Debutta “Medusa”, prima tragedia in musica dell’Opera dei pupi

Lo spettacolo, che porta la firma di Mimmo Cuticchio, rientra nella rassegna La Macchina dei Sogni, e andrà in scena nell’atrio di Palazzo D’Aumale a Terrasini

di Redazione

La tradizione del pupi siciliani incontra l’opera lirica nello spettacolo “Medusa”, la prima tragedia in musica del teatro dei pupi. La messa in scena e la regia sono di Mimmo Cuticchio, le musiche invece sono state composte da Giacomo Cuticchio su libretto di Luca Ferracane. Lo spettacolo, che rientra nella rassegna La Macchina dei Sogni (ve ne abbiamo parlato qui), racconta la storia di una bellissima fanciulla destinata dal Fato ad essere maledetta da una dea e immortalata nel suo ultimo urlo: pagherà con la dannazione, l’amplesso con un dio, meraviglioso ma avvenuto in un santuario inviolabile.

L’organico orchestrale

La prima assoluta sarà rappresentata venerdì 26 luglio alle 21,30 nell’atrio di Palazzo D’Aumale, a Terrasini (ingresso libero). Si tratta di un’opera imponente in cui convivono le tradizioni dell’Opra e l’opera lirica. Il libretto in novenari ed endecasillabi di Luca Ferracane rende omaggio ai grandi poeti del melodramma del Settecento, come Zeno e Metastasio, ma, diversamente dal melodramma barocco, che prevedeva di solito un lieto fine, qui l’eroina va incontro a un infelice destino. La figura di Medusa – che Mimmo Cuticchio ha racchiuso in un “pupo” – ha un legame inscindibile con la Sicilia, terra ospitale ma che non sa difendere i suoi figli.

Mimmo Cuticchio

Solisti in scena saranno i soprani Federica Faldetta (Medusa) e Corinna Cascino (gran sacerdotessa, Anfitrite, Atena) e il baritono Francesco Vultaggio (Poseidone); il coro Sine None di Nereidi e Tritoni. Sul podio il direttore Salvatore Barberi. “La Medusa è l’emblema del nostro tempo – spiega Giacomo Cuticchio -. In questo caso, è il teatro antico che incontra la musica”.

La serata si aprirà alle 18,30, sempre a Palazzo D’Aumale, con l’arrivo delle “guarattelle” di Pantaleo Annese, burattinaio e musicista del Carro dei Comici di Molfetta. Protagonista come sempre il povero Pulcinella che stavolta ha deciso di lasciar perdere i mali degli uomini per ritirarsi in campagna.

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Dal Museo Riso al Country, l’arte incontra lo sport

In occasione degli Internazionali di tennis femminile, Nicola Console realizza una grande installazione a “cantiere aperto”, partendo dallo studio sul movimento e dal dinamismo delle atlete

di Redazione

Una residenza d’artista a due passi dai campi degli Internazionali di tennis femminile che si stanno svolgendo al Country Time Club di Palermo. Sarà inaugurata domenica 28 luglio l’opera “site specific” a cui sta lavorando Nicola Console. L’iniziativa rientra tra le attività del Museo Riso, con l’Archivio Sacs, lo Sportello per l’arte contemporanea della Sicilia, volto alla promozione e alla diffusione della creatività dell’Isola in Italia e all’estero.

Nicola Console

Una settimana di lavoro per l’artista palermitano, ma che vive e lavora a Milano da quasi trent’anni, che a “cantiere aperto” sta realizzando una grande installazione dedicata al tennis, che sarà data in prestito dal Museo Riso al Country Club. “È una esperienza suggestiva – dichiara l’artista – lavorare sotto gli occhi incuriositi del pubblico partecipante che potrà assistere dal vivo alla creazione di un’opera composita, e ammirare il grande tappeto di immagini in bianco e nero tratto da bozzetti che ho realizzato su carta”.

