 maggio, alle 21,15, la giovanissima ma già affermata pianista siciliana Alessandra Pipitone eseguirà per la prima volta un recital di musiche che da Lachenmann arriva fino a Cage, passando per Franco Evangelisti, Henly Cowel e Arvo Part. La pianista, inoltre, sarà insieme all’attrice Stefania Blandeburgo per la realizzazione di “Oltre”, un’azione scenica su testi poetici di Domenico Labate che propone una costante ricerca sulla parola poetica. Infine, l’Ensemble Yin da Marsiglia, in collaborazione con Institut Francais Palermo, realizzerà due opere in prima esecuzione assoluta grazie all’opera del direttore musicale Philippe Festou. Il primo concerto il 10 maggio alle 22,15, il secondo l’11 maggio alle 21,30, insieme alla Sicilian Improvisers Orchestra.

Il re degli strumenti musicali sarà protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti con ospiti internazionali organizzato da Curva Minore

di Redazione

Il pianoforte in tutte le declinazioni delle sonorità contemporanea. Il re degli strumenti musicali sarà l’indiscusso protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti che l’associazione Curva Minore propone, dall’8 al 12 maggio, alla Sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo.

Tony Di Napoli

La rassegna, ideata dal contrabbassista Lelio Giannetto, s’inaugura alle 21,15 con “Litophonie”, un concerto del visionario compositore-percussionista italo-francese Tony Di Napoli, che suonerà le sue sculture di pietra accordate a intervalli microtonali. Ma la prima serata vedrà anche la presenza di Fabrizio Ottaviucci, il grande pianista famoso in tutto il mondo per le partecipazioni ai più importanti festival di musica contemporanea. Appuntamento alle 22,15 con il concerto “La via del suono”.

Judith Wegmann

Doppio concerto per la pianista Judith Wegmann. Il 9 maggio eseguirà per la prima volta in Italia musiche di alcuni compositori svizzeri della nuova scena, incontrando anche alcuni musicisti della Sicilian Improvisers Orchestra. Il 12 maggio alle 22 sarà la volta di “Triadic Memories”, una delle più importanti opere del secondo ‘900 sulla ricerca del rapporto tridimensionale di spazio, tempo e suono. L’ascolto avverrà in condizioni di estrema distensione con cuscini e tappeti disposti in modo da poter essere utilizzati dal pubblico che potrà adagiarsi anche sotto il pianoforte. Entrambe le interpretazioni della pianista svizzera saranno accompagnate dalle opere di light design create dall’artista Stephan Hostettler.

Il 10 maggio, alle 21,15, la giovanissima ma già affermata pianista siciliana Alessandra Pipitone eseguirà per la prima volta un recital di musiche che da Lachenmann arriva fino a Cage, passando per Franco Evangelisti, Henly Cowel e Arvo Part. La pianista, inoltre, sarà insieme all’attrice Stefania Blandeburgo per la realizzazione di “Oltre”, un’azione scenica su testi poetici di Domenico Labate che propone una costante ricerca sulla parola poetica. Infine, l’Ensemble Yin da Marsiglia, in collaborazione con Institut Francais Palermo, realizzerà due opere in prima esecuzione assoluta grazie all’opera del direttore musicale Philippe Festou. Il primo concerto il 10 maggio alle 22,15, il secondo l’11 maggio alle 21,30, insieme alla Sicilian Improvisers Orchestra.

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Rinasce il velodromo tra musica e legalità

L’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival inaugura, dopo sei anni di chiusura, la struttura sportiva palermitana, pronta ad accogliere migliaia di spettatori

di Giulio Giallombardo

Si riaccendono i riflettori del velodromo di Palermo. Le luci tornano a illuminare l’impianto sportivo dello Zen, dopo sei anni di buio. Un’agonia che s’interrompe nel segno della musica e della legalità con l’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, che con le sue sonorità elettroniche fa ballare ogni anno migliaia di persone provenienti da tutta Europa. Il festival, una macchina che ogni anno dà lavoro a più di 300 persone, sbarcherà in città l’8 e il 9 giugno, portando con sé i ritmi dance di Gigi D’Agostino o degli Eiffel 65, quelli techno di Fisher e il trap italiano del giovanissimo Capo Plaza. Questi sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno in occasione del festival, presentato questo pomeriggio a Palazzo delle Aquile.

