Cuticchio ricorda la sua “Visita guidata all’Opera dei Pupi”

L’artista ripercorre lo storico spettacolo che nel 1989 segnò un passaggio importante: il puparo non è più solo un manovratore, ma diventa un protagonista assoluto e autonomo

di Redazione

Trent’anni fa, esatti, nasceva uno spettacolo che ha segnato la svolta, e non solo nella carriera personale di Mimmo Cuticchio, ma nel mondo stesso dell’Opra: “Visita guidata all’Opera dei Pupi”, nel 1989, è stato un omaggio affettuoso e un inchino elegante, ma subito dopo il puparo rialza la testa e cerca un suo spazio autonomo, a fianco del pupo.

I pupi della corte di Carlo Magno

Avvertendo la crisi del teatrino, ne ascolta la necessità della trasformazione. Caratteristica di questo spettacolo, diventata una cifra distintiva di tutti i lavori successivi, è l’uscita “in scena” del puparo che ha una doppia valenza: da un lato afferma la necessità di uno sconfinamento, da parte dell’oprante, oltre il piccolo boccascena del teatrino, per occupare spazi di rappresentazione più ampi e modulabili sulle nuove esigenze espressive; dall’altro investe il puparo di nuove responsabilità, rompendo gli schemi tradizionali e annunciando la necessità di raccontare nuove storie anche con l’ausilio di nuovi linguaggi. Insomma, ri-nasceva il Mimmo Cuticchio di oggi, con l’aiuto di un drammaturgo come Salvo Licata che aveva rivoltato il mondo dell’Opra studiandolo dal suo interno.

Mimmo Cuticchio

Per raccontare questo viaggio fatto di legno e carne, corazze e anime, oggi alle 18 al Teatrino dei Pupi di via Bara all’Olivella, sarà presente Mimmo Cuticchio che introdurrà la proiezione dello storico spettacolo. “Un lavoro – ricorda Cuticchio – che fu il frutto di mesi di racconti scambiati fra me e Salvo. Ha rappresentato il mio primo passo verso il teatro che volevo, per partire dalle mie radici, per salvare l’ opera dei pupi di mio padre e di mio nonno, ma anche per ripensarla e farla rivivere”. In scena nella “Visita guidata”, la realtà degli anni Quaranta con una Palermo liberata dal Fascismo sotto le bombe degli alleati.

E stamattina, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18, si potrà partecipare alle prime visite guidate al laboratorio, sempre in via Bara all’Olivella, per scoprire come nasce un pupo, come viene sbalzata una corazza, costruito un fondale, come si muovono i fili o si fa scorrere un pianino a cilindro. Per immergersi in un museo della memoria, popolato da piccole creature di legno e stoffa, draghi fantasiosi e ippogrifi volanti. Le visite continueranno anche venerdì, sabato e domenica, con gli stessi orari. Invece alle 18,30, in replica nei tre giorni, verrà messo in scena “Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla Luna”, canovaccio storico dell’Opra che racconta come Orlando sia impazzito alla scoperta della passione dell’amata Angelica per il paggio Medoro. Il cugino Astolfo, in sella all’Ippogrifo, raggiungerà la Luna per ritrovare il senno perduto del paladino.

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“Palermo Palermo” trent’anni dopo, omaggio a Pina Bausch

Con la mostra fotografica di Piero Tauro allestita a Gibellina, al via il tributo delle Orestiadi alla coreografa tedesca. Prevista anche una performance al Cretto di Burri

di Redazione

Sarà la mostra del fotografo Piero Tauro a dare il via all’omaggio del festival Orestiadi a Pina Bausch, in occasione dei trent’anni dalla prima edizione dello spettacolo “Palermo Palermo” e a 10 anni dalla sua morte. Sabato 3 agosto al Baglio Di Stefano di Gibellina, alla presenza, tra gli altri, del soprintendente dei Beni culturali di Trapani, Riccardo Guazzelli, si inaugura “Macerie e tacchi a spillo, e cadde un muro… Palermo Palermo 1989/2019”, la mostra fotografica in collaborazione con il Teatro Biondo che resterà aperta fino al 30 settembre, per poi trasferirsi a ottobre al Biondo di Palermo.

