Banksy a Palermo, in mostra cento opere dell’artista invisibile

Si inaugura la prima mostra in Sicilia interamente dedicata allo street artist inglese, esposti diversi pezzi originali arrivati in prestito da collezioni private

di Giulio Giallombardo

Esserci solo attraverso l’arte. Usarla come grimaldello per scardinare le coscienze, gridando contro le ingiustizie del mondo. Fare breccia sui muri che separano i popoli, usare l’arma dell’ironia per condannare le atrocità della guerra o il controllo sociale. È il linguaggio iconico di Banksy, l’artista invisibile, che da vent’anni lascia segni del suo passaggio in tutto il mondo, restando in incognito. Alcuni dei suoi dissacranti graffiti sono arrivati a Palermo, esposti nella prima mostra siciliana interamente dedicata alla sua arte clandestina e provocatoria.

Un momento della conferenza stampa al Loggiato San Bartolomeo

“Ritratto di ignoto. Un artista chiamato Banksy”, si inaugura il 7 ottobre e mette insieme oltre 100 pezzi originali dell’artista inglese contemporaneo più conosciuto al mondo, arrivati in prestito da importanti collezioni private. La mostra – che non vede in alcun modo il coinvolgimento dell’artista – si divide tra il Loggiato San Bartolomeo, sito satellite della Fondazione Sant’Elia, e Palazzo Trinacria della Fondazione “Pietro Barbaro”. Oltre alle due fondazioni, è organizzata dall’associazione culturale Metamorfosi, ed è stata inserita nel programma del festival Le Vie dei Tesori, che ha preso il via lo scorso weekend a Palermo.

Una delle sale della mostra al Loggiato

Così, nel chiuso delle sale del Loggiato, come un compendio che ripercorre le tappe dell’avventura artistica di Banksy, scorrono serigrafie e stampe che sono apparse sotto forma di stencil sulle strade delle città del mondo. Come l’ormai celebre “Girl with Balloon”, dipinta per la prima volta nel 2004, su un muro al lato di un ponte della Southbank, a Londra. Oppure come il giovane militante che scaglia un mazzo di fiori di “Love is in the air”, apparso nel 2003 a Gerusalemme, sul muro costruito per separare israeliani e palestinesi nell’area di West Bank. C’è poi l’ambiguo “poliziotto volante”, con le ali e il viso a forma di “smile”, una delle prime immagini iconiche dell’artista; o ancora una versione di “Napalm”, l’immagine con Mickey Mouse e Ronald McDonald che tengono per mano la bimba vietnamita immortalata durante la guerra del 1972 da Nick Ut nella fotografia vincitrice del premio Pulitzer. Ma ci sono anche quattro nuovi lavori mai esposti prima, tra cui “Kids on Guns”, in cui è di nuovo protagonista la bambina con il palloncino, e un ponte simbolico con la nave della ong Sea Watch 4, bloccata al porto di Palermo, ben visibile dalle finestre del Loggiato.

 

A Palazzo Trinacria, come in un’ideale “arca”, rivivono gli animali di Banksy. Una “migrazione” simbolica che accompagna il percorso tra le due sedi, rappresentata dalla comunità degli street artist palermitani che hanno letto, ognuno a suo modo, l’immaginario pop dell’artista inglese su supporti diversi, muri, lamiera, stickers, stencil, graffiti. Al progetto realizzato da Skip La Comune, firmato da Skip e Antonio Valguarnera, partecipano gli artisti Othello, Grafo, Fenix, Waka, Mr. Cens, Boink, Demetrio Di Grado e Daniele Messineo.

Bansky, “Mickey Snake”

Gli animali di Banksy, spiega Gianluca Marziani, uno dei curatori della mostra insieme a Stefano Antonelli e Acoris Andipa, sono “soggetti privilegiati, membri di una comunità aperta che rappresenta l’ingenuità istintiva, l’anarchia innata, la libertà di gridare ciò che gli esseri umani hanno perduto sotto il peso dell’anestesia sociale”. Un trionfo di topi e scimmie suggellato, nella sala-barca di Palazzo Trinacria, da “Mickey Snake”, ovvero Topolino inghiottito da un pitone, una delle sculture-installazioni presentate da Banksy a “Dismaland”, la cupa anti Disneyland aperta dall’artista nel 2015 a Weston-super-Mare, nel sud dell’Inghilterra.

Leoluca Orlando

“Siamo una città che ha rotto i ponti, i muri, i confini: e in questo senso Banksy è palermitano, chiunque egli sia – dice il sindaco Leoluca Orlando, nella sua qualità di presidente della Fondazione Sant’Elia -. Se Palermo non fosse collegata con il mondo sarebbe finta, se non celebrasse la bellezza sarebbe inutile. Ma attenti, proprio la bellezza è un punto d’incontro tra etica ed estetica: se si pensa che sia solo estetica, sarebbe vuota; se si pensa che sia solo etica, sarebbe pesante. Banksy è contenuto e contenitore, forma e scrittura, ha rinunciato al volto ma è conosciuto per il suo nome. E proprio per questo lo sentiamo vicino. Ci ritroviamo nelle sue battaglie, saliamo sulle sue barche, apriamo le sue porte: è un artista 4.0, un passo avanti a noi, ma siamo pronti a seguirlo”.

La mostra resterà aperta fino al 17 gennaio 2021. Per prenotare la visita guidata con Le Vie dei Tesori cliccare qui https://leviedeitesori.com/risultati-di-ricerca/listing/mostra-ritratto-di-ignoto-lartista-chiamato-banksy

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