L’arte onirica di Nicola Pucci in mostra a Villa Zito

Saranno esposte opere realizzate negli ultimi vent’anni dal pittore palermitano, sempre sospeso tra surrealismo e figurativismo

di Redazione

Un viaggio in mondi onirici, popolati da figure che si muovono in contesti impossibili, o giocano con il mondo, cercando di riscrivere il proprio destino. All’arte di Nicola Pucci è dedicata una mostra personale che raccoglie gli ultimi vent’anni di lavoro. L’antologica del pittore palermitano, curata da Paola Nicita, si intitola “Nicola Pucci. Opere 1999 – 2019”, e si inaugura l’1 febbraio a Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia a Palermo, che la ospita fino al 29 marzo. Il vernissage è in programma il 31 gennaio alle 18.

Lo studio di Nicola Pucci

È una pittura stratigrafica, quella di Pucci, dove ogni immagine è costruita alternando velature e pittura gestuale e materica, in una sequenza lunga e continuata nel tempo. Opere sfacciatamente surreali ed estremamente realistiche, nello stesso tempo, colme di energie catartiche. Il progetto espositivo, ideato dall’associazione Settimana delle Culture, realizzato con il sostegno della Fondazione Sicilia e il contributo della Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana e di partner privati, permette di osservare l’evoluzione del linguaggio artistico di Pucci: da una pittura figurativa estremamente realistica, che da sempre strizza l’occhio ad un dato di surrealtà, slittata poi, negli anni più recenti, ad una sorta di cancellazione del linguaggio iperrealista, per approfondire alcuni aspetti maggiormente concettuali.

Nicola Pucci

Pucci, nato a Palermo nel 1966, dopo la maturità classica, si trasferisce a Roma dove frequenta un corso quadriennale di illustrazione pubblicitaria all’Istituto europeo del design. Successivamente trascorre un breve periodo a Vipiteno disegnando copertine per i celebri quaderni Pigna. Tornato a Roma, inizia a dedicarsi a tempo pieno alla pittura. In questo periodo frequenta assiduamente lo studio del maestro Bruno Caruso, che lo incoraggia e scrive un testo per la sua prima mostra che terrà a Palermo nel 1994. Dal 1995 ad oggi, il suo lavoro è stato esposto in Italia, Gran Bretagna, Francia e gli Stati Uniti e si è guadagnata l’attenzione di personalità del mondo dell’arte di fama mondiale. Il suo atelier di Palermo è stato inserito nell’Itinerario contemporaneo della scorsa edizione del festival Le Vie dei Tesori. Sue opere sono state in mostra al Museo Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto, al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese a Roma, e alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto. I suoi quadri di Pucci fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

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Una passeggiata in abiti d’epoca a Isola delle Femmine

Sfilate in diverse strade del paese dedicate all’arte del vestire, dal Settecento ai nostri giorni. Si potranno ammirare anche vestiti da sposa dei primi del Novecento

di Redazione

Ci saranno abiti da sposa dei primi del Novecento e altri ispirati allo stile di epoche ancora più antiche. Una passeggiata indietro nel tempo a Isola delle Femmine con abiti e auto di una volta. È l’evento “Promenade à l’île des Femmes. Passeggiata a Isola delle Femmine nell’arte del vestire dal Settecento ai nostri giorni”, in programma domenica 26 gennaio alle 10,30 in piazza Pittsburg.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione BcSicilia, si snoderà per le vie principali del paese. Prevede una sfilata di abiti sposa del Novecento, provenienti dalla collezione privata di Agata Sandrone, presidente della sezione BcSicilia di Isola delle Femmine. Insieme sfileranno gli abiti ispirati allo stile del ‘700 e ‘800 della stilista Marisa Orefice e Rosy Rosmarì Purpura, presidente di Carisma moda e Spettacolo. Ci saranno, poi, le creazioni dei designer Mikifrà, Michele Bassetta e Francesco Lombardo, con una rilettura grafica e coloristica siciliana nei tessuti e negli accessori, e infine una mostra di veicoli d’epoca, a cura del Circolo Vernagallo auto e moto d’epoca.

