Torri, caserme e lidi ai privati: pronto bando della Regione

L’assessorato al Territorio e Ambiente vuole assegnare ventisette edifici, situati sul demanio marittimo e sparsi in sei province dell’Isola

di Redazione

Antiche torri, ex depositi, caserme e fabbricati abbandonati di proprietà della Regione Siciliana, potrebbero rinascere grazie agli interventi dei privati. È pronto il secondo bando dell’assessorato al Territorio e ambiente per l’assegnazione di ventisette edifici, situati sul demanio marittimo, sparsi in sei province dell’Isola: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Messina, Palermo e Trapani. L’iniziativa avviata dal governo regionale prevede la concessione delle strutture – a titolo oneroso con procedura di evidenza pubblica – per un periodo che varia da sei a cinquant’anni. Prevista la possibilità di nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche compatibili con gli utilizzi del demanio marittimo. Dunque spazio anche a possibili lidi, ristoranti e strutture ricettive. Si tratta di strutture che si trovano in siti di particolare interesse paesaggistico che – attraverso l’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria, consolidamento, ristrutturazione, recupero o, comunque, di riqualificazione – possono essere restituiti alla pubblica fruizione e contemporaneamente messi a reddito.

L’ex Agrumaria di Corleone a Palermo

Sono stati messi a bando i seguenti beni. In provincia di Palermo, sono inserite cinque strutture: l’ex Agrumaria Corleone di via Messina Marine e il Pontile Romagnolo nel capoluogo; l’ex Arena Grasso in largo Caduti del mare a Termini Imerese; l’ex Lido Olivella a Santa Flavia e la Torre Pozzillo a Cinisi. Nel Trapanese, ci sono un magazzino a Trapani (via Vallona, angolo via Scudamiglio) e una porzione della Torre San Teodoro sulla strada provinciale a Marsala, oltre ad altri quattro beni nell’isola di Pantelleria: un ex deposito nel Porto nuovo e un altro sul molo Wojtyla, il magazzino di Punta Croce e l’ex Faro San Leonardo.

Ex Agenzia delle Dogane a Riposto

Quattro sono, invece, i beni in provincia di Agrigento: ex Cantiere Grazia e Palazzina Piloti, nel porto di Licata, oltre a due lotti del fabbricato sbarcatoio nel porto di Lampedusa. Tre nel Nisseno, tutti a Gela: la cosiddetta Conchiglia, il Lido Eden entrambi sul lungomare Federico II di Svevia e un pontile sbarcatoio sul lungomare. Quattro in provincia di Catania: due lotti riguardano le ex Agenzia delle Dogane in via Duca del mare a Riposto e altri due il rudere dell’immobile Sant’Anna a Mascali. Nel Messinese cinque gli immobili: l’ex colonia di via Cicerata a Barcellona Pozzo di Gotto, l’ex Samar di via Contessa Violante a Messina, le ex Cupole di via Marinaio d’Italia a Milazzo, un bene sito a piazza Marina corta di Lipari e un altro in via Cristoforo Colombo a Oliveri. Le domande vanno presentate entro il 4 novembre.

Il Pontile Romagnolo a Palermo

All’inizio dell’anno era stato pubblicato, sempre dal dipartimento Ambiente guidato da Giuseppe Battaglia, un primo bando per l’assegnazione di altri 18 beni. Per questi è stata completata l’istruttoria da alcune settimane per nove e la relativa graduatoria è già stilata. La concessione riguarda: il manufatto ex Opa di Sferracavallo a Palermo; l’ex bar e ristorante Cannatello di Agrigento; due lotti relativi agli ex bagni pubblici Marina di Cottone a Fiumefreddo di Sicilia, nel Catanese; il Castello di Falconara a Butera; la lanterna-semaforo Carro di Scicli; l’ex abitazione di Punta Sottile a Favignana e l’ex casa agricola sulla strada provinciale Torretta Granitola a Mazara del Vallo.

