“Il respiro della Terra”, in mostra le foto di Salvo Gravano

Inaugurato un nuovo appuntamento della rassegna “Gira, foto e firria”, curata da Salvo Gravano, nell’atrio di Casa San Francesco

di Redazione

Torna la fotografia nel cortile di Casa San Francesco, nel cuore di Palermo. Inaugurato questo pomeriggio un nuovo appuntamento della rassegna “Gira, foto e firria”, curata da Salvo Gravano, nel giardino del bistrot Al Fresco, in vicolo Brugnò, nel quartiere Ballarò. È lo stesso Gravano a esporre le proprie immagini nella mostra dal titolo “Il respiro della Terra”, nell’ambito della tappa palermitana del Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ, che in questa edizione 2021 ha come tema proprio “Diritto di respirare”. Domani, sabato 18 settembre alle 18 è previsto un incontro con l’autore all’interno del giardino.

Salvo Gravano durante l’inaugurazione

Il fotografo fa partire il suo racconto per immagini da un’affermazione del filosofo Schopenhauer: “Ogni respiro respinge la morte che preme in continuazione per fare il suo ingresso, e così ogni secondo combattiamo con la morte”. Riflettendo sull’importanza del respiro (prerogativa non solo di uomini e animali, ma anche delle piante), Gravano ha allargato ancora di più lo sguardo, pensando al respiro non di un singolo vivente, ma a quello della casa comune: la Terra. Essa ne è privata troppo spesso e sempre per causa, diretta o indiretta, dell’uomo che sembra non capire quanto il suo comportamento sia nocivo soprattutto per se stesso.

La mostra vuole quindi testimoniare il rapporto fin troppo sbagliato tra l’uomo e il pianeta, invitarci ad allargare e cambiare il nostro punto di vista (obiettivo non nuovo nelle mostre del fotografo palermitano) non solo su questo tema, ma più in generale nella vita, e infine dirci che non dobbiamo smettere di lottare per risolvere questa situazione perché, come dice Cicerone in una delle sue “Lettere ad Attico”, “Dum spiro, spero” ossia “Finchè respiro, spero”.

L’esposizione sarà visitabile durante gli orari di apertura del bistrot (mercoledì e giovedì dalle 16 a mezzanotte, da venerdì a domenica dalle 11 a mezzanotte).

La Sicilia in vetrina con Le Vie dei Tesori, il meglio del secondo weekend

Dalle torri alle cripte, dagli artigiani ai “bagni sonori”, dalle gite in barca ai tour nei vigneti, e ancora chiese, musei e palazzi. Tutto pronto per il secondo fine settimana del Festival

di Redazione

Sarà un fine settimana dedicato alle mani antiche: che a Caltagirone costruiranno un fischietto, a Trapani un gioiello in corallo, a Monreale impasteranno e inforneranno il pane e a Caltanissetta comporranno il torrone. E ancora, lo scrub nella salina, i bagni “sonori” accanto all’arco sospeso sul mare, i voli in Piper per scoprire lo Stagnone dall’alto, le gite in barca e i tour nei vigneti. Per risvegliare energie nascoste, per respirare aria libera, per scoprire cascate, borghi arrampicati sulla montagna, boschi, acquedotti romani e saracinesche d’arte, senza dimenticare i percorsi 3D. Insomma, questo secondo e penultimo weekend settembrino (sabato 18 e domenica 19 settembre) de Le Vie dei Tesori porterà in giro in una Sicilia unica, nascosta, green, antica e leggera, da scoprire dall’alto e dal basso.

Enna, chiesa di San Marco

Ci vorrà fiato per salire sulle torri e i campanili di Enna, ma anche per scendere nelle cave sotto Mazara: comporre un unico puzzle isolano è impossibile, si può solo armarsi di pazienza e spulciare il programma, che è immenso. Mai come quest’anno il festival ha affiancato ai famosi luoghi – palazzi nobiliari, chiese, cripte, conventi – un programma enorme di esperienze e passeggiate, che il pubblico già nel primo fine settimana, ha dimostrato già di gradire moltissimo.

Partiamo dalle quattro cittadine attorno a Palermo: BAGHERIA (che sta replicando il successo della scorsa edizione) aprirà i due musei-gioiello dedicati alla lavorazione dell’acciuga e ai giocattoli d’epoca, ma anche la casa d’artista Oasi Blu e la colorata bottega di carretti siciliani dei Ducato; ma condurrà per il primo anno anche allo scenografico Arco Azzurro dove domenica alle 19, gli esperti yoga proporranno lezioni di meditazione e suono terapia; senza contare le passeggiate in barca e le immersioni guidate nel mare di Porticello. Ma sarà anche un’occasione per scoprire il museo en plein air costruito da 21 donne di Aspra, un modo per recuperare la memoria delle “case”, delle “perriere” (le cave di tufo), dei punti di ritrovo dei pescatori, delle vie che sono un modo di raccontare gli antichi mestieri (qui il programma completo di Bagheria).

Monreale, biblioteca Ludovico II de Torres

A MONREALE andar per biblioteche secolari è una cosa seria: ve ne proporranno due, quella del seminario arcivescovile “Ludovico II de Torres” e il Fondo antico di Santa Maria La Nuova. E ancora, palazzi affacciati sulla Conca d’Oro, chiese nascoste, e persino un museo-gioiello dedicato ai minerali di tutto il mondo. Si potrà partecipare ad un laboratorio durante il quale nascerà, nell’antico forno Litria, il famoso pane di Monreale e si visiterà il Mam, il Museo dell’arte del mosaico, ma se volete ampliare la visita, domenica apriranno i laboratori dei mosaicisti. Soltanto questo sabato si andrà alla scoperta di Borgo Borzellino, uno dei borghi rurali fascisti dimenticati; e del Castellaccio, sulla cima di Monte Caputo, con i resti delle sue sette torri (qui il programma di Monreale).

Biblioteca comunale di Carini

A CARINI, non si possono perdere chiese e oratori, che sono tutti un merletto di stucco come quelli del Santissimo Sacramento, oppure i preziosismi barocchi e i festoni dorati della chiesa degli Agonizzanti, che sono un vero colpo d’occhio. Nel segno dei La Grua si visiterà ovviamente il Castello della famosa baronessa, ma anche l’ex convento dei Carmelitani dove sono sia la Biblioteca che il museo civico con l’Archivio dello spettacolo mediterraneo, unico nel suo genere a raccogliere trent’anni di ricerche relative alla cultura del teatro in Sicilia (qui il programma di Carini).

Cammara Picta

Se a TERMINI IMERESE si segue un filo storico, si deve partire dalla preistoria del Riparo del Castello e poi raggiungere l’acquedotto romano dove condurranno le due passeggiate in programma nel weekend: anzi quella di sabato sarà completata da uno spettacolo di gladiatori di Termini D’Amuri. Ma Termini è tutta da scoprire, a partire dal castello (del tutto sconosciuto, ne restano solo le tracce), le chiese preziose, ma anche il museo del Motorismo siciliano e della Targa Florio, e la straordinaria “Cammara Picta” dentro il palazzo del Comune. Spostato invece alla chiesa di San Giacomo il concerto della pianista Floriana Franchina in programma sabato prossimo (25 settembre) inizialmente previsto alla centrale Enel (qui il programma completo di Termini).

Noto, visite alla Cattedrale

Eccoci a NOTO, dove sifesteggiano al Museo civico i cento anni della Marionettistica dei Fratelli Napoli, con una mostra sulla compagnia catanese e un focus sul ruolo delle donne nella tradizione dell’Opera dei Pupi. Ma quest’anno non si possono proprio saltare tre importanti chiese che aprono i loro musei, colmi di tesori: si tratta della Cattedrale che permette una visita approfondita, la chiesa del Santissimo Salvatore, con gli affreschi del Martorana e gli stucchi del Gianforma, che in sacrestia conserva i preziosi liturgici del Seminario vescovile; e la chiesa di Montevergini dove scoprire l’esposizione delle sei confraternite di Noto, ciascuna con le proprie divise, paramenti, stendardi, casse per le offerte, inginocchiatoi, lettighe. Una vera immersione in un mondo devoto ma poco conosciuto se non ai partecipanti. E non perdete la passeggiata a Vendicari, un vero e proprio “albergo” di specie migratorie (qui il programma di Noto).

Le Vie dei Tesori a Messina

Un balzo leggero ed eccoci ad una delle “veterane” delle Vie dei Tesori: a MESSINA la bella allungata sul mare, si ripercorrerà l’antica Via del Dromo, percorso ad anello tra i casali di Minissale e Contesse, oppure si potrà scoprire Borgo Pantano, un posto magico arroccato su una collina, dove in un’atmosfera rarefatta regna la pace e il silenzio. Occasione unica (e da non perdere) per visitare la biblioteca regionale universitaria Giacomo Longo dove verranno sfogliati delicatamente sotto i vostri occhi i manoscritti greci, del periodo bizantino e medievale provenienti dal monastero del Santissimo Salvatore. Apre solo domenica la casa museo della poetessa dialettale Maria Costa, nel rione Case basse del Paradiso e solo sabato (poi domenica 26) la chiesa di Santa Maria Alemanna, avamposto dei Cavalieri Teutonici. Ed è meglio prenotare in fretta il giro sulle barche dei cocciulari sul lago di Ganzirri, l’ultimo weekend del festival: sono pochissimi i posti disponibili (qui il programma di Messina).

