Tutti in scena per il quartiere Danisinni

Sabato e domenica uno spettacolo surreale ispirato dall’Elisir d’amore di Donizetti grazie al progetto OperaCity e al Teatro Massimo

di Ruggero Altavilla

Cantanti, circensi, semplici abitanti, bambini, artisti del posto e lo stesso pubblico: è una messa in scena collettiva e rigorosamente dal vivo quella che animerà il quartiere di Danisinni, a Palermo, domani e domenica, alle 18.30, grazie a un’iniziativa del Teatro Massimo. Uno spettacolo surreale che, nelle intenzioni del regista Fabio Cherstich “Sarà l’emanazione diretta e visionaria della musica dell’Elisir d’amore di Donizetti”. Una fase del progetto OperaCity che è nata dall’esperienza di “Operacamion”, quando il regista insieme all’artista Gianluigi Toccafondo avevano proposto per i complessi artistici del Teatro Massimo diretti da Alberto Maniaci una versione del Barbiere di Siviglia di Rossini che per due anni ha girato per le piazze di Palermo. “L’elisir d’amore” viene proposto ora nello storico quartiere di Danisinni con la collaborazione della fumettista Francesca Ghermandi, l’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Alberto Maniaci, autore anche della riduzione della partitura.

Ad irrompere sulla scena per accompagnare l’ingresso di Belcore sarà la Marching Band della Massimo Kids Orchestra, diretta da Michele De Luca. Elemento fondamentale sarà il coro costituito dagli abitanti del quartiere, istruiti e guidati da Manlio Messina: L’elisir di Danisinni infatti non si limita a svolgersi a Danisinni, ma vuole coinvolgerne gli abitanti nella produzione e nella realizzazione di tutti i momenti dello spettacolo. Un esperimento collettivo al quale da mesi alcuni abitanti della zona partecipano insieme al maestro Manlio Messina, studiando le parti corali dello spettacolo che vedrà coinvolto un cast internazionale di giovani cantanti del calibro di Patrick Kabongo nel ruolo di Nemorino, Lucrezia Drei nel ruolo di Adina, Francesco Vultaggio nel ruolo di Dulcamara, Biagio Pizzuti nel ruolo di Belcore e il soprano palermitano Giulia Mazzola nel ruolo di Giannetta, ma anche i circensi Quinzio Quiescenti e Mario Barnaba, abitanti di Danisinni e Lorenzo Covello attore e circense palermitano.

Ma l’elisir di Danisinni  sarà anche un’oasi del divertimento dell’occhio: perché lo spazio degli orti e della fattoria a cielo aperto saranno parte degli elementi scenici, con disegni, animazioni, cartelloni stampati dall’intero quartiere, facendo da sfondo a una favola contemporanea.

“Abbiamo scelto il micro mondo di Danisinni quartiere riscoperto del cuore storico di Palermo, come luogo speciale – spiega il regista Fabio Cherstich – per permettere al teatro musicale di raggiungere un pubblico nuovo, eterogeneo e non elitario, ed essere percepito non più come un evento inaccessibile ma come momento di condivisione culturale e una forma di intrattenimento intelligente, grazie a un titolo popolare e accattivante come l’Elisir d’amore di Donizetti”.

“Questo è un esempio di teatro di comunità, dove sta avvenendo uno scambio reciproco che per noi è stato arricchimento – ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone – C’è la forte volontà di realizzare un progetto duraturo, non effimero, sottolineando la funzione sociale del Teatro Massimo”.
Il progetto OperaCity è sostenuto da Grandi navi veloci che nel 2018 ha iniziato con il Teatro Massimo un programma di collaborazione su programmi che promuovono l’integrazione e l’apertura del teatro a tutti i palermitani.

Sabato e domenica uno spettacolo surreale ispirato dall’Elisir d’amore di Donizetti grazie al progetto OperaCity e al Teatro Massimo

di Ruggero Altavilla

Cantanti, circensi, semplici abitanti, bambini, artisti del posto e lo stesso pubblico: è una messa in scena collettiva e rigorosamente dal vivo quella che animerà il quartiere di Danisinni, a Palermo, domani e domenica, alle 18.30, grazie a un’iniziativa del Teatro Massimo. Uno spettacolo surreale che, nelle intenzioni del regista Fabio Cherstich “Sarà l’emanazione diretta e visionaria della musica dell’Elisir d’amore di Donizetti”. Una fase del progetto OperaCity che è nata dall’esperienza di “Operacamion”, quando il regista insieme all’artista Gianluigi Toccafondo avevano proposto per i complessi artistici del Teatro Massimo diretti da Alberto Maniaci una versione del Barbiere di Siviglia di Rossini che per due anni ha girato per le piazze di Palermo. “L’elisir d’amore” viene proposto ora nello storico quartiere di Danisinni con la collaborazione della fumettista Francesca Ghermandi, l’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Alberto Maniaci, autore anche della riduzione della partitura.

Ad irrompere sulla scena per accompagnare l’ingresso di Belcore sarà la Marching Band della Massimo Kids Orchestra, diretta da Michele De Luca. Elemento fondamentale sarà il coro costituito dagli abitanti del quartiere, istruiti e guidati da Manlio Messina: L’elisir di Danisinni infatti non si limita a svolgersi a Danisinni, ma vuole coinvolgerne gli abitanti nella produzione e nella realizzazione di tutti i momenti dello spettacolo. Un esperimento collettivo al quale da mesi alcuni abitanti della zona partecipano insieme al maestro Manlio Messina, studiando le parti corali dello spettacolo che vedrà coinvolto un cast internazionale di giovani cantanti del calibro di Patrick Kabongo nel ruolo di Nemorino, Lucrezia Drei nel ruolo di Adina, Francesco Vultaggio nel ruolo di Dulcamara, Biagio Pizzuti nel ruolo di Belcore e il soprano palermitano Giulia Mazzola nel ruolo di Giannetta, ma anche i circensi Quinzio Quiescenti e Mario Barnaba, abitanti di Danisinni e Lorenzo Covello attore e circense palermitano.

Ma l’elisir di Danisinni  sarà anche un’oasi del divertimento dell’occhio: perché lo spazio degli orti e della fattoria a cielo aperto saranno parte degli elementi scenici, con disegni, animazioni, cartelloni stampati dall’intero quartiere, facendo da sfondo a una favola contemporanea.

“Abbiamo scelto il micro mondo di Danisinni quartiere riscoperto del cuore storico di Palermo, come luogo speciale – spiega il regista Fabio Cherstich – per permettere al teatro musicale di raggiungere un pubblico nuovo, eterogeneo e non elitario, ed essere percepito non più come un evento inaccessibile ma come momento di condivisione culturale e una forma di intrattenimento intelligente, grazie a un titolo popolare e accattivante come l’Elisir d’amore di Donizetti”.

