L’Etna tra scienza e memoria, filmati storici e foto in mostra

A Milo quattro incontri nel centro storico con i vulcanologi dell’Istituto nazionale geofisica e vulcanologia di Catania, proiezioni di documentari d’epoca e una mostra

di Redazione

Tra scienza, filmati storici dell’Istituto Luce e della Rai, fotografie e testimonianze dirette, Milo ad agosto racconta l’Etna, la paura della gente davanti all’avanzare dei fiumi di lava, le preghiere, i riti arcani – come Jana, la donna che brandisce un libro di preghiere di fronte al fronte lavico – le processioni religiose, l’abbandono delle case, chiese e persino dei mulini, opifici strategici per il benessere della comunità.

Eruzione 1950 a Milo, Jana col libro di preghiere (foto Salvatore Tomarchio)

Riparte il 4 agosto a Milo “Momenti di Luce e di Vini”, quattro incontri nel centro storico, sulla scalinata di largo dei Mille, con i vulcanologi dell’Istituto nazionale geofisica e vulcanologia di Catania, proiezioni di documentari d’epoca e una mostra “Idda. ‘A Muntagna”, collettiva di fotografi contemporanei per ripercorrere con la comunità e i viaggiatori in vacanza tra i boschi del vulcano la storia delle ultime grandi eruzioni (dal 1928 al 2002) sulla scorta della memoria collettiva, immagini d’epoca e approfondimenti di carattere scientifico.

Mascali sotto la lava

La sesta edizione della manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Milo con la direzione artistica di Paolo Sessa è dedicata ad alcune fra le più importanti eruzioni storiche dell’Etna: 1928 (4 agosto), 1950 (5 agosto), 1971 (10 agosto), 2002 (17 agosto). A raccontare l’Etna saranno i vulcanologi dell’Ingv di Catania: il direttore Stefano Branca e i colleghi Boris Behncke e Marco Neri; mentre per il Parco dell’Etna interverranno il presidente Carlo Caputo (4 agosto) e il vulcanologo Salvo Caffo. Gli incontri inizieranno sempre alle 20,30.

I crateri sommitali dell’Etna

Testimoni d’eccezione quattro autentici conoscitori ed esperti della “muntagna”: i giornalisti Turi Caggegi e Giuseppe Riggio, il fotografo Saro Barbagallo (fotografo), il vulcanofilo Pippo Scarpinati; mentre a chiusura della manifestazione, il 17 agosto, sarà proiettato il docufilm “L’eruzione perfetta”, a cura di Alfio Bonaccorso, Giovanni Tomarchio e Marco Neri. La collettiva fotografica “Idda, ‘a muntagna”, ospitata nel Centro servizi dall’1 al 17 agosto, è organizzata da Alfio Landro e Gianni Pennisi e propone una raccolta di scatti dell’Etna di vari autori. Ingresso libero, visite dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Collaborano all’evento il Comune di Milo, il Parco dell’Etna e il gruppo facebook “I love Etna &…”.

Per informazioni telefonare al 3927232658.

(La prima foto grande in alto è di Fabrizio Micalizzi)

A settembre torna “Una marina di libri” all’Orto Botanico

La nuova edizione di uno dei più attesi appuntamenti letterari della città era stata annullata lo scorso giugno a causa dell’emergenza sanitaria

di Redazione

Torna in un mese insolito e in una modalità rinnovata e in parte ridimensionata per far fronte alle misure anti-Covid uno dei più attesi appuntamenti per gli amanti del libro. Da giovedì 24 a domenica 27 settembre, l’Orto botanico dell’Università di Palermo accoglierà editori, libri e lettori provenienti da tutta Italia per l’undicesima edizione di “Una marina di libri”. La manifestazione è promossa da Ccn Piazza Marina & dintorni – organismo no profit che mette insieme più di 65 operatori commerciali e culturali del centro storico di Palermo – e si sviluppa grazie a un’ampia rete di sinergie sul territorio cittadino, prime fra tutti le case editrici palermitane Navarra e Sellerio e con la libreria Dudi che cura il cartellone di editoria per l’infanzia, e la stessa Università degli Studi di Palermo. Il direttore artistico è, anche quest’anno, Piero Melati, affiancato da Matteo Di Gesù, Salvatore Ferlita e Masha Sergio.