Enna, Torre di Federico

Eccoci al cuore della Sicilia: per questo suo debutto nel festival, ENNA ha aperto le sue torri e i suoi campanili, sono addirittura sette e da quassù si respira non solo la città, ma l’intera vallata. Il percorso più particolare porta dal monastero di San Marco Le Vergini (si passerà dal refettorio delle monache e dalla bellissima chiesa con le “gelosie” della clausura, per raggiungere la torre campanaria. Ma è da queste mura che arrivano gli argenti, i cartamodelli e i preziosi esposti nelle sale della Prefettura. Domenica si potrà partecipare ad una passeggiata urbana che farà accedere all’ex monastero delle madri canossiane. E lasciate pure i più piccoli con i pedagogisti e la scrittrice Lietta Valvo Grimaldi per scoprire con loro la città a misura di bambino (qui il programma di Enna).

Caltanissetta, Cripta di San Domenico

A CALTANISSETTA non si può assolutamente perdere il Teatro Rosso di San Secondo, l’ex Bauffremont: costruito nel cortile dell’antico Palazzo Moncada, usa come quinta scenica, proprio una facciata incompiuta della residenza. La visita condurrà lungo percorsi inattesi e sconosciuti per fermarsi poi sotto il tetto… apribile. E non saltate anche la chiesa e soprattutto al cripta di San Domenico, appena recuperata e aperta, con tre diverse tipologie di colatoi per l’essiccazione dei cadaveri. Tra le esperienze saporose, ecco la visita alla fabbrica di liquori Averna e ai laboratori del torrone Geraci (qui il programma di Caltanissetta).

Caltagirone, Palazzo Spadaro Libertini

Come nasce un fischietto: ve lo spiegherà a CALTAGIRONE Vincenzo Forgia che non solo ne costruirà uno davanti al pubblico, ma aprirà le porte dell’antica casa dove ha allestito un vero e proprio museo etnografico riproducendo una casa contadina di fine ‘800. Ma Caltagirone questo weekend aprirà i suoi palazzi nobiliari: sono due, straordinari, una vera immersione tra soffitti affrescati, pareti damascate, arredi importanti: palazzo Gravina Pace è il più antico della cittadina, tra i pochi sopravvissuti al terremoto e apre per la prima volta; palazzo Spadaro Libertini sta in questi mesi tornando alla vita (qui il programma di Caltagirone).

Trapani, visite alla Colombaia

E infine, eccoci nel Trapanese: si parte dal capoluogo, da TRAPANI, dove come ogni anno, solo se sarete fortunati, riuscirete a prenotare un passaggio in barca per raggiungere la Colombaia. Questo weekend alla salina Culcasi di Nubia, è previsto un percorso sensoriale al museo etnografico nell’antica fattoria-fortezza del ‘600 con il grande mulino a vento. Ma soltanto sabato si potrà entrare nel regno prezioso di Platimiro Fiorenza, l’ultimo corallaio. Sempre sabato, ma alle 17, una visita teatralizzata in compagnia di Donna Clotilde nelle sale di Palazzo D’Alì, oggi sede del Municipio (qui il programma di Trapani). A MARSALA c’è solo l’imbarazzo della scelta: oltre alle chiese e ai palazzi del centro storico, l’attenzione è tutta per lo Stagnone, vero palcoscenico di esperienze: dai voli in piper alle sedute di benessere per lo scrub al sale, alle passeggiate a cavallo ai giri in barca per raggiungere Mozia per partecipare alle visite guidate della Fondazione Whitaker sui nuovi scavi archeologici; per gustare una colazione in stile “british”, o scoprire (domenica) chi sia “Pip” Whitaker e perché è stato così importante per la piccola isola colma di storia (qui il programma di Marsala).

Tenuta Cavalier Mandina

A MAZARA DEL VALLO, già sold out l’esperienza tra gallerie, caverne e giardini integrati nella città, ma se si vogliono scoprire i sentori fruttati dell’olio o il sapore aromatico del miele, bisogna correre alla Tenuta Cav. Mandina. Poi da non perdere è la regale Abbazia normanna di Santa Maria dell’Alto, voluta da Giuditta, figlia di re Ruggero, ma anche le visite alle aziende di grani antichi o dove si coltivano gli avocado (qui il programma di Mazara).

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno dura oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori al via con novemila visitatori in dodici città

Tanti visitatori nel primo weekend del festival. Exploit di Enna, amate le tre città del Trapanese, superano i mille visitatori Messina e Bagheria, ottimo debutto per Carini e Termini Imerese

di Redazione

Novemila visitatori in dodici città, grandi e piccole, un centinaio di luoghi aperti (ma diventeranno molti di più nei prossimi due weekend), le passeggiate pressoché esaurite ovunque, e questo nonostante sabato il famoso pubblico de Le Vie dei Tesori si sia mosso quasi ovunque sotto l’acqua. Primo weekend di festival e ovunque una buona affluenza, ottima performance per la “debuttante” Enna e per l’inattesa Carini; confermato il successo di Bagheria, che l’anno scorso era stato l’exploit; la sicurezza di Trapani e Marsala, il pubblico è ritornato a Messina e ha premiato l’esordio di Termini Imerese. Le Vie dei Tesori, con il supporto di Unicredit come main sponsor, archivia il suo primo weekend registrando ovunque interesse e curiosità, ma anche un grandissimo rispetto per i luoghi e attenzione per le norme di sicurezza (qui tutto il programma del festival): numeri contingentati – e calibrati su ogni singolo luogo -, norme anti Covid osservate in ogni sito, mascherine e prenotazione caldamente consigliata. Età eterogenea, giovani accolti ovunque anche da coetanei, pubblico soprattutto siciliano in breve trasferta, ma anche coppie di turisti curiosi soprattutto a Enna, Caltagirone e nelle cittadine a far da corolla a Palermo.

La Colombaia a Trapani

La fanno come sempre da padrone le “trapanesi”: Trapani e Marsala hanno ampiamente superato quota mille, tallonate da Mazara, coupon unico per tutte: hanno funzionato soprattutto le esperienze, a Trapani la gente ha seguito con attenzione la preparazione del couscous, domenica è salita in barca per la Torre della Colombaia e ha visitato i luoghi, riservando un’attenzione particolare alla Chiesa delle Anime sante del Purgatorio che custodisce i venti gruppi scultorei dei “Misteri” della Settimana Santa. A Marsala, si è riversata allo Stagnone, ma ha soprattutto riempito le cantine, ripercorrendo la “strada” del vino dolce, dalle uve alla raccolta, nelle botti antiche, sulle navi “vinaccere”: grande afflusso anche nelle aziende del nuovo progetto Terre dei Tesori che apre alle giovani realtà di qualità del territorio. Mazara un buon afflusso nei luoghi, grande interesse per le aziende sui grani antichi e la degustazione di olio del territorio.

Enna

Enna è stata un exploit ma era prevedibile: il pubblico si è armato di buon fiato ed è salito su torri e campanili, paragonando la vista che si otteneva sull’intera vallata; dal monastero delle Carmelitane Scalze e da San Marco Le Vergini si è creato un collegamento con la Prefettura, di certo il luogo più amato tanto che ad un certo punto, erano talmente tanti i visitatori che gli stessi funzionari hanno affiancato i giovani del festival e condotto le visite. A poco più di un’ora, Caltagirone ha aperto le chiese, invitato al laboratorio artigianale dove nascono i famosi e coloratissimi fischietti, ma si prepara al prossimo weekend quando l’attenzione sarà tutta per i sontuosi palazzi nobiliari.

 

Attorno a Palermo, è stata una vittoria dei piccoli centri a corolla del capoluogo: ottimo esordio per Carini dove i visitatori hanno riscoperto il famoso Castello della sfortunata baronessa, ma hanno anche raggiunto le catacombe di Villagrazia; Bagheria conferma l’interesse del pubblico che ha preferito visitare la collezione Guttuso a Villa Cattolica, ma non ha dimenticato i piccoli musei di charme, né la pittoresca e coloratissima bottega Ducato. Buon debutto per Termini Imerese che ha mostrato i resti del suo castello, di cui molti ignorano l’esistenza ma arrivati fin quassù, la vista è spettacolare; e l’ex collegio dei Gesuiti, poi tribunale, con le sue cappelle affrescate e dimenticate. Bene anche Monreale, che ha appena riaperto il percorso lungo il fiume Sant’Elia e ha scoperto foodlovers curiosi per l’antico forno Litria, oltre alle visite alle biblioteche secolari, “invase” da un numeroso gruppo familiare da Salemi.

Le Vie dei Tesori a Messina

Ha superato quota mille visitatori Messina che sabato ha dovuto fare i conti con il maltempo, ma si è ripresa domenica, aprendo le collezioni dell’Università e alcune chiese, tra cui quella di Gesù e Maria delle Trombe che conserva il venerato Bambinello delle Lacrime dinanzi cui la gente si è fermata in preghiera; visitatori anche alla casa-museo della poetessa dialettale Maria Costa e a Mili San Marco e, fuori porta, al museo etnografico di Gesso. E come sempre, il pubblico non ha mancato la visita al Forte San Salvatore da dove si abbraccia lo Stretto.

