Un’opera di Berta per la rassegna “Sacrosanctum”

Prosegue la rassegna d’arte contemporanea, a cura di Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, all’Oratorio di San Mercurio di Palermo

di Redazione

Prosegue la rassegna d’arte contemporanea Sacrosanctum all’Oratorio di San Mercurio di Palermo. L’opera numero 14 della manifestazione sarà creata da Filippo Berta e presentata al pubblico, venerdì 15 marzo alle 19, a San Mercurio, dove resterà visibile al pubblico fino al 22 aprile.

Protagonista dell’opera di Berta per Sacrosanctum.14 è una pecora priva del proprio manto. Spogliata del suo vello questa piccola unità di un gregge può mostrare ora ogni sua piccola specificità, allontanandosi da un’immagine collettiva tipizzata e uniformante. Ma la pecora possiede anche un importante valore simbolico. L’Agnus dei, la vittima sacrificale, ci parla di redenzione e di patimento, di sofferenza e di accettazione. Così Isaia descrive Cristo che si avvia al martirio: “Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori” (Isaia 53,7). Filippo Berta ce ne offre una versione vivida e contemporanea.

La ricerca di Berta, focalizzata sul rapporto individuo-società, analizza le tensioni che intercorrono tra necessità di una ricerca identitaria e adesione a modelli condivisi, smascherando il falso potere generato dall’aderenza a schemi esistenziali codificati e standardizzati. Queste disarmonie sociali, generate dal rapporto fra perfezione e imperfezione, unicità e uniformità, idoli e idolatria, trovano la loro messa in forma in installazioni e performance dal sapore destabilizzante; atti performativi calati in scenari di estremo rigore visivo che si aprono spesso all’errore e alla rottura di uno stato imposto.

Giunta alla seconda edizione e al suo quinto anno di vita, Sacrosanctum è una rassegna d’arte contemporanea a cura di Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, sostenuta e organizzata dall’associazione Amici dei Musei Siciliani. Grazie al fondamentale apporto degli artisti è stato possibile valorizzare un patrimonio culturale unico, promuovendo all’interno di siti monumentali interventi di manutenzione e restauro.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per informazioni telefonare allo 0916118168.

Prosegue la rassegna d’arte contemporanea, a cura di Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, all’Oratorio di San Mercurio di Palermo

di Redazione

Prosegue la rassegna d’arte contemporanea Sacrosanctum all’Oratorio di San Mercurio di Palermo. L’opera numero 14 della manifestazione sarà creata da Filippo Berta e presentata al pubblico, venerdì 15 marzo alle 19, a San Mercurio, dove resterà visibile al pubblico fino al 22 aprile.

Protagonista dell’opera di Berta per Sacrosanctum.14 è una pecora priva del proprio manto. Spogliata del suo vello questa piccola unità di un gregge può mostrare ora ogni sua piccola specificità, allontanandosi da un’immagine collettiva tipizzata e uniformante. Ma la pecora possiede anche un importante valore simbolico. L’Agnus dei, la vittima sacrificale, ci parla di redenzione e di patimento, di sofferenza e di accettazione. Così Isaia descrive Cristo che si avvia al martirio: “Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori” (Isaia 53,7). Filippo Berta ce ne offre una versione vivida e contemporanea.

La ricerca di Berta, focalizzata sul rapporto individuo-società, analizza le tensioni che intercorrono tra necessità di una ricerca identitaria e adesione a modelli condivisi, smascherando il falso potere generato dall’aderenza a schemi esistenziali codificati e standardizzati. Queste disarmonie sociali, generate dal rapporto fra perfezione e imperfezione, unicità e uniformità, idoli e idolatria, trovano la loro messa in forma in installazioni e performance dal sapore destabilizzante; atti performativi calati in scenari di estremo rigore visivo che si aprono spesso all’errore e alla rottura di uno stato imposto.

Giunta alla seconda edizione e al suo quinto anno di vita, Sacrosanctum è una rassegna d’arte contemporanea a cura di Adalberto Abbate e Maria Luisa Montaperto, sostenuta e organizzata dall’associazione Amici dei Musei Siciliani. Grazie al fondamentale apporto degli artisti è stato possibile valorizzare un patrimonio culturale unico, promuovendo all’interno di siti monumentali interventi di manutenzione e restauro.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per informazioni telefonare allo 0916118168.

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“Fantasy”, arriva l’arte dissacrante di Veneziano

All’interno di Palazzo Riso, quaranta lavori, fra opere pittoriche e scultoree, ed anche un’opera inedita dedicata a Palermo

di Redazione

Un dialogo dissacrante tra classicità e pop art, cosparso di simboli e citazioni. Si inaugura venerdì 8 marzo alle 18, la mostra “Fantasy” di Giuseppe Veneziano, una personale curata da Aurelio Pes, che sarà allestita all’interno del piano nobile di Palazzo Riso fino al 5 maggio. Un nuovo appuntamento per Veneziano, dopo il successo delle mostre di Massa al Palazzo Ducale e di Seravezza a Palazzo Mediceo.

Per l’occasione, l’artista di Mazzarino presenterà al pubblico quaranta lavori, fra opere pittoriche e scultoree e realizzerà un’opera inedita, dedicata a Palermo. Veneziano, utilizza la pittura, evitando una denuncia ormai usurata, a vantaggio di un’analisi e una riflessione sul vivere sociale. I suoi personaggi entrano a far parte di una composizione pittorica e scultorea, dove classicità e pop art si fondono in un dialogo continuo. Le opere si presentano al pubblico come un libro da leggere, da interpretare, da capire, il messaggio è complesso ed è presente ovunque nella minuziosa rappresentazione dei dettagli. Gesti e personaggi appartenenti alla sfera della memoria collettiva vengono dall’artista reinterpretati cercando di eludere qualsiasi banalità.

