Con Le Vie dei Tesori 263 mila visitatori a Palermo e oltre 16mila a Catania

Nonostante la pioggia incessante abbia impedito l’accesso ad alcuni siti, lunghe code oggi si sono riversate nelle due città siciliane: record di ingressi a Palazzo Alliata di Villafranca nel capoluogo, mentre Palazzo Biscari vince nella città etnea. Attesa per la Notte Bianca Unesco

Il sole ha restituito la speranza e la sete di conoscenza ai tantissimi visitatori che hanno riempito di buon mattino, con i loro serpentoni colorati, le file agli ingressi dei siti de Le Vie dei Tesori: la pioggia che si è abbattuta venerdi e sabato sulla Sicilia, costringendo a chiudere diversi luoghi resi impraticabili, non ha fermato ad esempio gli ingressi alle visite serali a Boccadifalco, dove c’è stato un percorso inedito e suggestivo sottolineato dalle note del Brass Group di Palermo.

E così il primo bilancio di questa edizione del festival conta oltre 263 mila presenze a Palermo e 16.150 nei tre weekend a Catania. Anche se i dati definitivi si avranno soltanto dopo il prossimo weekend in cui apriranno gratuitamente e in notturna, i nove siti del percorso arabo normanno dell’Unesco a Palermo, Monreale e Cefalù e si faranno alcune delle passeggiate rinviate per il maltempo.
Nel dettaglio, in questo ultimo weekend de Le Vie dei Tesori, Palermo ha registrato 43 mila visitatori, mentre Catania, al suo debutto quest’anno con il festival, ne ha contati 7550

Il gradino più alto del podio tra i siti più visitati a Palermo va a Palazzo Alliata di Villafranca che raccoglie 2050 visitatori sciamati nei suoi straordinari saloni barocchi, contro i 1700 scesi nei cunicoli del bunker antiaereo di piazza Pretoria: lunghe code ovunque per l’accesso anche oltre gli orari di chiusura. Tantissima gente ha invece scelto i viali e il giardino d’inverno di Villa Whitaker che ha raccolto 1300 presenze.

Sempre piena la Casina Cinese con i suoi 1150 visitatori. Sono andate quasi subito esaurite anche le visite guidate nei siti istituzionali dove si poteva scegliere tra il percorso de Le Vie dei Tesori e l’ingresso gratuito della prima domenica del mese: code lunghissime per l’accesso a Palazzo Mirto, al Palazzo della Zisa, a San Giovanni degli Eremiti.

E i palermitani hanno voluto scoprire anche le botteghe che Le Vie dei Tesori ha censito e messo in rete fornendo una mappa aggiornata di vecchi artigiani e nuovi designer e che trovate on line qui, con la possibilità di segnalare anche voi, la vostra “bottega del cuore”.

Sold out in molti luoghi a cui si accedeva soltanto su prenotazione: è piaciuto molto il percorso all’interno dell’aeroporto di Boccadifalco, che in questo weekend è stato possibile visitare anche in notturna; molto graditi anche le Sorgenti del Gabriele e il Grand hotel Piazza Borsa
Fa incetta di consensi anche Catania, dove questo weekend c’è stato il vero exploit del gioiello rococò di Palazzo Biscari, raccontato dallo stesso nobile proprietario: lo hanno scelto 1400 visitatori contro i 1050 che invece hanno deciso di visitare Palazzo Asmundo di Gisira che ha raddoppiato la performance dello scorso fine settimana; seguono da vicino la chiesa più grande della Sicilia, San Nicolò L’Arena (600 contro i 406 dello scorso weekend) dove si poteva ammirare il panorama che arrivava fino all’Etna; e la Cappella Bonajuto (520 visitatori), mentre in 450 hanno scelto la sede istituzionale del Comune di Palazzo degli Elefanti.

Esaurite le visite su prenotazione alla cupola della Badia di Sant’Agata e a quella di San Giuliano.

E se non siete pronti per salutare il festival di quest’anno, c’è la Notte Bianca dell’Unesco, in programma dal 9 all’11 novembre a Palermo, Monreale e Cefalù. Insieme alle passeggiate e a  tutte le altre notizie e informazioni che trovate sul nostro sito, per ricordare quanto sono belle le città trasformate, grazie a voi, in musei diffusi.

Nonostante la pioggia incessante abbia impedito l’accesso ad alcuni siti, lunghe code oggi si sono riversate nelle due città siciliane: record di ingressi a Palazzo Alliata di Villafranca nel capoluogo, mentre Palazzo Biscari vince nella città etnea. Attesa per la Notte Bianca Unesco

di Redazione

Il sole ha restituito la speranza e la sete di conoscenza ai tantissimi visitatori che hanno riempito di buon mattino, con i loro serpentoni colorati, le file agli ingressi dei siti de Le Vie dei Tesori: la pioggia che si è abbattuta venerdi e sabato sulla Sicilia, costringendo a chiudere diversi luoghi resi impraticabili, non ha fermato ad esempio gli ingressi alle visite serali a Boccadifalco, dove c’è stato un percorso inedito e suggestivo sottolineato dalle note del Brass Group di Palermo.

E così il primo bilancio di questa edizione del festival conta oltre 263 mila presenze a Palermo e 16.150 nei tre weekend a Catania. Anche se i dati definitivi si avranno soltanto dopo il prossimo weekend in cui apriranno gratuitamente e in notturna, i nove siti del percorso arabo normanno dell’Unesco a Palermo, Monreale e Cefalù e si faranno alcune delle passeggiate rinviate per il maltempo.
Nel dettaglio, in questo ultimo weekend de Le Vie dei Tesori, Palermo ha registrato 43 mila visitatori, mentre Catania, al suo debutto quest’anno con il festival, ne ha contati 7550

Il gradino più alto del podio tra i siti più visitati a Palermo va a Palazzo Alliata di Villafranca che raccoglie 2050 visitatori sciamati nei suoi straordinari saloni barocchi, contro i 1700 scesi nei cunicoli del bunker antiaereo di piazza Pretoria: lunghe code ovunque per l’accesso anche oltre gli orari di chiusura. Tantissima gente ha invece scelto i viali e il giardino d’inverno di Villa Whitaker che ha raccolto 1300 presenze.

Sempre piena la Casina Cinese con i suoi 1150 visitatori. Sono andate quasi subito esaurite anche le visite guidate nei siti istituzionali dove si poteva scegliere tra il percorso de Le Vie dei Tesori e l’ingresso gratuito della prima domenica del mese: code lunghissime per l’accesso a Palazzo Mirto, al Palazzo della Zisa, a San Giovanni degli Eremiti.

E i palermitani hanno voluto scoprire anche le botteghe che Le Vie dei Tesori ha censito e messo in rete fornendo una mappa aggiornata di vecchi artigiani e nuovi designer e che trovate on line qui, con la possibilità di segnalare anche voi, la vostra “bottega del cuore”.