I nuovi seggiolini del velodromo

La riapertura dell’impianto di via Lanza di Scalea, che potrà accogliere tra gradinate e tribune 11.155 spettatori, era stata già anticipata lo scorso marzo, dopo un sopralluogo del sindaco Leoluca Orlando e del suo vice Fabio Giambrone. Tutti i lavori sono stati eseguiti in house, senza appalti esterni se non quelli per l’acquisto dei materiali. La spesa complessiva ammonta a circa un milione di euro euro, utilizzati soprattutto per ripristinare le gradinate, la pista bike, il prato sintetico, gli impianti idrici e quelli elettrici, danneggiati da continui atti vandalici. Sono stati ristrutturati anche i servizi igienici sotto le tribune ed è stato installato un impianto di videosorveglianza attorno e all’interno della struttura. Inoltre, il prato in erba sintetica, grande 10.600 metri quadri che potrà ospitare oltre 5mila persone, sarà omologato e potrà essere utilizzato sia per gli incontri di calcio, che per il football americano e il rugby. Sono stati sostituiti tutti i seggiolini, oltre 500 metri quadri di cancelli perimetrali, ripresi oltre 2mila metri quadri di aree verdi e smaltiti oltre 600 metri cubi tra plastica, legno e ferro.

Ma in attesa dello sport, spazio intanto alla musica ed anche alla legalità. È, infatti, testimonial dell’evento Valeria Grasso, l’imprenditrice e testimone di giustizia che con le sue denunce si è ribellata al pizzo e ha dichiarato guerra alla mafia. Non è un caso che l’evento di giugno si svolgerà nel rinato impianto dedicato a Paolo Borsellino, un primo assaggio in attesa della fine dei lavori nella tribuna coperta previsti per il prossimo ottobre, quando l’intera struttura sarà a regime. “Là abbiamo fatto la prima festa quando sono tornata dalla località segreta – ha detto Valeria Grasso, che oggi è delegata per i rapporti istituzionali del sottosegretario al Ministero della Salute, Armando Bartolazzi – e là vogliamo portare avanti quello che abbiamo iniziato. La mia forza sono sempre stati i giovani, gli imprenditori, le donne. Voglio che la mia storia, il mio vissuto, sia uno stimolo capace di infondere il coraggio necessario per opporsi a soprusi illeciti, violenti e mafiosi. I ragazzi sono il faro di questa terra, voglio dire loro di non avere paura”.

Lavori al velodromo

Su questa scia, il tema di quest’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, nato dalle idee di Fabrizio Lo Cascio, Vincenzo Grasso e Luca Norato, è dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni alla legalità, al problema dell’abuso e delle dipendenze. Palermo sarà solo la prima tappa di un progetto itinerante che approderà la prossima estate a Roma, quella dopo ancora a Milano e il prossimo 17 agosto anche al parco archeologico di Selinunte.

