In scena Dulciora, la “signora intoccabile” che riuscì a gabbare il Santo Uffizio

Domenica 17, 24 e 31 ottobre nelle carceri dello Steri la nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori affidata a Stefania Blandeburgo

di Redazione

“Avreste dovuto vedere le loro facce, uno spasso. Il povero Lopes de Cisneros è diventato giallo come la bile, se io non fossi chi sono – la marchesa Dulciora Agnello – sarei già sul rogo. È sbottato: “Ma lo sapete che finirete tra le fiamme dell’inferno?”. E io: “Ma voi siete sicuro che esiste l’inferno? Se Cristo con la passione ha riscattato l’intera umanità, perché deve esserci l’inferno? Perché dovremmo finire lì, a bruciarci i piedi e le orecchie?”.

Stefania Blandeburgo

È irridente Dulciora, sofisticata e preziosa, snob, cinica e bugiarda: ma è soprattutto conscia del suo essere una spanna sopra gli altri, sicura della “protezione” del marito il procuratore Gregorio Spitili, confidente del Regno. E questa protezione le eviterà non tanto le carceri dello Steri, quanto di essere “dimenticata” nelle segrete come capitò a centinaia di innocenti: siamo negli anni dei processi dell’Inquisizione spagnola, a Palermo si denuncia e si condanna ad una velocità impressionante. E da questo periodo buio, giunge un fantasma imbellettato, elegante e fine: Dulciora Agnello è la protagonista della nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori, in programma da domenica 17 ottobre, ma si replica anche il 24 e 31 ottobre) dalle 20 alle 22 (qui per prenotare).

Visite alle carceri dello Steri

Rivivrà proprio in quelle carceri dove venne “convocata” per cinque mesi di seguito, all’interno dello Steri dove giudici e inquisitori condannavano in nome di Dio. Sulla figura (reale) di uno dei personaggi balzati fuori dai verbali dei processi, la giornalista Laura Anello ha costruito questo personaggio che è stato affidato a Stefania Blandeburgo che già per il festival veste i panni sia di Margheritina, moglie del poeta antifascista Peppe Schiera (l’ultimo appuntamento sarà domenica 31); che di due nobili signore, zia Mimmi, ultima abitante di Villa Pottino (sabato 23 e 30 e domenica 24 dalle 11 alle 17) che l’affascinante Delia, l’ultima dei Whitaker (domenica dalle 11 alle 16 a Villa Malfitano).

Disegni sulle pareti delle carceri

Ma spazio di nuovo a Dulciora: che capì subito che quegli “interrogatori” sarebbero stati condotti con la massima delicatezza per lei, signora di rango. E che mai e poi mai sarebbe finita in quelle umidi e terrorizzanti prigioni da cui le giungevano grida dolorose e storie terribili. Stefania Blandeburgo farà rivivere la signora palermitana che sbertucciava il bigottismo degli uomini di Torquemada, permettendosi affermazioni che avrebbero spedito chiunque altro dritto al rogo. La protezione del marito fece sì che Dulciora venisse convocata periodicamente dai giudici del Sant’Uffizio e trattata con “mucho quidado”, cioè con molto riguardo… ma la signora “ascoltava” le storie che oggi è pronta a raccontare ai visitatori delle Vie dei Tesori: conosceremo Mannarino che da cristiano si fece musulmano e poi ancora cristiano e ancora musulmano … per cinque volte, per salvarsi la vita. E suor Gertrude che, violata dal guardiano, divenne folle di dolore; e gli inquisitori, i nobili signori, i poveracci, i “turcheschi” e le false streghe. Tutto sullo sfondo degli impressionanti graffiti delle carceri dello Steri che, da soli, valgono già la visita.

A Palermo visite in notturna e spettacoli tra i tesori: il meglio del terzo weekend

Palazzo Costantino aperto anche il venerdì sera, nelle carceri dello Steri rivivrà l’elegante Dulciora, il museo Salinas sarà “invaso” dai sassofoni. E ancora l’Orto Botanico in notturna, Maredolce raccontato dall’agronomo esperto e lezioni di yoga nel giardino romantico

di Redazione

Sono stati oltre ventimila a sciamare compatti tra chiese, palazzi e oratori: e tra i tanti, Palazzo Costantino ai Quattro Canti è stato tra i più amati, testa a testa con la chiesa di Santa Caterina. A questi visitatori è dedicata la sorpresa delle Vie dei Tesori: da oggi, venerdì 15  ottobre, la dimora settecentesca restaurata dal Marvuglia e abbellita dall’affresco del Velasco – tutt’oggi straordinariamente conservato – sarà aperto alle visite anche il venerdì, dalle 17 alle 21, oltre al weekend. Non sarà l’unica novità: il decreto che porta al 100 per 100 la capienza dei luoghi della cultura, consente di aumentare i turni di visita, rispettando sempre le norme in vigore (green pass e mascherina nei luoghi chiusi).

Vista dai tetti di Santa Caterina

Insomma, si tratta di un graduale ritorno alla normalità per un festival che, quando tutte le manifestazioni cancellavano i propri appuntamenti, ha deciso di andare avanti, premiato dal pubblico. Ci si prepara dunque al terzo weekend colmo di bellezza, domani e domenica, 16 e 17 ottobre: Palermo, la capitana, andrà avanti per tutto ottobre (qui il programma completo) con Catania, mentre si preparano al loro ultimo fine settimana, la vicina Cefalù – che apre quattro luoghi che ne disegnano la storia, e offre una passeggiata alla scoperta dell’antico quartiere ebraico –  poi Erice, Sciacca, Ragusa e Scicli. Ognuna, con il supporto del main sponsor Unicredit, propone esperienze inedite e passeggiate d’autore.

 

Visite alle Carceri dello Steri

Ed eccoci alle suggestioni (qui tutti i luoghi aperti): sarà un’occasione unica la visita alle due collezioni dello Steri, la quadreria della Regia Università, in sala delle Capriate e la Quadreria Mediterranea (opere di arte contemporanea di Rosai, Guccione, De Pisis, tra gli altri) in sala delle Verifiche, gli ex uffici doganali. Sono ulteriori tasselli del grande complesso monumentale che propone anche il museo sulla storia dell’Ateneo e le carceri della Santa Inquisizione, aperte in notturna, domani dalle 20 alle 22, mentre domenica debutterà Stefania Blandeburgo nelle eleganti vesti di “Dulciora”, la dama che sbertucciava il bigottismo degli uomini di Torquemada; un personaggio realmente esistito che Laura Anello ha tratto e cucito sui verbali dei processi della Santa Inquisizione: e sarà Dulciora a raccontare le vicende dei condannati nelle buie celle dello Steri (qui per prenotare).

Tra le altre chicche di questo weekend non può non incuriosire Holy Cross (Santa Croce, via Roma 467, aperta domani e domenica dalle 10 alle 17,30), la chiesa anglicana, cuore della comunità anglofona, voluta e costruita dalle due famiglie Whitaker e Ingham (che qui hanno la loro cappella) tra il 1871 e il 1875. È l’unione di due culture: l’esterno e gli elementi architettonici verticali ricordano il gotico tipico del Nord Europa, mentre i mosaici dorati dell’abside sono d’ispirazione bizantina. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’invasione della Sicilia nel 1943, fu usata dalle forze statunitensi. L’organo costruito da Walker’s di Londra, è stato suonato per la prima volta nell’ottobre 1903 e restaurato nel 2003.

Una camicia di forza alla Vignicella

Per chi invece è un appassionato di raccolte scientifiche, apre soltanto questo weekend l’appena riallestita collezione di anatomia umana (Policlinico universitario, via del Vespro 129, dalle 10 alle 11,30 e dalle 15 alle 16,30) con le cere anatomiche della scuola ceroplastica siciliana, che riproducevano le parti del corpo ad uso didattico; poi il museo geologico Gemmellaro (corso Tukory 131, solo due ore, dalle 10,30 alle 12,30, questo e il prossimo weekend) dove vi spiegheranno che in Sicilia un tempo c’erano elefanti e leoni;  la Vignicella – la sezione femminile dell’innovativa (per i tempi) Real Casa dei Matti (via Gaetano La Loggia 5, dalle 10 alle 17,30) – , un vero museo di se stessa con le corsie e i servizi per le pazienti psichiatriche, le divise, le camicie di forza, le schede mediche e le prime macchine per l’elettrochoc.

Cimeli in mostra

Poi armi, tascapane, elmetti e persino la ricostruzione di una trincea, al “museo della guerra” della Caserma Ruggero Settimo (piazza San Francesco di Paola 37, dalle 10 alle 12,30) dove sono stati anche scoperti antichi affreschi. Sarà l’ultima occasione per la Banca d’Italia (via Cavour 131, aperta dalle 10 alle 17,20) ormai quasi sold out; per scoprire l’elegante biblioteca di Casa Professa (via Casa Professa 1, dalle 10 alle 17,30 questo weekend e l’ultimo del festival) che conserva codici secolari e il Famedio dei siciliani illustri; e alle sue spalle il museo della Chiesa con i tesori liturgici dei Gesuiti (stessi orari). Altra ghiotta occasione, quella di visitare dietro le quinte il Teatro Massimo (domani dalle 9,30 alle 17,30 e domenica dalle 13 alle 14,30, poi solo l’ultima domenica del Festival); villa Pajno è sold out, ma si visita Villa Pottino (via Notarbartolo 28, domani e domenica dalle 10 alle 17,20) e, fuori porta, Villa Filangeri a Santa Flavia (via Mondello 2, dalle 10 alle 12,30, ultima occasione disponibile) e già che ci siete, a Porticello non mancate la visita al cantiere di uno degli ultimi mastri d’ascia che costruiscono barche, Franco Lo Coco (qui tutte le esperienze).

