“Musiche di una nuova alba”, tornano i concerti allo Spasimo

Al via la stagione della Fondazione The Brass Group in collaborazione con le maggiori istituzioni musicali di Palermo. Si inaugura con una serata dedicata a Ennio Morricone

di Redazione

“Spasimo 2020 – Musiche di una nuova alba”. Questo il titolo della stagione di concerti promossa dalla Fondazione The Brass Group, insieme al Teatro Massimo, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, il Conservatorio Alessandro Scarlatti e l’Associazione siciliana Amici della Musica. Il concerto inaugurale dedicato a Ennio Morricone si svolgerà venerdì 7 e sabato 8 agosto alle 21.30 sul palco del complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo. Milici, uno dei più apprezzati armonicisti, accompagnato dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Antonino Pedone, autore anche delle orchestrazione e degli arrangiamenti, interpreteranno le musiche del compositore recentemente scomparso, tra le quali “Per un pugno di dollari”, “Mission”, “C’era una volta in America”, “Nuovo cinema Paradiso”.

L’Orchestra Jazz Siciliana del Brass Group

Il programma prevede un ricco calendario di quindici concerti che si svolgeranno allo Spasimo tra agosto e settembre (questo il programma completo con tutte le informazioni). “Per la prima volta i grandi enti musicali di Palermo si mettono assieme unendo in un percorso virtuoso le loro straordinarie forze e i loro indiscutibili talenti per realizzare una rassegna musicale che rende tutti protagonisti – ha commentato l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina – . Si può parlare di una piacevole novità che coinvolge Teatro Massimo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Conservatorio Scarlatti, Amici della Musica e The Brass Group. Tutti organizzatori e tutti ripeto protagonisti. Le orchestre che escono dai loro teatri e arrivano in uno spazio comune per ‘Spasimo 2020’ con un cartellone che evidenzia le qualità dei nostri artisti e permette al pubblico di poter apprezzare la buona e la grande musica”.

Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando interviene dichiarando: “Un evento straordinario. Perché fra i primi eventi cultuali e concertistici dal vivo in città dopo il periodo di lockdown. Ed un evento straordinario per la cultura e la musica a Palermo: i principali attori della musica cittadina saranno ri-uniti nello splendido contesto dello Spasimo per affermare ancora una volta come l’arte e la cultura siano sinonimo di vita e vitalità”.

Cinema sotto le stelle: il Castello a mare diventa arena

Con il film “La dea fortuna” di Ferzan Ozpetek, ha preso il via la rassegna che andrà avanti fino al 10 agosto. Saranno proiettati i maggiori successi della scorsa stagione

di Redazione

Ha preso il via ieri sera con il film “La dea fortuna” di Ferzan Ozpetek, la rassegna di cinema all’aperto alla Cala di Palermo, nell’area del Castello a Mare. Nonostante le restrizioni a causa delle norme anti-Covid, circa 200 spettatori hanno assistito alla prima proiezione della rassegna “Off”, che fa parte della dodicesima edizione del Festival Porto d’Arte.

Circa 200 spettatori alla prima proiezione

Tre settimane di programmazione cinematografica organizzate da Terzo Millennio di Andrea Peria, presidente dell’Anec Palermo e vice presidente della Camera di Commercio di Palermo-Enna. Il meglio della passata stagione, verrà riproposto al Castello a mare: da “La dea fortuna” (in replica anche questa sera), forte di due David di Donatello per Maya Sansa, migliore attrice protagonista e miglior colonna sonora realizzata da Diodato, al premio Oscar miglior attore Joaquin Phoenix, con il suo “Joker”, in programma domenica 26 e lunedì 27 luglio. La rassegna prosegue, poi, con il film “Piccole Donne” di Greta Gerwig, martedì 28 e mercoledì 29 luglio; “Richard Jewell” di Clint Eastwood, giovedì 30 luglio, e “Gli anni più belli” di Gabriele Muccino, in programma il primo week end di agosto; quest’ultimo film stoppato proprio in corsa dal lockdown. “L’idea è quella di ricongiungere il nostro amato pubblico con il grande schermo e farlo tornare nei nostri cinema”, spiega Andrea Peria.