“Questo è un esempio di teatro di comunità, dove sta avvenendo uno scambio reciproco che per noi è stato arricchimento – ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone – C’è la forte volontà di realizzare un progetto duraturo, non effimero, sottolineando la funzione sociale del Teatro Massimo”.
Il progetto OperaCity è sostenuto da Grandi navi veloci che nel 2018 ha iniziato con il Teatro Massimo un programma di collaborazione su programmi che promuovono l’integrazione e l’apertura del teatro a tutti i palermitani.

Antonino Leto, in mostra il cantore della luce

Una grande retrospettiva del pittore siciliano sarà allestita nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo, ripercorrendo, in cento quadri, tutte le tappe salienti della sua carriera artistica

di Ruggero Altavilla

È stato uno dei grandi protagonisti della pittura dell’Ottocento in Sicilia, dando vita a scorci e paesaggi mediterranei che risplendono di una luce unica. Adesso arriva una grande retrospettiva per metterne in risalto l’opera, nel suo articolato percorso artistico. “Antonino Leto. Tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri”, questo il titolo della mostra che dal prossimo 13 ottobre al 10 febbraio 2019 sarà allestita nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo.

Saranno esposte circa 100 opere del pittore siciliano, che ripercorreranno tutte le tappe salienti della sua carriera artistica: dalla formazione a Napoli, dove si recò nel 1864, attratto dalla pittura di Giuseppe De Nittis, ai soggiorni a Roma e Firenze, dove, tra il 1876 e il 1878, collabora con la Galleria Pisani che diventa il maggior acquirente della produzione di quegli anni, fino alla tappa a Parigi, decisiva per l’affermazione sul mercato internazionale.

La mattanza di Favignana

Uno dei momenti più importanti della mostra, anche dal punto di vista storico, sarà la ricostruzione dell’eccezionale rapporto tra Leto e la famiglia Florio, che sono stati i suoi maggiori mecenati. Questo consentirà di vedere in una nuova e speciale prospettiva la mitica epoca della Palermo Liberty o modernista e riflettere sulla complessità – attraverso opportuni confronti – di capolavori come “La mattanza a Favignana”, uno dei dipinti più intensi dell’Ottocento siciliano che, nella sua coinvolgente dimensione epica, rimanda alle pagine de “I Malavoglia” di Verga.

Una particolare attenzione sarà riservata anche alla consacrazione nazionale del pittore attraverso gli acquisti da parte della casa reale e dello Stato. Verrà riconsiderata in ogni sua fase, attraverso l’esposizione degli studi preparatori, la complessa genesi di un altro suo capolavoro “I funari di Torre del Greco” che venne presentato all’Esposizione Nazionale di Roma del 1883, oggetto di acquisizione pubblica per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. In quest’opera, messa a confronto con il dipinto di analogo soggetto, realizzato da Gioacchino Toma un anno prima, troviamo una dimensione epica determinata dalla rappresentazione e dalla riflessione sul mondo del lavoro nell’Italia postunitaria.

Sarà ricostruita una parte della produzione presentata alle Biennali di Venezia, in particolare quelle del 1910 e del 1924 che lo consacravano definitivamente a livello internazionale e lo inserivano nel circuito del collezionismo più prestigioso. La sua fama in questo ambito è legata soprattutto a paesaggi con vedute di Capri e per la prima volta sarà presentato uno dei capolavori di Leto, “Dietro la piccola marina a Capri”, originariamente acquistato dal principe Costantino di Grecia alla IX Biennale di Venezia.

Capri fu il luogo dove amò ritirarsi definitivamente a partire dal 1890 con una scelta artistica e di vita condivisa con altri protagonisti della pittura moderna tra Otto e Novecento. Nel 1892 fonda il “Circolo Artistico” di Capri, insieme ad Augusto Lovatti, Bernardo Hay ed altri artisti, che scelgono come sede delle loro mostre l’Hotel Quisisana. In quest’isola ispiratrice delle sue creazioni dove consuma l’ultima stagione della sua vita, Leto salda una pittura più densa e corposa, a macchia, dai forti contrasti di ombre e luci, come si evince dalle opere “Veduta dal giardino dall’Hotel Pagano” e “I Faraglioni a Capri”, entrambe concesse dalla Galleria Ricci-Oddi di Piacenza.

La mostra, curata da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca, Antonella Purpura e Gioacchino Barbera, è promossa dal Comune di Palermo, dalla Galleria d’Arte Moderna “E. Restivo”, in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018. L’inaugurazione è fissata per il 12 ottobre alle 19. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9,30 alle 18,30.

Una grande retrospettiva del pittore siciliano sarà allestita nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo, ripercorrendo, in cento quadri, tutte le tappe salienti della sua carriera artistica

di Ruggero Altavilla

È stato uno dei grandi protagonisti della pittura dell’Ottocento in Sicilia, dando vita a scorci e paesaggi mediterranei che risplendono di una luce unica. Adesso arriva una grande retrospettiva per metterne in risalto l’opera, nel suo articolato percorso artistico. “Antonino Leto. Tra l’epopea dei Florio e la luce di Capri”, questo il titolo della mostra che dal prossimo 13 ottobre al 10 febbraio 2019 sarà allestita nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo.

Saranno esposte circa 100 opere del pittore siciliano, che ripercorreranno tutte le tappe salienti della sua carriera artistica: dalla formazione a Napoli, dove si recò nel 1864, attratto dalla pittura di Giuseppe De Nittis, ai soggiorni a Roma e Firenze, dove, tra il 1876 e il 1878, collabora con la Galleria Pisani che diventa il maggior acquirente della produzione di quegli anni, fino alla tappa a Parigi, decisiva per l’affermazione sul mercato internazionale.

La mattanza di Favignana

Uno dei momenti più importanti della mostra, anche dal punto di vista storico, sarà la ricostruzione dell’eccezionale rapporto tra Leto e la famiglia Florio, che sono stati i suoi maggiori mecenati. Questo consentirà di vedere in una nuova e speciale prospettiva la mitica epoca della Palermo Liberty o modernista e riflettere sulla complessità – attraverso opportuni confronti – di capolavori come “La mattanza a Favignana”, uno dei dipinti più intensi dell’Ottocento siciliano che, nella sua coinvolgente dimensione epica, rimanda alle pagine de “I Malavoglia” di Verga.

Una particolare attenzione sarà riservata anche alla consacrazione nazionale del pittore attraverso gli acquisti da parte della casa reale e dello Stato. Verrà riconsiderata in ogni sua fase, attraverso l’esposizione degli studi preparatori, la complessa genesi di un altro suo capolavoro “I funari di Torre del Greco” che venne presentato all’Esposizione Nazionale di Roma del 1883, oggetto di acquisizione pubblica per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. In quest’opera, messa a confronto con il dipinto di analogo soggetto, realizzato da Gioacchino Toma un anno prima, troviamo una dimensione epica determinata dalla rappresentazione e dalla riflessione sul mondo del lavoro nell’Italia postunitaria.

