Capitale della cultura 2021, la scommessa di Modica

La città iblea, nonostante l’emergenza sanitaria, sta proseguendo il lavoro sul dossier per la candidatura, puntando sulla storia e sulle eccellenze del territorio

di Giulio Giallombardo

Una storia millenaria in una delle “contee” più illuminate della Sicilia. Parte da qui la corsa di Modica a Capitale italiana della cultura 2021. Una sfida che, però, potrebbe essere più lunga del previsto, non solo per la città barocca, ma anche per tutte le altre candidate. L’emergenza sanitaria che sta paralizzando l’Italia ha portato alla sospensione degli eventi di Parma, “capitale” di quest’anno, che ha chiesto al Mibact di poter proseguire il calendario di appuntamenti anche nel 2021. Se così sarà, Modica, come le altre città, correrà per il 2022.

Vista sul duomo di Modica da Palazzo Castro Grimaldi

Nel frattempo nella città iblea si mettono a punto gli ultimi dettagli del dossier di candidatura, in vista della presentazione rinviata adesso al 30 giugno, alla luce della pandemia in corso. Un lavoro sinergico sul territorio come quello fatto a Trapani, una delle quattro città siciliane siciliane candidate (di cui vi abbiamo parlato qui), insieme a Scicli e Palma di Montechiaro (di cui vi parleremo nei prossimi giorni). “Nonostante le difficoltà di queste settimane, in cui lavoriamo tutti da casa – dice a Le Vie dei Tesori News l’assessore comunale alla Cultura, Maria Monisteri – abbiamo elaborato un dossier che punta sulla nostra lunga storia e sulla solida tradizione culturale che la contraddistigue. Modica è stata in settecento anni una delle contee più potenti della Sicilia e penso che questo sia il momento per metterlo in evidenza”.

Maria Monisteri

In questi giorni, l’amministrazione comunale – solidale con Parma – ha dovuto annullare tanti appuntamenti in calendario previsti per marzo e aprile, in attesa di nuove indicazioni da parte delle istituzioni. “Modica è deserta, abbiamo chiuso tutto, perfino il lungomare – prosegue l’assessore – ma anche da casa stiamo costruendo un dossier con cui possiamo competere con le altre candidate. Abbiamo tutte le carte in regola per potercela fare, anche se siamo una piccola città alla periferia d’Europa, piccola ma orgogliosa delle proprie origini”.

Il Castello dei Conti

Così, la storia e le eccellenze del territorio possono fare la differenza. “Modica sino al 1920 fu la quinta città siciliana per popolazione e commerci – sottolinea Monisteri – . Abbiamo dato i natali a un Nobel per la letteratura, Salvatore Quasimodo, produciamo il primo e unico cioccolato Igp d’Europa. Poi il nostro tessuto imprenditoriale, dalle campagne al mare, è molto vivace. Per non parlare delle bellezze di chiese, monumenti e palazzi. Tutti fattori che hanno contribuito alla crescita di un turismo culturale, grazie anche alle eccellenze enogastronomiche a cui si aggiunge il nostro innato senso di accoglienza. Sono questi alcuni degli elementi su cui abbiamo lavorato, cercando di riscoprire la nostra storia, rendendola attuale”.

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