Le Vie dei Tesori, Sambuca debutta con 13 luoghi

Alla scoperta di cave scavate nella roccia, salotti nobiliari, bagli e chiese. C’è poi il fortino che affiora dall’acqua e la Chiesa Madre restituita dal sisma

di Redazione

Antichi palazzi, cave di tufo, torri, bagli e chiese. Sambuca di Sicilia si fa trovare pronta al debutto al festival Le Vie dei Tesori, passando in rassegna tutti i siti più preziosi che custodisce. Dodici luoghi, più uno fuoriporta, tra le strade di un borgo che ha conservato la sua pianta antica, nonostante il terremoto del Belice.

Una delle pirrere

Un paese assolato dove si cerca la frescura nelle pirrere, le cave da cui si traevano i conci di tufo per erigere il borgo: che – te lo dicono i sambucesi – è costruito su un reticolo intricato di gallerie, cantine, cunicoli. Si potrà visitare la più grande di queste cave per il festival, ma i posti da scoprire sono veramente tanti. Si avranno a disposizione tre  weekend, sempre sabato e domenica, dal 14 al 29 settembre (qui l’elenco completo dei luoghi). Ma perché non fermarsi al tramonto per una delle due visite guidate con degustazione di vini Planeta? Saranno il 21 (qui per prenotare) e il 28 settembre (qui per prenotare), strettamente legate alla nobile famiglia del vino che mette a disposizione dei visitatori sia il palazzo dei baroni di Santa Cecilia –  articolato ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi – che l’affascinante Ulmo, il baglio cinquecentesco che guarda ad un fortino arabo semisommerso dalle acque del lago Arancio e che fu la prima sede delle cantine Planeta.

Museo d’arte sacra

Poi non si può non far tappa alla Chiesa Madre, che soltanto da pochi mesi è stata restituita alla città, dopo essere stata per cinquant’anni – dal terremoto del Belice – il simbolo di una ricostruzione incompiuta. Dalla sua rocca, guarda al paese, in origine era una piccola cappella, nel 1642 fu ricostruita grazie al contributo della marchesa Donna Giulia Baldi Centellis. Completata nel 1651, ha un campanile ricavato da un’antica torre saracena di difesa. Sarà una scoperta invece la commovente Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, rimasta nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno delle cucine della torre di Cellaro; fu trovata da un contadino nel 1575, durante un’epidemia di peste e, racconta la leggenda, da quel momento gli ammalati guarirono per prodigio: oggi è alla chiesa del Carmine.

Chiesa di Santa Caterina

Poco lontano, a Santa Caterina, sembrerà di sentire il profumo delle “minne di vergini” che una suora creò per il matrimonio del marchese mecenate, don Pietro Beccadelli. E soltanto per Le Vie dei Tesori, sarà possibile salire una particolare scala elicoidale (di solito chiusa) che conduce a una terrazza e da lì, al coro che sovrasta la chiesa del Purgatorio, che oggi ospita il Mudia, il museo di arte sacra. Da non perdere due case private: Palazzo Panitteri e casa Amodeo, che in effetti è piuttosto un piccolo complesso di abitazioni collegate da spazi verdi; il Teatro L’Idea che è un piccolo gioiello con sala all’italiana; la pinacoteca Gianbecchina, lascito del pittore che preferì sempre dipingere il mondo contadino; e la Biblioteca Navarriana, aperta dalla Banca Sicana che ha costruito un focus documentario su Emanuele Navarro della Miraglia, scrittore sambucese, considerato uno dei maestri del Verismo. Spazio poi alla passeggiata dedicata alla vera storia di Sambuca, condotta da Antonella Di Giovanna, domenica 29 settembre (qui per prenotare). Permetterà di “capire” un borgo giallo intenso incastonato tra i Monti Genuardo, il sito archeologico di Adranone e la valle intorno al Lago Arancio. Durante la passeggiata si scoprirà la sua anima antica fatta di vicoli saraceni, palazzi nobiliari e altoborghesi.

Ulmo

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Sambuca, potrà farlo domenica 15 settembre (qui per prenotare il pullman) e 29 settembre (qui per prenotare).

Sambuca ha deciso veramente di mettersi in gioco, ad iniziare dal Comune che ha prestato il suo supporto per individuare i “tesori” da aprire. “Abbiamo inseguito Le Vie dei Tesori fino a quando non ci hanno detto di sì e siamo riusciti ad inserirla – hanno commentato il sindaco Leonardo Ciaccio e l’assessore alla Cultura e vicesindaco, Giuseppe Cacioppo – . Sambuca sarà una scoperta per tutti, anche per i sambucesi: siamo sicuri che chi verrà in visita, si meraviglierà della bellezza del borgo. E magari deciderà anche di restare”.

Teatro comunale

“Sambuca è un gioiello, per prima l’ho scoperta io e qui mi sento una cittadina acquisita – ha dichiarato il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello – . Quest’anno il festival – che si basa soltanto sulle nostre gambe e sulla collaborazione dei comuni – punta anche sul confronto tra le città più rodate e i borghi, per trasformare sul serio la Sicilia in un enorme museo diffuso”.

