Migrazioni con gli occhi degli artisti: tre musei a confronto

Si inaugura la mostra “Migration”, curata dallo StadtMuseum di Düsseldorf, dal Janco-Dada di Ein Hod e dal Civico di Castelbuono

di Redazione

Tre punti di vista differenti sul tema della migrazione, analizzandone gli elementi e le problematiche secondo prospettive e latitudini diverse, europee e mediterranee. È il tema della mostra “Migration”, che si inaugura domenica 15 dicembre al Museo Civico di Castelbuono. L’esposizione, visitabile fino al prossimo 12 aprile, è curata da Susanne Anna, Laura Barreca e Raya Zommer-Tal, direttrici rispettivamente dello StadtMuseum di Düsseldorf, in Germania, del Museo Civico di Castelbuono e del Janco-Dada Museum di Ein Hod, in Israele.

Un’opera di Oren Fischer

Si tratta di un’esposizione itinerante, co-prodotta dai tre musei, e realizzata con il sostegno della Fondazione Federico II. La mostra rappresenta l’evento conclusivo del programma di Bam, Biennale Arcipelago Mediterraneo a Palermo, il festival internazionale di teatro, musica e arti visive dedicato ai popoli e alle culture dei paesi che si affacciano sul mare, incentrato sulle tematiche dell’accoglienza e del dialogo. L’intento del progetto è di coinvolgere i musei nel loro ruolo di “osservatori” privilegiati sul presente, sollecitando nel pubblico una riflessione critica attraverso gli occhi di sei artisti, di altrettante nazionalità, selezionati dai tre direttori dei Musei.

Un’opera di Hadar Mitz

Il progetto espositivo, con il coordinamento curatoriale di Alessandro Pinto, comprende circa venti opere di Oren Fischer, Hadar Mitz, Margherita Moscardini, Edith Oellers, Klaus Richter, Francesco Simeti, che indagano le diversità politiche, economiche e geografiche sulla migrazione, questione di portata storica, generata da condizioni di vita precarie, da situazioni di violenza, da guerre, e dal divario crescente tra paesi poveri e ricchi.

Nell’ottica di sviluppare conoscenza e consapevolezza sulle tematiche della mostra nelle giovani generazioni, il Museo Civico di Castelbuono ha programmato un ciclo di conferenze, dibattiti, proiezioni e incontri pubblici e destinati al coinvolgimento delle scuole. Ospiti del Museo saranno giornalisti, attivisti, associazioni, esperti in diritti umanitari e dei rifugiati che direttamente e quotidianamente affrontano la questione migratoria, chiamati a dare testimonianza del loro operato con lo scopo di accrescere conoscenza dei fatti e maturare un rinnovato senso di responsabilità civica.

L’installazione “Sacro Refugio”

In occasione delle festività natalizie, dall’8 dicembre sulla facciata del Castello dei Ventimiglia è stata allestita l’installazione “Sacro Refugio”, una grande scritta luminosa concepita da #ditosinistro, dal 2015 estensione del pensiero dell’artista Francesco De Grandi (ve ne abbiamo parlato qui). Una scritta sgangherata, di colore rosso che l’autore esegue con la mano manca, affrontando temi contemporanei con un atteggiamento caustico e fortemente incisivo.

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Torna la rassegna “Donne in amore” al Museo Salinas

Da febbraio appuntamenti con Matteo Nucci, Andrea Marcolongo, Chiara Valerio e Marcello Fois. La collaborazione con il Rouge et Noir per proiezioni legate agli incontri

di Redazione

Dalla parte dei lettori. Che per prima cosa si chiedono quali siano i protagonisti preferiti da chi scrive. Dall’eleganza di Emma Bovary all’ardore di Jane Eyre. Il successo di Donne in amore/Woman in love è stato tutto nel confronto, nel racconto, nel dialogo. E visto che il pubblico ha affollato la prima edizione – che si chiude questo weekend con il recupero del’appuntamento con il traduttore ed anglista Enrico Terrinoni che pescherà dall’”Ulisse” di Joyce, il personaggio di Molly Bloom (sabato 14 dicembre alle 18); e con la messinese finalista allo Strega, Nadia Terranova pronta a raccontare Elizabeth Bennet, l’eroina di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen (domenica 15 dicembre alle 11) – al Museo Archeologico Salinas, a Palermo, ci si prepara alla seconda, che getterà un occhio particolare sul mondo greco. Firmata sempre dalla giornalista (e lettrice appassionata) Sara Scarafia, srotolata in partnership con CoopCulture e con il sostegno dell’azienda vitivinicola Planeta, la nuova rassegna letteraria