Console, che lavora tutti i giorni dalle 16 a mezzanotte circa, mostra il proprio processo creativo partendo dallo studio sul movimento e dal dinamismo delle atlete. Il disegno diverrà un video d’arte, realizzato in collaborazione con Rossella Puccio, giornalista e artista visiva, che documenta le fasi di progettazione e di realizzazione dell’installazione: sagome di grandi dimensioni come imponenti ombre vibranti che fermano il gesto.

L’artista al lavoro

“La residenza ha l’intenzione e lo scopo – dichiara Valeria Patrizia Li Vigni, direttore del Polo – di documentare la progettazione e creazione di un’opera d’arte all’esterno del Museo, in un luogo deputato allo sport e in relazione sia allo spazio sia alla manifestazione. Le opere prodotte da Nicola Console entreranno a far parte della collezione del Museo Riso e saranno temporaneamente esposte in un’area dedicata dal Circolo Country Time Club di Palermo”.

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Artisti di strada a Pollina, torna il Valdemone Festival

La manifestazione festeggia dieci anni con due giorni di spettacoli che animeranno i vicoli del borgo delle Madonie

di Redazione

Torna il Valdemone Festival, la rassegna delle arti di strada, della musica e del nuovo circo della Sicilia occidentale che quest’anno festeggia i suoi dieci anni di vita. Stanno per sbarcare a Pollina tantissimi artisti provenienti da tutto il mondo per festeggiare insieme agli organizzatori, i residenti e i tanti avventori, il compleanno del festival. Il borgo madonita per due giorni, venerdì 23 e sabato 24 agosto, cambierà volto e diventerà un teatro a cielo aperto con le tante piazze e slarghi che ospiteranno gli spettacoli. La manifestazione si chiude con lo spettacolo della compagnia di punta “Circo Zoé” del sabato sera al Teatro Pietra Rosa, anfiteatro con vista mozzafiato sulle valli scoscese delle Madonie.

Tanti gli artisti nazionali e internazionali che animeranno il paese con spettacoli tutti gratuiti che si susseguiranno dalle 17.30 fino a tarda notte. L’idea del festival nasce con un duplice obiettivo: valorizzare la figura dell’artista di strada e far conoscere ad un pubblico sempre più vasto le incontaminate bellezze e le suggestioni di un territorio ancora sconosciuto e finora non troppo valorizzato come quello di Pollina.

Il festival è organizzato da Mario Barnaba, Quinzio Quiescenti, Virgilio Rattoballi e Stefania Soldano con il sostegno del comune di Pollina. “Quando abbiamo iniziato tutto è partito come una grande festa, – spiega Barnaba – per incontrarci con degli amici in un posto molto bello e fare degli spettacoli. Questa festa a poco a poco è diventata un vero e proprio evento atteso, apprezzato e riconosciuto in tutta Italia e oltre. Siamo contenti dell’evoluzione del festival in questi dieci anni di vita, è cresciuto e siamo cresciuti anche noi. Siamo stanchi ma al tempo stesso molto contenti di questa edizione speciale, non sappiamo cosa ci riserva il futuro, di certo ci rimane la voglia di far crescere ancora questa creatura che è il festival che per noi è come un figlio”.

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Tempio di Zeus, apertura straordinaria con gli archeologi

Fino alla fine di agosto si potrà accedere gratuitamente, ogni venerdì e sabato, nell’area dell’edificio templare di Siracusa, di cui rimangono in piedi solo due colonne

di Redazione

Verrà aperto in via straordinaria ogni venerdì e sabato a partire dal 26 luglio, il tempio di Zeus Olimpio, detto anche le “due colonne” nella periferia sud di Siracusa. Dopo gli interventi di pulitura del sito effettuati nelle scorse settimane a cura dei volontari della cooperativa “Insieme” e del Cai, con il supporto logistico di “Tekra servizi ambientali”, ogni venerdì e sabato dalle 17 alle 19, fino alla fine di agosto, si potrà accedere gratuitamente all’importante edificio templare, il secondo costruito a Siracusa dopo il tempio di Apollo e datato all’inizio del VI secolo avanti Cristo.

