Marsala riabbraccia il campanile del Carmine

Era chiusa da decenni, adesso potrà essere ammirata da cittadini e turisti. In occasione del festival Le Vie dei Tesori, è stata aperta la torre campanaria del Carmine a Marsala. Alla cerimonia d’inaugurazione ha partecipato anche il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero (ve ne abbiamo parlato qui). Ciceroni sono i ragazzi dell’associazione “Nonovento”, un gruppo di giovani che ha deciso di scommettere sulla promozione della città. “Speriamo che per primi i marsalesi riscoprano la loro città – spiega Sara Parrinello di Nonovento – , per questo motivo abbiamo cercato di aprire luoghi poco noti o chiusi da tempo. sarà una bellissima sorpresa per tutti”.

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Le Vie dei Tesori al via con le prime dieci città

Da Trapani a Siracusa, passando per Marsala, Sambuca, Naro, Sciacca e Caltanissetta, fino a Messina, Acireale e Noto

di Redazione

Sarà una disfida di luoghi. Tra 69 chiese, 8 ville, 4 castelli, 16 palazzi, 4 torri, una prefettura e una ex capitaneria, oltre ad un numero imprecisato di campanili, monasteri, ipogei, sacrari, santuari, antiche carceri e torri di guardia, fortini e musei. Una singolar tenzone a colpi di bellezza, e siamo solo all’inizio. Perché mai come quest’anno Le Vie dei Tesori apre le porte di luoghi spalmati su tutta l’Isola.

Visite alla Cattedrale di Palermo

Il festival – nato a Palermo, dove ad ogni edizione la città si trasforma in un unico museo diffuso – quest’anno si allarga infatti a quindici città, grandi e piccole: i primi tre weekend, da domani (venerdì 13 settembre) a domenica 29 settembre, coinvolgeranno Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto. Il 4 ottobre Le Vie dei Tesori si trasferirà invece a Palermo e Catania (5 weekend) e tra il barocco del Ragusano (3 weekend). A Palermo saranno proposti 170 tra luoghi da visitare ed esperienze inedite, Catania ne schiera altri 50.

La torre della Colombaia a Trapani

A questo punto possiamo soltanto dividere la Sicilia in due, occidentale ed orientale. Per la la prima, si parte da quello che l’anno scorso è stato il luogo più gettonato di Trapani, che aderisce al festival per il secondo anno di seguito, ovvero la torre della Colombaia, visitabile solo su prenotazione (qui per prenotare la visita). Perché Trapani ci ha preso gusto: e dopo i numeri strabilianti dello scorso anno – un debutto da oltre 15mila visitatori – ha messo insieme 25 luoghi, a cui si sommano 7 passeggiate d’autore alla scoperta della città e dei dintorni, e un inedito festival Kids per i più piccoli (qui tutti i luoghi visitabili e gli appuntamenti). Ci si potrà arrampicare sul campanile di San Domenico, scoprire i balconcini di stucco dell’Immacolatella, entrare dopo anni a Santa Maria del Gesù per la Madonnina invetriata di Andrea della Robbia.

Il Complesso del Carmine di Marsala

Passiamo a Marsala (qui tutti i luoghi visitabili): qui sarà protagonista la scala elicoidale del campanile del Carmine dove si potrà salire solo due persone alla volta. Inaugurata domani (venerdì 13) alle 16 dal vescovo Domenico Mogavero, sarà la star di 21 siti (4 su prenotazione che potete scoprire cliccando qui), per la più british delle città siciliane. Dalla chiesa Madre, al museo Lilibeo – con le navi punica e romana – alle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); da scoprire l’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria, o i melograni affrescati dell’ipogeo di Crispia Salvia. Senza dimenticare che Garibaldi sbarcò qui con i suoi Mille (e Marsala gli dedica un museo privato). Anche qui sono previste passeggiate, per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Torre campanaria di San Michele a Sciacca

Nell’Agrigentino la rete si formerà tra Sciacca, Naro e Sambuca, dove i coupon sono validi per le tre città: 12 luoghi per Sciacca (qui per scoprirli tutti), dove bisogna lasciarsi guidare dai cinque sensi: perché si guarda, si tocca. Per scoprire che c’è palazzo Lazzarini con tanto di giardino segreto; la chiesa più antica della città, San Nicolò La Latina; il Castello dei nobili Peralta, la chiesa di Santa Margherita dove il pavimento veniva lavato con il Moscato. Vicino vicino ecco il borgo più inatteso, Naro con quel suo barocco che ha una storia a sé: 12 siti (aprono il sabato e la domenica, qui l’elenco di tutti i siti vistabili) a partire da Santa Maria del Gesù con il crocifisso di Frate Umile da Petralia, che si dice sia stato fatto dagli angeli; Santa Caterina che in epoca medievale era affrescata da Cecco da Naro, lo stesso del soffitto palermitano dello Steri; san Francesco con la sacrestia colma di armadi estrosi. E non dimenticate che nella Biblioteca Feliciana è conservata una rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue.

L’interno della Chiesa Madre di Sambuca

Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi aperti), dalla Chiesa Madre restituita alla città, dopo il disastro del terremoto, alla Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno: oggi è alla chiesa del Carmine. I saloni nobiliari di Palazzo Planeta o Santa Caterina, dove si sente il profumo delle “minne di vergini”, create qui. E soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, o si ricorderà il fortino dimenticato dell’Ulmo che emerge dal lago.