Uno dei viali dell’Orto Botanico

Rieccoci di nuovo in città per il tema green: a partire da domenica alle 10 quando l’agronomo Giuseppe Barbera condurrà una visita speciale al parco di Maredolce, all’ombra del castello arabo-normanno costruito dall’emiro Ja’far al-Kalbi II, tra agrumi storici e straordinaria macchia mediterranea; e non dimenticate le antiche cisterne.  Domani sera si avviano le visite in notturna (dalle 20 alle 21,30) all’Orto Botanico, che per il festival ha riaperto il videomapping Anima Mundi di OddAgency, dal giovedì alla domenica sera). Ma sarà una sorpresa il giardino romantico del Duca di Serradifalco, vera oasi preziosa nel cuore della città, appena recuperato dai discendenti della nobile famiglia (via Dante 332): qui Stefania Meroni e Claudia Pessina condurranno la mattina dalle 9 alle 11,30 sessioni di yoga multilivello per ritrovare il proprio benessere. Ma si può anche scoprire un percorso esperienziale tra Mediterraneo e tropici ai Gitto Garden (via Castelforte 100) domani alle 11 e alle 16,30.

INVASIONI MUSICALI: SALINAS SAX NIGHT

L. Switters Sax Brotherhood

Questo weekend si potrà assistere ad una vera e propria “invasione” musicale a colpi di sax. Sarà quella della L. Switters Sax Brotherhood, gruppo di virtuosi sassofonisti capitanato da Gianni Gebbia e costituito da alcuni tra i più conosciuti improvvisatori del sud Italia (come Demian Barbarin, al secolo Davide Barbarino; St. Pier de Chateau Royal, nickname per Pierfrancesco Mucari o J. Anton Goebius che nasconde lo stesso Gebbia) che si esibiscono in blitz artistici con una particolare predilezione per i siti archeologici. E infatti hanno scelto il Salinas dove faranno una sortita domani, dalle 21 alle 23 (replica solo il 30 ottobre, qui per prenotare). C’è chi improvviserà davanti alla statua di Zeus, chi condurrà il pubblico tra crateri dipinti, stele, vasi, e ancora chi dialogherà in musica con la Pietra di Palermo. Salinas Sax Night sarà un’esplosione di note che avrà il suo culmine nella Sala delle Metope. Concerti anche a Villa del Pigno, sede dell’Istituto per ciechi, con il pianista non vedente Leandro Martorana; e nella liberty Villa Virginia (via Dante), con i recital da camera degli Amici della Musica, domani dalle 16 alle 19.

LE VISITE TEATRALIZZATE

Stefania Blandeburgo interpreta Delia Whitaker

Far rivivere i fantasmi e le storie dei luoghi: stavolta Stefania Blandeburgo si farà in due: di Dulciora si è già detto, ma l’attrice recupererà anche veletta e guanti per la signorina Delia, l’ultima dei Whitaker, domani dalle 11 alle 16 a Villa Malfitano (via Dante). Un tuffo nel ‘700 a Palazzo Alliata (piazza Bologni) dove, tra parrucche, scollature, nei e crinoline, si srotolerà la visita in costume (domenica dalle 17 alle 18,30). E Le Vie dei Tesori supportano anche il neonato Prima Onda fest, nato in seno al Dams universitario: domani alle 16,30 da piazza Bologni, l’omaggio dantesco di Ugo Giacomazzi e Camillo Palmeri, “L’in-canto di Ulisse dal XXIII canto dell’Inferno . Prendendo spunto da questo pensiero, si racconterà a un pubblico disposto a mettersi in viaggio non solo l’Ulisse dantesco ma l’archetipo che rappresenta: il viaggiatore indomito, l’uomo spregiudicato e l’uno, il nessuno e i centomila frammenti che lo compongono. Come Dante e Virgilio contemporanei, ci si addentrerà in una Palermo che apparirà nuova perché simbolica.

LE VIE DEI SAPORI

Vivaio Ibervillea

Per le Cuoche combattenti un barattolo – ma anche una marmellata o i grissini al basilico – può essere simbolo di rinascita: ve lo racconteranno domenica mattina al Vivaio Ibervillea (che è un’altra oasi verde, stavolta di piante tropicali, in via la Loggia 5); a San Martino delle Scale si produce ancora la birra dei monaci (sabato alle 11,30 e alle 16,30). Discorso a parte per Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali, che si prepara al prossimo weekend, dal 22 al 24 ottobre a Villa Filippina: si possono già prenotare i sei laboratori e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti e lezioni di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni (qui per prenotare le visite con degustazione).

LE MOSTRE

L’atrio di Palazzo Abatellis

Solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer. E alla Fondazione Barbaro a Palazzo Trinacria, “Football No Limits”, il calcio raccontato dai migliori fotografi del mondo.

CEFALU’

Cefalù

Soltanto quattro luoghi ma densi di storia e di storie. Apriranno le porte: la chiesa della Santissima Trinità, alle pendici delle Rocca, con lo stranissimo pavimento in lumachella e l’altare donato da Renzo Piano; il museo creato dal barone Mandralisca con i suoi tesori, il Parco della Rocca, immerso in una rigogliosa vegetazione; e il sito archeologico che ospita i resti di una strada di epoca ellenistico-romana (qui il programma di Cefalù).

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare cliccando qui.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

Rispetto delle normative anti Covid-19: è stata istituita ovunque la prenotazione on line, non obbligatoria ma caldamente consigliata: per i luoghi basterà acquisire il coupon sul sito (o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo) o nei due punti informazione in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon sempre sul sito o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori si deve a Kappaelle. Il progetto grafico è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Per informazioni sul Festival telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Le Vie dei Tesori a Catania, Ragusa e Scicli: il meglio del terzo weekend

Nei salotti sontuosi di Palazzo Biscari o nella sconosciuta Società Storica Catanese per una pièce post pandemia, il capoluogo etneo continua così il suo festival, mentre le due città iblee sono all’ultimo fine settimana, tra grotte, chiese rupestri e aperitivi al tramonto con un panorama mozzafiato

di Redazione

Si va per salotti sontuosi, per circoli nobiliari; si scende nelle cave e si salgono antiche scale; si scoprono i “basalti” veri e propri cuscini di lava, e si scende in un ipogeo sconosciuto. Il terzo weekend delle Vie dei Tesori nella Sicilia orientale (l’ultimo per Ragusa e Scicli) è veramente da non perdere. Perché mai come quest’anno il festival che apre e racconta i luoghi dell’isola, ha privilegiato siti naturali, dove cercare il respiro della terra: capita a Catania dove si entra nelle grotte (Amenano e Petralia, la novità di quest’anno), oppure si raggiungono Aci Trezza con i suoi cantieri artigianali dove nascono le barche o Adrano dove si cercheranno le tracce di Siculi e arabi; e capita a Ragusa dove vi porteranno a visitare sepolture sconosciute, raggiunte su carrozze che hanno un sapore antico; o a Scicli dove al tramonto vi porteranno sul colle San Matteo per salire sul campanile e godere di un aperitivo con vista inedita.

 

 

CATANIA

Palazzo Biscari

In 3650 hanno scelto Catania nell’ultimo weekend, e il maltempo ha veramente creato non pochi problemi. Ma la città etnea è pronta a rifarsi (qui il programma di Catania), aprendo tra l’altro il suo gioiello più affascinante: Palazzo Biscari delicatissimo, sontuoso aprirà solo questa domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30 e la prossima solo pomeriggio: un’occasione da non perdere, per sentirsi principi per pochi minuti, passeggiando nella meravigliosa sala da ballo. E per chi vuole restare in tema, è aperto anche Villa Manganelli, l’unica realizzata da Ernesto Basile a Catania; e lo splendido Palazzo Scuderi Libertini con i suoi arredi perfettamente conservati e il giardino pensile.

Paramorfosi

Alla Società Storica Catanese si potrà invece partecipare ad una particolare visita con “danza catartica”: Paramorfosi (sabato dalle 16 alle 20 e domenica 17 alle 11, 13, 16 e 20) di Letizia Francioni per la Compagnia EAD Ballet Concept, sarà un modo per guardarsi dentro dopo la pandemia. E trovarsi diversi: e attraverso l’espressività corporea, comprendere sugli effetti del distanziamento sociale. Una piéce di teatro-danza contemporaneo sullo sfondo di arredi d’epoca di un luogo poco noto anche agli stessi catanesi. Regia e supervisione di Letizia Francioni; movimenti coreografici di Alice Zucconi, musiche di Massimo Riccetti. I danzatori sono Fiorella Alviti, Lucrezia Malizia, Filippo Monaci, Alice Zucconi. Ma torniamo in centro: apre le porte la bottega storica dei pupari, quei Fratelli Napoli che sono un po’ la storia della città alta un metro e mezzo: tanto misura un pupo catanese. Si potrà assistere ad uno dei loro spettacoli da un punto di vista privilegiato, il dietro le quinte.

Le Isole Ciclopi di Aci Trezza

Il minuscolo mondo di AnRi per sole due domeniche (questa e la prossima, alle 11 e alle 16) permetterà di curiosare tra pittura, cartapesta e collage per vedere come nascono le opere della disegnatrice Marisa Casaburi (una delle due anime di AnRì). Un discorso a parte, tra le tantissime esperienze proposte, merita Aci Trezza dove si scoprirà il geosito dei basalti colonnari, testimonianza delle prime eruzioni etnee. Tra barche trezzote, la torre superstite del principe di Aci, la Torre dei Faraglioni e l’edicola della Madonna della Provvidenza, citata nei Malavoglia; poi nel Centro studi Acitrezza per la mostra fotografica “Salvatore Valastro” su Acitrezza antica. Si chiude con il museo della Casa del Nespolo.

Il Cimitero Inglese di Catania

Tempo permettendo, sarà anche il weekend dei trekking sull’Etna, su sentieri poco conosciuti; tra i noccioleti di Linguaglossa, nelle ville eleganti e inedite arrampicate sul vulcano. Sabato alle 10, torna la passeggiata di Etna N’geniusa al Cimitero Inglese, per ricordare fra suggestioni poetiche e musicali, una pagina cruciale della storia recente della città E domenica, col Circolo Etna Sud-Ovest, si scoprirà la Valle delle Muse, ad Adrano, dove si pensa che prendesse vita uno dei più importanti riti pagani degli antichi Siculi. Sempre ad Adrano, domenica alle 16 si torna al ponte dei Saraceni, lungo le sponde del fiume Simeto, uno dei monumenti più antichi e meglio conservati, simbolo della dominazione araba sulla città. E alle 10, con Sicilia Gaia, un trekking urbano porterà su fino a Trecastagni, alla scoperta di un suggestivo borgo in pietra lavica, tra lava, cinema e musica.

