“Lì dove nascono i sogni”, Orestiadi nel segno di Fellini

Tra teatro e musica, un’edizione speciale della manifestazione dedicata al grande regista, nel centenario della nascita

di Redazione

“Lì dove nascono i sogni”: è un invito a non smettere di sognare lo slogan della trentanovesima edizione delle Orestiadi di Gibellina, la terza diretta da Alfio Scuderi, realizzata dalla Fondazione Orestiadi, con il sostegno istituzionale dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e del Ministero dei Beni Culturali. Un’edizione “straordinaria” che si terrà dal 17 luglio all’8 agosto (qui il programma completo), dedicata a Federico Fellini con il patrocinio Fellini100, è inserita tra le manifestazioni ufficiali per il Centenario felliniano, nel calendario ufficiale del Ministero dei Beni Culturali.

Niccolo Fabi

Si parte venerdì 17 luglio con un’anteprima, tra parole e musica, per dare un segnale della lenta ma significativa ripresa dello spettacolo e della musica dal vivo: a rompere il silenzio e aprire le porte della 39esima edizione saranno le parole sull’inscindibile rapporto tra “Teatro, cinema e sogno” interpretate da Vincenzo Ferrera con la musica di Dario Sulis e Diego Spitaleri, che lasceranno il posto alle note di Niccolò Fabi, ospite d’onore del Festival, che in questa particolare estate ha pensato di ritagliarsi alcune date speciali, tra cui questa.

Alessio Vassallo

Sabato 18 luglio le Orestiadi aprono ufficialmente con un’altra produzione del Festival (in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana), un’anteprima nazionale dedicata al mondo del cinema e ai suoi sogni: “Quel Film sono io” tratto da “Ils ne sont pour rien dans mes larmes” di Olivia Rosenthal, Edizioni Gallimard (un progetto inedito di Umberto Cantone e Alfio Scuderi) con la partecipazione di Alessio Vassallo, Filippo Luna, Aurora Falcone, Daniela Macaluso, Silvia Ajelli, Gaia Insenga.

Paolo Briguglia

Venerdì 24 luglio va in scena l’omaggio delle Orestiadi a Leonardo Sciascia e al felice rapporto che la sua scrittura ha avuto con il cinema: l’atto unico “Gioco di Società” con Silvia Ajelli, Luigi Maria Rausa e il racconto “Un caso di coscienza” letto da Paolo Briguglia, con le musiche di Gianni Gebbia. Ancora la Sicilia al centro dello spettacolo di Fabrizio Ferracane, “Orapronibis” di Rino Marino, previsto per sabato 25 luglio. Venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto ritorna alle Orestiadi il progetto under 35 #cittàlaboratorio, grazie alla collaborazione con il Teatro Biondo e Scena Aperta di Palermo, quest’anno con ben quattro anteprime di giovani e promettenti artisti siciliani.

Davide Enia

E per finire il teatro al Cretto di Burri che in queste ultime edizioni è tornato ad essere tappa importante del Festival: venerdì 7 agosto un inedito omaggio alla narrazione siciliana e alle storie della nostra terra “I-Sola” con Gaspare Balsamo, Davide Enia, Vincenzo Pirrotta, e l’originale omaggio al cinema e ai sogni di Federico Fellini, nel centenario della sua nascita, sabato 8 agosto “Li dove nascono i sogni”, omaggio al grande regista, con la partecipazione di Francesco Scianna e Roy Paci, Angelo Sicurella e con Federica Aloisio e Fabrizio Romano.

Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 092467844.