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Sambuca, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Sambuca visitare la pagina https://leviedeitesori.com/sambuca/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?

I gioielli di Naro svelati dal festival Le Vie dei Tesori

Saranno dodici i siti aperti in occasione della manifestazione che arriva per il primo anno nel borgo dell’Agrigentino. Tante le storie da scoprire: dal crocifisso costruito dagli angeli, alla rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue del 1657

di Redazione

Un borgo in gran parte inedito che non fa parte delle abituali “rotte” dei viaggiatori. Naro, la “fulgentissima”, amata da Federico II, è al suo debutto tra le città del festival Le Vie dei Tesori. Con il suo Castello Chiaramontano, il meglio conservato tra i manieri siciliani del periodo, la cittadina in provincia di Agrigento, punteggiata ovunque da chiese e monasteri, è un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la Chiesa Madre, un tempo moschea.

Chiesa di Santa Maria di Gesù

Si avranno a disposizione tre weekend, solo sabato e domenica, dal 14 al 29 settembre per scoprire i 12 luoghi che fanno parte del circuito de Le Vie dei Tesori (qui l’elenco completo). Il festival è promosso dal Comune di Naro che ne sta curando la logistica. Bisogna per esempio fermarsi per ammirare l’imponente crocifisso di Frate Umile da Petralia Soprana, conservato nella chiesa di Santa Maria del Gesù: leggenda vuole che questo frate abbia scolpito 33 crocifissi – tanti quanti erano gli anni di Cristo – e che durante la notte gli angeli completavano sempre il suo lavoro.

Chiesa di Santa Caterina

Oppure bisogna raggiungere Santa Caterina che in epoca medievale doveva essere uno splendore, interamente affrescata da Cecco da Naro (che poi Matteo Chiaramonte portò con sé a Palermo per lavorare sul soffitto dello Steri): talmente bella che il Preposto pensò un giorno che gli affreschi distraessero i fedeli. Risultato, li distrusse. Rimangono solo piccole porzioni in una cappella spoglia di enorme e ieratiche bellezza. Oppure raggiungete San Francesco e chiedete che vi venga mostrata la sacrestia: è interamente occupata da armadi estrosi, sbalzati a bulino, che aprendosi nascondono un mondo. Se ne avete abbastanza delle chiese, raggiungete la Biblioteca Feliciana che riunisce i lasciti di almeno tre monasteri: qui sono conservati non solo un codice pergamenaceo del XII secolo in scrittura gotica miniata in oro, ma soprattutto una rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue del 1657.

Un volume custodito nella Biblioteca Feliciana

Il festival è promosso dal Comune di Naro che ne sta curando la logistica. “Abbiamo colto al volo l’occasione di entrare a far parte del festival Le Vie dei Tesori – spiega il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara che ha presentato la manifestazione con l’assessore alla Cultura, Dario Lombardo e il consulente Giacomo Minio che ha curato l’organizzazione e al scelta dei luoghi che saranno aperti alle visite –  Uno dei tanti progetti di incentivazione turistica che questa amministrazione porterà avanti. Naro merita di stare al passo con i maggiori centri turistici della Sicilia e, grazie a Le Vie dei Tesori, ci stiamo riuscendo”. “Un’edizione zero che sarà una bellissima scommessa – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro – ma ci aspettiamo dei segnali, di vivacità, di interesse, di curiosità. Porre Naro in un circuito come quello di Vie dei Tesori, vuol dire far passare il concetto che la Sicilia è un museo diffuso, dalla grande città al borgo inedito”.

Chiesa di San Nicolò di Bari

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Naro, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Per informazioni sul festival a Naro visitare la pagina https://leviedeitesori.com/naro/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?

Caltanissetta si mette in vetrina con Le Vie dei Tesori

Tanti i gioielli da scoprire: dalla villa del “signore dello zolfo” al cimitero scavato nella roccia. Per la prima volta si visiterà l’intero Palazzo comunale

di Redazione

Per il terzo anno consecutivo il festival Le Vie dei Tesori torna a Caltanissetta. Saranno tanti i luoghi dalle storie affascinanti da scoprire, come Villa Testasecca, che apre i battenti per la prima volta: si ritroveranno qui le tracce di Ignazio Testasecca, il “signore” della zolfara Junciò che creò anche un ricovero di mendicità. La sua figura si ritroverà anche in altri luoghi di Caltanissetta, come la chiesa che ospita il Santo Nero, da cui partivano i soccorsi per i minatori a fine Ottocento (qui l’elenco completo dei luoghi da visitare).

Santa Maria degli Angeli

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Caltanissetta, dove apriranno 15 siti, ecco Trapani, Marsala, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Villa Testasecca

Nel capoluogo nisseno, il primo sito da non perdere è sicuramente il complesso monumentale di santa Maria degli Angeli che racchiude sia il cimitero monumentale che la chiesa, mai aperta al pubblico dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono uno spaccato storico delle abitudini ottocentesche, in vita come in morte: tra le tombe più spettacolari, quella dei Morillo di Trabonella, scavata in una cavità della roccia di Pietrarossa, forse un’antica stanza del castello o la cappella gentilizia dei Testasecca, con guglie e una cripta, mentre la tomba dei Calefati vanta un peristilio a colonne.

