Il Trono di Grazia torna a Caltagirone dopo il restauro

Il dipinto fiammingo, unico nel panorama della pittura siciliana, ha ritrovato il suoi colori naturali, dopo essere stato “curato” nel Laboratorio dei Musei Vaticani

di Redazione

Torna a Caltagirone, fresca di restauro, la tavola fiamminga Trono di Grazia. La mostra si inaugura giovedì 13 giugno alle 18,30, nella Sala Karol del Museo Diocesano. L’esposizione, che si protrarrà sino al primo settembre 2019, ruota intorno al pregevole dipinto attribuito, già nel 1968 da Giovanni Carandente, a Vrancke van der Stockt, forse allievo del più noto Roger van der Weyden, risalente alla fine del XV secolo. L’opera, unica nel panorama della pittura siciliana, giunse in nell’Isola probabilmente poco dopo la sua realizzazione, forse acquistato da qualche avo del nobile casato della baronessa Agata Interlandi della Favarotta, che nel 1783 lo donò alla chiesa di San Giorgio di Caltagirone. L’occasione della mostra è data dal recente restauro della tavola nel Laboratorio dei Musei Vaticani, restauro che ha restituito all’opera le originarie cromie e luminosità e ha ridato al supporto ligneo elasticità e solidità.

L’evento, curato da Roberta Carchiolo, Fabio Raimondi e Manuel Parada López de Corselas, è organizzato dalla Regione Siciliana e dalla Diocesi di Caltagirone. “Per dirla con le parole del pensatore medievale Bernardo di Chartes – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – noi ‘nani sulle spalle di giganti’, dobbiamo vedere in questa bella mostra, non solo un evento espositivo di prima grandenza, ma anche l’orizzonte verso il quale vogliamo andare. In tale prospettiva, la manifestazione è il magico contenitore che racchiude già tutto”.

Insieme al Trono di Grazia verrà esposta un’altra piccola quanto preziosa tavola attribuita a Vrancke van der Stockt, la Compassio Patris proveniente dalle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Madrid (la gran parte delle opere attribuite a Vrancke van der Stockt si trovano nei musei spagnoli, poche nei musei belgi, olandesi e statunitensi). Entrambi i dipinti trattano in maniera molto singolare il tema della Trinità unitamente a quello della Deposizione di Cristo. Accanto alle due opere, verrà esposta una seconda tavola siciliana di un anonimo artista fiammingo attivo tra la fine del XV e i primi del XVI secolo e incline ai modi di Roger van der Weyden e di Hans Memling: l’Annunciazione della Galleria regionale di Palazzo Abatellis di Palermo attribuita a un Seguace del Maestro della Leggenda di Santa Lucia.

Cappella neogotica del seminario del Museo diocesano

Il percorso espositivo si focalizzerà sul restauro, illustrato col supporto di strumenti multimediali e pannelli esplicativi, e sulla complessa iconografia dell’opera che verrà scomposta nei suoi singoli elementi per essere spiegata a fondo ai visitatori. L’inaugurazione vedrà la partecipazione del vescovo di Caltagirone monsignor Calogero Peri, del sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, del dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana Sergio Alessandro, della soprintendente dei Beni culturali e ambientali di Catania Rosalba Panvini, della direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, del curatore capo del dipartimento di Antichità medievali del Museo archeologico nazionale di Madrid Sergio Vidal Álvarez, e del curatore del dipartimento di Pittura fiamminga del Museo del Prado di Madrid José Juan Pérez Preciado. Seguiranno le relazioni tecniche e storico artistiche di Adele Breda e Angela Cerreta, rispettivamente storica dell’arte e restauratrice dei Musei Vaticani, di Roberta Carchiolo, storica dell’arte della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania, e di Francesco Failla, direttore dell’Archivio e della biblioteca della diocesi di Caltagirone. Modera il direttore del Museo diocesano di Caltagirone nonché curatore della mostra, don Fabio Raimondi.