Arriva a Enna la mostra sulla “città aurea” degli anni Trenta

Dopo Catania, Agrigento e Ragusa, nuova tappa di un progetto che attraverserà tutta la Sicilia per concludersi a Palermo alla fine dell’anno

di Redazione

Un viaggio tra le trasformazioni urbanistiche delle città siciliane durante le due guerre. Arriva a Enna la mostra “La città Aurea. Urbanistica e architettura negli anni ’30”, che apre i battenti giovedì 25 giugno alle 19 nella sede della Banca d’Italia. La mostra, che fa parte di un progetto di ricerca avviato dalla Presidenza della Regione Siciliana e dall’assessorato regionale dei Beni culturali, intende ricostruire e approfondire il tema dei cambiamenti avvenuti nel tessuto urbanistico ed architettonico della Sicilia nel periodo compreso tra la prima e la seconda guerra mondiale.

Pannelli espositivi della mostra

L’esposizione di Enna, dopo quelle di Catania, Agrigento e Ragusa, rappresenta la quarta tappa di un progetto che attraverserà tutta la Sicilia per concludersi, alla fine dell’anno, a Palermo dove, oltre accanto alle espressioni artistiche ed architettoniche del capoluogo, verranno esibiti i pannelli più rappresentativi delle mostre realizzate nelle nove province. L’inaugurazione sarà preceduta da una presentazione che si svolgerà nel salone di rappresentanza della Prefettura, alla presenza del prefetto di Enna, Matilde Pirrera, del presidente della Regione, Nello Musumeci e dell’assessore ai Beni Culturali, Alberto Samonà.

Immagine dalla locandina della mostra

Le testimonianze architettoniche degli anni Trenta connotano ancora oggi fortemente il tessuto urbano della città di Enna che, essendo stata elevata in quegli anni a rango di capoluogo di provincia, è diventata teatro di un intenso fervore costruttivo in cui architetti, urbanisti e progettisti hanno fatto a gara per trasformare l’antica struttura medievale in una città moderna e adeguata alla sua nuova funzione e dove le numerose opere pubbliche e private ancora presenti hanno rappresentato il tentativo di coniugare innovazione e tradizione.

Uno scorcio di Enna

L’esposizione, curata dal soprintendente per i Beni Culturali di Enna, Nicola Francesco Neri e dal direttore della sezione per i Beni architettonici, Angelo Giunta, è costituita da una serie di pannelli che espongono fotografie attuali e d’epoca delle opere realizzate nel ventennio, notizie storiche, disegni e progetti del periodo che sono stati reperiti negli archivi del Comune e dello Stato. Si avvale, inoltre, di contenuti multimediali tra cui alcuni filmati d’epoca dell’istituto Luce e un video appositamente prodotto dal regista Davide Vigore.

In collaborazione con l’Ordine degli Architetti, sono previste visite guidate nei luoghi di maggior interesse come Borgo Cascino e il villaggio Pergusa. Inoltre, l’Archivio di Stato di Enna metterà a disposizione dei visitatori gli originali dei documenti, dei disegni e dei progetti relativi alle opere edificate nel periodo in questione.

Il Teatro Massimo si reinventa dopo l’emergenza

Presentata la rassegna “Sotto una nuova luce”, che inizierà nella Sala Grande, trasformata per le esigenze di sicurezza, e che proseguirà nel giardino di Villa Castelnuovo

di Redazione

Dopo mesi di sospensione e cancellazione di tutte le attività dal vivo e un lavoro impegnativo di reinvenzione di spettacoli compatibili con le esigenze di sicurezza, il Teatro Massimo di Palermo, con la squadra di lavoro creata ad hoc dal sovrintendente Francesco Giambrone, riparte nel segno dei nuovi linguaggi e di un profondo ripensamento dello spazio teatrale.

