Le Vie dei Tesori chiude settembre con 34mila visite in 12 città

Il Trapanese la fa da padrone su tutti, con oltre un terzo degli ingressi. Bagheria conferma uno straordinario appeal, exploit di Termini Imerese, benissimo anche Messina e anche la debuttante Enna. Tutte le città hanno superato i mille visitatori

di Redazione

Sono stati 34mila, circa diecimila in più dello scorso anno, quando il festival resiliente era stato tra i pochissimi a svolgere un’edizione al tempo del Covid, i visitatori della prima parte de Le Vie dei Tesori, nelle dodici città di settembre. Ovunque un’enorme voglia di riappropriazione degli spazi, dei monumenti, delle esperienze inusuali, delle visite in aziende e cantine che Le Vie dei Tesori hanno proposto. Si è chiusa dunque la prima fase – e sabato partirà la seconda – con le città che hanno accolto un pubblico curioso e attento: Trapani è risultata la città più visitata in assoluto con i suoi quasi cinquemila ingressi, tallonata da vicinissimo da Marsala, eterna e affettuosa antagonista; le segue un po’ più distanziata Mazara del Vallo, ma tutte e tre insieme fanno vincere la palma di provincia più amata, al Trapanese.

Yoga all’Arco Azzurro

L’exploit di Bagheria dell’anno scorso è confermato quest’anno: la cittadina alle porte di Palermo supera le quattromila presenze e distanzia Termini Imerese che è però la vera sorpresa di questa edizione: sfiora i 3500 visitatori e supera Messina, che la lambisce da presso; molto bene anche Enna, l’altra grande debuttante che supera abbondantemente le tremila presenze. Anche Carini, al debutto, ottiene un ottimo risultato e distanzia Monreale, Caltanissetta, Caltagirone e Noto, tutte comunque oltre le mille presenze.

Visite a Enna

“È giusto dare, come sempre, alla fine, contezza dei numeri, che sono stati lusinghieri quando non importanti. Ma ciò che ci preme  sottolineare è la voglia di ripartire e ricominciare che giunge da tutte le città che hanno aderito alla rete. Come la voglia di raccontarsi e mettere in mostra il tantissimo bello che c’è ovunque in Sicilia – dicono Laura Anello e Marcello Barbaro, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori – . Ci piace infine spendere qualche parola per i significativi risultati, sia in termine di promozione e conoscenza del territorio sia di crescita di comunità, ottenuti da tutte le città nuove del circuito: da Termini a Enna, da Caltagirone a Carini; mentre dalle altre, ormai rodate, abbiamo avuto significative conferme di passione e interesse”.

Le Vie dei Tesori a Messina

Il festival, sostenuto da UniCredit – si appresta alla seconda fase: sabato 2 ottobre scenderanno in campo Palermo, con un programma straordinario, con il pubblico che sta già prenotando, un videomapping immersivo nel diruto Palazzo Di Napoli, le visite teatralizzate che faranno riemergere personaggi del passato, le ville e i palazzi che aprono le porte, le esperienze inedite; poi Catania che ha arricchito il suo bouquet con visite inedite nel sottosuolo, una sortita alla scoperta di Acireale,  esperienze fuori porta e sei passeggiate alla scoperta del patrimonio immateriale dei dintorni; Erice e Cefalù, con due edizioni al debutto ma con percorsi alternativi; Ragusa che apre cave dimenticate e conduce nel cantiere dell’antico teatro chiuso da decenni; Scicli che dimentica Montalbano e punta sulle chiese rupestri di Colle San Matteo; e Sciacca, proiettata sul mare: domenica i cittadini potranno rientrare nella Chiesa dello Spasimo chiusa da sessant’anni, e troveranno la “Domus” di Franco Accursio Gulino.

La Colombaia a Trapani

Ed eccoci al dettaglio: a partire dalla “vincitrice” di quest’anno, la bella Trapani affacciata sul mare. I visitatori, accolti dai giovani di Agorà, sono stati 4896 e hanno amato come ogni anno la Torre della Colombaia che si raggiunge dal mare, anche se il luogo più amato è stata la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio che custodisce i venti gruppi scultorei dei “Misteri” della Settimana Santa: il sito più visitato in assoluto del festival, oltre mille presenze; molto visitati anche l’esuberante e prezioso Palazzo Montalto e la Prefettura. Tallonata da presso da Marsala che l’ha anche superata nel secondo weekend: 4402 ingressi, accolti da Nonovento, sciamati alla scoperta dei mosaici della Casa Romana appena recuperati, e del famoso campanile “ondulatorio” del Carmine (dove si saliva a due persone per volta): ma Marsala ha puntato (e vinto) soprattutto con le esperienze sullo Stagnone (per aria, per terra, per acqua) e hanno funzionato benissimo i percorsi alla scoperta delle cantine del territorio, tra degustazioni e conoscenza di vitigni e metodi per la produzione.

Passeggiata a Mazara del Vallo

Mazara del Vallo è abbastanza distanziata, mette insieme 2036 presenze, in collaborazione con Periferica: soprattutto alla chiesa di san Francesco appena restaurata, in cui si sono riversati gli stessi cittadini, che la ricordavano prima caserma dei carabinieri e, negli anni Settanta, carcere femminile; e il Collegio dei Gesuiti, alla scoperta della collezione grafica di Pietro Consagra.

Visita alla bottega dei Fratelli Ducato a Bagheria

L’anno scorso Bagheria era stata il vero exploit, e quest’anno ha minacciato di bissare, visto che tiene saldamente il terzo gradino del podio con le sue 4187 presenze: Villa Cattolica è sempre la più gettonata con le tele di Guttuso (sfiorate le mille presenze; secondo luogo in assoluto tra i più visitati); ma anche Palazzo Butera sotto lo straordinario affresco attribuito al Borremans; la casa museo dell’Oasi blu dedicata al viaggio, ma è soprattutto l’inedito Arco Azzurro ad aver attirato non soltanto gli innamorati: e le affascinanti lezioni di yoga al tramonto sono state veramente molto frequentate. Ben 3484 visitatori sono invece accorsi a Termini Imerese, la debuttante tra le debuttanti: hanno funzionato molto bene sia l’ex collegio dei Gesuiti, poi tribunale, con le sue cappelle affrescate e dimenticate; che la chiesa di sant’Orsola.

Messina, Chiesa del Carmine

In tantissimi sono ritornati tra le strade e nei dintorni di Messina che mette insieme ben 3415 visitatori: Forte San Salvatore è sempre il preferito, ma il pubblico ha visitato anche il Sacrario Cristo Re e Castel Gonzaga. Colpisce il numero di presenze per la passeggiata a Floresta, tre ore per raggiungere e scoprire il borgo montano dove il tempo sembra essersi fermato; sold out l’esperienza con i pescatori di vongole sul lago di Ganzirri. Enna, con 3286 visitatori, è stata una scoperta, anche se attesa: ha aperto torri e campanili e la gente non se l’è fatto ripetere due volte: è salita sul coro della chiesa di San Marco e si è affacciata dalle “gelosie”, ha riempito la Prefettura scoprendo gli argenti delle monache e ha ammirato le tele del Minniti a Palazzo Chiaramonte.

Carini

In tantissimi hanno preso d’assalto a Carini, sia il Castello della baronessa (terzo tra i posti più visitati del festival) che le catacombe paleocristiane: un esordio ragguardevole, di 2527 visitatori: i siti sono quelli noti, ma con le visite guidate del festival hanno assunto una veste nuove e approfondita. Altra cittadina nelle immediate vicinanze del capoluogo, Monreale ha preferito il mese di settembre (l’anno scorso aveva scelto ottobre) e ci ha azzeccato: 1785 visitatori che si sono affacciati dalla scenografica terrazza di palazzo Cutò,  appassionati non hanno dimenticato i manoscritti secolari nelle due storiche biblioteche, anche se un must è stato per tutti l’odore fragrante del pane appena sfornato dal forno Litria.

Museo Averna

A Caltanissetta, la scelta è caduta sul museo e sullo stabilimento delle cantine Averna, un must anche nelle scorso edizioni, sempre molto amato dal pubblico; ma sono stati gli stessi nisseni a riversarsi nella cripta appena riaperta di San Domenico; a Caltagirone ci si è divisi equamente tra i due palazzi nobiliari che aprivano i loro salotti per la prima volta: palazzo Gravina Pace ha superato di poco palazzo Spadaro Libertini, tutti e due straordinari, e il pubblico ha affollato la passeggiata alla scoperta delle ville storiche della zona. A Noto il pubblico ha scoperto la basilica del Santissimo Salvatore che ha allestito un vero e proprio museo di tesori del Seminario vescovile. Ma grande attenzione anche per Noto antica, che rivive nella ricostruzione 3D.

Dalla magia della Rocca ai segreti del Museo Mandralisca: Le Vie dei Tesori debutta a Cefalù

Nei tre weekend, dal 2 al 17 ottobre, la cittadina normanna mostrerà percorsi inediti tra arte e natura, antiche vestigia e sentieri verdi. Un’edizione-gioiello con quattro luoghi preziosi, una passeggiata e due esperienze

di Redazione

Non si può che partire dalla Rocca per conoscere Cefalù, il promontorio alto 268 metri che si proietta sul mare e che ha dato il nome alla città, con la sua forma che ricorda una testa: la greca Kephalodion, la latina Cephaloedium. Dopo, sarebbero arrivati i normanni, con il Gran Conte Ruggero e il figlio Ruggero II. Cefalù, al suo debutto nelle Vie dei Tesori – si tratta in tutto di tre weekend, da sabato 2 a domenica 17 ottobre – mostrerà percorsi inediti tra arte e natura, antiche vestigia e sentieri verdi, che si arrampicano fin sulla Rocca. Aprono le porte quattro siti che qui sono sinonimo di percorsi (qui il programma completo). E poi chiese e lavatoi, collezioni e palazzi nobiliari, ma anche personaggi affascinanti come il barone Mandralisca, che dà il nome al museo dove è custodito il “Ritratto d’ignoto”, capolavoro enigmatico tanto da essere definito la Gioconda siciliana. Cefalù è un ricamo di vicoli, botteghe, stradine, con un occhio alla profondità del mare e uno al verde intenso alle Madonie.