Resti del Castello a mare

“L’arena è un pretesto per ricominciare a dialogare con gli spettatori, tenuto conto che sono già da più di 120 giorni assenti dalle sale cinematografiche. L’idea è affascinante – aggiunge – quella di realizzare cinema, in un luogo unico per bellezza e cultura, per far apprezzare oltre che alla programmazione filmica lo scenario naturale della Cala e del Castello a mare, antica fortezza che guarda il porto turistico della città di Palermo. Uno skyline notturno sullo specchio d’acqua che suscita emozione e suggestione, un luogo intimo e di riflessione – conclude Peria – tutto quello che serve in questo momento per rianimare gli animi”.

Il programma completo è disponibile sulle pagine Facebook e Instagram di Ariston Arlecchino e Terzo Millennio. Le proiezioni iniziano alle 21. Per informazioni telefonare allo 0917308489.

Le sculture di Umberto Mastroianni in mostra a Lipari

Torna l’arte contemporanea al Parco archeologico delle Eolie con tredici opere che ripercorrono sessant’anni di attività del maestro

di Redazione

L’immobilità del modello classico, la sperimentazione astrattista del dopoguerra, la lezione di Boccioni, la conquista del movimento – sublime ossimoro per uno scultore – seguendo la potente attrazione che fu del futurismo. Dal 25 luglio e fino al 4 novembre 2020 il Parco Archeologico delle Isole Eolie ospita la mostra “Umberto Mastroianni a Lipari. Opere 1931-1992”, a cura di Giordano Bruno Guerri: tredici sculture in bronzo o acciaio realizzate dall’artista nell’arco di sessant’anni di attività. Allestita fra le sale del Museo Archeologico Bernabò Brea e gli spazi esterni del parco archeologico nell’area dello storico Castello di Lipari, la mostra riavvia la sezione di Arte contemporanea del polo museale iniziata nel 2015 nell’ala dell’ex carcere con il progetto “Mare Motus” e che, nucleo iniziale della collezione permanente, riunisce da allora opere ed installazioni “site specific” di artisti come Plessi, de Conciliis, Pizzi Cannella, Paladino, Mitoraj e molti altri.

“Ragazzo fiorentino”, scultura in bronzo del 1931

Organizzata per il Parco Archeologico delle Isole Eolie, diretto da Rosario Vilardo e dal Centro Studi Opera di Umberto Mastroianni, presieduto da Lorenzo Zichichi, la mostra si inaugura a Lipari sabato 25 luglio, alle 19, con l’assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, che ha sostenuto l’iniziativa. Interverranno Paola Molinengo Costa e Lorenzo Zichichi, che curerà la realizzazione del catalogo della mostra con immagini delle sculture ritratte nella scenografia straordinaria del museo e del parco archeologico. “Questa mostra di Mastroianni a Lipari – commenta l’assessore Samonà – lega il Museo Archeologico alle ex carceri, trasformate da Lorenzo Zichichi e dalla indimenticata Lea Mattarella in un’ala dedicata all’arte contemporanea: mi piace immaginare l’artista ascritto tra i nomi da leggenda della magica e misterica Lipari: Eolo, Ulisse, Liparo, san Calogero e san Bartolomeo, diventandone un Genius Loci contemporaneo. Le Eolie non sono solo panorami mozzafiato, restituiscono quella capacità di ricongiungimento interiore che il Covid ci ha aiutato a recuperare”.

Umberto Mastroianni col nipote Marcello

“Ho sempre avuto bisogno di spazio, altura, di verde attorno a me, per poter lavorare bene”. Così si raccontava Umberto Mastroianni, uno degli scultori più acclamati del Novecento italiano e zio del celeberrimo attore Marcello. Dopo una prima tappa a Erice nel 2019, negli spazi dell’Istituto Wigner-San Francesco della Fondazione Ettore Majorana, la mostra di Umberto Mastroianni approda a Lipari sulle alture della rocca del Castello e sarà allestita in parte all’interno del museo archeologico Bernabò Brea, in parte all’esterno.