Francesco Giambrone e Marco Betta

E lo fa con una rassegna dal titolo “Sotto una nuova luce”, con una programmazione aperta, variabile e un festival che prenderà il via il 4 e 5 luglio nella Sala Grande del Teatro di piazza Verdi, proseguirà fino al 13 agosto all’aperto al Teatro di Verdura e tornerà a settembre all’interno del Teatro Massimo. Ad inaugurare il programma, il monodramma per attore e orchestra “Der ewige Fremde” (L’eterno straniero), una commissione del Teatro Massimo alla compositrice israeliana Ella Milch-Sheriff e a seguire la Messa in Do maggiore op. 86 di Beethoven. Sul podio il direttore Omer Meir Wellber con l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo, maestro del Coro Ciro Visco. La serata sarà ripresa il 5 luglio dalla rete televisiva franco-tedesca Arte, da Rai 3 e sarà disponibile anche sulla WebTv del Teatro.

Omer Meir Wellber

Per la riapertura del 4 luglio la Sala Grande è stata completamente ridisegnata da Roberto Andò, coadiuvato dallo scenografo Gianni Carluccio, tenendo conto delle esigenze di sicurezza e distanziamento di coro, orchestra, solisti e pubblico, ma ripartendo dall’idea di preservare e rafforzare, nel regime di restrizioni, la relazione tra la scena e il pubblico. Dopo il debutto al Teatro Massimo, la programmazione prosegue all’aperto al Teatro di Verdura all’interno del giardino di Villa Castelnuovo, dall’11 luglio al 13 agosto. Il primo appuntamento, l’11 luglio alle 21,30, è sempre con Ludwig van Beethoven e con l’amatissima Nona Sinfonia con l’Inno alla Gioia per soli Coro e Orchestra del Teatro Massimo sotto la direzione di Omer Meir Wellber. Tra i solisti due figlie d’arte del Teatro Massimo, il soprano Desirée Rancatore e il mezzosoprano Chiara Amarù.

Roberto Alagna

Il 17 luglio sarà protagonista la musica di George Gershwin, con un concerto diretto da Wayne Marshall; il 22 luglio, il direttore Omer Meir Wellber sarà anche solista per il Concerto per pianoforte e orchestra K 414 di Wolfgang Amadeus Mozart, prima della Sinfonia n. 4 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il 26 luglio tocca alla messa da Requiem di Giuseppe Verdi diretta sempre da Omer Meir Wellber, mentre il 2 agosto è di scena la danza con “Ripar-Tänze”, che gioca sulla parola danze (tänze) in tedesco e la necessità di ripartire, una creazione affidata a Davide Bombana, il nuovo direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo. Il 9 e 11 agosto, il tenore Roberto Alagna e la moglie Alexandra Kurzak, saranno protagonisti di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni in una versione in forma di concerto, mentre il 13 agosto gli appuntamenti del mese si concludono con il concerto delle formazioni giovanili del Teatro, Massimo Kids Orchestra e Coro di voci bianche.

Laura Giordano

E sono già definiti molti degli appuntamenti di settembre, anche se altri ancora se ne aggiungeranno. Spazio quindi alla grande musica del Novecento con “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schönberg il 13 settembre, sotto la direzione di Omer Meir Wellber insieme alla Messa dell’Incoronazione di Mozart. Ancora Mozart per Wellber il 22, 24 e 26 settembre con un Don Giovanni (in forma concertante). Il 16 settembre le Quattro stagioni di Vivaldi e quelle di Piazzolla saranno eseguite insieme, con la direzione di Wellber e Jacob Reuven solista al mandolino. Il 25 settembre si aggiunge un nuovo tassello dell’omaggio a Beethoven nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita, con il Concerto per violino op. 61 e la Settima Sinfonia. Sempre Wellber sul podio, solista sarà la violinista Midori, in residenza al Teatro Massimo, che sarà anche protagonista insieme a Wellber di un concerto di musica da camera il 26 mattina.

