La Cava di Sabucina diventa teatro all’aperto

Il sito dove viene estratta ancora la pietra tipica di Caltanissetta, apre per la prima volta al pubblico con lo spettacolo “Al passo coi templi” di Marco Savatteri

di Marco Russo

Un luogo magico avvolto da leggende di tesori e storie di misteriosi mercati dove i frutti sono fatti d’oro. Un sito storico di Caltanissetta, sconosciuto ai cittadini, che adesso, per la prima volta, viene aperto al pubblico, trasformandosi per l’occasione in teatro all’aperto. La cava di Sabucina, dove ancora si estrae la preziosa pietra storicamente utilizzata per ville e palazzi della città, è un luogo tutto da scoprire, appena fuori dal centro abitato. In posizione strategica tra la riserva naturale di Capodarso, con le sue gole e le sue grotte, e l’area archeologica di Sabucina, dove sorgeva un villaggio costruito dai sicani e poi ampliato dai greci, la cava si prepara a una nuova vita.

Sopralluogo alla Cava di Sabucina

“Puntiamo molto su questo sito – spiega il vicesindaco e assessore alla Turismo di Caltanissetta, Grazia Giammusso – e il nostro obiettivo è di valorizzare un luogo che non è mai stato vissuto dai cittadini, pur essendo vicino a un’area archeologica e alla riserva naturale. È un sito di grande suggestione, inserito in un contesto paesaggistico unico, dove viene estratta una pietra caratteristica del nostro territorio che continua a vivere anche grazie alla lungimiranza di un imprenditore che sta tenendo viva la cava. Quello che ci auguriamo è che in questa zona possano nascere percorsi naturalistici, anche di cicloturismo, ad esempio, per valorizzare al meglio una zona periferica della città che molti nisseni non conoscono”.

Primo tassello della valorizzazione è lo spettacolo “Al passo coi templi – Il risveglio degli dei” di Marco Savatteri, andato in scena in anteprima assoluta all’alba, lo scorso 19 agosto, al Teatro Antico di Taormina, e adesso in programma alla Cava di Sabucina, domenica 20 settembre alle 18, promosso dal Comune e dal Consorzio Universitario e sostenuto dalla Regione Siciliana. Per raggiungere la Cava sarà messo a disposizione un bus-navetta con partenze a rotazione di 10 minuti fin dalle 16, nello spiazzo vicino alla chiesa della Madonna del Santo Rosario di Sabucina.

La locandina dello spettacolo

La performance, che intreccia insieme le diverse arti dello spettacolo con momenti di danza rituale e divinatoria, vede in scena cinquanta interpreti, tra cui le cantanti applauditissime a Taormina: il soprano lirico internazionale Rossana Potenza e Antonella Anastasi, nota al grande pubblico per la partecipazione a The Voice. In scena anche l’attore catanese Silvio Laviano nei panni di Ulisse e Zeus, Gianleo Licata in quelli di Fauno, gli artisti della Casa del Musical e ad alcuni studenti del progetto Arché, il corso di formazione artistica promosso dal Consorzio Universitario di Agrigento.

La cava di Sabucina

Un spettacolo al tramonto, tra le gesta di eroi e dei della mitologia, in un luogo carico di leggende. Come quella del pastorello che, cercando la sua pecora tutto il giorno, si addormentò in una caverna a Sabucina. Svegliato a mezzanotte da un vociare di gente, si ritrovò nel bel mezzo di una fiera dove acquistò delle arance che sotto la buccia erano fatte d’oro. Oppure l’altra storia di uno sfortunato barone che cercando il tesoro nascosto dentro a una grotta, rimase intrappolato nell’oscurità, lasciando fuori i suoi muli carichi d’oro. Leggende che hanno attraversato i secoli, creando un’aura di mistero intorno alla cava, che adesso si prepara a una nuova vita.

L’ingresso è gratuito con posti limitati. Per prenotazioni www.comune.caltanissetta.it.

Marsala si mette in vetrina con Le Vie dei Tesori

Il Festival torna nella cittadina trapanese, aprendo undici luoghi e offrendo diverse esperienze, dal volo in piper sullo Stagnone alle lezioni di kitesurf

di Redazione

Tra terrazze mozzafiato, palazzi storici e voli in piper sullo Stagnone, da sabato 12 settembre il Festival Le Vie dei Tesori ritorna a Marsala, profondamente convinto che sia necessario, oggi più che mai, rinascere dalla bellezza dei luoghi. E mai come quest’anno è necessario ripartire, in piena sicurezza. Il festival che “racconta” l’Isola, sbarca a Marsala per la seconda volta, dopo il debutto dello scorso anno, quando la città ha risposto con i suoi 8322 visitatori e una ricaduta sul territorio di 124.164 euro. A Marsala il Festival proporrà visite in undici siti – alcuni percorsi saranno inediti, altri dei ritorni molto richiesti – dove si entrerà a partire da sabato 12 e domenica 13 settembre e durante gli altri due successivi weekend fino al 27 settembre, preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid (ecco come funziona il Festival quest’anno). I coupon di Marsala saranno validi anche per i siti di Trapani e Mazara del Vallo, e viceversa.