Molto ricco il programma musicale della due giorni. Si inizia l’8 giugno con Gigi D’Agostino, noto come Gigi Dag, l’eccentrico dj e produttore italiano con una carriera pluridecennale alle spalle. Si prosegue con Capo Plaza, uno dei nomi più in vista della scena trap italiana, già disco di platino ad appena 20 anni, e gli Eiffel 65, uno dei gruppi musicali eurodance più celebri al mondo arrivati al successo grazie al brano “Blue da ba dee”. Si prosegue il 9 giugno con Fisher, uno dei più apprezzati rappresentanti della musica techno, con una nomination come miglior disco dance ai Grammy Awards e agli Aria Music Award. Sul palco anche Nicole Moudaber, ribattezzata come “The queen of dark house”, prima dj ad aver portato la cultura clubbing a Beirut; Dubfire, uno dei più celebri dj techno e produttore iraniano quattro volte vincitore del Grammy Award; e Wade, maestro della musica elettronica entrato nel Beatport Tech-House top100 per ben 24 volte. Presenti, inoltre, il dj tech-house Carlo Lio; Othelloman, il rapper alter ego di Salvatore Petrotta; il dj emergente Daniele Travali e infine Cristian Viviano.

Un momento della conferenza stampa

Presenti questo pomeriggio alla conferenza stampa, oltre Valeria Grasso e gli organizzatori del festival, il sindaco Leoluca Orlando; l’assessore comunale al Coime e Decoro Urbano e vicesindaco Fabio Giambrone; il capo area del settore tecnico del Coime, Mario Scotto, e Anna Maria Maggio, responsabile dell’Unità di Strada del Dipartimento Salute Mentale dell’Asp Palermo. “Finalmente Palermo torna ad avere uno spazio pubblico adatto ai grandi eventi musicali – ha dichiarato Orlando – . Questa manifestazione sarà certamente soltanto la prima di una lunga serie, perché da ora il velodromo sarà non soltanto sempre aperto e fruibile, ma lo sarà sempre di più anche per gli eventi sportivi, grazie all’impegno del Coime e delle sue maestranze. Speriamo presto di poter rendere fruibile anche la tribuna, ma siamo certi che da subito questa struttura sarà piena e che ogni manifestazione che vi organizzeremo registrerà il tutto esaurito”.

L’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival inaugura, dopo sei anni di chiusura, la struttura sportiva palermitana, pronta ad accogliere migliaia di spettatori

di Giulio Giallombardo

Si riaccendono i riflettori del velodromo di Palermo. Le luci tornano a illuminare l’impianto sportivo dello Zen, dopo sei anni di buio. Un’agonia che s’interrompe nel segno della musica e della legalità con l’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, che con le sue sonorità elettroniche fa ballare ogni anno migliaia di persone provenienti da tutta Europa. Il festival, una macchina che ogni anno dà lavoro a più di 300 persone, sbarcherà in città l’8 e il 9 giugno, portando con sé i ritmi dance di Gigi D’Agostino o degli Eiffel 65, quelli techno di Fisher e il trap italiano del giovanissimo Capo Plaza. Questi sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno in occasione del festival, presentato questo pomeriggio a Palazzo delle Aquile.

I nuovi seggiolini del velodromo

La riapertura dell’impianto di via Lanza di Scalea, che potrà accogliere tra gradinate e tribune 11.155 spettatori, era stata già anticipata lo scorso marzo, dopo un sopralluogo del sindaco Leoluca Orlando e del suo vice Fabio Giambrone. Tutti i lavori sono stati eseguiti in house, senza appalti esterni se non quelli per l’acquisto dei materiali. La spesa complessiva ammonta a circa un milione di euro euro, utilizzati soprattutto per ripristinare le gradinate, la pista bike, il prato sintetico, gli impianti idrici e quelli elettrici, danneggiati da continui atti vandalici. Sono stati ristrutturati anche i servizi igienici sotto le tribune ed è stato installato un impianto di videosorveglianza attorno e all’interno della struttura. Inoltre, il prato in erba sintetica, grande 10.600 metri quadri che potrà ospitare oltre 5mila persone, sarà omologato e potrà essere utilizzato sia per gli incontri di calcio, che per il football americano e il rugby. Sono stati sostituiti tutti i seggiolini, oltre 500 metri quadri di cancelli perimetrali, ripresi oltre 2mila metri quadri di aree verdi e smaltiti oltre 600 metri cubi tra plastica, legno e ferro.