Ultimi giorni di “Caravaggio Experience” a Palazzo Sant’Elia

Riaperta l’installazione immersiva tra video e musica, a cui si aggiunge una mostra fotografica, mettendo in rete anche l’oratorio di San Lorenzo

di Redazione

Ultima settimana per perdersi tra le videoinstallazioni immersive e le sonorità barocche di “Caravaggio Experience” nelle sale di Palazzo Sant’Elia, a Palermo. La Fondazione Sant’Elia ha raddoppiato l’offerta culturale con una seconda mostra di fotografie, a cui si aggiungono nel fine settimana le visite notturne, mettendo in rete l’oratorio di San Lorenzo, in accordo con gli Amici dei musei siciliani. L’installazione dalla scorsa settimana è nuovamente visitabile in tutta sicurezza, con mascherina obbligatoria, misurazione della temperatura all’ingresso e sanificazione, e resterà aperta fino al 30 giugno.

La videoinstallazione “Caravaggio Experience”

“Caravaggio Experience” è concepito come una esperienza soggettiva ed emotiva per il visitatore, uno spettacolo di proiezioni e musiche della durata complessiva di 45 minuti circa, che si snoda contemporaneamente lungo tutto il percorso, senza interruzioni, e a ciclo continuo. Un coinvolgimento speciale che è reso possibile dall’utilizzo di una tecnica di proiezione dei tutto innovativa. L’utilizzo dei proiettori con un sistema di pannelli a cristalli liquidi su silicio permette, infatti, di elaborare immagini nitide e cristalline, preservando la visibilità dei più minuscoli dettagli. Le immagini risultano omogenee, caratterizzate da perfette gradazioni di colore, eliminando del tutto gli effetti di pixel o reticolo, restituendo perfette e vibranti gradazioni di colore e la resa visiva di una pennellata uniforme.

Un momento di “Caravaggio Experience”

La videoinstallazione è divisa in una serie di stanze in infilata, al piano nobile del palazzo Sant’Elia: si parte con una sala didattica e introduttiva al percorso, arricchita con elementi scenografici ispirati alle opere di Caravaggio, dove il pubblico potrà “entrare in scena” e potrà fotografarsi come i personaggi delle opere. Non mancheranno i riferimenti alla presenza di Caravaggio a Palermo, e tra le opere in proiezione (una quarantina) non poteva mancare la Natività realizzata per l’Oratorio di San Lorenzo, rubata nel 1969 e mai ritrovata.

La Natività del Caravaggio

Il progetto è realizzato dalla Fondazione Sant’Elia in collaborazione con l’associazione Amici dei musei siciliani, Casa del Musical Production, Medialart Srls, assessorato al Turismo della Regione Siciliana e Città Metropolitana di Palermo. “Sono felice di questa riapertura – ha commentato il sindaco Leoluca Orlando – Palermo ancora una volta fa della cultura il suo punto di forza, dimostrando una volontà nel dar continuità ad un processo iniziato da tempo: questa esperienza conferma l’attenzione ai linguaggi artistici più innovativi”.

L’installazione è visitabile dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 18 (ultimo ingresso alle 17); venerdì dalle 9 alle 23 (ultimo ingresso alle 22,30). Sabato dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 23 (ultimo ingresso 22,30). Per informazioni telefonare allo 0912712061.

Gibellina celebra Corrao con una mostra e nuove opere

Si inaugura un percorso espositivo dal titolo “Museo a cielo aperto”, con cui la Fondazione Orestiadi presenta le recenti acquisizioni della collezione di arte contemporanea

di Redazione

Tutto pronto a Gibellina per la prima mostra dopo l’emergenza sanitaria. È il percorso espositivo interamente open air dal titolo “Museo a cielo aperto”, organizzata dalla Fondazione Orestiadi, che presenta le nuove acquisizioni della collezione di arte contemporanea rendendo omaggio al suo fondatore Ludovico Corrao. La mostra s’inaugura nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il 26 giugno, per ricordare il senatore, figura simbolo della ricostruzione del Belìce. Dopo il terremoto del 1968, da sindaco-intellettuale Corrao rese concreta l’utopia della città degli artisti, chiamando a raccolta nella rifondata Gibellina nuova, Burri, Consagra, Accardi, Isgrò, Pomodoro, Paladino, Nunzio, Schifano, Quaroni, e tantissimi altri.

