Ceramiche, musei e palazzi nobiliari: Le Vie dei Tesori debutta a Caltagirone

Aprono otto luoghi nei weekend dall’11 al 26 settembre. C’è Palazzo Gravina con il più bel balcone barocco della Sicilia, il Museo delle Ceramiche e quello di arte contemporanea e un laboratorio dedicato ai fischietti di terracotta

di Redazione

Caltagirone deve di sicuro ringraziare gli arabi che introdussero la lavorazione della ceramica a smalto: è una delle sue caratteristiche più note, punteggiata com’è da botteghe di artigiani che riproducono antichi disegni. Camminare per le vie del centro storico, vuol dire fermarsi ad ogni passo, meravigliati: lì una terracotta colorata, qui un fischietto multicolore, lì una testa imponente, ma anche un balcone scolpito, un arabesco, un ricco oratorio. Ma Caltagirone è ben altro: dopo l’arrivo della comunità genovese – che qui ha lasciato i suoi carruggi -, è stata tra le città demaniali più importanti della Sicilia, almeno fino al terremoto del 1693 che praticamente la rase al suolo: fu ricostruita in soli dieci anni, con il volto barocco che ancora oggi le appartiene.

La scalinata di Santa Maria del Monte

Con don Luigi Sturzo, Caltagirone si scoprirà profondamente antifascista, ma non per questo verrà risparmiata dai bombardamenti alleati. Quello nelle Vie dei Tesori è un vero debutto in grande stile: da sabato prossimo, tre weekend, dall’11 al 26 settembre, con il supporto del Comune (qui il programma). Otto luoghi scelti con cura per rileggere la cittadina alla luce delle sue ricchezze culturali: da siti molto conosciuti come il bellissimo Museo della Ceramica, alla collezione dello storico ceramologo Vincenzo Forgia che vanta addirittura 1500 formelle per gelo e mostarde.

“Il rapporto tra pubblico e privato è la strada giusta per intervenire sul patrimonio culturale – dice il sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo – e Le Vie dei Tesori sono riuscite nell’intento di fare rete, riuscendo a farci lavorare insieme”. “Il festival ha cercato luoghi poco conosciuti o comunque poco frequentati – interviene l’assessore alle Politiche culturali Antonino Navanzino – oppure nei siti noti, come può essere il Museo della ceramica, ha allestito percorsi inediti. Insomma è un modo per far conoscere Caltagirone sotto un’altra luce”. “Narrare otto luoghi a Caltagirone vorrà dire riscoprire la complessità della città, attraverso i suoi simboli – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori –. Mai come in questi due ultimi anni abbiamo capito quanto sia importante per una comunità, ritrovare il senso dell’essere cittadini attraverso il valore dei suoi siti culturali”.

Salone degli specchi a Palazzo Libertini Spadaro

Caltagirone si è sempre allungata tra chiese, conventi e palazzi nobiliari: il festival ne aprirà due, quello dei Gravina con il più bel balcone barocco di Sicilia, popolato da creature fantastiche, mostri, sirene, dame e cavalieri; e il sontuoso palazzo Spadaro Libertini dove i piedi affondano nei tappeti Aubusson mentre lo sguardo corre a tappezzerie e lacche. Poi una passeggiata tra le ville storiche, e l’esperienza al laboratorio di fischietti in terracotta dove vi spiegheranno cos’è un riscignolu.

Volta dell’alcova a Palazzo Gravina

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dall’11 al 26 settembre, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 – erano stati 404mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro – ma che comunque raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza.

Chiesa di San Francesco

E quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista – 57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format – ecco le prime 12 città del 2021 pronte a scendere in campo: le prime a settembre –  Caltagirone al debutto con Enna, Carini e Termini Imerese; le due “veterane”  Messina e Caltanissetta, poi Bagheria, Monreale, Noto,Trapani, Mazara e Marsala – mentre dal 2 al 17 ottobre toccherà a Sciacca, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e fino al 31, alle due capitane Palermoe Catania.

Ma Le Vie dei Tesori è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A CALTAGIRONE

Pianoforte d’epoca a Palazzo Libertini Spadaro

Un viaggio alla scoperta della città (qui tutti i luoghi) che non può che partire – per un centro in cui la Chiesa ha avuto sempre una grande importanza – dal Museo Diocesano: un tesoro immenso in paramenti ricamati con lamine d’oro e d’argento, calici, pissidi, teche e campanelli legati alla liturgia eucaristica; i ceselli e gli sbalzi degli argenti, gioielli e madreperle, tele e tavole dipinte da ignoti o maestri rinomati come il pittore fiammingo Vrancke Van Der Stockt. La Cappella neogotica, invece, ospita l’arte contemporanea, in un virtuale dialogo tra passato e presente, che può essere ampliato al MACC, il museo d’arte contemporanea, dove sono “nascosti” pezzi di Balla, Savelli, Cerli e Turcato, ma anche una particolarissima sezione dedicata all’outsider art, ovvero agli artisti “fuori dagli schemi”.

Villa Patti

Se si è a Caltagirone non si può non visitare il Museo della Ceramica: ovvio, ma con Le Vie dei Tesori sarà uno storytelling particolarissimo che pian piano può anche condurre alla collezione dello storico ceramologo Vincenzo Forgia che vanta addirittura 1500 formelle per il profumatissimo gelo o per le aristocratiche mostarde. Se nel piccolo Teatro dell’opera dei pupi, sono appesi 120 pupi di scuola catanese – realizzati nel primo ventennio del secolo scorso, ma anche scenografie, cartelloni, scenari, costumi, e parte della collezione di Giovanni Russo – al Museo delle Ville storiche verrà invece ricordata la vita quotidiana delle nobili famiglie seicentesche. Se si vuole approfondire, bisogna quindi visitare l’antichissimo palazzo Gravina-Pace che sopravvisse al terremoto e possiede il più bel balcone barocco di Sicilia; e il sontuoso palazzo Spadaro Libertini, passato di famiglia in famiglia fino ai Gravina di Belmonte Beaumont che oggi lo stanno riportando in vita. In programma anche una passeggiata tra le ville storiche (qui i coupon), e un’esperienza al laboratorio di fischietti in terracotta (qui i coupon) dove vi spiegheranno cos’è un riscignolu: è il tipico fischietto ad acqua che quando si soffia fischia con un gorgheggio che imita il verso dell’usignolo.

TERRE DEI TESORI

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi“imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite, alla conoscenza del loro mondo e alle degustazioni.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito nell’info point allestito all’ Ufficio turistico, via Duomo (dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13), o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Chiese, biblioteche e artigiani: Monreale fa il bis con Le Vie dei Tesori

Nei tre weekend dall’11 al 26 settembre 11 luoghi da visitare, il forno dove nasce il famoso “pane” e un borgo fantasma di epoca fascista. Poi tante passeggiate e esperienze inedite

di Redazione

Monreale è raccolta attorno al suo complesso abbaziale, così la volle re Guglielmo il Buono. Ma è tutto il borgo ad accoglierti con un abbraccio sincero: si sviluppa in verticale, la strada sale tra fontane del Marabitti e si arrampica verso il Castellaccio, abbandonando chiese e cappelle sconosciute, biblioteche centenarie, palazzi affacciati sulla Conca d’Oro. Qui si vive ancora con ritmi lenti, basta infilarsi in un vicolo lontani dai pullman dei turisti che accorrono per visitare il Duomo: sentirete allora il profumo del pane (il “famoso” pane di Monreale) o vedrete lavorare i mosaicisti, esattamente come una volta (qui il programma completo di Monreale).

Uno scorcio di Monreale con il complesso del Duomo

Le Vie dei Tesori ritorna a Monreale per il suo secondo anno consecutivo, sull’onda del suo nuovo claim “La bellezza in mostra”: una frase che è quasi un passaporto per riappropriarsi del territorio, dei suoi tesori pronti, appunto, a mostrarsi. “Abbiamo integrato il programma per dare un contributo alla crescita al nostro territorio con un calendario ricco di grandi eventi – spiega il sindaco Alberto Arcidiacono –  all’insegna dell’arte. Siamo convinti che Monreale debba tornare al centro della cultura del Mediterraneo“. Secondo l’assessore ai Beni culturali Letizia Sardisco, “abbiamo ideato un calendario che possa animare la nostra cittadina. L’idea dell’amministrazione, dei nostri partner e dei circuiti a cui abbiamo aderito è quella di ripartire nel rispetto delle normative vigenti. Per il secondo anno l’amministrazione ha confermato la scelta di aderire alle Vie dei Tesori, strumento eccezionale di promozione del territorio”. Il programma è stato costruito con la Pro Loco, presieduta da Amelia Crisantino, che ha collaborato alla scelta dei siti e al coordinamento dei volontari. “Il festival ritorna a Monreale, e viene anticipato a settembre  – interviene il vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro -. È una riconferma importante che dimostra la bontà di un progetto radicato sul territorio, che si rivolge sia ai cittadini sia ai turisti, insomma per tutti coloro che cercando un percorso alternativo al pur bellissimo e classico duomo”.

