La gestualità italiana sbarca in Asia, la porta in scena Luca Vullo

Tournée oltreoceano, in Vietnam e Malaysia, del regista e performer siciliano con lo spettacolo “La voce del corpo” e con incontri formativi sulla comunicazione non verbale

di Redazione

La gestualità italiana fa il giro del mondo e sbarca in Asia. Ho Chi Min City e Hanoi, in Vietnam, e Kuala Lumpur in Malaysia, saranno le mete di una tournée oltreoceano che dal 22 ottobre all’1 novembre vedrà Luca Vullo e la madre Angela Gabriele, protagonisti in diversi teatri e università con lo spettacolo “La voce del corpo” e con workshop formativi sulla comunicazione non verbale degli italiani.

Una scena de “La voce del corpo”

Non a caso sono il regista e performer siciliano e la madre stati invitati durante la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, un evento culturale internazionale giunto alla XIX edizione che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, su iniziativa dell’Accademia della Crusca in cooperazione con la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministro degli affari esteri italiano. Ennesima conferma per Vullo che da anni promuove con diversi linguaggi artistici l’Italia all’estero, divenendo nel tempo, una sorta di ambasciatore della cultura italiana nel mondo.

Angela Gabriele e Luca Vullo

A seguito dell’uscita ufficiale del suo primo libro “L’italia s’è gesta. Come parlare italiano senza parlare”, dove racconta le sue esperienze per il mondo con i gesti italiani, Vullo ha partecipato come speaker al TEDx Varese 2019 e alla Leadership Arena che si è tenuto a Barcellona, con la collaborazione della Camera di Commercio, il Consolato Italiano di Barcellona e la Casa degli Italiani. Due importanti occasioni a fianco di grandi talenti del mondo del business, dello spettacolo e dello sport.

Luca Vullo, inoltre, ha realizzato, in qualità di autore, regista e produttore, il documentario “Influx” che racconta la contemporanea emigrazione italiana a Londra ed è fruibile in tutto il mondo sulla piattaforma Netflix. Inoltre, occupandosi di pubblicità con la sua casa di produzione Ondemotive Productions con sede a Londra, il regista è stato incaricato dal Consolato Italiano di Londra, di realizzare lo spot ufficiale di promozione della lingua italiana all’estero. Lo spettacolo in tournée in Vietnam sarà in italiano ma verrà sottotitolato in tempo reale in lingua vietnamita.

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Studenti ispirati da “L’Infinito”, una mostra sulle Madonie

La piccola collettiva è ospitata all’interno del ristorante “A Fuoco lento”, nella borgata di Cipampini, piccola frazione di Petralia Soprana

di Redazione

Studenti creativi nel segno di Leopardi. Si inaugura oggi e sarà visitabile fino a dicembre, la mostra “Sogni di libertà”, che raccoglie alcuni lavori realizzati dagli studenti della scuola media “21 Marzo” di Petralia Sottana, Alimena e Geraci Siculo, tre borghi della Madonie, in provincia di Palermo. La mostra è ospitata all’interno del ristorante “A Fuoco lento”, nella borgata di Cipampini, piccola frazione di Petralia Soprana. Le suggestioni a cui si sono ispirati gli studenti sono quelle de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, componimento poetico di cui quest’anno si celebra il bicentenario e dei temi quanto mai attuali della lotta contro la discriminazione razziale.

L’iniziativa rientra tra le attività culturali del ristorante “A Fuoco lento”, gestito da Diego Landi, ex giornalista milanese e adesso cuoco, che otto anni fa ha deciso di reinventarsi una nuova vita nel piccolo borgo delle Madonie (ve ne abbiamo parlato qui).

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I tesori visti col naso all’insù negli scatti di Salvo Gravano

Si inaugura a Palermo “Look Up!”, 24 foto in mostra nelle sale di Palazzo Zingone Trabia, che ritraggono soffitti, volte di chiese e dimore antiche. Un viaggio dalla Sicilia a Barcellona, da Milano a Parigi, con i testi del critico Salvatore Rizzo

di Redazione

L’azzurro del cielo incastonato tra le sommità dei palazzi dei Quattro Canti, il blu cobalto che fende lo Spasimo di Palermo, i “petali” del soffitto del Teatro Massimo, la vorticosa prospettiva della scala delle Poste Centrali. “Look up!” è l’invito perentorio a tornare “con il naso all’insù” contenuto nei 24 scatti di Salvo Gravano, per capire quante cose ci siamo persi e quante continuiamo a perderci con uno sguardo distratto da schermi perennemente accesi.

