Le vie del contemporaneo da scoprire

Itinerari curati da Paola Nicita questo fine settimana per conoscere il fermento creativo di una città inedita, tra storia e innovazione

di Redazione

Non solo chiese barocche, monumenti, o musei: Le Vie dei Tesori offrono percorsi pensati anche per chi vuole scoprire il fermento creativo della città, fra tradizione e futuro. C’è tanto da curiosare tra gli itinerari contemporanei del Festival, a cura di Paola Nicita: artisti che si muovono sulla scena sempre più dinamica del contemporaneo in città, talenti che in taluni casi sono arrivati o tornati in Sicilia.

Fotografia, performance, opere di tessuto – come quelle straordinarie di Isabella Ducrot che espone a Palermo per la prima volta. Scopriamo le sorprese che ci riserva questo fine settimana il festival de Le Vie dei Tesori.

Si arricchisce la nuova mostra di Minimum Studio: saggi e romanzi sull’amore che raccontano “I Never Promised You a Rose Garden. Archipelago”, collettiva che racchiude installazioni, testi e opere di Ange Leccia, Brian Kuan Woo, Dora García, Jean-Philippe Toussaint, Joanne McNeil, Jocelyn Allen, Leah Clements; Lee Mckinnon; Minna Pöllänen, a cura di Magali Avezou e archipelago project.

Tra gli altri quattro siti, si possono visitare i Magazzini di Tessuti Parlato con un progetto di Isabella Ducrot; dalle 18 alle 22, i tre piani più il sotterraneo di Palazzo Oneto di Sperlinga, con i giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e le opere degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (Cta) Karol che si occupa di pazienti psichiatrici. Casa Spazio, poi, accoglie le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge e Le Mosche continua nelle sue “indagini”.

I luoghi di Itinerario contemporaneo, tutti aperti la sera dalle 18 alle 22 (tranne la Ditta Tessuti Parlato, che segue l’orario del negozio) sono visitabili con lo stesso coupon dei luoghi.

Itinerari curati da Paola Nicita questo fine settimana per conoscere il fermento creativo di una città inedita, tra storia e innovazione

di Redazione

Non solo chiese barocche, monumenti, o musei: Le Vie dei Tesori offrono percorsi pensati anche per chi vuole scoprire il fermento creativo della città, fra tradizione e futuro. C’è tanto da curiosare tra gli itinerari contemporanei del Festival, a cura di Paola Nicita: artisti che si muovono sulla scena sempre più dinamica del contemporaneo in città, talenti che in taluni casi sono arrivati o tornati in Sicilia.

Fotografia, performance, opere di tessuto – come quelle straordinarie di Isabella Ducrot che espone a Palermo per la prima volta. Scopriamo le sorprese che ci riserva questo fine settimana il festival de Le Vie dei Tesori.

Si arricchisce la nuova mostra di Minimum Studio: saggi e romanzi sull’amore che raccontano “I Never Promised You a Rose Garden. Archipelago”, collettiva che racchiude installazioni, testi e opere di Ange Leccia, Brian Kuan Woo, Dora García, Jean-Philippe Toussaint, Joanne McNeil, Jocelyn Allen, Leah Clements; Lee Mckinnon; Minna Pöllänen, a cura di Magali Avezou e archipelago project.

Tra gli altri quattro siti, si possono visitare i Magazzini di Tessuti Parlato con un progetto di Isabella Ducrot; dalle 18 alle 22, i tre piani più il sotterraneo di Palazzo Oneto di Sperlinga, con i giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e le opere degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (Cta) Karol che si occupa di pazienti psichiatrici. Casa Spazio, poi, accoglie le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge e Le Mosche continua nelle sue “indagini”.

I luoghi di Itinerario contemporaneo, tutti aperti la sera dalle 18 alle 22 (tranne la Ditta Tessuti Parlato, che segue l’orario del negozio) sono visitabili con lo stesso coupon dei luoghi.

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Un festival a misura di bambino

Tutte le informazioni per gustare al meglio il festival con i più piccoli senza stress e con itinerari tematici

di Redazione

Le Vie dei Tesori a misura di bambino con attività, itinerari da scoprire, senza file, stress e con la comodità della family card. In tutti gli hub della città di Palermo, infatti, ma anche online e nei cinque luoghi – chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino – dedicati alle famiglie, si potrà acquistare la card che consente di visitare i siti scelti senza dover fare lunghe attese, con tariffe variabili che trovate a questo link: http://leviedeitesori.com/family-card/

La card non segue un circuito obbligatorio e non scade, ognuno può seguire l’itinerario che preferisce e spezzettarla nei tre weekend ancora a disposizione. I luoghi chiudono alle 18, tranne il Teatro Biondo che serra le sue porte alle 15.

Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori su Teatro dei Pupi, palazzi del ‘700, la scuola dei Serpotta e le maioliche. Con un contributo di 5 euro si potrà scegliere quali attività svolgere questo fine settimana (l’età consigliata va da 5 ai 10 anni) optando tra i laboratori disponibili nelle piazze principali.

Qui il programma completo riservato ai più piccoli e alle scuole: http://leviedeitesori.com/festival-kids-scuole-e-famiglie/

Tutte le informazioni per gustare al meglio il festival con i più piccoli senza stress e con itinerari tematici

di Redazione

Le Vie dei Tesori a misura di bambino con attività, itinerari da scoprire, senza file, stress e con la comodità della family card. In tutti gli hub della città di Palermo, infatti, ma anche online e nei cinque luoghi – chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino – dedicati alle famiglie, si potrà acquistare la card che consente di visitare i siti scelti senza dover fare lunghe attese, con tariffe variabili che trovate a questo link: http://leviedeitesori.com/family-card/

La card non segue un circuito obbligatorio e non scade, ognuno può seguire l’itinerario che preferisce e spezzettarla nei tre weekend ancora a disposizione. I luoghi chiudono alle 18, tranne il Teatro Biondo che serra le sue porte alle 15.

Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori su Teatro dei Pupi, palazzi del ‘700, la scuola dei Serpotta e le maioliche. Con un contributo di 5 euro si potrà scegliere quali attività svolgere questo fine settimana (l’età consigliata va da 5 ai 10 anni) optando tra i laboratori disponibili nelle piazze principali.

Qui il programma completo riservato ai più piccoli e alle scuole: http://leviedeitesori.com/festival-kids-scuole-e-famiglie/

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Le Vie dei Tesori, tutti i luoghi su prenotazione del weekend

Per alcuni è già sold out, ma ci sono ancora posti disponibili per l’aeroporto di Boccadifalco, le catacombe di San Michele, Palazzo Branciforte e tanti altri ancora

di Redazione

È entrato nel vivo il festival Le Vie dei Tesori a Palermo. Tra i tantissimi luoghi da ammirare, vi proponiamo alcune tra le visite su prenotazione che potete scegliere, evitando le code, nel giorno e nell’ora per voi più comodi.

Molte visite sono già sold out, come quella al monastero di Santa Caterina, di cui è possibile entrare nelle celle delle monache, oppure al carcere Ucciardone. Ci sono ancora posti per il secondo itinerario all’interno dell’aeroporto di Boccadifalco, che sta riscuotendo tanto successo, ma non ci sono più posti per le visite aeree sul Piper.

Aperta la catacomba di San Michele Arcangelo, sotto Casa Professa, dove nicchie e cappelle raccontano storie inverosimili; e ancora Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti; Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile.

Potrete ammirare su prenotazione anche la collezione di ceramiche Athena (solo sabato dalle 16 alle 18); lo Stand Florio (solo domenica), i depositi della Gam (sabato e domenica, mattina e pomeriggio); il Grand Hotel Piazza Borsa (solo la domenica, dalle 10,45 alle 17,30) e la fabbrica di Anice Tutone (sabato e domenica).

Per tutte le informazioni su luoghi e visite visitare il sito www.leviedeitesori.it, oppure telefonare allo 0918420204, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Per alcuni è già sold out, ma ci sono ancora posti disponibili per l’aeroporto di Boccadifalco, le catacombe di San Michele, Palazzo Branciforte e tanti altri ancora

di Redazione

È entrato nel vivo il festival Le Vie dei Tesori a Palermo. Tra i tantissimi luoghi da ammirare, vi proponiamo alcune tra le visite su prenotazione che potete scegliere, evitando le code, nel giorno e nell’ora per voi più comodi.

Molte visite sono già sold out, come quella al monastero di Santa Caterina, di cui è possibile entrare nelle celle delle monache, oppure al carcere Ucciardone. Ci sono ancora posti per il secondo itinerario all’interno dell’aeroporto di Boccadifalco, che sta riscuotendo tanto successo, ma non ci sono più posti per le visite aeree sul Piper.

Aperta la catacomba di San Michele Arcangelo, sotto Casa Professa, dove nicchie e cappelle raccontano storie inverosimili; e ancora Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti; Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile.

Potrete ammirare su prenotazione anche la collezione di ceramiche Athena (solo sabato dalle 16 alle 18); lo Stand Florio (solo domenica), i depositi della Gam (sabato e domenica, mattina e pomeriggio); il Grand Hotel Piazza Borsa (solo la domenica, dalle 10,45 alle 17,30) e la fabbrica di Anice Tutone (sabato e domenica).

Per tutte le informazioni su luoghi e visite visitare il sito www.leviedeitesori.it, oppure telefonare allo 0918420204, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Giuseppe Tornatore inaugura la rassegna “CineDarch”

Il regista dialoga con Franco Lo Piparo dopo la proiezione del film “Una pura formalità”, la manifestazione è organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo

di Redazione

Sarà Giuseppe Tornatore ad inaugurare oggi la rassegna cinematografica “CineDarch”, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo. L’incontro inizierà alle 14 nell’aula magna Margherita De Simone dell’edificio 14 in viale delle Scienze, con la proiezione del film del regista bagherese “Una pura formalità” e proseguirà, dalle 16.30, con un dialogo sul tema del rapporto tra cinema e tempo a cui parteciperà lo stesso Tornatore, con Franco Lo Piparo, docente di Filosofia del linguaggio.

Il dibattito sarà preceduto dai saluti istituzionali del rettore, Fabrizio Micari, dal presidente della Scuola Politecnica, Maurizio Carta e dall’introduzione del direttore del Dipartimento di Architettura e coordinatore dell’iniziativa, Andrea Sciascia.

“Una pura formalità”, pellicola del 1994 presentata in concorso al 47esimo Festival di Cannes, con Gérard Depardieu e Roman Polanski, è un film dalla forte tensione drammaturgica, abilmente sospeso tra realtà e visione onirica, una riflessione sulla vita, la morte e la memoria.

Il regista dialoga con Franco Lo Piparo dopo la proiezione del film “Una pura formalità”, la manifestazione è organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo

di Redazione

Sarà Giuseppe Tornatore ad inaugurare oggi la rassegna cinematografica “CineDarch”, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo. L’incontro inizierà alle 14 nell’aula magna Margherita De Simone dell’edificio 14 in viale delle Scienze, con la proiezione del film del regista bagherese “Una pura formalità” e proseguirà, dalle 16.30, con un dialogo sul tema del rapporto tra cinema e tempo a cui parteciperà lo stesso Tornatore, con Franco Lo Piparo, docente di Filosofia del linguaggio.

