Il festival torna a Catania, porte aperte in 50 tesori

Dai camminamenti segreti delle monache all’erbario esotico, dalle cucine dei Benedettini ai laboratori dei pupari, e tanti altri luoghi tutti da scoprire

di Redazione

Si alza il sipario su Catania. In scena chiese, palazzi, ville, musei e parchi. Le Vie dei Tesori tornano nel capolouogo etneo, aprendo 50 luoghi nell’arco di cinque weekend, dal 4 ottobre al 3 novembre. Dopo l’esperienza dell’anno scorso, con un’edizione pilota che, pur non avendo ancora fidelizzato il pubblico, è riuscita lo stesso a mettere insieme oltre 16mila visitatori in soli tre weekend, il festival torna a Catania, in contemporanea con l’edizione di Palermo e quella del Ragusano dove si aprono invece 53 luoghi per tre weekend tra Ragusa, Modica e Scicli.

La Cattedrale di Catania

Forte di un avvio splendido – le prime dieci città siciliane negli ultimi tre fine settimana di settembre hanno sfiorato gli 80mila visitatori tra Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Acireale, Siracusa e Noto, Sambuca, Sciacca e Naro – Le Vie dei Tesori a Catania non proporrà soltanto i luoghi delle più diverse titolarità (Regione, Comune, Diocesi, Università, enti diversi, privati), anche se questi valgono sul serio il viaggio, tra chiese inedite, terrazze con una vista mozzafiato, erbari sconosciuti, bastioni dimenticati (qui per scoprire tutti i luoghi) Il festival ospita infatti cinque siti difficilmente visitabili (e quindi su prenotazione, per poter scegliere con comodità luogo e orario del percorso, qui per prenotare) e sei “esperienze” (qui per scoprirle tutte).

Bastione degli Infetti

“Ci prepariamo ad un mese intero e apriremo 50 siti – dice il sindaco Salvo Pogliese – Catania sta conoscendo una grandissima crescita turistica, abbiamo l’esigenza di allargare ancora di più l’offerta. Le Vie dei Tesori possiede la giusta ricetta per intrigare il turista e lo stesso catanese che riscopre luoghi di solito inaccessibili”. “La ricaduta sulla città lo scorso anno è stata splendida e ci aspettiamo un successo altrettanto eclatante – dice l’assessore comunale alla Cultura Barbara Mirabella -. Il coinvolgimento dei giovani nel festival straordinario, e l’aggiunta delle esperienze lo rende veramente completo”.

La chiesa di San Placido

“Abbiamo una terra che per tre mesi viene invasa dai turisti, poi basta – spiega l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina – ; ma abbiamo l’esigenza di ‘spalmare’ i nostri eventi. Le Vie dei Tesori fa proprio questo: programma per tempo, organizza e si presenta, riuscendo a muovere numeri altissimi in periodi non turistici”. L’idea è quella di mettere in rete e raccontarli, luoghi che di solito sono “muti”. “La risposta di Catania lo scorso anno ci ha convinti non soltanto a ritornare ma a raddoppiare l’impegno, nello stesso identico periodo occupato da Palermo – interviene Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – . Presenteremo a breve il programma del prossimo anno sulla ribalta internazionale e c’è un grandissimo interesse: l’anno scorso il 40 per cento dei visitatori erano turisti”.

Antica bottega dei Fratelli Napoli

Quest’anno a Catania, si andrà da quella vis à vis con la più antica famiglia di pupari catanesi, i Fratelli Napoli che proporranno anche un loro spettacolo, alla visita teatralizzata – con attori o musicisti – al tramonto sulla cupola della Badia di Sant’Agata dove arrivavano solo le monache e che per tre giorni si chiuderà anche con una degustazione di vini Planeta (qui per prenotare); dall’itinerario alla scoperta della laboriosa cucina dei Benedettini, all’Orto Botanico dell’Università, con le sue specie quasi estinte; per poi arrivare fuori porta, al Parco Paternò del Toscano, un angolo di Paradiso costruito sulla lava; o al Parco dell’Arte, voluto da una mecenate artista.

Terme Achilleane

Catania dunque, dal mare al terrazze: si entrerà nei sontuosi palazzi barocchi, nelle ville amate dai registi. Cinquanta siti aperti da un festival che ha fatto dello storytelling il suo punto di forza e che abbatte ogni steccato per condividere con tutti il sapere accademico. Camminando  sulle gambe di 1800 giovani, la maggior parte volontari – 110 solo a Catania -, che decidono di scendere in campo. Per percorrere insieme i camminamenti segreti delle monache di clausura, scendere nelle terme antiche, e risalire sulle cupole.  E visitare luoghi – alcune chiese (soprattutto) chiuse da anni – che difficilmente aprono le porte. Come San Giuseppe al Transito che sorge dove un tempo era l’antico torrione o Santa Maria dell’Aiuto che custodisce un’icona ritenuta miracolosa; San Benedetto con la “scala degli Angeli” di bellezza commovente, ma soprattutto la chiesa di Santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera”, oltre ai due bastioni, degli Infetti e del Tindaro che raccontano la storia antica della città fortificata di Carlo V.

Porta Uzeda

Apriranno le porte sia Villa Manganelli, unica residenza catanese disegnata da Ernesto Basile, che Palazzo Manganelli, dove Luchino Visconti girò alcune scene del Gattopardo. E tantissimi altri: i catanesi potranno riscoprire i luoghi legati al culto della patrona (persino Sant’Agata al Carcere, solo su prenotazione, dove leggenda vuole che fosse rinchiusa la santa prima del martirio), gli appassionati potranno scendere nelle antiche Terme Achilliane sotto la Cattedrale, sempre su prenotazione come anche il camminamento su Porta Uzeda che collega piazza Duomo a via Dusmet. Si ascolterà l’incredibile storia dei “falsi” conservati al Museo archeologico universitario e si salirà sulla cupola del monastero di San Giuliano.

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Poi, novità di quest’anno, sono i “Viaggi dei Tesori”, iniziativa di cui anche Catania sarà protagonista. Le Vie dei Tesori, in collaborazione con un tour operator, propone viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. I primi appuntamenti saranno proprio alla scoperta di Catania (tutti i weekend dal 4 ottobre al 3 novembre, qui per prenotare). Un weekend con una guida personale, anche solo per due persone, alla scoperta della città nera di lava, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet. Con Flyfamily Travel. Si potranno anche assaporare Ragusa Modica che insieme apriranno 40 siti (viaggio il 12 e 13 ottobre, qui per prenotare), ma ci si muoverà anche tra hotel particulier, cene d’autore, angoli segreti. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficialedel festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo hanno condotto e condurranno nel prossimo weekend nelle città siciliane che partecipano al festival. Da Palermo a Catania appuntamento domenica 6 e domenica 27 ottobre, partenza alle 8,30 da piazzale Giotto e rientro alle 19,30 (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Sfiorate 80mila visite nei primi tre weekend

La città con più presenze è Trapani. Seguono Messina e Caltanissetta, tallonata da Siracusa. Il festival Le Vie dei Tesori adesso arriva a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli

di Redazione

Un grande successo per Le Vie dei Tesori che chiude l’edizione nelle prime dieci città siciliane – Trapani, Marsala, Naro, Sciacca, Sambuca, Caltanissetta, Noto, Siracusa, Acireale e Messina – con quasi 80 mila presenze (per la precisione 77.368), con un netto incremento rispetto alla passata edizione che però contava già le tre città del Ragusano, un tesoro da 21 mila presenze. Invece quest’anno Ragusa, Modica e Scicli stanno scaldando i motori e scenderanno in campo con i loro 53 tesori dal prossimo venerdì, al fianco delle due ammiraglie: Palermo che aprirà 170 tra luoghi, concerti, visite teatralizzate e tanto altro (qui tutte le informazioni); e Catania con i suoi 50 siti, molti inediti e diverse esperienze (qui tutte le informazioni).

