Torna la magia del Teatro del Fuoco

Tappe a Palermo, Gibellina e Zafferana Etnea per lo spettacolo che ogni anno mescola danza e acrobatica, mettendo in scena la clownerie tradizionale in armonia con la più sofisticata tecnologia

di Redazione

Un viaggio simbolico dal buio alla luce, intesa come conoscenza, rivelazione e scoperta. Torna anche quest’anno il Teatro del Fuoco, con una 12esima edizione interamente giocata sul tema della luce. L’1 agosto l’International Firedancing Festival farà una prima tappa al Teatro di Verdura di Palermo, per poi approdare il 2 agosto a Gibellina e il 3 a Zafferana Etnea. Come ogni anno, danzatori e acrobati si combineranno in perfetta sincronia, mettendo in scena la clownerie tradizionale in armonia con la più sofisticata tecnologia.

Si inizia dunque in quella Palermo, simbolo dell’accoglienza reduce dal successo di città capitale italiana della cultura 2018. Centro del Mediterraneo per geografia e vocazione, la città ha fatto dell’integrazione il proprio manifesto, anche con la scelta di campo di festeggiare il capodanno con un artista poliedrico come Goran Bregovic, e con Red Ronnie e, fra gli altri, gli artisti del Teatro del Fuoco. Lo show itinerante continua il suo tour in un altro luogo-simbolo: Gibellina, emblema della perseveranza nella ricerca del bello anche quando tutto sembra perduto, per concludere, il 3 agosto, a Zafferana Etnea, terra del vulcano-madre, simbolo di fertilità, creatività, irruenza. Un triangolo ideale, in cui confluiscono artisti provenienti da tutto il mondo, che lavorano insieme a un progetto comune: intorno al fuoco e più in generale alla luce, in una Sicilia illuminata dall’arte.

“Quella di Teatro del Fuoco è nata come una scommessa – afferma Amelia Bucalo Triglia, direttrice artistica del Festival – e ogni anno la sfida si rinnova per creare un evento spettacolare da una sapiente miscela di ingredienti: palcoscenici naturali fra i più belli del mondo, artisti pieni di talento, e il fuoco con la sua straordinaria forza evocativa. Un’esperienza unica, che ha qualificato il Festival come vettore di importanti ricadute turistiche per il territorio”.

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Una mostra dedicata ai “tesori” del Touring Club Italiano

Sono esposte nell’ex convento della Magione, a Palermo, guide, riviste, carte geografiche, collane, fotografie e atlanti dell’archivio dell’associazione

di Redazione

Una mostra di foto e pubblicazioni che racconta 125 anni di storia del turismo. Nell’ex convento della Magione, a Palermo, sono esposti, dal 25 maggio al 9 giugno, “I Tesori del Touring”: guide, riviste, carte geografiche, collane, fotografie e atlanti dell’archivio del Touring Club Italiano e dei suoi soci.

Atlanti e carte geografiche in mostra

“Il Touring Club Italiano da 125 anni ha una missione importante – afferma il presidente nazionale del Tci, Franco Iseppi – prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente, contribuendo a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale e le eccellenze economico-produttive dei territori. Questa missione diventa pratica quotidiana nell’azione preziosa e insostituibile di migliaia di volontari Touring impegnati attivamente sul territorio come coloro che animano il Club di territorio di Palermo a cui si deve, a due anni esatti dalla costituzione, l’organizzazione di questa mostra”.

“La data scelta per l’inaugurazione è simbolica – aggiunge Fabio Rocca, console e coordinatore del Club di territorio di Palermo – coincide infatti col giorno in cui, nel 2017, a Villa Niscemi, fu costituito il nostro Club di territorio, che riunisce in un obiettivo comune, persone appassionate, desiderose di vivere attivamente l’associazione sul proprio territorio e impegnarsi per la valorizzazione dell’offerta turistica e culturale della città”.

In mostra i Tesori del Touring

L’inaugurazione è fissata alle 17. Previsti gli interventi di Lina Bellanca, soprintendente ai Beni Culturali di Palermo; Fabio Giambrone, vicesindaco di Palermo; Adham Darawsha, assessore comunale alle Culture; Alessandra De Caro della Soprintendenza del Mare e Giorgio Longo, del Touring Club Italiano. Introduce Fabio Rocca e Salvatore Vitale illustrerà la mostra.

La mostra è visitabile, domenica, lunedì, martedì e mercoledì, dalle 9 alle 13; giovedì sabato e domenica, dalle 9 alle 18. L’ingresso è libero.

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Tornano le visite guidate serali al Duomo di Monreale

Il percorso guiderà alla scoperta della chiesa e dei mosaici custoditi all’interno, per poi passare alla cappella del Crocifisso che accoglie il tesoro. Appuntamento tutti i venerdì dal 24 maggio

di Redazione

Torna “Monreale by night”, il suggestivo itinerario di visita che mette insieme il Duomo e il Chiostro, grazie alla collaborazione sinergica tra la Basilica Cattedrale di Monreale, la Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Siciliana, con il concessionario CoopCulture (che da dicembre  2017 gestisce i servizi aggiuntivi del Chiostro dei benedettini). Il percorso guiderà i visitatori nell’esplorazione del Duomo, leggerà il Vecchio e il Nuovo Testamento sui mosaici, ammirerà il Cristo Pantocratore e passerà quindi alla cappella del Crocifisso – meglio nota come Cappella Roano, dal nome del suo fondatore – che accoglie il Tesoro del Duomo; per concludere la passeggiata lungo gli ambulacri del chiostro.

