Borgo dei Borghi 2020, la Sicilia fa il tifo per Geraci

Al via le votazioni online per il concorso nazionale targato Rai. Il piccolo comune madonita è l’unico in gara per l’Isola

di Marco Russo

La sfida è iniziata. Geraci Siculo sogna il titolo di Borgo dei Borghi 2020, correndo come unico comune siciliano in gara all’ottava edizione del concorso ideato dalla trasmissione Rai “Alle Falde del Kilimangiaro”. Il piccolo borgo delle Madonie prova arricchire il palmarès siciliano (e madonita in particolare) dopo le vittorie di Gangi nel 2014, Montalbano Elicona nel 2015, Sambuca di Sicilia nel 2016 e Petralia Soprana nel 2018 (ve ne abbiamo parlato qui).

Chiesa di Santo Stefano

Adesso la gara è entrata nel vivo perché da ieri è partito il voto online che potrebbe far salire Geraci sul gradino più alto del podio. C’è tempo fino a domenica 21 marzo per esprimere la propria preferenza (sul sito della Rai attraverso il portale www.rai.it/borgodeiborghi o su www.raiplay.it). Ogni preferenza va effettuata da una singola mail. Coloro i quali sono già in possesso di credenziali Raiplay possono effettuare direttamente il login al sito e, dopo l’autenticazione, esprimere la propria preferenza di voto. Gli utenti non ancora registrati per votare dovranno creare un’utenza Raiplay indicando username, password e indirizzo e-mail di riferimento. Il voto via rete è gratuito, ma votando in modo costante e continuo nelle prossime due settimane Geraci Siculo, e di conseguenza la Sicilia, avrà la possibilità di accedere alla finale di domenica 4 aprile, in prima serata su Raitre, con l’elezione del più bel borgo d’Italia di questa edizione.

Uno scorcio di Geraci

Intanto, sono in molti a fare il tifo per Geraci, che fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia e in possesso del marchio di qualità come “Comune fiorito”. A partire dal governatore Nello Musumeci, che ha parlato del borgo madonita come di “un bellissimo esempio di quella Sicilia forse poco conosciuta, ma tanto amata perché espressione della nostra identità”. Anche l’Unione Madonie ha lanciato un appello, invitando a votare per Geraci: “Dopo la vittoria di Gangi, Montalbano Elicona, Sambuca di Sicilia e Petralia Soprana – ha affermato il presidente Pietro Macaluso –  non possiamo perdere l’opportunità di fare vincere Geraci Siculo, continuando così a tenere accesi i riflettori della Rai sulla Sicilia e sul nostro territorio che è ancora tutto da scoprire. Come tutti i paesi madoniti, Geraci Siculo è un autentico gioiello da mostrare e di cui andare fieri. Sosteniamolo”.

Il Collegio di Maria

Geraci Siculo ci prova, dunque, giocando tutte le sue carte: natura, cultura, buon cibo e tradizioni antiche. “Una grandissima opportunità non solo per la nostra comunità, ma per l’intera Sicilia – afferma il sindaco di Geraci, Luigi Iuppa – . Adesso ci aspettano giorni impegnativi e dobbiamo cercare di far votare quante più persone possibili. Dipende da tutti noi”. Il Comune, inoltre, fa anche parte dei 42 borghi siciliani che hanno recentemente costituito il network “I Borghi dei Tesori”, sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori. Ne è nato un primo censimento del patrimonio e la partecipazione al bando del Mibact “Borghi in Festival”, con un progetto che punta a realizzare un festival in sei fine settimana, tra il 29 maggio e il 5 luglio, con circa 210 luoghi aperti e 70 esperienze collaterali.

Il Salto dei Ventimiglia

E di tesori Geraci ne ha tanti. Dalla Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, che guarda il settecentesco Collegio di Maria; e ancora Santo Stefano, col suo campanile decorato con maioliche, e la piccola chiesetta di Sant’Anna, che si ritiene essere la cappella palatina dei Ventimiglia, famiglia che governò la Contea di Geraci e che divenne uno dei più potenti casati nobiliari siciliani. Tra le attrazioni più insolite, inoltre, nascosto in un vicoletto, c’è un affaccio panoramico sulla vallata, chiamato Salto dei Ventimiglia, realizzato nel luogo che, secondo la tradizione, fu teatro della morte di Francesco I dei Ventimiglia. Da questo vicolo, il conte di Geraci, inseguito dalle truppe di Pietro d’Aragona, si sarebbe lanciato col suo cavallo, precipitando nel profondo dirupo.

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