Uno degli incontri di Donne in amore

Donne in amore#2: al via nel primo fine settimana di febbraio, con un doppio appuntamento interamente dedicato alle eroine del mondo greco; un vero e proprio un omaggio al museo archeologico che ospita la rassegna. Sabato 1 febbraio, alle 18 Matteo Nucci, scrittore e studioso del mondo antico, racconterà Elena di Troia, la sposa di Menelao, della quale si innamora Paride, provocando – secondo i miti – la guerra di Troia. Domenica 2 alle 11, Andrea Marcolongo, l’autrice del best seller “La lingua geniale”, racconterà invece la bellissima ninfa Calipso, la figlia di Atlante che accoglie (e trattiene) Ulisse naufrago e disperato nell’isola di Ogigia.

Il 29 febbraio, il grande ritorno di Chiara Valerio che racconterà la scrittrice americana Edith Warthon in occasione dei 100 anni della pubblicazione di quel capolavoro che è stato “L’età dell’innocenza”, da cui Martin Scorsese trasse uno dei suoi film più belli. Il 28 marzo arriverà al Salinas lo scrittore e sceneggiatore sardo Marcello Fois che racconterà la romantica Anna Karenina. Il 16 maggio toccherà ad Alessandra Sarchi, scrittrice, saggista e traduttrice, vincitrice del premio Mondello con La notte ha la mia voce, che racconterà la principessa di Clèves, eroina di quello che è considerato il primo romanzo psicologico moderno scritto da Madame de La Fayette. E ancora in primavera sarà a Donne in amore#2 lo scrittore e traduttore Tommaso Pincio con Nastas’ja Filippovna dell’Idiota di Dostoevskij.

Il Museo Salinas

Anche nel 2020, Donne in amore sarà presente a Una marina di libri. E la rassegna Donne in amore#2 inaugurerà anche una nuova collaborazione, quella col cinema Rouge et Noir per alcuni appuntamenti di cinema e letteratura: il debutto sarà per la Giornata mondiale della Poesia che cade il 21 marzo: al Salinas Emma Dante ed Elena Stancanelli leggeranno e racconteranno Emily Dickinson.  Al Rouge et Noir sarà proiettato “A quiet passion”di Terence Davies sulla vita della scrittrice, film apparso random da pochissimi cinema e molto atteso dagli appassionati.

“È stato un anno bellissimo e intenso – dice Sara Scarafia – la rassegna ha raccolto attorno alla grande letteratura un pubblico sempre più vasto e affezionato. E la partnership col Salinas – che Palermo riconosce come uno dei suoi luoghi d’elezione – ha moltiplicato la bellezza. ‘Donne in amore’ è il luogo dove grandi scrittori e scrittrici hanno raccontato la letteratura attraverso personaggi femminili: perché la letteratura è donna ed è voce di donna quella che da sempre racconta le storie. La rassegna resta una dichiarazione d’amore per i libri, a cominciare dai classici, una riscoperta a ogni lettura, perché, insegna Calvino, ‘un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire’”. La prima edizione di Woman in love  era partita a febbraio: e in soli sei mesi ha ospitato Alessandro Piperno, Chiara Valerio, Valeria Parrella, Giorgio Vasta, Teresa Ciabatti, Elena Stancanelli. Otto appuntamenti, tutti seguitissimi, a cui si aggiunge la collaborazione consolidata con il festival Una Marina di libri che quest’anno per “Donne in amore all’orto” ha ospitato la conversazione tra Chiara Valerio e Anna Nadotti sui 90 anni del saggio di Virginia Woolf  “Una stanza tutta per sé”.

