“Animal Farm”, l’ultima provocazione di Max Papeschi

L’ironico e irriverente artista ritorna in città con un progetto inedito nei giardini del Palazzo Reale, all’interno della rassegna “Palermo e le donne”

di Redazione

Uno schiaffo a tutti coloro che pensano alle donne come oggetti. Bellissimi, eleganti, torniti oggetti, magari all’ultima moda. È la nuova provocazione dell’artista Max Papeschi che ritorna a Palermo con un progetto inedito, “Animal Farm”, che da domani – mercoledì 22 maggio  – “invade” i giardini di Palazzo Reale, nuovo appuntamento di “Palermo delle Donne”, la rassegna ideata da Stefania Morici. Ironico ed irriverente, Papeschi ha abituato ad un’arte pop deflagrante che tira giù i miti dai capitelli e li getta nella polvere.

In questo caso, l’artista ha deciso di dire la sua sulla donna-oggetto: per Papeschi la mercificazione del corpo di donna, è affine allo sfruttamento degli animali negli allevamenti intensivi. E si butta ancora in avanti, colpendo l’uso del corpo femminile da parte dei brand dell’Haute Couture. Per questa nuova installazione Papeschi ha ideato otto wall paper sistemati sotto il “cappello” benedicente dell’enorme Ficus dei giardini reali: la Natura centenaria fa da sfondo alla testimonianza deflagrante di Papeschi. I corpi nudi e torniti di bellissime modelle sono sormontati da teste di animali da fattoria che guardano con occhi vuoti lo spettatore, in posizioni sensuali e ammiccanti, sullo sfondo di riconoscibilissimi loghi dell’alta moda.

Max Papeschi – Gucci Donkey

Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, rendendolo in pochissimo tempo uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero. In soli 9 anni di attività ha realizzato più di 60 mostre personali e partecipato a un centinaio di mostre collettive in giro per tutto il mondo. Nel 2014 è uscita in Italia la sua autobiografia “Vendere Svastiche e Vivere Felici”, seguita nel 2018 dal libro “Max vs Max”, con lo scrittore Massimiliano Parente. Dal 2016 sta portando in giro per il mondo il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea, vero e proprio precedente artistico realizzato in collaborazione con Amnesty International, che unisce arte digitale, performance e installazioni in un’operazione multimediale che attraverso una fittizia e parodistica propaganda di regime svela gli orrori perpetuati dal dittatore Kim Jong Un. Ha appena completato “Pyongyang Rhapsody – The Summit of Love”, bipersonale con Max Ferrigno, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

“Animal Farm” nasce con il supporto della Fondazione Federico II, diretta da Patrizia Monterosso. La mostra sarà visibile fino al 9 giugno, negli orari di apertura di Palazzo Reale. Si accede con il biglietto di ingresso al complesso monumentale oppure con un tagliando di 2 euro per i soli giardini.

La magia della Sicilia in sessanta secondi

Una dichiarazione d’amore per la Sicilia. Due minuti di immagini mozzafiato che raccontano l’Isola, racchiuse in “Sicily Magic Land 2019”, un video realizzato dalla visual designer Carmen Munafò. Dalla Valle dei Templi alle Gole dell’Alcantara, dalle Eolie a Palermo, dall’opera dei pupi al dolci tradizionali, il patrimonio della Sicilia incalza fotogramma dopo fotogramma. “Sei bella da togliere il fiato, e noi figli tuoi, abbiamo il dovere di raccontarti ai posteri con gli occhi di chi ti ama più di ogni altra cosa”, scrive l’artista nel testo che accompagna il video. “I tuoi colori raccontano gioia di vivere al mondo intero, ma solo noi ne conosciamo la profonda tristezza, nostalgia e rabbia che urli silenziosamente”.

Una chiesa sconsacrata diventa museo del mare

San Francesco di Paola, a Marzamemi, verrà restaurata e ospiterà reperti di archeologia subacquea. Si realizza l’idea che era stata dell’assessore Sebastiano Tusa

di Redazione

Sarà restaurata e destinata ad accogliere una serie di reperti di archeologia subacquea la chiesetta sconsacrata di san Francesco di Paola di Marzamemi, borgo marinaro del Comune di Pachino, nel Siracusano. L’intervento, finanziato con seicentomila euro dalla Regione Siciliana, è stato affidato dalla Soprintendenza dei Beni culturali aretusea all’impresa Cavarra di Noto che dovrà completarlo entro sei mesi. Si tratta di risorse comunitarie del “Patto per la Sicilia – Fondo di Sviluppo e Coesione 20014-2020” che saranno impiegate per consolidare e riprendere tutte le strutture murarie, per ripristinare la zona absidale e ridare vita alle decorazioni interne. Previsto anche il recupero degli altari laterali, mentre sul prospetto principale sarà eseguito il restauro delle parti in pietra arenaria.

Derubata in passato di ogni ornamento barocco, la chiesa di San Francesco di Paola, sottoposta a vincolo monumentale nel 2001, potrà dunque entrare presto nel circuito dei siti museali dell’Isola. Era stato l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa a immaginare di trasformarla in un Museo del Mare anche per la sua vicinanza con la Tonnara di Marzamemi, anch’essa oggetto di un progetto di restauro che partirà a breve. “Ho visitato l’immobile nell’estate dello scorso anno – sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci – e ho assunto l’impegno di recuperare un progetto fermo da tempo. A lavori ultimati, la chiesetta riqualificata non potrà che impreziosire il borgo marinaro e diventare uno spazio culturale identitario”.

San Francesco di Paola, a Marzamemi, verrà restaurata e ospiterà reperti di archeologia subacquea. Si realizza l’idea che era stata dell’assessore Sebastiano Tusa

di Redazione

Sarà restaurata e destinata ad accogliere una serie di reperti di archeologia subacquea la chiesetta sconsacrata di san Francesco di Paola di Marzamemi, borgo marinaro del Comune di Pachino, nel Siracusano. L’intervento, finanziato con seicentomila euro dalla Regione Siciliana, è stato affidato dalla Soprintendenza dei Beni culturali aretusea all’impresa Cavarra di Noto che dovrà completarlo entro sei mesi. Si tratta di risorse comunitarie del “Patto per la Sicilia – Fondo di Sviluppo e Coesione 20014-2020” che saranno impiegate per consolidare e riprendere tutte le strutture murarie, per ripristinare la zona absidale e ridare vita alle decorazioni interne. Previsto anche il recupero degli altari laterali, mentre sul prospetto principale sarà eseguito il restauro delle parti in pietra arenaria.

