Scoprire i tesori di Palermo, tra cene e degustazioni

A partire da venerdì prossimo anche nel capoluogo siciliano, si potrà assaggiare buon vino, ammirando i monumenti della città. A Palazzo Asmundo, poi, un menu completo ispirato agli antichi pranzi nobiliari

di Redazione

Ammirare il centro storico di Palermo dall’alto, degustando un buon calice di vino, oppure cenare o prendere un aperitivo nei saloni di un antico palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale. Sono solo alcune delle visite con degustazioni programmate in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che s’inaugura il prossimo fine settimana nel capoluogo siciliano.

Si tratta di visite speciali, che uniscono la scoperta dei tesori con quella delle eccellenze enogastronomiche siciliane. In cinque luoghi della città, i venerdì del festival alle 19, si potrà partecipare ad una visita esclusiva condotta da un ospite d’onore e una degustazione di vini o di olio Planeta guidata da un enologo o da un esperto. A Palazzo Asmundo, invece, ogni venerdì e sabato del festival alle 19, una degustazione di assaggi siciliani con una vista spettacolare sulla Cattedrale. E il sabato alle 21, una cena per sole quaranta persone, dall’aperitivo al dessert, tra tovagliati di pregio e candelabri.

Questa settimana si comincia, venerdì 5 ottobre alle 19, prima con la visita e poi con la degustazione condotta da un esperto dell’azienda vinicola Planeta, sulla cupola della chiesa del Santissimo Salvatore. In cima si gode una veduta privilegiata della città: da Palazzo dei Normanni al porto, da Monte Pellegrino al mercato di Ballarò, dalla Cattedrale al Teatro Massimo. Da qui si potranno scorgere gli eleganti palazzi nobiliari e le cupole delle più importanti chiese del centro storico, tra le quali quelle di San Giuseppe dei Teatini in via Maqueda e del Carmine nel cuore di Ballarò, entrambe rivestite di piastrelle maiolicate.

La visita è quasi sold out, ma durante gli altri venerdì del festival, si potranno degustare calici di vino, scoprendo il Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), il Museo del Risorgimento (13 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione del progetto “Planeta e i tesori”.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Ma non è tutto. C’è spazio anche per gli appassionati del caffè. Si potranno gustare, inoltre, le fragranze della bevanda più amata dagli italiani, nelle sale affrescate di Palazzo Zingone Trabia. In occasione del festival, l’azienda Morettino allieterà la visita, offrendo a chi visiterà il palazzo una selezione dei propri caffè artigianali, in blend e monorigine, preparati in espresso. Le degustazioni si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 15, all’interno delle sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47.

Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione. Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

A partire da venerdì prossimo anche nel capoluogo siciliano, si potrà assaggiare buon vino, ammirando i monumenti della città. A Palazzo Asmundo, poi, un menu completo ispirato agli antichi pranzi nobiliari

di Redazione

Ammirare il centro storico di Palermo dall’alto, degustando un buon calice di vino, oppure cenare o prendere un aperitivo nei saloni di un antico palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale. Sono solo alcune delle visite con degustazioni programmate in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che s’inaugura il prossimo fine settimana nel capoluogo siciliano.

Si tratta di visite speciali, che uniscono la scoperta dei tesori con quella delle eccellenze enogastronomiche siciliane. In cinque luoghi della città, i venerdì del festival alle 19, si potrà partecipare ad una visita esclusiva condotta da un ospite d’onore e una degustazione di vini o di olio Planeta guidata da un enologo o da un esperto. A Palazzo Asmundo, invece, ogni venerdì e sabato del festival alle 19, una degustazione di assaggi siciliani con una vista spettacolare sulla Cattedrale. E il sabato alle 21, una cena per sole quaranta persone, dall’aperitivo al dessert, tra tovagliati di pregio e candelabri.

Questa settimana si comincia, venerdì 5 ottobre alle 19, prima con la visita e poi con la degustazione condotta da un esperto dell’azienda vinicola Planeta, sulla cupola della chiesa del Santissimo Salvatore. In cima si gode una veduta privilegiata della città: da Palazzo dei Normanni al porto, da Monte Pellegrino al mercato di Ballarò, dalla Cattedrale al Teatro Massimo. Da qui si potranno scorgere gli eleganti palazzi nobiliari e le cupole delle più importanti chiese del centro storico, tra le quali quelle di San Giuseppe dei Teatini in via Maqueda e del Carmine nel cuore di Ballarò, entrambe rivestite di piastrelle maiolicate.

La visita è quasi sold out, ma durante gli altri venerdì del festival, si potranno degustare calici di vino, scoprendo il Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), il Museo del Risorgimento (13 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione del progetto “Planeta e i tesori”.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Ma non è tutto. C’è spazio anche per gli appassionati del caffè. Si potranno gustare, inoltre, le fragranze della bevanda più amata dagli italiani, nelle sale affrescate di Palazzo Zingone Trabia. In occasione del festival, l’azienda Morettino allieterà la visita, offrendo a chi visiterà il palazzo una selezione dei propri caffè artigianali, in blend e monorigine, preparati in espresso. Le degustazioni si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 15, all’interno delle sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47.

Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione. Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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La Camerata Polifonica Siciliana festeggia il compleanno in musica

Un programma di quattro concerti al Museo Diocesano di Catania per celebrare il 30esimo anniversario dell’ensemble. Si comincia con le “Sinfonie di vibrazione”

di Redazione

La Camerata Polifonica Siciliana festeggia i trent’anni. L’associazione concertistica catanese, presieduta da Aldo Mattina e diretta artisticamente da Giovanni Ferrauto, per l’occasione dà vita a “Chant D’Automne”, un ciclo di quattro appuntamenti, impaginati all’insegna della contaminazione, che prenderanno il via domenica 30 settembre alle 19.30 alla Pinacoteca del Museo Diocesano di Catania con il concerto “Sinfonie di vibrazione”. Un rito di rigenerazione sensoriale al quale si assisterà, oltre che seduti sulle normali sedie, anche su cuscini e tappetini da palestra (per cui è consigliato indossare abbigliamento comodo).

Il concerto prevede, infatti, l’esecuzione di musiche concepite per mettere in luce l’aspetto terapeutico del suono, eseguite da Alfio Sciacca ai gong e Giovanni Caruso alle percussioni, e da Isabella Libra al pianoforte e video.

Si tratta di un “viaggio sensoriale” suddiviso in tre atti. Il primo è “Chromoconcerto” una danza tra musica e colori che condurrà il pubblico a stati emotivi eterogenei. Il secondo momento sarà contraddistinto dai tamburi giapponesi “Taiko”, spettacolari e potenti, il cui suono è considerato da molti sensuale ed avvincente, famosi anche in occidente per le loro vibrazioni capaci di rigenerare corpo e anima. L’ultimo momento, che sarà caratterizzato dal buio assoluto per facilitare una respirazione naturale, sarà contraddistinto dal suono dei “Gong Drums”, un tipo speciale di tamburo dall’intonazione molto grave chiamato anche “Tom Tom”. Lo strumento affonda le proprie origini nello sciamanesimo e le vibrazioni prodotte sono in grado di donare serenità e pace all’anima.

Il programma di “Chant D’Automne” prosegue domenica 14 ottobre con “Giacomo Puccini e la poetica delle piccole cose”, un concerto guidato da Aldo Mattina e dedicato alla poetica dell’antieroe pucciniano: una carrellata di tutti i personaggi delle opere di Giacomo Puccini, affidati ai soprani Gonca Dogan e Carmen Maggiore, al tenore Filippo Micale, accompagnati dal pianoforte di Ivan Manzella.

Il 21 ottobre la Camerata Polifonica Siciliana porta a Catania il Goffriller Ensemble del maestro Epifanio Comis, il pianista e direttore d’orchestra catanese riconosciuto in ambito internazionale, che insieme ad alcuni dei migliori solisti catanesi (Vito Imperato e Giovanni Anastasio ai violini, Alberto Salomon alla viola e Benedetto Munzone al violoncello) eseguirà le musiche di Mozart e Schumann.

Il 2 dicembre la rassegna si conclude all’insegna delle contaminazioni con “Spazio. Gesto. Colore. Parola. Suono”, un percorso nella musica contemporanea, da Giacinto Scelsi a Francesco Pennisi, eseguito dal New Music Consort con la voce recitante di Andrea A. Maccarrone. Il concerto sarà introdotto da Alessandro Mastropietro, ricercatore di musicologia e storia della musica, che per l’occasione presenterà il suo nuovo libro “Nuovo teatro musicale fra Roma e Palermo, 1961-1973” edito da Lim – Libreria musicale italiana.

