Le luminarie di Domenico Pellegrino accendono i vicoli di Erice

Inaugurata l’installazione “Lux Luce”, una inedita mostra en plein air che supera i limiti imposti dalla pandemia e trasforma in museo all’aperto il borgo medievale

di Redazione

Nell’anno più buio del nuovo millennio, “Lux Luce” l’installazione luminosa di Domenico Pellegrino ispirata alla popolare iconografia di Santa Lucia, la santa della luce, approda a Erice e illumina i vicoli e i monumenti del centro storico: un progetto della Fondazione Erice Arte e del nuovo sovrintendente, lo storico Giordano Bruno Guerri. Insieme agli occhi della santa di Siracusa, dal 13 dicembre e fino al 10 gennaio del nuovo anno, una decina di luminarie accenderanno il borgo medievale per una inedita mostra en plein air di “opere di luce” che supera i limiti imposti dalla pandemia e trasforma in museo all’aperto – e in opera d’arte fruibile da chiunque – il cuore dell’antica città degli Elimi, popolo che secondo lo storico Tucidide proveniva dalla città di Troia.

Installazione “Italia” alla Fondazione Majorana

Colonna sonora delle installazioni luminose di Pellegrino, saranno le canzoni di Franco Battiato, come omaggio a un altro grande artista siciliano. L’installazione è stata inaugurata domenica 13 dicembre, festa di Santa Lucia e secondo la tradizione popolare “giorno più corto dell’anno” per via del solstizio d’inverno. L’accensione al tramonto, alle 17, si è svolta alla presenza dell’assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà, di Guerri, del sindaco di Erice, Daniela Toscano, e dell’assessore comunale alla Cultura Rossella Cosentino.

La luminaria “Sicilia” in piazza San Giuliano

Ad accendersi di luce sono la Porta Trapani, con gli iconici occhi di Santa Lucia, opera-guida del progetto di Pellegrino che ogni anno fa una tappa diversa (dopo Palermo, Torino e il Museo del Sale a Petralia, il 2020 è la volta di Erice); i paladini Orlando e Rinaldo sono alla Chiesa Matrice; la Sicilia in piazza San Giuliano; gli Amori sono nell’Orfanatrofio San Carlo annesso al Monastero dove le mani delle suore di clausura hanno dato vita alla migliore tradizione dolciaria di Erice. La colonna sonora lungo il percorso delle luminarie artistiche è curata da Viola Costa, direttrice artistica del Festival Vittoriale.

“Rosa, Rose, Rosalia” nella facciata del Municipio

“La Fondazione Erice Arte è responsabile delle luminarie e del mercatino di Natale, e non mi è sembrato possibile esordire con un’assenza e il buio – afferma Giordano Bruno Guerri – . L’arte e la bellezza, come sempre, ci vengono in soccorso e allora ho chiesto all’artista siciliano Domenico Pellegrino di portare a Erice le sue opere di luce, con un percorso perfettamente collegato alla storia della città. Un impianto di filodiffusione le accompagnerà anche con una scelta di canzoni di Franco Battiato, un altro grande artista siciliano: sarà una vittoriosa sfida alla tristezza”.

“Orlando e Rinaldo” alla Chiesa Madre

“La luce –  ha commentato l’assessore Alberto Samonà – in natura è sinonimo di vita e rigenerazione: una metafora perfetta per questi mesi difficili, a tratti cupi; da Erice, dalla Sicilia, nel rispetto delle normative anti covid, lanciamo con l’arte di Pellegrino, che invade il centro storico e si offre a chiunque, un luminoso messaggio di speranza in vista del Natale e del nuovo anno: con l’augurio di tornare presto nei luoghi d’arte e rimettere in moto la filiera virtuosa dell’economia culturale”. L’evento è gratuito e aperto a tutti, – ha sottolineato il sindaco Toscano – “senza alcun pericolo per la salute pubblica e rappresenta un segnale dinamico e di grande ottimismo per il nostro futuro”.

