Alberto Angela riceve la laurea “honoris causa”

Riconoscimento dell’Università di Palermo allo scrittore e divulgatore scientifico per la sua attività di comunicazione del patrimonio culturale

di Redazione

Racconta le “meraviglie” del mondo come pochi altri, tra sorrisi sornioni, toni colloquiali e inconfondibili gestualità. Non è un caso che l’Università di Palermo abbia deciso di conferigli la laurea “honoris causa” in “Comunicazione del Patrimonio Culturale”. Neo dottore sarà l’eclettico Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, che ha fatto del racconto di storie e tesori la sua missione di vita.

La cerimonia sarà celebrata martedì 14 maggio, alle 11, nella Sala delle Capriate dello Steri. Come vuole la prassi, sarà il rettore dell’Università, Fabrizio Micari, a conferire il titolo allo scrittore. Dopo i saluti, il programma prevede gli interventi di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio culturale, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società. Quindi la lettura della motivazione da parte di Salvatore Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei Corsi di studi in Scienze della Comunicazione; la laudatio a cura di Serena Marcenò, docente di filosofia politica, e per finire, la lectio magistralis dello stesso Alberto Angela.

L’evento ha l’obiettivo, inoltre, di far conoscere il corso di laurea in Comunicazione per il Patrimonio culturale, che forma esperti che saranno poi destinati a diventare professionisti in tutti gli ambiti della comunicazione relativa al patrimonio materiale e immateriale. Ciò avverrà con un testimone d’eccezione che ha fatto di quest’ambito la propria ragione di vita. La laurea “honoris causa” ad Alberto Angela è la seconda conferita dall’ateneo palermitano, dopo quella a Ferzan Opzetek di pochi giorni. Chiuderà questo ciclo di riconoscimenti la laurea “honoris causa” a Moni Ovadia.

Riconoscimento dell’Università di Palermo allo scrittore e divulgatore scientifico per la sua attività di comunicazione del patrimonio culturale

di Redazione

Racconta le “meraviglie” del mondo come pochi altri, tra sorrisi sornioni, toni colloquiali e inconfondibili gestualità. Non è un caso che l’Università di Palermo abbia deciso di conferigli la laurea “honoris causa” in “Comunicazione del Patrimonio Culturale”. Neo dottore sarà l’eclettico Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, che ha fatto del racconto di storie e tesori la sua missione di vita.

La cerimonia sarà celebrata martedì 14 maggio, alle 11, nella Sala delle Capriate dello Steri. Come vuole la prassi, sarà il rettore dell’Università, Fabrizio Micari, a conferire il titolo allo scrittore. Dopo i saluti, il programma prevede gli interventi di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio culturale, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società. Quindi la lettura della motivazione da parte di Salvatore Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei Corsi di studi in Scienze della Comunicazione; la laudatio a cura di Serena Marcenò, docente di filosofia politica, e per finire, la lectio magistralis dello stesso Alberto Angela.

L’evento ha l’obiettivo, inoltre, di far conoscere il corso di laurea in Comunicazione per il Patrimonio culturale, che forma esperti che saranno poi destinati a diventare professionisti in tutti gli ambiti della comunicazione relativa al patrimonio materiale e immateriale. Ciò avverrà con un testimone d’eccezione che ha fatto di quest’ambito la propria ragione di vita. La laurea “honoris causa” ad Alberto Angela è la seconda conferita dall’ateneo palermitano, dopo quella a Ferzan Opzetek di pochi giorni. Chiuderà questo ciclo di riconoscimenti la laurea “honoris causa” a Moni Ovadia.

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I mille suoni del pianoforte

Il re degli strumenti musicali sarà protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti con ospiti internazionali organizzato da Curva Minore

di Redazione

Il pianoforte in tutte le declinazioni delle sonorità contemporanea. Il re degli strumenti musicali sarà l’indiscusso protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti che l’associazione Curva Minore propone, dall’8 al 12 maggio, alla Sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo.

Tony Di Napoli

La rassegna, ideata dal contrabbassista Lelio Giannetto, s’inaugura alle 21,15 con “Litophonie”, un concerto del visionario compositore-percussionista italo-francese Tony Di Napoli, che suonerà le sue sculture di pietra accordate a intervalli microtonali. Ma la prima serata vedrà anche la presenza di Fabrizio Ottaviucci, il grande pianista famoso in tutto il mondo per le partecipazioni ai più importanti festival di musica contemporanea. Appuntamento alle 22,15 con il concerto “La via del suono”.

Judith Wegmann

Doppio concerto per la pianista Judith Wegmann. Il 9 maggio eseguirà per la prima volta in Italia musiche di alcuni compositori svizzeri della nuova scena, incontrando anche alcuni musicisti della Sicilian Improvisers Orchestra. Il 12 maggio alle 22 sarà la volta di “Triadic Memories”, una delle più importanti opere del secondo ‘900 sulla ricerca del rapporto tridimensionale di spazio, tempo e suono. L’ascolto avverrà in condizioni di estrema distensione con cuscini e tappeti disposti in modo da poter essere utilizzati dal pubblico che potrà adagiarsi anche sotto il pianoforte. Entrambe le interpretazioni della pianista svizzera saranno accompagnate dalle opere di light design create dall’artista Stephan Hostettler.

Il 10 maggio, alle 21,15, la giovanissima ma già affermata pianista siciliana Alessandra Pipitone eseguirà per la prima volta un recital di musiche che da Lachenmann arriva fino a Cage, passando per Franco Evangelisti, Henly Cowel e Arvo Part. La pianista, inoltre, sarà insieme all’attrice Stefania Blandeburgo per la realizzazione di “Oltre”, un’azione scenica su testi poetici di Domenico Labate che propone una costante ricerca sulla parola poetica. Infine, l’Ensemble Yin da Marsiglia, in collaborazione con Institut Francais Palermo, realizzerà due opere in prima esecuzione assoluta grazie all’opera del direttore musicale Philippe Festou. Il primo concerto il 10 maggio alle 22,15, il secondo l’11 maggio alle 21,30, insieme alla Sicilian Improvisers Orchestra.

Il re degli strumenti musicali sarà protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti con ospiti internazionali organizzato da Curva Minore

di Redazione

Il pianoforte in tutte le declinazioni delle sonorità contemporanea. Il re degli strumenti musicali sarà l’indiscusso protagonista di “Pianissimo”, un ciclo di concerti che l’associazione Curva Minore propone, dall’8 al 12 maggio, alla Sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo.

Tony Di Napoli

La rassegna, ideata dal contrabbassista Lelio Giannetto, s’inaugura alle 21,15 con “Litophonie”, un concerto del visionario compositore-percussionista italo-francese Tony Di Napoli, che suonerà le sue sculture di pietra accordate a intervalli microtonali. Ma la prima serata vedrà anche la presenza di Fabrizio Ottaviucci, il grande pianista famoso in tutto il mondo per le partecipazioni ai più importanti festival di musica contemporanea. Appuntamento alle 22,15 con il concerto “La via del suono”.

Judith Wegmann

Doppio concerto per la pianista Judith Wegmann. Il 9 maggio eseguirà per la prima volta in Italia musiche di alcuni compositori svizzeri della nuova scena, incontrando anche alcuni musicisti della Sicilian Improvisers Orchestra. Il 12 maggio alle 22 sarà la volta di “Triadic Memories”, una delle più importanti opere del secondo ‘900 sulla ricerca del rapporto tridimensionale di spazio, tempo e suono. L’ascolto avverrà in condizioni di estrema distensione con cuscini e tappeti disposti in modo da poter essere utilizzati dal pubblico che potrà adagiarsi anche sotto il pianoforte. Entrambe le interpretazioni della pianista svizzera saranno accompagnate dalle opere di light design create dall’artista Stephan Hostettler.