Oltre ai quattro concerti programmati alla Pinacoteca del Museo Diocesano (per cui è già aperta la campagna abbonamenti) la Camerata Polifonica Siciliana a dicembre sarà protagonista di due date organizzate in collaborazione con il Teatro Massimo Bellini di Catania.

Il 21 dicembre al Teatro Massimo Bellini è in programma un concerto dedicato alle famiglie che vedrà esibirsi il Bellini Ensemble su musiche natalizie tratte dai cartoni animati e film natalizi, mentre il 22 dicembre al Teatro Sangiorgi sarà la volta della Piccola Orchestra Popolare C.O. Panzillo, formazione napoletana che proporrà un viaggio nella storia della musica partenopea: dalle villanelle alle tammurriate, le tarantelle, il canto a fronna, l’opera buffa, i canti di malavita e quelli religiosi, le macchiette e le canzoni del teatro di Viviani, fino al grande repertorio classico e moderno.

La Camerata Polifonica Siciliana gode del patrocinio del ministero dei Beni e delle Attività culturali e dell’assessorato Turismo Sport Spettacolo della Regione Siciliana. “Sin dalla fondazione della Camerata – dice Giovanni Ferrauto – la nostra ricerca è stata orientata verso uno spazio non convenzionale. Per i primi 15 anni la nostra attività è stata principalmente di produzione ed esecuzione, anni durante i quali ci siamo dedicati ai grandi inediti come l’incisione della Messa in Sol minore di Vincenzo Bellini o la registrazione di alcuni brani del compositore catanese Giuseppe Geremia o del palermitano Alessandro Scarlatti. Negli ultimi 15 anni, invece, ci siamo dedicati all’organizzazione dell’attività concertistica preferendo repertori poco frequentati e contaminazioni, convinti che il pubblico abbia bisogno sempre di nuovi stimoli. Contaminare per noi significa condurre per mano il nostro pubblico all’ascolto, e introdurre parti danzate o recitate all’interno di un concerto significa alleggerire, aprirsi a un pubblico più eterogeneo, agevolare la fruizione della musica classica”.

Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 3920889640, da lunedì a venerdì, dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.

Un programma di quattro concerti al Museo Diocesano di Catania per celebrare il 30esimo anniversario dell’ensemble. Si comincia con le “Sinfonie di vibrazione”

di Redazione

La Camerata Polifonica Siciliana festeggia i trent’anni. L’associazione concertistica catanese, presieduta da Aldo Mattina e diretta artisticamente da Giovanni Ferrauto, per l’occasione dà vita a “Chant D’Automne”, un ciclo di quattro appuntamenti, impaginati all’insegna della contaminazione, che prenderanno il via domenica 30 settembre alle 19.30 alla Pinacoteca del Museo Diocesano di Catania con il concerto “Sinfonie di vibrazione”. Un rito di rigenerazione sensoriale al quale si assisterà, oltre che seduti sulle normali sedie, anche su cuscini e tappetini da palestra (per cui è consigliato indossare abbigliamento comodo).

Il concerto prevede, infatti, l’esecuzione di musiche concepite per mettere in luce l’aspetto terapeutico del suono, eseguite da Alfio Sciacca ai gong e Giovanni Caruso alle percussioni, e da Isabella Libra al pianoforte e video.

Si tratta di un “viaggio sensoriale” suddiviso in tre atti. Il primo è “Chromoconcerto” una danza tra musica e colori che condurrà il pubblico a stati emotivi eterogenei. Il secondo momento sarà contraddistinto dai tamburi giapponesi “Taiko”, spettacolari e potenti, il cui suono è considerato da molti sensuale ed avvincente, famosi anche in occidente per le loro vibrazioni capaci di rigenerare corpo e anima. L’ultimo momento, che sarà caratterizzato dal buio assoluto per facilitare una respirazione naturale, sarà contraddistinto dal suono dei “Gong Drums”, un tipo speciale di tamburo dall’intonazione molto grave chiamato anche “Tom Tom”. Lo strumento affonda le proprie origini nello sciamanesimo e le vibrazioni prodotte sono in grado di donare serenità e pace all’anima.

Il programma di “Chant D’Automne” prosegue domenica 14 ottobre con “Giacomo Puccini e la poetica delle piccole cose”, un concerto guidato da Aldo Mattina e dedicato alla poetica dell’antieroe pucciniano: una carrellata di tutti i personaggi delle opere di Giacomo Puccini, affidati ai soprani Gonca Dogan e Carmen Maggiore, al tenore Filippo Micale, accompagnati dal pianoforte di Ivan Manzella.

Il 21 ottobre la Camerata Polifonica Siciliana porta a Catania il Goffriller Ensemble del maestro Epifanio Comis, il pianista e direttore d’orchestra catanese riconosciuto in ambito internazionale, che insieme ad alcuni dei migliori solisti catanesi (Vito Imperato e Giovanni Anastasio ai violini, Alberto Salomon alla viola e Benedetto Munzone al violoncello) eseguirà le musiche di Mozart e Schumann.

Il 2 dicembre la rassegna si conclude all’insegna delle contaminazioni con “Spazio. Gesto. Colore. Parola. Suono”, un percorso nella musica contemporanea, da Giacinto Scelsi a Francesco Pennisi, eseguito dal New Music Consort con la voce recitante di Andrea A. Maccarrone. Il concerto sarà introdotto da Alessandro Mastropietro, ricercatore di musicologia e storia della musica, che per l’occasione presenterà il suo nuovo libro “Nuovo teatro musicale fra Roma e Palermo, 1961-1973” edito da Lim – Libreria musicale italiana.

Oltre ai quattro concerti programmati alla Pinacoteca del Museo Diocesano (per cui è già aperta la campagna abbonamenti) la Camerata Polifonica Siciliana a dicembre sarà protagonista di due date organizzate in collaborazione con il Teatro Massimo Bellini di Catania.

Il 21 dicembre al Teatro Massimo Bellini è in programma un concerto dedicato alle famiglie che vedrà esibirsi il Bellini Ensemble su musiche natalizie tratte dai cartoni animati e film natalizi, mentre il 22 dicembre al Teatro Sangiorgi sarà la volta della Piccola Orchestra Popolare C.O. Panzillo, formazione napoletana che proporrà un viaggio nella storia della musica partenopea: dalle villanelle alle tammurriate, le tarantelle, il canto a fronna, l’opera buffa, i canti di malavita e quelli religiosi, le macchiette e le canzoni del teatro di Viviani, fino al grande repertorio classico e moderno.

La Camerata Polifonica Siciliana gode del patrocinio del ministero dei Beni e delle Attività culturali e dell’assessorato Turismo Sport Spettacolo della Regione Siciliana. “Sin dalla fondazione della Camerata – dice Giovanni Ferrauto – la nostra ricerca è stata orientata verso uno spazio non convenzionale. Per i primi 15 anni la nostra attività è stata principalmente di produzione ed esecuzione, anni durante i quali ci siamo dedicati ai grandi inediti come l’incisione della Messa in Sol minore di Vincenzo Bellini o la registrazione di alcuni brani del compositore catanese Giuseppe Geremia o del palermitano Alessandro Scarlatti. Negli ultimi 15 anni, invece, ci siamo dedicati all’organizzazione dell’attività concertistica preferendo repertori poco frequentati e contaminazioni, convinti che il pubblico abbia bisogno sempre di nuovi stimoli. Contaminare per noi significa condurre per mano il nostro pubblico all’ascolto, e introdurre parti danzate o recitate all’interno di un concerto significa alleggerire, aprirsi a un pubblico più eterogeneo, agevolare la fruizione della musica classica”.

Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 3920889640, da lunedì a venerdì, dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.

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A teatro per capire i mille significati dei gesti del corpo

Le Vie dei Tesori propongono un viaggio alla scoperta della comunicazione non verbale e lo fanno con un singolare spettacolo teatrale del performer Luca Vullo, inserito nella programmazione palermitana. Appuntamento al 2 novembre al Santa Cecilia

di Redazione

Che differenza c’è tra fare il segno delle corna in Inghilterra e in… Sicilia? E che significa schiacciare l’occhio in Oriente? O fare i segni del capo, o scuotere la testa? E tutti i movimenti delle mani e delle braccia con cui ogni buon siciliano si esibisce spontaneamente a tutte le latitudini?