Il dibattito sarà preceduto dai saluti istituzionali del rettore, Fabrizio Micari, dal presidente della Scuola Politecnica, Maurizio Carta e dall’introduzione del direttore del Dipartimento di Architettura e coordinatore dell’iniziativa, Andrea Sciascia.

“Una pura formalità”, pellicola del 1994 presentata in concorso al 47esimo Festival di Cannes, con Gérard Depardieu e Roman Polanski, è un film dalla forte tensione drammaturgica, abilmente sospeso tra realtà e visione onirica, una riflessione sulla vita, la morte e la memoria.

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Peter Greenaway a Palermo premiato con l’Efebo d’Oro

Uno dei più eclettici artisti contemporanei sarà protagonista della 40esima edizione del riconoscimento internazionale, che gli sarà consegnato sabato 10 novembre ai Cantieri Culturali alla Zisa

di Redazione

È uno dei più eclettici artisti contemporanei, autore di pellicole visionarie e provocatorie, ma anche di libri, mostre e installazioni multimediali. È Peter Greenaway il protagonista della 40esima edizione dell’Efebo D’Oro, vincitore del Premio Città di Palermo che gli sarà consegnato sabato 10 novembre nel Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa.

L’artista britannico incontrerà il pubblico il 9 novembre, prima della proiezione del film “The Greenaway Alphabet” diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe coprotagonista del documentario in cui il suo universo umano e poetico viene percorso e sviscerato lungo le lettere dell’alfabeto. Una nutrita rassegna di sue opere accompagnerà gli spettatori nelle espressioni creative più geniali degli ultimi decenni.

L’autore di numerose nonché affascinanti installazioni e pellicole quali “I misteri del giardino di Compton House”, “Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante” e “I racconti del cuscino”, ha recentemente dichiarato che uno dei suoi prossimi film sarà girato in verticale. “La cultura moderna è ormai indirizzata verso l’utilizzo del cellulare – ha detto Greenaway nel corso di un incontro a Roma, durante il Vertical Movie Festival – e anche se alcune persone lo usano in orizzontale, la maggior parte lo utilizza in verticale; se vi guardate attorno e guardate le costruzioni di Roma, dell’Italia e dell’Europa, e se credete che il cinema sia come guardare attraverso una finestra, vi accorgerete che la maggior parte delle finestre nel mondo occidentale sono di forma verticale, non orizzontale”.

L’Efebo d’Oro è realizzato con il contributo del Ministero dei Beni Culturali, dell’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Palermo, all’interno della manifestazione Capitale italiana della cultura 2018.

Uno dei più eclettici artisti contemporanei sarà protagonista della 40esima edizione del riconoscimento internazionale, che gli sarà consegnato sabato 10 novembre ai Cantieri Culturali alla Zisa

di Redazione

È uno dei più eclettici artisti contemporanei, autore di pellicole visionarie e provocatorie, ma anche di libri, mostre e installazioni multimediali. È Peter Greenaway il protagonista della 40esima edizione dell’Efebo D’Oro, vincitore del Premio Città di Palermo che gli sarà consegnato sabato 10 novembre nel Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa.

L’artista britannico incontrerà il pubblico il 9 novembre, prima della proiezione del film “The Greenaway Alphabet” diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe coprotagonista del documentario in cui il suo universo umano e poetico viene percorso e sviscerato lungo le lettere dell’alfabeto. Una nutrita rassegna di sue opere accompagnerà gli spettatori nelle espressioni creative più geniali degli ultimi decenni.

L’autore di numerose nonché affascinanti installazioni e pellicole quali “I misteri del giardino di Compton House”, “Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante” e “I racconti del cuscino”, ha recentemente dichiarato che uno dei suoi prossimi film sarà girato in verticale. “La cultura moderna è ormai indirizzata verso l’utilizzo del cellulare – ha detto Greenaway nel corso di un incontro a Roma, durante il Vertical Movie Festival – e anche se alcune persone lo usano in orizzontale, la maggior parte lo utilizza in verticale; se vi guardate attorno e guardate le costruzioni di Roma, dell’Italia e dell’Europa, e se credete che il cinema sia come guardare attraverso una finestra, vi accorgerete che la maggior parte delle finestre nel mondo occidentale sono di forma verticale, non orizzontale”.

L’Efebo d’Oro è realizzato con il contributo del Ministero dei Beni Culturali, dell’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei e del Comune di Palermo, all’interno della manifestazione Capitale italiana della cultura 2018.

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“Scollamenti temporali”, le donne del Pagliarelli diventano artiste

In mostra nella sede dell’Ordine degli architetti di Palermo, collage creati durante un workshop nella casa circondariale. Il progetto fa parte delle #Anteprime di I-design 2018

di Redazione

Collage d’arte creati durante un workshop con alcune detenute del carcere Pagliarelli ed esposti dal 15 al 20 ottobre alla sede dell’Ordine degli Architetti di Palermo, promotore dell’iniziativa insieme all’associazione I-design. Il progetto fa parte delle #Anteprime di I-design 2018, la più famosa e longeva manifestazione del Sud Italia dedicata al design e curata da Daniela Brignone, inserita quest’anno tra gli eventi collaterali di Manifesta 12 e nel calendario di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

La mostra si intitola “Scollamenti temporali. Relazioni impreviste tra arte e moda” e propone a Palermo l’idea realizzata dal noto designer milanese Giulio Ceppi all’ultima Triennale di Milano. Curatore del workshop e della mostra, Fortunato D’Amico.