Il Duomo di Monreale

“Una vera e propria visita privilegiata, per scoprire in tutta tranquillità un complesso straordinario, approfondirne i particolari, comprenderne la lettura. Sarà una visita di qualità, per un pubblico attento. E grazie al biglietto unico anche i visitatori hanno una idea concreta dell’intero complesso abbaziale”, spiega don Nicola Gaglio, parroco della Cattedrale. “Un’iniziativa che permette di apprezzare il sito e valorizzarlo al meglio – dice la soprintendente Lina Bellanca – . La visita guidata consentirà di apprezzare i contenuti delle singole opere dando un senso a questo itinerario complessivo”.

“La lunga esperienza, nella gestione di più di 200 fra i principali musei e monumenti italiani, ci insegna che le aperture straordinarie e le visite esclusive concorrono ad aumentare il fascino di un luogo di cultura – interviene Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture per l’area centro-sud – . La visita viene personalizzata, i gruppi non sono numerosi e seguiti con cura, ogni volta è un’esperienza unica che resta nella memoria di chi la vive come un momento indimenticabile”.

A Monreale è previsto un unico itinerario di visita: con un solo biglietto è possibile visitare il chiostro ed il duomo, un intero percorso che racconta i tempi, la corte normanna, i monaci benedettini giunti da Cava dei Tirreni, il chiostro silenzioso e il tesoro della Chiesa. E poi ancora grazie ai restauri degli spazi della biglietteria del chiostro di Monreale, sponsorizzata da Coopculture e realizzata in sinergia con la Soprintendenza di Palermo, sono stati riportati alla luce gli affreschi di straordinaria bellezza.

Per informazioni e prenotazioni, telefonare allo 0917489995, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, e il sabato dalle 9 alle 14.

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L’estate del Teatro Massimo tra musica e danza

Tanti gli appuntamenti per una stagione itinerante, tra Palermo, il Teatro Antico di Segesta e la partecipazione al prestigioso Festival di Ravello, sulla Costiera Amalfitana

di Redazione

Un’estate che si apre nel segno di Rossini e di Verdi e della danza, con il ritorno in luoghi che sono già stati sede degli appuntamenti estivi del Teatro Massimo di Palermo nella scorsa stagione, consolidando i rapporti istituzionali e le collaborazioni già intessuti; ma anche un’estate che porterà l’Orchestra del Teatro Massimo al prestigioso Festival di Ravello, sulla Costiera Amalfitana, dove è stata invitata a suonare diretta da Gabriele Ferro. Una stagione estiva inoltre che vedrà impegnate tutte le formazioni del Teatro: Orchestra, Coro, Corpo di ballo, senza dimenticare i più giovani, cioè il Coro di voci bianche, la Cantoria e la Massimo Kids Orchestra, per i quali è in previsione anche un fitto calendario di appuntamenti che li vedranno esibirsi a Palermo e in Sicilia.

Chiara Amarù

La stagione estiva del Teatro Massimo si apre sabato 29 giugno alle 20.30 con la Petite Messe solennelle di Gioachino Rossini nel Chiostro della Galleria d’Arte Moderna, sede già l’anno scorso di concerti e dell’opera Don Pasquale. A dirigere la composizione sacra di Rossini sarà il maestro Piero Monti, che dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo. I solisti saranno il soprano Shelley Jackson, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù, il tenore Francisco Brito e il basso Emanuele Cordaro.

Particolarmente intenso il primo fine settimana di luglio: sabato 6 luglio alle 21. L’Orchestra e Coro del Teatro Massimo saranno al Teatro antico di Segesta per un Verdi Gala. Sotto la direzione di Alessandro D’Agostini eseguiranno sinfonie e cori dalle opere di Verdi, con pagine famosissime come “Va’ pensiero” da Nabucco, “Patria oppressa” da Macbeth e il coro delle zingarelle da La traviata. Doppio appuntamento la domenica successiva. Domenica 7 luglio alle 21 al Teatro antico di Segesta, il Concerto Kids vedrà la Massimo Kids Orchestra, il Coro di voci bianche e la Cantoria del Teatro Massimo, le formazioni del Teatro Massimo costituite da bambini e ragazzi che comprendono in tutto più di 200 giovanissimi. Sotto la direzione di Michele De Luca eseguiranno un repertorio prevalentemente barocco. Sempre domenica 7, con repliche martedì 9 e venerdì 12 luglio, alle 20.30 nel Chiostro della Galleria d’Arte Moderna, andrà in scena “La Cenerentola” di Gioachino Rossini, diretta dalla bacchetta di Alessandro Cadario, con la regia di Alberto Cavallotti.

Cenerentola, dimora di Don Magnifico – Bozzetto di Christian Lanni

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo propone, venerdì 19 luglio alle 21.15 al Teatro di Verdura e domenica 21 luglio alle 21 al Teatro antico di Segesta una scelta di coreografie che ne testimoniano la versatilità nel passare dal repertorio classico a quello contemporaneo. Lo spettacolo “Danza d’autore… Bolero” si apre e si chiude con due coreografie di Valerio Longo, Plasma in apertura e Quadro Ravel in conclusione, creazione per il Corpo di ballo del Teatro Massimo presentata in prima assoluta sulle musiche di Ravel del Bolero e di Ma mère l’Oye eseguite dall’Orchestra del Teatro Massimo sotto la direzione di Simon Krečič.