Sold out in molti luoghi a cui si accedeva soltanto su prenotazione: è piaciuto molto il percorso all’interno dell’aeroporto di Boccadifalco, che in questo weekend è stato possibile visitare anche in notturna; molto graditi anche le Sorgenti del Gabriele e il Grand hotel Piazza Borsa
Fa incetta di consensi anche Catania, dove questo weekend c’è stato il vero exploit del gioiello rococò di Palazzo Biscari, raccontato dallo stesso nobile proprietario: lo hanno scelto 1400 visitatori contro i 1050 che invece hanno deciso di visitare Palazzo Asmundo di Gisira che ha raddoppiato la performance dello scorso fine settimana; seguono da vicino la chiesa più grande della Sicilia, San Nicolò L’Arena (600 contro i 406 dello scorso weekend) dove si poteva ammirare il panorama che arrivava fino all’Etna; e la Cappella Bonajuto (520 visitatori), mentre in 450 hanno scelto la sede istituzionale del Comune di Palazzo degli Elefanti. Esaurite le visite su prenotazione alla cupola della Badia di Sant’Agata e a quella di San Giuliano.

E se non siete pronti per salutare il festival di quest’anno, c’è la Notte Bianca dell’Unesco, in programma dal 9 all’11 novembre a Palermo, Monreale e Cefalù. Insieme alle passeggiate e a  tutte le altre notizie e informazioni che trovate sul nostro sito, per ricordare quanto sono belle le città trasformate, grazie a voi, in musei diffusi.

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Palermo tutta da scoprire con le ultime passeggiate

Dai luoghi degli antichi pellegrini, a quelli dei bombardamenti del ’43, passando dalle vie dei mercanti alle “abbanniate” del Capo e tanto altro, senza dimenticare l’aeroporto Boccadifalco in notturna

di Redazione

È iniziato l’ultimo weekend del festival Le Vie dei Tesori. Restano soltanto pochi posti disponibili per le passeggiate in programma a Palermo, alla scoperta di luoghi della città che nascondono storie poco conosciute. Prima di raccontarvi quali sono gli itinerari da non perdere, vi ricordiamo una delle chicche del fine settimana: le visite serali all’aeroporto Boccadifalco, accompagnate dalla musica dal vivo degli strumentisti del Brass Group (ve ne abbiamo parlato qui). Appuntamento questa sera alle 19 e alle 20,30, stesso orario domani sera e domenica solo alle 19 (qui per prenotare la visita).

Passando alle passeggiate di sabato, ci sono ancora posti per il tour sulle tracce di Joe Petrosino, a cura di Igor Gelarda, in programma alle 21. Scoprirete i luoghi e la storia del detective italo-americano che venne ucciso in piazza Marina nel marzo del 1909. Si racconteranno dei contatti, quelli ufficiali e quelli non ufficiali che Petrosino ebbe a Palermo, della diffidenza che nutriva nei confronti della polizia cittadina e degli informatori che alla fine lo tradirono. Una vicenda emozionante e commovente quella di questo piccolo grande uomo che aveva cambiato la storia della lotta alla mafia negli Stati Uniti, ma che in Sicilia trovò la morte. Un tour per scoprire i segreti della misteriosa Mano Nera.

Se volete, invece, immergervi nella Palermo segnata dai bombardamenti del 1943, c’è la passeggiata a cura di Claudia Bardi, appuntamento alle 16 in piazzetta Sett’Angeli. L’itinerario sarà un percorso ideale nelle fasi salienti di questo momento buio per la nostra storia. La narrazione dei fatti sarà arricchita con numerose immagini della città dopo i bombardamenti: per fare un confronto tra ciò che è andato distrutto e ciò che è stato ricostruito, per tenere viva la memoria di un’epoca che ha marcato la storia e l’identità dei palermitani, e soprattutto per non dimenticare mai gli orrori della guerra. Per finire, sempre sabato, alle 9,30 partendo da piazza Garraffello, potrete andare alla scoperta delle vie della Loggia, lungo le strade degli antichi mercanti, con un tour guidato da Christian Pancaro.

Passando a domenica 4 novembre, alle 9, potrete scoprire gli itinerari degli antichi pellegrini medievali, partendo dalla chiesa di Santa Cristina La Vetere, arrivando fino all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, passando dalla chiesa capitolare di San Cataldo attraversando i vicoli del centro storico. Poi, alle 10, il giornalista Mario Pintagro spiegherà quali porte si aprivano sulla Cala, a caccia delle ultime testimonianze topografiche degli antichi ingressi sul porto, fino al racconto di una tragedia che sconvolse la città. A seguire, ancora Claudia Bardi, questa volta vi svelerà i segreti del Capo, tra le “abbanniate” dell’antico mercato, riscoperto e rivalorizzato attraverso una narrazione che riporta indietro nel tempo e nello spazio.

Infine, ultima passeggiata in programma alle 16 con Igor Gelarda, alla scoperta del mandamento Castellammare. Si ripercorreranno le vicende salienti del monumento che ha dato il nome al quartiere, dalle atrocità commesse per punire gli eretici fino alla folle demolizione che subì da parte dei garibaldini, fino a scoprire chi sono le Tredici Vittime a cui è dedicata la famosa piazza.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Dai luoghi degli antichi pellegrini, a quelli dei bombardamenti del ’43, passando dalle vie dei mercanti alle “abbanniate” del Capo e tanto altro, senza dimenticare l’aeroporto Boccadifalco in notturna

di Redazione

È iniziato l’ultimo weekend del festival Le Vie dei Tesori. Restano soltanto pochi posti disponibili per le passeggiate in programma a Palermo, alla scoperta di luoghi della città che nascondono storie poco conosciute. Prima di raccontarvi quali sono gli itinerari da non perdere, vi ricordiamo una delle chicche del fine settimana: le visite serali all’aeroporto Boccadifalco, accompagnate dalla musica dal vivo degli strumentisti del Brass Group (ve ne abbiamo parlato qui). Appuntamento questa sera alle 19 e alle 20,30, stesso orario domani sera e domenica solo alle 19 (qui per prenotare la visita).

Passando alle passeggiate di sabato, ci sono ancora posti per il tour sulle tracce di Joe Petrosino, a cura di Igor Gelarda, in programma alle 21. Scoprirete i luoghi e la storia del detective italo-americano che venne ucciso in piazza Marina nel marzo del 1909. Si racconteranno dei contatti, quelli ufficiali e quelli non ufficiali che Petrosino ebbe a Palermo, della diffidenza che nutriva nei confronti della polizia cittadina e degli informatori che alla fine lo tradirono. Una vicenda emozionante e commovente quella di questo piccolo grande uomo che aveva cambiato la storia della lotta alla mafia negli Stati Uniti, ma che in Sicilia trovò la morte. Un tour per scoprire i segreti della misteriosa Mano Nera.

