Terzo weekend a Catania: le esperienze da non perdere

Dalla visita teatralizzata al tramonto sulla cupola della Badia alla laboriosa cucina dell’antico monastero dei Benedettini, fino al ricco Herbarium dell’Università

di Redazione

Sarà possibile salire in vetta alle cupole, passeggiare in giardini scavati nella lava, visitare antichi monasteri che hanno conservato intatto il loro fascino. Mai come in questo weekend Catania sciorina i suoi luoghi: sontuosi come i palazzi, inediti come gli erbari, inaccessibili come le antiche chiese. Le Vie dei Tesori è entrato nel vivo e la città etnea è pronta a guadagnare il suo prossimo weekend – da venerdì 18 a domenica 20 ottobre – con alcuni siti ed esperienze da prenotare, oltre ai tantissimi luoghi da scoprire con i semplici coupon (qui l’elenco completo).

Cupola della Badia di Sant’Agata

Ad esempio, solo venerdì alle 19,15 sarà possibile partecipare alla visita teatralizzata alla cupola della Badia Sant’Agata (qui per prenotare), alla luce del sole che pian piano cala e illumina di rosso i tetti circostanti. Sarà possibile arrampicarsi su in alto, fino alla cupola, e dominare con lo sguardo tutto il centro storico. Solo sabato (alle 19) invece, sempre nella cupola, sarà possibile partecipare ad una particolare visita guidata, seguita da una degustazione di vini Planeta (qui per prenotare). In chiesa, raggiungendo circa 40 metri d’altezza, si percorrerà il camminamento segreto della cupola, usato sempre dalle monache che scrutavano la città, senza essere viste.

Interni del monastero dei Benedettini

Ma sarà anche un’occasione per ri-scoprire la laboriosa cucina dell’antico monastero dei Benedettini (“esperienza” dalle 9 alle 16, qui per prenotare), con annesso il “ventre” (la dispensa) dove i monaci conservavano le derrate. E vi spiegheremo cosa c’entrano “I Vicerè” di De Roberto. Per chi invece vuole immergersi nel verde, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra l’antico Herbarium universitario (visite alle 10, alle 12 e alle 15,30, qui per prenotare) a zonzo tra piante spontanee quasi estinte e lave millenarie; il Parco d’arte creato a San Giovanni La Punta da quella mecenate appassionata e artista lei stessa che fu Elena La Verde (qui per prenotare); o arrivare al Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, speciale giardino roccioso a terrazze, progettato dal paesaggista Ettore Paternò, dove perdersi tra 42 specie diverse di palme (qui per prenotare).

Affresco nella chiesa di Sant’Agata al Carcere

Tra i luoghi su prenotazione non perdete la possibilità di salire all’inaccessibile cantoria e da lì, alla terrazza del monastero di San Giuliano (venerdì dalle 10 alle 16, sabato dalle 14 alle 16 e domenica dalle 10 alle 12, qui per prenotare); visitare il museo Diocesano arrivando sui camminamenti di Porta Uzeda (qui per prenotare) oppure scendere nelle antiche terme romane sotto piazza Duomo (venerdì e sabato dalle 9 alle 12.40 e domenica dalle 10 alle 12.40, qui per prenotare); scoprire le “orme” della patrona a Sant’Agata al Carcere, nel luogo dove leggenda vuole sia stata imprigionata, (dalle 10 alle 11.30 e dalle 16 alle 17.30, qui per prenotare); meravigliarsi di fronte ai 78 “falsi” d’autore di Centuripe che il famoso archeologo Guido Libertini volle esporre tra i reperti del Museo di archeologia dell’Università (solo venerdì alle 10, qui per prenotare).

Uno dei reperti del Museo dell’archeologia

Senza dimenticare che da Palermo partono i Viaggi dei Tesori alla scoperta di Catania (qui per prenotare). Ogni weekend del festival, in compagnia di una guida esperta che conosce tutti i segreti nascosti tra vicoli e piazze, una notte indimenticabile in un palazzo storico, due snack alla scoperta dello street food catanese e una cena da non perdere. Sempre da Palermo, infine, domenica 27 ottobre, partirà il bus che vi accompagnerà nel capoluogo etneo per rientrare in serata (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Festival da record, 115mila visite in due weekend

In 52mila hanno scelto Palermo, 5mila Catania e 8mila il Ragusano. Il luogo più amato nel capoluogo resta la chiesa di Santa Caterina, ma a sorpresa ecco anche il Loggiato San Bartolomeo

di Redazione

E sono centoquindicimila, in due soli fine settimana. Perché se lo scorso fine settimana erano stati quasi 50mila i visitatori de Le Vie dei Tesori a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli, questo weekend si tratta di 65mila visitatori ed è la sola Palermo a sfiorare le 52mila visite. Il capoluogo naviga con il vento in poppa, dividendosi equamente tra i siti visitabili con coupon semplice, quelli su prenotazione, ma anche esperienze, visite teatralizzate e il concerto barocco, tutti sold out. Oltre 5mila visitatori hanno scelto i 50 siti di Catania e altri 8mila hanno cercato i palazzi sontuosi di Ragusa, sono saliti al Castello dei Conti a Modica e scelto i luoghi della fiction più amata, a Scicli.

Visite nella chiesa di Santa Caterina

Palermo è la regina incontrastata: 52mila visitatori che hanno riempito il centro storico, certo, ma hanno anche invaso siti da raggiungere fuori porta. Segno che il viaggiatore appassionato de Le Vie dei Tesori non si ferma al primo luogo più vicino, ma ama scoprire, leggere, ascoltare. E gli piace anche provare, visto che la novità di quest’anno – le “esperienze” – hanno funzionato benissimo, in diverse erano sold out e sono in tanti a chiedere di aggiungere nuove possibilità a luoghi o visite speciali che sono già quasi esaurite anche per i prossimi appuntamenti. Palermitani e tantissimi turisti, in coda, armati di piantina, guida e smartphone, un esercito agguerrito che si fronteggia a colpi di oratori, chiese, bunker, voli, salotti (qui il programma completo del festival a Palermo).

La terrazza del Loggiato San Bartolomeo

Il luogo più amato a Palermo – sfiora stavolta i duemila visitatori – resta la chiesa di Santa Caterina, con il suo trionfo di stucchi di Procopio Serpotta e gli splendidi marmi mischi; ma è molto interessante notare che il secondo sito scelto è una new entry, ovvero il Loggiato San Bartolomeo, da pochi mesi restituito alla città: da quassù lo sguardo spazia su tutto il water front di Palermo e, girandosi verso monte, abbraccia l’intero centro storico. E il monastero di clausura annesso alla Chiesa, è quarto dietro il rifugio antiaereo sotto Palazzo delle Aquile – quest’anno visitabile soltanto il sabato e la domenica – che supera di parecchio i mille visitatori. È andato benissimo anche l’aeroporto di Boccadifalco che ha non solo permesso di scendere nei suoi due bunker, ma ha aperto anche la torre di controllo, che si raggiunge con un trenino: lo hanno scelto mille visitatori e quasi un centinaio hanno partecipato al primo aperitivo tra gli aerei dell’hangar.

Chiesa di Santa Maria del Gesù

Sold out le visite sia alla Banca d’Italia – che ha aperto soltanto questo weekend – che alla sede della prefettura di Villa Whitaker: e coloro che non sono riusciti ad entrare stanno già prenotando la visita a Villa Pajno che aprirà invece nel prossimo fine settimana. Tra le scuole che partecipano a Le Vie dei Tesori, la più gettonata resta l’Educandato Maria Adelaide, dove le allieve raccontano i fasti del nobile convitto per “nobili zitelle”. Toccante la visita alle due sedi della Missione di Biagio Conte – i visitatori uscivano con i lucciconi agli occhi – e all’Istituto Padre Messina, probabilmente trascinato dal rifacimento del porticciolo di Sant’Erasmo, appena inaugurato (ve ne abbiamo parlato qui); e tra i luoghi fuori porta, in trecento hanno voluto raggiungere il Convento e il cimitero di Santa Maria del Gesù dove le visite sono condotte dagli stessi parrocchiani.

Visita teatralizzata a Villa Malfitano

Ma questo è stato soprattutto il weekend delle “esperienze”: si è provato di tutto, il concerto di chitarra del Duo Sambossa all’oratorio di San Lorenzo era sold out, ma è stata la visita teatralizzata a Villa Malfitano a registrare il successo più commovente. Stefania Blandeburgo ha vestito panni, guanti e cappellino di Delia Whitaker, l’ultima discendente, e ha raccontato la sua “casa”, la sua camera, i salotti, cucendo insieme (testi di Piero Longo) le vicende della famiglia inglese di imprenditori che tanto influirono sulla Palermo a cavallo delle guerre. Anche Pietro Massaro, calato nei panni di un misero poeta o di un valente cavaliere, ha retto perfettamente le visite. Poi tutte le altre “esperienze”: quasi sold out le visite in notturna all’Orto Botanico, tra piante e fiori che di notte sembrano nascere dal buio; dai voli in Piper (esauriti) ai tour nel quartiere Danisinni alla scoperta del Museo sociale, alle visite vis à vis nei laboratori dei pupari. Gettonate anche le due mostre: “Look up!”, immagini “a naso in su” di Salvo Gravano, che hanno introdotto la visita a Palazzo Zingone Trabia, ai “Capolavori perduti” a Palazzo Abatellis, che apriva (con un coupon diverso) anche le terrazze e i laboratori di arazzi.