“Una passeggiata domenicale nei luoghi più caratteristici di Isola delle Femmine con dame e cavalieri che indosseranno abiti in stile ‘700 e ‘800, spose in abiti originali del ‘900 e modelle che percorreranno le strade e le piazze principali – fanno sapere da BcSicilia – . Tre defilè per conoscere e soprattutto apprezzare e difendere il nostro patrimonio artistico e culturale anche sotto l’aspetto stilistico della moda dal passato. Palcoscenici principali saranno il mercato del pesce, il mercato del contadino, piazza Pittsburgh e la via Cristoforo Colombo dove si terrà la mostra delle auto d’epoca”.

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Al via il restauro dei bozzetti e gessi di Antonio Ugo

L’iniziativa rientra tra le attività promosse per celebrare i 150 anni dalla nascita dello scultore palermitano

di Redazione

Visse, sognò, lavoro e progettò nella sua Palermo: in cui era nato nel 1870 e in cui nel 1950 si spense. Questo intenso rapporto con la città – di cui l’emblema è anche la collaborazione con Ernesto Basile – non ha però impedito ad Antonio Ugo, scultore e accademico di grande pregio, di ricevere apprezzamenti e riconoscimenti anche in ambito nazionale. Dall’Accademia di Brera, che lo fece socio onorario, alla Biennale di Venezia, di cui fu più volte giudice.

Scultura raffigurante Giacomo Serpotta (foto Sicilarch, da Wikipedia)

Tra le attività promosse per celebrare i 150 anni dalla nascita di Antonio Ugo, che culmineranno in una grande mostra prevista nel prossimo mese di ottobre, la Fondazione Sicilia, in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo e con i discendenti dell’artista, organizza a Palazzo Branciforte la presentazione del progetto “Antonio Ugo. Scultore (1870-1950)”, in programma mercoledì 22 gennaio alle 18. In questa occasione verranno presentati alcuni bozzetti e modelli in gesso, di proprietà dei discendenti dell’artista, che testimoniano un’importante quanto rara fase progettuale della realizzazione di alcune delle opere presenti nella collezione della Fondazione Sicilia, e che saranno restaurati nel corso dei prossimi mesi a Palazzo Branciforte.

Busto di Giuseppe Verdi

Alla presentazione dei lavori parteciperanno la soprintendente di Palermo, Lina Bellanca, e il presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore. Saranno presenti anche i discendenti di Antonio Ugo. “La Fondazione Sicilia – afferma Raffaele Bonsignore – con lo spirito di promuovere e valorizzare il patrimonio artistico siciliano, in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Antonio Ugo, ha deciso di restaurare i modelli in gesso di alcune delle opere presenti nella collezione di bronzi esposta a Palazzo Branciforte. Il restauro sarà realizzato a cantiere aperto, a Palazzo Branciforte”. Il progetto di restauro sarà coordinato dalla competente unità operativa della Soprintendenza di Palermo, nelle persone di Carolina Griffo, Maria Reginella e Mauro Sebastianelli.

Nella sua lunga attività, Antonio Ugo espresse un linguaggio inizialmente aderente al simbolismo allegorico, poi dal sapore preraffaellita, giunse all’Art Nouveau con qualche accento di verismo meridionale che culminò nel periodo più tardo, a partire dagli anni venti, ad una progressiva semplificazione delle masse plastiche e l’accostamento al Novecento, con un monumentalismo accademico.