Gli stand degli espositori di “Una marina di libri” (foto Azzurra De Luca)

L’edizione 2020 di “Una marina di libri” si presenta con il titolo “Mondimperfetti”. “Imperfezione è sinonimo di diversità, che in quanto tale arricchisce, offre rinnovati punti di vista, sollecita specificità che rifuggono l’ovvio”, spiegano gli organizzatori. A partire da questo tema portante si sviluppano riflessioni e molti degli incontri, con particolare riferimento alla letteratura fantascientifica, che interessano linguaggi e discipline diverse, dalla linguistica alla semiotica, dalla letteratura comparata all’antropologia, dalla sociologia alle scienze storiche, dalla letteratura italiana alla pratica della traduzione, dalla didattica della lettura alla teoria e tecniche della comunicazione.

Una delle precedenti edizioni (foto Maria Anna Giordano)

L’undicesima edizione, che si sarebbe dovuta svolgere, come di consueto a giugno, è stata annullata a causa del Coronavirus. Adesso, dopo un lungo lavoro organizzativo e un tavolo di confronto che ha coinvolto tutte le parti, e dopo essersi assicurati di poter svolgere la manifestazione in completa sicurezza (grazie a piccole ma importanti accortezze come gli ingressi contingentati e un percorso obbligato che guidi i visitatori dall’ingresso fino all’uscita), il comitato organizzativo ha deciso di riprogrammare questa undicesima edizione a settembre.

Uno scorcio dell’Orto botanico

Una scommessa tutta palermitana dunque, quella di realizzare nell’anno del Covid il festival dell’editoria indipendente, quando nel resto d’Italia quasi tutte le fiere e i saloni del libro sono stati annullati o posticipati a data da destinarsi. Un passo reso possibile grazie allo spazio all’esterno che ospita la manifestazione già da quattro anni: un connubio felice quello tra i libri e la natura che si ripete dal 2016 e che ha reso l’Orto botanico a tutti gli effetti uno dei protagonisti della manifestazione, un giardino letterario di 10 ettari totalmente PlasticFree in cui leggere e ascoltare storie tra alberi secolari, sotto i ficus o circondati da piante grasse e bambù.

Uno degli incontri della scorsa edizione

L’undicesima sarà necessariamente un’edizione un po’ ridimensionata sia per numero di ingressi che per numero di eventi, inferiore rispetto agli altri anni, ma non per questo meno ricca di contenuti e di proposte culturali con tante presentazioni, eventi e collaborazioni con altre realtà significative della città. Prima novità sarà l’apertura del festival il giovedì mattina grazie al progetto “Un mare di storie” che il Ccn Piazza Marina & dintorni e la libreria Dudi portano avanti con la ICS Amari Roncalli Ferrara di piazza Magione e il sostegno di Mibact e Siae, e sarà proprio con gli studenti e le scuole che si darà l’avvio a questa speciale edizione del festival.

(La prima foto grande in alto è di Maria Anna Giordano)

Pupi e marionette tornano in scena al Museo Pasqualino

Un ricco calendario condiviso con le compagnie teatrali accompagnerà residenti e turisti con uno spettacolo al giorno per tutto il mese di agosto

di Redazione

Sono stati chiusi nella loro casa come il mondo intero, ma adesso, dopo cinque mesi di lockdown, è arrivato il momento per pupi e marionette di tornare alla ribalta. In scena per gli spettacoli e nelle sale esposti in bella mostra, finalmente li si rivede dal vivo. Il Museo internazionale delle marionette riapre le porte sabato 1 agosto nell’ambito del festival RestArt, promosso dagli Amici dei Musei Siciliani e da Digitrend, dalle 19 alle 24. Alle 19 sarà possibile assistere allo spettacolo di opera dei pupi “La battaglia di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica”, della compagnia Brigliadoro. Dalle 20 alle 24 si potrà invece visitare il museo con ingressi contingentati di massimo 15 persone ogni 30 minuti.

