Pittura “a lume di notte” da Capodimonte all’Abatellis

In mostra nella Galleria regionale della Sicilia la Natività di Matthias Stomer della collezione del museo nazionale napoletano

di Redazione

Palermo, Napoli e Parigi. Tre città unite unite nel segno dell’arte. La collaborazione fra la Galleria regionale di Palazzo Abatellis del capoluogo siciliano, il museo Capodimonte a Napoli e il Petit Palais, darà vita alla mostra “A lume di notte”, che si inaugura all’Abatellis domenica 22 dicembre alle 10,30 e resterà aperta fino al 26 febbraio. Per la mostra “Luca Giordano” in corso a Parigi e che successivamente andrà a Napoli è stato richiesto “Il ratto di Deianira” di Luca Giordano delle collezioni di Palazzo Abatellis. Il prestito dell’opera, inteso come collaborazione fra i tre istituti, ha dato l’opportunità a Sylvain Bellenger direttore del Museo Nazionale di Capodimonte e Evelina De Castro direttore della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, di individuare un’opera dalle collezioni di Capodimonte da porre in dialogo con le collezioni di Palazzo Abatellis per una iniziativa da svolgersi in concomitanza con la mostra di Luca Giordano. Il Petit Palais ha sostenuto gli oneri della operazione.

La locandina della mostra

Mantenendo l’attenzione sul secolo d’oro della pittura, la scelta è ricaduta su di un dipinto di Matthias Stomer la cui fortuna nell’Italia meridionale degli anni quaranta del Seicento ha unito Palermo e Napoli, con opere oggi presenti nei rispettivi musei. Il focus dell’esposizione di Palazzo Abatellis intorno alla Natività di Stomer delle collezioni di Capodimonte, riguarda la pittura a lume di notte, riprendendo le parole con cui i contemporanei descrivevano il filone tanto richiesto di soggetti iconografici ambientati in notturni illuminati da luce artificiale, tizzoni, candele, lampade o luce prodigiosamente promanante da una fonte interna all’opera per creare un effetto di particolare plasticismo, efficacia e verità nella resa di anatomie,  panneggi e di tutti gli elementi della composizione iconografica. Derivata da Caravaggio, la ricerca sulla luce, carica di significati e determinante un linguaggio nuovo, diviene un genere a se stante, molto richiesto e di cui diedero ampia prova numerosi artisti stranieri, fiamminghi e francesi già sensibili al realismo in pittura e attratti a Roma dalla rivoluzione caravaggesca.

Luca Giordano, Il Ratto di Deianira

Sia a Napoli che a Palermo fra presenze attive di artisti quali lo Stomer e arrivi di opere richieste per collezioni private o raccolte religiose e altari di chiese, la pittura a lume di notte ebbe grande diffusione. Allo Stomer di Capodimonte la mostra affianca altra opera dell’artista presente nelle collezioni Abatellis e altri due dipinti, del fiammingo Gerard Seghers e del francese Simon Vouet, opere presenti in antico in Sicilia e a Palermo a testimoniare la vivacità del panorama del tempo in cui la circolazione di opere e artisti è segno di partecipazione e aggiornamento culturale.

La mostra è aperta da martedì a venerdì, dalle 9 alle 19. Sabato, domenica e festivi dalle 9 alle 13,30. Lunedì chiuso.

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La Giornata dell’opera dei pupi siciliani al Museo Pasqualino

Dieci compagnie di pupari si esibiranno in tutta la Sicilia nell’ambito delle iniziative dedicate alle eredità immateriali riconosciute dall’Unesco

di Redazione

Un anno ricco di eventi per il Museo delle marionette Antonio Pasqualino, che ha saputo coniugare l’attività accademica con le iniziative culturali e le rassegne teatrali. E poi le presentazioni di libri, il teatro per bambini, i laboratori, le visite guidate. L’ultimo appuntamento del 2019 è previsto per domenica 29 dicembre, con la Giornata dell’opera dei pupi siciliani, organizzata dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari – Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino. Una giornata che si inserisce nell’ambito delle iniziative dedicate alle eredità immateriali riconosciute dall’Unesco.