Visite alla Cappella della Mortificazione di Trapani

“Grazie a tutti i partner che hanno consentito questo successo mettendo a disposizione i luoghi da raccontare – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – dalle Soprintendenze ai musei, dai Comuni alle Università, dalle associazioni ai privati, costruendo così tutti insieme città aperte e narrate per i cittadini e per i visitatori”.

Tanti i visitatori, dunque, che in questi tre weekend hanno preso d’assalto centinaia di siti, dai campanili alle saline, dalle torri ai conventi: Trapani tiene saldamente in pugno lo scettro di città più visitata, Messina arriva seconda e distanzia di poco Caltanissetta e Siracusa che sono testa a testa fino all’ultimo coupon. Seguono, le tre “debuttanti” Marsala, Noto e Sciacca. E tra i “borghi” più piccoli, Naro supera Sambuca e Acireale.

La Torre della Colombaia

La città più visitata in assoluto è dunque Trapani che chiude questa sua seconda partecipazione al festival a 16.506 presenze, mille in più dello scorso anno: la Torre della Colombaia continua a essere il sito più amato e sfiora le duemila presenze tra tutti coloro che hanno prenotato la visita e raggiunto in barca l’isoletta su cui sorge l’ex carcere. Tra i luoghi più amati ci sono palazzo Milo Pappalardo, molto frequentato in tutti e tre i fine settimana, il campanile e il chiostro di San Domenico, la Tonnara Bonagia e la bottega laboratorio “Rosso corallo” dell’ultimo artigiano dell’”oro rosso”, Platimiro Fiorenza. Molto apprezzato il programma Kids (Trapani è l’unica tra le dieci città ad averlo proposto, sulla scia di Palermo dove ormai è uno dei must), e sono stati frequentatissimi anche i laboratori per le scuole.

Aperta la Prefettura di Messina

Seconda città Messina, che conta 11.086 visitatori: tra i siti più amati ci sono Forte San Salvatore, da cui si vede tutto lo Stretto, e il Sacrario di Cristo Re, ma sono state un vero exploit le visite all’elegante Villa Maria, che ha aperto solo un weekend; come la Prefettura aperta eccezionalmente, dove hanno fatto le code anche i messinesi e ha chiuso a ben 700 visitatori.

Villa Grazia a Caltanissetta

Distanziata di pochissimo, e in netta crescita rispetto alla scorsa edizione, è Caltanissetta: i suoi 10.566 visitatori hanno preferito in assoluto Villa Testasecca, che ha aperto per soli due weekend, ma ha registrato le code più lunghe dell’intera edizione e ha messo insieme quasi 2000 presenze. Secondo sito più visitato di Caltanissetta, è il Museo e stabilimento di produzione Averna, dove si sono potuti scoprire i segreti dell’elisir dei monaci diventato un amaro di successo; e Villa Grazia che per il secondo anno attira moltissimi nisseni, e dove le visite sono state condotte anche da un’inedita guida-cantastorie.

Visite nella chiesa di Santa Lucia a Siracusa

Siracusa tallona Caltanissetta con 10.326 presenze in tutto e due siti che svettano sugli altri: Castello Maniace e la Chiesa di Santa Lucia alla Badia (aperta solo la sera, e per sole due ore, dalle 18 alle 20) dove il pubblico ha fatto la fila per osservare da vicino il bellissimo Caravaggio; e la Cappella Sveva, anch’essa molto frequentata. Tra le “debuttanti” Marsala supera Noto e distanzia Sciacca; e infatti chiude con un’ottima performance di debutto, ovvero 8322 presenze che hanno preferito, tra tutti i 21 siti aperti, la terrazza mozzafiato di Palazzo VII aprile, poi l’antico camminamento della Chiesa di Santo Stefano e il Museo degli arazzi con i suoi otto rari pezzi fiamminghi, spiegati dalle guide in più lingue.

Noto mette insieme 7900 visitatori con un boom per il sontuoso Palazzo Nicolaci, dominato dai trompe l’oeil che giocano con lo spettatore: la residenza dei principi di Villadorata supera le 2000 presenze, seguono palazzo Ducezio e il delizioso Teatro neoclassico “Tina di Lorenzo”. Molto bene anche Palazzo Landolina dove la Curia al secondo weekend ha aggiunto al percorso di visita un salone del vicino museo di arte sacra.

Passeggiata a Sciacca

Sciacca chiude i battenti a 4936 visitatori che hanno continuato a preferire, nei tre weekend, Palazzo Lazzarini che questo ultimo fine settimana ha registrato un boom di visite anche perché la marchesa proprietaria ha deciso di aprire al pubblico alcune stanze private della residenza, che si sono aggiunte al giardino segreto e alla camera dello scirocco. Molto visitata la torre campanaria della chiesa di San Michele affacciata sulla città e la Casa Comunale nell’ex convento gesuita. Molto frequentate le passeggiate: Sciacca, Marsala e Trapani sono riuscite a proporre programmi che il pubblico non si è lasciato scappare. Naro guida il terzetto finale, tre cittadine tutte al debutto ne Le Vie dei Tesori: e infatti mette insieme 2991 presenze superando Sambuca e Acireale. I luoghi più visitati sono il castello Chiaramontano da cui si domina l’intero borgo medievale, la chiesa di San Francesco dove il pubblico ha potuto scoprire gli armadi intagliati dei monaci; e il vicino convento, oggi sede del Comune, il cui chiostro è stato appena restituito alla città.

Casa Amodeo a Sambuca

A Sambuca hanno funzionato molto bene i palazzi privati: i 2706 visitatori dell’antica Zabut hanno frequentato il complesso di ambienti diversi e il giardino mediterraneo che formano Casa Amodeo, ma anche il nobiliare Palazzo Planeta, con le collezioni di famiglia, e Palazzo Panitteri con il museo archeologico. Acireale chiude il festival superando di poco le 2000 presenze che non hanno saputo decidersi tra l’inedito palazzo Vescovile e la chiesa di Santa Venera chiusa da oltre trent’anni, per questo motivo la distanza tra i due siti è stata di un solo visitatore.

Il testimone adesso passa, dunque, a Palermo, Catania e le tre città del Ragusano. Il capoluogo etneo, inoltre, potrà essere raggiunto da Palermo anche comodamente in pullman, grazie alla collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Previste partenze con rientro in serata già questa domenica, 6 ottobre, e domenica 27 ottobre (qui per prenotare il bus). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

 

 

 

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Messina chiude in bellezza con la Prefettura e il Museo regionale

Ultimi due giorni della prima parte del festival Le Vie dei Tesori. Aperta la collezione archeologica del MuMe, con i reperti che raccontano l’antica Zancle

di Redazione

Sta per calare il sipario sulla prima parte del festival Le Vie dei Tesori. Ultimi due giorni a Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto, poi dal prossimo weekend arrivano Palermo e Catania, e i tre gioielli barocchi del Ragusano (qui tutte le informazioni e i programmi).

La Prefettura di Messina

A Messina ieri ha ottenuto un grande successo la Prefettura da cui si può godere panorama straordinario dal salone principale, dove sembra di essere sulla prua di una nave. Il palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale, apre anche la biblioteca, la stanza del prefetto con il soffitto a cassettoni e i salottini. Il palazzo, progettato da Cesare Bazzani nel 1920 e appaltato alla Federazione delle società cooperative di Ravenna che lo completò in due anni, sostituì il vecchio palazzo che sorgeva accanto alla chiesa di San Giovanni di Malta, che pur avendo resistito al sisma del 1908, venne completamente abbattuto. L’ingresso principale immette su un grande atrio a colonne da cui parte la scala monumentale di rappresentanza che conduce al piano superiore, colmo di opere d’arte. C’è ancora tempo per visitare il monumento oggi e domani, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,20.