Palazzo Biscari a Catania

Catania ha bissato, alzando di poco l’asticella, il successo del primo weekend: oltre cinquemila visitatori (qui il programma del festival a Catania). E stavolta il testa a testa tra le residenze nobiliari, ha premiato Palazzo Biscari, con i suoi aloni affrescati e i mobili d’epoca, che ha superato di poco Palazzo Manganelli, sontuoso e barocco. Al pubblico i palazzi nobiliari piacciono, e questo è un dato di fatto: ma proprio a Catania, si raggiunge l’apice dell’eleganza e del fasto in residenze dove il tempo sembra essersi cristallizzato tra salotti, scale, cortili, giardini nascosti. Il terzo sito più visitato a Catania resta sempre San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. E sono andate sold out anche le “esperienze” proposte, l’aperitivo in notturna all’apice dei camminamenti segreti delle monache, le visite guidate alle scoperte degli erbari degli scienziati, ma sono piaciuti molto anche i parchi e i giardini d’arte fuori città.

Palazzo Arezzo di Trifiletti a Ragusa

Il Ragusano conferma il trend dello scorso weekend. Le tre città insieme raggiungono gli ottomila visitatori: in 3.500 hanno confermato la scelta del capoluogo (qui tutti i luoghi) dove il luogo più visitato è il bellissimo palazzo Arezzo di Trifiletti che supera di poco il Circolo di conversazione, il raduno dei nobili signori del luogo, seguito – ed è un terzo posto riconfermato – e da quel gioiello minuscolo e delizioso che è il Teatro di Donnafugata. Scicli continua a superare Modica e conferma anche lei i 2.500 visitatori dello scorso weekend (qui tutti i luoghi di Scicli): il pubblico non dimentica che questi sono i luoghi della fiction del Commissario Montalbano (e quindi il Municipio dove è ricostruita la stanza del Questore), ma stavolta non ha perso l’occasione di entrare nella vicina Farmacia Cartia, dove il tempo sembra essersi fermato tra ampolle, albarelli, vasi da farmacia: tutto come era nell’ottocento quando venne aperta. Scende al terzo posto, il sontuoso Palazzo Spadaro. Modica tallona Scicli, non ammette sconfitte: e sale a duemila visitatori che continuano imperterriti a salire in vetta al Castello dei Conti per poi perdersi nell’elegante Palazzo Castro Grimaldi che offre uno spaccato dell’aristocratica vita modicana di inizio secolo. Terzo luogo più visitato, è il complesso francescano di Santa Maria del Gesù, in uno quartieri più alti di Modica, al di fuori del centro storico barocco, una delle rare  testimonianze dell’arte tardo-gotica iblea (qui tutti i luoghi a Modica). E da Palermo è giunto anche il primo “viaggio dei tesori”, il tour guidato che ha condotto alla scoperta del Ragusano, tra siti, visite dedicate, degustazioni e hotel de charme.

Uno scorcio di Ragusa

Il prossimo fine settimana sarà l’ultimo per il Ragusano: aperti tutti i siti disponibili, ma non dimenticate che a Ragusa si potrà fare il giro dei campanili in notturna. Poi se volete raggiungere Catania comodamente in pullman partendo da Palermo per rientrare in serata, potrete farlo domenica 27 ottobre con la gita giornaliera in collaborazione con Labisi Eventi, vettore ufficiale del festival (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Marsala ancora più bella con Le Vie dei Tesori

Mentre il festival è entrato ormai nel vivo a Palermo, Catania e nel Ragusano, a Marsala si è fatto un bilancio del successo dello scorso mese. Tra quelle al debutto con Le Vie dei Tesori, la città del vento e del vino ha superato Noto e distanziato Sciacca, chiudendo con un’ottima performance di 8.322 presenze che hanno preferito, tra tutti i 21 siti aperti, la terrazza mozzafiato di Palazzo VII Aprile, poi l’antico camminamento della Chiesa di Santo Stefano e il Museo degli arazzi con i suoi otto rari pezzi fiamminghi, spiegati dalle guide in più lingue. In questo video un bilancio per immagini dei tre weekend del festival a Marsala.

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Il meglio del secondo weekend a Palermo, Catania e nel Ragusano

Dalla cucina “reale” della Casina Cinese, agli antichi bastioni del capoluogo etneo, fino ai nobili castelli e i musei inediti di Ragusa, Modica e Scicli

di Redazione

Re Ferdinando non amava gli odori, ma soprattutto non tollerava esser osservato mentre mangiava: ecco perché i cibi giungevano in maniera “meccanica” sulla tavola preziosa alla Casina Cinese: dove è stata scoperta la famosa “cucina reale” dimenticata dietro un allestimento. Si potrà visitare con Le Vie dei Tesori da questo fine settimana, raggiungendola dai cunicoli che dalla residenza di caccia raggiungono l’attuale Museo Pitrè.

Dopo il successo del primo weekend che han messo insieme 50mila presenze, ecco il secondo fine settimana: da domani (venerdì 11 ottobre) a domenica – sarà veramente difficile scegliere tra i luoghi aperti con coupon, i siti su prenotazione, le visite teatralizzate in costume, i tour nei quartieri che rinascono con l’arte, e il duo Sambossa riempirà di note tanguere l’oratorio di san Lorenzo. Apriranno le porte sia Prefettura a Villa Whitaker che la Banca d’Italia, e sarà una delle poche occasioni possibili per visitare le sorgenti del Gabriele (qui tutti i luoghi e il programma di Palermo).

I LUOGHI DA PRENOTARE

Banca d’Italia

Andiamo con ordine. Perché tra i 160 luoghi che apriranno di nuovo le porte – a Palermo e Catania il festival durerà ancora quattro weekend, nel Ragusano solo due – ce ne sono alcuni disponibili solo questo weekend, e solo su prenotazione, non bisogna lasciarseli scappare (qui per scoprirli tutti): quasi sold out l’ottocentesca Villa Whitaker, in via Cavour (da non confondere con Villa Malfitano Whitaker in via Dante) dove si camminerà sui passi di Joss Whitaker per scoprire saloni e giardini di quella che oggi è la Prefettura. E se non riuscite a visitarla, prenotate subito la visita a Villa Pajno, la residenza del Prefetto che sarà invece disponibile il prossimo fine settimana (18-20 ottobre e non 25-27 come annunciato in un primo tempo). Sarà aperta – solo questo weekend – la Banca d’Italia dove vi racconteranno la strana storia di un ordigno che si incastrò nel solaio sotto il bombardamenti del ’43 e non esplose mai. Si potranno raggiungere le sorgenti del Gabriele: qui sgorga ancora acqua limpidissima, la stessa che alimenta l’acquedotto della città. E non dimenticate che solo domani (venerdì 11) si può di nuovo visitare il cantiere di restauro del Villino Favaloro: muniti di caschetto di protezione, soltanto 8 visitatori per volta potranno osservare da vicino i bellissimi affreschi.

GLI ALTRI LUOGHI DA SCOPRIRE

Cimitero di Santa Maria di Gesù

Ed eccoci alle visite con coupon: basta acquistarli sul sito (o negli hub in città), ci sono carnet da 10 e 4 coupon, o ticket singoli. Questa settimana vi consigliamo di fare qualche chilometro in più e raggiungere Santa Maria del Gesù, dove è custodito il corpo di San Benedetto il Moro, il santo nero co-patrono della città: il convento si trova su un colle ed è circondato da un cimitero storico, vi faranno da guida gli stessi parrocchiani. È un luogo di preghiera e di pace che risale al 1426 e leggenda vuole che il santo abbia vissuto qui da eremita, fino al 1589; e che sia stato lui a piantare il famoso cipresso che ha 500 anni. Ritornando in città fermatevi all’educandato Maria Adelaide: le allieve vi racconteranno la storia dell’istituto per “nobili zitelle” che nasconde una chiesa del Marvuglia e una cripta delle monache con una tomba che ha tutta una storia, ma anche un refettorio Liberty e la sala-teatro liberty di Rocco Lentini. E una biblioteca “di formazione” per scoprire le regole dell’“educazione femminile”.

Visite alla Questura

Su questo stile, da non perdere è anche l’Istituto Castelnuovo, creato dall’illuminato principe Cottone per una classe di “giovani agricoltori d’elite”: qui tutto è rimasto come era un tempo, con le divise dei ragazzi e la biblioteca “naturale”. Apre solo questo weekend e il prossimo, il liceo intitolato ad una delle più belle coppie dell’arte: lo scultore Vincenzo Ragusa e la moglie pittrice, la delicata Otama Kiyohara. Il liceo nasconde un museo di pezzi della Regia scuola superiore d’Arti applicate all’Industria da cui attinsero sia le Officine Ducrot che la Richard Ginori per i loro operai. Infine, segnalazioni random: secondo ed ultimo weekend per visitare la Questura con la guida delle Forze dell’Ordine; ed è aperto solo questo sabato e domenica e il prossimo, invece, quel gioiello di stucchi che è il prezioso Oratorio delle Dame. E da questo weekend ritorna anche la Cappella del clero spagnolo, la Soledad.

LE ESPERIENZE DEL WEEKEND

Villa Malfitano Whitaker

Domani e sabato ci si potrà sedere al fianco di Cordelia Stella Georgette Whitaker, detta Delia, per sentirla raccontare la storia del padre Pip, archeologo e ornitologo, della madre Tina, che conosceva Wagner e la Regina Mary, ma anche delle abitudini british mantenute fin dopo la guerra, come il tè delle cinque o l’autista in livrea. Fantasmi, come lo storico inglese Kaleigh Treveylan, o la sorella “fortunata” Tina, straordinari e affascinanti rivivranno tramite Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro – i testi sono di Piero Longo – negli appartamenti privati della casa della famiglia inglese, Villa Whitaker Malfitano (ma non scordate di gettare uno sguardo al bellissimo giardino, qui tutte le visite teatralizzate).