Miniera di zolfo di Gabara a Caltanissetta

A Caltanissetta, alla sua quinta partecipazione al festival, esaurita la passeggiata di “Ciaula scopre la luna”  nell’ex miniera di Zolfo di Gabara, drammatizzata dal mimo Lino Pantano, grande curiosità per la cripta di san Domenico, appena allestita e aperta, e per il teatro Rosso di san Secondo, ex Bauffremont, con la sua quinta scenografica e il tetto apribile. A Noto il pubblico ha scoperto la  basilica del Santissimo Salvatore che ha allestito un vero e proprio museo di tesori del Seminario vescovile. Ma grande attenzione anche per Noto antica, che rivive nella ricostruzione 3D.

COME PARTECIPARE

Passeggiata allo Stagnone di Marsala

Per partecipare a Le Vie dei Tesori basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul www.leviedeitesori.it o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. A chi prenoterà verrà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori torna a Noto, tra gioielli barocchi e musei unici

Nei tre weekend dall’11 al 26 settembre aprono le porte sei luoghi. In programma anche passeggiate a Vendicari e tra i ruderi dell’antica città

di Redazione

Tre chiese-gioiello, musei unici e un elegante palazzo neoclassico. E ancora una mostra che mescola artigianato e arte contemporanea, due passeggiate tra antichi ruderi e oasi naturalistiche e un’esperienza tra archeologia e opera dei Pupi. Le Vie dei Tesori torna a Noto con un’edizione preziosa: sei luoghi da scoprire nei tre weekend dall’11 al 26 settembre (qui i coupon dei luoghi).

Santissimo Salvatore

Apriranno tre chiese visitabili per la prima volta con Le Vie dei Tesori: la splendida Cattedrale, barocca e classica insieme, con la cupola crollata e ricostruita due volte, oggi piena di opere d’arte contemporanea. C’è poi la chiesa di Montevergini, dove si scoprirà il museo delle confraternite, tra divise, insegne e stendardi. Da non perdere la visita alla basilica del Santissimo Salvatore, che unisce tre stili diversi: il monastero barocco, la basilica neoclassica e il seminario della metà dell’Ottocento. Si potrà tornare nelle stanze neoclassiche dove dormì re Ferdinando, a Palazzo Landolina Sant’Alfano, o tra le sale del Museo dei Mecenati del Barocco, che ricostruisce la storia della città. Chi ama l’arte non dovrà perdere la mostra Born in Italy Travel and Joy, un progetto itinerante con tappa all’ex caserma Cassonello, per indagare il dialogo tra le antiche tradizioni artistiche e artigianali del territorio e l’arte contemporanea.

Vendicari

Le due passeggiate condurranno tra i ruderi dell’antica Noto, con un tour interattivo, in realtà aumentata, che scopre il Castello, la chiesa di San Michele, la chiesa dei Gesuiti e piazza Maggiore; e poi a Vendicari, un vero e proprio “albergo” per le specie di uccelli migratori (qui per prenotare le passeggiate). Infine, al Museo Civico ammirerete i resti della vecchia città, accanto a una mostra su donne, eroine e dame all’Opera dei Pupi (qui per prenotare).

Museo Civico

Le Vie dei Tesori rinnova sempre la sua funzione aggregatrice: Unicredit ha confermato il suo impegno come main sponsor. Poi le tante collaborazioni tra pubblico e privato: con la Regione Siciliana, i diciannove Comuni, tre università, diocesi, soprintendenze e musei, il mondo della scuola, i teatri, le associazioni, le cooperative e tutta la filiera turistico-culturale. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano a un progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Non solo il castello, Le Vie dei Tesori a Carini con undici luoghi da scoprire

Undici luoghi, tra chiese, catacombe, musei, torri d’acqua, ville e l’immancabile castello si potranno visitare nei tre weekend, dall’11 al 26 settembre

di Redazione

Famosa per la triste vicenda della sua “baronessa” e per il suo imponente castello, Carini affonda le radici in una storia millenaria. E lo dimostra questa prima edizione che la cittadina in provincia di Palermo ha preparato per il debutto con Le Vie dei Tesori. Undici luoghi, tra chiese, catacombe, musei, torri d’acqua, ville e l’immancabile castello si potranno visitare nei tre weekend, dall’11 al 26 settembre (qui tutti i luoghi).

Il Duomo di Carini

Si potrà scoprire quell’oasi di pace e conoscenza che è la Biblioteca comunale, che custodisce un fondo di 45mila volumi, alcuni dei quali molto antichi. C’è la splendida Chiesa Madre con capolavori di Serpotta, D’Anna e Gagini, oppure quella degli Agonizzanti, un meraviglioso trionfo rococò tra putti e melagrane. Si scoprirà, poi, che nella chiesa del Carmine, c’è un monumentale organo seicentesco ancora funzionante, che interpreta la devozione dei carinesi. Nella vicina Villagrazia, inoltre, si può far visita a Villa Maurigi, un tempo dimora estiva della famiglia nobiliare siciliana Maurigi-Fatta, collegata alla torre dell’acqua per l’irrigazione degli agrumeti, che è anch’essa visitabile.

Catacombe di Villagrazia di Carini

Sempre a Villagrazia, da non perdere le catacombe paleocristiane, che, con i suoi 3.500 metri quadrati di superficie visitabile, è una delle più importanti testimonianze del cristianesimo delle origini nell’Isola. Infine, tappa obbligata al Castello La Grua-Talamanca, che fu teatro dell’efferata uccisione di donna Laura, baronessa di Carini, uccisa dal padre con il suo amante Ludovico Vernagallo nel 1563.

Il castello di Carini

L’edizione del Festival a Carini è resa possibile anche grazie al supporto di Deco’ Gruppo Arena, Sori Acque, Rac  e Futur House. Le Vie dei Tesori rinnova sempre la sua funzione aggregatrice: Unicredit ha confermato il suo impegno come main sponsor. Poi le tante collaborazioni tra pubblico e privato: con la Regione Siciliana, i diciannove Comuni, tre università, diocesi, soprintendenze e musei, il mondo della scuola, i teatri, le associazioni, le cooperative e tutta la filiera turistico-culturale. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano a un progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Chiesa degli Agonizzanti

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori debutta a Termini Imerese tra chiese uniche, affreschi nascosti e un concerto speciale

Quattordici luoghi, tre passeggiate e altrettanti eventi inediti per scoprire la città nei weekend dall’11 al 26 settembre

di Redazione

C’è una piccola chiesa che nasconde affreschi unici con iscrizioni in siciliano antico. Un ciclo pittorico che è un capolavoro nelle sale del Municipio. La casa-museo del più grande medaglista italiano contemporaneo e, ancora, passeggiate, spettacoli e un concerto inedito alla centrale dell’Enel. Termini Imerese è al debutto con Le Vie dei Tesori e presenta un programma sorprendente, aprendo le porte di quattordici siti, nei weekend dall’11 al 26 settembre.

Chiesa di Santa Caterina

Potrete perdervi tra le tante chiese-gioiello, a partire da quella di Santa Caterina, che custodisce bellissimi affreschi quattrocenteschi con gli episodi della vita della Santa. Sono 32 pannelli arricchiti da didascalie in siciliano antico, le più estese in Sicilia su una superficie non cartacea. E ancora la chiesa di Maria Santissima Annunziata, con la sua cupola di maioliche azzurre, oppure San Giacomo, la prima cattedrale di Termini, sede dell’antico Vescovado. Non può mancare il Duomo dedicato a San Nicola, che custodisce tante opere d’arte, tra cui il particolarissimo croficisso girevole realizzato nel 1484 da Pietro Ruzzolone. E poi l’ex Collegio dei Gesuiti, poi diventato tribunale, con splendidi affreschi nascosti.

Scoprirete, poi, due musei unici. Il primo fu rifugio e luogo d’ispirazione per Filippo Sgarlata, uno dei più importanti medaglisti italiani contemporanei. L’altro è il Museo del Motorismo Siciliano e della Targa Florio, che racconta la storia della corsa più antica del mondo, con cimeli e auto storiche. Tappa obbligata anche ai ciò che resta del Castello, l’antica fortezza di Termini, diventata terrazza sul golfo da cui si gode uno straordinario panorama (qui per i coupon dei luoghi).

L’acquedotto romano

Tre le passeggiate in programma e sono una più bella dell’altra. Dall’acquedotto romano “Cornelio” in contrada Figurella, a quella dedicata alla Termini romana, che si chiuderà con uno spettacolo di gladiatori a cura dell’associazione Termini D’Amuri, all’ultima sulla Termini preistorica dal Museo Civico al Castello (qui per prenotare le passeggiate). Il programma si completa con tre eventi dove il teatro e la musica saranno i protagonisti: il primo previsto domenica 12 settembre, nella Chiesa di Santa Caterina, con i “Cunti e Canti” della tradizione siciliana di e con Mimmo Minà e la partecipazione musicale di Giovanna Saverino; il secondo evento è programmato per il 25 settembre: alla centrale termoelettrica “Ettore Majorana” si svolgerà un concerto della compositrice e strumentista siciliana, Floriana Franchina. Infine domenica, 26 settembre, andrà in scena lo spettacolo della vita di Santa Caterina dal titolo “Caterina fimmina di Dio” scritto da Damiano Giunta e con la partecipazione di Alessia Spatoliatore (qui per prenotare gli eventi).