Pratiche e saperi dell’arte in dodici incontri

Al via un ciclo di appuntamenti online con artisti, direttori di musei, curatori e operatori culturali, per esplorare la comunicazione, le pratiche e la didattica dell’arte

di Redazione

Dodici incontri tematici a distanza per esplorare la comunicazione, le pratiche e la didattica dell’arte. Interverranno protagonisti del mondo dell’arte, direttori di musei, curatori, operatori culturali, direttori di riviste scientifiche, esperti di didattica, psicologia e antropologia dell’arte, artisti. In un momento in cui non è possibile frequentare le aule didattiche, l’utilizzo di internet e la didattica a distanza diventano strumenti essenziali di comunicazione e divulgazione di saperi e di esperienze.

É su questa consapevolezza che il DiCoDa, Dipartimento di Comunicazione e Didattica e dell’Arte, ha chiesto a 12 rilevanti figure del sistema dell’arte e del sapere di incontrare seppur virtualmente gli studenti dell’Accademia di Palermo e quindi di accorciare le distanze con i musei ancora chiusi e inaccessibili. Si chiama Nel vivo dell’Arte il  progetto pensato e organizzato dal DiCoDa per l’anno accademico in corso. È articolato in 12 appuntamenti che si svolgeranno online dal prossimo 15 dicembre e sino a giugno 2021. Un progetto che vuole stimolare la curiosità conoscitiva e l’interesse degli studenti verso diversi scenari lavorativi (qui il calendario completo degli appuntamenti).

Approfondire le diverse professionalità, conoscere le collezioni, la programmazione, le nuove tecnologie di applicazioni in uso nei musei o nei siti archeologi, sono argomenti di particolare interesse per gli studenti che si iscrivono ai corsi del DiCoDa ai corsi Aba in generale. Gli esperti invitati presenteranno la loro esperienza professionale, i progetti specifici che mirano a raccontare il luogo in cui operano, il loro rapporto con l’arte. Si tenterà di visualizzare anche le diverse alternative lavorative nel variegato mondo dell’arte.

Gli esperti verranno presentati dal docente di riferimento della materia, che coordinerà il singolo incontro. Al termine gli studenti saranno invitati a partecipare confrontandosi direttamente con il relatore ospite. Gli incontri consentiranno agli studenti di acquisire crediti formativi come “altre attività”: tirocini-stage. Primo appuntamento martedì 15 dicembre, interverrà Gerardo De Simone, direttore di ‘Predella’, rivista semestrale di arti visive e beni culturali. Coordinerà l’incontro la professoressa Alessandra Buccheri. Il successivo è previsto per il 19 dicembre con l’artista pugliese Luigi Presicce. Coordineranno i docenti Marcello Buffa e Francesco De Grandi.  

Al via “Da Capo a Capo”: musica, danza e teatro in streaming

Edizione speciale online della manifestazione, giunta alla quarta edizione. Un percorso artistico-itinerante attraverso uno dei quartieri storici di Palermo

di Redazione

La quarta edizione della manifestazione “Da Capo a Capo” sarà in streaming a causa dei protocolli dettati dall’emergenza Covid. Il Teatro alla Guilla, grazie al sostegno dell’assessorato comunale alle Culture, non rinuncia a quello che è ormai da quattro anni un appuntamento fisso nel quartiere Capo. Il pubblico da casa, collegandosi al sito web del Teatro alla Guilla (www.teatroallaguilla.it) o sulla pagina Facebook (Teatro alla Guilla), potrà seguire da sabato 12 dicembre alle 12, il percorso artistico-itinerante che intreccia teatro, danza, musica, canto, animazione per i bambini e la storia di Palermo con tutte le sue bellezze, attraverso le vie di uno dei quartieri storici della città, con la regia e il montaggio di Ruben Monterosso.

Il programma dell’edizione 2020

“Da Capo a Capo”, da un’idea di Valerio Strati, è un progetto che parte dal basso, dai residenti, dagli artigiani e dai commercianti del mercato storico che hanno voluto fortemente mostrare un volto diverso del Capo. “Ci riusciamo anche quest’anno nonostante la pandemia – dice Strati – In questo momento così difficile per tutti e anche per tantissimi colleghi artisti, abbiamo voluto esserci, anche se virtualmente. La magia del Capo rimane anche in streaming, come rimane anche la professionalità degli interpreti che hanno pensato anche per quest’anno a delle mini performance pensate ad hoc per la manifestazione”.