Palazzo del VII Aprile

“Marsala ha visto una buona ripresa del turismo quest’estate, ma siamo ancora lontanissimi dai numeri degli altri anni – spiega l’assessore comunale alle Politiche sociali e culturali Clara Ruggieri – Le Vie dei Tesori permetterà agli stessi marsalesi di riscoprire siti magari dimenticati”. “È stato un anno difficile per tutti, ma ci tenevamo a ribadire la mission del festival: aprire i luoghi della città e connetterli alle comunità che li vivono – spiega Laura Anello, presidente dell’Associazione Le Vie dei Tesori onlus – Come i palermitani hanno scoperto la loro città nel corso di quattordici edizioni, così anche le altre città che pian piano hanno aderito a Le Vie dei Tesori. È un processo straordinario di riappropriazione degli spazi e della diffusione di una conoscenza non accademica, ma vitale”.

Chiesa di Santa Maria della Grotta

Quest’anno il main sponsor del festival sarà Unicredit. “Per la nostra banca si tratta di un motivo di orgoglio questo supporto a Le Vie dei Tesori – spiega Vincenzo Evola, dell’Area manager UniCredit Trapani – io stesso a Palermo ho scoperto angoli che non pensavo esistessero. Il festival trasforma le città in vere e proprie feste cittadine di riappropriazione. E quest’anno il suo significato sarà ancora più forte”. Il festival è sostenuto anche da numerosi partner, organizzato sempre con l’aiuto logistico di Nonovento. “L’anno scorso l’edizione era andata benissimo con quasi novemila visitatori. È stata una grande palestra, e ci ha fatto capire quanto ancora si può fare, mettendo in rete luoghi non gestiti, siti poco frequentati o addirittura sconosciuti agli stessi marsalesi  – dice il presidente dell’associazione Sara Parrinello  -. Abbiamo ridotto i luoghi e privilegiato quelli all’aperto, proprio per garantire al massimo la sicurezza”.

Area archeologica di San Girolamo

Non solo siti e tesori a Marsala, ma una fitta serie di esperienze che disegnano un nuovo modo di scoprire il territorio. I luoghi da visitare saranno undici (qui per prenotare le visite): si va dall’area archeologica en plein air di San Girolamo, in pieno centro storico, alla cripta della chiesa di San Francesco con inattesi affreschi manieristi; da San Matteo con un particolare altare dedicato a “sei” Re Magi, agli stucchi barocchi della chiesa di Santo Stefano, con il suo camminamento segreto. Si scenderà nel complesso ipogeico di Santa Maria della Grotta e si scopriranno le nicchie e gli arcosoli affrescati delle Latomie.

Il Museo degli Arazzi

Dal museo degli arazzi fiamminghi ne mancano due, in restauro a Palermo, ma gli altri sei sono bellissimi; e non mancherà di commuovere la storia del viso della Madonnina del santuario di Maria Santissima Addolorata che, tradizione vuole, sia stata scolpita dagli angeli. Da non perdere la collezione di arte contemporanea di Palazzo Grignani (tele della Accardi, Guccione e Consagra, tra gli altri) e la vista dalla terrazza di palazzo VII aprile. Fuori dal centro storico, ecco le cantine Pellegrino dove si scopre dove nasce il marsala, tra botti monumentali, attrezzi agricoli e cinque carretti originali, ma anche 110 antichi volumi che raccontano le attività degli Ingham-Whitaker.

Isola Lunga dal piper

Tante anche le esperienze, come il volo in piper sullo Stagnone (ve ne abbiamo parlato qui), uno scrub al sale, seguire un cantiere di scavo dal vivo o magari gustare un brunch in perfetto british style sull’isoletta di San Pantaleo. Questo e altro nelle sei “esperienze” che sono la vera novità del Festival: che tra l’altro ruotano attorno all’isola di Mozia e allo Stagnone (qui per prenotare tutte le esperienze). Sono previste visite guidate dagli archeologi sulle tracce dei primi scavi ottocenteschi condotti dall’appassionato Giuseppe Whitaker, esperienze con il team dell’università romana della Sapienza. E ci si potrà immergere nella cosiddetta acqua fatta o acqua madre della salina Genna che elimina le tossine. Dall’acqua all’aria: per i più avventurosi, sono pronti sia voli in piper che lezioni di kitesurf e di sup a pelo d’acqua nella laguna dello Stagnone.