Falde del tetto del tempio

I visitatori avranno, inoltre, l’opportunità di incontrare alcuni giovani archeologi grazie ad un progetto didattico realizzato dal Parco di Siracusa in collaborazione col Dipartimento di studi umanistici dell’università di Catania, di cui sono responsabili Luigi Caliò e Simona Todaro, e con la Scuola di specializzazione in archeologia guidata da Dario Palermo.

“L’apertura al pubblico di questo straordinario sito archeologico – spiega Calogero Rizzuto, direttore del Parco di Siracusa, Eloro e villa del Tellaro – è la prima di una serie che vedrà tornare alla fruizione siti considerati di minore importanza ma ricchi di suggestione e bellezza. Dopo quella del tempio di Zeus, avvenuta grazie all’opera di associazioni di volontari e ai progetti didattici in corso con l’università di Catania, è intenzione del parco venire incontro alla richiesta dei numerosi turisti e degli stessi siracusani, con la riapertura di altri monumenti di Siracusa e della provincia, primo tra tutti il castello Eurialo”.

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“Visions of the Earth”, sismologia e arte s’incontrano

Fa tappa a Petralia Sottana la mostra del Collettivo Neuma, in collaborazione con l’Ingv, che trasforma gli strumenti per lo studio della terra in fonti d’ispirazione creativa

di Redazione

Segna un altro step di un lungo percorso di conoscenza del mondo sismografico e vulcanologico la prossima tappa della mostra “Visions of the Earth”, che oggi si inaugura all’Exma Officina Creative di Petralia Sottana, per rimanere allestita sino al 26 gennaio prossimo.

Installazione fotografica di Michele Di Donato

Un appuntamento al quale il Collettivo Neuma – che promuove l’esposizione in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e con il patrocinio del Polo museale regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo – si sta preparando da tempo per proporre anche in questo comune delle Madonie strumenti di rilevamento, quali sismografi di terra e di mare, plastici con sistemi di misura dei gas vulcanici, riproduzioni di vulcani in scala ridotta e gli ultrasuoni dell’Etna, forniti per l’occasione dall’Ingv di Catania, Palermo e Gibilmanna.

A muoversi con agilità dall’astrazione alla figurazione, rappresentando anche i fenomeni naturali e la loro rappresentazione grafica registrata dagli strumenti di rilevamento, sono le 20 opere degli artisti del Collettivo Neuma: 5 sculture di Giacomo Bertolino; 5 tele di Marco Favata; 8 tele di Massimiliano Scuderi; un’installazione di fotografie e una stampa fotografica di Michele Di Donato.

Un quadro di Massimiliano Scuderi

Accanto a loro, gli strumenti di rilevamento forniti per l’occasione dall’Ingv quali sismografi di terra e di mare, plastici con sistemi di misura dei gas vulcanici e riproduzioni di vulcani in scala ridotta provenienti dalle sedi di Catania, Palermo e Gibilmanna.  Una vera occasione, per far conoscere al pubblico, attraverso le immagini, il lavoro grafico prodotto da questi strumenti durante diverse fasi d’indagine a seconda degli scopi specifici.

I lavori del Collettivo Neuma permettono di comprendere l’innesto e la relazione che da sempre intercorre tra arte e tecnologia, che le immagini, più di ogni altro dispositivo a nostra disposizione, riescono evidentemente e istantaneamente a spiegare. L’arte sismografica e vulcanologica, raffigurando un’inedita visione estetica dei moti terrestri e marini, così come del mondo vulcanico, permette una riflessione sul valore multi-prospettico dello sguardo umano che non si limita mai e soltanto a registrare il reale ponendolo in compartimenti stagni, ma lo eccede nel flusso d’immagini che, nell’osmosi dei media contemporanei, ora sono della scienza, ora dell’arte.