Saranno presenti all’inaugurazione, oltre all’artista, l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa; il direttore generale Sergio Alessandro; la direttrice del Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, Valeria Patrizia Li Vigni, e il curatore Aurelio Pes.

All’interno di Palazzo Riso, quaranta lavori, fra opere pittoriche e scultoree, ed anche un’opera inedita dedicata a Palermo

di Redazione

Un dialogo dissacrante tra classicità e pop art, cosparso di simboli e citazioni. Si inaugura venerdì 8 marzo alle 18, la mostra “Fantasy” di Giuseppe Veneziano, una personale curata da Aurelio Pes, che sarà allestita all’interno del piano nobile di Palazzo Riso fino al 5 maggio. Un nuovo appuntamento per Veneziano, dopo il successo delle mostre di Massa al Palazzo Ducale e di Seravezza a Palazzo Mediceo.

Per l’occasione, l’artista di Mazzarino presenterà al pubblico quaranta lavori, fra opere pittoriche e scultoree e realizzerà un’opera inedita, dedicata a Palermo. Veneziano, utilizza la pittura, evitando una denuncia ormai usurata, a vantaggio di un’analisi e una riflessione sul vivere sociale. I suoi personaggi entrano a far parte di una composizione pittorica e scultorea, dove classicità e pop art si fondono in un dialogo continuo. Le opere si presentano al pubblico come un libro da leggere, da interpretare, da capire, il messaggio è complesso ed è presente ovunque nella minuziosa rappresentazione dei dettagli. Gesti e personaggi appartenenti alla sfera della memoria collettiva vengono dall’artista reinterpretati cercando di eludere qualsiasi banalità.

Saranno presenti all’inaugurazione, oltre all’artista, l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa; il direttore generale Sergio Alessandro; la direttrice del Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, Valeria Patrizia Li Vigni, e il curatore Aurelio Pes.

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“Manna dal cielo”, Vasari in mostra al Mandralisca

Due tavole che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, saranno esposte a Cefalù per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno

di Redazione

Le due tavole dipinte da Giorgio Vasari, raffiguranti “La caduta della manna”, saranno in mostra dal 10 marzo al Museo Mandralisca di Cefalù. Le opere, che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, arrivano nella cittadina normanna per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno di Mandralisca.

La mostra “Manna dal cielo”, visitabile fino al 31 ottobre, è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca, la Galleria regionale di Palazzo Abatellis, l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana e di MondoMostre, con il patrocinio del Comune di Cefalù. L’inaugurazione è prevista il 9 marzo alle 18,30, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa.

Le due tavole dipinte da Vasari sono state realizzate nel 1545 per il refettorio di Santa Maria di Montoliveto di Napoli. Giunsero a Palermo nel 1828, dono di Francesco I di Borbone per la nascente pinacoteca della città. Le due opere sono poste in dialogo, nella pinacoteca di Palazzo Mandralisca, con la preziosa edizione del 1681 del testo del Vasari “Delle Vite de piu eccellenti pittori, scultori, et architetti”, che fa parte della Biblioteca Mandralisca.

La mostra è organizzata dal vicepresidente della Fondazione Mandralisca, Laura Gattuso, mentre la curatela scientifica e i supporti didattici sono stati realizzati da Evelina De Castro, direttrice della Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, e da Rosalia Liberto, del Cda della Fondazione Mandralisca. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19 e nel mese di agosto fino 23.

Due tavole che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, saranno esposte a Cefalù per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno

di Redazione

Le due tavole dipinte da Giorgio Vasari, raffiguranti “La caduta della manna”, saranno in mostra dal 10 marzo al Museo Mandralisca di Cefalù. Le opere, che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, arrivano nella cittadina normanna per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno di Mandralisca.

La mostra “Manna dal cielo”, visitabile fino al 31 ottobre, è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca, la Galleria regionale di Palazzo Abatellis, l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana e di MondoMostre, con il patrocinio del Comune di Cefalù. L’inaugurazione è prevista il 9 marzo alle 18,30, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa.

Le due tavole dipinte da Vasari sono state realizzate nel 1545 per il refettorio di Santa Maria di Montoliveto di Napoli. Giunsero a Palermo nel 1828, dono di Francesco I di Borbone per la nascente pinacoteca della città. Le due opere sono poste in dialogo, nella pinacoteca di Palazzo Mandralisca, con la preziosa edizione del 1681 del testo del Vasari “Delle Vite de piu eccellenti pittori, scultori, et architetti”, che fa parte della Biblioteca Mandralisca.

La mostra è organizzata dal vicepresidente della Fondazione Mandralisca, Laura Gattuso, mentre la curatela scientifica e i supporti didattici sono stati realizzati da Evelina De Castro, direttrice della Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, e da Rosalia Liberto, del Cda della Fondazione Mandralisca. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19 e nel mese di agosto fino 23.