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dall’11 al 26 settembre, per una nuova edizione di “resistenza”, la seconda post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni festival e rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 – erano stati 404mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro – ma che comunque raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza.

Belvedere da Palazzo Cutò

E quest’anno Le Vie dei Tesori è di nuovo pronto alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista – 57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format – ecco le diciannove città del 2021 pronte a scendere in campo: le prime dodici a settembre – Monreale sarà al fianco delle debuttanti Enna, Caltagirone, Carini e Termini Imerese, poi Bagheria, Noto, Trapani, Mazara e Marsala e le “veterane” Messina e Caltanissetta – mentre dal 2 al 17 ottobre toccherà a Sciacca, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e fino al 31, alle due capitane Palermo e Catania. 

Visite a Monreale durante la scorsa edizione

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto la manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione siciliana. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A MONREALE

Borgo Borzellino

Undici luoghi da scoprire e riscoprire, scelti con il sostegno del Comune e con l’aiuto logistico della Pro Loco. Ma quello che quest’anno caratterizza il festival, sono le esperienze da fare tra botteghe artigiane e antichi forni (qui tutte le esperienze): si potranno infatti visitare un laboratorio di mosaicisti nell’antico quartiere della Ciambra e il MAM, il museo dell’arte del mosaico creato dagli studenti del liceo Basile D’Aleo. Oppure scoprire come nasce il famoso “pane di Monreale” curiosando dietro il bancone e nel laboratorio del più antico forno del paese, il Litria. Un’altra esperienza da non perdere è la visita a Borgo Borzellino, uno degli spettrali borghi-fantasma di epoca fascista che vennero disegnati a tavoliuno per combattere il latifondo, ma non vennero mai abitati: Borgo Borzellino è uno di questi, ve ne racconteremo la storia a partire dal suo nome, intitolato ad un “martire” fascista di cui però non esiste alcuna traccia.

Cappella rurale con l’Adorazione dei pastori

Ed eccoci ai luoghi (qui per scoprirli tutti): si parte proprio di fronte al Duomo, dagli stucchi serpottiani della chiesa degli Agonizzanti, che si abbarbica ad una delle torri del sistema difensivo originario normanno. A poca distanza, ecco l’antichissima chiesa di San Vito, che gli storici danno come coeva alla costruzione del Duomo e secondo alcuni addirittura più antica: secondo la tradizione la chiesa sarebbe stata luogo di culto per le maestranze che lavoravano nel cantiere del duomo. E una sorpresa inattesa sarà anche la cappella rurale, a destra del liceo Basile, ma isolata come doveva essere anche al tempo dei Cappuccini di Monreale, tra il 1580 e il 1581: fino al 2013 la cappella era interamente coperta dai rovi e da un canneto, oggi è ritornata alla luce una bellissima Adorazione dei pastori alla grotta di Betlemme.

Chiesa di Santa Maria dell’Orto

Si passa alla chiesa del Sacro Cuore che nacque per i gesuiti, poi divenne educatorio, oggi è la sede dell’Ordine Teutonico di Sicilia; per poi scoprire la storia delle pie donne della Madonna dell’Orto, che scelsero di condurre una vita semi claustrale riunendosi in una comunità e trasformando le case attorno alla chiesa, nelle celle di un convento open air. Il santuario del Santissimo Crocifisso alla Collegiata vanta sei secoli di storia e se raggiungerete il Calvario delle Croci potrete ascoltare la leggenda dell’apparizione della Madonna Addolorata a fra’ Mariano. Si passa poi alle ventidue stanze e alla vista mozzafiato di Palazzo Cutò, affacciato sulla Conca d’Oro, ma ci si deve fermare al passaggio alla biblioteca De Torres del seminario arcivescovile, per ripercorrere gli anni sotto la guida dell’arcivescovo Francesco Testa in cui Monreale era uno dei centri di studio della metafisica e delle lingue antiche, più rinomati del Mediterraneo.

Aragonite con zolfo di sicilia al Museo mineralogico

Anche se uno dei segreti meglio nascosti di Monreale è di certo il fondo antico della biblioteca comunale Santa Maria la Nuova, ricco di oltre 10 mila volumi tra manoscritti cartacei e su pergamena, e incunaboli, i primi testi a stampa. Il nucleo originario risale al 1176, quando il normanno Guglielmo II accoglie cento benedettini, provenienti da Cava dei Tirreni; nel 1591 l’arcivescovo Ludovico II Torres smembrò la raccolta, dividendo i libri fra il Seminario da lui fondato e la biblioteca dei Cappuccini. Oggi il Fondo antico occupa lo stesso locale dell’epoca dei benedettini, al piano superiore dell’ex convento. L’ultimo luogo, sarà una vera scoperta: all’ICS Antonio Veneziano è nato il piccolo museo mineralogico “Marco Maiorana” che prende le mosse dalla collezione dell’associazione La Tormalina. Un vero giro del mondo attraverso i colori e le forme dei minerali: da zolfo, celestina e aragonite che provengono dal cuore della Sicilia; a quarzi e agate dal Brasile, apofilliti dall’India, azzurriti dal Marocco, malachiti dal Congo, turchesi dall’Arizona, okeniti dall’India, pentagoniti dalla Cina e tanto altro.

Il Castellaccio di Monreale

Sono state ideate anche tre passeggiate (qui prenotarle) che condurranno sulla cima di Monte Caputo al famoso Castellaccio;  tra vicoli e cortili di Pozzillo e San Vito fino al vicino quartiere dell’Orto oppure si risalirà il corso del fiume Sant’Elia incontrando mulini, “nache” e antichi lavatoi.

TERRE DEI TESORI

Un vigneto

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi“imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite, alla conoscenza del loro mondo e alle degustazioni.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Chiesa di Santa Maria dell’Orto

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito nell’ufficio turistico del Comune (piazza Vittorio Emanuele II, 8) o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori ritorna a Messina tra chiese sconosciute, collezioni universitarie e case museo

Nei tre weekend dall’11 al 26 settembre 17 luoghi da visitare, tre esperienze e sei diverse passeggiate: Si andrà sul lago di Ganzirri sulle barche dei “cocciulari”

di Redazione

Scoprire i manoscritti greci e le cinquecentine della Publica libraria o le piante carnivore all’Orto Botanico; visitare la casa-museo di una grande poetessa dialettale, perdersi tra forti e chiese, restare incantati di fronte al ferculum dei camaroti. O salire sulle barche dei “cocciulari” sul lago di Ganzirri oppure perdersi tra i ritmi lenti di Floresta. Sarà un’edizione originale e ricchissima – 17 luoghi apriranno le porte, poi esperienze particolari e passeggiate guidate – questa che sta per aprirsi a Messina dove Le Vie dei Tesori tornano per il quinto anno consecutivo, sull’onda del nuovo claim “La bellezza in mostra”: una frase che è quasi un passaporto per riappropriarsi del territorio, dei suoi tesori pronti a farsi amare (qui il programma completo di Messina).

Lo Stretto di Messina dal Forte San Salvatore

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dall’11 al 26 settembre, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 – erano stati 404mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro – ma che comunque raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza.

E quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista – 57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format – ecco le prime 12 città del 2021 pronte a scendere in campo: le prime a settembre – Messina, “veterana” con Caltanissetta, sarà al fianco delle debuttanti Enna, Caltagirone, Carini e Termini Imerese, poi Bagheria, Monreale, Noto, Trapani, Mazara e Marsala – mentre dal 2 al 17 ottobre toccherà a Sciacca, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e fino al 31, alle due capitane Palermo e Catania.