Una scena di “Palermo Palermo” (Foto Piero Tauro)

La mostra di Tauro, che da oltre trent’anni anni si dedica alla fotografia di scena con un occhio particolare alle nuove esperienze di teatro e danza contemporanea, sarà solo il primo evento che ricorderà la grande coreografa tedesca. Il 10 agosto al Cretto andrà in scena “Pina”, una performance di otto danzatori siciliani in assolo, sparsi sulle isole della grande opera di Alberto Burri e una coreografia finale che aderisce al progetto promosso dalla Pina Bausch Foundation “Dance! The Nelken-Line”.

Ritratto di Pina Bausch (Foto Piero Tauro)

La performance sarà il risultato conclusivo del percorso laboratoriale e creativo, condotto da Simona Miraglia con la partecipazione del Collettivo SicilyMade, aperto a giovani danzatori siciliani (e non solo), che si svolgerà a Gibellina l’8 e 9 agosto, un laboratorio finalizzato allo studio dei movimenti della coreografia originale di Pina Bausch, attraverso la relazione con la particolarità del Cretto di Burri. Ma la coreografia sarà aperta anche a chiunque volesse unirsi nel ricordare la coreografa direttamente al Cretto, così come previsto dal progetto della Foundation. Alla performance parteciperanno Amalia Borsellino, Luigi Geraci Vilotta, Silvia Giuffrè, Simona Miraglia, Giuseppe Muscarello, Giovanna Velardi, Patrizia Veneziano e Valeria Zampardi, con le musiche eseguite dal vivo da Gianni Gebbia.

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Le Metope di Selinunte diventano musica

Tre tappe per “Music from Myths” del compositore palermitano Salvo Ferrara a Pollina, Segesta e Palermo, un concerto che fonde l’elettronica con le sonorità classiche

di Redazione

Quando la musica elettronica si fonde con le sonorità classiche nasce “Music from Myths”, un’esperienza culturale ideata da Salvo Ferrara, compositore e produttore musicale palermitano, che ad agosto celebrerà tre tappe siciliane. “Music from Myths” trae ispirazione dalle Metope dei templi di Selinunte, decorazioni in pietra e marmo scolpite a rilievo, testimonianze dell’arte greca nel Mediterraneo, custodite al museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo, che colpirono già il musicista polacco Karol Szymanowsky che ad esse, nel 1915, dedicò una composizione per pianoforte.

Salvo Ferrara

Gli appuntamenti sono sabato 3 agosto in occasione della rassegna Pollina Estate 2019 al Teatro Pietra Rosa di Pollina con ingresso gratuito; sabato 24 a Segesta nella Notte Bianca al tempio greco per le Dionisiache 2019, con ingresso gratuito. Si concluderà martedì 27 agosto, alla Gam di Palermo, per il Festival Palermo Classica 2019.

Una delle metope conservate al Salinas

Si tratta di tre concerti di un’ora ciascuno, con un programma musicale realizzato in cinque mesi per “Music from Myths” e articolato in otto brani “Ghost”, “Hera”, “Leftovers”, “Restart”, “Kore”, “Solid Roots”, “Selinus” e “Calypso”. Sono eseguiti da Ferrara al pianoforte, sintetizzatori e drum machines, accompagnato dal Modern Times Ensemble, quartetto d’archi di solisti composto da Fabio Ferrara, primo violino; Pippo Di Chiara, secondo violino, synth; Gaspare D’Amato, viola; Mauro Greco, violoncello e da Agostino Cirrito al sax ed ewi. A curare l’armonia tra le sonorità prodotte dall’uso di devices elettronici, tastiere, synth guitars, sequencers e l’esecuzione degli strumenti classici sarà Cristiano Nasta, live set-up programming.

L’opera musicale, ha debuttato al Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo, con un’interpretazione spiccatamente contemporanea e un’ambientazione sonora che vede alternarsi momenti evocativi ad episodi ritmicamente incalzanti, con timbriche crossover grazie all’interazione fra apparecchiature elettroniche e strumenti acustici. Il risultato è una musica che nasce per essere immaginata, per accompagnarsi a delle immagini e per evocarle.