La Torre San Teodoro a Marsala

“Abbiamo trasformato – commenta il presidente della Regione Nello Musumeci – il patrimonio perduto dei beni storici collocati sul demanio marittimo in un elemento di attrattività e valorizzazione del territorio. È stato necessario un lungo e attento lavoro di ricognizione. Con la pubblicazione del secondo bando possiamo dire che siamo riusciti a garantire la conservazione e il recupero di strutture storiche, alcune delle quali risalenti al XVII o al XVIII secolo e la loro messa a reddito. L’affidamento, che avverrà attraverso un’attenta analisi delle richieste darà modo all’imprenditoria sana di Sicilia di mettersi in gioco e partecipare alla valorizzazione delle nostre ricchezze”.

Passi avanti verso il restauro del Politeama Garibaldi

I lavori saranno appaltati entro l’anno. Con il recupero dei quattro prospetti e della copertura, si concluderanno gli interventi avviati alcuni anni fa e poi sospesi

di Redazione

Si avvicina il restauro del Politeama Garibaldi di Palermo. Questa mattina, nel corso di un sopralluogo dell’assessore comunale alla Rigenerazione urbana e alla città storica, Maria Prestigiacomo e dei tecnici comunali, è stato annunciato che i lavori saranno appaltati entro quest’anno. Il restauro dei quattro prospetti e della copertura, finanziato con fondi ministeriali e della Cassa Depositi e Prestiti, per 4,4 milioni di euro, concluderà così una parte importante degli interventi avviati alcuni anni fa e poi sospesi.

Sopralluogo al Politeama

Al sopralluogo erano presenti, tra gli altri, il presidente del Cda della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Stefano Santoro; il sovrintendente Antonino Marcellino e gli architetti Paolo Porretto, Giovanni Crivello e Giuseppe Lopes. “Il Politeama – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – è uno dei cardini del sistema teatrale e musicale della città, che vogliamo sia sempre più un luogo accogliente e sicuro non solo per i tanti spettatori ed appassionati che ne seguono gli spettacoli, ma anche per chi vi lavora con grande passione e dedizione “.

La sala del Politeama Garibaldi

“Il teatro – ha aggiunto l’assessore Prestigiacomo – è una risorsa della città e come tale ha l’attenzione dell’amministrazione comunale. Con il presidente della Foss abbiamo individuato un percorso comune per intervenire entro la fine dell’anno assicurando gli interventi necessari”. Il presidente Stefano Santoro, ha accolto l’assessore Prestigiacomo e i tecnici della Città storica, sottolineando “il ruolo centrale del teatro e dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, cosicchè esso possa essere fruito dai cittadini, dagli amanti della musica e dai turisti che ogni giorno visitano la città”.

Il Politeama Garibaldi ha quasi centocinquant’anni di vita. Fu inaugurato, su progetto dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, nel 1874, con l’opera “Capuleti e Montecchi” di Vincenzo Bellini. Il teatro, realizzato dall’impresa francese Galland, è in stile neoclassico pompeiano. La copertura, considerata per l’epoca opera di grande ingegneria, venne realizzata in metallo dalla Fonderia Oretea nel novembre del 1877. Gli ultimi lavori, di abbellimento, furono realizzati nel 1891 in occasione della grande Esposizione Nazionale che si teneva quell’anno a Palermo.

Apre la Fonte Aretusa con un nuovo percorso di visita

Si potrà camminare accanto allo specchio di acqua di Ortigia, popolato da papiri e animali acquatici, accompagnati da audioguide in tutte le lingue

di Redazione

Una passeggiata tra papiri e animali acquatici in un luogo mitico, cantato nei secoli da poeti, musicisti e drammaturghi. La Fonte Aretusa, nel cuore di Ortigia a Siracusa, apre finalmente al pubblico, dopo il recente intervento di adeguamento strutturale e funzionale. Un percorso di visita che, dal 6 agosto, consente di ammirarne dall’interno la bellezza, accompagnati dalle voci italiane di Isabella Ragonese, Sergio Grasso e Stefano Starna, con un’audioguida disponibile anche in inglese, francese, spagnolo e cinese.