Kitesurf allo Stagnone

La 14esima edizione de Le Vie dei Tesori durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato 12 settembre e durerà tre settimane, fino al 27 settembre: con Marsala, in contemporanea apriranno le porte Trapani e Mazara del Vallo – visitabili con coupon validi nelle tre città – ; debutterà Bagheria, ritorneranno per la quarta volta Messina e a Caltanissetta, farà il bis Sambuca, e, soltanto nell’ultimo weekend (26-27 settembre), riecco anche il borgo di Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre (qui tutto sul Festival).

In pullman con Le Vie dei Tesori e Labisi

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche (scopritelo qui). “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo o cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato. Tornano, poi i viaggi in pullman da Palermo nelle altre città del Festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Marsala si potrà comodamente raggiungere il 20 settembre in bus, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare il bus). Altri viaggi sono previsti per Trapani e Caltanissetta (13 settembre); Messina (20 settembre); Mazara del Vallo, Naro e Sambuca (27 settembre). Qui trovate tutte le destinazioni.

Per tutte le informazioni e per prenotare i coupon sul Festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

L’Iliade secondo Cuticchio, in scena “L’ira di Achille”

Nuovo allestimento in due palcoscenici speciali: il Teatro Akrai di Palazzolo Acreide e il Museo regionale di Messina

di Redazione

Dopo sei mesi di stop alle attività teatrali a causa dell’emergenza coronavirus, l’associazione Figli d’Arte Cuticchio torna in scena con una nuova produzione. “L’ira di Achille” dall’Iliade di Omero, adattamento scenico e regia di Mimmo Cuticchio, con Mimmo e Giacomo Cuticchio, Tania Giordano, Marika Pugliatti ed Emanuele Salamanca, al suo debutto, avrà due palcoscenici speciali: mercoledì 2 settembre alle 19 il Teatro Akrai di Palazzolo Acreide e domenica 6 settembre alle 21 il Museo regionale di Messina. Gli spettacoli, pensati per il grande palcoscenico, sono direttamente promossi dall’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Pupi siciliani

Nello spettacolo l’azione si svolge su tre piani scenici: gli uomini-pupi, i sacerdoti-pupari e gli dei-attori. L’attrice Marika Pugliatti, oltre a dare la voce ad alcuni personaggi femminili, interviene come dea. Sue sono le parti di Atena, Venere e Teti. Emanuele Salamanca, invece, costruttore di pupi di scuola catanese, si unisce alla compagnia per la manovra dei pupi a partire dall’indovino Calcante, Tania Giordano, coinvolta nel duplice compito di scenografa e costumista, si muove tra le quinte anche come maniante. Mentre le voci dei ruoli maschili sono di Mimmo e Giacomo Cuticchio che ha scritto anche le musiche dello spettacolo, eseguite dal vivo da un gruppo di musicisti: Alessandro Lo Giudice al flauto traverso, Paolo Pellegrino al violoncello, Nicola Mogavero al sassofono baritono, Giulia Lo Giudice alle percussioni e Roberta Casella all’arpa.

Mimmo Cuticchio

“Cercheremo di narrare i sentimenti degli uomini – dice Mimmo Cuticchio – dall’amore all’amicizia, dall’odio alla giustizia, dalla compassione alla gratitudine, con tutte le sfumature a loro collegati. Il nostro lavoro li evidenzia secondo lo stile e le tecniche di recitazione insite nel teatro dei pupi. Fra tutti i sentimenti, propendiamo che arrivi forte l’amore per la vita e la pietà per chi muore”. La storia, ispirata a uno dei passi più famosi dell’Iliade di Omero, racconta di Paride, figlio di Priamo re di Troia, che rapisce Elena, moglie di Menelao re di Sparta. I greci si riuniscono e decidono di dichiarare guerra ai troiani. Il progetto dell’Iliade, per Mimmo Cuticchio, parte da molto lontano, dagli anni Ottanta, quando il giovane Mimmo Cuticchio cominciò a portare i pupi nelle scuole elementari in giro per la Sicilia, rappresentando gli spettacoli nelle palestre, nei cortili, nei saloni e nelle aule. Incontrare i ragazzi, era il “pretesto per parlare della crisi dell’Opra e di un’epoca, della sua trasformazione in un teatro nuovo”.