Piazza Duomo a Messina

“E’ stato un periodo particolare per le restrizioni che hanno vincolato i luoghi della cultura – ha detto l’assessore comunale alla Cultura, Vincenzo Caruso – Le Vie dei Tesori sono un’opportunità per ridare slancio alla città, per far riscoprire storie, aneddoti, per riconquistare luoghi non sempre disponibili“. Gli fa eco l’assessore alle Attività Produttive, Dafne Musolino: “Dove c’è turismo ci sono attività produttive coinvolte, partecipi e propulsori per portare avanti Messina. Che, come dice il sindaco De Luca, deve tornare a essere una città normale che vive anche dei suoi tesori”.

Forte San Salvatore

“Un luogo non raccontato è un luogo muto – interviene il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello – e mai come questo secondo anno post Covid, è necessario riappropriarsi dei siti culturali, ma anche delle tradizioni, dell’artigianalità, dei mestieri, dei siti naturali. Con Messina c’è una lunga collaborazione e quest’anno aggiungeremo esperienze bellissime che sono sicura saranno una scoperta anche per i cittadini. Il modello delle Vie dei Tesori è una rete tra pubblico e privato, che si va ogni anno integrando con nuovi protagonisti che vogliono avviare un percorso con noi”. Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. “L’anno scorso il festival ha scelto di aprirsi ai villaggi fuori dalla città – spiega Marco Grassi che ha curato il programma del festival a Messina -, questa edizione ritorniamo nel cuore di Messina, con tesori come i manoscritti della Biblioteca regionale; la casa della poetessa dialettale Maria Costa o Villa Giovanna con l’archivio di disegni del pittore Michele Panebianco;  e ci sono grandi ritorni come Castel Gonzaga”.

Ma Le Vie dei Tesori è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A MESSINA

Antichi testi custoditi nella Biblioteca regionale

L’antica Messina affacciata sullo Stretto, tra Scilla e Cariddi; la città eroica, sopravvissuta a invasioni, conquiste, rivolte; il luogo del grande Antonello, da cui passò in fuga Caravaggio; devastata dal terremoto del 1908 e rinata spezzata, dolente, ma ancora viva. Da quel cataclisma sono sopravvissuti ipogei, chiese, forti, ville, opere d’arte. Un patrimonio straordinario che si sfoglia come una cipolla, a strati, e ogni sito ha una storia da raccontare. Si mostra ai cittadini, che recuperano memoria e senso di identità; si mostra ai turisti, che possono scoprire una città ancora fuori dai principali itinerari culturali del Paese. Messina, in collaborazione con il Comune e l’Università e molti partner pubblici e privati, apre al pubblico diciassette luoghi e propone un fitto programma di esperienze e passeggiate (qui tutti i luoghi). A partire dalle preziose collezioni della settecentesca “Publica Libraria”, oggi Biblioteca regionale universitaria “Giacomo Longo”, dove si potrà cogliere l’occasione di scoprire alcune preziose sezioni (i manoscritti greci, bizantini e medievali del monastero del Santissimo Salvatore; gli incunaboli, le cinquecentine, le musiche della famiglia Stagno Belardinelli, e la porzione della collezione musicale del giurista messinese Salvatore Pugliatti, le riviste culturali di inizio ‘900, la Gazzetta Britannica); ma aprono anche altre collezioni universitarie: le maioliche Zipelli e i reperti dei Gesuiti dell’Antiquarium; e gli alberi esotici, le piante carnivore e la raccolta di succulente dell’antico Orto Botanico. E per restare in tema, ecco l’inattesa villa Giovanna, ex sede della Guardia Regia oggi centro olistico Mater Vitae, a Villaggio Pace, dove ci si troverà immersi in un vero giardino tropicale, che degrada verso il mare.

San Giovanni di Malta

E’ da non perdere la visita al grande palazzo della Cultura intitolato a Antonello da Messina dove è stata riallestita la mostra Vara e Giganti; come quella alla sobria casa museo della poetessa dialettale Maria Costa, nel rione della Case Basse di Paradiso, dove è nato un Centro studi a lei intitolato. E ancora, visite alla prima sede dei domenicani in Sicilia, Santissima Annunziata dei Catalani e all’avamposto dei cavalieri Teutonici, Santa Maria Alemanna. Nella chiesetta di San Giovanni di Malta vi racconteranno la storia di San Placido, patrizio e monaco; a San Giuseppe vi mostreranno il famoso’”anello” e a nella cappella di Gesù e Maria delle Trombe, il Bambinello miracoloso; a San Marco Evangelista in Mili si cercheranno le tracce di Ferdinando II; e come non restare incantati di fronte al Ferculum barocco dei fratelli Juvarra conservato gelosamente dai camaroti a Santa Maria Incoronata?

Il Forte San Salvatore

Non perdete i forti: a partire dal ponte levatoio e dalla “capponiera” di Forte Ogliastri, ma affacciatevi anche dalle feritoie; mentre a Forte San Salvatore dedicate una preghiera alla Madonnina, ma beatevi della vista sullo Stretto. Un’esperienza sarà di certo la “gogna” di Castel Gonzaga, dove venivano rinchiusi i condannati, e la torre merlata dell’antico castello di Roccaguelfonia dove venne rinchiuso Carlo II d’Angiò. Ritorna il Museo di cultura e musica popolare ospitato nell’antico casale di Gesso, sui Peloritani con la sua straordinaria collezione di strumenti musicali popolari e il laboratorio di zampogne.

ESPERIENZE

Chiesa del Carmine

Tre le esperienze, e due sono legate al lago Ganzirri (qui per scoprirle tutte): il festival propone un photowalk alla ricerca degli antichi mestieri del borgo di pescatori, tra nassaroli e mastri d’ascia. E un giro sulle barche tipiche dei molluschicoltori (cocciulari, appunto) che da più generazioni, con le stesse tecniche, coltivano le vongole nel lago di Ganzirri. Ma si potrà anche raggiungere l’arroccata Floresta, borgo di tradizione pastorale dove il tempo scorre ancora lento, lontanissimo dai ritmi frenetici della metropoli.

PASSEGGIATE

Santa Maria Alemanna

Le passeggiate proposte da Le Vie dei Tesori in collaborazione con numerose associazioni locali, condurranno alla scoperta di aspetti particolari della città (qui tutte le passeggiate): dal centro storico sulle orme del mito, alle vestigia medievali e normanne; all’antica via del Dromo da percorrere in bici, sulla scia di dieci storie narrate; da Messina Mariana e devota, al percorso che porta al santuario di San Sòstene a monte di Mili San Pietro; fino al sito naturalistico di Borgo Pantano, a Rometta, dove sarà possibile scattare immagini indimenticabili.

TERRE DEI TESORI

Scorcio di campagne siciliane

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi“imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite, alla conoscenza del loro mondo e alle degustazioni.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Museo dei Peloritani a Gesso

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito nell’info point della Chiesa di san Giovanni di Malta (via San Giovanni di Malta 2), o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Borghi dei Tesori Fest, tutto il meglio del secondo weekend

Dagli eremi ai fari, dalle cappelle alle cantine: 57 borghi da scoprire e raccontare attraverso 150 luoghi e cento tra passeggiate, degustazioni, laboratori

di Redazione

Vi racconteranno che nella grotta, nel secolare bosco della Quisquina, c’è un’epigrafe che ricorda che qui si ritirò Santa Rosalia. E che un mercante genovese lasciò tutto per venire in Sicilia e costruire, con le sue sostanze, l’eremo che oggi si visita con Borghi dei Tesori. Dopo avere edificato la chiesa, le cellette, la cucina e una stalla, decise di ritirarsi e di vivere qui con altri tre uomini, fondando il primo nucleo di una congregazione indipendente di frati devoti a Santa Rosalia. Nel corso del Settecento l’Eremo della Quisquina venne visitato da vescovi, principi e cardinali, divenne sempre più potente ma fu anche ambito come rifugio di malfattori che si nascondevano tra i frati. L’ultimo, fra’ Vicè eremita scomparso nel 1986 a 98 anni, ha vissuto gli ultimi da eremita. Da qui parte l’Itinerarium Rosaliae che lo collega al santuario di Monte Pellegrino. E’ soltanto una delle tante storie che saranno raccontate durante questo secondo e ultimo weekend di Borghi dei Tesori, il festival che ha riunito 57 piccoli centri siciliani – salta dalla programmazione Godrano ma si aggiungono in questo fine settimana Pollina e Blufi, quest’ultimo partecipa dopo essere stato colpito pesantemente dagli incendi – in un’unica rete di condivisione di bellezza.