L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni, dalle 9 alle 19.

Fa tappa in Sicilia la Biennale d’arte sacra

Mostre a Marsala, Messina, Gibellina e Palermo, con centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo

di Redazione

Riparte dalla Sicilia, dove ha preso il via sei anni fa in tandem con Venezia, la terza edizione di Bias, la Biennale internazionale di arte sacra dal titolo “The Time of Game – The Game of Time”, che coinvolge cento artisti provenienti da tutto il mondo. E proprio nell’Isola tocca quattro punti cardinali trovando momenti di esposizione a Marsala, Messina, Gibellina e Palermo, in collaborazione con la Regone Siciliana, la Fondazione Sant’Elia e la Fondazione Orestiadi di Gibellina.

Baglio Di Stefano (foto Luca Savettiere)

Dopo la prima tappa prima tappa a Venezia, nella Darsena della Marina e la seconda all’interno del Parco monumentale di Villa Barbarigo di Valsanzibio, l’esposizione transnazionale di arte contemporanea sacra legata alla spiritualità e rivolta a tutte le religioni dell’umanità è arrivata nei giorni scorsi in Sicilia, con Marsala e Messina. Adesso, le prossime tappe sono l’11 luglio alle 18 al Baglio Di Stefano della Fondazione Orestiadi di Gibellina e il 12 luglio alle 17,30 al Loggiato San Bartolomeo di Palermo, dove 55 artisti saranno in mostra sino al 12 di settembre.

Il Loggiato San Bartolomeo

Durante il vernissage verranno eseguite tre performance. La Compagnie du tempe d’une danse proveniente direttamente da Parigi; una performance ed installazione sonora di Terra Luce Silenzio dello Scultore Luca Pantina con musica di Carlo Guarrera, video di Sebastiano Pavia, realizzati dalla Facultad de bellas artes de Sevilla e, infine, un’esibizione dedicata al poeta africano Abded Kader Konate, con l’artista Sarita Marchesi Van der Meer ed i rappresentanti del padiglione africano di Bias.

Un momento della conferenza stampa

Alla conferenza di presentazione a Palazzo d’Orleans ieri erano presenti la presidente della Fondazione “Donà dalle Rose”, ideatrice e promotrice dell’iniziativa, Chiara Donà Dalle Rose; il direttore della Fondazione Sant’Elia, Antonio Ticali e l’assessore regionale dei Beni culturali, Alberto Samonà. “Il campo su cui ci porta quest’anno la Biennale d’Arte Sacra è quella del tempo e del gioco. Il gioco e il sacro – ha dichiarato l’assessore – hanno in comune molto più di quanto non appaia a prima vista: entrambi creano un ‘mondo nel mondo’”. Secondo il sindaco Leoluca Orlando, “ancora una volta Palermo sarà capitale dell’arte e della cultura, ancora una volta sarà il luogo in cui l’arte sacra di tutto il mondo si incontrerà, sottolineando come la religione e le religioni possano essere strumento di incontro e dialettica costruttiva”.

“Visioni pandemiche”, foto e appunti dal lockdown

In mostra a Palermo gli scatti di Salvo Gravano, accompagnati da pensieri quotidiani che hanno scandito i giorni sospesi della quarantena

di Redazione

Una luce fuori dal tunnel, le tinte cangianti del mare al tramonto, il cielo illuminato di stelle, lo stupore negli occhi di un bambino, la luna piena accesa nel firmamento, nonostante tutto. Durante il lockdown, il fotografo Salvo Gravano ha scelto di raccontare per immagini un futuro possibile, un modo nuovo di guardare all’esperienza dell’isolamento forzato attraverso scatti che puntano dritto al cuore e infondono speranza, voglia di riprendere il cammino, amore per la vita. Nasce così “Visioni pandemiche”, una raccolta di 54 fotografie accompagnate da pensieri quotidiani che, giorno dopo giorno, hanno scandito quel tempo sospeso in un diario intimo e insieme condiviso sui social.

