Castello di Mussomeli a rischio, si corre ai ripari

Dopo quattordici anni di attesa si interviene per consolidare la rupe su cui sorge il maniero, minacciato dal dissesto idrogeologico

di Marco Russo

Si staglia su una rupe alta quasi cento metri e le sue mura sembrano abbracciare la roccia. Il Castello manfredonico di Mussomeli, con la sua imponente mole dalla sagoma inconfondibile, è da anni minacciato da rischi di crolli del costone, causati soprattutto dalle infiltrazioni. Un dissesto idrogeologico di cui si parla da tempo e a cui il governo regionale vuole adesso porre un freno. È stata, infatti, finanziata la progettazione esecutiva per la messa in sicurezza della fortezza chiaramontana. Dopo quattordici anni di attesa – fanno sapere dalla Regione – si interviene per consolidare la rupe di natura calcarea sulla quale si staglia il maniero costruito tra il 1364 e il 1367 dal principe Manfredi di Chiaramonte e che sovrasta la vallata della cittadina nissena.

La rupe del castello

A farlo è la Struttura contro il dissesto idrogeologico – guidata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce – che ha affidato l’appalto al raggruppamento temporaneo di imprese di Messina coordinato dall’ingegnere Antonio Pio D’Arrigo. Un passaggio fondamentale in vista dei lavori che restituiranno la piena e sicura fruizione del bene che ha una classificazione R4 ossia di rischio molto elevato e che è meta di turisti e di scolaresche in tutti i mesi dell’anno.

Il Castello di Mussomeli

Il progetto – spiegano dalla Regione – prevede il decespugliamento del versante ad opera di esperti rocciatori e la successiva chiodatura di tutti i massi che sono in equilibrio instabile. In una seconda fase si procederà alla sigillatura delle fessurazioni presenti tra i vari massi con malta cementizia, in modo da evitare le infiltrazioni di acqua piovana, causa principale dello scostamento dei blocchi di pietra che minaccia le strutture murarie del castello e la bellezza della rocca. Tutte le lavorazioni saranno eseguite previo il montaggio di un ponteggio sulla porzione di costone da consolidare.

Sarà messo in sicurezza, così, uno dei castelli meglio conservati della Sicilia. Oltre alla sua mimetizzazione nella roccia calcarea, all’impervia e solitaria posizione, simile ad un nido d’aquila, il maniero fu rinomato, anche fuori della Sicilia, tanto che lo volle visitare anche il kaiser Guglielmo II di Germania.

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