La grotta di Santa Rosalia all’eremo della Quisquina

È la prima volta in assoluto che i borghi dell’isola hanno deciso di mettere sul piatto i rispettivi “tesori” e far rete, sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori che già da anni punta sulla coesione e collaborazione tra istituzioni e privati, per aprire e “raccontare” i siti della cultura. Che in questo caso viene declinata soprattutto sull’esperienza, sull’immersione nella vita del borgo, sulla conoscenza delle tradizioni spesso tramandate di generazione in generazione, sulla scoperta di mestieri dimenticati, di botteghe artigiane inattese, ma anche delle ricette del posto. In tutto apriranno e verranno “raccontati” dalle guide in presenza o tramite audio guida da ascoltare sul proprio smartphone circa 250 luoghi e sono state organizzate un centinaio tra passeggiate, trekking, attività come degustazioni, visite ad atelier di artisti e botteghe di artigiani, tour nei borghi fantasma e una trentina di esperienze speciali. Borghi dei Tesori Fest è promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con tutti i Comuni e Fondazione Con Il Sud, ed è sostenuto da IGT e Fondazione Sicilia con il supporto di Planeta.

Sant’Angelo Muxaro, Chiesa del Carmelo e torre campanaria

Dentro il festival, ogni piccolo centro ha scartabellato tra tradizioni, luoghi, aneddoti, ma anche ricette delle nonne, artigiani di una volta (qui tutte le visite alle botteghe e agli atelier degli artisti); e organizzato passeggiate in luoghi sconosciuti, rocche impervie, cascate inattese, grotte di solito inaccessibili dove invece si potrà ascoltare il suono di un sitar. È una vera immersione a 360 gradi in un mondo ancora immune al turismo di massa, che tiene tantissimo alla sua storia, radicato sul territorio. E ogni borgo – o gruppo di borghi magari legato ad una zona precisa – è profondamente diverso dall’altro: non si riuscirà mai a visitarli tutti, ma ognuno è pronto a raccontare una storia.

Il monastero di Frazzanò

Sabato e domenica, 4 e 5 settembre, si potrà fare veramente di tutto: basta collegarsi al sito www.borghideitesori.it, scegliere il centro, il sito, o prenotare l’esperienza o la passeggiata, acquistare i ticket e presentarsi sul posto: tutto facile, smart, veloce. Non servirà altro, se non abbandonarsi e lasciarsi trasportare dalla bellezza. Anzi, visto che lo scorso fine settimana si sono riversati moltissimi visitatori anche nei borghi di solito lontani dai circuiti turistici, molte amministrazioni hanno deciso di ampliare l’orario di visite e inglobare spesso anche la mattina: sono infatti Isnello, Naro, Bompietro, Castellana Sicula, Castelbuono, Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana e Sottana, Pollina, San Mauro Castelverde, Burgio, Geraci Siculo, Mirto, Sambuca, Buccheri, San Marco d’Alunzio, Sant’Angelo Muxaro, Montalbano Elicona e Portopalo di Capopassero. Per gli altri, visite dalle 16 alle 22, e un’unica immersione nella bellezza (qui tutte le passeggiate in natura).

Il castello di Sperlinga

Si potrà per esempio partire alla ricerca dei castelli medievali e non: sono tantissimi, più di venti, disseminati su tutta l’isola, di alcuni restano solo pochi resti, altri sono perfettamente conservati: ecco Licodia Eubea, Montalbano Elicona, la straordinaria Sperlinga, ma anche Naro, Palazzo Adriano, Geraci, Vicari, Giuliana, Caccamo, Castelbuono, e non finiscono qui. Se invece preferite il mare, raggiungete Portopalo di Capo Passero e salite su uno dei pochissimi fari rimasti. Di eremi ce ne sono tantissimi, di conventi i numeri si sprecano, ma quello che Borghi dei Tesori scopre, lo racconta: ecco le chiese rupestri, le cappelle dimenticate, senza dimenticare i tantissimi siti archeologici che in alcuni casi sono veramente una scoperta.

Burgio, Museo delle mummie

Raggiungete per esempio Centuripe e visitate (con un trasfert visto che è lontano dalla strada di accesso) Riparo Cassataro, unico con per i graffiti misteriosi che nasconde e, visto che è in un terreno privato, visitarlo sarà un’esperienza unica. Volete capire come un tempo si provvedeva alla sepoltura di monaci e notabili del paese? Raggiungete la chiesa dei cappuccini di Burgio per il museo delle mummie o i “morti ‘nta nnicchia” di Savoca, ma scoprirete che anche la chiesa dell’Immacolata di Santa Lucia del Mela ha addirittura una scuola mummiologica. Altre esperienze: raggiungere un mulino nel bosco e ascoltare l’acqua che ancora batte sulla pietra, sedersi tra i banchi di legno di una classe antica (a Vallelunga Pratameno, è una scuola degli anni Trenta ricostruita e vi daranno perfino una pagella in stile), salire su un calessino e viaggiare per i vicoli, o montare a cavallo e percorrere sentieri; scoprire come si costruisce un tamburo di pelle di capra (a Vicari e a Gangi, e sono piaciuti tanto che li hanno voluti anche i Dire Straits) o un bastone da passeggio, o ascoltare una ricetta antica dalla viva voce delle nonnine di paese. Lanciarsi da una rupe attaccati a un filo d’acciaio o scendere in un canyon (qui tutte le esperienze speciali).

Borgo Morfia a Graniti

Non dimenticate i borghi fantasma: con Ascosi Lasciti se ne visitano quattro – Borgo Guttadauro vicino Butera, Borgo Schisina e Borgo Morfia vicino Graniti e Borgo Riena a pochi chilometri da Castronovo di Sicilia -, furono tra quelli che in era fascista, furono disegnati a tavolino per ripopolare vallate impervie: ma i contadini non vollero mai trasferirsi e oggi esistono solo gli scheletri dei caseggiati mai abitati (qui per saperne di più).

DEGUSTAZIONI E LABORATORI DEL GUSTO

Castelbuono

Sarà una domenica ricca di tantissime passeggiate ed escursioni, ma a farla da padrone al festival dei Borghi dei Tesori saranno di certo le esperienze legate ai piatti tradizionali (qui per scoprirle tutte). Sarà una vera immersione tra ricette di una volta, dolci, zuppe o pizze, quasi un rito collettivo senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano a un progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana. Biscotti e dolci si sprecano, ma a Baucina imparerete a infornare il cuddiruni, la pizza rustica che piace a tutte le Madonie. A Contessa Entellina basta entrare nel “borgo artigiano”– il Comune ha affidato alcuni spazi creando un vero e proprio “villaggio” – per assaggiare il miele delle api nere e un bel bicchiere di vino, prima di iniziare la lunga passeggiata che porta fino al Castello di Calatamauro. Restiamo nel Palermitano: a Vicari, c’è sì il laboratorio di zampogne di Etan Calato ma vi faranno assaggiare i passavolante, i dolci di mandorle inventati nel ‘700; a Bompietro c’è il caseificio fatto rinascere da un avvocato che ama sperimentare; a Castelbuono, i vini biologici dell’Abbazia di Sant’Anastasia, olio e manna all’Azienda Bergi, i dolci artigianali di Sferruzza e della pasticceria Naselli, e i celebri biscotti Forti; a Gangi si potrà gustare un ottimo macco di fave “il piatto del buon auspicio” offerto dai proprietari terrieri ai contadini; a Giuliana, vi insegneranno come “ricamare” il “pane di San Giuseppe”; a Petralia Soprana si scoprirà la storia dello “sfoglio”, il dolce conteso delle Madonie.

Visite al fortino Mazzallakkar a Sambuca

A Bivona, i vini naturali Di Salvo, insieme alla dolcissima pesca Igp; a Sambuca di Sicilia, per i cannoli a regola d’arte o un buon piatto di pasta alla Norma; a Santo Stefano Quisquina, per i formaggi locali, da gustare all’interno dell’eremo di Santa Rosalia. Nisseno: a Butera, due degustazioni speciali: la tipica pasta col miele, preparata soprattutto per la festa di San Giuseppe e un viaggio sensoriale tra i vini del territorio; a Vallelunga Pratameno, si scoprirà il ciclo del grano, con una degustazione di pane “cunsatu”. A Graniti, potrete assaggiare la stranissima salsiccia alle ciliegie e andar per vecchi palmenti; se a Monforte San Giorgio il trekking porta sulle regie trazzere, a Montalbano Elicona, tappa obbligata alle misteriose Rocche dell’Argimusco, e a Militello Val di Catania non si possono perdere le cascate Oxena, a San Piero Patti, si può visitare il quartiere Arabite, e assaggiare prodotti tra i vicoli. E a Piedimonte Etneo, un tour nella piccola frazione di Borgo Presa, terminerà con la visita alle cantine Gelsomina.

