Catania si mette in vetrina con Le Vie dei Tesori

Il Festival scoprirà i segreti ben nascosti della città e dei suoi dintorni, settanta tra luoghi, esperienze e passeggiate in piena sicurezza

di Redazione

Chiese, palazzi nobiliari, bastioni, cupole, sepolcri, teatri antichi, ma anche giardini storici, parchi d’arte, borghi marinari e paesi arrampicati sull’Etna: tutti siti culturali attorno ai quali stringersi anche e soprattutto nei momenti di crisi. Settanta tra luoghi, esperienze e passeggiate, siti di riconoscimento della comunità, di tenuta sociale, di educazione al patrimonio, di condivisione: Le Vie dei Tesori riparte da qui. Il Festival che trasforma l’intera Sicilia in un unico “museo diffuso”, da sabato 3 ottobre a domenica 1 novembre, ritorna per il terzo anno consecutivo a Catania, con percorsi inediti, esperienze sensoriali, passeggiate d’autore, nella consapevolezza che in questo tempo incerto bisogna ancor di più celebrare questo rito sociale, senza bagni di folla e nel necessario rispetto delle misure anticovid.

Uno scorcio di Catania

Non potendo accogliere le scuole, il Festival ha scelto di aprire i siti sabato e domenica, ma ha aggiunto eventi e visite anche serali, o comunque fuori dai circuiti abituali, in collaborazione con moltissimi partner pubblici e privati, a partire dall’assessorato regionale ai Beni culturali con la sua Soprintendenza e i musei, le diocesi, l’Università, le associazioni, le cooperative e tutta la filiera turistico-culturale. L’anno scorso Le Vie dei Tesori a Catania aveva ottenuto un risultato straordinario: 25mila visitatori, con un incremento rispetto al 2018 del 55 per cento, e una ricaduta sul territorio di 373mila euro. E tra queste presenze, circa il 40 per cento erano turisti. Un tesoretto che bisognerà accantonare in attesa di tempi migliori, visto che l’edizione di quest’anno è dedicata soprattutto ai siciliani ma anche ai tanti italiani che stanno scegliendo la Sicilia in queste settimane.

Un momento della conferenza stampa

Oggi la presentazione al Teatro Antico di Catania, ospiti di Gioconda La Magna, direttrice del parco archeologico, di cui fanno parte due luoghi del festival, “le Terme dell’Indirizzo e le Terme della Rotonda raccontano una storia millenaria nelle viscere di Catania”. “Non potevamo non esserci – spiega l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Alberto Samonà – . Le Vie dei Tesori quest’anno è la sfida della cultura, della nostra cultura: la gente ha invaso i luoghi in questa strana estate, vuol dire che ha bisogno di bellezza. Appena siamo potuti ‘uscire da casa’, la #culturariparte è stato il nostro primo progetto, e Le Vie dei Tesori con il claim ‘Rinascere nella bellezza’ sono sulla nostra stessa strada”. Interviene l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina: “Le Vie dei Tesori sceglie un periodo in cui i turisti scemano, con modalità 4.0, investendo sui luoghi e sui racconti. E questo ci piace molto. A noi l’impegno di investire e aiutare il comparto del turismo che in certe zone denuncia addirittura un calo del 90 per cento”.

Palazzo degli Elefanti

A Catania il festival apre tanti luoghi, alcuni del Comune. “Ci sono siti che fanno da traino ad altri meno conosciuti – dice l’assessore comunale alla Publica Istruzione, Barbara Mirabella – funziona la rete”. Sinergie e collaborazioni sono i pilastri del festival. “Una manifestazione un po’ eretica, ma non siamo individualisti: siamo una rete, di associazioni, di istituzioni, di appassionati. Quest’anno sarà una sfida diversa, perché abbiamo dovuto studiare norme che ci permettano di lavorare in sicurezza” dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori onLus.

Porta Uzeda

Per questo è stato messo insieme un programma ricco, denso e adeguato ai tempi: meno luoghi – esclusi tutti quelli in cui non si può condurre la visita in sicurezza, vuoi per il contingentamento, vuoi per la struttura –, ma tante esperienze e passeggiate. “Abbiamo scelto siti anche curiosi, ma privilegiato soprattutto esperienze e passeggiate legate alla cultura immateriale, che coinvolgano l’intero territorio catanese; ma soprattutto abbiamo lavorato in collaborazione con le tantissime associazioni presenti” dice Teresa Saitta che si è occupata dell’organizzazione logistica. Unicredit quest’anno è il mainsponsor del festival.  “Siamo vicini a chi lavora in sinergia per la valorizzazione di della cultura e dell’arte” sottolinea Francesca Cannaò, responsabile Area Retail Catania di Unicredit