Derubata in passato di ogni ornamento barocco, la chiesa di San Francesco di Paola, sottoposta a vincolo monumentale nel 2001, potrà dunque entrare presto nel circuito dei siti museali dell’Isola. Era stato l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa a immaginare di trasformarla in un Museo del Mare anche per la sua vicinanza con la Tonnara di Marzamemi, anch’essa oggetto di un progetto di restauro che partirà a breve. “Ho visitato l’immobile nell’estate dello scorso anno – sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci – e ho assunto l’impegno di recuperare un progetto fermo da tempo. A lavori ultimati, la chiesetta riqualificata non potrà che impreziosire il borgo marinaro e diventare uno spazio culturale identitario”.

I Quattro Pizzi raccontano le donne di casa Florio

Tutto pronto per il secondo e ultimo weekend di visite che Le Vie dei Tesori ha ideato per la Settimana delle Culture, con quattro luoghi da scoprire e due passeggiate

di Redazione

Eleganti, invidiate, le donne di casa Florio erano sempre un passo avanti, pur restando al fianco dei loro uomini, fossero imprenditori illuminati come Ignazio o sportivi bohémiens come Vincenzo. Alla Palazzina dei Quattro Pizzi, all’Arenella, sarà possibile scorrere le immagini di una dinastia profondamente legata alla storia siciliana: fil rouge sono queste figure femminili, finora messe in ombra dalla sfavillante donna Franca Florio. Siamo al secondo weekend di visite che Le Vie dei Tesori ha costruito per la Settimana delle Culture: i luoghi su prenotazione – scelti dall’ampio bouquet di siti che poi sarà composto per il tradizionale appuntamento di ottobre – sono quattro più due passeggiate che “saliranno” a salutare la Santuzza. Erano disponibili anche le visite ai Qanat sotterranei e i giri aerei in Piper, ma i posti disponibili sono  già esauriti.

Museo del Caffè Morettino

Apriranno quindi le porte il profumatissimo Museo del caffè Morettino (con un’insolita quanto attesa visita in notturna, domani, sabato 18 maggio, dalle 21, qui per prenotare); il Museo dell’anice Tutone dove si scoprirà la nascita della famosa acqua ‘e zammù (aperto sia sabato che domenica, dalle 10 alle 12, per tre turni di visita, qui per prenotare); il rifugio sotterraneo sotto piazza Pretoria (sabato e domenica, dalle 10 alle 18, qui per prenotare) dove sarà possibile rivivere il dramma di chi correva a rifugiarsi sotto le bombe del 1943, e temeva alla fine dei raid americani, di non trovare più in piedi la propria casa. Le Vie dei Tesori ha organizzato anche due passeggiate di Astrid Natura, in partenza sia sabato che domenica, sempre alle 9, dalle falde di Monte Pellegrino: un percorso lungo la strada utilizzata dai fedeli per raggiungere il Santuario, che consentirà di immergersi, tra natura e storia, nelle bellezze del territorio palermitano. La passeggiata è facile ed accessibile a tutti (per prenotare la passeggiata di sabato cliccare qui, mentre per quella di domenica cliccare qui).

Annina Alliata di Montereale, prima moglie di Vincenzo Florio

Ritorniamo all’Arenella, per quella che fu l’ultima residenza di Vincenzo Florio, la Palazzina dei Quattro Pizzi (sabato aperta dalle 13 alle 17,30 e domenica dalle 10 alle 17.30, qui per prenotare): qui gli eredi hanno allestito una piccola ma preziosissima mostra su ‘’Le donne di Casa Florio: volti di una Sicilia Divina”. Dalla forte ed elegante nobildonna ottocentesca Giovanna D’Ondes Trigona, moglie del capostipite, Ignazio Florio senior, e madre di Ignazio e Vincenzo: era famoso il salotto della nobildonna all’Olivuzza, frequentato da  Matilde Serao, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Boldini, Thomas Lipton, Nathaniel Rothschild; ma Giovanna restò sempre nell’ombra, un passo dietro il marito imprenditore, ma non lasciò mai che i due figli, come era usanza dei tempi, venissero cresciuti da nutrici e governanti. Ed Ignazio e Vincenzo le resteranno sempre molto legati, seguendone i suoi consigli anche da adulti.

Di Franca Florio, invece, si sa tutto: della collana famosa simbolo di tradimenti, dell’amore per le corse, dell’amicizia con D’Annunzio e il Kaiser; questi scatti sbiaditi aprono la scatola dei ricordi, ci sono i viaggi nelle capitali europee e gli amici illustri, le passioni e le manifestazioni a cui partecipava; altre immagini raccontano invece le sue figlie Igiea (che diede il nome al famoso albergo palermitano) e Giulia: Ignazio e Franca Florio persero tre dei cinque figli, ed erano legatissimi alle due bimbe che li accompagnavano dappertutto. Dal lato del fratello Vincenzo, ecco invece le fotografie che ritraggono la prima moglie, la bellissima Annina Alliata di Montereale, morta due anni appena dopo il matrimonio. Il vedovo si risposa con la splendida e charmante Lucie Henry, donna moderna e, come Vincenzo, proiettata nel futuro, artista e musa di grandi pittori: una figura importante nella Palermo che si stava rialzando dopo la guerra e che ambiva a riconquistare il suo posto di rilievo. Gli scatti – alcuni a colori – raccontano la sua eleganza (di certo non seconda a quella della cognata), l’amore per l’arte, le imprese sportive accanto al marito, i primi anni della Targa Florio.

Per tutte le informazioni e prenotazioni, cliccare qui: http://leviedeitesori.com/settimana-delle-culture/.

Tutto pronto per il secondo e ultimo weekend di visite che Le Vie dei Tesori ha ideato per la Settimana delle Culture, con quattro luoghi da scoprire e due passeggiate

di Redazione

Eleganti, invidiate, le donne di casa Florio erano sempre un passo avanti, pur restando al fianco dei loro uomini, fossero imprenditori illuminati come Ignazio o sportivi bohémiens come Vincenzo. Alla Palazzina dei Quattro Pizzi, all’Arenella, sarà possibile scorrere le immagini di una dinastia profondamente legata alla storia siciliana: fil rouge sono queste figure femminili, finora messe in ombra dalla sfavillante donna Franca Florio. Siamo al secondo weekend di visite che Le Vie dei Tesori ha costruito per la Settimana delle Culture: i luoghi su prenotazione – scelti dall’ampio bouquet di siti che poi sarà composto per il tradizionale appuntamento di ottobre – sono quattro più due passeggiate che “saliranno” a salutare la Santuzza. Erano disponibili anche le visite ai Qanat sotterranei e i giri aerei in Piper, ma i posti disponibili sono  già esauriti.