Il Museo Pasqualino

Saranno dieci le compagnie di pupari (veri e propri custodi di questo patrimonio orale) a esibirsi in tutta la Sicilia, con un intenso programma che si svolgerà dalle 11 alle 19. Otto i comuni siciliani coinvolti: Alcamo, Carini, Catania, Mascalucia, Messina, Palermo, Siracusa e Sortino (qui il programma completo).

Sul solco della Convenzione Unesco del 2003 per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e delle direttive operative Unesco per la sua attuazione, la Giornata dell’opera dei pupi siciliani è stata istituita per sensibilizzare sulla salvaguardia di un patrimonio come quello del teatro dell’opera dei pupi siciliani, dichiarato nel 2001 “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”. L’evento è promosso dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, soggetto referente della Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi.

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Palermo rende omaggio all’arte di Giusto Sucato

Si inaugura a Palazzo Sant’Elia una grande mostra antologica con un centinaio di opere realizzate tra il 1980 e il 2016

di Redazione

La parabola artistica di Giusto Sucato, tra invenzione e memoria. Oltre trent’anni di lavoro racchiusi in una grande mostra che si inaugura il 23 dicembre a Palermo, nelle sale di Palazzo Sant’Elia. Un centinaio di opere del pittore e scultore di Misilmeri, realizzate tra il 1980 e il 2016, saranno esposte in un’antologica curata da Nicolò D’Alessandro e voluta da Pablo Sucato, figlio dell’artista scomparso tre anni fa, che ha custodito in questi anni le opere del padre.

Giusto Sucato (foto Giovanni Franco)

Animato da una personalissima ricerca artistica sempre ancorata al territorio, Giusto Sucato fu maestro nel ridare vita agli oggetti d’uso quotidiano, riassemblati e rianimati in forme nuove. “Ha rivisto porte, pavimenti rivestiti con ceramiche decorate e rattoppi di cemento, pareti con decorazioni damascate, tetti, lamiere, legni e chiodi trasformati in altro – scrive D’Alessandro nella nota critica sul catalogo della mostra – . Ha ricercato e rintracciato porte abbandonate di vecchie case di Misilmeri, di Godrano e dei paesi vicini, ha recuperato vecchie sedie, sfruttandone le caratteristiche stesse. Ha formulato, così, attraverso materiali di scarto e recuperi impensabili, tra invenzione e memoria, un’arte di denuncia e nello stesso tempo una sorta di poetico approccio alla realtà, risignificandola”.

Protagonista insieme a Francesco Carbone di quel laboratorio culturale che negli anni ’80 del secolo scorso fu Godranopoli, Sucato è stato un artista prolifico e vivace, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi. Così lo ricorda il giornalista e amico Giovanni Franco, in una sua testimonianza riportata nel catalogo: “A casa sua, piena zeppa di opere anche di altri suoi ‘colleghi’, seduti intorno ad un tavolo per assaporare un piatto di spaghetti con la salsa di pomodoro, illustrava nuovi progetti in cantiere e rammentava episodi passati: quando, ad esempio incontrava Renato Guttuso in quello che era il chiassoso mercato della Vucciria dove, per un periodo, Sucato, gestì un locale per la vendita di vino, sfuso chiamato u Pirtusiddu”. “Erano tanti gli episodi da rammentare insieme – prosegue Franco – . Guai ad interromperlo. Ogni suo gesto o giornata passata insieme a lui all’insegna dell’ironia e della raffinata intelligenza rimangono impresse nella mia memoria”.

Giusto Sucato al lavoro (foto Giovanni Franco)

L’antologica, organizzata dalla Fondazione Sant’Elia e visitabile fino al 28 febbraio, attraversa tutto il percorso artistico di Sucato: dai disegni alle pitture, fino alle tante sculture, installazioni in legno, ferro, totem, sedie, libri e altre composizioni realizzate la maggior parte con materiali imprevedibili. “Questa mostra è un atto doveroso di omaggio ad un artista pregevole, è un conforto a quanti, familiari ed amici, – dice il sindaco Leoluca Orlando –  lo hanno conosciuto e apprezzato, è anche la conferma del contributo di cambiamento che proietta l’artista nel futuro, più avanti della stessa realtà che lo circonda”.