Una scultura di Giacomo Bertolino

“’Visions of the Earth’ promuove e diffonde una coscienza estesa dell’immaginazione scientifica e artistica – spiega la curatrice e presidente del Collettivo Neuma, Fabiola Di Maggio – dove gli strumenti per lo studio, la salvaguardia e la visualizzazione della terra sono non solo delle innovazioni tecnologiche, ma diventano dei media che interagiscano, informando e ispirando l’arte, in un meccanismo circolare, spesso inconsapevolmente connesso e impercettibile, che la cultura visuale contemporanea ha il compito di rendere visibile”.

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Torna la “Notte della Poesia”, aperte le iscrizioni

Quest’anno la serata sarà dedicata alla luna in occasione del 50esimo anniversario dello sbarco. Nell’Oratorio di San Lorenzo di Palermo, lettori, poeti e amatori sono invitati a declamare versi. Previsti anche momenti di musica e danza

di Redazione

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla dodicesima edizione della “Notte della Poesia”. L’iniziativa, ideata dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani per festeggiare la notte di San Lorenzo, avrà luogo come sempre nella cornice barocca dell’Oratorio di San Lorenzo, opera del grande stuccatore palermitano Giacomo Serpotta. Appuntamento sabato 10 agosto alle 22.

Nella notte delle stelle cadenti sono invitati lettori, poeti, amatori a far da protagonisti declamando una poesia, edita o inedita, che abbia come tema la notte, le stelle, i desideri, l’amore e le poesie del mondo.

Quest’anno, la serata sarà dedicata alla luna in occasione del 50esimo anniversario dello sbarco e, nello stesso tempo, anche ai 50 anni del furto della Natività del Caravaggio, opera trafugata nella notte tra il 17 e 18 ottobre del 1969, oggi inserita nella lista dei dieci capolavori più ricercati dalle polizie di tutto il mondo.

Durante la serata verranno proiettate una selezione di immagini di Marco Amato, astrologo e grande appassionato di fotografia, insieme a dei momenti di musica e danza che verranno comunicati qualche giorno prima dell’evento. La partecipazione alla serata è libera. Per informazioni e iscrizioni telefonare alla segreteria degli Amici dei Musei Siciliani allo 0916118168.

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Sulle Madonie arriva il primo festival in alta quota

Un cartellone di musica, degustazioni, visite guidate, lezioni di yoga, mountain bike ed escursioni sulla cima del Monte Mufara

di Redazione

Un festival in alta quota per recuperare il rapporto tra uomo e natura. Per il primo anno, a Piano Battaglia, sulle Madonie, è stato costruito un cartellone di musica, parole, degustazioni, visite guidate, lezioni di yoga, mountain bike ed escursioni sui sentieri natura e all’Abies Nebrodensis (l’abete endemico di queste zone) osservazioni del cielo stellato e gare di bici.

È il Mùfara Fest, nato da un’idea di Carlo Ramo, che ne cura la direzione generale, e da un musicista come Dario Sulis che firma la direzione artistica (qui il programma completo). Un modo per riscoprire le Madonie e prendere contatto con un ambiente pressoché intatto, quello del monte Mùfara, lontano dalle luci della città e dall’inquinamento della metropoli. Per ogni appuntamento in programma si sale con la seggiovia biposto gestita dalla Piano Battaglia srl che ha promosso l’intero cartellone: otto minuti per arrivare a quasi duemila metri d’altezza.

Seggiovia di Piano Battaglia

Domenica 21 luglio alle 15,30 il prossimo appuntamento del Mùfara Fest: le Quattro Stagioni di Vivaldi affidate al sestetto d’archi dell’Ensemble Aristarco – Fabio Ferrara al violino solista, James Hutchings e Daniele Malinverno ai violini, Gaspare D’Amato alla viola e Alberto Baldo al violoncello, Gaetano Di Peri al contrabbasso -, nell’anfiteatro naturale “Massimo Accascina”.