Franco Cuticchio

Il programma degli spettacoli ad agosto prevede, lunedì 3 alle 11.30, la compagnia Franco Cuticchio Figli d’Arte (Teatro Kemonia), che andrà in scena poi ogni lunedì e martedì alle 11,30 e il mercoledì alle 17. Martedì 4 agosto alle 17.30, e poi tutti i venerdì e martedì di agosto alle 19, sarà la volta della Compagnia Famiglia Mancuso (Teatro Carlo Magno). Si proseguirà con gli spettacoli al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, eseguiti da Salvo Bumbello, che andranno in scena tutti i giovedì, venerdì e sabato alle 17. Infine, la Compagnia Famiglia Argento (Teatro Argento) si esibirà tutti i venerdì e sabato di agosto alle 18 (nella settimana di ferragosto gli spettacoli si svolgeranno giovedì 13 e venerdì 14 agosto, sempre alle 18).

Marionette acquatiche del Vietnam

“Siamo felici di potere riaccogliere i nostri ospiti in un luogo sanificato e sicuro. Quello di sabato – sottolinea il direttore del Museo delle Marionette, Rosario Perricone – è solo il primo degli appuntamenti di questa estate. Già a partire dal 2 agosto, il museo riprenderà ad accogliere i visitatori con i normali giorni di apertura, domenica e il lunedì dalle 10 alle 14 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 18. Grazie alle attività portate avanti della Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’opera dei pupi siciliani, che coinvolge 12 compagnie in tutta la Sicilia, di cui siamo promotori e referenti, abbiamo un ricco calendario condiviso con le compagnie che accompagnerà residenti e turisti che avranno la possibilità di vedere almeno uno spettacolo al giorno per tutto il mese di agosto”.

“Musiche di una nuova alba”, tornano i concerti allo Spasimo

Al via la stagione della Fondazione The Brass Group in collaborazione con le maggiori istituzioni musicali di Palermo. Si inaugura con una serata dedicata a Ennio Morricone

di Redazione

“Spasimo 2020 – Musiche di una nuova alba”. Questo il titolo della stagione di concerti promossa dalla Fondazione The Brass Group, insieme al Teatro Massimo, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, il Conservatorio Alessandro Scarlatti e l’Associazione siciliana Amici della Musica. Il concerto inaugurale dedicato a Ennio Morricone si svolgerà venerdì 7 e sabato 8 agosto alle 21.30 sul palco del complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo. Milici, uno dei più apprezzati armonicisti, accompagnato dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Antonino Pedone, autore anche delle orchestrazione e degli arrangiamenti, interpreteranno le musiche del compositore recentemente scomparso, tra le quali “Per un pugno di dollari”, “Mission”, “C’era una volta in America”, “Nuovo cinema Paradiso”.

L’Orchestra Jazz Siciliana del Brass Group

Il programma prevede un ricco calendario di quindici concerti che si svolgeranno allo Spasimo tra agosto e settembre (questo il programma completo con tutte le informazioni). “Per la prima volta i grandi enti musicali di Palermo si mettono assieme unendo in un percorso virtuoso le loro straordinarie forze e i loro indiscutibili talenti per realizzare una rassegna musicale che rende tutti protagonisti – ha commentato l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina – . Si può parlare di una piacevole novità che coinvolge Teatro Massimo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Conservatorio Scarlatti, Amici della Musica e The Brass Group. Tutti organizzatori e tutti ripeto protagonisti. Le orchestre che escono dai loro teatri e arrivano in uno spazio comune per ‘Spasimo 2020’ con un cartellone che evidenzia le qualità dei nostri artisti e permette al pubblico di poter apprezzare la buona e la grande musica”.

Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando interviene dichiarando: “Un evento straordinario. Perché fra i primi eventi cultuali e concertistici dal vivo in città dopo il periodo di lockdown. Ed un evento straordinario per la cultura e la musica a Palermo: i principali attori della musica cittadina saranno ri-uniti nello splendido contesto dello Spasimo per affermare ancora una volta come l’arte e la cultura siano sinonimo di vita e vitalità”.

Cinema sotto le stelle: il Castello a mare diventa arena

Con il film “La dea fortuna” di Ferzan Ozpetek, ha preso il via la rassegna che andrà avanti fino al 10 agosto. Saranno proiettati i maggiori successi della scorsa stagione

di Redazione

Ha preso il via ieri sera con il film “La dea fortuna” di Ferzan Ozpetek, la rassegna di cinema all’aperto alla Cala di Palermo, nell’area del Castello a Mare. Nonostante le restrizioni a causa delle norme anti-Covid, circa 200 spettatori hanno assistito alla prima proiezione della rassegna “Off”, che fa parte della dodicesima edizione del Festival Porto d’Arte.