Sarà ricostruita una parte della produzione presentata alle Biennali di Venezia, in particolare quelle del 1910 e del 1924 che lo consacravano definitivamente a livello internazionale e lo inserivano nel circuito del collezionismo più prestigioso. La sua fama in questo ambito è legata soprattutto a paesaggi con vedute di Capri e per la prima volta sarà presentato uno dei capolavori di Leto, “Dietro la piccola marina a Capri”, originariamente acquistato dal principe Costantino di Grecia alla IX Biennale di Venezia.

Capri fu il luogo dove amò ritirarsi definitivamente a partire dal 1890 con una scelta artistica e di vita condivisa con altri protagonisti della pittura moderna tra Otto e Novecento. Nel 1892 fonda il “Circolo Artistico” di Capri, insieme ad Augusto Lovatti, Bernardo Hay ed altri artisti, che scelgono come sede delle loro mostre l’Hotel Quisisana. In quest’isola ispiratrice delle sue creazioni dove consuma l’ultima stagione della sua vita, Leto salda una pittura più densa e corposa, a macchia, dai forti contrasti di ombre e luci, come si evince dalle opere “Veduta dal giardino dall’Hotel Pagano” e “I Faraglioni a Capri”, entrambe concesse dalla Galleria Ricci-Oddi di Piacenza.

La mostra, curata da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca, Antonella Purpura e Gioacchino Barbera, è promossa dal Comune di Palermo, dalla Galleria d’Arte Moderna “E. Restivo”, in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018. L’inaugurazione è fissata per il 12 ottobre alle 19. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9,30 alle 18,30.

La danza di “Short stories” al Massimo

La coreografa americana Carolyn Carlson torna a Palermo con cinque allestimenti appositamente ricreati per il corpo di ballo del Teatro

di Ruggero Altavilla

La libertà, l’energia della vita, la trasformazione e la contemplazione: sono alcuni dei temi al centro delle cinque “Short stories” che da giovedi 20 al 25 settembre debutteranno al teatro Massimo di Palermo con uno spettacolo allestito dalla coreografa californiana Carolyn Carlson e appositamente ricreati per il Corpo di ballo del Teatro. Cinque brevi momenti, composti da due soli e tre pezzi con alcune prime rappresentazioni assolute per il pubblico italiano.

La prima coreografia, “Wind Woman”, su musica originale di Nicolas de Zorzi, è una riflessione sul vento, soffio vitale della terra ma anche di ogni essere umano e avrà qui una versione rielaborata ed espansa per il corpo di ballo del teatro Massimo. “Evidence”, invece, vedrà la proiezione del cortometraggio di Godfrey Reggio, realizzato nel 1995 mentre era direttore di “Fabrica”, con musica di Philip Glass. Il video studia il rapporto tra i bambini e la televisione, mentre in scena si esibirà la compagnia di ballo del Teatro Massimo.

A chiudere della prima parte ci sarà “Mandala”, solo del 2010 creato per Sara Orselli della Carolyn Carlson Company, con la musica di Michael Gordon eseguita dall’orchestra del Teatro Massimo diretta da Tommaso Ussardi. Una riflessione sul circolo del buddismo zen che simbolizza l’universo e la perfezione artistica, raggiungibile solo da uno spirito totalmente libero.
La coreografa californiana ha poi creato “Burning”, un solo maschile su musica della compositrice Meredith Monk che vedrà l’esibizione del danzatore coreano Won Won Myeong. Un viaggio contemplativo che parla di trasformazione e rinnovamento raggiunti attraverso la forza bruciante del fuoco.

In conclusione, “If to leave is to remember”, affidato nuovamente al corpo di ballo del Teatro Massimo con la musica di Philip Glass, nella versione per orchestra d’archi del quartetto n. 3 Mishima, eseguita dall’orchestra del teatro, diretta da Ussardi. Ancora una riflessione sulla libertà e sull’energia della vita.

Le repliche saranno rappresentate fino al 25 settembre, mentre la prima dello spettacolo sarà trasmessa in diretta streaming sul sito del teatro Massimo. Informazioni su costi e prenotazioni alla biglietteria del teatro, aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.

La coreografa americana Carolyn Carlson torna a Palermo con cinque allestimenti appositamente ricreati per il corpo di ballo del Teatro

di Ruggero Altavilla

La libertà, l’energia della vita, la trasformazione e la contemplazione: sono alcuni dei temi al centro delle cinque “Short stories” che da giovedi 20 al 25 settembre debutteranno al teatro Massimo di Palermo con uno spettacolo allestito dalla coreografa californiana Carolyn Carlson e appositamente ricreati per il Corpo di ballo del Teatro. Cinque brevi momenti, composti da due soli e tre pezzi con alcune prime rappresentazioni assolute per il pubblico italiano.

La prima coreografia, “Wind Woman”, su musica originale di Nicolas de Zorzi, è una riflessione sul vento, soffio vitale della terra ma anche di ogni essere umano e avrà qui una versione rielaborata ed espansa per il corpo di ballo del teatro Massimo. “Evidence”, invece, vedrà la proiezione del cortometraggio di Godfrey Reggio, realizzato nel 1995 mentre era direttore di “Fabrica”, con musica di Philip Glass. Il video studia il rapporto tra i bambini e la televisione, mentre in scena si esibirà la compagnia di ballo del Teatro Massimo.

A chiudere della prima parte ci sarà “Mandala”, solo del 2010 creato per Sara Orselli della Carolyn Carlson Company, con la musica di Michael Gordon eseguita dall’orchestra del Teatro Massimo diretta da Tommaso Ussardi. Una riflessione sul circolo del buddismo zen che simbolizza l’universo e la perfezione artistica, raggiungibile solo da uno spirito totalmente libero.
La coreografa californiana ha poi creato “Burning”, un solo maschile su musica della compositrice Meredith Monk che vedrà l’esibizione del danzatore coreano Won Won Myeong. Un viaggio contemplativo che parla di trasformazione e rinnovamento raggiunti attraverso la forza bruciante del fuoco.

In conclusione, “If to leave is to remember”, affidato nuovamente al corpo di ballo del Teatro Massimo con la musica di Philip Glass, nella versione per orchestra d’archi del quartetto n. 3 Mishima, eseguita dall’orchestra del teatro, diretta da Ussardi. Ancora una riflessione sulla libertà e sull’energia della vita.

Le repliche saranno rappresentate fino al 25 settembre, mentre la prima dello spettacolo sarà trasmessa in diretta streaming sul sito del teatro Massimo. Informazioni su costi e prenotazioni alla biglietteria del teatro, aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.