I papiri della Fonte Aretusa

Si potrà camminare accanto allo specchio di acqua dolce popolato dai papiri nilotici e da animali acquatici, donati dai siracusani come devozione a una mitologia lontana nel tempo. È il primo risultato del progetto di valorizzazione elaborato da Civita Sicilia come concessionario del Comune di Siracusa, con la collaborazione della Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese. Il progetto, elaborato e diretto per la parte architettonica da Francesco Santalucia, Viviana Russello e Domenico Forcellini, ha visto la collaborazione della Struttura didattica speciale di architettura di Siracusa e si è avvalso della consulenza scientifica di Corrado Basile, presidente dell’Istituto Internazionale del papiro – Museo del Papiro.

“L’apertura della Fonte Aretusa è un traguardo a cui guardavo da tempo – afferma il sindaco di Siracusa Francesco Italia – . Attraverso un bando pubblico abbiamo individuato un partner privato serio e competente come Civita, insieme al quale tra pochi giorni renderemo visitabile per i cittadini e i turisti un luogo simbolo dell’identità siracusana. Nell’attesa, tutti possono già ammirare i primi risultati guardando i papiri della Fonte riportati a nuovo splendore con la consulenza di Corrado Basile. Il prossimo passo sarà la riapertura dell’Acquario comunale”.

La Fonte Aretusa

Da oltre duemila anni, la Fonte Aretusa è uno dei simboli di Siracusa. Le acque che scorrono nel sottosuolo di Ortigia, ragione prima della sua fondazione, ritornano in superficie al suo interno, dove il mito vuole che si uniscano a quelle del fiume Alfeo. Quella di Aretusa e Alfeo è una storia d’amore, inizialmente non corrisposto, tra una ninfa e un fiume che inizia nella lontana Grecia e trova qui il suo epilogo, simbolo del legame che esiste tra Siracusa e la madrepatria dei suoi fondatori. Ma la Fonte Aretusa è anche il luogo nelle cui acque, nel corso dei secoli, filosofi, re, condottieri e imperatori si sono specchiati e genti venute da lontano, molto diverse tra loro, sono rimaste affascinate, anche attraverso le numerose trasformazioni del suo aspetto esteriore.

La Fonte ospita da millenni branchi di pesci un tempo sacri alla dea Artemide e, da tempi più recenti, una fiorente colonia di piante di papiro e alcune simpatiche anatre che le valgono il nomignolo affettuoso con cui i siracusani di oggi talvolta la chiamano “funtana de’ papere”. Dalla Fonte si gode un tramonto che Cicerone descrisse “tra i più belli al mondo” e la vista del Porto Grande dove duemila anni fa si svolsero epiche battaglie navali che videro protagonista la flotta siracusana e dove le acque di Alfeo e Aretusa si disperdono nel mare in un abbraccio eterno.

Debutta “Medusa”, prima tragedia in musica dell’Opera dei pupi

Lo spettacolo, che porta la firma di Mimmo Cuticchio, rientra nella rassegna La Macchina dei Sogni, e andrà in scena nell’atrio di Palazzo D’Aumale a Terrasini

di Redazione

La tradizione del pupi siciliani incontra l’opera lirica nello spettacolo “Medusa”, la prima tragedia in musica del teatro dei pupi. La messa in scena e la regia sono di Mimmo Cuticchio, le musiche invece sono state composte da Giacomo Cuticchio su libretto di Luca Ferracane. Lo spettacolo, che rientra nella rassegna La Macchina dei Sogni (ve ne abbiamo parlato qui), racconta la storia di una bellissima fanciulla destinata dal Fato ad essere maledetta da una dea e immortalata nel suo ultimo urlo: pagherà con la dannazione, l’amplesso con un dio, meraviglioso ma avvenuto in un santuario inviolabile.

