Cantiere aperto al museo Pepoli di Trapani per il restauro di tre tele del Seicento

Si tratta di “nature morte”, un genere molto diffuso tra ‘600 e ‘700, utilizzato spesso nelle dimore signorili come arredo dei sontuosi saloni da pranzo

di Redazione

Una delle tele da restaurare al museo Pepoli di Trapani

Sono tre i dipinti espressione della cultura figurativa napoletana della seconda metà del Seicento, che nei prossimi giorni saranno restaurati a cantiere aperto al museo Pepoli di Trapani. Dal 22 novembre fino alla fine del mese, dalle 10 alle 12, –  fanno sapere dalla Regione – sarà possibile assistere alle operazioni di restauro di tre preziose “nature morte” che torneranno a risplendere grazie a un intervento finanziato dall’assessorato regionale ai Beni culturali.

Il Museo Pepoli di Trapani

Le opere – una “Natura morta con frutta” di Giovan Battista Ruoppolo (della seconda metà del XVII secolo), “Natura morta con colombi” e “Natura morta con cavie” di Pietro Navarra (della fine del XVII secolo), si trovano abitualmente nella sala dove sono esposte, tra le altre, tre pregevoli opere del fiammingo Abraham Brueghel. Le tre tele appartengono a un genere che ebbe ampia diffusione nell’Italia centro-meridionale tra ‘600 e ‘700, utilizzato prevalentemente nell’ambito delle dimore signorili come arredo di sontuosi saloni da pranzo e particolarmente apprezzato dai collezionisti ottocenteschi.

Nella tela del Ruoppolo – che fa parte della collezione Fardella – cocomeri, grappoli d’uva, pesche, melagrane, susine, mele cotogne sono plasticamente modellati da una limpida luce che ne fa brillare le vivaci cromie, mentre nelle due tele del Navarra – già in collezione Pepoli – si coglie la peculiare stesura pittorica del maestro, sinteticamente moderna, pastosa e materica, che si coagula rendendo vibranti le superfici.

Il chiostro del Museo Pepoli

“In un momento in cui le opere d’arte vengono minacciate da gruppi di attivisti – dichiara l’assessore regionale ai Beni culturali, Elvira Amata – noi intendiamo accrescere le occasioni per aprire i nostri musei e far conoscere le attività di cura che si effettuano dietro le quinte per il mantenimento delle opere d’arte. Un lavoro certosino fatto con grandissima professionalità da maestranze specializzate. Un’importante opportunità per promuovere, in particolare presso le giovani generazioni, la conoscenza delle tecniche di conservazione e restauro dei beni culturali, ma anche la possibilità di scelte lavorative di nicchia spesso ignorate dalla maggior parte dei ragazzi”.

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