Circa 200 spettatori alla prima proiezione

Tre settimane di programmazione cinematografica organizzate da Terzo Millennio di Andrea Peria, presidente dell’Anec Palermo e vice presidente della Camera di Commercio di Palermo-Enna. Il meglio della passata stagione, verrà riproposto al Castello a mare: da “La dea fortuna” (in replica anche questa sera), forte di due David di Donatello per Maya Sansa, migliore attrice protagonista e miglior colonna sonora realizzata da Diodato, al premio Oscar miglior attore Joaquin Phoenix, con il suo “Joker”, in programma domenica 26 e lunedì 27 luglio. La rassegna prosegue, poi, con il film “Piccole Donne” di Greta Gerwig, martedì 28 e mercoledì 29 luglio; “Richard Jewell” di Clint Eastwood, giovedì 30 luglio, e “Gli anni più belli” di Gabriele Muccino, in programma il primo week end di agosto; quest’ultimo film stoppato proprio in corsa dal lockdown. “L’idea è quella di ricongiungere il nostro amato pubblico con il grande schermo e farlo tornare nei nostri cinema”, spiega Andrea Peria.

Resti del Castello a mare

“L’arena è un pretesto per ricominciare a dialogare con gli spettatori, tenuto conto che sono già da più di 120 giorni assenti dalle sale cinematografiche. L’idea è affascinante – aggiunge – quella di realizzare cinema, in un luogo unico per bellezza e cultura, per far apprezzare oltre che alla programmazione filmica lo scenario naturale della Cala e del Castello a mare, antica fortezza che guarda il porto turistico della città di Palermo. Uno skyline notturno sullo specchio d’acqua che suscita emozione e suggestione, un luogo intimo e di riflessione – conclude Peria – tutto quello che serve in questo momento per rianimare gli animi”.

Il programma completo è disponibile sulle pagine Facebook e Instagram di Ariston Arlecchino e Terzo Millennio. Le proiezioni iniziano alle 21. Per informazioni telefonare allo 0917308489.

Le sculture di Umberto Mastroianni in mostra a Lipari

Torna l’arte contemporanea al Parco archeologico delle Eolie con tredici opere che ripercorrono sessant’anni di attività del maestro

di Redazione

L’immobilità del modello classico, la sperimentazione astrattista del dopoguerra, la lezione di Boccioni, la conquista del movimento – sublime ossimoro per uno scultore – seguendo la potente attrazione che fu del futurismo. Dal 25 luglio e fino al 4 novembre 2020 il Parco Archeologico delle Isole Eolie ospita la mostra “Umberto Mastroianni a Lipari. Opere 1931-1992”, a cura di Giordano Bruno Guerri: tredici sculture in bronzo o acciaio realizzate dall’artista nell’arco di sessant’anni di attività. Allestita fra le sale del Museo Archeologico Bernabò Brea e gli spazi esterni del parco archeologico nell’area dello storico Castello di Lipari, la mostra riavvia la sezione di Arte contemporanea del polo museale iniziata nel 2015 nell’ala dell’ex carcere con il progetto “Mare Motus” e che, nucleo iniziale della collezione permanente, riunisce da allora opere ed installazioni “site specific” di artisti come Plessi, de Conciliis, Pizzi Cannella, Paladino, Mitoraj e molti altri.

“Ragazzo fiorentino”, scultura in bronzo del 1931

Organizzata per il Parco Archeologico delle Isole Eolie, diretto da Rosario Vilardo e dal Centro Studi Opera di Umberto Mastroianni, presieduto da Lorenzo Zichichi, la mostra si inaugura a Lipari sabato 25 luglio, alle 19, con l’assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, che ha sostenuto l’iniziativa. Interverranno Paola Molinengo Costa e Lorenzo Zichichi, che curerà la realizzazione del catalogo della mostra con immagini delle sculture ritratte nella scenografia straordinaria del museo e del parco archeologico. “Questa mostra di Mastroianni a Lipari – commenta l’assessore Samonà – lega il Museo Archeologico alle ex carceri, trasformate da Lorenzo Zichichi e dalla indimenticata Lea Mattarella in un’ala dedicata all’arte contemporanea: mi piace immaginare l’artista ascritto tra i nomi da leggenda della magica e misterica Lipari: Eolo, Ulisse, Liparo, san Calogero e san Bartolomeo, diventandone un Genius Loci contemporaneo. Le Eolie non sono solo panorami mozzafiato, restituiscono quella capacità di ricongiungimento interiore che il Covid ci ha aiutato a recuperare”.