Gabriele Ferro e l’Orchestra del Teatro Massimo

L’estate si conclude per l’Orchestra del Teatro Massimo e il suo direttore musicale Gabriele Ferro con una serata al prestigioso Ravello Festival: al Belvedere di Villa Rufolo, nell’eccezionale scenario di uno dei festival più antichi d’Italia che ha visto esibirsi le orchestre internazionali più affermate, l’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Gabriele Ferro è stata invitata a partecipare alla sezione “Orchestra Italia”, che propone molte delle migliori orchestre sinfoniche italiane. Domenica 28 luglio alle 20 al Belvedere di Villa Rufolo l’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Gabriele Ferro eseguirà, con il soprano Maida Hundeling e il baritono Thomas Gazheli, la Lyrische Symphonie op. 18 di Zemlinsky, rara pagina che l’Orchestra del Teatro Massimo e Gabriele Ferro avevano già proposto a Palermo per l’inaugurazione della Stagione concertistica 2018, la Sinfonia dall’opera Oceana di Antonio Smareglia e il finale della Salome di Richard Strauss.

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“Animal Farm”, l’ultima provocazione di Max Papeschi

L’ironico e irriverente artista ritorna in città con un progetto inedito nei giardini del Palazzo Reale, all’interno della rassegna “Palermo e le donne”

di Redazione

Uno schiaffo a tutti coloro che pensano alle donne come oggetti. Bellissimi, eleganti, torniti oggetti, magari all’ultima moda. È la nuova provocazione dell’artista Max Papeschi che ritorna a Palermo con un progetto inedito, “Animal Farm”, che da domani – mercoledì 22 maggio  – “invade” i giardini di Palazzo Reale, nuovo appuntamento di “Palermo delle Donne”, la rassegna ideata da Stefania Morici. Ironico ed irriverente, Papeschi ha abituato ad un’arte pop deflagrante che tira giù i miti dai capitelli e li getta nella polvere.

In questo caso, l’artista ha deciso di dire la sua sulla donna-oggetto: per Papeschi la mercificazione del corpo di donna, è affine allo sfruttamento degli animali negli allevamenti intensivi. E si butta ancora in avanti, colpendo l’uso del corpo femminile da parte dei brand dell’Haute Couture. Per questa nuova installazione Papeschi ha ideato otto wall paper sistemati sotto il “cappello” benedicente dell’enorme Ficus dei giardini reali: la Natura centenaria fa da sfondo alla testimonianza deflagrante di Papeschi. I corpi nudi e torniti di bellissime modelle sono sormontati da teste di animali da fattoria che guardano con occhi vuoti lo spettatore, in posizioni sensuali e ammiccanti, sullo sfondo di riconoscibilissimi loghi dell’alta moda.

Max Papeschi – Gucci Donkey

Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, rendendolo in pochissimo tempo uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero. In soli 9 anni di attività ha realizzato più di 60 mostre personali e partecipato a un centinaio di mostre collettive in giro per tutto il mondo. Nel 2014 è uscita in Italia la sua autobiografia “Vendere Svastiche e Vivere Felici”, seguita nel 2018 dal libro “Max vs Max”, con lo scrittore Massimiliano Parente. Dal 2016 sta portando in giro per il mondo il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea, vero e proprio precedente artistico realizzato in collaborazione con Amnesty International, che unisce arte digitale, performance e installazioni in un’operazione multimediale che attraverso una fittizia e parodistica propaganda di regime svela gli orrori perpetuati dal dittatore Kim Jong Un. Ha appena completato “Pyongyang Rhapsody – The Summit of Love”, bipersonale con Max Ferrigno, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

“Animal Farm” nasce con il supporto della Fondazione Federico II, diretta da Patrizia Monterosso. La mostra sarà visibile fino al 9 giugno, negli orari di apertura di Palazzo Reale. Si accede con il biglietto di ingresso al complesso monumentale oppure con un tagliando di 2 euro per i soli giardini.

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Mostre, incontri e visite: torna il Festival del Viaggio

Giunta alla 14esima edizione, la manifestazione organizzata dalla Società Italiana dei Viaggiatori prevede un ricco programma di eventi dall’8 al 15 giugno

di Ruggero Altavilla

Immagini, parole e racconti da tutto il mondo. Il Festival del Viaggio, giunto quest’anno alla 14esima edizione, torna a fare tappa a Palermo, dall’8 al 15 giugno, con un fitto programma d’incontri, visite ed esperienze. Si rinnova, dunque, l’appuntamento, con la kermesse ideata nel 2005 dai giornalisti Alessandro Agostinelli e Stefano Rejec per sopperire alla mancanza di una rassegna dedicata interamente al viaggiare, al tema del viaggio in tutte le sue possibili declinazioni.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Palermo, è organizzata dalla Società Italiana dei Viaggiatori, associazione nata dall’esperienza pluriennale del Festival del viaggio di Firenze e pensata per riunire tutti i viaggiatori italiani in una community attiva in rete e nel sostegno al Festival. “Fin dall’inizio si è pensato a un festival che non premiasse nessuno – spiegano gli organizzatori – che non parlasse soltanto dei grandi viaggiatori, che non si occupasse esclusivamente dei viaggi impossibili. Si è messo il viaggio al centro della vita, cioè una visione plurale dei modi di viaggiare, convinti che tutte le modalità dello spostamento umano, delle civiltà dinamiche, abbiano una loro ragione. Si aveva una visione del viaggio come voglia di abbandonare la strada conosciuta per dedicarsi totalmente al cammino, al percorso e non alle méta, e come introspezione umana”.