Il Mùfara Fest continuerà poi fino al  3 novembre, oltre 30 appuntamenti con protagonisti alcuni tra i maggiori musicisti e jazzisti siciliani e non solo: saliranno sul monte Mùfara, Gianni Gebbia, Diego Spitaleri (il pianista e compositore è il protagonista del prossimo appuntamento musicale, domenica 28 luglio, un concerto di piano ambient jazz), Simona Trentacoste, Tony Piscopo, Riccardo Gervasi, Sergio Beercock, Umberto Porcaro, i Mancuso, gli Alenfado, Riccardo Termini, Alessandra Mirabella, Debora Troia; l’attrice Silvia Aielli, leggerà le favole di Gianni Rodàri, ma altri ancora si aggiungeranno cammin facendo. A settembre anche un trekking nelle Alte Madonie e una cronoscalata delle Madonie. Si chiude con il botto, con una quattro-giorni, un “great weekend” colmo di eventi, tra il 31 ottobre e il 3 novembre.

Piano Battaglia

Tra gli altri appuntamenti, assaggi di prodotti tipici del Parco delle Madonie, tra cui una particolarissima degustazione di acque autoctone (la curerà Gianfranco Marrone la mattina del 13 agosto), lezioni di yoga (la mattina del 13 e del 14 agosto, benessere nella natura) mountain bike, escursioni guidate da Antonio Mirabella seguendo percorsi a tema e visite dalle faggete alle stelle (27 luglio, fino all’osservatorio Gal Hassin), ma anche osservazioni delle stelle – quasi obbligatorie il 10 agosto, per San Lorenzo – che da queste parti splendono di più, lontane come sono dall’inquinamento cittadino.

Il Mùfara Fest è organizzato da Piano Battaglia srl, con il patrocinio dei Comuni di Petralia Sottana, Castellana Sicula, Collesano, Isnello, Petralia Soprana, Polizzi Generosa, della Città Metropolitana di Palermo, della Regione Siciliana e dell’Ente Parco delle Madonie. Per informazioni telefonare al 3318173681.

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La “barca di luce” di Pellegrino: un pezzo di Sicilia a Venezia

Si chiama “I’m The Island” la nuova installazione che l’artista di Mazzarino presenta alla Biennale con una performance tra i palazzi storici

di Redazione

Una cerimonia laica, un corteo di imbarcazioni che scorta la “regina”, una barca con dentro luminarie colorate che sanno di Sicilia. È “I’m The Island”, l’installazione di Domenico Pellegrino, ospitata nel Padiglione del Bangladesh alla 58esima Biennale d’arte di Venezia. Un’installazione-barca che sa di viaggio, percorso, ricerca di conoscenza, voglia di vita. E proprio un omaggio al mare sarà il percorso che venerdì 19 luglio la “barca di luce” condurrà da Palazzo Zenobio, sede del Padiglione, a Ca’ Donà dalle Rose, dove è in programma la presentazione del libro d’arte sull’opera di Pellegrino, artista siciliano nato a Mazzarino e formatosi a Palermo.

“I’m The Island” davanti a Palazzo Zenobio

La performance si srotolerà dalle 19 come un corteo di natanti lungo le Fondamenta antiche: un Pupparino a remi (storica imbarcazione, tipica delle calli veneziane) guidato da patrizi veneziani, trascinerà “I’m The Island”, da Palazzo Zenobio, lungo le Fondamenta Priati, Rio Ca’ Foscari, taglierà il Canal Grande, poi imboccherà Rio Santi Apostoli, il canale dei Gesuiti per giungere nella Cavana (darsena coperta) di Palazzo Donà dalle Rose. E visto che ogni cerimonia deve avere la sua colonna sonora, ecco che il corteo di barche sarà accompagnato dal violino elettrico di Mario Bajardi e dal violino tradizionale del giovane Nicola Di Benedetto.

