Caravaggio da Siracusa a Rovereto, monta la polemica

Coro di proteste contro la mostra del Seppellimento di Santa Lucia voluta da Vittorio Sgarbi per il Mart, in programma il prossimo autunno

di Marco Russo

Un viaggio da un capo all’altro d’Italia che sta scatenando polemiche. Da Siracusa a Rovereto. È nella cittadina in provincia di Trento che nei prossimi mesi dovrebbe arrivare il Seppellimento di Santa Lucia, uno dei capolavori di Caravaggio, custodito nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, in piazza Duomo, nel cuore di Ortigia. La tela dovrebbe essere protagonista di una mostra organizzata dal Mart, il Museo d’arte contemporanea di Trento e Rovereto, inizialmente prevista a giugno e adesso – dopo l’emergenza sanitaria – rinviata al prossimo autunno.

Particolare del quadro

A volere il Caravaggio siracusano a Rovereto è Vittorio Sgarbi, presidente del Mart, come annunciato alcuni mesi fa. In occasione della mostra, inoltre – secondo quanto ha dichiarato il critico d’arte – è previsto un intervento di manutenzione, con la collocazione definitiva della tela all’interno di una teca, per cui sono stati stanziati 350mila euro dalla provincia di Trento. Ma negli ultimi giorni, si è sollevato un coro di proteste contro il temporaneo trasferimento della tela (che è di proprietà del Fec, Fondo edifici di culto), a cui i siracusani sono molto legati e che rappresenta uno dei principali attrattori turistici della città.

Il quadro nella chiesa di Santa Lucia alla Badia

“L’ennesimo scippo. Commercianti, esercenti, albergatori impedite che si portino la tela del Caravaggio”. È l’appello lanciato su Facebook dal Paolo Giansiracusa, critico d’arte, ex assessore alla Cultura di Siracusa, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Catania e componente del Cda delI’Istituto nazionale dramma antico. Nei giorni scorsi, Giansiracusa aveva dedicato un lungo post su Facebook alla vicenda, dicendosi fortemente contrario al trasferimento: “Apprendo con amarezza e grande preoccupazione che per la fragilissima tela del Seppellimento di Santa Lucia, dipinta nel 1608 dal Caravaggio, si profila un altro viaggio. Le opere del Caravaggio che vengono concesse con maggiore facilità sono quelle siciliane”, sottolinea il critico d’arte.

Piazza Duomo a Siracusa (foto Giulio Giallombardo)
Piazza Duomo a Siracusa (foto Giulio Giallombardo)

E a chi parla dei benefici che arriverebbero dall’operazione, Giansiracusa replica: “La politica locale e regionale, gli organi di tutela, il Fec, non si lascino lusingare dalla contropartita del restauro superlativo e della teca miracolosa. Ciò che serve si può e si deve fare in Sicilia, con dignità, senza mettere a rischio l’opera”. Secondo il critico d’arte i viaggi “stressano la struttura” del dipinto, “ne compromettono la pellicola pittorica, ne accelerano il degrado”. Inoltre, sottolinea Giansiracusa, “nel dopo-covid la nostra Siracusa (e con essa il territorio del Sud-Est) necessita di un grande rilancio operativo teso a ridare linfa al turismo e al commercio. La spedizione del dipinto del Caravaggio al Nord va contro ogni prospettiva di rinascita economica del territorio. La preziosa tela, in periodi normali, fa convergere nel suo spazio espositivo qualcosa come tremila visitatori al giorno”.

Il Seppellimento di Santa Lucia

Un progetto, quello del trasferimento con restauro, che Sgarbi ha avviato “circa un anno fa quando – ricorda – sono diventato presidente del Mart e ho ottenuto che, con un accordo statuale, la provincia di Trento stanziasse 350mila euro per la manutenzione e per la collocazione definitiva in una teca. Il bene di cui parliamo è di proprietà del Fec, Fondo Edifici di Culto, ovvero ministero degli Interni, ovvero Stato”. Un fondo in cui rientrano, spiega Sgarbi, “750 beni che non appartengono alle Regione ma allo Stato. Abbiamo avuto l’assenso del Fec, abbiamo ottenuto il via libera del presidente della Regione Siciliana Musumeci, abbiamo avuto l’accordo col presidente della provincia di Trento Fugatti, abbiamo ottenuto, attraverso l’arcivescovo metropolita di Monreale, l’autorizzazione del vescovo di Siracusa, abbiamo avuto la collaborazione e l’autorizzazione della Soprintendenza di Siracusa e l’intervento e verifica dello stato del dipinto da parte dell’Istituto Centrale del Restauro”.

Chiesa di Santa Lucia alla Badia

Contraria al trasferimento del quadro anche l’amministrazione comunale, che ha giudicato “inopportuno” il prestito proprio quando il turismo ha bisogno di ripartire. “Il Seppellimento di Santa Lucia – affermano in una nota il sindaco, Francesco Italia e l’assessore alla Cultura, Fabio Granata – rappresenta uno dei tasselli fondamentali del nostro patrimonio artistico e una delle attrazioni più importanti della nostra città per viaggiatori e turisti. Apprendiamo solo da notizie di stampa della presunta volontà di un prestito per una mostra organizzata al Museo di Rovereto. Non possiamo che esprimere la nostra contrarietà allo spostamento della preziosissima e fragile tela. Se qualcuno vuole trovare sponsor per un eventuale restauro (il quadro è già stato restaurato dall’Istituto Centrale del Restauro) saremo felici di questa opportunità ma non crediamo sia pensabile e neanche proponibile un prestito solo per la promessa di una teca e di un restauro non meglio specificato. L’identità culturale della Sicilia si difende non con i proclami ma attraendo viaggiatori e non certo prestando le nostre opere più preziose e delicate”.

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