L’organico orchestrale

La prima assoluta sarà rappresentata venerdì 26 luglio alle 21,30 nell’atrio di Palazzo D’Aumale, a Terrasini (ingresso libero). Si tratta di un’opera imponente in cui convivono le tradizioni dell’Opra e l’opera lirica. Il libretto in novenari ed endecasillabi di Luca Ferracane rende omaggio ai grandi poeti del melodramma del Settecento, come Zeno e Metastasio, ma, diversamente dal melodramma barocco, che prevedeva di solito un lieto fine, qui l’eroina va incontro a un infelice destino. La figura di Medusa – che Mimmo Cuticchio ha racchiuso in un “pupo” – ha un legame inscindibile con la Sicilia, terra ospitale ma che non sa difendere i suoi figli.

Mimmo Cuticchio

Solisti in scena saranno i soprani Federica Faldetta (Medusa) e Corinna Cascino (gran sacerdotessa, Anfitrite, Atena) e il baritono Francesco Vultaggio (Poseidone); il coro Sine None di Nereidi e Tritoni. Sul podio il direttore Salvatore Barberi. “La Medusa è l’emblema del nostro tempo – spiega Giacomo Cuticchio -. In questo caso, è il teatro antico che incontra la musica”.

La serata si aprirà alle 18,30, sempre a Palazzo D’Aumale, con l’arrivo delle “guarattelle” di Pantaleo Annese, burattinaio e musicista del Carro dei Comici di Molfetta. Protagonista come sempre il povero Pulcinella che stavolta ha deciso di lasciar perdere i mali degli uomini per ritirarsi in campagna.

Dal Museo Riso al Country, l’arte incontra lo sport

In occasione degli Internazionali di tennis femminile, Nicola Console realizza una grande installazione a “cantiere aperto”, partendo dallo studio sul movimento e dal dinamismo delle atlete

di Redazione

Una residenza d’artista a due passi dai campi degli Internazionali di tennis femminile che si stanno svolgendo al Country Time Club di Palermo. Sarà inaugurata domenica 28 luglio l’opera “site specific” a cui sta lavorando Nicola Console. L’iniziativa rientra tra le attività del Museo Riso, con l’Archivio Sacs, lo Sportello per l’arte contemporanea della Sicilia, volto alla promozione e alla diffusione della creatività dell’Isola in Italia e all’estero.

Nicola Console

Una settimana di lavoro per l’artista palermitano, ma che vive e lavora a Milano da quasi trent’anni, che a “cantiere aperto” sta realizzando una grande installazione dedicata al tennis, che sarà data in prestito dal Museo Riso al Country Club. “È una esperienza suggestiva – dichiara l’artista – lavorare sotto gli occhi incuriositi del pubblico partecipante che potrà assistere dal vivo alla creazione di un’opera composita, e ammirare il grande tappeto di immagini in bianco e nero tratto da bozzetti che ho realizzato su carta”.

Console, che lavora tutti i giorni dalle 16 a mezzanotte circa, mostra il proprio processo creativo partendo dallo studio sul movimento e dal dinamismo delle atlete. Il disegno diverrà un video d’arte, realizzato in collaborazione con Rossella Puccio, giornalista e artista visiva, che documenta le fasi di progettazione e di realizzazione dell’installazione: sagome di grandi dimensioni come imponenti ombre vibranti che fermano il gesto.

L’artista al lavoro

“La residenza ha l’intenzione e lo scopo – dichiara Valeria Patrizia Li Vigni, direttore del Polo – di documentare la progettazione e creazione di un’opera d’arte all’esterno del Museo, in un luogo deputato allo sport e in relazione sia allo spazio sia alla manifestazione. Le opere prodotte da Nicola Console entreranno a far parte della collezione del Museo Riso e saranno temporaneamente esposte in un’area dedicata dal Circolo Country Time Club di Palermo”.