Villa Testasecca a Caltanissetta

Caltanissetta chiude questo primo cerchio e partecipa per la terza volta (qui tutti i luoghi). Qui si parte dal complesso di santa Maria degli Angeli che racchiude sia il cimitero che la chiesa, mai aperta dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono spettacolari. Aprono le porte Palazzo delle Poste e la Casa del Mutilato, e il Palazzo della Provincia con splendidi affreschi. L’anno scorso si è scoperta Villa Grazia, quest’anno si aggiunge la bellissima Villa Testasecca, il regno del “signore delle zolfare”; aprono il Seminario e la chiesa di san Francesco dove troverete un Borremans, Palazzo Benintende è tornato vivo grazie ai  condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Interni di Villa Maria a Messina

Il viaggio continua nella Sicilia orientale, partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. Partiamo da Messina, alla sua terza partecipazione a Le Vie dei Tesori: 26 luoghi in corsa (qui per scoprirli tutti), rispetto all’edizione allo scorso anno, ci sono meno chiese – ma apre i battenti quel gioiello medievale che è San Tommaso Il Vecchio, che per anni fu utilizzata come forno – e più musei e collezioni d’arte. Tra queste, la Gamm, la Galleria d’arte Moderna provinciale che custodisce Fontana, Casorati, Boetti o Guttuso; o l’ex rifugio antiaereo che ospita il Museo del ‘900. E aprirà per un solo giorno, il MuMe con i due Caravaggio e i due Antonello. Ma la vera sorpresa è sul mare perché nell’ultimo weekend sarà visitabile la Prefettura con il suo salone che sembra vagare a pelo d’acqua. E poi il Comune e le ville liberty.

Palazzo vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, il viaggio continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, apre 11 luoghi (qui per scoprirli tutti) e per l’occasione permetterà le visite a quel gioiello sconosciuto che è il palazzo vescovile, che apre i battenti per la prima volta. Visite anche alla Collegiata di San Sebastiano con il Museo del Tesoro con preziosi ostensori e paramenti; Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari. Serrata per tantissimi anni anche la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. La Biblioteca Zelantea metterà in mostra per la prima volta il Liber Rubeus, la raccolta dei diritti concessi alla città nel corso dei secoli, colmo di meravigliose miniature.

Chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa

Eccoci a Siracusa, che rinnova il suo impegno con Le Vie dei Tesori per il terzo anno con 21 luoghi (qui per scoprirli tutti): e stavolta la sorpresa arriverà in notturna visto che si potrà visitare la sera la chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la commovente tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Tra gli altri siti, ecco il Carmine, San Filippo Apostolo o san Filippo Neri con quel suo pavimento che pare un merletto: tutte hanno dovuto fare i conti con la ricostruzione. O, nell’antica Giudecca, ecco la Cappella Sveva nel Palazzo Arcivescovile. Poi il Consorzio Plemmirio che difende l’ambiente o il Teatro Comunale che GiovanBattista Basile, già scottato dalle traversie per il Teatro Massimo di Palermo, non volle costruire; e l’ottocentesca Capitaneria di Porto, normalmente chiusa al pubblico. Sono anche previste sei lezioni di yoga in luoghi storici – piazza d’armi di Castello Maniace, giardino di Villa Landolina e il Ginnasio romano – , anticipazione del Siracusa yoga Festival.

Palazzo Ducezio a Noto

Questa prima tranche di festival si chiuderà a Noto che per questo suo debutto apre 13 luoghi (qui l’elenco completo). Qui si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, attribuita al Gagini, nella chiesa del Santissimo Crocifisso dove è anche la cappella rosa e celeste dei Landolina; o la Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare un’altra Madonna gaginiana. Poi, i nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio al neoclassico Palazzo Landolina di Sant’Alfano alla residenza dei principi Nicolaci di Villadorata, o a Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

Contrada Ulmo a Sambuca

Inoltre, Trapani, Marsala, Sambuca e Sciacca, Acireale, Siracusa e Messina organizzano le (ormai) famose passeggiate de Le Vie dei Tesori, guidate da esperti del territorio. Dalle saline di Trapani alla Marsala della dominazione spagnola alla Sciacca della comunità ebraica, sui passi di miti e Madonne a Messina, alla ricerca del Caravaggio a Siracusa, nelle Chiazzette laviche di Acireale, solo per citarne alcune. Speciali visite guidate in luoghi di grande fascino: sabato 21 settembre alle 19 a Villa Testasecca a Caltanissetta e al Sacrario Cristo Re a Messina, venerdì 27 a Palazzo Arezzo Targia (fuori programma) a Siracusa, sabato 28 a Palazzo Planeta, a Sambuca e a Castel Gonzaga, a Messina. Si chiude con una degustazione di vini Planeta.

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, con gite giornaliere da Palermo. Si potrà percorrere da un capo all’altro l’Isola. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma).  Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Nuova luce su vita e morte degli antichi siciliani

Un progetto multidisciplinare ricostruisce la storia e le malattie delle popolazioni dell’Isola, attraverso l’ispezione dei loro resti. Coinvolti ricercatori dell’ateneo lituano di Vilnius, di quelli britannici di Oxford e Cranfield, insieme a quelli dell’Ibam-Cnr di Catania

di Redazione

Ricostruire la storia e le malattie degli antichi siciliani attraverso l’ispezione dei loro resti, diagnosticare eventuali condizioni patologiche che abbiano lasciato segni inequivocabili sulle ossa, analizzarne lo stress fisiologico correlandoli alle strategie di sussistenza. Nasce con questi obiettivi il progetto “Salute e malattia in Sicilia”, che coinvolge i ricercatori di tre atenei europei – quello lituano di Vilnius, e quelli britannici di Oxford e Cranfield – che, insieme a quelli dell’Ibam-Cnr di Catania, affronteranno lo studio dei resti riferibili a vari contesti cimiteriali che coprono un periodo compreso tra il Neolitico e la prima Età Moderna.

Dario Piombino-Mascali

Il progetto ha previsto una prima fase di selezione dei materiali e di standardizzazione dei protocolli, una seconda fase di formazione dei ricercatori, per poi passare a una fase operativa, grazie alla cooperazione di numerose istituzioni regionali che hanno reso disponibili i preziosi reperti. “Abbiamo già completato lo studio di due ampie necropoli – dice il coordinatore siciliano dello studio paleopatologico, Dario Piombino-Mascali, che è anche docente di antropologia forense all’ateneo di Messina – e stiamo per iniziare un’ulteriore missione insieme con vari dottorandi e giovani ricercatori estremamente competenti e motivati. Dopo aver schedato i materiali, i dati verranno elaborati attraverso un software specifico che permette di ottenere un indice di salute e valutare attraverso il tempo la presenza di stress biologico e di specifiche malattie tra i campioni in esame”.