La mostra, pensata come un evento dinamico, sarà accompagnata da cosiddette mostre studio nelle quali si alterneranno opere scelte per esprimere un particolare tema o il percorso di un artista, per esempio il mirabile dipinto raffigurante San Pietro in cattedra e storie della sua vita custodito nella chiesa di Santa Maria la Stella di Militello Val di Catania. La mostra si concluderà con un convegno internazionale al quale verranno chiamati a partecipare specialisti dell’arte fiamminga dai musei italiani e spagnoli.

Quando la musica sposa il gelato: rivivono le “arie del sorbetto”

Una memoria recuperata da Marco Betta e Antonio Cappadonia, che ripercorrono l’antica tradizione settecentesca di offrire rinfrescanti intermezzi al pubblico, durante le pause delle opere

di Redazione

Raccontare la tradizione musicale delle “arie del sorbetto”, opere minori di compositori importanti che nel ‘700 venivano suonate durante le pause delle opere, mentre il pubblico poteva rinfrescarsi degustando dei sorbetti.

Una memoria recuperata da Marco Betta e Antonio Cappadonia che, dalle 19 alle 20 di giovedì 13 giugno, in piazzetta Bagnasco, a Palermo, offriranno un’esperienza multisensoriale, dando modo di ascoltare il racconto e le curiosità dell’opera “I Pagliacci”, all’antivigilia della sua prima in programma il 15 giugno al Teatro Massimo di Palermo. Un viaggio nella memoria pieno di suggestioni che si potrà fare mentre Antonio Cappadonia mostrerà, con un mastello pieno di ghiaccio e sale, la “tecnologia del freddo” dell’epoca con cui si preparavano i sorbetti.

Marco Betta e Antonio Cappadonia

A promuovere l’iniziativa, in condivisione con l’amministrazione comunale di Palermo, è la giovanissima associazione “Piazzetta Bagnasco”, realtà nata per iniziativa di un gruppo di commercianti e di pubblici esercenti della piazzetta e delle vie limitrofe, con l’obiettivo di dare vita ad attività culturali e artistiche che possano migliorare l’immagine della piazza a vantaggio di chi vi risiede o vi lavora, ma anche di chi vi transita.

“Uniamo la memoria della storia della musica – spiega Donato Didonna, presidente dell’associazione – con la memoria storica di un prodotto dell’artigianato come il sorbetto siciliano, profondamente legato alla nostra terra. Si tratta della prima di un ciclo di iniziative pensate per costruire buone pratiche di capitale civico attraverso il senso di responsabilità sociale dei propri aderenti. Una sinergia di intenti che ci vede desiderosi di contribuire al miglioramento della qualità di vita della piazzetta, curandone anche il decoro e l’immagine attraverso momenti culturali di ampio respiro”.

Palazzo Reale reinventato dai fumettisti

Giovani allievi della Scuola del fumetto di Palermo si lasceranno ispirare dalle architetture del monumento normanno, realizzando un’estemporanea nel cortile Maqueda

di Redazione

Giovani fumettisti armati di cavalletto, matite e pennelli sosteranno nel cortile Maqueda del Palazzo Reale di Palermo e interpreteranno liberamente dettagli, angoli e caratteristiche dello storico edificio normanno. Una galleria en plein air quasi fosse una piccola Montmartre in salsa siciliana. L’appuntamento è giovedì 13 giugno dalle 10 alle 13 con l’evento “Palazzo creativo. Il fumetto diventa Reale”. Saranno presenti cinquanta disegnatori della Scuola del Fumetto di Palermo per un’iniziativa promossa dalla Fondazione Federico II e dall’Assemblea regionale siciliana con Grafimated Cartoon.

Nel cortile Maqueda saranno allestite le gigantografie di cinque opere realizzate da fumettisti ex allievi della Scuola del fumetto di Palermo che hanno scelto di interpretare la stanza di Re Ruggero in chiave mistica e fiabesca; la torre Pisana utilizzando la tecnica digitale; la Macrophylla abbracciata al pino che si trovano nei Giardini Reali; e c’è anche chi ha scelto di attingere al passato, rappresentando alcuni scorci interni della torre Pisana come fossero affreschi. Giovani disegnatori che, concluso il percorso alla Scuola del fumetto, vantano oggi collaborazioni per la Walt Disney Company e Pixarcome o con case editrici del settore come Piemme, Soleil, WhiteInk, Graphofeel, Tunuè e Zap.