Il progetto consiste nella creazione partecipata di collage che miscelano due tipologie di materiali: riproduzioni di opere d’arte del passato (preferibilmente di artisti siciliani) e campagne pubblicitarie contemporanee. Accostamenti a prima vista improbabili trovano e generano, sorprendentemente, familiarità, dando luogo a una serie di cortocircuiti tra tradizione e attualità, tra sacro e profano, tra arte e comunicazione. L’obiettivo è la generazione di nuovi personaggi, di figure ibride che nascono dall’incontro tra tempi e luoghi diversi, ricomponendosi in nuovi corpi e sfidando ironicamente le nostre idiosincrasie e i nostri tabù.

“Il lavoro del progettista, architetto e designer – afferma Ceppi – consiste sempre più nell’assemblare materiali, segni, codici, linguaggi, trovando ogni volta una nuova e diversa sintesi, originale quanto capace di produrre un senso condivisibile. Il frammento ha un grande valore in questo processo: che sia frammento fisico o intangibile, mnemonico o reale, figurativo o astratto, non importa. Sempre si tratta di una parte che avrebbe potuto forse stare per un tutto, ma che montata con altre parti diventa un nuovo tutto, ancora ignoto nel suo divenire”.

Il workshop si basa come referenza su quanto prodotto ed esposto da Giulio Ceppi alla Triennale di Milano a partire da giugno 2018 e accompagnato da un catalogo per i tipi di Magonza edizioni, curato da Elisabetta Longari, docente all’Accademia di Brera di Milano, e con interventi della psicanalista Mariapia Bobbioni, del giornalista Antonio Mancinelli e dell’antropologa Simona Segre Reinach.

In mostra nella sede dell’Ordine degli architetti di Palermo, collage creati durante un workshop nella casa circondariale. Il progetto fa parte delle #Anteprime di I-design 2018

di Redazione

Collage d’arte creati durante un workshop con alcune detenute del carcere Pagliarelli ed esposti dal 15 al 20 ottobre alla sede dell’Ordine degli Architetti di Palermo, promotore dell’iniziativa insieme all’associazione I-design. Il progetto fa parte delle #Anteprime di I-design 2018, la più famosa e longeva manifestazione del Sud Italia dedicata al design e curata da Daniela Brignone, inserita quest’anno tra gli eventi collaterali di Manifesta 12 e nel calendario di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

La mostra si intitola “Scollamenti temporali. Relazioni impreviste tra arte e moda” e propone a Palermo l’idea realizzata dal noto designer milanese Giulio Ceppi all’ultima Triennale di Milano. Curatore del workshop e della mostra, Fortunato D’Amico.

Il progetto consiste nella creazione partecipata di collage che miscelano due tipologie di materiali: riproduzioni di opere d’arte del passato (preferibilmente di artisti siciliani) e campagne pubblicitarie contemporanee. Accostamenti a prima vista improbabili trovano e generano, sorprendentemente, familiarità, dando luogo a una serie di cortocircuiti tra tradizione e attualità, tra sacro e profano, tra arte e comunicazione. L’obiettivo è la generazione di nuovi personaggi, di figure ibride che nascono dall’incontro tra tempi e luoghi diversi, ricomponendosi in nuovi corpi e sfidando ironicamente le nostre idiosincrasie e i nostri tabù.

“Il lavoro del progettista, architetto e designer – afferma Ceppi – consiste sempre più nell’assemblare materiali, segni, codici, linguaggi, trovando ogni volta una nuova e diversa sintesi, originale quanto capace di produrre un senso condivisibile. Il frammento ha un grande valore in questo processo: che sia frammento fisico o intangibile, mnemonico o reale, figurativo o astratto, non importa. Sempre si tratta di una parte che avrebbe potuto forse stare per un tutto, ma che montata con altre parti diventa un nuovo tutto, ancora ignoto nel suo divenire”.

Il workshop si basa come referenza su quanto prodotto ed esposto da Giulio Ceppi alla Triennale di Milano a partire da giugno 2018 e accompagnato da un catalogo per i tipi di Magonza edizioni, curato da Elisabetta Longari, docente all’Accademia di Brera di Milano, e con interventi della psicanalista Mariapia Bobbioni, del giornalista Antonio Mancinelli e dell’antropologa Simona Segre Reinach.

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Da venerdì Le Vie dei Tesori svelano anche Catania

Saranno 32 i luoghi aperti durante il festival dal 19 ottobre al 4 novembre, sei quelli su prenotazione: un traguardo reso possibile dalla rete tra pubblico e privato. Con molti inediti per gli stessi residenti

di Redazione

Catania barocca, romana, sfarzosa, modellata sulla sua lava, comunque inedita: fa tappa anche qui il festival de Le Vie dei Tesori che ormai racconta un Paese pieno di bellezze da scoprire, con un successo di pubblico che nelle province siciliane ha segnato oltre 70mila partecipanti e che questo sabato si prepara a dare il via a un progetto pilota al Nord, tra Milano, Mantova e la Valtellina. E così dal 19 ottobre al 4 novembre, per tre weekend, Le Vie dei Tesori arriva a Catania, dove si potranno scoprire i camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, le cappelle inedite e i saloni aperti di rado di un luogo invece conosciutissimo come è la cattedrale di sant’Agata, tre complessi termali che affondano negli anni antichi, facendo un viaggio dall’alto e dal basso, alla ricerca della città romana, degli sfarzi dei vicerè, delle tracce lasciate sotto lava e terremoti. In tutto saranno 32 i luoghi scelti con cura certosina con la collaborazione di tutte le istituzioni e di privati e realtà d’eccellenza della città, rintracciando siti che saranno una scoperta anche per gli stessi catanesi. 