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“Rifiutopoli”, in scena una performance sulle ecomafie

Ai Cantieri Culturali alla Zisa, le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa

di Redazione

Una conferenza-spettacolo sul traffico illegale dei rifiuti e sulle ecomafie. Arriva anche a Palermo, “Rifiutopoli. Veleni e antidoti”, performance che porta in scena le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa, per raccontare il ciclo illegale dei rifiuti, i traffici della cosiddetta ecomafia, ma anche il cambiamento concreto che i nostri gesti quotidiani possono generare. Lo spettacolo, prodotto da Cinemovel Foundation, con l’organizzazione di Legambiente, che cura il tour, è previsto per venerdì 15 marzo, alle 10, nello Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa.

Enrico Fontana, membro della segreteria nazionale di Legambiente e direttore del mensile “La Nuova Ecologia”, inizia a raccontare il mondo di Rifiutopoli nel 1984, “scoprendo che i rifiuti venivano abbandonati anche nei luoghi più belli, dove ti aspetti di vedere solo le farfalle. E invece ci trovavo di tutto: frigoriferi, lavatrici, macerie, pneumatici fuori uso, che bruciano e avvelenano l’aria”. Le farfalle, che trasformano i rifiuti organici in “nettare”, diventano il filo conduttore di una narrazione che non dimentica le tante buone storie di raccolta, riuso e riciclo del nostro Paese.

Dopo la performance, si svolgerà una tavola rotonda con gli interventi di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente; Giorgio Quagliolo, presidente del Conai e il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. L’incontro sarà coordinato dalla giornalista Marina Turco. Al termine, saranno premiati gli alunni e gli istituti finalisti del concorso di idee e prototipi “La scuola in Circolo: RifiUtili pronti all’uso”.

Ai Cantieri Culturali alla Zisa, le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa

di Redazione

Una conferenza-spettacolo sul traffico illegale dei rifiuti e sulle ecomafie. Arriva anche a Palermo, “Rifiutopoli. Veleni e antidoti”, performance che porta in scena le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa, per raccontare il ciclo illegale dei rifiuti, i traffici della cosiddetta ecomafia, ma anche il cambiamento concreto che i nostri gesti quotidiani possono generare. Lo spettacolo, prodotto da Cinemovel Foundation, con l’organizzazione di Legambiente, che cura il tour, è previsto per venerdì 15 marzo, alle 10, nello Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa.

Enrico Fontana, membro della segreteria nazionale di Legambiente e direttore del mensile “La Nuova Ecologia”, inizia a raccontare il mondo di Rifiutopoli nel 1984, “scoprendo che i rifiuti venivano abbandonati anche nei luoghi più belli, dove ti aspetti di vedere solo le farfalle. E invece ci trovavo di tutto: frigoriferi, lavatrici, macerie, pneumatici fuori uso, che bruciano e avvelenano l’aria”. Le farfalle, che trasformano i rifiuti organici in “nettare”, diventano il filo conduttore di una narrazione che non dimentica le tante buone storie di raccolta, riuso e riciclo del nostro Paese.

Dopo la performance, si svolgerà una tavola rotonda con gli interventi di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente; Giorgio Quagliolo, presidente del Conai e il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. L’incontro sarà coordinato dalla giornalista Marina Turco. Al termine, saranno premiati gli alunni e gli istituti finalisti del concorso di idee e prototipi “La scuola in Circolo: RifiUtili pronti all’uso”.

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Tutto il genio di Leonardo da Vinci in una mostra

Nelle sale di Palazzo Bonocore, a Palermo, un’esposizione dedicata al grande scienziato e artista per celebrare i 500 anni dalla morte

di Redazione

Una mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Palermo si prepara ad ospitare, nelle sale di Palazzo Bonocore, in piazza Pretoria, “Leonardo, la ragione dei sentimenti”, una grande esposizione per ammirare e comprendere, in una visione d’insieme, la straordinaria complessità di uno dei più grandi geni, non solo del Rinascimento, ma dell’intera storia.

La mostra, organizzata da Navigare Srl e curata da Alberto D’Atanasio, si inaugurerà il 13 aprile e sarà visitabile fino al 29 settembre. Protagonista sarà l’eclettismo tipico di Leonardo, tra macchine, disegni e anatomia. Si tratta di un progetto espositivo che fa proprio il concetto di “edutainment”, ossia la realizzazione di un genere d’intrattenimento culturale, formativo e spettacolare.

L’idea di organizzare una mostra sulla massima espressione umana di genialità, permette di sondare la sua poliedricità non ancora del tutto indagata, dando la possibilità di andare per tappe. Dunque, l’esposizione è volutamente didattica, l’interattività delle macchine e la loro sperimentazione renderanno unica l’esperienza. La visita permette ai visitatori di divertirsi e imparare scoprendo con curiosità i fondamentali princìpi studiati da Leonardo e ancora oggi applicati. L’obiettivo della mostra è, dunque, far interagire il pubblico con essa per comprendere ciò che Leonardo ha lasciato in eredità. Grazie ad una manovella, sarà possibile muovere i macchinari per vedere la loro funzione, inoltre, a fruizione del pubblico, ci sono le copie dei Codici Leonardeschi che ancor di più esplicano l’alto valore scientifico e culturale della mostra.

Nelle sale di Palazzo Bonocore, a Palermo, un’esposizione dedicata al grande scienziato e artista per celebrare i 500 anni dalla morte

di Redazione

Una mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Palermo si prepara ad ospitare, nelle sale di Palazzo Bonocore, in piazza Pretoria, “Leonardo, la ragione dei sentimenti”, una grande esposizione per ammirare e comprendere, in una visione d’insieme, la straordinaria complessità di uno dei più grandi geni, non solo del Rinascimento, ma dell’intera storia.