“Il fumetto parla al lettore con un linguaggio veloce e immediato. Anche se è più difficile per chi lo fa ha, comunque, la forza di scatenare complicità nell’occhio di chi lo guarda e di creare con il lettore un rapporto più personale – dice Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II – . Questi artisti hanno il potere di raccontare i fatti con un tratto di matita. Io la considero una magia a tutti gli effetti”.

L’evento sarà condotto e raccontato in diretta Facebook sulla pagina della Fondazione Federico II da Massimo Minutella e avrà dei collegamenti radiofonici e televisivi su Rgs e Tgs curati dal giornalista Salvo La Rosa. “La Grafimated Cartoon che gestisce la Scuola del Fumetto di Palermo è orgogliosa di aver collaborato con la Fondazione Federico II – sottolinea Antonino Pirrotta, amministratore Grafimated Cartoon e condirettore della Scuola del Fumetto Palermo – all’organizzazione di questa giornata dedicata al Fumetto e al Palazzo Reale. Riuscire a raccontare su carta la maestosità e la magnificenza del Castrum Superius attraverso lo sguardo di cinque Fumettisti siciliani è stata una sfida decisamente intrigante ed avvincente”.

Nominati i direttori dei parchi archeologici siciliani

Gli incarichi assegnati dal governatore Nello Musumeci hanno dato vita a una maxi rotazione di dirigenti e ad alcuni nuovi ingressi

di Redazione

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato i decreti di nomina dei direttori dei Parchi archeologici regionali che così diventano subito operativi e funzionanti. Un assetto nuovo e completo che rappresenta la ferma volontà di cambiamento nei beni culturali siciliani. Si dà così piena attuazione alla legge 20 del 2000, rimasta inattuata per due decenni.

“Ho voluto dare un segnale di immediata operatività  – sottolinea il governatore della Sicilia Musumeci – mettendo in atto una rotazione dei dirigenti nell’ottica che tutta l’amministrazione, a partire dal sottoscritto, non deve considerare la propria posizione come un fatto consolidato e garantito nel tempo. È giusto e opportuno che movimenti sul territorio portino linfa vitale ai nostri luoghi della cultura, proprio nel segno del movimento delle esperienze e delle conoscenze. Abbiamo il dovere di dare efficienza e accoglienza ai siciliani e ai milioni di visitatori che accedono ai nostri luoghi di cultura”.

L’area archeologica di Solunto

Questo l’elenco dei nuovi direttori dei Parchi archeologici: Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: Bernardo Agrò; Lilibeo – Marsala: Enrico Caruso; Tindari: Caterina Di Giacomo; Leontinoi: Lorenzo Guzzardi; Isole Eolie: Rosario Vilardo; Camarina e Cava D’Ispica: Giovanni Di Stefano; Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro: Calogero Rizzuto; Solunto, Himera e Jato: Francesca Spatafora; Gela: Salvatore Gueli; Morgantina e Villa del Casale di Enna: Vera Greco; Naxos e Taormina: Gabriella Tigano; Catania e della Valle dell’Aci: Gioconda Lamagna. A Segesta rimane confermata Rossella Giglio. Per la Valle dei Templi di Agrigento è stato designato Roberto Sciarratta. I direttori saranno supportati da soprintendenti e da funzionari regionali che sostituiranno, in qualità di commissari, i comitati tecnico-scientifici fino alla loro formazione.