La presentazione alla stampa questa mattina a Palazzo della Cultura con il sindaco Salvo Pogliese – che ha sottolineato come “Le Vie dei Tesori arricchisca il percorso virtuoso di apertura dei luoghi della cultura alle comunità, consapevoli dell’importanza del fare rete, tutti insieme, pubblico e privato. Catania sta diventando un punto di riferimento per il turismo internazionale, con il barocco, i siti storico-artistici e paesaggistici; e tutta la città, a partire dall’amministrazione comunale, è chiamata a sostenere e valorizzare progetti come questo, che promuovono la scoperta o riscoperta dei gioielli cittadini”. E poi l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo che ha annunciato che Le Vie dei Tesori è stato il primo festival scelto per comporre la lista di manifestazioni che verranno promosse dalla Regione nei maggiori circuiti turistici a livello internazionale.

Con loro anche l’assessore comunale alla Cultura, Barbara Mirabella per la quale “Catania sta ritrovando il piacere di manifestazioni che permettono di vivere i luoghi dell’arte e stimolano un nuovo modello di marketing che coinvolge tutte le istituzioni cittadine, dal comune al polo museale, dalla sovrintendenza all’università, per favorire flussi turistici e facilitare i percorsi di visita e di fruizione della bellezza”. Fino a Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus, che ha spiegato come “arrivare qui sia stato quasi necessario: Catania possiede una ricchezza di siti che il nostro storytelling, che è poi il marchio del festival, non poteva ignorare. Presentiamo un progetto che in contemporanea sbarca in Nord Italia, e che si basa sulla sinergia e sulla collaborazione tra enti diversi che di solito non parlano tra loro”.

Come la Wondertime, partner del progetto, che con Pierluigi Di Rosa ha sottolineato la grande professionalità dei volontari, delle guide (di Etna ‘Ngeniousa), degli studenti coinvolti sul campo, come quelli dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e il gruppo Disum che sta seguendo un tirocinio al Comune di Catania. Erano presenti in conferenza stampa, i rappresentanti dei numerosi partner istituzionali e privati: Germana Barone del SiMuA, il sistema museale d’Ateneo, ha spiegato come verranno proposte per il festival numerose collezioni scientifiche del tutto sconosciute ai più; Nicola Neri per la Soprintendenza ai Beni Culturali; Luigi Messina per il Polo museale regionale; Concetta Zingano che ha raccontato i segreti della Cattedrale di sant’Agata, aperta dalla Diocesi; il colonnello dell’Esercito Leonardo Privitera che ha raccontato la cappella funerea di epoca romana che si potrà scoprire all’interno della Caserma “Santangelo Fulci”, durante Le Vie dei Tesori .

I siti vengono aperti e raccontati da una rete di volontari e studenti che partecipano all’ alternanza scuola lavoro e promossi con lo stesso strumento che, nato per autofinanziare una manifestazione che non gode di finanziamenti pubblici stabili, è diventato una straordinaria formula che fa rete: un coupon da 10 euro consente 10 visite guidate (1 euro ciascuna); un coupon da 5 euro consente 4 visite guidate, il coupon singolo da 2 euro è valido per una visita guidata.

Sono stati anche scelti sei luoghi cui si potrà accedere su prenotazione (coupon da 3 euro): si possono già prenotare sul nostro sito che ospita anche la piattaforma di booking e ticketing che consente di acquistare i coupon, vere e proprie “carte d’imbarco” con QR code che verranno “smarcate” all’ingresso dei luoghi fino a esaurimento.

Nel dettaglio, i 32 luoghi possono essere visti a questo link: i visitatori conosceranno così le varie stratificazioni, dal “colosseo nero” alle terme Achilleane, dal sepolcro Stesicoro alle Terme dell’Indirizzo, dagli straordinari fossati e corte di Castello Ursino alla cripta del martire cristiano Sant’Euplio. Capitolo a parte per la Cattedrale di sant’Agata che apre al pubblico de Le Vie dei Tesori tre distinti luoghi: parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese. inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

E ancora, le collezioni dell’Università, e gli sfarzi barocchi dei palazzi monumentali, alcuni dei quali aprono le porte solo per Le Vie dei Tesori: da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis…e poi Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura, o l’affrescato Palazzo Asmundo di Gisira, oggi trasformato in albergo. L’operosità degli artigiani che diventa arte: dall’ex Manifattura Tabacchi, ai laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. I piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per chi è sprovvisto del coupon saranno disponibili nei luoghi soltanto ticket da 2 euro. Per le visite delle scuole prenotazioni@leviedeitesori.it. Anche a Catania sono previsti i luoghi su prenotazione, sei in tutto, con visite da vedere solo acquistando il coupon a questo link. E Planeta, partner del Festival è presente anche nelle visite d’autore con degustazione a Catania. Con luoghi inediti da prenotare qui, con un contributo di 7 euro.
Oltre che sul sito del Festival, i coupon si possono acquistare anche nell’info point che sarà allestito a piazza Stesicoro grazie alla sponsorizzazione di Dusty, la società che si occupa della raccolta differenziata a Catania. Info: 09 8420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Saranno 32 i luoghi aperti durante il festival dal 19 ottobre al 4 novembre, sei quelli su prenotazione: un traguardo reso possibile dalla rete tra pubblico e privato. Con molti inediti per gli stessi residenti

di Redazione

Catania barocca, romana, sfarzosa, modellata sulla sua lava, comunque inedita: fa tappa anche qui il festival de Le Vie dei Tesori che ormai racconta un Paese pieno di bellezze da scoprire, con un successo di pubblico che nelle province siciliane ha segnato oltre 70mila partecipanti e che questo sabato si prepara a dare il via a un progetto pilota al Nord, tra Milano, Mantova e la Valtellina. E così dal 19 ottobre al 4 novembre, per tre weekend, Le Vie dei Tesori arriva a Catania, dove si potranno scoprire i camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, le cappelle inedite e i saloni aperti di rado di un luogo invece conosciutissimo come è la cattedrale di sant’Agata, tre complessi termali che affondano negli anni antichi, facendo un viaggio dall’alto e dal basso, alla ricerca della città romana, degli sfarzi dei vicerè, delle tracce lasciate sotto lava e terremoti. In tutto saranno 32 i luoghi scelti con cura certosina con la collaborazione di tutte le istituzioni e di privati e realtà d’eccellenza della città, rintracciando siti che saranno una scoperta anche per gli stessi catanesi. 