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Le eredità immateriali tra incontri e performance

Al Museo Pasqualino di Palermo due giorni con i rappresentanti di tre tradizioni italiane: il teatro dell’opera dei pupi siciliani, il canto a tenore sardo e i nanareddi di Catania

di Redazione

Due giorni alla scoperta di tre tesori preziosi quanto intangibili, in cui si intrecceranno momenti di approfondimento e performance dal vivo. Venerdì 13 e sabato 14 dicembre, il Museo Pasqualino di Palermo organizza un evento dedicato alle Eredità immateriali in cui interagiranno i rappresentanti di tre tradizioni italiane. Si tratta di due capolavori Unesco del patrimonio orale e immateriale dell’umanità – il teatro dell’opera dei pupi siciliani e il canto a tenore sardo – e i Nanareddi, ovvero i cantastorie ciechi di Catania. Il progetto – che si muove sul solco della Convenzione Unesco del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e le Direttive operative Unesco per la sua attuazione – si concretizza in due giorni di interazione e scambio interdisciplinare tra tre pratiche del patrimonio culturale immateriale italiano.

Pupi siciliani

I rappresentanti delle tre tradizioni parteciperanno sia attraverso il dialogo con gli esperti nell’ambito dei due seminari organizzati che attraverso le performance dal vivo. L’evento si inserisce, inoltre, nell’ambito del “Piano delle Misure di salvaguardia dell’opera dei pupi siciliani”, promosso dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, referente della rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi.

Tenore Supramonte Orgosolo

Il programma prevede, venerdì 13 dicembre alle 17, uno spettacolo dell’Opera dei pupi, seguito alle 18 dal seminario “Il patrimonio immateriale italiano”, con gli interventi di Sergio Bonanzinga, Ignazio Emanuele Buttitta, Ignazio Macchiarella, Marco Lutzu e Rosario Perricone.  Sabato 14 dicembre, sempre alle 17, dopo un altro spettacolo dei pupi siciliani, alle 18 si terrà una conferenza introduttiva di Sergio Bonanzinga “La tradizione dei cantastorie ciechi nella Sicilia orientale”, mentre alle 19 sarà la volta della Novena dei Nanareddi di Catania. Chiude la serata il concerto del gruppo sardo Tenore Supramonte di Orgosolo.

Dunque all’opera dei pupi, il teatro tradizionale siciliano delle marionette, risalente al 1800, si affiancheranno l’arte dei nanareddi, i suonatori-cantori ambulanti specializzati nel repertorio sacro che venivano chiamati orbi, poiché quanti intraprendevano questa singolare professione erano in prevalenza ciechi, e il canto a tenore sardo, una pratica musicale molto importante per la vita sociale di certe comunità dell’Isola.

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Immaginario arabo-normanno, al via la mostra al Salinas

Esposte quaranta opere che hanno partecipato alla nuova edizione del contest organizzato dalla Fondazione Unesco Sicilia

di Redazione

Guardare Palermo, Monreale e Cefalù. Scoprendone i vicoli e gli angoli, le statue e i palazzi, i castelli e i giardini. Ritrovando città lontane che affondavano le loro radici in un melting pot di culture e di stili, a cui convergeva tutto il Mediterraneo. Anche quest’anno – e siamo già alla terza edizione – la Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia ha bandito un nuovo contest sull’immaginario arabo-normanno: è stato chiesto agli artisti (professionisti e non) e alle scuole, di inviare i propri elaborati che raccontino – qualunque sia il supporto scelto, tela, immagine, video o altro – il modo in cui vengono percepiti i nove monumenti che fanno parte del sito seriale protetto dall’Unesco.

Sui tetti della Cattedrale (foto Alessandro Montemagno)

Ogni partecipante ha quindi interpretato a suo modo, secondo la propria creatività, il concetto di Unesco, patrimonio, monumento, sito. Sono arrivati oltre sessanta elaborati e tra questi, sono stati scelti quaranta lavori che hanno ricevuto il maggior numero di “like” sulla pagina Facebook della Fondazione:  sono opere che andranno a comporre la mostra che si inaugurerà venerdì prossimo, 13 dicembre alle 10 al Museo Archeologico Salinas, a Palermo dove resterà fino al 5 gennaio. E sempre venerdì – alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, nella sua qualità di presidente del Comitato di Pilotaggio, dell’assessore comunale alle CulturE Adham Darawsha, del direttore dei Fondazione Unesco Sicilia Aurelio Angelini e del direttore del Museo Salinas Caterina Greco – si svolgerà la premiazione dei vincitori del contest, scelti da una giuria composta da esperti.

