Riapre il giardino di Villa Aurea nella Valle dei Templi

L’area verde di quella che fu la residenza di sir Alexander Hardcastle offre oggi un nuovo percorso tra i resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili

di Redazione

Un nuovo tassello si aggiunge ai tesori della Valle dei Templi. Riapre il giardino mediterraneo di Villa Aurea con un nuovo percorso tra i resti di una necropoli. Da domenica 25 agosto, l’area verde di quella che fu la residenza di sir Alexander Hardcastle, il capitano inglese che contribuì alla rinascita della Valle dei Templi all’inizio del ’900, apre al pubblico, offrendo uno spaccato inedito sull’area archeologica. Tra cespugli e macchia mediterranea, si scoprono, infatti, i resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili.

Percorso di visita nel giardino di Villa Aurea

Il giardino di Villa Aurea, residenza dal 2008 sede di rappresentanza del Parco archeologico della Valle dei Templi, offre un viaggio sensoriale nella macchia mediterranea, tra specie esotiche ed esemplari rari, come l’Eucalyptus erythrocorys, forse unica presenza nei giardini storici siciliani. I viali che attraversano il giardino permettono di scoprire resti archeologici, che appaiono tra siepi profumate di mirto, rosmarino e lavanda, alternati a scorci sui templi, sulla campagna agrigentina, coltivata a mandorli e olivi, e sulla pianura verso sud fino al Mediterraneo.

Il Tempio della Concordia

“L’apertura del giardino – spiega il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta – ci permette di ricordare e far conoscere la figura di un mecenate d’altri tempi che ha veramente fatto rinascere la Valle e a cui dobbiamo moltissimo: quando riuscì a rialzare le colonne del tempio di Eracle, ricostituendolo alla vista, finì sulla copertina del Times. Ma poi fu dimenticato”.

La necropoli paleocristiana di Villa Aurea

Era il 1921 e un cinquantenne capitano della British Navy che aveva combattuto durante le guerre coloniali inglesi, giunge nell’allora Girgenti: sir Alexander Hardcastle ha la passione dell’archeologia e comprende subito che la Valle dei Templi è un tesoro inestimabile sì, ma drammaticamente abbandonato, come già scriveva Goethe nel 1787. E decide non solo di restare, ma di mettersi al lavoro. Dodici anni intensi e straordinari, in cui Hardcastle, con l’aiuto dell’archeologo veronese Pirro Marconi, regala una nuova vita alla Valle dei Templi.

Uno degli accessi al giardino di Villa Aurea

Ma il sir inglese non ammetteva di star lontano dai “suoi” scavi e acquistò una villa lungo le mura dell’antica Akragas, fra il Tempio della Concordia e quello di Eracle: la chiamò “Villa Aurea” in onore della vicina Porta Aurea da cui nel 210 avanti Cristo entrarono i soldati romani dopo sei mesi di assedio. Sir Hardcastle spende i suoi averi per recuperare la Valle, finanziando campagne di scavo e di restauro, rialzando colonne, acquistando terreni. Finisce in copertina sul Times, con i templi alle spalle. Ma il crollo di Wall Street è alle sue spalle e lo lascia povero. E pazzo. Prima di essere rinchiuso in manicomio – dove morirà poco dopo per una brutta depressione – Hardcastle conduce a buon fine l’unica possibilità rimastagli: vende Villa Aurea allo Stato. Non servirà a nulla, il capitano inglese sarà presto dimenticato, solo un busto in bronzo lo ricorda nel giardino di quella che fu un tempo la sua casa.

Si scava per trovare l’antico porto di Selinunte

Scoperti segni di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili all’approdo

di Redazione

Occhi puntati sull’antico bacino portuale di Selinunte, nella valle del Gorgo Cotone, tra la collina di Manuzza e quella orientale. Grazie alla campagna di scavi in corso, si cercheranno di individuare i limiti perimetrali dell’antico porto, datarne le strutture e definire la relazione tra il porto e l’impianto urbanistico. Indagini geofisiche preliminari – fanno sapere dal Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria – hanno evidenziato le tracce di una strada già parzialmente scavata e altre significative anomalie, indizi dell’esistenza di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili al porto.