Casa del Mutilato

Balziamo in avanti di un secolo per rintracciare gli impeti fascisti di Gino Morici al Palazzo delle Poste ma anche la linearità della Casa del Mutilato, mentre è di qualche decennio precedente il Palazzo della Provincia con splendidi affreschi. L’anno scorso ha aperto per la prima volta Villa Grazia (ed è stato un successo) ma chi non l’ha ancora visto, non può lasciarsi scappare il liberty del barone Pucci. Ci sono voluti invece quattro vescovi e quasi un secolo per costruire il Seminario che oggi è visitabile, ma bisogna ritagliarsi uno spazio per visitare la quadreria della chiesa di san Francesco: troverete un Borremans ma anche un antico ritratto che, tradizione vuole, riporti le fattezze esatte del santo. Ha invece una storia “sociale” Palazzo Benintende che è tornato al passato splendore grazie all’impegno di tutti i condomini che oggi lo abitano. Ritorna anche la visita Museo e stabilimento di produzione Averna che seppero trasformare un elisir “cappuccino” in un amaro amato dalla Real Casa. Inoltre, a Villa Testasecca, sabato 21 settembre alle 19, ci sarà una speciale visita guidata con degustazione di vini Planeta (qui per prenotare).

Villa Grazia

“Crediamo molto in questa manifestazione, nel coinvolgimento di tanti giovani che conducono le visite, nella possibilità di scoprire e riscoprire la nostra città – ha detto il sindaco, Roberto Gambino, intervenuto alla presentazione con gli assessori Marcello Frangiamone alla Cultura e Grazia Giammusso, ad attività produttive ed eventi -. Sono stato sempre un fruitore delle Vie dei Tesori sia a Caltanissetta che a Palermo. Sottolineo che per la prima volta le porte di casa dei nisseni si aprono a tutti, sarà visitabile il Municipio con la sala Gialla, l’aula consiliare e la stanza del sindaco. I cittadini hanno così la possibilità di conoscere i luoghi dove lavorano le istituzioni e vengono assunte decisioni politiche e amministrative. Ringrazio gli enti, le organizzazioni ed i privati che mettono a disposizione i 15 luoghi da visitare e tra essi la Soprintendenza che ha concesso per le visite guidate la splendida chiesa di Santa Maria degli Angeli”. La logistica de Le Vie dei Tesori a Caltanissetta è curata dalla giovane associazione Creative Spaces – guidata da Eros Di Prima – molto attiva sul territorio nisseno: per ogni info, basta collegarsi alla loro pagina Facebook collegata ai canali social ufficiali.  “A Caltanissetta ci sentiamo ormai a casa – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro -, per la terza volta apriamo luoghi che anche i nisseni aspettano con impazienza. E i giovani di Creative Spaces riescono a coinvolgere tutti”.

Seminario

Una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Caltanissetta, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Per informazioni sul festival a Caltanissetta visitare la pagina https://leviedeitesori.com/Caltanissetta/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?

Marsala tutta da scoprire con Le Vie dei Tesori

Campanili ondeggianti, palazzi nobiliari, aree archeologiche, chiese nascoste e cripte affrescate. Il festival debutta con tre weekend, tra visite e passeggiate

di Redazione

Marsala inaugura in grande stile la partecipazione al festival Le Vie dei Tesori. Tre weekend, dal 13 al 29 settembre, per scoprire 21 siti, alcuni dei quali inediti e nascosti. Sarà una scoperta bellissima, infatti, il campanile del Carmine, su cui non si sale da decenni, con la sua particolare scala elicoidale e che si potrà visitare soltanto in due alla volta perché il campanile “ondula”.

Campanile del Carmine

C’è l’imbarazzo della scelta per la più “british” delle città siciliane (qui tutti i luoghi da visitare). Marsala ha sempre tirato un impalpabile filo che la collegava al “fuori”: un filo dolce, zuccherino, che gli inglesi – Woodhouse, Ingham, Whitaker – amarono, capirono e, soprattutto, esportarono fino a Sumatra. E “british” sono anche le colonne della chiesa Madre, anche queste giunte in maniera fortuita sulle rotte dell’antico commercio del Mediterraneo che hanno regalato alla città relitti punici, reperti fenici, arredi romani (aprono le porte alle visite guidate sia il parco archeologico che il museo Lilibeo – con le navi punica e romana, l’ultimo progetto dell’archeologo assessore Sebastiano Tusa, a cui il festival quest’anno è dedicato – , e le Latomie dei Niccolini, le sepolture dei primi cristiani); e lei, Marsala, ha aggiunto ipogei paleocristiani, abbazie basiliane, affreschi bizantini, cappelle nascoste scavate nel morbido tufo: si ascolterà il racconto che conduce alla scoperta dell’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria, o all’antro della Sibilla o ci si immergerà tra i melograni affrescati sull’ipogeo di Crispia Salvia (ordinati da un marito per la tomba della moglie).