Ma in attesa dello sport, spazio intanto alla musica ed anche alla legalità. È, infatti, testimonial dell’evento Valeria Grasso, l’imprenditrice e testimone di giustizia che con le sue denunce si è ribellata al pizzo e ha dichiarato guerra alla mafia. Non è un caso che l’evento di giugno si svolgerà nel rinato impianto dedicato a Paolo Borsellino, un primo assaggio in attesa della fine dei lavori nella tribuna coperta previsti per il prossimo ottobre, quando l’intera struttura sarà a regime. “Là abbiamo fatto la prima festa quando sono tornata dalla località segreta – ha detto Valeria Grasso, che oggi è delegata per i rapporti istituzionali del sottosegretario al Ministero della Salute, Armando Bartolazzi – e là vogliamo portare avanti quello che abbiamo iniziato. La mia forza sono sempre stati i giovani, gli imprenditori, le donne. Voglio che la mia storia, il mio vissuto, sia uno stimolo capace di infondere il coraggio necessario per opporsi a soprusi illeciti, violenti e mafiosi. I ragazzi sono il faro di questa terra, voglio dire loro di non avere paura”.

Lavori al velodromo

Su questa scia, il tema di quest’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, nato dalle idee di Fabrizio Lo Cascio, Vincenzo Grasso e Luca Norato, è dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni alla legalità, al problema dell’abuso e delle dipendenze. Palermo sarà solo la prima tappa di un progetto itinerante che approderà la prossima estate a Roma, quella dopo ancora a Milano e il prossimo 17 agosto anche al parco archeologico di Selinunte.

Molto ricco il programma musicale della due giorni. Si inizia l’8 giugno con Gigi D’Agostino, noto come Gigi Dag, l’eccentrico dj e produttore italiano con una carriera pluridecennale alle spalle. Si prosegue con Capo Plaza, uno dei nomi più in vista della scena trap italiana, già disco di platino ad appena 20 anni, e gli Eiffel 65, uno dei gruppi musicali eurodance più celebri al mondo arrivati al successo grazie al brano “Blue da ba dee”. Si prosegue il 9 giugno con Fisher, uno dei più apprezzati rappresentanti della musica techno, con una nomination come miglior disco dance ai Grammy Awards e agli Aria Music Award. Sul palco anche Nicole Moudaber, ribattezzata come “The queen of dark house”, prima dj ad aver portato la cultura clubbing a Beirut; Dubfire, uno dei più celebri dj techno e produttore iraniano quattro volte vincitore del Grammy Award; e Wade, maestro della musica elettronica entrato nel Beatport Tech-House top100 per ben 24 volte. Presenti, inoltre, il dj tech-house Carlo Lio; Othelloman, il rapper alter ego di Salvatore Petrotta; il dj emergente Daniele Travali e infine Cristian Viviano.

Un momento della conferenza stampa

Presenti questo pomeriggio alla conferenza stampa, oltre Valeria Grasso e gli organizzatori del festival, il sindaco Leoluca Orlando; l’assessore comunale al Coime e Decoro Urbano e vicesindaco Fabio Giambrone; il capo area del settore tecnico del Coime, Mario Scotto, e Anna Maria Maggio, responsabile dell’Unità di Strada del Dipartimento Salute Mentale dell’Asp Palermo. “Finalmente Palermo torna ad avere uno spazio pubblico adatto ai grandi eventi musicali – ha dichiarato Orlando – . Questa manifestazione sarà certamente soltanto la prima di una lunga serie, perché da ora il velodromo sarà non soltanto sempre aperto e fruibile, ma lo sarà sempre di più anche per gli eventi sportivi, grazie all’impegno del Coime e delle sue maestranze. Speriamo presto di poter rendere fruibile anche la tribuna, ma siamo certi che da subito questa struttura sarà piena e che ogni manifestazione che vi organizzeremo registrerà il tutto esaurito”.

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