A decifrare il codice di comunicazione non verbale più ricco e articolato del mondo arriva Luca Vullo, autore, regista, performer e ambasciatore della gestualità italiana. Da Londra a San Francisco, dalla Germania all’estremo Oriente, Vullo insegna e spiega come ci muoviamo a studenti universitari, attori, professori, un argomento cui ha dedicato la docu-fiction “La voce del corpo”

Che adesso diventa un esilarante spettacolo teatrale sulla straordinaria abilità del popolo siciliano – ma più estesamente italiano – di utilizzare la gestualità per esprimere concetti, sentimenti, emozioni, pensieri e stati d’animo. Un cocktail di mimica e prossemica che fornisce nuovi strumenti per comprendere meglio la gente del Belpaese, ma invita anche lo spettatore a guardarsi allo specchio e a ragionare su se stesso e sulla propria cultura.

Per la prima volta lo spettacolo arriva a Palermo – nel programma de Le Vie dei Tesori -, con due ospiti d’eccezione: la madre di Luca, Angela Gabriele, e la professoressa Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Padova che coinvolgerà gli spettatori in un’originale intervista scientifica.

Un’esplorazione emozionale resa ancora più profonda dalle musiche eseguite dal vivo del maestro Giuseppe Vasapolli. Contributo 7 euro per due ore piacevoli e interessanti, di scoperte e disvelamenti, com’è nella tradizione di Vie dei Tesori.

Le Vie dei Tesori propongono un viaggio alla scoperta della comunicazione non verbale e lo fanno con un singolare spettacolo teatrale del performer Luca Vullo, inserito nella programmazione palermitana. Appuntamento al 2 novembre al Santa Cecilia

di Redazione

Che differenza c’è tra fare il segno delle corna in Inghilterra e in… Sicilia? E che significa schiacciare l’occhio in Oriente? O fare i segni del capo, o scuotere la testa? E tutti i movimenti delle mani e delle braccia con cui ogni buon siciliano si esibisce spontaneamente a tutte le latitudini?

A decifrare il codice di comunicazione non verbale più ricco e articolato del mondo arriva Luca Vullo, autore, regista, performer e ambasciatore della gestualità italiana. Da Londra a San Francisco, dalla Germania all’estremo Oriente, Vullo insegna e spiega come ci muoviamo a studenti universitari, attori, professori, un argomento cui ha dedicato la docu-fiction “La voce del corpo”

Che adesso diventa un esilarante spettacolo teatrale sulla straordinaria abilità del popolo siciliano – ma più estesamente italiano – di utilizzare la gestualità per esprimere concetti, sentimenti, emozioni, pensieri e stati d’animo. Un cocktail di mimica e prossemica che fornisce nuovi strumenti per comprendere meglio la gente del Belpaese, ma invita anche lo spettatore a guardarsi allo specchio e a ragionare su se stesso e sulla propria cultura.

Per la prima volta lo spettacolo arriva a Palermo – nel programma de Le Vie dei Tesori -, con due ospiti d’eccezione: la madre di Luca, Angela Gabriele, e la professoressa Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Padova che coinvolgerà gli spettatori in un’originale intervista scientifica.

Un’esplorazione emozionale resa ancora più profonda dalle musiche eseguite dal vivo del maestro Giuseppe Vasapolli. Contributo 7 euro per due ore piacevoli e interessanti, di scoperte e disvelamenti, com’è nella tradizione di Vie dei Tesori.

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Trapani, domenica si visita la sede dell’Ordine degli Architetti

Si trova nel piano nobile del prestigioso palazzo Adragna, esempio di neoclassicismo, ma anche dell’originale Liberty della città falcata

di Redazione

Domenica dalle 10 alle 18 sarà possibile visitare la sede dell’Ordine degli Architetti della provincia di Trapani. Che si trova nel piano nobile di Palazzo Adragna, edificio risalente ai primi interventi del piano di ampliamento della città, varato a partire dal 1869 dagli ingegneri Giuseppe Adragna Vairo e Giovan Battista Talotti.

Lo stile dell’intero edificio è eclettico, prevalentemente neoclassico, come quello di molti edifici dell’impianto a scacchiera del Piano Talotti che, in epoca post-unitaria, separò la nuova città dall’antica Drepanon verso il Monte Erice, dove un tempo si trovavano diversi opifici. Gli interni del piano nobile, quello che si visita, presentano alcune decorazioni proprie del Liberty trapanese, gli arredi originali dei primi anni del Novecento, ma anche pezzi di design moderno e contemporaneo.

La visita sarà condotta da iscritti all’Albo e oltre al piano nobile, sede dell’Ordine, riguarderà la ricca biblioteca tematica e storica con più di tremila volumi. Inoltre sarà raccontata l’espansione di Trapani dopo il piano Talotti, in una visita che va ben oltre la conoscenza di una piano nobile e della sede di un Ordine: si entra nel cuore e nella storia della città.

Si trova nel piano nobile del prestigioso palazzo Adragna, esempio di neoclassicismo, ma anche dell’originale Liberty della città falcata

di Redazione

Domenica dalle 10 alle 18 sarà possibile visitare la sede dell’Ordine degli Architetti della provincia di Trapani. Che si trova nel piano nobile di Palazzo Adragna, edificio risalente ai primi interventi del piano di ampliamento della città, varato a partire dal 1869 dagli ingegneri Giuseppe Adragna Vairo e Giovan Battista Talotti.

Lo stile dell’intero edificio è eclettico, prevalentemente neoclassico, come quello di molti edifici dell’impianto a scacchiera del Piano Talotti che, in epoca post-unitaria, separò la nuova città dall’antica Drepanon verso il Monte Erice, dove un tempo si trovavano diversi opifici. Gli interni del piano nobile, quello che si visita, presentano alcune decorazioni proprie del Liberty trapanese, gli arredi originali dei primi anni del Novecento, ma anche pezzi di design moderno e contemporaneo.

La visita sarà condotta da iscritti all’Albo e oltre al piano nobile, sede dell’Ordine, riguarderà la ricca biblioteca tematica e storica con più di tremila volumi. Inoltre sarà raccontata l’espansione di Trapani dopo il piano Talotti, in una visita che va ben oltre la conoscenza di una piano nobile e della sede di un Ordine: si entra nel cuore e nella storia della città.

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Una giornata a Messina tra Caravaggio e Antonello

La città “regina” de Le Vie dei Tesori, chiude il festival aprendo le porte del Museo regionale, visitabile sabato 29 settembre, pagando soltanto un euro

di Redazione

Cala il sipario sulla “regina” del festival Le Vie dei Tesori. Anche Messina, la città con più visite nei primi due weekend, saluta la manifestazione e lo fa alla grande: aprendo le porte, soltanto domani, sabato 29 settembre, dalle 10 alle 18, al Museo regionale, visitabile pagando soltanto un euro.

Difficile trovare così tanti capolavori in un unico spazio: capita proprio nel polo museale messinese, che, fresco del restauro completato da poco più di un anno fa, può mettere in mostra in maniera appropriata i due Antonello e i due Caravaggio – ma anche opere di Alibrandi, Gagini, Montorsoli – che il resto del mondo gli invidia.

Domani il Museo si unirà agli altri 28 luoghi aperti dal Festival in tutta la città e nei dintorni. Non solo Antonello dunque e non solo Caravaggio: il Museo è un vero luogo dell’identità ritrovata, uno spazio museale di respiro europeo dove si potrà “sfogliare” la straordinaria storia bimillenaria di cui Messina è stata protagonista anche nel campo delle arti. Circa 750 opere uniche distribuite su 4700 metri quadrati di superficie interna su due livelli, suddivise lungo il percorso medievale, moderno, la sezione archeologica, le aree e i piazzali esterni.

Oltre ai due grandi capolavori di Caravaggio – la “Resurrezione di Lazzaro” e l’“Adorazione dei Pastori” realizzati da Michelangelo Merisi in fuga da Malta – e ai due Antonello da Messina – il “Polittico di San Gregorio”, opera datata e firmata, unica nel suo genere proprio per questa particolarità; e l’attribuita tavoletta bifronte acquistata nel 2006 da Christie’s, con un “Ecce Homo” e una “Madonna con Bambino e francescano” – che presto parteciperanno alla grande mostra internazionale che Palermo dedica all’artista.