L’Agorà del Museo Salinas

Così, insieme a Firenze e Bologna, la tappa di Palermo quest’anno indaga su diverse esperienze del viaggio. Ricco il programma della manifestazione che prevede mostre fotografiche, incontri e dibattiti, presentazioni di libri e visite guidate (qui il programma completo). Sabato 8 giugno alle 17 l’inaugurazione con la mostra “Oriente e Occidente” a Villa Niscemi, che comprende il progetto artistico-fotografico di Nino Russo e Marcella Croce. A seguire alle 21 al Centro studi Avventure nel Mondo, a Mondello, si discuterà di mare e vele con Fulvio Croce e si potrà assistere al documentario “Yuyos, viaggio etnografico in Paraguay”, insieme agli autori Michal Krawczyk e Giulia Lepori. Nell’arco degli otto giorni di Festival, prevista anche una “Scalzeggiata” condotta da Marzia Stevenson Maestri che accompagnerà i partecipanti in una camminata a piedi nudi sulla spiaggia di Mondello (10 giugno), una cena-concerto in un ristorante africano nel cuore di Palermo (14 giugno), e un cammino esperienziale tra le sale del Museo archeologico Salinas (15 giugno).

“L’impostazione del festival si basa da sempre sulla multidisciplinarietà – chiariscono gli organizzatori – . Primo perché già il viaggio è spesso un’esperienza multisensoriale e plurale. Secondo perché in questa maniera si è sempre cercato di parlare a persone di varie età e generazioni diverse. In tutte le edizioni precedenti abbiamo presentato libri, discusso in convegni tematici, cenato con cibi da tutto il mondo, assistito a spettacoli teatrali, visto documentari, film fotografie e mostre di pittura o allestimenti d’arte, ascoltato musiche. I discorsi sono importanti, ma spesso andare oltre le diversità linguistiche e oltre la razionalità con eventi di natura non verbale come la musica o la cucina è il modo di ricordare, di fare concretamente esperienza”.

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Il sud del mondo farà ballare San Vito Lo Capo

Tutto pronto per la prima edizione di Mondo Sounds Festival, tre giorni di musica per un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia

di Redazione

Due palchi, venti artisti provenienti da tutto il mondo e dieci differenti generi musicali per la prima edizione di Mondo Sounds Festival che si svolgerà dal 28 al 30 giugno a San Vito lo Capo. Tre giorni di musica, spettacoli e concerti per celebrare le identità sonore del sud del mondo in un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia al ritmo di afrobeat, highlife, cumbia, afroblues, folk, tropical ed elettronica. Immersi tra la natura mediterranea e la spiaggia “caraibica” di San Vito Lo Capo si andrà alla scoperta di suoni e culture esotiche, guardando anche alla valorizzazione della musica siciliana dalle radici fino alla nuova scena contemporanea.

Chancha Via Circuito

Tra gli artisti che parteciperanno al festival, Dele Sosimi con la sua Afrobeat Orchestra, tastierista storico degli Egypt 80 di Fela Kuti che insieme ai suoi musicisti forma una delle band ambasciatrici nel mondo di questo genere musicale, e Benin International Musical in anteprima assoluta in Italia, collettivo che si distingue per le sonorità tra voodoo, rock ed elettronica. Si vola in Argentina con Chancha Via Circuito, il produttore che negli ultimi 10 anni ha fatto esplodere la nuova musica elettronica sudamericana e poi ancora La Yegros, considerata la regina della nuova cumbia, che porta da Buenos Aires la sua miscela di folklore andino, dancehall giamaicana ed elettronica.

La dimensione elettronica si manifesta con Roni Size, inglese di origini giamaicane, si resta in Uk con Auntie Flo uno degli artisti di spicco della nuova world club music. Poi si ritorna in Sicilia con la nuova idea di sonorità dell’isola, espressa da Alessio Bondì, definito un artista a metà tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri, firma le sue liriche in una lingua intima: il dialetto siciliano. Una lingua arcaica e contemporanea che ispira anche Chris Obehi, polistrumentista nigeriano, arrivato a Palermo giovanissimo dopo aver attraversato l’Africa ed essere approdato a Lampedusa, nella sua musica una singolare sinergia tra folk, indie, reggae e pop fa da ponte tra Africa e le sonorità tradizionali siciliane. Le stesse che vengono riproposte da Matilde Politi & Simona Di Gregorio che accostano i canti dalla tradizione orale siciliana a brani originali.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

E poi ancora sarà la volta di Sergio Beercock, metà inglese metà siciliano, attore e autore teatrale, cantante e polistrumentista che con il suo “one-man-show” rappresenta la costruzione di una multiculturalità sonora e identitaria, partendo dal folk inglese e arrivando ai canti argentini e cileni, passando per il soul e la black music. Un’identità forte quella proposta anche da The Daggs una giovane band che canta e scrive in arbëreshe, l’antica lingua ancora parlata a Piana degli Albanesi, comune siciliano nel quale si mantiene viva la secolare cultura degli albanesi di Sicilia.

Sono due i luoghi scelti per il Festival: “Santuario Stage”, nel cuore del centro storico, con ben tre concerti gratuiti al giorno, qui dal tramonto in poi si potrà fare festa al ritmo di Afrobeat, Highlife, Cumbia, Afroblues e Folk e “Antròpico Stage”, dove si esibiranno dj internazionali e locali. La direzione artistica di Mondo Sounds è di Fabio Rizzo e Francesca Perricone, palermitana, ma di base a San Francisco dove lavora alla produzione di eventi musicali internazionali.