Hangar di Boccadifalco

Se invece preferite il centro storico, andate ad ascoltare Minicu, poeta per disgrazia che appare dai saloni di Palazzo delle Aquile (ma visitate anche il palazzo e il rifugio antiaereo). Sabato si potrà sorseggiare un calice di bianco Planeta osservando i minuscoli velivoli allineati come soldatini nell’immenso hangar dell’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare): siamo al tramonto, ma dovete tornare di mattina per scoprire che ci sono anche due rifugi antiaerei, la torre di controllo e la pista (da visitare, su prenotazione, su un colorato trenino). Se non amate gli aerei, raggiungete invece domani sera Palazzo Asmundo per un aperitivo elegante guardando da vicino la Cattedrale (qui per prenotare), e tornateci sabato per cenare alla maniera dei Gattopardi (qui per prenotare). Dopo correte all’Orto Botanico perché di notte le piante sembrano bisbigliare: ve le farà scoprire, alla luce di inedite “lucciole”, il direttore dell’Orto in persona, Rosario Schicchi (qui per prenotare).

Mimmo Cuticchio

Non dimenticate che anche questo weekend sono aperti i laboratori dei pupari: sono due, e ognuno è un’esperienza: il viaggio nell’Opra, tra paladini e saraceni, ippogrifi e pianini a cilindro conduce dritti in via Bara all’Olivella, nel laboratorio e nel teatrino di Mimmo Cuticchio, che è una miniera di memorie e vita (qui per prenotare). Invece per capire dove si sbozzano le teste di cavalieri e dame, avvolti in tessuti preziosi, si deve raggiungere il Papireto. Qui l’arte di costruire i paladini è una questione di famiglia: ve lo spiegherà Salvatore Bumbello, classe 1977, fondatore della compagnia Opera dei Pupi Brigliadoro, artigiano nella sua bottega-laboratorio (qui per prenotare).

Murales a Danisinni

Allungate il viaggio e non ve ne pentirete: perché a poca distanza si scoprirà il quartiere di Danisinni che sta risorgendo tramite l’arte (qui per prenotare): nessuno si aspetterebbe il fazzoletto verde tra i palazzoni, la “fattoria sociale” con gli animali da cortile; conoscerete l’instancabile fra’ Mauro e scoprirete che da pochi mesi Danisinni possiede un museo sociale, naturale evoluzione del progetto “Rambla Papireto”. In mostra una selezione delle 130 opere donate da artisti nazionali e internazionali. Poi Danisinni Circus sotto un tendone colorato, le esperienze di teatro di comunità con il Massimo, il pranzo comunitario la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti.

GLI ARTIGIANI E GLI ARTISTI

Spazio Arèa

Cinque case-studio che raccontano gli artisti che le abitano. L’Itinerario contemporaneo, curato da Paola Nicita (qui tutti i luoghisi svolge notturna perché i siti sono visitabili – con lo stesso coupon dei luoghi – dalle 18 alle 22. Tranne Officine Calderai dove si vedono nascere pezzi di design dalle mani degli artigiani, domani e sabato dalle 10 alle 18. Gli altri quattro sono da cercare: da piazza Rivoluzione, da Arèa, studio dove lavora Giovanni Lo Verso e dove questo weekend saranno esposti diversi prototipi del laboratorio di Disegno Industriale, realizzati dai ragazzi sotto la guida di Gianni Pedone; al vicino Spazio Rivoluzione dove c’è Adalberto Abbate, a piazza XIII vittimeper le due sculture en plein air di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach. Ma spingetevi lontano dal centro: a pochi passi dall’Ucciardone, nella parte più antica delle Fabbriche Sandron, il pittore Nicola Pucci vive e lavora. Ingresso da via Duca della Verdura, di fianco alla trattoria Albertone.

TANGO NELL’ORATORIO DI SAN LORENZO

Il Duo Sambossa

Il Tango può essere amore, sofferenza, abbandono, e appunto raggiunge le vertigini dell’anima, là dove risiedono l’eros la malinconia e la sofferenza, ossia l’essenza della vita. Siamo al secondo concerto de “Le Corde di Palermo”, la rassegna di Dario Macaluso: domani sera alle 21 nell’oratorio di san Lorenzo, “Tonos de Tango”, recital che propone alcune delle pagine più belle scritte per il duo flauto e chitarra: dalla suite di Piazzolla a Pujol, per passare alle malinconie della Milonga di Tavolaro e agli affreschi di Marino. Il Duo Sambossa – Ester Prestia al flauto e Paolo Romano alla chitarra – vanta una solida e collaudata collaborazione con un repertorio che spazia da brani dell’800 a opere di compositori più recenti come Piazzolla, Machado, Pujol, Ibert (qui per prenotazioni e per il programma completo).

LE PASSEGGIATE

Via Libertà

In giro per i mercati, contando i “pipittuni” ammonticchiati, di quel giallo violento che innamora; con l’odore del pesce che entra nelle narici, le montagne di castagne, le spezie arabe: i mercati storici, la Vucciria dove vanno solo i turisti e Ballarò, regno di chi è venuto da lontano. In mezzo ci stanno i palermitani, che si affacciano sul Cassaro come da un balcone. E ancora via Libertà, l’elegante boulevard che portò la città fuori dai Quattro Canti, gli archi medievali che scopri ovunque, basta alzare la testa. E gli scrittori, questi conosciuti, che si rintracciano in ogni vicolo. Le passeggiate de Le Vie dei Tesori (qui il programma completo) sono condotte da appassionati. Botanici, giornalisti, viaggiatori per diletto, storici, geografi. Questo weekend ci si lascerà prendere per mano da cavalieri e pellegrini, sante e bastardi, passando da un tour letterario sulle orme di Leonardo Sciascia ad uno sui passi del Gattopardo, fino ad osservare gli uccelli dell’Oreto con il Wwf. E poi natura, tanta natura, da San Martino delle Scale a Monte Pellegrino, fino al bosco della Ficuzza.

IL SECONDO WEEKEND A CATANIA

Bastione del Tindaro

Andar per bastioni, scoprire le chiese, passeggiare nei giardini. Catania è a portata di mano e promette emozioni (qui tutti i luoghi e il programma completo). Si parte dai due bastioni: quello del Tindaro, uno degli undici che facevano parte delle mura che Carlo V fece costruire in pietra lavica a difesa della città; e il Bastione degli Infetti, che un tempo ospitò un lazzaretto dopo l’epidemia di peste che colpì Catania nel 1576. Aprono soltanto questo weekend e poi il penultimo, sia l’Anfiteatro Romano – che i catanesi chiamano il Colosseo Nero – in lava ricoperta di marmo bianco: sono rimasti i ruderi, ma poteva accogliere fino al 15mila spettatori; e l’ipogeo romano, una delle poche tombe monumentali di età imperiale della città, a cui si accede da una scala.

Terme Achilleane

Poi raggiungiamo le Ciminiere per la visita alle tre collezioni museali, aperte solo oggi e domani dalle 10 alle 18: si tratta della preziosa raccolta La Gumina, che mette insieme 140 carte e mappe geografiche tra il XV e il XIX secolo; del particolare Museo del Cinema, dove ci si muove tra foto, locandine e proiettori d’epoca; e il Museo dello Sbarco. Se volete evitare le code, su prenotazione si scopre Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa la Patrona durante il martirio. E ancora due musei, quello di archeologia dell’Università (unica visita venerdì alle 10), il Diocesano con la passeggiata sopra Porta Uzeda, e le Terme Achilleane, con un percorso che si snoda sotto piazza Duomo (sono invece chiuse le Terme dell’Indirizzo, disponibili il prossimo e l’ultimo weekend).

Cupola della Badia di Sant’Agata

E se volete provare emozioni: ecco la visita teatralizzata sulla cupola della Badia di Sant’Agata (qui per prenotare), dove sabato sera (ma anche nei prossimi due fine settimana) si potrà anche gustare un aperitivo Planeta; il museo della fabbrica del monastero di San Nicolò l’Arena, le meraviglie verdi dell’Orto Botanico, nascoste anche ai catanesi, e del Parco Paternò del Toscano, speciale giardino roccioso a terrazze tra affioramenti lavici e residui di colate. E il Parco dell’arte della Fondazione La Verde La Malfa, a San Giovanni La Punta, un’area verde popolata da sculture e installazioni di arte contemporanea.

RAGUSA, MODICA E SCICLI

Chiesa di San Rocco a Ragusa

Da Catania al Ragusano, è un passo. Perché anche qui sarà difficile scegliere cosa “non” perdere. Ragusa, Modica e Scicli nel primo weekend hanno messo insieme 7.500 presenze, ora proseguono a tamburo battente. Partiamo da Ragusa, (qui tutti i luoghi) dove è da non perdere Sant’Agata ai Cappuccini con il trittico di Pietro Novelli, poi San Rocco con la sua “cona”, ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio, bellissimo esempio di arte sopravvissuta. La passeggiata di domenica pomeriggio porterà alla scoperta della cava di Santa Domenica. Dopo una visita al Museo archeologico ibleosi scenderà nella cava, sotto i ponti di Ragusa, seguendo un coinvolgente percorso fatto di latomie, forni per la calce, mulini, tracce della ferrovia e tombe protostoriche.