La mostra, organizzata da Navigare Srl e curata da Alberto D’Atanasio, si inaugurerà il 13 aprile e sarà visitabile fino al 29 settembre. Protagonista sarà l’eclettismo tipico di Leonardo, tra macchine, disegni e anatomia. Si tratta di un progetto espositivo che fa proprio il concetto di “edutainment”, ossia la realizzazione di un genere d’intrattenimento culturale, formativo e spettacolare.

L’idea di organizzare una mostra sulla massima espressione umana di genialità, permette di sondare la sua poliedricità non ancora del tutto indagata, dando la possibilità di andare per tappe. Dunque, l’esposizione è volutamente didattica, l’interattività delle macchine e la loro sperimentazione renderanno unica l’esperienza. La visita permette ai visitatori di divertirsi e imparare scoprendo con curiosità i fondamentali princìpi studiati da Leonardo e ancora oggi applicati. L’obiettivo della mostra è, dunque, far interagire il pubblico con essa per comprendere ciò che Leonardo ha lasciato in eredità. Grazie ad una manovella, sarà possibile muovere i macchinari per vedere la loro funzione, inoltre, a fruizione del pubblico, ci sono le copie dei Codici Leonardeschi che ancor di più esplicano l’alto valore scientifico e culturale della mostra.

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“Spettri” di Ibsen in scena al Teatro Biondo

Nuovo allestimento in prima nazionale con Micaela Esdra e Massimo Venturiello, che porta la firma di Walter Pagliaro

di Redazione

Torna sulle scene un classico di Henrik Ibsen. Micaela Esdra e Massimo Venturiello sono i protagonisti di “Spettri”, che debutta in prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo il 22 febbraio, con repliche fino al 3 marzo, nel nuovo allestimento prodotto dallo Stabile e diretto da Walter Pagliaro. Gli Spettri che Ibsen aveva immaginato nel 1881 non sono – secondo il regista – i fantasmi del passato che ritornano, ma – come suggerisce lo stesso autore – “ogni specie di vecchie morte opinioni e ogni genere di vecchie morte credenze”.

Massimo Venturiello e Riccardo Zini

“Ibsen – spiega Pagliaro – allude ai pregiudizi, alle false apparenze, ai rimorsi, alle fobie che paralizzano la libera espansione dell’individuo. Ciascun personaggio del dramma lotta con i propri spettri: chi con l’avidità, chi con l’etilismo, chi con l’infingardaggine, chi col dogmatismo, chi con la viltà”. Per questo la lotta contro gli spettri riguarda chiunque non riesca a liberarsi dal peso soffocante del passato: “Gli spettri, di cui si parla – aggiunge il regista – fluttuano continuamente dalle rimosse esperienze, ma incidono naturalmente sui comportamenti e sulle urgenze che il presente reclama: perché della lotta dell’individuo con gli spettri che ciascuno si crea nel corso della propria vita, tratta questo dramma di Ibsen. Quindi, in misura maggiore o minore, riguarda tutti noi”.

Le scene sono di Michele Ciacciofera, i costumi di Annalisa Di Piero e le musiche originali di Germano Mazzocchetti. Al fianco di Esdra (nel ruolo di Helene Alving) e di Venturiello (nel ruolo del Pastore Manders), recitano Matteo Baronchelli (Osvald Alving), Riccardo Zini (il falegname Jakob Engstrand) e Roberta Azzarone (Regine Engstrand).

Nuovo allestimento in prima nazionale con Micaela Esdra e Massimo Venturiello, che porta la firma di Walter Pagliaro

di Redazione

Torna sulle scene un classico di Henrik Ibsen. Micaela Esdra e Massimo Venturiello sono i protagonisti di “Spettri”, che debutta in prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo il 22 febbraio, con repliche fino al 3 marzo, nel nuovo allestimento prodotto dallo Stabile e diretto da Walter Pagliaro. Gli Spettri che Ibsen aveva immaginato nel 1881 non sono – secondo il regista – i fantasmi del passato che ritornano, ma – come suggerisce lo stesso autore – “ogni specie di vecchie morte opinioni e ogni genere di vecchie morte credenze”.

Massimo Venturiello e Riccardo Zini

“Ibsen – spiega Pagliaro – allude ai pregiudizi, alle false apparenze, ai rimorsi, alle fobie che paralizzano la libera espansione dell’individuo. Ciascun personaggio del dramma lotta con i propri spettri: chi con l’avidità, chi con l’etilismo, chi con l’infingardaggine, chi col dogmatismo, chi con la viltà”. Per questo la lotta contro gli spettri riguarda chiunque non riesca a liberarsi dal peso soffocante del passato: “Gli spettri, di cui si parla – aggiunge il regista – fluttuano continuamente dalle rimosse esperienze, ma incidono naturalmente sui comportamenti e sulle urgenze che il presente reclama: perché della lotta dell’individuo con gli spettri che ciascuno si crea nel corso della propria vita, tratta questo dramma di Ibsen. Quindi, in misura maggiore o minore, riguarda tutti noi”.

Le scene sono di Michele Ciacciofera, i costumi di Annalisa Di Piero e le musiche originali di Germano Mazzocchetti. Al fianco di Esdra (nel ruolo di Helene Alving) e di Venturiello (nel ruolo del Pastore Manders), recitano Matteo Baronchelli (Osvald Alving), Riccardo Zini (il falegname Jakob Engstrand) e Roberta Azzarone (Regine Engstrand).