Gioco da tavolo (Istituto comprensivo Ficarazzi)

Sono previste tre categorie – Fotografia; Video; Illustrazione e altro – più il premio Community Unesco per le scuole. I vincitori riceveranno abbonamenti alle stagioni del Teatro Massimo, del Teatro Biondo e della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. La scuola vincitrice riceverà un buono da spendere in cartoleria o informatica. La mostra seguirà gli orari di visita del museo e l’ingresso è gratuito.

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Libri tattili in mostra al Farm Cultural Park

La collettiva itinerante “Mare Fest. Vietato non toccare”, in ricordo di Sebastiano Tusa, arriva a Favara. Saranno esposte opere nate da laboratori a cui hanno partecipato bimbi non vedenti

di Redazione

Una mostra all’insegna dell’inclusione sociale e della fruizione dei beni culturali, che coniuga arte contemporanea, cultura e valorizzazione del mare. Questo il tema di “Mare Fest. Vietato non toccare”, la collettiva itinerante di Villaggio Letterario, in ricordo di Sebastiano Tusa, che approda dal 10 al 14 dicembre al Farm Cultural Park di Favara.

Farm Cultural Park

Esposti libri tattili ecologici, frutto di laboratori a cui hanno partecipato bambini non vedenti, realizzando in sinergia con gli altri partecipanti, opere da percepire con il tatto, indispensabile per un non vedente, ma altrettanto importante per i vedenti. La ricerca dei materiali e la scelta di utilizzarli per i libri tattili hanno definito in modo inequivocabile il mondo interiore di ciascun bambino. I laboratori che si sono svolti a Palermo hanno stimolato la condivisione, lasciando spazio alle espressioni più intime e individuali che fanno di ogni libro tattile una piccola opera d’arte.

Il laboratorio Mare Fest

Sarà presente anche una sala per laboratori e sarà organizzato un focus sull’arte, sulla creatività e sulle tematiche sociali legate alla fruizione dell’arte degli ipovedenti e non vedenti. Accanto ai 36 libri tattili realizzati dagli alunni dell’Istituto Sciascia e dai piccoli utenti dell’Istituto ciechi Florio e Salamone di Palermo, in mostra le opere di Vincenzo Patti e Giovanni Proietto, artisti affermati e noti al pubblico internazionale, e altre opere dei giovani artisti Alfonso Elia Amato, Vincenzo Raffaele Barba, Serena Etiopia, Valentina Matranga, Giorgia Emily Militello, Melissa Muscarnera, Valeria Rubino.

I partecipanti al laboratorio

All’inaugurazione prevista martedì 10 dicembre alle 11,30, insieme ai fondatori del Farm Cultural Park, Andrea Bartoli e Florinda Saieva, e della casa editrice Medinova, Antonio Liotta, saranno presenti il sindaco di Favara, Anna Alba; il vicesindaco Giuseppe Bennica; la fondatrice di Villaggio Letterario, Anna Russolillo; Nando Sutera, responsabile Centro di Consulenza Tiflodidattica di Catania; Maria Concetta Cusimano, tiflologa della Federazione nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus; Pasquale Palermo, artigiano e coordinatore dei laboratori d’arte di Mare Fest; Alessandra De Caro, architetto dirigente della Soprintendenza del Mare e Licia Corsale dell’Ingv di Palermo. Durante i quattro giorni della mostra, si susseguiranno incontri e presentazioni che vedranno la partecipazione di tutti gli istituti scolastici di Favara.

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Via Roma si trasforma in teatro a cielo aperto

Nei tre weekend natalizi di dicembre, la strada e le piazze limitrofe ospiteranno una rassegna di 76 spettacoli, tra musica, danza, teatro e animazione

di Marco Russo

Spettacoli itineranti con giovani artisti per ridare lustro a via Roma. Da piazza Giulio Cesare a piazza Sant’Anna, passando da piazza Cassa di Risparmio, piazza San Domenico, via Bandiera e via Principe di Belmonte, in scena nel centro di Palermo 76 spettacoli, nell’arco dei tre weekend natalizi di dicembre. È la manifestazione “Via Roma on the road 2019”, organizzata dalla Agave Spettacoli, con la direzione artistica di Georgia Lo Faro e con la collaborazione con il Comune di Palermo, presentata questa mattina a Palazzo delle Aquile.