Se volete, invece, immergervi nella Palermo segnata dai bombardamenti del 1943, c’è la passeggiata a cura di Claudia Bardi, appuntamento alle 16 in piazzetta Sett’Angeli. L’itinerario sarà un percorso ideale nelle fasi salienti di questo momento buio per la nostra storia. La narrazione dei fatti sarà arricchita con numerose immagini della città dopo i bombardamenti: per fare un confronto tra ciò che è andato distrutto e ciò che è stato ricostruito, per tenere viva la memoria di un’epoca che ha marcato la storia e l’identità dei palermitani, e soprattutto per non dimenticare mai gli orrori della guerra. Per finire, sempre sabato, alle 9,30 partendo da piazza Garraffello, potrete andare alla scoperta delle vie della Loggia, lungo le strade degli antichi mercanti, con un tour guidato da Christian Pancaro.

Passando a domenica 4 novembre, alle 9, potrete scoprire gli itinerari degli antichi pellegrini medievali, partendo dalla chiesa di Santa Cristina La Vetere, arrivando fino all’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, passando dalla chiesa capitolare di San Cataldo attraversando i vicoli del centro storico. Poi, alle 10, il giornalista Mario Pintagro spiegherà quali porte si aprivano sulla Cala, a caccia delle ultime testimonianze topografiche degli antichi ingressi sul porto, fino al racconto di una tragedia che sconvolse la città. A seguire, ancora Claudia Bardi, questa volta vi svelerà i segreti del Capo, tra le “abbanniate” dell’antico mercato, riscoperto e rivalorizzato attraverso una narrazione che riporta indietro nel tempo e nello spazio.

Infine, ultima passeggiata in programma alle 16 con Igor Gelarda, alla scoperta del mandamento Castellammare. Si ripercorreranno le vicende salienti del monumento che ha dato il nome al quartiere, dalle atrocità commesse per punire gli eretici fino alla folle demolizione che subì da parte dei garibaldini, fino a scoprire chi sono le Tredici Vittime a cui è dedicata la famosa piazza.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori alle battute finali, il meglio dell’ultimo weekend

Una chiusura col botto quella della dodicesima edizione del festival, che nelle scorse settimane ha toccato quota 220mila visitatori e si accinge a battere ogni record. Ecco cosa non perdere a Palermo

di Redazione

Palermo saluta Le Vie dei Tesori con un fine settimana ricchissimo di appuntamenti. Tutto pronto per il quinto e ultimo weekend del festival. Una chiusura col botto quella della dodicesima edizione della manifestazione che nelle scorse settimane ha toccato quota 220mila visitatori e si accinge a battere ogni record.

Dagli affreschi dimenticati dell’Abatellis ai salotti sontuosi di Palazzo Mirto, dai sollazzi normanni alla roccaforte difensiva voluta dagli arabi. E ancora, l’ex aeroporto militare di Boccadifalco che apre in notturna (qui per saperne di più), le piccole chiese che raccontano storie di millenni, fino allo spettacolo di Luca Vullo, regista e performer che “maneggia” la lingua dei siciliani (qui per saperne di più) E le passeggiate degli esperti, che salgono a Monte Pellegrino e o cercano le rovine dei bombardamenti.

Partendo dai musei e siti istituzionali dove domenica (4 novembre) si potrà scegliere tra l’ingresso gratuito (come ogni prima domenica del mese, dalle 10 alle 13) e la visita guidata proposta dal Festival. Da Palazzo Abatellis dove verranno raccontati gli affreschi dimenticati che arrivano da Palazzo Sclafani, e i cicli aggiunti nel 1634 da Pietro Novelli, esposti nella (di solito chiusa alle visite) stanza della direzione. La mano del Novelli si ritrova anche nell’enorme affresco dell’ex ospedale Fatebenefratelli, che per Le Vie dei Tesori apre anch’esso soltanto la domenica.

Da Palazzo Abatellis a Palazzo Mirto è un passo, ma sontuoso: perché il secondo, (aperto domenica dalle 10 alle 13, turni di visite guidate ogni 40 minuti) è un museo di se stesso e della famiglia Filangeri. Arredi settecenteschi, porcellane, salotti, e un segreto “girevole” che vi spiegheranno sul posto nel corso di una particolarissima “visita in tre tappe”: dopo un’introduzione all’ingresso, la visita salirà a primo piano per scoprire il particolarissimo organo di Beyer – un organo a cilindro del XIX secolo, costruito dal viennese Anton Beyer, “meccanico di corte” del Regno delle due Sicilie, considerato un po’ l’antenato del juke-box  – raccontato dall’artigiano e restauratore di strumenti antichi, Ugo Casiglia. Seconda tappa davanti al prezioso salottino restaurato due anni fa da Le Vie dei Tesori, su votazione on line dei visitatori: lo racconterà Ginevra Lo Sciuto, restauratrice della cooperativa Properart. La visita si chiuderà con il restauratore Marco Di Bella che mostrerà anche alcuni modelli e volumi originali della “biblioteca Hackert”.

Opportunità di visite dedicate anche per la Zisa e la Cuba, autentici sollazzi dei sovrani normanni nel cuore del “Genoardo”; ma anche per San Giovanni degli Eremiti e per il Castello a Mare, voluto dagli arabi e conservato nei secoli; quando si pensò di abbatterlo, nel 1923 si sollevò un’intera città e dovettero desistere. Da non perdere il Museo archeologico Salinas (aperto fino alle 17,30) che conserva la Pietra di Palermo con l’elenco dei 15 faraoni, a cui fanno la guardia inossidabili tartarughe acquatiche (possibile un brunch/break al Cafè Culture del museo) e le sculture “antiche” di un russo contemporaneo come Evgenij Antufiev, visitabili solo fino a questa domenica. Infine, il museo d’arte contemporanea Riso che ospita anche un’antologica su Croce Taravella e alcune installazioni della “Foresta urbana” che si scopre en plein air a piazza Bologni.