Museo del Caffè Morettino

Apriranno quindi le porte il profumatissimo Museo del caffè Morettino (con un’insolita quanto attesa visita in notturna, domani, sabato 18 maggio, dalle 21, qui per prenotare); il Museo dell’anice Tutone dove si scoprirà la nascita della famosa acqua ‘e zammù (aperto sia sabato che domenica, dalle 10 alle 12, per tre turni di visita, qui per prenotare); il rifugio sotterraneo sotto piazza Pretoria (sabato e domenica, dalle 10 alle 18, qui per prenotare) dove sarà possibile rivivere il dramma di chi correva a rifugiarsi sotto le bombe del 1943, e temeva alla fine dei raid americani, di non trovare più in piedi la propria casa. Le Vie dei Tesori ha organizzato anche due passeggiate di Astrid Natura, in partenza sia sabato che domenica, sempre alle 9, dalle falde di Monte Pellegrino: un percorso lungo la strada utilizzata dai fedeli per raggiungere il Santuario, che consentirà di immergersi, tra natura e storia, nelle bellezze del territorio palermitano. La passeggiata è facile ed accessibile a tutti (per prenotare la passeggiata di sabato cliccare qui, mentre per quella di domenica cliccare qui).

Annina Alliata di Montereale, prima moglie di Vincenzo Florio

Ritorniamo all’Arenella, per quella che fu l’ultima residenza di Vincenzo Florio, la Palazzina dei Quattro Pizzi (sabato aperta dalle 13 alle 17,30 e domenica dalle 10 alle 17.30, qui per prenotare): qui gli eredi hanno allestito una piccola ma preziosissima mostra su ‘’Le donne di Casa Florio: volti di una Sicilia Divina”. Dalla forte ed elegante nobildonna ottocentesca Giovanna D’Ondes Trigona, moglie del capostipite, Ignazio Florio senior, e madre di Ignazio e Vincenzo: era famoso il salotto della nobildonna all’Olivuzza, frequentato da  Matilde Serao, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Boldini, Thomas Lipton, Nathaniel Rothschild; ma Giovanna restò sempre nell’ombra, un passo dietro il marito imprenditore, ma non lasciò mai che i due figli, come era usanza dei tempi, venissero cresciuti da nutrici e governanti. Ed Ignazio e Vincenzo le resteranno sempre molto legati, seguendone i suoi consigli anche da adulti.

Di Franca Florio, invece, si sa tutto: della collana famosa simbolo di tradimenti, dell’amore per le corse, dell’amicizia con D’Annunzio e il Kaiser; questi scatti sbiaditi aprono la scatola dei ricordi, ci sono i viaggi nelle capitali europee e gli amici illustri, le passioni e le manifestazioni a cui partecipava; altre immagini raccontano invece le sue figlie Igiea (che diede il nome al famoso albergo palermitano) e Giulia: Ignazio e Franca Florio persero tre dei cinque figli, ed erano legatissimi alle due bimbe che li accompagnavano dappertutto. Dal lato del fratello Vincenzo, ecco invece le fotografie che ritraggono la prima moglie, la bellissima Annina Alliata di Montereale, morta due anni appena dopo il matrimonio. Il vedovo si risposa con la splendida e charmante Lucie Henry, donna moderna e, come Vincenzo, proiettata nel futuro, artista e musa di grandi pittori: una figura importante nella Palermo che si stava rialzando dopo la guerra e che ambiva a riconquistare il suo posto di rilievo. Gli scatti – alcuni a colori – raccontano la sua eleganza (di certo non seconda a quella della cognata), l’amore per l’arte, le imprese sportive accanto al marito, i primi anni della Targa Florio.

Per tutte le informazioni e prenotazioni, cliccare qui: http://leviedeitesori.com/settimana-delle-culture/.

Il sud del mondo farà ballare San Vito Lo Capo

Tutto pronto per la prima edizione di Mondo Sounds Festival, tre giorni di musica per un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia

di Redazione

Due palchi, venti artisti provenienti da tutto il mondo e dieci differenti generi musicali per la prima edizione di Mondo Sounds Festival che si svolgerà dal 28 al 30 giugno a San Vito lo Capo. Tre giorni di musica, spettacoli e concerti per celebrare le identità sonore del sud del mondo in un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia al ritmo di afrobeat, highlife, cumbia, afroblues, folk, tropical ed elettronica. Immersi tra la natura mediterranea e la spiaggia “caraibica” di San Vito Lo Capo si andrà alla scoperta di suoni e culture esotiche, guardando anche alla valorizzazione della musica siciliana dalle radici fino alla nuova scena contemporanea.

Chancha Via Circuito

Tra gli artisti che parteciperanno al festival, Dele Sosimi con la sua Afrobeat Orchestra, tastierista storico degli Egypt 80 di Fela Kuti che insieme ai suoi musicisti forma una delle band ambasciatrici nel mondo di questo genere musicale, e Benin International Musical in anteprima assoluta in Italia, collettivo che si distingue per le sonorità tra voodoo, rock ed elettronica. Si vola in Argentina con Chancha Via Circuito, il produttore che negli ultimi 10 anni ha fatto esplodere la nuova musica elettronica sudamericana e poi ancora La Yegros, considerata la regina della nuova cumbia, che porta da Buenos Aires la sua miscela di folklore andino, dancehall giamaicana ed elettronica.

La dimensione elettronica si manifesta con Roni Size, inglese di origini giamaicane, si resta in Uk con Auntie Flo uno degli artisti di spicco della nuova world club music. Poi si ritorna in Sicilia con la nuova idea di sonorità dell’isola, espressa da Alessio Bondì, definito un artista a metà tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri, firma le sue liriche in una lingua intima: il dialetto siciliano. Una lingua arcaica e contemporanea che ispira anche Chris Obehi, polistrumentista nigeriano, arrivato a Palermo giovanissimo dopo aver attraversato l’Africa ed essere approdato a Lampedusa, nella sua musica una singolare sinergia tra folk, indie, reggae e pop fa da ponte tra Africa e le sonorità tradizionali siciliane. Le stesse che vengono riproposte da Matilde Politi & Simona Di Gregorio che accostano i canti dalla tradizione orale siciliana a brani originali.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

E poi ancora sarà la volta di Sergio Beercock, metà inglese metà siciliano, attore e autore teatrale, cantante e polistrumentista che con il suo “one-man-show” rappresenta la costruzione di una multiculturalità sonora e identitaria, partendo dal folk inglese e arrivando ai canti argentini e cileni, passando per il soul e la black music. Un’identità forte quella proposta anche da The Daggs una giovane band che canta e scrive in arbëreshe, l’antica lingua ancora parlata a Piana degli Albanesi, comune siciliano nel quale si mantiene viva la secolare cultura degli albanesi di Sicilia.