“Cosmogonia Mediterranea”

Giunto il corteo di barche a Palazzo Donà dalle Rose, alle 20 è in programma la presentazione del volume fotografico “Cosmogonia Mediterranea”, che riporta la storia dell’intero progetto di Domenico Pellegrino dedicato a Sebastiano Tusa, l’archeologo e assessore scomparso nel disastro aereo in Etiopia. Un’installazione luminosa a forma di Sicilia che ha viaggiato per il Mediterraneo, toccando musei e luoghi d’arte; e si è fermata sul fondo del mare dinanzi a Lampedusa, nello stesso luogo dove continuano ad approdare le barche dei disperati che cercano una vita migliore. Il progetto “Cosmogonia Mediterranea” è sostenuto da Fondazione Sicilia, da Elenk’art, dalla Fondazione Donà dalle Rose e da Wish, World International Sicilian Heritage, fondata dalla contessa e mecenate Chiara Modìca Donà dalle Rose che è anche direttore artistico della Bias, la Biennale internazionale d’arte sacra.

Domenico Pellegrino

L’installazione originale proposta alla Biennale di Venezia, racconta il viaggio dell’opera: la scultura è stata ripescata dall’acqua e, dopo un’inevitabile manutenzione che ha cercato di salvaguardarne la memoria “sommersa”, è stata portata a Venezia. Al visitatore viene proposto un viaggio immersivo e sensoriale, attraverso un video racconto che ne raccoglie testimonianze e immagini. “Il mio contributo creativo, in termini simbolici e metaforici, affronta le proprietà salvifiche e terapeutiche dell’acqua, che è in grado di sradicare le impurità da qualsiasi organismo – spiega Pellegrino -. Purificare e sublimare il mondo fenomenico da qualsiasi connotazione negativa e trasformarlo in qualcos’altro, in un’opera d’arte, appunto. La sete di acqua pura che le persone sentono non è solo un requisito fisico, ma diventa espressione di desiderio di vita e conoscenza”.

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Il Teatro del Fuoco illumina la Sicilia

Presentata la nuova edizione dell’International Firedancing Festival che coinvolgerà quest’anno Palermo, Gibellina e Zafferana Etnea

di Redazione

Torna lo spettacolo del Teatro del Fuoco. La dodicesima edizione del festival, creato a Stromboli nel 2008 e inserito nel calendario delle manifestazioni di grande richiamo turistico della Regione Siciliana, coinvolgerà Palermo, Gibellina e Zafferana Etnea, l’1, 2 e 3 agosto. La nuova edizione dell’International Firedancing Festival è stata presentata questa mattina, a Palermo, nella Sala La Torre del Palazzo Reale. Come ogni anno, danzatori e acrobati si combineranno in perfetta sincronia, mettendo in scena la clownerie tradizionale in armonia con la più sofisticata tecnologia.

Un momento della conferenza stampa

Si parte con Palermo, giovedì 1 agosto, al Teatro di Verdura alle 22: dopo aver plasmato le sue danze in luoghi di pregio – come la Galleria d’Arte Moderna, lo Spasimo, il Castello a mare – il Teatro del Fuoco illumina un altro simbolo della città. Il giorno successivo, venerdì 2 agosto alle 21.30, sarà la volta del Baglio Di Stefano a Gibellina, nell’ambito delle manifestazioni delle Orestiadi. Infine, sabato 3 agosto, appuntamento all’anfiteatro di Zafferana Etnea, alle 22 per la rassegna “Sotto il vulcano”, nella terra del vulcano-madre, simbolo di fertilità, creatività, irruenza.

“Molto più che uno spettacolo, è un’esperienza straordinaria, capace di parlare un linguaggio universale di rivelazione, rinascita, conoscenza”, afferma Amelia Bucalo Triglia, ideatrice e responsabile del Teatro del Fuoco, che ha presentato il Festival insieme a Walter Messina, direttore generale Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, con i messaggi di Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, e Manlio Messina, assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo.

Una delle esibizioni del Teatro del Fuoco

“Il Teatro del Fuoco, ormai da anni, rappresenta un fiore all’occhiello tra le manifestazioni di rilevo nel territorio siciliano – afferma l’assessore Messina – perché racconta la vera essenza dei siciliani attraverso la loro creatività e la loro irruenza. Le performance di grande spettacolarità e di assoluta eccellenza, che a ragione, e con nostro grande orgoglio, sono strumento di grande accoglienza per i nostri turisti e veicolo di promozione in tutto il mondo”.