Riproduzione dell’antica Selinunte in una stampa del 1910

Gli scavi archeologici, supportati dalle prospezioni geologiche, hanno consentito l’identificazione di un ulteriore tratto della massiccia strada che conduce alla piccola porta est e dei resti di un grande edificio più a sud. In questa zona, le indagini geofisiche hanno inoltre rilevato la presenza di materiale marittimo a una profondità di oltre 4 metri. La missione, curata dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, dall’Università di Bonn e da quella di di Bochum in stretta collaborazione con il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, è diretta dal professor Jon Albers.

Ricostruzione di Selinunte

Il progetto si presenta oggi alle 18, nella sede del Parco a Marinella di Selinunte, nel corso di un incontro del ciclo “I Cantieri della conoscenza”, lanciato dal neo direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, l’architetto Bernardo Agrò. Una formula, quella dei “cantieri aperti” che ha l’obiettivo di offrire ai visitatori nuovi percorsi che diventano divulgativi e inoltre coinvolgere cittadini e associazioni nelle campagne in corso favorendo così una “archeologia partecipata”.

Il Tempio C

“Le attività di ricerca del Parco – spiega Agrò – sono portate alla conoscenza attraverso la realizzazione di allestimenti museali a cantiere aperto, che costituiscono un valore aggiunto nella offerta culturale per i visitatori con rinnovati e sempre inediti percorsi. L’idea inoltre costituisce un modo nuovo anche per raggiungere i newcomers, cioè le persone che nei nostri siti museali non sono mai entrate ponendo come altro importante obiettivo far tornare loro e gli altri, facendo diventare il Parco come una realtà presente nella vita delle persone. Ci auguriamo – conclude Agrò – che il prosieguo delle indagini possa contribuire ulteriormente alla conoscenza di una delle più importanti colonie greche d’Occidente”.

L’estate dei grandi eventi nei luoghi della cultura

Concerti, spettacoli e rassegne in parchi archeologici e teatri antichi, tra Taormina, Siracusa, Selinunte, Segesta e Marsala

di Redazione

Un’estate di spettacoli, concerti ed eventi tra i parchi archeologici e i teatri antichi di Sicilia. La stagione 2019 ha offerto, e continua ad offrire fino al mese di settembre, un ricco e variegato ventaglio di proposte che la Regione Siciliana, con gli assessorati dei Beni culturali e del Turismo, ha programmato già da un anno. In prima fila, il Teatro Antico di Taormina, il Teatro di Siracusa, Selinunte e Segesta, ma anche realtà come il Parco delle Isole Eolie, Lilibeo e Catania ospitano cartelloni in contesti archeologici straordinari. Un mix tra visite tradizionali e offerte culturali al di fuori degli orari di visita.

Il Teatro antico di Taormina

Così, la stagione del sito archeologico considerato il più esclusivo per bellezza e importanza storica – il Teatro Antico di Taormina – è iniziata l’11 aprile con la mostra “Arte Sicilia Contemporanea” di Francesco Messina. Un evento conclusosi il 17 giugno, che ha celebrato il famoso artista siciliano proponendo le sue opere più significative e facendo registrare un notevole successo di pubblico. Nei mesi di giugno e di luglio il cartellone di Taormina ha offerto i concerti di Francesco Renga, Francesco De Gregori, degli Earth Wind & Fire. Tra gli eventi legati al cinema internazionale, la 74esima edizione dei Nastri d’Argento e il Taormina Film Festival. E, ancora, l’esibizione dello storico gruppo degli America, di Caetano Veloso, de Il Volo oltre a Pagliacci, alla Cavalleria Rusticana, alla Traviata e alla Tosca. A portare alla ribalta le bellezze naturali e storiche della perla dello Ionio hanno contribuito il Premio Cinematografico delle Nazioni e Tao Moda. La prima settimana di Agosto ha avuto, invece, come protagonisti Massimo Ranieri ed Eros Ramazzotti.

Il 17 agosto sarà Fiorella Mannoia a salire sul palco del Teatro e il 27 toccherà ad Antonello Venditti. Il 30 e il 31 agosto l’evento più atteso del cartellone estivo: Andrea Bocelli. Il mese di settembre si aprirà al Parco di Giardini Naxos con la II edizione della rassegna “Comunicare l’antico”, a cura di Naxoslegge. Continuano gli spettacoli al Teatro Antico con Turandot il 2 settembre e in chiusura, l’8 e il 15, due eventi per il cinema e la moda: “Una ragazza per il cinema” e “The look of the Year”. La stagione si concluderà a Palazzo Ciampoli con la VI edizione del Convegno Internazionale di Archeologia Subacquea dal 10 al 12 ottobre. Una serie di eventi, dunque, che confermano l’internazionalità del teatro greco, icona della Sicilia nel mondo.