Da sinistra, Vincenzo Garbo, Marco Coico e Laura Anello

Con il supporto del Comune, con UniCredit come main sponsor, è stata costruita una prima edizione-gioiello dove ogni sito è stato scelto con cura estrema, e così anche la passeggiata e le due esperienze. “Siamo orgogliosi che Cefalù da quest’anno entri nel circuito delle Vie dei Tesori -– spiega il sindaco Rosario Lapunzina -. E’ una sfida visto il periodo complicato che il turismo sta vivendo, ma siamo sicuri che sarà soltanto un primo passo guardando al futuro”. “Cefalù sta puntando sempre più sul turismo culturale, dal 2015 fa parte del sito seriale Unesco – interviene l’assessore alla Cultura, Vincenzo Garbo – . E proprio la Rocca ne è la sintesi più vera ed efficace, tra archeologia e natura”.

Oggi una sorta di “invasione digitale” del Festival a Cefalù che nel frattempo si sta preparando ad accogliere anche la produzione hollywoodiana del nuovo “Indiana Jones” che qui sbarcherà dal 7 all’11 ottobre: la cittadina si troverà interamente coinvolta, piazza Duomo si coprirà di sabbia, il set coinvolgerà il porticciolo, i vicoli, il lungomare, ritornando agli anni d’oro in cui i set passavano tutti da qui. “Il festival apre i luoghi della bellezza, costruisce comunità ma soprattutto è una speranza per i giovani che vogliono restare e scommettere sul futuro in questa nostra isola – sottolinea Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori  – Cefalù presenta quattro luoghi con chicche straordinarie, ma scopriremo che qui si può seguire un percorso che va dai reperti archeologici fino al ‘900”.

LE VIE DEI TESORI A CEFALU’

Cefalù dalla Rocca

Sono quattro luoghi, uno profondamente diverso dall’altro, le visite sono organizzate con il supporto del Comune (qui per scoprire e prenotare tutti i luoghi). Si parte dalla Chiesa della Santissima Trinità, annessa al convento di San Domenico, alle pendici delle Rocca, nel punto più alto del centro storico della cittadina normanna; è a tre navate e orientata verso est. Il pavimento è in lumachella, pietra sedimentaria preistorica che ancora oggi si ricava dalle cave della Rocca. Nel santuario è collocato l’altare in pietra di Trani, donato a monsignor Crispino Valenziano dal grande architetto Renzo Piano.

Museo Mandralisca

Poi non ci si può esimere dalla visita al Museo Mandralisca e dal racconto della famosa collezione del barone Enrico: opere d’arte, reperti archeologici, monete, conchiglie, oggetti rari e preziosi. Tra i pezzi da non perdere, gli antichi manoscritti, rari incunaboli e cinquecentine, tra cui un’edizione della Divina Commedia commentata da Cristoforo Landino (1529); il famoso cratere del “venditore di tonno” del IV secolo e il “Ritratto d’uomo” di Antonello Da Messina; e la “Sfera del Diavolo”, un unico pezzo di avorio lavorato a formare identiche e concentriche sfere, traforate e scolpite, perfettamente libere di muoversi. E mentre siete ancora al Museo, in una sala scoprirete il laboratorio dell’Officina artistica Roncisvalle fondata da Giuseppe Quolantoni e Angelo Sicilia, per rilanciare l’antica arte dei pupi siciliani. Questa è una delle esperienze del festival: si visiterà la collezione permanente e si potrà assistere a uno spettacolo tradizionale di Opera dei Pupi (qui per prenotare l’esperienza).

 

Cefalù e la sua Rocca

Si deve comunque abbandonare il centro cittadino per raggiungere il parco archeologico-naturalistico della Rocca, un importante sito immerso in una rigogliosa vegetazione, tra magazzini, forni, cisterne, e il cosiddetto tempio di Diana, edificio megalitico datato al IV – V secolo avanti Cristo. Giungendo in vetta, ecco i ruderi del castello federiciano. Sempre per appassionati di archeologia, i resti di una strada di epoca ellenistico-romana (datata, nella fase più recente, intorno al I secolo dopo Cristo) che testimonia l’esistenza del phrourion (fortezza) dell’antica Kephaloidion, sorto in riva al mare dopo la sconfitta di Himera.

Serra Guarneri

La passeggiata (che partirà ogni sabato e domenica alle 19 da piazza Duomo) si srotolerà al tramonto, dall’antica Giudecca, al Molo Vecchio dei pescatori, location di Nuovo Cinema Paradiso, fino al quartiere normanno (qui per informazioni sulla passeggiata). Se poi volete proseguire nel cuore del Parco delle Madonie, arrivate al borgo pietrificato di Serra Guarneri (a Sant’Ambrogio) da dove si può ammirare un panorama mozzafiato sul mare e sulla rocca di Cefalù. Si vivrà con Palma Nana una visita accompagnata dagli abitanti del borgo e una passeggiata guidata sui sentieri del bosco tra racconti, leggende e antiche usanze.

TERRE DEI TESORI

Ulivi

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole. Questi “imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare la vita in campagna. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia dura oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, con oltre 300 luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda dello spazio e delle caratteristiche dei siti. Ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia del posto) sui luoghi di raduno. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori al via a Palermo: ecco tutto quello che c’è da fare

Inizia la 15esima edizione con 88 luoghi da visitare, 26 esperienze speciali, 100 passeggiate e 9 itinerari fuori porta. Teatralizzazioni e musica nei palazzi storici, 11 podcast e un videomapping che trasformerà uno dei “Canti” in una dimora delle meraviglie

di Redazione

Sarà l’anno dei palazzi storici, tra fragili ceramiche, l’enfilade di sale, lampadari scintillanti e preziose collezioni che raccontano la Palermo sontuosa al centro d’Europa. E sarà l’anno degli spazi verdi, dei giardini nascosti, degli orti enormi e colmi di specie tropicali; delle raccolte universitarie. Sarà l’anno dei circoli e dei salotti che risuoneranno di musica, teatro e storie antiche; dei musei famosi che aprono collezioni segrete o laboratori di restauro. E dei luoghi, di quasi novanta luoghi e alcuni sono del tutto inediti, anche per chi questo festival lo ama e lo frequenta da tempo; si potranno scoprire grotte dal mare e sentire come “suona” il fiume Oreto; incontrare i fantasmi che hanno abitato i siti, o ascoltare un concerto da camera in una villa Liberty o partecipare a un’invasione di sassofoni tra le metope del Salinas.

I Quattro Canti

E si potrà sentirsi coinvolti, affascinati dinanzi a Metamorfosi, il videomapping immersivo che “occuperà” Palazzo di Napoli, uno dei Quattro Canti, le cui sale dirute si trasformeranno come per magia in un luogo delle meraviglie, grazie all’intervento di un visual artist come Antaless e un collettivo di artisti contemporanei guidati da Roberto Bilotti, il mecenate proprietario del palazzo messo a disposizione del festival: sarà un viaggio nella memoria, immergendosi e cucendo le tante anime stratificate del palazzo.

Le Vie dei Tesori numero 15 a Palermo, dunque, dove tutto è cominciato (qui per scoprire il programma completo): il festival che mette in rete il grande e il piccolo, il mare e il cielo, il giardino e la cappella, si appresta a varare il nuovo programma, al via da sabato 2 ottobre e fino al 31, per cinque weekend, in contemporanea a Catania; e, fino al 17 ottobre, anche a Sciacca, Ragusa e Scicli e per la prima volta Erice e Cefalù che ha preparato una piccola, ma densa edizione-gioiello di quattro luoghi e due esperienze immersive.

Un momento della conferenza stampa allo Spasimo

“Le Vie dei Tesori è un momento di rigenerazione urbana – interviene il sindaco Leoluca Orlando – e lo era già prima della pandemia. Che ci ha insegnato che i beni culturali sono la nostra ricchezza. I numeri dei turisti  sono tornati ad essere quelli del 2019, e lo dobbiamo anche a manifestazioni come queste. E’ marketing rigenerativo, straordinario”. Secondo Mario Zito, assessore alle Culture, “in questo momento la città sta cantando, sta rinascendo, è un crogiolo di iniziative e di spazi che riaprono. E sono tutte frequentatissime”. E una sorpresa dell’ultimo minuto è stata annunciata da Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi. “Apriremo anche la chiesa della Madonna della Mazza che ospiterà le opere di un artista contemporaneo: è chiusa da anni e non la conoscono i palermitani. Avviamo così una riflessione sull’attualità dell’intervento artistico sul patrimonio storico della città”, annuncia.

Da sinistra, Giuseppe Bucaro, Giuseppe Silvestri, Leoluca Orlando, Laura Anello, Mario Zito

Le Vie dei Tesori dunque, seconda tranche (anzi verrebbe da dire terza visto che quest’anno i Borghi dei Tesori hanno fatto da apripista con le loro 21 mila presenze a fine estate) che segue la prima parte del festival appena conclusa con un bellissimo successo di 31mila visitatori nelle prime dodici città. “Ci siamo lasciati l’anno scorso con un’edizione ‘eroica’, oggi torniamo per ribadire ai  cittadini che questi luoghi sono un collante sociale – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori -, un lievito, una chiave di sviluppo della comunità. E penso ai 250 ragazzi che, grazie all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Università, faranno un’esperienza con noi accogliendo i visitatori; penso ai nostri collaboratori, penso ai volontari: tutti giovani che imparano ad amare la loro città, capiscono che ci sono grandi potenzialità e spesso decidono di non lasciarla, di restare e di progettare qui il proprio futuro”.

Chiesa della Mazza

Cinque weekend, sempre sabato e domenica, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post Covid. Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor per il secondo anno – il general manager Sicilia, Salvatore Malandrino ha sottolineato come “Unicredit abbia una lunga tradizione di sostegno alla Cultura come fattore essenziale per la crescita del territorio: Le Vie dei Tesori ha sviluppato un format, ora regionale, che rientra perfettamente nei nostri obiettivi” –  il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre 200 partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. E con Tecnica Sport ha avviato un partenariato tecnico che allargherà la rete di vendita (i coupon saranno disponibili anche nella sede di via Aquileia 38) e proporrà una linea (molto attesa) di merchandising. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana.

IL FESTIVAL A PALERMO

Real Casa dei Matti

Eccoci alle tantissime novità, che segnano la temperatura di un festival che celebra la vita che lentamente e con prudenza rinasce. Lo staff del festival ha lavorato a lungo per cucire il programma in completa sicurezza, raccomandando ovunque la prenotazione, sia per i luoghi che per le esperienze, gli spettacoli e le passeggiate. Senza rinunciare al marchio distintivo del festival, ovvero lo storytelling: le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con audioguide d’autore registrate dalla viva voce dei giovani esperti del patrimonio dell’associazione Amici delle Vie dei Tesorio da “special guest” che hanno donato la loro voce e la loro competenza. Se poi si vuole approfondire ancora, il festival ha preparato una sorpresa bellissima: undici “amici” del festival – studiosi, accademici, scrittori – che firmano altrettanti podcast d’autore, una visita virtuale per innamorati del bello (qui per scoprirli tutti). Che ritorna anche nell’immagine del Festival, curata da Alessandro Fiore: un’immersione colorata, pop, piena di vita, di bisogno di ritornare alla vita, nel segno della “Bellezza in mostra”.