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Un weekend di passeggiate artistiche tra i vicoli del Capo

Un itinerario che intreccia teatro, musica e animazione per i bambini all’interno del quartiere dove si trova lo storico mercato palermitano

di Redazione

Un percorso artistico per le strade del quartiere Capo, che intreccia teatro, musica, animazione per i bambini e la storia di Palermo con tutte le sue bellezze. Tutto pronto per la terza edizione della manifestazione “Da Capo a Capo”. La due giorni, sabato 4 e domenica 5 gennaio 2020, è organizzata dall’associazione Cias-La Guilla che gestisce il piccolo Teatro alla Guilla di via Sant’Agata alla Guilla 18, proprio nel cuore del quartiere, con il sostegno dell’assessorato alle Culture del Comune di Palermo, all’interno delle manifestazioni del periodo natalizio pensate per il centro storico.

Il mercato del Capo

“Da Capo a Capo”, con la direzione artistica di Valerio Strati, è un progetto che parte dal basso, dai residenti, dagli artigiani e dai commercianti del mercato storico che hanno voluto fortemente mostrare un volto diverso del Capo, che per due giorni diventa luogo di creatività, di arte e di condivisione. Immaginando un’asse che da Porta Carini arriva fino alla Cattedrale, passando per vicolo Maestro Cristofaro, piazzetta della Mercede, piazza Beati Paoli e piazzetta Sant’Agata alla Guilla e terminando al Teatro alla Guilla, si vuole valorizzare una zona del centro storico vicina ai siti Patrimonio dell’Unesco, conosciuta principalmente per il mercato del Capo.

L’idea è quella di intrecciare gli happening performativi previsti lungo l’asse del mercato del Capo con le attività quotidiane di artigiani e commercianti e con quella dei residenti.  Si può scegliere di seguire in autonomia i singoli eventi in programma o di partire con il gruppo delle passeggiate, guidate dal giornalista Mario Pintagro, a partire da Porta Carini agli orari indicati (sabato 4 gennaio alle 16 e alle 17,30 e domenica 5 gennaio alle 10,30 e alle 12). Le passeggiate prevedono quattro tappe con le performance artistiche (fra narrazione, canto e danza) di Sandro Dieli, Valentina Barresi, Rosario Palazzolo, Anton Giulio Pandolfo, Maria Grazia Saccaro e Giuseppe Muscarello. Alle 18, infine, spazio dedicato anche ai bambini, in entrambe le giornate. La partecipazione agli eventi della manifestazione è gratuita.

(Foto di Jorge Franganillo)

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Le Vie dei Tesori, ultimi concerti di Natale con Aida Satta Flores

La cantautrice si esibirà a Palermo nella chiesa del Santissimo Salvatore e nell’auditorium comunale di Naro

di Redazione

Continua la sorpresa natalizia del festival Le Vie dei Tesori: dopo il “Christmas tango” che ha accolto i visitatori tra i putti dell’oratorio di San Mercurio, ecco altri due concerti della cantautrice Aida Satta Flores che si muove tra canzoni, immagini e luoghi del cuore: il suo live “Nell’andare”, dopo Marsala, approda sabato 28 dicembre alle 21, nella meravigliosa chiesa del Santissimo Salvatore, a Palermo (qui per prenotare), e passa poi domenica 29 dicembre, alle 19 nell’auditorium del borgo barocco di Naro.

Oratorio del Santissimo Salvatore

Ad accompagnare Aida ci sarà la sua band: Alessandro Valenza al pianoforte, Davide Inguaggiato al contrabbasso, Davide Rizzuto al violino. Per Aida si tratta solo di parole: che hanno un certo peso, soprattutto quando parlano di bellezza, poesia, coraggio, voglia di fare, giustizia, amore. Questa signora innamorata della musica sta costruendo i suoi concerti attorno al concetto del Natale che diventa invisibile e visibile filo conduttore per un vivere civile, di pace, fratellanza, condivisione. Le immagini e la digital art di Leonardo Bruno susciteranno una comunanza di stupori, meraviglie e visioni.