Palazzo Raciti ad Acireale

Acireale, un ritorno. Inserita quest’anno nel programma di Catania, non va assolutamente persa Acireale: qui aprono i due musei gioiello, quello dedicato alle uniformi (solo domenica) e l’altro sui carri del famoso Carnevale; poi San Benedetto, un trionfo dorato; la seicentesca San Biagio e il Santissimo Salvatore l’ex lazzaretto. E solo sabato al tramonto si potrà salire fino alla terrazza del Raciti Palace, passando prima sotto coloratissimi ombrelli: per una prospettiva del tutto inedita tra lava e mare.

RAGUSA E SCICLI

Cave Gonfalone

Ed eccoci a Ragusa e Scicli che insieme, lo scorso fine settimana, hanno superato le 2800 presenze: un bel successo e questo weekend sarà l’ultimo in programma (qui il programma di Ragusa). Non si deve perdere l’occasione per salire sul Treno del barocco per immergersi nella campagna iblea che in autunno è morbida come una carezza, tra carrubi, ulivi, muretti a secco, e qui vi faranno scoprire un ipogeo, piccolo ma veramente importante per le nicchie scavate nella roccia. Per chi invece vuole restare in città, nel capoluogo – oltre al cantiere di restauro del Teatro della Concordia e le cave Gonfalone, le intricate latomie, 15mila metri quadrati di cunicoli sotto la città – bisogna raggiungere Santa Maria delle Scale per scoprire gli affreschi medievali sopravvissuti al terremoto; ma non va persa anche Sant’Agata ai Cappuccini, piccina e segreta, ma nasconde una straordinaria pala d’altare e un trittico di Pietro Novelli chiamato a Ragusa dal vicerè Enriquez, conte di Modica. E dopo essersi immersi nei colori solari delle opere artigianali del Cinabro carrettieri – se sono piaciute tanto a Dolce e Gabbana, ci sarà un perché … -, perdetevi tra le affascinanti carte geografiche della collezione Zipelli, conservate al museo della Cattedrale di San Giovanni: un’immersione nel mondo fantasioso dei cartografi e dei viaggiatori che non aveva confini visibili.

San Matteo a Scicli

A Scicli bisogna attrezzarsi (qui il programma completo): fiato e scarpe da ginnastica per arrivare fino alla chiesa di San Matteo. Da quassù tutto sembra diverso, la chiesa protegge la cittadina barocca che al tramonto si tinge di rosa. E proprio al calar del sole vi offriranno un bicchiere di vino mentre inizierete la salita fino al campanile (solo sabato alle 18). Tra gli altri siti aperti – oltre all’elegante farmacia Cartia ormai museo di se stessa,  e all’imponente presepe della famiglia Caruso, 20 metri quadrati, popolati da oltre 100 personaggi di Vincenzo Velardita – raccomandiamo la prima mostra in assoluto dedicata a Bartolomeo Militello, pittore, disegnatore e decoratore vissuto tra il 1899 e il 1983: mano delicata e grande eleganza, lo si ritrova in palazzi e chiese di Scicli, Vittoria, ma anche Vizzini e Palazzolo Acreide. I suoi bozzetti, disegni e schizzi sono esposti per la prima volta al Museo del Costume e della cucina.

Chiafura a Scicli

Non dimenticate le case scavate nella roccia di Chiafura, abitate dalla povera gente fino agli anni Sessanta: di solito non si può accedere e questa è un’occasione da non perdere, come lo è anche quella di scendere i cento gradini della Grotta delle Cento Scale che conducono nella “pancia” del colle San Matteo, un antico passaggio che conduceva ad un polla di acqua dolce, necessaria in caso di assedio dei saraceni.

Per informazioni su luoghi, passeggiate ed esperienze del Festival, cliccare qui o telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Sciacca e Erice al gran finale con l’ultimo weekend

Alla scoperta dei mestieri del mare e dei set di Pietro Germi a Sciacca. Camminare tra giardini storici e mura puniche a Erice. Il terzo e ultimo weekend delle Vie dei Tesori apre chiese dimenticate, torrette militari, torri campanarie e laboratori antisismici

di Redazione

Se Sciacca riscopre il suo rapporto con il mare, Erice alza lo sguardo e sembra abbracciare il cielo. Profondamente diverse, ma uniche per carattere, tipologia e cultura, le due cittadine si preparano al loro terzo e ultimo weekend nelle Vie dei Tesori. Ecco Sciacca dove il festival è un vero successo che supera le tremila presenze (qui tutto il programma). E sono stati gli stessi saccensi a riversarsi alla chiesa del Carmine, scoprendo che nasconde una straordinaria cupola medievale, con le lunette a corredo, praticamente ad altezza d’uomo, vista la conformazione della chiesa moderna che nasconde l’antica, protetta da un commovente Cristo di legno: una scala ripida porta ai tetti, a pochi centimetri dalle campane, affacciato sulla città.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

Ma il luogo più visitato di Sciacca è stato di certo lo Spasimo riaperto dopo sessant’anni e di cui è stato appena annunciato il restauro con fondi europei da parte della Prefettura che custodisce anche cinque dipinti in passato della chiesa, tra i quali c’è anche “Lo Spasimo di Sicilia”, la copia di Antonello Crescenzio Il Panormita della tela di Raffaello esposta al Prado. La chiesa ospita la personale “Domus” di Franco Accursio Gulino, curata da Laura Anello e Anthony Bentivegna. Manca poco alla fine delle Vie dei Tesori  – da venerdì 15 e a domenica 17 ottobre con il supporto del Comune e con UniCredit come main sponsor, in contemporanea a Erice, Palermo, Catania, Cefalù, Ragusa e Scicli – quindi non c’è tempo da perdere: meglio salire sull’Ape car di Francesco e scoprire con lui i vicoli della Casbah o i murales disseminati ovunque.

Una delle grotte dell’antico granaio

Lasciatevi trasportare dalla delicata bellezza della Madonnuzza dove pregavano i marinai o dall’austera San Nicolò La Latina voluta dalla Contessa Giulietta nel 1110: è la chiesa più antica di Sciacca; oppure raggiungete le grotte dell’antico Caricatore, e fatevi mostrare le anfore dimenticate; a pochi passi, passate una mano sulla menta del moderno aromatario e aspirate: sentirete profumo di cioccolato.

Casa De Cicco

Cogliete una delle prime arance nel giardino segreto di Palazzo Borsellino o fatevi mostrare i presepi di cartapesta dei De Cicco; scoprirete che ogni ceramista ha il suo segno, il suo tocco, la sua scuola, i suoi colori, ogni bottega la sua particolarità. Conoscerle tutte sarà un’impresa, ma nel frattempo potreste scoprire come si lavora il corallo (la bottega Nocito è aperta solo sabato), come nasce uno scialle all’uncinetto. E se il mare lo permette, partecipate ad una battuta di pesca con le lampare, in piena notte: sarete voi e il mare.

Sciacca dal mare

Ma questo ultimo weekend saccense è anche ricco di passeggiate. Si comincia domani (venerdì 15 ottobre) alle 15, con il tour che porterà a confrontarsi con le maestranze del mare: i battitori d’asta, i cucitori di reti e i carpentieri navali e sarà possibile visitare un’azienda artigianale. Sabato alle 16,30, Vitalba Craparo farà scoprire quel mondo minuzioso, delicato e fantastico che è un laboratorio artigianale di corallo. Domenica alle 16 tocca finalmente all’attesissima passeggiata cinematografica, insieme a Vincenzo Raso dell’associazione Pietro Germi, il regista che qui girò “In nome della Legge” e “Sedotta e Abbandonata”. Sempre domenica alle 17,30, con Fabio Piazza si andrà alla scoperta dell’antico quartiere dei marinai, un suggestivo percorso di scorci e vedute da varie angolazioni del porto, scandito da una caratteristica scalinata a zig-zag. E alle 10, con Nicola D’Asaro di Italia Nostra, si raggiungerà la vallata sul versante Nord di San Calogero, ricca di vegetazione spontanea e testimonianze archeologiche.

ERICE, UN’EDIZIONE GIOIELLO

Quartiere Spagnolo

Visitare il Quartiere Spagnolo di Erice vuol dire entrare in una vera roccaforte militare aggrappata ad uno sperone roccioso, oggi trasformata in sala espositiva. Nacque come fortino destinato alla guarnigione dei soldati, ma non fu mai completato. Era il periodo del cosiddetto “diritto di posata”: gli ericini dovevano provvedere, autotassandosi, al sostentamento dei soldati che controllavano il territorio. Ospita oggi la sezione etnoantropologica del museo “Antonio Cordici” e la mostra “Arti e mestieri di una volta”. Esposte le opere di Vita Catalano al piano terra e di Lorenzo Di Vittorio al primo piano: è soltanto uno dei sette luoghi che si possono scoprire visitando Erice (qui il programma completo). che partecipa per la prima volta al festival Le Vie dei Tesori.

Casa Santa di Sales

In questo terzo e ultimo weekend – nei due precedenti nel borgo medievale si sono riversate alcune centinaia di visitatori – le visite, organizzate con la Pro Loco e le associazioni del luogo, con il supporto del Comune, porteranno sotto gli affreschi di Casa Santa Sales, l’ex ritiro spirituale settecentesco; ad ammirare l’Annunciazione del Gagini nella chiesa del Carmine, o le opere d’arte della Salerniana trapanese in prestito a San Pietro; e la Torretta Pepoli, nata “libera” ed eclettica, che divenne un circolo intellettuale attorno al conte Agostino Pepoli, illuminato intellettuale.