La Centrale Enel

“Ringrazio Enel che, anche in questa occasione, è presente concretamente e la fondazione Le Vie dei Tesori per aver creduto nella mia città e nelle bellezze in essa custodisce”, dice il sindaco Maria Terranova. “Nonostante la pandemia abbiamo il forte desiderio di tornare alla normalità. Ma per raggiungere tale obiettivo è necessario che si rispettino le prescrizioni imposte dalla normativa anti-Covid. Confido, pertanto, nella cittadinanza che sono certa farà di tutto per rispettare le regole”. “Un luogo non raccontato è un luogo muto – aggiunge il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello – e mai come questo secondo anno post covid, è necessario riappropriarsi dei siti culturali, ma anche delle tradizioni, dell’artigianalità, dei mestieri, dei siti naturali. Il debutto di Termini Imerese quest’anno è molto atteso: ai luoghi aperti aggiungeremo esperienze bellissime che sono sicura saranno una scoperta anche per i cittadini. Il modello delle Vie dei Tesori è una rete tra pubblico e privato, che si va ogni anno integrando con nuovi protagonisti che vogliono avviare un percorso con noi.”

Il crocifisso girevole nel Duomo

Le Vie dei Tesori rinnova sempre la sua funzione aggregatrice: Unicredit ha confermato il suo impegno come main sponsor. Poi le tante collaborazioni tra pubblico e privato: con la Regione Siciliana, i diciannove Comuni, tre università, diocesi, soprintendenze e musei, il mondo della scuola, i teatri, le associazioni, le cooperative e tutta la filiera turistico-culturale. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano a un progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Affreschi nell’ex Collegio dei Gesuiti

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori a Trapani, Marsala e Mazara: ecco tutto quello che c’è da fare

Il Festival torna nel Trapanese, nei tre weekend dall’11 al 26 settembre. Aprono 33 luoghi straordinari: dalle cave di Custonaci ai mosaici della casa romana scoperta accanto al Teatro Impero, all’abbazia normanna

di Redazione

Tre città profondamente diverse, unite dal mare: perché Trapani, Marsala e Mazara del Vallo hanno radicato il profondo rispetto per l’acqua, che accoglie, avvicina, lega i popoli. Trapani è la città del sale, di mura e bastioni, di cupole, mulini e torri, ma anche di palazzi, chiese e campanili: qui il festival Le Vie dei Tesori è alla sua quarta edizione, ed ogni volta è stato un grande successo: quest’anno ci si dedicherà ancora di più al mare, indagandone i mestieri antichi, i sapori salmastri, le raccolte e gli oggetti di uso quotidiano (qui il programma di Trapani). Marsala è la più “british” delle città siciliane, elegante e discreta, sul filo dolce e zuccherino del Marsala, che gli inglesi amarono, capirono e, soprattutto, esportarono fino a Sumatra. Qui ci si muove tra relitti punici, reperti fenici, arredi romani; ipogei paleocristiani, abbazie basiliane, affreschi bizantini, cappelle nascoste scavate nel morbido tufo: e Le Vie dei Tesori – che ritorna per il terzo anno di seguito – quest’anno unisce ai luoghi, un bouquet di esperienze imperdibili (qui il programma di Marsala).

Mazara del Vallo

Ultima ma non ultima, Mazara del Vallo che protegge la sua casbah con quelle stradine strette che sembrano sgusciare via come serpentelli verso i cortili dove vivono oltre 2500 famiglie, soprattutto maghrebine, una comunità integrata che raccoglie l’eredità dei padri che scavalcarono il mare: a Mazara Le Vie dei Tesori ha debuttato l’anno scorso, con un bel programma che oggi si arricchisce di passeggiate urbane e di degustazioni nelle aziende del territorio, tra grani antichi, olio, avocado e vigneti (qui il programma di Mazara). Senza contare le aziende enogastronomiche che quest’anno partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione siciliana.

A Trapani il festival è alla sua quarta edizione, ed ogni volta è stato un grande successo: quest’anno ci si dedicherà ancora di più al mare, indagandone i mestieri antichi, i sapori salmastri, le raccolte e gli oggetti di uso quotidiano.  “Vie dei Tesori dà lustro e valore culturale al territorio. È un nostro progetto rimettere in cammino la città e coinvolgere i comuni vicini per far diventare questa provincia un unico sistema museale a cielo aperto” annunciano il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida e l’assessore alla Cultura, Rosalia D’Alì. A Trapani i coupon del festival si troveranno anche da Tecnica Sport, frutto della collaborazione con la fondazione Le Vie dei Tesori.

Chiesa Madre di Marsala

Marsala è terra di relitti punici, reperti fenici, arredi romani; ipogei paleocristiani, abbazie basiliane, affreschi bizantini, cappelle nascoste scavate nel morbido tufo: e Le Vie dei Tesori – che ritorna per il terzo anno di seguito –unisce ai luoghi, un bouquet di esperienze imperdibili. Secondo il vicesindaco Paolo Ruggieri, “quello delle vie dei tesori è un percorso importante per lo sviluppo del territorio di Marsala”. “Dal programma di quest’anno e soprattutto dalle tante esperienze che propongono visite e degustazioni nelle aziende enogastronomiche e nelle cantine, emerge come il festival stia creando un forte legame con la storia e l’identità delle due comunità” interviene il vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro.

A Mazara, Le Vie dei Tesori ha debuttato l’anno scorso con un bel programma che oggi si arricchisce di passeggiate urbane e di degustazioni, tra grani antichi, olio, avocado e vigneti. “Credo che il format del festival si adatti perfettamente alla visione culturale di  Mazara, che non punta soltanto sui siti, ma anche su esperienze e narrazioni che privilegi un turismo sostenibile e di qualità”, dicono il sindaco di Mazara, Salvatore Quinci e l’assessore alla Cultura Germana Abbagnato. “Il patrimonio siciliano può essere una leva di sviluppo, e assistiamo ai nostri giovani che se ne vanno: dire ad un cittadino che il luogo sotto casa può diventare un attrattore turistico, lo si può fare tramite la narrazione della memoria. Un luogo non raccontato è un luogo muto”, dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori.

Uno scorcio di Trapani

Le Vie dei Tesori ritorna quindi nel Trapanese da sabato prossimo, 11 settembre, e per tre weekend, fino a domenica 26 settembre. Con il supporto dei rispettivi Comuni e in collaborazione con giovani associazioni che hanno scelto di mettersi in gioco per la loro città, sono stati scelti con cura i luoghi – sono trentatre in tutto, tredici a Trapani e dieci ciascuno a Marsala e Mazara – per rileggere il territorio alla luce delle sue ricchezze culturali. Che non sono soltanto chiese, palazzi, torri e conventi – anche se di certo non mancano – ma sono anche esperienze lontane dalla quotidianità, alla scoperta di un vivere lento, di recupero delle tradizioni, di voglia di natura. Il festival, secondo il format ormai consolidato, è facile, smart, con soluzioni digitali di ultima generazione, i coupon acquistati saranno validi per visitare le tre città e anche Erice, nei primi tre weekend di ottobre. Tre weekend, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post Covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone.

E quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista – 57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format: il risultato è stato entusiasmante, 12 mila visitatori in soli due fine settimana –  ecco scendere in campo a settembre, oltre a Trapani, Marsala e Mazara, anche Bagheria, Monreale, Noto, le due “veterane” Caltanissetta e Messina, e le debuttanti Caltagirone, Enna, Carini e Termini Imerese; dal 2 al 17 ottobre toccherà a Sciacca, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e fino al 31, a Palermo e Catania.

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto la manifestazione che costruisce reti: Unicredit ha confermato il suo impegno come main sponsor (“Lo sviluppo del patrimonio culturale e artistico italiano è tra le mission di Unicredit, e questo progetto rientra perfettamente in questa nostra visione” spiegano Vincenzo Evola, responsabile area Retail Trapani, e i direttori delle filiali di Mazara, Nino Borgese, e di Marsala, Gaspare Marrone) e di aziende dell’agroalimentare come la Nino Castiglione (“crediamo in questo evento e lo sosteniamo da anni con convinzione”, fanno sapere dall’azienda che produce il tonno Auriga dal 1933). Il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A TRAPANI

Uno scorcio di Trapani

Un nuovo viaggio alla scoperta della città, costruito con il supporto logistico dei giovani di Agorà, che hanno costruito una serie di esperienze profondamente legate al mare: dai racconti dei pescatori a barracche (il porto peschereccio) a quelli dell’ultimo mastro corallaro che aprirà le porte del suo laboratorio (RossoCorallo), ad un percorso sensoriale nella salina Culcasi di Nubia, a Paceco. Esperienze straordinarie e del tutto inedite, pensate proprio per Le Vie dei Tesori: che non potevano rinunciare al gesto, visto che all’Ittiturismo La Tramontana vi spiegheranno come “incocciare” il cuscus e preparare le sarde allinguate. Tutte da prenotare cliccando qui, i posti sono limitati.