E visto che di musei si tratta, non perdiamo l’occasione per segnalarvi sia le belle collezioni archeologica, numismatica e figulina della Fondazione Branciforte, dove, fino a domenica, fa parte del percorso di visita anche il bellissimo salone della biblioteca, affrescato dal Moncada; e i depositi della Gam, che conservano un numero di dipinti e tele quasi pari a quello normalmente esposto, e di sicuro di analoga importanza. Si visitano su prenotazione, www.leviedeitesori.it, sabato dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.30 e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami, la chiesa degli Agonizzanti, gli oratori di Santa Maria La Savona e di Santa Maria del Sabato, il Miqveh e palazzo Comitini, biblioteca di Casa Professa e le catacombe di San Michele Arcangelo. Sold out, l’Ucciardone, l’Hotel Borsa e le sorgenti del Gabriele. Anticipata la chiusura alle 16,30 (dopo l’avvio dell’ora legale) al Castello della Cuba, Castello di Maredolce, Castello a Mare, Giardino della Concordia, giardino di Villa Napoli, chiesa della Pinta  e chiesa dei Tre Re, oratorio dei santi Pietro e Paolo; alla Fossa della Garofala, al  giardino di Villa Tasca (su prenotazione), a Villa Lanterna Gravina e grotta dell’acquasanta, e alle camere dello scirocco di Volpe Astuta e Villa Naselli.

Su prenotazione, sono aperti Palazzo Utveggio e, solo domenica, lo Stand Florio. Chiuso al festival, Palazzo Bonocore che da sabato ospita la mostra su Modigliani; è aperto invece Palazzo Sant’Elia dove, invece, è in corso l’esposizione sui cento capolavori dalle residenze imperiali russe: chi entra con i coupon de le Vie dei Tesori, otterrà un biglietto ridotto per l’esposizione, oltre a visitare il salone di Diana con l’installazione di Michelangelo Pistoletto. Aperta anche Villa Zito dove si visita gratuitamente la mostra sul patrimonio Unesco.

C’è poi l’Itinerario Contemporaneo, curato da Paola Nicita, che si arricchisce ancora con una sorpresa dell’ultimo minuto: si aggiunge infatti al percorso (in via Mogia 9) il laboratorio/Museo del Disegno di Nicolò D’Alessandro che condurrà personalmente la visita alla sua collezione, sempre viva e aperta, tra sue opere, contributi di “colleghi”, libri d’arte e chiacchiere. Dalle 18 alle 22, stessi orari di Minimum Studio dove è esposta una mostra di libri d’arte che raccontano “I Never Promised You a Rose Garden. Archipelago”, collettiva che racchiude installazioni, testi e opere di Ange Leccia,  Brian Kuan Woo, Dora García, Jean-Philippe Toussaint, Joanne McNeil, Jocelyn Allen, Leah Clements; Lee Mckinnon; Minna Pöllänen. A cura di Magali Avezou e archipelago project; poi i tre piani più il sotterraneo di Palazzo Oneto di Sperlinga, con i giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e le opere degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (CTA) Karol che si occupa di pazienti psichiatrici, oltre all’opera di Cesare Massimo dedicata alla bella antenata Eufrosina, baronessa di Miserendino, protagonista di una delle storie d’amore e sangue più belle del periodo barocco. Casa Spazio accoglie le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge e Le Mosche continua nelle sue “indagini”. I Magazzini di Tessuti Parlato con un progetto  di Isabella Ducrot saranno invece aperti venerdì e sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Nel corso dell’ultimo weekend, poi, sarà messa online la guida delle botteghe storiche (ve ne abbiamo parlato qui). Sarti, ceramisti, cesellatori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, rivenditori di artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari: sono il patrimonio commerciale e artigianale, fattivo e senza tempo, di Palermo. Una ricchezza che si affianca a monumenti e siti, né più né meno, e come tale, verrà raccontata tramite lo storytelling che è il marchio de Le Vie dei Tesori. Che ha composto una guida cartacea e on line – affidandosi a un comitato di giornalisti innamorati della propria città – che esprime profondamente l’identità della città, e la rende diversa dalle altre. La guida sarà on line sul sito: chiunque potrà costruirsi il proprio itinerario, cercando la bottega nascosta accanto al museo, il laboratorio artigianale ai piedi di un antico palazzo. Con sorprese e particolarità da scoprire in loco, visto che gli artigiani saranno pronti a chiacchierare, raccontare, mostrare i laboratori.

Passandro alle passeggiate, c’è la Palermo laboriosa delle officine Ducrot, quella popolare dei mercanti dell’antica Loggia, quella naturalistica che era riserva di caccia reale e quella devastata dai bombardamenti del 1943. Le passeggiate de Le Vie dei Tesori si affidano spesso alla memoria di chi le guida, veri esperti che mantengono la promessa di far scoprire aneddoti poco conosciuti, storie perdute e angoli dimenticati. Sabato e domenica, le ultime passeggiate condurranno agli ex Cantieri Ducrot, “protetti” dal Basile; oppure, in notturna, si capirà chi è stato il detective italoamericano Joe Petrosino, ucciso in piazza Marina nel 1909. Da piazza Garraffello, si snoderà invece un percorso che entra nel cuore dell’antica Loggia dei mercanti; mentre salendo a Montepellegrino si scoprirà il Gorgo, il laghetto famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Le passeggiate sono solo su prenotazione sul sito www.leviedeitesori.it

Infine, gli ultimi laboratori per i bambini: sono cinque i luoghi – chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino – dove le visite sono calibrate per grandi e piccini. In collaborazione con Babyplanner.it. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci sono i quattro gazebo dove i bambini possono partecipare a laboratori su Teatro dei Pupi, palazzi del ‘700, la scuola dei Serpotta e le maioliche.

Per informazioni telefonare allo 091842104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Una chiusura col botto quella della dodicesima edizione del festival, che nelle scorse settimane ha toccato quota 220mila visitatori e si accinge a battere ogni record. Ecco cosa non perdere a Palermo

di Redazione

Palermo saluta Le Vie dei Tesori con un fine settimana ricchissimo di appuntamenti. Tutto pronto per il quinto e ultimo weekend del festival. Una chiusura col botto quella della dodicesima edizione della manifestazione che nelle scorse settimane ha toccato quota 220mila visitatori e si accinge a battere ogni record.

Dagli affreschi dimenticati dell’Abatellis ai salotti sontuosi di Palazzo Mirto, dai sollazzi normanni alla roccaforte difensiva voluta dagli arabi. E ancora, l’ex aeroporto militare di Boccadifalco che apre in notturna (qui per saperne di più), le piccole chiese che raccontano storie di millenni, fino allo spettacolo di Luca Vullo, regista e performer che “maneggia” la lingua dei siciliani (qui per saperne di più) E le passeggiate degli esperti, che salgono a Monte Pellegrino e o cercano le rovine dei bombardamenti.

Partendo dai musei e siti istituzionali dove domenica (4 novembre) si potrà scegliere tra l’ingresso gratuito (come ogni prima domenica del mese, dalle 10 alle 13) e la visita guidata proposta dal Festival. Da Palazzo Abatellis dove verranno raccontati gli affreschi dimenticati che arrivano da Palazzo Sclafani, e i cicli aggiunti nel 1634 da Pietro Novelli, esposti nella (di solito chiusa alle visite) stanza della direzione. La mano del Novelli si ritrova anche nell’enorme affresco dell’ex ospedale Fatebenefratelli, che per Le Vie dei Tesori apre anch’esso soltanto la domenica.