La Tomba di Archimede a Siracusa

A Siracusa, sede storica delle rappresentazioni classiche dell’Inda, “Elena”, “Le Troiane” di Euripde e “Lisistrata” di Aristofane, con le 48 repliche hanno registrato numeri record di pubblico. Un percorso a tutto tondo quello del capoluogo aretuseo: Luca Zingaretti e Ludovico Einaudi al Teatro Greco, incontri culturali nel magico luogo dell’Orecchio di Dionisio all’interno del Parco della Neapolis, le mostre al Museo Paolo Orsi. E torna dopo anni la lirica al Teatro Greco con la Tosca di Giacomo Puccini e la Turandot. Ma non solo: a Palazzolo Acreide, nel Teatro Akrai, la manifestazione “Il teatro del cielo” con migliaia di studenti provenienti da tutto il mondo che si sono esibiti confrontandosi con i grandi classici.

Il Tempio C di Selinunte

Selinunte, con il ciclo “Teatri di Pietra”, ha proposto cinque spettacoli classici. Il 17 Agosto ci sarà il grande evento rivolto al pubblico più giovane: “Musica e legalità” con il concerto della star internazionale Michael Cox. I “Cantieri della conoscenza” e i “Cantieri del gusto” si sono rivelati una formula riuscita che ha coinvolto sia il territorio che i tanti turisti presenti nel Parco, dove spettacoli serali e concerti hanno completato l’offerta del luogo della cultura più esteso dell’Isola.

Anche il Parco archeologico delle Isole Eolie, sito strategico ai vertici del turismo per numero di visite, ha proposto eventi culturali, sia all’interno dello storico Museo Eoliano che al teatro all’aperto del Castello. La XVIII rassegna “Le maschere di Dioniso” ha presentato dal 19 luglio, e con rappresentazioni previste fino al 5 settembre, opere teatrali nella splendida cornice del Castello di Lipari. E ancora, incontri, conferenze e visite guidate al Museo, anche in notturna, fino alla fine di settembre.

L’ingresso dell’Anfiteatro romano di Catania

Il teatro romano di Catania è stato protagonista dell’evento “Thysia il rito segreto”, esperienza multisensoriale che ha consentito al pubblico di vivere la quotidianità del mondo greco grazie all’incontro virtuale con i personaggi del tempo. E sempre il Parco archeologico di Catania proporrà, il 16 agosto, “La notte dei musei”, visite notturne guidate al Teatro Antico romano di Catania.

Al Parco archeologico di Segesta, in provincia di Trapani, le “Dionisiache” hanno caratterizzato il cartellone estivo. Dal 19 luglio fino all’8 settembre una vasta rassegna di spettacoli teatrali nel suggestivo scenario del teatro antico: “Ecuba” di Euripide, “Anfitrione” di Plauto, “Dyskolos” di Menandro, e nelle prossime settimane, “La casa del fantasma” di Plauto e “Lysistrata” di Aristofane. Spazio anche musica d’autore con numerosi concerti sulla Collina del Tempio sempre all’interno dell’area archeologica. E, ancora, le “Notti Bianche” con incontri a tema e osservazioni astronomiche. Il 17 agosto una serata dedicata alla luna con spettacolari proiezioni sulla facciata del Tempio. In programma, poi, le suggestive albe al teatro per tutto il mese di agosto con spettacoli alle 5 del mattino: il 18 agosto “Satyricon” di Petronio e il 25 “Penelope”. Completa la ricca offerta del Parco, il ciclo di “Conversazioni d’Autore” sulla Collina del Tempio con incontri a tema sulla Zoologia della Sicilia Araba (17 agosto), un incontro con l’ex procuratore Pietro Grasso (giorno 22), sul Medio Oriente (giorno 24) e sull’Arte rupestre in Sicilia (28 agosto). Interessante anche un ciclo di spettacoli teatrali per dare voce alle compagnie del territorio.

Il teatro greco di Segesta

Il Parco archeologico di Lilibeo, a Marsala, dal mese di luglio ha proposto spettacoli teatrali e serate a tema nell’ambito del ciclo “Tramonti d’autore”. E fino al 20 settembre, spettacoli, incontri, conferenze. Il 24 agosto Giovanni Sollima in concerto, il 6 settembre un dibattito su problemi e prospettive sul “fine vita”, il 7 la proiezione del documentario sulla spedizione Polarquest, il 13 settembre un concerto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e il 20 la conferenza sulle prospettive del Parco di Lilibeo, un sito ancora “giovane” ma dalle grandi potenzialità.