Arte e devozione a Custonaci

Tre giorni per scoprire le risorse del territorio e promuovere il turismo religioso, con incontri, concerti, e un gemellaggio con il comune di Favignana

di Ruggero Altavilla

È un mix di devozione e arte con l’obiettivo di valorizzare il turismo religioso e le risorse del territorio: è la manifestazione “Regina Pacis – Faro di Pace nel Mediterraneo” in programma a Custonaci (Tp) da venerdi 14 al 16 settembre. Tre giorni durante i quali si alterneranno incontri, concerti, momenti religiosi, degustazioni nel centro storico di Custonaci e al Parco Cerriolo. A organizzarla è il comune con il patrocinio dell’Ars, dell’assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della regione, in collaborazione con la fondazione Piccolo di Calanovella, la fondazione Buttitta e l’Assostampa Sicilia.

All’interno del parco, dove si trova la statua marmorea della Regina Pacis, verrà svelata un’altra stazione marmorea della Via Crucis realizzata dallo scultore Giuseppe Cortese. Per arricchire il percorso. L’inaugurazione, alle 18, sarà accompagnata dal concerto lirico al tramonto della Corale Parrocchiale diretta dal Maestro Mario Giurlanda. Alle 21 poi ci sarà la la cerimonia di premiazione del Premio Riviera dei Marmi, ai Giardini Comunali della Villa, aperti al pubblico per la prima volta.

Odori e sapori di Sicilia saranno protagonisti del villaggio gastronomico sulla dieta mediterranea che aprirà tutti i giorni nel centro storico dalle 18 alle 24 con degustazioni di busiate (al sugo di pecora, al ragù, al pesto alla trapanese), cous-cous, pizze fritte, cassatelle di tutti i gusti, “sfincie”.

Il 15 alle 21, in piazza Municipio l’incontro su “Valorizzazione dei beni culturali nel territorio custonacese” con interventi di antropologi, archeologi, storici, esperti, come Ignazio Buttitta, Ferdinando Maurici, Alberto Scuderi. Alle 22 seguirà un concerto dell’orchestra di fiati Maria Santissima di Custonaci. La banda, diretta dal maestro Alessandro Vinci, è formata da 50 musicisti e ha partecipato a due prestigiosi concorsi nazionali.

Regina Pacis si concluderà domenica 16 settembre, con la firma, alle ore 9 in Comune, del patto di amicizia tra le amministrazioni di Custonaci e Favignana, propedeutico a un gemellaggio che servirà a valorizzare il turismo religioso con la visita a santuari, chiese e percorsi di culto e la conoscenza anche dei beni culturali, ambientali e paesaggistici dei rispettivi Comuni.

A seguire, alle 10, ci sarà la messa al santuario, mentre la sera alle 22 si chiuderà con uno spettacolo musicale nella piazza del Municipio. Per informazioni è possibile inviare una mail a: comunicazione@comunecustonaci.it.

Tre giorni per scoprire le risorse del territorio e promuovere il turismo religioso, con incontri, concerti, e un gemellaggio con il comune di Favignana

di Ruggero Altavilla

È un mix di devozione e arte con l’obiettivo di valorizzare il turismo religioso e le risorse del territorio: è la manifestazione “Regina Pacis – Faro di Pace nel Mediterraneo” in programma a Custonaci (Tp) da venerdi 14 al 16 settembre. Tre giorni durante i quali si alterneranno incontri, concerti, momenti religiosi, degustazioni nel centro storico di Custonaci e al Parco Cerriolo. A organizzarla è il comune con il patrocinio dell’Ars, dell’assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della regione, in collaborazione con la fondazione Piccolo di Calanovella, la fondazione Buttitta e l’Assostampa Sicilia.

All’interno del parco, dove si trova la statua marmorea della Regina Pacis, verrà svelata un’altra stazione marmorea della Via Crucis realizzata dallo scultore Giuseppe Cortese. Per arricchire il percorso. L’inaugurazione, alle 18, sarà accompagnata dal concerto lirico al tramonto della Corale Parrocchiale diretta dal Maestro Mario Giurlanda. Alle 21 poi ci sarà la la cerimonia di premiazione del Premio Riviera dei Marmi, ai Giardini Comunali della Villa, aperti al pubblico per la prima volta.

Odori e sapori di Sicilia saranno protagonisti del villaggio gastronomico sulla dieta mediterranea che aprirà tutti i giorni nel centro storico dalle 18 alle 24 con degustazioni di busiate (al sugo di pecora, al ragù, al pesto alla trapanese), cous-cous, pizze fritte, cassatelle di tutti i gusti, “sfincie”.

Il 15 alle 21, in piazza Municipio l’incontro su “Valorizzazione dei beni culturali nel territorio custonacese” con interventi di antropologi, archeologi, storici, esperti, come Ignazio Buttitta, Ferdinando Maurici, Alberto Scuderi. Alle 22 seguirà un concerto dell’orchestra di fiati Maria Santissima di Custonaci. La banda, diretta dal maestro Alessandro Vinci, è formata da 50 musicisti e ha partecipato a due prestigiosi concorsi nazionali.

Regina Pacis si concluderà domenica 16 settembre, con la firma, alle ore 9 in Comune, del patto di amicizia tra le amministrazioni di Custonaci e Favignana, propedeutico a un gemellaggio che servirà a valorizzare il turismo religioso con la visita a santuari, chiese e percorsi di culto e la conoscenza anche dei beni culturali, ambientali e paesaggistici dei rispettivi Comuni.

A seguire, alle 10, ci sarà la messa al santuario, mentre la sera alle 22 si chiuderà con uno spettacolo musicale nella piazza del Municipio. Per informazioni è possibile inviare una mail a: comunicazione@comunecustonaci.it.

Trapani fa il pieno di musica

Laboratori, seminari e concerti da oggi fino al 15 settembre. Sul palco band e cantautori si sfideranno in un talent, sotto gli occhi di una giuria di esperti. Spazio anche a grandi ospiti

di Ruggero Altavilla

Una sfida musicale tra band e cantautori, ma anche seminari e laboratori con produttori, arrangiatori e strumentisti. Ha preso il via da oggi la seconda edizione di “Trapani Pop Festival”, un evento organizzato dall’Ente Luglio Musicale Trapanese, in collaborazione con il Comune di Trapani, gli Amici della Musica di Trapani e aziende del territorio.

Fino al 15 settembre, decine di musicisti saranno protagonisti nel Chiostro di San Domenico, sede delle attività didattiche, e nel Teatro “Giuseppe Di Stefano” a Villa Margherita, dove invece si svolgeranno i concerti. Presenterà l’evento, anche quest’anno, la brillante speaker radiofonica Vittoria Abbenante. In palio ci sarà un premio di 4.000 euro per il vincitore del contest.

Il campus si svolgerà dall’ 11 al 13 settembre con laboratori e seminari mattutini e pomeridiani a cui parteciperanno i cantautori e le band selezionate, alla presenza di produttori, arrangiatori e strumentisti. Tra i docenti Manuela Noce, nome d’arte Nuelle e Gianni Errera, discografico. Dal 14 al 15 settembre prenderanno il via i concerti dei partecipanti e saranno presenti grandi nomi del panorama musicale italiano, tra i quali Daria Biancardi, che si esibirà venerdì 14 settembre alle 22,30, al Teatro “Giuseppe Di Stefano”, Gatto Panceri e Briga, che, invece, saliranno sul palco sabato 15.