Umberto Mastroianni col nipote Marcello

“Ho sempre avuto bisogno di spazio, altura, di verde attorno a me, per poter lavorare bene”. Così si raccontava Umberto Mastroianni, uno degli scultori più acclamati del Novecento italiano e zio del celeberrimo attore Marcello. Dopo una prima tappa a Erice nel 2019, negli spazi dell’Istituto Wigner-San Francesco della Fondazione Ettore Majorana, la mostra di Umberto Mastroianni approda a Lipari sulle alture della rocca del Castello e sarà allestita in parte all’interno del museo archeologico Bernabò Brea, in parte all’esterno.

L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni, dalle 9 alle 19.

Fa tappa in Sicilia la Biennale d’arte sacra

Mostre a Marsala, Messina, Gibellina e Palermo, con centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo

di Redazione

Riparte dalla Sicilia, dove ha preso il via sei anni fa in tandem con Venezia, la terza edizione di Bias, la Biennale internazionale di arte sacra dal titolo “The Time of Game – The Game of Time”, che coinvolge cento artisti provenienti da tutto il mondo. E proprio nell’Isola tocca quattro punti cardinali trovando momenti di esposizione a Marsala, Messina, Gibellina e Palermo, in collaborazione con la Regone Siciliana, la Fondazione Sant’Elia e la Fondazione Orestiadi di Gibellina.

Baglio Di Stefano (foto Luca Savettiere)

Dopo la prima tappa prima tappa a Venezia, nella Darsena della Marina e la seconda all’interno del Parco monumentale di Villa Barbarigo di Valsanzibio, l’esposizione transnazionale di arte contemporanea sacra legata alla spiritualità e rivolta a tutte le religioni dell’umanità è arrivata nei giorni scorsi in Sicilia, con Marsala e Messina. Adesso, le prossime tappe sono l’11 luglio alle 18 al Baglio Di Stefano della Fondazione Orestiadi di Gibellina e il 12 luglio alle 17,30 al Loggiato San Bartolomeo di Palermo, dove 55 artisti saranno in mostra sino al 12 di settembre.

Il Loggiato San Bartolomeo

Durante il vernissage verranno eseguite tre performance. La Compagnie du tempe d’une danse proveniente direttamente da Parigi; una performance ed installazione sonora di Terra Luce Silenzio dello Scultore Luca Pantina con musica di Carlo Guarrera, video di Sebastiano Pavia, realizzati dalla Facultad de bellas artes de Sevilla e, infine, un’esibizione dedicata al poeta africano Abded Kader Konate, con l’artista Sarita Marchesi Van der Meer ed i rappresentanti del padiglione africano di Bias.

Un momento della conferenza stampa

Alla conferenza di presentazione a Palazzo d’Orleans ieri erano presenti la presidente della Fondazione “Donà dalle Rose”, ideatrice e promotrice dell’iniziativa, Chiara Donà Dalle Rose; il direttore della Fondazione Sant’Elia, Antonio Ticali e l’assessore regionale dei Beni culturali, Alberto Samonà. “Il campo su cui ci porta quest’anno la Biennale d’Arte Sacra è quella del tempo e del gioco. Il gioco e il sacro – ha dichiarato l’assessore – hanno in comune molto più di quanto non appaia a prima vista: entrambi creano un ‘mondo nel mondo’”. Secondo il sindaco Leoluca Orlando, “ancora una volta Palermo sarà capitale dell’arte e della cultura, ancora una volta sarà il luogo in cui l’arte sacra di tutto il mondo si incontrerà, sottolineando come la religione e le religioni possano essere strumento di incontro e dialettica costruttiva”.