Chiesa della Mazza

I luoghi quindi. Sono 87: alcuni noti, altri inediti (qui per l’elenco completo dei luoghi). A partire dalla Chiesa della Madonna della Mazza, entrata nel bouquet proprio in queste ore. Santa Maria del Soccorso, o della Madonna della Mazza, nome che deriva dalla tradizione iconografica che vuole la Vergine del Soccorso nell’atto di brandire una piccola clava, è chiusa da tantissimo tempo, “sfiorata” soltanto durante la biennale Manifesta: sarà una sorpresa soprattutto per i palermitani.

Palazzo Oneto

Si potrà passeggiare tra stucchi e maioliche a Palazzo Burgio di Villafiorita o ammirare la delicata leggiadria del Circolo Unificato (noto a tutti come Circolo Ufficiali), affacciarsi da balconi di Palazzo Valguarnera o comprendere come un’antica residenza possa divenire un tesoro contemporaneo come Palazzo Oneto di Sperlinga; si scoprirà il giardino romantico del duca Domenico Lo Faso di Pietrasanta e a Palazzo Sclafani si correrà a vedere dove è nato il Trionfo della Morte. Alla Chiesa Anglicana si cercheranno le tracce dei Whitaker e degli Ingham, il Museo Pitrè mostrerà utensili e costumi della tradizione contadina di ieri, lo Steri si aprirà come un unico complesso monumentale dove seguire percorsi diversi, lasciarsi affascinare dalla sala dei Baroni, o scendere nelle carceri, e qui prenderà vita una delle teatralizzazioni più attese, sulle orme di Dulciora, la donna che sfidò (irridendolo) il Sant’Uffizio.

Casa Massonica

Non vi basta? Allora potrete entrare nelle stanze segrete della Casa Massonica, tra i letti della Real Casa dei Matti, scoprirete che sui manichini si impara l’anatomia e che a Palermo esiste una copia in scala della Mole Antonelliana; e che la città possiede cave sotterranee, le antiche Fornaci di nuovo visitabili. Aprono le porte i musei, e solo per Le Vie dei Tesori l’Abatellis cuce un unico percorso che include l’Oratorio dei Bianchi e Palazzo Mirto per un’unica Wunderkammer delle meraviglie: “naturalia, mirabilia e artificialia”,  suppellettili provenienti dalla Natura (come corallo, avorio ed essenze pregiate), che destano meraviglia (come le conchiglie decorate da miniature e motivi in argento) o rielaborazioni artistiche da parte dell’uomo (manufatti in vetro e ottone).

LE ESPERIENZE

Nuovi orti a Maredolce

Quest’anno il team che ha lavorato sul programma ha messo insieme un programma di 26 esperienze davvero speciali (qui l’elenco completo). Si potrà andare in barca tra grotte e ninfei sconosciuti, o cercare i contorni della famosa “Sicilia” nell’isola che un tempo era al centro del lago di Maredolce; i voli in Piper e le visite all’aeroporto gli altri anni sono stati sempre sold out, quindi ritornano, e così anche le lezioni di golf a Villa Airoldi, le visite in notturna all’Orto Botanico e quelle ai vivai Gitto; si potrà passeggiare nel parco di Villa Tasca e partecipare a una lezione di yoga tra gli alberi secolari; visitare un sito dimenticato come l’ex Manifattura tabacchi con la mostra di Ascosi Lasciti (che si occupa di luoghi abbandonati in tutta Italia).

Un tratto dell’Oreto vicino al Ponte Corleone

Si potrà seguire il lavoro delle restauratrici a Palazzo Montalbo o gli affreschi ritrovati nell’ex convento di San Francesco di Paola; ammirare gli antichi paramenti liturgici a Casa Professa, salire dai frati di Santa Maria del Gesù o cercare i nomi celebri sulle tombe del cimitero monumentale; scoprire costumi d’epoca nelle collezioni private, collezioni di maioliche dal tratto squisito, seguire la cura meticolosa con cui un artigiano riproduce in scala perfetta i monumenti della città. Ascoltare il racconto della Grande Guerra e scoprire la cura minuziosa degli schizzi del Basile, raccogliere l’acqua del fiume Oreto e ascoltarne la “voce”, dividersi tra i laboratori creativi allo Stand Florio e quelli per bambini al Museo delle Marionette. E se volete sentirvi parte di un progetto raggiungete l’Ecomuseo del Mare: vi spiegheranno perché una cupola di argilla permette di recuperare la memoria della terra.

LE ESPERIENZE FUORI PORTA

Le terme di Cefalà Diana

Palermo val bene una visita, ma i dintorni non scherzano: ecco nove esperienze fuori porta (qui l’elenco completo), a partire dalla delicata Villa Filangeri a Santa Flavia; poi il borgo marinaro di Porticello da cui partiranno sia i giri in barca a vela che le immersioni; l’area archeologica di Solunto e i bagni arabi di Cefalà Diana. A Marineo vi racconteranno la storia del castello e a San Mauro Castelverde bisognerà armarsi di coraggio per il percorso mozzafiato della zipline, ma anche la discesa nelle gole è da non dimenticare.

Villa Malfitano Whitaker

FANTASMI E NOTE

Far rivivere i fantasmi e le storie dei luoghi: Le Vie dei Tesori ha ideato una serie di teatralizzazioni che puntano su personaggi particolari, legati ai siti (qui per l’elenco completo). Protagonisti che affioreranno dalla memoria per raccontare le loro vicende, interpretati da Stefania Blandeburgo che già da due anni per il festival veste i nobili panni di Delia Whitaker (e li vestirà anche quest’anno, sempre a Villa Malfitano). Ma sarà anche la moglie di Peppe Schiera, poeta combattente che mal sopportò il Fascismo: dagli scritti di Salvo Licata, affiora allo Spasimo, Margheritina che per paura, alla morte di Peppe sotto le bombe del ’43; ne bruciò gli scritti. E interpreterà anche zia Mimmi, meglio nota come la marchesa Maria Concetta Giaconia, vedova del marchese Gaetano Pottino di Irosa, morta a 101 anni nel 2013 nella sua grande villa di via Notarbartolo, dove ora la pronipote, Geraldina Piazza, ne recupera la storia.

I graffiti dello Steri

Infine sempre la Blandeburgo sarà Dulciora, la donna che sfidò il Sant’Uffizio, rivivrà invece tra le carceri dello Steri e nel testo di Laura Anello: un’inquisita di riguardo, che però usò la sua posizione per sbertucciare il bigottismo degli uomini di Torquemada. Un tuffo nel Settecento avverrà invece a Palazzo Alliata dove, tra parrucche, scollature, nei e crinoline, si srotolerà una visita-happening in costume tra tanti personaggi dell’epoca che accoglieranno i visitatori, raccontando le mille storie del palazzo. In collaborazione con il festival Prima Onda, si potrà seguire l’Ulisse dantesco alla scoperta della città nuova, simbolica, inaspettata. A cura di Ugo Giacomazzi e Camillo Palmeri. Infine al Museo Pasqualino, vi aspetteranno per un’immersione nel mondo dell’Opra, tra cristiani, saraceni, paladini e figure fantastiche.

Floriana Franchina

I concerti delle Vie dei Tesori saranno quattro, tutti imperdibili (qui per prenotarli): a partire dalla Zisa Experience di Floriana Franchina che stavolta ha deciso di portare il suo piano nell’antico Parco reale del sollazzo normanno; a Villa del Pigno, sede dell’Istituto per ciechi, il pianista non vedente Leandro Martorana suonerà sue composizioni e pezzi classici, introducendo una visita straordinaria e in un luogo del tutto inatteso. E sarà l’elegantissima e liberty Villa Virginia, tra i paesaggi esotici e delicati della grande pittrice giapponese Otama Kiyohara, ad ospitare “Suoni di famiglia”, brevi concerti da camera degli Amici della Musica: dal pianoforte solista al duo sassofono e pianoforte, dal flauto al duo violoncello e pianoforte e infine un soprano con un repertorio vocale da camera.

La sala delle metope del Salinas

Infine i reperti del Salinas si lasceranno (virtualmente) invadere dai tre sassofoni L.Switters Sax Brotherhood (Gianni Gebbia, Davide Barbarino e Pierfrancesco Mucari, nascosti dietro nomi surreali): uno improvviserà davanti alla statua di Zeus, l’altro condurrà tra crateri dipinti, stele, vasi, il terzo dialogherà in musica con la Pietra di Palermo. Poi tutti e tre faranno esplodere di note la Sala delle Metope. E sempre il Museo Salinas (il 29 ottobre alle 18,30) ospiterà la presentazione di “La nuova museologia: le opportunità nell’incertezza” volume del museologo, storico dell’arte e direttore del Lu.C.C.A. (Lucca Center of Contemporary Art) Maurizio Vanni, scritto a quattro mani con Domenico Piraina, direttore del Polo Mostre e Musei scientifici e di Palazzo Reale a Milano, che insieme immaginano il futuro dei musei e della cultura, cercando di cogliere il lockdown  come un’opportunità da cui ripartire per un domani 4.0. Ne discuteranno con Caterina Greco, direttore del Museo Salinas.

FOOTBALL NO LIMITS – Mostra fotografica.

Di Wunderkammer nei tre siti – Abatellis, Oratorio dei Bianchi e Palazzo Mirto, si è già detto. Ma nel programma del festival fa parte anche “Football No Limits”, il calcio raccontato dai migliori fotografi del mondo, esposizione prodotta dalla Fondazione Pietro Barbaro e allestita a Palazzo Trinacria – l’ex Hotel Trinacria in via Butera, il primo albergo di Palermo che ospitò anche Garibaldi – per mostrare quanto profonde siano le radici del calcio e quanto siano diffuse. A Palazzo Trinacria Tomasi di Lampedusa ha ambientato le ultime ore di vita del Gattopardo, con il principe di Salina seduto su un balcone a mirare il mare “immobile, compatto e oleoso”.