Tutto pronto per la prima edizione di Mondo Sounds Festival, tre giorni di musica per un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia

di Redazione

Due palchi, venti artisti provenienti da tutto il mondo e dieci differenti generi musicali per la prima edizione di Mondo Sounds Festival che si svolgerà dal 28 al 30 giugno a San Vito lo Capo. Tre giorni di musica, spettacoli e concerti per celebrare le identità sonore del sud del mondo in un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia al ritmo di afrobeat, highlife, cumbia, afroblues, folk, tropical ed elettronica. Immersi tra la natura mediterranea e la spiaggia “caraibica” di San Vito Lo Capo si andrà alla scoperta di suoni e culture esotiche, guardando anche alla valorizzazione della musica siciliana dalle radici fino alla nuova scena contemporanea.

Chancha Via Circuito

Tra gli artisti che parteciperanno al festival, Dele Sosimi con la sua Afrobeat Orchestra, tastierista storico degli Egypt 80 di Fela Kuti che insieme ai suoi musicisti forma una delle band ambasciatrici nel mondo di questo genere musicale, e Benin International Musical in anteprima assoluta in Italia, collettivo che si distingue per le sonorità tra voodoo, rock ed elettronica. Si vola in Argentina con Chancha Via Circuito, il produttore che negli ultimi 10 anni ha fatto esplodere la nuova musica elettronica sudamericana e poi ancora La Yegros, considerata la regina della nuova cumbia, che porta da Buenos Aires la sua miscela di folklore andino, dancehall giamaicana ed elettronica.

La dimensione elettronica si manifesta con Roni Size, inglese di origini giamaicane, si resta in Uk con Auntie Flo uno degli artisti di spicco della nuova world club music. Poi si ritorna in Sicilia con la nuova idea di sonorità dell’isola, espressa da Alessio Bondì, definito un artista a metà tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri, firma le sue liriche in una lingua intima: il dialetto siciliano. Una lingua arcaica e contemporanea che ispira anche Chris Obehi, polistrumentista nigeriano, arrivato a Palermo giovanissimo dopo aver attraversato l’Africa ed essere approdato a Lampedusa, nella sua musica una singolare sinergia tra folk, indie, reggae e pop fa da ponte tra Africa e le sonorità tradizionali siciliane. Le stesse che vengono riproposte da Matilde Politi & Simona Di Gregorio che accostano i canti dalla tradizione orale siciliana a brani originali.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

E poi ancora sarà la volta di Sergio Beercock, metà inglese metà siciliano, attore e autore teatrale, cantante e polistrumentista che con il suo “one-man-show” rappresenta la costruzione di una multiculturalità sonora e identitaria, partendo dal folk inglese e arrivando ai canti argentini e cileni, passando per il soul e la black music. Un’identità forte quella proposta anche da The Daggs una giovane band che canta e scrive in arbëreshe, l’antica lingua ancora parlata a Piana degli Albanesi, comune siciliano nel quale si mantiene viva la secolare cultura degli albanesi di Sicilia.

Sono due i luoghi scelti per il Festival: “Santuario Stage”, nel cuore del centro storico, con ben tre concerti gratuiti al giorno, qui dal tramonto in poi si potrà fare festa al ritmo di Afrobeat, Highlife, Cumbia, Afroblues e Folk e “Antròpico Stage”, dove si esibiranno dj internazionali e locali. La direzione artistica di Mondo Sounds è di Fabio Rizzo e Francesca Perricone, palermitana, ma di base a San Francisco dove lavora alla produzione di eventi musicali internazionali.

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L’arte eclettica di Renato Mambor in mostra

L’esposizione a Villa Zito propone, tra quadri, sculture e fotografie, l’esperienza artistica di uno tra i più significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni

di Redazione

È stato uno dei protagonisti della Scuola di piazza del Popolo: artista e performer, non ha mai abbandonato il teatro, pur continuando ad avere un ruolo di primo piano nel dibattito artistico. Sabato 18 maggio alle 18 a Palermo, nell’ambito della Settimana delle Culture, si inaugura a Villa Zito “A tutto Mambor. L’arte di osservare”, a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Maurizio Calvesi. La mostra, visitabile fino al 15 luglio, è promossa dalla Fondazione Sicilia su un progetto di Marzia Spatafora.

Renato Mambor – “Ultimo giorno”

L’esposizione ripercorre, attraverso una selezione di quaranta opere pittoriche, una decina di sculture e una decina di fotografie, l’esperienza artistica di Renato Mambor, tra i più grandi e significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni. Protagonista della Scuola romana di piazza del Popolo dei primi anni Sessanta con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Pascali, Mauri, Baruchello, Ceroli, Patella e Kounellis, Mambor ha attraversato tutto il decennio partecipando al clima di rinnovamento dell’arte dopo il periodo Informale recitando un ruolo di primo piano anche come performer.

Dopo aver inizialmente preso parte anche al clima concettuale tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta (verrà invitato anche alle prime mostre di Arte Povera), Mambor si dedicherà per lungo tempo al teatro d’avanguardia per ritornare all’attività espositiva a metà degli anni Ottanta, che non abbandonerà mai fino alla sua scomparsa, ottenendo negli ultimi dieci anni numerosi riconoscimenti dall’estero oltreché in Italia. Temi ricorrenti, ricerca di contatto con lo spettatore, uso di figure lontane dall’immaginario artistico: Mambor è tutto questo.