(Nella foto in alto il modello in gesso della Vittoria Alata)

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L’accessibilità nel patrimonio architettonico, esperti a confronto

Giornata di studi a Palermo dedicata a progetti di comunicazione inclusiva e rigenerazione urbana e alla fruizione di siti archeologici e centri storici

di Redazione

“L’accessibilità nel patrimonio architettonico: approcci ed esperienze tra tecnologia e restauro”. Questo il titolo della giornata di studi organizzata dalla Sitda, Società italiana della tecnologia dell’architettura, in programma venerdì 24 gennaio, dalle 9 alle 18,30, nell’aula magna del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. Nell’arco di tre sessioni di lavoro, diversi esperti si confronteranno sull’accessibilità nei siti archeologici e su progetti di rigenerazione urbana e comunicazione inclusiva. Si discuterà del progetto I-Access Italia-Malta e una sessione, inoltre, sarà dedicata all’accessibilità nelle aree storiche delle città e nei centri minori. Obiettivo della giornata di studi è raccogliere approcci metodologici e orientamenti sull’argomento, così importante per il patrimonio e per la collettività, soprattutto allo scopo di delineare future comuni strategie di ricerca (qui il programma completo).

Il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo

“L’accessibilità dell’ambiente costruito ha implicazioni di carattere sociale, economico e morale la cui rilevanza aumenta considerando la sfera pubblica – si legge in una nota della Sitda – . Tale requisito resta pertinente e rilevante quando l’ambiente costruito, per specifici interessi, assume il significato di patrimonio architettonico. Il ruolo attribuito all’accessibilità nel riconoscimento nella Unesco World Heritage List dimostra il consolidato interesse globale per la questione. Nel nostro Paese non sono mancate le strategie governative: con riferimento agli obblighi normativi, oggi sono ormai definitivamente superati la logica della deroga e l’alibi della rimovibilità. Parallelamente, negli ultimi anni, si è manifestato un crescente approfondimento teoretico e metodologico, apprezzabile nella produzione scientifica nazionale”.

“Tuttavia – si legge ancora – lo scenario delle realizzazioni rimane disomogeneo, l’accessibilità del patrimonio architettonico resta obiettivo lontano, così come la fruibilità inclusiva dell’ambiente costruito più ordinario. L’emergere di temi come inclusione, partecipazione, comunicazione, ai quali fa da sfondo un ruolo rinnovato dell’utente, conferma l’attualità del tema e la necessità di ulteriori approfondimenti, rendendo opportuno aggiornare su una base condivisa i ragionamenti già sviluppati negli ultimi lustri da numerosi ricercatori italiani afferenti ai settori della tecnologia dell’architettura e del restauro architettonico”.

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Arte e fotografia, scatti inediti di Ugo Mulas all’Orto Botanico

Si inaugura una mostra fotografica sulla protesta del 1968 di artisti e studenti dell’Accademia di Belle Arti contro la Biennale di Venezia

di Redazione

Uno spaccato sulle proteste del 1968, quando il mondo dell’arte si ribellò allo statuto della Biennale di Venezia, giudicato fascista ed esempio di mercificazione. Ci saranno anche scatti inediti alla mostra di Ugo Mulas all’Orto Botanico di Palermo, una retrospettiva sul fotografo ufficiale della Biennale di Venezia, che ha narrato il fermento culturale creato da artisti, critici e intellettuali dal secondo dopoguerra, visto da quel palcoscenico particolare e immenso che è stata l’Esposizione Internazionale d’arte tra il 1954 e il 1970.

Ugo Mulas, Giò Pomodoro partecipa alla manifestazione

Il 24 gennaio alle 18, nell’ottocentesco Tineo, apre la mostra “Ugo Mulas – Arte e fotografia. Non apriamo sotto queste condizioni!”, a cura di Maria Chiara Di Trapani e aperta fino al 14 marzo. Una selezione di 60 stampe originali vintage del fotografo bresciano scomparso nel 1973, fotografie da collezione privata, in gran parte inedite o mostrate soltanto alla Biennale di Liverpool nel 2014. Anni che hanno cambiato la scena artistica contemporanea: gli scatti di Mulas permetteranno di rivivere un periodo importante, tumultuoso, colmo di ideali, quello dei giorni di apertura della 34esima Biennale d’arte di Venezia, nel 1968; della storica protesta degli artisti e della chiusura integrale dei padiglioni espositivi (italiano, svedese, francese, inglese) in rivolta contro il vecchio sistema culturale sancito dallo statuto della Mostra. Molti artisti avrebbero  esposto le loro tele capovolte, o celate sotto gli imballaggi, coperti da slogan in tutte le lingue: “Sotto le condizioni presenti alla Biennale non vogliamo aprire la nostra esposizione”.