Pioggia di milioni in arrivo per le aree protette siciliane

I finanziamenti riguardano il recupero e la realizzazione di sentieri, vie e varchi di accesso, comprese reti ciclopedonali, orti botanici e punti di osservazione

di Redazione

Una boccata d’ossigeno per i polmoni verdi di Sicilia. In arrivo 27 milioni di euro da parte della Regione Siciliana per 25 aree protette dell’Isola. L’assessorato Territorio e Ambiente ha, infatti, dato il via libera alla graduatoria definitiva del bando relativo all’azione 6.6.1 del Po Fesr Sicilia 2014-2020. Previsti interventi per la tutela e la valorizzazione di zone in ambito terrestre, marino e paesaggi tutelati. Le risorse saranno destinate agli enti gestori delle riserve e dei Parchi naturali, alle associazioni ambientaliste e ai Comuni.

Uno scorcio di Isnello

I finanziamenti riguardano il recupero e la realizzazione di sentieri, vie e punti di accesso alle zone protette, comprese reti ciclopedonali di collegamento esterno. Ma anche la creazione di aree verdi, orti botanici, punti di osservazione. E ancora la produzione di attrezzature dirette al miglioramento della fruizione del patrimonio ambientale, anche mediante il recupero di strutture non utilizzate con caratteristiche legate alle tradizioni o alla storia del territorio (come edifici rurali o mulini) per l’allestimento di centri-visita, punti di informazione e piccole zone ricettive. Previsti anche progetti per la riqualificazione di aree di particolare valore paesaggistico, ambientale, naturale, funzionale e finalizzati allo sviluppo di un turismo eco-compatibile e sostenibile. La fase istruttoria e la graduatoria finale degli interventi sono state curate dal dipartimento dell’Ambiente diretto da Giuseppe Battaglia.

Grotta Carburangeli

Godranno dei finanziamenti le aree protette di quasi tutte le province siciliane. Nel territorio palermitano sono previsti sette interventi: a Isnello arriveranno 276mila euro recupero di un tratto del sentiero geologico urbano; 177mila euro per la riserva della Grotta di Carburangeli, gestita da Legambiente nel territorio di Carini; 442mila euro a Caccamo per realizzazione reti sentieristiche e di connessione esterna tra il borgo medioevale di Caccamo, per le Riserve Monte San Calogero, Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Marramuto, per il Lago Rosamarina e per il Monte Rosamarina e Cozzo Famò; 100mila euro a Castellana Sicula per la tutela e valorizzazione del Mulino Petrolito e delle aree circostanti; a Pollina arriveranno 477mila euro per la realizzazione di un’area attrezzata e un parco per lo svolgimento di attività eco-sportive in contrada Serradaino; 823mila euro a Baucina per la riqualificazione della sentieristica, la realizzazione di aree verde attrezzate in siti della rete ecologica siciliana e, infine, 741mila euro a Geraci Siculo per la valorizzazione dei màrcati. Storici.

Grotta di Sant’Angelo Muxaro (foto Legambiente)

Nell’Agrigentino, 4,3 milioni di euro saranno destinati al progetto “Greenway Terre Sicane” tra Sambuca di Sicilia, Bisacquino e Caltabellotta. Alla riserva di Lampedusa andranno 566mila euro; a Bivona 1,1 milioni e 125mila euro per la Grotta di Sant’Angelo Muxaro gestita da Legambiente. Nel Messinese, 2 milioni andranno al Comune di Fiumedinisi, per il recupero e valorizzazione di un tratto del sentiero Italia; 480mila euro ad Alcara Li Fusi, per la riqualificazione dell’area delle Veliere dei Grifoni; e 1,3 milioni per i sentieri naturalistici di Patti. Quattro le aree del Siracusano, con Palazzolo Acreide dove arrivano 3,1 milioni per le piste ciclabili; 1,5 milioni di euro a Priolo Gargallo per la ristrutturazione del caseggiato ex Espesi che diventerà centro visite e foresteria della Riserva Saline di Priolo; 400mila euro saranno destinati alla riserva Grotta Palombara di Melilli e 370mila euro a Rosolini. Nel Trapanese, fondi per la Grotta Santa Ninfa (439mila euro), la porta del bosco a Buseto Palizzolo (975mila euro); a Marsala, dove sono previsti 1,2 milioni per la pista ciclabile nel lungomare dello Stagnone e a Salemi (360mila euro).