Il 10 maggio, alle 21,15, la giovanissima ma già affermata pianista siciliana Alessandra Pipitone eseguirà per la prima volta un recital di musiche che da Lachenmann arriva fino a Cage, passando per Franco Evangelisti, Henly Cowel e Arvo Part. La pianista, inoltre, sarà insieme all’attrice Stefania Blandeburgo per la realizzazione di “Oltre”, un’azione scenica su testi poetici di Domenico Labate che propone una costante ricerca sulla parola poetica. Infine, l’Ensemble Yin da Marsiglia, in collaborazione con Institut Francais Palermo, realizzerà due opere in prima esecuzione assoluta grazie all’opera del direttore musicale Philippe Festou. Il primo concerto il 10 maggio alle 22,15, il secondo l’11 maggio alle 21,30, insieme alla Sicilian Improvisers Orchestra.

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Rinasce il velodromo tra musica e legalità

L’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival inaugura, dopo sei anni di chiusura, la struttura sportiva palermitana, pronta ad accogliere migliaia di spettatori

di Giulio Giallombardo

Si riaccendono i riflettori del velodromo di Palermo. Le luci tornano a illuminare l’impianto sportivo dello Zen, dopo sei anni di buio. Un’agonia che s’interrompe nel segno della musica e della legalità con l’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, che con le sue sonorità elettroniche fa ballare ogni anno migliaia di persone provenienti da tutta Europa. Il festival, una macchina che ogni anno dà lavoro a più di 300 persone, sbarcherà in città l’8 e il 9 giugno, portando con sé i ritmi dance di Gigi D’Agostino o degli Eiffel 65, quelli techno di Fisher e il trap italiano del giovanissimo Capo Plaza. Questi sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno in occasione del festival, presentato questo pomeriggio a Palazzo delle Aquile.

I nuovi seggiolini del velodromo

La riapertura dell’impianto di via Lanza di Scalea, che potrà accogliere tra gradinate e tribune 11.155 spettatori, era stata già anticipata lo scorso marzo, dopo un sopralluogo del sindaco Leoluca Orlando e del suo vice Fabio Giambrone. Tutti i lavori sono stati eseguiti in house, senza appalti esterni se non quelli per l’acquisto dei materiali. La spesa complessiva ammonta a circa un milione di euro euro, utilizzati soprattutto per ripristinare le gradinate, la pista bike, il prato sintetico, gli impianti idrici e quelli elettrici, danneggiati da continui atti vandalici. Sono stati ristrutturati anche i servizi igienici sotto le tribune ed è stato installato un impianto di videosorveglianza attorno e all’interno della struttura. Inoltre, il prato in erba sintetica, grande 10.600 metri quadri che potrà ospitare oltre 5mila persone, sarà omologato e potrà essere utilizzato sia per gli incontri di calcio, che per il football americano e il rugby. Sono stati sostituiti tutti i seggiolini, oltre 500 metri quadri di cancelli perimetrali, ripresi oltre 2mila metri quadri di aree verdi e smaltiti oltre 600 metri cubi tra plastica, legno e ferro.

Ma in attesa dello sport, spazio intanto alla musica ed anche alla legalità. È, infatti, testimonial dell’evento Valeria Grasso, l’imprenditrice e testimone di giustizia che con le sue denunce si è ribellata al pizzo e ha dichiarato guerra alla mafia. Non è un caso che l’evento di giugno si svolgerà nel rinato impianto dedicato a Paolo Borsellino, un primo assaggio in attesa della fine dei lavori nella tribuna coperta previsti per il prossimo ottobre, quando l’intera struttura sarà a regime. “Là abbiamo fatto la prima festa quando sono tornata dalla località segreta – ha detto Valeria Grasso, che oggi è delegata per i rapporti istituzionali del sottosegretario al Ministero della Salute, Armando Bartolazzi – e là vogliamo portare avanti quello che abbiamo iniziato. La mia forza sono sempre stati i giovani, gli imprenditori, le donne. Voglio che la mia storia, il mio vissuto, sia uno stimolo capace di infondere il coraggio necessario per opporsi a soprusi illeciti, violenti e mafiosi. I ragazzi sono il faro di questa terra, voglio dire loro di non avere paura”.

Lavori al velodromo

Su questa scia, il tema di quest’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, nato dalle idee di Fabrizio Lo Cascio, Vincenzo Grasso e Luca Norato, è dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni alla legalità, al problema dell’abuso e delle dipendenze. Palermo sarà solo la prima tappa di un progetto itinerante che approderà la prossima estate a Roma, quella dopo ancora a Milano e il prossimo 17 agosto anche al parco archeologico di Selinunte.

Molto ricco il programma musicale della due giorni. Si inizia l’8 giugno con Gigi D’Agostino, noto come Gigi Dag, l’eccentrico dj e produttore italiano con una carriera pluridecennale alle spalle. Si prosegue con Capo Plaza, uno dei nomi più in vista della scena trap italiana, già disco di platino ad appena 20 anni, e gli Eiffel 65, uno dei gruppi musicali eurodance più celebri al mondo arrivati al successo grazie al brano “Blue da ba dee”. Si prosegue il 9 giugno con Fisher, uno dei più apprezzati rappresentanti della musica techno, con una nomination come miglior disco dance ai Grammy Awards e agli Aria Music Award. Sul palco anche Nicole Moudaber, ribattezzata come “The queen of dark house”, prima dj ad aver portato la cultura clubbing a Beirut; Dubfire, uno dei più celebri dj techno e produttore iraniano quattro volte vincitore del Grammy Award; e Wade, maestro della musica elettronica entrato nel Beatport Tech-House top100 per ben 24 volte. Presenti, inoltre, il dj tech-house Carlo Lio; Othelloman, il rapper alter ego di Salvatore Petrotta; il dj emergente Daniele Travali e infine Cristian Viviano.

Un momento della conferenza stampa

Presenti questo pomeriggio alla conferenza stampa, oltre Valeria Grasso e gli organizzatori del festival, il sindaco Leoluca Orlando; l’assessore comunale al Coime e Decoro Urbano e vicesindaco Fabio Giambrone; il capo area del settore tecnico del Coime, Mario Scotto, e Anna Maria Maggio, responsabile dell’Unità di Strada del Dipartimento Salute Mentale dell’Asp Palermo. “Finalmente Palermo torna ad avere uno spazio pubblico adatto ai grandi eventi musicali – ha dichiarato Orlando – . Questa manifestazione sarà certamente soltanto la prima di una lunga serie, perché da ora il velodromo sarà non soltanto sempre aperto e fruibile, ma lo sarà sempre di più anche per gli eventi sportivi, grazie all’impegno del Coime e delle sue maestranze. Speriamo presto di poter rendere fruibile anche la tribuna, ma siamo certi che da subito questa struttura sarà piena e che ogni manifestazione che vi organizzeremo registrerà il tutto esaurito”.

L’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival inaugura, dopo sei anni di chiusura, la struttura sportiva palermitana, pronta ad accogliere migliaia di spettatori

di Giulio Giallombardo

Si riaccendono i riflettori del velodromo di Palermo. Le luci tornano a illuminare l’impianto sportivo dello Zen, dopo sei anni di buio. Un’agonia che s’interrompe nel segno della musica e della legalità con l’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, che con le sue sonorità elettroniche fa ballare ogni anno migliaia di persone provenienti da tutta Europa. Il festival, una macchina che ogni anno dà lavoro a più di 300 persone, sbarcherà in città l’8 e il 9 giugno, portando con sé i ritmi dance di Gigi D’Agostino o degli Eiffel 65, quelli techno di Fisher e il trap italiano del giovanissimo Capo Plaza. Questi sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno in occasione del festival, presentato questo pomeriggio a Palazzo delle Aquile.