Uno dei pupi utilizzati per lo spettacolo

“L’esperienza nelle scuole – dice Mimmo Cuticchio – mi fece capire che, oltre agli spettacoli del ciclo carolingio, avrei potuto proporre ai ragazzi storie diverse, magari in parallelo con ciò che stavano studiando. Fu così che pensai di trattare i poemi omerici e di portare in scena l’Iliade, che consideravo un altro grande ciclo paragonabile, per estensione e intreccio narrativo, a quello carolingio”. Cuticchio, allora, cominciò a costruire da solo le armature dei greci e dei troiani seguendo i disegni che le numerose visite al museo archeologico Antonino Salinas di Palermo gli avevano ispirato e con l’aiuto del fratello Guido, di Francesco Caruso e Paolo Galluzzo costruì i pupi dei personaggi principali. “Tuttavia non riuscii a realizzare tutti i pupi necessari – dice Mimmo Cuticchio – per la mia ideazione scenica avrei avuto bisogno di una quarantina di pupi, ma non avevo né i soldi per l’acquisto dei metalli né il tempo. Così, dopo la nascita dei primi dieci pupi, decisi di utilizzare alcuni pupi in paggio di quelli che già possedevo. Per i fondali riadattai quelli del ciclo carolingio, ai quali se ne aggiunsero otto realizzati dal pittore Marco Incardona. Insomma, per concludere, devo ammettere che solo in tempi recenti ho potuto completare il progetto, tanto che, potrei dire, la gestazione di questa Iliade si è trasformata in un’Odissea”.

L’ingresso agli spettacoli è libero fino ad esaurimento dei posti. Per informazioni telefonare al 3479401521.

Tramonto in musica tra le rovine di Solunto e Monte Iato

Al via un cartellone di otto concerti nelle due aree archeologiche del Palermitano, in programma recital per violino e pianoforte e un omaggio alla lirica

di Redazione

Una rassegna al tramonto in due delle aree archeologiche più affascinanti del Palermitano: violino e pianoforte faranno da guida ai siti di Solunto e Monte Iato. È il cartellone di otto concerti organizzato dal Parco archeologico, con l’associazione Palermo Classica, che si aprirà venerdì 28 agosto alle 19 a Solunto con il concerto inaugurale della pianista estone Kristi Kapten immersa nell’esecuzione del “Piano Trio n. 1” di Beethoven e nel “Piano Quartet K 493” di Mozart, con tre “archi” della Palermo Classica Symphony Orchestra (qui il programma completo).

Kristi Kapten

I concerti proseguiranno il 30 agosto, sempre nell’area archeologica di Solunto, con il pianista piccardo Antoine De Grolée proporrà un piano recital dedicato interamente a Chopin, tra Notturni, Valzer e Mazurche, fino a sfociare in alcuni “Improvvisi” e prorompenti “Polacche Op. 26 – 40 e 61”. Il 5 settembre ancora piano con la giovane e promettente musicista tedesca Marie Rosa Günter, che nella prima parte della serata la stessa pianista si esibirà in duo, con il violoncellista Peter Tilling. Il concerto in programma il 10 settembre è un omaggio all’opera lirica: il soprano mongolo Shu Wen Jia, accompagnata dal pianista Tullio Garbari, proporrà arie tratte da Puccini, Gounod, Verdi. E ancora, il 20 settembre, il secondo recital per violino e pianoforte, con la pianista rumena Axia Marinescu e la violinista giapponese Seina Matsuoka, e il 26 settembre con il Mattaliano Clarinet Quartet che eseguirà musiche di Ravel, Morricone e brani inediti dello stesso clarinettista.

Casa a peristilio su Monte Iato

Due i concerti in programma nell’area archeologica di Monte Iato: l’11 settembre, alle 18,30 e in replica alle 20, si esibiranno la pianista greca Nefeli Mousoura e la violinista austriaca Swantje Asche-Tauscher. Il secondo appuntamento a Monte Iato sarà il 18 settembre con un programma accattivante: le Quattro Stagioni di Vivaldi nell’esecuzione della solista giapponese Seina Matsuoka, accompagnata dalla Palermo Classica Chamber Orchestra.

Mosaico nella Casa di Leda a Solunto

“Un’occasione unica – dicono l’assessore ai Beni Culturali, Alberto Samonà e il neo direttore del Parco, Stefano Zangara – per trasformare la visita ad un’area archeologica in un viaggio tra le emozioni. I ruderi, in un’ora particolarmente magica della giornata sulle note di Beethoven, Chopin, Puccini, Verdi, Gounod. Anche quest’iniziativa rientra tra i progetti del governo regionale per valorizzare al massimo il patrimonio storico-culturale della Sicilia e per offrire un’attrattiva ancora maggiore nei luoghi della nostra storia”.

La partecipazione ai concerti è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria. Informazioni potranno essere richieste ai seguenti numeri: 091332208 e 3488697632.