L’allestimento della mostra

Una selezione di 20 scatti diventa un’esposizione in mezzo al verde di “Al Fresco giardino e bistrot”, in vicolo Brugnò, nel centro storico di Palermo, a partire da sabato 11 luglio alle 19. Un luogo tutto da scoprire, un “giardino segreto” all’interno di Casa San Francesco, ex convento seicentesco che oggi accoglie diverse attività di natura sociale. Al Fresco è una di queste: è gestito infatti dall’impresa sociale Cotti in Fragranza, un laboratorio di prodotti da forno nato all’interno del carcere minorile Malaspina di Palermo, che qui ha la sua seconda sede operativa e che nelle attività del bistrot coinvolge detenuti ed ex detenuti, giovani migranti e persone accolte dai poli per i senza dimora.

Uno degli scatti in mostra

“Appena è scattato il lockdown, mi sono domandato come poter resistere all’isolamento, all’incertezza, alla paura e ho trovato nella fotografia la risposta – spiega Salvo Gravano – . Nel mio archivio ho cercato immagini che potessero infondere la speranza, ho provato a trovare ‘rifugio mentale’ dove possibile, mi sono lasciato ispirare da quelle immagini per elaborare brevi testi di riflessione. Quei momenti di ricerca quotidiana sono diventati linfa vitale per generare ottimismo e ho pensato di condividerli con i contatti di Facebook e Instagram, facendoli diventare riflessione partecipata”.

Al via il Taormina Film Fest diretto da Leo Gullotta

Tra gli ospiti Emmanuelle Seigner, Willem Dafoe, Nikolaj Coster-Waldau, Vittorio Storaro e gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana

di Redazione

Quattordici opere prime o seconde nel Concorso principale, 12 documentari, 11 produzioni indipendenti europee e 4 eventi speciali. Riparte così da una selezione ufficiale di oltre 40 anteprime il 66esimo Taormina FilmFest, diretto da Leo Gullotta e Francesco Calogero, che dall’11 al 19 luglio ritorna in sala e debutta in streaming, su MYmovies.it, prodotto e organizzato da Videobank, su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia, sotto il patrocinio dell’Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. Rispettosa dei protocolli e del distanziamento sociale, la Sala A del Palazzo dei Congressi di Taormina ospiterà giornalmente la duplice proiezione alle 19 e alle 21.30 del Concorso internazionale, dedicato agli esordi, (qui il programma del Palazzo dei Congressi), il palinsesto online offrirà un’ancora più ricca programmazione, disponibile per 24 ore, corredata da una striscia quotidiana di approfondimento, con documenti video, immagini di archivio, suggestive riprese emozionali e interventi di ospiti, a parziale narrazione di un festival interamente virtuale.

Leo Gullotta (foto taorminafilmfest.it)

Rispettando a pieno nelle tre sezioni competitive la parità di genere tra i registi delle opere scelte – il 50 per cento esatto degli autori è costituito da donne – la selezione della principale categoria competitiva si dipana intorno a lungometraggi come “Our Own” di Jeanne Leblanc, “Critical Thinking” di John Leguizamo, “The Lunchroom” di Ezequiel Radusky e “The Cloud In Her Room” di Xinyuan Zheng Lu (qui tutti i film in programma). Tra le opere fuori concorso, nello spazio denominato “Filmmaker in Sicilia”, le proiezioni speciali di “Io lo so chi siete” di Alessandro Colizzi, docufilm dedicato alla memoria e alla ricerca della verità per la vittima di mafia Antonino Agostino; “La storia vergognosa” di Nella Condorelli, realizzato con materiali inediti, reperiti presso archivi audiovisivi e fotografici, e imperniato sulla grande emigrazione italiana nelle Americhe del primo Novecento; e infine il film di chiusura del festival “La regola d’oro”, opera seconda di Alessandro Lunardelli, in buona parte girata a Taormina, con Simone Liberati, Edoardo Pesce, Barbora Bobulova, Hadas Yaron.