Il Museo regionale

Sempre oggi a Messina, dalle 10 alle 18 sarà aperto il Museo regionale ma, contrariamente a quanto comunicato in precedenza, soltanto per le visite alla collezione archeologica, con i reperti che raccontano l’antica Zancle. Soltanto domani, domenica 29 settembre, si potrà visitare, invece, il Circolo della Borsa a Villa Rodriguez, affrescata da Guido Viola; aperte anche Villa Cianciafara e Villa De Pasquale. E se volete fare una passeggiata fuori porta, non perdete quell’immersione nei suoni antichi che è il museo etnografico dei Peloritani a Gesso.

Inoltre, anche questa domenica in programma i viaggi in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste del festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Domenica 29 settembre si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori, terzo weekend con tante novità

Apre le porte la Prefettura di Messina e per un solo giorno anche il MuMe, il museo che ospita due Caravaggio e due Antonello. A Caltanissetta le foto di Sciascia e la quadreria di San Francesco

di Redazione

Si rimette in moto il festival della bellezza. Le prime dieci città de Le Vie dei Tesori sono pronte a riaprire i loro 170 luoghi per l’ultimo weekend, prima di passare il testimone a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli, a partire dal 4 ottobre. Nei primi due weekend, i visitatori sono stati 46mila, spalmati su tutta la Sicilia che è diventata un unico museo diffuso. Da domani (venerdì 27 settembre) il viaggio riprende a Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto.

La Prefettura di Messina

Partendo dalla Sicilia orientale, questa settimana è Messina la città da non perdere (qui tutti i luoghi aperti): perché si potrà godere il panorama straordinario dal salone principale della Prefettura dove sembra di essere sulla prua di una nave. Il Palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale, apre anche la biblioteca, la stanza del Prefetto con il soffitto a cassettoni e i salottini. Disponibile venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,20. E sempre a Messina, soltanto sabato, dalle 10 alle 18, sarà possibile scoprire i due capolavori di Antonello e le due tele del Caravaggio, tra altri straordinari tesori che fanno parte della collezione del Museo regionale interdisciplinare. Solo domenica si potrà visitare, invece, il Circolo della Borsa a Villa Rodriguez, affrescata da Guido Viola; restano chiuse Villa Maria e Villa Stefania, aperte invece Villa Cianciafara e Villa De Pasquale. E se volete fare una passeggiata fuori porta, non perdete quell’immersione nei suoni antichi che è il museo etnografico dei Peloritani a Gesso. La passeggiata del festival condurrà sabato alla periferia sud della città, lungo l’antica Via del Dromo che collegava Messina a Catania, sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle (qui per prenotare).

Palazzo Vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane ha avuto una buona performance. Tra i luoghi aperti (qui per scoprirli tutti) – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta; Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari, e la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Resta invece chiusa la loggia Giuratoria del Comune. Le ultime passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca (qui per prenotare).

Terrazza di Casa Piccione a Siracusa

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace è ancora il sito più visitato di questa prima tranche di festival, con oltre 3500 presenze (qui tutti i luoghi visitabili). Sabato e domenica sono le ultime due possibilità di scoprire (dalle 18 alle 20) “Il seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio alla chiesa di Santa Lucia alla Badia. E una visione del tutto inedita la offrirà la terrazza su piazza Duomo di Palazzo Arezzo di Targia, che Pucci e Conchita Piccione apriranno per una degustazione Planeta (qui per prenotare). Le tre mattine (dalle 10 alle 13) è aperta Villa Reimann con il suo parco immenso, e solo venerdì e sabato, anche santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco; apre la medievale San Giovannello (solo domenica) e la chiesa del Carmine dove durante la guerra, si accamparono i militari. Ultime lezioni di yoga (venerdì dalle 16 alle 18 e sabato dalle 9 alle 11), stavolta al Ginnasio Romano, mentre le due passeggiate condurranno, sabato, alla scoperta delle dimore private e, sia sabato che domenica, sulle tracce del Caravaggio in fuga da Malta (qui per prenotare).

Palazzo Nicolaci a Noto

Noto è una delle scoperte di questo festival (qui tutti i luoghi) e il pubblico è stato talmente tanto, che la Curia ha deciso di aprire una sala preziosa del Museo di Arte sacra, colma di ostensori e paramenti, che è entrata a far parte del percorso di Palazzo Landolina, che è vicino palazzo Trigona di Canicarao e palazzo Nicolaci. Ma è tutta Noto a meritare il viaggio: pescando nel programma, da non perdere il convento di santa Chiara che nasconde una delicatissima Madonna attribuita a Gagini (ma anche il Santissimo Crocifisso conserva una madonnina gaginiana di commovente bellezza); la chiesa di san Domenico, felicemente barocca, con la cripta; la badia Nuova con una statua dei palermitani de Battista e Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello.

San Francesco a Caltanissetta

Dall’altro lato della Sicilia, invece, a Caltanissetta, si aggiungono alcuni luoghi nuovi (qui per scoprirli tutti). Oltre a riaprire questo weekend le porte di Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori e dove si trova una delle collezioni più pregiate della Amorelli Pipe), dell’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, e della cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, propone un inedito percorso tra le chiese più belle (spesso con iniziative ad hoc per il festival), ad iniziare da San Francesco con una quadreria visitabile in esclusiva per Le Vie dei Tesori; la chiesa della Provvidenza dove foto e documenti raccontano il rapporto di Leonardo Sciascia (che qui si sposò) con la città; Sant’Agata al Collegio con gli affreschi del Borremans e la chiesa del Signore della Città con alcuni cimeli appartenuti al venerabile Padre Angelico Lipari. Riapre le porte anche lo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

La Cappella della Mortificazione a Trapani

Per Trapani (qui tutti i luoghi) il viaggio comincia, invece, da quella Cappella della Mortificazione, che è un trionfo del barocco e di solito non è visitabile; la cappella dei crociati con il Crocifisso a cui sono attribuiti miracoli; l’Immacolatella che sembra un teatro colmo di stucchi e Santa Maria del Gesù dove si scopre una Madonna di Andrea della Robbia. La passeggiata sabato porterà al laghetto silenzioso di Villa Margherita e domenica, tra misteri e leggende della città (qui per prenotare).

Passiamo a Marsala e andiamo per cripte e ipogei (qui tutti i luoghi): su prenotazione si può visitare l’antro della Sibilla sotto la chiesa di san Giovanni, poi l’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; e la cripta della Madonna Orante, scoperto di recente sotto santa Maria dell’Itria. Anche la chiesa di santo Stefano merita una visita per l’antico camminamento usato sotto le bombe e così anche l’archivio Ingham-Whitaker, alle Cantine Pellegrino,che racconta gli scambi commerciali della Sicilia tra ‘800 e ‘900. Ricordate sempre che per Trapani e Marsala (come anche per Siracusa e Noto) valgono gli stessi coupon. E così anche per Sciacca, Sambuca e Naro, tre novità di questa edizione che i visitatori hanno scoperto in crescendo. Naro soprattutto, che ha superato Sambuca per numero di visitatori, sciamati tra chiese e palazzi (qui tutti i luoghi): sabato e domenica, rieccoci tra l’ex collegio dei Gesuiti con il suo fonte battesimale tardo gotico, e il Castello Chiaramontano con le sue storie di amore e guerra; dalla collezione grafica di Bruno Caruso al Museo Civico a santa Caterina dove vi potranno solo raccontare che un tempo lontano era affrescata interamente e che la mano era quella di Cecco da Naro, colui che dipinse il soffitto dello Steri.