“La Montagna di Sale”, di Mimmo Paladino (foto Luca Savattiere)

Il percorso espositivo proposto per l’occasione (con inaugurazione fissata alle 17,30) si snoda attraverso le opere disseminate negli spazi esterni del Baglio di Stefano, tra la quali spiccano nel cortile principale, la celebre “Montagna di Sale” di Mimmo Paladino, realizzata per le Orestiadi del 1990, tra i più grandi lavori del maestro della Transavanguardia; “L’uomo con un carico di lune” di Enzo Cucchi, collocata nel giardino tra palme secolari; l’istallazione in marmo e ossidiana dell’artista inglese Peter Briggs; la “Chiesa Madre” della coppia Ben Jacober e Yannick Vu, e le morbide parabole in bronzo di “Siderale” di Michele Cossyro, istallate nel cortine del granaio; e ancora le formelle in ceramica smaltata di Croce Taravella che con cromatismi accesi e un altorilievo materico fa dialogare i mercati di Palermo e quelli di Tunisi.

Baglio Di Stefano (foto Luca Savettiere)

Tra le ultime acquisizioni c’è poi l’installazione di Mustafa Sabbagh, “MKUltra: we are infinite and eternal”, realizzata dall’artista italo-giordano per l’edizione 2019 del festival internazionale di fotografia Gibellina Photoroad. Dei tempi più recenti parlano le opere di Giacomo Rizzo e Costanza Ferrini, che vengono presentate per la prima volta al pubblico, entrando a far parte della collezione d’arte contemporanea.

“La città di Tebe”, di Pietro Consagra (foto Luca Savettiere)

Rizzo, artista che fatto del contatto diretto con la natura ed il territorio il filo conduttore della sua poetica, presenta “Where is your nature?”, ultimo lavoro prodotto durante una residenza artistica a New York. La scultura, collocata nel piano sovrastante il cortile della cappella del Baglio, rappresenta l’organicità della materia che avvolge le geometrie della città, sulla scia di quanto accaduto negli ultimi mesi con il lockdown e la possibilità della natura di appropriarsi di nuovi spazi. Anche Costanza Ferrini riflette sugli ultimi eventi storici, raccontando nel suo “Alfabeto degli occhi”, video nato su una terrazza romana al tempo della quarantena, la quotidianità di un momento che ci ha reso familiari, oggetti, gesti e nuove abitudini solitamente ignorate.

I grandi protagonisti della nautica sbarcano sul web

Uno dei più importanti eventi del settore si svolgerà organizzato dall’International Propeller Club di Palermo si svolgerà sulla piattaforma Linkedin

di Redazione

Due giornate di confronto tra i più importanti rappresentanti del settore nautico, per fare il punto sul sistema dei trasporti e le criticità legate alla pandemia. È il tema di una conferenza online dal titolo “The Mediterranean Challenge post Covid-19 Emercency”, che si svolgerà il 25 e 26 giugno sulla piattaforma Linkedin, organizzato dall’International Propeller Club di Palermo, in collaborazione con la sezione di Catania e sotto il patrocinio del Ministero dei Trasporti. All’incontro, che avverrà attraverso un webcast online, è attesa la partecipazione dei più importanti rappresentanti dello shipping mediterraneo. Prevista la presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, dei presidenti delle tre Autorità di Sistema portuale siciliane, e ancora degli armatori, delle maggiori associazioni del settore e del mondo imprenditoriale della logistica e dei trasporti.

Il porto di Palermo

La modalità dell’iniziativa “webcast” consentirà un focus sulle ripercussioni del coronavirus per lo shipping, il sistema dei trasporti, il mondo della logistica e le problematiche derivanti dalle nuove procedure che dovranno relazionare i porti e le navi. L’obiettivo è anche quello di verificare la necessaria formazione ed innovazione conseguenti alla diffusione del virus e alle conseguenze negative che si sono registrate. Sarà, inoltre, l’occasione per discutere sulle misure da mettere in campo in futuro per far ripartire un intero settore che coinvolge migliaia di lavoratori specializzati, e un indotto che non vede l’ora di ricominciare.