“Visioni pandemiche”, foto e appunti dal lockdown

In mostra a Palermo gli scatti di Salvo Gravano, accompagnati da pensieri quotidiani che hanno scandito i giorni sospesi della quarantena

di Redazione

Una luce fuori dal tunnel, le tinte cangianti del mare al tramonto, il cielo illuminato di stelle, lo stupore negli occhi di un bambino, la luna piena accesa nel firmamento, nonostante tutto. Durante il lockdown, il fotografo Salvo Gravano ha scelto di raccontare per immagini un futuro possibile, un modo nuovo di guardare all’esperienza dell’isolamento forzato attraverso scatti che puntano dritto al cuore e infondono speranza, voglia di riprendere il cammino, amore per la vita. Nasce così “Visioni pandemiche”, una raccolta di 54 fotografie accompagnate da pensieri quotidiani che, giorno dopo giorno, hanno scandito quel tempo sospeso in un diario intimo e insieme condiviso sui social.

L’allestimento della mostra

Una selezione di 20 scatti diventa un’esposizione in mezzo al verde di “Al Fresco giardino e bistrot”, in vicolo Brugnò, nel centro storico di Palermo, a partire da sabato 11 luglio alle 19. Un luogo tutto da scoprire, un “giardino segreto” all’interno di Casa San Francesco, ex convento seicentesco che oggi accoglie diverse attività di natura sociale. Al Fresco è una di queste: è gestito infatti dall’impresa sociale Cotti in Fragranza, un laboratorio di prodotti da forno nato all’interno del carcere minorile Malaspina di Palermo, che qui ha la sua seconda sede operativa e che nelle attività del bistrot coinvolge detenuti ed ex detenuti, giovani migranti e persone accolte dai poli per i senza dimora.

Uno degli scatti in mostra

“Appena è scattato il lockdown, mi sono domandato come poter resistere all’isolamento, all’incertezza, alla paura e ho trovato nella fotografia la risposta – spiega Salvo Gravano – . Nel mio archivio ho cercato immagini che potessero infondere la speranza, ho provato a trovare ‘rifugio mentale’ dove possibile, mi sono lasciato ispirare da quelle immagini per elaborare brevi testi di riflessione. Quei momenti di ricerca quotidiana sono diventati linfa vitale per generare ottimismo e ho pensato di condividerli con i contatti di Facebook e Instagram, facendoli diventare riflessione partecipata”.

Al via il Taormina Film Fest diretto da Leo Gullotta

Tra gli ospiti Emmanuelle Seigner, Willem Dafoe, Nikolaj Coster-Waldau, Vittorio Storaro e gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana

di Redazione

Quattordici opere prime o seconde nel Concorso principale, 12 documentari, 11 produzioni indipendenti europee e 4 eventi speciali. Riparte così da una selezione ufficiale di oltre 40 anteprime il 66esimo Taormina FilmFest, diretto da Leo Gullotta e Francesco Calogero, che dall’11 al 19 luglio ritorna in sala e debutta in streaming, su MYmovies.it, prodotto e organizzato da Videobank, su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia, sotto il patrocinio dell’Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. Rispettosa dei protocolli e del distanziamento sociale, la Sala A del Palazzo dei Congressi di Taormina ospiterà giornalmente la duplice proiezione alle 19 e alle 21.30 del Concorso internazionale, dedicato agli esordi, (qui il programma del Palazzo dei Congressi), il palinsesto online offrirà un’ancora più ricca programmazione, disponibile per 24 ore, corredata da una striscia quotidiana di approfondimento, con documenti video, immagini di archivio, suggestive riprese emozionali e interventi di ospiti, a parziale narrazione di un festival interamente virtuale.

Leo Gullotta (foto taorminafilmfest.it)

Rispettando a pieno nelle tre sezioni competitive la parità di genere tra i registi delle opere scelte – il 50 per cento esatto degli autori è costituito da donne – la selezione della principale categoria competitiva si dipana intorno a lungometraggi come “Our Own” di Jeanne Leblanc, “Critical Thinking” di John Leguizamo, “The Lunchroom” di Ezequiel Radusky e “The Cloud In Her Room” di Xinyuan Zheng Lu (qui tutti i film in programma). Tra le opere fuori concorso, nello spazio denominato “Filmmaker in Sicilia”, le proiezioni speciali di “Io lo so chi siete” di Alessandro Colizzi, docufilm dedicato alla memoria e alla ricerca della verità per la vittima di mafia Antonino Agostino; “La storia vergognosa” di Nella Condorelli, realizzato con materiali inediti, reperiti presso archivi audiovisivi e fotografici, e imperniato sulla grande emigrazione italiana nelle Americhe del primo Novecento; e infine il film di chiusura del festival “La regola d’oro”, opera seconda di Alessandro Lunardelli, in buona parte girata a Taormina, con Simone Liberati, Edoardo Pesce, Barbora Bobulova, Hadas Yaron.

