Il Castello a mare come non l’avete mai visto

L’antica fortezza che proteggeva il porto di Palermo è stata ricostruita in un video realizzato dal Dipartimento di architettura dell’Università

di Ruggero Altavilla

Un volo sopra il Castello a mare di Palermo. L’antica fortezza che proteggeva l’ingresso dell’arco settentrionale della Cala è stato ricostruito in 3d in un video realizzato dal Dipartimento di architettura dell’Università di Palermo, con il Museo Salinas. Sessanta secondi per sintetizzare un’ipotesi ricostruttiva del castello, edificato già a partire dal X secolo, durante la dominazione araba. Il modello 3d è stato realizzato da Tommaso Abbate, che ha lavorato all’editing insieme a Mirco Cannella, con il coordinamento di Fabrizio Agnello, docente del Dipartimento di architettura.

Il bastione San Pietro

Le uniche tracce oggi sono visibili del castello, sono la Porta aragonese, accesso principale alla fortezza; la testa del ponte a due archi sul quale si andava ad attestare il ponte levatoio; il cosiddetto rivellino, struttura difensiva avanzata di forma cuspidata, con la punta rivolta in direzione della città; l’imponente baluardo di San Giorgio, il quattrocentesco torrione circolare; il bastione di San Pietro, il baluardo di San Pasquale, la piazza d’armi, la torre mastra e il muro di cinta originariamente lambito dal mare. L’ampliamento del settore di scavo antistante il lato settentrionale della torre mastra ha portato, infine, al rinvenimento di una vasta necropoli di rito islamico.

Ipotesi di ricostruzione del Castello a mare

Tra il XII ed il XIV secolo la fortezza mantenne probabilmente una configurazione planimetrica in forma di quadrilatero, mentre nel Cinquecento, il castello venne dotato di un nuovo sistema bastionato: sono di quest’epoca i grandi baluardi dei lati occidentale e meridionale. Risalgono al 1860 le prime demolizioni di alcune parti significative dei poderosi apprestamenti difensivi costruiti a sentinella del porto e a difesa della città. Si trattò allora di una azione motivata, sotto il profilo ideologico, dall’identificazione del presidio militare con l’abbattuto potere borbonico. Con l’unità d’Italia, il grande complesso fortificato fu nuovamente adibito a caserma, svolgendo questa funzione sino a quando se ne decretò il definitivo abbattimento.

Questa volta furono ragioni economiche a sancire la fine del Castello a mare, distrutto per far posto a quel molo trapezoidale che doveva segnare lo sviluppo del porto di Palermo. Nel 1922 la ditta McArthur di Londra ne intraprese la demolizione, tra le proteste accorate degli intellettuali dell’epoca e nel giro di poco più di un anno, tra il 1922 e il 1923, portò a compimento l’opera da cui si salvarono, in parte, solo il mastio e l’antica porta di accesso al complesso fortificato.

L’antica fortezza che proteggeva il porto di Palermo è stata ricostruita in un video realizzato dal Dipartimento di architettura dell’Università

di Ruggero Altavilla

Un volo sopra il Castello a mare di Palermo. L’antica fortezza che proteggeva l’ingresso dell’arco settentrionale della Cala è stato ricostruito in 3d in un video realizzato dal Dipartimento di architettura dell’Università di Palermo, con il Museo Salinas. Sessanta secondi per sintetizzare un’ipotesi ricostruttiva del castello, edificato già a partire dal X secolo, durante la dominazione araba. Il modello 3d è stato realizzato da Tommaso Abbate, che ha lavorato all’editing insieme a Mirco Cannella, con il coordinamento di Fabrizio Agnello, docente del Dipartimento di architettura.

Il bastione San Pietro

Le uniche tracce oggi sono visibili del castello, sono la Porta aragonese, accesso principale alla fortezza; la testa del ponte a due archi sul quale si andava ad attestare il ponte levatoio; il cosiddetto rivellino, struttura difensiva avanzata di forma cuspidata, con la punta rivolta in direzione della città; l’imponente baluardo di San Giorgio, il quattrocentesco torrione circolare; il bastione di San Pietro, il baluardo di San Pasquale, la piazza d’armi, la torre mastra e il muro di cinta originariamente lambito dal mare. L’ampliamento del settore di scavo antistante il lato settentrionale della torre mastra ha portato, infine, al rinvenimento di una vasta necropoli di rito islamico.

Ipotesi di ricostruzione del Castello a mare

Tra il XII ed il XIV secolo la fortezza mantenne probabilmente una configurazione planimetrica in forma di quadrilatero, mentre nel Cinquecento, il castello venne dotato di un nuovo sistema bastionato: sono di quest’epoca i grandi baluardi dei lati occidentale e meridionale. Risalgono al 1860 le prime demolizioni di alcune parti significative dei poderosi apprestamenti difensivi costruiti a sentinella del porto e a difesa della città. Si trattò allora di una azione motivata, sotto il profilo ideologico, dall’identificazione del presidio militare con l’abbattuto potere borbonico. Con l’unità d’Italia, il grande complesso fortificato fu nuovamente adibito a caserma, svolgendo questa funzione sino a quando se ne decretò il definitivo abbattimento.

Questa volta furono ragioni economiche a sancire la fine del Castello a mare, distrutto per far posto a quel molo trapezoidale che doveva segnare lo sviluppo del porto di Palermo. Nel 1922 la ditta McArthur di Londra ne intraprese la demolizione, tra le proteste accorate degli intellettuali dell’epoca e nel giro di poco più di un anno, tra il 1922 e il 1923, portò a compimento l’opera da cui si salvarono, in parte, solo il mastio e l’antica porta di accesso al complesso fortificato.

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