Il palazzo delle Poste Centrali di Palermo (foto: Salvo Gravano)

Nelle accoglienti sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47, dal 5 ottobre al 3 novembre (ingressi sabato e domenica dalle 10 alle 17,30), inserito nel circuito di visite del Festival Le Vie dei Tesori, saranno esposte le fotografie di questo interprete appassionato, che colgono soffitti naturali e artificiali, volte di chiese, gallerie, palazzi di una Sicilia custodita e non solo, in un viaggio da Milano a Parigi, da Monaco a Barcellona. Una nuova prospettiva sulla realtà, con uno sguardo perfettamente verticale, accompagnata dalle suggestioni del giornalista e critico Salvatore Rizzo. La stampa delle immagini, in formato quadrato e rotondo, è stata realizzata con particolari tecniche su supporti in alluminio.

Salvo Gravano

“La fotografia, vissuta principalmente come passione e non come lavoro, l’ho sempre percepita come qualcosa che appartiene alla mia sfera intima – afferma Salvo Gravano – . Negli ultimi anni, però, mi sono ricreduto e ho compreso che questo poteva essere il mio modo di comunicare pensieri, sensazioni. Questo allestimento mi sta dando tanto in termini di esperienza ed emozioni. Ho condiviso questa mia passione con Salvatore Rizzo che è riuscito, con la sua arte dello scrivere, a mettere in risalto tantissime di quelle cose che sono nel mio cuore, percepite dal mio cervello e ‘catturate’ dalla mia macchina fotografica”.

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Capolavori del Novecento in mostra a Trapani

Al Museo Pepoli un’esposizione dedicata al ritratto, con opere provenienti dai Musei civici di Milano: da Boccioni a Modigliani, da Balla a De Chirico a Donghi, da Sironi a Cagli, a Picasso

di Redazione

Un’ampia riflessione sul tema del ritratto nel corso dei secoli, dal Quattrocento di Antonello da Messina ai maestri del XX secolo, provenienti dalle collezioni dei musei civici milanesi. I protagonisti del Novecento, da Boccioni a Modigliani da Martini a Marini, avviano un ideale e virtuale colloquio con l’opera del Laurana, capolavoro dei musei siciliani. Un filo rosso, impalpabile, che cuce insieme i secoli e le figure che, ciascuno a suo modo, ha affrontato il modus del ritratto, diverso da sé, incline al racconto per particolari, padrone di uno sguardo che ora scompone ora ricompone. Sia esso una sperimentazione di Modigliani o l’intenso autoritratto di Fausto Pirandello o ancora il calco in gesso di un busto del Gagini.

Giacomo Balla, “Ritratto di Nunzio Nasi”

Nasce dalla collaborazione tra istituzioni e musei della Regione Siciliana e del Comune di Milano, con il supporto di MondoMostre Skira, “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano”, esposizione che si apre il 10 agosto – vernissage venerdì 9 agosto alle 18, alla presenza del goveratore della Regione Siciliana, Nello Musumeci – al Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, che la ospiterà fino al 10 novembre.

Mario Sironi, Autoritratto

Si tratta di un progetto nato da tempo, uno scambio di intenti che è cresciuto in occasione delle mostre costruite e dedicate ad Antonello da Messina, che ha visto l’Annunciata, parte della collezione dell’Abatellis, in colloquio diretto con le altre opere del grande pittore. Una mostra che ha avuto un grandissimo riscontro di pubblico prima a Palermo, poi a Palazzo Reale a Milano. Progetto di collaborazione voluto dall’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, a cui è dedicato, dopo la sua scomparsa nel disastro aereo in Eritrea nella scorsa primavera.