Venerdì 14 settembre, in concomitanza con la Notte Bianca in città, a partire dalle 21, si esibiranno a turno i partecipanti in uno show case di 40 minuti al Teatro “Giuseppe Di Stefano”. Sabato 15 settembre, invece, si svolgerà la serata finale, nel corso della quale sarà proclamato il vincitore del Festival. La competizione sarà tra brani inediti, eseguiti dai partecipanti con il supporto dell’Orchestra del Luglio Musicale. Aprirà l’ultima serata la cantautrice trapanese Roberta Prestigiacomo, vincitrice della prima edizione di Trapani Pop.

Le esibizioni saranno valutate da una giuria popolare selezionata tra il pubblico presente e da una giuria tecnica composta da Gianni Errera (presidente dell’etichetta discografica romana “One Publishing e Music”), Rino Marchese (direttore artistico di Rinoscky Records), Giovanni De Santis (direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese), Andrea Certa (responsabile della programmazione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese), Luca Valsiglio (produttore), Gatto Panceri (cantautore), Alessandro De Santis (direttore artistico degli “Amici della Musica” di Trapani).

I partecipanti in gara saranno: Active Sound (Trapani), Danilo Pappalardo (Trapani), Paolo Acchiardi [Elia] (Cuneo), Mark Cucchelli (Padova), Lorenzo Agosta (Vittoria), Giorgia Gruppuso (Trapani), Gaia Averna (Gela), Diverbero (Lecce), Davide Mazzoni (Roma), Sofia Fratelli (Roma).

Infine, sarà allestito nell’area del teatro, a partire dalle 20, il Trapani Pop Village, a cui parteciperanno aziende gastronomiche del territorio. Per informazioni sui biglietti telefonare al 0923 21454 oppure allo 0923 29290.

Laboratori, seminari e concerti da oggi fino al 15 settembre. Sul palco band e cantautori si sfideranno in un talent, sotto gli occhi di una giuria di esperti. Spazio anche a grandi ospiti

di Ruggero Altavilla

Una sfida musicale tra band e cantautori, ma anche seminari e laboratori con produttori, arrangiatori e strumentisti. Ha preso il via da oggi la seconda edizione di “Trapani Pop Festival”, un evento organizzato dall’Ente Luglio Musicale Trapanese, in collaborazione con il Comune di Trapani, gli Amici della Musica di Trapani e aziende del territorio.

Fino al 15 settembre, decine di musicisti saranno protagonisti nel Chiostro di San Domenico, sede delle attività didattiche, e nel Teatro “Giuseppe Di Stefano” a Villa Margherita, dove invece si svolgeranno i concerti. Presenterà l’evento, anche quest’anno, la brillante speaker radiofonica Vittoria Abbenante. In palio ci sarà un premio di 4.000 euro per il vincitore del contest.

Il campus si svolgerà dall’ 11 al 13 settembre con laboratori e seminari mattutini e pomeridiani a cui parteciperanno i cantautori e le band selezionate, alla presenza di produttori, arrangiatori e strumentisti. Tra i docenti Manuela Noce, nome d’arte Nuelle e Gianni Errera, discografico. Dal 14 al 15 settembre prenderanno il via i concerti dei partecipanti e saranno presenti grandi nomi del panorama musicale italiano, tra i quali Daria Biancardi, che si esibirà venerdì 14 settembre alle 22,30, al Teatro “Giuseppe Di Stefano”, Gatto Panceri e Briga, che, invece, saliranno sul palco sabato 15.

Venerdì 14 settembre, in concomitanza con la Notte Bianca in città, a partire dalle 21, si esibiranno a turno i partecipanti in uno show case di 40 minuti al Teatro “Giuseppe Di Stefano”. Sabato 15 settembre, invece, si svolgerà la serata finale, nel corso della quale sarà proclamato il vincitore del Festival. La competizione sarà tra brani inediti, eseguiti dai partecipanti con il supporto dell’Orchestra del Luglio Musicale. Aprirà l’ultima serata la cantautrice trapanese Roberta Prestigiacomo, vincitrice della prima edizione di Trapani Pop.

Le esibizioni saranno valutate da una giuria popolare selezionata tra il pubblico presente e da una giuria tecnica composta da Gianni Errera (presidente dell’etichetta discografica romana “One Publishing e Music”), Rino Marchese (direttore artistico di Rinoscky Records), Giovanni De Santis (direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese), Andrea Certa (responsabile della programmazione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese), Luca Valsiglio (produttore), Gatto Panceri (cantautore), Alessandro De Santis (direttore artistico degli “Amici della Musica” di Trapani).

I partecipanti in gara saranno: Active Sound (Trapani), Danilo Pappalardo (Trapani), Paolo Acchiardi [Elia] (Cuneo), Mark Cucchelli (Padova), Lorenzo Agosta (Vittoria), Giorgia Gruppuso (Trapani), Gaia Averna (Gela), Diverbero (Lecce), Davide Mazzoni (Roma), Sofia Fratelli (Roma).

Infine, sarà allestito nell’area del teatro, a partire dalle 20, il Trapani Pop Village, a cui parteciperanno aziende gastronomiche del territorio. Per informazioni sui biglietti telefonare al 0923 21454 oppure allo 0923 29290.

#Inoltrarsi assieme al Teatro Libero

Un viaggio contemporaneo da Annibale Ruccello alla danza africana. Un programma internazionale tra drammaturgia contemporanea e danza, circo contemporaneo e physical Theatre, nella storica sede di piazza Marina

di Ruggero Altavilla

#Inoltrarsi (oltrarsi, avanzare, andare oltre) è il tema della 51a stagione internazionale 2018/2019 di teatro, danza, circo contemporaneo, performance del Libero di Palermo, presentata al Teatro Libero di Piazza Marina. Inaugurazione il 25 ottobre con la prima nazionale dello spettacolo di circo contemporaneo, ZWAI finest circus, della compagnia svizzera pluripremiata E1NZ (a Palermo dopo il successo ottenuto all’ultimo festival di Avignon/Off). «La nuova stagione – afferma Luca Mazzone, direttore artistico – rispecchia l’identità del Libero: un teatro aperto e attento alla scena contemporanea, con una forte vocazione internazionale, curioso verso le realtà emergenti, che scova artisti e percorsi che abbiano una forte identità e che non seguano logiche di mercato; un teatro d’arte per diversi pubblici». 