Il Teatro alla Guilla (foto Alessandro D’Amico)

Immaginando un’asse che da Porta Carini arriva fino alla Cattedrale, passando per cortile dei Caccami, piazzetta Saponeria, piazzetta della Mercede, piazza Beati Paoli e via San Giovanni alla Guilla, si valorizza una zona del centro storico di Palermo, conosciuta principalmente per il mercato del Capo. L’idea è intrecciare gli happening performativi previsti lungo l’asse del mercato con le attività quotidiane di artigiani e commercianti e con quella dei residenti. A guidare il percorso sarà il giornalista Mario Pintagro che tappa dopo tappa racconterà pezzi di storia del quartiere.

Prima tappa con la performance degli attori Giuseppe Sangiorgi e Ugo Giacomazzi che rivisitano la storia della “Bella Cosimina”, apprezzata donna del quartiere desiderata da tutti, ma sempre ritrosa. Si procede con l’improvvisazione musicale di Gianni Gebbia per passare poi all’intervento dello storico puparo Salvo Bumbello e della sua compagnia che racconta le gesta di Orlando che salva Angelica. Dal balcone, invece, arriva il canto di Giorgia Meli, che rivisita la tradizione siciliana con un brano di Annunziata d’Onofrio.

C’è anche la storia di Pietro Fudduni, nato e vissuto al Capo, narrata da Maria Grazia Saccaro attraverso alcuni aneddoti, mentre Federica Aloisio danza in un cortile raccontando con i suoi movimenti il tempo dilatato del quartiere. Infine, il clown mimo Shravan che, attraverso lo schermo, intrattiene i bimbi con i suoi giochi d’illusione.

Torna il Festival di Morgana con 80 spettacoli in streaming

In scena 12 compagnie di tutta la Sicilia aderenti alla Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi

di Redazione

Le restrizioni per il contenimento della pandemia non fermano il Festival di Morgana che, alla sua edizione numero 45, torna alla dimensione tradizionale ma con nuove modalità di condivisione. Da venerdì 4 a domenica 13 dicembre, tutti gli eventi in programma saranno in streaming. Oltre la diretta online ci sarà la possibilità di rivedere tutti gli spettacoli in differita sul sito www.festivaldimorgana.it. Trovare nuove modalità per un festival dalla storia lunga è un messaggio di speranza, che mette l’accento sulla necessità di condivisione anche e soprattutto in tempi difficili come questo.

La locandina del Festival di Morgana 2020

Protagoniste di questa edizione, che annovera al suo interno 80 spettacoli (qui il programma completo), saranno le 12 compagnie di tutta la Sicilia aderenti alla “Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’opera dei pupi” che, dopo la sua formale costituzione nel 2018, hanno intensificato il loro dialogo e la loro collaborazione con lo scopo di intraprendere azioni condivise. La Rete, ispirata alla convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo come rappresentativa della tradizione dell’Opera dei Pupi siciliana. Suo soggetto referente è l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari in qualità di organismo territoriale competente in materia.

Pupi siciliani

L’edizione di quest’anno è dedicata ai “magici oggetti” di cui sono popolate le narrazioni – siano essi filtri d’amore, fonti magiche o ampolle preziose – si fanno talismani che soccorrono in un periodo in cui tempi e luoghi sono scardinati, fino a diventare il tema del Festival di Morgana 2020. In questo abbraccio virtuale dell’intera Sicilia, infatti, verranno messi in scena spettacoli a Palermo ma anche ad Acireale, Alcamo, Messina, Siracusa, Sortino,Terrasini.

Rosario Perricone durante un incontro al Museo delle Marionette (foto Facebook)

“Abbiamo voluto fortemente che questa 45esima edizione ritornasse alle origini, come rassegna dell’opera dei pupi siciliana, proprio in considerazione del momento difficile che stanno vivendo non solo le istituzioni culturali ma l’intera società – aggiunge Rosario Perricone, direttore del Museo internazionale delle Marionette – consapevoli del fatto che, soprattutto in momenti come questi, la narrazione ha il ruolo fondamentale di tenere unite le comunità, di identificarne un senso di appartenenza, direi anche di ricostituirne un tessuto che la realtà che stiamo affrontando ha logorato”.