Ugo Mulas, Pasolini durante le riprese di “Teorema”

Fissati su celluloide, memorie e ritratti dei protagonisti di quel periodo: artisti, curatori, critici e intellettuali come Cy Twombly, Emilio Vedova, Enrico Baj, Titina Maselli, Mario Schifano, Carla Lonzi e Gillo Dorfles, Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro, Philippe King e molti altri. Immagini che possiedono la forza e l’immediatezza del reportage, la compattezza e l’emozione ancora vivida, per ricordare un momento cruciale nella storia dell’arte italiana e la relazione dinamica tra il sistema dell’arte e la fotografia. Sarà proiettato anche un video realizzato con inediti dai servizi dai telegiornali realizzati nel 1968, custoditi nelle Teche Rai. Arricchisce il percorso della mostra, una galleria di ritratti dei principali intellettuali militanti esponenti della scena culturale italiana di quel periodo, dal regista Pier Paolo Pasolini – colto durante le riprese di “Teorema”- ai poeti Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti, all’attrice Claudia Cardinale, agli scrittori Elio Vittorini e Goffredo Parise.

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Il mito di Ulisse e la Sicilia rivivrà in una mostra a Gela

Reperti siciliani provenienti da diversi musei archeologici regionali saranno presenti a un’esposizione analoga che si inaugura a Forlì

di Redazione

Un mito che da tremila anni domina la cultura dell’area mediterranea ed è oggi universale. All’archetipo di Ulisse e alla Sicilia sarà dedicata una grande mostra a Gela, da agosto a novembre, organizzata dalla Regione Siciliana, in collaborazione con i Musei San Domenico, la Cassa dei risparmi e il Comune di Forlì.

Cothon corinzio recuperato a Gela

Proprio la Sicilia sarà anche presente a una mostra analoga che il 15 febbraio aprirà i battenti in Emilia Romagna, nei Musei San Domenico di Forlì. Si tratta della mostra “Ulisse, l’arte e il mito”, a cui la Sicilia sta fornendo reperti archeologici provenienti da vari musei regionali. In particolare, per quattro mesi fino a giugno, saranno esposti anche alcuni pezzi della Nave arcaica rinvenuta nei fondali di Gela, che saranno successivamente conservati nel nuovo Museo del mare di Bosco Littorio, per il quale il presidente della Regione, Nello Musumeci, nei giorni scorsi, ha consegnato i lavori alla ditta aggiudicataria.

Lingotti in oricalco provenienti dai fondali di Gela

Una porzione della chiglia, il paramezzale e sette madieri – parte dell’ossatura dell’imbarcazione – e un cesto in fibre vegetali assieme a un tripode in bronzo – recipiente con sostegni a forma di zampa leonina – verranno mostrati mediante un supporto trasparente appositamente realizzato che permetterà ai visitatori di ammirare la nave e la tecnica di costruzione. “Una mostra dove la grande arte non appare ancella, per quanto meravigliosa, della storia e del mito e non ne è mera illustrazione – sottolinea Gianfranco Brunelli, responsabile dei progetti espositivi della Fondazione Cassa dei risparmi – . Ma evidenzia come dalla diretta relazione tra arte e mito, attraverso la figura paradigmatica di Ulisse, nasca e si rinnovi il racconto. Perché l’arte, figurandolo, ha trasformato il mito. E il mito ha raccontato la forma dell’arte”.