Renato Mambor – “Saltare”

Di notevole importanza è la serie di undici pannelli dal titolo “Diario degli amici” realizzata nel 1967 da dieci compagni di strada dell’artista; Mambor aveva assegnato ad ogni amico – Boetti, Tacchi, Mauri, Icaro, Ceroli, Mattiacci, Marotta, Pascali, Pirelli, Remotti e Maini – un pannello di uguali dimensioni su cui ciascuno era intervenuto con la propria cifra stilistica. A quarant’anni di distanza dal primo, Mambor realizzerà nel 2007 un nuovo diario composto da dieci elementi (di cui in mostra se ne possono ammirare quattro) riprendendo l’idea iniziale di un modulo compositivo identico per tutti i pannelli, questa volta però eseguito autonomamente, senza apporti esterni.

“La collaborazione con un’importante appuntamento per la città, come Settimana delle Culture, conferma la volontà di Fondazione Sicilia – afferma il presidente, Raffaele Bonsignore – di essere sempre più parte attiva nel territorio. Siamo felici di ospitare, in questa occasione, la mostra su Renato Mambor, con tutte implicazioni che contiene la sua affascinante teoria sull’osservazione. Un tassello in più verso la divulgazione dei linguaggi contemporanei, altro obiettivo della Fondazione”.

L’esposizione a Villa Zito propone, tra quadri, sculture e fotografie, l’esperienza artistica di uno tra i più significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni

di Redazione

È stato uno dei protagonisti della Scuola di piazza del Popolo: artista e performer, non ha mai abbandonato il teatro, pur continuando ad avere un ruolo di primo piano nel dibattito artistico. Sabato 18 maggio alle 18 a Palermo, nell’ambito della Settimana delle Culture, si inaugura a Villa Zito “A tutto Mambor. L’arte di osservare”, a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Maurizio Calvesi. La mostra, visitabile fino al 15 luglio, è promossa dalla Fondazione Sicilia su un progetto di Marzia Spatafora.

Renato Mambor – “Ultimo giorno”

L’esposizione ripercorre, attraverso una selezione di quaranta opere pittoriche, una decina di sculture e una decina di fotografie, l’esperienza artistica di Renato Mambor, tra i più grandi e significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni. Protagonista della Scuola romana di piazza del Popolo dei primi anni Sessanta con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Pascali, Mauri, Baruchello, Ceroli, Patella e Kounellis, Mambor ha attraversato tutto il decennio partecipando al clima di rinnovamento dell’arte dopo il periodo Informale recitando un ruolo di primo piano anche come performer.

Dopo aver inizialmente preso parte anche al clima concettuale tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta (verrà invitato anche alle prime mostre di Arte Povera), Mambor si dedicherà per lungo tempo al teatro d’avanguardia per ritornare all’attività espositiva a metà degli anni Ottanta, che non abbandonerà mai fino alla sua scomparsa, ottenendo negli ultimi dieci anni numerosi riconoscimenti dall’estero oltreché in Italia. Temi ricorrenti, ricerca di contatto con lo spettatore, uso di figure lontane dall’immaginario artistico: Mambor è tutto questo.

Renato Mambor – “Saltare”

Di notevole importanza è la serie di undici pannelli dal titolo “Diario degli amici” realizzata nel 1967 da dieci compagni di strada dell’artista; Mambor aveva assegnato ad ogni amico – Boetti, Tacchi, Mauri, Icaro, Ceroli, Mattiacci, Marotta, Pascali, Pirelli, Remotti e Maini – un pannello di uguali dimensioni su cui ciascuno era intervenuto con la propria cifra stilistica. A quarant’anni di distanza dal primo, Mambor realizzerà nel 2007 un nuovo diario composto da dieci elementi (di cui in mostra se ne possono ammirare quattro) riprendendo l’idea iniziale di un modulo compositivo identico per tutti i pannelli, questa volta però eseguito autonomamente, senza apporti esterni.

“La collaborazione con un’importante appuntamento per la città, come Settimana delle Culture, conferma la volontà di Fondazione Sicilia – afferma il presidente, Raffaele Bonsignore – di essere sempre più parte attiva nel territorio. Siamo felici di ospitare, in questa occasione, la mostra su Renato Mambor, con tutte implicazioni che contiene la sua affascinante teoria sull’osservazione. Un tassello in più verso la divulgazione dei linguaggi contemporanei, altro obiettivo della Fondazione”.

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Una giornata per Parco Tindari, cresce la voglia di verde in città

Uno spazio non utilizzato alla periferia di Palermo ospita una festa all’insegna dello sport e della sostenibilità. Il progetto è di farne un’area fruibile per tutti i residenti

di Redazione

Un parco dello sport e della sostenibilità nel quartiere Borgo Nuovo, alla periferia ovest di Palermo. Prende corpo l’idea di trasformare lo spazio verde oggi non utilizzato, che si trova tra via Tindari e piazza San Paolo, in un parco urbano a disposizione dei cittadini. Lo spazio ribattezzato Parco Tindari, arrivato al decimo posto regionale con le oltre 4.000 firme nella campagna dei Luoghi del Cuore del Fai, sarà protagonista di SportNextStop, la seconda edizione del festival Sonoborgonuovo.

Sabato 18 maggio, a partire dalle 9,30, si svolgerà una giornata di sport alla portata di tutti, durante la quale sarà ospitata una tappa del torneo di Mediterraneo antirazzista, poi il circuito di presentazione dei campionati di italiani di scherma e ancora dimostrazioni sportive di lotta, judo, taekwondo, kalicalasag, Cheerleading, basket in carrozzina e mountain bike.