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

Gli incarichi assegnati hanno dato vita a una vasta rotazione di dirigenti e ad alcune nomine ex novo. Roberto Sciarratta passa dall’unità operativa della Progettazione del Parco di Agrigento alla direzione dello stesso. Bernardo Agrò passa dall’unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento alla direzione del Parco di Selinunte, fino a oggi retto da Enrico Caruso che andrà a dirigere il Parco di Lilibeo – Marsala. Calogero Rizzuto e Salvatore Gueli lasciano rispettivamente le Soprintendenze di Ragusa e Caltanissetta per il Parco di Siracusa e il Parco di Gela. Gioconda Lamagna passa dal Polo di Catania al Parco di Catania e Valle dell’Aci. Già dirigente dell’unità Beni archeologici della Soprintendenza di Messina, Gabriella Tigano va a dirigere il Parco di Naxos e Taormina, sostituendo Vera Greco che passa al Parco di Morgantina e della Villa del Casale. Lascia il Museo di Messina Caterina di Giacomo che va al Parco di Tindari, mentre Francesca Spatafora dal Polo museale di Palermo passa al Parco archeologico di Himera, Solunto e Jato. Dalla Galleria regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, Lorenzo Guzzardi va al Parco di Leontinoi. Infine Rosario Vilardo e Giovanni Di Stefano passano rispettivamente dal Polo museale delle Eolie e dal Polo museale di Ragusa al Parco archeologico delle Isole Eolie e al Parco archeologico di Camarina e Cava D’Ispica.

Il Tempio della Concordia nella Valle dei Templi

“Intendo imprimere – aggiunge il presidente della Regione Musumeci – una svolta con risorse straordinarie, oltre a quelle che affluiranno sui territori dagli introiti dei Parchi, sia nelle aree archeologiche più note che nei siti minori ancora non sufficientemente valorizzati o addirittura sconosciuti. L’impegno del governo sarà quello di assicurare una efficace gestione ordinaria che deve assicurare un elevato standard di servizi: strade di accesso, manutenzioni, segnaletica, servizi igienici e vigilanza. Parimenti, lo sforzo dovrà riguardare anche la fruizione dei siti con il potenziamento e l’estensione in tutti i Parchi dei servizi aggiuntivi con nuovi bookshop, biglietterie online, guide multimediali e sistemi di musealizzazione all’avanguardia. Sarà una progressiva rivoluzione nella conduzione del nostro patrimonio culturale, che nel 2018 ha registrato un trend positivo di visite, dato confermato in questi primi mesi del 2019”.

In mostra le grandi macchine edili degli antichi greci

Si inaugura nella Valle dei Templi “Costruire per gli dei. Il cantiere nel mondo classico”, un’esposizione che ripercorre strumenti e tecniche usate per edificare i monumenti dorici

di Redazione

Come si costruivano i templi antichi? Come era possibile trasportare massi squadrati di diverse tonnellate e issarli a decine di metri di altezza? Quanti operai servivano per costruire un tempio? Tutte domande alle quali dà risposta una mostra dal grande valore didattico e documentario, che ricostruisce i cantieri allestiti per edificare i grandi templi dorici della Valle dei Templi di Agrigento.

Una delle ricostruzioni in mostra

Sono riproposte – in un itinerario che si addentra nella Valle – in scala 1 a 1, le principali macchine edili costruite nel tempo, con ingegnosi meccanismi di grande semplicità. Ripercorrendo le descrizioni delle fonti antiche, da quelle di Diodoro Siculo per il complesso dell’Olympeion, rivive così l’arte del costruire dell’antica Akragas, la “più bella città dei mortali” di pindarica memoria, i cui abitanti secondo le parole riferite a Empedocle “costruivano come se dovessero vivere in eterno e banchettavano come se dovessero morire all’indomani”.

La mostra “Costruire per gli dei”

È la mostra “Costruire per gli dei. Il cantiere nel mondo classico”, prodotta e organizzata da MondoMostre in collaborazione con il Polo Culturale di Agrigento e il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi e promossa dall’assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana. Si inaugura oggi nella Valle dei Templi alla presenza del dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Sergio Alessandro, del presidente del Consiglio del Parco della Valle dei Templi, Bernardo Campo, e del direttore del Parco e del Polo archeologico di Agrigento, Giuseppe Parello.

La mostra, che aprirà ufficialmente il 12 giugno e sarà visitabile fino al 30 settembre, è curata dall’architetto Alessandro Carlino, storico dell’architettura che da anni studia i templi dorici siciliani, e nasce da un’idea del direttore del Parco della Valle dei Templi. Per i primi quattro giorni, sarà offerta gratuitamente a chi visiterà la Valle dei Templi con il nomale biglietto di ingresso. Da mercoledì 12 giugno si pagherà un piccolo sovrapprezzo di 2 euro, sempre sul biglietto abituale.

