Boccadifalco si fa in 3 per Le Vie dei Tesori

Tre rifugi antiaerei, il giardino di Villa Natoli e gli hangar storici, sono solo alcune delle tappe da scoprire durante la visita all’aeroporto presentato alla vigilia dell’apertura della manifestazione

di Antonella Lombardi

Sembra un posto incantato l’aeroporto di Boccadifalco, con il suo sentiero che si snoda attraverso il verde lussureggiante, rendendo i suoni della città improvvisamente ovattati. Lungo il percorso si incontrano i primi velivoli, mentre la città si staglia sullo sfondo. È qui, in questo luogo inaspettato di Palermo, che si trovano alcune delle sorprese più inedite di tre percorsi (due via terra e uno in volo) de Le Vie dei Tesori da scoprire nei 5 fine settimana del festival.

Il primo percorso di visita, infatti, permetterà di visitare un primo rifugio antiaereo, una mostra fotografica storica e lo storico hangar dell’ Aero Club che propone il battesimo del volo. Il secondo, su prenotazione, sarà un viaggio più approfondito su un bus navetta che consentirà di raggiungere le zone più lontane dall’ingresso principale. Comprende la torre di controllo dove si osserva dall’alto la pista asfaltata lunga 1224 metri e dove è allestita una preziosa mostra documentaria che racconta la storia dell’aeroporto, e con esso della storia dell’aviazione civile e militare in Sicilia; e altri due bunker, uno dei quali – utilizzato anche come deposito munizioni – reca su una parete la scritta di un soldato americano. Chiude la visita lo straordinario parco di Villa Natoli.

Tre rifugi antiaerei, il giardino di Villa Natoli e gli hangar storici, sono solo alcune delle tappe da scoprire durante la visita. Una meta inserita in questa edizione della manifestazione e che alla vigilia del suo avvio ha già visto esaurirsi in poco tempo i posti disponibili per un’altra esperienza inedita, come il battesimo del volo in piper, al punto da chiedere un turno di visite supplementare.

Ma qui si è fatta la storia dell’aviazione del Sud Italia, come è stato ricordato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione dello scalo, e come vi abbiamo raccontato qui con l’impresa del piemontese Clemente Ravetto, pioniere del volo nel Sud Italia. Ma qui persistono le tracce del secondo conflitto mondiale, con i rifugi antiaerei: nel maggio del 1943, infatti, i bombardamenti che mettono in ginocchio la città colpiscono anche Boccadifalco senza tuttavia danneggiarlo gravemente, ma appena 2 mesi dopo, il 22 luglio, quando gli alleati si fanno strada, entrano a Palermo, occupando l’aeroporto che tornerà all’aeronautica militare solo nel 1947.

“La torre di controllo è un posto unico per vedere la città da una prospettiva incredibile – ha detto Valeria Cangelosi, dirigente del quarto reparto di volo della Polizia di Stato – per il pilota in volo la voce dalla torre è un percorso emotivo, è la voce che ti riporta a casa. Le Vie dei Tesori ora apriranno questo luogo, un’iniziativa folle e bellissima allo stesso tempo”. “Vivere la città anche dal cielo, con un percorso in piper e uno via terra, visitando Villa Natoli – ha detto Laura Anello, presidente Le Vie dei Tesori – o andando alla scoperta del bunker e dell’hangar, o ancora, degli scatti in bianco e nero di una storia ora in mostra, è un regalo che andava condiviso con la città”. “Abbiamo sposato l’idea che anche una via del cielo può essere una via dei tesori”, ha detto Giuseppe Lo Cicero, vicepresidente Aeroclub di Boccadifalco.

A scoprire uno dei rifugi il corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, che da quest’anno ha sede nello scalo, operando in convenzione con l’aeronautica militare, 118 e la polizia. A condurre le visite saranno gli studenti dell’alternanza scuola – lavoro con l’istituto nautico “Gioeni Trabia”, per una meta che unisce curiosi ed esperti, autorità civili e militari: tra i presenti in conferenza anche il colonnello dei mezzi aeronavali della Gdf Sicilia, Mauro Carrozzo.

Su Villa Natoli Antonino Buttafuoco, direttore aeroportuale Sicilia Occidentale di Enac, ha poi annunciato “un intervento di restauro finanziato dall’Enac da 2 milioni e 500mila euro”. “Esperienze come queste grazie a le Vie dei tesori – ha detto il sindaco, Leoluca Orlando, ora sono diventate un brand da esportare anche altrove, come Milano, Mantova e la Valtellina dove la manifestazione nata a Palermo avvierà un progetto pilota”.

Con la visita su prenotazione a Boccadifalco si potrà poi scoprire, ad esempio, il parco di Villa Natoli, che dal 1817 al 1837 ospitò il primo “Orto sperimentale e di acclimatazione” (“concorrente” all’attuale Orto Botanico nel quale poi confluì), creato dal botanico campano Giovanni Gussone su incarico del duca di Calabria. Qui prospera la prima Pomelia palermitana, accanto ad altri esemplari da scoprire, tra rose, pelargoni, salvie, e hybiscus. Tra le sorprese del percorso anche la mostra fotografica che attesta la storia dello scalo, con illustri passeggeri: da Raimondo Vianello a Ingrid Bergman, fino a Giulio Andreotti.

E legami che intrecciano ricordi di famiglia. Come quello di Gaia Villani, che a Boccadifalco ha preso il suo brevetto nel 1996 e che ha lavorato come primo ufficiale pilota in Alitalia. Una passione per il volo ereditata dal nonno, Vittorio Di Salvo, ritratto nelle foto in mostra: negli anni ’30 volava per la Regia Aeronautica.