Palazzo Planeta a Sambuca

Sambuca è agguerritissima: schiera i suoi gioielli (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi), dalla particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo (il luogo finora più visitato) alla scala elicoidale della chiesa del Purgatorio (dove si potrà salire solo durante il festival): al museo Gianbecchina si scoprirà la collezione del pittore “della gente umile e dei campi” mentre a Palazzo Planeta sembrerà di immergersi in un (elegante e sontuoso) tempo lontano: lo potrete gustare durante l’aperitivo di sabato alle 19 (qui per prenotare). Poco lontano, affacciata sulla costa, ecco Sciacca con la sua tradizione marinara, le grotte del commercio del grano, le collezioni pittoriche: è una scoperta, ed è bella (qui tutti i luoghi). Si entra al museo Scaglione con un’intima collezione di paesaggisti ottocenteschi e piccolo giardino segreto, si scopre la chiesa Madre (solo sabato e domenica) con la leggenda della liberazione dalla peste, e San Nicolò La Latina dove si ritrovano spunti arabi. La passeggiata in programma domenica (già sold out) farà approfondire la storia delle dimore nobiliari, da palazzo Steripinto a Palazzo Tagliavia di San Giacomo, esempi di un tempo lontano in cui Sciacca era uno snodo politico importante e batteva moneta nella zecca cittadina.

Anche questa domenica, inoltre, in programma i viaggi in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste del festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Domenica 29 settembre si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Arte, ambiente e diritti umani: torna il Festival di Lampedusa

Tre giorni di cinema, musica, food, street art, performance, dibattiti e tanto altro, all’insegna del rispetto verso l’uomo, la natura e l’ecosistema. Direttore artistico è il regista e produttore Luca Vullo

di Redazione

Parlare di diritti umani e rispetto dell’ambiente attraverso il linguaggio dell’arte. Questi gli obiettivi del Festival di Lampedusa, che torna con la seconda edizione, da venerdì 27 a domenica 29 settembre nell’isola delle Pelagie. Un evento pensato come una grande occasione di scambio interculturale, rivolto a tutti i tipi di pubblico, grazie all’impegno civico dei giovani dell’Associazione Lampaethusa, con l’organizzazione di Hub Turistico Lampedusa e Ondemotive Productions, il patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, e la media partnership di RDS – Radio Dimensione Suono.

Luca Vullo

Il direttore artistico della manifestazione è Luca Vullo, regista e produttore cinematografico e teatrale di origine siciliana e londinese di adozione, che ha dimostrato di amare e rispettare l’isola anche con la realizzazione del suo documentario di successo internazionale “Ccà semu” (Siamo qui) proprio girato a Lampedusa e con i lampedusani per raccontare al mondo cosa vuol dire vivere nell’isola più a sud d’Europa 365 giorni all’anno. Inoltre, in qualità di performer, esperto di comunicazione non verbale ed autore di libri, il poliedrico artista Vullo, si è fatto apprezzare recentemente sull’isola presentando il suo spettacolo “La voce del corpo” e il suo ultimo libro: “L’Italia s’è gesta. Come parlare italiano senza parlare”.

Si comincia venerdì 27 settembre, con la visita guidata di Legambiente nella Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”. Alle 11.30 appuntamento dalla Za’ Cuncetta per il Laboratorio del Gusto a cura di Isole Slow Siciliane (Slow Food). Nel frattempo, al Museo Archeologico in Piazza Castello, gli artisti Rosk&Loste saranno all’opera per tre giorni per realizzare un nuovo murales, rendendo partecipe il pubblico del loro processo creativo. Si riprende nel pomeriggio, alle 18.30, al Portu ‘Ntoni, con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalle musiche di Libero Reina. Dalle 21 ci si sposta in piazza Castello per il dj set “Ritmi dal Mondo” di FranKlin, e per i Dialoghi dal Mediterraneo, in questa giornata dedicati ai diritti umani con la partecipazione di Amnesty International Italia, Arcigay Palermo, La Migration – Sportello Migranti LGBT. Alle 22.15 lo start della rassegna “Il cinema internazionale di Lampedusa” con una fitta programmazione di documentari internazionali che, attraverso lo straordinario occhio della cinepresa, racconteranno storie di migrazione, di amore per il pianeta, di vite legate alla forza della natura.

Un tratto di costa di Lampedusa

Sabato 28 settembre raduno presso Famiglia Billeci per il Laboratorio del Gusto con cui Isole Slow Siciliane promuoverà il presidio Slow Food dell’Alaccia salata di Lampedusa. Alle 15 al Porto Vecchio l’evento Marevivo dedicato alla tutela del mare. Alle 18.30 torna il Tramonto Esperienziale con il sound di Nino Errera presso Tunèz, mentre la sera in Piazza Castello si replica con il dj set e i Dialoghi dal Mediterraneo sul rispetto dell’Ambiente, con interventi Marevivo, Water Grabbing Observatory, Turtle Group, Comitato Lampedusa e Banca Sant’Angelo. Prima di proseguire con la rassegna cinematografica, tutti riuniti attorno al live painting dell’artista Voilà Silvia. Infine, il saluto della buonanotte con la jam session a cui parteciperanno tutti gli ospiti del Festival.

Domenica 29 settembre, il Festival continuerà con la realizzazione del murales di Rosk&Loste, e con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalle musiche di Mario Crispi, al Beach Guitgia. Alle 21 in Piazza Castello: il dj set precederà le inaugurazioni dell’installazione permanente di Rosk&Loste e del dipinto di Voilà Silvia. A seguire l’incontro con il regista Marco Piccarreda e Pietro Pinto di Snapshots from the Borders. La rassegna cinematografica si concluderà con quattro documentari italiani, e poi il gran finale a Portu ‘Ntoni, con il Beach party di chiusura del Festival animato dal dj Vincenzo Callea from TI.PI.CAL..

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Le Vie dei Tesori illuminano Palermo con oltre 160 luoghi

Siti inediti, cantieri di restauro, centinaia di passeggiate d’autore, visite con degustazioni e tante esperienze da non perdere: dal volo in parapendio al ritorno del piper

di Redazione

Sarà un tripudio di esperienze, scoperte ed emozioni che coinvolgeranno tutti i sensi. Mai come quest’anno Palermo si svelerà dal sottosuolo fino al cielo, lasciando trasparire meraviglia in ogni angolo. È tutto pronto per la tredicesima edizione del Festival Le Vie dei Tesori, che arriva finalmente nel capoluogo dopo aver toccato ben dieci città siciliane. Saranno ben 163 i luoghi aperti quest’anno (qui per scoprirli tutti), molti dei quali inediti: chiese, oratori, ville antiche, cunicoli e cripte, torri e rifugi. Tra questi 17 sono su prenotazione (qui l’elenco completo), e 5 fanno parte dell’Itinerario contemporaneo (qui per saperne di più), studi d’artista e atelier aperti prevalentemente di sera che proporranno mostre e performance.

Da sinistra: Manlio Messina, Laura Anello, Fabrizio Micari, Leoluca Orlando e Giuseppe Bucaro

Un patrimonio di siti, appartenenti a diverse titolarità, (Stato, Regione, Comune, Diocesi, Università, enti diversi, privati) apriranno le porte e verranno narrati, come ormai succede da tredici anni, ma stavolta ci sarà anche molto altro: dai voli in parapendio sulla spiaggia di Mondello (ve ne abbiamo parlato qui), a cui si aggiungono quelli in Piper dall’aeroporto di Boccadifalco, agli incontri vis a vis con i pupari nei loro laboratori; dalle teatralizzazioni che fanno apparire nei luoghi, personaggi realmente vissuti e reinventati, ai concerti di chitarra negli oratori barocchi. E ancora passeggiate a cavallo nel verde storico, tour sulla barca a vela Lisca Bianca per ammirare il waterfront della città, visite con degustazione in ville, palazzi e perfino nell’abbazia trecentesca di San Martino, che apre eccezionalmente il refettorio, dove si gusterà la birra prodotta dai monaci (qui per saperne di più).