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Debutta “Medusa”, prima tragedia in musica dell’Opera dei pupi

Lo spettacolo, che porta la firma di Mimmo Cuticchio, rientra nella rassegna La Macchina dei Sogni, e andrà in scena nell’atrio di Palazzo D’Aumale a Terrasini

di Redazione

La tradizione del pupi siciliani incontra l’opera lirica nello spettacolo “Medusa”, la prima tragedia in musica del teatro dei pupi. La messa in scena e la regia sono di Mimmo Cuticchio, le musiche invece sono state composte da Giacomo Cuticchio su libretto di Luca Ferracane. Lo spettacolo, che rientra nella rassegna La Macchina dei Sogni (ve ne abbiamo parlato qui), racconta la storia di una bellissima fanciulla destinata dal Fato ad essere maledetta da una dea e immortalata nel suo ultimo urlo: pagherà con la dannazione, l’amplesso con un dio, meraviglioso ma avvenuto in un santuario inviolabile.

L’organico orchestrale

La prima assoluta sarà rappresentata venerdì 26 luglio alle 21,30 nell’atrio di Palazzo D’Aumale, a Terrasini (ingresso libero). Si tratta di un’opera imponente in cui convivono le tradizioni dell’Opra e l’opera lirica. Il libretto in novenari ed endecasillabi di Luca Ferracane rende omaggio ai grandi poeti del melodramma del Settecento, come Zeno e Metastasio, ma, diversamente dal melodramma barocco, che prevedeva di solito un lieto fine, qui l’eroina va incontro a un infelice destino. La figura di Medusa – che Mimmo Cuticchio ha racchiuso in un “pupo” – ha un legame inscindibile con la Sicilia, terra ospitale ma che non sa difendere i suoi figli.

Mimmo Cuticchio

Solisti in scena saranno i soprani Federica Faldetta (Medusa) e Corinna Cascino (gran sacerdotessa, Anfitrite, Atena) e il baritono Francesco Vultaggio (Poseidone); il coro Sine None di Nereidi e Tritoni. Sul podio il direttore Salvatore Barberi. “La Medusa è l’emblema del nostro tempo – spiega Giacomo Cuticchio -. In questo caso, è il teatro antico che incontra la musica”.

La serata si aprirà alle 18,30, sempre a Palazzo D’Aumale, con l’arrivo delle “guarattelle” di Pantaleo Annese, burattinaio e musicista del Carro dei Comici di Molfetta. Protagonista come sempre il povero Pulcinella che stavolta ha deciso di lasciar perdere i mali degli uomini per ritirarsi in campagna.

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Dal Museo Riso al Country, l’arte incontra lo sport

In occasione degli Internazionali di tennis femminile, Nicola Console realizza una grande installazione a “cantiere aperto”, partendo dallo studio sul movimento e dal dinamismo delle atlete

di Redazione

Una residenza d’artista a due passi dai campi degli Internazionali di tennis femminile che si stanno svolgendo al Country Time Club di Palermo. Sarà inaugurata domenica 28 luglio l’opera “site specific” a cui sta lavorando Nicola Console. L’iniziativa rientra tra le attività del Museo Riso, con l’Archivio Sacs, lo Sportello per l’arte contemporanea della Sicilia, volto alla promozione e alla diffusione della creatività dell’Isola in Italia e all’estero.

Nicola Console

Una settimana di lavoro per l’artista palermitano, ma che vive e lavora a Milano da quasi trent’anni, che a “cantiere aperto” sta realizzando una grande installazione dedicata al tennis, che sarà data in prestito dal Museo Riso al Country Club. “È una esperienza suggestiva – dichiara l’artista – lavorare sotto gli occhi incuriositi del pubblico partecipante che potrà assistere dal vivo alla creazione di un’opera composita, e ammirare il grande tappeto di immagini in bianco e nero tratto da bozzetti che ho realizzato su carta”.

Console, che lavora tutti i giorni dalle 16 a mezzanotte circa, mostra il proprio processo creativo partendo dallo studio sul movimento e dal dinamismo delle atlete. Il disegno diverrà un video d’arte, realizzato in collaborazione con Rossella Puccio, giornalista e artista visiva, che documenta le fasi di progettazione e di realizzazione dell’installazione: sagome di grandi dimensioni come imponenti ombre vibranti che fermano il gesto.

L’artista al lavoro

“La residenza ha l’intenzione e lo scopo – dichiara Valeria Patrizia Li Vigni, direttore del Polo – di documentare la progettazione e creazione di un’opera d’arte all’esterno del Museo, in un luogo deputato allo sport e in relazione sia allo spazio sia alla manifestazione. Le opere prodotte da Nicola Console entreranno a far parte della collezione del Museo Riso e saranno temporaneamente esposte in un’area dedicata dal Circolo Country Time Club di Palermo”.