Rinasceranno i centri storici di 140 comuni siciliani

In arrivo dalla Regione ventisei milioni di euro. L’assessorato alle Infrastrutture ha pubblicato la graduatoria del programma di investimenti

di Redazione

Saranno oltre 140 i comuni siciliani a beneficiare dei fondi regionali destinati ai centri storici. In arrivo dalla Regione ventisei milioni di euro per i piccoli e medi comuni inferiori ai 15mila abitanti. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha pubblicato, infatti, la graduatoria del programma di investimenti per il risanamento dei centri storici, la sicurezza e la tutela di ambiente e beni culturali.

Il governo regionale ha destinato il finanziamento ai progetti presentati dalle amministrazioni locali per la riqualificazione di piazze, strade, edifici, patrimonio storico-artistico e opere per mitigare il dissesto idrogeologico. I piccoli e medi Comuni rientrano nelle due linee di intervento “A” e “B” del programma pubblicato sul sito istituzionale della Regione Siciliana e che comparirà sulla Gazzetta ufficiale la prossima settimana.

Nello Musumeci

“Il recupero e la riqualificazione dei centri storici minori – evidenzia in una nota il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – sono tra gli obiettivi del mio governo. Dobbiamo arrestare lo spopolamento che interessa più della metà dei comuni siciliani. Per farlo è necessario intervenire in tutti quei piccoli centri che presentano un pregio monumentale, artistico e architettonico e necessitano di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. In questo modo preserviamo le aree interne, evitando di assistere impotenti alla desertificazione di vaste zone. Con queste risorse, alle quali presto se ne aggiungeranno altre, alimentiamo un’attività edilizia e, al contempo, diamo decoro al tessuto urbano raccogliendo il grido d’aiuto che giunge dal territorio”.

“Prende sempre più corpo – commenta l’assessore Marco Falcone – la strategia di rilancio e recupero del territorio e dei centri abitati dell’Isola messa in campo dal governo regionale fin da inizio mandato. Il Piano ha l’ambizione di migliorare la qualità della vita nei piccoli e medi centri, ricreando altresì le condizioni per lo sviluppo socio-economico e culturale dei comuni. Procederemo rapidamente a stilare i decreti di finanziamento non appena saranno trascorsi i trenta giorni a disposizione dei comuni per le osservazioni. Siamo inoltre già al lavoro – ha aggiunto Falcone – per impegnare ulteriori trenta milioni di euro che consentiranno di ampliare il numero dei progetti finanziati ad almeno una sessantina”.

Fondi in arrivo per film da girare in Sicilia, pronto il bando

Il finanziamento regionale servirà alla realizzazione di lungometraggi, corti, serie tv e documentari, per importi che non potranno superare il 50 per cento delle spese ammissibili

di Redazione

Nuovo bando destinato al cofinanziamento di opere audiovisive da realizzare sul territorio siciliano per un importo di oltre un milione e mezzo di euro. La firma è arrivata ieri dal dimissionario assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Sandro Pappalardo, che ha approvato il decreto per il nuovo bando che servirà a cofinanziare, per il 2019, opere audiovisive da realizzare sul territorio siciliano, gestito dall’Ufficio speciale per il cinema e l’audiovisivo – Sicilia Film Commission, nell’ambito del Progetto “Sensi Contemporanei”, e finanziato con risorse del Patto per la Sicilia, per un importo di oltre un milione e mezzo di euro, ulteriormente implementabile in esito alla graduatoria di valutazione.

L’avviso pubblico, che andrà in pubblicazione per estratto sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana il 7 giugno (e sarà contestualmente disponibile nella versione integrale sul sito istituzionale dell’assessorato www.siciliafilmcommission.org), resterà aperto come di consueto due mesi; i termini per la presentazione delle relative istanze si chiuderanno dunque il 6 agosto prossimo. Questo stanziamento consentirà di cofinanziare tanto lungometraggi a soggetto di produzione cinematografica e televisiva, quanto serie tv, nonché documentari ed anche cortometraggi: per importi che non potranno comunque superare come di consueto il 50 per cento delle spese ammissibili.