Da Palazzo Abatellis a Palazzo Mirto è un passo, ma sontuoso: perché il secondo, (aperto domenica dalle 10 alle 13, turni di visite guidate ogni 40 minuti) è un museo di se stesso e della famiglia Filangeri. Arredi settecenteschi, porcellane, salotti, e un segreto “girevole” che vi spiegheranno sul posto nel corso di una particolarissima “visita in tre tappe”: dopo un’introduzione all’ingresso, la visita salirà a primo piano per scoprire il particolarissimo organo di Beyer – un organo a cilindro del XIX secolo, costruito dal viennese Anton Beyer, “meccanico di corte” del Regno delle due Sicilie, considerato un po’ l’antenato del juke-box  – raccontato dall’artigiano e restauratore di strumenti antichi, Ugo Casiglia. Seconda tappa davanti al prezioso salottino restaurato due anni fa da Le Vie dei Tesori, su votazione on line dei visitatori: lo racconterà Ginevra Lo Sciuto, restauratrice della cooperativa Properart. La visita si chiuderà con il restauratore Marco Di Bella che mostrerà anche alcuni modelli e volumi originali della “biblioteca Hackert”.

Opportunità di visite dedicate anche per la Zisa e la Cuba, autentici sollazzi dei sovrani normanni nel cuore del “Genoardo”; ma anche per San Giovanni degli Eremiti e per il Castello a Mare, voluto dagli arabi e conservato nei secoli; quando si pensò di abbatterlo, nel 1923 si sollevò un’intera città e dovettero desistere. Da non perdere il Museo archeologico Salinas (aperto fino alle 17,30) che conserva la Pietra di Palermo con l’elenco dei 15 faraoni, a cui fanno la guardia inossidabili tartarughe acquatiche (possibile un brunch/break al Cafè Culture del museo) e le sculture “antiche” di un russo contemporaneo come Evgenij Antufiev, visitabili solo fino a questa domenica. Infine, il museo d’arte contemporanea Riso che ospita anche un’antologica su Croce Taravella e alcune installazioni della “Foresta urbana” che si scopre en plein air a piazza Bologni.

E visto che di musei si tratta, non perdiamo l’occasione per segnalarvi sia le belle collezioni archeologica, numismatica e figulina della Fondazione Branciforte, dove, fino a domenica, fa parte del percorso di visita anche il bellissimo salone della biblioteca, affrescato dal Moncada; e i depositi della Gam, che conservano un numero di dipinti e tele quasi pari a quello normalmente esposto, e di sicuro di analoga importanza. Si visitano su prenotazione, www.leviedeitesori.it, sabato dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.30 e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami, la chiesa degli Agonizzanti, gli oratori di Santa Maria La Savona e di Santa Maria del Sabato, il Miqveh e palazzo Comitini, biblioteca di Casa Professa e le catacombe di San Michele Arcangelo. Sold out, l’Ucciardone, l’Hotel Borsa e le sorgenti del Gabriele. Anticipata la chiusura alle 16,30 (dopo l’avvio dell’ora legale) al Castello della Cuba, Castello di Maredolce, Castello a Mare, Giardino della Concordia, giardino di Villa Napoli, chiesa della Pinta  e chiesa dei Tre Re, oratorio dei santi Pietro e Paolo; alla Fossa della Garofala, al  giardino di Villa Tasca (su prenotazione), a Villa Lanterna Gravina e grotta dell’acquasanta, e alle camere dello scirocco di Volpe Astuta e Villa Naselli.

Su prenotazione, sono aperti Palazzo Utveggio e, solo domenica, lo Stand Florio. Chiuso al festival, Palazzo Bonocore che da sabato ospita la mostra su Modigliani; è aperto invece Palazzo Sant’Elia dove, invece, è in corso l’esposizione sui cento capolavori dalle residenze imperiali russe: chi entra con i coupon de le Vie dei Tesori, otterrà un biglietto ridotto per l’esposizione, oltre a visitare il salone di Diana con l’installazione di Michelangelo Pistoletto. Aperta anche Villa Zito dove si visita gratuitamente la mostra sul patrimonio Unesco.

C’è poi l’Itinerario Contemporaneo, curato da Paola Nicita, che si arricchisce ancora con una sorpresa dell’ultimo minuto: si aggiunge infatti al percorso (in via Mogia 9) il laboratorio/Museo del Disegno di Nicolò D’Alessandro che condurrà personalmente la visita alla sua collezione, sempre viva e aperta, tra sue opere, contributi di “colleghi”, libri d’arte e chiacchiere. Dalle 18 alle 22, stessi orari di Minimum Studio dove è esposta una mostra di libri d’arte che raccontano “I Never Promised You a Rose Garden. Archipelago”, collettiva che racchiude installazioni, testi e opere di Ange Leccia,  Brian Kuan Woo, Dora García, Jean-Philippe Toussaint, Joanne McNeil, Jocelyn Allen, Leah Clements; Lee Mckinnon; Minna Pöllänen. A cura di Magali Avezou e archipelago project; poi i tre piani più il sotterraneo di Palazzo Oneto di Sperlinga, con i giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e le opere degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (CTA) Karol che si occupa di pazienti psichiatrici, oltre all’opera di Cesare Massimo dedicata alla bella antenata Eufrosina, baronessa di Miserendino, protagonista di una delle storie d’amore e sangue più belle del periodo barocco. Casa Spazio accoglie le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge e Le Mosche continua nelle sue “indagini”. I Magazzini di Tessuti Parlato con un progetto  di Isabella Ducrot saranno invece aperti venerdì e sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Nel corso dell’ultimo weekend, poi, sarà messa online la guida delle botteghe storiche (ve ne abbiamo parlato qui). Sarti, ceramisti, cesellatori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, rivenditori di artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari: sono il patrimonio commerciale e artigianale, fattivo e senza tempo, di Palermo. Una ricchezza che si affianca a monumenti e siti, né più né meno, e come tale, verrà raccontata tramite lo storytelling che è il marchio de Le Vie dei Tesori. Che ha composto una guida cartacea e on line – affidandosi a un comitato di giornalisti innamorati della propria città – che esprime profondamente l’identità della città, e la rende diversa dalle altre. La guida sarà on line sul sito: chiunque potrà costruirsi il proprio itinerario, cercando la bottega nascosta accanto al museo, il laboratorio artigianale ai piedi di un antico palazzo. Con sorprese e particolarità da scoprire in loco, visto che gli artigiani saranno pronti a chiacchierare, raccontare, mostrare i laboratori.