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Artisti di strada a Pollina, torna il Valdemone Festival

La manifestazione festeggia dieci anni con due giorni di spettacoli che animeranno i vicoli del borgo delle Madonie

di Redazione

Torna il Valdemone Festival, la rassegna delle arti di strada, della musica e del nuovo circo della Sicilia occidentale che quest’anno festeggia i suoi dieci anni di vita. Stanno per sbarcare a Pollina tantissimi artisti provenienti da tutto il mondo per festeggiare insieme agli organizzatori, i residenti e i tanti avventori, il compleanno del festival. Il borgo madonita per due giorni, venerdì 23 e sabato 24 agosto, cambierà volto e diventerà un teatro a cielo aperto con le tante piazze e slarghi che ospiteranno gli spettacoli. La manifestazione si chiude con lo spettacolo della compagnia di punta “Circo Zoé” del sabato sera al Teatro Pietra Rosa, anfiteatro con vista mozzafiato sulle valli scoscese delle Madonie.

Tanti gli artisti nazionali e internazionali che animeranno il paese con spettacoli tutti gratuiti che si susseguiranno dalle 17.30 fino a tarda notte. L’idea del festival nasce con un duplice obiettivo: valorizzare la figura dell’artista di strada e far conoscere ad un pubblico sempre più vasto le incontaminate bellezze e le suggestioni di un territorio ancora sconosciuto e finora non troppo valorizzato come quello di Pollina.

Il festival è organizzato da Mario Barnaba, Quinzio Quiescenti, Virgilio Rattoballi e Stefania Soldano con il sostegno del comune di Pollina. “Quando abbiamo iniziato tutto è partito come una grande festa, – spiega Barnaba – per incontrarci con degli amici in un posto molto bello e fare degli spettacoli. Questa festa a poco a poco è diventata un vero e proprio evento atteso, apprezzato e riconosciuto in tutta Italia e oltre. Siamo contenti dell’evoluzione del festival in questi dieci anni di vita, è cresciuto e siamo cresciuti anche noi. Siamo stanchi ma al tempo stesso molto contenti di questa edizione speciale, non sappiamo cosa ci riserva il futuro, di certo ci rimane la voglia di far crescere ancora questa creatura che è il festival che per noi è come un figlio”.

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Tempio di Zeus, apertura straordinaria con gli archeologi

Fino alla fine di agosto si potrà accedere gratuitamente, ogni venerdì e sabato, nell’area dell’edificio templare di Siracusa, di cui rimangono in piedi solo due colonne

di Redazione

Verrà aperto in via straordinaria ogni venerdì e sabato a partire dal 26 luglio, il tempio di Zeus Olimpio, detto anche le “due colonne” nella periferia sud di Siracusa. Dopo gli interventi di pulitura del sito effettuati nelle scorse settimane a cura dei volontari della cooperativa “Insieme” e del Cai, con il supporto logistico di “Tekra servizi ambientali”, ogni venerdì e sabato dalle 17 alle 19, fino alla fine di agosto, si potrà accedere gratuitamente all’importante edificio templare, il secondo costruito a Siracusa dopo il tempio di Apollo e datato all’inizio del VI secolo avanti Cristo.

Falde del tetto del tempio

I visitatori avranno, inoltre, l’opportunità di incontrare alcuni giovani archeologi grazie ad un progetto didattico realizzato dal Parco di Siracusa in collaborazione col Dipartimento di studi umanistici dell’università di Catania, di cui sono responsabili Luigi Caliò e Simona Todaro, e con la Scuola di specializzazione in archeologia guidata da Dario Palermo.

“L’apertura al pubblico di questo straordinario sito archeologico – spiega Calogero Rizzuto, direttore del Parco di Siracusa, Eloro e villa del Tellaro – è la prima di una serie che vedrà tornare alla fruizione siti considerati di minore importanza ma ricchi di suggestione e bellezza. Dopo quella del tempio di Zeus, avvenuta grazie all’opera di associazioni di volontari e ai progetti didattici in corso con l’università di Catania, è intenzione del parco venire incontro alla richiesta dei numerosi turisti e degli stessi siracusani, con la riapertura di altri monumenti di Siracusa e della provincia, primo tra tutti il castello Eurialo”.