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Un concerto per gli 800 anni della chiesa di Sant’Antonio Abate

Si esibirà l’ensemble Cordes et Vent con l’obiettivo di raccogliere i fondi per il restauro del cinquecentesco dipinto su ardesia raffigurante la Madonna delle Grazie

di Redazione

Il 2020 si apre con i festeggiamenti per una delle più antiche chiese di Palermo, Sant’Antonio Abate nota come Ecce Homo. In occasione dell’ottocentenario, domenica 26 gennaio alle 18, l’ensemble Cordes et Vent diretto da Roberta Faja, terrà un concerto benefico con lo scopo di raccogliere i fondi necessari per il restauro del cinquecentesco dipinto su ardesia raffigurante la Madonna delle Grazie. Promossa dalle sinergie dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani, da monsignor Gaetano Tulipano e supportato dall’ensemble Cordes et Vent, il concerto “Les airs des castrats” è inserito all’interno del fitto calendario di eventi per i festeggiamenti dell’ottocentenario di Sant’Antonio Abate.

L’ensemble Cordes et Vent

L’ensemble Cordes et Vent è composto dai violininisti Salvatore Guiscardo, Annalisa Scalia, Giuseppe Cusumano, Martina de Sensi, Roberta Miano, Jacopo Bignone; poi alla viola Riccardo Botta; al violoncello Giorgio Garofalo; al contrabbasso Michele Li Puma; alla tiorba Silvio Natoli; al clavicembalo Licia Tani. Controtenore è Giuseppe Montagno. L’orchestra ha l’obbiettivo di divulgare l’idea della musica vista non solo come semplice momento di esecuzione, ma come strumento per rappresentare l’atmosfera di un periodo assai felice della storia della musica qual è l’epoca barocca.

L’ensemble ad oggi ha ottenuto un notevole riconoscimento da istituzioni sia nazionali che internazionali: dal Comune di Palermo all’Assemblea regionale siciliana, dalla Fondazione Teatro Massimo al Teatro di Lussemburgo. Da tempo Cordes et Vent porta avanti un progetto noto come Sublimazioni Barocche, nato da un’idea di Roberta Faja con l’intento di valorizzare la musica del ‘700 (strumentale e vocale) unita alle immagini di nuova generazione, nel territorio siciliano. L’evento si aprirà con la proiezione del cortometraggio Alto Giove, ideato, prodotto e diretto da Roberta Faja e farà da introduzione al concerto.

Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0916118168

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Chiese e templi rivivono in 3D, studenti protagonisti

Un progetto ha visto protagonisti alunni, docenti ed esperti, che hanno realizzato schede, rilievi e scansioni di alcuni tesori trapanesi

di Redazione

Un percorso formativo per sensibilizzare alla bellezza del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico del territorio trapanese, da Alcamo a Segesta, fino a Trapani. Un progetto a cui hanno partecipato 450 studenti e 36 esperti del settore, che hanno elaborato schede tecniche, rilievi video, rilievi fotogrammetrici e scansioni 3D di alcune chiese. “Il patrimonio culturale artistico e paesaggistico come sussidio alla didattica”, questo il titolo del progetto che sarà presentato venerdì 17 gennaio alle 9, nella Basilica di Santa Maria Assunta ad Alcamo, nel corso di un seminario a cui parteciperà, tra gli altri, il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli.

Rilievo 3D della chiesa di Sant’Oliva ad Alcamo

Si tratta di un lavoro in sinergia tra l’Istituto tecnico economico e tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo, diretto da Vincenza Mione; l’Istituto comprensivo “Sebastiano Bagolino” della stessa città, diretto da Antonino Provenza e l’Istituto di istruzione superiore “Sciascia e Bufalino” di Erice, diretto da Andrea Badalamenti. Nel corso degli incontri gli studenti si sono riappropriati degli spazi e dei luoghi urbani, sono usciti fuori dalle classi, hanno avuto un rapporto diretto con i beni culturali. La città e il territorio sono stati concepiti come aula esterna per costruire un percorso concreto di educazione alla legalità e alla bellezza. Gli alunni sono stati coinvolti in attività laboratoriali volte a promuovere la conoscenza e il senso di appartenenza al territorio attraverso approcci didattici innovativi, confrontandosi con le nuove tecnologie al servizio dei beni culturali.