Giardino del Balio

E per chi fosse un appassionato di marchingegni scientifici, apre le porte la rete sismica “Alberto Gabriele”, creata da Antonino Zichichi come laboratorio di studi sui terremoti. Sabato alle 10 si potrà anche partecipare ad un tour storico nel Giardino del Balio, guidato da Salvatore Denaro. Il giardino è una vera scoperta con le sue aiuole circondate da folte siepi e la rigogliosa macchia mediterranea, tra pini, cipressi, frassini, mandorli e lecci. Sia sabato che domenica, alle 10,30 e alle 15, torna anche la passeggiata alle mura puniche, una vera opera di ingegneria militare a difesa della città.

Per tutti il programma completo del Festival cliccare qui. Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori sfiora 30mila visitatori nel secondo weekend

Ventimila a Palermo, testa a testa tra Santa Caterina e Palazzo Costantino. Segue Catania che supera i 3500 visitatori. Ottima performance per Sciacca. Poi Ragusa, Scicli tallonata da Cefalù, e Erice

di Redazione

Nel secondo weekend di ottobre delle Vie dei Tesori si sfiorano le trentamila presenze, almeno diecimila in più del fine settimana di debutto. I visitatori hanno ovviamente riempito Palermo, la “capitana”, che ha messo insieme 19.750 presenze che sommate alle 15mila del primo weekend portano a quasi trentacinque mila visitatori. Non sono numeri da rassegna pre-Covid – l’edizione del 2019 fu entusiasmante – ma sottolineano una sicura ripresa e una grande voglia di riprendersi spazi culturali e città.  E non solo a Palermo: Catania, funestata dal maltempo, ha messo insieme 3650 visitatori seguita, a sorpresa, da Sciacca che segna un’ottima performance da 1890 presenze; e ancora il Ragusano ne accoglie 2800 tra Ragusa e Scicli. Buona performances per Cefalù che, nonostante abbia praticamente dovuto rinunciare al sabato perché tutto il centro era chiuso per le riprese di “Indiana Jones 5”, ha messo lo stesso insieme 912 visitatori, mentre in 502 sono saliti fino a Erice. E ci si prepara al prossimo fine settimana, il terzo per Palermo e Catania, l’ultimo per Sciacca, Ragusa, Scicli, Erice e Cefalù.

Palazzo Costantino

Ed eccoci al dettaglio: a Palermo il trend del primo weekend ha retto, anche se qualche ora sotto la pioggia: restano ancora in vetta la Chiesa di Santa Caterina tra stucchi e marmi mischi (ma anche il monastero accanto è amatissimo): supera per pochi ingressi Palazzo Costantino con i suoi muri scrostati e lo stupefacente affresco superstite del Velasco. Sempre affascinante il percorso arabo normanno e San Giovanni degli Eremiti, e molta curiosità ha suscitato l’appena recuperato Palazzo Oneto. Al loro debutto questo weekend, sia le sorgenti del Gabriele che i serbatoi di San Ciro che, in maniera diversa, raccontano i percorsi degli acquedotti cittadini.

Stefania Blandeburgo interpreta Zia Mimmi a Villa Pottino

Sold out in poche ore le visite alla Banca d’Italia, ma sono soprattutto andati esauriti sia le teatralizzazioni – oltre alle visite guidate a Palazzo Alliata, sempre graditissime, Stefania Blandeburgo veste panni diversi, dalla dimessa Margheritina, moglie del poeta Peppe Schiera all’elegante zia Mimmi, ultima nobile signora di Villa Pottino: ovunque è stata applauditissima – che i concerti: quelli da camera con gli Amici della Musica tra le volute liberty di Villa Virginia, al recital pianistico di Floriana Franchina nei giardini della Zisa. E come sempre, sono state frequentate e sono state spesso esaurite, molte delle passeggiate guidate alla scoperta del centro storico.

Palazzo Scuderi Libertini

A Catania piacciono sempre i palazzi, ormai è cosa nota, e l’isola pedonale molto apprezzata dai catanesi, ha reso più comodo il transito per le vie del centro: e infatti ecco l’eleganza sontuosa di Palazzo Scuderi Libertini, gli arredi originali di Palazzo degli Elefanti, sede istituzionale del Comune e di palazzo Asmundo di Gisira, oggi trasformato in hotel di charme; il pubblico – che si è riversato anche all’enorme chiesa di San Nicolò l’Arena – ha dovuto rinunciare a diverse esperienze fuori porta, ma sono già tantissime le prenotazioni per il prossimo fine settimana.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

La vera sorpresa di questo weekend è stata comunque Sciacca: che ha contato addirittura 1890 visitatori che hanno sciamato per le vie della cittadina, dal lungomare al centro storico. Ma la parte del padrone l’ha fatta la chiesa dello Spasimo che da sola ha messo insieme  500 ingressi: lo spazio ritrovato dopo la chiusura di oltre sessant’anni, ha riscosso l’interesse e i ricordi degli stessi saccensi che hanno potuto ammirare le opere di Franco Accursio Gulino: la sua personale “Domus” ha avviato uno stretto colloquio con la chiesa slabbrata. Seguivano da presso i tetti del Carmine, con l’affaccio sulla città dal campanile, e l’inattesa parte  medievale della chiesa. Grande interesse per le case private: dalla residenza del medico De Cicco, affacciata sul porto, a palazzo Licata Borsellino con il suo giardino segreto.

Le Cave Gonfalone a Ragusa

Anche a Ragusa hanno funzionato i palazzi, un must di ogni anno: palazzo Arezzo di Trifiletti dove i visitatori – sono stati 1786 nei due giorni – sono entrati sulla scia dei racconti degli stessi proprietari; e il Circolo di Conversazione, con la sua aria affettuosamente retrò. Quest’anno la sorpresa era quella di Cave Gonfalone, la latomia scavata nel cuore della città, e tanto bambini hanno partecipato ai laboratori su Bruno Munari. In poco più di mille hanno raggiunto la Scicli barocca dove le grotte di Chiafura hanno sempre un fascino immenso; ma anche l’atmosfera antica della Farmacia Cartia, tra vasi, provette e albarelli, non ha mancato di far innamorare i visitatori. Ed eccoci alle due debuttanti: Cefalù di fatto, ha potuto contare solo sulla giornata di domenica, ma ha messo insieme un bellissimo successo da 912 presenze, soprattutto legate ai percorsi e ai siti arrampicati sulla Rocca. Erice ha aperto i suoi tesori: soprattutto tra la sontuosa bellezza di Casa Santa di Sales e l’intellettuale Torretta Pepoli, si sono raccolti oltre cinquecento visitatori.

Dagli affreschi ritrovati ai cimeli della guerra: il meglio del secondo weekend a Palermo

Si visita la caserma Ruggero Settimo diventata polo culturale dell’Esercito e apre la Banca d’Italia. Concerto speciale alla Zisa e visita teatralizzata a Villa Pottino. E ancora, il museo del costume, le vasche di San Ciro e le sorgenti. Narrazioni e cena etnica di Kirmal

di Redazione

La sorpresa è datata 2016: durante il restauro della caserma Ruggero Settimo, appaiono macchie sotto l’intonaco. Giungono i tecnici della Soprintendenza che con bisturi e pennelli, e tanta pazienza, iniziano a liberare una serie di affreschi seicenteschi. Un ritrovamento preziosissimo, sono le pitture parietali sulla vita di san Francesco che lo Zoppo di Ganci e Giuseppe Alvino detto il Sozzo dipinsero per il chiostro dell’ex convento dei Frati minimi (poi caserma di fanteria, in piazza San Francesco Di Paola 37), costruito nel 1518 insieme con la sua chiesa. E non è stata l’unica scoperta: nell’ex refettorio, diventato nel 1952 Teatro della Casa del Soldato, è comparso un altro importante ciclo di affreschi dedicato ai miracoli di Gesù.

Museo della Guerra alla Caserma Ruggero Settimo

Si potranno ammirare, grazie alla collaborazione tra Le Vie dei Tesori e l’Esercito. Che mette a disposizione anche per la prima volta in assoluto, il grande patrimonio di cimeli, dal Risorgimento ad oggi, delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Quattro sale che traboccano di ricordi, materiali, documenti e armi dell’epoca, diari, lettere dal fronte, cambuse, uniformi, spade e anche gli ottoni dei Bersaglieri. Sarà una vera occasione anche per entrare a Palazzo Sclafani (piazza della Vittoria 44), vera reggia fortificata medievale dove si mostreranno dove era un tempo il Trionfo della morte, ora all’Abatellis. Aperti domani (sabato, dalle 15 alle 17,30) e domenica (dalle 10 alle 12,30). Oppure si potrà scoprire l’elegante e esclusivo Circolo Unificato (i palermitani lo conoscono come ex Circolo ufficiali, piazza Sant’Oliva 25, aperto domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18) che per un breve tempo ha persino ospitato un cinematografo.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

Sono soltanto due delle occasioni imperdibili di questo secondo weekend delle Vie dei Tesori, sempre con main sponsor Unicredit: il primo ha raccolto oltre 20mila visitatori, 15mila dei quali a Palermo che sabato e domenica apre le porte di moltissimi luoghi, organizza esperienze inedite e passeggiate d’autore. E lo stesso a Sciacca, dove si inaugura la personale “Domus” di Franco Accursio Gulino allo Spasimo ritrovato; a Erice, tra gli artigiani, a Catania che apre le grotte sotto la città, a Ragusa e Scicli tra teatri restaurati e cave sotterranee. Il set di “Indiana Jones 5” ferma gran parte degli itinerari a Cefalù, ma domenica si potrà recuperare. Si potrà raggiungere da Palermo le altre città con i bus navetta di Labisi: partenza domenica per Erice (10 ottobre), le prossime a Sciacca (17 ottobre) e Catania (24 ottobre). Qui per prenotare.