“La Regione Siciliana – commenta Pappalardo – conferma la sua costante attenzione alla filiera del cinema e dell’audiovisivo siciliano, cui di recente abbiamo riservato particolare attenzione riconoscendolo come un importante motore di sviluppo culturale ed economico nell’Isola e volano di promozione del territorio siciliano all’estero”.

“Siamo felici di poter rinnovare anche quest’anno l’appuntamento a sostegno della produzione cinematografica internazionale che sceglie la Sicilia come set – aggiunge il direttore della Sicilia Film Commission, Alessandro Rais – confermando l’Isola come terra di cinema a tutti gli effetti”.

Antonello si fa in due al Museo Mandralisca

Oltre al celebre Ritratto d’uomo, al suo rientro dalla grande mostra di Milano, si potrà ammirare l’opera “quasi gemella” della collezione dei Musei Civici di Pavia

di Redazione

Antonello da Messina si fa in due al Museo Mandralisca di Cefalù. Oltre al celebre Ritratto d’uomo della collezione del museo, al suo rientro dalla grande mostra di Milano, si potrà ammirare un’altra opera: il Ritratto d’uomo – Malaspina, della collezione dei Musei Civici di Pavia. La mostra “Scoprici, Antonello da Messina. Due ritratti per Cefalù”, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, s’inaugura sabato 8 giugno e sarà visitabile fino al 26 novembre.

I due dipinti, inseriti in un percorso creato e voluto dal curatore, si guarderanno e il visitatore avrà la possibilità di scoprire, nel gioco di sguardi, l’ingegno del pittore siciliano. I ritratti sono creati dalla stessa mano, eppure sono così diversi; del resto, differenti sono gli stati d’animo, il modo di sentire, che Antonello, più di ogni altro artista, seppe tradurre e trasferire nelle sue opere.

La mostra, organizzata dalla Fondazione Culturale Mandralisca, da MondoMostre e dai Musei Civici di Pavia, con il Patrocinio dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dal Comune di Cefalù e dal Comune di Pavia, è frutto di una collaborazione sinergica e feconda tra le Istituzioni, con un progetto nato a dicembre 2018 in occasione della mostra su Antonello tenutasi al Palazzo Abatellis di Palermo.

A Palermo tutti i sapori della birra, tra incontri e degustazioni

Torna il Beer Bubbles per le strade del centro storico con oltre trenta birrifici artigianali, e incontri tematici dedicati a una delle bevande più amate

di Redazione

Non solo degustazioni, ma anche dibattiti e incontri nel segno della birra. Torna a Palermo il Beer Bubbles, il Festival delle birre artigianali, che trasformerà per quattro giorni, dal 6 al 9 giugno, il centro storico del capoluogo siciliano in una grande birreria a cielo aperto. Saranno oltre trenta i birrifici artigianali che arriveranno da tutta Italia, con chicche provenienti da tutto il mondo. I tipi di birra da gustare superano i duecento, spillati direttamente nel bicchiere-gadget che resterà come ricordo. Sull’asse di via Maqueda che guarda verso la Stazione – dai Quattro Canti a via Torino – saranno allestiti gli spazi dedicati ai birrifici e alcune postazioni food.

Al Beer Bubbles presenti oltre 30 birrifici

Oltre alle degustazioni negli stand, nell’ambito del festival, si svolgeranno sei incontri con degustazioni nella Sala “Ninni Sole” di Palazzo Sant’Elia, coordinati da Mauro Ricci e condotti dal docente Andrea Camaschella. Parteciperanno il professor Nicola Francesca, i birrai Agostino Arioli, Alessio Selvaggio, Andrea Camuto, Eraldo Corti, Eugenio Ricca, Federico Conta, Gabriele Siracusa, Giacomo Cosentino, Giampaolo Sangiorgi, Marco Gianino, Vito Biundo e la rappresentante dell’azienda Ales&Co Natascia Tion.