Il Tempio di Segesta in 3D

Particolare attenzione è stata data ai percorsi sacri della città di Alcamo e Trapani. Gli studenti hanno visitato, studiato ed approfondito, ad Alcamo, il Santuario di Maria Santissima dei Miracoli, la Chiesa Sant’Oliva e la Basilica di Santa Maria Assunta; a Trapani, la Chiesa di San Nicolò ed ancora il Parco archeologico di Segesta. Gli alunni sono stati affiancati da esperti che hanno spiegato storie e aneddoti legati al culto mariano e la storia delle chiese. I percorsi formativi, articolati in 18 moduli, hanno consentito di redigere schede tecniche, rilievi video, rilievi fotogrammetrici e scansioni 3D delle chiese. “Le finalità del progetto – si legge in una nota – sono state quelle di far nascere negli allievi la consapevolezza che il patrimonio culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato, che costituisce una fonte condivisa di ricordo, comprensione, identità, coesione e creatività”.

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Incontri e passeggiate alla scoperta degli albanesi di Sicilia

Musicologi, iconografi, registi e rappresentanti delle istituzioni parteciperanno a un convegno dedicato alla cultura arbëreshë. Previsto anche un itinerario esperienziale

di Redazione

Due giornate dedicate alla cultura arbëreshë in Sicilia. È in memoria del compianto eparca di Piana degli Albanesi, monsignor Sotir Ferrrara, che l’Associazione culturale Brancaccio e Musica, in collaborazione con il Comune di Palermo – Sistema Bibliotecario, Spazi Etnoantropologici e Archivio Cittadino -, e gli Stati Generali delle Donne, darà vita a un ciclo di incontri dedicati all’arte, alla musica e alla letteratura arbëreshë. Il titolo dell’evento è “Arte, Cultura, Musica bizantina e arbëreshë in memoria di Sua Eccellenza Papàs Sotir Ferrara”.

Piana degli Albanesi

Il primo degli appuntamenti si svolgerà sabato 18 gennaio, alle 17 al’interno dell’Archivio storico comunale di Palermo, in via Maqueda. Si tratta di un convegno a cui parteciperanno musicologi, registi, iconografi, esperti di cultura arbëreshë, con uno spazio dedicato anche a poesia e costumi tradizionali. Saranno presenti anche i rappresenti all’incontro anche Adam Darawsha, assessore alle Culture del Comune di Palermo; Rosario Petta, sindaco di Piana Degli Albanesi; Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina; Nicolò Granà, sindaco di Palazzo Adriano; Eliana Calandra, dirigente del Sistema bibliotecario del Comune di Palermo, e Teresa Milia, responsabile delle Biblioteche decentrate del Sistema bibliotecario.

Iconostasi della Cattedrale di Piana degli Albanesi (foto Demetrio46, da Wikipedia)

A rappresentare l’Eparchia di Piana degli Albanesi sarà il vicario generale, papàs Antonino Paratore. Tra i relatori: Giuseppe Sanfratello, docente di Musica bizantina all’ Università degli Studi di Catania e di Copenaghen; Giovanna Pia Ferrara, presidente dell’Associazione culturale Brancaccio e Musica, maestro di violino, direttore di coro e studiosa di musica bizantina e dell’Oriente cristiano; papàs Giovanni Pecoraro, parroco della Cattedrale di San Demetrio Megalomartire; Francesca Oliveri, regista di “Arbëria”; Giuseppe Barone, iconografo arbëreshë; Pier Paolo Petta, maestro di contrabasso, di musica Jazz, fisarmonicista e compositore di musica arbëreshë. Saranno presenti i costumi tradizionali arbëreshë indossati da Gabriele Petta, Gina Cusenza e Vittoria Camalò. A moderare l’incontro Maria Concetta Cefalù, componente del comitato scientifico degli Stati Generali delle donne.