Nei fine settimana dal 13 al 29 dicembre – tutti i venerdì, sabato e domenica – si svolgerà un calendario di eventi con il coinvolgimento delle attività commerciali della zona (qui il programma completo) . L’asse di via Roma farà da cornice alla manifestazione con spettacoli itineranti di musica, danza, animazione per bambini, arti circensi, magia, con l’obiettivo di valorizzare una delle strade più importanti della città. “Il coinvolgimento delle attività commerciali – si legge nel progetto di Agave – sarà di primaria importanza. Il centro della città si trasformerà in una vera e propria festa nel recupero degli spazi in questione e nel rispetto dell’arte e della cultura”.

La presentazione a Palazzo delle Aquile

Gli organizzatori, inoltre, per organizzare il cartellone, hanno puntato su giovani artisti. “Il progetto – spiegano – vuole essere un modo per stimolare il senso di appartenenza dei giovani a questa città, grazie al mettersi in gioco in prima persona attraverso l’arte. Un collante, un rapporto diretto e senza barriere, tra gli artisti e ogni spettatore, mediante la creazione di un’atmosfera coinvolgente che inevitabilmente la musica, il teatro, il ballo, la pittura, trasmettono”.

Presenti all’incontro con i giornalisti, questa mattina, il sindaco Leoluca Orlando, l’assessore alle Culture, Adham Darawasha, la direttrice artistica di Agave, Georgia Lo Fato e gli artisti Gatto Matto Animazione, Angelo Daddelli & I Picciotti, Oldborn Brother, Two Giants Trio e The Sweet Virginia. “Va avanti l’azione di promozione della città da parte dell’amministrazione comunale, dopo gli interventi significativi in via Maqueda e corso Vittorio Emanuele. Adesso è la volta di via Roma, cosi come stiamo operando in tante altre parti della città. Il risveglio culturale è contagioso e anche via Roma sta per essere contagiata – ha detto il sindaco Leoluca Orlando -. Sono sicuro che tutti i palermitani e i turisti presenti in città in questi giorni sapranno apprezzare il cartellone proposto per questa manifestazione, cosi come sarà apprezzato il grande concerto di Capodanno”.

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“Tra i sentieri dell’Opra”, spettacoli e mostre con Cuticchio

Un mese di eventi all’insegna dei pupi siciliani, con un cartellone che mette insieme allestimenti tradizionali e nuove produzioni

di Redazione

Un mese di spettacoli tradizionali, cunti, serate speciali, mostre e incontri all’insegna del Teatro dell’Opra. Mimmo Cuticchio e l’associazione Figli d’Arte Cuticchio organizzano, da sabato 30 novembre a lunedì 30 dicembre, nella sede del Teatro dei Pupi e nel vicino laboratorio di via Bara all’Olivella, a Palermo, la rassegna “Tra i sentieri dell’Opra”.  Un cartellone che mette insieme spettacoli tradizionali, a cominciare dal ciclo di Orlando dalla nascita alla sua morte, il cunto di Mimmo Cuticchio e anche una nuova produzione “Alì Babà e i 40 ladroni”, che riprende il percorso delle “Mille e una notte”, pensata da Cuticchio come una “serata speciale” per il pubblico dei bambini, ma non solo.

Mimmo Cuticchio

Un modo per accostare la cultura occidentale a quella orientale e riprendere anche il tema della convivenza delle diversità, della multiculturalità e della pace che sta anche alla base della mostra allestita nel laboratorio di via Bara dal 7 al 30 dicembre (dalle 10 alle 13) dal titolo “Paladini e saraceni insieme per un Natale di pace”: i pupi saranno esposti senza le loro spade in nome della pace.