Cinque i progetti internazionali – il circo contemporaneo dalla Svizzera, il teatro fisico della emergenza compagnia basca Kulunka Teatro, il teatro internazionale della giovane Teatro En Vilo di Madrid, poi la danza franco-africana di Bintou Dembele, a Palermo dopo il Festival In di Avignon, e la raffinata ricerca coreografica di Tiziana Arnaboldi. Poi la novità del triennio: Francesco Silvestri artista residente – drammaturgo e nome di spicco della nuova drammaturgia napoletana, che seguirà 3 nuove produzioni e un progetto di formazione. Sei nuove produzioni: da Pirandello a Dopagne, da Silvestri a Laurent Gaudé, passando per Calvino, curate da Beno Mazzone e Lia Chiappara, Alberto Giusta, Luca Mazzone e Salvo Dolce. Una stagione che tra drammaturgia contemporanea e riscrittura dei classici propone anche 3 spettacoli di danza, un attento sguardo sulla scena emergente italiana e siciliana (Annibale Ruccello, Nadia Baldi e Teatro Segreto, i PuntaCorsara, la danza di Loris Petrillo, il nuovo spettacolo di Giuliano Scarpinato e la giovane compagnia Quintoequilibrio di Gisella Vitrano e Stefania Ventura). 

La stagione sarà preceduta, a settembre e ottobre, da un avant-programme dedicato alle produzioni su drammaturgia da Pirandello e Laurent Gaudé. Si apre la campagna abbonamenti con prezzi a partire da €30.

Un viaggio contemporaneo da Annibale Ruccello alla danza africana. Un programma internazionale tra drammaturgia contemporanea e danza, circo contemporaneo e physical Theatre, nella storica sede di piazza Marina

di Ruggero Altavilla

#Inoltrarsi (oltrarsi, avanzare, andare oltre) è il tema della 51a stagione internazionale 2018/2019 di teatro, danza, circo contemporaneo, performance del Libero di Palermo, presentata al Teatro Libero di Piazza Marina. Inaugurazione il 25 ottobre con la prima nazionale dello spettacolo di circo contemporaneo, ZWAI finest circus, della compagnia svizzera pluripremiata E1NZ (a Palermo dopo il successo ottenuto all’ultimo festival di Avignon/Off). «La nuova stagione – afferma Luca Mazzone, direttore artistico – rispecchia l’identità del Libero: un teatro aperto e attento alla scena contemporanea, con una forte vocazione internazionale, curioso verso le realtà emergenti, che scova artisti e percorsi che abbiano una forte identità e che non seguano logiche di mercato; un teatro d’arte per diversi pubblici». 

Cinque i progetti internazionali – il circo contemporaneo dalla Svizzera, il teatro fisico della emergenza compagnia basca Kulunka Teatro, il teatro internazionale della giovane Teatro En Vilo di Madrid, poi la danza franco-africana di Bintou Dembele, a Palermo dopo il Festival In di Avignon, e la raffinata ricerca coreografica di Tiziana Arnaboldi. Poi la novità del triennio: Francesco Silvestri artista residente – drammaturgo e nome di spicco della nuova drammaturgia napoletana, che seguirà 3 nuove produzioni e un progetto di formazione. Sei nuove produzioni: da Pirandello a Dopagne, da Silvestri a Laurent Gaudé, passando per Calvino, curate da Beno Mazzone e Lia Chiappara, Alberto Giusta, Luca Mazzone e Salvo Dolce. Una stagione che tra drammaturgia contemporanea e riscrittura dei classici propone anche 3 spettacoli di danza, un attento sguardo sulla scena emergente italiana e siciliana (Annibale Ruccello, Nadia Baldi e Teatro Segreto, i PuntaCorsara, la danza di Loris Petrillo, il nuovo spettacolo di Giuliano Scarpinato e la giovane compagnia Quintoequilibrio di Gisella Vitrano e Stefania Ventura). 

La stagione sarà preceduta, a settembre e ottobre, da un avant-programme dedicato alle produzioni su drammaturgia da Pirandello e Laurent Gaudé. Si apre la campagna abbonamenti con prezzi a partire da €30.

Palermo riabbraccia il Palazzo Reale

Inaugurato il nuovo ingresso. La biglietteria, con un inedito percorso di visita, si trova, adesso, sul fronte principale del palazzo, e vi si accede dallo storico portone di piazza del Parlamento. Aperture straordinarie serali il 6 e 7 settembre

di Ruggero Altavilla

Per anni ha voltato le spalle, ma da questa mattina l’ingresso di Palazzo dei Normanni torna a guardare il Cassaro. È stato, infatti, inaugurato il punto d’accesso per visitare il complesso monumentale, attraverso lo storico portone vice regio di piazza del Parlamento. La nuova biglietteria si trova, adesso, sul fronte principale del palazzo, non più alle spalle, in piazza Indipendenza, dove è stata fino a ieri.

I primi turisti, da oggi, hanno così potuto ammirare anche il nuovo percorso che svela luoghi da tempo nascosti al pubblico, con importanti elementi storici e archeologici. La riapertura del tratto murato intorno al 1930, permette adesso ai visitatori il transito diretto dal nuovo ingresso al Cortile Maqueda.

Ma non è tutto. Sarà, infatti, possibile anche accedere, attraverso un corridoio, direttamente alle Sale Duca di Montalto, sovrastanti l’impianto murario punico di circa 2500 anni fa, originariamente destinate a deposito di munizioni, poi trasformate in sale per le udienze estive del Parlamento e infine in stalle durante la fase borbonica. Oggi gli ambienti voluti dal presidente del Regno, don Luigi Moncada, duca di Montalto, vengono restituiti al pubblico con un impianto espositivo e di illuminazione rinnovati, garantendo l’accesso alle mostre d’arte organizzate dalla Fondazione Federico II.

Di nuovo c’è anche il bookshop, che si trova nel primo ambiente, vicino al portone monumentale. Un grande spazio dotato di un’area per piccoli eventi e presentazione di libri ma soprattutto dell’affresco della “Madonna del Rosario con San Domenico” di Giuseppe Spadafora Junior, che, dopo un attento e accurato recupero, è stato staccato e riposizionato.

Ieri sera, per festeggiare il nuovo percorso turistico, dopo l’inaugurazione della mostra “Rosalia eri in peste patrona” (di cui vi abbiamo parlato in questo articolo), l’attore e cantastorie Salvo Piparo, insieme a Costanza Licata, al grido di “R come restiamo umani”, ha invitato gli spettatori a salire sul palco che ha ribattezzato per l’occasione “molo”, un messaggio di solidarietà e fratellanza, dopo la vicenda degli immigrati lasciati per giorni sulla nave Diciotti, nel porto di Catania. Così, una volta riuniti tutti sul palco, il cantastorie ha invitato gli ospiti ad entrare dal nuovo ingresso del Palazzo Reale per accompagnare simbolicamente Santa Rosalia, rappresentata da una fedele riproduzione della più antica edicola votiva a lei dedicata, in quella che fu la sua prima dimora.