INFORMAZIONI

Santa Maria del Bosco a Contessa Entellina

Previsto un unico coupon per le visite nei luoghi, valido per tutti i borghi e in entrambi i weekend: dieci visite costano 18 euro, a scelta tra i luoghi del circuito, oppure 10 euro per 4 visite, 3 euro per una visita. Si acquista sul sito e si riceverà una mail di risposta con un QR code da mostrare all’ingresso dei luoghi. Chi vuole puó prenotare, scegliendo data e orario della visita. Semplice, facile, smart, un passaporto per la bellezza. Ingressi contingentati e Green Pass (o tampone recente negativo) in tutti i luoghi al chiuso. Stesso discorso per le esperienze e le passeggiate, per le quali bisogna prenotare e acquistare un coupon specifico per ciascun appuntamento. Il tutto rispettando le regole del contingentamento e del distanziamento.

Per informazioni telefonare dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 20, e il sabato e la domenica dalle 12 alle 22, al numero 0918420253 o visitare il sito https://leviedeitesori.com/borghideitesori. Inoltre, fino al 5 settembre è presente un gazebo-infopoint a Palermo, in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, dove trovare la guida gratuita e prendere i coupon per le visite guidate. Il gazebo sarà aperto ogni giorno dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 18; venerdì sabato e domenica dalle 10 alle 20.

Le Vie dei Tesori al via nelle prime 12 città di settembre

Aprono le porte 150 luoghi e 50 esperienze da scoprire. Insieme alle new entry, Enna, Caltagirone, Carini e Termini Imerese, confermate Monreale e Bagheria, Noto, Trapani, Mazara e Marsala. E le “veterane” Messina e Caltanissetta

di Redazione

C’è Enna, che ha deciso di aprire le sue torri campanarie da dove sembra di toccare il cielo, i saloni colmi di tesori d’arte della Prefettura e che avvia un programma prezioso per i più piccoli. Caltagirone dove si potrà scegliere tra le mani dei ceramisti e i sontuosi salotti nobiliari, dividendosi tra laboratori, chiese e palazzi. Ci sono le cittadine in provincia di Palermo, ognuna con le sue caratteristiche: Carini, arrampicata sotto il castello, dove ogni chiesa è un merletto, ma mostra anche catacombe paleocristiane; Termini Imerese che è pronta a raccontare il suo percorso di antica capitale commerciale, finora oscurata dalla recente storia industriale. Si uniranno a Monreale che ritorna tra biblioteche dei prelati, mostra affascinanti panorami e farà perdere dietro il profumo del pane appena sfornato; e a Bagheria che l’anno scorso ha avuto un exploit meraviglioso e quest’anno minaccia di bissare il successo, con i suoi palazzi, le ville nobiliari, le chiese sconosciute, le manifatture artigianali.

La Casbah di Mazara

E ancora, Noto che ha deciso di anticipare a settembre la partecipazione per potersi immergersi nella sua luce dorata che da sola vale un viaggio; Messina che correrà fuori le mura, salirà sulle torri, aprirà collezioni private e universitarie, e condurrà sul lago Ganzirri sulle barche dei cercatori di molluschi; o Caltanissetta dove si cercherà il cuore dolce e amaro dell’isola, di mandorle e di uve, e si aprirà per la prima volta la cripta di san Domenico. Le tre ammiraglie dell’Ovest, sono sempre una sicurezza da grandi numeri: quest’anno hanno preparato un programma bellissimo, dalla nobile Trapani che corre sul mare, Marsala che cuce esperienze tra le saline e Mazara che apre antiche chiese.

Enna, Torre campanaria di San Tommaso

Le Vie dei Tesori è pronta a varare la sua nuova edizione, la quindicesima, anche se quest’anno i Borghi dei tesori hanno già fatto da apripista: 58 piccoli centri dell’isola che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format. Un successo di pubblico che si ripeterà proprio questo weekend, con tutti i borghi pronti ad accogliere un’invasione curiosa, compatta, di visitatori, alla ricerca di mani antiche, laboratori, artigiani, sapori, cose belle.

Latomie dei Niccolini a Marsala

Da sabato 11 settembre a domenica 26, tre fine settimana per riempirsi di bellezza, poi dal 2 al 17 ottobre toccherà a due cittadine affacciate sul mare, profondamente diverse tra loro, come Sciacca e Cefalù, che è al debutto come Erice arroccata sulle rupe, Ragusa e Scicli barocca nel Val di Noro, fino alle due “capitane” Palermo, da dove tutto è cominciato, e Catania, scolpita nella lava: queste ultime due città occuperanno l’intero mese, fino al 31 ottobre.

Termini Imerese, chiesa di San Giacomo

Le Vie dei Tesori rinnova sempre la sua funzione aggregatrice: Unicredit ha confermato il suo impegno come main sponsor, ma il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di centinaia di partner pubblici e privati, tra cui la Regione Siciliana, i diciannove Comuni, tre università, diocesi, soprintendenze e musei, il mondo della scuola, i teatri, le associazioni, le cooperative e tutta la filiera turistico-culturale. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano a un progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana.

Il Castellaccio di Monreale

Sarà un’edizione diversa, la seconda a tempo di Covid: e dunque, tanta attenzione alla sicurezza, dei visitatori come dei tantissimi giovani che, entusiasti, si sono messi in gioco. Di sicuro non c’è parte della Sicilia da cui non arrivi interesse a far parte del circuito, segno di una grande voglia di ripartire nel segno di una bellezza partecipata dalle comunità. Una Sicilia che si scopre a poco a poco, trasformandosi in un unico museo diffuso: otto weekend, sabato e domenica, per ricomporre il puzzle, la voglia di bellezza che ogni anno apre, racconta e mette in rete i siti della Sicilia: insieme – da visitare con un unico coupon digitale – ci sono luoghi di solito inaccessibili e grandi attrattori, siti poco conosciuti o famosi, tutti in un unico circuito con una forte vocazione da storytelling. E tanti tour ed esperienze che da qualche anno solo la vera scoperta del festival: visitare grotte, percorrere cammini religiosi, arrampicarsi sui castelli federiciani, riempirsi gli occhi del verde dei giardini, scoprire piccoli musei di charme, immergersi nel fango terapeutico delle Saline o volare in Piper.

Messina, Museo dei Peloritani a Gesso

Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti. Giardini, terrazze segrete, monasteri, palazzi nobiliari, aree archeologiche, ma anche ruderi con un passato affascinante: tutto ciò che ha una bella storia da raccontare è Vie dei Tesori. Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti.

Caltagirone, scalinata di Santa Maria dal Monte

“Le Vie dei Tesori – dice il presidente della Fondazione, Laura Anello – è da sempre la manifestazione di una comunità che si riprende il suo patrimonio, se ne riappropria, impara a conoscere la propria storia attraverso luoghi ed esperienze, partecipa a una semina partecipata di conoscenza. Siamo convinti che quest’anno possa essere davvero un’occasione di rinascita collettiva. E l’interesse che si moltiplica da parte di tanti Comuni e territori per il progetto ce ne dà conferma”.

Prefettura di Enna

L’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni festival e rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone, registrate da giovani storici dell’arte, archeologi, studiosi del paesaggio, esperti della città e curate dagli Amici delle Vie dei Tesori. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120mila visitatori in meno di due mesi, e ha soltanto dovuto sospendere l’ultimo fine settimana a Palermo, che sarà recuperato a inizio festival, quest’anno. Nel 2019 i visitatori erano stati 404mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro e un indice di gradimento del 91 per cento.

VISITE NEI LUOGHI

Arco Azzurro a Bagheria

Un unico coupon per le visite nei luoghi. Si acquista sul sito e si riceverà una mail di risposta con un QR code da mostrare all’ingresso dei siti. Semplice, facile, smart, un passaporto per la bellezza. Ingressi contingentati e Green Pass (o tampone recente negativo) in tutti i luoghi al chiuso. Stesso discorso per le esperienze e le passeggiate, che prevedono contributi diversi e per le quali bisogna invece prenotare e acquistare un coupon specifico per ciascun appuntamento. Il tutto rispettando le regole del contingentamento e del distanziamento. I coupon, validi nelle città della stessa provincia, non sono personali e possono essere utilizzati da più persone, anche simultaneamente in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore.