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“Libro Fest”, un ponte tra Sicilia e Campania

La prima edizione della rassegna è stata realizzata l’anno scorso a Ustica, adesso l’evento sbarca a Pozzuoli con otto incontri, da marzo a maggio

di Redazione

Sicilia e Campania unite grazie al “Libro Fest”, festival letterario giunto alla sua seconda edizione, che dall’1 marzo all’11 maggio vedrà otto appuntamenti nei quali i protagonisti saranno il libro e la lettura. La prima edizione del festival è stata realizzata nel 2018 a Ustica, nell’ambito del Villaggio letterario, mentre quest’anno il “Libro Fest” è in programma a Pozzuoli, in Campania. Saranno otto appuntamenti, che racconteranno al pubblico la comune storia che lega la Campania e la Sicilia: si parlerà di letteratura e di cinema, ma anche del mistero dei Rosacroce e ancora del mare Mediterraneo raccontato ai bambini, di archeologia, di noir, di vino, di saggistica e di biografie legate al Sud.

La seconda edizione del “Libro Fest” è resa possibile grazie a un protocollo d’intesa tra il Comune di Pozzuoli e “Lunaria Onlus A2-Villaggio Letterario” ed è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Il titolo completo della rassegna è “Pozzuoli Villaggio Letterario – Libro Fest II edizione” e si svolgerà nelle prestigiose sedi di Palazzo Migliaresi al Rione Terra e del Polo Culturale di Palazzo Toledo. Sarà, dunque, un festival all’insegna del Sud e saranno presenti ospiti d’eccezione, fra scrittori, storici, critici letterari, attori e giornalisti. L’edizione di quest’anno del “Libro Fest” è dedicata al comandante Raimondo Bucher, che nel 1956 scoprì il patrimonio sommerso di Baia.

Dopo l’edizione di Pozzuoli, nel 2020 il “Libro Fest” tornerà nuovamente in Sicilia con la sua terza edizione: sarà, in pratica, un viaggio letterario tra Sicilia e Campania, andata e ritorno. Uno scambio, di saperi e riflessioni, che il “Villaggio Letterario” ha fortemente voluto, proprio per sottolineare i forti legami storici e culturali tra queste due grandi Terre del Sud.

Il “Libro Fest” è stato presentato a Pozzuoli durante un incontro al quale hanno preso parte l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sebastiano Tusa, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, l’assessore alla Cultura Maria Teresa Moccia Di Fraia, l’assessore della Pubblica Istruzione Anna Maria Attore, il giornalista scientifico Francesco Foresta Martin, il direttore editoriale di Canale 21 Gianni Ambrosino e l’event manager Anna Russolillo, fondatrice del Villaggio Letterario.

“La Sicilia e la Campania – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa – sono legate da un percorso storico comune. Questa rassegna sarà l’occasione di incontrare persone per evidenziare ciò che di meglio è stato studiato nel Sud e realizzato con il rigore scientifico che queste occasioni richiedono. Eventi come questo possono realizzarsi grazie alle sinergie tra le istituzioni e le associazioni che hanno a cura il territorio siciliano e campano”.

La prima edizione della rassegna è stata realizzata l’anno scorso a Ustica, adesso l’evento sbarca a Pozzuoli con otto incontri, da marzo a maggio

di Redazione

Sicilia e Campania unite grazie al “Libro Fest”, festival letterario giunto alla sua seconda edizione, che dall’1 marzo all’11 maggio vedrà otto appuntamenti nei quali i protagonisti saranno il libro e la lettura. La prima edizione del festival è stata realizzata nel 2018 a Ustica, nell’ambito del Villaggio letterario, mentre quest’anno il “Libro Fest” è in programma a Pozzuoli, in Campania. Saranno otto appuntamenti, che racconteranno al pubblico la comune storia che lega la Campania e la Sicilia: si parlerà di letteratura e di cinema, ma anche del mistero dei Rosacroce e ancora del mare Mediterraneo raccontato ai bambini, di archeologia, di noir, di vino, di saggistica e di biografie legate al Sud.

La seconda edizione del “Libro Fest” è resa possibile grazie a un protocollo d’intesa tra il Comune di Pozzuoli e “Lunaria Onlus A2-Villaggio Letterario” ed è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Il titolo completo della rassegna è “Pozzuoli Villaggio Letterario – Libro Fest II edizione” e si svolgerà nelle prestigiose sedi di Palazzo Migliaresi al Rione Terra e del Polo Culturale di Palazzo Toledo. Sarà, dunque, un festival all’insegna del Sud e saranno presenti ospiti d’eccezione, fra scrittori, storici, critici letterari, attori e giornalisti. L’edizione di quest’anno del “Libro Fest” è dedicata al comandante Raimondo Bucher, che nel 1956 scoprì il patrimonio sommerso di Baia.

Dopo l’edizione di Pozzuoli, nel 2020 il “Libro Fest” tornerà nuovamente in Sicilia con la sua terza edizione: sarà, in pratica, un viaggio letterario tra Sicilia e Campania, andata e ritorno. Uno scambio, di saperi e riflessioni, che il “Villaggio Letterario” ha fortemente voluto, proprio per sottolineare i forti legami storici e culturali tra queste due grandi Terre del Sud.