Il logo dell’edizione 2020

E con due appuntamenti si riaccenderanno le luci del grande cinema internazionale anche nella cornice millenaria del Teatro Antico, per l’occasione nuovamente fruibile e adibito a eventi di spettacolo, seppur in una inedita veste scenografica. Domenico Dolce e Stefano Gabbana saranno ospiti della Regione Siciliana e del Taormina FilmFest in occasione dell’anteprima mondiale del film “Devotion”, diretto da Giuseppe Tornatore, con le musiche inedite di Ennio Morricone e prodotto da Dolce&Gabbana. La serata si svolgerà al Teatro Antico di Taormina il 18 luglio 2020.

Emmanuelle Seigner

La cerimonia di chiusura dell’edizione – con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e della band The Magic Door – avrà quindi luogo il 19 luglio e vedrà protagonisti i vincitori delle tre sezioni competitive, con la consegna dei tradizionali premi Cariddi e Maschere di Polifemo, alla presenza della giuria internazionale. Ed eccezionalmente sarà proprio Leo Gullotta ad accompagnare l’affezionato pubblico dell’evento in occasione della serata, che accoglierà un nutrito parterre di ospiti: tra gli altri spiccano i nomi di Emmanuelle Seigner, del tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro – che ritirerà il Cariddi d’Oro alla Carriera – così come quelli di Willem Dafoe e Nikolaj Coster-Waldau, che riceveranno il tradizionale Taormina Arte Award.

La Sicilia teatro diffuso per la Giornata dell’opera dei pupi

In scena dieci compagnie che si esibiscono in diverse parti dell’Isola in un fitto programma di spettacoli tradizionali

di Redazione

Dopo i mesi di quarantena, pupi e pupari tornano finalmente sul “campo di battaglia” con la Giornata dell’opera dei pupi siciliani 2020. Sabato 18 luglio, le città di Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani si trasformeranno in un teatro diffuso, per riportare in mezzo alla gente una delle forme d’arte più antiche e più tipiche della Sicilia. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Assessorato regionale dei Beni Culturali, nell’ambito delle attività della “Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi”.

Pupi siciliani

In scena dieci compagnie: Compagnia Franco Cuticchio Figli d’Arte, Compagnia Famiglia Argento, Compagnia Famiglia Mancuso, Compagnia Marionettistica Popolare Siciliana, Compagnia Brigliadoro, Compagnia Opera dei pupi messinesi Gargano, Antica Compagnia Opera dei Pupi Famiglia Puglisi, Compagnia Opera dei pupi Siciliani “G. Canino”, Compagnia Turi Grasso, Compagnia Marionettistica Fratelli Napoli. Tutte realtà aderenti alla Rete italiana dell’opera dei pupi, che si esibiranno in tutta la regione in un fitto programma di spettacoli tradizionali che si avvicenderanno dalle 17 alle 21.30 (qui il programma). Sedi degli eventi saranno i teatri stabili di opera dei pupi e i luoghi della cultura di sei comuni siciliani: Aci Castello e Acireale (Catania), Alcamo (Trapani), Messina, Palermo e Sortino (Siracusa).

Guerrieri saraceni

“L’Unesco già nel 2001 ha riconosciuto che il Teatro dei pupi è un capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità, – dice l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – attribuendo così per la prima volta un simile riconoscimento non solo a siti storici e artistici di particolare rilevanza ma anche ad una espressione della cultura popolare divenuta in Sicilia una vera forma d’arte. L’Opera dei Pupi in Sicilia costituisce forse l’elemento più caratterizzante della tradizione popolare orale e certamente un elemento fortemente identitario”.

Il Museo Pasqualino

“La difficilissima condizione delle attività teatrali in seguito alla pandemia – commenta il direttore del Museo delle marionette, Rosario Perricone – ha fatto emergere ancora di più l’urgenza di un sostegno attivo da parte delle istituzioni territoriali competenti e di tutti gli attori a vario titolo coinvolti nella salvaguardia, nella fruizione e nella trasmissione del patrimonio dei pupari. La preservazione di queste pratiche orali è fondamentale non solo per noi siciliani, ma per il mondo intero”.