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I tesori di Ciminna in mostra a Santa Caterina

Esposti oltre 60 fra dipinti, argenti e opere tessili, provenienti dalle chiese del paese. C’è una sedia intagliata e dorata usata da papa Benedetto XVI nella sua visita a Palermo

di Redazione

Le chiese dei paesi dell’Arcidiocesi di Palermo nascondono molte opere preziose, spesso dono dei feudatari o delle famiglie più influenti. Una parte di questo importante patrimonio d’arte e fede è racchiuso da oggi nelle sale del monastero di Chiesa di Santa Caterina, nella mostra “Tesori di Ciminna – Sacra et Pretiosa”, a cura di Lina Bellanca, soprintendente ai Beni culturali di Palermo, e di Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi, con la collaborazione di Maria Reginella, storica dell’arte, e del restauratore Mauro Sebastianelli.

La locandina della mostra

Fino a febbraio sono esposti oltre 60 fra dipinti, argenti e opere tessili, datati prevalentemente fra XVII e XVIII secolo, provenienti dalla Chiesa madre, dalle chiese e dal Municipio di Ciminna. Fra questi, i preziosi corali miniati realizzati nel XVII secolo da don Santo Giganti e una sedia intagliata e dorata sempre del XVII secolo usata da papa Benedetto XVI nella sua visita a Palermo. Ancora, si possono ammirare il “Martirio di Sant’Apollonia” di Vincenzo La Barbera, una bella “Santa Rosalia” del fiammingo Geronimo Gerardi, un prezioso polittico di ambito siciliano, collocabile fra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, attribuito a Riccardo Quartararo, e un raro Crocifisso in mistura policroma di Antonello Gagini. Da ammirare anche gli argenti e le raffinate sculture e in marmo e in legno.

Santa Caterina

La mostra, che si inaugura oggi alle 16,30 e rientra nel calendario della rassegna Exstasis (ve ne abbiamo parlato qui), si colloca nel percorso di valorizzazione delle opere d’arte sacra, iniziato lo scorso anno col primo appuntamento del ciclo “Sacra et pretiosa” dedicato ai conventi e alle chiese di Palermo. “Questa mostra – afferma padre Giuseppe Bucaro – ha l’obiettivo di far conoscere alla comunità l’immenso patrimonio conservato nelle chiese dei centri minori. Sono testimonianze d’arte e di fede di grande valore storico e simbolico, che raccontano vivacità culturale e religiosa di queste realtà”.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Migrazioni con gli occhi degli artisti: tre musei a confronto

Si inaugura la mostra “Migration”, curata dallo StadtMuseum di Düsseldorf, dal Janco-Dada di Ein Hod e dal Civico di Castelbuono

di Redazione

Tre punti di vista differenti sul tema della migrazione, analizzandone gli elementi e le problematiche secondo prospettive e latitudini diverse, europee e mediterranee. È il tema della mostra “Migration”, che si inaugura domenica 15 dicembre al Museo Civico di Castelbuono. L’esposizione, visitabile fino al prossimo 12 aprile, è curata da Susanne Anna, Laura Barreca e Raya Zommer-Tal, direttrici rispettivamente dello StadtMuseum di Düsseldorf, in Germania, del Museo Civico di Castelbuono e del Janco-Dada Museum di Ein Hod, in Israele.

Un’opera di Oren Fischer

Si tratta di un’esposizione itinerante, co-prodotta dai tre musei, e realizzata con il sostegno della Fondazione Federico II. La mostra rappresenta l’evento conclusivo del programma di Bam, Biennale Arcipelago Mediterraneo a Palermo, il festival internazionale di teatro, musica e arti visive dedicato ai popoli e alle culture dei paesi che si affacciano sul mare, incentrato sulle tematiche dell’accoglienza e del dialogo. L’intento del progetto è di coinvolgere i musei nel loro ruolo di “osservatori” privilegiati sul presente, sollecitando nel pubblico una riflessione critica attraverso gli occhi di sei artisti, di altrettante nazionalità, selezionati dai tre direttori dei Musei.