Il “Libro Fest” è stato presentato a Pozzuoli durante un incontro al quale hanno preso parte l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sebastiano Tusa, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, l’assessore alla Cultura Maria Teresa Moccia Di Fraia, l’assessore della Pubblica Istruzione Anna Maria Attore, il giornalista scientifico Francesco Foresta Martin, il direttore editoriale di Canale 21 Gianni Ambrosino e l’event manager Anna Russolillo, fondatrice del Villaggio Letterario.

“La Sicilia e la Campania – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa – sono legate da un percorso storico comune. Questa rassegna sarà l’occasione di incontrare persone per evidenziare ciò che di meglio è stato studiato nel Sud e realizzato con il rigore scientifico che queste occasioni richiedono. Eventi come questo possono realizzarsi grazie alle sinergie tra le istituzioni e le associazioni che hanno a cura il territorio siciliano e campano”.

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Torna “Esperienza inSegna”, il festival della scienza

Prevista la partecipazione di 84 scuole, con centinaia di studenti e docenti. Nove giorni all’insegna di laboratori, workshop e conferenze

di Redazione

Conto alla rovescia per la nuova edizione del festival “Esperienza inSegna”, la manifestazione scientifica ad ampio respiro, costruita intorno a tematiche annuali e organizzata dall’associazione Palermoscienza, con la partecipazione dell’Università di Palermo. L’evento si svolgerà dal 20 al 28 febbraio in viale delle Scienze e prevede la partecipazione di 84 scuole, 850 studenti, 310 insegnanti, 260 exhibit, 138 espositori, 70 laboratori e workshop e 18 conferenze.

La manifestazione, che quest’anno ha come titolo “Cambiamento”, si basa sull’idea che la trasmissione del sapere avvenga in modo da lasciare un segno sui visitatori, attraverso attività di divulgazione scientifica rivolte alla città, alle scuole e alle istituzioni. Si tratta della più importante manifestazione scientifica del Mezzogiorno, che coinvolge ogni anno i più grandi punti di riferimento della Sicilia, con tanti appuntamenti, tra incontri, convegni e laboratori.

L’associazione Palermoscienza nasce dall’esigenza di offrire in Sicilia la possibilità di sperimentare attività di comunicazione delle scienze in situazioni informali. Da qualche anno gli studenti in un numero crescente di scuole sono stati protagonisti ed animatori di mostre di exhibit da loro prodotti. L’attività svolta nelle diverse edizioni di “Esperienza inSegna” ha sempre suscitato grande interesse tra i visitatori, favorito una crescita culturale tra gli espositori ed è risultato, altresì, evidente il desiderio di stabilire in maniera non episodica un rapporto “amichevole” con il mondo delle scienze.

Quest’anno è cambiata la modalità per prenotare una visita alla manifestazione. Il cambiamento, tema di quest’anno, è sempre mirato a fornire un servizio più efficiente. A differenza degli scorsi anni non sarà più possibile prenotare tramite mail o mediante una telefonata. Occorrerà pre-iscriversi compilando un modulo disponibile a questo link. Per informazioni telefonare al 3887251384.

Prevista la partecipazione di 84 scuole, con centinaia di studenti e docenti. Nove giorni all’insegna di laboratori, workshop e conferenze

di Redazione

Conto alla rovescia per la nuova edizione del festival “Esperienza inSegna”, la manifestazione scientifica ad ampio respiro, costruita intorno a tematiche annuali e organizzata dall’associazione Palermoscienza, con la partecipazione dell’Università di Palermo. L’evento si svolgerà dal 20 al 28 febbraio in viale delle Scienze e prevede la partecipazione di 84 scuole, 850 studenti, 310 insegnanti, 260 exhibit, 138 espositori, 70 laboratori e workshop e 18 conferenze.

La manifestazione, che quest’anno ha come titolo “Cambiamento”, si basa sull’idea che la trasmissione del sapere avvenga in modo da lasciare un segno sui visitatori, attraverso attività di divulgazione scientifica rivolte alla città, alle scuole e alle istituzioni. Si tratta della più importante manifestazione scientifica del Mezzogiorno, che coinvolge ogni anno i più grandi punti di riferimento della Sicilia, con tanti appuntamenti, tra incontri, convegni e laboratori.

L’associazione Palermoscienza nasce dall’esigenza di offrire in Sicilia la possibilità di sperimentare attività di comunicazione delle scienze in situazioni informali. Da qualche anno gli studenti in un numero crescente di scuole sono stati protagonisti ed animatori di mostre di exhibit da loro prodotti. L’attività svolta nelle diverse edizioni di “Esperienza inSegna” ha sempre suscitato grande interesse tra i visitatori, favorito una crescita culturale tra gli espositori ed è risultato, altresì, evidente il desiderio di stabilire in maniera non episodica un rapporto “amichevole” con il mondo delle scienze.

Quest’anno è cambiata la modalità per prenotare una visita alla manifestazione. Il cambiamento, tema di quest’anno, è sempre mirato a fornire un servizio più efficiente. A differenza degli scorsi anni non sarà più possibile prenotare tramite mail o mediante una telefonata. Occorrerà pre-iscriversi compilando un modulo disponibile a questo link. Per informazioni telefonare al 3887251384.