Latomie Niccolini

Perché Marsala è una città che va scoperta dai cunicoli (i camminamenti di Santo Stefano) alle terrazze sul mare (di Palazzo VII aprile) fino a musei inediti con le loro collezioni. Senza dimenticare Garibaldi che qui sbarcò con i suoi Mille (e a cui è dedicato un museo nato dalla passione di due privati, padre e figlio). In quattro di questi siti – Campanile del Carmine, Cantine Pellegrino, Antro della Sibilla e Ipogeo di Crispia Salvia – si potrà entrare solo su prenotazione (qui per prenotare).

La scala elicoidale del Campanile del Carmine

Poi, due saranno le passeggiate alla scoperta della città: una, che avrà come tema “La città e le necropoli di Lilibeo” sarà curata dall’archeologa Maria Grazia Griffo e dall’architetto Enrico Caruso, domenica 15 settembre (qui per prenotare); e una seconda alla Marsala della dominazione spagnola, tra XV e XVIII secolo, guidata dalla storica Francesca La Grutta e da Nonovento, domenica 22 settembre (qui per prenotare). Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma farlo comodamente, seduti in pullman, con gite giornaliere da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui).

Il Parco archeologico Lilibeo

“Siamo felici del debutto di Marsala, con Le Vie dei Tesori e i nostri giovani che collaborano, scopriremo una Marsala inedita – dice il sindaco Alberto Di Girolamo mentre, l’assessore alla Cultura Clara Ruggeri pensa ad un “pacchetto turistico delle agenzie e degli alberghi marsalesi: è un evento che è agli inizi, ma noto già un grandissimo interesse. I cittadini di Marsala aspettano il festival e vogliono partecipare”. “Le Vie dei Tesori è nata a Palermo dodici anni fa da un gruppo di giornalisti che erano stanchi di sentirsi dire che in Sicilia non si poteva vivere di cultura e turismo – racconta il vicepresidente del festival, Marcello Barbaro -. Oggi siamo il primo festival in Italia, per numeri e dimensioni, che si occupa di promozione dei beni culturali. Le Vie dei Tesori è il lievito che fa crescere la bellezza che già esiste”. Marsala, dunque, ha deciso di partecipare all’avventura e vara la sua prima edizione de Le Vie dei Tesori, con il supporto del Comune, ma soprattutto sulle gambe di Nonovento, associazione di giovani che ha deciso di scommettere sulla promozione della città. “Speriamo che per primi i marsalesi riscoprano la loro città – spiega Sara Parrinello di Nonovento -; per questo motivo abbiamo cercato di aprire luoghi poco noti o chiusi da tempo. sarà una bellissima sorpresa per tutti”.

Le Vie dei Tesori a Palermo

Quest’anno Le Vie dei Tesori si allarga a quindici centri di tutta la Sicilia, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Di fatto l’intero festival durerà quasi due mesi: si parte venerdì 13 settembre con le prime dieci città, per tre weekend, fino a domenica 29 settembre. Porte aperte, da ovest a est, a Marsala, naturalmente, poi a Trapani (qui per saperne di più) – che tenterà di bissare il successo dello scorso anno, e scambierà con la città lilibetana la possibilità di visitare i luoghi con coupon validi in tutte e due le città -, a Sambuca di Sicilia, Sciacca, Naro, Caltanissetta, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. E nei soli due weekend centrali di settembre, ci sarà anche una sortita a Mantova. Nel primo fine settimana di ottobre (dal 4) partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea, il festival aprirà 50 siti a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Hai letto questi articoli?

Teatro Biondo, settembre tra cultura ebraica e legalità

In attesa della nuova stagione, un mese ricco di appuntamenti. Tre domeniche a Brancaccio per ricordare don Pino Puglisi, con Salvo Piparo e Aida Satta Flores

di Redazione

Un mese all’insegna della cultura, della scuola e della legalità per il Teatro Biondo di Palermo, in attesa della nuova stagione. Si comincia martedì 3 settembre alle 16, con il direttore artistico Pamela Villoresi che in Sala Grande incontrerà insegnanti e istituti secondari di secondo grado di Palermo per raccontare la nuova stagione “Traghetti” e tutti i progetti pensati per le scuole della città. Poi spazio a “Biondaccio”, primo dei progetti del Teatro Biondo che, attraverso il teatro e la cultura, si propongono di riqualificare le periferie e i contesti sociali periferici e disagiati come Danisinni e Brancaccio.

Pamela Villoresi

Si comincia con tre domeniche nel quartiere Brancaccio per ricordare don Pino Puglisi, in collaborazione con il Centro Padre Nostro, dove si svolgeranno gli eventi. Il primo appuntamento, l’8 settembre alle 21, con “Non me l’aspettavo!” di Salvo Piparo, Antonella Cappello e Nicolò Argento. Uno spettacolo per pupi, attori e vicariote dedicato proprio alla memoria di Padre Puglisi. Si prosegue, domenica 15 alle 21, con il documentario “Voci dal silenzio” di Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, un viaggio lungo la penisola italiana per raccontare l’esperienza eremitica. Il progetto si conclude domenica 22 settembre, sempre alle 21, con “Bellandare… Passo Per Passo”, un concerto che la cantautrice Aida Satta Flores dedica alla memoria del sacerdote antimafia di Palermo. L’ingresso alle tre giornate è libero fino a esaurimento dei posti.