Cave di Custonaci

A Trapani il festival proporrà visite a tredici siti (qui tutti i luoghi) – alcuni inediti, altri graditi ritorni: tra le new entry di sicuro fascino, le cave della Ducale Marmi a Custonaci: sarà possibile visitarla, sulla scia della storia degli scalpellini che alla fine della guerra, con Trapani distrutta, dovettero attingere a nuove cave sul territorio. E trovarono anche la pietra Ducale – che qui si estrae – una particolare venatura di Perlato di Sicilia. Una visita speciale sarà anche quella alla Prefettura, con le sue sale decorate e le numerose opere d’arte. Un altro gioiello è Palazzo Montalto che sarà una vera scoperta: progettato negli anni Venti del secolo scorso dall’architetto trapanese Francesco la Grassa per il notaio Giacomo Montalto, è un exploit di ferro battuto, decorazioni floreali e vetri, ringhiere e volute, rosette e tralci: Liberty allo stato puro, soprattutto nell’esuberante appartamento del giudice Gian Giacomo Ciaccio Montalto che morirà ucciso da Cosa Nostra. Preziose le carte da parati: dischi dorati, fiori stilizzati, arance, limoni, uva e melograni di gusto decò. E mobili originali Liberty e pezzi di design moderno arredano la sede dell’Ordine degli architetti che conserva una biblioteca tematica di oltre tremila volumi.

La Colombaia

Si partirà poi alla scoperta delle insegne spagnole scolpite nel tufo del Bastione Imperiale, uno di quelli costruiti dal Ferramolino sotto Carlo V, per godere poi della vista incomparabile dal campanile di san Domenico (uno dei luoghi più amati con la sempre presente Torre della Colombaia che anche quest’anno si raggiungerà in barca). A Palazzo D’Alì si perderà il conto delle finestre e si potrà assistere alla visita teatralizzata con protagonista donna Clotilde che abitò queste stanze (a cura degli Amici del Museo Pepoli). Le chiese: dalla più imponente, la cattedrale di San Lorenzo, alla sontuosamente barocca Cappella della Mortificazione, vera iconografia da “regno della morte” al Collegio dei Gesuiti con una commovente Immacolata del Marabitti alla Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio con la tomba del famoso architetto (a cui si deve gran parte dei palazzi e delle chiese di Trapani) Giovanni Biagio Amico. Fuori dal centro storico, si raggiungerà il museo della Pesca dentro la Tonnara Bonagia e la Torre Marausa o Torre di Mezzo, una delle poche superstiti tra le 150 erette nel Cinquecento a difesa della città dalle razzie dei barbareschi: presto inizieranno i lavori di ristrutturazione, sarà una ghiotta occasione per scoprirla.

Tre le passeggiate (qui per scoprirle tutte): la prima, condotta da Renato Lo Schiavo, seguirà le orme di uno scrittore vittoriano, Samuel Butler che rilesse l’Odissea ambientandola tra le Egadi e Pantelleria. La seconda, condotta dall’ex direttore del Museo Pepoli (oggi al Museo Riso) Luigi Biondo, rintraccerà la simbologia di una Trapani nascosta, da scoprire “a naso in su”. Con l’archeologo Francesco Lombardo si camminerà sui passi di antichi briganti, pastori e uomini di altri tempi per ritrovare la leggenda della Baronia di Arcudaci a Bosco Scorace, polmone verde di Buseto Palizzolo. L’info point de Le Vie dei Tesori sarà a Palazzo D’Alì, in piazza Municipio (tutti i giorni, dalle 9 alle 18).

LE VIE DEI TESORI A MARSALA

Isola Lunga dal piper

Marsala è alla sua terza partecipazione al Festival, sempre con il supporto logistico di Nonovento. E mai come quest’anno è stato costruito un programma che suscita sensazioni: accanto alle visite guidate ai luoghi della città  – non lasciatevi scappare la straordinaria possibilità di visitare (per la prima volta in assoluto) i resti di una ricca casa lilibetana del periodo romano imperiale con i suoi bellissimi mosaici di stile africano, scoperta presso il Teatro Impero. Nel 1954 scavò qui la famosa sovrintendente e archeologa Jole Bovio Marconi. Si potrà partecipare a esperienze inattese (qui per i coupon delle esperienze), molte allo Stagnone su cui si volerà a bordo di un Piper, si navigherà in barca nella laguna, si passeggerà a cavallo o si potrà rivitalizzare la pelle con uno scrub al sale immergendosi nella cosiddetta acqua fatta o acqua madre della salina Genna che elimina le tossine; mentre sull’isola di Mozia vi attenderà una ricca colazione in stile british, prima di partecipare a passeggiate tematiche. E sono sei le cantine che apriranno le porte (per il progetto Terre dei Tesori) per visite e degustazioni: si seguirà il viaggio del Marsala dalle vigne alle botti alle navi “vinaccere”, ai vini di ultimissima generazione, spesso passati di padre in figlio. Partecipano il Baglio Donna Franca, Cantine Bianchi, Caruso e Minini, Curatolo-Arini, Fina e Martinez.

Il campanile del Carmine

A Marsala sono dieci i siti che apriranno le porte alle visite guidate (qui per scoprirli tutti): dal famoso Campanile del Carmine aperto per la prima volta due anni fa, alla cripta della chiesa di San Francesco con inattesi affreschi manieristi; dalla chiesa del Purgatorio con la cupola a maioliche verdi, a San Pietro e Paolo (soltanto a giugno scorso è stata riaperta al culto) che nasce come chiesa del convento delle suore Oblate Benedettine che accoglievano le fanciulle facoltose; agli stucchi barocchi della chiesa di Santo Stefano, con il suo camminamento segreto. Si scenderà nel complesso ipogeico di Santa Maria della Grotta e si scopriranno le nicchie e gli arcosoli affrescati delle Latomie; e non mancherà di commuovere il santuario della Madonna Cava nata per accogliere una Madonnina miracolosa. Da non perdere la vista dalla terrazza di palazzo VII aprile. L’info point è presso l’Ufficio Turistico, via XI Maggio, 100 (sabato e domenica, dalle 10 alle 18).

Passeggiate ve ne raccomandiamo una, ma imperdibile: perché avrà un Virgilio d’eccezione come Piero Gallo, pronipote di Abele Damiani, maggiore dei Garibaldini, che in seguito divenne anche Ministro del Regno d’Italia. Con lui si riannoderanno le fila dell’epopea dei Mille, e si sottolineeranno i momenti cruciali in cui la storia di Marsala incrociò la Grande storia dell’Unità nazionale (qui tutte le passeggiate).

LE VIE DEI TESORI A MAZARA DEL VALLO

Tenunta Cav. Mandina

Il nuovo viaggio alla scoperta di Mazara – l’anno scorso era stato il debutto – si srotola sul territorio con il supporto logistico di Periferica. E anche in questo caso, sono state organizzate esperienze che non si possono saltare: si potranno visitare oleifici, tenute agricole e persino una piantagione di avocado, assaggiando i prodotti che nascono dalla terra e non sono assolutamente trattati (qui tutte le esperienze).  Oltre ad un giro sotto al città – nel reticolo di cave dove si verrà guidati da Periferica – si assaggerà il pani cunzatu delle Tenute Cav. Mandina (ex stazione di posta per i viandanti e pellegrini lungo la Via Francigena, oggi azienda agricola e museo con gli utensili della tradizione contadina, tra cui un’antica macina dell’uva e del grano, la “masciaredda”) si scopriranno i grani antichi ai Molini del Ponte che raccontano quattro generazioni di mugnai; si degusterà l’olio che nasce dalle Latomie per Centonze; e alle Tenute Caracci si capirà come si coltivano gli avocado. Le passeggiate condurranno invece alla scoperta della Casbah, unica, brulicante, colorata, esempio straordinario di convivenza multiculturale; ma si potrà anche raggiungere l’altura di Roccazzo dove scoprirete esistente un’antica necropoli (qui per prenotare tutte le passeggiate).

Il mare di Mazara

Ma chi cerca l’anima religiosa di Mazara, non avrà che l’imbarazzo della scelta (qui i coupon dei luoghi): in quella che fu la più estesa e ricca Diocesi di Sicilia, voluta da re Ruggero, sono ancora rintracciabili chiese e cappelle spesso di stili sovrapposti che raccontano una città a strati, che si sfoglia come una cipolla. A partire dalla Regale Abbazia di Santa Maria dell’Alto (o delle Giummarre) che secondo la tradizione, parrebbe risalire al 1085, anche se gli storici non sono d’accordo tra loro sulla datazione. È considerata un monumento normanno fra i più interessanti del periodo, unico esempio in Sicilia occidentale di copertura a volta a botte traversa, con estradossi a vista. C’è poi San Francesco nata in stile arabo-normanno, che divenne convento francescano, caserma dei carabinieri, poi carcere femminile, fino al 1970 quando fu abbandonata: è  stata restaurata da appena un anno; San Michele Arcangelo, la chiesa del Monastero delle Benedettine, un tesoro barocco inaspettato, con uno stupendo pavimento di maiolica cosparso di fiori splendenti; e San Giuseppe, appena restaurata, nata  come un semplice e piccolo oratorio dedicato al santo protettore dei falegnami, ma poi rimaneggiata e ingrandita, decorata con pitture e stucchi.

E se il Collegio dei Gesuiti oggi si è trasformato in uno spazio espositivo (ospita una sala dedicata a Pietro Consagra), merita una visita di certo Santa Caterina, fondata nel 1318 con il vicino monastero (che non esiste piu), dalla nobile Giovanna de Surdis: nel XVIII secolo si trasformò in un gioiello barocco con un’estrosa facciata abbellita da una ricca decorazione in calcarenite, tra motivi a foglie e conchiglie, mascheroni grotteschi e angeli.