Fattojo Bonajuto

Ed eccoci a Modica (qui tutti i luoghi) dove la visita deve per forza iniziare dal Fattojo Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia dove si scoprirà la lavorazione delle dolci tavolette. Poi si potranno ammirare le famose “botti” del museo “Tommaso Campailla”, l’unico sifilicomio del Sud Italia. I famoso castello dei Conti, a causa di lavori in corso, mostrerà solo la torre normanna e la cappella dei detenuti. Soltanto domenica, nella chiesa del Carmine si avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 da una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini.

Grotta delle Cento Scale

Infine Scicli, accarezzata dall’Unesco che le riconosce il valore delle facciate storiche dei palazzi settecenteschi, l’unicità di un barocco prezioso e ancora intatto (qui tutti i luoghi). Novità è la grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura. E se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’antica farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano.

I VIAGGI DEI TESORI

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Catania in pugno, Ragusa e Modica da prendere al volo. Proseguono infatti i Viaggi dei Tesori che da Palermo conducono alla scoperta della città di lava. È stato costruito con cura certosina un weekend dotato di una guida personale, anche solo per due persone, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet (qui per prenotare). E poi i luoghi, i palazzi, le chiese, gli oratori. Domani e domenica è invece previsto un weekend a Ragusa e Modica con la comodità del pullman privato, l’hotel e la cena gourmet (qui per prenotare). Sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: si può già prenotare la gita giornaliera in pullman che da Palermo condurrà a Catania, domenica 27 ottobre (qui per prenotare).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Tutte le “esperienze” del secondo weekend

Aperitivi tra gli aerei, visite in costume al fianco delle gentildonne, percorsi in notturna tra le piante secolari dell’Orto Botanico, e tango nell’oratorio. Prefettura e Banca d’Italia i siti aperti solo il prossimo fine settimana del festival

di Redazione

Guardare, ammirare, ascoltare, assaggiare. è il leitmotiv de Le Vie dei Tesori. Che mai come quest’anno propone “esperienze”. Questo secondo weekend – da venerdì 11 a domenica 13 ottobre – ci sarà veramente da dover scegliere: visite teatralizzate in costume, tour in un quartiere che rinasce con l’arte, concerti preziosi. Apriranno le porte sia Prefettura che la Banca d’Italia, e sarà una delle poche occasioni possibili per visitare le sorgenti da cui si trae l’acqua che arriva in città.

Villa Malfitano Whitaker

Andiamo con ordine. Perché oltre ai 160 luoghi che apriranno di nuovo le porte (qui per scoprirli tutti) – a Palermo e Catania il festival durerà ancora quattro weekend, nel Ragusano solo due –  si potrà sedere al fianco di Delia, l’ultima Whitaker, per sentirla raccontare del tè delle cinque e della servitù in livrea, a Villa Malfitano; o ascoltare Minicu, poeta per disgrazia che appare dai saloni di Palazzo delle Aquile (qui per prenotare le visite teatralizzate).

Un angolo dell’Orto Botanico

Si potrà sorseggiare un calice di bianco Planeta osservando i minuscoli velivoli allineati come soldatini nell’immenso hangar dell’aeroporto di Boccadifalco: siamo al tramonto (qui per prenotare), e se non amate gli aerei, raggiungete invece Palazzo Asmundo per un aperitivo elegante guardando da vicino la Cattedrale (qui per prenotare). Dopo la visita e il calice, correte all’Orto Botanico perché di notte le piante sembrano bisbigliare. Ve le farà scoprire il direttore dell’Orto in persona, Rosario Schicchi (qui per prenotare). Il secondo dei concerti preziosi nei “tesori” si svolgerà all’oratorio di San Lorenzo e si srotolerà sulle note del tango dei duo Sambossa (flauto e chitarra, qui per prenotare); si scoprirà Danisinni che sta risorgendo tramite l’arte: un tour tra la “fattoria sociale” con gli animali da cortile, in un fazzoletto verde tra i palazzi, Danisinni Circus sotto un tendone colorato, le esperienze di teatro di comunità con il Massimo, il pranzo sociale la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti (qui per prenotare).

Le sorgenti del Gabriele

Tra i tantissimi siti disponibili, ce ne sono alcuni che apriranno solo questo weekend, e su prenotazione, e non bisogna lasciarseli scappare: già sold out l’ottocentesca Villa Whitaker, in via Cavour (da non confondere con Villa Malfitano Whitaker in via Dante) dove si camminerà sui passi di Joss Whitaker per scoprire saloni e giardini di quella che oggi è la Prefettura. C’è poi la visita a Villa Pajno, la residenza del Prefetto, che sarà invece disponibile il prossimo fine settimana (18-20 ottobre e non 25-27 come annunciato in un primo tempo). Sarà aperta – per questo unico weekend – la Banca d’Italia (qui per prenotaredove vi racconteranno la strana storia di un ordigno che si incastrò nel solaio sotto il bombardamenti del ’43 e non esplose mai. Infine, si potranno raggiungere le sorgenti del Gabriele (qui per prenotare), un luogo dell’anima, stranissimo e del tutto sconosciuto a parecchi palermitani: qui sgorga ancora acqua limpidissima, la stessa che alimenta l’acquedotto della città.

Per il programma completo del festival a Palermo cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Secondo weekend a Catania tra bastioni, palazzi e musei

Dopo i 5mila visitatori del primo weekend, la città etnea si prepara al secondo fine settimana del festival. Al via le visite con degustazione con vista mozzafiato sulla città

di Redazione

Anfiteatri, chiese, cupole, palazzi nobiliari, camminamenti segreti: la grande bellezza di Catania tutta a portata di mano. Dopo i 5mila visitatori del primo weekend, che hanno preso d’assalto soprattutto i palazzi, la città etnea si prepara al secondo fine settimana del festival Le Vie dei Tesori, con tanti luoghi da scoprire. Sono 50 i siti aperti, arricchiti da visite teatralizzate, esperienze e le attese visite con degustazione di vini che iniziano proprio il prossimo weekend (qui il programma completo del festival a Catania).
Le Ciminiere

Tra i tanti luoghi da scoprire (qui l’elenco completo), si potranno visitare le collezioni museali delle Ciminiere, aperte soltanto il venerdì e sabato dalle 10 alle 18: la preziosa collezione La Gumina, identità della Sicilia nei secoli, che raccoglie oltre 140 carte geografiche databili dal XV al XIX secolo; il Museo del Cinema, tra foto, locandine e proiettori d’epoca; per finire col Museo dello Sbarco, spazio didattico e immersivo dedicato alla memoria dell’evento che avviò l’Italia alla liberazione dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista.

Bastione degli Infetti

Visitabili da questo weekend anche i bastioni. Quello del Tindaro, uno degli undici che facevano parte delle Mura di Carlo V, fatte edificare con pietra lavica a difesa della città; e anche il Bastione degli Infetti, che un tempo ospitò un lazzaretto dopo l’epidemia di peste che colpì Catania nel 1576. Aperti anche i gettonatissimi palazzi nobiliari. Soltanto domenica potrete ammirare lo sfarzoso Palazzo Biscari, edificato dopo il terremoto del 1693, su un tratto delle antiche mura cinquecentesche, oppure l’elegante Palazzo Asmundo di Gisira, oggi trasformato in un hotel di charme. Da non perdere, poi, la visita Villa Manganelli, l’unica a Catania disegnata da Ernesto Basile, che tanto successo ha riscosso nel primo weekend.

Camminamento di San Nicolò

Poi le tante chiese, alcune chiuse da tempo e che difficilmente aprono le porte. Come San Giuseppe al Transito che sorge dove un tempo era l’antico torrione o Santa Maria dell’Aiuto che custodisce un’icona ritenuta miracolosa; San Benedetto con la “scala degli Angeli” di bellezza commovente, ma soprattutto la chiesa di Santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera” e che apre per la prima volta affidando la visita ad un ragazzo della comunità di Sant’Egidio, che la gestisce. O ancora la gettonatissima San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa.

Terme Achilleane

Se volete evitare le code, ci sono i luoghi visitabili soltanto su prenotazione (qui per scoprirli tutti). Come la Chiesa di San Giuliano, il gioiello delle monache di clausura con la terrazza da cui si può ammirare tutta Catania, poi la Chiesa di Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa la Patrona durante il martirio. E ancora due musei, quello di archeologia dell’Università (unica visita venerdì alle 10) e il Diocesano con la passeggiata sopra Porta Uzeda da cui si gode di un panorama sul centro barocco. Infine, da non perdere, le Terme Achilleane, con un percorso che si snoda sotto piazza Duomo.

Parco Paternò del Toscano

Tante poi le esperienze in programma (qui l’elenco completo), tra cui la visita tetralizzata sulla Cupola della Badia di Sant’Agata, con una visita condotta da attori-aedi, percorrendo l’antico camminamento segreto delle monache. C’è poi il museo della fabbrica del monastero di San Nicolò l’Arena, dove si trovava la laboriosa cucina dell’edificio religioso, con annesso il “ventre” (la dispensa) dove i monaci conservavano le derrate. E ancora si potranno scoprire le meraviglie verdi dell’Orto Botanico e del Parco Paternò del Toscano, speciale giardino roccioso a terrazze tra affioramenti lavici e residui di colate. Infine, c’è anche il Parco dell’arte della Fondazione La Verde La Malfa, a San Giovanni La Punta, un’area verde popolata da sculture e installazioni di arte contemporanea.