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Quel rito mediatico chiamato Montalbano

In occasione delle nuove puntate della serie tv, il Museo Pasqualino organizza una visione collettiva critica con il semiologo Gianfranco Marrone

di Giulio Giallombardo

Vent’anni e non sentirli. Il commissario Montalbano diventa grande, tanto che le pagine di un libro gli stanno strette da un po’ di tempo. Il personaggio creato da Andrea Camilleri è uscito ormai dai confini del testo letterario, per trasformarsi in feticcio mediatico grazie soprattutto alla seguitissima serie televisiva. Ma non mancano apparizioni in altri media e con linguaggi diversi: radio, saggistica, fumetti, cd-rom, fino al dibattito politico. Il volto ormai è quello di Luca Zingaretti, attore che ha incarnato un personaggio piacevole e scontroso insieme, in cui convivono contrasti e pulsioni opposte.

La copertina del libro “Storia di Montalbano”

Quando manca ormai poco alla messa in onda delle due nuove puntate della serie televisiva su Rai Uno, con cui si festeggiano i vent’anni del commissario più famoso d’Italia, il Museo Antonio Pasqualino di Palermo ha organizzato una visione collettiva critica, curata dal semiologo Gianfranco Marrone, autore del libro “Storia di Montalbano”, volume che fa parte dei Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano, editi dal Museo Pasqualino. L’appuntamento è per lunedì 11 e 18 febbraio alle 20.45, in occasione della messa in onda dei nuovi episodi “L’altro capo del filo” e “Un diario del ’43”. Non è un caso che la sede degli incontri sia proprio il Museo della Marionette, alla luce dell’accostamento fatto dal semiologo palermitano, tra la figura di Montalbano e le vicende dei paladini di Francia.

“La struttura e l’organizzazione delle storie di Montalbano sono molto simili a quelle di Orlando e compagni – spiega Marrone a Le Vie dei Tesori News – . L’oralità, la scrittura, la ripetizione, la serialità, la popolarità, e così via. Così come le storie dei paladini erano materiale popolare, poi rielaborato letterariamente, anche in Camilleri c’è un continuo passaggio dalla letteratura ai media e viceversa, con uno scambio tra contesti diversi”.

Gianfranco Marrone

Ci sono poi i temi d’attualità, sempre presenti in quel di Vigata, come quello dei migranti a cui è dedicato l’episodio “L’altro capo del filo”, la cui messa in onda sta suscitando diverse polemiche, alla luce del dibattito attuale sul caso Diciotti e la vicenda della nave Sea Watch. “Mi fa sorridere questo clamore suscitato dai temi di attualità – commenta il semiologo – , sembra che nessuno si sia mai accorto che in tutte le storie di Montalbano, c’è sempre stato un riferimento alle questioni sociali e politiche e alla cronaca, con temi come mafia, prostituzione, pedofilia, droga e così via. Uno dei più importanti da sempre è proprio quello dell’immigrazione, già dal primissimo racconto, ‘Il ladro di merendine’, Montalbano quando nuota sbatte contro i cadaveri degli immigrati. Non è neanche un mistero che lo stesso Camilleri, prenda regolarmente posizione su questi temi”.

Nel corso delle due serate, ci sarà tempo anche per la convivialità, anche questo tema caro sia a Camilleri che al suo personaggio, che ormai pirandellianamente vive di vita propria. Dopo la visione critica ad ingresso libero, preceduta da una presentazione fatta dal semiologo, seguirà una degustazione gratuita di birre artigianali e arancine. Del resto, dove c’è Montalbano, il buon cibo non può mancare.

In occasione delle nuove puntate della serie tv, il Museo Pasqualino organizza una visione collettiva critica con il semiologo Gianfranco Marrone

di Giulio Giallombardo

Vent’anni e non sentirli. Il commissario Montalbano diventa grande, tanto che le pagine di un libro gli stanno strette da un po’ di tempo. Il personaggio creato da Andrea Camilleri è uscito ormai dai confini del testo letterario, per trasformarsi in feticcio mediatico grazie soprattutto alla seguitissima serie televisiva. Ma non mancano apparizioni in altri media e con linguaggi diversi: radio, saggistica, fumetti, cd-rom, fino al dibattito politico. Il volto ormai è quello di Luca Zingaretti, attore che ha incarnato un personaggio piacevole e scontroso insieme, in cui convivono contrasti e pulsioni opposte.

La copertina del libro “Storia di Montalbano”

Quando manca ormai poco alla messa in onda delle due nuove puntate della serie televisiva su Rai Uno, con cui si festeggiano i vent’anni del commissario più famoso d’Italia, il Museo Antonio Pasqualino di Palermo ha organizzato una visione collettiva critica, curata dal semiologo Gianfranco Marrone, autore del libro “Storia di Montalbano”, volume che fa parte dei Nuovi quaderni del Circolo semiologico siciliano, editi dal Museo Pasqualino. L’appuntamento è per lunedì 11 e 18 febbraio alle 20.45, in occasione della messa in onda dei nuovi episodi “L’altro capo del filo” e “Un diario del ’43”. Non è un caso che la sede degli incontri sia proprio il Museo della Marionette, alla luce dell’accostamento fatto dal semiologo palermitano, tra la figura di Montalbano e le vicende dei paladini di Francia.

“La struttura e l’organizzazione delle storie di Montalbano sono molto simili a quelle di Orlando e compagni – spiega Marrone a Le Vie dei Tesori News – . L’oralità, la scrittura, la ripetizione, la serialità, la popolarità, e così via. Così come le storie dei paladini erano materiale popolare, poi rielaborato letterariamente, anche in Camilleri c’è un continuo passaggio dalla letteratura ai media e viceversa, con uno scambio tra contesti diversi”.