Casa Lombardo a Mazara

Dall’inventiva di Emmanuele e Francesca, e della figlia Tania, è nata una “casa d’artista” che schiaccia l’occhio a Gaudì: Casa Lombardo è un cantiere aperto, casual, pop, una sorta di Biennale di Venezia in piccolo. Emmanuele crea le sue sculture en plein air, Francesca disegna e realizza mobili e suppellettili, Tania appende le sue tele. Attorno alla villa, i viali dedicati a nomi famosi: piazzetta Beethoven, largo Prassitele, pagoda Pirandello, passaggio Socrate … e così via. Diversi per età ma non per creatività, ecco Casa Periferica che, oltre a curare per il festival, la logistica sul territorio, apre le porte dei suoi spazi dove i creativi “macinano” idee di rigenerazione urbana. La visita si chiude al Teatro  Garibaldi, vera e rivoluzionaria “sala del popolo” che costò 2355 ducati ai cittadini e fu costruito in soli tre mesi utilizzando il legno delle barche dismesse. L’info point è presso la Pro Loco Mazara, in via XX settembre, 5 (sabato e domenica, dalle 10 alle 18).

TERRE DEI TESORI

Scorcio di campagne siciliane

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi“imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite, alla conoscenza del loro mondo e alle degustazioni.

I TOUR DI LABISI

Uno dei bus di Labisi

Durante il festival sarà possibile raggiungere alcune tra le città da Palermo tramite i bus navetta messi a disposizione da Labisi Bus Operator: un modo per visitare i luoghi in tutta tranquillità, senza dover pensare al mezzo di trasporto o al posteggio sul posto, un’alternativa già offerta nelle passate edizioni che aveva riscontrato un ottimo successo. Per questa prima tranche di festival, si potranno raggiungere dal capoluogo, Carini (19 o 26 settembre), Trapani o Marsala (26 settembre). A ottobre sono già prenotabili le gite a Cefalù (3 ottobre), Erice (10 ottobre), Sciacca (17 ottobre) e Catania (24 ottobre). Contributi tra 10 e 22 euro a seconda della distanza. Tutti i transfert possono essere prenotati sul sito www.labisialacarte/gitegiornaliere.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o agli info-point nelle città, o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Bagheria fa il bis con Le Vie dei Tesori: chiese, musei di charme e yoga al tramonto

Dieci luoghi e tante riconferme da vivere nei weekend dall’11 al 26 settembre: visite guidate ma anche escursioni in barca lungo la costa e immersioni con i sub

di Redazione

L’anno scorso è stata la vera sorpresa del festival: Bagheria vive da sempre all’ombra del capoluogo, ma nasconde benissimo le sue ricchezze – chiese inattese, i palazzi della villeggiatura nobiliare, i musei piccini e le case d’artista – tanto che durante Le Vie dei Tesori  il pubblico si è mostrato piacevolmente stupefatto. Numeri bellissimi per un debutto da 6020 spettatori, che la cittadina è andata a cercarsi ad uno ad uno. Oggi è decisa a bissare il successo: apre dieci luoghi con belle novità, riconferme attese e una sorpresa, il bellissimo Arco Azzurro – il ponte degli innamorati tanto caro dai Baci Perugina – dove, oltre alle visite,  si potrà partecipare a sedute di Yoga al tramonto: per recuperare equilibrio e benessere, dopo mesi per tutti difficili, salutando il sole che si tuffa nell’acqua. E ritornano anche due esperienze costruite sul mare, gite in barca a vela da Santa Flavia al castello di Solanto, e immersioni con la guida di un sub (qui il programma completo).

L’Arco Azzurro

“Bagheria lo scorso anno è stata la terza città più visitata del festival, oltre seimila partecipanti con una splendida ricaduta sul territorio. Un volano per fare di più e meglio” dice il sindaco di Bagheria Filippo Tripoli. “Con il festival, tesori veramente nascosti vengono aperti e narrati. Quest’anno abbiamo introdotto l’Arco azzurro, appena recuperato dopo che per anni è stato proprietà di un mafioso, e che ospiterà sessioni di yoga al tramonto; e la chiesa delle Anime Sante, tra le più belle del territorio. In questo momento è difficile fare cultura, ma noi imperterriti ci crediamo ancora” dice l’assessore alle Attività culturali Daniele Vella mentre per l’assessore al Turismo, Brigida Alaimo “è un’opportunità da cogliere anche perché Bagheria ha finora vissuto in ombra rispetto a Palermo. E sarà bellissimo visitare il museo en plein air di 21 donne di Aspra che raccontano le tradizioni della borgata marinara”.

Le Vie dei Tesori ritorna quindi a Bagheria da sabato prossimo, per tre weekend, dall’11 al 26 settembre. Con il supporto del Comune sono stati scelti con cura dieci luoghi per rileggere la città alla luce delle sue ricchezze culturali. E coupon acquistati saranno validi anche per visitare anche Carini, Monreale e Termini Imerese, poi Palermo e Cefalù (a ottobre).

Visite alla bottega dei Fratelli Ducato

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dall’11 al 26 settembre, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. “Le Vie dei Tesori è tre cose: è la narrazione, la storia di un luogo e la messa a sistema di quello che c’è attorno – interviene Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori –; ma è anche il racconto della comunità che si mette in gioco e si riappropria dei suoi spazi”.

Museo Guttuso

E quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista – 57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format – ecco le prime 12 città del 2021 pronte a scendere in campo: le prime a settembre: oltre a Bagheria, Monreale, Noto, Trapani, Mazara e Marsala, scendono in campo le due “veterane” Caltanissetta e Messina, e si uniscono le debuttanti Caltagirone, Enna, Carini e Termini Imerese; dal 2 al 17 ottobre toccherà a Sciacca, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e fino al 31, a Palermo e Catania.

Ma Le Vie dei Tesori è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, – Atanasio Domino, area manager Retail Palermo provincia ha sottolineato come “Unicredit è proprio la banca del territorio e tende a valorizzare, con interventi come questo, la crescita del territorio stesso” – il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A BAGHERIA

Palazzo Butera

Un nuovo viaggio alla scoperta della città, arricchito dalle numerose esperienze, da prenotare subito visto che i posti sono veramente pochi (qui per i coupon dei luoghi). Scoprire Bagheria vuol dire cercare le tracce degli Alliata, dei Valguarnera, dei Branciforti, dei Gravina, dei principi di Cattolica, e mischiarle ai saluti vittoriosi dei primissimi circoli comunisti che sfidavano la DC. La visita non può che partire dalle residenze nobiliari dove il tempo si è fermato. E dunque, Palazzo Butera, buen retiro del principe di Pietraperzia deluso dalla politica; e Villa Ramacca, edificata dal principe Bernardo Gravina, a cui si accede percorrendo un lungo viale di piante esotiche. Ritorna l’ultimo pittore di “masciddara”: Michele Ducato ha come “amici” Angelica e il paggio Medoro oppure Astolfo che cerca sulla luna il senno di Orlando, oltre a santi e cavalieri, saracini e crociati, nati dalla sua mano artigiana.

Affreschi di Guttuso

Di musei ci sarà solo l’imbarazzo della scelta: ovviamente si parte dalla collezione di Villa Cattolica, immersione nell’universo di Guttuso – ma il festival porterà anche nella chiesetta di Aspra dove, da  giovane pittore “comunista”, consegnò alla Storia i visi dei pescatori, e per questo vide i suoi affreschi “cancellati” per decenni – ma si raggiungono anche due musei-gioiello nati dall’inventiva di privati appassionati: al Museo dell’Acciuga si racconta il mondo “povero” della pesca e della salagione; al Museo del Giocattolo ci si perderà tra bambole in pannolenci, pupattole in biscuit, carrozzine in alpacca. Si chiude con il santuario di Maria Santissima Immacolata Regina delle Anime Sante, la “Gioia di Bagarìa” nata come cappella della congregazione dei Miseremini, sotto la protezione dei duchi Branciforte Gravina. Da due anni possiede addirittura uno stemma araldico. E infine l’Oasi Blu, inattesa casa d’artista, già molto amata lo scorso anno, una wunderkammer sorprendente tra cappelle votive, altari ai viaggiatori illustri, memorabilia raccolte da un ex ferroviere prestato all’arte.