Il programma parte il 30 novembre alle 18,30 con le “Avventure di Orlandino” (anche domenica 1 dicembre alle 18,30). Si continua sabato 7 e domenica 8 dicembre, alle 18,30 con “Prime imprese di Orlando”. L’appuntamento di sabato 14 e domenica 15 novembre alle 18,30 è con “La pazzia di Orlando”, per finire con il quarto e ultimo appuntamento del ciclo degli spettacoli tradizionali sabato 21 e domenica 22 dicembre alle 18,30, con “La morte di Orlando”. Gli spettacoli tradizionali vanno tutti in scena con la musica dal vivo, scritta da Giacomo Cuticchio e interpretata dal Giacomo Cuticchio Ensemble: violini Marco Badami e Filippo Di Maggio, sax Nicola Mogavero e Gehanghir Baghchighi, trombone: Fabio Piro.

La rassegna riprende anche il lavoro di Mimmo Cuticchio sulle “Mille e una notte” e prevede una nuova produzione, una “serata speciale” come quelle che a partire dall’ultimo ventennio dell’Ottocento, gli opranti-pupari più impegnati cominciarono a inserire nei loro programmi, proponendo al pubblico storie diverse dal tradizionale ciclo carolingio e avvicinandosi di più al repertorio dei cantastorie che a quello dei contastorie. I temi spaziavano dalla religione all’amore, dalle storie popolari all’avventura. È così per “Alì Babà e i 40 ladroni” che debutta sabato 28 dicembre alle 18,30 al Teatro dei Pupi di via Bara all’Olivella (con repliche il 29 e il 30 dicembre alla stessa ora). Uno spettacolo che sconfina dal classico della tradizione per condividere il gioco, la cultura, gli spazi, le regole, senza più barriere ed emarginazioni dovute a differenze culturali, etniche o religiose.

Giovedì 19 e giovedì 26 dicembre alle 18,30 appuntamento con il cunto di Mimmo Cuticchio nel laboratorio di via Bara all’Olivella: “Aladino e la sua lampada magica” è costruito da Cuticchio come accadimento straordinario e proposto a un pubblico di ragazzi e adulti. Oltre alla mostra “Paladini e saraceni insieme per un Natale di pace”, in programma ci sono anche due videoproiezioni nella sede del laboratorio di via Bara all’Olivella: “L’infanzia d’Orlando” giovedì 5 dicembre alle 18 e “L’urlo del mostro” giovedì 12 dicembre alle 18.  Gli incontri sono un elemento essenziale del programma. Incentrati sugli spettacoli, diventano l’occasione per una riflessione metanarrativa intorno ad alcune rappresentazioni che hanno costituito una svolta significativa per l’Opera dei Pupi.

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Performance con 50 artisti a Selinunte tra musica e danza

È l’evento “Suoni senza confine”, un’esperienza sensoriale itinerante dedicata alla caduta del Muro di Berlino e ideata dal contrabbassista Lelio Giannetto

di Redazione

Una performace sensoriale, tra canti, danze e musica, nel Parco archeologico di Selinunte, ricordando la caduta del Muro di Berlino. È l’evento “Suoni senza confine – Haus der Kulturen der Welt, ovvero la notte in cui cadde il muro”, un’esperienza sensoriale itinerante, su musiche di Johann Sebastian Bach, pensata appositamente per l’area archeologica con cinquanta performer tra attori, musicisti, danzatori, pittori e scrittori. Si tratta di progetto dell’associazione Curva Minore, ideato dal contrabbassista Lelio Giannetto, che ne cura anche la drammaturgia, nell’ambito di Bam, la Biennale arcipelago mediterraneo. L’evento andrà in scena domenica 8 dicembre, al tramonto, dalle 16 alle 17.

La locandina dell’evento

“Il pubblico itinerante – spiegano da Curva Minore – si aggira tra i performer alla ricerca del suono liberato. I performer bendati enunciano micro-storie sulla notte in cui cadde il Muro. Un velo sonoro rappresenta la cortina, mentre i danzatori si troveranno costretti o ingabbiati su superfici limitatissime e i pittori evocheranno le storie sul Muro. Eruzioni sonore condurranno a esecuzioni di musiche di liberazione con canti e danze evocando la festa spontanea creatasi a Berlino il 9 novembre 1989”.