Gianfranco Marrone

Ci sono poi i temi d’attualità, sempre presenti in quel di Vigata, come quello dei migranti a cui è dedicato l’episodio “L’altro capo del filo”, la cui messa in onda sta suscitando diverse polemiche, alla luce del dibattito attuale sul caso Diciotti e la vicenda della nave Sea Watch. “Mi fa sorridere questo clamore suscitato dai temi di attualità – commenta il semiologo – , sembra che nessuno si sia mai accorto che in tutte le storie di Montalbano, c’è sempre stato un riferimento alle questioni sociali e politiche e alla cronaca, con temi come mafia, prostituzione, pedofilia, droga e così via. Uno dei più importanti da sempre è proprio quello dell’immigrazione, già dal primissimo racconto, ‘Il ladro di merendine’, Montalbano quando nuota sbatte contro i cadaveri degli immigrati. Non è neanche un mistero che lo stesso Camilleri, prenda regolarmente posizione su questi temi”.

Nel corso delle due serate, ci sarà tempo anche per la convivialità, anche questo tema caro sia a Camilleri che al suo personaggio, che ormai pirandellianamente vive di vita propria. Dopo la visione critica ad ingresso libero, preceduta da una presentazione fatta dal semiologo, seguirà una degustazione gratuita di birre artigianali e arancine. Del resto, dove c’è Montalbano, il buon cibo non può mancare.

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Incisioni da tutto il mondo per celebrare la donna

Fa tappa a Palermo la mostra itinerante che sta girando l’Europa, con la storica collezione dell’Associazione italiana Ex Libris

di Redazione

Un omaggio alla figura femminile nell’arte. Questo il messaggio della mostra dal titolo “Eva. La donna Eterna”, promossa dall’Associazione italiana Ex Libris (Aie). Tra le duecento opere in esposizione di 150 artisti e incisori di tutto il mondo, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, saranno presenti anche le incisioni di 33 studenti del corso di grafica d’arte del dipartimento Arti Visive, a cura dei professori Riccardo Mazzarino e Giovanni D’Alessandro con la partecipazione professoressa Loredana Dioguardi della Scuola di Grafica d’Arte e tecniche dell’incisione.

La mostra si inaugura a Palermo giovedì 7 febbraio, alle 17, nella Galleria “L’Altro” in via Torremuzza e sarà aperta al pubblico sino al 24 febbraio. La rassegna di incisioni è itinerante ed ha già toccato le città di Atene, Praga, Veliko Tarnovo e Varna in Bulgaria, Creta e a metà marzo sarà a Sint Niklaas, in Belgio. Le opere in esposizione appartengono alla ricca collezione dell’Associazione italiana Ex Libris, con 30 anni di attività, e che ha raccolto il patrimonio dell’Associazione Bnel di Milano.

La mostra è articolata in due sezioni: nella prima sono raccolte le incisioni della collezione storica dell’Associazione, con anche alcune xilografie di inizio ‘900, mentre nella seconda si possono ammirare i lavori realizzati dai più importanti artisti contemporanei. Accanto alle grafiche di Luigi Bompard, Celeste Guidi ed Ernesto Guffanti, sono esposte le calcografie dei grandi incisori di oggi, Jurij Jakovenko, Edward Penkov, Peter Velikov, Hristo Kerin, solo per citarne alcuni.

All’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Mario Zito, e Angelo Sampietro, presidente Aie. L’ingresso è gratuito da lunedì a sabato, dalle 17 alle 20. Al mattino su appuntamento chiamando il 3473012222.

Fa tappa a Palermo la mostra itinerante che sta girando l’Europa, con la storica collezione dell’Associazione italiana Ex Libris

di Redazione

Un omaggio alla figura femminile nell’arte. Questo il messaggio della mostra dal titolo “Eva. La donna Eterna”, promossa dall’Associazione italiana Ex Libris (Aie). Tra le duecento opere in esposizione di 150 artisti e incisori di tutto il mondo, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, saranno presenti anche le incisioni di 33 studenti del corso di grafica d’arte del dipartimento Arti Visive, a cura dei professori Riccardo Mazzarino e Giovanni D’Alessandro con la partecipazione professoressa Loredana Dioguardi della Scuola di Grafica d’Arte e tecniche dell’incisione.

La mostra si inaugura a Palermo giovedì 7 febbraio, alle 17, nella Galleria “L’Altro” in via Torremuzza e sarà aperta al pubblico sino al 24 febbraio. La rassegna di incisioni è itinerante ed ha già toccato le città di Atene, Praga, Veliko Tarnovo e Varna in Bulgaria, Creta e a metà marzo sarà a Sint Niklaas, in Belgio. Le opere in esposizione appartengono alla ricca collezione dell’Associazione italiana Ex Libris, con 30 anni di attività, e che ha raccolto il patrimonio dell’Associazione Bnel di Milano.

La mostra è articolata in due sezioni: nella prima sono raccolte le incisioni della collezione storica dell’Associazione, con anche alcune xilografie di inizio ‘900, mentre nella seconda si possono ammirare i lavori realizzati dai più importanti artisti contemporanei. Accanto alle grafiche di Luigi Bompard, Celeste Guidi ed Ernesto Guffanti, sono esposte le calcografie dei grandi incisori di oggi, Jurij Jakovenko, Edward Penkov, Peter Velikov, Hristo Kerin, solo per citarne alcuni.

All’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Mario Zito, e Angelo Sampietro, presidente Aie. L’ingresso è gratuito da lunedì a sabato, dalle 17 alle 20. Al mattino su appuntamento chiamando il 3473012222.

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