Cupola della Badia di Sant’Agata

Per concludere in bellezza, iniziano questo sabato alle 19 – e si ripeteranno per gli altri due sabati successivi – le visite con degustazione, in collaborazione con Planeta, nella Cupola della Badia di Sant’Agata, con vista mozzafiato sulla città (qui per prenotare).

Proseguiranno, poi, i Viaggi dei Tesori alla scoperta di Catania. Un weekend con una guida personale, anche solo per due persone, alla scoperta della città nera di lava, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet (qui per prenotare). Sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: si può già prenotare la gita giornaliera in comodissimi pullman che da Palermo vi condurrà a Catania domenica 27 ottobre (qui per prenotare).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Read more

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Palermo, Catania e Ragusano al via con 50mila visite

Nel capoluogo siciliano sono stati in 37mila a prendere d’assalto i luoghi de Le Vie dei Tesori, 5mila all’ombra dell’Etna e 7500 tra Ragusa, Modica e Scicli. Sold out tante visite, passeggiate ed esperienze

di Redazione

È il festival più amato della Sicilia. E dopo una prima tranche entusiasmante – quasi 80mila visitatori nelle prime dieci città siciliane – , ecco Le Vie dei Tesori al suo secondo capitolo: e i numeri sono fantastici. Quasi 50mila visitatori scelgono di muoversi tra Palermo, Catania e le tre città del Ragusano. E di questi, 37mila hanno visitato i 160 luoghi di Palermo, in cinquemila hanno scelto i 50 siti di Catania e altri 7500 hanno camminato per le stradine scoscese di Ragusa Ibla, sono salite a Modica e scelto il barocco di Scicli. Tre giornate di visite, con cittadini e tantissimi turisti spalmati dal centro storico alle borgate in periferia. Un primo weekend che si è srotolato anche tra luoghi visitabili solo su prenotazione – e in tanti erano esauriti – la novità delle “esperienze” a Palermo e Catania, tra voli in Piper o camminamenti segreti delle monache; le visite teatralizzate e il primo concerto di chitarra, che hanno registrato il sold out nel capoluogo che li ha accolti in cripte nascoste ed oratori barocchi.

Cucina rustica della Casina cinese

“Ringraziamo tutti i partner pubblici e privati che ogni anno rinnovano con noi questa sfida – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – . E ringraziamo i visitatori che ci seguono ogni anno sempre più numerosi: i cittadini desiderosi di stringersi ancora una volta intorno ai loro luoghi, i turisti ed escursionisti felici di trovare una città tutta aperta e raccontata. Un grazie speciale infine ai nostri ragazzi: staff, collaboratori, tirocinanti universitari, volontari, studenti in alternanza scuola-lavoro che sono il volto del nostro Festival”.

Pietro Massaro durante la visita teatralizzata al Santissimo Salvatore

E veniamo alle singole città: Palermo è come sempre una sicurezza e il festival cresce ogni anno di più. La performance è dunque migliore dell’edizione 2018. Quasi 37mila visitatori hanno scelto a tappeto i 160 luoghi della città (qui tutto il programma di Palermo), le visite guidate con lo storytelling proprio del festival, ma anche le visite teatralizzate e il primo concerto del chitarrista Giulio Tampalini. Grande successo delle passeggiate sia quelle cittadine che quelle naturalistiche; in cima quelle sulle tracce dei Beati Paoli e nei luoghi del Gattopardo, oltre al tour sul tram alla ricerca di Palermo inizio secolo, che probabilmente verranno replicate all’interno dei prossimi quattro weekend.

Rifugio antiaereo dell’aeroporto di Boccadifalco

Il luogo più amato a Palermo – oltre mille visitatori – è la chiesa di Santa Caterina, con il suo trionfo di stucchi di Procopio Serpotta e gli splendidi marmi mischi; ma è molto interessante notare che il secondo sito scelto è il monastero di clausura annesso alla Chiesa, con l’oratorio, la sala della Priora, la grande Sacrestia, il refettorio e il “comunichino”, l’ex chiesa di san Matteo e la sala Capitolare, complesso visitato da quasi mille persone. Terzo – ma una performance straordinaria visto che era aperto soltanto per poche ore solo due giorni – è stato il Teatro Massimo che ha permesso agli spettatori di entrare nel famoso enorme retropalco, per carpire i segreti di macchinisti e scenografi. Sarà possibile ritornarci soltanto nel terzo weekend del festival. Tra i 160 luoghi che sono stati narrati dal plotone di volontari e studenti, qualche chicca: i visitatori amano i bunker e le storie legate alla Seconda Guerra Mondiale. È una certezza, visto che sia il rifugio antiaereo sotto Palazzo delle Aquile che quello, novità di quest’anno, sotto la Biblioteca Bombace, hanno ottenuto numeri molto alti, quasi 900 visitatori il primo e 500 il secondo.

Visite alla Questura

E in tanti hanno scelto di raggiungere l’aeroporto di Boccadifalco che ha non solo permesso di scendere nei suoi due bunker, ma ha aperto anche la torre di controllo, che si raggiunge con un trenino. All’ingresso, i ragazzi del Nautico Gioeni stanno completando il murales che sarà visibile il prossimo weekend. Bellissimo risultato raggiunto anche da due new entry: il complesso Malaspina che ha messo in mostra per la prima volta la sala con l’affresco appena ritrovato (oltre 300 visitatori) e la chiesa Evangelica Valdese (oltre 200), mentre alla Questura le visite sono state condotte dalle stesse Forze dell’Ordine. E questo primo fine settimana ha visto anche la presenza dei siti e musei regionali dove Le Vie dei Tesori ha condotto visite guidate molto seguite, che hanno trascinato i siti aperti gratuitamente: il podio è toccato al castello della Zisa con oltre 500 visitatori, ottime performance anche da Palazzo Mirto e dal Museo archeologico Salinas dove una delle visite è stata condotta dalla stessa direttrice Caterina Greco. Sono piaciute molto anche le allieve del Maria Adelaide, che hanno raccontato la storia dell’educandato ottocentesco.

Spazio Arèa

Sono andati benissimo gli eventi: sold out il concerto di chitarra del virtuoso bresciano Giulio Tampalini all’oratorio di San Mercurio – che ha scambiato opinioni con il pubblico, esaudendo richieste nei bis –, molto apprezzate le visite teatralizzate che Pietro Massaro e Stefania Blandeburgo: un gruppo di turisti emiliani si è addirittura commosso, nonostante la difficoltà del testo in dialetto, all’ascolto della storia della cortigiana costretta sin da bambina a vendersi, proposta proprio nella cripta delle Repentite, cioè le prostitute convertite alla vita monastica. E il pubblico la sera ha apprezzato le apertura in notturna degli “studi”, molto frequentati da appassionati e curiosi di vedere come un artista si muove in un ambiente che spesso si è costruito a sua immagine e somiglianza.

Palazzo Biscari

A Catania hanno vinto i palazzi, dove ognuno può sentirsi anche per pochi minuti, un nobile signore (qui il programma completo). Ed ecco quindi che moltissimi dei 5000 visitatori della città sbozzata nella lava, hanno fatto la fila per visitare Palazzo Manganelli, sontuoso e barocco, che apriva le porte per la prima volta, quindi inedito anche per molti catanesi. È stato il luogo più visitato, tallonato strettamente da Palazzo Biscari, con i saloni affrescati e i mobili d’epoca. Il terzo sito più visitato a Catania è stato San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. Quinto sito più visto, dopo Villa Manganelli (l’unica residenza catanese disegnata da Ernesto Basile) di nuovo un palazzo: Asmundo di Gisira, elegante e raffinato, trasformato in un hotel di charme.

Museo di San Giorgio a Ragusa

Il Ragusano è una certezza. Già l’anno scorso i numeri erano stati ottimi, e si trattava di settembre. Ora Ragusa, Modica e Scicli hanno tentato il rilancio autunnale mettendo sul piatto molti luoghi inediti. Rilancio perfettamente riuscito: le tre città insieme raggiungono il bellissimo numero di 7500 visitatori: in 3500 hanno scelto il capoluogo (qui tutti i luoghi) dove il luogo più visitato è stato il Circolo di conversazione, il raduno dei nobili signori del luogo, seguito dal bellissimo palazzo Arezzo di Trifiletti e da quel gioiello minuscolo e delizioso che è il Teatro di Donnafugata. Scicli a sorpresa supera Modica con i suoi 2500 visitatori (qui tutti i luoghi) che, come già l’anno scorso, non hanno voluto perdere l’occasione di visitare i set della fiction del Commissario Montalbano (e quindi il Municipio dove è ricostruita la stanza del Questore), accanto al sontuoso Palazzo Spadaro. Modica mette comunque insieme il bel numero di 1500 visitatori (qui tutti i luoghi) che hanno voluto salire in vetta al Castello dei Conti per poi perdersi nell’elegante Palazzo castro Grimaldi. E il prossimo fine settimana si replica, e così ancora per altri quattro weekend fino al 3 novembre.