I LUOGHI

Il Bastione degli Infetti

Molti luoghi del Festival sono ritornati a grande richiesta, altri sono veramente inediti (qui tutti i luoghi in programma). Per percorrere insieme i camminamenti segreti delle monache di clausura, scendere nelle terme antiche, e risalire sulle cupole. Dalla chiesa di Santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera”; dal Bastione degli Infetti voluto da Carlo V, che ospitò un lazzaretto seicentesco (dove è organizzata l’esperienza inedita di un concerto, voce lirica e narrazione), al Castello Ursino costruito da Federico II che ha resistito ad ogni calamità. Del periodo romano, Catania conserva parecchio: i tre impianti termali, Achilleane, di Santa Maria della Rotonda e dell’Indirizzo; in una grotta nascosta sotto un pub troverete un fiume sotterraneo e alla Tomba del Carmine, il più grande edificio funerario romano della città. Le mani d’oro: quelle dei pupari storici, i Fratelli Napoli che apriranno il loro laboratorio; e le altre, di mastro Alfredo Guglielmino che alla bottega Cartura crea impalpabili delicatezze di carta (previsto anche uno spettacolo di marionette del Teatro Tàtà). Alla Cappella Bonajuto vi parleranno di come Houel ne subì il fascino bizantino, a San Gaetano alle Grotte vi racconteranno la leggenda delle spoglie di Sant’Agata, nella cripta di Sant’Euplio, la storia del martire cristiano. Lascia attoniti l’ampiezza di San Nicolò l’Arena, ma qui è la vista ad essere straordinaria.

Villa Manganelli

Le residenze nobiliari: l’Istituzione è a Palazzo degli Elefanti, il viaggiatore scopre palazzo Asmundo di Gisira, chi cerca il bel tempo andato raggiunge Palazzo Platamone, chi invece cammina sulle tracce del Basile, preferirà Villa Manganelli, ma la vera scoperta di quest’anno saranno di certo i rimandi sfacciati al Rinascimento fiorentino di Palazzo Scuderi Libertini: fatevi mostrare il loggiato defilato e la terrazza affacciata sul giardino. Per chiudere con due chicche da intenditori: l’ex industria delle calzature Ega, 850 metri quadrati, su tre livelli in stile Decò, per notare i cambiamenti della moda e dello stile attraverso i decenni, a partire dal marchio “Gravan”che arrivò a Parigi della Cava: qui c’è la mostra di Filippo Monaco “Tattaratà. Parole a caduta, a raffica, a pioggia”, antichi caratteri tipografici che diventano opere d’arte. L’altra chicca è Tabaré, creative espace di 5 artiste e piccola galleria da ascoltare, visitando anche la mostra fotografica “L’isola degli arrusi” di Luana Rigolli sul confino degli omosessuali catanesi dal 1939 al 1940 alle Isole Tremiti.

LE ESPERIENZE

Le Isole Ciclopi di Aci Trezza

Saranno il punto di forza di questa edizione, un modo per riprendersi lo spazio, dedicando tempo a se stessi. Spettacoli, concerti, visite guidate, un calendario da tenere sott’occhio come un tesoro (qui tutte le esperienze).  Si andrà per mare – per tentare i fondali con un sub esperto, scoprire l’arte antica del costruttori di barche Rodolico ad Acitrezza, o navigare dinanzi alle Isole Ciclopi o veleggiare guardando Ognina; per terra, magari ascoltando i racconti dei nobili proprietari di palazzo Biscari, ritrovare le silenziose monache benedettine accanto alla “scala degli angeli” o scoprendo i passaggi segreti della Badia Sant’Agata. E per aria: eccoci sul camminamento su porta Uzeda o sul terrazzo del monastero di San Giuliano dove si arriverà per la prima volta fino alla “lanterna”. La cattedrale mostrerà la sua anima più antica e, una sola sera, il 31 ottobre, permetterà visite in notturna del tutto inedite. Ma sarà anche l’edizione del “fuori porta”: dal seicentesco giardino tropicale di Villa Trinità a Mascalucia, al parco Paternò del Toscano che oltre a far visitare lo splendido giardino roccioso terrazzato sull’Etna, aprirà un angolo esclusivo per un vero déjeuner sur l’herbe, al parco d’arte en plein air della Fondazione Lo Verde a San Giovanni La Punta. E per scoprire cosa successe a Misterbianco 350 anni fa – la “grande ruina”, l’eruzione del 1669 che la cancellò – bisogna trovarne le tracce antiche sul posto.

LE PASSEGGIATE

Terme Achilleane

Tornano anche quest’anno le passeggiate d’autore (qui per scoprirle tutte) – sono addirittura trenta, alcune in inglese, e si potrà ascoltare il racconto della città multiculturale dalla viva voce dei giovani migranti che hanno scelto di viverla -: alla scoperta di tratti poco noti non solo del centro storico, ma anche dei dintorni, dalle antiche neviere all’Etna, poi Zafferana Etna, Vizzini, Mascali, Bronte, Randazzo, Militello Val di Catania, in collaborazione con le associazioni del territorio.

Uno dei bus di Labisi

Con il vettore ufficiale del festival, Labisi, inoltre, domenica 11 ottobre, si può raggiungere Catania comodamente in pullman da Palermo, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare). Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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