Passandro alle passeggiate, c’è la Palermo laboriosa delle officine Ducrot, quella popolare dei mercanti dell’antica Loggia, quella naturalistica che era riserva di caccia reale e quella devastata dai bombardamenti del 1943. Le passeggiate de Le Vie dei Tesori si affidano spesso alla memoria di chi le guida, veri esperti che mantengono la promessa di far scoprire aneddoti poco conosciuti, storie perdute e angoli dimenticati. Sabato e domenica, le ultime passeggiate condurranno agli ex Cantieri Ducrot, “protetti” dal Basile; oppure, in notturna, si capirà chi è stato il detective italoamericano Joe Petrosino, ucciso in piazza Marina nel 1909. Da piazza Garraffello, si snoderà invece un percorso che entra nel cuore dell’antica Loggia dei mercanti; mentre salendo a Montepellegrino si scoprirà il Gorgo, il laghetto famoso perché abitato da insetti rari che hanno suscitato l’interesse degli entomologi di tutto il mondo. Le passeggiate sono solo su prenotazione sul sito www.leviedeitesori.it

Infine, gli ultimi laboratori per i bambini: sono cinque i luoghi – chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino – dove le visite sono calibrate per grandi e piccini. In collaborazione con Babyplanner.it. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci sono i quattro gazebo dove i bambini possono partecipare a laboratori su Teatro dei Pupi, palazzi del ‘700, la scuola dei Serpotta e le maioliche.

Per informazioni telefonare allo 091842104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Ultimo weekend per scoprire Catania con il Festival

Le Vie dei Tesori vi porta lungo i camminamenti segreti delle monache, nei palazzi nobiliari custodi di bellezze e segreti, e nella storia antica della città capace di risorgere come una fenice

di Redazione

“Rinasco dalle ceneri ancor più bella”. Catania è come la fenice che trattiene l’iscrizione incisa sulla Porta Garibaldi, a simbolo di una popolazione che, instancabile, ha continuato a ricostruire la propria città sulle ceneri della precedente. E questo ultimo weekend del Festival de Le Vie dei Tesori è un’opportunità unica per scoprire in quanti modi questa città può affascinare i suoi visitatori: dai segreti delle monache all’opulenza dei palazzi nobiliari, fino alle storie antiche e controverse del suo passato recente o di quello remoto. 

C’è per esempio quel palazzo Asmundo di Gisira costruito nel 1704, dopo il terremoto del 1693, che è tra i primi edifici a essere eretto nella piazza, all’epoca di San Filippo, oggi Mazzini, su cui si affaccia. Nato su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, oggi è stato trasformato in albergo di alto profilo. Ospita in questi giorni una personale pop di Max Ferrigno.

Merita una tappa anche la cappella romana all’interno della caserma “Santangelo Fulci” nell’ex convento carmelitano di Maria Santissima dell’Annunziata: sarà aperta solo sabato, fino alle 13, ed è il più grande edificio funerario antico della città, per tradizione indicato come il sepolcro consacrato al poeta greco Stesicoro. Ha una storia controversa, e per parecchio tempo è stato inaccessibile perché occupato come magazzino dai commercianti della vicina “a fera ‘o luni”.

E poi le storie legate ai camminamenti segreti delle monache: perché se ogni famiglia nobiliare aveva la sua monaca, queste comunque si distinguevano per lignaggio: Gravina e Moncada rinchiudevano le loro fanciulle a San Giuliano, le altre venivano accolte a San Placido o tra le Clarisse, ultime (cioè più povere) le monache di santa Chiara, chiamate “le biscottare” perché producevano dolci e accoglievano borghesi e popolane. Questo è l’ultimo fine settimana con Le Vie dei Tesori per scoprire (su prenotazione e a gruppi) i camminamenti segreti delle suore a Santa Chiara e a San Giuliano. Chi invece vuole percorrere il camminamento sopra Porta Uzeda, può farlo domattina, sabato, dalle 9.30 alle 13. 

Infine, non perdetevi la visita a palazzo Biscari: tale è la sua bellezza che, quando gli ufficiali inglesi durante la seconda guerra, arrivarono qui per montare le batterie dei loro cannoni (con l’ordine di demolire il secondo piano) preferirono fare marcia indietro e dipingere sul pavimento antico con vernice bianca il primo campo da tennis indoor che Catania ricordi. Qui gli orari per le visite al palazzo.

A Catania il festival de Le Vie dei Tesori lavora in sinergia con il Comune, la Diocesi, la Soprintendenza, l’Università, il Polo museale regionale, l’Esercito, e in collaborazione con Wondertime, partner del progetto, le guide di Etna ‘Ngeniousa, gli studenti dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e il gruppo Disum.

Le Vie dei Tesori vi porta lungo i camminamenti segreti delle monache, nei palazzi nobiliari custodi di bellezze e segreti, e nella storia antica della città capace di risorgere come una fenice

di Redazione

“Rinasco dalle ceneri ancor più bella”. Catania è come la fenice che trattiene l’iscrizione incisa sulla Porta Garibaldi, a simbolo di una popolazione che, instancabile, ha continuato a ricostruire la propria città sulle ceneri della precedente. E questo ultimo weekend del Festival de Le Vie dei Tesori è un’opportunità unica per scoprire in quanti modi questa città può affascinare i suoi visitatori: dai segreti delle monache all’opulenza dei palazzi nobiliari, fino alle storie antiche e controverse del suo passato recente o di quello remoto. 

C’è per esempio quel palazzo Asmundo di Gisira costruito nel 1704, dopo il terremoto del 1693, che è tra i primi edifici a essere eretto nella piazza, all’epoca di San Filippo, oggi Mazzini, su cui si affaccia. Nato su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, oggi è stato trasformato in albergo di alto profilo. Ospita in questi giorni una personale pop di Max Ferrigno.

Merita una tappa anche la cappella romana all’interno della caserma “Santangelo Fulci” nell’ex convento carmelitano di Maria Santissima dell’Annunziata: sarà aperta solo sabato, fino alle 13, ed è il più grande edificio funerario antico della città, per tradizione indicato come il sepolcro consacrato al poeta greco Stesicoro. Ha una storia controversa, e per parecchio tempo è stato inaccessibile perché occupato come magazzino dai commercianti della vicina “a fera ‘o luni”.

E poi le storie legate ai camminamenti segreti delle monache: perché se ogni famiglia nobiliare aveva la sua monaca, queste comunque si distinguevano per lignaggio: Gravina e Moncada rinchiudevano le loro fanciulle a San Giuliano, le altre venivano accolte a San Placido o tra le Clarisse, ultime (cioè più povere) le monache di santa Chiara, chiamate “le biscottare” perché producevano dolci e accoglievano borghesi e popolane. Questo è l’ultimo fine settimana con Le Vie dei Tesori per scoprire (su prenotazione e a gruppi) i camminamenti segreti delle suore a Santa Chiara e a San Giuliano. Chi invece vuole percorrere il camminamento sopra Porta Uzeda, può farlo domattina, sabato, dalle 9.30 alle 13. 