Massimo Cultraro

Il progetto non si limita però a valutare le condizioni che afflissero le popolazioni antiche. “Infatti – continua l’antropologo forense Nicholas Marquez-Grant dell’Università di Cranfield – stiamo procedendo anche a indagini chimiche minimamente invasive, attraverso lo studio degli isotopi stabili”. Si tratta di una tecnica biogeochimica che consente, tra l’altro, di ricostruire la dieta, ma anche per identificare periodi di stress fisiologico nelle ossa. “Si tratta di un progetto senza precedenti – osserva Massimo Cultraro, archeologo e primo ricercatore dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali di Catania – che ci permetterà di acquisire una banca dati e delle statistiche attraverso lo studio del materiale scheletrico proveniente da diversi contesti siciliani, dalla preistoria alle soglie dell’Età Moderna, senza limiti territoriali né culturali”.

Chiesa di Santa Maria Valle di Josaphat

Nell’ambito del progetto, la Soprintendenza dei Beni culturali di Catania, guidata dall’archeologa Rosalba Panvini, ha promosso lo studio paleopatologico dei resti umani pertinenti alla necropoli della chiesa medievale di Santa Maria della Valle di Josafath, nota anche come chiesa della Gangia. Le indagini sono state coordinate dall’archeologa Laura Maniscalco, dirigente della sezione archeologica dell’ente regionale, che nel 2009 aveva supervisionato lo scavo studiandone i reperti. Dopo una prima valutazione dei dati storici, gli antropologi hanno investigato i resti, affiancati dagli archeologi dell’associazione Siciliantica di Paternò. I reperti, suddivisi in 56 casse, e pertinenti a tutti i sessi e a diverse età, hanno rivelato, tra l’altro, la presenza di osteoartrosi, a volte particolarmente grave, la frequenza di malattie metaboliche rappresentate da porosità delle ossa, e un numero di traumi, tanto guariti che inferti in prossimità del decesso, rappresentando, per uno dei soggetti, la probabile causa di morte.

La fase di studio successiva, programmata per il prossimo gennaio, prevede l’analisi degli isotopi stabili da campioni ossei o dentari per ricostruire la dieta e la provenienza di questo interessante gruppo umano, presumibilmente di origine normanna.

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Le ville liberty di Messina svelano i loro segreti

Antiche residenze private aprono i cancelli in occasione del festival Le Vie dei Tesori che torna nella città dello Stretto dopo il successo dello scorso anno

di Redazione

Dimore aristocratiche incorniciate da rigogliosi giardini, arricchite da eleganti decori e arredi d’epoca. Le ville liberty di Messina aprono i loro cancelli per mostrarsi in tutta la loro raffinatezza grazie al festival Le Vie dei Tesori, che torna per la terza volta consecutiva nella città dello Stretto (in contemporanea con altre città siciliane) nei weekend dal 13 al 29 settembre, tutti i venerdì, sabato e domenica.

Circolo della Borsa

Sarà un’occasione per rivivere la Messina liberty già apprezzata nella scorsa edizione, segnata dal successo delle oltre 14mila visite complessive nei luoghi aperti della città. Quest’anno si può cominciare da Villa Rodriguez dove si trova il Circolo della Borsa (qui per acquistare il coupon), tra i più antichi club d’Europa, che ospitò sovrani italiani e stranieri. Fu fondato nel 1805 da mercanti stranieri e imprenditori dell’aristocrazia peloritana. Solo di recente la sede è stata trasferita negli eleganti ambienti, già appartenuti alla famiglia De Natale e quindi adesso Rodriguez. I decori dell’edificio si rifanno al repertorio floreale, in un progetto architettonico firmato dall’ingegner Guido Viola, che lo realizzò negli anni Venti del secolo scorso.

Villa Cianciafara

Dal Circolo della Borsa a Villa Cianciafara (qui per acquistare il coupon), dove si ritrovano i nobili arredi di un tempo e lo stile del fotografo Filippo Cianciafara, cugino di Giuseppe Tomasi e di Lucio Piccolo. La dimora, che custodisce preziosi arredi, venne edificata alla fine del Settecento su un preesistente edificio medievale. Originariamente doveva essere destinata alla produzione agricola, con il caseggiato padronale circondato dalle case coloniche, il lavatoio, il palmento e il frantoio, il magazzino per il vino e il forno, la cappella, i giardini, il pergolato e, infine – defilati nei pressi dell’orto – la stalla e il fienile.

Villa De Pasquale

Tappa obbligata, ancora, a Villa De Pasquale, che rappresenta uno spaccato dell’imprenditoria illuminata siciliana (qui per acquistare il coupon). Dopo decenni di abbandono, l’eclettica villa di Contesse è finalmente tornata fruibile grazie a un restauro della Soprintendenza. Qui visse l’imprenditore e collezionista Eugenio De Pasquale, soprannominato il “maragià” per la sua estrosità. La sua ditta, fondata nel 1818, lavorava agrumi e gelsomini da cui traeva essenze e profumi, che si intuiscono dagli antichi impianti di estrazione.

Villa Stefania

Ci si potrà sposare, poi, a Villa Stefania, dimora estiva della famiglia Roberto (qui per acquistare il coupon). Fu realizzata nella prima metà del Novecento dall’architetto messinese Camillo Puglisi Allegra, noto per essere autore anche della Camera di Commercio e della Galleria Vittorio Emanuele. Viene conosciuta dalla gente del posto anche come Villa Alfè per le iniziali dei pronipoti di Stefania Filiberto, la nobildonna alla quale il marito Federico Roberto fece dedicare la dimora. La villa, in stile eclettico, è posta in cima a un poggio ricco di vegetazione. Dalla sua terrazza si gode di un panorama incantevole che spazia dal golfo di Milazzo alle isole Eolie.