I nuovi seggiolini del velodromo

La riapertura dell’impianto di via Lanza di Scalea, che potrà accogliere tra gradinate e tribune 11.155 spettatori, era stata già anticipata lo scorso marzo, dopo un sopralluogo del sindaco Leoluca Orlando e del suo vice Fabio Giambrone. Tutti i lavori sono stati eseguiti in house, senza appalti esterni se non quelli per l’acquisto dei materiali. La spesa complessiva ammonta a circa un milione di euro euro, utilizzati soprattutto per ripristinare le gradinate, la pista bike, il prato sintetico, gli impianti idrici e quelli elettrici, danneggiati da continui atti vandalici. Sono stati ristrutturati anche i servizi igienici sotto le tribune ed è stato installato un impianto di videosorveglianza attorno e all’interno della struttura. Inoltre, il prato in erba sintetica, grande 10.600 metri quadri che potrà ospitare oltre 5mila persone, sarà omologato e potrà essere utilizzato sia per gli incontri di calcio, che per il football americano e il rugby. Sono stati sostituiti tutti i seggiolini, oltre 500 metri quadri di cancelli perimetrali, ripresi oltre 2mila metri quadri di aree verdi e smaltiti oltre 600 metri cubi tra plastica, legno e ferro.

Ma in attesa dello sport, spazio intanto alla musica ed anche alla legalità. È, infatti, testimonial dell’evento Valeria Grasso, l’imprenditrice e testimone di giustizia che con le sue denunce si è ribellata al pizzo e ha dichiarato guerra alla mafia. Non è un caso che l’evento di giugno si svolgerà nel rinato impianto dedicato a Paolo Borsellino, un primo assaggio in attesa della fine dei lavori nella tribuna coperta previsti per il prossimo ottobre, quando l’intera struttura sarà a regime. “Là abbiamo fatto la prima festa quando sono tornata dalla località segreta – ha detto Valeria Grasso, che oggi è delegata per i rapporti istituzionali del sottosegretario al Ministero della Salute, Armando Bartolazzi – e là vogliamo portare avanti quello che abbiamo iniziato. La mia forza sono sempre stati i giovani, gli imprenditori, le donne. Voglio che la mia storia, il mio vissuto, sia uno stimolo capace di infondere il coraggio necessario per opporsi a soprusi illeciti, violenti e mafiosi. I ragazzi sono il faro di questa terra, voglio dire loro di non avere paura”.

Lavori al velodromo

Su questa scia, il tema di quest’ottava edizione dell’Unlocked Music Festival, nato dalle idee di Fabrizio Lo Cascio, Vincenzo Grasso e Luca Norato, è dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni alla legalità, al problema dell’abuso e delle dipendenze. Palermo sarà solo la prima tappa di un progetto itinerante che approderà la prossima estate a Roma, quella dopo ancora a Milano e il prossimo 17 agosto anche al parco archeologico di Selinunte.

Molto ricco il programma musicale della due giorni. Si inizia l’8 giugno con Gigi D’Agostino, noto come Gigi Dag, l’eccentrico dj e produttore italiano con una carriera pluridecennale alle spalle. Si prosegue con Capo Plaza, uno dei nomi più in vista della scena trap italiana, già disco di platino ad appena 20 anni, e gli Eiffel 65, uno dei gruppi musicali eurodance più celebri al mondo arrivati al successo grazie al brano “Blue da ba dee”. Si prosegue il 9 giugno con Fisher, uno dei più apprezzati rappresentanti della musica techno, con una nomination come miglior disco dance ai Grammy Awards e agli Aria Music Award. Sul palco anche Nicole Moudaber, ribattezzata come “The queen of dark house”, prima dj ad aver portato la cultura clubbing a Beirut; Dubfire, uno dei più celebri dj techno e produttore iraniano quattro volte vincitore del Grammy Award; e Wade, maestro della musica elettronica entrato nel Beatport Tech-House top100 per ben 24 volte. Presenti, inoltre, il dj tech-house Carlo Lio; Othelloman, il rapper alter ego di Salvatore Petrotta; il dj emergente Daniele Travali e infine Cristian Viviano.

Un momento della conferenza stampa

Presenti questo pomeriggio alla conferenza stampa, oltre Valeria Grasso e gli organizzatori del festival, il sindaco Leoluca Orlando; l’assessore comunale al Coime e Decoro Urbano e vicesindaco Fabio Giambrone; il capo area del settore tecnico del Coime, Mario Scotto, e Anna Maria Maggio, responsabile dell’Unità di Strada del Dipartimento Salute Mentale dell’Asp Palermo. “Finalmente Palermo torna ad avere uno spazio pubblico adatto ai grandi eventi musicali – ha dichiarato Orlando – . Questa manifestazione sarà certamente soltanto la prima di una lunga serie, perché da ora il velodromo sarà non soltanto sempre aperto e fruibile, ma lo sarà sempre di più anche per gli eventi sportivi, grazie all’impegno del Coime e delle sue maestranze. Speriamo presto di poter rendere fruibile anche la tribuna, ma siamo certi che da subito questa struttura sarà piena e che ogni manifestazione che vi organizzeremo registrerà il tutto esaurito”.

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Le tragedie classiche rivivono al Teatro Antico

È tutto pronto a Catania per l’Amenanos Festival, un cartellone di quattro spettacoli, da Eschilo a Shakespeare, che tornano simbolicamente nel loro luogo originario

di Marco Russo

Il Teatro Antico di Catania rivive nel segno delle tragedie classiche. Un cartellone di quattro spettacoli animerà, dal 3 al 19 maggio, il monumento risalente al II secolo che si trova nel cuore della città etnea. È tutto pronto per l’Amenanos Festival, un programma di rappresentazioni, da Eschilo a Shakespeare, pensate per valorizzare il fiume Amenano, che scorre sotto la cavea e il palco, e che verrà adeguatamente coperto da strutture trasparenti in plexiglass.

La locandina dell’Amenanos Festival

Si comincia con “Prometheus”, tratto dalla tragedia di Eschilo, che andrà in scena in prima assoluta dal 3 al 6 maggio alle 19, con la regia di Daniele Salvo, unico ad aver diretto quattro tragedie al Teatro greco di Siracusa. Poi sarà la volta di “Choros”, in scena il 10 e 11 maggio alle 21. Si tratta di un concerto per soli, coro, strumenti e voci recitanti, ideato e diretto da Marco Podda, che ripropone le musiche originali scritte per il teatro antico dal 2005 al 2016. Spazio, dunque, a Shakespeare, il 17 e 18 maggio alle 19, con lo spettacolo “Sonetti d’Amore”, firmato da Melania Giglio e prodotto dal Globe Theatre Roma di Gigi Proietti. Quattro personaggi daranno voce e corpo ad alcune tra le più belle composizioni del “Bardo”. La rassegna si chiude ancora nel segno di Shakespeare con “William and Elizabeth”, in scena il 19 maggio alle 19, uno spettacolo dedicato al rapporto tra il drammaturgo e la regina Elisabetta I. La regia è sempre di Melania Giglio, con la produzione del Globe.

Michele Di Dio

“Finalmente, per la prima volta dopo la riapertura, il Teatro Antico ospiterà un ciclo spettacoli classici”. È soddisfatto Michele Di Dio, presidente dell’associazione Dide, che ha organizzato il festival e sognava da tempo di mettere in scena spettacoli tragici nel teatro antico di Catania. “Il paradosso è che non si sia fatto prima – confessa Di Dio a Le Vie dei Tesori News – . Questo festival vuole rappresentare l’anno zero, l’inizio di un percorso che vede la Sicilia orientale come fulcro di un circuito culturale che, con Taormina e Siracusa, ha tre teatri antichi nel raggio di 130 chilometri, predisposti alla fruizione di spettacoli. Un unicum che non esiste da nessuna altra parte del mondo”.