La presentazione alla stampa questa mattina a Palazzo della Cultura con il sindaco Salvo Pogliese – che ha sottolineato come “Le Vie dei Tesori arricchisca il percorso virtuoso di apertura dei luoghi della cultura alle comunità, consapevoli dell’importanza del fare rete, tutti insieme, pubblico e privato. Catania sta diventando un punto di riferimento per il turismo internazionale, con il barocco, i siti storico-artistici e paesaggistici; e tutta la città, a partire dall’amministrazione comunale, è chiamata a sostenere e valorizzare progetti come questo, che promuovono la scoperta o riscoperta dei gioielli cittadini”. E poi l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo che ha annunciato che Le Vie dei Tesori è stato il primo festival scelto per comporre la lista di manifestazioni che verranno promosse dalla Regione nei maggiori circuiti turistici a livello internazionale.

Con loro anche l’assessore comunale alla Cultura, Barbara Mirabella per la quale “Catania sta ritrovando il piacere di manifestazioni che permettono di vivere i luoghi dell’arte e stimolano un nuovo modello di marketing che coinvolge tutte le istituzioni cittadine, dal comune al polo museale, dalla sovrintendenza all’università, per favorire flussi turistici e facilitare i percorsi di visita e di fruizione della bellezza”. Fino a Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus, che ha spiegato come “arrivare qui sia stato quasi necessario: Catania possiede una ricchezza di siti che il nostro storytelling, che è poi il marchio del festival, non poteva ignorare. Presentiamo un progetto che in contemporanea sbarca in Nord Italia, e che si basa sulla sinergia e sulla collaborazione tra enti diversi che di solito non parlano tra loro”.

Come la Wondertime, partner del progetto, che con Pierluigi Di Rosa ha sottolineato la grande professionalità dei volontari, delle guide (di Etna ‘Ngeniousa), degli studenti coinvolti sul campo, come quelli dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e il gruppo Disum che sta seguendo un tirocinio al Comune di Catania. Erano presenti in conferenza stampa, i rappresentanti dei numerosi partner istituzionali e privati: Germana Barone del SiMuA, il sistema museale d’Ateneo, ha spiegato come verranno proposte per il festival numerose collezioni scientifiche del tutto sconosciute ai più; Nicola Neri per la Soprintendenza ai Beni Culturali; Luigi Messina per il Polo museale regionale; Concetta Zingano che ha raccontato i segreti della Cattedrale di sant’Agata, aperta dalla Diocesi; il colonnello dell’Esercito Leonardo Privitera che ha raccontato la cappella funerea di epoca romana che si potrà scoprire all’interno della Caserma “Santangelo Fulci”, durante Le Vie dei Tesori .

I siti vengono aperti e raccontati da una rete di volontari e studenti che partecipano all’ alternanza scuola lavoro e promossi con lo stesso strumento che, nato per autofinanziare una manifestazione che non gode di finanziamenti pubblici stabili, è diventato una straordinaria formula che fa rete: un coupon da 10 euro consente 10 visite guidate (1 euro ciascuna); un coupon da 5 euro consente 4 visite guidate, il coupon singolo da 2 euro è valido per una visita guidata.

Sono stati anche scelti sei luoghi cui si potrà accedere su prenotazione (coupon da 3 euro): si possono già prenotare sul nostro sito che ospita anche la piattaforma di booking e ticketing che consente di acquistare i coupon, vere e proprie “carte d’imbarco” con QR code che verranno “smarcate” all’ingresso dei luoghi fino a esaurimento.

Nel dettaglio, i 32 luoghi possono essere visti a questo link: i visitatori conosceranno così le varie stratificazioni, dal “colosseo nero” alle terme Achilleane, dal sepolcro Stesicoro alle Terme dell’Indirizzo, dagli straordinari fossati e corte di Castello Ursino alla cripta del martire cristiano Sant’Euplio. Capitolo a parte per la Cattedrale di sant’Agata che apre al pubblico de Le Vie dei Tesori tre distinti luoghi: parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese. inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

E ancora, le collezioni dell’Università, e gli sfarzi barocchi dei palazzi monumentali, alcuni dei quali aprono le porte solo per Le Vie dei Tesori: da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis…e poi Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura, o l’affrescato Palazzo Asmundo di Gisira, oggi trasformato in albergo. L’operosità degli artigiani che diventa arte: dall’ex Manifattura Tabacchi, ai laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. I piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per chi è sprovvisto del coupon saranno disponibili nei luoghi soltanto ticket da 2 euro. Per le visite delle scuole prenotazioni@leviedeitesori.it. Anche a Catania sono previsti i luoghi su prenotazione, sei in tutto, con visite da vedere solo acquistando il coupon a questo link. E Planeta, partner del Festival è presente anche nelle visite d’autore con degustazione a Catania. Con luoghi inediti da prenotare qui, con un contributo di 7 euro.
Oltre che sul sito del Festival, i coupon si possono acquistare anche nell’info point che sarà allestito a piazza Stesicoro grazie alla sponsorizzazione di Dusty, la società che si occupa della raccolta differenziata a Catania. Info: 09 8420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Gustare l’oro verde di Sicilia nell’antico mulino

Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti di Palermo: olio extravergine di oliva a Sant’Antonino, vino e cena nobiliare a Palazzo Asmundo

di Redazione

Assaporare olio extravergine di oliva dove per secoli si è fatto il pane o sorseggiare un aperitivo in un palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale di Palermo. Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti della città.