LE VIE DEI SAPORI

I ragazzi di Kirmal

Non si può dimenticare il gusto, che è cultura e scoperta. Le Vie dei Tesori ha cucito esperienze particolari e storytelling (qui per prenotare le visite con degustazione): si scopirà con le Cuoche combattenti che un barattolo può essere simbolo di rinascita; con Kirmal (sei paesi, sei lingue, sei cucine, una sola narrazione), che Palermo accogliente ha tante anime e di ognuna è pronta a raccontare; che a San Martino delle Scale si produce (e si degusta) ancora la birra dei monaci; e che in un Museo del caffè come quello creato da Morettino, la visita può esser gustosa, profumata, immersiva, e difficile da dimenticare. Discorso a parte quello che lega Le Vie dei Tesori a Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali che si terrà dal 22 al 24 ottobre a Villa Filippina: sei laboratori e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti con formaggi o “scontri e abbracci con il vino, scoprire la differenza tra Sessione Sour… e tanto altro ancora con la guida di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni.

PASSEGGIATE

Monte Pellegrino

Condotte da botanici, guide naturalistiche, giornalisti, storici, appassionati, sono una delle anime più seguite del festival. Sono cento, alcune replicate più volte, tante vengono proprio richieste ogni anno dagli appassionati (qui l’elenco completo): dai Quattro Mandamenti alle periferie, dentro e fuori le “mura”, di giorno e di notte, all’alba e al tramonto, dalla Palermo araba ai giri in bicicletta, sulle tracce dei Florio e sulle orme dei gattopardi, cercando Goethe o raggiungendo un borgo fantasma, scoprendo una neviera o cercando un fiume sotterraneo. Tante passeggiate green, soprattutto fuori porta, in montagna e in collina, tra ruscelli e cascate, sentieri e mulattiere, per scoprire che i dintorni della città (anche in prossimità) sono straordinari.

CEFALU’ AL DEBUTTO

Cefalù

Un’edizione-gioiello, soltanto quattro luoghi ma densi di storia e di storie. Cefalù debutta nelle Vie dei Tesori arrampicandosi sulla sua Rocca per ritrovare la greca Kephalodion e la latina Cephaloedium. Il festival passerà da chiese e lavatoi, collezioni e palazzi nobiliari, ma anche personaggi affascinanti come il barone Mandralisca. Quattro luoghi apriranno le porte: la chiesa della Santissima Trinità, alle pendici delle Rocca, con uno stranissimo pavimento in lumachella e l’altare donato da Renzo Piano; del museo Mandralisca si è già detto, poi il Parco archeologico – naturalistico della Rocca, primo tassello di un nuovo circuito culturale della cittadina normanna, immerso in una rigogliosa vegetazione; e il sito archeologico che ospita i resti di una strada di epoca ellenistico-romana (datata, nella fase più recente, intorno al I secolo dopo Cristo). Una passeggiata condurrà dall’antica Giudecca al quartiere normanno. Previste due esperienze: all’Officina artistica Roncisvalle, per un’immersione nel mondo dei pupi; e a Serra Guarneri, piccolo borgo di pietra totalmente immerso in un bosco mediterraneo, vicino Sant’Ambrogio.

IL COMITATO SCIENTIFICO e gli AMICI DI VIE DEI TESORI.

La Fondazione Le Vie dei Tesori si dota di un comitato scientifico con cui costruire la programmazione dei prossimi festival e progettare nuove iniziative. È guidato dall’ex rettore dell’Università di Palermo, Giuseppe Silvestri, sotto la cui egida il Festival è nato nel 2006 per celebrare il Bicentenario dell’Ateneo, e composto dall’agronomo e ambientalista Giuseppe Barbera, dall’archeologa e esperta del digitale Elisa Bonacini, dal docente di Economia del Turismo ed ex assessore regionale ai Beni culturali Antonio Purpura, dallo storico Salvatore Savoia e dalle storiche dell’arte Eva Di Stefano e Maria Antonietta Spadaro. E il festival può anche contare sull’aiuto e la collaborazione degli Amici delle Vie dei Tesori, sostenitori che hanno deciso di restare al fianco della manifestazione tutto l’anno. Per loro sono previsti programmi speciali, visite esclusive e la prelazione sulle prenotazioni di visite e eventi.

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro per podcast esclusivi che è una gioia ascoltare. Lo hanno fatto senza alcun compenso, per incrementare la raccolta fondi del Festival. Ogni podcast, ascoltabile senza limiti, si può acquistare a questa paginaCosì Michele Anselmi, direttore del progetto Sicilia letteraria di Pluralia, ha raccontato Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo; Giuseppe Barbera, uno dei massimi esperti di paesaggio mediterraneo, ha scelto il Ficus di piazza Marina, il più grande albero d’Europa, ma ha deciso anche di condurre alla scoperta della Favara Maredolce, il castello di Ruggero II.

L’ex assessore al Centro storico Agata Bazzi ha letto in controluce la “sua” Villa Ahrens cui ha dedicato un libro, oggi sede della Dia, e l’ex sovrintendente ai Beni culturali, Lina Bellanca, si è dedicata alla Cattedrale. Eliana Calandra è stata tra i protagonisti della riapertura del Museo Pitrè: non poteva scegliere di raccontare altro; e così anche Caterina Greco che accompagna in una visita esclusiva al Museo Salinas, il tesoro archeologico che dirige. Paolo Inglese racconta la storia bicentenaria dell’Orto Botanico e Salvatore Savoia si divide equamente tra la famosa “impostura” dell’abate Vella, raccontata da Sciascia, e la genialità preziosa di Fulco di Verdura, designer di gioielli amico di Coco Chanel e di Cole Porter.

Maria Antonietta Spadaro per 34 anni ha inseguito, poi ritrovato, ricomposto e salvato l’altare di Antonello Gagini che accoglieva lo Spasimo di Raffaello: ne narrerà storia e recupero. Pietro Todaro ha sempre amato camminare “sotto” la città: chi meglio di lui può accompagnare nella Camera dello Scirocco di Villa Naselli? Lo storico dell’arte e curatore Sergio Troisi si dedicherà invece alla Meschita, l’antico quartiere da cui furono scacciati gli ebrei nel 1492 con un editto dei re cattolici, Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia.

UN EURO PER LA BELLEZZA

Anche quest’anno è possibile aggiungere 1 euro a ogni acquisto di coupon e partecipare così al progetto “1 euro per la bellezza”: i fondi raccolti saranno destinati esclusivamente a restauri (finora ne sono stati portati al traguardo 7), a progetti per l’educazione al patrimonio dei bambini, a borse di studio per giovani siciliani, con una particolare attenzione a coloro che vogliono tornare in Sicilia.

I TOUR DI LABISI

Uno dei bus di Labisi

Durante il festival sarà possibile raggiungere alcune tra le città da Palermo tramite i bus navetta messi a disposizione da LabisiBus Operator: un modo per visitare i luoghi in tutta tranquillità, senza dover pensare al mezzo di trasporto o al posteggio sul posto, un’alternativa già offerta nelle passate edizioni che aveva riscontrato un ottimo successo. Si potranno raggiungere dal capoluogo, Cefalù (3 ottobre), Erice (10 ottobre), Sciacca (17 ottobre) e Catania (24 ottobre). Contributi tra 10 e 22 euro a seconda della distanza. Tutti i transfert possono essere prenotati sul sito www.labisialacarte/gitegiornaliere 

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia dura oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi: con oltre 300 luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda dello spazio e delle caratteristiche dei siti. Ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia del posto) sui luoghi di raduno. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Chiese, torri ed eccellenze della scienza: Le Vie dei Tesori debutta a Erice

Nei weekend dal 2 al 17 ottobre arriva il Festival con sette luoghi, quattro passeggiate e un’esperienza sensoriale. Dal Quartiere Spagnolo alle mura puniche, dagli affreschi inattesi all’arte contemporanea, al centro all’avanguardia che studia i terremoti

di Redazione

La vera Erice è lassù in alto, avvolta nella nebbia che la cinge per tre quarti dell’anno: è un monile segreto, racchiusa in se stessa come una monaca silenziosa, squisita come un dolce antico. Secondo Tucidide fu fondata dai troiani in fuga, Virgilio la cita nell’Eneide, i miti raccontano i riti degli Elimi. La prima guerra punica le regalò mura fortificate, i romani vi adorarono la Venere ericina, gli arabi la occuparono, i normanni la rispettavano, con la Guerra del Vespro diventerà una roccaforte inaccessibile. Oggi conserva gelosamente i resti delle sue “cento chiese”: Le Vie dei Tesori – al debutto nei primi tre weekend di ottobre, da sabato 2 a domenica 17 ottobre – aprirà setti siti straordinari, chiese riconvertite in sale per l’arte contemporanea, torrette fortificate e guarnigioni, per poi scoprire una vera “cittadina della scienza”; senza contare le mura, sempre possenti e presenti (qui il programma completo di Erice).

Uno scorcio di Erice

Con il supporto del Comune e della Pro Loco, con UniCredit come main sponsor, è stata costruita una prima edizione-gioiello dove ogni sito è stato scelto con cura estrema, e così anche le quattro passeggiate che portano alla scoperta di caratteristiche di Erice; e l’unica esperienza sensoriale, legata al mondo dei wine lovers. “Siamo felici che Erice sia entrata a far parte di questo prezioso circuito de Le Vie dei Tesori con un programma davvero interessante. In questo periodo molto particolare per le innumerevoli restrizioni che hanno vincolato la cultura, Le Vie dei Tesori si inserisce tra le tante opportunità in grado di dare uno slancio alle iniziative culturali. È un modo per riappropriarci del nostro borgo, di riscoprire Erice, la sua storia, gli aneddoti e i luoghi non sempre disponibili alla pubblica fruizione. Anche per i trapanesi o gli ericini che vivono a valle. Un plauso quindi a tutti i partner del progetto” dice il sindaco Daniela Toscano.

L’assessore al Turismo Rossella Cosentino spiega come “Il festival apre siti culturali inediti e  allarga l’offerta a meravigliose esperienze sensoriali sul territorio. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione di giovani, di associazioni, aziende del territorio a cui va un particolare ringraziamento per l’impegno profuso”. “Il festival apre i luoghi della bellezza, costruisce comunità ma soprattutto è una speranza per i giovani che vogliono restare e scommettere sul futuro in questa nostra isola”, sottolinea Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori.

Casa Santa di Sales

Tra i sette luoghi, occhi puntati sugli affreschi inaspettati di Casa Santa Sales; sui particolari gotico-chiaramontani della chiesa del Carmine, chiusa per decenni; sulla collezione della Salerniana e sul Regio presepe minuzioso che ricrea il borgo settecentesco; la roccaforte militare e la torretta intellettuale, fino all’istituto internazionale che studia i terremoti, unico nel suo genere. Tutto sull’onda del nuovo claim de Le Vie dei Tesori, ovvero La bellezza in mostra: una frase che è quasi un passaporto per riappropriarsi del territorio, dei suoi tesori pronti a farsi amare. E che si ritrova nella nuova immagine-simbolo del festival, colorata, pop, veloce e leggera.