Un momento della conferenza stampa

La nuova edizione del festival è stata presentata questa mattina nella Sala Capriate dello Steri, alla presenza di diversi esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni. Sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; il rettore dell’Università, Fabrizio Micari; il direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi, Giuseppe Bucaro e il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello.

“Le Vie dei tesori si afferma sempre più come una fra le più grandi iniziative nazionali di rispetto e promozione dei beni culturali del nostro Paese – dice il sindaco Leoluca Orlando -. Credo che sia questo il dato da cui partire nell’esprimere apprezzamento per una iniziativa nata a Palermo e che oggi coinvolge siti e beni culturali in diverse città, ponendo l’attenzione sulla bellezza etica ed estetica. Questa crescita positivamente tumultuosa delle collaborazioni e la diffusione della manifestazione rendono necessario stabilire un percorso istituzionale tra gli enti coinvolti, a partire dal Comune di Palermo. Chiederò al ministro dei Beni culturali di riconoscere formalmente questa iniziativa, individuando un percorso di ricerca di risorse economiche e strutturali stabili”

Leoluca Orlando e Laura Anello

“È una manifestazione di divulgazione, di abbattimento di steccati – spiega Laura Anello – per condividere con tutti il sapere accademico. Le Vie dei Tesori si basa sul racconto, sulle gambe di 1800 giovani, la maggior parte volontari, che decide di scendere in campo al nostro fianco. Giovani che vogliono restare nella loro terra e lavorare per renderla migliore”.

La Regione Siciliana conta il festival tra i Grandi Eventi annuali dell’Isola e, per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, ha avviato un innovativo accordo di valorizzazione con cui ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia. Da Roma, poi, sono arrivati, ormai per il quarto anno, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini del Senato, della Camera, del ministero dei Beni culturali. “Le Vie dei Tesori non soltanto sono una bellissima manifestazione, che verrà riconfermata tra i Grandi Eventi della Regione, ma sono un’esperienza che ci rende orgogliosi di essere siciliani – spiega l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina -. Una manifestazione che porterò ad esempio di quello che si deve fare in Sicilia partendo da tre principi: la straordinaria organizzazione; la destagionalizzazione; la programmazione, fondamentale per una seria proposta turistico-culturale. Le Vie dei Tesori concentrano al meglio e in modo pensato questi tre punti”.

I LUOGHI DA SCOPRIRE

Le Fornaci Maiorana

Un unico, enorme museo diffuso: ormai è difficile trovare luoghi inediti per il capoluogo. Ma Le Vie dei Tesori continua a scoprire e aprire: ad iniziare da un seicentesco convento francescano, del tutto sconosciuto, dove da pochissimi giorni è stato aperto un bistrot da “Cotti in fragranza” la cooperativa sociale nata al Malaspina; si scenderà nelle Antiche Fornaci Maiorana dove i carusi spaccavano a colpi di piccone la calcarenite da cui ricavare la calce; si scoprirà il tesoro librario dei Gesuiti nella Biblioteca Bombace (e un rifugio antiaereo che si visita su prenotazione), si ritorna tra gli austeri marmi di Maria Santissima della Soledad che appartiene al clero spagnolo, si sale fino alla cima della torre di Sant’Antonio Abate.

Apparirà la Palermo di disegno fascista nella Casa del Mutilato o dell’inedito Provveditorato delle Opere pubbliche, risponderanno le chiese: si ritracciano trame medievali a San Giovanni Decollato, tracce dei cavalieri teutonici a san Giovanni dei Lebbrosi o si scopre la neogotica chiesa evangelica Valdese. La Palermo della guerra va per casematte e rifugi e termina al Sacrario ai caduti; la Palermo intellettuale passa dal Circolo Giuridico e marcia verso il Conservatorio, e nel tragitto scopre che c’è un’antica e preziosa collezione di pupi in un’agenzia di viaggi. Affreschi ritrovati: è proprio questo l’anno: da visitare il portico dell’ex convento di Sant’Antonino ma anche le pareti affrescate appena scoperte all’istituto Malaspina che quest’anno si aggiunge all’Ucciardone (sarà bello ascoltare la storia dell’antico carcere borbonico). E a Palazzo Abatellis apriranno anche le terrazze e il gabinetto di grafica della torre Nord e la sala adiacente che ospita la collezione di tessuti siciliani raccolta da Antonino Salinas per l’allora Museo Nazionale.

Il Circolo giuridico

I luoghi dell’impegno sociale: le due sedi create dal missionario laico Biagio Conte, e Villa Pantelleria dove si rinasce con l’arte. Si salirà al cimitero di Santa Maria di Gesù, si cercheranno nobili educande al Maria Adelaide e giovani “villici” al visionario Istituto Agrario Castelnuovo. E tanto, tanto, tanto altro. Un museo diffuso che unisce, in una logica partecipata e condivisa, i grandi attrattori (come i luoghi regionali dell’itinerario arabo-normanno o il sempre splendido Teatro Massimo, che apre ancora una volta il suo palcoscenico, con un colpo d’occhio sulla sala) e luoghi semisconosciuti che rappresentano ciascuno un tassello del complesso mosaico di Palermo. Insieme, un grande racconto della città.

I LUOGHI SU PRENOTAZIONE

Villa Malfitano Whitaker

Sono 17 in tutto, siti che sarà possibile visitare prenotando giorni e orari in questa pagina. Aprono i luoghi della Giustizia: oltre alla Questura con il suo atrio monumentale, apriranno su prenotazione le due sedi della Prefettura, nelle antiche ed eleganti Villa Pajno e Villa Whitaker; la sede della DIA nella residenza di un ricco imprenditore ebreo. Ritorna un percorso più approfondito con nuovi rifugi all’aeroporto di Boccadifalco, e i “must” delle scorse edizioni, sempre gettonatissimi: l’elegante Banca d’Italia e il Gran Hotel Piazza Borsa, la Camera dello Scirocco di Villa Naselli, le sorgenti del Gabriele e il Miqveh ebraico, e i depositi segreti della GAM; rinnovano le visite il Museo dell’Anice Tutone dove si distilla l’acqua ‘e zammù e il Museo Morettino che si prepara a degustazioni di piaceri tostati in un viaggio da non perdere, lungo tre ore. Le residenze nobiliari: difficile scegliere tra la palazzina di Vincenzo Florio all’Arenella, l’austero Palazzo Branciforte o i sontuosi salotti settecenteschi di Palazzo Mirto. La Casina Cinese permetterà di percorrere gli antichi cunicoli delle cucine che la collegano all’attuale museo Pitrè e il Villino Favaloro darà la possibilità di visitare il cantiere in corso e scoprire il lavoro dei restauratori che stanno riportando in vita i suoi decori Liberty.