Così, adesso, il teatro greco-romano si prepara a ospitare di nuovo spettacoli classici. Per l’occasione il proscenio sarà coperto con un policarbonato trasparente, progettato dagli architetti Luca Fauzia e Salvatore Ciantia, attraverso cui si potrà vedere scorrere l’acqua del fiume Amenano. “Finalmente riparte la programmazione al Teatro Antico con questa bellissima rassegna – ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Catania, Barbara Mirabella – un’iniziativa che riporta le tragedie nel loro luogo naturale, facendo conoscere questo straordinario monumento a cittadini e turisti”.

È tutto pronto a Catania per l’Amenanos Festival, un cartellone di quattro spettacoli, da Eschilo a Shakespeare, che tornano simbolicamente nel loro luogo originario

di Marco Russo

Il Teatro Antico di Catania rivive nel segno delle tragedie classiche. Un cartellone di quattro spettacoli animerà, dal 3 al 19 maggio, il monumento risalente al II secolo che si trova nel cuore della città etnea. È tutto pronto per l’Amenanos Festival, un programma di rappresentazioni, da Eschilo a Shakespeare, pensate per valorizzare il fiume Amenano, che scorre sotto la cavea e il palco, e che verrà adeguatamente coperto da strutture trasparenti in plexiglass.

La locandina dell’Amenanos Festival

Si comincia con “Prometheus”, tratto dalla tragedia di Eschilo, che andrà in scena in prima assoluta dal 3 al 6 maggio alle 19, con la regia di Daniele Salvo, unico ad aver diretto quattro tragedie al Teatro greco di Siracusa. Poi sarà la volta di “Choros”, in scena il 10 e 11 maggio alle 21. Si tratta di un concerto per soli, coro, strumenti e voci recitanti, ideato e diretto da Marco Podda, che ripropone le musiche originali scritte per il teatro antico dal 2005 al 2016. Spazio, dunque, a Shakespeare, il 17 e 18 maggio alle 19, con lo spettacolo “Sonetti d’Amore”, firmato da Melania Giglio e prodotto dal Globe Theatre Roma di Gigi Proietti. Quattro personaggi daranno voce e corpo ad alcune tra le più belle composizioni del “Bardo”. La rassegna si chiude ancora nel segno di Shakespeare con “William and Elizabeth”, in scena il 19 maggio alle 19, uno spettacolo dedicato al rapporto tra il drammaturgo e la regina Elisabetta I. La regia è sempre di Melania Giglio, con la produzione del Globe.

Michele Di Dio

“Finalmente, per la prima volta dopo la riapertura, il Teatro Antico ospiterà un ciclo spettacoli classici”. È soddisfatto Michele Di Dio, presidente dell’associazione Dide, che ha organizzato il festival e sognava da tempo di mettere in scena spettacoli tragici nel teatro antico di Catania. “Il paradosso è che non si sia fatto prima – confessa Di Dio a Le Vie dei Tesori News – . Questo festival vuole rappresentare l’anno zero, l’inizio di un percorso che vede la Sicilia orientale come fulcro di un circuito culturale che, con Taormina e Siracusa, ha tre teatri antichi nel raggio di 130 chilometri, predisposti alla fruizione di spettacoli. Un unicum che non esiste da nessuna altra parte del mondo”.

Così, adesso, il teatro greco-romano si prepara a ospitare di nuovo spettacoli classici. Per l’occasione il proscenio sarà coperto con un policarbonato trasparente, progettato dagli architetti Luca Fauzia e Salvatore Ciantia, attraverso cui si potrà vedere scorrere l’acqua del fiume Amenano. “Finalmente riparte la programmazione al Teatro Antico con questa bellissima rassegna – ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Catania, Barbara Mirabella – un’iniziativa che riporta le tragedie nel loro luogo naturale, facendo conoscere questo straordinario monumento a cittadini e turisti”.

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Musica, incontri e mostre nel segno dell’arte sacra

Torna “Invisibilia”, la rassegna organizzata dall’Arcidiocesi di Palermo che prevede un mese di appuntamenti nelle chiese del centro storico

di Marco Russo

Concerti, incontri, visite guidate e performance all’insegna dell’arte e della spiritualità. Torna anche quest’anno “Invisibilia”, la rassegna di appuntamenti culturali nel centro storico di Palermo dedicati alle parole, alle immagini e ai suoni del sacro. La manifestazione è organizzata dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo, in collaborazione con l’Università degli Studi, con l’Accademia delle Belle Arti, con il Conservatorio Scarlatti, insieme ad alcune confraternite mariane, e con l’Orchestra e il Coro Quattrocanti.

La locandina della rassegna

Un fitto mese di eventi che inizia il 2 maggio per concludersi l’1 giugno, in cui si alterneranno momenti di preghiera in musica, incontri, concerti e mostre, tra cui quella sui beni culturali di Ciminna (qui il programma completo). L’evento inaugurale s’intitola “Spazi di luce a Santa Caterina d’Alessandria”, una performance di lighting design, musica e parole per scoprire la storia e i significati teologici nascosti nel monastero che si affaccia su piazza Bellini e piazza Pretoria. La performance, a cura dell’Accademia di Belle Arti, in collaborazione col Conservatorio di Palermo e l’ufficio dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi, si svolgerà giovedì 2 maggio alle 21, con repliche alla stessa ora il 3, 4, 5, 10, 11 e 12 maggio. La performance è ideata e diretta da Maria Antonietta Malleo, mentre le luci sono a cura di Massimo Tomasino. I testi sono interpretati dall’attrice Giusva Pecoraino e le ricerche teologiche sono state condotte da Nicole Oliveri. Parteciperà anche l’ensemble di strumenti antichi del Conservatorio Scarlatti.

Tra i concerti, il primo sarà dedicato alla musica ebraica, venerdì 10 maggio, all’Oratorio di San Lorenzo; un altro, venerdì 17 maggio all’Oratorio di Santa Cita, prevede canti religiosi siciliani; spazio anche ad un omaggio a José Antonio Abreu, compositore ed educatore venezuelano, curato dall’orchestra e coro multietnico Quattrocanti, che si esibiranno al Politeama Garibaldi giovedì 30 maggio. La chiesa di Santa Caterina, invece, ospiterà quattro messe che ripercorrono la storia dei suoni del sacro: dai canti gregoriani (domenica 12 maggio), passando per il Barocco (domenica 19 maggio) e la Petite Messe di Gioachino Rossini (domenica 26 maggio), fino alla prima assoluta di Messa in lingua italiana, una composizione originale firmata da Simone Piraino, alunno del Conservatorio di Palermo (sabato 1 giugno).

Il presbiterio di Santa Caterina

Saranno, inoltre, tre gli appuntamenti dedicati alla scoperta dei monasteri della città: una passeggiata lungo via Vittorio Emanuele (domenica 19 maggio) e due visite in notturna a Santa Caterina (venerdì 24 e 31 maggio). Previste anche visite e conversazioni tematiche per scoprire i significati spirituali che si celano tra le bellezze artistiche di Palermo e altri momenti di preghiera a cura delle confraternite degli oratori del Rosario del Serpotta e altri appuntamenti di parole e musica, per entrare nella spiritualità di San Filippo Neri, del Carmelo e di San Francesco d’Assisi, attraverso la lettura dei testi dei fondatori. Rientra nella rassegna, anche “Il circuito del sacro”, un itinerario artistico che si muove trasversalmente tra i numerosi edifici del centro storico. Fuori programma, il 25 giugno (ma la data potrebbe subire variazioni) anche una conferenza su Leonardo a cura di Vittorio Sgarbi che si svolgerà nella chiesa di San Francesco d’Assisi.

Per informazioni telefonare allo 0912713833.