Ma c’è anche tanto altro da ammirare nel Museo, che ha finalmente aperto i battenti l’anno scorso dopo oltre trent’anni di cantiere a più riprese. Il MuMe accoglie i visitatori nella sua struttura espositiva all’avanguardia, circondata da un grande parco verde, dove sono collocati frammenti architettonici pre-terremoto, rimasti per un secolo nei depositi per mancanza di spazio. Il Museo offre un percorso completo, a partire dall’età greca fino ai primi anni del Novecento, secondo un criterio cronologico e con un apparato di didascalie differenziate cromaticamente.

E’ stata anche valorizzata la collezione del Museo Civico Peloritano che, dopo il 1908, era stata salvata, ma esposta solo parzialmente nei locali dell’antica Filanda Mellinghoff, sede museale sino a qualche anno fa, il cosiddetto Museo vecchio, attiguo al nuovo.

Per questo terzo ed ultimo finesettimana, gettonatissime anche le ville liberty, residenze private di solito ovviamente chiuse al pubblico: salotti sontuosi, arredi d’epoca ancora perfetti, giardini nascosti, di fatto si sono conservate in maniera perfetta.

Domenica alle 10,30 (partenza da piazza casa Pia, prenotazioni su www.leviedeitesori.it) si può partecipare alla passeggiata guidata Sulle orme delle Confraternite: scoprirete che Sant’Annunziata fu affidata dai Domenicani ai mercanti catalani, da cui prese il nome; e che Santa Maria Alemanna venne ceduta dai Cavalieri Teutonici, all’Arciconfraternita dei Rossi, congregazione alto borghese nata per aiutare i fanciulli orfani e derelitti.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui trovate, invece, tutti i luoghi da visitare. Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

La città “regina” de Le Vie dei Tesori, chiude il festival aprendo le porte del Museo regionale, visitabile sabato 29 settembre, pagando soltanto un euro

di Redazione

Cala il sipario sulla “regina” del festival Le Vie dei Tesori. Anche Messina, la città con più visite nei primi due weekend, saluta la manifestazione e lo fa alla grande: aprendo le porte, soltanto domani, sabato 29 settembre, dalle 10 alle 18, al Museo regionale, visitabile pagando soltanto un euro.

Difficile trovare così tanti capolavori in un unico spazio: capita proprio nel polo museale messinese, che, fresco del restauro completato da poco più di un anno fa, può mettere in mostra in maniera appropriata i due Antonello e i due Caravaggio – ma anche opere di Alibrandi, Gagini, Montorsoli – che il resto del mondo gli invidia.

Domani il Museo si unirà agli altri 28 luoghi aperti dal Festival in tutta la città e nei dintorni. Non solo Antonello dunque e non solo Caravaggio: il Museo è un vero luogo dell’identità ritrovata, uno spazio museale di respiro europeo dove si potrà “sfogliare” la straordinaria storia bimillenaria di cui Messina è stata protagonista anche nel campo delle arti. Circa 750 opere uniche distribuite su 4700 metri quadrati di superficie interna su due livelli, suddivise lungo il percorso medievale, moderno, la sezione archeologica, le aree e i piazzali esterni.

Oltre ai due grandi capolavori di Caravaggio – la “Resurrezione di Lazzaro” e l’“Adorazione dei Pastori” realizzati da Michelangelo Merisi in fuga da Malta – e ai due Antonello da Messina – il “Polittico di San Gregorio”, opera datata e firmata, unica nel suo genere proprio per questa particolarità; e l’attribuita tavoletta bifronte acquistata nel 2006 da Christie’s, con un “Ecce Homo” e una “Madonna con Bambino e francescano” – che presto parteciperanno alla grande mostra internazionale che Palermo dedica all’artista.

Ma c’è anche tanto altro da ammirare nel Museo, che ha finalmente aperto i battenti l’anno scorso dopo oltre trent’anni di cantiere a più riprese. Il MuMe accoglie i visitatori nella sua struttura espositiva all’avanguardia, circondata da un grande parco verde, dove sono collocati frammenti architettonici pre-terremoto, rimasti per un secolo nei depositi per mancanza di spazio. Il Museo offre un percorso completo, a partire dall’età greca fino ai primi anni del Novecento, secondo un criterio cronologico e con un apparato di didascalie differenziate cromaticamente.

E’ stata anche valorizzata la collezione del Museo Civico Peloritano che, dopo il 1908, era stata salvata, ma esposta solo parzialmente nei locali dell’antica Filanda Mellinghoff, sede museale sino a qualche anno fa, il cosiddetto Museo vecchio, attiguo al nuovo.

Per questo terzo ed ultimo finesettimana, gettonatissime anche le ville liberty, residenze private di solito ovviamente chiuse al pubblico: salotti sontuosi, arredi d’epoca ancora perfetti, giardini nascosti, di fatto si sono conservate in maniera perfetta.

Domenica alle 10,30 (partenza da piazza casa Pia, prenotazioni su www.leviedeitesori.it) si può partecipare alla passeggiata guidata Sulle orme delle Confraternite: scoprirete che Sant’Annunziata fu affidata dai Domenicani ai mercanti catalani, da cui prese il nome; e che Santa Maria Alemanna venne ceduta dai Cavalieri Teutonici, all’Arciconfraternita dei Rossi, congregazione alto borghese nata per aiutare i fanciulli orfani e derelitti.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui trovate, invece, tutti i luoghi da visitare. Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Caltanissetta saluta Le Vie dei Tesori, c’è anche il ministro Bonisoli

Il capoluogo nisseno dà l’arrivederci al festival con il terzo e ultimo weekend. Il rappresentante del governo farà visita al museo sotterraneo della chiesa di San Pio X

di Redazione

Caltanissetta saluta il festival Le Vie dei Tesori, con il terzo e ultimo weekend. E lo fa in grande stile, con la presenza del ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, che domani farà visita al museo sotterraneo della chiesa di San Pio X, dove condurrà un focus sullo stato dell’arte sacra.

Il museo sarà visitabile sia oggi, che domani e domenica, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,30. Custodisce quindici dei sedici maestosi gruppi statuari (“Vare”) in cartapesta, che raffigurano la Passione e morte di Gesù; le Vare sono state realizzate, nella seconda metà dell’Ottocento, dagli scultori napoletani Francesco e Vincenzo Biangardi per la processione del Giovedì Santo. Il tradizionale corteo affonda le sue radici alla fine del secolo XVIII nel rito della congregazione di San Filippo Neri che portava in giro per i Sepolcri, cinque piccoli simulacri in cartapesta con scene della Passione.

Tra il 1883 e il 1902 tutti i gruppi di statue furano gradatamente sostituiti; oggi sono ispirati a importanti opere d’arte, dalla Discesa dalla Croce di Rubens al Cenacolo di Leonardo da Vinci. Domani, dunque, la sala e la collezione delle Vare sarà visitata dal ministro Bonisoli, che parlerà, inoltre, dei progetti legati ad un possibile riconoscimento Unesco alla “Rete delle Passioni di Cristo” per il quale è stata avanzata la candidatura di 25 città con Caltanissetta capofila con la “Real Maestranza”.

Molto gettonati dal pubblico de Le Vie dei Tesori, sono anche i musei “scientifici” allestiti nelle scuole. A San Giusto sono stati in tanti a commuoversi di fronte all’aula dei primi anni Venti, che l’Istituto Vittorio Veneto ha ricostruito: i banchi, la cattedra, la lavagna, persino un armonium dei primi anni del secolo e un colossale proiettore in cassa di ferro degli anni Trenta. Molto interessanti anche gli strumenti scientifici storici del Liceo Ruggero Settimo. Al Teatro Regina Margherita è invece possibile partecipare ad un tour esperienzale alla scoperta del palcoscenico e dei marchingegni del retropalco. Infine domenica, dall’ex palazzo delle Poste – impostazione fascista come molte altre strutture coeve, fu decorato negli anni ‘30 da Gino Morici e da Gaetano Sparacino – partirà il corteo storico dei partecipanti in costume al primo gran “Picnic ottocentesco per San Michele Arcangelo” ricolmo di signore eleganti in pizzi e merletti, e signori in frac. Organizza l’associazione Arte e tendenza.

Le Vie dei Tesori a Caltanissetta, con il supporto del Comune, è curata dalla giovane associazione Creative Spaces – guidata da Eros Di Prima – che ha attivato una pagina Facebook da cui ottenere info e notizie in tempo reale.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui invece potrete scegliere tutti i luoghi da visitare. Per informazioni, telefonare allo 091842104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Il capoluogo nisseno dà l’arrivederci al festival con il terzo e ultimo weekend. Il rappresentante del governo farà visita al museo sotterraneo della chiesa di San Pio X

di Redazione

Caltanissetta saluta il festival Le Vie dei Tesori, con il terzo e ultimo weekend. E lo fa in grande stile, con la presenza del ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, che domani farà visita al museo sotterraneo della chiesa di San Pio X, dove condurrà un focus sullo stato dell’arte sacra.