Villa Maria

Infine, unica visita su prenotazione, aprirà i suoi saloni anche Villa Maria (qui per prenotare la visita), una delle più prestigiose della riviera messinese. La residenza, che domina lo Stretto e i laghi di Ganzirri, prende il nome dalla moglie del proprietario Santi Roberto, imprenditore che possedeva una fiorente attività di produzione e commercio di essenze delicate e molto costose. Ottocentesca, dopo i danni causati dal terremoto del 1908, venne ristrutturata in pieni anni Trenta. Oggi è una scoperta deliziosa: da ammirare per comprendere la vita quotidiana di una famiglia altoborghese tra i due conflitti mondiali.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Messina, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman). Sarà l’occasione per visitare alcuni dei 26 luoghi aperti in città per questa edizione del festival (qui tutti i siti visitabili). Per informazioni sul festival a Messina visitare la pagina https://leviedeitesori.com/messina/. Per prenotare il pullman da Palermo a Messina cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Risplendono i mosaici della Villa romana di Gerace

L’attività di restauro nel sito archeologico di Enna è consistita nella pulizia dell’intera zona e nella realizzazione di percorsi di visita e supporti didattici

di Redazione

Un altro tesoro archeologico della Sicilia pronto a farsi ammirare. Con l’installazione della copertura si sono conclusi i lavori di sistemazione della Villa romana di contrada Gerace a Enna. L’attività di restauro conservativo dei mosaici – già messi in luce nelle campagne di scavo precedenti – è consistita nella pulizia dell’intera zona e nella realizzazione di percorsi di visita e supporti didattici. I lavori sono stati finanziati dalla Regione Siciliana.

Il mosaico del frigidario

I lavori e l’attività archeologica a Villa Gerace rientra tra le campane di ricerca, scavo, messa in sicurezza e miglioramento della fruizione nei siti archeologici minori dell’Isola. Questo primo impegno della Regione, pari a cinquecentomila euro, ha finora riguardato, oltre a Gerace, altri sette cantieri nelle province di Palermo (Complesso di età medievale di San Giovanni degli Eremiti); Catania (pulitura dei mosaici, ripristino, restauro e messa in sicurezza della Villa romana con le Terme di contrada Castellitto); Agrigento (necropoli di “Monte Mpisu” e area di “Monte Castello” dove le strutture del castello medievale si sono impiantate su strati preistorici e greci); Trapani (a Pantelleria scavo, rilievo e studio di Mursia, il villaggio preistorico costituito da capanne e con la necropoli costituita dai Sesi); Ragusa (Villa romana di Giarratana, del III secolo dopo Cristo); Messina (scavi archeologici nel sito della necropoli greca dell’antica Mylai, a Milazzo).

Villa romana di Gerace

La Villa romana di contrada Gerace, scoperta nel 1994, si trova a circa quindici chilometri dalla Villa del Casale di Piazza Armerina. Inizialmente furono riportate alla luce cinque stanze e due corridoi. Si tratta del corpo centrale di un complesso edificio dotato di un peristilio circondato da ambienti abitativi, un locale absidato con tratti pavimentati a mosaico, un corridoio, sale per banchetti e cucine. Successive ricerche hanno consentito di stabilire che l’area di interesse archeologico è di circa tre ettari, sui quali insistono almeno dodici costruzioni e tra queste i resti di un edificio termale che domina il complesso, con mosaici pavimentali e marmi policromi di almeno quindici tipi diversi, tutti di provenienza estera.

Uno degli ambienti della villa

Costruita intorno al IV secolo dopo Cristo, secondo alcuni archeologi la villa edificata tra il 361 e il 363 sarebbe appartenuta a tale Philippianus della famiglia romana dei Filippiani. L’identificazione del proprietario è stata possibile grazie allo scavo e al ritrovamento dei pavimenti a mosaico policromi. La gamma di colori utilizzati è molto varia: nero, grigio, rosso, verde, rosa, bianco e le composizioni sono di pregevole fattura arricchiti da iscrizioni latine.

La villa, fin dal 2013, vede la presenza dell’università canadese di Vancouver, con una missione diretta dal professore Roger Wilson. Quest’anno, la delegazione composta da quindici studenti ha effettuato scavi e rilievi in convenzione con la soprintendenza ai Beni culturali di Enna. In particolare sono stati portati alla luce due locali delle terme con pregevoli testimonianze che arricchiscono le conoscenze sulla villa e ci raccontano la Sicilia centrale all’epoca del Tardo impero, l’economia del latifondo e un’attività legata all’allevamento dei cavalli.

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Le Vie dei Tesori tornano a Messina con 26 luoghi

Tra i siti di quest’anno la Prefettura, la chiesa medievale di San Tommaso il Vecchio, poi l’immenso Palazzo Zanca che ospita il Comune, le ville liberty, gli ipogei. E il MuMe aperto un solo giorno

di Redazione

Devastata dal terremoto del 1908 e poi rinata, ricostruita, riamata. Messina torna per la terza volta consecutiva tra le città del festival Le Vie dei Tesori con chiese, ipogei, forti, ville, opere d’arte sopravvissuti, messi a confronto con i siti nati nel secondo ventennio del Novecento. Messina non ha mai voluto mancare l’appuntamento con il festival, sempre con numeri altissimi, anzi l’anno scorso fu bruciata sul filo di lana dalla neo arrivata Trapani che con mille presenze in più guadagnò il podio di città più visitata delle province siciliane, esclusa Palermo. Ma Messina mise insieme lo stesso 14.365 visitatori, con l’exploit del Museo regionale con 500 visitatori nell’unico giorno di apertura (che quest’anno tra l’altro, verrà replicato).

Prefettura

Quest’anno la città dello Stretto si mostrerà attraverso ventisei luoghi tutti da scoprire nei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre (qui l’elenco completo dei siti da visitare). Il viaggio deve per forza iniziare dalla Prefettura che – soltanto nell’ultimo weekend – permetterà un vero colpo d’occhio sullo Stretto, dal suo salone principale: è un palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale con citazioni Liberty. Si entrerà nella biblioteca, nella stanza del prefetto con il soffitto a cassettoni, e nei i salottini.