Sono due i luoghi scelti per il Festival: “Santuario Stage”, nel cuore del centro storico, con ben tre concerti gratuiti al giorno, qui dal tramonto in poi si potrà fare festa al ritmo di Afrobeat, Highlife, Cumbia, Afroblues e Folk e “Antròpico Stage”, dove si esibiranno dj internazionali e locali. La direzione artistica di Mondo Sounds è di Fabio Rizzo e Francesca Perricone, palermitana, ma di base a San Francisco dove lavora alla produzione di eventi musicali internazionali.

Tutto pronto per la prima edizione di Mondo Sounds Festival, tre giorni di musica per un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia

di Redazione

Due palchi, venti artisti provenienti da tutto il mondo e dieci differenti generi musicali per la prima edizione di Mondo Sounds Festival che si svolgerà dal 28 al 30 giugno a San Vito lo Capo. Tre giorni di musica, spettacoli e concerti per celebrare le identità sonore del sud del mondo in un viaggio tra Africa, Americhe, Mediterraneo e Sicilia al ritmo di afrobeat, highlife, cumbia, afroblues, folk, tropical ed elettronica. Immersi tra la natura mediterranea e la spiaggia “caraibica” di San Vito Lo Capo si andrà alla scoperta di suoni e culture esotiche, guardando anche alla valorizzazione della musica siciliana dalle radici fino alla nuova scena contemporanea.

Chancha Via Circuito

Tra gli artisti che parteciperanno al festival, Dele Sosimi con la sua Afrobeat Orchestra, tastierista storico degli Egypt 80 di Fela Kuti che insieme ai suoi musicisti forma una delle band ambasciatrici nel mondo di questo genere musicale, e Benin International Musical in anteprima assoluta in Italia, collettivo che si distingue per le sonorità tra voodoo, rock ed elettronica. Si vola in Argentina con Chancha Via Circuito, il produttore che negli ultimi 10 anni ha fatto esplodere la nuova musica elettronica sudamericana e poi ancora La Yegros, considerata la regina della nuova cumbia, che porta da Buenos Aires la sua miscela di folklore andino, dancehall giamaicana ed elettronica.

La dimensione elettronica si manifesta con Roni Size, inglese di origini giamaicane, si resta in Uk con Auntie Flo uno degli artisti di spicco della nuova world club music. Poi si ritorna in Sicilia con la nuova idea di sonorità dell’isola, espressa da Alessio Bondì, definito un artista a metà tra Jeff Buckley e Rosa Balistreri, firma le sue liriche in una lingua intima: il dialetto siciliano. Una lingua arcaica e contemporanea che ispira anche Chris Obehi, polistrumentista nigeriano, arrivato a Palermo giovanissimo dopo aver attraversato l’Africa ed essere approdato a Lampedusa, nella sua musica una singolare sinergia tra folk, indie, reggae e pop fa da ponte tra Africa e le sonorità tradizionali siciliane. Le stesse che vengono riproposte da Matilde Politi & Simona Di Gregorio che accostano i canti dalla tradizione orale siciliana a brani originali.

La spiaggia di San Vito Lo Capo

E poi ancora sarà la volta di Sergio Beercock, metà inglese metà siciliano, attore e autore teatrale, cantante e polistrumentista che con il suo “one-man-show” rappresenta la costruzione di una multiculturalità sonora e identitaria, partendo dal folk inglese e arrivando ai canti argentini e cileni, passando per il soul e la black music. Un’identità forte quella proposta anche da The Daggs una giovane band che canta e scrive in arbëreshe, l’antica lingua ancora parlata a Piana degli Albanesi, comune siciliano nel quale si mantiene viva la secolare cultura degli albanesi di Sicilia.

Sono due i luoghi scelti per il Festival: “Santuario Stage”, nel cuore del centro storico, con ben tre concerti gratuiti al giorno, qui dal tramonto in poi si potrà fare festa al ritmo di Afrobeat, Highlife, Cumbia, Afroblues e Folk e “Antròpico Stage”, dove si esibiranno dj internazionali e locali. La direzione artistica di Mondo Sounds è di Fabio Rizzo e Francesca Perricone, palermitana, ma di base a San Francisco dove lavora alla produzione di eventi musicali internazionali.

L’arte eclettica di Renato Mambor in mostra

L’esposizione a Villa Zito propone, tra quadri, sculture e fotografie, l’esperienza artistica di uno tra i più significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni

di Redazione

È stato uno dei protagonisti della Scuola di piazza del Popolo: artista e performer, non ha mai abbandonato il teatro, pur continuando ad avere un ruolo di primo piano nel dibattito artistico. Sabato 18 maggio alle 18 a Palermo, nell’ambito della Settimana delle Culture, si inaugura a Villa Zito “A tutto Mambor. L’arte di osservare”, a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Maurizio Calvesi. La mostra, visitabile fino al 15 luglio, è promossa dalla Fondazione Sicilia su un progetto di Marzia Spatafora.

Renato Mambor – “Ultimo giorno”

L’esposizione ripercorre, attraverso una selezione di quaranta opere pittoriche, una decina di sculture e una decina di fotografie, l’esperienza artistica di Renato Mambor, tra i più grandi e significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni. Protagonista della Scuola romana di piazza del Popolo dei primi anni Sessanta con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Pascali, Mauri, Baruchello, Ceroli, Patella e Kounellis, Mambor ha attraversato tutto il decennio partecipando al clima di rinnovamento dell’arte dopo il periodo Informale recitando un ruolo di primo piano anche come performer.

Dopo aver inizialmente preso parte anche al clima concettuale tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta (verrà invitato anche alle prime mostre di Arte Povera), Mambor si dedicherà per lungo tempo al teatro d’avanguardia per ritornare all’attività espositiva a metà degli anni Ottanta, che non abbandonerà mai fino alla sua scomparsa, ottenendo negli ultimi dieci anni numerosi riconoscimenti dall’estero oltreché in Italia. Temi ricorrenti, ricerca di contatto con lo spettatore, uso di figure lontane dall’immaginario artistico: Mambor è tutto questo.

Renato Mambor – “Saltare”

Di notevole importanza è la serie di undici pannelli dal titolo “Diario degli amici” realizzata nel 1967 da dieci compagni di strada dell’artista; Mambor aveva assegnato ad ogni amico – Boetti, Tacchi, Mauri, Icaro, Ceroli, Mattiacci, Marotta, Pascali, Pirelli, Remotti e Maini – un pannello di uguali dimensioni su cui ciascuno era intervenuto con la propria cifra stilistica. A quarant’anni di distanza dal primo, Mambor realizzerà nel 2007 un nuovo diario composto da dieci elementi (di cui in mostra se ne possono ammirare quattro) riprendendo l’idea iniziale di un modulo compositivo identico per tutti i pannelli, questa volta però eseguito autonomamente, senza apporti esterni.