Venerdì 19 ottobre alle 19 potrete andare alla scoperta dell’antico mulino di Sant’Antonino, all’interno dell’ex convento secentesco di Sant’Antonio da Padova, a pochi passi dalla stazione centrale, all’imbocco di corso Tukory. Prima toccherà alla visita guidata condotta da Paolo Inglese, docente di Coltivazioni arboree all’Università di Palermo e direttore del Sistema museale d’Ateneo. A seguire, una degustazione di olio extravergine di oliva Planeta, guidata da un esperto (qui per prenotare la visita con degustazione).

L’ex convento conserva ancora gli ambienti e i macchinari artigianali utilizzati per impastare la farina e preparare il pane, oggi reperti di archeologia industriale. La perla è il gigantesco mulino in legno massiccio. Il convento, progettato da Mariano Smiriglio e realizzato nel 1630, dopo due secoli, a seguito della soppressione degli ordini religiosi nel 1866, fu trasformato dall’esercito in “caserma della sussistenza” per produrre pane. Acquisito dall’Università di Palermo nel 2004, l’edificio è stato recuperato, restaurato e inaugurato nel 2012.

Se invece preferite tuffarvi nell’atmosfera degli antichi salotti nobiliari della città, potrete optare per la visita di Palazzo Asmundo, venerdì 19 e sabato 20 sempre alle 19, degustando i vini Planeta con la guida di un enologo (qui per prenotare). Potrete ammirare alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca e perfino carrozze, testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana.

Sempre a Palazzo Asmundo, infine, sabato 20 alle 21, potrete scegliere anche una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano (qui per prenotare). Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani.

Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti di Palermo: olio extravergine di oliva a Sant’Antonino, vino e cena nobiliare a Palazzo Asmundo

di Redazione

Assaporare olio extravergine di oliva dove per secoli si è fatto il pane o sorseggiare un aperitivo in un palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale di Palermo. Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti della città.

Venerdì 19 ottobre alle 19 potrete andare alla scoperta dell’antico mulino di Sant’Antonino, all’interno dell’ex convento secentesco di Sant’Antonio da Padova, a pochi passi dalla stazione centrale, all’imbocco di corso Tukory. Prima toccherà alla visita guidata condotta da Paolo Inglese, docente di Coltivazioni arboree all’Università di Palermo e direttore del Sistema museale d’Ateneo. A seguire, una degustazione di olio extravergine di oliva Planeta, guidata da un esperto (qui per prenotare la visita con degustazione).

L’ex convento conserva ancora gli ambienti e i macchinari artigianali utilizzati per impastare la farina e preparare il pane, oggi reperti di archeologia industriale. La perla è il gigantesco mulino in legno massiccio. Il convento, progettato da Mariano Smiriglio e realizzato nel 1630, dopo due secoli, a seguito della soppressione degli ordini religiosi nel 1866, fu trasformato dall’esercito in “caserma della sussistenza” per produrre pane. Acquisito dall’Università di Palermo nel 2004, l’edificio è stato recuperato, restaurato e inaugurato nel 2012.

Se invece preferite tuffarvi nell’atmosfera degli antichi salotti nobiliari della città, potrete optare per la visita di Palazzo Asmundo, venerdì 19 e sabato 20 sempre alle 19, degustando i vini Planeta con la guida di un enologo (qui per prenotare). Potrete ammirare alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca e perfino carrozze, testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana.

Sempre a Palazzo Asmundo, infine, sabato 20 alle 21, potrete scegliere anche una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano (qui per prenotare). Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani.

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Clown e giocolieri in piazza a Danisinni

Giovedì 18 ottobre alle 21, arriva al Teatro Tenda il Cabarettone della Festa d’Autunno, organizzato da Circ’all

di Redazione

Torna lo spettacolo in piazza Danisinni, a Palermo. Giovedì 18 ottobre alle 21, arriva al Teatro Tenda il Cabarettone della Festa d’Autunno, organizzato da Circ’all.

Dopo il primo appuntamento estivo, si è pensato infatti di dar vita ad uno spettacolo per ogni stagione, pieno di artisti diversi che si alterneranno con numeri di clownerie, acrobatica, giocoleria ed equilibrio per divertire grandi e piccini. La coincidenza con il Ballarò Buskers, il festival delle arti di strada che si svolgerà nel centro storico dal 19 al 21 ottobre, renderà possibile la presenza a Danisinni di tanti artisti italiani e stranieri, che offriranno una piccola “pillola” del loro spettacolo dei giorni successivi.

L’ingresso allo spettacolo sarà con donazione libera a partire da 5 euro. Per informazioni telefonare al 3209435196.

Giovedì 18 ottobre alle 21, arriva al Teatro Tenda il Cabarettone della Festa d’Autunno, organizzato da Circ’all

di Redazione

Torna lo spettacolo in piazza Danisinni, a Palermo. Giovedì 18 ottobre alle 21, arriva al Teatro Tenda il Cabarettone della Festa d’Autunno, organizzato da Circ’all.

Dopo il primo appuntamento estivo, si è pensato infatti di dar vita ad uno spettacolo per ogni stagione, pieno di artisti diversi che si alterneranno con numeri di clownerie, acrobatica, giocoleria ed equilibrio per divertire grandi e piccini. La coincidenza con il Ballarò Buskers, il festival delle arti di strada che si svolgerà nel centro storico dal 19 al 21 ottobre, renderà possibile la presenza a Danisinni di tanti artisti italiani e stranieri, che offriranno una piccola “pillola” del loro spettacolo dei giorni successivi.

L’ingresso allo spettacolo sarà con donazione libera a partire da 5 euro. Per informazioni telefonare al 3209435196.