Banca d’Italia

Questo sarà quindi un weekend di scoperte (qui tutti i luoghi aperti a Palermo): a partire dagli interni liberty e dagli arredi di mano Ducrot della Banca d’Italia (via Cavour, aperta dalle 10 alle 17,20) che nel 1943 venne semidistrutta dai bombardamenti americani e si ritrovò un’ancora di diversi quintali catapultata sull’edificio dopo l’esplosione della nave portamunizioni Volta, ormeggiata al molo Piave. Per sole due ore (dalle 13,30 alle 15,30) si potrà entrare dietro le quinte del Teatro Massimo per imparare come lavorano scenografi e macchinisti su uno dei palcoscenici più grandi d’Europa; e dalle 10 alle 15,15 si scopriranno anche il foyer e i velluti della sala del Politeama. Occasione ghiotta per commuoversi dinanzi ai graffiti dei prigionieri della Santa Inquisizione nelle buie carceri dello Steri, e sarà ancora più emozionante perché avverrà in notturna, dalle 20 alle 22 (durante il giorno, dalle 10 alle 17,30 è disponibile il percorso abituale di visita). Tra i tesori dell’Ateneo, da non perdere alla visita al poco conosciuto museo delle scienze Margherita Hack (largo Mineo, solo dalle 9 alle 11,15)

Villino Florio

Aprono le porte alcuni luoghi cult, molto attesi: si passeggerà tra le volute del Villino Florio che apre anche il suo elegante giardino (viale Regina Margherita 38, solo dalle 10 alle 12,30); sarà possibile una vera immersione nel percorso arabo normanno: ecco infatti  la chiesa di San Giovanni degli Eremiti con il suo chiostro (via dei Benedettini), la Cuba (corso Calatafimi 100) sia domani che domenica dalle 10 alle 17,15, ma anche la Basilica della Magione con il suo chiostro (solo  domani, sabato, dalle 14 alle 16,30). Aprono le porte anche questo weekend i palazzi storici che lo scorso fine settimana sono stati assediati dai visitatori, ma si aggiunge anche Casa Massonica (piazzetta Speciale 9, domenica dalle 10 alle 17,30) con le sue stanze segrete note solo agli iscritti; la Real Casa dei Matti (via Gaetano La Loggia 5, dalle 10 alle 17,30); stessi orari per le antiche Fornaci (via Cardinale Rampolla 68) di nuovo visitabili: corrono sotto il quartiere della Fiera e saranno un’esperienza straordinaria. E così anche le Sorgenti del Gabriele (stradella Riserva Reale) e i serbatoi di San Ciro (via Ciaculli 5) diversamente legate all’acqua che approvvigiona la città (dalle 10 alle 17,30).

LE VIE DEI SAPORI

Kirmal al lavoro

Per le Cuoche combattenti un barattolo può essere simbolo di rinascita, una ricetta è un modo per alzarsi in piedi: ve lo racconteranno al Vivaio Ibervillea (via la Loggia 5) domenica dalle 10,30; con Kirmal (sei paesi, sei lingue, sei cucine, una sola narrazione) all’Ecomuseo si scopre che Palermo accogliente ha tante anime e di ognuna è pronta a raccontare: sabato e domenica alle 18,30; a San Martino delle Scale si produce ancora la birra dei monaci (sabato alle 11,30 e alle 16,30). Discorso a parte per Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali, dal 22 al 24 ottobre a Villa Filippina: si possono già prenotare i sei laboratori e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti e lezioni di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni (qui tutte le visite con degustazione).

FANTASMI E NOTE

Villa Pottino

Far rivivere i fantasmi e le storie dei luoghi (qui per prenotare le visite teatralizzate): stavolta Stefania Blandeburgo interpreterà zia Mimmi, ovvero la marchesa Maria Concetta Giaconia, vedova del marchese Gaetano Pottino di Irosa, morta a 101 anni nel 2013 nella sua grande residenza di via Notarbartolo 28, dove ora la pronipote, Geraldina Piazza, ne recupera la storia (sabato dalle 11 alle 17, compresa la visita alla villa). Un tuffo nel ‘700 avverrà a Palazzo Alliata (piazza Bologni) dove, tra parrucche, scollature, nei e crinoline, si srotolerà una visita in costume (domenica dalle 17 alle 18,30). Domenica (alle 16) alla Zisa, il concerto imperdibile della pianista Floriana Franchina che ama suonare in luoghi abbastanza sui generis e stavolta ha deciso di portare il suo piano nell’antico Parco reale del sollazzo normanno. Concerti anche a Villa del Pigno, sede dell’Istituto per ciechi, con il pianista non vedente Leandro Martorana; e nella liberty Villa Virginia, con i recital da camera degli Amici della Musica, sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19 (qui tutti i concerti). Senza dimenticare Anima Mundi, lo straordinario videomapping immersivo di Odd Agency all’Orto Botanico: ogni sera, dal giovedì alla domenica, dalle 19,20.

LE ESPERIENZE

I cancelli di Villa Tasca

Tempo permettendo, si potrà scoprire in barca, tra l’Arenella e l’Acquasanta, la Grotta della Regina e la Grotta del Ninfeo, e sulla famosa Lisca Bianca, il waterfront della città; domenica alle 10,30, si potrà partecipare a un progetto dell’Ecomuseo Memoria Viva dedicato al fiume Oreto, diventando per un giorno custodi del fiume e contribuendo a una scultura vivente e sonora. A Villa Tasca, domenica, si passeggia nel verde; a Villa Airoldi si prendono lezioni di golf, nel giardino romantico del Principe di Serradifalco (novità di quest’anno, appena riaperto in via Dante), ci si immerge nello yoga; ma si può anche scoprire un percorso esperienziale tra Mediterraneo e tropici al Gitto Garden, volare in Piper da Boccadifalco o raggiungere l’aeroporto Falcone e Borsellino per osservare decolli e atterraggi dalla terrazza dello scalo, aperta solo per il festival.

Ex Manifattura Tabacchi

All’ex Manifattura Tabacchi, mostra speciale di Ascosi Lasciti sui borghi fantasmi nell’isola; a Casa Professa ci si immerge tra paramenti e paliotti dei Gesuiti, al Museo del Costume, negli oltre 5000 abiti e divise della collezione Piraino; soltanto sabato sera si potrà salire sui tetti di Santa Caterina, e sabato mattina (dalle 10 alle 13), i docenti di Architettura ripercorreranno le famose lezioni del Basile ai suoi allievi, recuperando 34 gigantesche tavole didattiche ottocentesche. Infine, sabato alle 11 Vincenzo Vizzari aprirà la sua bottega dove da un quarto di secolo crea miniature di palazzi e monumenti in terracotta. Fuori porta, si visita la delicata Villa Filangeri a Santa Flavia e il borgo marinaro di Porticello dove scoprirete il lavoro dei mastri d’ascia che costruiscono le barche; e a San Mauro Castelverde bisognerà armarsi di coraggio per il percorso mozzafiato della zipline (qui per scegliere e prenotare le esperienze).

LE MOSTRE

L’atrio di Palazzo Abatellis

Solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer. E alla Fondazione Barbaro a Palazzo Trinacria, “Football No Limits”, il calcio raccontato dai migliori fotografi del mondo (qui per prenotare la visita alle mostre).

PASSEGGIATE

La vetta di Monte Catalfano

Condotte da botanici, guide naturalistiche, giornalisti, storici, appassionati, sono una delle anime più seguite del festival. Andare sulle orme dei Florio o tra le “balate” della Vucciria, attraversare via Libertà e via Roma, immergersi nel Cassaro di notte o dai Quattro Canti all’alba. Sono alcune suggestioni delle 17 passeggiate d’autore, sabato  e domenica. Tra le tante, i trekking tra zubbi e orchidee su Monte Catalfano, tra sorgenti e ruscelli nella Valle o al bosco di Ficuzza. Si segue il corso del fiume Papireto, i bambini potranno seguire MarEdù, sulle tracce di Gianni Rodari. Buongiorno Notte è ormai un gruppo rodato di avventurieri dell’alba: domenica si parte dal porticciolo di Sant’Erasmo, con Giovanni Mazzara. Tour d’autore con Michele Anselmi sulle tracce di Sciascia, con Maurizio Carta, sulla rigenerazione del waterfront della città. E con Ascosi Lasciti scoprirete e che anche il Palermitano ha il suo sito fantasma: Borgo Borzellino è avvolto da un fascino spettrale (qui le passeggiate).

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare qui.

CEFALU’

Cefalù e la sua Rocca

Soltanto quattro luoghi ma densi di storia e di storie (qui il programma completo). Meglio dedicarci la giornata di domenica perché domani Cefalù sarà pressoché off limits perché ospita ancora le riprese di “Indiana Jones 5”. Ma da domenica apriranno le porte: la chiesa della Santissima Trinità, alle pendici delle Rocca, con lo stranissimo pavimento in lumachella e l’altare donato da Renzo Piano; il museo Mandralisca, il Parco della Rocca, immerso in una rigogliosa vegetazione; e il sito archeologico che ospita i resti di una strada di epoca ellenistico-romana; due le esperienze, all’Officina artistica Roncisvalle, dedicata ai pupi; e Serra Guarneri, piccolo borgo di pietra vicino Sant’Ambrogio.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

Rispetto delle normative anti Covid-19: è stata istituita ovunque la prenotazione on line, non obbligatoria ma caldamente consigliata: per i luoghi basterà acquisire il coupon sul sito (o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo) o nei due punti informazione in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon sempre sul sito o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori si deve a Kappaelle. Il progetto grafico è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Per informazioni sul Festival telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Le Vie dei Tesori a Catania, Ragusa e Scicli: arriva il secondo weekend

Nella città etnea aprono i laboratori d’arte, si potrà entrare nelle grotte, assistere alla danza Butoh sui bastioni e scoprire la real farmacia del Regno delle Due Sicilie. A Ragusa e Scicli ci si dedica alle cave, alle chiesette rupestri e si sale sul treno del Barocco

di Redazione

A Catania sarà il fine settimana dei laboratori d’arte, delle passeggiate condotte dai ragazzi migranti, della danza Butoh e dei trekking sull’Etna. A Ragusa e Scicli si andrà all’indietro nel tempo, percorrendo cave sotto la città, indicando cappelle rupestri e chiese sconosciute, ma si potrà anche salire sul Treno del Barocco per scoprire un inedito ipogeo. Le tre città si preparano al loro secondo weekend di bellezza, al fianco di Palermo, Sciacca e le piccole Cefalù e Erice: insieme nel primo weekend di visite hanno superato le ventimila presenze, nonostante il tempo non proprio clemente.