Artisti di strada a Pollina, torna il Valdemone Festival

La manifestazione festeggia dieci anni con due giorni di spettacoli che animeranno i vicoli del borgo delle Madonie

di Redazione

Torna il Valdemone Festival, la rassegna delle arti di strada, della musica e del nuovo circo della Sicilia occidentale che quest’anno festeggia i suoi dieci anni di vita. Stanno per sbarcare a Pollina tantissimi artisti provenienti da tutto il mondo per festeggiare insieme agli organizzatori, i residenti e i tanti avventori, il compleanno del festival. Il borgo madonita per due giorni, venerdì 23 e sabato 24 agosto, cambierà volto e diventerà un teatro a cielo aperto con le tante piazze e slarghi che ospiteranno gli spettacoli. La manifestazione si chiude con lo spettacolo della compagnia di punta “Circo Zoé” del sabato sera al Teatro Pietra Rosa, anfiteatro con vista mozzafiato sulle valli scoscese delle Madonie.

Tanti gli artisti nazionali e internazionali che animeranno il paese con spettacoli tutti gratuiti che si susseguiranno dalle 17.30 fino a tarda notte. L’idea del festival nasce con un duplice obiettivo: valorizzare la figura dell’artista di strada e far conoscere ad un pubblico sempre più vasto le incontaminate bellezze e le suggestioni di un territorio ancora sconosciuto e finora non troppo valorizzato come quello di Pollina.

Il festival è organizzato da Mario Barnaba, Quinzio Quiescenti, Virgilio Rattoballi e Stefania Soldano con il sostegno del comune di Pollina. “Quando abbiamo iniziato tutto è partito come una grande festa, – spiega Barnaba – per incontrarci con degli amici in un posto molto bello e fare degli spettacoli. Questa festa a poco a poco è diventata un vero e proprio evento atteso, apprezzato e riconosciuto in tutta Italia e oltre. Siamo contenti dell’evoluzione del festival in questi dieci anni di vita, è cresciuto e siamo cresciuti anche noi. Siamo stanchi ma al tempo stesso molto contenti di questa edizione speciale, non sappiamo cosa ci riserva il futuro, di certo ci rimane la voglia di far crescere ancora questa creatura che è il festival che per noi è come un figlio”.

Recuperati altri due rostri della Battaglia delle Egadi

Trovati anche due elmi e una spada. I reperti andranno ad arricchire l’esposizione all’interno dell’ex stabilimento Florio di Favignana

di Redazione

Riemergono altri due rostri dai fondali delle Egadi. I reperti sono stati ritrovati grazie alla sinergia operativa tra la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, la Rpm nautical foundation e i subacquei della Global underwater explorer. Nel corso delle ricerche, anche quest’anno condotte con la nave oceanografica Hercules, sono stati scoperti ulteriori target che vanno ad arricchire il ricco database costruito negli ultimi anni. Nelle tre settimane di indagini (di cui vi abbiamo parlato anche qui), sono state individuate sessantotto anfore greco-italiche, due Dressel, quattro puniche e quattro piatti.

A bordo della nave Hercules

I due rostri in bronzo, portano a diciotto il numero di quelli recuperati dei diciannove individuati in questi anni. I micidiali strumenti da guerra, montati sulla prua delle navi per speronare le imbarcazioni nemiche, rappresentano la prova evidente che i fondali di Levanzo, sono certamente il teatro della battaglia navale che sancì la fine della Prima guerra punica, con la vittoria della flotta romana su quella cartaginese. Fino ad oggi sono stati rinvenuti sedici rostri romani e due cartaginesi.

Sono stati, inoltre, individuati e recuperati, sempre nello stesso areale, alla profondità di ottanta metri, dai subacquei della Gue, due elmi del tipo montefortino di pregiatissima fattura. I due reperti in bronzo presentano una particolare decorazione con forma di animale nella parte sommitale, quindi sicuramente appartenuti a graduati dell’esercito romano. Recuperate anche due coppie di paragnatidi, protezioni laterali in metallo applicate all’elmo, atte a proteggere il volto dei soldati. Questi due elmi, assieme a un altro del tipo montefortino recuperato negli scorsi giorni, si aggiungono ai ventidue già recuperati nelle campagne precedenti. Alcuni di essi, già restaurati, sono in esposizione presso il Museo della “Battaglia delle Egadi” a Favignana.