Il museo sarà visitabile sia oggi, che domani e domenica, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,30. Custodisce quindici dei sedici maestosi gruppi statuari (“Vare”) in cartapesta, che raffigurano la Passione e morte di Gesù; le Vare sono state realizzate, nella seconda metà dell’Ottocento, dagli scultori napoletani Francesco e Vincenzo Biangardi per la processione del Giovedì Santo. Il tradizionale corteo affonda le sue radici alla fine del secolo XVIII nel rito della congregazione di San Filippo Neri che portava in giro per i Sepolcri, cinque piccoli simulacri in cartapesta con scene della Passione.

Tra il 1883 e il 1902 tutti i gruppi di statue furano gradatamente sostituiti; oggi sono ispirati a importanti opere d’arte, dalla Discesa dalla Croce di Rubens al Cenacolo di Leonardo da Vinci. Domani, dunque, la sala e la collezione delle Vare sarà visitata dal ministro Bonisoli, che parlerà, inoltre, dei progetti legati ad un possibile riconoscimento Unesco alla “Rete delle Passioni di Cristo” per il quale è stata avanzata la candidatura di 25 città con Caltanissetta capofila con la “Real Maestranza”.

Molto gettonati dal pubblico de Le Vie dei Tesori, sono anche i musei “scientifici” allestiti nelle scuole. A San Giusto sono stati in tanti a commuoversi di fronte all’aula dei primi anni Venti, che l’Istituto Vittorio Veneto ha ricostruito: i banchi, la cattedra, la lavagna, persino un armonium dei primi anni del secolo e un colossale proiettore in cassa di ferro degli anni Trenta. Molto interessanti anche gli strumenti scientifici storici del Liceo Ruggero Settimo. Al Teatro Regina Margherita è invece possibile partecipare ad un tour esperienzale alla scoperta del palcoscenico e dei marchingegni del retropalco. Infine domenica, dall’ex palazzo delle Poste – impostazione fascista come molte altre strutture coeve, fu decorato negli anni ‘30 da Gino Morici e da Gaetano Sparacino – partirà il corteo storico dei partecipanti in costume al primo gran “Picnic ottocentesco per San Michele Arcangelo” ricolmo di signore eleganti in pizzi e merletti, e signori in frac. Organizza l’associazione Arte e tendenza.

Le Vie dei Tesori a Caltanissetta, con il supporto del Comune, è curata dalla giovane associazione Creative Spaces – guidata da Eros Di Prima – che ha attivato una pagina Facebook da cui ottenere info e notizie in tempo reale.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui invece potrete scegliere tutti i luoghi da visitare. Per informazioni, telefonare allo 091842104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Vie dei Tesori, mille percorsi su Palermo

In poco tempo sono andati esauriti anche i nuovi posti disponibili per la visita all’Ucciardone, ma il Festival propone 130 luoghi da scoprire, un centinaio di passeggiate urbane, itinerari d’arte e luoghi inediti da esplorare. Costruite sin d’ora il vostro percorso

di Redazione

Sono andati presto tutti esauriti i posti disponibili per i 5 turni di visite supplementari all’Ucciardone, un successo che ha fatto il bis, ma che rappresenta solo uno dei tanti luoghi da scoprire tra i 130 aperti a Palermo in occasione de Le Vie dei Tesori: a partire dal 5 ottobre, infatti, nei week end fino al 4 novembre si potranno scoprire attraverso le passeggiate a tema, i palazzi del Gattopardo, le piazze dove l’Inquisizione celebrava i suoi autodafé, gli “atti di fede” che spesso terminavano in roghi o fare escursioni fuori porta.

Sono tantissimi gli itinerari da scegliere e i luoghi inediti da scoprire, come le visite alle residenze normanne: dalla Zisa alla piccola Cuba con i giardini di villa Napoli; da Maredolce, con il castello a Mare, fino alla camera dello scirocco di Villa Naselli e un’altra analoga a fondo Micciulla, scavata nella roccia e da cui si intravede l’ingresso a un qanat. L’istituto Gonzaga apre poi, per la prima volta, la cappella e l’antica biblioteca, mentre c’è da scoprire la storia del “pazzo di Dio” all’istituto Padre Messina.

I saloni affrescati di casa Florio all’Olivuzza sono un’altra chicca messa a disposizione dall’ordine degli architetti, mentre il museo del tesoro di Santa Rosalia, inerpicato su Monte Pellegrino fa il paio con le sorprese riservate dall’ala inedita dell’Albergo delle Povere, con la chiesa, il chiostro, gli archivi e gli antichi lavatoi. E nel 25/mo anniversario dell’uccisione di padre Puglisi all’interno del festival sarà possibile visitare l’abitazione del sacerdote a Brancaccio, oggi museo della memoria, il No mafia memorial lungo il Cassaro e e il Giardino della concordia di Pallavicino.

E poi gli itinerari contemporanei dove giovani guide creeranno un trait d’union tra l’opera e il pubblico con spazi privati non sempre fruibili, fino alle degustazioni e cene da principi, con vista a Palazzo Asmundo.

Senza dimenticare l’emozione di compiere un battesimo del volo a bordo di un piper, nello scalo di Boccadifalco, e i rifugi antiaerei o le sorgenti del Gabriele. Scoprite la città come non l’avete mai vista, scegliendo il vostro percorso ideale tra quelli inseriti nel Festival.

In poco tempo sono andati esauriti anche i nuovi posti disponibili per la visita all’Ucciardone, ma il Festival propone 130 luoghi da scoprire, un centinaio di passeggiate urbane, itinerari d’arte e luoghi inediti da esplorare. Costruite sin d’ora il vostro percorso

di Redazione

Sono andati presto tutti esauriti i posti disponibili per i 5 turni di visite supplementari all’Ucciardone, un successo che ha fatto il bis, ma che rappresenta solo uno dei tanti luoghi da scoprire tra i 130 aperti a Palermo in occasione de Le Vie dei Tesori: a partire dal 5 ottobre, infatti, nei week end fino al 4 novembre si potranno scoprire attraverso le passeggiate a tema, i palazzi del Gattopardo, le piazze dove l’Inquisizione celebrava i suoi autodafé, gli “atti di fede” che spesso terminavano in roghi o fare escursioni fuori porta.

Sono tantissimi gli itinerari da scegliere e i luoghi inediti da scoprire, come le visite alle residenze normanne: dalla Zisa alla piccola Cuba con i giardini di villa Napoli; da Maredolce, con il castello a Mare, fino alla camera dello scirocco di Villa Naselli e un’altra analoga a fondo Micciulla, scavata nella roccia e da cui si intravede l’ingresso a un qanat. L’istituto Gonzaga apre poi, per la prima volta, la cappella e l’antica biblioteca, mentre c’è da scoprire la storia del “pazzo di Dio” all’istituto Padre Messina.

I saloni affrescati di casa Florio all’Olivuzza sono un’altra chicca messa a disposizione dall’ordine degli architetti, mentre il museo del tesoro di Santa Rosalia, inerpicato su Monte Pellegrino fa il paio con le sorprese riservate dall’ala inedita dell’Albergo delle Povere, con la chiesa, il chiostro, gli archivi e gli antichi lavatoi. E nel 25/mo anniversario dell’uccisione di padre Puglisi all’interno del festival sarà possibile visitare l’abitazione del sacerdote a Brancaccio, oggi museo della memoria, il No mafia memorial lungo il Cassaro e e il Giardino della concordia di Pallavicino.

E poi gli itinerari contemporanei dove giovani guide creeranno un trait d’union tra l’opera e il pubblico con spazi privati non sempre fruibili, fino alle degustazioni e cene da principi, con vista a Palazzo Asmundo.

Senza dimenticare l’emozione di compiere un battesimo del volo a bordo di un piper, nello scalo di Boccadifalco, e i rifugi antiaerei o le sorgenti del Gabriele. Scoprite la città come non l’avete mai vista, scegliendo il vostro percorso ideale tra quelli inseriti nel Festival.