“La collaborazione con un’importante appuntamento per la città, come Settimana delle Culture, conferma la volontà di Fondazione Sicilia – afferma il presidente, Raffaele Bonsignore – di essere sempre più parte attiva nel territorio. Siamo felici di ospitare, in questa occasione, la mostra su Renato Mambor, con tutte implicazioni che contiene la sua affascinante teoria sull’osservazione. Un tassello in più verso la divulgazione dei linguaggi contemporanei, altro obiettivo della Fondazione”.

L’esposizione a Villa Zito propone, tra quadri, sculture e fotografie, l’esperienza artistica di uno tra i più significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni

di Redazione

È stato uno dei protagonisti della Scuola di piazza del Popolo: artista e performer, non ha mai abbandonato il teatro, pur continuando ad avere un ruolo di primo piano nel dibattito artistico. Sabato 18 maggio alle 18 a Palermo, nell’ambito della Settimana delle Culture, si inaugura a Villa Zito “A tutto Mambor. L’arte di osservare”, a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Maurizio Calvesi. La mostra, visitabile fino al 15 luglio, è promossa dalla Fondazione Sicilia su un progetto di Marzia Spatafora.

Renato Mambor – “Ultimo giorno”

L’esposizione ripercorre, attraverso una selezione di quaranta opere pittoriche, una decina di sculture e una decina di fotografie, l’esperienza artistica di Renato Mambor, tra i più grandi e significativi artisti italiani degli ultimi 60 anni. Protagonista della Scuola romana di piazza del Popolo dei primi anni Sessanta con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Pascali, Mauri, Baruchello, Ceroli, Patella e Kounellis, Mambor ha attraversato tutto il decennio partecipando al clima di rinnovamento dell’arte dopo il periodo Informale recitando un ruolo di primo piano anche come performer.

Dopo aver inizialmente preso parte anche al clima concettuale tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta (verrà invitato anche alle prime mostre di Arte Povera), Mambor si dedicherà per lungo tempo al teatro d’avanguardia per ritornare all’attività espositiva a metà degli anni Ottanta, che non abbandonerà mai fino alla sua scomparsa, ottenendo negli ultimi dieci anni numerosi riconoscimenti dall’estero oltreché in Italia. Temi ricorrenti, ricerca di contatto con lo spettatore, uso di figure lontane dall’immaginario artistico: Mambor è tutto questo.

Renato Mambor – “Saltare”

Di notevole importanza è la serie di undici pannelli dal titolo “Diario degli amici” realizzata nel 1967 da dieci compagni di strada dell’artista; Mambor aveva assegnato ad ogni amico – Boetti, Tacchi, Mauri, Icaro, Ceroli, Mattiacci, Marotta, Pascali, Pirelli, Remotti e Maini – un pannello di uguali dimensioni su cui ciascuno era intervenuto con la propria cifra stilistica. A quarant’anni di distanza dal primo, Mambor realizzerà nel 2007 un nuovo diario composto da dieci elementi (di cui in mostra se ne possono ammirare quattro) riprendendo l’idea iniziale di un modulo compositivo identico per tutti i pannelli, questa volta però eseguito autonomamente, senza apporti esterni.

“La collaborazione con un’importante appuntamento per la città, come Settimana delle Culture, conferma la volontà di Fondazione Sicilia – afferma il presidente, Raffaele Bonsignore – di essere sempre più parte attiva nel territorio. Siamo felici di ospitare, in questa occasione, la mostra su Renato Mambor, con tutte implicazioni che contiene la sua affascinante teoria sull’osservazione. Un tassello in più verso la divulgazione dei linguaggi contemporanei, altro obiettivo della Fondazione”.

Una giornata per Parco Tindari, cresce la voglia di verde in città

Uno spazio non utilizzato alla periferia di Palermo ospita una festa all’insegna dello sport e della sostenibilità. Il progetto è di farne un’area fruibile per tutti i residenti

di Redazione

Un parco dello sport e della sostenibilità nel quartiere Borgo Nuovo, alla periferia ovest di Palermo. Prende corpo l’idea di trasformare lo spazio verde oggi non utilizzato, che si trova tra via Tindari e piazza San Paolo, in un parco urbano a disposizione dei cittadini. Lo spazio ribattezzato Parco Tindari, arrivato al decimo posto regionale con le oltre 4.000 firme nella campagna dei Luoghi del Cuore del Fai, sarà protagonista di SportNextStop, la seconda edizione del festival Sonoborgonuovo.

Sabato 18 maggio, a partire dalle 9,30, si svolgerà una giornata di sport alla portata di tutti, durante la quale sarà ospitata una tappa del torneo di Mediterraneo antirazzista, poi il circuito di presentazione dei campionati di italiani di scherma e ancora dimostrazioni sportive di lotta, judo, taekwondo, kalicalasag, Cheerleading, basket in carrozzina e mountain bike.

Sarà presente, in rappresentanza del Comune, il vice sindaco Fabio Giambrone. In virtù di questo obiettivo, la terza commissione consiliare ha avviato un tavolo tecnico che ha coinvolto l’università e varie associazioni per la definizione di un progetto più articolato che verrà presentato entro la metà di giugno al Fai. Durante la giornata, sarà inoltre presente, l’unità mobile di strada del Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Npia dell’Asp di Palermo, nata per raggiungere i giovani consumatori di stupefacenti ed alcol che, per diverse ragioni, non si rivolgono ai servizi sanitari. Sarà possibile, inoltre, fare screening ematici per la prevenzione dell’infezione Hiv, ricevere informazioni sulle patologie connesse ai consumi di droghe e parlare con gli operatori presenti.

Patrocinato dal Comune di Palermo, l’evento è organizzato dall’associazione ComPA aps, con la collaborazione della quinta circoscrizione.

Uno spazio non utilizzato alla periferia di Palermo ospita una festa all’insegna dello sport e della sostenibilità. Il progetto è di farne un’area fruibile per tutti i residenti

di Redazione

Un parco dello sport e della sostenibilità nel quartiere Borgo Nuovo, alla periferia ovest di Palermo. Prende corpo l’idea di trasformare lo spazio verde oggi non utilizzato, che si trova tra via Tindari e piazza San Paolo, in un parco urbano a disposizione dei cittadini. Lo spazio ribattezzato Parco Tindari, arrivato al decimo posto regionale con le oltre 4.000 firme nella campagna dei Luoghi del Cuore del Fai, sarà protagonista di SportNextStop, la seconda edizione del festival Sonoborgonuovo.

Sabato 18 maggio, a partire dalle 9,30, si svolgerà una giornata di sport alla portata di tutti, durante la quale sarà ospitata una tappa del torneo di Mediterraneo antirazzista, poi il circuito di presentazione dei campionati di italiani di scherma e ancora dimostrazioni sportive di lotta, judo, taekwondo, kalicalasag, Cheerleading, basket in carrozzina e mountain bike.