Infine, non perdetevi la visita a palazzo Biscari: tale è la sua bellezza che, quando gli ufficiali inglesi durante la seconda guerra, arrivarono qui per montare le batterie dei loro cannoni (con l’ordine di demolire il secondo piano) preferirono fare marcia indietro e dipingere sul pavimento antico con vernice bianca il primo campo da tennis indoor che Catania ricordi. Qui gli orari per le visite al palazzo.

A Catania il festival de Le Vie dei Tesori lavora in sinergia con il Comune, la Diocesi, la Soprintendenza, l’Università, il Polo museale regionale, l’Esercito, e in collaborazione con Wondertime, partner del progetto, le guide di Etna ‘Ngeniousa, gli studenti dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e il gruppo Disum.

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Musica sacra in Cattedrale col Coro del Teatro Massimo

Appuntamento sabato 3 novembre alle 21. In programma musiche di Verdi, Poulenc, Liszt e Dvorák. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

di Redazione

Weekend all’insegna della musica sacra a Palermo. Sabato sera, alle 21, la Cattedrale si riempirà di note con un concerto del Coro del Teatro Massimo, insieme a quello di voci bianche, diretto dal maestro del coro Piero Monti all’organo, sotto la guida della bacchetta di Salvatore Punturo, maestro del coro di voci bianche.

In apertura di programma il coro di voci bianche per le “Laudi alla Vergine Maria” dai “Quattro pezzi sacri” di Giuseppe Verdi: sul testo di Dante, tratto dal XXXIII canto della Divina commedia, si tratta delle ultime composizioni di Verdi.

A seguire la “Litanie à la Vierge Noire” per coro femminile e organo di Francis Poulenc, composta per la Vergine nera di Notre-Dame de Rocamadur, meta di pellegrinaggi visitata anche dal compositore francese, e il “Pater Noster” per coro e organo di Franz Liszt, tratto dalla seconda parte dell’oratorio “Christus”.

In conclusione la Messa in re maggiore op. 86 per soli, coro e organo di Antonín Dvorák, con la partecipazione del soprano Francesca Martorana, del mezzosoprano Manuela Ciotto, del tenore Carlo Morgante e del baritono Cosimo Diano. Unica messa composta da Dvorák, a questa prima versione per solisti, coro e organo del 1887 seguì cinque anni dopo la revisione per orchestra.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Appuntamento sabato 3 novembre alle 21. In programma musiche di Verdi, Poulenc, Liszt e Dvorák. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

di Redazione

Weekend all’insegna della musica sacra a Palermo. Sabato sera, alle 21, la Cattedrale si riempirà di note con un concerto del Coro del Teatro Massimo, insieme a quello di voci bianche, diretto dal maestro del coro Piero Monti all’organo, sotto la guida della bacchetta di Salvatore Punturo, maestro del coro di voci bianche.

In apertura di programma il coro di voci bianche per le “Laudi alla Vergine Maria” dai “Quattro pezzi sacri” di Giuseppe Verdi: sul testo di Dante, tratto dal XXXIII canto della Divina commedia, si tratta delle ultime composizioni di Verdi.

A seguire la “Litanie à la Vierge Noire” per coro femminile e organo di Francis Poulenc, composta per la Vergine nera di Notre-Dame de Rocamadur, meta di pellegrinaggi visitata anche dal compositore francese, e il “Pater Noster” per coro e organo di Franz Liszt, tratto dalla seconda parte dell’oratorio “Christus”.

In conclusione la Messa in re maggiore op. 86 per soli, coro e organo di Antonín Dvorák, con la partecipazione del soprano Francesca Martorana, del mezzosoprano Manuela Ciotto, del tenore Carlo Morgante e del baritono Cosimo Diano. Unica messa composta da Dvorák, a questa prima versione per solisti, coro e organo del 1887 seguì cinque anni dopo la revisione per orchestra.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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Boccadifalco continua a stupire: visite serali in musica all’aeroporto

Novità in vista per l’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo. Lo storico scalo aprirà le porte, venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 novembre, con tour speciali accompagnati dalle note degli strumentisti del Brass Group. Un’occasione da non perdere

di Redazione

È stato uno dei protagonisti di questa edizione de Le Vie dei Tesori e si prepara a chiudere alla grande. L’aeroporto di Boccadifalco è pronto a regalare una visione serale unica di un pezzo di città sconosciuta. Oltre alle consuete visite diurne, lo scalo aprirà le porte a cittadini e turisti, venerdì 2 e sabato 3 novembre alle 19 e alle 20,30, e domenica 4 soltanto alle 19, con un tour speciale accompagnato dalle note degli strumentisti del Brass Group che “metteranno in musica” gli spazi. Per prenotare la visita basta cliccare qui.

Si tratta di una visita guidata aperta a piedi, aperta solo a 40 persone alla volta, lungo un itinerario che parte dal rifugio numero 1, quello scoperto recentemente dove c’è ancora l’impianto elettrico originale. Poi si farà tappa all’hangar storico dell’Aeroclub, quindi alla torre di controllo dove si potrà assistere al decollo degli elicotteri e infine al giardino di Villa Natoli con gli alberi secolari. I musicisti del Brass accompagneranno tutto l’itinerario.

L’aeroporto, una delle novità del festival, preso d’assalto da migliaia di persone nell’arco dei quattro weekend, è uno dei più antichi d’Italia, costruito grazie al forte interesse dei Florio e al sostegno di Italo Balbo, allora ministro dell’Aeronautica. Progettato nel 1925, inaugurato nel 1931 con l’atterraggio del primo velivolo sulla pista in terra battuta, segnò il tramonto del trasporto passeggeri su dirigibile e dell’uso del campo di volo del Parco della Favorita, da cui si libravano mongolfiere sin dal 1910. Costruito nell’area un tempo utilizzata dalla Cavalleria borbonica per le esercitazioni equestri, per la sua realizzazione furono abbattute diverse ville storiche. Molto attivo come base aerea militare durante la Seconda Guerra mondiale, smilitarizzato nel 2009, oggi è di proprietà dell’Enac, e ospita reparti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e l’Aeroclub con il suo splendido hangar storico.

Novità in vista per l’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo. Lo storico scalo aprirà le porte, venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 novembre, con tour speciali accompagnati dalle note degli strumentisti del Brass Group. Un’occasione da non perdere

di Redazione

È stato uno dei protagonisti di questa edizione de Le Vie dei Tesori e si prepara a chiudere alla grande. L’aeroporto di Boccadifalco è pronto a regalare una visione serale unica di un pezzo di città sconosciuta. Oltre alle consuete visite diurne, lo scalo aprirà le porte a cittadini e turisti, venerdì 2 e sabato 3 novembre alle 19 e alle 20,30, e domenica 4 soltanto alle 19, con un tour speciale accompagnato dalle note degli strumentisti del Brass Group che “metteranno in musica” gli spazi. Per prenotare la visita basta cliccare qui.