Per informazioni telefonare allo 091328060.

Al via lezioni di teatro online con la drammaturga Lina Prosa

Quattro appuntamenti sul tema della vecchiaia e del rito della sepoltura mancato, ispirati alle figure mitiche di Tiresia, Ecuba, Priamo, Pizia

di Redazione

“Classe di teatro unica”, in forma di lezioni online aperte a tutti, con la drammaturga Lina Prosa. Un momento di riflessione sul presente pandemico attraverso le grandi lezioni del teatro antico. È un progetto della drammaturga siciliana che con le attrici del “Teatro Attrice Non” del Centro Amazzone analizzerà il tema della vecchiaia e del rito della sepoltura mancato, in assenza del corpo, sottoposto alle coperture della sanità pubblica.

La pandemia ha concentrato sulle persone anziane la crisi sanitaria e forme di dolore legate alla solitudine della fine di vita. Da qui scaturisce una riflessione sul valore della loro presenza nella nostra società avanzata e sul tema del corpo e della morte in condizioni di confinamento, la cui valenza universale non può che fare ricorso al mito per coglierne l’essenza umana e ristabilire il discorso umano. Su questo tema il Centro Amazzone ha già cominciato un percorso teatrale a tappe con il progetto “Focolaio” la cui conclusione è rimandata all’inizio del nuovo anno.

Lina Prosa durante un laboratorio

Al centro dello studio, in un ciclo di quattro lezioni online (2-9-16-18 dicembre alle 16.30) ci sono le figure mitiche di Tiresia, Ecuba, Priamo, Pizia. In Tiresia e La Pizia la vecchiaia favorisce il dono della profezia, la visione del futuro laddove la realtà esaurisce le sue capacità di traino del presente. Sul piano drammaturgico l’età della vita avanzata è anche sorgente di un linguaggio diverso, extraquotidiano che per un verso coincide con la sapienza, per un altro verso con la capacità di nominare l’ignoto. In Ecuba e Priamo diventa centrale il destino del corpo, intorno a cui due grandi narrazioni, la prima il testo di Euripide, la seconda l’Iliade, ricordano come le spoglie mortali non sono assoggettabili alle leggi della guerra, della morale e rispondono solo a quelle umane. Una lezione per tutte: Priamo arrivò a inchinarsi ad Achille vincitore pur di riavere il corpo di Ettore ed onorarlo secondo tradizione.

Per partecipare alle lezioni-laboratorio online gratuite e aperte a tutti si può richiedere il link sulla pagina Facebook del Centro Amazzone. Per maggiori informazioni telefonare al 3479401521.

A Palermo mostre e incontri in streaming ripensando a Manifesta

Al via una rassegna di appuntamenti online con l’intenzione di riconnettere la città a un tessuto artistico internazionale, a cura dell’associazione “MeNO Memorie e Nuove Opere”

di Redazione

Un progetto internazionale che mira a recuperare la memoria della città di Palermo e ripensarla alla luce delle nuove creazioni contemporanee, mitigate dal periodo di pausa durante la pandemia. È la rassegna “Art”, acronimo “Art rethinks transformation”, dell’associazione MeNO Memorie e Nuove Opere, costituita lo scorso anno per non disperdere il lavoro e il patrimonio di collaborazioni internazionali maturate nel 2018 – anno di Manifesta e di Palermo Capitale Italiana della Cultura – e farne trama di futuro. Un programma di mostre, talk ed eventi speciali che andrà avanti dal 4 al 23 dicembre sulla piattaforma www.associazionemeno.org, da un’idea di Roberto Albergoni, presidente di MeNO e già direttore di Manifesta 12, con la direzione artistica di Andrea Cusumano che nel 2018, da assessore alla Cultura di Palermo, ha puntato fortemente sull’arte contemporanea e ha candidato la città a Capitale della Cultura.