Visite e spettacoli al tramonto tra i templi di Selinunte

Al via “Crepuscolo a Selinus”, un ciclo di eventi per far conoscere i nuovi percorsi e gli spazi museali che caratterizzano l’area archeologica

di Redazione

Musica e teatro all’ombra dei templi di Selinunte. In quest’ultimo scorcio d’estate sono tante le iniziative di valorizzazione del Parco archeologico, a partire dal concerto “La musica racconta l’immagine”, un evento in esclusiva ed unica data per la Sicilia, con la Roma Sinfonietta, storica orchestra di Ennio Morricone, in occasione del centenario dalla nascita di Federico Fellini, con musiche originali di Nino Rota. L’appuntamento, in programma mercoledì 26 agosto alle 21 nel Parco di Selinunte, rientra nel cartellone di eventi “Crepuscolo a Selinus”, ciclo di opere, spettacoli e musica, realizzati con lo scopo di far conoscere anche i nuovi percorsi e gli spazi museali che caratterizzano l’area monumentale (qui il programma completo).

L’acropoli di Selinunte

Il ciclo di spettacoli si inaugura oggi alle 18,30 con “Prometeo”, performance a cura dell’associazione culturale Lauros di Gino Caudai, con l’adattamento e regia di Patrick Rossi Gastaldi e la partecipazione di Ruben Rigillo, Silvia Siravo e Gabriella Casali. Ma intanto, già da ieri e fino al 28 novembre si svolgono anche i “Laboratori permanenti delle arti e delle scienze” con visite a cantiere aperto, attività di raccolta, produzione e divulgazione delle attività legate alle colture antiche la cui programmazione potrà essere seguita attraverso la pagina ufficiale Facebook Parco archeologico di Selinunte Cave di Cusa e Pantelleria (qui il link).

Il Tempio C

“Condividere spazi e percorsi inediti, unitamente al restauro filologico dei percorsi e degli spazi museali che caratterizza l’area monumentale del parco – dice il direttore del Parco, Bernardo Agrò – costituisce l’obiettivo che già da tempo ci siamo dati per valorizzare l’immenso patrimonio custodito nell’area archeologica di Selinunte e delle cave di Cusa. Attraverso il connubio di arte, archeologia, architettura e territorio, anche i visitatori più assidui scoprono spazi e scorci nuovi, con un coinvolgimento esperienziale di notevole livello che genera consapevolezza alla bellezza”.

Strada sull’Acropoli

“Siamo consapevoli di vivere nel posto più bello del mondo, una terra che genera emozioni nuove e diverse in ogni suo angolo – afferma l’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà – . Il grande successo in termini di presenze con cui sono state accolte le iniziative dei teatri antichi, da Agrigento a Taormina, Segesta, Siracusa, ci incoraggia nella necessità di potenziare sempre più l’offerta turistico-culturale della Sicilia quale motore per una ripresa economica che qui in Sicilia può diventare attrattiva e trainante anche per il comparto dell’arte e dello spettacolo, come dimostrato durante quest’anno ‘speciale’ in cui, a causa delle restrizioni Covid, i teatri e i luoghi della cultura hanno consentito agli artisti di tornare a calcare le scene”.

Per informazioni telefonare allo 09241911583 oppure al 3386406131.

Le Cave di Cusa diventano teatro all’aperto

Al via la rassegna “Sicilia Parra”, un calendario di spettacoli e concerti a cui si affianca la promozione delle eccellenze enogastronomiche del territorio

di Redazione

Musica e teatro tra tesori archeologici, insieme alle eccellenze enogastronomiche del territorio. Nasce la rassegna “Sicilia Parra”, pronta al debutto giovedì 13 agosto nell’area archeologica delle Cave di Cusa a Campobello di Mazara, l’antico cantiere da dove si estraevano i rocchi di pietra per la costruzione dei templi di Selinunte. Undici spettacoli – chiude l’11 settembre Daria Biancardi con Giuseppe Milici e Pietro Adragna – affidati ad altrettanti artisti siciliani che racconteranno, nella magia notturna che regala il luogo, la Sicilia in musica e teatro. La rassegna, diretta da Piero Indelicato e promossa dal Comune di Campobello di Mazara, viene sostenuta dall’assessorato regionale ai Beni culturali e da un cartello di aziende del territorio che promuoveranno, per l’occasione, le tipicità del luogo: olio extra vergine d’oliva, olive Nocellara del Belìce, vino, farine di grani antichi.

Giuseppe Anastasi

Il sipario sulla rassegna si apre il 13 agosto alle ore 21, con Tony Sperandeo che porta in scena “Con quella faccia un po’ così”. Lunedì 17, per la prima volta nella sua carriera musicale, si esibirà all’interno dell’area archeologica il cantautore di origini campobellesi Giuseppe Anastasi. Sul palco, accompagnato dalla sua band, Anastasi proporrà i brani dell’album “Canzoni ravvicinate del terzo tipo” (vincitore del Premio Tenco 2018) ma anche suoi vecchi successi, compreso “La notte”, pezzo interpretato da Arisa. Mercoledì 19, Paride Benassai e Marcello Mandreucci portano in scena “Palermitani a modo nostro”; giovedì 20 Mario Incudine sarà protagonista di “Mimì”, sulle note delle canzoni di Domenico Modugno.