Un’opera di Hadar Mitz

Il progetto espositivo, con il coordinamento curatoriale di Alessandro Pinto, comprende circa venti opere di Oren Fischer, Hadar Mitz, Margherita Moscardini, Edith Oellers, Klaus Richter, Francesco Simeti, che indagano le diversità politiche, economiche e geografiche sulla migrazione, questione di portata storica, generata da condizioni di vita precarie, da situazioni di violenza, da guerre, e dal divario crescente tra paesi poveri e ricchi.

Nell’ottica di sviluppare conoscenza e consapevolezza sulle tematiche della mostra nelle giovani generazioni, il Museo Civico di Castelbuono ha programmato un ciclo di conferenze, dibattiti, proiezioni e incontri pubblici e destinati al coinvolgimento delle scuole. Ospiti del Museo saranno giornalisti, attivisti, associazioni, esperti in diritti umanitari e dei rifugiati che direttamente e quotidianamente affrontano la questione migratoria, chiamati a dare testimonianza del loro operato con lo scopo di accrescere conoscenza dei fatti e maturare un rinnovato senso di responsabilità civica.

L’installazione “Sacro Refugio”

In occasione delle festività natalizie, dall’8 dicembre sulla facciata del Castello dei Ventimiglia è stata allestita l’installazione “Sacro Refugio”, una grande scritta luminosa concepita da #ditosinistro, dal 2015 estensione del pensiero dell’artista Francesco De Grandi (ve ne abbiamo parlato qui). Una scritta sgangherata, di colore rosso che l’autore esegue con la mano manca, affrontando temi contemporanei con un atteggiamento caustico e fortemente incisivo.

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Torna la rassegna “Donne in amore” al Museo Salinas

Da febbraio appuntamenti con Matteo Nucci, Andrea Marcolongo, Chiara Valerio e Marcello Fois. La collaborazione con il Rouge et Noir per proiezioni legate agli incontri

di Redazione

Dalla parte dei lettori. Che per prima cosa si chiedono quali siano i protagonisti preferiti da chi scrive. Dall’eleganza di Emma Bovary all’ardore di Jane Eyre. Il successo di Donne in amore/Woman in love è stato tutto nel confronto, nel racconto, nel dialogo. E visto che il pubblico ha affollato la prima edizione – che si chiude questo weekend con il recupero del’appuntamento con il traduttore ed anglista Enrico Terrinoni che pescherà dall’”Ulisse” di Joyce, il personaggio di Molly Bloom (sabato 14 dicembre alle 18); e con la messinese finalista allo Strega, Nadia Terranova pronta a raccontare Elizabeth Bennet, l’eroina di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen (domenica 15 dicembre alle 11) – al Museo Archeologico Salinas, a Palermo, ci si prepara alla seconda, che getterà un occhio particolare sul mondo greco. Firmata sempre dalla giornalista (e lettrice appassionata) Sara Scarafia, srotolata in partnership con CoopCulture e con il sostegno dell’azienda vitivinicola Planeta, la nuova rassegna letteraria

Uno degli incontri di Donne in amore

Donne in amore#2: al via nel primo fine settimana di febbraio, con un doppio appuntamento interamente dedicato alle eroine del mondo greco; un vero e proprio un omaggio al museo archeologico che ospita la rassegna. Sabato 1 febbraio, alle 18 Matteo Nucci, scrittore e studioso del mondo antico, racconterà Elena di Troia, la sposa di Menelao, della quale si innamora Paride, provocando – secondo i miti – la guerra di Troia. Domenica 2 alle 11, Andrea Marcolongo, l’autrice del best seller “La lingua geniale”, racconterà invece la bellissima ninfa Calipso, la figlia di Atlante che accoglie (e trattiene) Ulisse naufrago e disperato nell’isola di Ogigia.