Infine, chi da Palermo vuole scoprire i luoghi del festival a Catania, potrà farlo viaggiando comodamente in pullman domenica 27 ottobre, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare i pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Arriva il festival, il meglio del primo weekend a Palermo

Il capoluogo siciliano è pronto per la tredicesima edizione de Le Vie dei Tesori. Oltre 160 luoghi, visite teatralizzate, esperienze, siti inediti, concerti negli oratori. Ma anche tantissime passeggiate d’autore e degustazioni

di Redazione

Scendere nei cunicoli della guerra e sentir cadere le bombe; indossare giubbotto e caschetto e addentrarsi in un cantiere di restauro, salire su una torre e osservare la città, scoprire come mangiavano i re e affacciarsi da un antico palazzo sulla cattedrale, librarsi in volo e scendere sottoterra. Ci siamo, il festival Le Vie dei Tesori è pronto al primo weekend a Palermo, un tripudio di esperienze, scoperte ed emozioni che coinvolgeranno tutti i sensi. Sono ben 163 i luoghi aperti quest’anno (qui per scoprirli tutti), molti dei quali inediti: chiese, oratori, ville antiche, cunicoli e cripte, torri e rifugi. Tra questi 17 sono su prenotazione (qui l’elenco completo), e 5 fanno parte dell’Itinerario contemporaneo (qui per saperne di più), studi d’artista e atelier aperti prevalentemente di sera che proporranno mostre e performance. Un festival che, dopo 13 anni, è diventato “sensoriale”: oltre a far scoprire i luoghi, a sentirli narrare, a farli diventar vivi e non più “muti”, quest’anno aggiungono tante “esperienze” che camminano sul filo dei cinque sensi (qui per scoprirle tutte).

Palermo dall’alto

Inoltre, in contemporanea, Catania apre 50 luoghi indimenticabili (qui per il programma completo) tra conventi, chiese nascoste, orti e palazzi sontuosi dove si respira l’aria dei nobili di un tempo. Con cinque siti speciali da prenotare e sei “esperienze” da scoprire. E così anche il Ragusano, dove il festival parte a Ragusa, Modica e Scicli (per tre weekend) e si camminerà da laboratori artigianali, chiese rupestri e antichi circoli da conversazione (qui per saperne di più).

Vediamo tutto quello che c’è da fare nel primo weekend a Palermo, tra luoghi da scoprire, passeggiate, visite con degustazione e teatralizzate, e tanto altro.

LE ESPERIENZE

Lisca Bianca

Lo sapevate che su Palermo dal 1989 (l’anno del fallito attentato al giudice Falcone all’Addaura) c’è una no fly zone per i voli a bassa quota che include la città e Mondello? Da trent’anni esatti non è mai stata rimossa: quest’anno però c’è un passo in più, si potrà volare in parapendio con Le Vie dei Tesori, voli che si aggiungono a quelli in Piper dall’aeroporto di Boccadifalco, gettonatissimi già lo scorso anno. Si potrà navigare lungo il waterfront della città sulla storica Lisca Bianca, la barca con cui gli Albeggiani circumnavigarono la terra (ci sono ancora pochi posti domani dalle 15 alle 18 e domenica dalle 11 alle 18, poi se ne parla a fine mese), e sabato e domenica (dalle 10 alle 18) montare a cavallo dopo aver visitato le scuderie settecentesche del principe Cottone. E ancora, incontri vis a vis con i pupari nei loro laboratori: sia il grande puparo e cuntista Mimmo Cuticchio svelerà i segreti di “famiglia” e proporrà una visita al teatrino (venerdì alle 15 e alle 16, sabato alle 11, alle 12 e alle 15 e domenica anche alle 16), sia l’artigiano Salvatore Bumbello permetterà di entrare (sabato e domenica dalle 10 alle 12) nel suo minuscolo “antro delle meraviglie” dove nascono i pupi. Si potrà scendere nei qanat arabi (questo weekend visite esaurite, ma riprovateci il 19 e 20 ottobre). E venerdì e sabato del prossimo fine settimana non perdete le visite teatralizzate a Villa Whitaker Malfitano, per rivivere la storia di Pip e della figlia Delia che fino all’ultimo volle vivere in stile “british” (qui per prenotare).

TUTTI I LUOGHI DA SCOPRIRE

L’hangar dell’aeroporto di Boccadifalco

Ogni anno è difficile aggiungere: perché i luoghi de Le Vie dei Tesori “lievitano”: si va dagli oratori preziosi alle cripte nascoste, dai villini liberty ai palazzi settecenteschi, dai castelli normanni ai musei ai teatri. Un unico, enorme museo diffuso che si fa bello e si mette in mostra come una dama elegante. Questo primo weekend apriranno quasi tutti i luoghi visitabile con un unico coupon, più gran parte dei 17 siti su prenotazione, dove si può comodamente scegliere orario e giorno di visita per evitare lunghe code. La parte da protagonista – è facile intuirlo – toccherà all’aeroporto di Boccadifalco dove si potrà scegliere tra due percorsi, uno libero e uno su prenotazione (sabato e domenica) che raggiungerà la torre di controllo e la pista di atterraggio; sono stati scoperti e aggiunti al percorso altri cunicoli della guerra, dove si rivivrà (virtualmente) la paura dei rifugiati tramite effetti sonori e video. I ragazzi dell’Istituto Nautico Gioeni che conducono le visite – sono 1800 i volontari e i ragazzi, studenti e universitari, che in tutta la Sicilia partecipano al festival che cammina sulle loro gambe – domenica dipingeranno live un murales sulla parete di ingresso dell’aeroporto: i colori per raccontare visivamente la pista e la torre di controllo di Boccadifalco.

Le Fornaci Maiorana

Peschiamo qua e là tra i luoghi, impossibile citarli tutti: dal seicentesco convento francescano, recuperato dalla cooperativa sociale nata al Malaspina, alle Antiche Fornaci Maiorana dove i carusi spaccavano a colpi di piccone la calcarenite da cui ricavare la calce; apparirà la Palermo di disegno fascista della Casa del Mutilato o dell’inedito Provveditorato delle Opere pubbliche (pochi palermitani saprebbero indicare dove si trova); e le chiese, tante, tantissime, sono 31 senza contare cappelle ed oratori dove sono in programma visite teatralizzate (qui per scoprirle tutte). Il sempre splendido Teatro Massimo aprirà ancora una volta il suo palcoscenico, ma soltanto questo sabato (dalle 10 alle 14) e questa domenica (fino alle 15), poi si dovrà attendere il quarto weekend; occasione prelibata anche per le catacombe di San Michele Arcangelo, aperte questo finesettimana dalle 10 alle 17,40, poi solo nel terzo weekend. Molte delle chiese e Palazzo di Città (con il rifugio antiaereo che si visita a parte) apriranno sabato e domenica dalle 10 alle 17,30. Solo questo sabato, il palazzo del Comune aprirà alle 14 e chiuderà alle 17.

Si ritracciano trame medievali a San Giovanni Decollato, tracce dei cavalieri teutonici a San Giovanni dei Lebbrosi o si scopre la neogotica chiesa evangelica Valdese. si scoprirà il tesoro librario dei Gesuiti nella Biblioteca Bombace (dove c’è anche un rifugio antiaereo che si visita su prenotazione), si salirà anche sulla cima della torre di Sant’Antonio Abate, da cui si domina il mercato della Vucciria. La Palermo della guerra va per casematte (quella del Porto permette di capire come i soldati facevano guardia alla baia) e rifugi e termina al Sacrario ai caduti; la Palermo intellettuale passa dal Circolo Giuridico e scopre che c’è un’antica e preziosa collezione di pupi privata in un’agenzia di viaggi, alla Conca d’Oro.

Affreschi dell’ex convento di Sant’Antonino

Affreschi ritrovati: è proprio questo l’anno: da visitare il portico dell’ex convento di Sant’Antonino ma anche le pareti affrescate appena scoperte del complesso Malaspina. I musei: a Palazzo Abatellis (da venerdì apriranno anche le terrazze e il gabinetto di grafica della torre Nord e la sala adiacente che ospita la collezione di tessuti siciliani raccolta da Antonino Salinas per l’allora Museo Nazionale); domenica apre anche il Museo archeologico Salinas e la visita delle 11 la condurrà la direttrice Caterina Greco; e solo questa domenica (e quella del 3 novembre), aprono anche i siti regionali, la Zisa, la Cuba, San Giovanni degli Eremiti e il castello a Mare; e solo su prenotazione e dalle 10 alle 12,30, saranno disponibili anche i saloni settecenteschi di palazzo Mirto. I luoghi dell’impegno sociale: le due sedi create dal missionario laico Biagio Conte, e Villa Pantelleria dove si rinasce con l’arte. Si salirà al cimitero di Santa Maria di Gesù, si cercheranno nobili educande al Maria Adelaide e giovani “villici” al visionario Istituto Agrario Castelnuovo.

I LUOGHI SU PRENOTAZIONE

Villa Ahrens

Sono 17 in tutto, siti che sarà possibile visitare prenotando giorni e orari in questa pagina. Tra quelli aperti questo weekend, la Casina Cinese permetterà di percorrere gli antichi cunicoli delle cucine che la collegano all’attuale museo Pitrè (venerdì e sabato 10-17,30, domenica alle 9-13) e il Villino Favaloro darà la possibilità (a soli otto visitatori per volta solo il venerdì di ottobre, dalle 9 alle 16) di visitare il cantiere in corso e scoprire il lavoro dei restauratori che stanno riportando in vita i suoi decori Liberty. E ancora, la sede della Dia (dalle 10 alle 13) a Villa Ahrens, antica residenza di un ricco imprenditore ebreo; il Gran Hotel Piazza Borsa (domenica dalle 10,45 alle 17,30), la Camera dello Scirocco di Villa Naselli (sabato e domenica 10-17), le sorgenti del Gabriele (domenica dalle 10 alle 17,30), e i depositi segreti della Gam (sabato e domenica 10-17,30); rinnovano le visite il Museo dell’Anice Tutone dove si distilla l’acqua ‘e zammù (la mattina, 10-12). Le residenze nobiliari: difficile scegliere tra la palazzina di Vincenzo Florio all’Arenella (venerdì 10-14, sabato e domenica 10-17,30), l’austero Palazzo Branciforte (10-18,30).