Torna “Invisibilia”, la rassegna organizzata dall’Arcidiocesi di Palermo che prevede un mese di appuntamenti nelle chiese del centro storico

di Marco Russo

Concerti, incontri, visite guidate e performance all’insegna dell’arte e della spiritualità. Torna anche quest’anno “Invisibilia”, la rassegna di appuntamenti culturali nel centro storico di Palermo dedicati alle parole, alle immagini e ai suoni del sacro. La manifestazione è organizzata dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo, in collaborazione con l’Università degli Studi, con l’Accademia delle Belle Arti, con il Conservatorio Scarlatti, insieme ad alcune confraternite mariane, e con l’Orchestra e il Coro Quattrocanti.

La locandina della rassegna

Un fitto mese di eventi che inizia il 2 maggio per concludersi l’1 giugno, in cui si alterneranno momenti di preghiera in musica, incontri, concerti e mostre, tra cui quella sui beni culturali di Ciminna (qui il programma completo). L’evento inaugurale s’intitola “Spazi di luce a Santa Caterina d’Alessandria”, una performance di lighting design, musica e parole per scoprire la storia e i significati teologici nascosti nel monastero che si affaccia su piazza Bellini e piazza Pretoria. La performance, a cura dell’Accademia di Belle Arti, in collaborazione col Conservatorio di Palermo e l’ufficio dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi, si svolgerà giovedì 2 maggio alle 21, con repliche alla stessa ora il 3, 4, 5, 10, 11 e 12 maggio. La performance è ideata e diretta da Maria Antonietta Malleo, mentre le luci sono a cura di Massimo Tomasino. I testi sono interpretati dall’attrice Giusva Pecoraino e le ricerche teologiche sono state condotte da Nicole Oliveri. Parteciperà anche l’ensemble di strumenti antichi del Conservatorio Scarlatti.

Tra i concerti, il primo sarà dedicato alla musica ebraica, venerdì 10 maggio, all’Oratorio di San Lorenzo; un altro, venerdì 17 maggio all’Oratorio di Santa Cita, prevede canti religiosi siciliani; spazio anche ad un omaggio a José Antonio Abreu, compositore ed educatore venezuelano, curato dall’orchestra e coro multietnico Quattrocanti, che si esibiranno al Politeama Garibaldi giovedì 30 maggio. La chiesa di Santa Caterina, invece, ospiterà quattro messe che ripercorrono la storia dei suoni del sacro: dai canti gregoriani (domenica 12 maggio), passando per il Barocco (domenica 19 maggio) e la Petite Messe di Gioachino Rossini (domenica 26 maggio), fino alla prima assoluta di Messa in lingua italiana, una composizione originale firmata da Simone Piraino, alunno del Conservatorio di Palermo (sabato 1 giugno).

Il presbiterio di Santa Caterina

Saranno, inoltre, tre gli appuntamenti dedicati alla scoperta dei monasteri della città: una passeggiata lungo via Vittorio Emanuele (domenica 19 maggio) e due visite in notturna a Santa Caterina (venerdì 24 e 31 maggio). Previste anche visite e conversazioni tematiche per scoprire i significati spirituali che si celano tra le bellezze artistiche di Palermo e altri momenti di preghiera a cura delle confraternite degli oratori del Rosario del Serpotta e altri appuntamenti di parole e musica, per entrare nella spiritualità di San Filippo Neri, del Carmelo e di San Francesco d’Assisi, attraverso la lettura dei testi dei fondatori. Rientra nella rassegna, anche “Il circuito del sacro”, un itinerario artistico che si muove trasversalmente tra i numerosi edifici del centro storico. Fuori programma, il 25 giugno (ma la data potrebbe subire variazioni) anche una conferenza su Leonardo a cura di Vittorio Sgarbi che si svolgerà nella chiesa di San Francesco d’Assisi.

Per informazioni telefonare allo 0912713833.

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Palermo danza al ritmo di tango con i campioni mondiali

Lo Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa si trasformerà in una vera e propria cittadella dedicata al celebra ballo argentino

di Redazione

Le sensuali sonorità del tango riecheggeranno nei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, che si trasformeranno in una vera e propria cittadella tanguera. Da venerdì 26 aprile fino all’1 maggio, per il secondo anno, i campioni mondiali del popolare ballo argentino si contenderanno una posizione di rilievo per il famoso Festival y Mundial de Baile ovvero i Mondiali di Tango di Buenos Aires, che si tengono in agosto. La manifestazione è ideata, come le edizioni precedenti, da Barbara Cicero, con la sua associazione sportiva European Tango, l’unica riconosciuta dal Ministerio de Cultura del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires per l’organizzazione sul territorio italiano di festival che anticipano i Mondiali argentini.

Gaspar Godoy e Carla Mazzolini

Durante i sei giorni del festival, lo Spazio Tre Navate dei Cantieri ospiterà lezioni, workshop, confronti, eventi e noches de milonga, le selezioni ufficiali e, le ultime sere, la gara a colpi di tacco. Ma anche store e specialisti di accessori tangueri, come i gioielli creati apposta da una palermitana, Marcella Crisafi, o i costumi di Zhanna Krylova. I primi due giorni (26 e 27 aprile) sono in programma le finali nazionali dei Campionati metropolitani di tango. Si sfideranno i campioni metropolitani delle sette categorie in gara, che si saranno aggiudicati il podio nelle 11 sedi ufficiali d’Italia dei Campionati Metropolitani, che hanno coinvolto 17 regioni. Oltre 70 coppie partecipanti. Le vincitrici nelle categorie Tango Open e Tango Amatori, si qualificheranno di diritto alle semifinali dei Campionati Italiani. Il primo maggio, la lunga notte che chiude il festival e ospita le attese finali dell’ottavo Campionato di Tango che sceglierà i campioni per Italia, Grecia e Malta che voleranno a Buenos Aires.

Domenica 28 aprile sempre allo Spazio Tre Navate, la Gran Noche de Milonga, concerto del Sexteto Milonguero, capitanato da Javier De Ciriaco, è una delle formazioni più famose del mondo del Tango. Lunedì 29 il Politeama Garibaldi ospiterà, invece, lo spettacolo-tributo al mondo del Tango, “El ultimo Tango en Buenos Aires” by El Cxuce Tango dei maestri ballerini Vanesa Villalba & Facundo Piñero, sono anche tra le special guest, al fianco del campione del mondo di Tango Escenario 2003 Gaspar Godoy accompagnato dall’uruguaiana Carla Mazzolini. Sul palcoscenico danzeranno dodici coppie di tangueri, tra le più importanti del mondo, tra loro anche i russi Irina Samoilova y Artem Luchin.

La conferenza stampa di presentazione a Villa Niscemi

In giuria, invece, siederanno Virginia Pandolfi e Jonatan Aguero, gli argentini Agustina Vignau e Hugo Mastrolorenzo, campioni del Mondo 2016 di Tango Escenario autori e direttori artistici di vari spettacoli teatrali, tra cui “Bailà, Venì, Volà.”; poi Max Van de Voorde y Solange Acosta, campioni del Mondo di Tango Escenario nel 2011. Dalla Grecia arrivano Stelios Staboulidis e Despina Amarantidou e Chloe e Dionisis Theodoropoulos, e dalla ex Unione Sovietica Olga Nikola e Dmitry Kuznetsov, già campioni russi e anche Campioni europei 2018 di Tango Escenario, e giunti quinti agli ultimi mondiali. Sono tutti maestri della scuola di Tango di Mosca “Adornos”, che è anche il marchio della stilista Zhanna Krylova, specialista in costumi legati al mondo del Tango.

Anche quest’anno sono previsti dei flash mob degli artisti che coinvolgeranno il pubblico: il 26 mattina all’aeroporto Falcone e Borsellino, sia agli Arrivi che alle Partenze, il 27 in giro per la città. Sia le milonghe, ogni giorno, che l’ultima serata, sarà coinvolta la Massimo Kids Orchestra con un particolare programma tanguero.