A Ustica una passeggiata archeologica al tramonto

Dal paese fino alla rocca della Falconiera, tra degustazioni di lenticchie e zibibbo, si scoprirà la storia e la gastronomia dell’isola

di Redazione

Ustica festeggia la ripresa della stagione turistica con una passeggiata al tramonto. Un percorso archeologico dal paese fino alla rocca della Faconiera, da cui si godono gli scorci più suggestivi dell’isola. Appuntamento sabato 11 luglio per l’evento organizzato dall’associazione Visit Ustica e la locale condotta Slow food.

Uno scorcio di Ustica (foto Maria Laura Crescimanno)

La rocca della Falconiera, un tempo punto di avvistamento privilegiato, presenta numerose testimonianze delle civiltà che si sono avvicendate su questo piccolo fazzoletto di terra. Frutto dell’ultima eruzione vulcanica, l’area è di notevole interesse anche dal punto di vista geologico. La cooperativa Ciprea, che offre servizi di escursioni sull’isola, intratterrà i partecipanti con approfondimenti sugli aspetti storici e naturalistici dell’isola.

Faro di Punta Omo Morto

Durante la passeggiata sarà possibile ristorarsi con bevande fresche e frutta di stagione, per riscoprire l’enogastronomia dell’isola: dalle famose lenticchie presidio Slow Food al passito di zibibbo, davanti al panorama dell’isola al tramonto. Il percorso della passeggiata sarà aperto dalle 18,30 alle 20,30, con punto d’incontro alla fine di via Calvario, mentre il ritorno si effettuerà dalla strada che porta al cimitero. Il percorso ha una durata di circa un’ora e 30 minuti e i partecipanti si sposteranno tra i punti di degustazione. Sarà cura degli organizzatori gestire l’accesso in modo da evitare eventuali affollamenti e garantire il distanziamento.

Per informazioni telefonare al 3283633776 oppure al 3397436043.

Torna allo Spasimo il Sole Luna Festival con 40 proiezioni

Al via la quindicesima edizione della rassegna internazionale del documentario d’autore, divisa tra i giovani e gli archivi del passato

di Redazione

I giovani, i loro sogni e il coraggio nelle lotte per la libertà di opinione e per i diritti umani. E gli archivi con le immagini e i ricordi del passato, per riscoprire cosa abbiamo perso per strada e cosa può servirci oggi per ripartire dopo la pandemia. Torna dal 6 al 12 luglio al Complesso di Santa Maria dello Spasimo di Palermo, Sole Luna Doc Film Festival, la rassegna internazionale del documentario d’autore, giunta quest’anno alla XV edizione. “Giovani” e “Archivi” sono le parole chiave dell’edizione 2020 pensata dai direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura, dalla presidente Lucia Gotti Venturato e dalla direttrice scientifica Gabriella D’Agostino per uscire dal tempo sospeso dell’emergenza Covid.

Uno degli incontri dell’edizione 2019

Sette serate dedicate al cinema del reale (qui il programma completo) con 40 proiezioni, 25 film in concorso tra lungometraggi e corti, 16 première e novità importanti come la sezione “Sicilia Doc”, realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia e la piattaforma europea Tënk, e rivolta ai giovani registi diplomati del corso di regia del documentario. Arricchiscono il festival i concerti in collaborazione con la Fondazione The Brass Group presieduta dal maestro Ignazio Garcia, che apriranno tutte le serate del festival alle 20,30 e che vedranno protagonisti i giovani allievi della Scuola Popolare di Musica, per poi lasciare spazio ai film a partire dalle 21.

Un fotogramma di “Palermo 1953”

Un’edizione importante che celebra i 15 anni di attività e raddoppia l’offerta per rafforzare il rapporto col pubblico. Il festival si svolgerà infatti in presenza, con la rassegna dal vivo, calibrata assicurando il distanziamento sociale previsto dalle misure anti Covid, e online consentendo la visione dei film in concorso anche attraverso il sito www.solelunadoc.org su tutto il territorio italiano. Ad inaugurare il festival il 6 luglio sarà l’evento speciale “Palermo 1953”, una première di Sole Luna 2020 in collaborazione con la Filmoteca regionale siciliana e il Brass Group – Scuola Popolare di Musica.