Salvo Piparo

Infine, in programma, anche “Il Biondo in Giudecca”, due giorni dedicati alla cultura ebraica con visite guidate, dibattiti, mostre e spettacoli a cura dell’Istituto Studi Ebraici. Domenica 15 settembre, alle 9,30, in occasione della Giornata europea della Cultura Ebraica, prevista una visita della Giudecca di Palermo, a cura della guida turistica Chiara Utro. Alle 16,30 il dibattito “Sogni, una scala verso il cielo” all’Archivio comunale, con la Shalom Nigun Ensemble e la mostra di pittura di DéLise Vaccino. Si prosegue lunedì 16, alle 19 al Teatro Biondo, dove, in Sala Strehler si presenta il libro “La luce è là” di Agata Bazzi, mentre in Sala Grande alle 20,45 lo spettacolo “Canterò per il re” di Franca De Angelis, con con Evelina Meghnagi, Cristiano Califano e Arnaldo Vacca.

Hai letto questi articoli?

Le Vie dei Tesori tornano a Trapani con 25 luoghi

Carceri inaccessibili, campanili panoramici, palazzi nobiliari, aree archeologiche e un inedito progetto per i più piccoli

di Redazione

È stata una delle città protagoniste del festival lo scorso anno, con la Torre della Colombaia, luogo più gettonato. Le Vie dei Tesori tornano a Trapani dopo i numeri strabilianti della precedente edizione, con un debutto da oltre quindicimila visitatori, che le ha fatto superare tutte le altre città siciliane, al di fuori di Palermo. Saranno 25 i luoghi visitabili, durante i tre weekend dal 13 al 29 settembre, per questa seconda partecipazione festival che da tredici anni apre e racconta decine e decine di siti inediti (qui tutti i luoghi da visitare). Prima a Palermo, dove ad ogni edizione la città si è trasformata in un unico museo diffuso; poi due anni fa è stata la volta di Messina, Caltanissetta, Siracusa, Agrigento che hanno risposto in maniera straordinaria; poi ancora, l’anno scorso, le città siciliane che hanno aperto le porte sono state dieci più una mini edizione nazionale a Milano, Mantova e la Valtellina. Quest’anno Le Vie dei Tesori si allarga a quindici centri di tutta la Sicilia, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti.

Torre campanaria di San Domenico

A Trapani il festival si srotola con l’aiuto del Comune e della Diocesi e l’organizzazione logistica dell’associazione Agorà, formata da giovani trapanesi che per il secondo anno vogliono scommettere sulla loro città. Il Castello della Colombaia sarà l’unico sito su prenotazione e si raggiungerà in barca, ma ci si potrà arrampicare sul campanile ottagonale di San Domenico salendo la sua particolarissima scala elicoidale, oppure passeggiando sotto i portici dei due chiostri; scoprire i balconcini teatrali e i ricami di stucco della delicatissima Immacolatella. La chiesa di Santa Maria del Gesù, invece, è appena riaperta dopo il restauro e offre un doppio tesoro: perché una commovente Madonna invetriata di Andrea della Robbia si affaccia da un baldacchino in marmo del Gagini.

Torre di Bonagia

Trapani è veramente una scoperta, giocata soprattutto tra conventi e chiese nascoste, ma non si devono dimenticare le sue biblioteche preziose – la Fardelliana ha un patrimonio di 170 mila volumi e conserva le incisioni del Piranesi – prima di raggiungere l’antica Vicaria, oggi museo d’arte moderna e contemporanea la Salerniana; passare sotto gli archi barocchi di palazzo Riccio di San Gioacchino, fermarsi a palazzo D’Alì dove fu girato un episodio della “Piovra”, giungere tra gli arredi di palazzo Milo Pappalardo con la sua sala soppalcata dedicata alla musica; e chiudere con le due tonnare, la Bonagia con la cappelletta dove il rais pregava prima della mattanza, e la tonnara San Giuliano, dimenticata dai fascisti e oggi un tesoro da recuperare.

Santa Maria dell’Itria

Un passo indietro per ritrovare le chiese: conchiglie e frutti sorgono tra gli stucchi scenografici della Cappella della Mortificazione, marmi mischi e stucchi alla Badia Nuova. Le leggende dei crocifissi: si narra che quello di Santa Maria dell’Itria rivestito in guscio di tartaruga sia rimasto al suo posto proprio per volere del Cristo in croce; e al crocifisso di San Domenico sono stati attribuiti diversi miracoli. San Pietro, invece, fa storia a sé: è l’unica chiesa a cinque navate e custodisce l’organo più complesso d’Europa, costruito nella prima metà dell’ ‘800.