In scena un gruppo corale di artisti che daranno vita alla performance. Ci sarà la danzatrice Sofia Kakouri, poi tra i musicisti, il contrabbassista Peter Jacquemyn e il violoncellista Mauro Cottone che si esibiranno insieme a Gianneto e alla Sicilian Improvisers Orchestra e al Curva minore performing ensemble. Poi i pittori Igor Scalisi Palminteri, Linda Randazzo, Toni Costagliola, Alice Sanzillo e Paola Giattini.

L’area del Tempio R

La compagine degli attori sarà formata da: Simona Martelli, Silvia Di Blasi, Valeria Sara Lo Bue, Alma Passarelli Pula, Rosalba Santoro, Diego Aiello, Caterina Pantaleo, Marisa Moretti, Giuseppe Distefano, Ornella Scibilia, Rosaria Tranchida, Isabelle Gandolfi, Anna Valenti, Rosanna Costantino, Marco Russo, Salvatore Insalaco, Bernardo Quaranta, Geraldina Albegiani, Egle Mazzamuto e Ilenia Modica.

Le danzatrici saranno Emilia Guarino, Mara Rubino, Lucia Poma, Laura Strack e Marta Kaja Romanszka e infine i musicisti: Eva Geraci, Alessandra Pipitone, Alessandro Librio, Dario Compagna, Marcello Cinà, Giuseppe Viola, Gandolfo Pagano, Benedetto Basile, Giuseppe Greco, Gabriele Sutera, Vincenzo Bono, Bintu Badiane, Faber Gray, Domenico Sabella, Claudia Piccione, Giuseppe Marco Zammuto, Maria Merlino e Fabrizio Pezzino Calogero Genco.

L’ingresso alla performance è libero.

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Si chiude la mostra dei capolavori perduti, ultima apertura serale

Fino all’8 dicembre a Palazzo Abatellis si possono ammirare sette importanti dipinti andati distrutti o di cui si sono perse le tracce, che adesso sono stati riprodotti fedelmente grazie a tecnologie all’avanguardia

di Redazione

Gran finale per la mostra “Il ritorno dei capolavori perduti” in corso a Palermo, nelle sale di Palazzo Abatellis. Ultima apertura serale per ammirare i sette quadri di cui si sono perse le tracce, fedelmente riprodotti con sofisticate tecnologie digitali. Sabato 7 dicembre la mostra sarà visitabile dalle 20 a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23,30), prima del finissage dell’8 dicembre, quando sarà aperta come di consueto, dalle 9 alle 19. Inoltre, presentando i coupon (esauriti o non) de Le Vie dei Tesori, o anche una guida del festival, è possibile usufruire di uno sconto del 50 per cento sul biglietto d’ingresso. Un’opportunità da cogliere al volo, non solo sabato sera, ma anche nel giorno dell’Immacolata.

La Natività del Caravaggio

In mostra ci sono sette capolavori di cui si sono perse le tracce, “scippati” da mani adunche di ladri, dal fuoco, dalla guerra. Ognuna ha la sua storia, e forse queste narrazioni sono anche più belle delle stesse opere: Sky Arte le ha raccolte in una serie di documentari che adesso si possono vedere on demand. Sette che diventano otto con la Natività del Caravaggio di cui è già stato realizzata la “ri-materializzazione” in altissima definizione, che ha preso il posto della tela rubata all’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, una notte di cinquant’anni fa. La Natività non si muove dall’Oratorio ma, nell’ambito delle manifestazioni di Caravaggio50 organizzate dagli Amici dei Musei Siciliani, a Palazzo Abatellis sono esposte le sette riproduzioni digitali di altrettanti capolavori inestimabili.

Ogni dipinto è un tassello d’arte ma, nello stesso tempo, un capitolo di storia contemporanea: mentre raccontano la loro vicenda, i capolavori di Van Gogh, Vermeer, Monet, Sutherland, Klimt, Marc e de Lempicka – perduti per sempre – ritornano alla luce grazie alle più moderne tecnologie. Il lavoro di ri-materializzazione è firmato dal team di storici, artisti, restauratori ed esperti di software 3D di Factum Arte, l’organizzazione internazionale fondata da Adam Lowe a Madrid che, oltre a collaborare con alcuni tra i più famosi artisti contemporanei nella realizzazione delle loro opere, è impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico mondiale.