Esame radiografico della spada

Ma la vera novità delle ricerche di quest’anno è la scoperta effettuata tre giorni fa, tanto agognata dal compianto Sebastiano Tusa, artefice dell’individuazione del luogo della battaglia: una spada in metallo, della lunghezza di circa settanta centimetri con una lama larga cinque centimetri, appartenuta probabilmente ai soldati di uno dei due eserciti. Indagini radiologiche e Tac, condotte dal professore Massimo Midiri – direttore della sezione di Scienze radiologiche del dipartimento Bind dell’università di Palermo – hanno confermato la struttura dell’arma che sarà oggetto di studio nelle prossime settimane. La spada si presenta totalmente incrostata dagli organismi marini che in più di duemila anni la hanno avvolta. Era ciò che l’archeologo Sebastiano Tusa, che aveva dato l’avvio alle ricerche, aspettava fin dall’inizio: i rostri, gli elmi, le stoviglie di bordo e le numerose anfore non completavano, infatti, il quadro. Le armi dei soldati non erano state, fino ad oggi, mai ritrovate. Nello stesso luogo della spada, sono stati recuperati due chiodi di grandi dimensioni, a sezione quadrangolare, probabilmente appartenuti a una delle imbarcazioni affondate durante lo scontro.

Il team al lavoro

Le ricerche in mare, inizialmente condotte unicamente in maniera strumentale dalla Soprintendenza del mare e dalla Rpm nautical foundation, da tre anni si sono avvalse della competenza dei subacquei altofondalisti della Global underwater explorer che, con l’indagine diretta dei subacquei e il recupero dei reperti individuati, hanno dato impulso e velocità alle complesse operazioni finora assicurate da un robot subacqueo (Rov).

I reperti, dopo lo studio e il restauro, andranno ad arricchire l’esposizione all’interno dell’ex stabilimento Florio di Favignana dove, in una sala allestita con spettacolari elementi multimediali, sono esposti i rostri e gli elmi recuperati nelle campagne precedenti. La storia della battaglia è completata da una proiezione immersiva su sei schermi che racconta il tragico scontro tra le due flotte dal punto di vista dei due comandanti, Lutazio Catulo e Annone.

Tempio di Zeus, apertura straordinaria con gli archeologi

Fino alla fine di agosto si potrà accedere gratuitamente, ogni venerdì e sabato, nell’area dell’edificio templare di Siracusa, di cui rimangono in piedi solo due colonne

di Redazione

Verrà aperto in via straordinaria ogni venerdì e sabato a partire dal 26 luglio, il tempio di Zeus Olimpio, detto anche le “due colonne” nella periferia sud di Siracusa. Dopo gli interventi di pulitura del sito effettuati nelle scorse settimane a cura dei volontari della cooperativa “Insieme” e del Cai, con il supporto logistico di “Tekra servizi ambientali”, ogni venerdì e sabato dalle 17 alle 19, fino alla fine di agosto, si potrà accedere gratuitamente all’importante edificio templare, il secondo costruito a Siracusa dopo il tempio di Apollo e datato all’inizio del VI secolo avanti Cristo.

Falde del tetto del tempio

I visitatori avranno, inoltre, l’opportunità di incontrare alcuni giovani archeologi grazie ad un progetto didattico realizzato dal Parco di Siracusa in collaborazione col Dipartimento di studi umanistici dell’università di Catania, di cui sono responsabili Luigi Caliò e Simona Todaro, e con la Scuola di specializzazione in archeologia guidata da Dario Palermo.

“L’apertura al pubblico di questo straordinario sito archeologico – spiega Calogero Rizzuto, direttore del Parco di Siracusa, Eloro e villa del Tellaro – è la prima di una serie che vedrà tornare alla fruizione siti considerati di minore importanza ma ricchi di suggestione e bellezza. Dopo quella del tempio di Zeus, avvenuta grazie all’opera di associazioni di volontari e ai progetti didattici in corso con l’università di Catania, è intenzione del parco venire incontro alla richiesta dei numerosi turisti e degli stessi siracusani, con la riapertura di altri monumenti di Siracusa e della provincia, primo tra tutti il castello Eurialo”.