Il logo dell’edizione 2020

E con due appuntamenti si riaccenderanno le luci del grande cinema internazionale anche nella cornice millenaria del Teatro Antico, per l’occasione nuovamente fruibile e adibito a eventi di spettacolo, seppur in una inedita veste scenografica. Domenico Dolce e Stefano Gabbana saranno ospiti della Regione Siciliana e del Taormina FilmFest in occasione dell’anteprima mondiale del film “Devotion”, diretto da Giuseppe Tornatore, con le musiche inedite di Ennio Morricone e prodotto da Dolce&Gabbana. La serata si svolgerà al Teatro Antico di Taormina il 18 luglio 2020.

Emmanuelle Seigner

La cerimonia di chiusura dell’edizione – con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e della band The Magic Door – avrà quindi luogo il 19 luglio e vedrà protagonisti i vincitori delle tre sezioni competitive, con la consegna dei tradizionali premi Cariddi e Maschere di Polifemo, alla presenza della giuria internazionale. Ed eccezionalmente sarà proprio Leo Gullotta ad accompagnare l’affezionato pubblico dell’evento in occasione della serata, che accoglierà un nutrito parterre di ospiti: tra gli altri spiccano i nomi di Emmanuelle Seigner, del tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro – che ritirerà il Cariddi d’Oro alla Carriera – così come quelli di Willem Dafoe e Nikolaj Coster-Waldau, che riceveranno il tradizionale Taormina Arte Award.

La Sicilia teatro diffuso per la Giornata dell’opera dei pupi

In scena dieci compagnie che si esibiscono in diverse parti dell’Isola in un fitto programma di spettacoli tradizionali

di Redazione

Dopo i mesi di quarantena, pupi e pupari tornano finalmente sul “campo di battaglia” con la Giornata dell’opera dei pupi siciliani 2020. Sabato 18 luglio, le città di Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani si trasformeranno in un teatro diffuso, per riportare in mezzo alla gente una delle forme d’arte più antiche e più tipiche della Sicilia. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Assessorato regionale dei Beni Culturali, nell’ambito delle attività della “Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi”.

Pupi siciliani

In scena dieci compagnie: Compagnia Franco Cuticchio Figli d’Arte, Compagnia Famiglia Argento, Compagnia Famiglia Mancuso, Compagnia Marionettistica Popolare Siciliana, Compagnia Brigliadoro, Compagnia Opera dei pupi messinesi Gargano, Antica Compagnia Opera dei Pupi Famiglia Puglisi, Compagnia Opera dei pupi Siciliani “G. Canino”, Compagnia Turi Grasso, Compagnia Marionettistica Fratelli Napoli. Tutte realtà aderenti alla Rete italiana dell’opera dei pupi, che si esibiranno in tutta la regione in un fitto programma di spettacoli tradizionali che si avvicenderanno dalle 17 alle 21.30 (qui il programma). Sedi degli eventi saranno i teatri stabili di opera dei pupi e i luoghi della cultura di sei comuni siciliani: Aci Castello e Acireale (Catania), Alcamo (Trapani), Messina, Palermo e Sortino (Siracusa).

Guerrieri saraceni

“L’Unesco già nel 2001 ha riconosciuto che il Teatro dei pupi è un capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità, – dice l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – attribuendo così per la prima volta un simile riconoscimento non solo a siti storici e artistici di particolare rilevanza ma anche ad una espressione della cultura popolare divenuta in Sicilia una vera forma d’arte. L’Opera dei Pupi in Sicilia costituisce forse l’elemento più caratterizzante della tradizione popolare orale e certamente un elemento fortemente identitario”.

Il Museo Pasqualino

“La difficilissima condizione delle attività teatrali in seguito alla pandemia – commenta il direttore del Museo delle marionette, Rosario Perricone – ha fatto emergere ancora di più l’urgenza di un sostegno attivo da parte delle istituzioni territoriali competenti e di tutti gli attori a vario titolo coinvolti nella salvaguardia, nella fruizione e nella trasmissione del patrimonio dei pupari. La preservazione di queste pratiche orali è fondamentale non solo per noi siciliani, ma per il mondo intero”.

Le Vie dei Tesori News

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