Sabato 22 sarà la volta dello spettacolo “La donna a tre punte”, per la regia di Giuseppe Di Pasquale; domenica 23, “Refugees… il respiro dei migranti”, per la regia di Ugo Bentivegna; lunedì 24, concerto di Francesca Incudine; venerdì 28, “Canti e cunti dell’Isola a tri punti” con Alice Ferlito; venerdì 4 settembre, cabaret con Roberto Lipari; sabato 5, “L’anima volle tutto”, con Enrico Stassi, Maria Teresa Coraci e Stefania Blandeburgo. Si concluderà venerdì 11 con il concerto di Daria Biancardi, Giuseppe Milici e Pietro Adragna. “Dopo la lunga fase del lockdown torniamo a promuovere cultura e territorio – ha detto il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione – perché la cultura può creare sviluppo, quando produce autentiche e concrete relazioni tra le persone e sul territorio, ma soprattutto perché la cultura rappresenta quell’elemento imprescindibile per il progresso di una comunità”.

Per informazioni e prenotazioni dei posti secondo le disposizioni anti-Covid, telefonare ai numeri: 3399476443, 3715271759, 3381116230, 3337549207.

“Ritratto d’ignoto”, l’arte di Banksy arriva a Palermo

La prima mostra in Sicilia che riunisce oltre cento pezzi originali del creativo britannico esposti al Loggiato San Bartolomeo e a Palazzo Trinacria

di Redazione

Arriva a Palermo in due sedi espositive diverse, Loggiato San Bartolomeo e Palazzo Trinacria, “Ritratto di ignoto. L’artista chiamato Banksy”, la prima mostra in Sicilia che riunisce oltre cento pezzi originali dell’artista inglese contemporaneo più conosciuto al mondo, sebbene la sua identità rimanga ancora un mistero. Si avvia così un inedito percorso d’arte che correrà parallelo al mare, primo passo verso un nuovo “distretto” culturale: Fondazione Sant’Elia e Fondazione Pietro Barbaro, pubblico e privato, si uniscono per il rilancio dell’antica Kalsa.

La locandina della mostra

Curata da Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa, voluta da Fondazione Sant’Elia in collaborazione con la Fondazione Pietro Barbaro, prodotta e organizzata da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio del Comune di Palermo e della Città Metropolitana, in collaborazione con MLC Comunicazione, la mostra “Ritratto di ignoto. L’artista chiamato Banksy”, che si inaugura il 7 ottobre e resterà aperta fino al 17 gennaio 2021, porta al centro della scena espositiva siciliana il più inafferrabile e impattante artista del nuovo millennio: Banksy.

Opera di Banksy a Venezia

I curatori hanno raccolto la suggestione dell’olio su tavola “Ritratto di ignoto”, vera  e propria icona di Antonello da Messina e della produzione artistica siciliana, trasformandola nell’ispirazione ideale alle tematiche di un artista che nessuno ha mai visto, di cui nessuno conosce il viso, di cui non circolano foto, eppure capace di conquistare il mondo attraverso opere di grande potenza etica, evocativa e tematica. Originario di Bristol, nato intorno al 1974, inquadrato nei confini generici della Street Art, Banksy rappresenta il più esemplare caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol.

Opera di Banksy sulla barriera di separazione israeliana

La mostra per Palermo è un imponente evento espositivo che riunisce centinaia di pezzi originali dell’artista britannico: dipinti a mano libera del primissimo periodo; serigrafie che Banksy considera artigianato seriale per diffondere i suoi messaggi; oggetti installativi e altri provenienti da Dismaland (come la scultura Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone); e diversi pezzi numerati, sia artigianali che industriali, molti certificati e altri attribuiti, che raccontano un artista senza confini linguistici e sperimentali. Per l’occasione verrà editato un catalogo in cui saranno raccolte tutte le opere della mostra. Il volume sarà corredato dai saggi critici di Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa. La mostra, inoltre, farà parte della prossima edizione del festival Le Vie dei Tesori, con le visite guidate ai siti.

Per informazioni rivolgersi alla Fondazione Sant’Elia (0917747695) oppure alla Fondazione Pietro Barbaro (091333333).

La prima foto grande in alto raffigura la “Madonna con la pistola”, realizzata da Banksy in piazza Gerolomini a Napoli.