Tre rifugi antiaerei, il giardino di Villa Natoli e gli hangar storici, sono solo alcune delle tappe da scoprire durante la visita all’aeroporto presentato alla vigilia dell’apertura della manifestazione

di Antonella Lombardi

Sembra un posto incantato l’aeroporto di Boccadifalco, con il suo sentiero che si snoda attraverso il verde lussureggiante, rendendo i suoni della città improvvisamente ovattati. Lungo il percorso si incontrano i primi velivoli, mentre la città si staglia sullo sfondo. È qui, in questo luogo inaspettato di Palermo, che si trovano alcune delle sorprese più inedite di tre percorsi (due via terra e uno in volo) de Le Vie dei Tesori da scoprire nei 5 fine settimana del festival.

Il primo percorso di visita, infatti, permetterà di visitare un primo rifugio antiaereo, una mostra fotografica storica e lo storico hangar dell’ Aero Club che propone il battesimo del volo. Il secondo, su prenotazione, sarà un viaggio più approfondito su un bus navetta che consentirà di raggiungere le zone più lontane dall’ingresso principale. Comprende la torre di controllo dove si osserva dall’alto la pista asfaltata lunga 1224 metri e dove è allestita una preziosa mostra documentaria che racconta la storia dell’aeroporto, e con esso della storia dell’aviazione civile e militare in Sicilia; e altri due bunker, uno dei quali – utilizzato anche come deposito munizioni – reca su una parete la scritta di un soldato americano. Chiude la visita lo straordinario parco di Villa Natoli.

Tre rifugi antiaerei, il giardino di Villa Natoli e gli hangar storici, sono solo alcune delle tappe da scoprire durante la visita. Una meta inserita in questa edizione della manifestazione e che alla vigilia del suo avvio ha già visto esaurirsi in poco tempo i posti disponibili per un’altra esperienza inedita, come il battesimo del volo in piper, al punto da chiedere un turno di visite supplementare.

Ma qui si è fatta la storia dell’aviazione del Sud Italia, come è stato ricordato oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione dello scalo, e come vi abbiamo raccontato qui con l’impresa del piemontese Clemente Ravetto, pioniere del volo nel Sud Italia. Ma qui persistono le tracce del secondo conflitto mondiale, con i rifugi antiaerei: nel maggio del 1943, infatti, i bombardamenti che mettono in ginocchio la città colpiscono anche Boccadifalco senza tuttavia danneggiarlo gravemente, ma appena 2 mesi dopo, il 22 luglio, quando gli alleati si fanno strada, entrano a Palermo, occupando l’aeroporto che tornerà all’aeronautica militare solo nel 1947.

“La torre di controllo è un posto unico per vedere la città da una prospettiva incredibile – ha detto Valeria Cangelosi, dirigente del quarto reparto di volo della Polizia di Stato – per il pilota in volo la voce dalla torre è un percorso emotivo, è la voce che ti riporta a casa. Le Vie dei Tesori ora apriranno questo luogo, un’iniziativa folle e bellissima allo stesso tempo”. “Vivere la città anche dal cielo, con un percorso in piper e uno via terra, visitando Villa Natoli – ha detto Laura Anello, presidente Le Vie dei Tesori – o andando alla scoperta del bunker e dell’hangar, o ancora, degli scatti in bianco e nero di una storia ora in mostra, è un regalo che andava condiviso con la città”. “Abbiamo sposato l’idea che anche una via del cielo può essere una via dei tesori”, ha detto Giuseppe Lo Cicero, vicepresidente Aeroclub di Boccadifalco.

A scoprire uno dei rifugi il corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, che da quest’anno ha sede nello scalo, operando in convenzione con l’aeronautica militare, 118 e la polizia. A condurre le visite saranno gli studenti dell’alternanza scuola – lavoro con l’istituto nautico “Gioeni Trabia”, per una meta che unisce curiosi ed esperti, autorità civili e militari: tra i presenti in conferenza anche il colonnello dei mezzi aeronavali della Gdf Sicilia, Mauro Carrozzo.

Su Villa Natoli Antonino Buttafuoco, direttore aeroportuale Sicilia Occidentale di Enac, ha poi annunciato “un intervento di restauro finanziato dall’Enac da 2 milioni e 500mila euro”. “Esperienze come queste grazie a le Vie dei tesori – ha detto il sindaco, Leoluca Orlando, ora sono diventate un brand da esportare anche altrove, come Milano, Mantova e la Valtellina dove la manifestazione nata a Palermo avvierà un progetto pilota”.

Con la visita su prenotazione a Boccadifalco si potrà poi scoprire, ad esempio, il parco di Villa Natoli, che dal 1817 al 1837 ospitò il primo “Orto sperimentale e di acclimatazione” (“concorrente” all’attuale Orto Botanico nel quale poi confluì), creato dal botanico campano Giovanni Gussone su incarico del duca di Calabria. Qui prospera la prima Pomelia palermitana, accanto ad altri esemplari da scoprire, tra rose, pelargoni, salvie, e hybiscus. Tra le sorprese del percorso anche la mostra fotografica che attesta la storia dello scalo, con illustri passeggeri: da Raimondo Vianello a Ingrid Bergman, fino a Giulio Andreotti.

E legami che intrecciano ricordi di famiglia. Come quello di Gaia Villani, che a Boccadifalco ha preso il suo brevetto nel 1996 e che ha lavorato come primo ufficiale pilota in Alitalia. Una passione per il volo ereditata dal nonno, Vittorio Di Salvo, ritratto nelle foto in mostra: negli anni ’30 volava per la Regia Aeronautica.

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