Caravaggio torna nella basilica di Santa Lucia: doppia festa a Siracusa

Il dipinto raffigurante il Seppellimento di Santa Lucia è rientrato dalla mostra al Mart di Rovereto nella sua sede originaria

di Marco Russo

Accordi rispettati. Il capolavoro di Caravaggio che ritrae il Seppellimento di Santa Lucia è tornato a Siracusa, prima della festa della patrona, dopo la “trasferta” al Mart, il museo di arte contemporanea di Rovereto. Un prestito che aveva suscitato un vespaio di polemiche perché in molti, tra critici, amministratori e cittadini, si erano opposti al viaggio della tela, partita lo scorso settembre dalla chiesa di Santa Lucia alla Badia nel cuore di Ortigia, dove era custodita (ve ne abbiamo parlato qui). Adesso la città può festeggiare due volte il prossimo 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, sia per il ritorno del quadro a cui tutta la comunità siracusana è molto legata, sia perché il capolavoro di Caravaggio è tornato nella sua sede originaria, la basilica di Santa Lucia al Sepolcro, nel quartiere Borgata. È per quella chiesa che l’opera fu commissionata al pittore e nella vicina piazza, secondo la tradizione, avvenne il martirio della patrona.

Particolare del Seppellimento di Santa Lucia

Da ieri il dipinto campeggia di nuovo lì dove Caravaggio lo ha concepito oltre quattro secoli fa. Dopo essere stato “impacchettato” in Trentino all’interno di un grande telaio rosso e dopo aver viaggiato da un capo all’altro d’Italia, il quadro ha fatto il suo ingresso in chiesa davanti a una piccola folla emozionata. Adesso si trova dietro all’altare della basilica, dove da pochi giorni sono stati completati i lavori per i sistemi di sicurezza e videosorveglianza e per la revisione dell’impianto elettrico. Per sorreggere la tela, che pesa 80 chili, è stata installata una solida struttura antisismica.

La tela in partenza da Rovereto

Il viaggio del quadro, di proprietà del Fec, Fondo edifici di culto, è stato accompagnato dalle polemiche. Da un lato chi si è opposto al prestito perché avrebbe compromesso la fragilità del dipinto, dall’altro chi, al contrario, ha visto in questa trasferta un’opportunità. La tela, infatti, prima della mostra al Mart, voluta dal direttore del museo di Rovereto, Vittorio Sgarbi, ha fatto tappa all’Istituto centrale del restauro, dove è stato svolto un intervento di manutenzione e pulizia straordinaria.  Il critico d’arte, salutando il quadro di Caravaggio esposto al Mart, ha parlato non di un addio, ma di un “arrivederci”, riaccendendo le polemiche. “Invece di ringraziare chi gli ha riparato il dipinto e con grande puntualità lo ha riportato nella chiesa della Borgata, – ha dichiarato Sgarbi – continuano a insultare, cercando di andare su quella cronaca che li ignora. La Santa a Rovereto è stata benissimo. Adesso è in pericolo”.

La basilica di Santa Lucia al Sepolcro

La città, invece, ha accolto festante il dipinto, sperando che il ritorno alla Borgata, possa dare impulso al rilancio del quartiere. “Il ritorno del Seppellimento di Santa Lucia nel suo contesto naturale della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro alla Borgata rappresenta un segnale di vita e di speranza per l’intera città”, ha commentato l’assessore comunale alla Cultura, Fabio Granata, che, insieme al sindaco Francesco Italia, ha assistito al ritorno della tela. “Una grande emozione assistere alla sua collocazione definitiva, dopo che in questa chiesa era già rientrato per mia volontà nel 2004. Adesso starà qui per sempre, restaurato e collocato in piena sicurezza, dando un contributo eccezionale alla rigenerazione del cuore liberty di Siracusa”.

(Nella prima foto grande, la tela dietro l’altare di Santa Lucia al Sepolcro. Foto Silvia Mazza su Facebook)

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