San Pietro

Tre weekend, sempre sabato e domenica, da sabato prossimo al 17 ottobre, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post Covid. E quest’anno Le Vie dei Tesori sono di nuovo pronte alla sfida: con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista (57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format e hanno raccolto 12 mila visitatori in due weekend); e dopo la prima tranche di 12 città, appena chiusa con numeri ragguardevoli, ecco la seconda tranche, che schiera con Erice, un’altra debuttante come Cefalù, poi ritornano Sciacca, Ragusa e Scicli, tutte per i primi tre weekend di ottobre mentre continueranno poi fino al 31, le due “capitane” Palermo e Catania che aprono anch’esso le porte da sabato prossimo.

Quartiere Spagnolo

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor, il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre 200 partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione siciliana. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione di centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

LE VIE DEI TESORI A ERICE

Sono sette luoghi, uno profondamente diverso dall’altro (qui tutti i luoghi), le visite sono organizzate con la collaborazione, oltre che della Pro Loco, anche di Fondazione Erice Arte, Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, La Montagna del Signore, Ordine dei Carmelitani, Kleos cooperativa, La Salerniana, Cai (Club Alpino Italiano) di Erice, Gruppo Archeologico Erykinon, La Strada del Vino Erice Doc,  Istituto Alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio”, Istituto tecnico “Sciascia e Bufalino” e i laboratori di artigianato artistico ericino.

Presepe settecentesco

Si parte da Casa Santa Sales, l’ex ritiro spirituale settecentesco che nasconde al suo interno affreschi sconosciuti; la gotica chiesa del Carmine, parte del complesso dei Carmelitani, con il suo portale del XV secolo e una copia in maiolica dell’Annunciazione di Antonello Gagini. La chiesa di San Pietro, sede distaccata de La Salerniana trapanese: opere di arte contemporanea in stretto colloquio con gli arredi liturgici, gli ex voto, le statuine del presepe settecentesco in cartapesta. Un altro presepe, di certo molto più imponente, è quello di Jaemy Callari e Roberta Fontana che hanno disegnato uno scorcio di vita quotidiana della Erice settecentesca, popolato da personaggi in terracotta e cera, sia statici che in movimento, che riproducono mestieri e tradizioni. Il Quartiere Spagnolo, a dispetto del nome, è una robusta struttura militare arrampicatasu uno sperone roccioso da cui domina il Mar Tirreno: non fu mai completata del tutto, mentre la Torretta Pepoli, nata “libera” ed eclettica, divenne un circolo intellettuale attorno al conte Agostino Pepoli. Si chiude con la Rete sismica “Alberto Gabriele”, fondata da Antonino Zichichi nei primi anni ’80 nell’antico Monastero di San Rocco. Qui, grazie ad una rete di sensori, si possono determinare in pochi secondi, l’intensità di un terremoto e il suo epicentro, permettendo un intervento immediato.

LE PASSEGGIATE E L’ESPERIENZA

Torretta Pepoli

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori – uno dei progetti più amati dal pubblico, costruite con le associazioni del territorio – a Erice saranno quattro (qui per prenotarle): lungo un sentiero del Cai, detto del “piede del diavolo” si raggiungerà la Torretta Pepoli; seguendo le mura puniche, sembrerà di entrare nel medioevo; si apriranno i giardini del Baljo, recuperati dal conte Pepoli o vi condurranno alla scoperta dei laboratori artistici e artigianali più autentici. Oppure un’esperienza con cui si potrà andare “a lezione” dagli aspiranti sommelier, gli allievi dell’Alberghiero Ignazio e Vincenzo Florio che spiegheranno sentori e retrogusto di cinque nettari proposti della Strada del vino Erice Doc (qui per prenotare l’esperienza).

TERRE DEI TESORI

Scorcio di campagne siciliane

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi “imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare la vita in campagna. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia durerà oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, con oltre 300 luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda dello spazio e delle caratteristiche dei siti. Ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon (sono validi anche quelli acquistati durante la prima tranche del festival, a Trapani, Marsala e Mazara) su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito a Porta Trapani, in piazza Grammatico, tutti i giorni dalle 10 alle 18; o nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia del posto) sui luoghi di raduno. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori, il meglio dell’ultimo weekend nelle città di settembre

Dalle piante che combattono l’inquinamento alle campane che risvegliano energie nascoste, dal concerto “narrato” nel museo alle barche dei “cocciulari” nel lago. E ancora cantine, aziende, cripte, torri e saline da un capo all’altro della Sicilia

di Redazione

Si scoprirà che le piante sono le prime a combattere inquinamento e cambiamenti climatici: ve lo racconteranno a Villa Zagaria, a Pergusa, dove Le Vie dei Tesori entreranno nel nuovo, inedito, campo della “banca del seme”, per la sperimentazione sulla tutela dell’ecosistema naturale. Sarà una vera visita scientifica (sabato 25 settembre alle 10) e sarà parte dei percorsi legati alla città di Enna che, dopo l’exploit di questi giorni, si sta preparando al suo ultimo weekend nelle Vie dei Tesori. Restano ancora pochissimi posti per la passeggiata tra i conventi del centro storico, ma i luoghi sono tutti bellissimi, non perdete domenica la visita al prezioso museo di San Cataldo, aperto solo poche ore (qui il programma di Enna).

Villa Zagaria

Domani e domenica (25 e 26 settembre), quindi, il festival porterà in giro in una Sicilia unica, nascosta, green, antica e leggera, da scoprire dall’alto e dal basso. In due fine settimana sono stati oltre 21mila i visitatori che, programma alla mano e smartphone in pugno, si sono sparsi nelle dodici città che partecipano a questa prima branca del festival, costruito con UniCredit come main sponsor. E ci si prepara al rush finale, prima di veder partire – dal 2 ottobre – Sciacca,  Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli e le due “capitane” Palermo e Catania.

Sarà una vera immersione di bellezza, una corsa ad accaparrarsi luoghi che poi ritorneranno silenti, a riempirsi gli occhi di bellezza, ad ascoltare racconti e tradizioni. O anche le campane di cristallo al quarzo e i didgeridoo che faranno risuonare Anna e Marco per risvegliare energie nascoste, nell’ultima sessione di yoga al tramonto (sabato alle 19), all’Arco Azzurro di Bagheria (ve ne abbiamo parlato qui), di certo uno dei luoghi inediti più visitati del festival. Le gite in barca nel golfo di Porticello sono ormai sold out, ma niente paura, ritorneranno nel programma di Palermo (qui il programma di Bagheria).  A Termini Imerese oltre alle visite nei luoghi (qui il programma), non perdete domani, alle 11,30 e alle 12,30, la performance musicale della pianista Floriana Franchina al Museo Civico, dopo la visita guidata condotta dal direttore Fabio Lo Bono. Domenica alle 19, nella chiesa di San Giacomo, lo spettacolo “Si conta ri Caterina figlia ri Diu” di Damiano Giunta, con Alessia Spatoliatore, ispirato alle originali didascalie in siciliano antico scoperte negli affreschi all’interno della chiesa dedicata alla Santa.

Pane pronto per l’infornata

A Carini la gente si è già riversata nel Castello alla ricerca del tormento della famosa baronessa, e nelle misteriose catacombe di Villagrazia, ma non si devono dimenticare gli oratori: quelli del Santissimo Sacramento è un vero e inatteso merletto di stucco (qui il programma di Carini). A Monreale lasciatevi trasportare dall’odore del pane sfornato: vi condurrà allo storico forno Litria dove (sabato alle 15 e alle 17) vi spiegheranno il segreto della panificazione tradizionale. Sempre sabato, dalle 11 alle 13,30, c’è la visita speciale al Mam, Museo dell’arte del mosaico, che è un vero spettacolo colorato; ma se avete un po’ di tempo domenica (alle 10 e alle 14) intrufolatevi nel quartiere Ciambra e visitate la bottega dove nascono le tessere dei mosaici e si potranno seguire le tecniche artigianali di lavorazione. Domenica alle 16,30 ci si inerpicherà fino al Castellaccio oppure si seguirà Mahlus il Cantore (qui il programma di Monreale)

Reti dei cocciolari

I cocciulari sono artigiani di mare, anzi di lago: quello di Ganzirri dove da trecento anni dragano la sabbia alla ricerca di vongole. Lo fanno da barche speciali su cui eccezionalmente accoglieranno i visitatori delle Vie dei Tesori, domani e domenica dalle 9 alle 12: sarà un’esperienza veramente straordinaria. Se poi avete tempo e voglia di aria buona, domenica alle 10 salite a Floresta, il borgo più alto della Sicilia, vi parrà di chiacchierare con le nuvole. Messina comunque, apre questo ultimo weekend (sabato  e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17) il Palacultura Antonello da Messina dove si visita la memoria della città nelle collezioni della Gamm, l’archivio storico comunale e la mostra Vara e Giganti. Fuori porta, a Mili San Pietro si camminerà fino all’eremo greco di San Sostene (non perdete l’altare a tarsie in marmo). Forte San Salvatore sarà aperto solo  sabato e Santa Maria Alemanna solo domenica mattina, quando ci sarà l’ultima passeggiata a tema “mariano” (qui il programma di Messina).

Museo Civico di Noto

Restiamo nella Sicilia dell’Est per raggiungere Noto dove, per l’ultimo weekend in programma si continua la festa per i cento anni dei Fratelli Napoli, con una mostra sulla centenaria compagnia di pupi catanese. Appuntamento al Museo Civico, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Sabato alle 9,45 si entrerà nella riserva di Vendicari, se siete fortunati scoprirete specie di uccelli variopinti. In città, sarà l’ultima occasione per visitare palazzo Landolina di Sant’Alfano, cercando i fantasmi di re Ferdinando II di Borbone e della regina Maria Teresa d’Austria, aperto dalle 10 alle 17,40 (qui il programma di Noto).