 

CATANIA

L’atelier SoRu di Catania

Ed eccoci dunque al secondo finesettimana – sabato e domenica, 9 e 10 ottobre – , ai nuovi luoghi che aprono le porte, alle esperienze e passeggiate da gustare.  A partire da Catania (qui il programma completo) dove, programma alla mano, è facile immaginare il pubblico che sciama nei laboratori artigiani dalle cui mani nasceranno piccoli capolavori:  a partire da AnRi con il suo minuscolo giardino, il mondo di cartapesta e la mostra “Terra-Luna A/R” racconti in piccole scatole “arredate”; SoRu, dove si restaurano tutte le cose che hanno un’anima e c’è uno spazio per i più piccini dove domenica è previsto un laboratorio nel segno di Kandinsky.

“Roulette”, spettacolo di danza butoh

L’altra chicca è Tabaré, creative espace di 5 artiste e piccola galleria da ascoltare, visitando anche  la mostra fotografica “Pianeta Etna” della reporter internazione Maria Vittoria Trovato; resta invece chiusa l’ex fabbrica Ega colpita dal maltempo. Questa settimana (sabato alle 16)  si potranno percorrere i vicoli del centro con la guida di giovani migranti  che racconteranno come alcuni angoli della città siano profondamente affini a quelli dei loro Paesi di origine. Si potrà assistere (sabato alle 19) al Bastione degli Infetti, ad uno spettacolo di danza Butoh con Valeria Geremia: con Roulette sembrerà di galleggiare tra le ombre, con movimenti simili a sprazzi di luce.

Farmacia De Gaetani

Aprirà per la prima volta l’ex Real Farmacia del Regno delle due Sicilie, fondata nel 1794 da Salvatore De Gaetani, figlio dell’aromatario Domenico che faceva parte dei frati Riformati di Aci Catena: qui ci si muove tra scaffali, boccette, bilance e provette, e vi mostreranno un mortaio che pare provenga dalla testa di una statua del sovrano, “decapitata” per disprezzo. E alla Società Storica Catanese (che conoscono solo i cittadini e neanche tutti) si scoprirà la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al dopoguerra i potrà scendere nelle cavità formate dalla lava sotto la città: della grotta dell’Amenano già si sapeva, ma quest’anno si aggiunge Grotta Petralia (visitabile solo domenica), un inatteso tunnel preistorico generato dal raffreddamento della lava. E apre sabato il palazzo centrale dell’Università dove da pochi giorni è esposto lo scheletro del più piccolo elefante nano mai esistito sulla Terra, presente fino a 500 mila anni fa.

Il Cimitero Inglese di Catania

Tempo permettendo, sarà anche il weekend dei trekking sull’Etna, su sentieri poco conosciuti; tra i noccioleti di Linguaglossa, nelle ville eleganti e inedite arrampicate sul vulcano. Sabato alle 10, è anche in programma con Etna N’geniusa un’inedita passeggiata al Cimitero Inglese, per ricordare fra suggestioni poetiche e musicali, una pagina cruciale della storia recente della città. Sia sabato che domenica, alle 16, invece, si potrà fare un salto fuori porta ad Adrano per scoprire il ponte dei Saraceni, lungo le sponde del fiume Simeto, uno dei monumenti più antichi e meglio conservati, simbolo della dominazione araba sulla città. Acireale, un ritorno. Inserita quest’anno nel programma di Catania, non va assolutamente persa Acireale: qui aprono i due musei gioiello, quello dedicato alle uniformi (solo domenica) e l’altro sui carri del famoso Carnevale; poi San Benedetto, un trionfo dorato; la seicentesca San Biagio e Santissimo Salvatore l’ex lazzaretto.

RAGUSA E SCICLI

Donnafugata

Basta salire sul Treno del barocco per rendersi conto della bellezza del famoso Ragusashire: e sarà anche una scoperta perché la linea da Ragusa raggiunge Donnafugata, nel cuore della campagna iblea, tra carrubi, ulivi, muretti a secco, e qui vi faranno scoprire un ipogeo, piccolo ma veramente importante per le nicchie scavate nella roccia (partenza sabato alle 10,30 e domenica alle 11 dalla stazione ferroviaria di Ragusa, qui per prenotare). È soltanto una delle tante particolarità di un programma tutto da scoprire che porta alla scoperta di Ragusa e Scicli: nel capoluogo (qui il programma completo), da non perdere l’esclusiva visita al cantiere del Teatro della Concordia, la sala costruita a fine Ottocento a spese delle quattordici famiglie più ricche della città (il nome si deve proprio a questa inedita collaborazione); ma poi è caduto nel più completo dimenticatoio, trasformato in cinema, acquistato dal Comune ma chiuso da anni. Adesso il recupero: soltanto durante il festival si può visitare il cantiere di restauro, e sono stati tanti i ragusani che ne hanno approfittato lo scorso fine settimana.

Le Cave Gonfalone a Ragusa

Ma Le Vie dei Tesori seguirà anche nelle cave Gonfalone, le intricate latomie, 15mila metri quadrati di cunicoli sotto la città: un percorso straordinario, inedito e assolutamente affascinante. Non si possono perdere il commovente retablo in pietra della chiesa di San Rocco, meno conosciuto di quello di San Giorgio, ma non per questo meno prezioso (che apre solo sabato e per la prima volta); gli affreschi medievali sopravvissuti di Santa Maria delle Scale; né la vista straordinaria su Ibla che si ottiene affacciandosi dal sagrato di Santa Lucia. E non dimenticate che al Cinabro carrettieri, scoprirete come due artigiani (Damiano Rotella e Biagio Castilletti) hanno intrigato stilisti internazionali come Dolce e Gabbana.

Museo del Costume

A Scicli (qui il programma) resterete veramente impressionati dall’imponente presepe della famiglia Caruso, 20 metri quadrati, popolati da oltre 100 personaggi, statuine alte 18 centimetri, realizzate dall’artista calatino Vincenzo Velardita: una vera immersione nel paesaggio ibleo, sì, ma tutto formato mignon. E sarà una scoperta inattesa anche il tratto delicato di Bartolomeo Militello, pittore, disegnatore e decoratore vissuto tra il 1899 e il 1983: sarà lui a decorare tra gli anni ’20  e gli anni ‘60 del Novecento, palazzi e chiese di Scicli, Vittoria, ma anche Vizzini e Palazzolo Acreide. I suoi bozzetti, disegni e schizzi di grandissima raffinatezza sono esposti per la prima volta al Museo del Costume e della cucina.

Chiafura a Scicli

Per il resto, questa edizione delle Vie dei Tesori a Scicli è tutta proiettata in verticale: si sale alle case scavate nella roccia di Chiafura, abitate dalla povera gente fino agli anni Sessanta, e si scendono i cento gradini della Grotta delle Cento Scale che conducono nella “pancia” del colle San Matteo, un antico passaggio che conduceva ad un polla di acqua dolce, necessaria in caso di assedio dei saraceni. E non dimenticate né la Madonna di Piedigrotta, ai piedi del Colle della Croce, di fronte al costone di Chiafura, con l’immagine della Madonna della Pietà scolpita in calcare dipinto, con il bordo scolpito a bassorilievo e popolato da puttini e simboli della Passione di Cristo. Sold out invece la passeggiata che conduce alla scoperta dei palazzi delle famiglie più abbienti della Scicli seicentesca, prima del terremoto.

Per informazioni su luoghi, passeggiate ed esperienze del Festival, cliccare qui o telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori a Sciacca e Erice, il meglio del secondo weekend

Ascoltare il racconto di chi ha vissuto nella tonnara, visitare la chiesa dimenticata che un artista ha trasformato in “Domus”, pescare di notte alla luce delle lampare, scoprire città della scienza dove si studiano i terremoti: tanti appuntamenti da non perdere

di Redazione

Entrare in una chiesa chiusa da sessant’anni e respirarne la storia: lo Spasimo a Sciacca è stato sede di una sezione della Corte di Assise di Agrigento, ha ospitato processi penali, e nel 1963 Pietro Germi vi girò la scena del processo di “Sedotta e abbandonata”. Ma è silente da tempo: qui sono arrivati tanti giovani che hanno portato via tonnellate di rifiuti, centimetri vischiosi di guano: e l’hanno fatta rivivere, tanto che dalla scorsa settimana i saccensi sono in coda per poterla riscoprire.

La mostra Domus di Franco Accursio Gulino

E sempre nella chiesa dello Spasimo, Franco Accursio Gulino ha fatto nascere “Domus”, la sua personale curata da Laura Anello e Anthony Bentivegna, che si inaugurerà sabato prossimo: è un artista che ama le stratificazioni, le sue opere entrano in sinergia con lo spazio, cercano di raccontarne la storia per immagini. Buste, lettere quasi fossilizzate, dipinti con terre colorate, alcune tratte dalla sua casa di Agrigento: “Domus” non è nata facilmente, Gulino cercava un sito adatto da tempo, con lo Spasimo si è creato un cortocircuito straordinario.

Chiesa del Carmine

L’altro luogo che i cittadini di Sciacca hanno riscoperto con sorpresa è stata la chiesa del Carmine: sali una scala moderna e ti trovi dentro una cupola medievale, con le lunette a corredo. È il cuore antico e nascosto del Carmine, guardato a vista da un bellissimo Cristo in legno: un’altra scala ripida e sei sui tetti, a pochi centimetri dalle campane, affacciato sulla città (qui tutti i luoghi di Sciacca). Ma questo secondo weekend delle Vie dei Tesori  – da venerdì 8 a domenica 10 ottobre con il supporto del Comune e con UniCredit come main sponsor, in contemporanea a Palermo, Catania, Cefalù, Erice, Ragusa e Scicli  – è anche esperienze inedite, una dopo l’altra, straordinarie (qui per prenotare): potrete salire sulla coloratissima Ape car di Francesco che vi porterà a rotta di collo tra i vicoli antiche della Kasbah, dove le auto non riescono a passare: domenica potrebbe anche condurvi alla scoperta degli studi degli artisti e dei tanti murales che punteggiano i muri del quartiere più antico di Sciacca, ormai abitato solo dai vecchi abitanti.