Pablo Picasso, “Fumeur”

La mostra “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano” – a cura di Evelina De Castro e Anna Maria Montaldo, direttori rispettivamente di Palazzo Abatellis a Palermo e del Museo del Novecento a Milano, con la collaborazione di Roberto Pini, su progetto espositivo del direttore del Museo Pepoli, Roberto Garufie di Laura Galvano – racchiude undici capolavori dal Museo del Novecento e dalla Gam di Milano. Opere che segnano un itinerario tracciato da grandi personalità che incontrano idealmente gli antichi maestri siciliani che, cinque secoli prima, diedero la svolta in senso moderno al tema del ritratto. Dal Busto di Pietro Speciale di Domenico Gagini e dal Busto di gentildonna di Francesco Laurana, nella versione del Louvre furono tratti i due calchi in gesso esposti in mostra: il primo fu presentato all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92, il secondo fu richiesto probabilmente dall’archeologo Antonino Salinas, alla Gipsoteca del Louvre di Parigi per accostarlo al gemello originale marmoreo di Eleonora d’Aragona, appena entrato al Museo Nazionale. Laurana e Gagini, interpreti inventori in Sicilia del ritratto umanistico in scultura, divengono modelli artistici tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Giorgio De Chirico, “Autunno”

Il percorso tra i capolavori della ritrattistica del Novecento prende il via alle soglie del secolo con un confronto tra due opere prefuturiste come il Ritratto di Nunzio Nasi del 1902 di Giacomo Balla, ideale “padrone di casa” dalla collezione del Museo Pepoli di Trapani; e il malinconico Ritratto della madre del 1907 di Umberto Boccioni. Gli esordi futuristi di Mario Sironi – di cui è presente in mostra la Testa futurista del 1913 – e le sperimentazioni di Amedeo Modigliani con il Ritratto di Béatrice Hastings del 1915 – uno dei 15 che dedicò alla sua musa ed amante nei due anni della loro burrascosa storia d’amore – introducono alle opere del cosiddetto “Ritorno all’ordine” come il purissimo Busto di ragazzo del 1921 di Arturo Martini – forse l’opera in mostra che più annoda stilemi con il Quattrocento antonelliano -, Autunno del 1935 di Giorgio de Chirico, omaggio al Rinascimento attraverso il ritratto della compagna, lsabella Far Pakszwer; o la celebre Margherita del 1936, simbolo del Realismo magico di Antonio Donghi. Accanto a questi completano il panorama delle esperienze artistiche degli anni tra le due guerre, l’intenso e impietoso Autoritratto del 1940 di Fausto Pirandello e l’arcaicizzante Ritratto della Signora Sachs, sempre del 1940, di Corrado Cagli. Il percorso si chiude con l’Homme assise (Le Fumeur) del 1967, una delle prime opere del ciclo dei Moschettieri dove, lontano dalle ricerche cubiste, un Picasso ormai anziano e stanco, immalinconito dai ricordi irrealizzati, riesce a dare nuova vita e significato al genere del ritratto ideale.

“Questa mostra, l’ultima del trittico dopo le due rassegne antonelliane di Palermo e Milano – sottolinea il presidente Musumeci – è un evento culturale di prima grandezza. Ho voluto che si tenesse a Trapani, provincia nella quale il governo della Regione intende investire con interventi di promozione, in cui la cultura è chiamata a essere grande attrattore turistico e di marketing del territorio. In questa visione, l’esposizione e la stessa città diventano simbolo di come l’arte possa svolgere una grande missione civile di coesione nazionale e cooperazione tra Nord e Sud del Paese”.

La mostra è visitabile da martedì a sabato, dalle 9 alle 17.30 e domenica dalle 9 alle 12.30. Chiusa il lunedì. Il costo del biglietto è di 6 euro (intero) e 3 euro (ridotto).