ESPERIENZE

Ritornano due esperienze tra le più gettonate dello scorso anno, che andarono quasi subito sold out: le escursioni in barca a vela nel golfo di santa Flavia, costeggiando il waterfront e arrivando al castello di Solanto; e le immersioni con la guida di un sub esperto, un vero battesimo del mare pensato solo per il festival. Quest’anno è stato aggiunto anche “Portami ad Aspra”, museo en plein air costruito da 21 donne della borgata che hanno dato voce ai racconti dei vecchi. Ma la vera sorpresa la si avrà raggiungendo al tramonto l’Arco Azzurro dove due esperti di meditazione e suonoterapia, Anna Gagliano e Marco Mineo, condurranno tre diverse sessioni – i chakra del cuore, il bagno sonoro antistress, la campana di quarzo e didgeridoo per favorire il riequilibrio – per avvicinare lo yoga, anche per i neofiti. Con la loro guida, si scopriranno esercizi e posizioni che permetteranno di risvegliare energie nascoste e acquisire una carica positiva e di benessere (qui per prenotare le esperienze)

TERRE DEI TESORI

Scorcio di campagne siciliane

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi“imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite, alla conoscenza del loro mondo e alle degustazioni.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito a Villa Cattolica – Museo Guttuso – via Ramacca, 9 (dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 18), o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Chiese, teatri e cantine: Le Vie dei Tesori ritorna a Caltanissetta

Otto luoghi da scoprire nei weekend dall’11 al 26 settembre: dalle tele di Gino Morici al prete amico degli zolfatari. E si scoprirà dove nasce il torrone

di Redazione

Nel cortile del nobile palazzo, nacque un cinematografo che negli anni Cinquanta venne anche dotato di un tetto apribile: meraviglia delle meraviglie, oggi nascosta in un teatro, ma ad ascoltarla, la storia è bellissima. Come lo è anche quella di San Giovanni, l’antica chiesa dei Gerosolimitani che crebbe sotto il segno di don Buccoleri, il prete degli zolfatari. E come non infilarsi nella fabbrica del torrone dove si viene avvolti da una nube di profumo caramelloso? Caltanissetta sarà presente per la quinta volta al Festival Le Vie dei Tesori. Da sabato prossimo, tre weekend, dall’11 al 26 settembre, con il supporto del Comune e con la collaborazione di una bella squadra di professionisti: Alice Bifarella, Pasquale Tornatore, Michele Mendolia Calella, Luigi Garbato, Aurelia Speziale, e la squadra di Creative Spaces capitanata da Eros Di Prima.

La Cripta di San Domenico

Otto luoghi scelti con cura per rileggere la città alla luce delle sue ricchezze culturali: con diverse novità, qualche ritorno, alcune conferme. Un programma che accontenta ogni gusto: chi ama andar per absidi e altari – San Domenico è stata restaurata e sarà possibile visitare la cripta con i colatoi per essiccare i cadaveri; chi vuole immergersi nel silenzio – e quindi sceglie la pace della Batiedda per cercare le tracce delle tante fanciulle che qui vennero educate alla vita sociale che le attendeva; chi cerca percorsi nella natura (e ce ne saranno diversi tra cui scegliere), chi cammina seguendo olfatto e gusto (un gradito ritorno, quello delle cantine Averna).

“Siamo felici che Le Vie dei Tesori sia ritornato a Caltanissetta e noto con piacere che ogni anno si riesce a comporre un programma interessante anche per i nisseni. E’ un modo per riappropriarci della nostra città” dice il sindaco Roberto Gambino mentre l’assessore e vicesindaco Grazia Giammusso sottolinea come “Il festival che in un primo tempo aveva privilegiato soltanto i siti culturali, adesso allarga l’offerta anche a esperienze bellissime sul territorio”. “Siamo qui per il quinto anno consecutivo, con un’offerta molto importante che mette in risalto siti sconosciuti della città – interviene Marcello Barbaro, vicepresidente de Le Vie dei Tesori – . Quest’anno aggiungiamo anche Terre dei Tesori un progetto di riscoperta del territorio attraverso aziende agricole, bagli, cantine, piantagioni”.

Un momento della conferenza stampa

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dall’11 al 26 settembre, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 – erano stati 404mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro – ma che comunque raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza.

Caltanissetta

E quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista – 57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format – ecco le prime 12 città del 2021 pronte a scendere in campo: le prime a settembre: oltre a Caltanissetta, l’altra veterana Messina, poi le debuttanti Caltagirone, Enna, Carini e Termini Imerese; e Bagheria, Monreale, Noto, Trapani, Mazara e Marsala; dal 2 al 17 ottobre toccherà a Sciacca, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e fino al 31, a Palermo e Catania.

Ma Le Vie dei Tesori è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, “Unicredit è accanto al festival da due anni, e siamo felicissimi di questo progetto che ci permette di essere presenti sul territorio e sviluppare un progetto di promozione della cultura – dice Roberto Di Raimondo, responsabile Area Retail Caltanissetta ed Enna – , il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Quest’anno di aggiunge il progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione siciliana. Per Caltanissetta aprono le porte Arké, azienda olearia per tradizione familiare, e Molini Riggi. “Entrando nella realtà dei mulini, si comprende subito l’amore per il territorio. Visitarlo sarà un’esplorazione dei vari stadi della macinazione dei grani antichi” spiega Giulia Alliata.

Il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A CALTANISSETTA

Ex Palazzo delle Poste

Un nuovo viaggio alla scoperta della città per il festival che qui festeggia i suoi “primi” cinque anni: otto luoghi scelti dal team sul territorio (qui per prenotare i coupon).  Si potranno scoprire le tele “fasciste” di Gino Morici nell’ex Palazzo delle Poste, oggi sede della Banca Sicana. Andar per chiese: il mausoleo dei Moncada un tempo era a San Domenico, e non ne è rimasta traccia, ma la cripta c’è e sarà una sorpresa visitarla, con le sue tre tipologie diverse di colatoi; la chiesa dei cavalieri Gerosolimitani era invece San Giovanni, fu danneggiata dalle bombe del ’43 ma quando venne ricostruita divenne il regno di don Salvatore Buccoleri, il prete degli zolfatari amante della fotografia: i suoi scatti raccontano la dura vita dei minatori e dei carusi.

Chiesa di San Giovanni

Nel Collegio di Maria Chiesa Maria Santissima della Grazia si educavano le fanciulle più ricche, che crescevano dietro le “gelosie” come le monache; la sedia del presbitero fu usata da Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita nel 1993. Gli imponenti gruppi scultorei (Vare) dei fratelli Biangardi, che sfilano il Giovedì Santo, sono invece esposti a San Pio X. Un bel ritorno è quello del Museo Averna dove si spiegheranno che la famosa ricetta segreta dell’amaro (elisir cappuccino) ottenne il Brevetto della Real Casa nel 1912.  Due i teatri, molto diversi tra loro: il Regina Margherita, il teatro della città, affianca la Chiesa del Carmine, oggi sede del Municipio; e il teatro Rosso di San Secondo occupa ancora il cortile interno di Palazzo Moncada, ma ve lo spiegheranno.

PASSEGGIATE

Museo Averna

Le famose “passeggiate” de Le Vie dei Tesori quest’anno condurranno in giro per la città (qui per prenotare), per raccoglie il fil rouge delle “Saracinesche d’arte” create da Carlo Sillitti, fino alla mostra “Contagi”  a Palazzo Moncada. Un walking tour rievocherà il dramma di Caltanissetta sotto le bombe del ’43, e un altro percorso, stavolta teatralizzato, entrerà nell’ex miniera di zolfo di Gabara, dove il mimo Lino Pantano prenderà spunti dalla novella di Pirandello, per condurre fino al 1881 e a Gessolungo in cui morirono 65 minatori tra cui 19 “carusi”. Altra passeggiata fuori porta è quella a Monte Capodarso e alla riserva naturale orientata, condotto proprio dal direttore, Carmelo Bartolotta.

ESPERIENZE

Torrone Geraci

Sul filo del gusto: degli otto torronifici dell’800 sono rimasti in pochissimi, e tra questi c’è quello dell’azienda Geraci. E un’altra vista interessante sarà quella alle Tenute Lombardo: passeggiata tra i vigneti (soprattutto Catarratto e Nero d’Avola), e piccoli assaggi de i loro prodotti (qui per prenotare).

TERRE DEI TESORI

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi“imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite, alla conoscenza del loro mondo e alle degustazioni.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito all’ex rifugio antiaereo – Centro espositivo d’arte contemporanea – salita Matteotti (sabato e domenica, dalle 10 alle 18), o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori debutta a Enna tra torri, campanili e palazzi storici

Il Festival arriva per la prima volta in città, nei weekend dall’11 al 26 settembre. Aprono dieci luoghi, tra cui le sale di rappresentanza della Prefettura e il convento dei Cappuccini con i disegni di Guttuso

di Redazione

Roccaforte quasi inespugnabile di sicani, greci, romani, berberi, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi: Enna ha un cuore antico, nascosto sotto il suo castello, là dove sorgeva il santuario di Demetra; e un altro contemporaneo, da moderno capoluogo. Arrampicata sui monti Erei, sembra piccina e invece è tra i trenta comuni più estesi del Paese: e per questo suo debutto ne Le Vie dei Tesori – da sabato prossimo, per tre weekend dall’11 al 26 settembre, con il supporto del Comune – Enna recupera l’anima più autentica, fatta di religiosità antica, di conventi e confraternite secolari (qui il programma completo di Enna).

Uno scorcio di Enna

Ha deciso di camminare “tra terra e cielo” visto che aprirà sia le torri campanarie da dove sembrerà di toccare le nuvole, che i saloni colmi di tesori d’arte della Prefettura; ritornano al Convento dei Cappuccini i disegni di Renato Guttuso per Il Lunario; ha preparato un laboratorio prezioso per i più piccoli, e condurrà alla scoperta continua di una città stratificata, fino al periodo fascista che chiamò Enna, appunto, l’antica Castrugiuvanni. Sarà bellissimo partire alla ricerca dello stile gotico catalano nato sotto Federico III che la volle sede della sua corte; superare le sue cinque piazze e giungere al castello di Lombardia da dove la vista spazia dalle Madonie all’Etna; o cercare le tracce di Garibaldi, passare sotto antiche porte, rintracciare le chiese che, nel ‘700, erano oltre 130, o scoprire i conventi.