La tonnara di Sciacca

Se invece raggiungerete la Tonnara – il vecchio stabilimento con la ciminiera è stato trasformato in un luogo per gli amanti del mare – potrete ascoltare la viva voce di chi un tempo ha abitato questo luogo: Niccolò Barrabini, allora figlio dell’ultimo amministraturi della Tonnara, oggi ultrasettantenne racconterà di rais, di tonni, di attese e ritorni, dei canti raccolti da Lomax e della vita quotidiana in riva al mare nel dopoguerra. Ma ci sarà tanto da fare questo weekend a Sciacca: potrete raggiungere le grotte dell’antico Caricatore, e camminare sulle tracce di un aromatario settecentesco per scoprire che ci son fiori che si mangiano e che esiste la menta al cioccolato.

Palazzo Licata Borsellino

Se preferite invece i palazzi eleganti, non perdete i saloni e gli arredi sontuosi di palazzo Licata Borsellino, ma soprattutto passeggiate nel giardino segreto e annusate, gli aranci amari possiedono un profumo penetrante; e qui vi racconteranno come sono nate le ova murina di Donna Beatrice, nei mesi estivi in cui bisognava rinunciare ai cannoli di ricotta. Entrate a Casa De Cicco, accolti dal padrone di casa: il dottor Domenico vi racconterà come le Murgie hanno qualcosa in comune con Sciacca, e sono presepi, cimeli, mobili antichi e la collezione straordinaria di ceramica siciliana.

Ceramiche Carlino a Sciacca

Ancora: ogni ceramista ha il suo segno, il suo tocco, la sua scuola, i suoi colori, ogni bottega la sua particolarità. Conoscerle tutte sarà un’impresa, ma nel frattempo potreste scoprire come si lavora il corallo, come nasce uno scialle all’uncinetto. Se invece non ce la fate proprio a rinunciare al mare neanche per qualche ora, potrete salire su una barca e osservare Sciacca dall’acqua oppure armarvi di pazienza e salire su un peschereccio al tramonto per partecipare ad un battuta di pesca con le lampare: trascorrerete la notte ascoltando i racconti dei pescatori mentre si attende di arrivare sui banchi per pescare sardine e acciughe che poi si arrostiranno all’alba, prima di tornare a riva. Sembra strano, ma per i pescatori è un’abitudine quotidiana.

LE PASSEGGIATE

Sciacca dal mare

Sono sei le passeggiate di Sciacca (qui per prenotare): venerdì alle 15, ci si ritroverà immersi nei “mestieri” del mare,  battitori d’asta, cucitori di reti, carpentieri navali. Sarà possibile visitare un’azienda artigianale in cui in cui sarde ed alici vengono confezionate dalle donne del luogo, per poi terminare alla lega Navale con il racconto degli “stazzunari” e la degustazione del gambero rosa e delle alici di Sciacca, in collaborazione con il Flag “Il sole e L’azzurro”. Sabato alle 10 si visiterà la necropoli Tranchina, con le tombe ipogeiche dell’Età del Bronzo o si raggiungeranno in bici, belvedere mozzafiato. Sempre sabato, ma alle 16, una passeggiata in costume nel centro storico seguendo le orme della principessa normanna, Giuditta D’Altavilla e della contessa Eleonora d’Aragona. Domenica alle 10, tour a San Leonardo, groviglio di vicoli dove crebbe la prima comunità ebraica di Sciacca e che fu anche quartiere a luci rosse.

ERICE, UN’EDIZIONE-GIOIELLO

Casa Santa di Sales

A Erice si cammina vicini al cielo: e infatti ognuno di questi sette luoghi aperti dalle Vie dei Tesori, è legato ad un modo di vivere lento, morbido, alla ricerca di spazi dove riconoscersi (qui tutti i luoghi di Erice). Le visite, organizzate con la Pro Loco e le associazioni del luogo, con il supporto del Comune, porteranno sotto gli affreschi di Casa Santa Sales, l’ex ritiro spirituale settecentesco; nella gotica chiesa del Carmine, parte del complesso dei Carmelitani, dove non dovete dimenticare la copia in maiolica dell’Annunciazione del Gagini; la chiesa di San Pietro, che ospita una mostra temporanea delle opere d’arte della Salerniana trapanese; l’imponente presepe allestito da Jaemy Callari e Roberta Fontana che ha riprodotto la Erice settecentesca; il Quartiere Spagnolo che altro non è che una robusta struttura militare arrampicata su uno sperone roccioso, da cui si ha una vista incredibile sul mar Tirreno; la Torretta Pepoli, nata “libera” ed eclettica, che divenne un circolo intellettuale attorno al conte Agostino Pepoli, illuminato intellettuale.

Sismografo del Centro Ettore Majorana

La rete sismica “Alberto Gabriele” è invece una sorta di sicurezza: la fondò Antonino Zichichi nei primi anni ’80 nell’antico Monastero di San Rocco, come sede di un laboratorio di studi sui terremoti. Sabato mattina si potrà partecipare a una  passeggiata tra le vie del borgo, alla scoperta dei laboratori artigianali; sulle mura puniche, una vera opera di ingegneria militare a difesa della città (appuntamenti sia sabato che domenica, alle 10,30 e alle 15). Sold out invece l’escursione del Cai al “piede del diavolo”. Infine, si potrà anche andare “a lezione” dagli aspiranti sommelier, gli allievi dell’Alberghiero Ignazio e Vincenzo Florio che spiegheranno sentori e retrogusto di cinque nettari proposti della Strada del vino Erice DOC (qui per prenotare).

Per tutti il programma completo del Festival cliccare qui. Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Fuoriprogramma per Le Vie dei Tesori: Anima Mundi, il videomapping immersivo all’Orto Botanico

Tre lunghi weekend da giovedì 7 a domenica 24 ottobre per l’evento che ha segnato la stagione estiva: una videoproiezione tra le piante secolari nel segno della sostenibilità

di Redazione

Quest’estate ha messo insieme 35mila spettatori affascinati dalle visioni immersive, dalle videoproiezioni che creavano un sogno impalpabile tra le piante secolari all’Orto Botanico di Palermo: è stato il vero evento della stagione estiva, grandi e piccoli hanno seguito il percorso che raccontava la stretta relazione che può esserci tra ambiente e uomo quando avviano un colloquio particolare e reciproco. Il tutto tra animazioni, scenografie, ologrammi e proiezioni con illuminazioni artistiche nel parco immerso nella notte, ma popolato dalle creature di luce protagoniste del racconto, minacciate dalle conseguenze del global warming e del cambiamento climatico.

Un momento del videomapping

“Anima Mundi”, il videomapping nato dalla creatività di Odd Agency, e costruito in collaborazione con il Simua (i Servizi Museali d’Ateneo) e Coopculture, si sarebbe dovuto fermare domenica scorsa: e invece no, entra nella programmazione del festival Le Vie dei Tesori che lo accoglie per tre lunghi weekend (da giovedì a domenica) già dal prossimo 7 ottobre e fino al 24. E per l’occasione è stato anche pensato un biglietto speciale di 10 euro, da acquistare qui.

Anima Mundi all’Orto Botanico

“Per noi di Odd Agency, Le Vie dei Tesori sono sempre state un punto di riferimento, dei veri pionieri che hanno portato la valorizzazione del nostro patrimonio culturale ad un livello altissimo – dice Luca Pintacuda di Odd Agency, unica azienda italiana candidata ai VideoMapping Award che si stanno svolgendo a Lille, in Francia -. È quindi un grande orgoglio, oggi collaborare insieme per la città. E questo nuovo programma ci permette anche di rispondere alle tantissime richieste che ci sono giunte, e continuano ad arrivare, da chi non ha potuto assistere a AnimaMundi: siamo contenti di poterlo offrire ancora alla città e ai turisti”.

L’Aquarium dell’Orto botanico

L’Orto Botanico fa già parte delle esperienze proposte dalle Vie dei Tesori: sabato 16, 23 e 30 ottobre, dalle 20,30 alle 21,30 si potrà partecipare ad una visita guidata alla scoperta dei dieci ettari di verde nel cuore antico della città. E la visita in notturna sarà un’esperienza difficile da dimenticare. Al termine, verrà offerto un calice di vino (qui per prenotare).

Per informazioni su Festival visitare il sito www.leviedeitesori.com o telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Tunnel preistorici, collezioni inedite e danza butoh nei palazzi: Le Vie dei Tesori torna a Catania

Nei cinque weekend, dal 2 al 31 ottobre, trenta luoghi da scoprire, tantissime esperienze, sei imperdibili passeggiate. Una piccola sezione anche a Acireale, trekking sull’Etna, tour a Viagrande, Adrano, Trecastagni e Linguaglossa

di Redazione

Tra palazzi nobiliari e chiese, in due grotte sotterranee scavate dalla lava sotto la città; i laboratori dove lavorano ancora gli artigiani, le collezioni accademiche, le gallerie ritrovate, l’antica farmacia ottocentesca. Oltre a tantissime esperienze: in barca sul waterfront, tra i maestri d’ascia di Aci Trezza, sulle colate laviche, nei giardini sospesi sull’Etna, alla scoperta dell’albero con i rami più lunghi del mondo. Le Vie dei Tesori ritorna per il quarto anno consecutivo a Catania, con un’edizione che mai come quest’anno ha il sapore della scoperta, della riappropriazione, della comunità (qui il programma completo).

Piazza Duomo

Grande e piccola, visto che il festival si muoverà, sì, nel capoluogo etneo, ma scoprirà anche piccoli centri fuori dai circuiti turistici come Adrano o Viagrande, e ritornerà dopo due anni anche nella vicina Acireale, dove apriranno due musei- gioiello e alcune chiese. Un programma intenso – costruito con il supporto di UniCredit come main sponsor, in collaborazione con l’Università di Catania e il Comune che ha istituito l’isola pedonale, nei giorni della manifestazione, su via Etnea da Villa Bellini a piazza Duomo –: si inizia sabato 2 ottobre e si andrà avanti – al fianco di Palermo – per cinque weekend fino al 31 ottobre; e, fino al 17 ottobre, il festival aprirà luoghi e proporrà esperienze anche a Sciacca, Ragusa e Scicli e per la prima volta, anche a Erice e Cefalù.