Episcopio e seminario di Piana degli Albanesi (foto Gspata, da Wikipedia)

Sabato 25 gennaio, in programma invece “Icone e cannoli – Winter tour”, un itinerario culturale esperienziale, organizzato dalla cooperativa Korai, alla scoperta dell’arte, della cultura, delle tradizioni di Piana degli Albanesi, dove risiede la più grande delle cinque comunità arbëreshë in Sicilia. In compagnia di una guida locale, si potranno scoprire le molteplici sfaccettature di questo luogo denso di storia, in cui sono ancora vive le tradizioni del rito greco-bizantino e la memoria storica dell’antica Albania.

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Ispica verso l’ingresso nel sito Unesco del Val di Noto

I gioielli barocchi della cittadina del Ragusano, dopo 18 anni, saranno finalmente inclusi nella lista dei Patrimoni dell’umanità

di Redazione

Si fa più vicino l’ingresso di Ispica nel sito Unesco del Val di Noto. I gioielli barocchi della cittadina del Ragusano, dopo 18 anni, saranno finalmente inclusi nella lista dei Patrimoni dell’umanità, insieme a quelli degli altri otto comuni che fanno parte del sito seriale “Le città tardo barocche del Val di Noto”.

Cattedrale di San Bartolomeo

L’amministrazione comunale – si legge in una nota – il 31 gennaio parteciperà ufficialmente ad un incontro convocato dal sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, nella sua qualità di capofila del sito: inizierà così il percorso che porterà all’allargamento del sito esistente ad Ispica e ad altri comuni per i quali sarà riconosciuta l’uniformità culturale e architettonica che si espresse dopo il terremoto del 1693. Decisivo per la svolta l’incontro che si è svolto ad Ispica il 6 gennaio scorso fra le amministrazioni comunali di Ispica, rappresentata dal vice sindaco e assessore all’Unesco, Gianni Stornello, Acireale e Mazzarino, comuni che chiederanno di rientrare nella lista dei Beni dell’Umanità. Presenti anche la vice presidente dell’Ars Angela Foti, e i deputati iblei Nello Dipasquale e Marialucia Lorefice. “In un successivo incontro al ministero dei Beni Culturali – fanno sapere dall’amminstrazione comunale di Ispica – i deputati hanno ottenuto il benestare all’avvio della procedura di allargamento. Primo adempimento sarà il consenso formale che dovranno esprimere i sindaci degli otto comuni ricedenti nel sito: Noto, Modica, Ragusa, Scicli, Palazzolo Acreide, Militello in Val di Catania, Catania e Caltagirone”.

Partecipanti all’incontro del 6 gennaio

“È questo un risultato importante – afferma il sindaco Pierenzo Muraglie – se consideriamo le chiusure iniziali dell’Unesco rispetto ad ipotesi di allargamento e le difficoltà di interlocuzione con il ministero che abbiamo avuto all’inizio del nostro percorso. Sono certo che i sindaci degli altri comuni ricadenti nel sito Unesco coglieranno il valore dell’allargamento ad Ispica e a quei comuni che avranno riconosciute le caratteristiche architettoniche in linea con lo stile tardo-barocco del Val di Noto”.

Chiesa dell’Annunziata

“Siamo all’inizio di una nuova fase di questa sfida – dichiara il vice sindaco Gianni Stornello – per la quale dovremo continuare a lavorare sodo per fare valere le evidenze scientifiche che stanno alla base della nostra richiesta di ingresso nel sito. Ispica è geograficamente, culturalmente e architettonicamente parte del Val di Noto: il tardo-barocco del loggiato del Sinatra e della basilica di Santa Maria Maggiore sono lì a chiedere che venga colmata una lacuna. Aggiungo che con la Fondazione Unesco abbiamo anche avviato la valutazione di altri monumenti, come la basilica della Santissima Annunziata e la chiesa di Santa Maria di Gesù del convento dei frati minori. Consideriamo inoltre molto importante il fatto che nell’ipotesi di Piano di gestione che gli otto comuni stanno preparando, si lasci spazio all’inserimento di altri centri: segno che l’allargamento del sito è una possibilità tenuta in seria considerazione”.

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