L’International Propeller Club nasce negli Stati Uniti agli inizi degli anni Venti del secolo scorso per creare uno spirito di fraterna collaborazione fra i soci e promuovere lo sviluppo della marina mercantile americana. In un secolo è diventata un’associazione culturale che promuove l’incontro e le relazioni tra persone che gravitano nei trasporti marittimi, terrestri, aerei; favorisce la formazione e l’aggiornamento tecnico, culturale tra tutti gli appartenenti alle categorie economiche e professionali legate alle attività marittime e dei trasporti internazionali e nazionali.

“Per voci sole”, si torna in scena al Teatro Greco di Siracusa

Dal 10 luglio al 30 agosto diversi artisti si esibiranno sulla cavea per celebrare la rinascita dopo la pandemia

di Redazione

Percorsi per sole voci, fra miti antichi e musica moderna, affidati ad alcuni fra gli artisti più interessanti nel panorama contemporaneo. Nicola Piovani, Tosca, Massimo Popolizio, Mircea Cantor, Laura Morante, Luigi Lo Cascio, Lunetta Savino, Isabella Ragonese con Teho Teardo, e Lella Costa, con un omaggio ai cento anni di Franca Valeri e alla sua Vedova Socrate, saranno i protagonisti di “Inda 2020 Per voci sole”, la rassegna speciale organizzata dalla Fondazione Inda (qui il programma completo).

Isabella Ragonese

Dal 10 luglio al 30 agosto, al Teatro Greco di Siracusa saranno in scena artisti popolari di indiscusso talento, che nel corso della loro carriera hanno ricevuto riconoscimenti prestigiosi, dal Premio Oscar al Prix Duchamp, dai David di Donatello ai Nastri d’argento. Tutti, molti di loro non per la prima volta, hanno generosamente accettato di cimentarsi con temi della tradizione classica, lavorando su testi ispirati alle figure del teatro antico e riscritti da maestri del Novecento come Marguerite Yourcenar, Ghiannis Ritsos, Antonio Tarantino. Ogni interprete sarà accompagnato da un musicista o da un ensemble di strumentisti. La pietra nuda della cavea, scolpita nella roccia del colle Temenite, sarà la scenografia naturale di una rassegna dedicata a Siracusa e alla rinascita dell’intera comunità dopo la pandemia.

Nicola Piovani

A inaugurare la rassegna, venerdì 10 luglio, sarà il maestro Nicola Piovani. Il Premio Oscar dirigerà la prima mondiale della riscrittura di “L’isola della Luce”. Dedicato a Apollo, dramma musicale sulla nascita di Apollo a Delo, composto su libretto di Vincenzo Cerami, per un ensemble, due voci cantanti, voce recitante e coro. Prodotto dall’Inda con la Compagnia della Luna, in collaborazione col Teatro Bellini di Catania e la Fondazione Nobis, lo spettacolo vedrà la partecipazione di Tosca, Massimo Popolizio, e del coro del Teatro Bellini, e sarà ripreso dalla Rai.

Galatea Ranzi (foto Stefano Cioffi)

Domenica 30 agosto, un’altra prima mondiale assoluta concluderà la stagione con la creazione originale di Mircea Cantor, “The Sound of my Body is the Memory of my Presence”, (Il suono del mio corpo è la memoria della mia presenza), una performance concepita per questa occasione dall’artista rumeno, Prix Duchamp 2011, che vedrà coinvolti sul palcoscenico del Teatro Greco anche gli allievi dell’Accademia del Dramma Antico in una coreografia a forte impatto simbolico per celebrare, con l’arte, il ritorno alla vita. Dopo la performance, per annunciare la prossima stagione, Lucia Lavia, Anna Della Rosa e Galatea Ranzi interpreteranno due prologhi e un coro tratti dai tre drammi classici, Baccanti, Ifigenia in Tauride e Le Nuvole, riprogrammati nel 2021. Nel corso della serata, Eva Cantarella riceverà il Premio Eschilo d’oro alla carriera.