Chiesa di San Tommaso il Vecchio

Rispetto all’edizione dello scorso anno, sono presenti meno chiese – ma apre i battenti quel gioiello medievale che è San Tommaso Il Vecchio, chiesa piccola e preziosa che profuma di Medioevo: difficile credere che sia stata anche utilizzata come forno, dal 1866 e fino al terremoto – e più musei e collezioni d’arte. Tra queste, la Gamm, la Galleria d’arte Moderna provinciale che custodisce una collezione che attraversa il XX secolo attraverso le opere di Fontana, Casorati, Boetti o Guttuso, solo per citarne alcuni, ma anche le sorprendenti installazioni di Agostino Bonalumi o le sculture di Giò Pomodoro; per scoprire la città sotto i bombardamenti, si deve scendere nell’ex rifugio antiaereo che ospita il Museo del ‘900, mentre aprirà per un solo giorno, sabato 28 settembre dalle 10 alle 18, il MuMe (il Museo Regionale) con le due opere del Caravaggio (passato dalla chiesa di San Giovanni di Malta) e le due di Antonello, forse sepolto al monastero di Santa Maria di Gesù Superiore, dove forse fu sepolto.

Villa Cianciafara

Tra i tanti luoghi che apriranno le porte, anche Palazzo Zanca che sorge sull’antico Palazzo della Camera di Commercio, e oggi ospita il Comune; un edificio grandioso, immenso, di oltre 12mila metri quadrati, realizzato dall’architetto palermitano Antonio Zanca; sulla facciata, i buddaci, i pesci che danno il nome ai messinesi. Rivivrà anche quest’anno la Messina liberty che tanto è piaciuta la scorsa edizione: soprattutto attraverso le residenze private, a partire da Villa Rodriguez dove c’è il Circolo della Borsa che ospitò sovrani italiani e stranieri e oggi mostre, leziosa, i decori floreali di Guido Viola; poi Villa Cianciafara dove si ritrovano i nobili arredi di un tempo e lo stile del fotografo Filippo Cianciafara, cugino di Giuseppe Tomasi e di Lucio Piccolo; Villa De Pasquale, restaurata dalla soprintendenza, dove si produceva essenza di gelsomino, Villa Stefania (ma i messinesi la conoscono come Villa Alfè, dalle iniziali dei pronipoti di Stefania Filiberto, la nobildonna alla quale il marito Federico Roberto fece dedicare la dimora). Ultima, Villa Maria, elegante, al borghese, raffinata, nasconde un laghetto e da Ganzirri domina lo Stretto: sarà l’unico sito messinese ad aprire su prenotazione, soltanto sabato 21 e domenica 22 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 (qui per prenotare).

Villa Maria

Spazio anche a tre passeggiate d’autore alla scoperta della vera Messina. La prima sarà dedicata al patrimonio mitologico rintracciato nelle pieghe della città dello Stretto (domenica 15 settembre, qui per prenotare); la seconda al vasto patrimonio religioso, dalle origini del culto mariano ai diversi luoghi legati a martiri e santi (domenica 22 settembre, qui per prenotare); infine, si potrà scoprire il percorso dell’antica Via del Dromo che collegava Messina e Catania, tra resti di fabbriche di essenze di agrumi e gelsomino, chiese, palazzi signorili (sabato 28 settembre, qui per prenotare).

Sacrario del Cristo Re

Ma non è tutto, ci saranno due speciali visite guidate in luoghi di grande fascino, che si concluderanno con una degustazione di vini Planeta. Sabato 21 settembre alle 19 al Sacrario di Cristo Re, la torre ottagonale sopravvissuta alla cinta muraria della città (qui per prenotare); e sabato 28, sempre alle 19, a Castel Gonzaga che un tempo era protetto da un fossato casa di feroci coccodrilli (qui per prenotare). Novità di quest’anno, infine, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Messina, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Villa Stefania

“Siamo felici di rinnovare il nostro impegno e la nostra collaborazione con Le Vie dei Tesori – dice la neosovrintendente ai Beni culturali di Messina, Mirella Vinci – È il terzo anno e ad ogni edizione il pubblico cresce, sono soprattutto i messinesi a scoprire la loro città”. “Siamo particolarmente legati a Messina perché da qui tre anni fa è iniziata l’avventura del festival fuori dalla città di Palermo, dove ormai è una realtà consolidata da 280 mila visitatori – spiega Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – Ringraziamo tutte le istituzioni sia pubbliche che private, a partire dalla Regione Siciliana con la Soprintendenza ai beni Culturali che oggi ci ospita, confermando il solido rapporto di collaborazione con il festival”. Quest’anno, su input dell’assessore Sebastiano Tusa al quale la manifestazione è dedicata, e per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, la Regione Siciliana ha firmato con il festival un innovativo accordo di valorizzazione con cui ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia. “Sebastiano Tusa ha creduto nel rapporto tra pubblico e privato, e ha visto giusto – interviene Carmelo Briguglio, capo di gabinetto dell’assessorato regionale ai Beni Culturali – questo festival è tra le più importanti manifestazioni culturali che proiettano all’estero l’immagine della Sicilia. Tusa ha tracciato la strada, non possiamo tornare indietro, ma siamo pronti ad andare avanti”.

Esterni del Mume

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Messina, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Sciacca, Siracusa, Noto e Acireale. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Messina visitare la pagina https://leviedeitesori.com/messina/. Per prenotare il pullman da Palermo a Messina cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Acireale tutta da scoprire con Le Vie dei Tesori

La città delle 40 chiese e delle 100 campane debutta al festival e apre le porte di undici luoghi, alcuni chiusi da tempo o mai aperti al pubblico

di Redazione

È la città del mitico amore tra il pastore Aci e la ninfa Galatea. Una roccaforte religiosa che attirava fedeli da tutta la Sicilia per le sue quaranta chiese nel solo centro storico e cento campane. Adesso Acireale accoglie per la prima volta il festival Le Vie dei Tesori, nell’arco dei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre, con undici luoghi tutti da scoprire, alcuni mai aperti al pubblico o chiusi da tempo (qui l’elenco completo). Come il complesso del Palazzo Vescovile che viene aperto al pubblico con la finestrella “segreta” che monsignor Pasquale Bacile – settimo vescovo di Acireale dal 1964 al 1979 – si fece realizzare per vedere dai suoi appartamenti la cappella del Santissimo (ve ne abbiamo parlato anche qui).