Una foto della mostra “Zen B”

In tempo di pandemia, con musei, teatri, sale di concerto e cinema chiusi, ridefinire la centralità dell’arte non solo come linguaggio estetico ma come momento di riflessione ed elaborazione delle questioni centrali del tempo che viviamo, diventa fondamentale. Così come la capacità di sperimentare nuove modalità di curatela culturale che possano facilitare scambio ed aggregazione in sicurezza. Per questo il simbolo di Art è una rosa dei venti in cui il centro è Palermo che, forte della sua storia, esprime nel sincretismo culturale la propria visione del Mediterraneo. Da qui, si irradiano decine di connessioni per offrire un contributo al confronto e alla costruzione di visioni su questo presente da declinare al futuro.

La prima mostra online, che sarà resa disponibile dal 4 dicembre, è “Arkad Les Parallèles du Sud”, organizzata da Kad (Kalsa Art District) e a cura di Dimora Oz e Analogique come evento collaterale di Manifesta Biennial 13 Marsiglia. Il concept di quest’ultima si basa sull’idea di superare i limiti fisici – come suggerisce la filosofa americana Donna Haraway – attraverso la generazione di legami oltre i linguaggi, il prendersi cura degli altri, superando le divisioni di razza, sesso, nazione, genere, specie e morfologia. Il tema di “Arkad” rappresenta l’architettura della prossimità, ovvero come la vera vicinanza non sia ascrivibile solo al mondo fisico e materiale, ma si realizza su geometrie sottili e non euclidee, oltre le coordinate spazio-temporali.

Andrea Cusumano

La collettiva vede impegnati gli artisti Andrea Kantos, Analogique, Elena Bellantoni, Gandolfo Gabriele David, Pietro Fortuna, Giacomo Rizzo, Stefan Bressel, Michele Tiberio (co-curatela di Bridge Art Contemporary), Michele Vaccaro, Iole Carollo, Giuseppe Tornetta, Francesco Cucchiara, Simona Scaduto, l’artista musicale Vacuamoenia (co-curatela di Leandro Pisano) e Daniele Di Luca (co-curatela di Lori Adragna). Visibili inoltre i diversi contributi e la documentazione delle produzioni artistiche realizzate nell’ambito del progetto a Marsiglia e in varie località europee a partire da fine agosto e che raccontano le sinergie che si sviluppano nel Mediterraneo e, in particolare, nel meridione. Alcuni lavori saranno fruibili al Foro Italico tramite tecnologia QR Code.

“Già nel 2018 con Manifesta 12 e Palermo Capitale Italiana della Cultura – sottolinea Andrea Cusumano – . Palermo si è proposta come hub culturale globale. Abbiamo dunque immaginato che la città possa nuovamente offrirsi come virtuale punto di snodo e di contatto tra altri luoghi urbani, luoghi di aggregazione e di socializzazione, città”. “La pandemia – aggiunge Roberto Albergoni – ha aumentato il grado di innovazione della proposta culturale senza modificare il concept che ci eravamo dati, consentendoci anzi di creare nuove connessioni”.

 

QUESTO IL CALENDARIO DELLA MANIFESTAZIONE

ARKAD

4-23 dicembre – Collateral di Manifesta 13

Mostra collettiva online e al Foro Italico a cura di Dimora OZ e Analogique.

Opere con modello 3D degli artisti Andrea Kantos, Analogique, Elena Bellantoni, Gandolfo Gabriele David, Pietro Fortuna, Giacomo Rizzo, Stefan Bressel, Michele Tiberio (co-curatela di Brigde Art Contemporary), Michele Vaccaro, Iole Carollo, Giuseppe Tornetta, Francesco Cucchiara, Simona Scaduto, l’artista musicale Vacuamoenia (co-curatela di Leandro Pisano) e Daniele Di Luca (co-curatela di Lori Adragna). Video Kin Line Legacy, documentazione degli altri eventi Arkad a Marsiglia e in altre città europee.

ZEN-B

5-23 dicembre – Mostra fotografica a cura di Égliselab

Luci e ombre del quartiere fotografate dai bambini. Talk di presentazione del progetto: 5 dicembre, ore 17 con Iole Carollo e Alberto Gandolfo (Église), Mariangela Di Gangi (Zen Insieme).