Salone degli specchi a Palazzo Libertini Spadaro

Il viaggio continua e passa dal cuore della Sicilia: a Caltagirone (qui il programma) il teatrino è aperto sabato e domenica (dalle 10 alle 11 e dalle 14 alle 16,40), ogni pupo è pesantissimo, si manovra a fatica, ma scoprirete che solo un puparo riesce a renderlo leggero. Ultima occasione per entrare in due palazzi privati: sono straordinari e aperti solo pochissime ore, trovare posto sarà difficile: Palazzo Gravina Pace apre sabato (dalle 16 alle 17) e domenica (dalle 10 alle 11); Palazzo Spadaro Libertini, solo domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Inoltre, Caltagirone domenica si potrà raggiungere comodamente in bus partendo da Palermo la mattina per rientrare la sera, con Labisi Bus Operator, il vettore ufficiale del Festival (qui per prenotare)

Tenute Lombardo

Caltanissetta propone una domenica speciale alle Tenute Lombardo per una passeggiata tra i  vigneti e la  visita della cantina e della Tenuta di “Sua Altezza”. Si assaggeranno Catarratto e Nero d’Avola. Viracconteranno anche la storia della famiglia di Arké che da tre generazioni produce olio: vi faranno degustare quattro extravergini (sabato e domenica alle 10 e alle 15). Raccomandandovi di non perdere il walking tour che evocherà il devastante bombardamento del ’43 (domenica si parte alle 17,30 dal piazzale della Stazione), ricordiamo che apre (dalle 10 alle 12,40) il Teatro Rosso di San Secondo: chiedete di far scorrere il meccanismo per aprire il tetto e osservate il cielo azzurro che pian piano si affaccerà sulla sala (qui il programma di Caltanissetta).

Visite alle Cantine Bianchi di Marsala

Il Trapanese chiude in bellezza: Marsala è in assoluto la città più visitata ma non per questo allenta la corsa: aprirà a tappeto le sue chiese e i palazzi, ma porterà – per questo ultimo scampolo d’estate – ancora una volta sullo Stagnone. Potrete scegliere se via aria (sul Piper), via acqua (in barca) o via terra (a cavallo). Le cantine sono tutte aperte e offrono degustazioni soprattutto di Marsala. E approfittate del sale delle saline: è una vera maschera di bellezza (qui il programma di Marsala). Se non ne avete abbastanza, raggiungete Trapani e le Saline Culcasi di Nubia dove sia sabato che domenica, alle 17, vi spiegheranno come funzionava il grande mulino a vento; si potranno incontrare i pescatori di Barracche, il porto peschereccio; e si resterà incantati a veder correre le mani dell’ultimo corallaro, Platimiro Fiorenza. Ci sono pochissimi posti per salire in barca e raggiungere il  Castello della Colombaia, ma tanto vale tentare: sabato e domenica dalle 10 alle 17; e soltanto domani alle 10,30, vi spiegherann  preparare il cuscus e le sarde allinguate (qui il programma di Trapani).

Tenuta Cav. Mandina

Alla Tenuta Cav. Mandina di Mazara del Vallo, dalle 11 alle 18, vi faranno assaggiare un profumatissimo olio evo macinato a freddo, e sul “pani cunzato” andranno pomodori e origano. Poi da non perdere è la regale Abbazia normanna di Santa Maria dell’Alto, voluta da Giuditta, figlia di re Ruggero, ma anche le visite alle aziende di grani antichi o dove si coltivano gli avocado (qui il programma di Mazara).

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno dura oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori fa 12mila visite nel secondo weekend

Exploit di Marsala che supera Trapani, poi Bagheria e la debuttante Enna. Superano i mille visitatori in un fine settimana sia Messina che Termini Imerese. Continua la corsa di Carini, tanto interesse per Caltanissetta e Noto

di Redazione

Dodicimila visitatori che sommati a quelli del primo weekend portano questa prima tranche de Le Vie dei Tesori a superare i 21mila visitatori nei primi due fine settimana di programmazione in dodici città, grandi e piccole. Il pubblico ama le torri e il mare, e questo è un dato di fatto: Marsala ha fatto il pieno con tutte le esperienze programmate allo Stagnone; e a Enna i visitatori salgono e scendono dalle sette torri e campanili che sono stati resi fruibili per questo debutto nel festival. Le “famose” passeggiate sono pressoché esaurite ovunque, dappertutto c’è un grande incremento di pubblico, curioso e interessato ad esperienze fuori dall’ordinario. Il prossimo (25 e 26 settembre) sarà l’ultimo weekend per questa prima tranche, dal 2 ottobre partiranno le altre sette città: Palermo e Catania, Ragusa, Scicli, Cefalù, Erice e Sciacca.

Visite ai mosaici della Villa Romana di Marsala

Quasi 12mila i visitatori, quindi, sempre con il supporto di Unicredit come main sponsor. La “tappa” è stata vinta  da Marsala che questa volta ha superato seppur di poco, il capoluogo Trapani. Che si è “difesa” con forza visto che ogni tragitto in barca verso la Torre della Colombaia era pienissimo, ma anche la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio che custodisce i venti gruppi scultorei dei “Misteri” della Settimana Santa; e la Tonnara Bonagia ha riscontrato tanto interesse. Marsala ha invece accolto un numero molto alto di visitatori tra cantine e aziende, sulle rotta del vino dolce e zuccherino; in tanti sono accorsi a Mozia, hanno partecipato al brunch in stile inglese, hanno visitato gli scavi archeologici. Nel centro storico, grande curiosità per la Casa Romana, del tutto inedita anche ai marsalesi, mentre nella vicina Mazara – visite con un coupon unico per tutte e tre le città del Trapanese – la Chiesa di San Francesco, appena restaurata, in cui si sono riversati gli stessi cittadini, che la ricordavano prima caserma dei carabinieri e, negli anni Settanta, carcere femminile.

Escursioni in barca a Santa Flavia

Bagheria ha invece puntato sullo yoga al tramonto guardando all’Arco Azzurro, un’esperienza che difficilmente sarà dimenticata. Bene anche le visite a Villa Cattolica e le escursioni in barca nel golfo di santa Flavia. A Enna, grande interesse per Palazzo Chiaramonte, ma anche per gli argenti delle monache esposti alla Prefettura, e per la torre campanaria. A Termini Imerese hanno funzionato molto bene sia l’ex collegio dei Gesuiti, poi tribunale, con le sue cappelle affrescate e dimenticate; che la chiesa di sant’Orsola; a Messina si va sul classico: Forte San Salvatore è sempre il preferito, ma il pubblico ha visitato anche il Sacrario Cristo Re e Castel Gonzaga.

Monreale, visite a Palazzo Cutò

Tutte e due le città hanno superato ampiamente i mille visitatori, mentre in tantissimi hanno preso d’assalto a Carini, sia il Castello della baronessa che le catacombe paleocristiane. A Caltanissetta, la scelta è caduta sul museo e sullo stabilimento delle cantine Averna e sulla cripta appena riaperta di San Domenico; a Caltagirone ci si è divisi equamente tra i due palazzi nobiliari che aprivano i loro salotti per la prima volta: palazzo Spadaro Libertini e palazzo Gravina Pace, tutti e due straordinari. A Monreale, ci si è affacciati dalla scenografica terrazza di palazzo Cutò, ma gli appassionati non hanno dimenticato i manoscritti secolari nelle due storiche biblioteche. A Noto il pubblico ha scoperto la  basilica del Santissimo Salvatore che ha allestito un vero e proprio museo di tesori del Seminario vescovile. Ma grande attenzione anche per Noto antica, che rivive nella ricostruzione 3D.

Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18, o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Teatri-gioiello, grotte e chiese scavate nella roccia: Le Vie dei Tesori torna a Ragusa e Scicli

Nei weekend dal 2 al 17 ottobre il Festival fa tappa nel Val di Noto con 23 luoghi complessivi. A Ragusa si visita il cantiere di restauro del Teatro della Concordia chiuso da decenni, e le Cave Gonfalone. A Scicli si scende nella Grotta delle 100 scale e si ritorna alle cave di Chiafura

di Redazione

Siamo nel Val di Noto e tutto qui si data facendo riferimento al terremoto del 1693: prima e dopo, le chiese medievali rase al suolo, furono ricostruite barocche. E così anche palazzi e quartieri. Ragusa elegante e signorile è rinata dalle macerie, più bella di prima; Scicli dalla luce dolce che abbraccia e segna i palazzi che paion fatti di merletto. Due città profondamente diverse che collaborano fattivamente per la promozione dello stesso territorio: e il turismo le ha premiate visto che quest’ultima estate, i numeri danno loro ragione.

Teatro della Concordia

Le Vie dei Tesori – da sabato 2 a domenica 17 ottobre, con il supporto dei due Comuni e con UniCredit come main sponsor – tornano nel Ragusano per il quarto anno consecutivo per un’edizione di rinascita, in piena sicurezza: a Ragusa, la città superiore con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale; e Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto), un miraggio di luci e di ombre, con la piazza centrale che è un salotto a cielo aperto: qui il festival proporrà tredici tappe-gioiello, tra cui l’esclusiva visita al cantiere del Teatro della Concordia, la sala costruita a fine Ottocento dalle quattordici famiglie più ricche della città; ma poi caduto nel dimenticatoio, trasformato in cinema, acquistato dal Comune ma chiuso da anni. Adesso il recupero: il festival condurrà nel suo ventre che sta rinascendo, ma seguirà anche il filo delle cave Gonfalone, le intricate latomie, 15 mila metri quadrati di cunicoli sotto la città (qui il programma completo di Ragusa).

A Scicli invece, i luoghi aperti saranno dieci, con un’attenzione particolare per le chiese rupestri, piccole, scavate nella roccia, ma con tesori inattesi all’interno; e il festival torna dentro le grotte di Chiafura, che tanto successo hanno ottenuto lo scorso anno, con il loro carico di memoria; salirà al tramonto sul colle di San Matteo, scenderà nella Grotta delle Cento Scale. E renderà omaggio a Bartolomeo Militello, l’ultimo dei decoratori della città barocca, di cui per la prima volta si espone il corpus di disegni e bozzetti (qui il programma completo di Scicli).

Uno scorcio di Scicli (foto Wikipedia)

“Una manifestazione importante che è riuscita ad entrare nel Dna del nostro territorio con importanza e forza: è un progetto complessivo che ha coinvolto i nostri giovani. Non è qualcosa che si è visto prima: Le Vie dei Tesori sarà testimone della nuova fase di Scicli, quella del post-Montalbano – dice il sindaco di Scicli, Vincenzo Giannone –  La bellezza del territorio protagonista con i suoi tesori, le sue chiese barocche, il Sud Est che è un luogo dell’anima con una sua identità antropologica precisa: c’erano prima di Montalbano e ci saranno poi”.

Scicli

“Siamo una rete: partire da Palermo e come gemmazione essere giunti nel Sud Est è straordinario – interviene Clorida Arezzo, assessore alla Cultura di Ragusa – . Quello che vediamo oggi è il prodotto di un lavoro di preparazione lungo: il festival è dinamico, si rinnova ogni anno, sia nel parterre di luoghi proposti che nell’offerta e nelle esperienze. Ed è un festival eroico: la continuità ha sfidato e vinto la paura. E si stanno rivedendo i gruppi di turisti, segno che il turismo è in netta ripresa. Raccomando la visita alle Cave Gonfalone, al cantiere del Teatro della Concordia, e la Prefettura”.