Inoltre, la Fondazione Federico II, per promuovere il nuovo accesso, ha organizzato per due serate, il 6 e 7 settembre, dalle 20,15 alle 24 (ultimo ingresso ore 23) la visita alla mostra “Rosalia eris in peste patrona” e ai Giardini reali al costo di 3 euro. Nelle stesse due serate si potrà assistere, inoltre, gratuitamente al video mapping “Al – Qasr” proiettato sul prospetto rinascimentale di Palazzo dei Normanni. Una storia che racconta il rapporto fra il palazzo, la città e la sua “Santuzza”.

Inaugurato il nuovo ingresso. La biglietteria, con un inedito percorso di visita, si trova, adesso, sul fronte principale del palazzo, e vi si accede dallo storico portone di piazza del Parlamento. Aperture straordinarie serali il 6 e 7 settembre

di Ruggero Altavilla

Per anni ha voltato le spalle, ma da questa mattina l’ingresso di Palazzo dei Normanni torna a guardare il Cassaro. È stato, infatti, inaugurato il punto d’accesso per visitare il complesso monumentale, attraverso lo storico portone vice regio di piazza del Parlamento. La nuova biglietteria si trova, adesso, sul fronte principale del palazzo, non più alle spalle, in piazza Indipendenza, dove è stata fino a ieri.

I primi turisti, da oggi, hanno così potuto ammirare anche il nuovo percorso che svela luoghi da tempo nascosti al pubblico, con importanti elementi storici e archeologici. La riapertura del tratto murato intorno al 1930, permette adesso ai visitatori il transito diretto dal nuovo ingresso al Cortile Maqueda.

Ma non è tutto. Sarà, infatti, possibile anche accedere, attraverso un corridoio, direttamente alle Sale Duca di Montalto, sovrastanti l’impianto murario punico di circa 2500 anni fa, originariamente destinate a deposito di munizioni, poi trasformate in sale per le udienze estive del Parlamento e infine in stalle durante la fase borbonica. Oggi gli ambienti voluti dal presidente del Regno, don Luigi Moncada, duca di Montalto, vengono restituiti al pubblico con un impianto espositivo e di illuminazione rinnovati, garantendo l’accesso alle mostre d’arte organizzate dalla Fondazione Federico II.

Di nuovo c’è anche il bookshop, che si trova nel primo ambiente, vicino al portone monumentale. Un grande spazio dotato di un’area per piccoli eventi e presentazione di libri ma soprattutto dell’affresco della “Madonna del Rosario con San Domenico” di Giuseppe Spadafora Junior, che, dopo un attento e accurato recupero, è stato staccato e riposizionato.

Ieri sera, per festeggiare il nuovo percorso turistico, dopo l’inaugurazione della mostra “Rosalia eri in peste patrona” (di cui vi abbiamo parlato in questo articolo), l’attore e cantastorie Salvo Piparo, insieme a Costanza Licata, al grido di “R come restiamo umani”, ha invitato gli spettatori a salire sul palco che ha ribattezzato per l’occasione “molo”, un messaggio di solidarietà e fratellanza, dopo la vicenda degli immigrati lasciati per giorni sulla nave Diciotti, nel porto di Catania. Così, una volta riuniti tutti sul palco, il cantastorie ha invitato gli ospiti ad entrare dal nuovo ingresso del Palazzo Reale per accompagnare simbolicamente Santa Rosalia, rappresentata da una fedele riproduzione della più antica edicola votiva a lei dedicata, in quella che fu la sua prima dimora.

Inoltre, la Fondazione Federico II, per promuovere il nuovo accesso, ha organizzato per due serate, il 6 e 7 settembre, dalle 20,15 alle 24 (ultimo ingresso ore 23) la visita alla mostra “Rosalia eris in peste patrona” e ai Giardini reali al costo di 3 euro. Nelle stesse due serate si potrà assistere, inoltre, gratuitamente al video mapping “Al – Qasr” proiettato sul prospetto rinascimentale di Palazzo dei Normanni. Una storia che racconta il rapporto fra il palazzo, la città e la sua “Santuzza”.

Una sfida tecnologica tra i monti Sicani

Da venerdì 7 a domenica 9 settembre, decine di esperti informatici gareggeranno a Filaga, borgata cara a padre Pintacuda. Obiettivo: creare una piattaforma digitale che lavori col Sudafrica

di Ruggero Altavilla

Lo scenario è quello della borgata storica di Filaga, a Prizzi, in provincia di Palermo, i protagonisti sono programmatori, designer, ingegneri, studenti e innovatori, tutti in gara per ideare soluzioni tecnologiche su agricoltura e turismo. È l’hackathon (cioè la sfida informatica) dell’associazione Terra 4.0, organizzato dall’incubatore di start up Sicicon Valley, da venerdì 7 a domenica 9 settembre, nella piazza intitolata a padre Ennio Pintacuda.
La sfida è realizzare una piattaforma per creare nuovi sistemi tecnologici nel campo dell’agricoltura e del turismo, un’H-Farm che aiuti i giovani a lanciare iniziative innovative, supportando la trasformazione digitale delle aziende. L’idea è che da Filaga si possa creare un modello di business da replicare a Cape Town, in Sudafrica, dove opera uno degli organizzatori, Manfredi Mercadante.

Insieme a lui a Filaga interverranno Domenico Ferruggia, presidente e segretario di Terra 4.0 e Sicicon Valley, l’assessore regionale alla Formazione, Roberto Lagalla, quello al Territorio e ambiente, Toto Cordaro, il sindaco di Prizzi, Luigi Vallone, il commissario straordinario del Parco dei Monti Sicani, Luca Gazzara.

Fitto il programma dell’evento, che alterna spettacoli a incontri: dal trekking la mattina di sabato tra i monti Sicani, al tema del “turismo esperenziale e sostenibile”, dallo show cooking degli chef Giuseppe Sparacello di Castronovo di Sicilia e Vincenzo Giambrone, di San Giovanni Gemini, fino al “Silent party” alle ore 22.30 con la musica che scorrerà dentro le cuffie degli invitati. A chiudere la “Filaga experience 2018” sarà una cerimonia in ricordo di padre Ennio Pintacuda, domenica 9, affidata al sacerdote Vito Pizzitola, poi la premiazione dell’hackaton con l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera.

La manifestazione ha il patrocinio della Regione e dell’Assemblea regionale siciliana, del Comune di Prizzi, dell’incubatore di start up Digital Magics Palermo e dei giovani di Confagricoltura Anga.

Da venerdì 7 a domenica 9 settembre, decine di esperti informatici gareggeranno a Filaga, borgata cara a padre Pintacuda. Obiettivo: creare una piattaforma digitale che lavori col Sudafrica

di Ruggero Altavilla

Lo scenario è quello della borgata storica di Filaga, a Prizzi, in provincia di Palermo, i protagonisti sono programmatori, designer, ingegneri, studenti e innovatori, tutti in gara per ideare soluzioni tecnologiche su agricoltura e turismo. È l’hackathon (cioè la sfida informatica) dell’associazione Terra 4.0, organizzato dall’incubatore di start up Sicicon Valley, da venerdì 7 a domenica 9 settembre, nella piazza intitolata a padre Ennio Pintacuda.
La sfida è realizzare una piattaforma per creare nuovi sistemi tecnologici nel campo dell’agricoltura e del turismo, un’H-Farm che aiuti i giovani a lanciare iniziative innovative, supportando la trasformazione digitale delle aziende. L’idea è che da Filaga si possa creare un modello di business da replicare a Cape Town, in Sudafrica, dove opera uno degli organizzatori, Manfredi Mercadante.