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“Visions of the Earth”, sismologia e arte s’incontrano

Fa tappa a Petralia Sottana la mostra del Collettivo Neuma, in collaborazione con l’Ingv, che trasforma gli strumenti per lo studio della terra in fonti d’ispirazione creativa

di Redazione

Segna un altro step di un lungo percorso di conoscenza del mondo sismografico e vulcanologico la prossima tappa della mostra “Visions of the Earth”, che oggi si inaugura all’Exma Officina Creative di Petralia Sottana, per rimanere allestita sino al 26 gennaio prossimo.

Installazione fotografica di Michele Di Donato

Un appuntamento al quale il Collettivo Neuma – che promuove l’esposizione in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e con il patrocinio del Polo museale regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo – si sta preparando da tempo per proporre anche in questo comune delle Madonie strumenti di rilevamento, quali sismografi di terra e di mare, plastici con sistemi di misura dei gas vulcanici, riproduzioni di vulcani in scala ridotta e gli ultrasuoni dell’Etna, forniti per l’occasione dall’Ingv di Catania, Palermo e Gibilmanna.

A muoversi con agilità dall’astrazione alla figurazione, rappresentando anche i fenomeni naturali e la loro rappresentazione grafica registrata dagli strumenti di rilevamento, sono le 20 opere degli artisti del Collettivo Neuma: 5 sculture di Giacomo Bertolino; 5 tele di Marco Favata; 8 tele di Massimiliano Scuderi; un’installazione di fotografie e una stampa fotografica di Michele Di Donato.

Un quadro di Massimiliano Scuderi

Accanto a loro, gli strumenti di rilevamento forniti per l’occasione dall’Ingv quali sismografi di terra e di mare, plastici con sistemi di misura dei gas vulcanici e riproduzioni di vulcani in scala ridotta provenienti dalle sedi di Catania, Palermo e Gibilmanna.  Una vera occasione, per far conoscere al pubblico, attraverso le immagini, il lavoro grafico prodotto da questi strumenti durante diverse fasi d’indagine a seconda degli scopi specifici.

I lavori del Collettivo Neuma permettono di comprendere l’innesto e la relazione che da sempre intercorre tra arte e tecnologia, che le immagini, più di ogni altro dispositivo a nostra disposizione, riescono evidentemente e istantaneamente a spiegare. L’arte sismografica e vulcanologica, raffigurando un’inedita visione estetica dei moti terrestri e marini, così come del mondo vulcanico, permette una riflessione sul valore multi-prospettico dello sguardo umano che non si limita mai e soltanto a registrare il reale ponendolo in compartimenti stagni, ma lo eccede nel flusso d’immagini che, nell’osmosi dei media contemporanei, ora sono della scienza, ora dell’arte.

Una scultura di Giacomo Bertolino

“’Visions of the Earth’ promuove e diffonde una coscienza estesa dell’immaginazione scientifica e artistica – spiega la curatrice e presidente del Collettivo Neuma, Fabiola Di Maggio – dove gli strumenti per lo studio, la salvaguardia e la visualizzazione della terra sono non solo delle innovazioni tecnologiche, ma diventano dei media che interagiscano, informando e ispirando l’arte, in un meccanismo circolare, spesso inconsapevolmente connesso e impercettibile, che la cultura visuale contemporanea ha il compito di rendere visibile”.

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Torna la “Notte della Poesia”, aperte le iscrizioni

Quest’anno la serata sarà dedicata alla luna in occasione del 50esimo anniversario dello sbarco. Nell’Oratorio di San Lorenzo di Palermo, lettori, poeti e amatori sono invitati a declamare versi. Previsti anche momenti di musica e danza

di Redazione

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla dodicesima edizione della “Notte della Poesia”. L’iniziativa, ideata dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani per festeggiare la notte di San Lorenzo, avrà luogo come sempre nella cornice barocca dell’Oratorio di San Lorenzo, opera del grande stuccatore palermitano Giacomo Serpotta. Appuntamento sabato 10 agosto alle 22.

Nella notte delle stelle cadenti sono invitati lettori, poeti, amatori a far da protagonisti declamando una poesia, edita o inedita, che abbia come tema la notte, le stelle, i desideri, l’amore e le poesie del mondo.