Lo Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa si trasformerà in una vera e propria cittadella dedicata al celebra ballo argentino

di Redazione

Le sensuali sonorità del tango riecheggeranno nei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, che si trasformeranno in una vera e propria cittadella tanguera. Da venerdì 26 aprile fino all’1 maggio, per il secondo anno, i campioni mondiali del popolare ballo argentino si contenderanno una posizione di rilievo per il famoso Festival y Mundial de Baile ovvero i Mondiali di Tango di Buenos Aires, che si tengono in agosto. La manifestazione è ideata, come le edizioni precedenti, da Barbara Cicero, con la sua associazione sportiva European Tango, l’unica riconosciuta dal Ministerio de Cultura del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires per l’organizzazione sul territorio italiano di festival che anticipano i Mondiali argentini.

Gaspar Godoy e Carla Mazzolini

Durante i sei giorni del festival, lo Spazio Tre Navate dei Cantieri ospiterà lezioni, workshop, confronti, eventi e noches de milonga, le selezioni ufficiali e, le ultime sere, la gara a colpi di tacco. Ma anche store e specialisti di accessori tangueri, come i gioielli creati apposta da una palermitana, Marcella Crisafi, o i costumi di Zhanna Krylova. I primi due giorni (26 e 27 aprile) sono in programma le finali nazionali dei Campionati metropolitani di tango. Si sfideranno i campioni metropolitani delle sette categorie in gara, che si saranno aggiudicati il podio nelle 11 sedi ufficiali d’Italia dei Campionati Metropolitani, che hanno coinvolto 17 regioni. Oltre 70 coppie partecipanti. Le vincitrici nelle categorie Tango Open e Tango Amatori, si qualificheranno di diritto alle semifinali dei Campionati Italiani. Il primo maggio, la lunga notte che chiude il festival e ospita le attese finali dell’ottavo Campionato di Tango che sceglierà i campioni per Italia, Grecia e Malta che voleranno a Buenos Aires.

Domenica 28 aprile sempre allo Spazio Tre Navate, la Gran Noche de Milonga, concerto del Sexteto Milonguero, capitanato da Javier De Ciriaco, è una delle formazioni più famose del mondo del Tango. Lunedì 29 il Politeama Garibaldi ospiterà, invece, lo spettacolo-tributo al mondo del Tango, “El ultimo Tango en Buenos Aires” by El Cxuce Tango dei maestri ballerini Vanesa Villalba & Facundo Piñero, sono anche tra le special guest, al fianco del campione del mondo di Tango Escenario 2003 Gaspar Godoy accompagnato dall’uruguaiana Carla Mazzolini. Sul palcoscenico danzeranno dodici coppie di tangueri, tra le più importanti del mondo, tra loro anche i russi Irina Samoilova y Artem Luchin.

La conferenza stampa di presentazione a Villa Niscemi

In giuria, invece, siederanno Virginia Pandolfi e Jonatan Aguero, gli argentini Agustina Vignau e Hugo Mastrolorenzo, campioni del Mondo 2016 di Tango Escenario autori e direttori artistici di vari spettacoli teatrali, tra cui “Bailà, Venì, Volà.”; poi Max Van de Voorde y Solange Acosta, campioni del Mondo di Tango Escenario nel 2011. Dalla Grecia arrivano Stelios Staboulidis e Despina Amarantidou e Chloe e Dionisis Theodoropoulos, e dalla ex Unione Sovietica Olga Nikola e Dmitry Kuznetsov, già campioni russi e anche Campioni europei 2018 di Tango Escenario, e giunti quinti agli ultimi mondiali. Sono tutti maestri della scuola di Tango di Mosca “Adornos”, che è anche il marchio della stilista Zhanna Krylova, specialista in costumi legati al mondo del Tango.

Anche quest’anno sono previsti dei flash mob degli artisti che coinvolgeranno il pubblico: il 26 mattina all’aeroporto Falcone e Borsellino, sia agli Arrivi che alle Partenze, il 27 in giro per la città. Sia le milonghe, ogni giorno, che l’ultima serata, sarà coinvolta la Massimo Kids Orchestra con un particolare programma tanguero.

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La Passione in chiaroscuro negli scatti di Toni Campo

Un viaggio fotografico lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore. Scene di sofferenza universale e insieme soggettiva in mostra a Comiso

di Alessia Franco

Un percorso aspro e insieme di grande dolcezza e vigore espressivo. Si chiama “The Passion” la mostra fotografica di Toni Campo, allestita fino al 24 aprile al mercato civico di piazza delle Erbe a Comiso.

Seconda stazione

Un viaggio lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore, in tutte le sue declinazioni di umanità. Negli scatti, Campo non fa nulla per dissimulare la lunga esperienza come fotografo di moda, che lo ha portato su riviste del calibro di Vogue. Esalta, anzi, una profonda tecnica nel ritrarre quei corpi avvolti da tutte le sfumature che passano tra il bianco e il nero, corpi che nella loro dolce e tremenda fisicità denunciano una sofferenza tutta umana.

Quarta stazione

Sarà per questo che nei quadri di questa Passione siciliana non c’è spazio per nessun oggetto: anche la Croce, segno di una sofferenza universale e insieme soggettiva, è sottintesa, mimata, e proprio per questo forse ancora più presente. Così come invisibili e inudibili, eppure eccezionalmente vividi, sono le percosse, il palo a cui il Cristo è legato. Inudibili sono gli insulti: ma chi guarda percepisce il mondo in quello spazio e in quel tempo lontani, quando il cielo si fece livido e la terra pianse.

La forza della mostra di Campo sta proprio nel ricreare archetipi – la madre, il figlio, la vita, la morte – che plasmandosi su corpi veri diventano dolore fisico universale, che si scioglie nel riposo finale del Cristo, avvolto finalmente nel sudario. Da non perdere.

Un viaggio fotografico lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore. Scene di sofferenza universale e insieme soggettiva in mostra a Comiso

di Alessia Franco

Un percorso aspro e insieme di grande dolcezza e vigore espressivo. Si chiama “The Passion” la mostra fotografica di Toni Campo, allestita fino al 24 aprile al mercato civico di piazza delle Erbe a Comiso.

Seconda stazione

Un viaggio lungo quattordici stazioni in cui il protagonista assoluto è il dolore, in tutte le sue declinazioni di umanità. Negli scatti, Campo non fa nulla per dissimulare la lunga esperienza come fotografo di moda, che lo ha portato su riviste del calibro di Vogue. Esalta, anzi, una profonda tecnica nel ritrarre quei corpi avvolti da tutte le sfumature che passano tra il bianco e il nero, corpi che nella loro dolce e tremenda fisicità denunciano una sofferenza tutta umana.

Quarta stazione

Sarà per questo che nei quadri di questa Passione siciliana non c’è spazio per nessun oggetto: anche la Croce, segno di una sofferenza universale e insieme soggettiva, è sottintesa, mimata, e proprio per questo forse ancora più presente. Così come invisibili e inudibili, eppure eccezionalmente vividi, sono le percosse, il palo a cui il Cristo è legato. Inudibili sono gli insulti: ma chi guarda percepisce il mondo in quello spazio e in quel tempo lontani, quando il cielo si fece livido e la terra pianse.

La forza della mostra di Campo sta proprio nel ricreare archetipi – la madre, il figlio, la vita, la morte – che plasmandosi su corpi veri diventano dolore fisico universale, che si scioglie nel riposo finale del Cristo, avvolto finalmente nel sudario. Da non perdere.

