Catania saluta Le Vie dei Tesori: i luoghi imperdibili dell’ultimo weekend

Il festival si avvia alla conclusione anche nella città etnea, tra camminamenti segreti, cappelle inedite e palazzi barocchi. Ultimi posti disponibili per tre visite su prenotazione

di Redazione

Si alza ancora una volta il sipario su Catania. Di scena l’ultimo atto del festival Le Vie dei Tesori, che con il terzo weekend saluta il capoluogo etneo. Dai camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, alle cappelle inedite e i saloni aperti raramente di un luogo invece conosciutissimo come è la Cattedrale di Sant’Agata. E ancora i palazzi barocchi, gli sfarzi dei vicerè, andando indietro nel tempo fino all’antica città romana. Tutto in tre giorni, dal 2 al 4 novembre, con l’obiettivo di superare il record dei 5100 visitatori del precedente weekend, che sommati ai 3500 del debutto, portano Catania a quota 8600 accessi.

Tanti i luoghi visitabili anche questo lungo weekend di Ognissanti, a partire da quelli su prenotazione. Sold out la gettonatissima chiesa di San Giuliano, dalla cui cupola si gode uno splendido panorama a 360 gradi dell’intero centro storico e dell’hinterland catanese. Perché allora non scegliere di salire su un’altra cupola, quella della Badia di Sant’Agata, dove ci sono ancora posti disponibili e la cui vista è altrettanto bella. E ancora, aperto solo sabato 3 novembre, potrete visitare il Museo diocesano e i camminamenti di Porta Uzeda, uno dei simboli della città, che collega piazza Duomo alla settecentesca via Dusmet. Ancora posti liberi, poi, per le affascinanti terme achilleane, sotto la Cattedrale, dove un tempo facevano i bagni gli antichi romani.

Poi ci sono tutti gli altri luoghi aperti senza prenotazione, a cui si può accedere con i classici coupon, acquistabili online sul sito www.leviedeitesori.com o anche all’info point che allestito in piazza Stesicoro. A partire da Palazzo Asmundo di Gisira, la residenza nobiliare trasformata in albergo che ha inaugurato anche una personale di Max Ferrigno e dove, inoltre, è prevista una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui. E ancora, la chiesa di San Nicolò L’Arena, la più grande della Sicilia; la Cappella Bonajuto, il Convitto Cutelli, Castell’Ursino e l’immancabile Cattedrale di Sant’Agata, che fa storia a sé, con tre distinti luoghi. Parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese; inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

Poi le splendide residenze barocche, a partire da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, passando ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis; e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura. Non mancano i luoghi del lavoro, come l’ex Manifattura Tabacchi e i laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. Potete fare tappa anche nei piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Il festival si avvia alla conclusione anche nella città etnea, tra camminamenti segreti, cappelle inedite e palazzi barocchi. Ultimi posti disponibili per tre visite su prenotazione

di Redazione

Si alza ancora una volta il sipario su Catania. Di scena l’ultimo atto del festival Le Vie dei Tesori, che con il terzo weekend saluta il capoluogo etneo. Dai camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, alle cappelle inedite e i saloni aperti raramente di un luogo invece conosciutissimo come è la Cattedrale di Sant’Agata. E ancora i palazzi barocchi, gli sfarzi dei vicerè, andando indietro nel tempo fino all’antica città romana. Tutto in tre giorni, dal 2 al 4 novembre, con l’obiettivo di superare il record dei 5100 visitatori del precedente weekend, che sommati ai 3500 del debutto, portano Catania a quota 8600 accessi.

Tanti i luoghi visitabili anche questo lungo weekend di Ognissanti, a partire da quelli su prenotazione. Sold out la gettonatissima chiesa di San Giuliano, dalla cui cupola si gode uno splendido panorama a 360 gradi dell’intero centro storico e dell’hinterland catanese. Perché allora non scegliere di salire su un’altra cupola, quella della Badia di Sant’Agata, dove ci sono ancora posti disponibili e la cui vista è altrettanto bella. E ancora, aperto solo sabato 3 novembre, potrete visitare il Museo diocesano e i camminamenti di Porta Uzeda, uno dei simboli della città, che collega piazza Duomo alla settecentesca via Dusmet. Ancora posti liberi, poi, per le affascinanti terme achilleane, sotto la Cattedrale, dove un tempo facevano i bagni gli antichi romani.

Poi ci sono tutti gli altri luoghi aperti senza prenotazione, a cui si può accedere con i classici coupon, acquistabili online sul sito www.leviedeitesori.com o anche all’info point che allestito in piazza Stesicoro. A partire da Palazzo Asmundo di Gisira, la residenza nobiliare trasformata in albergo che ha inaugurato anche una personale di Max Ferrigno e dove, inoltre, è prevista una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui. E ancora, la chiesa di San Nicolò L’Arena, la più grande della Sicilia; la Cappella Bonajuto, il Convitto Cutelli, Castell’Ursino e l’immancabile Cattedrale di Sant’Agata, che fa storia a sé, con tre distinti luoghi. Parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese; inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

Poi le splendide residenze barocche, a partire da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, passando ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis; e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura. Non mancano i luoghi del lavoro, come l’ex Manifattura Tabacchi e i laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. Potete fare tappa anche nei piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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