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Le Vie dei Tesori, ultimo weekend in giro per la Sicilia

Aspettando Palermo e Catania, le altre città dell’Isola salutano il festival con oltre 150 luoghi aperti, tra passeggiate, visite guidate e degustazioni

di Redazione

Cala il sipario sulla prima parte del festival Le Vie dei Tesori. Arriva il terzo e ultimo weekend di visite in giro per la Sicilia: da Messina ad Agrigento, passando da Siracusa, il Val di Noto, Caltanissetta e Trapani.

Da venerdì 28 a domenica 30 settembre, saranno aperti oltre 150 luoghi in tutta l’Isola, dal Museo regionale di Messina alle preziose biblioteche di Siracusa, dalle torri di Trapani ai circoli barocchi del Val di Noto, dagli ipogei di Agrigento ai musei scientifici di Caltanissetta.

Partendo da Messina, “regina” del Festival con i suoi 8500 visitatori nei due precedenti weekend (qui tutti i luoghi), si potrà visitare soltanto sabato 29 settembre, dalle 10 alle 18, il Museo regionale interdisciplinare. I fiori all’occhiello sono due preziose opere di Antonello e altre due di Caravaggio, ma anche le splendide sculture manieriste “Scilla” e “Nettuno” di Montorsoli. E c’è tanto altro da ammirare nel nuovo Museo, che ha finalmente aperto i battenti l’anno scorso dopo oltre trent’anni di cantiere a più riprese. Il MuMe accoglie i visitatori nella sua struttura espositiva all’avanguardia, circondata da un grande parco verde, dove sono dislocati frammenti architettonici pre-terremoto, rimasti per un secolo a giacere nei depositi a causa della mancanza di spazio.

Visitato il Museo regionale, potrete ammirare le gettonatissime ville liberty, residenze private di solito ovviamente chiuse al pubblico, ma se le avete già visitate, perdetevi tra i vicoli, partecipando (domenica alle 10,30, partenza da piazza casa Pia) alla passeggiata guidata Sulle orme delle Confraternite: scoprirete che Sant’Annunziata fu affidata dai Domenicani ai mercanti catalani, da cui prese il nome; e che Santa Maria Alemanna venne ceduta dai Cavalieri Teutonici, all’Arciconfraternita dei Rossi, congregazione alto borghese nata per aiutare i fanciulli orfani e derelitti. A San Giovanni di Malta, invece, venerdì (28 settembre) alle 19, la visita guidata d’elite che si chiude con al degustazione di vini Planeta (qui potete prenotare la visita).

Seconda città più visitata de Le Vie dei Tesori è Trapani che raddoppia i 3200 visitatori del primo weekend e li porta ai 4500 del secondo. Si potranno visitare 16 luoghi, visto che resteranno chiusi Palazzo Adragna e la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio (qui tutti i luoghi da visitare). In compenso, visto che la Torre della Colombaia è pressoché sold out, non perdetevi sia la Chiesa di San Domenico, dove vi narreranno i miracoli del Crocifisso. Sabato e domenica è aperta la Biblioteca Fardelliana che propone in mostra alcuni antichissimi incunaboli degli ordini religiosi soppressi, alcuni esposti solo in questa occasione, oltre alle preziose 19 acqueforti di Giovan Battista Piranesi dedicate alle architetture classiche.

Il Val di Noto è sempre una scoperta: per Le Vie dei Tesori quest’anno hanno partecipato Ragusa, Modica e Scicli, che hanno messo insieme finora oltre tredicimila visitatori (4000 solo Ragusa nell’ultimo weekend, qui tutti i luoghi da visitare). E proprio nel capoluogo, nella chiesa dei Cappuccini, è da non perdere sia il bel soffitto ligneo che la pala d’altare (l’Assunta tra sant’Agata e santa Barbara) che Pietro Novelli, in fuga da Palermo, realizzò per disobbligarsi con i monaci che lo avevano ospitato. Se poi cercate le tracce dell’antica Giudecca di Ibla, le troverete nella Chiesa dell’Annunziata che sorge sui resti di una sinagoga, mentre se volete scoprire la Ragusa ante terremoto del 1693, dovete andare a Santa Maria dello Spasimo per un affresco bellissimo che la rappresenta.

Modica la si conoscerà soltanto inerpicandosi nei quartieri più alti (qui tutti i luoghi da visitare): troverete la quattrocentesca Santa Maria del Gesù commissionata dai Conti Cabrera. Se invece non vi fermerete alla facciata rinascimentale del Carmine, scoprirete un inedito convento di fine Duecento, in stile gotico. A Palazzo Castro Grimaldi, invece, venerdì (28 settembre) alle 19, la visita guidate d’elite che si chiude con la degustazione di vini Planeta (qui per prenotare la visita). Infine Scicli, che non è soltanto il commissario Montalbano (qui tutti i luoghi da visitare). Per esempio possiede una delle farmacie più strane dell’isola, dove il tempo sembra essersi fermato nel 1902.Se poi avete buone gambe, affrontate la salita alla torre campanaria di Santa Maria La Nova, oppure divertitevi a seguire le volute rococò di Santa Teresa.

Siracusa sfiora le cinquemila presenze in due weekend e si prepara al terzo in cui aprirà finalmente i battenti la Biblioteca Vittorini (qui tutti i luoghi da visitare). Se poi volete fare un tuffo nel mondo antico, scendete negli ipogei di San Filippo Apostolo: troverete persino tracce di bagni della purificazione ebraici. Tracce di affreschi bizantini sono invece rintracciabili all’interno della chiesa di San Pietro Apostolo, mentre da ricondurre ai normanni è San Tommaso Apostolo.

Caltanissetta è stata una delle sorprese di questa edizione de Le Vie dei Tesori, visto che sta sfiorando le quattromila presenze che hanno – in maniera inaspettata – visitato i musei “scientifici” allestiti nelle scuole (qui tutti i luoghi da visitare). A San Giusto sono stati in tanti a commuoversi di fronte all’aula dei primi anni Venti, che l’Istituto Vittorio Veneto ha ricostruito. Al Teatro Regina Margherita è invece possibile partecipare ad un tour esperienzale alla scoperta del palcoscenico e dei marchingegni del retropalco.

Ultima Agrigento che apre 17 siti (qui tutti i luoghi da visitare) tra i quali non può mancare la chiesa di santa Maria che ha permesso per la prima volta di vedere il crepìdoma (la piattaforma a gradini) recentemente scoperto; molto apprezzata anche la visita al medievale monastero e chiostro di santo Spirito (che gli agrigentini conoscono come Badia Grande). Da non perdere invece la visita al Museo Diocesano. Qui, venerdì (28 settembre) alle 19, la visita guidate d’elite che si chiude con la degustazione di vini Planeta (qui per prenotare la visita).

Adesso il Festival si prepara ad invadere Palermo (qui tutti i luoghi) – si parte il 5 ottobre e si va avanti fino al 4 novembre, con 130 straordinari siti, tra palazzi storici, musei, villini liberty, cripte, chiese, persino un carcere come l’Ucciardone o i bunker della guerra all’aeroporto – oltre a Catania, dal 19 ottobre al 4 novembre; ma anche Milano, Mantova, Chioggia e la Valtellina.

Per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com oppure telefonare allo 0918420104, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Aspettando Palermo e Catania, le altre città dell’Isola salutano il festival con oltre 150 luoghi aperti, tra passeggiate, visite guidate e degustazioni

di Redazione

Cala il sipario sulla prima parte del festival Le Vie dei Tesori. Arriva il terzo e ultimo weekend di visite in giro per la Sicilia: da Messina ad Agrigento, passando da Siracusa, il Val di Noto, Caltanissetta e Trapani.

Da venerdì 28 a domenica 30 settembre, saranno aperti oltre 150 luoghi in tutta l’Isola, dal Museo regionale di Messina alle preziose biblioteche di Siracusa, dalle torri di Trapani ai circoli barocchi del Val di Noto, dagli ipogei di Agrigento ai musei scientifici di Caltanissetta.

Partendo da Messina, “regina” del Festival con i suoi 8500 visitatori nei due precedenti weekend (qui tutti i luoghi), si potrà visitare soltanto sabato 29 settembre, dalle 10 alle 18, il Museo regionale interdisciplinare. I fiori all’occhiello sono due preziose opere di Antonello e altre due di Caravaggio, ma anche le splendide sculture manieriste “Scilla” e “Nettuno” di Montorsoli. E c’è tanto altro da ammirare nel nuovo Museo, che ha finalmente aperto i battenti l’anno scorso dopo oltre trent’anni di cantiere a più riprese. Il MuMe accoglie i visitatori nella sua struttura espositiva all’avanguardia, circondata da un grande parco verde, dove sono dislocati frammenti architettonici pre-terremoto, rimasti per un secolo a giacere nei depositi a causa della mancanza di spazio.