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World Press Photo, a Palermo l’Oscar del fotogiornalismo

C’è ancora tempo fino al 6 ottobre, a Palazzo Drago, per visitare gli scatti premiati dal più prestigioso concorso fotografico e realizzati da centinaia di reporter in giro per il mondo

di Claudia Cecilia Pessina

“Connettere il mondo alle storie che contano” è il concept del World Press Photo, il più prestigioso concorso di fotogiornalismo, nato nel 1955 con base ad Amsterdam, sbarcato anche quest’anno, per la terza volta, a Palermo. Un lavoro immenso: 4738 fotografi da 129 paesi hanno partecipato alle selezioni. Di questi, 66 sono stati premiati nelle categorie Ambiente, Spot News, Notizie generali, Storie d’attualità, Sport, Natura, Ritratti, Progetti a lungo termine.

La foto dell’anno di John Moore

Con i loro scatti raccontano la vita in giro per il globo nell’anno passato. È come sfogliare un gigantesco giornale planetario ed entrare ad ogni pagina nell’orrore, stravaganza, a volte redenzione, e quasi sempre, nonostante tutto, anche bellezza, di ciò che l’essere umano dona o infligge a se stesso agli altri o alla natura. Si tratta di produzioni destinate a lasciare un segno, che creano consapevolezza e attirano l’attenzione sulle gravi questioni politiche del nostro tempo.

Foto di Diana Markosian (Magnum Photos)

L’intento è quello di invitare a fermarci, sentire, riflettere, e infine, forse, anche ad agire di conseguenza. Magari cambiando prospettiva su avvenimenti lontani o anche approccio alla nostra vita quotidiana. Per questo World Press organizza anche le iniziative DevelopExplore, la rivista online “Witness” e il concorso di narrazione digitale che premia le storie innovative realizzate sui canali online e le rende disponibili sul sito worldpressphoto.org.

Nell’ambito di un tour mondiale che tocca 100 città e 45 paesi, a Palermo la mostra delle 144 immagini vincitrici è visitabile fino al 6 ottobre a Palazzo Drago in via Vittorio Emanuele 382, dove è possibile anche assistere a una serie di public lecture con fotoreporter italiani di spicco.

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Il lusso di un brunch all’inglese a Villa Whitaker

Con Le Vie dei Tesori una visita esclusiva negli appartamenti privati, seguita da una colazione-pranzo che miscelerà il breakfast anglosassone con piatti tipici della cucina mediterranea

di Ruggero Altavilla

Una mattina tra saloni e appartamenti privati di Villa Malfitano Whitaker, con tanto di brunch in stile inglese. Sarà un’occasione unica aperta soltanto a ottanta persone, che potranno rivivere i fasti della Belle Epoque, quando la dimora palermitana era meta di tutta l’alta società europea. L’appuntamento è in programma soltanto sabato 19 ottobre alle 11 (qui per prenotare), in occasione del festival Le Vie dei Tesori, già in corso in alcune città siciliane, e che approderà a Palermo, dal 4 ottobre, aprendo 170 luoghi (qui l’elenco completo), per cinque weekend fino al 3 novembre.

Interni di Villa Malfitano Whitaker

La mattina prevede prima una visita, a gruppi di quaranta persone, negli appartamenti privati della villa, elegante dimora, costruita tra il 1885 ed il 1889, che fu la residenza di Joseph Whitaker, imprenditore discendente di una famiglia inglese, stabilitosi a Palermo. Un edificio in cui si mescola il neo-rinascimento al liberty di fine Ottocento e che rispecchia in pieno la ricchezza ed il prestigio di una Palermo attiva, industriale e cosmopolita che attraversava un periodo di grande splendore economico. Subito dopo la visita, si potrà gustare una colazione-pranzo che miscelerà il breakfast anglosassone con piatti tipici della cucina mediterranea.

Fontana nel giardino

La villa si sviluppa su tre livelli; negli interni si trovano diverse sale splendidamente decorate dove è conservata una ricca collezione di oggetti d’arte raccolti dal proprietario durante i suoi numerosi viaggi come mobili, quadri, coralli, avori, porcellane e arazzi fiamminghi del XVI secolo, oggi custoditi dalla Fondazione Whitaker. Presenti anche diversi dipinti di Francesco Lojacono e tra gli ambienti interni spicca “la sala d’estate” affrescata da Ettore De Maria Bergler. Un piccolo edificio, ben curato nello in stile, poco distante dalla residenza principale fu destinato a museo che custodì fino al 1976 la ricca collezione ornitologica, animali naturalizzati e trofei.