“Visions of the Earth”, sismologia e arte s’incontrano

Fa tappa a Petralia Sottana la mostra del Collettivo Neuma, in collaborazione con l’Ingv, che trasforma gli strumenti per lo studio della terra in fonti d’ispirazione creativa

di Redazione

Segna un altro step di un lungo percorso di conoscenza del mondo sismografico e vulcanologico la prossima tappa della mostra “Visions of the Earth”, che oggi si inaugura all’Exma Officina Creative di Petralia Sottana, per rimanere allestita sino al 26 gennaio prossimo.

Installazione fotografica di Michele Di Donato

Un appuntamento al quale il Collettivo Neuma – che promuove l’esposizione in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e con il patrocinio del Polo museale regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo – si sta preparando da tempo per proporre anche in questo comune delle Madonie strumenti di rilevamento, quali sismografi di terra e di mare, plastici con sistemi di misura dei gas vulcanici, riproduzioni di vulcani in scala ridotta e gli ultrasuoni dell’Etna, forniti per l’occasione dall’Ingv di Catania, Palermo e Gibilmanna.

A muoversi con agilità dall’astrazione alla figurazione, rappresentando anche i fenomeni naturali e la loro rappresentazione grafica registrata dagli strumenti di rilevamento, sono le 20 opere degli artisti del Collettivo Neuma: 5 sculture di Giacomo Bertolino; 5 tele di Marco Favata; 8 tele di Massimiliano Scuderi; un’installazione di fotografie e una stampa fotografica di Michele Di Donato.

Un quadro di Massimiliano Scuderi

Accanto a loro, gli strumenti di rilevamento forniti per l’occasione dall’Ingv quali sismografi di terra e di mare, plastici con sistemi di misura dei gas vulcanici e riproduzioni di vulcani in scala ridotta provenienti dalle sedi di Catania, Palermo e Gibilmanna.  Una vera occasione, per far conoscere al pubblico, attraverso le immagini, il lavoro grafico prodotto da questi strumenti durante diverse fasi d’indagine a seconda degli scopi specifici.

I lavori del Collettivo Neuma permettono di comprendere l’innesto e la relazione che da sempre intercorre tra arte e tecnologia, che le immagini, più di ogni altro dispositivo a nostra disposizione, riescono evidentemente e istantaneamente a spiegare. L’arte sismografica e vulcanologica, raffigurando un’inedita visione estetica dei moti terrestri e marini, così come del mondo vulcanico, permette una riflessione sul valore multi-prospettico dello sguardo umano che non si limita mai e soltanto a registrare il reale ponendolo in compartimenti stagni, ma lo eccede nel flusso d’immagini che, nell’osmosi dei media contemporanei, ora sono della scienza, ora dell’arte.

Una scultura di Giacomo Bertolino

“’Visions of the Earth’ promuove e diffonde una coscienza estesa dell’immaginazione scientifica e artistica – spiega la curatrice e presidente del Collettivo Neuma, Fabiola Di Maggio – dove gli strumenti per lo studio, la salvaguardia e la visualizzazione della terra sono non solo delle innovazioni tecnologiche, ma diventano dei media che interagiscano, informando e ispirando l’arte, in un meccanismo circolare, spesso inconsapevolmente connesso e impercettibile, che la cultura visuale contemporanea ha il compito di rendere visibile”.

L’aeroporto di Palermo si rifà il look, ecco come diventerà

Inaugurato il primo cantiere per l’adeguamento sismico, prevista la ristrutturazione del terminal con nuovi gate, ristoranti e negozi

di Redazione

Adeguamento sismico e ristrutturazione del terminal passeggeri, si parte. All’aeroporto di Palermo è tutto pronto per la prima fase operativa del progetto complessivo di quasi 72 milioni di euro per realizzare questi due interventi. L’investimento per il primo lotto si aggira attorno ai 48 milioni, tutti fondi Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di palermo Falcone Borsellino, che per queste opere non ha avuto aiuti o contributi né dallo Stato, né dalla Regione Siciliana. La società ha inaugurato oggi l’inizio dei lavori, che dureranno 26 mesi, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dei vertici di Enac ed Enav, di Assaeroporti.