“Un’opportunità unica per visitare luoghi non sempre conosciuti dai cittadini – dice il sindaco Salvo Pogliese – ne mettiamo a disposizione alcuni tra i più belli del nostro patrimonio, a partire da Palazzo degli Elefanti che verrà presto musealizzato. Catania in questo momento è piena di turisti, abbiamo superato i dati del 2019: è il momento di pensare al futuro, ecosostenibile e a misura di cittadino. Ieri in giunta è stata deliberata l’istituzione dell’isola pedonale, in occasione de Le Vie dei Tesori, il sabato pomeriggio e la domenica, su via Etnea da Villa Bellini a piazza Duomo: un modo per permettere ai visitatori di scoprire i luoghi del festival in sicurezza”. “Una quarta edizione e un’amicizia che si rafforza – interviene Barbara Mirabella, assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Attività e Beni culturali -. Un festival sempre più smart, più interessante anche perché fa scelte inedite e dedica attenzione a luoghi fuori dai circuiti, come quelli che hanno rapporto con l’acqua  come le grotte”.

Un momento della conferenza stampa

Le Vie dei Tesori dunque, seconda tranche (anzi verrebbe da dire terza visto che quest’anno i Borghi dei Tesori hanno fatto da apripista con le loro 21mila presenze a fine estate) che segue la prima parte del festival appena conclusa con un bellissimo successo di 34mila visitatori nelle prime dodici città. “Le Vie dei Tesori cresce come semina di conoscenza: nata per celebrare il Bicentenario dell’Università di Palermo, ha nel suo Dna la voglia di trasferire conoscenza dalle istituzioni culturali alla strada attraverso la divulgazione – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori -. L’anno scorso abbiamo deciso di svolgere l’edizione in presenza durante la pandemia con misure di sicurezza straordinarie, quell’edizione ‘eroica’ ha ricevuto un importante riconoscimento, il Premio Cultura e Impresa in partnership con Unicredit. Adesso sembra che il peggio sia passato e possiamo imboccare la strada della ripartenza”.

Città della Scienza

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: come La Città della Scienza, di solito non fruibile e che verrà aperta proprio per il Festival. “Abbiamo condiviso il progetto perché affini agli obiettivi della Terza Missione dell’Università – intervengono Germana Barone delegata dal Rettore per il SiMua, il sistema museale di Ateneo, e Alessia Tricomi delegata dal Rettore al coordinamento della Terza Missione, Public Engagement e Città della Scienza -, è un festival che crea sinergie tra istituzioni, non slogan, ma gesti concreti”. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor per il secondo anno – “Unicredit ha rinnovato il suo impegno perché ha una tradizione in ambito di progetti culturali – dice Francesca Cannaò, responsabile Area Retail Catania – è un modo per promuovere coesione sociale e senso di appartenenza delle comunità”.

LE VIE DEI TESORI A CATANIA

Grotta Petralia

Molti luoghi sono tornati a grande richiesta, altri sono veramente inediti (qui tutti i luoghi). “È una città inedita che apre le porte, ma è anche territorio – spiega Teresa Saitta, archeologa che ha costruito il programma a Catania – supereremo i confini del comune e arriveremo anche a Acireale, Adrano e Viagrande. E abbiamo coinvolto tanti giovani che, dopo aver lavorato con il festival, hanno fatto “gemmare” percorsi analoghi che abbiamo inserito in programma”. Per percorrere insieme i camminamenti segreti delle monache di clausura, ma soprattutto scendere nelle cavità formate dalla lava sotto la città: della grotta dell’Amenano già si sapeva, ma quest’anno si aggiunge Grotta Petralia, un vero tunnel preistorico generato dal raffreddamento della lava. Nella farmacia storica De Gaetani sembrerà di respirare l’aria antica degli speziali, alla Società Storica Catanese (che conoscono solo i cittadini e neanche tutti) si scoprirà la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al dopoguerra; e ci si potrà meravigliare di fronte agli exibit interattivi e le animazioni 3D della Città della Scienza: la partecipazione dell’Università quest’anno è di peso, apre infatti anche il Museo dei saperi e delle mirabilia siciliane, un “assaggio” vero e proprio delle innumerevoli collezioni dell’Ateneo; e il palazzo centrale dell’Università dove da pochi giorni è esposto lo scheletro del più piccolo elefante nano mai esistito sulla Terra, presente fino a 500 mila anni fa.

Il Bastione degli Infetti

Dalla chiesa di Santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera” si passerà a Santa Maria di Gesù che è uno scrigno di preziose opere d’arte, non perdete la Madonna con bambino di Antonello Gagini e il trittico di Antonello da Saliba. Dal Bastione degli Infetti voluto da Carlo V, che ospitò un lazzaretto seicentesco, al castello Ursino costruito da Federico II che ha resistito ad ogni calamità. Le mani d’oro: quelle dei pupari storici, i Fratelli Napoli che apriranno il loro laboratorio; e le altre, di mastro Alfredo Guglielmino che alla bottega Cartura crea impalpabili delicatezze di carta. Alla Cappella Bonajuto vi parleranno di come Houel ne subì il fascino bizantino, nella cripta di Sant’Euplio, la storia del martire cristiano.

An.Ri.

Sarà l’anno dei palazzi nobiliari: Palazzo degli Elefanti che ospita il Comune, palazzo Asmundo di Gisira divenuto un albergo di charme, chi cerca il bel tempo andato raggiunge Palazzo della Cultura, chi invece cammina sulle tracce del Basile, Palazzo Biscari che è tutto un gioiello; preferirà Villa Manganelli, si ritorna ad ammirare i rimandi sfacciati al Rinascimento fiorentino di Palazzo Scuderi Libertini: fatevi mostrare il loggiato defilato e la terrazza affacciata sul giardino. Si potrà entrare nelle botteghe dove gli artisti creano, parlano, raccontano: c’è AnRi con il suo minuscolo giardino, il mondo di cartapesta e la mostra “Terra-Luna A/R” racconti in piccole scatole “arredate”; SoRu, dove si restaurano tutte le cose che hanno un’anima e c’è uno spazio per i più piccini; l’ex industria delle calzature EGA, 850 metri quadrati, su tre livelli in stile Decò, per notare i cambiamenti della moda e dello stile attraverso i decenni, a partire dal marchio “Gravan”che arrivò a Parigi della Cava. L’altra chicca è Tabaré, creative espace di 5 artiste e piccola galleria da ascoltare, visitando anche la mostra fotografica “Pianeta Etna” della reporter internazione Maria Vittorio Trovato.

LE ESPERIENZE

Danza Butoh

Di qualcuna si è già detto, ma le esperienze sono di nuovo il punto di forza del festival, un modo per riprendersi lo spazio, dedicando tempo a se stessi (qui tutte le esperienze). Si potrà assistere a due spettacoli di danza Butoh, tra i sontuosi arredi di palazzo Libertini: al Bastione degli Infetti il 9 ottobre ecco “Roulette”, quadri luce di Mariano Leotta e Valeria Geremia che firma anche “Dama”, il 31 a Palazzo Libertini; che il 16 e 17 ottobre ospiterà anche “Paramòrfosi”, teatro-danza contemporanea di Letizia Francioni per EAD ballet Concept.

Barche trezzote

Si andrà per mare – per tentare i fondali con un sub esperto, scoprire l’arte antica del costruttori di barche Rodolico ad Acitrezza, o navigare dinanzi alle Isole Ciclopi o veleggiare guardando Ognina. Eccoci “fuori porta”: dal seicentesco giardino tropicale di Villa Trinità a Mascalucia, al parco Paternò del Toscano che oltre a far visitare lo splendido giardino roccioso terrazzato sull’Etna, aprirà un angolo esclusivo per un vero déjeuner sur l’herbe, al parco d’arte en plein air della Fondazione Lo Verde a San Giovanni La Punta. E per scoprire cosa successe a Misterbianco 350 anni fa – la “grande ruina”, l’eruzione del 1669 la cancellò – bisogna trovarne le tracce antiche sul posto.

LE PASSEGGIATE

L’Etna

Sono state organizzate anche sei passeggiate, una più interessante dell’altra (qui per prenotare): dal giardino della memoria del Cimitero Inglese ad un city tour solo per i bambini a cura di Kids Trip; ai trekking alla Valle delle Muse a Adrano, sulla lava a Viagrande (dove un’esperienza è incentrata su villa Manganelli Biscari che sarà una scoperta strabiliante tra collezioni minuziose e giardini romantici), al borgo di Tres Casti Agni (Trecastagni), nei noccioleti di Linguaglossa. Con le guide si salirà sull’Etna sui sentieri-natura, raggiungendo i campi lavici e Mascali; si scoprirà che il faro del Plemmirio è tra i pochi rimasti e che l’Ilice du Carrunu è tra gli alberi con i rami più lunghi del mondo. E si camminerà a San Berillio, per scoprire i suoi abitanti, le sue voci fuori dal coro, mentre i giovani migranti condurranno passeggiate alla scoperta dei quartieri del centro storico.

UN EURO PER LA BELLEZZA

I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi. Anche quest’anno è possibile aggiungere 1 euro a ogni acquisto di coupon e partecipare così al progetto “1 euro per la bellezza”: i fondi raccolti saranno destinati esclusivamente a restauri (finora ne sono stati portati al traguardo 7), a progetti per l’educazione al patrimonio dei bambini, a borse di studio per giovani siciliani, con una particolare attenzione a coloro che vogliono tornare in Sicilia.

TERRE DEI TESORI

Ulivi

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole. Questi “imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare la vita in campagna. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia dure oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi: con oltre 300 luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda dello spazio e delle caratteristiche dei siti. Ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point all’Antica Edicola in piazza Duomo. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia del posto) sui luoghi di raduno. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori News

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