Nell’Ennese, 850mila euro a Nicosia per il restauro conservativo della Casa Comune in contrada Campanito e 337mila euro per il Polo diffuso per le identità e la valorizzazione ambientale di Piazza Armerina. Infine, nel Ragusano, 4,5 milioni di euro saranno destinati al progetto “Le antiche vie del Pino d’Aleppo” a Vittoria.

Risplendono i gioielli della Valle dell’Eleuterio

Si inaugura un nuovo percorso espositivo nel Castello Beccadelli Bologna di Marineo, dove sono custoditi i reperti provenienti dall’area della Montagnola

di Redazione

Ci sono ricchi corredi di ceramiche e vetri, anfore, elmi e reperti di ogni tipo. Sono i gioielli provenienti dal territorio della Valle dell’Eleuterio, esposti in un’ala del cinquecentesco Castello Beccadelli Bologna di Marineo, che riapre adesso dopo il restauro. La sezione archeologica del Museo della Valle dell’Eleuterio tornerà fruibile dal 13 agosto in un nuovo percorso espositivo che sarà presentato alle 18,30 da Francesca Spatafora – che ha diretto gli scavi e curato l’esposizione – attualmente direttrice del Parco archeologico di Himera, Solunto e Iato, di cui fa parte anche l’area archeologica della Montagnola e il Museo del Castello Beccadelli Bologna, e da Franco Ribaudo, sindaco di Marineo.

Corredi funerari

Si possono tornare ad ammirare, dunque, i reperti della Valle dell’Eleuterio, territorio intensamente abitato fin dall’antichità e, soprattutto, il consistente nucleo dei materiali rinvenuti nell’insediamento della Montagnola e nelle numerose necropoli ubicate intorno allo stesso sito. Una sala, inoltre, è dedicata alla necropoli tardoantica di Sant’Agata, nel territorio di Piana degli Albanesi, caratterizzata da ricchi corredi composti da ceramiche e vetri straordinariamente ben conservati.

Elmo corinzio

I reperti della Montagnola, identificata con la Makella delle fonti classiche grazie al rinvenimento di tegole bollate con il nome della città, documentano la lunga vita del centro abitato che, almeno nelle sue prime fasi dovette svolgere un ruolo di primaria importanza nell’ambito dei rapporti tra centri indigeni, mondo coloniale greco e città puniche. Alla fine del VI e inizi del V secolo avanti Cristo si datano la costruzione della cinta muraria e l’eccezionale deposito votivo, rinvenuto a ridosso del muro di cinta, contenente abbondanti reperti di pregevole fattura, tra cui due schinieri di bronzo e tre elmi, deposti forse a ricordo di una vittoria.

Il Castello Beccadelli Bologna

In età ellenistica la città raggiunse una notevole prosperità, come attestano l’importante complesso architettonico comprendente una grande cisterna e un edificio pubblico a due piani, con pareti intonacate e pavimentazione in cocciopesto e le numerose necropoli ubicate intorno alla Montagnola. Labili le tracce riferibili ai periodi successivi alla conquista romana della città. In età normanna un abitato esteso e florido si impiantò sulla distrutta città ellenistica-romana.

Palermo si colora con la street art

Individuate alcune strade dove gli artisti potranno realizzare liberamente opere permanenti o temporanee, dando libero sfogo alla loro creatività

di Redazione

Palermo è pronta a colorarsi di nuovi murales. L’amministrazione comunale ha individuato 28 spazi da destinare a opere di street art, dove gli artisti potranno realizzare liberamente interventi permanenti o temporanei. Lo ha deciso la giunta approvando una delibera su proposta del dirigente del Settore Sviluppo strategico del Comune.

Murale a Sant’Erasmo realizzato da Igor Scalisi Palminteri

L’obiettivo – fanno sapere dall’amministrazione – è quello di consentire agli artisti di esprimere la propria creatività in appositi spazi individuati su proposta degli stessi, dove è possibile esprimersi “legalmente” e mostrare la propria creatività e qualità tecnica, attraverso la sperimentazione e la coniugazione tra temi, forme e linguaggi, contribuendo a migliorare lo stato di degrado di zone periferiche, nonché a contrastare azioni di vandalismo.