Un angolo del giardino

Potrete ammirare anche il ricco giardino, progettato da Emilio Kunzmann, che si estende per circa 7 ettari. L’ingresso dall’imponente cancellata in ferro battuto che si affaccia su via Dante, conduce a una parte di giardino coltivata all’inglese, con vialetti che permettono un percorso tra le asimmetrie degli spazi. L’altra parte opposta del giardino, invece, è stata realizzata all’italiana, quindi caratterizzata da spazi disposti geometricamente e in maniera simmetrica intorno alla villa. All’interno si trovano piante rare provenienti da tutto il mondo come Tunisia, Sumatra, Australia, America Meridionale e un vivaio che conservava circa 150 esemplari diversi di orchidee.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Teatro Biondo, settembre tra cultura ebraica e legalità

In attesa della nuova stagione, un mese ricco di appuntamenti. Tre domeniche a Brancaccio per ricordare don Pino Puglisi, con Salvo Piparo e Aida Satta Flores

di Redazione

Un mese all’insegna della cultura, della scuola e della legalità per il Teatro Biondo di Palermo, in attesa della nuova stagione. Si comincia martedì 3 settembre alle 16, con il direttore artistico Pamela Villoresi che in Sala Grande incontrerà insegnanti e istituti secondari di secondo grado di Palermo per raccontare la nuova stagione “Traghetti” e tutti i progetti pensati per le scuole della città. Poi spazio a “Biondaccio”, primo dei progetti del Teatro Biondo che, attraverso il teatro e la cultura, si propongono di riqualificare le periferie e i contesti sociali periferici e disagiati come Danisinni e Brancaccio.

Pamela Villoresi

Si comincia con tre domeniche nel quartiere Brancaccio per ricordare don Pino Puglisi, in collaborazione con il Centro Padre Nostro, dove si svolgeranno gli eventi. Il primo appuntamento, l’8 settembre alle 21, con “Non me l’aspettavo!” di Salvo Piparo, Antonella Cappello e Nicolò Argento. Uno spettacolo per pupi, attori e vicariote dedicato proprio alla memoria di Padre Puglisi. Si prosegue, domenica 15 alle 21, con il documentario “Voci dal silenzio” di Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, un viaggio lungo la penisola italiana per raccontare l’esperienza eremitica. Il progetto si conclude domenica 22 settembre, sempre alle 21, con “Bellandare… Passo Per Passo”, un concerto che la cantautrice Aida Satta Flores dedica alla memoria del sacerdote antimafia di Palermo. L’ingresso alle tre giornate è libero fino a esaurimento dei posti.

Salvo Piparo

Infine, in programma, anche “Il Biondo in Giudecca”, due giorni dedicati alla cultura ebraica con visite guidate, dibattiti, mostre e spettacoli a cura dell’Istituto Studi Ebraici. Domenica 15 settembre, alle 9,30, in occasione della Giornata europea della Cultura Ebraica, prevista una visita della Giudecca di Palermo, a cura della guida turistica Chiara Utro. Alle 16,30 il dibattito “Sogni, una scala verso il cielo” all’Archivio comunale, con la Shalom Nigun Ensemble e la mostra di pittura di DéLise Vaccino. Si prosegue lunedì 16, alle 19 al Teatro Biondo, dove, in Sala Strehler si presenta il libro “La luce è là” di Agata Bazzi, mentre in Sala Grande alle 20,45 lo spettacolo “Canterò per il re” di Franca De Angelis, con con Evelina Meghnagi, Cristiano Califano e Arnaldo Vacca.

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C’era una volta Ustica: l’isola in quaranta foto d’epoca

Nelle sale del Museo civico archeologico si inaugura una mostra con scatti d’autore, tra cui le firme celebri di Toscani e Maraini

di Redazione

La bellezza di Ustica immortalata in quaranta scatti d’autore. Si inaugura venerdì 9 agosto, nel Museo civico archeologico dell’isola alle 18,30, la mostra fotografica “Ustica, da isola prigione a perla nera del Mediterraneo”, che resterà aperta sino al 30 settembre. Saranno riesposte alcune foto d’autore tra cui le firme celebri di Oliviero Toscani e Fosco Maraini, che il Centro Studi dell’isola aveva già l’anno scorso comprate dagli archivi della Magnum ed Alinari, come spiega la curatrice Mariella Barraco.