ITINERARIO CONTEMPORANEO

Terzo anno del percorso curato da Paola Nicita che stavolta condurrà in giro per gli studi d’artista. I cinque siti del circuito saranno visitabili con lo stesso coupon dei luoghi e – tranne le Officine Calderai – saranno aperti di sera, dalle 18 alle 22, per un’ideale prosecuzione delle visite diurne (qui per scoprirli tutti). Si parte dallo Spazio Rivoluzione dove Adalberto Abbate accoglie il lavoro dei colleghi, “La sombra” con un video di Regina José Galindo e la collettiva “Gli animali”; per raggiungere, attraversando il vecchio ingresso dell’Hotel Paradiso, Arèa, ex laboratorio artigianale di calzature, oggi studio dove Giovanni Lo Verso propone un laboratorio di scultura in argilla e una serie di incontri con i maestri del design, da Pietro Camardella, progettista della Ferrari, a Gianni Pedone, designer per Pininfarina e Honda, e laboratori di pittura con Francesco De Grandi, Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza. Passando dall’area archeologica di piazza XIII vittime si scopriranno le due sculture en plein air, di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, mentre alle Fabbriche Sandron ha preso corpo la casa-studio del pittore Nicola Pucci e dei suoi animali da cortile fonte di ispirazione. Infine le Officine Calderai (aperte dalle 10 alle 18) dove gli architetti Carolina Martinelli e Vittorio Venezia, proporranno progetti di design da realizzare con l’aiuto delle preziose maestranze dei Calderai.

LE DODICI ESPERIENZE 

Il carcere Ucciardone

Osservare, assaggiare, degustare, scoprire, assistere, provare, volare: in breve, vivere dodici “esperienze” che saranno difficili da dimenticare (qui per scoprirle tutte). È la novità 2019 de Le Vie dei Tesori. Si potrà varcare il portone di ferro del carcere dell’Ucciardone o visitare l’Orto Botanico in notturna, quando gli animali tacciono e i fiori sprigionano profumi inconsueti; scendere negli antichi qanat arabi o visitare Danisinni dove un’intera comunità si è messa in gioco per recuperare il quartiere dimenticato. E dove si potrà assistere a performance teatrali, “casa per casa”.

Mimmo Cuticchio, dall’alto di una maestria unica, aprirà sia il suo laboratorio che il teatrino a pochi passi dal Teatro Massimo, ma se volete scoprire come nascono e vengono sbozzati i pupi, dovete raggiungere il laboratorio nascosto di Salvo Bumbello nel cuore del Papireto. Villa Malfitano aprirà le porte per una visita teatralizzata e animata dai “fantasmi” che si muoveranno negli appartamenti privati della famiglia che non dimenticò mai le sue origini inglesi. Non si perdano d’animo gli sportivi: si potrà navigare su Lisca Bianca la barca storica con cui la famiglia Albeggiani compì negli anni ’70 un giro attorno al mondo; salire a cavallo a Villa Castelnuovo dopo aver visitato le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone (dove si fermò anche Garibaldi). E per i più avventurosi non solo verrà riproposto il giro piper su Palermo ma si aggiunge il parapendio: volare, sì proprio volare con un istruttore, partendo e atterrando dalla spiaggia di Mondello.

VISITE TEATRALIZZATE

Cripta delle repentine

Verità e finzione si mescolano in un percorso che va dal ‘600 all’800. Sette storie raccontate da altrettanti personaggi – interpretati da due bravissimi attori come Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro – che appariranno in chiese, palazzi, ville, come creature risvegliate dal passato, con brevi monologhi in lingua siciliana, frutto di una puntigliosa ricerca fra le pagine degli annali della città, attingendo dal Mongitore, dal Palmerino, dal Marchese di Villabianca (qui il programma completo). Si scopriranno le scorribande corsare a Palazzo Comitini, e il meticoloso e nascosto mondo delle Confraternite regolato da legge ferree, tasse sulla morte e l’intricata regia dei funerali di un tempo, al Santissimo Salvatore; al convento di Sant’Antonino servirà un oste maldestro per far rivivere usi e cibi di una Palermo che fu; tra la cripta delle prostitute (Repentite) e l’elegante Villa Pottino apparirà la più potente delle cortigiane, a Palazzo delle Aquile si ricorderà Minicu, poeta da strada che sciorinava versi d’amore tra le sventure e all’Oratorio dell’Immacolatella la vecchia levatrice Melina racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino.

DEGUSTAZIONI E CENE “GIOIELLO”

Palazzo Zingone Trabia

Perché cultura non è solo la chiesa ritrovata, l’affresco restaurato, la torre recuperata, la libreria su un carro. Cultura è legata ai cinque sensi, che comprendono anche olfatto e gusto. Ne è convinta Planeta, l’azienda vinicola che rinnova la sua collaborazione con Le Vie dei Tesori, e non solo a Palermo visto che le visite guidate con degustazione hanno avuto un bellissimo successo anche a Caltanissetta, Sambuca e Messina, e sono attese a Siracusa. Alle 19, quando le code saranno terminate e il pubblico pian piano scemato, si potrà partecipare a tre visite esclusive condotte da un ospite d’onore, seguite dalle degustazioni di vini Planeta, a loro volta guidate da un enologo (qui per prenotare). Si potrà partecipare alla visite del 12 ottobre nell’hangar di Boccadifalco; del 19 a Palazzo Zingone Trabia, e del 26 nell’oratorio di San Lorenzo tra gli stucchi.  Palazzo Asmundo rinnova invece la sua esperienza sotto le volte affrescate, tra collezioni storiche ed eleganti boiserie: ogni venerdì alle 19 visite seguite da aperitivo e degustazione di prodotti siciliani; oppure ogni sabato alle 21 una cena “da principi” con vista sulla Cattedrale che guarda alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie blasonate (qui per prenotare).

Abbazia di San Martino delle Scale

Una visita d’eccezione per sole 30 persone e un cocktail offerto dai proprietari, è invece la proposta del primo venerdì del festival, a Villa De Cordova, tra saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche (qui per prenotare). Per chi invece si sente con un tocco british, ecco un vero e proprio brunch di ispirazione anglosassone ma con un occhio al Mediterraneo, a Villa Malfitano Whitaker, domenica 19 ottobre, preceduto da una visita esclusiva negli appartamenti privati qui per prenotare(). Infine, non si vive di solo vino… c’è anche la birra, e quella dei monaci è di sicuro la più ricercata. Nella trecentesca abbazia di San Martino delle Scale, ogni sabato la visita sarà accompagnata dalla degustazione delle due birre – bionda e scura – prodotte dagli stessi monaci, con assaggi di formaggio e di cassata (qui per prenotare).

LE PASSEGGIATE

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori ormai sono un segno distintivo del Festival, e ne riproducono la prima delle intuizioni, quella di condividere e di divulgare il sapere, tirandolo fuori da accademie e università. Condotte da botanici, giornalisti, appassionati, geografi, professori, saranno più di cento, suddivise (e spesso replicate) nelle cinque settimane a Palermo (qui per scoprirle tutte). A Palermo si andrà come ogni anno, da monte a mare, da verdi riserve a colorati mercati, da vicoli a palazzi, sulle tracce di monache impaurite o truci pugnalatori, in virtuale compagnia di cavalieri o donne di malaffare, eretici o speziali.

FESTIVAL KIDS

Le Vie dei Tesori Kids

Dodici tesori aperti per le scuole (infanzia, primarie, secondarie di primo grado) ogni mattina, da lunedì 7 a giovedì 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 (qui tutti i luoghi). Il venerdì le visite si potranno svolgere non solo nei 12 luoghi Kids ma tra i quasi 130 luoghi aperti a Palermo per il Festival. Negli stessi giorni, due gazebo nelle piazze principali della città dove partecipare a laboratori creativi sul patrimonio della Sicilia in collaborazione con BabyPlanner – sui mercati storici, su santa Rosalia e sul paesaggio -, divisi per fasce di età, dai 3 ai 12 anni, con quattro turni al giorno: alle 9/10/11/12. Prenotazioni: 091.8420104 (tutti i giorni 10-18) o scuole@leviedeitesori.it.