Un debutto già ricchissimo: dieci luoghi apriranno le porte, e di questi, sette sono torri, torrioni, campanili; poi le passeggiate guidate, un laboratorio per i più piccoli, alla scoperta della storia della città; e un ciclo di tre spettacoli offerti dal Comune. Tutto sull’onda del nuovo claim de Le Vie dei Tesori, ovvero “La bellezza in mostra”: una frase che è quasi un passaporto per riappropriarsi del territorio, dei suoi tesori pronti a farsi amare.

Il prefetto Matilde Pirrera e Laura Anello

“Dopo il Covid, le istituzioni hanno deciso di lavorare in sinergia – dice il prefetto Matilde Pirrera che ha voluto mostrare il percorso di visita all’interno della Prefettura che apre proprio per il festival – e dunque abbiamo messo a disposizione i locali per permettere la fruizione dei beni del monastero di San Marco che presto saranno catalogati e musealizzati in uno spazio adeguato”. Il Comune ha dato il suo supporto all’organizzazione del festival. “E’ la via da percorrere per lo sviluppo per il territorio: aprire più luoghi possibili, renderli fruibili e fornirli di servizi e biglietti – dice il sindaco Maurizio Dipietro -. Per Le Vie dei Tesori apriremo siti importanti e daremo un’anteprima del nuovo museo civico che a breve aprirà a Enna”.

La Rocca di Cerere

“Le Vie dei Tesori è un modo per dire ai cittadini, “accorgetevi di quello che avete sotto casa”: perché un luogo che non è raccontato, resta muto – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori – narrare dieci luoghi a Enna vorrà dire tracciare la complessità della città, attraverso i suoi simboli. Il festival ha riscritto i suoi tempi e i suoi modi dopo il Covid, ma ha resistito: e mai come in questi due ultimi anni abbiamo capito quanto sia importante per una comunità, ritrovare il senso dell’essere cittadini attraverso il valore dei suoi siti culturali”. Antonio Messina, che ha curato il programma del festival sul territorio, sottolinea “un percorso di debutto che salirà sulle torri, il vero simbolo delle città di Enna: di solito non sono accessibili al pubblico, saranno una sorpresa per gli stessi cittadini ennesi. Speriamo che presto possano essere messe a sistema per il futuro”.

La conferenza stampa a Enna

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dall’11 al 26 settembre, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid: l’anno scorso, in piena pandemia, quando ogni rassegna rimandava o rinunciava ai suoi programmi, Le Vie dei Tesori ha deciso di provarci, riscrivendo ogni visita e ogni percorso nel segno della sicurezza, privilegiando luoghi all’aperto, sostituendo le visite guidate con audioguide d’autore ascoltabili dal proprio smartphone. Nonostante la necessità di contingentare gli ingressi e i repentini cambiamenti di colore, il festival ha messo insieme 120mila visitatori in meno di due mesi, lontani dai numeri straordinari del 2019 – erano stati 404mila con una ricaduta economica sul territorio di oltre 5 milioni di euro – ma che comunque raccontavano una manifestazione viva, partecipata, e con la voglia di continuare a raccontare la bellezza.

E quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista – 57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format – ecco le prime 12 città del 2021 pronte a scendere in campo: le prime a settembre – Enna al debutto con Caltagirone, Carini e Termini Imerese; le due “veterane”  Messina e Caltanissetta, poi Bagheria, Monreale, Noto,Trapani, Mazara e Marsala – mentre dal 2 al 17 ottobre toccherà a Sciacca, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e fino al 31, alle due capitane Palermoe Catania.

Ma Le Vie dei Tesori è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A ENNA

Gli argenti di San Marco in Prefettura

Un viaggio alla scoperta della città che si perde tra le nuvole (qui tutti i luoghi). A partire dalle sue torri, torrioni e campanili. Ma prima ancora una sorpresa arriverà dalla Prefettura disegnata da Salvatore Caronia: Le Vie dei Tesori porterà nelle sale di rappresentanza, abitualmente aperte solo ai funzionari, della Prefetturache ha pure la sua torre, alta 18 metri, rivestita in marmo travertino. Una ghiotta occasione per una visita alla ricca collezione di opere d’arte legate all’Ordine Carmelitano, che provengono dalla chiesa di San Marco. Dipinti, stampe, cornici, sculture, statue in gesso, terracotta o ceroplastica, paliotti, reliquiari, antichi messali, e particolari antichi cartamodello per i ricami.

Torre di San Giovanni

Un’altra sorpresa del festival sarà al Convento dei Padri Cappuccini dove sarà riallestita la  mostra di 32 disegni che Renato Guttuso realizzò per Il Lunario. Visitare l’ex convento (abbandonato dai Cappuccini nel 1866) vuol dire immergersi nella vita e nelle abitudini quotidiane dei frati (che abitarono la struttura fino al 1866). Nell’ex magazzino nel seminterrato, è stato creato un Urban Center che diventerà in futuro il Museo delle Confraternite ennesi.

San Cataldo

Ed eccoci al tour tra chiese e conventi: a partire dal Santissimo Salvatore, nata come cappella privata medievale, poi divenuta chiesa barocca grazie alle donazioni di una nobildonna che volle restare sconosciuta: da non perdere il “tesoro” nella sacrestia, tra antichi manoscritti, reliquiari in argento, e un casserizio (enorme cassettone, unico nel suo genere) ligneo seicentesco dipinto a mano. Si passa nella chiesa e il monastero di San Marco Le Vergini che sorgono sull’antica sinagoga: ci sono ancora “le gelosie” da cui le monache di clausura, seguivano le funzioni. Passando dal monastero, si raggiunge la torre campanaria, affacciata sul centro storico e sul giardino interno. Altre due torri campanarie: quella di san Cataldo che mostra i suoi tesori “liturgici” ma anche l’area archeologica sottostante con le sepolture e gli antichi “colatoi” per essiccare i cadaveri prima di imbalsamarli; e quella della chiesa di San Tommaso Apostolo, una delle poche torri rimaste del sistema difensivo.  Anche il Comune ha la sua Torre campanaria: ex Casa del Fascio nata nella Castrogiovanni fascista, ingloba i ruderi dell’antica chiesa normanna di san Giovanni Battista di cui rimane, appunto, la torre campanaria: si visiterà eccezionalmente la stanza del sindaco con una bella collezione di opere d’arte.

Torre di Federico

E una simile si trova anche a Palazzo Chiaramonte che è diventato un polo culturale importante per la città: si visiteranno la chiesa di San Francesco e la preziosa biblioteca con 80mila volumi e i fondi antichi del convento, a cui si accede attraverso l’Atrio del Sole; la Sala Proserpina e la Sala Cerere con una tela del Minniti, amico, modello e collega del Caravaggio. Per completare il programma, ecco la Torre di Federico avvolta da storie e leggende, salire al terzo e ultimo livello vuol dire accogliere una veduta straordinaria sul territorio; e infine il Torrione dello Spirito Santo, arrampicata su uno sperone di roccia, che conserva l’archivio della Confraternita, una delle più antiche d’Italia.

PASSEGGIATE

La collezione della Prefettura

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori – uno dei progetti più amati dal pubblico, costruite con le associazioni del territorio – a Enna saranno quattro, due per ciascuno dei primi due weekend (qui per i coupon): si seguirà la Via Sacra, il percorso che segue i percorsi dei pellegrini, partendo dalla Rocca di Cerere, e raggiungendo il Castello di Lombardia, e toccando lungo il percorso, antiche edicole votive, pozzetti, cisterne, e la Grotta dei Santi con i suoi affreschi bizantini. Si scopriranno le torri e si entrerà nell’ex-monastero delle madri Canossiane, con un grande giardino interno; nel centro storico vi indicheranno chiese e conventi, alcuni ancora abitati. E infine si raggiungerà il Campo di germoplasma di Villa Zagaria a Pergusa, 4 ettari dove sono conservate le varietà olivicole di tutti gli Stati del mondo.

ESPERIENZE

Affreschi del cappellone nella chiesa di San Francesco

Enna è l’unica città di questo primo round che ha preparato un laboratorio per bambini (qui per i coupon): lo condurranno esperti pedagogisti e la scrittrice Lietta Valvo Grimaldi che ha da poco pubblicato una Guida alla città per ragazzi. Ma si potranno anche conoscere gli asinelli del B&B La Quercia e l’Asino o degustare olio e vino al Baglio Pollicarini mentre vi racconteranno la storia dell’ex convento poi guarnigione e infine azienda d’eccellenza: sono due progetti di Terre dei Tesori.

GLI EVENTI DEL COMUNE DI ENNA

Il Comune ha organizzato e offrirà tre eventi (qui per prenotarli): una notte alla Torre di Federico, tra note jazz e degustazione di vini e spumanti, perdendosi tra stelle e costellazioni; al Convento dei Padri Cappuccini, si scopriranno i disegni di Guttuso, sullo sfondo di proiezioni multimediali, per un’esperienza immersiva; infine al Museo del Mito, alla Rocca di Cerere, Persefore, spettacolo sul mito di Kore-Persefone e Demetra, ambientato sulle sponde del Lago di Pergusa.

TERRE DEI TESORI

Ulivi

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi“imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite, alla conoscenza del loro mondo e alle degustazioni.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, appena conclusi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point all’Ombelico della Sicilia – chiesa e convento di Montesalvo – via Montesalvo, 105, o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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