San Matteo a Scicli

“La scelta di Scicli quest’anno è stata quella di puntare sul colle di San Matteo e le chiese rupestri – dice Caterina Riccotti, assessore alla Cultura del Comune di Scicli – in accordo con le associazioni e le realtà che lavorano a Scicli. I visitatori saranno accolti dai nostri ragazzi che sono felici di mostrare la passione con cui si prendono cura del territorio: gli studenti che partecipano al programma Alternanza Scuola Lavoro hanno così un’occasione straordinaria per conoscere e amare il nostro patrimonio”. “Il senso più profondo del festival è stato fatto vostro – sottolinea Marcello Barbaro, vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori – . Questa è la proposta di un sistema, convinti come siamo che i monumenti possano diventare occasione economica. Le Vie dei Tesori è un’opportunità, e siamo felici che la sinergia con i due Comuni sia così completa. Aggiungiamo al nostro programma, da quest’anno, il progetto di Terre dei Tesori che è un’ulteriore finestra sul territorio”.

Uno scorcio di Ragusa

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dal 2 al 17 ottobre, e un unico coupon valido per Ragusa, Scicli e Noto (che si sta svolgendo ancora questa settimana), per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post Covid. Con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista (57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format e hanno raccolto 12 mila visitatori in due weekend); e dopo la prima tranche di 12 città, tuttora in corso con numeri ragguardevoli (9mila visitatori nel solo primo fine settimana), ecco la seconda tranche, che schiera con Ragusa e Scicli, anche le debuttanti Cefalù, Erice con il ritorno di Sciacca, tutte per i primi tre weekend di ottobre mentre continueranno poi fino al 31, le due “capitane” Palermo e Catania.

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto la manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor – Roberto Floridia, retail Area Manager a Ragusa ha sottolineato che “Unicredit con orgoglio sostiene Le Vie dei Tesori, manifestazione che apre luoghi e monumenti, ma che soprattutto lo fa riuscendo a destagionalizzare i flussi turistici” – il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione siciliana.

LE VIE DEI TESORI A RAGUSA

Vista su Ragusa dal campanile della cattedrale di San Giovanni

Si parte dal campanile di San Giovanni Battista: vista mozzafiato, ma scendendo si passerà attraverso una particolarissima “veste” rococò; e di fronte, non dimenticate di gettare uno sguardo alla Badia, voluta dalla marchesa di Sant’Elia  e poi trasformata in tribunale; e neanche di visitare il museo dedicato a San Giovanni Battista, sette sale che raccolgono opere d’arte provenienti dalle collezioni parrocchiali, in molti casi sopravvissute al terremoto del 1693. Ci si muove tra preziose suppellettili religiose, alcune del XV secolo, oggetti come l’“Arca Sacra”, un reliquiario settecentesco che custodisce un dente del santo; poi paramenti liturgici, sculture e tele. All’interno anche una ricchissima collezione di carte geografiche della collezione Zipelli, un suggestivo viaggio nella Sicilia spesso immaginata, da cartografi, disegnatori, artisti e viaggiatori.

Cave Gonfalone

Dopo aver ammirato il soffitto (pre-sisma) di Sant’Agata ai Cappuccini, non si può perdere il commovente retablo in pietra della chiesa di San Rocco, meno conosciuto di quello di San Giorgio, ma non per questo meno prezioso. Non va dimenticata la tela attribuita a Mattia Preti a Santa Maria dell’Itria, la chiesa dei Cavalieri di Malta; né gli affreschi medievali sopravvissuti di Santa Maria delle Scale; né la vista straordinaria su Ibla che si ottiene affacciandosi dal sagrato di Santa Lucia. Un bagno di colori? Solo al Cinabro carrettieri, la bottega degli artigiani Damiano Rotella e Biagio Castilletti, tanto amati da Dolce e Gabbana, e Steve McCurry. Se salendo la scenografica scalinata, scoprirete che palazzo Arezzo di Trifiletti – il sito più amato nella scorsa edizione – custodisce la memoria intatta di uno dei casati più antichi dell’intera Sicilia, non dimenticate il Circolo di Conversazione dove parrà di ascoltare chiacchiere e pettegolezzi. Tra i siti novità di quest’anno, oltre al Teatro della Concordia dove probabilmente accorreranno per primi i cittadini ragusani,  c’è di certo la Cava Gonfalone, il labirinto che corre sotto la città, una enorme latomia scavata dall’uomo in cui si “racconta” la storia di Ragusa da una prospettiva inedita. Dalla cava, per oltre 200 anni, i “pirriaturi” hanno estratto i blocchi di pietra con cui è stata ricostruita Ragusa Ibla, oggi si tratta di 15 mila metri quadrati sotto la città (qui tutti i luoghi di Ragusa).

Il treno Barocco Line

La passeggiata proposta utilizza un mezzo “desueto” come il treno: sulla Barocco Line appena avviata, si raggiungerà Donnafugata per scoprire un piccolo ipogeo, una catacomba sconosciuta. Un altro percorso urbano condurrà dentro la Prefettura, alla ricerca degli affreschi del Cambellotti. I più piccini saranno impegnati in laboratori e letture animate nel segno di Bruno Munari, dipinti, live painting e narrazioni prenderanno vita nell’ex Opera Pia (qui per prenotare la passeggiata). Due le esperienze di Terre dei Tesori: ci si muoverà tra caseifici, cantine e allevamenti di bufale, oppure a cavallo per antiche mulattiere.

LE VIE DEI TESORI A SCICLI

Scicli, abitazioni rupestri

Una bellissima edizione molto legata al territorio, con il ritorno di luoghi che il pubblico ha amato veramente tanto (qui tutti i luoghi di Scicli). A partire dalla case scavate nella roccia di Chiafura, abitate dalla povera gente fino agli anni Sessanta, quando le condizioni inumane di questa comunità finirono in Parlamento su iniziativa di un gruppo di intellettuali, tra cui Guttuso, Pasolini, Carlo Levi. Il sito di Chiafura venne abbandonato, oggi è un museo del “vivere povero” – ne trovate un esempio perfetto, costruito da un “chiafuraru” doc come Carmelo Raimondo che ha allestito “A rutta ri Ron Carmelu”, una casa-museo vera e propria, esempio di come si viveva nelle grotte –  da visitare come anche quello dentro la chiesa di san Vito, dedicato alle “carcare”, le antiche fornaci.

L’Antica Farmacia Cartia

Da non perdere l’antica farmacia Cartia, che sembra essere rimasta all’800, tra bilancini, albarelli da farmacie, pozioni, provette, preparazioni dai nomi magici; o anche il Museo del costume e della cucina, profondamente legato al territorio e al “famoso” cioccolato: qui è esposto per la prima volta il corpus di bozzetti e prove d’autore di Bartolomeo Militello, l’ultimo dei decoratori della città barocca, interprete della sensibilità religiosa popolare. Vissuto tra il 1899 e il 1983, Militello tra gli anni ’20  e gli anni ‘60 del Novecento, abbellì con affreschi e dipinti, palazzi e chiese di Scicli, Vittoria, ma anche Vizzini e Palazzolo Acreide. Due le chiesette rupestri, una più interessante dell’altra: la “Scalilla”, costruita in una grotta ai piedi di San Matteo, ha una facciata semplice, con un piccolo campanile inglobato e un finissimo portone policromo. È legata alla leggenda della Madonna della Catena che intervenne per salvare la vita di tre poveracci condannati ingiustamente. E la Madonna di Piedigrotta, ai piedi del Colle della Croce, di fronte al costone di Chiafura. Fondata nel 1630, grazie a donazioni di don Giuseppe Miccichè, fondatore del Collegio dei Gesuiti di Scicli, è scavata nella roccia, e vi si accede attraverso un piccolo portale. Sopra l’altare l’immagine della Madonna della Pietà scolpita in calcare dipinto, con il bordo scolpito a bassorilievo e popolato da puttini e simboli della Passione di Cristo.

Tramonto su Scicli

E per chiudere il tour si può salire a San Matteo, per guardare da quassù l’intera vallata: c’è anche la possibilità di un tour particolare, il San Matteo Golden Hour al tramonto (qui per prenotare), che include anche la visita al campanile e un aperitivo. Ritornando nel centro storico, visitate l’imponente presepe della famiglia Caruso, 20 metri quadrati, popolati da oltre 100 personaggi, statuette alte 18 centimetri, realizzate dall’artista calatino Vincenzo Velardita. Un altro presepe vi attende alla fine dei cento gradini della Grotta delle Cento Scale che scende nella “pancia” di San Matteo, un antico passaggio che conduceva ad un polla di acqua dolce, necessaria in caso di assedio dei saraceni. Una passeggiata condurrà invece alla scoperta dei palazzi delle famiglie più abbienti della Scicli seicentesca, prima del terremoto (qui per prenotare la passeggiata).

TERRE DEI TESORI

Ulivi

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi “imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno dura oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi: con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Chiese ritrovate, case d’artista e pesca di notte con le lampare: Le Vie dei Tesori torna a Sciacca

Nei weekend dal 2 al 17 ottobre torna il Festival con 13 luoghi. Riapre la chiesa dello Spasimo, si sale su due campanili, si visitano collezioni private e si gustano i dolci delle monache. Poi tante passeggiate e esperienze

di Redazione

È la città delle leggende e dei miraggi: da Dedalo che costruisce le famose Stufe di san Calogero sul monte Kronio, all’isola Ferdinandea che sbuca dalle acque e si inabissa dopo poche settimane, lasciando tutti di stucco. Ma è anche la città dell’artigianato d’arte, dei maestri orafi che lavorano ancora il corallo, dei ceramisti che si dividono compatti tra tradizione e innovazione. A Sciacca ritornano Le Vie dei Tesori – da sabato 2 a domenica 17 ottobre, con il supporto del Comune e con Unicredit come main sponsor – con una bellissima edizione che affianca ai luoghi, scelti con cura estrema, anche un ricchissimo programma di esperienze, laboratori e degustazioni (qui il programma completo di Sciacca).