 

I VIAGGI DEI TESORI E I PULLMAN

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Anche questa è una novità, l’intento è quello di lavorare sul turismo. Da quest’anno Le Vie dei Tesori, in collaborazione con un tour operator, propone viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. I primi due appuntamenti saranno alla scoperta di Ragusa e Modica (qui per prenotare) che insieme apriranno 40 siti (viaggio il 12 e 13 ottobre), ma ci si muoverà anche tra hotel particulier, cene d’autore, angoli segreti; e a Catania (tutti i weekend dal 4 ottobre al 3 novembre, qui per prenotare) dove si potrà scegliere tra 50 tesori, in gran parte di solito chiusi o non raccontati. Con Flyfamily Travel. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo hanno condotto e condurranno nel prossimo weekend nelle città siciliane che partecipano al festival. Questa domenica (29 settembre) saranno disponibili gite a Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Domenica 6 e 27 ottobre, da Palermo si potrà raggiungere e visitare Catania (qui per prenotare i pullman).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Un volo in parapendio con Le Vie dei Tesori

Un volo sul mare cristallino di Mondello. Librarsi in aria dalla spiaggia per lasciarsi trasportare dal vento, andare sempre più su fino a toccare il cielo, per poi planare dolcemente sulla sabbia. È una delle esperienze che offre quest’anno il festival Le Vie dei Tesori, una sorpresa dell’edizione di Palermo, che prenderà il via dal 4 ottobre, per cinque weekend, fino al 3 novembre.

Si potrà volare in parapendio tutti i sabato e domenica del festival, dalle 10 alle 18 (qui per prenotare), in compagnia di Andrea Castellana, maestro nel parapendio, e che propone il Fly Winch, esperienza più unica che rara in Italia. In sintesi, ci si accomoda ben bene in un seggiolino, un parapendio biposto con due sellette, dotato di tutte le norme di sicurezza e in accoppiata con il pilota-maestro, ci si libra in aria grazie a un verricello trainato da un motoscafo. Giunti all’altezza prevista, 500 metri, ci si stacca e si comincia la dolce discesa verso terra, il tutto nell’arco di un minimo di 10 e un massimo di 20 minuti.

“L’esperienza del volo in parapendio è particolaremente affascinante poiché si svolge in assenza di motore, in assoluta tranquillità, non si raggiungono velocità fastidiose e foriere di stress o ansie”, spiega Castellana, maestro con vent’anni di esperienza sulle spalle che pratica il Fly Winch da tre anni. “Si è sempre seduti comodi dentro la selletta – continua – costantemente in contatto vocale con il pilota per cui qualsiasi domanda, perplessità, disagio viene comunicato al pilota e gestito in coerenza con quanto richiesto”.

“Il volo in generale si può considerare tra le attività più gratificanti e rilassanti da vivere nella natura – conclude il maestro di volo – in particolare in parapendio gode del vantaggio di non lanciarsi nel vuoto come nel caso di lancio con paracadute e con il vantaggio di decollare dalla spiaggia piuttosto che lanciarsi da una montagna”.

Per motivi di sicurezza il volo non si svolgerà in condizioni meteo sfavorevoli. Non è previsto l’utilizzo a bordo di attrezzature per realizzare foto e video. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori da record: 28mila visite nel weekend

Trapani guida la classifica tallonata da Siracusa, Caltanissetta e Messina. Il siracusano Castello Maniace raddoppia gli ingressi del primo fine settimana

di Redazione

Nuovo traguardo per Le Vie dei Tesori. Sono stati 28mila i visitatori che, nonostante il forte vento di scirocco, hanno preso d’assalto chiese, palazzi, ville e musei nel secondo weekend del festival. Un numero importante con cui si supera di gran lunga la perfomance dello scorso anno. Le dieci città, grandi e piccole, hanno schierato centosettanta luoghi aperti, le visite con degustazione esaurite e le passeggiate affollatissime.

Torre di San Michele a Trapani

Trapani tiene saldamente in pugno lo scettro di città più visitata, ma la sorpresa arriva dal secondo gradino del podio, affollato da Caltanissetta, Siracusa e Messina che si distanziano tra loro per numeri veramente minimi. Seguono, con ottime performance, Noto, Marsala e Sciacca. E tra i “borghi” più piccoli, Naro supera Sambuca ed Acireale. Il sito più visitato in assoluto è di nuovo castello Maniace, a Siracusa, ma stavolta raddoppia e di gran lunga, le 1100 presenze del primo weekend.

La tonnara Bonagia

Trapani continua dunque la sua corsa, anche se le visite alla Torre della Colombaia sono state rovinate dallo Scirocco che non ha permesso di raggiungere l’isoletta dove sorge il carcere e quindi programmate in altra data. In compenso, il pubblico continua ad affollare l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata; e chiostri e campanile di San Domenico con la vista mozzafiato sull’intera città (qui tutti i luoghi aperti a Trapani).

Lezioni di yoga nel Parco Landolina

Il terzetto di città che segue Trapani, agguerritissimo, è formato da Siracusa (qui tutti i luoghi) – dove oltre al castello Maniace, sono molto visitati la Cappella Sveva e l’ex Carcere vescovile; Caltanissetta (qui tutti i luoghi) dove le lunghissime code a serpentina sono continuate anche oltre l’orario di chiusura per Villa Testasecca che, nel suo ultimo weekend di visite, registra un numero enorme di visitatori, quasi tre volte più del gettonatissimo museo Averna; infine Messina (qui tutti i luoghi) dove il pubblico ha gradito molto Villa Maria che, nel suo unico fine settimana di apertura è riuscita a superare Forte San Salvatore, l’eterno vincitore da cui si vede tutto lo Stretto.

Passeggiata a Marsala

A Marsala, i visitatori hanno fatto la coda per affacciarsi dalla terrazza di Palazzo VII Aprile, percorrere il camminamento segreto della chiesa di Santo Stefano e visitare il Museo degli arazzi dove si continuano a svolgere visite guidate in contemporanea in lingue diverse (qui tutti i luoghi visitabili a Marsala).

Passeggiata nel quartiere ebraico di Sciacca

Sciacca e Noto guadagnano la palma di cittadine con il maggior numero di turisti stranieri. Nella prima (qui tutti i luoghi di Sciacca) continuano a piacere moltissimo Palazzo Lazzarini con il suo giardino segreto, e il campanile della chiesa di San Michele mentre a Noto (qui tutti i luoghi) il pubblico affolla i saloni sontuosi di palazzo Ducezio, sede del Comune e quelli di palazzo Nicolaci. Ma è su Palazzo Landolina la bella sorpresa dell’ultima ora: la Curia, vista l’enorme affluenza, ha deciso di aprire alle visite anche una sala preziosa del Museo di Arte Sacra con un tesoro di ostensori e paramenti, che si aggiunge al percorso del palazzo. Un bel regalo al festival.

Santa Caterina a Naro

Nell’Agrigentino, si è invertita la “disfida”, e Naro ha vinto su Sambuca: a Naro, dopo aver visitato il castello Chiaramontano, il pubblico è sciamato verso l’estrosa sacrestia dei monaci di San Francesco (qui tutti i luoghi di Naro), mentre a Sambuca (qui tutti i luoghi) la particolare Casa Amodeo ha superato persino Palazzo Planeta. Chiude Acireale dove i visitatori hanno scoperto l’inedito Palazzo Vescovile che ha vinto anche su incunaboli e cinquecentine, e sulle stampe di Guido Reni conservate alla biblioteca e pinacoteca Zelantea (qui tutti i luoghi di Acireale). Ovunque piene le “famose” passeggiate de Le Vie dei Tesori che hanno condotto alla scoperta di baluardi, quartieri ebraici, saline e piazzette dimenticate.

Infine, proseguiranno anche il prossimo weekend, i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Domenica prossima si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori, il meglio del secondo weekend

Dai campanili alle ville nobiliari, dagli ipogei alle antiche torri: riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane del festival

di Redazione

Il “popolo” de Le Vie dei Tesori si prepara a rimettersi in moto, armato di mappe e smartphone, in vista del secondo weekend del festival, da domani a domenica. Dopo il successo del primo fine settimana, con 18mila visite complessive, riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane: Messina, Caltanissetta, Trapani, Marsala, Sambuca, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa e Noto.