La locandina della mostra

Nella terrazza del museo che guarda il piccolo porto dell’isola, saranno visibili le rare immagini d’epoca in grandi formati stampate su tela olona, materiale molto resistente utilizzato in agricoltura prima dell’avvento della plastica. Di grande interesse 40 immagini della vita usticese risalenti agli anni ’50 e ’60 trovate nelle collezioni locali. La lettura della vita di Ustica, isola prigione destinata ad accogliere prima gli antifascisti, poi i mafiosi e i capi ‘ndrangheta: personaggi, paesaggi e angoli dell’isola, che dopo l’arrivo del turismo sono stati cancellati e che tornano a far parte della memoria collettiva.

La mostra è stata realizzata dal Centro Studi e documentazione isola di Ustica con il contributo dell’assessorato regionale dei Beni Culturali. È visitabile tutti i giorni, dalle 18,30 alle 20 e dalle 22 a mezzanotte.

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Cultura e musica tra Selinunte e le Cave di Cusa

Torna il Premio Pino Veneziano quest’anno conferito al polistrumentista Mario Incudine e all’etnomusicologo Sergio Bonanzinga

di Redazione

Il Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa “Vincenzo Tusa” ospita per due giorni, il 29 e 30 agosto, la 15esima edizione del Premio Pino Veneziano, organizzata dall’associazione “Selinunte Cunta e Canta” che, attraverso questo riconoscimento conferito a personalità della cultura, ricorda la figura del cantastorie, personaggio singolare e schivo, restio alle luci della ribalta, che possedeva una voce particolarissima, notata negli anni ’70 e ’80 da Lucio Dalla e da Fabrizio De Andrè, che lo volle come spalla al suo primo concerto in Sicilia.

Le Cave di Cusa

Direttore artistico della manifestazione è il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, che incontrerà personalità del mondo della musica, del teatro, del cinema e della scrittura. Il 29 agosto tra le rovine dell’Acropoli del Parco Archeologico, davanti alla “Casa del Viaggiatore”, dopo la presentazione del premio alle 19,30, l’attore Fabrizio Ferracane leggerà “Intervista impossibile a Leonardo Sciascia”, testo di Gaetano Savatteri dedicato a uno dei più autorevoli scrittori del Novecento italiano. A seguire alle 20,30 ci sarà l’incontro con l’autrice trapanese Stefania Auci che ha firmato il best-seller “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio”. La serata sarà accompagnata da interventi musicali del quartetto siciliano “Toscanini Jazz”.

Mario Incudine

La kermesse selinuntina continuerà il 30 agosto alle Cave di Cusa, sito di interesse culturale e paesaggistico, che ricade nel territorio di Campobello di Mazara: “É importante valorizzare adeguatamente, anche con iniziative come queste, le Cave di Cusa – dichiara il sindaco Giuseppe Castiglione – , un sito davvero unico che merita l’attenzione di studiosi di archeologia ma anche di un pubblico più vasto, nell’ottica di un Parco che costituisce un tutt’uno con Selinunte, di cui le Cave non sono solo un’appendice”. Alle 20 incontro con l’autrice messinese Nadia Terranova, finalista al Premio Strega 2019 con il libro “Addio fantasmi”, che racconta l’ossessione di una perdita, la storia di una donna che, tornata nella casa d’infanzia, dovrà affrontare i fantasmi che hanno condizionato la sua esistenza. Durante la serata sarà possibile assaggiare le delizie culinarie dell’associazione Raggio di Sole di Campobello di Mazara.