Sarà presente, in rappresentanza del Comune, il vice sindaco Fabio Giambrone. In virtù di questo obiettivo, la terza commissione consiliare ha avviato un tavolo tecnico che ha coinvolto l’università e varie associazioni per la definizione di un progetto più articolato che verrà presentato entro la metà di giugno al Fai. Durante la giornata, sarà inoltre presente, l’unità mobile di strada del Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Npia dell’Asp di Palermo, nata per raggiungere i giovani consumatori di stupefacenti ed alcol che, per diverse ragioni, non si rivolgono ai servizi sanitari. Sarà possibile, inoltre, fare screening ematici per la prevenzione dell’infezione Hiv, ricevere informazioni sulle patologie connesse ai consumi di droghe e parlare con gli operatori presenti.

Patrocinato dal Comune di Palermo, l’evento è organizzato dall’associazione ComPA aps, con la collaborazione della quinta circoscrizione.

“May-Day”, arriva la maratona musicale per i diritti umani

Al Castello a Mare di Palermo va in scena il concerto che vede sul palco artisti come Roy Paci, Brunori Sas e i Punkreas e il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea

di Redazione

“Mayday”, come il grido d’allarme per chiedere aiuto. Ma anche come un giorno di maggio in cui musica, arte e cultura stanno dalla parte degli esseri umani senza distinzione di sesso, religione, pelle, per un mondo senza frontiere in cui tutti hanno il diritto di spostarsi e costruirsi un futuro migliore. Sabato 25 maggio, al Castello a Mare al civico 25 di via Filippo Patti, va in scena la prima edizione di May-Day, la maratona musicale dei diritti umani pensata da Mediterraneo Antirazzista Palermo e Mediterranea Saving Humans. Dodici ore di musica per il Mediterraneo il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea e il viaggio dei giovani dei quartieri popolari del capoluogo siciliano che,grazie alla dodicesima edizione dell’ormai storico evento Mediterraneo Antirazzista, parteciperanno ai mondiali antirazzisti di Riace e alla tappa di Scampia, rispettivamente il prossimo luglio e giugno.

Roy Paci

Solidarietà, amore e diritti saranno i protagonisti principali sul palco insieme agli artisti che hanno aderito all’iniziativa. I primi “sì” sono arrivati da Roy Paci – che insieme a Christian ‘Picciotto’ sarà il direttore artistico – Brunori Sas e Punkreas. A ruota sono arrivate le conferme di Davide Shorty, Stefano Piazza, Diodato, Samuel dei Subsonica, ‘O Zulù dei 99 Posse, Cor Veleno, Alessio Bondì, Enzo Savastano, Renzo Rubino, Johnny Marsiglia & Big Joe e ancora Cacao Mental, Darko, Felix de Almeida, Ivan Granatino, Sandro Joyeux, Johnny Marsiglia & Big Joe, Chino Mortero, Piccola Orchestra Tavola Tonda, Igor Scalisi Palminteri, Shakalab, Angelo Sicurella, TetraHeaDrop e Agnello. A presentare May-Day sarà Stefano Piazza, insieme a Roy Paci e Christian ‘Picciotto’.

Da mezzogiorno a mezzanotte, così, la musica sarà il filo conduttore che unirà tutti nel nome dei diritti e dell’umanità. Sul palco del Castello a Mare di Palermo, il concerto di dodici ore – un unicum nel suo genere – rappresenta un importante momento di sintesi culturale in cui la musica rappresenta il canale più efficace per dire no a razzismo, xenofobia e discriminazioni. Dodici ore dedicate a istanze di terra e di mare, senza alcuna distinzione, sostenendo sia le missioni della Mare Iono, sia il progetto di Mediterraneo Antirrazista. Tutti gli artisti che hanno dato il loro consenso, e che lo daranno nei prossimi giorni, lo hanno fatto infatti solo per ragioni di cuore e di etica e si esibiranno sul palco a titolo gratuito.

Dario Brunori

Il diritti del Mediterraneo, ma non solo, saranno così al centro di una giornata che mira a sostenere sia Mediterranea Saving Humans, la piattaforma della società civile italiana finanziata esclusivamente grazie alle donazioni di singoli cittadini che attraverso un crowfunding ha già raccolto più di 700mila euro per coprire i costi della nave Mare Ionio e delle sue prime missioni, sia Mediterraneo Antirazzista, un coordinamento di organizzazioni locali palermitane che attraverso lo sport porta ogni anno tra le periferie della città i temi del rispetto dell’altro e dell’inclusione, riuscendo a parlare tra le strade a migliaia di ragazzi e ragazze di tutte le provenienze.

I biglietti sono acquistabili online sul sito Eventbride al costo di 12 euro più diritti di prevendita o da Moltivolti, al civico 21 di via Giuseppe Mario Puglia.

Al Castello a Mare di Palermo va in scena il concerto che vede sul palco artisti come Roy Paci, Brunori Sas e i Punkreas e il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea

di Redazione

“Mayday”, come il grido d’allarme per chiedere aiuto. Ma anche come un giorno di maggio in cui musica, arte e cultura stanno dalla parte degli esseri umani senza distinzione di sesso, religione, pelle, per un mondo senza frontiere in cui tutti hanno il diritto di spostarsi e costruirsi un futuro migliore. Sabato 25 maggio, al Castello a Mare al civico 25 di via Filippo Patti, va in scena la prima edizione di May-Day, la maratona musicale dei diritti umani pensata da Mediterraneo Antirazzista Palermo e Mediterranea Saving Humans. Dodici ore di musica per il Mediterraneo il cui ricavato andrà a sostenere la missione in mare di Mediterranea e il viaggio dei giovani dei quartieri popolari del capoluogo siciliano che,grazie alla dodicesima edizione dell’ormai storico evento Mediterraneo Antirazzista, parteciperanno ai mondiali antirazzisti di Riace e alla tappa di Scampia, rispettivamente il prossimo luglio e giugno.

Roy Paci

Solidarietà, amore e diritti saranno i protagonisti principali sul palco insieme agli artisti che hanno aderito all’iniziativa. I primi “sì” sono arrivati da Roy Paci – che insieme a Christian ‘Picciotto’ sarà il direttore artistico – Brunori Sas e Punkreas. A ruota sono arrivate le conferme di Davide Shorty, Stefano Piazza, Diodato, Samuel dei Subsonica, ‘O Zulù dei 99 Posse, Cor Veleno, Alessio Bondì, Enzo Savastano, Renzo Rubino, Johnny Marsiglia & Big Joe e ancora Cacao Mental, Darko, Felix de Almeida, Ivan Granatino, Sandro Joyeux, Johnny Marsiglia & Big Joe, Chino Mortero, Piccola Orchestra Tavola Tonda, Igor Scalisi Palminteri, Shakalab, Angelo Sicurella, TetraHeaDrop e Agnello. A presentare May-Day sarà Stefano Piazza, insieme a Roy Paci e Christian ‘Picciotto’.