EXPERIMENTS IN PUBLIC SPACE ACROSS THE MEDITERRANEAN 

6 dicembre, ore 17 – Talk con Jens Haendeler, Sergio Sanna, Shourideh C. Molavi, Iman Hamam

COLLETTIVA FOTOGRAFICA

6-12 dicembre. Inaugurazione online ore 18, con Sandro Scalia (Pizzo Sella, Sicily), Ain Media (Gaza, Palestine), Mohammed Aazab (Cairo, Egypt), Mohammad Saifi (Dheisheh Camp, Palestine)

POLICING PROTEST: BREATHING TEAR GAS DURING A PANDEMIC

Talk 9 dicembre, ore 17 con Shourideh C. Molavi, Leoluca Orlando e Driant Zeneli

TRIPLE-CHASER 

9-10-11 dicembre, ore 18, film di Forensic Architecture

COME LA PANDEMIA CAMBIA L’IDEA DI CITTÀ

Talk 15 dicembre, ore 18, Cloe Piccoli dialoga con Ramak Fazel e Filippo Romano

CHE COS’È  LA NOTTE 

18, 19, 20 dicembre, performance scritta e diretta da Marco Savatteri sul Trionfo della Morte di Palazzo Abatellis, con Iaia Forte e Casa del Musical

Il viaggio in Sicilia di Peter Stein sulle tracce di Goethe

Presentato in anteprima mondiale il film del regista tedesco selezionato in concorso al 38esimo Torino Film Festival

di Redazione

Un film che ripercorre dopo duecentotrent’anni le tracce del celebre “Viaggio in Sicilia” di Wolfgang Goethe. Lo ha realizzato il regista Peter Stein e adesso viene presentato in anteprima mondiale sulla piattaforma Mymovies.it. Da mercoledì 25 fino a venerdì 27 novembre, si potrà vedere il film “Sulle tracce di Goethe in Sicilia”, selezionato in concorso al 38esimo Torino Film Festival all’interno della sezione Tff/Doc Paesaggio, e realizzato con il sostegno dell’assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana attraverso la Sicilia Film Commission.

La locandina del film

Diretto e interpretato dal regista tedesco Peter Stein, è un documentario di creazione che ripercorre le tracce del “Viaggio in Sicilia” di Goethe, alla ricerca delle origini classiche della cultura europea, con le stesse modalità e tappe di quell’itinerario e con lo sguardo ironico e la capacità critica di un grande intellettuale contemporaneo. Il regista viaggia insieme alla sua troupe cinematografica da Agrigento a Taormina, dalle campagne dell’entroterra siciliano a Palermo, attraversando i luoghi e i paesaggi che incantarono Goethe, e incontrando studiosi e specialisti – come il germanista Michele Cometa, il geografo Vincenzo Guarrasi, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e tanti altri, che lo aiutano a comprendere la storia d’amore tra Goethe e la Sicilia, ma anche quel che rimane dell’isola visitata dal poeta, com’è cambiata e cosa attraverso gli anni è rimasto uguale.

Le riprese al teatro di Segesta

Il documentario, scritto da Markus Stein e prodotto da Rino Sciarretta per Zivago Film, è stato realizzato in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno dell’assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, con la Sicilia Film Commission, guidata da pochi giorni dal nuovo dirigente Nicola Tarantino, che afferma: “Siamo grati a Peter Stein e a tutti coloro che scelgono la Sicilia come location d’eccellenza ma anche per avere coniugato l’immagine dell’isola con il suo immenso patrimonio culturale e paesaggistico, risorsa fondamentale di attrazione turistica”.

“Il viaggio di Goethe in Sicilia resta uno dei più grandi spot promozionali che uno scrittore, un intellettuale possa aver lasciato alla nostra Isola – dice Manlio Messina, assessore regionale del Turismo – . Goethe infatti rimase estasiato dal Tempio di Segesta e dalla Valle dei Templi di Agrigento così come dalla natura, dal paesaggio, dalla flora, dalle montagne, fino a dire che l’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Non possiamo che essere felici che l’opera di Peter Stein sia stata selezionata in concorso al 38esimo Torino Film Festival e che venga presentata in anteprima mondiale”.