“Devotion” fa tappa a Palermo, in scena la Sicilia di Dolce&Gabbana

Dopo l’anteprima al Taormina Film Fest, il film di Giuseppe Tornatore dedicato agli stilisti sarà proiettato nel capoluogo siciliano

di Redazione

Le architetture che rendono unico il cuore della città, tra piazze nascoste, antichi palazzi nobiliari e preziose chiese barocche, faranno da sfondo alla tappa di Palermo di un progetto speciale itinerante dedicato a cinema, tradizioni e sapori siciliani. Mercoledì 12 agosto, in piazza Croce dei Vespri e piazza sant’Anna, sarà proiettato il film “Devotion”, diretto da Giuseppe Tornatore e prodotto dagli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, con le musiche inedite di Ennio Morricone. L’iniziativa è il primo tassello di un programma mirato alla promozione e alla valorizzazione della Sicilia, patrocinato dalla Regione Siciliana e dal Comune di Palermo, con la direzione creativa degli stilisti.

Stefano Gabbana e Domenico Dolce

L’evento inizierà alle 18.30 con una sfilata folcloristica, seguirà alle 19 l’apertura delle bancarelle enogastronomiche. Alle 20 l’apertura dell’area cinema, dove seguirà alle 21.15 la proiezione del film. Dopo l’anteprima mondiale del film lo scorso luglio al Teatro Antico di Taormina all’interno del Taormina FilmFest 2020, le proiezioni sono proseguite nei giorni scorsi a Siracusa, Caltagirone e Castellammare del Golfo. Dopo la tappa di Palermo, l’evento approderà infine il 16 agosto a Polizzi Generosa, paese d’origine di Domenico Dolce. L’idea del progetto, animato con esposizioni enogastronomiche sotto la supervisione del maestro pasticciere Nicola Fiasconaro e allestimenti tipici del folclore siciliano, si ispira al film di Tornatore del 1988 “Nuovo Cinema Paradiso”, la cui pellicola fu restaurata nel 2014 da Dolce&Gabbana in collaborazione con Luce Cinecittà e la Cineteca di Bologna.

Giuseppe Tornatore

“Della Sicilia amiamo tutto – sottolineano i due stilisti –  i colori, le espressioni artistiche, gli scorci mozzafiato, le feste di paese, la buona cucina, il folclore che rivela l’anima del territorio e delle persone che lo abitano, il suo ‘bello assoluto’. Amiamo tutto ciò che è siculo. Quello che cerchiamo di fare con il nostro lavoro è raccontare, valorizzare e tramandare questo patrimonio culturale di straordinaria bellezza. Le cose belle devono essere preservate e mai come adesso abbiamo tutti bisogno di ripartire: come sempre, continueremo a puntare sull’Italia ripartendo da questa meravigliosa isola, fonte inesauribile della nostra creatività”.

La locandina del fim “Devotion”

“A due anni dalla presentazione della collezione autunnale nella cornice di piazza Pretoria, Dolce&Gabbana torna a Palermo, stavolta per raccontare al mondo la Sicilia, i suoi colori e sapori, le sue tradizioni – ha affermto il sindaco Leoluca Orlando – . Lo fa in compagnia e attraverso il cinema e l’arte di due maestri e premi Oscar come Giuseppe Tornatore ed il compianto Ennio Morricone, a rinforzare l’idea di una eccellenza assoluta nel panorama mondiale. In questo momento difficile per le nostre comunità, l’amore e la passione, l’estro e la fantasia di Domenico e Stefano, sono motivo di orgoglio ma anche di ispirazione perché la creatività e l’innovazione di cui sono ambasciatori possano diventare elementi trainanti di una rinascita”.

Per la prenotazione del posto a sedere rivolgersi all’info-point allestito nell’area bancarelle in piazza Sant’Anna, a partire dalle 9 del 12 agosto, fino ad esaurimento. Ogni persona potrà prenotare per se stesso e al massimo per un solo congiunto.

Torna “Tyndaris Augustea”: mito e storia in scena

L’evento teatrale itinerante giunto alla terza edizione si svolge in tre tappe che raccontano aspetti diversi dell’antica città

di Redazione

Un viaggio nel tempo, dove storia e mito si fondono per riscoprire l’antica Tindari. È tutto pronto per la terza edizione di Tyndaris Augustea, l’evento teatrale itinerante ideato da Anna Ricciardi, che si svolge all’interno dell’area archeologica messinese e che fa parte del Tindari Festival. Appuntamento il 21 agosto con tre momenti performativi dalle 19,30 alle 21,30. Si parte dall’Agorà, dove Luca Fiorino, interpreta e dirige la pièce “Castore e Polluce – I Dioscuri”, un monologo dedicato ai gemelli protettori di Tindari, dei marinai e dell’arte poetica, in cui si racconta – spiega il regista e attore – “soprattutto del loro legame di fratellanza, del loro amore viscerale e imprescindibile, del loro essere insieme fino alla fine che li ha portati, come racconta il mito, a diventare due stelle, insieme”.