Sarà presente, in rappresentanza del Comune, il vice sindaco Fabio Giambrone. In virtù di questo obiettivo, la terza commissione consiliare ha avviato un tavolo tecnico che ha coinvolto l’università e varie associazioni per la definizione di un progetto più articolato che verrà presentato entro la metà di giugno al Fai. Durante la giornata, sarà inoltre presente, l’unità mobile di strada del Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Npia dell’Asp di Palermo, nata per raggiungere i giovani consumatori di stupefacenti ed alcol che, per diverse ragioni, non si rivolgono ai servizi sanitari. Sarà possibile, inoltre, fare screening ematici per la prevenzione dell’infezione Hiv, ricevere informazioni sulle patologie connesse ai consumi di droghe e parlare con gli operatori presenti.

Patrocinato dal Comune di Palermo, l’evento è organizzato dall’associazione ComPA aps, con la collaborazione della quinta circoscrizione.

Uno spazio non utilizzato alla periferia di Palermo ospita una festa all’insegna dello sport e della sostenibilità. Il progetto è di farne un’area fruibile per tutti i residenti

di Redazione

Un parco dello sport e della sostenibilità nel quartiere Borgo Nuovo, alla periferia ovest di Palermo. Prende corpo l’idea di trasformare lo spazio verde oggi non utilizzato, che si trova tra via Tindari e piazza San Paolo, in un parco urbano a disposizione dei cittadini. Lo spazio ribattezzato Parco Tindari, arrivato al decimo posto regionale con le oltre 4.000 firme nella campagna dei Luoghi del Cuore del Fai, sarà protagonista di SportNextStop, la seconda edizione del festival Sonoborgonuovo.

Sabato 18 maggio, a partire dalle 9,30, si svolgerà una giornata di sport alla portata di tutti, durante la quale sarà ospitata una tappa del torneo di Mediterraneo antirazzista, poi il circuito di presentazione dei campionati di italiani di scherma e ancora dimostrazioni sportive di lotta, judo, taekwondo, kalicalasag, Cheerleading, basket in carrozzina e mountain bike.

Sarà presente, in rappresentanza del Comune, il vice sindaco Fabio Giambrone. In virtù di questo obiettivo, la terza commissione consiliare ha avviato un tavolo tecnico che ha coinvolto l’università e varie associazioni per la definizione di un progetto più articolato che verrà presentato entro la metà di giugno al Fai. Durante la giornata, sarà inoltre presente, l’unità mobile di strada del Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Npia dell’Asp di Palermo, nata per raggiungere i giovani consumatori di stupefacenti ed alcol che, per diverse ragioni, non si rivolgono ai servizi sanitari. Sarà possibile, inoltre, fare screening ematici per la prevenzione dell’infezione Hiv, ricevere informazioni sulle patologie connesse ai consumi di droghe e parlare con gli operatori presenti.

Patrocinato dal Comune di Palermo, l’evento è organizzato dall’associazione ComPA aps, con la collaborazione della quinta circoscrizione.

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La Rosa d’oro a Madison Cox, l’artista dei giardini

Torna dopo cinque anni il riconoscimento ideato da Jorge Luis Borges. Scelto per questa dodicesima edizione, l’architetto paesaggista americano che ha progettato oasi verdi in tutto il mondo

di Giulio Giallombardo

È il demiurgo del verde. Plasma la natura creando giardini in ogni parte del mondo. È stato uno dei disegnatori di Jardins du Nouveau Monde, nel 1986, al Castello di Blérancourt, prima di creare un giardino sperimentale per il Chelsea Flower Show di Londra, e adesso ha qualcosa in mente anche per Palermo. Arriva in città Madison Cox, architetto paesaggista americano, a cui è stato assegnata “La Rosa d’oro”, il riconoscimento ideato e istituito nel 1984 da Jorge Luis Borges e organizzato dalla casa editrice Novecento, diretta da Domitilla Alessi, giunto quest’anno alla dodicesima edizione.

Madison Cox

Il nome di Cox è stato annunciato questa mattina nel corso di un incontro nella libreria Novecento, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. La cerimonia di consegna del riconoscimento, invece, è in programma il 17 maggio alle 11 a Villa Malfitano, alla presenza, fra gli altri, di Maria Kodama, moglie di Jorge Luis Borges, dello stesso sindaco Orlando, di Domitilla Alessi e, ovviamente, di Madison Cox. Come da tradizione, la personalità insignita è stata scelta tra una rosa di nomi proposta da chi ha ottenuto il riconoscimento nell’edizione precedente, in questo caso lo scrittore ed editore Roberto Calasso, fondatore della casa editrice Adelphi, che aveva ottenuto l’undicesima “La Rosa d’oro” nel 2014.

Leoluca Orlando e Domitilla Alessi

Ispirato dallo stilista Yves Saint Laurent e dall’imprenditore e mecenate Pierre Bergé, con cui ha condiviso un legame profondo, Madison Cox, ha dato vita a suggestive oasi verdi negli Stati Uniti, in Europa e nel Nord Africa, e i suoi clienti sono sparsi per tutto il mondo. È responsabile dei Giardini Majorelle di Marrakech, e direttore dei Musei Saint Laurent di Parigi e di Marrakech e presidente della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, dalla morte di Bergé nel settembre 2017. Adesso, l’architetto paesaggista lega il suo nome a Palermo con alcuni progetti in cantiere che saranno presto svelati e con “La Rosa d’oro”, riconoscimento toccato negli anni a personalità del calibro di Henry Cartier Bresson, Giulio Einaudi, Pierre Boulez, Peter Stein, Yves Saint Laurent e Bob Wilson, tanto per citarne alcuni.