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Le Vie dei Tesori, oltre 52mila visite nel secondo weekend

Come la scorsa settimana, il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, è stato il luogo più gettonato, seguito dall’aeroporto di Boccadifalco e dalla Casina Cinese. E dal 19 ottobre si aggiunge anche Catania

di Redazione

Un altro weekend da incorniciare per Le Vie dei Tesori. Nonostante le pioggia, sono stati oltre 52mila i visitatori che hanno preso d’assalto chiese, palazzi e monumenti di Palermo, nel secondo fine settimana del festival. Finora, compresi i 36mila del primo weekend, sono già quasi 90mila le presenze complessive per questa dodicesima edizione, che è ancora lunga.

Come la scorsa settimana, il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, è stato il luogo più visitato: stavolta nei tre giorni, sono state messe insieme 1700 presenze, quasi il doppio dello scorso weekend. Benissimo anche l’aeroporto di Boccadifalco, gettonatissima new entry di quest’anno: 950 visitatori lo scorso weekend, che sono diventati 1300 questo fine settimana, spalmati lungo i due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione. A Boccadifalco si visitano i bunker della guerra, il giardino storico di villa Natoli, la torre di controllo e l’hangar che i bombardamenti lasciarono intatto.

E a questa tornata, la Casina Cinese non si è fatta lasciare indietro: 1200 i visitatori ad ammirare le volute, gli orpelli, gli eleganti decori voluti da Re Ferdinando e dalla regina Carolina; la residenza è tallonata comunque sia dal Teatro Politeama con il suo foyer e le sale affrescate, che dal Villino Florio che quest’anno ha aperto i suoi giardini monumentali: tutti e due hanno totalizzato oltre 1150 presenze.

Anche Palazzo Bonocore ha avuto una bellissima performance, se si considera che vi si è appena chiuso il World Press Photo e lo hanno scelto in 1100: sarà visitabile per altri due weekend soltanto, ma non l’ultimo del festival. Sono comunque tantissimi i luoghi visitati da più di mille visitatori ciascuno, segno che il pubblico sceglie con attenzione e cerca di vedere il più possibile, anche i siti più lontani dal centro storico o magari presenti nel festival sin dall’inizio.

Le Vie dei Tesori continua fino al 4 novembre, più un weekend (dal 9 all’11) dedicato alla Notte Bianca dell’Unesco: in tutto sono aperti 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ma dal prossimo weekend si allarga ancora di più: da venerdì (19 ottobre) al 4 novembre, apre per tre fine settimana con 32 luoghi a Catania – tra camminamenti delle suore, percorsi dall’alto, angoli inediti della cattedrale – e dal sabato (20 ottobre) per due weekend, 30 siti in Nord Italia: dieci, tra chiese e giardini nascosti, a Milano, altrettanti nell’elegante Mantova dedita all’arte; e dieci in Valtellina, sulle orme dell’Orlando Furioso.

Per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.it.

Come la scorsa settimana, il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, è stato il luogo più gettonato, seguito dall’aeroporto di Boccadifalco e dalla Casina Cinese. E dal 19 ottobre si aggiunge anche Catania

di Redazione

Un altro weekend da incorniciare per Le Vie dei Tesori. Nonostante le pioggia, sono stati oltre 52mila i visitatori che hanno preso d’assalto chiese, palazzi e monumenti di Palermo, nel secondo fine settimana del festival. Finora, compresi i 36mila del primo weekend, sono già quasi 90mila le presenze complessive per questa dodicesima edizione, che è ancora lunga.

Come la scorsa settimana, il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, è stato il luogo più visitato: stavolta nei tre giorni, sono state messe insieme 1700 presenze, quasi il doppio dello scorso weekend. Benissimo anche l’aeroporto di Boccadifalco, gettonatissima new entry di quest’anno: 950 visitatori lo scorso weekend, che sono diventati 1300 questo fine settimana, spalmati lungo i due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione. A Boccadifalco si visitano i bunker della guerra, il giardino storico di villa Natoli, la torre di controllo e l’hangar che i bombardamenti lasciarono intatto.

E a questa tornata, la Casina Cinese non si è fatta lasciare indietro: 1200 i visitatori ad ammirare le volute, gli orpelli, gli eleganti decori voluti da Re Ferdinando e dalla regina Carolina; la residenza è tallonata comunque sia dal Teatro Politeama con il suo foyer e le sale affrescate, che dal Villino Florio che quest’anno ha aperto i suoi giardini monumentali: tutti e due hanno totalizzato oltre 1150 presenze.

Anche Palazzo Bonocore ha avuto una bellissima performance, se si considera che vi si è appena chiuso il World Press Photo e lo hanno scelto in 1100: sarà visitabile per altri due weekend soltanto, ma non l’ultimo del festival. Sono comunque tantissimi i luoghi visitati da più di mille visitatori ciascuno, segno che il pubblico sceglie con attenzione e cerca di vedere il più possibile, anche i siti più lontani dal centro storico o magari presenti nel festival sin dall’inizio.

Le Vie dei Tesori continua fino al 4 novembre, più un weekend (dal 9 all’11) dedicato alla Notte Bianca dell’Unesco: in tutto sono aperti 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ma dal prossimo weekend si allarga ancora di più: da venerdì (19 ottobre) al 4 novembre, apre per tre fine settimana con 32 luoghi a Catania – tra camminamenti delle suore, percorsi dall’alto, angoli inediti della cattedrale – e dal sabato (20 ottobre) per due weekend, 30 siti in Nord Italia: dieci, tra chiese e giardini nascosti, a Milano, altrettanti nell’elegante Mantova dedita all’arte; e dieci in Valtellina, sulle orme dell’Orlando Furioso.

Per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.it.

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