Sergio Bonanzinga

Alle 21,30 il conferimento del Premio Pino Veneziano a Mario Incudine, attore, cantante e polistrumentista ennese, e a Sergio Bonanzinga, etno-musicologo messinese, docente presso l’Università di Palermo. La serata si concluderà con il concerto di Mario Incudine che inizierà alle 22 alle Cave di Cusa: “Un’ambientazione che bene si presta ad accogliere manifestazioni sostenibili che aggregano un pubblico cosciente del valore della storia e dell’ambiente. La genesi dell’architettura e dell’arte antica – ha dichiarato l’architetto Bernardo Agrò, neo direttore del Parco – è rappresentata alle Cave dal banco antico di calcarenite, scelto dai selinuntini, che desta meraviglia ancora oggi. Un luogo dove si riesce a cogliere il suono armonico del fare degli scalpellini”.

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Musica, cinema e arte: torna a Palermo il Beat-Full Festival

Ai Cantieri Culturali alla Zisa cinque giorni tra concerti, proiezioni, mostre e performance con artisti italiani e internazionali

di Redazione

Palermo per cinque giorni capitale della musica underground. Torna dal 3 al 7 settembre, ai Cantieri Culturali alla Zisa, il Beat-Full Festival, giunto quest’anno alla settima edizione. Un vero e proprio hub culturale in città ‪tra musica, cinema, performance audio visive, mostre, senza trascurare i bambini con delle aree esclusivamente dedicate a loro. Quest’anno infatti il festival va oltre una semplice carrellata di icone musicali e regala alla città un’area piena di eventi culturali.

Torna a Palermo il Beat-Full Festival

Alcuni rappresentanti della scena musicale italiana e internazionale si alterneranno sul palco – dal nome “Dolly Noire Stage” – con gli artisti locali, quelli che si stanno conquistando un posto di rilievo nel panorama indie, del rock, dell’elettronica e dell’hip hop italiano. Ci saranno: ‪Tre Allegri Ragazzi Morti‬, ‪Fast Animals And Slow Kids‬, Speranza, ‪Crookers‬, Dimartino, ‪Murubutu‬, Alessio Bondì, Manudigital, Cacao Mental, Symbiz, JuJu e Party. La novità di quest’anno è rappresentata dunque dal “Village”, un area all’aperto e dall’accesso gratuito dove si concentreranno i concerti e i dj set sul palco dal nome: “Good Fellas Stage”. Tra i tanti che calcheranno questo palco ci sono: Edda, Forelock, Veivecura, Go-Dratta, Rockstone, Era Serenase, Paola Russo, Aurora D’Amico, Jerusa Barros, Avenir, 1999 e molti altri.

Un momento di una precedente edizione

Per questa edizione gli organizzatori puntano a consolidare il rapporto sinergico con le varie realtà che popolano gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa: Spazio Franco, Cre.Zi Plus e Cantiere Cucina, Haus der Kunst, Nuove Officine Zisa, Legambiente e Schenè, che non sono dei semplici collaboratori ma sposano la visione del festival ed ospiteranno gran parte delle attività culturali previste nel palinsesto. Quest’anno si è voluto dedicare particolare attenzione alle famiglie con un’area dedicata completamente a loro, un luogo con giochi, laboratori musicali e spettacoli, il tutto fruibile già dalle 17 e sino alle 23,30 per consentire ai più piccoli un primo approccio alla musica e ai più grandi la possibilità di viversi un evento culturale di ampio raggio studiato sulle esigenze dei genitori.

Una collaborazione con l’Accademia di Belle Arti ha portato all’allestimento di una mostra audio-visiva negli ambienti del Haus der Kunst, il progetto “Still” è a cura del Verein Düsseldorf Palermo e vedrà le opere degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo coordinati dai docenti del dipartimento di progettazione e arti applicate. La mostra sarà visitabile a partire da martedì 3 dalle 18 alle 22. Da Cre.Zi Plus nei pomeriggi dal 3 al 7 settembre sarà proposta una rassegna cinematografica curata dal Seeyousound – international Music Film Festival. Quattro giorni di film, documentari e cortometraggi in lingua originale che ruotano tutti attorno alla musica. Negli ambienti di Spazio Franco, infine, verrà ospitata la rassegna Beat Full Off, performance audio video che partiranno al termine delle esibizioni dei due palchi e che chiuderanno le programmazioni giornaliere.

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