Il festival, inoltre, apre quest’anno al sociale con una serie di eventi collaterali, uno dei quali interesserà l’ospedale Cervello di Palermo, con il laboratorio teatrale “Dove i sogni si avverano”. Destinatari dell’evento, i bambini nell’area materno infantile dell’ospedale. “Quando un bambino viene ospedalizzato – dice il direttore generale Walter Messina – sicuramente si trova ad affrontare un periodo traumatico che coinvolge tutta la famiglia. I laboratori di teatro insieme ai momenti di intrattenimento e di coinvolgimento proposti dagli artisti del Teatro del Fuoco fanno davvero la differenza. Speriamo possano entrare a regime tra le attività dei nostri bambini, per migliorare il periodo di degenza”.

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Gioielli barocchi risplendono a Castello Ursino

Ventisette paliotti in argento, corallo e filato d’oro, realizzati nei laboratori artistici dell’Isola, saranno esposti in mostra a Catania

di Redazione

La Sicilia diventerà, dal 20 luglio al 20 ottobre, la sede espositiva di ventisette capolavori in argento, corallo e filato d’oro realizzati, tra il 1650 e il 1772, nei laboratori artistici dell’Isola da maestranze trapanesi e messinesi. La mostra, organizzata dalla Regione Siciliana, verrà ospitata nel Castello Ursino di Catania e inaugurata dal governatore Nello Musumeci.

Paliotto realizzato da mestranze messinesi

Il “paliotto”, protagonista dell’esposizione, per la sua collocazione all’interno dello spazio scenografico della chiesa, trova nella lunga storia degli arredi sacri molteplici versioni interpretative di tecniche artistiche, materiali e soluzioni decorative e si distingue per le precise soluzioni determinate dallo schema compositivo e dal materiale impiegato. Tra gli esemplari più suggestivi vi sono quelli interamente realizzati in argento e quelli mobili con supporto tessile ricamato in cui i principali materiali usati sono l’oro e l’argento, per i filati, i fili di seta policroma, ma anche le perle, le gemme, tra le quali il corallo, al quale fin dall’antichità si sono attribuiti significati e proprietà che lo hanno legato al sacro. L’esposizione è stata ideata da Rosalba Panvini e Salvatore Rizzo, curatore anche della ristampa del catalogo che accompagnerà il percorso museale.

Paliotto in argento realizzato da Saverio Corallo

“La mostra ‘Architetture barocche in argento e corallo’ – evidenzia il governatore Musumeci – è un evento che celebra la grande capacità e creatività delle maestranze siciliane che, nel corso dei secoli, sono state protagoniste di realizzazioni che pochi eguali hanno nel mondo. La spiritualità e il senso del sacro, che in Sicilia hanno origini antichissime, trovano nel Barocco la massima rappresentazione artistica la cui magnificenza è stata trasmessa fino a noi dai paliotti esposti. Questa mostra diventa il veicolo per la conoscenza di tali straordinari apparati mobili decorativi, che vengono proposti ai visitatori al di fuori degli spazi di culto e del rito cattolico e che faranno apprezzare l’importanza e la magnificenza delle officine dell’Isola”.

Paliotto in taffetas di seta ricamato con grani di corallo

Tra il Seicento e il Settecento, durante l’affermazione dello stile Barocco, in Sicilia, il paliotto costituì il fulcro costante degli apparati decorativi della chiesa e soprattutto particolari sono quelli a soggetto architettonico in cui l’iconografia che li caratterizza è incentrata sulla rappresentazione di elementi di vario genere quali il portico, il belvedere, il prospetto dei palazzi, il pergolato che sorge nei rigogliosi giardini o spazi urbani, le vedute naturalistiche sempre in prospettive centrali. L’opulenza del manufatto, i temi trattati e i colori usati diventarono anche il mezzo per comunicare ai fedeli attraverso la bellezza la grandezza di Dio, ma anche strumento per celebrare il potere terreno della Chiesa.

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