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Palermo avanguardia della danza contemporanea

Tutto pronto per il festival ConFormazioni, cinque giorni di spettacoli itineranti, incontri e workshop con artisti provenienti da tutta Italia e da Grecia, Spagna, Belgio e Francia

di Alessia Franco

Far diventare Palermo, e la Sicilia tutta, un polo d’eccellenza per la danza e i linguaggi contemporanei. Una vera e propria missione, quella del festival ConFormazioni, promosso da Muxarte, diretto da Giuseppe Muscarello e arrivato alla terza edizione. Cinque giorni di spettacoli, dal 24 al 28 aprile, ma anche di incontri e di workshop per un festival itinerante, che ha ricevuto il sostegno del ministero per i Beni e le attività culturali e la collaborazione del Comune di Palermo, Teatro Massimo, Spazio Franco, Cre.Zi Plus e museo archeologico Salinas.

“Un modo per aprire il territorio alle arti performative – dice Giuseppe Muscarello – ma anche per ribadire con decisione la necessità di costruzione di un dialogo indispensabile, soprattutto oggi. La danza diventa cioè linguaggio capace di interpretare la forza e insieme la fragilità dell’umano: è il paradigma di questa edizione”.

Un’edizione “nomade”, dunque, in cui gli spettacoli si terranno al Teatro Massimo, al Salinas, allo Spazio Franco, al Cre.Zi Plus e alla Sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa e che accoglierà artisti provenienti da tutta Italia e da Grecia, Spagna, Belgio, Francia. “Vogliamo – continua il direttore artistico – che il festival intercetti anche i turisti che si troveranno in città in occasione del 25 aprile. Molti coreografi saranno in scena, e questo renderà ancora più preziose le performance”.

Abbondanza/Bertoni, Collettivo Cinetico, Daniele Ninarello, Luna Cenere e Davide Valrosso, e ancora Natiscalzi DT e Simona Argentieri. Quattro saranno invece gli artisti stranieri, con due prime nazionali: ad aprire il festival sarà il francese Alexandre Fandard, seguito dal coreografo spagnolo Diego Sinniger. Chiuderanno l’ultima giornata i danzatori greci Martha Pasakopoulou e Aris Papadopoulos e, dal Belgio, la coreografa Karine Ponties della compagnia Dame De Pic, con uno spettacolo al confine tra teatro e danza. Ammesso che questo confine sia mai esistito.

Tutto pronto per il festival ConFormazioni, cinque giorni di spettacoli itineranti, incontri e workshop con artisti provenienti da tutta Italia e da Grecia, Spagna, Belgio e Francia

di Alessia Franco

Far diventare Palermo, e la Sicilia tutta, un polo d’eccellenza per la danza e i linguaggi contemporanei. Una vera e propria missione, quella del festival ConFormazioni, promosso da Muxarte, diretto da Giuseppe Muscarello e arrivato alla terza edizione. Cinque giorni di spettacoli, dal 24 al 28 aprile, ma anche di incontri e di workshop per un festival itinerante, che ha ricevuto il sostegno del ministero per i Beni e le attività culturali e la collaborazione del Comune di Palermo, Teatro Massimo, Spazio Franco, Cre.Zi Plus e museo archeologico Salinas.

“Un modo per aprire il territorio alle arti performative – dice Giuseppe Muscarello – ma anche per ribadire con decisione la necessità di costruzione di un dialogo indispensabile, soprattutto oggi. La danza diventa cioè linguaggio capace di interpretare la forza e insieme la fragilità dell’umano: è il paradigma di questa edizione”.

Un’edizione “nomade”, dunque, in cui gli spettacoli si terranno al Teatro Massimo, al Salinas, allo Spazio Franco, al Cre.Zi Plus e alla Sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa e che accoglierà artisti provenienti da tutta Italia e da Grecia, Spagna, Belgio, Francia. “Vogliamo – continua il direttore artistico – che il festival intercetti anche i turisti che si troveranno in città in occasione del 25 aprile. Molti coreografi saranno in scena, e questo renderà ancora più preziose le performance”.

In programma lavori di compagnie storiche ma anche giovani formazioni attente ai linguaggi contemporanei: Abbondanza/Bertoni, Collettivo Cinetico, Daniele Ninarello, Luna Cenere e Davide Valrosso, e ancora Natiscalzi DT e Simona Argentieri. Quattro saranno invece gli artisti stranieri, con due prime nazionali: ad aprire il festival sarà il francese Alexandre Fandard, seguito dal coreografo spagnolo Diego Sinniger. Chiuderanno l’ultima giornata i danzatori greci Martha Pasakopoulou e Aris Papadopoulos e, dal Belgio, la coreografa Karine Ponties della compagnia Dame De Pic, con uno spettacolo al confine tra teatro e danza. Ammesso che questo confine sia mai esistito.

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I volti surreali di Nicola Figlia in mostra a Palazzo Sant’Elia

La personale dal titolo “Caos”, curata da Ignazio Francesco Ciappa, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso

di Redazione

Volti ironici, ghignanti e malinconici. Maschere surreali, fisiche e pesanti come monoliti. Sono le suggestioni racchiuse nelle opere di Nicola Figlia, il “pittore dei volti”, che saranno esposte nella mostra personale dal titolo “Caos”, nella Sala delle Capriate di Palazzo Sant’Elia, a Palermo. L’esposizione si inaugura venerdì 5 aprile alle 17, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando; di Angela Fundarò Mattarella della Fondazione Sant’Elia; di Mariella Riccobono Orlando dell’Anisa, e della storica dell’arte, Maria Antonietta Spadaro. Saranno presenti, inoltre, lo stesso artista e il curatore della mostra Ignazio Francesco Ciappa.

Nicola Figlia, Caos Nero (particolare)

La mostra, organizzata dalla Fondazione Sant’Elia e dall’Anisa, in collaborazione con la Settimana delle Culture, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso. Figlia si immerge nel suo caos ordinato per recuperare eleganti stesure di colore, cromie accese ed intense che – sono parole del curatore – non possono “non attingere al repertorio popolare, alla religiosità, all’arte bizantina, al dualismo greco latino fortemente presente in opere come ‘La grande Gerusalemme celeste’, ‘Doppia Misericordia’ o ‘Nostalgia’. Ma le radici del pittore affondano ancora più nel profondo: lui stesso si definisce ‘greco’ e popola opere come ‘Teatrino olimpico’ o ‘Baccanale’ di impossibili ed inossidabili centauri, sileni, arpie, altre divinità zoomorfe”.

“Quasi maschere pirandelliane, sembrano definire il personaggio al quale appartengono – scrive Ignazio Francesco Ciappa – lasciando intravedere il concetto secondo cui ogni essere umano recita un ruolo nel gran teatro del mondo”. E così anche nei reiterati omaggi ad Ensor, Picasso, De Chirico o Guttuso, su cui Nicola Figlia interviene, padroneggiando il colore.

Secondo Maria Antonietta Spadaro, “serialità di motivi formali ricorrenti, figure a volte grottesche, sono alcune delle peculiarità del linguaggio artistico di Figlia, le cui opere comunicano spesso delle verità con la cruda semplicità delle vignette da fumetto: ci raccontano il rituale di feste popolari, indagano con disarmante semplicità figurativa concetti a volte ermetici della fede religiosa”.

La mostra sarà visitabile fino al 22 aprile. È aperta dal martedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18.30. Sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 18.30 (festivi: 21, 22 e 25 aprile). Palazzo Sant’Elia è chiuso il lunedì.

La personale dal titolo “Caos”, curata da Ignazio Francesco Ciappa, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso

di Redazione

Volti ironici, ghignanti e malinconici. Maschere surreali, fisiche e pesanti come monoliti. Sono le suggestioni racchiuse nelle opere di Nicola Figlia, il “pittore dei volti”, che saranno esposte nella mostra personale dal titolo “Caos”, nella Sala delle Capriate di Palazzo Sant’Elia, a Palermo. L’esposizione si inaugura venerdì 5 aprile alle 17, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando; di Angela Fundarò Mattarella della Fondazione Sant’Elia; di Mariella Riccobono Orlando dell’Anisa, e della storica dell’arte, Maria Antonietta Spadaro. Saranno presenti, inoltre, lo stesso artista e il curatore della mostra Ignazio Francesco Ciappa.