Affreschi di Palazzo Milo Pappalardo

Inoltre, saranno organizzate sette passeggiate d’autore alla scoperta della città (potete prenotarle qui). Le prime due (domenica 15 e 29 settembre), sulle “Leggende legate alla città” saranno guidate da Luigi Biondo, a lungo direttore del Polo regionale per i siti culturali, e oggi direttore del Museo Riso; quindi, su un bus ATM scoperto si potrà andare alla scoperta delle Saline di Nubia, tra fenicotteri rosa, falchi e avocette (domenica 22 settembre due possibilità, sia alle 10 che alle 12, a cura di Valeria Grizzaffi) oppure del giardino ottocentesco di Villa Margherita, protagonista di una visita “botanica” con Rotary e Piero Sansone (tre appuntamenti, sabato 14, 21 e 28 settembre). Poi, anche a Trapani, arriva il Festival Kids, per guidare i più piccoli alla scoperta dei luoghi, tramite visite teatralizzate, storie e laboratori. E, novità di quest’anno, i viaggi in pullman con gite giornaliere da Palermo per le altre città del festival (ve ne abbiamo parlato qui).

“È bellissimo rivedere qui Le Vie dei Tesori: vuol dire che ci credete voi e ci crediamo noi – sorride l’assessore comunale alla Cultura di Trapani, Rosalia D’Alì -; il Comune si impegna ad aprire e riconsegnare alla città i suoi luoghi pubblici. Quindi Le Vie dei Tesori sposano benissimo il nostro lavoro”. Secondo padre Gaspare Gruppuso, rettore della Cattedrale, “l’amore per il bello, è un modo per volersi bene”. Trapani è l’unica delle città siciliane, tranne Palermo, ad aver organizzato sia le passeggiate che un programma dedicato ai bambini. “Trapani l’anno scorso è andata ben oltre le aspettative – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro –. Ormai non è più una sfida, ma una certezza. È l’unica città a presentare un programma completo, attento ai diversi utenti, l’unica oltre a Palermo, ornai rodata da dodici anni”.

“Quest’anno siamo passati da 17 luoghi a 25, e abbiamo cercato di proporre percorsi nuovi e siti inediti – spiega Dario Gentile, presidente di Agorà -; penso a Palazzo Milo Pappalardo, che sarà una sorpresa fantastica anche per i trapanesi, come anche la bottega di Platimiro Fiorenza, l’ultimo corallaro. E sono già arrivate le prime prenotazioni per la Torre della Colombaia”.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Hai letto questi articoli?

Apre la torre meridionale del Duomo di Monreale

Si inaugura un nuovo percorso di visita per celebrare la fondazione del monastero benedettino. Per l’occasione sarà proiettato un videomapping sulla facciata della chiesa

di Redazione

Una grande festa di cultura e religione a Monreale. Per celebrare la fondazione del monastero benedettino, si apre la torre meridionale del Duomo con un nuovo percorso di visita. Il giorno scelto per l’inaugurazione è sabato 7 settembre, vigilia della festa della Madonna del Popolo, la prima e la più antica celebrazione mariana nella cittadina normanna. Si tratta di un’ulteriore tappa di quel percorso avviato da anni dall’arcivescovo dell’Arcidiocesi di Monreale, Michele Pennisi, dalla Basilica Cattedrale, guidata dal parroco Nicola Gaglio, e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, per restituire l’idea di unità del monastero benedettino e offrire ai visitatori la possibilità di fruire dell’intero sito, in maniera globale.

Il Duomo di Monreale

I lavori di ristrutturazione e restauro della torre meridionale sono iniziati nel 2018, curati dall’architetto Roberto Pupella, ed eseguiti dalla ditta Oliveri di Partinico, con l’alta sorveglianza della Soprintendenza, che sta curando anche l’allestimento della visita. La parte scientifica è invece opera della professoressa Maria Concetta Di Natale, direttrice del Museo Diocesano. Dal restauro della torre sono stati ricavati quattro livelli espositivi, che accoglieranno una parte delle opere del museo diocesano che per mancanza di spazi sono conservate nel deposito.

La Sala San Placido del Museo Diocesano

La giornata inizia alle 18,30 nell’aula San Placido del Museo Diocesano con la presentazione di una nuova guida che riguarda il complesso monumentale “Santa Maria la Nuova”, edita da Schirà su commissione di CoopCulture. Segue la visita alla torre meridionale e dopo, alle 21, dopo una rappresentazione teatrale sulla vita di Guglielmo II curata dalla Compagnia dei Normanni, tocca al videomapping “Il sogno di Guglielmo”, proiettato sulla facciata della Cattedrale. Il Duomo si animerà di luci e colori che racconteranno la sua storia, a partire dal mito fondativo che vede come protagonista il re normanno Guglielmo II. La performance, realizzata da “Odd Agency”, celebrerà l’architettura e i mosaici del prezioso monumento, nonché la sua dedicazione alla Madonna e la potenza del culto mariano nella comunità monrealese. Successivamente sarà possibile visitare gratuitamente: la Cattedrale, il chiostro, il museo, la sagrestia della Cattedrale, la torre settentrionale e quella meridionale, le terrazze, gli archivi, il Museo Diocesano e la cappella Roano.