ITINERARIO CONTEMPORANEO

Arèa

Terzo anno del percorso curato da Paola Nicita che stavolta condurrà in giro per gli studi d’artista. I cinque siti del circuito saranno visitabili con lo stesso coupon dei luoghi e – tranne le Officine Calderai – saranno aperti di sera, dalle 18 alle 22, per un’ideale prosecuzione delle visite diurne (qui per scoprirli tutti). Si parte dallo Spazio Rivoluzione dove Adalberto Abbate accoglie il lavoro dei colleghi, “La sombra” con un video di Regina José Galindo e la collettiva “Gli animali”; per raggiungere, attraversando il vecchio ingresso dell’Hotel Paradiso, Arèa, ex laboratorio artigianale di calzature, oggi studio dove Giovanni Lo Verso propone un laboratorio di scultura in argilla e una serie di incontri con i maestri del design, da Pietro Camardella, progettista della Ferrari, a Gianni Pedone, designer per Pininfarina e Honda, e laboratori di pittura con Francesco De Grandi, Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza. Passando dall’area archeologica di piazza XIII vittime si scopriranno le due sculture en plein air, di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, mentre alle Fabbriche Sandron ha preso corpo la casa-studio del pittore Nicola Pucci e dei suoi animali da cortile fonte di ispirazione. Infine le Officine Calderai (aperte dalle 10 alle 18) dove gli architetti Carolina Martinelli e Vittorio Venezia, proporranno progetti di design da realizzare con l’aiuto delle preziose maestranze dei Calderai.

LE DODICI ESPERIENZE 

Volo in parapendio

Osservare, assaggiare, degustare, scoprire, assistere, provare, volare: in breve, vivere dodici “esperienze” che saranno difficili da dimenticare (qui per scoprirle tutte). È la novità 2019 de Le Vie dei Tesori. Si potrà varcare il portone di ferro del carcere dell’Ucciardone o visitare l’Orto Botanico in notturna, quando gli animali tacciono e i fiori sprigionano profumi inconsueti; scendere negli antichi qanat arabi o visitare Danisinni dove un’intera comunità si è messa in gioco per recuperare il quartiere dimenticato. E dove si potrà assistere a performance teatrali, “casa per casa”.

Mimmo Cuticchio, dall’alto di una maestria unica, aprirà sia il suo laboratorio che il teatrino a pochi passi dal Teatro Massimo, ma se volete scoprire come nascono e vengono sbozzati i pupi, dovete raggiungere il laboratorio nascosto di Salvo Bumbello nel cuore del Papireto. Villa Malfitano aprirà le porte per una visita teatralizzata e animata dai “fantasmi” che si muoveranno negli appartamenti privati della famiglia che non dimenticò mai le sue origini inglesi. Non si perdano d’animo gli sportivi: si potrà navigare su Lisca Bianca la barca storica con cui la famiglia Albeggiani compì negli anni ’70 un giro attorno al mondo; salire a cavallo a Villa Castelnuovo dopo aver visitato le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone (dove si fermò anche Garibaldi). E per i più avventurosi non solo verrà riproposto il giro piper su Palermo ma si aggiunge il parapendio: volare, sì proprio volare con un istruttore, partendo e atterrando dalla spiaggia di Mondello.

VISITE TEATRALIZZATE

Cripta delle repentine

Verità e finzione si mescolano in un percorso che va dal ‘600 all’800 (ve ne abbiamo parlato anche qui). Sette storie raccontate da altrettanti personaggi – interpretati da due bravissimi attori come Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro, su testi di Piero Longo – che appariranno in chiese, palazzi, ville, come creature risvegliate dal passato, con brevi monologhi in lingua siciliana, frutto di una puntigliosa ricerca condotta fra le pagine degli annali della città, attingendo dal Mongitore, dal Palmerino, dal Marchese di Villabianca. Questa settimana rivivranno le scorribande corsare sabato alle 17,30 a Palazzo Comitini, e domenica alle 18 il meticoloso e nascosto mondo delle Confraternite regolato da leggi ferree, tasse sulla morte e l’intricata regia dei funerali di un tempo, al Santissimo Salvatore; sempre sabato alle 17,30 nella cripta delle prostitute (Repentite) parlerà la cortigiana di un tempo e domenica alle 18 all’Oratorio dell’Immacolatella la vecchia levatrice Melina racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino.

LE CORDE DI PALERMO – CHITARRE NEGLI ORATORI

Giulio Tampalini (foto Facebook)

Le Corde di Palermo sono molteplici, tante quante sono le anime culturali e storiche di una città naturalmente musicale. In questa rassegna curata da Dario Macaluso la chitarra si anima tra gli stucchi di Serpotta (ve ne abbiamo parlato anche qui). Sei corde che si srotolano nelle loro vesti concertistiche più classiche, per quattro concerti da intenditori. L’apertura sarà domani sera alle 21 (venerdì 4 ottobre) all’oratorio di San Mercurio e avrà come protagonista il bresciano Giulio Tampalini, uno dei più apprezzati virtuosi internazionali che eseguirà pezzi di Coste, Aguado, Granados, Llobet, Barrios e Tarrega.

DEGUSTAZIONI E CENE “GIOIELLO”

Palazzo Asmundo

Un bicchiere di vino e una visita guidata; una cena gattopardesca e la scoperta di un palazzo; una birra artigianale e l’abbazia che la produce. Le degustazioni guidate di Planeta partiranno il prossimo fine settimana, ma intanto l’aperitivo a Palazzo Asmundo è da non perdere (qui per prenotare): alle 19, quando le code saranno terminate e il pubblico pian piano scemato, si potrà vivere un’esperienza straordinaria sotto le volte affrescate, tra collezioni storiche ed eleganti boiserie: ogni venerdì visite seguite da aperitivo e degustazione di prodotti siciliani; e ogni sabato alle 21 una cena “da principi” con vista sulla Cattedrale (qui per prenotare) che guarda alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie blasonate. Una visita d’eccezione per sole 30 persone e un cocktail offerto dai proprietari, è invece la proposta di domani sera (venerdì 4 ottobre) a Villa De Cordova, tra saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche.

LE PASSEGGIATE

Foto d’epoca nella Palermo bombardata

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori ormai sono un segno distintivo del Festival, e ne riproducono la prima delle intuizioni, quella di condividere e di divulgare il sapere, tirandolo fuori da accademie e università. Condotte da botanici, giornalisti, appassionati, geografi, professori, saranno più di cento, suddivise (e spesso replicate) nelle cinque settimane a Palermo (qui per scoprirle tutte). Questo fine settimana, sabato e domenica, vi proponiamo tra l’altro un viaggio nella storia virtualmente sotto le bombe che il 9 maggio rasero al suolo Palermo; e sulla stessa scia documentaria si muove anche il tour urbano sulle tracce delle famose “tredici vittime”, i giustiziate dopo la rivolta della Gancia. Si potrà seguire la narrazione della nascita del Giardino Inglese progettato da Basile senior su una vecchia cava di pietra, cercare le immagini votive e le cappellette in giro per la città. Due giri “fuori porta”: lontana dal centro storico, la vicina borgata di San Lorenzo che non ci crederete, ma risale al Medioevo, mentre nel pressoché sconosciuto Gorgo di Santa Rosalia si cercherà … il rospo smeraldino.

FESTIVAL KIDS

Le Vie dei Tesori Kids

Dodici tesori aperti per le scuole (infanzia, primarie, secondarie di primo grado) ogni mattina, da lunedì 7 a giovedì 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 (qui tutti i luoghi). Il venerdì le visite si potranno svolgere non solo nei 12 luoghi Kids ma tra i quasi 130 luoghi aperti a Palermo per il Festival. Negli stessi giorni, due gazebo nelle piazze principali della città dove partecipare a laboratori creativi sul patrimonio della Sicilia in collaborazione con BabyPlanner – sui mercati storici, su santa Rosalia e sul paesaggio -, divisi per fasce di età, dai 3 ai 12 anni, con quattro turni al giorno: alle 9/10/11/12. Prenotazioni: 091.8420104 (tutti i giorni 10-18) o scuole@leviedeitesori.it.

I VIAGGI DEI TESORI E I PULLMAN

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Anche questa è una novità, l’intento è quello di lavorare sul turismo. Da quest’anno Le Vie dei Tesori, in collaborazione con un tour operator, propone viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. I primi due appuntamenti saranno alla scoperta di Ragusa e Modica (qui per prenotare) che insieme apriranno 40 siti (viaggio il 12 e 13 ottobre), ma ci si muoverà anche tra hotel particulier, cene d’autore, angoli segreti; e a Catania (tutti i weekend dal 4 ottobre al 3 novembre, qui per prenotare) dove si potrà scegliere tra 50 tesori, in gran parte di solito chiusi o non raccontati. Con Flyfamily Travel. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo hanno condotto e condurranno nel prossimo weekend nelle città siciliane che partecipano al festival. Domenica 6 e 27 ottobre, da Palermo si potrà raggiungere e visitare Catania (qui per prenotare i pullman).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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I tesori visti col naso all’insù negli scatti di Salvo Gravano

Si inaugura a Palermo “Look Up!”, 24 foto in mostra nelle sale di Palazzo Zingone Trabia, che ritraggono soffitti, volte di chiese e dimore antiche. Un viaggio dalla Sicilia a Barcellona, da Milano a Parigi, con i testi del critico Salvatore Rizzo

di Redazione

L’azzurro del cielo incastonato tra le sommità dei palazzi dei Quattro Canti, il blu cobalto che fende lo Spasimo di Palermo, i “petali” del soffitto del Teatro Massimo, la vorticosa prospettiva della scala delle Poste Centrali. “Look up!” è l’invito perentorio a tornare “con il naso all’insù” contenuto nei 24 scatti di Salvo Gravano, per capire quante cose ci siamo persi e quante continuiamo a perderci con uno sguardo distratto da schermi perennemente accesi.