Murales di Alessandro Bazan in corso Tukory

Gli spazi individuati ricoprono l’intera città, dai quartieri centrali alle periferie. Si tratta, in prevalenza, di pareti che costeggiano strade, ferrovie e sottopassaggi, in alcuni casi già prese di mira da graffitari e artisti di strada, che adesso potranno esprimersi in piena libertà. Si va dalla stazione Notarbartolo, alla parete dello Spazio Zac ai Cantieri Culturali alla Zisa, dalla parete del parcheggio del centro commerciale Forum ad un’altra che costeggia il Giardino Inglese, e ancora, spazi a disposizione in diversi tratti di viale Regione Siciliana, viale Michelangelo, viale dell’Olimpo, via Belgio, via Uditore, via Sadat, e tante altre strade (qui l’elenco completo).

Franco Franchi nel murale di Angelo Crazyone a Ballarò

L’iniziativa nasce sulla scia dei tanti interventi di street art portati avanti in questi anni nel centro storico da diversi artisti, come Igor Scalisi Palminteri, Angelo CrazyOne, Andrea Buglisi, Fulvio Di Piazza, Alessandro Bazan e Marco Mirabile. “Un piccolo intervento – ha sottolineato il sindaco, Leoluca Orlando – utile a rendere più facile l’espressione artistica che tanta vitalità e colore può restituire ad alcune zone della città. Un modo per riconoscere per ciò che è, un’arte, questo modo di esprimere emozioni e messaggi che in tante realtà di quartiere, anche a Palermo, ha contribuito a percorsi di cambiamento delle comunità locali”.

C’era una volta Ustica: l’isola in quaranta foto d’epoca

Nelle sale del Museo civico archeologico si inaugura una mostra con scatti d’autore, tra cui le firme celebri di Toscani e Maraini

di Redazione

La bellezza di Ustica immortalata in quaranta scatti d’autore. Si inaugura venerdì 9 agosto, nel Museo civico archeologico dell’isola alle 18,30, la mostra fotografica “Ustica, da isola prigione a perla nera del Mediterraneo”, che resterà aperta sino al 30 settembre. Saranno riesposte alcune foto d’autore tra cui le firme celebri di Oliviero Toscani e Fosco Maraini, che il Centro Studi dell’isola aveva già l’anno scorso comprate dagli archivi della Magnum ed Alinari, come spiega la curatrice Mariella Barraco.

La locandina della mostra

Nella terrazza del museo che guarda il piccolo porto dell’isola, saranno visibili le rare immagini d’epoca in grandi formati stampate su tela olona, materiale molto resistente utilizzato in agricoltura prima dell’avvento della plastica. Di grande interesse 40 immagini della vita usticese risalenti agli anni ’50 e ’60 trovate nelle collezioni locali. La lettura della vita di Ustica, isola prigione destinata ad accogliere prima gli antifascisti, poi i mafiosi e i capi ‘ndrangheta: personaggi, paesaggi e angoli dell’isola, che dopo l’arrivo del turismo sono stati cancellati e che tornano a far parte della memoria collettiva.

La mostra è stata realizzata dal Centro Studi e documentazione isola di Ustica con il contributo dell’assessorato regionale dei Beni Culturali. È visitabile tutti i giorni, dalle 18,30 alle 20 e dalle 22 a mezzanotte.

Cultura e musica tra Selinunte e le Cave di Cusa

Torna il Premio Pino Veneziano quest’anno conferito al polistrumentista Mario Incudine e all’etnomusicologo Sergio Bonanzinga

di Redazione

Il Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa “Vincenzo Tusa” ospita per due giorni, il 29 e 30 agosto, la 15esima edizione del Premio Pino Veneziano, organizzata dall’associazione “Selinunte Cunta e Canta” che, attraverso questo riconoscimento conferito a personalità della cultura, ricorda la figura del cantastorie, personaggio singolare e schivo, restio alle luci della ribalta, che possedeva una voce particolarissima, notata negli anni ’70 e ’80 da Lucio Dalla e da Fabrizio De Andrè, che lo volle come spalla al suo primo concerto in Sicilia.

Le Cave di Cusa

Direttore artistico della manifestazione è il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, che incontrerà personalità del mondo della musica, del teatro, del cinema e della scrittura. Il 29 agosto tra le rovine dell’Acropoli del Parco Archeologico, davanti alla “Casa del Viaggiatore”, dopo la presentazione del premio alle 19,30, l’attore Fabrizio Ferracane leggerà “Intervista impossibile a Leonardo Sciascia”, testo di Gaetano Savatteri dedicato a uno dei più autorevoli scrittori del Novecento italiano. A seguire alle 20,30 ci sarà l’incontro con l’autrice trapanese Stefania Auci che ha firmato il best-seller “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio”. La serata sarà accompagnata da interventi musicali del quartetto siciliano “Toscanini Jazz”.