Lo Stand Florio riparte tra fotografia e musica

Lo spazio ricavato nell’ex tavernetta del tiro al piccione ha pronto un calendario ricco di concerti, rassegne cinematografiche, pièces teatrali ed esposizioni di arte contemporanea

di Redazione

Riparte nel segno della cultura lo Stand Florio di Palermo. Dopo la chiusura forzata causata dalla pandemia, l’ex tavernetta del tiro al piccione, tornata fruibile l’anno scorso, riapre questa sera alle 19, mantenendo l’identità dello spazio. Anche quest’anno si conferma “contemporary hub”, con un calendario ricco di concerti, rassegne cinematografiche, pièces teatrali ed esposizioni di arte contemporanea.

Lo Stand Florio

Durante la prima serata della stagione 2020 si aprirà anche la mostra di Flaminia Fanale (artista palermitana che vive e lavora a New York), dal titolo “Se fosse tutto vero?”, rivisitazione della personale presentata all’interno della Cavallerizza di Palazzo Sant’Elia lo scorso anno, realizzata in collaborazione con Settimana delle Culture. Degli scatti scelti per l’esposizione scrive il curatore: “Fotogrammi la cui resa rasenta l’opera pittorica, in cui si riconosce una certa familiarità con il surrealismo di Salvator Dalì, dove tutto è compreso come dentro una cornice in cui viene stabilito un ordine preciso di visione, e in cui viene descritto un’immagine di indiscutibile fascino”.

La serata sarà “cullata” dalle note di “Viaggio nel tempo musicale” di Vito De Canzio (voce) e Davide Molino (chitarra acustica). Il duo reinterpreterà brani internazionali di artisti del calibro di Otis Redding, David Bowie e Sting.

Ingresso solo su prenotazione chiamando il numero 3515702022.

“Pandemia”, videoinstallazione all’oratorio di San Mercurio

L’opera è frutto del lavoro di quindici artisti che hanno ricodificato il loro confinamento in un’esperienza visiva di forte impatto

di Redazione

“Si fore vis sanus, ablue saepe manus”, che tradotto dal latino all’italiano diventa “se vuoi essere sano lavati spesso le mani”. Questa semplice ma imprenscindibile norma sanitaria, tratta da un precetto della Scuola medica salernitana del IX secolo, ci ha accompagnati nel corso del lockdown e continua ancora oggi ad essere tra le più importanti pratiche di protezione contro l’epidemia di Covid-19.

Frame dall’opera di Calixto Ramirez

Questa norma è anche la frase che accompagna la videoinstallazione “Pandemia”, inserita nella rassegna Sacrosanctum, frutto del lavoro di quindici artisti – Filippo Berta, Colectivo Democracia, Mario Consiglio, Joseba Eskubi, Francesco Lauretta, Urs Lüthi, Sandro Mele, Diego Moreno, Luca Pancrazzi, Luigi Presicce, Calixto Rámirez, Antonio Riello, Caterina Silva, Francesco Simeti e Fabio Sgroi – che lo scorso maggio hanno ricodificato il loro confinamento in un’esperienza visiva di forte impatto. L’opera sarà ospitata all’oratorio di San Mercurio di Palermo che riapre, per l’occasione, sabato 13 giugno, dalle 20 alle 24. Organizzata dagli Amici dei Musei Siciliani e Spazio Rivoluzione, e a cura di Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, “Pandemia”, vuole offrirsi – si legge in una nota – “come un primo segnale di vita per una città che ha osservato una rigida quarantena, ma che ora si appresta a ricercare nuove pratiche di socialità”.