Tonnara San Giuliano a Trapani

Partendo dalla Sicilia occidentale, Trapani è di sicuro la città (finora) più gettonata, anche se è tallonata strettamente da Caltanissetta. La torre della Colombaia (qui per prenotare la visita) resta il luogo più amato, anche per il piccolo tragitto in barca che si fa per raggiungerla, ma la città apre in tutto 25 luoghi (logistica dell’associazione Agorà, qui tutti i siti visitabili), tra cui la poco conosciuta Biblioteca Fardelliana, un patrimonio da 170mila volumi, tra incunaboli, manoscritti medievali e stampe del Piranesi; fuori dai circuiti turistici, ecco la chiesa di san Francesco, con le sue tre cupole, una più grande e due più piccine; Palazzo D’Alì dove fu girata la “Piovra” e la Tonnara San Giuliano. La passeggiata domenica condurrà alla scoperta in bus delle saline di Nubia (qui per prenotare) e non dimenticate gli appuntamenti per bambini.

La chiesa del Purgatorio di Marsala

Passiamo a Marsala: 21 siti per un exploit da manuale (logistica dell’associazione Nonovento, qui tutti i luoghi visitabili) che conduce dritto dritto alla scoperta (anche per i marsalesi) dell’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; delle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); e dell’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria. La passeggiata (domenica) permetterà di immergersi tra baluardi e monasteri del XV secolo (qui per prenotare). Per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Torre campanaria di San Michele a Sciacca

Anche per Sciacca, Naro e Sambuca, valgono gli stessi coupon, un’occasione unica per scoprire le tre cittadine dell’Agrigentino. Sciacca, più turistica ma con luoghi inediti, Naro e Sambuca, piccoli gioielli da scoprire. A Sciacca (qui tutti i luoghi visitabili), per esempio, c’è un antichissimo Archivio di Stato che racconta la storia della comunità ebraica e conduce quasi per mano alla passeggiata di domenica che invece farà riemergere la Giudecca (qui per prenotare). Poi le Grotte del Caricatore collegate da cunicoli o il Convento delle Giummarre che ricordano sì un castello medievale, ma con “intrusioni” barocche. E medievale è anche la San Nicolò La Latina, al chiesa più antica di Sciacca.

Fonte battesimale nella chiesa di San Nicolò a Naro

Naro è di certo il borgo più inatteso, e qui si è messa in gioco l’intera comunità. I siti aprono sabato e domenica (qui tutti i luoghi): si parte dall’interno cinquecentesco della Madonna del Carmelo e si arriva all’ex Collegio dei Gesuiti con il fonte battesimale tardo gotico; e non dimenticate di visitare Sant’Agostino: vi troverete dinanzi la copia della facciata di San Giovanni in Laterano, mentre al Museo Civico voluto da Bruno Caruso (cittadino onorario di Naro) ci sono nove incisioni originali di Goya e Rembrandt. Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi), da particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo alla Chiesa del Carmine con una commovente Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno. Soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, mentre a Palazzo Panitteri c’è un bella collezione archeologica.

Villa Grazia a Caltanissetta

Caltanissetta è agguerrita, e lo è tanto, con l’aiuto sul campo di Creative Spaces (qui tutti i luoghi aperti): qui si sono viste le prime code di cittadini (soprattutto) per visitare Villa Testasecca che riapre le porte soltanto per questo weekend. E che si potrà anche visitare in maniera inedita partecipando alla degustazione Planeta, già sold out, prevista per sabato dalle 19. Tra gli altri siti da segnalare, Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori) l’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, la cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, e Palazzo Benintende che vanta una bella storia comunitaria visto che è stato recuperato grazie all’impegno di tutti i suoi condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Interni di Villa Maria a Messina

Ancora due weekend per scoprire le quattro città della Sicilia orientale: partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. A Messina (qui tutti i luoghi) i siti più visitati sono sempre il Forte San Salvatore, seguito dal Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona, ma noi vi proponiamo un tour alla scoperta delle residenze private: non dovete assolutamente perdere la delicatissima Villa Maria (o tenuta Roberto) che domina i laghetti di Ganzirri: sarà disponibile solo questo weekend (sabato e domenica) e solo su prenotazione (qui per prenotare). Tra gli altri siti, non dimenticate l’eclettica Villa Stefania (ultima possibilità di visita, questo fine settimana, sabato e domenica) e l’esclusivo Circolo della Borsa di villa Rodriguez con i decori anni ’20 (ultimo weekend, poi solo domenica 29). La passeggiata del festival, invece, condurrà domenica sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle (qui per prenotare).

Palazzo vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, e già nello scorso weekend si è data da fare, con l’aiuto logistico dell’associazione Sajamastra (qui tutti i siti). Tra gli 11 luoghi aperti – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari; la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. E la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Le passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca

Castello Maniace

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace con le sue 1100 presenze è stato il sito più visitato del primo weekend di festival (qui tutti i luoghi). Sabato e domenica si rinnoverà la visita in notturna (dalle 18 alle 20) alla chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Ma tra i siti da scoprire, di certo c’è Villa Reimann (solo di mattina dalle 10 alle 13) con il suo parco immenso, le piante esotiche e la necropoli; la bizantina San Pietro Apostolo dove scoprirete tracce di antichi affreschi (solo domenica); e santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco. Visite a Palazzo Greco, sede dell’Inda, e la cripta di San Marciano. Chi vuole cercare un attimo di benessere dentro di sé, non deve perdere la lezione di yoga nel parco di Villa Landolina (sabato dalle 16 alle 18 e domenica dalle 9 alle 11), anticipazione del Siracusa yoga Festival, mentre le due passeggiate condurranno alla scoperta delle dimore private e della penisola Maddalena.

Santa Maria di Gesù a Noto

Infine, Noto, anch’essa al debutto, ma che già nel primo weekend ha portato a casa numeri altissimi, con veramente tanti visitatori stranieri che sciamano tra palazzi nobiliari e conventi di clausura (qui tutti i luoghi). Se volete lasciare il centro storico – ma prima visitate l’antica Matrice, Santa Maria dell’Arco con la sua facciata a colonne tortili o il convento di santa Chiara per trovare una Madonna gaginiana – raggiungete nella parte alta la chiesa del santissimo Crocifisso che nasconde una meravigliosa Madonna della Neve, anch’essa attribuita al Gagini, e la cappella rosa e celeste dei Landolina; o Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello che ospita il particolare museo “I mecenati del Barocco” che racconta il periodo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, ad opera delle famiglie più importanti della città: è la nascita della Noto che scopriamo oggi.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Questa domenica si potranno raggiungere Messina, Acireale, Caltanissetta, Naro e Sciacca. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori svelano le bellezze di Naro

La “Fulgentissima” amata da Federico II, Naro è un susseguirsi di chiese, monasteri, castelli, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la chiesa Madre, un tempo moschea. Tutti luoghi visitabili durante il festival Le Vie dei Tesori, al suo debutto nel borgo agrigentino (qui tutti i dodici siti aperti), che si svolgerà ancora per i prossimi due weekend (sabato e domenica), fino al 29 settembre. Nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano sette porte. Ne è rimasta in piedi solo una, la Porta d’Oro, esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco. Il nome attuale potrebbe derivare dal greco naròn (liquido, corrente) dal fenicio nahar (fiamma), dall’arabo nahar (fiume).

Un borgo tutto da scoprire, che soltanto questa domenica si potrà visitare partendo comodamente in pullman da Palermo, con rientro in serata (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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