Il chiostro

“Troppo spesso, erroneamente, si pensa che la Cattedrale e il chiostro siano due siti indipendenti, come fossero decontestualizzati da tutto il resto – fanno sapere dall’Arcidiocesi – . Questo perché, dopo la soppressione degli ordini monastici avvenuta nel 1866, il chiostro e il complesso monastico furono trasferiti allo Stato italiano. Il Ministero poi li concesse separatamente alla Regione Siciliana e al Comune di Monreale. Ma la Cattedrale è parte di tutto il complesso. I monasteri sono costituiti da una chiesa, da vari locali, da uno o più chiostri, da un refettorio, da uno scriptorium. Anche i locali dove è allestito il Museo diocesano appartengono all’antica abbazia monrealese, poiché insiste sull’aula capitolare dei monaci, la sala delle riunioni. Il progetto portato a termine permetterà quindi al visitatore di cogliere e di usufruire di tutto il monastero nella sua completezza”.

Hai letto questi articoli?

In pullman da Palermo nelle altre città del festival

Una delle principali novità della prossima edizione de Le Vie dei Tesori prevede partenze in bus dal capoluogo con rientro in serata

di Redazione

Scoprire i tesori delle città siciliane inserite nel circuito de Le Vie dei Tesori 2019 partendo da Palermo al mattino in pullman e tornando in serata? Comodamente seduti in una poltrona, senza dover faticare guidando e cercando posteggi in città poco note? Da quest’anno è possibile. Una delle principali novità del programma 2019 prevede, infatti, con partenze da Palermo, escursioni nelle altre sedi del Festival, in una gita giornaliera possibile grazie all’accordo che Le Vie dei Tesori ha stipulato con Labisi Eventi.

Passeggiate fuori Palermo con Le Vie dei Tesori

In poche parole: si vuole andare a Trapani o a Catania, o a Messina o in qualunque altra città sede del Festival 2019 in pullman? Basterà prenotare (in basso tutti i link per le informazioni su date e modalità) e ci si potrà godere la propria gita nel segno della scoperta del bello senza faticare. “Nella nostra storia – spiega Alessio Labisi, amministratore della società di trasporti – c’è una particolare attenzione alle esigenze di chi vuole conoscere le bellezze della nostra terra. Ecco che l’accordo con Le Vie dei Tesori è stata la naturale evoluzione di quanto fin qui fatto. Per noi questa operazione non è solo commerciale, siamo affascinati dalla opportunità che Le Vie dei Tesori offre di visitare luoghi sconosciuti permettendo così la riappropriazione delle nostre città”. Per Labisi, “garantire le partenze dei bus navetta, anche con un basso numero di partecipanti, è motivo di orgoglio: ci piace partecipare a questa piccola-grande rivoluzione culturale del bello che sta avvenendo in Sicilia”.

Visita a Trapani alla Cappella della Mortificazione

“Negli anni scorsi tanti nostri utenti ci hanno chiesto l’opportunità di poter andare a visitare le altre città del circuito usufruendo di mezzi di trasporto collettivi – sottolineano dalla sede de Le Vie dei Tesori – . È un progetto che diventa realtà grazie all’accordo con Labisi. È di tutta evidenza la comodità di recarsi, ad esempio a Marsala o a Siracusa, in pullman dedicando tutte le proprie energie alla visita dei tanti siti aperti con Le Vie dei Tesori”.

Che fare, dunque, per usufruire dell’iniziativa? Basta cliccare su questo link https://labisiweb.com/categoria.php?tid=43 e ci si trova nella pagina internet con tutte le proposte. “Poi basta scegliere quella che interessa e si può subito prenotare. Del biglietto che si acquista non fanno parte i coupon di ingresso” ricordano dall’organizzazione. Le partenze sono garantite al raggiungimento di un minimo di partecipanti. “È un esperimento sul cui esito siamo curiosi nonché fiduciosi” sottolineano Le Vie dei Tesori e Labisi. La risposta agli appassionati del Festival.

Passeggiata a Siracusa con Le Vie dei Tesori

Queste le date e le mete, con i relativi link alle pagine in cui trovare tutte le informazioni e anche la possibilità di prenotare.

Trapani, 15 e 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3292

Sambuca, 15 e 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/categoria.php?tid=43

Marsala, 15 e 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3902

Acireale, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3897

Messina, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3898

Caltanissetta, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3895

Sciacca, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3896

Naro, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=4006

Siracusa, 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=4007

Catania, 6 e 27 ottobre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3905

Hai letto questi articoli?

Riapre il giardino di Villa Aurea nella Valle dei Templi

L’area verde di quella che fu la residenza di sir Alexander Hardcastle offre oggi un nuovo percorso tra i resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili

di Redazione

Un nuovo tassello si aggiunge ai tesori della Valle dei Templi. Riapre il giardino mediterraneo di Villa Aurea con un nuovo percorso tra i resti di una necropoli. Da domenica 25 agosto, l’area verde di quella che fu la residenza di sir Alexander Hardcastle, il capitano inglese che contribuì alla rinascita della Valle dei Templi all’inizio del ’900, apre al pubblico, offrendo uno spaccato inedito sull’area archeologica. Tra cespugli e macchia mediterranea, si scoprono, infatti, i resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili.