Il 29 febbraio, il grande ritorno di Chiara Valerio che racconterà la scrittrice americana Edith Warthon in occasione dei 100 anni della pubblicazione di quel capolavoro che è stato “L’età dell’innocenza”, da cui Martin Scorsese trasse uno dei suoi film più belli. Il 28 marzo arriverà al Salinas lo scrittore e sceneggiatore sardo Marcello Fois che racconterà la romantica Anna Karenina. Il 16 maggio toccherà ad Alessandra Sarchi, scrittrice, saggista e traduttrice, vincitrice del premio Mondello con La notte ha la mia voce, che racconterà la principessa di Clèves, eroina di quello che è considerato il primo romanzo psicologico moderno scritto da Madame de La Fayette. E ancora in primavera sarà a Donne in amore#2 lo scrittore e traduttore Tommaso Pincio con Nastas’ja Filippovna dell’Idiota di Dostoevskij.

Il Museo Salinas

Anche nel 2020, Donne in amore sarà presente a Una marina di libri. E la rassegna Donne in amore#2 inaugurerà anche una nuova collaborazione, quella col cinema Rouge et Noir per alcuni appuntamenti di cinema e letteratura: il debutto sarà per la Giornata mondiale della Poesia che cade il 21 marzo: al Salinas Emma Dante ed Elena Stancanelli leggeranno e racconteranno Emily Dickinson.  Al Rouge et Noir sarà proiettato “A quiet passion”di Terence Davies sulla vita della scrittrice, film apparso random da pochissimi cinema e molto atteso dagli appassionati.

“È stato un anno bellissimo e intenso – dice Sara Scarafia – la rassegna ha raccolto attorno alla grande letteratura un pubblico sempre più vasto e affezionato. E la partnership col Salinas – che Palermo riconosce come uno dei suoi luoghi d’elezione – ha moltiplicato la bellezza. ‘Donne in amore’ è il luogo dove grandi scrittori e scrittrici hanno raccontato la letteratura attraverso personaggi femminili: perché la letteratura è donna ed è voce di donna quella che da sempre racconta le storie. La rassegna resta una dichiarazione d’amore per i libri, a cominciare dai classici, una riscoperta a ogni lettura, perché, insegna Calvino, ‘un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire’”. La prima edizione di Woman in love  era partita a febbraio: e in soli sei mesi ha ospitato Alessandro Piperno, Chiara Valerio, Valeria Parrella, Giorgio Vasta, Teresa Ciabatti, Elena Stancanelli. Otto appuntamenti, tutti seguitissimi, a cui si aggiunge la collaborazione consolidata con il festival Una Marina di libri che quest’anno per “Donne in amore all’orto” ha ospitato la conversazione tra Chiara Valerio e Anna Nadotti sui 90 anni del saggio di Virginia Woolf  “Una stanza tutta per sé”.

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Le eredità immateriali tra incontri e performance

Al Museo Pasqualino di Palermo due giorni con i rappresentanti di tre tradizioni italiane: il teatro dell’opera dei pupi siciliani, il canto a tenore sardo e i nanareddi di Catania

di Redazione

Due giorni alla scoperta di tre tesori preziosi quanto intangibili, in cui si intrecceranno momenti di approfondimento e performance dal vivo. Venerdì 13 e sabato 14 dicembre, il Museo Pasqualino di Palermo organizza un evento dedicato alle Eredità immateriali in cui interagiranno i rappresentanti di tre tradizioni italiane. Si tratta di due capolavori Unesco del patrimonio orale e immateriale dell’umanità – il teatro dell’opera dei pupi siciliani e il canto a tenore sardo – e i Nanareddi, ovvero i cantastorie ciechi di Catania. Il progetto – che si muove sul solco della Convenzione Unesco del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e le Direttive operative Unesco per la sua attuazione – si concretizza in due giorni di interazione e scambio interdisciplinare tra tre pratiche del patrimonio culturale immateriale italiano.