Palazzo Vescovile

Si potrà visitare, poi, la Collegiata di San Sebastiano con il Museo del Tesoro con preziosi ostensori e paramenti. Per una scala tortuosa si sale alla torre campanaria da cui si ottiene un impressionante colpo d’occhio sulla città. Ancora chiese? Santa Venera è chiusa da trent’anni, questa sarà un’occasione imperdibile per scoprirla: era la chiesa del settecentesco Conservatorio delle Vergini dove trovavano ricovero le orfanelle fino a quando, ricche di una dote di 20 onze, andavano spose. O anche ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari. Serrata per tantissimi anni anche la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. E siccome il festival ama anche i “tesori” non usuali, è da non perdere il fuoriporta: nei giardini di Radicepura, in territorio di Giarre, per scoprire un tesoro di opere d’arte verdi (qui per prenotare).

Il giardino di Radicepura

Ci sono, inoltre, le passeggiate d’autore. Ad Acireale se ne organizzeranno due, in tutti i giorni del festival, alle 10 e alle 16, tutte già prenotabili. La prima condurrà fuori porta, un percorso a piedi dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa (qui per prenotare). La seconda riporterà in città, alla scoperta di Aci seicentesca, dove a ogni angolo corrisponde un aneddoto, storia o leggenda (qui per prenotare). Novità di quest’anno, infine, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Acireale, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Chiesa di Santa Venera

Il festival ad Acireale si svolge anche grazie al lavoro sul campo del partner e co-organizzatore Associazione Sajamastra e il supporto della Diocesi e del Comune, dell’IPAB Santonoceto, Legambiente Acireale, del Rettore del Convento San Biagio e dell’Accademia degli Zelanti. “Con Le Vie dei Tesori scopriremo che la nostra città è ancora più bella di quello che pensiamo: siamo pronti ad accogliere i visitatori che, sono certo, arriveranno”, esordisce il sindaco di Acireale, Stefano Alì, con il neo assessore alla Cultura e al Turismo, Fabio Manciagli. “Acireale riceve con questa sua piazza che è già un inno alla bellezza: siamo felici di essere qui – interviene Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori -. Il nostro è un festival smart, facile, fruibile, ma che ormai è il più importante in Italia tra quelli che si occupano di promozione dei beni culturali”.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio

“Già da qualche anno lavoriamo alla nascita di un Parco Ecclesiale di Acireale: entrare in un luogo e sentirlo raccontare, è quello che tentiamo di fare anche noi. Per questo abbiamo sposato il festival, vorremmo che all’innamoramento per la propria città, i giovani trovino qui uno spunto per un lavoro futuro”, dice don Roberto Fucile, direttore dell’Ufficio Pastorale del Turismo della Diocesi. “Sono felice che Le Vie dei Tesori abbia accolto la nostra richiesta di inserimento nel festival – Gaetano Grasso dell’associazione Sajamastra -. È stato difficile scegliere soltanto dieci luoghi nel centro storico: porteremo i visitatori a conoscere la chiesa di Santa Venera chiusa da una trentina d’anni, che nasconde un ciclo di bassorilievi di stucco di Gianforma; abbiamo il monastero di San Biagio e la chiesa dei Crociferi. E anche la Biblioteca Zelandea dove mostreremo per la prima volta  il Liber Rubeus, la raccolta dei diritti concessi alla città nel corso dei secoli, colmo di meravigliose miniature“.

Chiesa di San Sebastiano

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre ad Acireale, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Sciacca, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival ad Acireale visitare la pagina https://leviedeitesori.com/acireale/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori tra chiese e palazzi di Noto

La capitale del Barocco siciliano debutta al festival, svelando i suoi segreti. Tredici luoghi per questa prima edizione tutta da scoprire

di Redazione

È la capitale del Barocco siciliano. Chiese, palazzi, teatri, archivi, musei fanno di Noto una città unica al mondo. Luoghi che adesso, per la prima volta, si potranno visitare tutti insieme in occasione del festival Le Vie dei Tesori, al suo debutto nella città che il critico d’arte Cesare Brandi ha definito “il giardino di pietra”, dove i salotti affrescati, perfettamente conservati, giocano a rimpiattino con le gelosie delle monache. Dunque, il festival che ogni anno trasforma le città in musei diffusi, arriva a Noto, nei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre, con tredici luoghi da scoprire (qui l’elenco completo).

Chiesa del Santissimo Crocifisso

Sarà una vera scommessa, per una cittadina che investe da sempre sul turismo ma stavolta vuole scommettere anche sul racconto e sui posti inediti. Con l’aiuto del Comune e della Diocesi, è stato costruito un percorso quasi sensoriale, che si insinua proprio nei luoghi più nascosti. Si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, che ha un nome bellissimo, arriva da Noto Antica ed è attribuita al Gagini, la troverete nella chiesa del Santissimo Crocifisso dove è un colpo d’occhio la cappella rosa e celeste dei Landolina. Sempre dal sito storico arriva la scultura in marmo della Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare una cinquecentesca Madonna con Bambino attribuita ad Antonello Gagini.