“Confinamiento”, di Diego Moreno

“Spiazzati di fronte a un male sconosciuto – spiegano gli organizzatori – abbiamo fatto appello alla saggezza degli avi, riscoprendo pulsioni ataviche quali la paura e l’angoscia e rispolverando impulsi sopiti quali l’istinto di sopravvivenza e il senso di protezione verso gli affetti e la comunità. La nozione di confine ha acquisito e perso forza. Stretti entro i limiti della nostra abitazione abbiamo combattuto un virus che non conosce frontiere e le singole disavventure sono confluite in un’esperienza di ampiezza globale. Una disastrosa crisi ha imposto al mondo una pausa ma ha offerto al contempo un’occasione di riflessione e di crescita. Lo stesso termine “pandemia” (dal greco pan-dèmos, tutto il popolo), racchiude in sé una potenza disarmante, apocalittica e poetica al contempo, in grado di suggerire con efficacia la complessità del fenomeno”.

L’ingresso, nel rispetto delle norme di sicurezza, prevede otto repliche della durata di 30 minuti, per un massimo di venti visitatori a gruppo. Si consiglia la prenotazione tramite mail a info@amicimuseisiciliani.it.

All’Orto Botanico tornano i campus estivi per i più piccoli

Un’esperienza didattica in mezzo alla natura, dopo i mesi difficili del lockdown, in un “porto sicuro” con i suoi dieci ettari di verde

di Redazione

Prendersi cura di una serra in miniatura, coltivare le piante e scoprire i loro segreti. All’Orto Botanico di Palermo tornano i campus estivi per i più piccoli, un’esperienza didattica in mezzo alla natura, dopo i mesi difficili del lockdown, in un “porto sicuro” con i suoi dieci ettari di verde. Il progetto è di CoopCulture – che cura i servizi di accoglienza dell’Orto – al fianco di due realtà rodate nel campo dell’edutainment per piccoli visitatori, come Libreria Dudi e OrtoCapovolto. Due settimane previste di campus nella natura, da lunedì 15 a venerdì 19 giugno e da lunedì 22 a venerdì 26 giugno, tutti i giorni, dalle 8 alle 16.

All’Orto Botanico attività per i più piccoli

I bambini – dai 6 agli 11 anni, massimo 21 partecipanti – saranno affidati ad operatori esperti (uno ogni sette bambini) che faranno scoprire il mondo green, insegnando e divertendo, nello stesso tempo. Dal rispetto per piante e animali, e quindi per il pianeta, alle caratteristiche botaniche, dalle piante più strane a quelle più esotiche, ma anche laboratori scientifici, esperimenti creativi e tanta allegria: un viaggio “verde” in piena sicurezza, al termine del quale ogni partecipante riceverà la sua borraccia personalizzata, il diploma da “giovane botanico” e si porterà a casa un piccolo orto in cassetta da curare.

Una delle vasche dell’Orto

L’Orto Botanico è aperto ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, a ingressi contingentati, all’interno non potranno esserci più di 200 persone contemporaneamente. Inoltre la pausa durante le ore più calde, permetterà la sanificazione degli spazi, per affrontare la seconda metà della giornata in piena sicurezza. E’ consigliato l’acquisto online dei biglietti, che assicura uno slot di tempo preciso, senza attese all’ingresso. Per accompagnare la visita all’interno dell’Orto Botanico, è disponibile un’app scaricabile sul proprio smartphone.

Per ogni informazione, quote di partecipazione al campus e prenotazioni, basta scrivere alla mail ortobotanico.palermo@coopculture.it o presentarsi alla biglietteria dell’Orto Botanico mezz’ora prima dell’inizio delle attività. È suggerito un abbigliamento comodo, un repellente contro le zanzare e una crema protettiva.

Le Vie dei Tesori News

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