La cerimonia di inaugurazione

Gli interventi riguarderanno complessivamente: l’adeguamento alla normativa antisismica; la ristrutturazione architettonica del terminal passeggeri; la realizzazione di impianti elettrici, idrici, meccanici, speciali, antincendio e fotovoltaici; opere accessorie, come rampe pedonali, pontili di collegamento al piazzale aeromobili, per garantire la piena funzionalità dell’edificio nell’assetto finale; omogeneità da un punto di vista architettonico, sia per gli esterni sia per gli interni; aumento del numero dei gate d’imbarco, dei varchi di sicurezza e dei banchi check-in. Inoltre, saranno riconfigurate le sale per i passeggeri e per i viaggiatori a ridotta mobilità; saranno creati nuovi uffici per gli enti che hanno sede in aeroporto, per gli handler e la biglietteria. Sarà ammodernata la sala per la restituzione dei bagagli, così come l’area arrivi Shengen e imbarchi extra Shengen. Fronte unico per i varchi di sicurezza, che passeranno da 14 a 18. Su un unico fronte anche i banchi check-in, che cresceranno di 9 unità: da 35 a 44, mentre i gates passeranno da 14 a 16.

Danilo Toninelli

Previsti anche nuovi ristoranti, locali terrazza e lounge vip. L’intervento avrà un impatto positivo sull’area commerciale, che crescerà del 42 per cento: le zone retail passeranno da 10 a 19 e le zone food & beverage da sei a dieci. Lo sviluppo delle aree commerciali porterà benefici in termini di ricavo per almeno 5 milioni di euro all’anno. A fine intervento l’area complessiva del terminal aumenterà del 21 per cento. La superficie complessiva infatti passerà dagli attuali 37.264 metri quadrati ai 44.977 a fine intervento, mentre la superficie commerciale passerà da 2.890 a 4.100 metri quadrati. Il terminal passeggeri sarà ampliato sia verso il mare, sia verso il piazzale aeromobili.

Rendering dell’ingresso dell’aeroporto

I contrasti cromatici, il concept grafico, l’interior design che faranno parte del progetto di ristrutturazione del terminal prenderanno spunto dalle caratteristiche naturali della Sicilia: il sole, il mare e l’architettura arabo-normanna del tessuto urbano palermitano, nonché della vivacità del folklore dei mercati storici di Palermo. Gli interventi avranno carattere puntuale e diffuso e investono l’intera aerostazione, coinvolgendo contemporaneamente diverse zone nei diversi piani, senza mai investire intere aree funzionali. Le opere progettate, infatti, saranno realizzate secondo una precisa scansione temporale, con l’obiettivo di mantenere costantemente in esercizio aerostazione e di contenere al massimo eventuali disagi.

Così sarà il nuovo terminal

In attesa del nuovo terminal, intanto, continuano a crescere i numeri dell’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino. Da gennaio ad al 19 luglio l’aeroporto di Palermo ha totalizzato una crescita del flusso di passeggeri dell’8 per cento (3,7 milioni di viaggiatori), cioè oltre 260mila passeggeri in più rispetto al periodo che va da gennaio al 19 luglio 2018. I voli sono stati 23.764, con un aumento dell’8,87 per cento rispetto al 2018. I passeggeri internazionali crescono del 23,20 per ceto, con oltre 190mila viaggiatori in più rispetto al 2018. Anche nei primi 19 giorni di luglio il trend è sempre positivo: 471.057 passeggeri, con un rotondo aumento dell’8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018, e 3.375 voli. Le prime cinque destinazioni internazionali sono state: Londra, Parigi, Monaco, Bruxelles e Madrid.

Le Vie dei Tesori News

Send this to a friend