Mario Incudine

La kermesse selinuntina continuerà il 30 agosto alle Cave di Cusa, sito di interesse culturale e paesaggistico, che ricade nel territorio di Campobello di Mazara: “É importante valorizzare adeguatamente, anche con iniziative come queste, le Cave di Cusa – dichiara il sindaco Giuseppe Castiglione – , un sito davvero unico che merita l’attenzione di studiosi di archeologia ma anche di un pubblico più vasto, nell’ottica di un Parco che costituisce un tutt’uno con Selinunte, di cui le Cave non sono solo un’appendice”. Alle 20 incontro con l’autrice messinese Nadia Terranova, finalista al Premio Strega 2019 con il libro “Addio fantasmi”, che racconta l’ossessione di una perdita, la storia di una donna che, tornata nella casa d’infanzia, dovrà affrontare i fantasmi che hanno condizionato la sua esistenza. Durante la serata sarà possibile assaggiare le delizie culinarie dell’associazione Raggio di Sole di Campobello di Mazara.

Sergio Bonanzinga

Alle 21,30 il conferimento del Premio Pino Veneziano a Mario Incudine, attore, cantante e polistrumentista ennese, e a Sergio Bonanzinga, etno-musicologo messinese, docente presso l’Università di Palermo. La serata si concluderà con il concerto di Mario Incudine che inizierà alle 22 alle Cave di Cusa: “Un’ambientazione che bene si presta ad accogliere manifestazioni sostenibili che aggregano un pubblico cosciente del valore della storia e dell’ambiente. La genesi dell’architettura e dell’arte antica – ha dichiarato l’architetto Bernardo Agrò, neo direttore del Parco – è rappresentata alle Cave dal banco antico di calcarenite, scelto dai selinuntini, che desta meraviglia ancora oggi. Un luogo dove si riesce a cogliere il suono armonico del fare degli scalpellini”.

Musica, cinema e arte: torna a Palermo il Beat-Full Festival

Ai Cantieri Culturali alla Zisa cinque giorni tra concerti, proiezioni, mostre e performance con artisti italiani e internazionali

di Redazione

Palermo per cinque giorni capitale della musica underground. Torna dal 3 al 7 settembre, ai Cantieri Culturali alla Zisa, il Beat-Full Festival, giunto quest’anno alla settima edizione. Un vero e proprio hub culturale in città ‪tra musica, cinema, performance audio visive, mostre, senza trascurare i bambini con delle aree esclusivamente dedicate a loro. Quest’anno infatti il festival va oltre una semplice carrellata di icone musicali e regala alla città un’area piena di eventi culturali.

Torna a Palermo il Beat-Full Festival

Alcuni rappresentanti della scena musicale italiana e internazionale si alterneranno sul palco – dal nome “Dolly Noire Stage” – con gli artisti locali, quelli che si stanno conquistando un posto di rilievo nel panorama indie, del rock, dell’elettronica e dell’hip hop italiano. Ci saranno: ‪Tre Allegri Ragazzi Morti‬, ‪Fast Animals And Slow Kids‬, Speranza, ‪Crookers‬, Dimartino, ‪Murubutu‬, Alessio Bondì, Manudigital, Cacao Mental, Symbiz, JuJu e Party. La novità di quest’anno è rappresentata dunque dal “Village”, un area all’aperto e dall’accesso gratuito dove si concentreranno i concerti e i dj set sul palco dal nome: “Good Fellas Stage”. Tra i tanti che calcheranno questo palco ci sono: Edda, Forelock, Veivecura, Go-Dratta, Rockstone, Era Serenase, Paola Russo, Aurora D’Amico, Jerusa Barros, Avenir, 1999 e molti altri.

Un momento di una precedente edizione

Per questa edizione gli organizzatori puntano a consolidare il rapporto sinergico con le varie realtà che popolano gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa: Spazio Franco, Cre.Zi Plus e Cantiere Cucina, Haus der Kunst, Nuove Officine Zisa, Legambiente e Schenè, che non sono dei semplici collaboratori ma sposano la visione del festival ed ospiteranno gran parte delle attività culturali previste nel palinsesto. Quest’anno si è voluto dedicare particolare attenzione alle famiglie con un’area dedicata completamente a loro, un luogo con giochi, laboratori musicali e spettacoli, il tutto fruibile già dalle 17 e sino alle 23,30 per consentire ai più piccoli un primo approccio alla musica e ai più grandi la possibilità di viversi un evento culturale di ampio raggio studiato sulle esigenze dei genitori.