Insieme a lui a Filaga interverranno Domenico Ferruggia, presidente e segretario di Terra 4.0 e Sicicon Valley, l’assessore regionale alla Formazione, Roberto Lagalla, quello al Territorio e ambiente, Toto Cordaro, il sindaco di Prizzi, Luigi Vallone, il commissario straordinario del Parco dei Monti Sicani, Luca Gazzara.

Fitto il programma dell’evento, che alterna spettacoli a incontri: dal trekking la mattina di sabato tra i monti Sicani, al tema del “turismo esperenziale e sostenibile”, dallo show cooking degli chef Giuseppe Sparacello di Castronovo di Sicilia e Vincenzo Giambrone, di San Giovanni Gemini, fino al “Silent party” alle ore 22.30 con la musica che scorrerà dentro le cuffie degli invitati. A chiudere la “Filaga experience 2018” sarà una cerimonia in ricordo di padre Ennio Pintacuda, domenica 9, affidata al sacerdote Vito Pizzitola, poi la premiazione dell’hackaton con l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera.

La manifestazione ha il patrocinio della Regione e dell’Assemblea regionale siciliana, del Comune di Prizzi, dell’incubatore di start up Digital Magics Palermo e dei giovani di Confagricoltura Anga.

Un pezzo di Sicilia alle nozze dei “Ferragnez”

Dalle luci alla torta, le creazioni di due artisti palermitani al matrimonio più social tra il rapper e la blogger

di Ruggero Altavilla

Un pezzo di Sicilia ha personalizzato le nozze più social dell’anno, quelle celebrate a Noto tra il rapper Fedez e la fashion blogger Chiara Ferragni: sono le creazioni di due artisti palermitani, Domenico Pellegrino e Marco Failla. Il primo, che ha iniziato come pittore e scenografo e ha poi creato la collezione “Supereroi”, ha realizzato una Sicilia di luci che, oltre a campeggiare alla festa di benvenuto degli sposi a Palazzo Nicolaci, ha personalizzato l’invito web alle nozze. 

Una scenografia inserita nell’allestimento creato da Vincenzo Dascanio e che ha fatto da set per le foto della coppia e degli invitati. Il secondo artista, Marco Failla, di Bakery boutique, è l’artefice della torta nuziale, dipinta a mano con foglia d’oro, peraltro ispirata ad uno dei tre vestiti creati dalla maison Dior e indossati da Chiara Ferragni durante il matrimonio.

All’interno di un’altalena di fiori, posizionata al centro di una pagoda di luci, la torta di Failla è stata tagliata dagli sposi sulle note della colonna sonora del Re leone (in omaggio al nome del figlio della coppia), tra i fuochi d’artificio, portando così un altro pezzo di Sicilia alla celebrazione delle nozze.

Dalle luci alla torta, le creazioni di due artisti palermitani al matrimonio più social tra il rapper e la blogger

di Ruggero Altavilla

Un pezzo di Sicilia ha personalizzato le nozze più social dell’anno, quelle celebrate a Noto tra il rapper Fedez e la fashion blogger Chiara Ferragni: sono le creazioni di due artisti palermitani, Domenico Pellegrino e Marco Failla. Il primo, che ha iniziato come pittore e scenografo e ha poi creato la collezione “Supereroi”, ha realizzato una Sicilia di luci che, oltre a campeggiare alla festa di benvenuto degli sposi a Palazzo Nicolaci, ha personalizzato l’invito web alle nozze. 

Una scenografia inserita nell’allestimento creato da Vincenzo Dascanio e che ha fatto da set per le foto della coppia e degli invitati. Il secondo artista, Marco Failla, di Bakery boutique, è l’artefice della torta nuziale, dipinta a mano con foglia d’oro, peraltro ispirata ad uno dei tre vestiti creati dalla maison Dior e indossati da Chiara Ferragni durante il matrimonio.

All’interno di un’altalena di fiori, posizionata al centro di una pagoda di luci, la torta di Failla è stata tagliata dagli sposi sulle note della colonna sonora del Re leone (in omaggio al nome del figlio della coppia), tra i fuochi d’artificio, portando così un altro pezzo di Sicilia alla celebrazione delle nozze.

Alla scoperta dei tesori di Isola

Dai fondali marini alle bellezze naturali della riserva naturale gestita dalla Lipu: un patrimonio da scoprire con dei tour guidati

di Ruggero Altavilla

La torre diroccata sovrasta l’isolotto che, dal 1998, un anno dopo la sua istituzione da parte della Regione, è una riserva naturale orientata affidata alla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) per preservare le specie migratorie. Ma quali tesori nasconde Isola delle Femmine?

Un patrimonio di bellezze naturali e paesaggistiche che potrà essere scoperto venerdi 31 e sabato 1 settembre. Il ciclo di visite guidate è a cura della Lipu, in collaborazione con Explora, natante attrezzato per la visione dei fondali marini.

Sarà così possibile ammirare da vicino le acque cristalline predilette dai sub per le loro immersioni e, dopo la visita sull’isola, godere della degustazione di prodotti alimentari caratteristici. I tour partiranno dal porto di Isola, a partire dalle 9, e sono limitati a 22 partecipanti per volta, per cui è obbligatoria la prenotazione. Per informazioni sugli orari delle visite e sui costi è possibile contattare Explora al numero di cellulare: 3455695358.

Dai fondali marini alle bellezze naturali della riserva naturale gestita dalla Lipu: un patrimonio da scoprire con dei tour guidati

di Ruggero Altavilla

La torre diroccata sovrasta l’isolotto che, dal 1998, un anno dopo la sua istituzione da parte della Regione, è una riserva naturale orientata affidata alla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) per preservare le specie migratorie. Ma quali tesori nasconde Isola delle Femmine?

Un patrimonio di bellezze naturali e paesaggistiche che potrà essere scoperto venerdi 31 e sabato 1 settembre. Il ciclo di visite guidate è a cura della Lipu, in collaborazione con Explora, natante attrezzato per la visione dei fondali marini.

Sarà così possibile ammirare da vicino le acque cristalline predilette dai sub per le loro immersioni e, dopo la visita sull’isola, godere della degustazione di prodotti alimentari caratteristici. I tour partiranno dal porto di Isola, a partire dalle 9, e sono limitati a 22 partecipanti per volta, per cui è obbligatoria la prenotazione. Per informazioni sugli orari delle visite e sui costi è possibile contattare Explora al numero di cellulare: 3455695358.

Le Vie dei Tesori News

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