The Sanya Edition, Cina (da “Madison Cox”, ed. Novecento)

Questa edizione de “La Rosa d’oro”, inoltre, prevede alcuni appuntamenti collaterali: sabato 18 maggio alle 11, all’Orto Botanico, è in programma un incontro di Madison Cox, Piero Zanetov e Giuseppe Barbera con gli studenti. Seguirà una visita guidata all’Orto e l’esposizione di dieci pannelli fotografici di giardini di Madison Cox. Dal 30 maggio al 10 giugno, poi, alla Galleria Novecento di Palermo, si svolgerà una mostra intitolata “David Hockney Performance Theater”: manifesti originali per i teatri lirici disegnati da Hockney, pittore, disegnatore, fotografo e scenografo britannico, che ha ottenuto il riconoscimento nel 2004.

“Torna un riconoscimento prestigioso che ha dato, sin dalla sua istituzione, grande contributo al cammino di Palermo nel suo percorso per essere Città di Culture – dice il sindaco Orlando – coinvolgendo artisti ed intellettuali di primo piano nel panorama mondiale. Non posso che esprimere apprezzamento per la scelta di Madison Cox. Il suo amore per la cultura, le culture e per l’arte, unito alla sua maestria nel realizzare giardini trovano naturale collocazione a Palermo, definita da Manifesta, la biennale migrante tenutasi nella nostra città nel 2018, giardino planetario di pacifica coesistenza”.

Torna dopo cinque anni il riconoscimento ideato da Jorge Luis Borges. Scelto per questa dodicesima edizione, l’architetto paesaggista americano che ha progettato oasi verdi in tutto il mondo

di Giulio Giallombardo

È il demiurgo del verde. Plasma la natura creando giardini in ogni parte del mondo. È stato uno dei disegnatori di Jardins du Nouveau Monde, nel 1986, al Castello di Blérancourt, prima di creare un giardino sperimentale per il Chelsea Flower Show di Londra, e adesso ha qualcosa in mente anche per Palermo. Arriva in città Madison Cox, architetto paesaggista americano, a cui è stato assegnata “La Rosa d’oro”, il riconoscimento ideato e istituito nel 1984 da Jorge Luis Borges e organizzato dalla casa editrice Novecento, diretta da Domitilla Alessi, giunto quest’anno alla dodicesima edizione.

Madison Cox

Il nome di Cox è stato annunciato questa mattina nel corso di un incontro nella libreria Novecento, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. La cerimonia di consegna del riconoscimento, invece, è in programma il 17 maggio alle 11 a Villa Malfitano, alla presenza, fra gli altri, di Maria Kodama, moglie di Jorge Luis Borges, dello stesso sindaco Orlando, di Domitilla Alessi e, ovviamente, di Madison Cox. Come da tradizione, la personalità insignita è stata scelta tra una rosa di nomi proposta da chi ha ottenuto il riconoscimento nell’edizione precedente, in questo caso lo scrittore ed editore Roberto Calasso, fondatore della casa editrice Adelphi, che aveva ottenuto l’undicesima “La Rosa d’oro” nel 2014.

Leoluca Orlando e Domitilla Alessi

Ispirato dallo stilista Yves Saint Laurent e dall’imprenditore e mecenate Pierre Bergé, con cui ha condiviso un legame profondo, Madison Cox, ha dato vita a suggestive oasi verdi negli Stati Uniti, in Europa e nel Nord Africa, e i suoi clienti sono sparsi per tutto il mondo. È responsabile dei Giardini Majorelle di Marrakech, e direttore dei Musei Saint Laurent di Parigi e di Marrakech e presidente della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, dalla morte di Bergé nel settembre 2017. Adesso, l’architetto paesaggista lega il suo nome a Palermo con alcuni progetti in cantiere che saranno presto svelati e con “La Rosa d’oro”, riconoscimento toccato negli anni a personalità del calibro di Henry Cartier Bresson, Giulio Einaudi, Pierre Boulez, Peter Stein, Yves Saint Laurent e Bob Wilson, tanto per citarne alcuni.

The Sanya Edition, Cina (da “Madison Cox”, ed. Novecento)

Questa edizione de “La Rosa d’oro”, inoltre, prevede alcuni appuntamenti collaterali: sabato 18 maggio alle 11, all’Orto Botanico, è in programma un incontro di Madison Cox, Piero Zanetov e Giuseppe Barbera con gli studenti. Seguirà una visita guidata all’Orto e l’esposizione di dieci pannelli fotografici di giardini di Madison Cox. Dal 30 maggio al 10 giugno, poi, alla Galleria Novecento di Palermo, si svolgerà una mostra intitolata “David Hockney Performance Theater”: manifesti originali per i teatri lirici disegnati da Hockney, pittore, disegnatore, fotografo e scenografo britannico, che ha ottenuto il riconoscimento nel 2004.

“Torna un riconoscimento prestigioso che ha dato, sin dalla sua istituzione, grande contributo al cammino di Palermo nel suo percorso per essere Città di Culture – dice il sindaco Orlando – coinvolgendo artisti ed intellettuali di primo piano nel panorama mondiale. Non posso che esprimere apprezzamento per la scelta di Madison Cox. Il suo amore per la cultura, le culture e per l’arte, unito alla sua maestria nel realizzare giardini trovano naturale collocazione a Palermo, definita da Manifesta, la biennale migrante tenutasi nella nostra città nel 2018, giardino planetario di pacifica coesistenza”.

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