Palazzo Ducezio

Un colpo d’occhio merita la scalinata amata dalle star della Cattedrale, ma Noto non è solo chiese: eccola infatti pronta ad aprire i suoi nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio dove Gregorietti mise mano ai saloni per la visita ufficiale di Umberto e Maria Josè di Savoia; al neoclassico Palazzo Landolina Sant’Alfano che, tra il 1838 e il 1844, ospitò tre volte Ferdinando II di Borbone e Maria Teresa d’Austria; fino al bestiario grottesco che adorna il palazzo dei principi Nicolaci di Villadorata, vero gioco surreale di sirene, leoni, sfingi, ippogrifi, cavalli alati e angeli che si affacciano dai mensoloni che sorreggono le gelosie; e infine, Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

Chiesa di Santa Chiara

“Abbiamo aderito con convinzione – spiega l’assessore al Turismo Giusi Solerte – e matura consapevolezza a una proposta progettuale valida ed importante, con un format ormai consolidato e collaudato. Così come è capillare ed efficacia la campagna di marketing e di visibilità internazionale che accompagna il format. Non si tratta della semplice apertura e visita di siti culturali, ma della possibilità concreta di mettere in rete bellezze architettoniche, uniche al mondo, e di consentire la scoperta di siti normalmente poco accessibili al pubblico”. ”Stiamo rafforzando il nostro modello, sia verso l’esterno sia verso l’interno – sottolinea l’assessore alla Cultura Frankie Terranova -. Verso l’esterno perché andiamo a far parte di un progetto che coinvolge altre città importanti della nostra regione. Verso l’interno perché proseguiamo con il nostro sviluppo turistico mettendo a disposizione, grazie alla collaborazione delle società e cooperative che gestiscono il nostro straordinario patrimonio, luoghi solitamente chiusi al pubblico”.

Palazzo Nicolaci

“Un format nato tredici edizioni fa da un gruppo di giornalisti ed operatori culturali che hanno creduto nel fatto che raccontare i siti voleva dire farli amare – spiega il presidente de Le Vie dei Tesori, Laura Anello -. Oggi i comuni premono per entrare nel circuito, abbiamo richieste ogni giorno e non riusciamo a far fronte a tutte: l’anno scorso il festival ha raccolto 280 mila visitatori solo a Palermo e cresce ad ogni edizione”.

Per informazioni sul festival a Noto visitare la pagina https://leviedeitesori.com/noto/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori tornano a Siracusa, ecco tutti i luoghi

Le chiese, le aree archeologiche, i giardini nascosti, e poi le lezioni di yoga nei siti storici e il Caravaggio che si visita in notturna

di Redazione

I fiumi, i papiri, le catacombe, il teatro, lo splendore candido di Ortigia. Siracusa torna per la terza volta tra le città del festival Le Vie dei Tesori, dopo il successo dell’anno scorso con settemila visite. Un viaggio attraverso 21 luoghi, nei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre: dalle prigioni di Palazzo Arcivescovile allo splendido Caravaggio custodito nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, che si visiterà in notturna (qui tutti i luoghi visitabili).

Chiesa di Santa Lucia

Partendo proprio da quest’ultima, la chiesa aprirà le porte eccezionalmente (solo sabato e domenica) dalle 18 alle 20, mostrando anche il bellissimo pavimento a formelle di maiolica, appena restaurato. Volendo restare in zona, da non perdere le altre chiese vicine, quasi tutte distrutte dal famoso terremoto seicentesco e ricostruite facendo i conti con l’”art nouveau” del momento, ovvero il Barocco. Il Carmine, San Filippo Apostolo o san Filippo Neri con quel suo pavimento che pare un merletto: tutte hanno dovuto fare i conti con la ricostruzione. Oppure, nell’antica Giudecca, ecco la Cappella Sveva nel cuore del Palazzo Arcivescovile.

Teatro Comunale

Di matrice completamente diversa, i luoghi che raccontano il territorio – il Consorzio Plemmirio che difende l’ambiente o il Teatro Comunale che Gianbattista Basile, già scottato dalle traversie per il Teatro Massimo di Palermo, non volle costruire; o quelli legati alla storia, come l’ottocentesca Capitaneria di Porto, normalmente chiusa al pubblico: nel 1930 re Vittorio Emanuele III venne accolto con la sua nave imbandierata, dalla folla festante assiepata sulle banchine. E non dimenticate Villa Reimann, voluta da una testarda infermiera danese con la passione per l’archeologia: è immersa in un parco di 35mila metri quadrati, con un giardino esotico e una necropoli.

La Capitaneria di porto

Ma quest’anno Le Vie dei Tesori a Siracusa hanno nel paniere anche una sorpresa affascinante: si potrà respirare, meditare, muoversi in tre gioielli, seguendo sei lezioni che anticipano di qualche settimana il Siracusa yoga Festival con cui è stata stretta una collaborazione (qui per prenotare). Sei lezioni di yoga nel Parco di Villa Landolina, il polmone verde ricco di piante secolari e di ipogei di età greca e cristiana che si trova accanto al Museo archeologico regionale; nella piazza d’armi del Castello Maniace e nell’antico e misterioso Ginnasio Romano.

Cappella Sveva

Spazio, poi, a otto passeggiate d’autore, seguitissime ogni anno dai siracusani e dai turisti (qui per prenotare). Per questa edizione, si ritornerà dietro le quinte dei Teatro dei Pupi (14 e 15 settembre), si scoprirà la storia delle famiglie più in vista attraverso palazzi e cappelle (21 e 22 settembre); si ripercorreranno i passi del Caravaggio in fuga da Malta verso Messina (28 e 29 settembre); e infine si raggiungerà fuori porta, la penisola Maddalena con le sue sepolture preistoriche (21 e 28 settembre).

Terrazza di Palazzo Arezzo di Targia

Chi vorrà assaporare un calice di vino nel cuore barocco di Ortigia, potrà farlo, invece, grazie alla visita con degustazione che si svolgerà sulla terrazza di Palazzo Arezzo di Targia, il palazzo, sopravvissuto ai bombardamenti e ricostruito fedelmente negli anni ’50 dalla coppia – lei magistrato, lui avvocato – che l’ha voluto con forza. L’appuntamento è per venerdì 27 settembre alle 21 (qui per prenotare). Novità di quest’anno, infine, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Siracusa, potrà farlo domenica 29 settembre (qui per prenotare il pullman).