Quest’anno, la serata sarà dedicata alla luna in occasione del 50esimo anniversario dello sbarco e, nello stesso tempo, anche ai 50 anni del furto della Natività del Caravaggio, opera trafugata nella notte tra il 17 e 18 ottobre del 1969, oggi inserita nella lista dei dieci capolavori più ricercati dalle polizie di tutto il mondo.

Durante la serata verranno proiettate una selezione di immagini di Marco Amato, astrologo e grande appassionato di fotografia, insieme a dei momenti di musica e danza che verranno comunicati qualche giorno prima dell’evento. La partecipazione alla serata è libera. Per informazioni e iscrizioni telefonare alla segreteria degli Amici dei Musei Siciliani allo 0916118168.

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Sulle Madonie arriva il primo festival in alta quota

Un cartellone di musica, degustazioni, visite guidate, lezioni di yoga, mountain bike ed escursioni sulla cima del Monte Mufara

di Redazione

Un festival in alta quota per recuperare il rapporto tra uomo e natura. Per il primo anno, a Piano Battaglia, sulle Madonie, è stato costruito un cartellone di musica, parole, degustazioni, visite guidate, lezioni di yoga, mountain bike ed escursioni sui sentieri natura e all’Abies Nebrodensis (l’abete endemico di queste zone) osservazioni del cielo stellato e gare di bici.

È il Mùfara Fest, nato da un’idea di Carlo Ramo, che ne cura la direzione generale, e da un musicista come Dario Sulis che firma la direzione artistica (qui il programma completo). Un modo per riscoprire le Madonie e prendere contatto con un ambiente pressoché intatto, quello del monte Mùfara, lontano dalle luci della città e dall’inquinamento della metropoli. Per ogni appuntamento in programma si sale con la seggiovia biposto gestita dalla Piano Battaglia srl che ha promosso l’intero cartellone: otto minuti per arrivare a quasi duemila metri d’altezza.

Seggiovia di Piano Battaglia

Domenica 21 luglio alle 15,30 il prossimo appuntamento del Mùfara Fest: le Quattro Stagioni di Vivaldi affidate al sestetto d’archi dell’Ensemble Aristarco – Fabio Ferrara al violino solista, James Hutchings e Daniele Malinverno ai violini, Gaspare D’Amato alla viola e Alberto Baldo al violoncello, Gaetano Di Peri al contrabbasso -, nell’anfiteatro naturale “Massimo Accascina”.

Il Mùfara Fest continuerà poi fino al  3 novembre, oltre 30 appuntamenti con protagonisti alcuni tra i maggiori musicisti e jazzisti siciliani e non solo: saliranno sul monte Mùfara, Gianni Gebbia, Diego Spitaleri (il pianista e compositore è il protagonista del prossimo appuntamento musicale, domenica 28 luglio, un concerto di piano ambient jazz), Simona Trentacoste, Tony Piscopo, Riccardo Gervasi, Sergio Beercock, Umberto Porcaro, i Mancuso, gli Alenfado, Riccardo Termini, Alessandra Mirabella, Debora Troia; l’attrice Silvia Aielli, leggerà le favole di Gianni Rodàri, ma altri ancora si aggiungeranno cammin facendo. A settembre anche un trekking nelle Alte Madonie e una cronoscalata delle Madonie. Si chiude con il botto, con una quattro-giorni, un “great weekend” colmo di eventi, tra il 31 ottobre e il 3 novembre.

Piano Battaglia

Tra gli altri appuntamenti, assaggi di prodotti tipici del Parco delle Madonie, tra cui una particolarissima degustazione di acque autoctone (la curerà Gianfranco Marrone la mattina del 13 agosto), lezioni di yoga (la mattina del 13 e del 14 agosto, benessere nella natura) mountain bike, escursioni guidate da Antonio Mirabella seguendo percorsi a tema e visite dalle faggete alle stelle (27 luglio, fino all’osservatorio Gal Hassin), ma anche osservazioni delle stelle – quasi obbligatorie il 10 agosto, per San Lorenzo – che da queste parti splendono di più, lontane come sono dall’inquinamento cittadino.

Il Mùfara Fest è organizzato da Piano Battaglia srl, con il patrocinio dei Comuni di Petralia Sottana, Castellana Sicula, Collesano, Isnello, Petralia Soprana, Polizzi Generosa, della Città Metropolitana di Palermo, della Regione Siciliana e dell’Ente Parco delle Madonie. Per informazioni telefonare al 3318173681.

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