Visitato il Museo regionale, potrete ammirare le gettonatissime ville liberty, residenze private di solito ovviamente chiuse al pubblico, ma se le avete già visitate, perdetevi tra i vicoli, partecipando (domenica alle 10,30, partenza da piazza casa Pia) alla passeggiata guidata Sulle orme delle Confraternite: scoprirete che Sant’Annunziata fu affidata dai Domenicani ai mercanti catalani, da cui prese il nome; e che Santa Maria Alemanna venne ceduta dai Cavalieri Teutonici, all’Arciconfraternita dei Rossi, congregazione alto borghese nata per aiutare i fanciulli orfani e derelitti. A San Giovanni di Malta, invece, venerdì (28 settembre) alle 19, la visita guidata d’elite che si chiude con al degustazione di vini Planeta (qui potete prenotare la visita).

Seconda città più visitata de Le Vie dei Tesori è Trapani che raddoppia i 3200 visitatori del primo weekend e li porta ai 4500 del secondo. Si potranno visitare 16 luoghi, visto che resteranno chiusi Palazzo Adragna e la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio (qui tutti i luoghi da visitare). In compenso, visto che la Torre della Colombaia è pressoché sold out, non perdetevi sia la Chiesa di San Domenico, dove vi narreranno i miracoli del Crocifisso. Sabato e domenica è aperta la Biblioteca Fardelliana che propone in mostra alcuni antichissimi incunaboli degli ordini religiosi soppressi, alcuni esposti solo in questa occasione, oltre alle preziose 19 acqueforti di Giovan Battista Piranesi dedicate alle architetture classiche.

Il Val di Noto è sempre una scoperta: per Le Vie dei Tesori quest’anno hanno partecipato Ragusa, Modica e Scicli, che hanno messo insieme finora oltre tredicimila visitatori (4000 solo Ragusa nell’ultimo weekend, qui tutti i luoghi da visitare). E proprio nel capoluogo, nella chiesa dei Cappuccini, è da non perdere sia il bel soffitto ligneo che la pala d’altare (l’Assunta tra sant’Agata e santa Barbara) che Pietro Novelli, in fuga da Palermo, realizzò per disobbligarsi con i monaci che lo avevano ospitato. Se poi cercate le tracce dell’antica Giudecca di Ibla, le troverete nella Chiesa dell’Annunziata che sorge sui resti di una sinagoga, mentre se volete scoprire la Ragusa ante terremoto del 1693, dovete andare a Santa Maria dello Spasimo per un affresco bellissimo che la rappresenta.

Modica la si conoscerà soltanto inerpicandosi nei quartieri più alti (qui tutti i luoghi da visitare): troverete la quattrocentesca Santa Maria del Gesù commissionata dai Conti Cabrera. Se invece non vi fermerete alla facciata rinascimentale del Carmine, scoprirete un inedito convento di fine Duecento, in stile gotico. A Palazzo Castro Grimaldi, invece, venerdì (28 settembre) alle 19, la visita guidate d’elite che si chiude con la degustazione di vini Planeta (qui per prenotare la visita). Infine Scicli, che non è soltanto il commissario Montalbano (qui tutti i luoghi da visitare). Per esempio possiede una delle farmacie più strane dell’isola, dove il tempo sembra essersi fermato nel 1902.Se poi avete buone gambe, affrontate la salita alla torre campanaria di Santa Maria La Nova, oppure divertitevi a seguire le volute rococò di Santa Teresa.

Siracusa sfiora le cinquemila presenze in due weekend e si prepara al terzo in cui aprirà finalmente i battenti la Biblioteca Vittorini (qui tutti i luoghi da visitare). Se poi volete fare un tuffo nel mondo antico, scendete negli ipogei di San Filippo Apostolo: troverete persino tracce di bagni della purificazione ebraici. Tracce di affreschi bizantini sono invece rintracciabili all’interno della chiesa di San Pietro Apostolo, mentre da ricondurre ai normanni è San Tommaso Apostolo.

Caltanissetta è stata una delle sorprese di questa edizione de Le Vie dei Tesori, visto che sta sfiorando le quattromila presenze che hanno – in maniera inaspettata – visitato i musei “scientifici” allestiti nelle scuole (qui tutti i luoghi da visitare). A San Giusto sono stati in tanti a commuoversi di fronte all’aula dei primi anni Venti, che l’Istituto Vittorio Veneto ha ricostruito. Al Teatro Regina Margherita è invece possibile partecipare ad un tour esperienzale alla scoperta del palcoscenico e dei marchingegni del retropalco.

Ultima Agrigento che apre 17 siti (qui tutti i luoghi da visitare) tra i quali non può mancare la chiesa di santa Maria che ha permesso per la prima volta di vedere il crepìdoma (la piattaforma a gradini) recentemente scoperto; molto apprezzata anche la visita al medievale monastero e chiostro di santo Spirito (che gli agrigentini conoscono come Badia Grande). Da non perdere invece la visita al Museo Diocesano. Qui, venerdì (28 settembre) alle 19, la visita guidate d’elite che si chiude con la degustazione di vini Planeta (qui per prenotare la visita).

Adesso il Festival si prepara ad invadere Palermo (qui tutti i luoghi) – si parte il 5 ottobre e si va avanti fino al 4 novembre, con 130 straordinari siti, tra palazzi storici, musei, villini liberty, cripte, chiese, persino un carcere come l’Ucciardone o i bunker della guerra all’aeroporto – oltre a Catania, dal 19 ottobre al 4 novembre; ma anche Milano, Mantova, Chioggia e la Valtellina.

Per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com oppure telefonare allo 0918420104, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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L’Ucciardone fa il bis con Le Vie dei Tesori

A pochi giorni dall’inizio del festival in città, l’apertura del carcere ha riscosso un tale successo da richiedere un turno di visita supplementare. Ecco a voi tutte le informazioni, con il link diretto al ticket on line, ma bisogna affrettarsi

di Redazione

È tra i luoghi “speciali” aperti alle visite da Le vie dei Tesori a Palermo, eppure, a pochi giorni dall’inizio del festival in città il prossimo 5 ottobre, ha riscosso un tale successo da far andare esauriti i primi due turni: è l’Ucciardone, carcere – fortezza borbonica che aprirà eccezionalmente e sue porte mostrando le sue vecchie sezioni riconvertite a luoghi produttivi, i suoi orti biologici, le sue attività artistiche, ma anche la sua storia intrisa di boss e padrini.

Un successo di pubblico tale da decidere di avviare un altro turno di visite al carcere che si terrà alle 11 di domenica lungo tutti i 5 week end del festival che a Palermo mostrerà 130 siti dal 5 ottobre al 4 novembre. Ma bisogna affrettarsi perché anche per questo turno supplementare della domenica i coupon disponibili (a 3 euro) per la tappa all’Ucciardone si stanno esaurendo. Per prenotare la vostra visita andate al link diretto della sezione del nostro sito, dove troverete tutte le informazioni.

La visita al carcere storico di Palermo, costituito da otto bracci e suddiviso in nove sezioni, dura circa un’ora e mezza e a fare da “Cicerone” particolare sarà l’artista Lollo Franco insieme alla sua compagnia formata da 25 detenuti (con la consulenza dello storico Nicola Sposito). A loro il compito di ripercorrere l’evoluzione di questa fortezza costruita dai Borbone in tempi record, di raccontare il trasferimento dei detenuti dalla Vicaria fino agli anni dell’assassino di Gaspare Pisciotta, avvelenato da un caffè. “Abbiamo trovato dei verbali dell’epoca – ha detto Franco – che, stranamente, sono in bella scrittura: significa che non vennero redatti dai carcerieri analfabeti di allora”.

I verbali, come le vecchie uniformi delle guardie o le classiche divise a righe dei detenuti, poi abolite con la riforma penitenziaria del 1975, sono alcuni dei “tesori” ritrovati e scoperti per caso nei magazzini dalla direttrice, Rita Barbera, nell’istituto che oggi è al centro di numerosi progetti di reinserimento sociale dei detenuti. Ma numerose sono le storie e i personaggi che si celano dietro all’Ucciardone, e che a breve saranno svelati in esclusiva a chi avrà accesso a questo nuovo turno di visite.