Una delle proiezioni nei giardini dello Spasimo

Sul grande schermo della Navata centrale della Chiesa dello Spasimo, scorreranno le immagini del film di montaggio “Palermo 1953” (Italia 2020, 30’) a cura di Laura Cappugi, Marcello Alajmo e Maurizio Spadaro, sonorizzate dal vivo dai giovani della Brass Youth Jazz Orchestra: Edoardo Donato (sax alto), Bruno Crescente (chitarra) e Arabella Rustico (basso). Materiali in gran parte inediti tratti dal Fondo Sicilia Home Movies della Filmoteca del Cricd che riunisce centinaia di pellicole amatoriali e filmati di famiglia. Chiuderà il XV Sole Luna Doc Film Festival, la cerimonia di premiazione e la proiezione dei film vincitori.

L’ingresso alla manifestazione è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Vita e arte di Renato Guttuso, opere in mostra a Noto

Fino a ottobre è allestita al Museo Civico una personale dell’artista bagherese che racchiude paesaggi, ritratti e bozzetti: dall’intimità del privato alle passioni politiche

di Redazione

Una mostra per esaltare il lato intimo e profondo di uno degli artisti italiani più rappresentativi del Novecento. Si è inaugurata a Noto la personale “Io, Renato Guttuso”, che è visitabile fino al prossimo ottobre al Museo Civico. La mostra – a cura di Giuliana Fiori e organizzata da Sikarte – ha l’obiettivo di scandagliare l’animo forte e poliedrico dell’artista bagherese, realizzando un racconto visivo attraverso un’accurata selezione di opere – oli e disegni – che sveleranno il Guttuso uomo, artista, intellettuale, politico e scenografo.

Una delle sale della mostra

Ogni lavoro esposto mostra un lato pubblico o privato della sua vita. Dalla sua nostalgia per la Sicilia (paesaggi isolani) al suo trasferimento a Roma (i suoi “tetti”); dai suoi affetti-amori (i ritratti della moglie, di uomini politici con cui aveva rapporti personali oltre che professionali) all’eros (i nudi di modelle). E ancora, al suo impegno politico palesato nelle sue nature morte e nelle tele dal taglio storico in cui racconta le battaglie per l’uguaglianza sociale. Infine, la sua prolifica produzione di scenografie per il teatro, e la cospicua collezione di bozzetti dei costumi di scena, risalente al decennio che va dagli anni ’60 ai ’70.

Una delle opere esposte al Museo Civico

La location è parte integrante della mostra. Entrando al Museo Civico di Noto, nell’ex convento di Santa Chiara, il visitatore si ritrova ad ammirare insieme ai reperti antichi custoditi del museo, le opere di Guttuso. Circondati dagli antichi resti, si potrà “camminare” dentro la vita del grande artista siciliano ammirando i suoi dipinti, sopra passerelle che rendono possibile l’unione tra passato e presente, attraverso un percorso culturale unico, concepito come un’esperienza formativa a 360 gradi. Parte dell’allestimento, dalla biglietteria ai pannelli espositivi è ecosostenibile.

Allestimento della mostra

“La mostra – spiega la curatrice, Giuliana Fiori – ha l’intento di svelare allo spettatore, attraverso trentaquattro opere, le passioni che hanno mosso l’animo di Renato Guttuso. Non è solo un’esposizione dal forte impatto visivo ma anche documentaristico, che consente di conoscere Guttuso come uomo, artista, scenografo, intellettuale e politico. Al contempo, la mostra si propone anche come un ‘mezzo’ per raccontare Guttuso nella sua intima quotidianità di cui si ripercorre l’iter emotivo, intenso e passionale che trasfuse a piene mani nella sua avventura creativa. Una duplice chiave di lettura delle sue opere dalle quali traspare sempre una densa vitalità e una libera (e spesso trasgressiva) partecipazione a tutto tondo alla realtà del suo tempo”.

Le Vie dei Tesori News

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