Pupi siciliani

I rappresentanti delle tre tradizioni parteciperanno sia attraverso il dialogo con gli esperti nell’ambito dei due seminari organizzati che attraverso le performance dal vivo. L’evento si inserisce, inoltre, nell’ambito del “Piano delle Misure di salvaguardia dell’opera dei pupi siciliani”, promosso dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, referente della rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi.

Tenore Supramonte Orgosolo

Il programma prevede, venerdì 13 dicembre alle 17, uno spettacolo dell’Opera dei pupi, seguito alle 18 dal seminario “Il patrimonio immateriale italiano”, con gli interventi di Sergio Bonanzinga, Ignazio Emanuele Buttitta, Ignazio Macchiarella, Marco Lutzu e Rosario Perricone.  Sabato 14 dicembre, sempre alle 17, dopo un altro spettacolo dei pupi siciliani, alle 18 si terrà una conferenza introduttiva di Sergio Bonanzinga “La tradizione dei cantastorie ciechi nella Sicilia orientale”, mentre alle 19 sarà la volta della Novena dei Nanareddi di Catania. Chiude la serata il concerto del gruppo sardo Tenore Supramonte di Orgosolo.

Dunque all’opera dei pupi, il teatro tradizionale siciliano delle marionette, risalente al 1800, si affiancheranno l’arte dei nanareddi, i suonatori-cantori ambulanti specializzati nel repertorio sacro che venivano chiamati orbi, poiché quanti intraprendevano questa singolare professione erano in prevalenza ciechi, e il canto a tenore sardo, una pratica musicale molto importante per la vita sociale di certe comunità dell’Isola.

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Immaginario arabo-normanno, al via la mostra al Salinas

Esposte quaranta opere che hanno partecipato alla nuova edizione del contest organizzato dalla Fondazione Unesco Sicilia

di Redazione

Guardare Palermo, Monreale e Cefalù. Scoprendone i vicoli e gli angoli, le statue e i palazzi, i castelli e i giardini. Ritrovando città lontane che affondavano le loro radici in un melting pot di culture e di stili, a cui convergeva tutto il Mediterraneo. Anche quest’anno – e siamo già alla terza edizione – la Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia ha bandito un nuovo contest sull’immaginario arabo-normanno: è stato chiesto agli artisti (professionisti e non) e alle scuole, di inviare i propri elaborati che raccontino – qualunque sia il supporto scelto, tela, immagine, video o altro – il modo in cui vengono percepiti i nove monumenti che fanno parte del sito seriale protetto dall’Unesco.

Sui tetti della Cattedrale (foto Alessandro Montemagno)

Ogni partecipante ha quindi interpretato a suo modo, secondo la propria creatività, il concetto di Unesco, patrimonio, monumento, sito. Sono arrivati oltre sessanta elaborati e tra questi, sono stati scelti quaranta lavori che hanno ricevuto il maggior numero di “like” sulla pagina Facebook della Fondazione:  sono opere che andranno a comporre la mostra che si inaugurerà venerdì prossimo, 13 dicembre alle 10 al Museo Archeologico Salinas, a Palermo dove resterà fino al 5 gennaio. E sempre venerdì – alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, nella sua qualità di presidente del Comitato di Pilotaggio, dell’assessore comunale alle CulturE Adham Darawsha, del direttore dei Fondazione Unesco Sicilia Aurelio Angelini e del direttore del Museo Salinas Caterina Greco – si svolgerà la premiazione dei vincitori del contest, scelti da una giuria composta da esperti.

Gioco da tavolo (Istituto comprensivo Ficarazzi)

Sono previste tre categorie – Fotografia; Video; Illustrazione e altro – più il premio Community Unesco per le scuole. I vincitori riceveranno abbonamenti alle stagioni del Teatro Massimo, del Teatro Biondo e della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. La scuola vincitrice riceverà un buono da spendere in cartoleria o informatica. La mostra seguirà gli orari di visita del museo e l’ingresso è gratuito.

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