A pochi giorni dall’inizio del festival in città, l’apertura del carcere ha riscosso un tale successo da richiedere un turno di visita supplementare. Ecco a voi tutte le informazioni, con il link diretto al ticket on line, ma bisogna affrettarsi

di Redazione

È tra i luoghi “speciali” aperti alle visite da Le vie dei Tesori a Palermo, eppure, a pochi giorni dall’inizio del festival in città il prossimo 5 ottobre, ha riscosso un tale successo da far andare esauriti i primi due turni: è l’Ucciardone, carcere – fortezza borbonica che aprirà eccezionalmente e sue porte mostrando le sue vecchie sezioni riconvertite a luoghi produttivi, i suoi orti biologici, le sue attività artistiche, ma anche la sua storia intrisa di boss e padrini.

Un successo di pubblico tale da decidere di avviare un altro turno di visite al carcere che si terrà alle 11 di domenica lungo tutti i 5 week end del festival che a Palermo mostrerà 130 siti dal 5 ottobre al 4 novembre. Ma bisogna affrettarsi perché anche per questo turno supplementare della domenica i coupon disponibili (a 3 euro) per la tappa all’Ucciardone si stanno esaurendo. Per prenotare la vostra visita andate al link diretto della sezione del nostro sito, dove troverete tutte le informazioni.

La visita al carcere storico di Palermo, costituito da otto bracci e suddiviso in nove sezioni, dura circa un’ora e mezza e a fare da “Cicerone” particolare sarà l’artista Lollo Franco insieme alla sua compagnia formata da 25 detenuti (con la consulenza dello storico Nicola Sposito). A loro il compito di ripercorrere l’evoluzione di questa fortezza costruita dai Borbone in tempi record, di raccontare il trasferimento dei detenuti dalla Vicaria fino agli anni dell’assassino di Gaspare Pisciotta, avvelenato da un caffè. “Abbiamo trovato dei verbali dell’epoca – ha detto Franco – che, stranamente, sono in bella scrittura: significa che non vennero redatti dai carcerieri analfabeti di allora”.

I verbali, come le vecchie uniformi delle guardie o le classiche divise a righe dei detenuti, poi abolite con la riforma penitenziaria del 1975, sono alcuni dei “tesori” ritrovati e scoperti per caso nei magazzini dalla direttrice, Rita Barbera, nell’istituto che oggi è al centro di numerosi progetti di reinserimento sociale dei detenuti. Ma numerose sono le storie e i personaggi che si celano dietro all’Ucciardone, e che a breve saranno svelati in esclusiva a chi avrà accesso a questo nuovo turno di visite.

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Festa sensoriale tra visite guidate e degustazioni

Tornano gli appuntamenti del progetto “Planeta e i tesori” a Trapani, Messina, Modica e Agrigento. Si potrà sorseggiare il vino, con enologi e guide, in chiese, palazzi e musei

di Redazione

Scoprire chiese, palazzi e musei, sorseggiando un calice di vino. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: dal gusto alla vista, senza trascurare l’olfatto. Si avvicina un nuovo fine settimana per gli appuntamenti del progetto “Planeta e i tesori”, che quest’anno ha sancito la collaborazione tra il Festival che trasforma le città in musei diffusi e l’azienda vinicola siciliana.

I tesori, in questo caso, non sono soltanto i beni monumentali aperti durante i weekend, ma anche i frutti della terra da cui nasce il vino, che si potrà gustare durante la visita guidata. Da un lato, un enologo spiegherà la storia del vino scelto per la degustazione, dall’altro una guida porterà i visitatori alla scoperta del luogo che si sta ammirando. Insomma, una vera e propria “festa sensoriale”.

I prossimi appuntamenti sono fissati per venerdì 28 settembre, in quattro città: Trapani, Messina, Modica e Agrigento. Nella città falcata si potrà visitare il Museo San Rocco, gustando il Terebinto 2017, composto al 100 per cento da uve Grillo Doc Menfi, con la guida esperta dell’enologo Vito Planeta (qui per prenotare il ticket).

A Messina, porte aperte per la Chiesa di San Giovanni di Malta. Sarà presente Alessandro Serughetti, enologo, responsabile delle cantine di Capo Milazzo ed Etna. Verrà offerto Nocera 2016 (Nocera 100%, Capo Milazzo) e Radiceterna (Grillo 100% Doc Menfi). Le guide che spiegheranno i segreti della chiesa sono Marco Grassi e Francesca Mangano, dell’associazione “Amici del Museo” (qui per prenotare il ticket).

Palazzo Castro Grimaldi aprirà, invece, a Modica. La degustazione sarà guidata da Concetta Bonini, giornalista e sommelier, addetto stampa di Planeta. Si potrà sorseggiare il Frappato 2016 (Frappato 100%, Doc Vittoria) e Radiceterna (Grillo 100% Doc Menfi). Le guide saranno Michele Modica e Valentina Accaputo, di Crescenzi&Co (qui per prenotare il ticket).

Infine, ad Agrigento, si potranno ammirare i tesori del Museo Diocesano. L’enologa sarà Chiara Planeta, che offrirà ai visitatori Alastro 2017 (Grecanico 70%, Sauvignon Blanc 15%, Grillo 15%, Menfi Doc) e Radiceterna (Grillo 100%, Menfi Doc). La storica dell’arte Domenica Brancato condurrà, invece, la visita guidata del museo (qui per prenotare il ticket).

Con il pagamento di un contributo di 7 euro, sarà possibile prenotare le degustazioni, previste alle 19 nelle quattro città. Per informazioni telefonare allo 0918420104, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Tornano gli appuntamenti del progetto “Planeta e i tesori” a Trapani, Messina, Modica e Agrigento. Si potrà sorseggiare il vino, con enologi e guide, in chiese, palazzi e musei

di Redazione

Scoprire chiese, palazzi e musei, sorseggiando un calice di vino. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: dal gusto alla vista, senza trascurare l’olfatto. Si avvicina un nuovo fine settimana per gli appuntamenti del progetto “Planeta e i tesori”, che quest’anno ha sancito la collaborazione tra il Festival che trasforma le città in musei diffusi e l’azienda vinicola siciliana.

I tesori, in questo caso, non sono soltanto i beni monumentali aperti durante i weekend, ma anche i frutti della terra da cui nasce il vino, che si potrà gustare durante la visita guidata. Da un lato, un enologo spiegherà la storia del vino scelto per la degustazione, dall’altro una guida porterà i visitatori alla scoperta del luogo che si sta ammirando. Insomma, una vera e propria “festa sensoriale”.

I prossimi appuntamenti sono fissati per venerdì 28 settembre, in quattro città: Trapani, Messina, Modica e Agrigento. Nella città falcata si potrà visitare il Museo San Rocco, gustando il Terebinto 2017, composto al 100 per cento da uve Grillo Doc Menfi, con la guida esperta dell’enologo Vito Planeta (qui per prenotare il ticket).

A Messina, porte aperte per la Chiesa di San Giovanni di Malta. Sarà presente Alessandro Serughetti, enologo, responsabile delle cantine di Capo Milazzo ed Etna. Verrà offerto Nocera 2016 (Nocera 100%, Capo Milazzo) e Radiceterna (Grillo 100% Doc Menfi). Le guide che spiegheranno i segreti della chiesa sono Marco Grassi e Francesca Mangano, dell’associazione “Amici del Museo” (qui per prenotare il ticket).

Palazzo Castro Grimaldi aprirà, invece, a Modica. La degustazione sarà guidata da Concetta Bonini, giornalista e sommelier, addetto stampa di Planeta. Si potrà sorseggiare il Frappato 2016 (Frappato 100%, Doc Vittoria) e Radiceterna (Grillo 100% Doc Menfi). Le guide saranno Michele Modica e Valentina Accaputo, di Crescenzi&Co (qui per prenotare il ticket).

Infine, ad Agrigento, si potranno ammirare i tesori del Museo Diocesano. L’enologa sarà Chiara Planeta, che offrirà ai visitatori Alastro 2017 (Grecanico 70%, Sauvignon Blanc 15%, Grillo 15%, Menfi Doc) e Radiceterna (Grillo 100%, Menfi Doc). La storica dell’arte Domenica Brancato condurrà, invece, la visita guidata del museo (qui per prenotare il ticket).

Con il pagamento di un contributo di 7 euro, sarà possibile prenotare le degustazioni, previste alle 19 nelle quattro città. Per informazioni telefonare allo 0918420104, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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