Villa Reimman

“Rinnoviamo, per il terzo anno consecutivo – ha detto l’assessore alla Cultura di Siracusa, Fabio Granata – la nostra collaborazione con Le Vie dei Tesori che abbracciano tutto il patrimonio culturale materiale e immateriale della Sicilia e che toccano in modo esteso la nostra città. Ventuno siti saranno interessati e aperti alle visite. Un progetto importante, e non solo per i viaggiatori, perché è rivolto soprattutto ai cittadini per diffondere la consapevolezza del nostro patrimonio diffuso, spesso erroneamente qualificato come minore e ma che invece rappresenta il filo rosso dell’identità complessiva di Siracusa, al di là dei grandi monumenti. Non a caso abbiamo scelto di presentare il festival a Villa Reimann, un luogo dell’anima ritrovato grazie all’importante rigenerazione che in pochi mesi l’amministrazione è riuscita a portare avanti”. Alla presentazione sono intervenuti Calogero Rizzuto, neo direttore del Parco archeologico di Siracusa – che ha annunciato nuovi progetti di restauro sulla Neapolis e su Pantalica –; Antonio Mamo, dirigente della Sovrintendenza che aprirà per il festival, Castello Maniace; e Silvano La Rosa, presidente del Consorzio Universitario Etneo che garantisce la fruizione di Villa Reimann, voluta da una testarda infermiera danese con la passione per l’archeologia: è immersa in un parco di 35 mila metri quadrati, con un giardino esotico e una necropoli. Sarà aperta ogni mattina del festival dalle 10 alle 13. “A Siracusa contiamo su un pubblico diverso che comprenderà di certo molti turisti: per questo abbiamo scelto di realizzare il flyer anche in inglese – dice Fabio Sanfilippo, che cura il coordinamento del festival -. Il format del festival insegna alla gente ad “abbracciare” le città”.

Chiesa del Carmine

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Siracusa, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Sciacca, Acireale, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Siracusa visitare la pagina https://leviedeitesori.com/siracusa/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori tra luoghi e leggende di Sciacca

La città debutta al festival con dodici siti tutti da scoprire, tra giardini segreti, palazzi, chiese e passeggiate d’autore

di Redazione

È la città delle leggende e dei miraggi: da Dedalo che costruisce le famose Stufe di san Calogero sul monte Kronio, all’isola Ferdinandea che sbuca dalle acque e si inabissa dopo poche settimane, lasciando tutti di stucco. Sciacca si prepara al debutto tra le città del festival Le Vie dei Tesori, aprendo le porte a dodici luoghi tutti da scoprire nell’arco di tre  weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre (qui l’elenco completo dei siti da visitare).

Palazzo Lazzarini

Si potrà visitare, ad esempio, Palazzo Lazzarini, una residenza nobiliare, con tanto di giardino segreto profumato di aranci amari, con cavità sotterranee e una “stanza dello scirocco” dove i proprietari cercavano un po’ di frescura. Ma per rintracciare la storia di Sciacca bisogna andare indietro e indietro: fino ai normanni a cui si deve la chiesa più antica della città, l’austera San Nicolò La Latina; di due secoli più tardi è invece il Castello dei nobili Peralta, i signori di Sciacca che, passato di eredità in eredità, fu al centro della famosa contesa tra i de Luna e (catalani) e i Perollo (normanni).

Grotta del Caricatore

Per l’ex Chiesa di Santa Margherita si rincorre la leggenda che il pavimento venisse lavato con il Moscato per farlo brillare: lo raccontano gli anziani, fatto sta che la geometrica ha un bellissimo portale attribuito al Laurana. Sotto Carlo V, Sciacca divenne preda ambita per i suoi depositi di granaglie: a quel periodo risalgono le Grotte del Caricatore (appunto) e la torre campanaria (un parallelepipedo perfetto) che la difendeva dai Turchi: da quassù si vede tutta la città. Potrete scoprire anche il Castello incantato, un museo di art brut popolato dalle sculture en plein air di Filippo Bentivegna, scultore contadino autodidatta. Sarà esposta la “chiave dell’incanto”, una scultura lignea “erotica” che Bentivegna usava come tramite ogni volta che incontrava una bella donna. Alla Casa Comunale – che di per sé è già bellissima visto che è un ex convento seicentesco dei Gesuiti – sarà trasformata la Sala Blasco in una pinacoteca, per ospitare le opere che nel corso degli anni sono state donate al Comune e che di solito sono negli uffici (e quindi non fruibili dal pubblico). Tra le altre, per “Novecento. La collezione del Comune”, a cura di Anthony Francesco Bentivegna, opere di Franco Accursio Gulino, Rosario Bruno e Giuseppe Montalbano e molti altri. Al Museo Scaglione è invece visitabile una retrospettiva su Vincenzo Nucci.

Il Castello incantato

Spazio poi a tre passeggiate. La prima del 15 settembre (qui per prenotare) condurrà alla scoperta di Monte Kronio dove è ancora visibile la grotta di un eremita e le famose grotte (uniche al mondo) con un ‘umidità del cento per cento. Un secondo percorso, organizzato per domenica 22 settembre (qui per prenotare), ricondurrà all’antico quartiere ebraico e alla Giudecca, fino alla sinagoga dove si verrà accolti dall’attuale proprietario. Si chiude con una terza passeggiata il 29 settembre (qui per prenotare) che invece permetterà di rivivere i fasti della Sciacca dei nobili signori, che erano tanti e punteggiavano con i loro sontuosi palazzi, l’intera città.

Chiesa di San Nicolò

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Sciacca, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Il festival a Sciacca si svolge con l’aiuto logistico del Comune. “Sciacca è veramente piena di siti del tutto sconosciuti che così saliranno alla ribalta – dice il vicesindaco Gisella Mondino -; apriamo la chiesa di santa Margherita, di solito inaccessibile, che è straordinaria; e al Comune, esporremo tutte le opere che negli anni sono state donate dagli artisti”. “Sciacca sarà un debutto, ma è anche una sicurezza – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro -; e abbiamo trovato ragazzi entusiasti. Siamo alla prima edizione, ma già ci segnalano luoghi da inserire il prossimo anno”.

Chiesa delle Giummare

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Sciacca, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Sciacca visitare la pagina https://leviedeitesori.com/sciacca/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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