Gustave Klimt, Medicina

Le opere sono tutte straordinarie: “Medicina” (1900-1907) di Gustav Klimt, “Ninfee” (1914-1926) di Claude Monet, “Vaso con cinque girasoli” (1888) di Vincent Van Gogh, “Concerto a Tre” (1663-1666) di Jan Vermeer, “Ritratto di Winston Churchill” (1954) di Graham Sutherland, “Myrto” (1929) di Tamara de Lempicka e “La torre dei cavalli azzurri” (1913) di Franz Marc.

I documentari di Sky Arte riescono a narrare non soltanto la storia dei dipinti, ma si allargano alla loro genesi, in rapporto con la vicenda dell’artista, calati nel periodo attraversato. Tre delle tele sono – in maniera diversa – legate alla censura nazista: si va da una delle opere più controverse di Klimt, “Medicina” realizzata ad inizio ‘900, bruciata dalle SS al castello austriaco di Immendorf nel ’45; a “La Torre dei cavalli azzurri” di Marc, sequestrato da Hermann Goering e scomparso dalla fine degli anni ‘40; fino a “Myrto” di Tamara de Lempicka, rubato da un generale nazista a Parigi nel 1943 e mai più ritrovato. Quindi, il seicentesco “Concerto a Tre” di Vermeer rubato alla collezione Stewart-Gardner di Boston nel 1990 e mai recuperato.  Il “Ritratto di Winston Churchill” di Sutherland scatenò le ire del “soggetto” e la moglie lo bruciò in giardino nel 1954; fiamme anche per le “Ninfee” di Monet bruciate in un incendio al MoMa, provocato da un operaio disattento nel 1958. Fino al “Vaso con cinque girasoli” di Van Gogh acquistato da un mecenate giapponese e distrutto sotto le bombe che colpirono Osaka durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Suoni, parole e musica all’Oratorio dei Bianchi

Sei artisti interpretano le opere e i luoghi del monumento palermitano in una performance itinerante che fa parte del cartellone di Bam, Biennale arcipelago mediterraneo

di Redazione

Un laboratorio creativo in uno spazio storico della città. Una costruzione estemporanea d’immagini, musica, danza e parole, in cui sei artisti-performer saranno invitati attraverso altrettante performance dal vivo a raccontare e interpretare le opere e i luoghi dell’Oratorio dei Bianchi. Questo è il tema della Notte dei Bianchi, una grande installazione, una “mostra vivente”, a cui si potrà assistere sabato 7 dicembre dalle 21 a mezzanotte.

La locandina dell’evento

Si tratta di una performance itinerante, ideata e curata da Alfio Scuderi, che fa parte del cartellone di Bam, Biennale arcipelago mediterraneo. Un percorso originale in cui i linguaggi del contemporaneo si fonderanno con l’arte classica e con la storia della città, per ribadire con forza l’unicità dell’arte e delle arti, fuori da schemi e da categorie. Le performances degli artisti si fonderanno con le opere d’arte esposte, con i luoghi dell’Oratorio e con la loro storia, provando a diventare per una notte un’opera unica. I linguaggi del contemporaneo si mischieranno in unica creazione, in un inedito percorso per quadri dentro lo spazio.

Alla serata organizzata dalla Galleria regionale di Palazzo Abatellis parteciperanno: Angelo Sicurella, che si esibirà con performance di musica elettronica; il sassofonista Gianni Gebbia; l’attrice Silvia Ajelli; il pittore Igor Scalisi Palminteri; il percussionista Dario Sulis e la danzatrice Giovanna Velardi.

Soffitto affrescato del salone Fumagalli

L’Oratorio dei Bianchi esprime la sua identità di palinsesto, sintesi della storia di Palermo, dalle testimonianze della cittadella fortificata della Kalsa medioevale, alla monumentalità barocca, alla odierna realtà museale unica per gli arredi e le collezioni che racchiude, volta a cogliere anche dai segni del contemporaneo la varietà di linguaggi ed espressioni artistiche visive, musicali, letterarie, teatrali, in dialogo con il principio dell’unità delle arti che fu alla base dell’estetica barocca.

L’ingresso alla serata è libero.

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Le vie dei Tesori News

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