Info, schede, faq, coupon su su www.leviedeitesori.com.

Un’invasione pacifica di visitatori nei borghi siciliani

Rocche irraggiungibili, scuole monarchiche, set della memoria, percorsi sulle tracce delle nobildonne: tantissime visite nella prima giornata di Borghi dei Tesori Fest

di Redazione

Innamorati della bellezza. È una piccola invasione quella che sta già avvenendo nei borghi siciliani dove ieri, sabato 28 agosto, si è aperto Borghi dei Tesori Fest. I visitatori sono giunti con ogni mezzo per poter approfittare delle aperture di siti normalmente non visibili, ma anche per partecipare a esperienze, laboratori, concerti, degustazioni. Un popolo compatto che ha studiato con attenzione i percorsi da fare, ma si è lasciato trasportare: nessun borgo è rimasto vuoto, ciascuno ha ricevuto le sue visite, dalle Madonie ai Nebrodi, dai paesini di montagna a quelli affacciati sul mare, dalle visite all’ex set di Nuovo Cinema Paradiso di Palazzo Adriano (dove le guide era le comparse di trent’anni fa) all’aula monarchica di Vallelunga Pratameno con tanto di pagella nominativa per ciascun visitatore, dalla banda del paese che suona a Mirto alle straordinarie Rocche dell’Argimusco di Montalbano Elicona, nel Messinese: ma sono soltanto alcuni esempi tra le cento esperienze e passeggiate in programma.

Torre campanaria di Sant’Angelo Muxaro

Tantissime coppie, giovani e giovanissimi, famiglie, gruppi di amici, accolti ovunque da una squadra entusiasta di giovani e  giovanissimi pronti a smarcare i coupon (uno è valido per tutti i borghi partecipanti, si acquistano su www.borghideitesori.com, dove si trova anche l’intero programma), spiegare, accompagnare: chi è corso sulle orme delle nobildonne (l’Infantilora unisce affettuosamente Contessa Entellina e Giuliana, nel Palermitano), ha sbirciato gli stemmi, è entrato nei conventi; chi ha preferito immergersi nella natura e partecipare alle escursioni, o ha voluto mettersi alla prova scendendo nelle grotte, ha cercato le cascate o è salito sulle rupi e chi si è accontentato di un tramonto di fuoco con un calice di vino in mano.

Il fortino di Mazzallakkar a Sambuca di Sicilia

Esaurite in poche ore alcune delle visite alle aziende del progetto satellite Terre dei Tesori (ve ne abbiamo parlato qui), molto frequentati i laboratori: ce ne erano per tutti i gusti, ogni borgo ha veramente cercato tra le sue tradizioni, anche dimenticate, recuperando i gesti antichi degli artigiani, le ricette dei piatti che ormai nessuno prepara più. Senza contare le chiese sconosciute dove magari si scopriva inattesa una Madonna del Gagini, il mulino con l’antica macina a pietra, la centrale idroelettrica, la miniera dimenticata. Un’unica immersione di bellezza che sa soprattutto di riappropriazione della propria identità. E oggi si continua: le escursioni la mattina, visite e laboratori dalle 16 alle 22. I borghi sono 56, spalmati su otto province, e il prossimo weekend, 4 e 5 settembre, si aggiungeranno Pollina e Blufi, che ha dovuto rinunciare a questo primo fine settimana per i gravi danni dovuti agli incendi.

Caltabellotta

Borghi dei Tesori Fest è promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con tutti i Comuni e Fondazione Con Il Sud, ed è sostenuto da IGT e Fondazione Sicilia con il supporto di Planeta. Eccoli quindi i borghi, e ognuno sarà un’esperienza: nell’Agrigentino, Bivona, Burgio, Caltabellotta, Naro, Sambuca, Sant’Angelo Muxaro e Santo Stefano Quisquina; nel Nisseno, Butera, Montedoro, Sutera, Vallelunga Pratameno; nel Catanese, Licodia Eubea, Militello Val di Catania, Piedimonte Etneo; nell’Ennese, si salirà a  Centuripe e Sperlinga. Sui Nebrodi, o comunque nel Messinese, i più piccini, Castelmola, Condrò, Frazzanò, Graniti, poi Mirto, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona, San Marco d’Alunzio, San Piero Patti, San Salvatore Fitalia, Santa Lucia del Mela, Savoca. E il folto drappello del Palermitano, Bompietro, Caccamo, Castelbuono, Castellana Sicula, Castronovo, Collesano, Contessa Entellina, Gangi, Geraci Siculo, Giuliana, Godrano, Gratteri, Isnello, Lercara Friddi, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, Prizzi, Roccapalumba, San Mauro Castelverde, Vicari. Chiudono il Ragusano, con Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo e il Siracusano, con Buccheri e Portopalo di Capo Passero.

INFORMAZIONI

Santa Lucia del Mela

Previsto un unico coupon per le visite nei luoghi, valido per tutti i borghi e in entrambi i weekend: dieci visite costano 18 euro, a scelta tra i luoghi del circuito, oppure 10 euro per 4 visite, 3 euro per una visita. Si acquista sul sito e si riceverà una mail di risposta con un QR code da mostrare all’ingresso dei luoghi. Chi vuole puó prenotare, scegliendo data e orario della visita. Semplice, facile, smart, un passaporto per la bellezza. Ingressi contingentati e Green Pass (o tampone recente negativo) in tutti i luoghi al chiuso. Stesso discorso per le esperienze e le passeggiate, per le quali bisogna prenotare e acquistare un coupon specifico per ciascun appuntamento. Il tutto rispettando le regole del contingentamento e del distanziamento. Per informazioni telefonare dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 20, e il sabato e la domenica dalle 12 alle 22, al numero 0918420253 o visitare il sito https://leviedeitesori.com/borghideitesori. Inoltre, fino al 5 settembre è presente un gazebo-infopoint a Palermo, in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, dove trovare la guida gratuita e prendere i coupon per le visite guidate. Il gazebo sarà aperto ogni giorno dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 18; venerdì sabato e domenica dalle 10 alle 20.

Al via Borghi dei Tesori Fest, ecco il programma comune per comune

Conto alla rovescia per il festival che apre le porte di oltre 250 tesori sparsi in 58 borghi siciliani. In programma cento esperienze speciali, trenta passeggiate e degustazioni

di Redazione

Si potrà partire alla scoperta dei castelli medievali, attorno cui spesso i borghi sono nati. Oppure partecipare al concerto di un ipnotico sitar in una grotta millenaria; salire su una barca dei pescatori e raggiungere una lingua di sabbia in mezzo al mare, sedersi al tramonto di fronte a un eremo e immaginare i Vespri dei monaci. Visitare un mulino e ascoltare l’acqua che ancora batte sulla pietra, sedersi tra i banchi di legno di una classe ottocentesca, salire su un calessino e viaggiare per i vicoli, o montare a cavallo e percorrere sentieri; scoprire come si costruisce un tamburo di pelle di capra o un bastone da passeggio, o ascoltare una ricetta antica dalla viva voce delle nonnine di paese. Lanciarsi da una rupe attaccati a un filo d’acciaio o scendere in un canyon; visitare un borgo che divenne set con la guida di chi fece da comparsa e scoprire una commovente Madonna del Gagini del tutto inattesa. Sono i borghi siciliani, ognuno è diverso dall’altro, e in ciascuno si lascerà un pezzettino di cuore.

Il castello di Giuliana

Per la prima volta in assoluto 58 piccoli centri dell’Isola hanno deciso di mettere sul piatto i rispettivi “tesori” e far rete, sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori che già da anni punta sulla coesione e collaborazione tra istituzioni e privati, per aprire e “raccontare” i siti della cultura. Che in questo caso viene declinata soprattutto sull’esperienza, sull’immersione nella vita del borgo, sulla conoscenza delle tradizioni spesso tramandate di generazione in generazione, sulla scoperta di mestieri dimenticati, di botteghe artigiane inattese, ma anche delle ricette del posto.

Passeggiata a cavallo

In tutto apriranno e verranno “raccontati” dalle guide in presenza o tramite audio guida da ascoltare sul proprio smartphone, circa 250 luoghi e sono state organizzate un centinaio tra passeggiate, trekking, attività come degustazioni, visite ad atelier di artisti e botteghe di artigiani, tour nei borghi fantasma e una trentina di esperienze speciali.