Percorso di visita nel giardino di Villa Aurea

Il giardino di Villa Aurea, residenza dal 2008 sede di rappresentanza del Parco archeologico della Valle dei Templi, offre un viaggio sensoriale nella macchia mediterranea, tra specie esotiche ed esemplari rari, come l’Eucalyptus erythrocorys, forse unica presenza nei giardini storici siciliani. I viali che attraversano il giardino permettono di scoprire resti archeologici, che appaiono tra siepi profumate di mirto, rosmarino e lavanda, alternati a scorci sui templi, sulla campagna agrigentina, coltivata a mandorli e olivi, e sulla pianura verso sud fino al Mediterraneo.

Il Tempio della Concordia

“L’apertura del giardino – spiega il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta – ci permette di ricordare e far conoscere la figura di un mecenate d’altri tempi che ha veramente fatto rinascere la Valle e a cui dobbiamo moltissimo: quando riuscì a rialzare le colonne del tempio di Eracle, ricostituendolo alla vista, finì sulla copertina del Times. Ma poi fu dimenticato”.

La necropoli paleocristiana di Villa Aurea

Era il 1921 e un cinquantenne capitano della British Navy che aveva combattuto durante le guerre coloniali inglesi, giunge nell’allora Girgenti: sir Alexander Hardcastle ha la passione dell’archeologia e comprende subito che la Valle dei Templi è un tesoro inestimabile sì, ma drammaticamente abbandonato, come già scriveva Goethe nel 1787. E decide non solo di restare, ma di mettersi al lavoro. Dodici anni intensi e straordinari, in cui Hardcastle, con l’aiuto dell’archeologo veronese Pirro Marconi, regala una nuova vita alla Valle dei Templi.

Uno degli accessi al giardino di Villa Aurea

Ma il sir inglese non ammetteva di star lontano dai “suoi” scavi e acquistò una villa lungo le mura dell’antica Akragas, fra il Tempio della Concordia e quello di Eracle: la chiamò “Villa Aurea” in onore della vicina Porta Aurea da cui nel 210 avanti Cristo entrarono i soldati romani dopo sei mesi di assedio. Sir Hardcastle spende i suoi averi per recuperare la Valle, finanziando campagne di scavo e di restauro, rialzando colonne, acquistando terreni. Finisce in copertina sul Times, con i templi alle spalle. Ma il crollo di Wall Street è alle sue spalle e lo lascia povero. E pazzo. Prima di essere rinchiuso in manicomio – dove morirà poco dopo per una brutta depressione – Hardcastle conduce a buon fine l’unica possibilità rimastagli: vende Villa Aurea allo Stato. Non servirà a nulla, il capitano inglese sarà presto dimenticato, solo un busto in bronzo lo ricorda nel giardino di quella che fu un tempo la sua casa.

Hai letto questi articoli?

Si scava per trovare l’antico porto di Selinunte

Scoperti segni di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili all’approdo

di Redazione

Occhi puntati sull’antico bacino portuale di Selinunte, nella valle del Gorgo Cotone, tra la collina di Manuzza e quella orientale. Grazie alla campagna di scavi in corso, si cercheranno di individuare i limiti perimetrali dell’antico porto, datarne le strutture e definire la relazione tra il porto e l’impianto urbanistico. Indagini geofisiche preliminari – fanno sapere dal Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria – hanno evidenziato le tracce di una strada già parzialmente scavata e altre significative anomalie, indizi dell’esistenza di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili al porto.

Riproduzione dell’antica Selinunte in una stampa del 1910

Gli scavi archeologici, supportati dalle prospezioni geologiche, hanno consentito l’identificazione di un ulteriore tratto della massiccia strada che conduce alla piccola porta est e dei resti di un grande edificio più a sud. In questa zona, le indagini geofisiche hanno inoltre rilevato la presenza di materiale marittimo a una profondità di oltre 4 metri. La missione, curata dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, dall’Università di Bonn e da quella di di Bochum in stretta collaborazione con il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, è diretta dal professor Jon Albers.

Ricostruzione di Selinunte

Il progetto si presenta oggi alle 18, nella sede del Parco a Marinella di Selinunte, nel corso di un incontro del ciclo “I Cantieri della conoscenza”, lanciato dal neo direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, l’architetto Bernardo Agrò. Una formula, quella dei “cantieri aperti” che ha l’obiettivo di offrire ai visitatori nuovi percorsi che diventano divulgativi e inoltre coinvolgere cittadini e associazioni nelle campagne in corso favorendo così una “archeologia partecipata”.

Il Tempio C

“Le attività di ricerca del Parco – spiega Agrò – sono portate alla conoscenza attraverso la realizzazione di allestimenti museali a cantiere aperto, che costituiscono un valore aggiunto nella offerta culturale per i visitatori con rinnovati e sempre inediti percorsi. L’idea inoltre costituisce un modo nuovo anche per raggiungere i newcomers, cioè le persone che nei nostri siti museali non sono mai entrate ponendo come altro importante obiettivo far tornare loro e gli altri, facendo diventare il Parco come una realtà presente nella vita delle persone. Ci auguriamo – conclude Agrò – che il prosieguo delle indagini possa contribuire ulteriormente alla conoscenza di una delle più importanti colonie greche d’Occidente”.

Hai letto questi articoli?
Le vie dei Tesori News

Send this to a friend