Un momento di una precedente edizione

Il secondo momento “Marco Aurelio – Discorso ai siciliani” si svolgerà all’ingresso principale del monumentale Gymnasium, tra il decumano comparirà l’imperatore Marco Aurelio, interpretato da Elio Crifò: “È un Marco Aurelio rappresentato in tutta la sua augusta romanità e in tutta la sua intimità filosofica che mette in evidenza la stretta dipendenza  tra la grandezza di un impero e la grandezza di ogni singolo cittadino dell’impero”.

Il teatro greco di Tindari

Infine, al Teatro Greco, andrà in scena “Ifigenia In Aulide” di Euripide: l’adattamento e la regia sono curate da Cinzia Maccagnano: “Questa è la tragedia che indaga nella profondità dell’umanità, svelatasi in tutta la sua fragilità – spiega – . Euripide ci offre un caleidoscopio di emozioni, di guizzi in una interiorità tormentata, in cui l’eroicità cede al turbamento della decisione. Agamennone è sicuramente il protagonista della tragedia: incarna  l’ossimoro dell’amore paterno, il negare il futuro di una figlia. Non eroi, quindi, ma uomini, padri, madri e  giovani che incarnano purezza e giustizia”. In scena, tra gli altri, nel ruolo di Agamennone c’è David Coco, mentre Antonio Silvia interpreta Menelao e Cinzia Maccagnano è Clitennestra.

Tyndaris Augustea

Salvo Nigro, autore delle musiche, rielabora suoni e ritmi del Mediterraneo e della fascia balcanica, senza trascurare la forza espressiva dei suoni orchestrali classici per esaltare l’imponenza dei luoghi.Infine, per l’occasione le coreografie sono state curate da Gemma Lo Bianco e restituiscono la forza delle danze antiche orientali. Le introduzioni storico-archeologiche sono invece curate da Archeo Me.

Per informazioni telefonare allo 094121588.

La Sicilia a passo lento sui Treni storici del gusto

Un calendario di ventiquattro appuntamenti alla scoperta dell’Isola, viaggiando su carrozze degli anni Trenta e gustando le eccellenze del territorio

di Redazione

Un viaggio su vagoni degli anni Trenta, percorrendo le linee panoramiche siciliane, lontano dagli itinerari turistici più battuti. Ripartono i “Treni storici del gusto”, con ventiquattro appuntamenti in lungo e in largo per ammirare i luoghi più belli e affascinanti dell’Isola, in un viaggio “slow”, attraverso i binari delle ferrovie. È il progetto promosso dall’assessorato del Turismo della Regione Siciliana, in collaborazione con la Fondazione Fs italiane e con la partecipazione di Slow Food Sicilia, con l’utilizzo dei finanziamenti del Po Fesr Sicilia 2014/2020.

Un momento della presentazione

Gli itinerari – presentati pochi giorni fa dall’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, con Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione FS Italiane; Lucia Di Fatta, direttore generale dell’assessorato e Saro Gugliotta, presidente di Slow Food Sicilia – connettono i centri urbani più importanti – Catania, Palermo, Messina – di volta in volta con luoghi custodi di sapori unici, come Modica, Bronte e Marsala, o i centri storici millenari di Taormina, Siracusa, Agrigento e Ragusa Ibla.

Il Tempio della Concordia nella Valle dei Templi

Viaggiando sulle carrozze Centoporte degli anni Trenta si potrà percorrere un viaggio lento e sostenibile che permette di assaporare con gli occhi e scoprire con il palato le bellezze dell’isola. Già a bordo del treno, infatti, il viaggiatore potrà conoscere alcuni dei prodotti tipici della Sicilia, tutelati da quasi 50 presidi Slow Food, parte fondamentale dell’identità dei territori attraversati, e ascoltare racconti e tradizioni a loro legati. Proprio per evidenziare il legame tra cibo e cultura, il calendario dei viaggi, da va da agosto a dicembre, è stilato in modo da corrispondere anche alle varie manifestazioni dei rispettivi luoghi (qui per consultare i viaggi disponibili). Si parte il 22 agosto con una “littorina” da Palermo alla Valle dei Templi di Agrigento, che prevede anche uno spettacolo teatrale ai piedi del Tempio di Vulcano, davanti alla fermata ferroviaria.

La scalinata di Santa Maria del Monte a Caltagirone

“Quest’iniziativa – ha affermato l’assessore Messina – permette al turista di compiere un viaggio che diventa un’esperienza di fronte alla quale ci possiamo soltanto far trascinare. Le linee percorse dai treni storici coprono l’intero territorio della Regione e toccano i luoghi più importanti della cultura che sono testimonianze della nostra storia. Il treno alla scoperta dei templi, quello della ceramica, l’altro del barocco, il treno dei mosaici, quello del Marsala – ha aggiunto Messina – sono esempi di viaggi che raccontano quello che siamo e quello che siamo stati, mettendo in moto un processo virtuoso capace di dare un impulso importante alla filiera del turismo”.

Le Vie dei Tesori News

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