Da mezzogiorno a mezzanotte, così, la musica sarà il filo conduttore che unirà tutti nel nome dei diritti e dell’umanità. Sul palco del Castello a Mare di Palermo, il concerto di dodici ore – un unicum nel suo genere – rappresenta un importante momento di sintesi culturale in cui la musica rappresenta il canale più efficace per dire no a razzismo, xenofobia e discriminazioni. Dodici ore dedicate a istanze di terra e di mare, senza alcuna distinzione, sostenendo sia le missioni della Mare Iono, sia il progetto di Mediterraneo Antirrazista. Tutti gli artisti che hanno dato il loro consenso, e che lo daranno nei prossimi giorni, lo hanno fatto infatti solo per ragioni di cuore e di etica e si esibiranno sul palco a titolo gratuito.

Dario Brunori

Il diritti del Mediterraneo, ma non solo, saranno così al centro di una giornata che mira a sostenere sia Mediterranea Saving Humans, la piattaforma della società civile italiana finanziata esclusivamente grazie alle donazioni di singoli cittadini che attraverso un crowfunding ha già raccolto più di 700mila euro per coprire i costi della nave Mare Ionio e delle sue prime missioni, sia Mediterraneo Antirazzista, un coordinamento di organizzazioni locali palermitane che attraverso lo sport porta ogni anno tra le periferie della città i temi del rispetto dell’altro e dell’inclusione, riuscendo a parlare tra le strade a migliaia di ragazzi e ragazze di tutte le provenienze.

I biglietti sono acquistabili online sul sito Eventbride al costo di 12 euro più diritti di prevendita o da Moltivolti, al civico 21 di via Giuseppe Mario Puglia.

Alberto Angela riceve la laurea “honoris causa”

Riconoscimento dell’Università di Palermo allo scrittore e divulgatore scientifico per la sua attività di comunicazione del patrimonio culturale

di Redazione

Racconta le “meraviglie” del mondo come pochi altri, tra sorrisi sornioni, toni colloquiali e inconfondibili gestualità. Non è un caso che l’Università di Palermo abbia deciso di conferigli la laurea “honoris causa” in “Comunicazione del Patrimonio Culturale”. Neo dottore sarà l’eclettico Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, che ha fatto del racconto di storie e tesori la sua missione di vita.

La cerimonia sarà celebrata martedì 14 maggio, alle 11, nella Sala delle Capriate dello Steri. Come vuole la prassi, sarà il rettore dell’Università, Fabrizio Micari, a conferire il titolo allo scrittore. Dopo i saluti, il programma prevede gli interventi di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio culturale, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società. Quindi la lettura della motivazione da parte di Salvatore Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei Corsi di studi in Scienze della Comunicazione; la laudatio a cura di Serena Marcenò, docente di filosofia politica, e per finire, la lectio magistralis dello stesso Alberto Angela.

L’evento ha l’obiettivo, inoltre, di far conoscere il corso di laurea in Comunicazione per il Patrimonio culturale, che forma esperti che saranno poi destinati a diventare professionisti in tutti gli ambiti della comunicazione relativa al patrimonio materiale e immateriale. Ciò avverrà con un testimone d’eccezione che ha fatto di quest’ambito la propria ragione di vita. La laurea “honoris causa” ad Alberto Angela è la seconda conferita dall’ateneo palermitano, dopo quella a Ferzan Opzetek di pochi giorni. Chiuderà questo ciclo di riconoscimenti la laurea “honoris causa” a Moni Ovadia.

Riconoscimento dell’Università di Palermo allo scrittore e divulgatore scientifico per la sua attività di comunicazione del patrimonio culturale

di Redazione

Racconta le “meraviglie” del mondo come pochi altri, tra sorrisi sornioni, toni colloquiali e inconfondibili gestualità. Non è un caso che l’Università di Palermo abbia deciso di conferigli la laurea “honoris causa” in “Comunicazione del Patrimonio Culturale”. Neo dottore sarà l’eclettico Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, che ha fatto del racconto di storie e tesori la sua missione di vita.

La cerimonia sarà celebrata martedì 14 maggio, alle 11, nella Sala delle Capriate dello Steri. Come vuole la prassi, sarà il rettore dell’Università, Fabrizio Micari, a conferire il titolo allo scrittore. Dopo i saluti, il programma prevede gli interventi di Girolamo Cusimano, presidente della Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio culturale, e di Michele Cometa, direttore del Dipartimento Culture e Società. Quindi la lettura della motivazione da parte di Salvatore Vaccaro, coordinatore del Consiglio dei Corsi di studi in Scienze della Comunicazione; la laudatio a cura di Serena Marcenò, docente di filosofia politica, e per finire, la lectio magistralis dello stesso Alberto Angela.

L’evento ha l’obiettivo, inoltre, di far conoscere il corso di laurea in Comunicazione per il Patrimonio culturale, che forma esperti che saranno poi destinati a diventare professionisti in tutti gli ambiti della comunicazione relativa al patrimonio materiale e immateriale. Ciò avverrà con un testimone d’eccezione che ha fatto di quest’ambito la propria ragione di vita. La laurea “honoris causa” ad Alberto Angela è la seconda conferita dall’ateneo palermitano, dopo quella a Ferzan Opzetek di pochi giorni. Chiuderà questo ciclo di riconoscimenti la laurea “honoris causa” a Moni Ovadia.

Le Vie dei Tesori tra palazzi, musei e passeggiate

Un’anticipazione del Festival, all’interno della Settimana delle Culture, con otto luoghi tutti da scoprire che racconteranno nuove storie

di Redazione

Nelle sue stanze si amarono l’ammiraglio Horatio Nelson e lady Emma Hamilton, ma vi soggiornarono anche Richard Wagner e Pietro Mascagni. Palazzo De Gregorio torna ad aprire le sue sale per un’anticipazione del Festival Le Vie dei Tesori, che torna a Palermo per due weekend, sabato 11 e domenica 12, e poi il 18 e 19 maggio, all’interno della Settimana delle Culture. Sono in tutto otto i luoghi su prenotazione che per l’occasione mostreranno tesori sconosciuti o racconteranno nuove storie.

Palazzo De Gregorio

Nel seicentesco Palazzo De Gregorio (qui per prenotare), dove vissero anche i Lampedusa, è stata allestita per l’occasione una stanza con i reperti archeologici dell’eclettico Antonio De Gregorio Brunaccini, tutti catalogati dalla Soprintendenza. Si potranno ammirare anche foto scattate con una delle primissime macchine fotografiche e parecchi spartiti. Poi, nelle sale è esposto anche un prezioso San Gerolamo di scuola caravaggesca. Il Palazzo si sviluppa attorno a un cortile interno, dominato da una fastosa fontana rocaille. Sul piano nobile, si apre il salone delle feste con il soffitto affrescato collegato alla cappella.

