Casina di caccia dell’Ottocento in vendita nel Parco d’Orleans

Era uno dei beni appartenuti a Giuseppe Reggio, principe di Aci, che si trovano nello storico polmone verde di Palermo. Oggi è in cerca di nuovi proprietari insieme a due ettari di agrumeto

di Giulio Giallombardo

È uno degli ultimi lembi di Conca d’Oro di Palermo, risparmiati dal cemento. Parte di ciò che resta del grande parco di Luigi Filippo d’Orleans, lungo l’originario tracciato del fiume Kemonia, è in vendita con tanto di “castello”. Sono due ettari di agrumeti che comprendono l’ottocentesca casina di caccia appartenuta a Giuseppe Reggio, principe di Aci, lo stesso che alla fine del Settecento fece costruire il vicino castelletto oggi in abbandono in corso Pisani. È una porzione del Parco d’Orleans, oggi di proprietà privata, che è stata messa in vendita per 850mila euro insieme alla storica casina di 400 metri quadrati, nascosta tra gli agrumi e gli edifici della città universitaria.

La casina di caccia

Nell’annuncio di vendita – curata dall’agenzia immobiliare Cajozzo Re – si parla anche di una “grotta millenaria” di 200 metri quadrati, adesso trasformata in magazzino per gli attrezzi. La casina di caccia, interamente da ristrutturare, è composta da due piani con una terrazza sul tetto merlato e una torretta ottagonale con vista sul parco da un lato e sui palazzi di corso Pisani, dall’altro. Nonostante il bene sia in vendita da tempo, non ha ancora trovato nuovi proprietari, anche se – fanno sapere dall’agenzia immobiliare – ci sarebbero alcune trattative in corso.

Terreni in vendita

Tanti sono stati i proprietari che si sono avvicendati nell’area nel corso dei secoli. Sin dal Quattrocento quando il ricco mercante Onorio Garofalo aquista i terreni della vallata, chiamata in seguito Valle di Onorio e poi Fossa della Garofala. Dopo diversi passaggi di mano, all’inizio dell’Ottocento il principe di Aci prende in enfiteusi parte di queste terre molto fertili, dove impianta una moderna stazione sperimentale di agraria, fino al 1820, quando viene ucciso durante una rivolta. Dal 1810 i duchi d’Orleans acquistano terreni e edifici del parco e mantengono la proprietà fino al 1940, quando viene requisita dal regime fascista come bene straniero. Negli anni ’50 del secolo scorso, Enrico Roberto, conte di Parigi, successore al trono di Francia, vende quaranta ettari di terreno all’Università di Palermo e nel 1954 Palazzo d’Orleans e una parte del parco vengono acquistati dalla Regione Siciliana.

 

Quello che è in vendita oggi è un pezzo di agrumeto, che secondo gli studiosi, rappresenta “l’ultima pagina della storia agrumicola della Conca d’Oro – si legge in una pubblicazione sui giardini degli Orleans nella Fossa della Garofala  – quella che vede la diffusione del mandarino in seguito alla crisi del limone dovuta a ragioni sanitarie e commerciali. L’agrumeto, di stampo ottocentesco, con i manufatti delle antiche tecnologie irrigue, è una magnifica occasione per ricordare e far rivivere una storia agricola di grande importanza”.

La grotta adibita a magazzino

La casina di caccia risale ai primi dell’Ottocento e ha un prospetto simmetrico. Semplice nelle forme, spicca la sua torretta merlata da cui il principe di Aci era solito affacciarsi per avvistare la selvaggina. Al suo interno, nasconde anche l’accesso a un qanat. “È un immobile molto particolare e non è facile trovare gli acquirenti giusti – spiegano dall’agenzia immobiliare – è un tipo di edificio di nicchia e non tutti sono disposti a fare questo tipo di investimento”.

(Le foto sono state concesse dall’agenzia immobiliare Cajozzo Re)

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