Nicola Figlia, Caos Nero (particolare)

La mostra, organizzata dalla Fondazione Sant’Elia e dall’Anisa, in collaborazione con la Settimana delle Culture, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso. Figlia si immerge nel suo caos ordinato per recuperare eleganti stesure di colore, cromie accese ed intense che – sono parole del curatore – non possono “non attingere al repertorio popolare, alla religiosità, all’arte bizantina, al dualismo greco latino fortemente presente in opere come ‘La grande Gerusalemme celeste’, ‘Doppia Misericordia’ o ‘Nostalgia’. Ma le radici del pittore affondano ancora più nel profondo: lui stesso si definisce ‘greco’ e popola opere come ‘Teatrino olimpico’ o ‘Baccanale’ di impossibili ed inossidabili centauri, sileni, arpie, altre divinità zoomorfe”.

“Quasi maschere pirandelliane, sembrano definire il personaggio al quale appartengono – scrive Ignazio Francesco Ciappa – lasciando intravedere il concetto secondo cui ogni essere umano recita un ruolo nel gran teatro del mondo”. E così anche nei reiterati omaggi ad Ensor, Picasso, De Chirico o Guttuso, su cui Nicola Figlia interviene, padroneggiando il colore.

Secondo Maria Antonietta Spadaro, “serialità di motivi formali ricorrenti, figure a volte grottesche, sono alcune delle peculiarità del linguaggio artistico di Figlia, le cui opere comunicano spesso delle verità con la cruda semplicità delle vignette da fumetto: ci raccontano il rituale di feste popolari, indagano con disarmante semplicità figurativa concetti a volte ermetici della fede religiosa”.

La mostra sarà visitabile fino al 22 aprile. È aperta dal martedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18.30. Sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 18.30 (festivi: 21, 22 e 25 aprile). Palazzo Sant’Elia è chiuso il lunedì.

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Arriva Oppenheimer, maestro del cinema del reale

Il regista americano a Palermo, ospite del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove gli sarà conferito il diploma honoris causa in documentario

di Redazione

È conosciuto in tutto il mondo per i suoi documentari, esempio estremo di cinema del reale. Il regista americano Joshua Oppenheimer arriva a Palermo, in occasione del conferimento del diploma honoris causa in cinema documentario, che sarà assegnato dalla sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia. La cerimonia si svolgerà giovedì 4 aprile nella sede del Centro, ai Cantieri culturali alla Zisa, su iniziativa del nuovo direttore artistico e coordinatore didattico Costanza Quatriglio. Saranno consegnati nello stesso giorno i diplomi ai 12 allievi che concludono il corso d’eccellenza in cinema documentario.

Il programma prevede già al mattino un appuntamento con il regista statunitense che dalle 9.30 alle 13.30 proporrà una masterclass nella Sala Bianca del Centro Sperimentale, dal titolo “Cinema e memoria: filmare l’indicibile”, rivolta agli allievi della scuola e aperta alla città (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili). Dialogheranno con Joshua Oppenheimer, la regista Costanza Quatriglio, e Alessandro Rais, direttore dell’Ufficio Speciale Cinema e Audiovisivo – Sicilia Film Commission.

La locandina di The Act of Killing

Oppenheimer ha ricevuto premi in tutto il mondo, tra cui l’European Film Award per il miglior documentario, il Panorama Audience Award al Festival di Berlino, il Robert Award della Scuola Nazionale di Cinema della Danimarca ed è stato candidato agli Oscar come miglior documentario. Il suo film più premiato, “The Act of Killing”, racconta attraverso l’interpretazione degli stessi carnefici di allora, il massacro che si scatenò nel 1965 all’indomani della deposizione del governo indonesiano.

Saranno presenti alla cerimonia di conferimento del diploma honoris causa e dei 12 diplomi di fine corso, oltre alla regista Quatriglio e a Rais, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; l’assessore comunale alle Culture, Adham Darawsha; il direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Marcello Foti; il preside della Scuola nazionale di cinema, Adriano De Santis e il direttore della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, Ivan Scinardo. “È una grande soddisfazione legare il nome della Sicilia all’eccellenza della didattica in ambito cinematografico – afferma l’assessore Pappalardo – . gli allievi del Centro Sperimentale arrivano a Palermo da tutta Italia per dedicarsi all’apprendimento delle tecniche di ripresa e scrittura di cinema del reale, è straordinario che lo facciano in Sicilia, trovando nell’Isola ispirazione, contenuti e competenze”.

Nei giorni che precedono la consegna del diploma honoris causa a Oppenheimer, nella Sala Bianca del Centro Sperimentale di Cinematografia è prevista la visione guidata di due dei suoi più premiati documentari, la cui proiezione sarà introdotta e commentata dagli stessi studenti della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia: lunedì 1 aprile, alle 19, “The act of killing” e martedì 2, alla stessa ora, “The look of silence”. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il regista americano a Palermo, ospite del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove gli sarà conferito il diploma honoris causa in documentario

di Redazione

È conosciuto in tutto il mondo per i suoi documentari, esempio estremo di cinema del reale. Il regista americano Joshua Oppenheimer arriva a Palermo, in occasione del conferimento del diploma honoris causa in cinema documentario, che sarà assegnato dalla sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia. La cerimonia si svolgerà giovedì 4 aprile nella sede del Centro, ai Cantieri culturali alla Zisa, su iniziativa del nuovo direttore artistico e coordinatore didattico Costanza Quatriglio. Saranno consegnati nello stesso giorno i diplomi ai 12 allievi che concludono il corso d’eccellenza in cinema documentario.

Il programma prevede già al mattino un appuntamento con il regista statunitense che dalle 9.30 alle 13.30 proporrà una masterclass nella Sala Bianca del Centro Sperimentale, dal titolo “Cinema e memoria: filmare l’indicibile”, rivolta agli allievi della scuola e aperta alla città (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili). Dialogheranno con Joshua Oppenheimer, la regista Costanza Quatriglio, e Alessandro Rais, direttore dell’Ufficio Speciale Cinema e Audiovisivo – Sicilia Film Commission.

La locandina di The Act of Killing

Oppenheimer ha ricevuto premi in tutto il mondo, tra cui l’European Film Award per il miglior documentario, il Panorama Audience Award al Festival di Berlino, il Robert Award della Scuola Nazionale di Cinema della Danimarca ed è stato candidato agli Oscar come miglior documentario. Il suo film più premiato, “The Act of Killing”, racconta attraverso l’interpretazione degli stessi carnefici di allora, il massacro che si scatenò nel 1965 all’indomani della deposizione del governo indonesiano.

Saranno presenti alla cerimonia di conferimento del diploma honoris causa e dei 12 diplomi di fine corso, oltre alla regista Quatriglio e a Rais, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; l’assessore comunale alle Culture, Adham Darawsha; il direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Marcello Foti; il preside della Scuola nazionale di cinema, Adriano De Santis e il direttore della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, Ivan Scinardo. “È una grande soddisfazione legare il nome della Sicilia all’eccellenza della didattica in ambito cinematografico – afferma l’assessore Pappalardo – . gli allievi del Centro Sperimentale arrivano a Palermo da tutta Italia per dedicarsi all’apprendimento delle tecniche di ripresa e scrittura di cinema del reale, è straordinario che lo facciano in Sicilia, trovando nell’Isola ispirazione, contenuti e competenze”.

Nei giorni che precedono la consegna del diploma honoris causa a Oppenheimer, nella Sala Bianca del Centro Sperimentale di Cinematografia è prevista la visione guidata di due dei suoi più premiati documentari, la cui proiezione sarà introdotta e commentata dagli stessi studenti della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia: lunedì 1 aprile, alle 19, “The act of killing” e martedì 2, alla stessa ora, “The look of silence”. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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