Incontri e degustazioni a Palazzo Sant’Elia

Il primo incontro, giovedì 6 giugno dalle 18 alle 20, dal titolo “L’Università guarda all’Europa attraverso l’Italia” prevede la presentazione del “Progetto Birra” del corso di studi di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Palermo; in degustazione, 4 stili differenti di birra, di cui tre reinterpretati in Italia, uno di tradizione inglese. Venerdì 7, dalle 18 alle 19,30, si analizzerà il mercato brassicolo artigianale prospettandone il futuro; in degustazione birre del territorio piemontese e lombardo. Sempre venerdì dalle 20 alle 21,30, si approfondirà l’utilizzo della lattina in sostituzione alla bottiglia in vetro, analizzandone pro e i contro, in degustazione 5 birre anglosassoni. L’incontro di sabato, dalle 13 alle 14,30, ha come tema la Sicilia, terra che con la sua biodiversità ha ispirato i birrai portandoli a creare bevande uniche per l’intrinseca connessione al territorio; in degustazione 4 birre siciliane con una forte connotazione territoriale.

Il quinto incontro, “Wild and Sour”, domenica 9 giugno, dalle 15 alle 16,30, vede il Progetto Klanberrique esposto direttamente dal suo promotore, Agostino Arioli, uno dei pionieri del movimento brassicolo italiano; in degustazione 3 birre “Aspre e Selvagge”. Infine, sempre domenica dalle 15 alle 16,30, incontro sulle Iga, Italian grape ale, birre nate dall’unione e dalla combinazione di mosto di birra e uva, anello di congiunzione tra il mondo delle birre e quello del vino.

Per informazioni sugli incontri telefonare al 3484159159.

Sinfonica Siciliana, Ester Bonafede è sovrintendente

Tra gli esponenti di spicco del panorama musicale che avevano dato la loro disponibilità, c’erano Giovanni Pacor, Gennaro Di Benedetto e Alessandro Galoppini

di Redazione

Ester Bonafede torna alla guida della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. Alla fine è l’ex assessore regionale ad essere stato nominato sovrintendente, dopo un lungo consiglio di amministrazione conclusosi ieri sera nella sede della Foss, al Politeama Garibaldi di Palermo e iniziato nel pomeriggio. Bonafede, già sovrintendente della Fondazione durante i governi Cuffaro e Lombardo, è stata eletta nel corso di una riunione straordinaria, con i voti del presidente del Consiglio d’amministrazione, Stefano Santoro (il cui voto vale doppio), e del consigliere Marco Intravaia.

Hanno votato contro, il rappresentante del Comune, Giulio Pirrotta, e il rappresentante dei lavoratori, Sonia Giacalone. Il compenso che Ester Bonafede percepirà sarà di 70mila euro lordi annui, al di sotto del tetto previsto per i precedenti sovrintendenti che si sono succeduti in questi ultimi anni alla Foss. È tuttavia previsto un premio di produttività che sarà assegnato solo se saranno raggiunti alcuni risultati che avrà stabilito il Cda.

Ester Bonafede

Così, l’Orchestra Sinfonica Siciliana torna ad avere un sovrintendente, dopo la rimozione di Giorgio Pace, lo scorso Natale, disposta dall’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo, per le dimissioni di tre membri del Cda, e a due mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione presieduto da Stefano Santoro (ve ne abbiamo parlato qui). Una nomina quella della Bonafede, contestata dai sindacati degli orchestrarli, che arriva dopo le tante risposte alla manifestazione d’interesse per il ruolo del sovrintendente pubblicata lo scorso aprile.

Tra gli esponenti di spicco del panorama musicale che avevano dato la loro disponibilità, c’erano i nomi di Giovanni Pacor, ex sovrintendente dell’opera nazionale di Atene e poi del Teatro di Genova, Gennaro Di Benedetto, ex capo del personale della Scala di Milano, già sovrintendente a Genova e Cagliari e direttore generale del Santa Cecilia a Roma, Alessandro Galoppini, direttore artistico del Regio Teatro di Torino, Paolo Petrocelli, ex componente del cda dell’Opera di Roma, e Paolo Frassinelli, dell’Orchestra sinfonica Toscana.

Le Vie dei Tesori News

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