Sarà aperta anche la Palazzina dei Quattro Pizzi, il gioiello di Casa Florio (qui per prenotare), dove nel secondo weekend, verrà allestita una mostra che si ricollegherà idealmente alla passione dal cadetto di Casa Florio, Vincenzo, per le auto. Molto suggestivi gli interni, con una fastosa decorazione cromatica e uno straordinario mobilio con intagli che sembrano ricami in legno. Lo zar di Russia Nicola I, insieme alla zarina Alessandra e alla figlia, in visita a Casa Florio nel 1845, rimase talmente affascinato da tanto splendore da voler riprodurre una sala identica a quella della torre nella sua residenza di San Pietroburgo (ve ne abbiamo parlato qui).

Ritratto di Domenico Galati di Riella

Ma questo “assaggio” del festival non prevede soltanto visite ai palazzi. Saranno aperti, infatti, anche i depositi della Gam, la Galleria di arte moderna (qui per prenotare), dove si potrà scoprire per la prima volta un ritratto affascinante di scuola Macchiaiola, firmato da Federico Zandomeneghi, che si mostra dopo il restauro promosso da Salvare Palermo. È una delle tre opere che, undici mesi prima di morire, nel 1996, la nobildonna Rosalia Galati di Riella lascia in eredità alla Gam, insieme con due pastelli di Ettore Ximenes. Il ritratto ha mostrato altre dediche, affiorate dalla tela, e una storia particolare che passa anche dal nobiluomo ritratto, Domenico Galati di Riella, avvocato, poeta e drammaturgo.

Aperto straordinariamente anche il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria (qui per prenotare), dove molti anziani palermitani hanno rivissuto il disastroso bombardamento del 9 maggio del 1943, che sarà per l’occasione raccontato. E ancora, torna l’amatissimo giro sul piper dall’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare), con cui potrete ammirare la città dall’alto, per poi scendere nelle viscere della terra, visitando i qanat (qui per prenotare). Sarà aperto anche lo storico museo dell’anice Tutone (qui per prenotare) o quello del caffè Morettino (qui per prenotare), per finire con due passeggiate per salutare la Santuzza in cima a Monte Pellegrino, la prima sabato 18 (prenota qui) e la seconda domenica 19 maggio (prenota qui).

Tutte le esperienze sono prenotabili (cliccando qui) con un contributo di 5 euro per la visita guidata ai luoghi su prenotazione e 25 euro per il giro sul piper. Nel caso in cui i turni non fossero pieni, si potrà andare direttamente sul posto e partecipare alla visita guidata senza prenotazione.

Un’anticipazione del Festival, all’interno della Settimana delle Culture, con otto luoghi tutti da scoprire che racconteranno nuove storie

di Redazione

Nelle sue stanze si amarono l’ammiraglio Horatio Nelson e lady Emma Hamilton, ma vi soggiornarono anche Richard Wagner e Pietro Mascagni. Palazzo De Gregorio torna ad aprire le sue sale per un’anticipazione del Festival Le Vie dei Tesori, che torna a Palermo per due weekend, sabato 11 e domenica 12, e poi il 18 e 19 maggio, all’interno della Settimana delle Culture. Sono in tutto otto i luoghi su prenotazione che per l’occasione mostreranno tesori sconosciuti o racconteranno nuove storie.

Palazzo De Gregorio

Nel seicentesco Palazzo De Gregorio (qui per prenotare), dove vissero anche i Lampedusa, è stata allestita per l’occasione una stanza con i reperti archeologici dell’eclettico Antonio De Gregorio Brunaccini, tutti catalogati dalla Soprintendenza. Si potranno ammirare anche foto scattate con una delle primissime macchine fotografiche e parecchi spartiti. Poi, nelle sale è esposto anche un prezioso San Gerolamo di scuola caravaggesca. Il Palazzo si sviluppa attorno a un cortile interno, dominato da una fastosa fontana rocaille. Sul piano nobile, si apre il salone delle feste con il soffitto affrescato collegato alla cappella.

Palazzina dei Quattro Pizzi

Sarà aperta anche la Palazzina dei Quattro Pizzi, il gioiello di Casa Florio (qui per prenotare), dove nel secondo weekend, verrà allestita una mostra che si ricollegherà idealmente alla passione dal cadetto di Casa Florio, Vincenzo, per le auto. Molto suggestivi gli interni, con una fastosa decorazione cromatica e uno straordinario mobilio con intagli che sembrano ricami in legno. Lo zar di Russia Nicola I, insieme alla zarina Alessandra e alla figlia, in visita a Casa Florio nel 1845, rimase talmente affascinato da tanto splendore da voler riprodurre una sala identica a quella della torre nella sua residenza di San Pietroburgo (ve ne abbiamo parlato qui).

Ritratto di Domenico Galati di Riella

Ma questo “assaggio” del festival non prevede soltanto visite ai palazzi. Saranno aperti, infatti, anche i depositi della Gam, la Galleria di arte moderna (qui per prenotare), dove si potrà scoprire per la prima volta un ritratto affascinante di scuola Macchiaiola, firmato da Federico Zandomeneghi, che si mostra dopo il restauro promosso da Salvare Palermo. È una delle tre opere che, undici mesi prima di morire, nel 1996, la nobildonna Rosalia Galati di Riella lascia in eredità alla Gam, insieme con due pastelli di Ettore Ximenes. Il ritratto ha mostrato altre dediche, affiorate dalla tela, e una storia particolare che passa anche dal nobiluomo ritratto, Domenico Galati di Riella, avvocato, poeta e drammaturgo.

Aperto straordinariamente anche il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria (qui per prenotare), dove molti anziani palermitani hanno rivissuto il disastroso bombardamento del 9 maggio del 1943, che sarà per l’occasione raccontato. E ancora, torna l’amatissimo giro sul piper dall’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare), con cui potrete ammirare la città dall’alto, per poi scendere nelle viscere della terra, visitando i qanat (qui per prenotare). Sarà aperto anche lo storico museo dell’anice Tutone (qui per prenotare) o quello del caffè Morettino (qui per prenotare), per finire con due passeggiate per salutare la Santuzza in cima a Monte Pellegrino, la prima sabato 18 (prenota qui) e la seconda domenica 19 maggio (prenota qui).

Tutte le esperienze sono prenotabili (cliccando qui) con un contributo di 5 euro per la visita guidata ai luoghi su prenotazione e 25 euro per il giro sul piper. Nel caso in cui i turni non fossero pieni, si potrà andare direttamente sul posto e partecipare alla visita guidata senza prenotazione.

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