Zipline a San Mauro Castelverde

Borghi dei Tesori Fest è promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con tutti i Comuni e Fondazione Con Il Sud, ed è sostenuto da IGT e Fondazione Sicilia con il supporto di Planeta. Due weekend soltanto, e un’offerta immensa: il prossimo fine settimana, sabato e domenica, 28 e 29 agosto, e il 4 e 5 settembre, nella gran parte dei casi dalle 16 alle 22 (consultare il sito https://leviedeitesori.com/borghideitesori dove si prenota e si acquistano i coupon).

I BORGHI

Il Castello Chiaramontano di Naro

Eccoli quindi i borghi, e ognuno sarà un’esperienza (cliccare sul nome di ogni borgo per scoprire il programma): nell’AgrigentinoBivona, Burgio, Caltabellotta, Naro, Sambuca, Sant’Angelo Muxaro e Santo Stefano Quisquina; nel NissenoButera, Montedoro, Sutera, Vallelunga Pratameno; nel CataneseLicodia Eubea, Militello Val di Catania, Piedimonte Etneo; nell’Ennese, si salirà a CenturipeSperlinga. Sui Nebrodi, o comunque nel Messinese, i più piccini, Castelmola, Condrò, Frazzanò, Graniti, poi Mirto, Monforte San GiorgioMontalbano Elicona, San Marco d’Alunzio, San Piero Patti, San Salvatore Fitalia, Santa Lucia del Mela, Savoca. E il folto drappello del Palermitano, con BaucinaBlufi (che si sta riorganizzando dopo i devastanti incendi di ieri sera), BompietroCaccamo, Castelbuono, Castellana Sicula, CastronovoCollesanoContessa Entellina, GangiGeraci Siculo, GiulianaGodranoGratteriIsnelloLercara Friddi, Montemaggiore BelsitoPalazzo AdrianoPetralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina (che partecipa solo il secondo weekend), PrizziRoccapalumba, San Mauro CastelverdeVicari. Chiudono il Ragusano, con Chiaramonte GulfiMonterosso Almo e Siracusa, con BuccheriPortopalo di Capo Passero.

LE ESPERIENZE

Grotta dell’Acqua a Sant’Angelo Muxaro

Visitare tutto sarà impossibile, ma è un primo passo per farsi venire l’acquolina in bocca e magari tornare al più presto. Fanno da apripista ventisei esperienze davvero speciali, ma ogni borgo ha veramente messo in campo tutte le risorse sul posto per offrirsi al meglio. Puntando su questa occasione per fare rete e impegnarsi a costruire un sistema turistico integrato. Qualche esempio, a volo d’uccello, ma è impossibile citare tutto: a Sant’Angelo Muxaro si potrà scendere nel ventre della terra e scoprire formazioni rocciose, laghetti, addirittura piccole cascate; a Santo Stefano di Quisquina un trekking urbano porterà all’eremo a quasi mille metri di altitudine, a Savoca un tour del borgo a piedi o in calesse sui luoghi del Padrino di Coppola e a Palazzo Adriano faranno da guida le comparse di Nuovo Cinema Paradiso.

Le mura del Mazzallakkar

A Vallelunga Pratameno la visita in una scuola che sembra uscita dall’Ottocento, con le classi, le lavagne, i grembiuli di una volta, alla fine si avrà in mano una pagella d’epoca dei tempi della monarchia. A Mirto si ascolterà la cantante Oriana Civile con la banda musicale del paese. A Montedoro si scopriranno le stelle, a Portopalo si entrerà nel faro, a Roccapalumba nell’unico mulino “idraulico”, a Petralia Sottana si visiterà la centrale idroelettrica di Catarratti, a Sambuca si tornerà sulle sponde del Lago Arancio per scoprire il fortino semisommerso di Mazzallakkar (ve ne abbiamo parlato qui). Scavi archeologici? Si fanno avanti Centuripe dove si scoprirà Riparo Cassataro, un terreno privato normalmente chiuso alle visite, che somiglia a un dolmen, e Petralia Soprana dove ci si ritroverà sul bordo di una villa paleocristiana interrata, senza contare le necropoli e i siti legati ai misteriosi Sicani, nei borghi al confine tra Palermo e Agrigento.

Polizzi Generosa

Tra Giuliana e Contessa Entellina si partirà sulle tracce di Eleonora d’Aragona, a Godrano si visiterà il centro estivo dove don Pino Puglisi portava i suoi ragazzi. I borghi abbandonati sono tanti, tutti di epoca fascista quando si pensò di trasferire i contadini per ripopolare le contrade, progetto abortito e oggi questi luoghi sono dei veri siti fantasma, se ne visteranno quattro, poco lontano da Graniti e Castronovo. Qualche altro suggerimento: a Gratteri si visiterà Grotta Grattara, con la grande apertura scandita da una possente colonna di roccia, a oltre mille metri d’altezza; a Piedimonte Etneo, il Borgo di Santa Maria di Vena, santuario dalla storia ultracentenaria (XVI secolo) nato dal Sacro Fonte, ovvero una sorgente miracolosa; a Isnello, nella Fattoria Mongerrate, dove le famiglie aristocratiche trascorrevano parte della villeggiatura e dove i visitatori potranno visitare la masseria, l’antico baglio e il patio delle rose, in compagnia dei padroni di casa.

Il battesimo della sella a Castellana

Si lascerà Castelmola, per raggiungere l’antica Mylai, la rocca dei Siculi, a Caccamo sembrerà di tuffarsi nel medioevo; a Castellana Sicula e a Prizzi è possibile fare il “battesimo della sella” per chi ha voglia di andare a cavallo per la prima volta; a San Mauro Castelverde si può provare l’emozione di traversare in gommone le Gole di Tiberio. E le ricette? Quelle un patrimonio immateriale che non è solo per foodlovers: i biscotti passavolanti a Vicari, i cannoli a Contessa, la pasta con il macco di fave a Gangi, ma il connubio inedito della Pasta co’ meli a Butera? Senza contare un progetto satellite del festival che accoglierà i visitatori tra antichi frantoi, cantine vinicole, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, protagonisti di Terre dei Tesori, un progetto realizzato con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana (ve ne parliamo qui). Alcuni borghi fanno già parte dei percorsi turistici, altri finora erano noti solo ad appassionati globetrotter. E tantissimi giovani sono pronti a mettersi in gioco, accogliendo i visitatori. Un unico, enorme, straordinario patrimonio che sa di millenni.

INFORMAZIONI

Borgo Morfia a Graniti

Previsto un unico coupon per le visite nei luoghi, valido per tutti i borghi e in entrambi i weekend: dieci visite costano 18 euro, a scelta tra i luoghi del circuito, oppure 10 euro per 4 visite, 3 euro per una visita. Si acquista sul sito e si riceverà una mail di risposta con un QR code da mostrare all’ingresso dei luoghi. Chi vuole puó prenotare, scegliendo data e orario della visita. Semplice, facile, smart, un passaporto per la bellezza. Ingressi contingentati e Green Pass (o tampone recente negativo) in tutti i luoghi al chiuso. Stesso discorso per le esperienze e le passeggiate, per le quali bisogna prenotare e acquistare un coupon specifico per ciascun appuntamento. Il tutto rispettando le regole del contingentamento e del distanziamento. Per informazioni telefonare dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 20, e il sabato e la domenica dalle 12 alle 22, al numero 0918420253 o visitare il sito https://leviedeitesori.com/borghideitesori.

Terre dei Tesori, 30 aziende d’eccellenza aprono le porte per visite e degustazioni

Un’occasione unica per conoscere le nuove realtà agricole siciliane, in occasione di Borghi dei Tesori Fest e del Festival Le Vie dei Tesori. Un progetto realizzato con il dipartimento all’Agricoltura della Regione Siciliana

di Redazione

Antichi frantoi, cantine vinicole, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali. Sono i protagonisti di Terre dei Tesori, un progetto realizzato con il dipartimento all’Agricoltura della Regione Siciliana. Più di 30 aziende di eccellenza di tutta l’Isola apriranno al pubblico offrendo la visita e la degustazione dei loro prodotti a fronte di un piccolo contributo. Diciassette di queste aziende parteciperanno all’iniziativa nell’ambito di Borghi dei Tesori Fest, nei due prossimi weekend, sabato 28 e domenica 29 agosto e il 4 e 5 settembre. Altre 15 lo faranno nell’ambito del Festival Le Vie dei Tesori, tra l’11 settembre e il 31 ottobre.