Chiesa dello Spasimo

Tra i 13 luoghi, occhi puntati sulla Chiesa dello Spasimo, chiusa da sessant’anni, la cui apertura è attesa prima di tutto dai saccensi. Fa parte del Complesso Fazello, sull’altare si trovava la grande tavola dello Spasimo, copia cinquecentesca dell’opera di Raffaello (oggi esposta al Prado) del pittore palermitano Antonello Crescenzio. Nel ‘900, divenne sede di una sezione della Corte di Assise di Agrigento, e ospitò processi penali. Nel 1963 Pietro Germi vi girò la scena del processo di “Sedotta e abbandonata”, per il festival ospiterà una personale inedita di Franco Accursio Gulino. Ma non sarà l’unica novità, anzi: tra i luoghi ci sono collezioni private, case d’artista, chiese dimenticate e persino l’ex chiostro del Carmine, oggi carcere, dove sarà possibile entrare solo per qualche ora. Poi le esperienze e le passeggiate, tantissime: si potrà andar per mare e per terra, visitare le botteghe e assistere al lavoro degli artigiani, salire su un’art-caro assistere al racconto degli stazzunari, loschiticchiu nel borgo antico o andare a lezione di uncinetto. E tanto altro.

“Un programma straordinario che valorizza al massimo il nostro territorio e mette in risalto anche posti e luoghi che saranno una scoperta anche per gli stessi saccensi” dice il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti. “Questo festival è stato  pensato dai giovani, percorsi e esperienze sono quelli che vorremmo fare noi saccensi – spiega il vicesindaco e assessore comunale alla Cultura Gisella Mondino –  E’ un mezzo per promuovere Sciacca con tutte le sue peculiarità, il suo mare, gli artigiani, il cibo e le tradizioni. Racconti di uomini, racconti di donne e in questo caso, racconti di giovani”. “Il festival apre i luoghi della bellezza, costruisce comunità ma soprattutto è una speranza per i giovani che vogliono restare e scommettere sul futuro in questa nostra isola – intervengono Laura Anello e Marcello Barbaro, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori. E’ intervenuto alla presentazione Giovanni Borsellino, direttore del Flag Il Sole e l’Azzurro, che ha annunciato il lancio di un video che racconta la bellezza del territorio.

Il panorama dalla torre di San Michele

Tre weekend, sempre sabato e domenica, dal 2 al 17 ottobre, per un nuovo festival di “resistenza”, il secondo post covid. Con i Borghi dei tesori che hanno fatto da apripista (57 piccoli centri che hanno deciso di creare una rete sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori sposandone il format e hanno raccolto 12 mila visitatori in due weekend); e dopo la prima tranche di 12 città, tuttora in corso con numeri ragguardevoli (9mila visitatori nel solo primo fine settimana), ecco la seconda tranche, che schiera con Sciacca, anche le debuttanti Cefalù, Erice; ritornano Ragusa e Scicli, tutte per i primi tre weekend di ottobre mentre continueranno poi fino al 31, le due “capitane” Palermo e Catania.

Archivio di Stato

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: ed è cresciuto ogni anno. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto la manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor – secondo Alfio Bonaccorso, dirigente dell’area Retail Agrigento, “Unicredit è sempre stata convinta che la cultura sia motore del territorio: per questo l’appoggio alle Vie dei Tesori è stato di fatto naturale” – il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e attivato un progetto che si compie grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Senza contare le aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali, in collaborazione con il dipartimento Agricoltura della Regione siciliana.

LE VIE DEI TESORI A SCIACCA

La chiesa dello Spasimo

Un viaggio alla scoperta della versatilità delle botteghe e degli artigiani, delle innumerevoli attività legate al mare. È un programma denso quello che è stato costruito con il supporto del Comune di Sciacca e in collaborazione con numerose associazioni del territorio (qui tutti i luoghi). Come già anticipato, riapre dopo sessant’anni, nel Complesso Fazello (il complesso gotico catalano della famiglia del frate domenicano, padre della storia siciliana che oggi custodisce tesori d’arte che abbracciano mezzo millennio di storia, una sezione figulina e una settecentesca “Sacra Famiglia” di Mariano Rossi), la Chiesa dello Spasimo, che ospitava sull’altare maggiore, la grande tavola dello Spasimo, copia cinquecentesca dell’opera di Raffaello (oggi esposta al Prado) del pittore palermitano Antonello Crescenzio. Nel ‘900, divenne sede di una sezione della Corte di Assise di Agrigento, e ospitò processi penali. Nel 1963 Pietro Germi vi girò la scena del processo di “Sedotta e abbandonata”.

Museo Nocito

Andar per torri e campanili, con vista mozzafiato a corredo: dalla torre campanaria della chiesa di san Michele, il parallelepipedo perfetto, dove si completerà la visita con le dolci Cucchitelle delle monache; ai tetti della Chiesa del Carmine dove vi racconteranno della beata Angela da Sciacca, carmelitana vissuta durante il 1200 e morta eremita. Nella chiesa di San Nicolò La Latina (la più antica di Sciacca, esempio concreto dello stile siculo bizantino) scoprirete il laboratorio di Lucia Stefanetti, alla Madonnuzza, la devozione dei marinai; a palazzo Licata Borsellino camminerete tra gli aranci amari del giardino segreto e vi racconteranno dell’ova murina di Donna Beatrice.

Ex Convento del Carmine

Quest’anno aprono le porte le collezioni private: Casa De Cicco all’interno del cinquecentesco Palazzo Rabingallo, accoglie presepi, cimeli, mobili antichi e manufatti in ceramica siciliana, mostrati dai padroni di casa; e a Casa Scaglione è ricostruita nei dettagli una casa dell’epoca: mobili eleganti, dipinti, oggetti, foto d’epoca e ritratti di famiglia. Nella ricca biblioteca dell’ex Collegio dei Gesuiti (che ospita il Comune) vi mostreranno antichi incunaboli, al Museo del corallo Nocito vi parleranno dell’Isola Ferdinandea, e al Mudia scorreranno gli ex voto, quelli popolari in legno, e quelli nobili e intarsiati. Si entrerà (pochissime ore, solo sabato mattina) alla Casa circondariale che era il chiostro del convento del Carmine, eretto nel XIII secolo dai Perollo e dai Carmelitani, da poco arrivati a Sciacca.

LE PASSEGGIATE

Sciacca dal mare

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori – uno dei progetti più amati dal pubblico, costruite con le associazioni del territorio – a Sciacca saranno addirittura 12 (qui tutte le passeggiate). Ce n’è per tutti i gusti: si potranno seguire percorsi archeologici e sulla riva del mare, andare in art-car alla scoperta degli studi d’artista e cercare le tracce del regista Pietro Germi che qui girò due film; andare in bici e salire in barca.

LE ESPERIENZE

Grotte del Caricatore

Ed eccoci alla vera sorpresa di quest’anno: Sciacca propone un programma infinito di esperienze, e in gran parte legate al mare (qui tutte le esperienze). Si potrà pescare di notte alla luce delle lampare o visitare l’antica tonnara o seguire il front water della città dal mare; partecipare a un’esperienza olfattiva tra le piante aromatiche nel Caricatore, il più grande “emporio frumentario” dell’Isola realizzare una saponetta all’olio d’oliva; visitare gli studi e dipingere un paesaggio marino con gli artisti, oppure partecipare ad un laboratorio di uncinetto o ancora salire sull’ape taxi di Francesco e scapicollarsi tra i vicoli colorati; e se avete bambini, portateli nel giardino di casa Scandaglia per un laboratorio green, a contatto con la natura. Ma potrete anche assistere alla performance degli artigiani: che sono tanti, ci sono gli orafi come Pippo Conti che lavorano ancora il corallo come una volta; Antonio Carlino che costruisce statuine in uniforme, Giuseppe Sclafani che crea pezzi unici in cartapesta; Salvatore Sabella che è affascinato dagli smalti e Toto Accursio che lavora secondo tradizione; Eugenio Sclafani, ceramista di famiglia, che ha ricreato il suo laboratorio in un rudere di famiglia ristrutturato.

TERRE DEI TESORI

Un vigneto

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole, introducendo nuove tecnologie o adottando processi produttivi e gestionali innovativi. Questi “imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare l’attività agricola e la vita in campagna, oggi valida alternativa ai grandi centri urbani. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia quest’anno dura oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi, con oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o anche nei due punti informazione a Palermo in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per quel che riguarda passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori nasce dal lavoro di Kappaelle comunicazione. Il progetto grafico dei materiali editoriali è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Da Palermo a Caltagirone in bus con Le Vie dei Tesori, novità dell’ultima domenica

Domenica 26 settembre si è aggiunta una corsa speciale per raggiungere la città delle ceramiche su uno dei bus di Labisi Bus Operator, vettore ufficiale del Festival

di Redazione

Scoprire i tesori di Caltagirone, partendo da Palermo seduti comodamente in pullman, senza dover faticare guidando o cercando parcheggi. Novità in occasione dell’ultimo weekend del Festival Le Vie dei Tesori nella città delle ceramiche. Domenica 26 settembre si è aggiunta una corsa speciale per raggiungere Caltagirone su uno dei bus di Labisi Bus Operator, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Un modo veloce e sicuro per vivere il festival non solo nel capoluogo, con partenza la mattina e rientro in serata, viaggiando comodamente in poltrona, senza dover pensare al mezzo di trasporto o al posteggio sul posto, nel pieno rispetto di tutte le normative anti-Covid.

Caltagirone, scalinata di Santa Maria dal Monte

Per Caltagirone partenza prevista da piazza Unità d’Italia alle 8, con presentazione alle 7,30, e rientro a Palermo in programma per le 21 (qui per prenotare). Ma nell’ultima domenica di settembre si potrà viaggiare in bus, raggiungendo anche altre città del Festival. Ancora posti disponibili per Trapani e Marsala (partenza alle 8,30 sempre da piazza Unità d’Italia e rientro alle 19,30, qui per prenotare) e per Carini (partenza alle 9,30 e rientro alle 18,30, qui per prenotare).

Cefalù

A ottobre, infine, sono già prenotabili le gite a Cefalù (3 ottobre, qui per prenotare); Erice (10 ottobre, qui per prenotare); Sciacca (17 ottobre, qui per prenotare) e Catania (24 ottobre, qui per prenotare).

Per informazioni ulteriori informazioni cliccare qui.

Le Vie dei Tesori 2021, lo spot ufficiale del Festival

di Redazione

Difficile condensare in 30 secondi l’emozione per una Sicilia che si mette tutta in mostra, che spalanca le porte delle sue tesori, che racconta la sua storia. Difficile tradurre la gioia di una comunità che si riappropria del suo patrimonio e della sua vita, dopo un anno e mezzo di dolore e di paura. Con questo video di Rosaura Bonfardino abbiamo cercato di farlo. Ecco lo spot ufficiale delle Vie dei Tesori 2021.

Le Vie dei Tesori News

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