IL FILM E’ DISPONIBILE FINO AL 27 NOVEMBRE CLICCANDO QUI

Una mostra online racconta i 52 anni dal terremoto del Belice

L’iniziativa rappresenta l’Accademia di Belle Arti di Palermo alla quindicesima edizione del National Geographic Festival delle Scienze a Roma

di Redazione

Una tendopoli

Si chiama Belice Punto Zero ed è la mostra online che rappresenta l’Accademia di Belle Arti di Palermo alla XV edizione del National Geographic Festival delle Scienze in corso a Roma sino al 29 novembre, data posticipata rispetto al tradizionale appuntamento primaverile. La mostra in versione digitale, dettata dall’emergenza sanitaria, è realizzata in partnership con l’Istituto nazionale Geofisica e Vulcanologia, l’Università degli Studi di Catania e la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace” di Palermo.

Salaparuta ieri e oggi

Questo progetto di collaborazione, iniziato circa un anno fa, ha avuto lo scopo di raccontare gli oltre cinquant’anni trascorsi dal catastrofico terremoto che colpì la Valle del Belìce, mettendo a confronto il ricco archivio del quotidiano L’Ora di Palermo (custodito oggi presso la Biblioteca centrale della Regione Siciliana e su concessione dell’assessorato regionale ai Beni Culturali) con le immagini contemporanee, con il contributo di geologi, geografi, sociologi e artisti che hanno cercato, attraverso le loro discipline e pratiche di fornire delle chiavi di lettura.

Sul sito del National Geographic, dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, e sui rispettivi canali social, è pubblicato un video della mostra online che riassume il progetto e anticipa l’uscita di un libro in corso di pubblicazione prevista tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, edito dall’Ingv. Questi risultati si intendono come primo momento di confronto di un progetto che, con molta probabilità, avrà ulteriori sviluppi e sempre con il coinvolgimento dell’Accademia e degli studenti. I docenti dell’Accademia che hanno lavorato al progetto sono: Maria Donata Napoli (Teoria e metodo dei Mass Media), Sandro Scalia (Fotografia), Paolo Di Vita (Graphic Design) e gli studenti Alessandra Cremone, Salvatore Geraci, Laura Poma, Francesca Zarba e Paolo Peloso.

CLICCA QUI PER IL VIDEO DELLA MOSTRA ONLINE 

Concerto in diretta streaming dal Teatro Antico di Taormina

Di scena la storica Orchestra a plettro “Città di Taormina” che eseguirà celebri musiche di film per la platea virtuale del web e dei social

di Redazione

Nei giorni in cui i teatri e i siti d’arte sono di nuovo chiusi al pubblico, il Teatro Antico di Taormina migra sul web con un concerto gratuito in diretta streaming sul sito dell’Ansa. Un evento che, per la platea virtuale del web e dei social, spalancherà lo sguardo su uno dei panorami più belli al mondo sulle note di musiche da film eseguite dalla storica Orchestra a plettro Città di Taormina. L’appuntamento è per le 12 di domenica 15 novembre.

Il Teatro Antico di Taormina

Accogliendo, infatti, la proposta del direttore dell’Ansa, Luigi Contu, all’indomani della chiusura di cinema, teatri e sale da concerto in tutta Italia per il dilagare dell’epidemia di Covid, il Parco Archeologico Naxos Taormina insieme con la Fondazione TaoArte Sicilia, il Taormina Film Fest e Videobank partner tecnologico e produttore di spettacolari riprese aeree con i droni, hanno organizzato questo concerto-evento che l’Ansa, prima agenzia di stampa in Italia e quinta nel mondo, trasmetterà sul proprio sito web.

Gabriella Tigano

Spiegano i vertici dei tre enti Gabriella Tigano (Parco Naxos Taormina), Bernardo Campo (TaoArte) e Lino Chiechio (organizzatore del Taormina Film Fest): “Sarà un eccezionale momento di divulgazione, promozione e intrattenimento di qualità, condivisibile anche sui social, che, grazie all’ospitalità dell’Ansa, consentirà a chi è costretto in casa per le misure anti-covid, di ascoltare gratis un concerto dal vivo tramite gli schermi di smartphone, tablet e computer e, contemporaneamente, di ammirare nella luce del giorno uno dei siti d’arte divenuto nei secoli icona della Sicilia, il Teatro Antico di Taormina”.