Antico frantoio

Si tratta dell’Abbazia Sant’Anastasia e dell’azienda Bergi a Castelbuono; dell’azienda Al Poggetto non lontana da Godrano; di Albacara Bio, vicino a Buccheri; dell’Antico Frantoio a Sambuca di Sicilia e di Giambalvo, “regno del ficodindia” non lontano da Sambuca; della Casa vinicola Morreale e del Baglio Cristo di Campobello “agganciabili” alla visita a Naro; delle Cantine Patria, dei Vivai Emmanuele, dell’azienda di viticultura delle Sorelle Zumbo che si possono visitare insieme con il borgo di Piedimonte Etneo; di Filari della Rocca a Contessa Entellina; del caseificio Mangiapane non lontano da Santo Stefano Quisquina; di Papamango con i suoi frutti esotici a San Marco d’Alunzio, di Parrinello e le sue mandorle nella zona di Butera; di Scandurra, produttore di uva da tavola a Chiaramonte Gulfi; delle Terre di Carusi con i loro frutteti vicino a Polizzi. Programma, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori/terre-dei-tesori.

Un vigneto

Un’occasione unica per entrare nel cuore della “nuova agricoltura”, conoscendo da vicino quelle realtà di eccellenza che grazie al Programma di Sviluppo Rurale (Psr) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale (Feasr), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi agli obiettivi di ecosostenibilità dal Green Deal. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. Già 3.000 giovani hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole.

Ulivi

“Stiamo registrando un nuovo fermento nel mondo dell’agricoltura e i dati che lo confermano sono quelli relativi a progetti e bandi regionali e al numero sempre crescente di imprenditori che investono nel settore – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Toni Scilla – . Soprattutto nelle aree interne e nella Sicilia dei borghi e dei villaggi rurali dove grazie al Piano di sviluppo rurale si diversificano le attività agricole con l’agriturismo, le fattorie didattiche e l’agricoltura sociale recentemente normata dal governo regionale”.

“La multifunzionalità e la diversificazione dell’agricoltura – aggiunge Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento regionale all’Agricoltura e responsabile dell’Autorità di gestione del Psr Sicilia 2014/22 – costituiscono elemento prioritario delle politiche europee del Green Deal, del Farm to fork e della biodiversità. Un nuovo approccio per la valorizzazione dei territori coerente con la grande ricchezza dell’area rurale in Sicilia”.

Borghi dei Tesori Fest, Blufi colpita dagli incendi annulla il primo weekend

Il piccolo centro madonita è costretto a posticipare la partecipazione al festival. Solidarietà da tutta la rete dei Comuni: “Rinasceremo più forti di prima”

di Redazione

Faceva parte del folto drappello di borghi del Palermitano che domani e domenica, sabato 28 e domenica 29 agosto, avrebbe mostrato i suoi tesori, per Borghi dei Tesori Fest che nei prossimi due weekend sta aprendo e raccontando 58 piccoli centri siciliani, per la prima volta in rete (ve ne parliamo qui). Un tesoro immenso fatto di 250 luoghi, e un centinaio tra esperienze e passeggiate al cui programma anche Blufi aveva contribuito con la voglia di proporsi come luogo che ha tanto da offrire, a residenti, turisti e globetrotter.

La fontana dell’olio a Blufi

Ma proprio Blufi due giorni fa è stata aggredita dal fuoco, violentata dai piromani e ha dovuto, per forza di cose, ritornare sui suoi passi e posticipare la sua partecipazione al festival: sta infatti riallestendo i suoi spazi e sarà pronta ad aprirli il prossimo finesettimana, sabato 4 e domenica 5 settembre. “È una decisione che ci pesa moltissimo, avevamo proposto la Madonna dell’Olio ma lassù è tutto bruciato, anche se il santuario per fortuna è salvo. Con i volontari e i nostri operatori abbiamo quindi deciso di rimandare, ma è solo un rinvio, il nostro entusiasmo è intatto e ci sentiamo più forti di prima. Una mano criminale ha devastato il nostro territorio, ma non permetteremo a nessuno di distruggere la nostra storia e la forza della nostra comunità”, dice il vicesindaco di Blufi, Calogero Puleo.

Tutto il festival Borghi dei Tesori fa quadrato attorno al borgo madonita, ed è pronto a sostenerlo: una rete di comuni che è nata sotto l’egida di Vie dei Tesori e che sta già dando i suoi frutti in termini di promozione del territorio.  “Ci impegneremo tutti perché Blufi possa partecipare al secondo weekend della manifestazione – interviene Laura Anello, presidente dalla Fondazione Le Vie dei Tesori e dell’associazione Borghi dei Tesori -. Un Comune che ha partecipato con entusiasmo e piena collaborazione al progetto, con gli amministratori, i collaboratori, i tanti giovani volontari impegnati in prima linea. Chi dà fuoco alla natura, gesto ancora più criminale dopo questi anni di pandemia che ci hanno fatto capire quanto sia importante rispettarla, attacca anche la speranza dei piccoli borghi di risorgere e valorizzare appieno i tanti tesori. Ci impegneremo perché non l’abbiano vinta”.

Un premio finanzia indagini archeologiche sulla Palermo islamica

Un progetto ha vinto l’edizione 2021 del concorso internazionale della Fondazione “The Barakat Trust”. Le ricerche riguardano il
complesso medievale di San Giovanni dei Lebbrosi

di Redazione

Riflettori accesi sulla presenza islamica a Palermo. Tra la fine di quest’anno e il prossimo si svolgeranno numerose attività di approfondimento nel suburbio meridionale e settentrionale della città corrispondente all’area di corso dei Mille, San Giovanni dei Lebbrosi, Stazione centrale, Porta Sant’Agata e via Guardione, sui materiali provenienti da alcuni scavi che testimoniano presenze islamiche all’esterno della cinta muraria cinquecentesca.

Lucerne islamiche

Le attività saranno possibili grazie a un finanziamento della Fondazione “The Barakat Trust” per il progetto “The suburbium of Balarm during the Islamic period (AD 831- 1071/1072): new archaeological perspectives” presentato da Angelo Castrorao Barba, ricercatore postdoc al Consejo Superior de Investigaciones Científicas, Escuela de Estudios Árabes di Granada, in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, nella sezione diretta da Maria Marrone.

Catino con decorazione policroma

“Alcune fonti storiche – precisa la soprintendente dei Beni Culturali di Palermo, Selima Giuliano – hanno localizzato a San Giovanni dei Lebbrosi un castello musulmano detto ‘de Jean’, forse riferibile ad un ribat (una sorta di presidio lungo i confini del dominio islamico con funzioni difensive e di rafforzamento della fede islamica), occupato dai normanni nel corso delle operazioni di conquista della città nel 1071-1072. Sulla base dei risultati delle analisi effettuate, intorno alla metà del XII secolo, sarebbe stato realizzato, all’interno del complesso di San Giovanni, un progetto unitario per la costruzione di un ospedale dedicato alle malattie infettive. Il riconoscimento del valore del progetto condotto con la Scuola di studi arabi di Granada – evidenzia Selima Giuliano – è una conferma del valore del lavoro sin qui svolto”.

Beccuccio di versamento a testa umana

Il progetto, risultato vincitore per l’edizione 2021 del concorso internazionale bandito dalla Fondazione, consentirà la realizzazione di diverse attività di ricerca sui rinvenimenti archeologici di epoca islamica quali: lo studio dei reperti ceramici, archeobotanici e zooarcheologici, indagini archeometriche e datazioni al radiocarbonio rinvenuti nel corso di alcuni scavi – coordinati dall’archeologa Giuseppina Battaglia – effettuati negli ultimi anni dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo.

Le ricerche si inseriscono nell’ambito del progetto pluriennale di indagini storiche e archeologiche presso il complesso medievale di San Giovanni dei Lebbrosi – frutto anch’esso di una collaborazione tra la Soprintendenza e il Consejo Superior de Investigaciones Científicas portato avanti da Maria de Los Angeles Utrero Agudo, Giuseppe Mandalà, e Angelo Castrorao Barba – che ha recentemente finanziato la realizzazione di prospezioni geofisiche e una nuova campagna di scavo programmata per questo autunno.

Le Vie dei Tesori News

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