Il palazzo delle Poste Centrali di Palermo (foto: Salvo Gravano)

Nelle accoglienti sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47, dal 5 ottobre al 3 novembre (ingressi sabato e domenica dalle 10 alle 17,30), inserito nel circuito di visite del Festival Le Vie dei Tesori, saranno esposte le fotografie di questo interprete appassionato, che colgono soffitti naturali e artificiali, volte di chiese, gallerie, palazzi di una Sicilia custodita e non solo, in un viaggio da Milano a Parigi, da Monaco a Barcellona. Una nuova prospettiva sulla realtà, con uno sguardo perfettamente verticale, accompagnata dalle suggestioni del giornalista e critico Salvatore Rizzo. La stampa delle immagini, in formato quadrato e rotondo, è stata realizzata con particolari tecniche su supporti in alluminio.

Salvo Gravano

“La fotografia, vissuta principalmente come passione e non come lavoro, l’ho sempre percepita come qualcosa che appartiene alla mia sfera intima – afferma Salvo Gravano – . Negli ultimi anni, però, mi sono ricreduto e ho compreso che questo poteva essere il mio modo di comunicare pensieri, sensazioni. Questo allestimento mi sta dando tanto in termini di esperienza ed emozioni. Ho condiviso questa mia passione con Salvatore Rizzo che è riuscito, con la sua arte dello scrivere, a mettere in risalto tantissime di quelle cose che sono nel mio cuore, percepite dal mio cervello e ‘catturate’ dalla mia macchina fotografica”.

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Le Vie dei Tesori nel cuore del Barocco ragusano

Aprono 53 luoghi tra Ragusa, Modica e Scicli. Si potrà salire sui campanili di notte, visitare la fabbrica del cioccolato o scendere in una grotta per scoprire un presepe

di Redazione

Un viaggio nel cuore del Barocco, dove ogni palazzo, balcone, convento, sembra nascere dalla mano di un artista. Il Val di Noto, protetto dall’Unesco, è alla sua seconda esperienza con Le Vie dei Tesori, con la maestosa Ragusa, la nobile Modica e Scicli, il gioiello amato dalle fiction. Saranno esperienze per viaggiatori appassionati: si “volerà” di campanile in campanile, si scoprirà dove nasce il cioccolato degli atzechi, si scenderà nelle grotte nascoste per scoprirvi un presepe. Tra l’altro, visitabili con gli stessi coupon validi per le tre città. Da venerdì 4 a domenica 20 ottobre, tre weekend da non dimenticare, con programmi che affiancano quelli delle due “capitane”: Palermo dove il festival è un appuntamento fisso da 13 edizioni e dove quest’anno aprono le porte 170 luoghi (qui il programma completo), e Catania, alla sua seconda partecipazione con 50 luoghi (qui il programma completo).

Vista su Ragusa dal campanile della cattedrale di San Giovanni

Il festival ritorna dunque nel Ragusano che riparte da un “tesoretto” di 21mila presenze lo scorso anno, con il pubblico affascinato da intarsi barocchi, chiese rupestri e palazzi sontuosi. “Un vero tour alla scoperta di tre città che formano un percorso per viaggiatori appassionati – spiegano il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì e l’assessore al Turismo Francesco Barone che hanno presentato il festival al fianco dell’assessore comunale al Turismo di Modica, Maria Monisteri, e dell’assessore comunale alla Cultura di Scicli, Caterina Riccotti – un lavoro comune che parte dal riconoscimento dell’unicità del territorio”. I tre Comuni sottolineano non solo la collaborazione in atto tra le singole amministrazioni, ma anche la partecipazione dei giovani e dei volontari. “In tutta la Sicilia partecipano 1800 giovani, il festival cammina sulle loro gambe: sono loro a raccontare luoghi che di solito sono ‘muti’ – interviene Laura Anello, presidente dell’associazione le Vie dei Tesori – il Ragusano è anche una delle mete scelte per i nostri ‘viaggi dei tesori'”.

Il Circolo di conversazione a Ragusa Ibla

Quest’anno il percorso è ancora più particolare, vediamolo città per città. A partire dai 25 luoghi a Ragusa, divisi tra la città superiore con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale (qui tutti i luoghi aperti). E poi Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto) è un miraggio di luci e di ombre, palazzi e musei. E perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Una città che si svela in tappe-gioiello, per veri appassionati, come per esempio le piccole cappelle rupestri: non perdete San Rocco con la sua “cona”, ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio; o ancora, Sant’Agata ai Cappuccini con un trittico di Pietro Novelli, le mensole grottesche dei balconi di palazzo Zacco.

Chiesa di Santa Maria delle Scale a Ragusa

Ma è già facile prevedere che il boom lo faranno le visite in notturna – dalle 18 a mezzanotte, un colpo d’occhio straordinario sulla vallata – ai tre campanili, in collaborazione con le Scale del Gusto. Si potrà salire in vetta alla torre campanaria di Santa Maria delle Scale, scampata al terremoto, sotto cui c’è un fonte battesimale scolpito nella pece; al campanile di Santa Maria dell’Itria che possiede anche una cupola ottagonale a maioliche colorate con iris di vari colori; e trovare al Purgatorio un campanile che è separato dalla chiesa, anzi la affianca e poggia su un tratto delle mura bizantine del castello di Ragusa. Due le passeggiate che porteranno alla scoperta dei riti della vecchia Ragusa, tra santi e processioni, e alla particolarissima cava, sotto i ponti della città, tra latomie, forni per la calce, mulini e tombe protostoriche (qui per prenotare).

Fattojo Bonajuto a Modica

Modica barocca, l’antica capitale della Contea, è pronta ad accogliere i visitatori: sembra una città partorita da un sogno ardito, con le scale che si inseguono sulle colline e poi scendono giù nei dirupi. Per questo, e per i 17 ponti che fino all’Ottocento l’attraversavano, Modica nell’edizione dell’Enciclopedia Treccani del 1934 era definita la città più singolare d’Italia, come Venezia. Ai primi del ‘900, il fiume è diventato l’attuale corso Umberto, sono spariti i torrenti, i ponti e i 23 mulini ad acqua. Ma Modica è rimasta nello spirito la quarta città della Sicilia, come era un secolo fa, da scoprire in un viaggio lungo quindici tappe (qui tutti i luoghi visitabili) con curiosità veramente particolari, dal Fattojo Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia dove si potrà assistere a tutte le fasi di lavorazione delle dolci tavolette; alle famose “botti” del Campailla dell’unico sifilicomio del Sud Italia, quando ancora la sifilide era una malattia da signori. Ma non ci si può esimere da una visita al famoso Castello dei Conti, con le carceri e la cappella dei detenuti. Alla Chiesa del Carminesi avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 in una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini. Nella minuscola chiesa rupestre di San Nicolò si coprirà l’abside bizantino, mentre a Palazzo Castro Polara Grimaldi sembra che il tempo si sia fermato a due secoli fa.

Palazzo Spadaro a Scicli

Ultima, ma non per importanza, quel gioiello elegante che è Scicli, accarezzata dall’Unesco che le riconosce il valore delle facciate storiche dei palazzi settecenteschi, l’unicità di un barocco prezioso e ancora intatto. Apriranno tredici luoghi (qui l’elenco completo) – tra cui l’inedita grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura – con l’occhio imprescindibile alla fiction più conosciuta d’Italia: cercare il commissario Montalbano si può, il festival permetterà di scoprire alcune delle location più note, come la stanza dell’agguerrito impossibile Questore. Se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’Antica Farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano. A Palazzo Spadaro, un attimo prima di perdersi tra le marine di Guccione, bisogna lasciarsi incantare dal “ponte degli innamorati” , mentre nei “bassi” del ex convento San Michele sono stati ricostruiti i laboratori quotidiani di sartoria e cucina. Senza dimenticare le due passeggiate (qui per prenotare), che condurranno tra le chiese rupestri e alla ricerca delle più importanti committenze architettoniche degli ultimi due secoli.

Vista sul duomo di Modica da Palazzo Castro Grimaldi

Novità di quest’anno, inoltre, sono i “Viaggi dei Tesori”. In collaborazione con un tour operator, il festival offre viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. Con Flyfamily Travel, si potranno assaporare Ragusa e Modica nel weekend del 12 e 13 ottobre lungo le rotte del barocco (qui per prenotare). I quaranta  tesori da scoprire si uniranno ai prodotti del territorio: oli, vini, formaggi, e il celebre cioccolato artigianale di Modica. Con la comodità del pullman privato, i consigli preziosi di un accompagnatore della città, le visite guidate nei luoghi del festival, un ottimo albergo e una cena da non perdere. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo condurranno a Catania, sia domenica prossima, 6 ottobre, che domenica 27 ottobre (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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