Di scena l’Orchestra a plettro Città di Taormina, storica formazione fondata agli inizi del 1900 e formata da musicisti che usano solo strumenti a plettro come mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra e contrabbasso e che figura in una lunga scena del film “L’Avventura” (1960), diretto da Michelangelo Antonioni con Monica Vitti, Gabriele Ferzetti e Lea Morante. Dopo l’introduzione con le note del celebre Intermezzo dalla “Cavalleria Rusticana” di Mascagni (brano che nel 2017, in mondovisione dal Teatro Antico di Taormina inaugurò il concerto con l’Orchestra della Scala in occasione del G7), i musicisti dell’Orchestra a Plettro eseguiranno una selezione di colonne sonore cinematografiche – alcune premiate con l’Oscar – fra cui spiccano capolavori di Morricone (C’era una volta il West), Rota (Il Gattopardo, Il Padrino) e Piovani (La vita è bella), Bacalov (Il postino) e Piazzolla (Libertango). Il concerto avrà la durata di 24 minuti circa.

Per informazioni telefonare allo 094251001 oppure allo 0942628738.

Musica contemporanea al Museo Pepoli con Curva Minore

Due performance dal vivo in streaming, con un programma che spazia dal jazz al rock da camera. Previste altre iniziative online tra restauri e giochi per i più piccoli

di Redazione

La cultura non si ferma al Museo Pepoli di Trapani. Due eventi musicali, già programmati all’interno del Chiostro carmelitano, in collaborazione con l’assessorato regionale al Turismo, saranno trasmessi in streaming sabato 14 e domenica 15 novembre. Le iniziative in programma fanno parte del cartellone della terza edizione di “RiEvoluzione”, iniziativa curata dall’associazione “Curva minore contemporary sound” del musicista Lelio Giannetto, che propone un programma di musica dal vivo dedicato al jazz, al rock da camera e alla musica contemporanea.

Archibugi Trio in concerto a Gibellina

Di scena, sabato alle 16, la Sicilian Improvisers Orchestra/mediterraneo jazz, mentre domenica, alla stessa, ora, l’Archibugi string trio suona i Led Zeppelin. “La cultura ha una funzione risanatrice e, soprattutto in momenti difficili come quelli che stiamo attraversando, le pillole d’arte hanno una funzione di sanificazione dell’anima e di stabilizzazione emotiva”. È quanto dichiara l’assessore dei Beni Culturali, Alberto Samonà, che nei giorni scorsi ha invitato i direttori dei musei e dei parchi archeologici della Regione a “proseguire le attività programmate e utilizzare per la divulgazione i canali social”.

Il chiostro del Museo Pepoli

“Come tutte le strutture culturali anche il Museo Pepoli dal 6 novembre è chiuso al pubblico – dice il direttore Roberto Garufi -; questo non ci impedisce, però, continuare a mantenere attivo il dialogo con il pubblico che, grazie ai canali social, siamo riusciti a raggiungere anche durante i difficili mesi della scorsa primavera. Il Museo continua a somministrare, infatti, le ‘Pillole d’arte’: piccoli confetti di cultura e bellezza che, con la forza delle immagini e la semplicità del linguaggio, rappresentano un collaudato e apprezzato appuntamento sulla rete per avvicinare la platea virtuale alla conoscenza della storia del museo e del patrimonio che custodisce, far conoscere le collezioni esposte e il territorio trapanese”.

Sempre attraverso percorsi virtuali, capaci di associare l’immagine alla narrazione, attraverso il web, il Museo Pepoli continua a raccontare la mostra “La città Aurea. Urbanistica e architettura a Trapani negli anni trenta”, inaugurata il 16 ottobre scorso. Tra le altre iniziative attive online si segnalano, infine, la possibilità di visionare le attività di restauro in corso e le iniziative dedicate ai bambini e ai ragazzi che, attraverso giochi e spunti interattivi, sono in grado di costituire un utile strumento didattico per le famiglie e gli insegnanti.

Questa la pagina web per seguire gli eventi: www.regione.sicilia.it/beniculturali/museopepoli/MuseoPepoli.html

Le Vie dei Tesori News

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