Una collaborazione con l’Accademia di Belle Arti ha portato all’allestimento di una mostra audio-visiva negli ambienti del Haus der Kunst, il progetto “Still” è a cura del Verein Düsseldorf Palermo e vedrà le opere degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo coordinati dai docenti del dipartimento di progettazione e arti applicate. La mostra sarà visitabile a partire da martedì 3 dalle 18 alle 22. Da Cre.Zi Plus nei pomeriggi dal 3 al 7 settembre sarà proposta una rassegna cinematografica curata dal Seeyousound – international Music Film Festival. Quattro giorni di film, documentari e cortometraggi in lingua originale che ruotano tutti attorno alla musica. Negli ambienti di Spazio Franco, infine, verrà ospitata la rassegna Beat Full Off, performance audio video che partiranno al termine delle esibizioni dei due palchi e che chiuderanno le programmazioni giornaliere.

Gli scatti del World Press Photo tornano a Palermo

Le immagini che hanno vinto il più importante concorso di fotogiornalismo al mondo fanno tappa nel capoluogo siciliano per il terzo anno consecutivo e saranno esposte nelle sale di Palazzo Drago

di Redazione

Una bambina hondurena piange mentre la mamma viene perquisita al confine tra Stati Uniti e Texas. Una ragazzina cubana festeggia la sua quinceañera, diventa maggiorenne a 15 anni e anche una potenziale sposa. Due tifose iraniane sono tra le uniche donne ammesse a seguire la finale della Champions League asiatica. Un ex marine statunitense fa il bagno a casa dopo essere stato stuprato sotto la doccia durante l’addestramento militare. Questi sono solo alcuni degli scatti più belli del mondo ad aver vinto il World Press Photo, il più importante concorso di fotogiornalismo internazionale che, per il terzo anno consecutivo, sarà in mostra a Palermo. Organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955, arriva in Sicilia grazie all’impegno di Cime di Vito Cramarossa. L’esposizione 2019 del World Press Photo sarà ospitata da venerdì 6 settembre a domenica 6 ottobre a Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba, al civico 382 di via Vittorio Emanuele, la storica dimora settecentesca con stucchi del Serpotta appartenuta al marchese Casimiro Drago nel cuore del Cassaro.

Foto di Brent Stirton (Getty Images)

Palermo anche per quest’anno è stata così scelta tra le 100 città del mondo, in oltre 45 paesi, che ospiteranno gli scatti inediti della nuova edizione di World Press Photo, confermandosi una delle tappe più seguite in Italia. Cime, che da anni si occupa dell’organizzazione di eventi nazionali e internazionali, rappresenta infatti uno dei più importanti exhibition partner in Europa della Fondazione World Press Photo di Amsterdam che, dopo il successo della mostra al Teatro Margherita di Bari e l’imminente tappa nel capoluogo siciliano, esporrà la mostra anche all’Ex borsa valori di Torino e a Napoli.

Foto di Diana Markosian (Magnum Photos)

In mostra a Palermo ci saranno le 144 foto selezionate come immagini che raccontano il 2018. Tra queste anche la vincitrice del primo premio, il World Press Photo of The Year 2019. Si tratta di “Crying Girl on the Border” di John Moore dell’agenzia Getty Image, uno scatto che immortala Yanela,bambina honduregna di circa due anni, durante un pianto disperato mentre sua madre, Sandra Sanchez, che la teneva in braccio, viene costretta da un agente della polizia di frontiera americana al confine con il Messico a metterla a terra per essere perquisita.

Foto di John Wessels (Afp Photo)

Le foto vincitrici di quest’anno sono state scelte tra le 78.801 fotografie di 4.738 fotografi che hanno partecipato al concorso da 129 Paesi diversi. La giuria che le ha selezionate era presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi. Tra i giurati c’erano anche il fotografo Neil Aldridge, la curatrice Yumi Goto, il fotografo di Getty Images Nana Kofi Acquah, il responsabile dei progetti speciali di Time Paul Moakley, la fotogiornalista Alice Martins e la fotogiornalista di Associated Press Maye-e Wong.

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