Si tratta di una visita guidata aperta a piedi, aperta solo a 40 persone alla volta, lungo un itinerario che parte dal rifugio numero 1, quello scoperto recentemente dove c’è ancora l’impianto elettrico originale. Poi si farà tappa all’hangar storico dell’Aeroclub, quindi alla torre di controllo dove si potrà assistere al decollo degli elicotteri e infine al giardino di Villa Natoli con gli alberi secolari. I musicisti del Brass accompagneranno tutto l’itinerario.

L’aeroporto, una delle novità del festival, preso d’assalto da migliaia di persone nell’arco dei quattro weekend, è uno dei più antichi d’Italia, costruito grazie al forte interesse dei Florio e al sostegno di Italo Balbo, allora ministro dell’Aeronautica. Progettato nel 1925, inaugurato nel 1931 con l’atterraggio del primo velivolo sulla pista in terra battuta, segnò il tramonto del trasporto passeggeri su dirigibile e dell’uso del campo di volo del Parco della Favorita, da cui si libravano mongolfiere sin dal 1910. Costruito nell’area un tempo utilizzata dalla Cavalleria borbonica per le esercitazioni equestri, per la sua realizzazione furono abbattute diverse ville storiche. Molto attivo come base aerea militare durante la Seconda Guerra mondiale, smilitarizzato nel 2009, oggi è di proprietà dell’Enac, e ospita reparti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e l’Aeroclub con il suo splendido hangar storico.

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Catania saluta Le Vie dei Tesori: i luoghi imperdibili dell’ultimo weekend

Il festival si avvia alla conclusione anche nella città etnea, tra camminamenti segreti, cappelle inedite e palazzi barocchi. Ultimi posti disponibili per tre visite su prenotazione

di Redazione

Si alza ancora una volta il sipario su Catania. Di scena l’ultimo atto del festival Le Vie dei Tesori, che con il terzo weekend saluta il capoluogo etneo. Dai camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, alle cappelle inedite e i saloni aperti raramente di un luogo invece conosciutissimo come è la Cattedrale di Sant’Agata. E ancora i palazzi barocchi, gli sfarzi dei vicerè, andando indietro nel tempo fino all’antica città romana. Tutto in tre giorni, dal 2 al 4 novembre, con l’obiettivo di superare il record dei 5100 visitatori del precedente weekend, che sommati ai 3500 del debutto, portano Catania a quota 8600 accessi.

Tanti i luoghi visitabili anche questo lungo weekend di Ognissanti, a partire da quelli su prenotazione. Sold out la gettonatissima chiesa di San Giuliano, dalla cui cupola si gode uno splendido panorama a 360 gradi dell’intero centro storico e dell’hinterland catanese. Perché allora non scegliere di salire su un’altra cupola, quella della Badia di Sant’Agata, dove ci sono ancora posti disponibili e la cui vista è altrettanto bella. E ancora, aperto solo sabato 3 novembre, potrete visitare il Museo diocesano e i camminamenti di Porta Uzeda, uno dei simboli della città, che collega piazza Duomo alla settecentesca via Dusmet. Ancora posti liberi, poi, per le affascinanti terme achilleane, sotto la Cattedrale, dove un tempo facevano i bagni gli antichi romani.

Poi ci sono tutti gli altri luoghi aperti senza prenotazione, a cui si può accedere con i classici coupon, acquistabili online sul sito www.leviedeitesori.com o anche all’info point che allestito in piazza Stesicoro. A partire da Palazzo Asmundo di Gisira, la residenza nobiliare trasformata in albergo che ha inaugurato anche una personale di Max Ferrigno e dove, inoltre, è prevista una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui. E ancora, la chiesa di San Nicolò L’Arena, la più grande della Sicilia; la Cappella Bonajuto, il Convitto Cutelli, Castell’Ursino e l’immancabile Cattedrale di Sant’Agata, che fa storia a sé, con tre distinti luoghi. Parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese; inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

Poi le splendide residenze barocche, a partire da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, passando ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis; e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura. Non mancano i luoghi del lavoro, come l’ex Manifattura Tabacchi e i laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. Potete fare tappa anche nei piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Il festival si avvia alla conclusione anche nella città etnea, tra camminamenti segreti, cappelle inedite e palazzi barocchi. Ultimi posti disponibili per tre visite su prenotazione

di Redazione

Si alza ancora una volta il sipario su Catania. Di scena l’ultimo atto del festival Le Vie dei Tesori, che con il terzo weekend saluta il capoluogo etneo. Dai camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, alle cappelle inedite e i saloni aperti raramente di un luogo invece conosciutissimo come è la Cattedrale di Sant’Agata. E ancora i palazzi barocchi, gli sfarzi dei vicerè, andando indietro nel tempo fino all’antica città romana. Tutto in tre giorni, dal 2 al 4 novembre, con l’obiettivo di superare il record dei 5100 visitatori del precedente weekend, che sommati ai 3500 del debutto, portano Catania a quota 8600 accessi.

Tanti i luoghi visitabili anche questo lungo weekend di Ognissanti, a partire da quelli su prenotazione. Sold out la gettonatissima chiesa di San Giuliano, dalla cui cupola si gode uno splendido panorama a 360 gradi dell’intero centro storico e dell’hinterland catanese. Perché allora non scegliere di salire su un’altra cupola, quella della Badia di Sant’Agata, dove ci sono ancora posti disponibili e la cui vista è altrettanto bella. E ancora, aperto solo sabato 3 novembre, potrete visitare il Museo diocesano e i camminamenti di Porta Uzeda, uno dei simboli della città, che collega piazza Duomo alla settecentesca via Dusmet. Ancora posti liberi, poi, per le affascinanti terme achilleane, sotto la Cattedrale, dove un tempo facevano i bagni gli antichi romani.

Poi ci sono tutti gli altri luoghi aperti senza prenotazione, a cui si può accedere con i classici coupon, acquistabili online sul sito www.leviedeitesori.com o anche all’info point che allestito in piazza Stesicoro. A partire da Palazzo Asmundo di Gisira, la residenza nobiliare trasformata in albergo che ha inaugurato anche una personale di Max Ferrigno e dove, inoltre, è prevista una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui. E ancora, la chiesa di San Nicolò L’Arena, la più grande della Sicilia; la Cappella Bonajuto, il Convitto Cutelli, Castell’Ursino e l’immancabile Cattedrale di Sant’Agata, che fa storia a sé, con tre distinti luoghi. Parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese; inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

Poi le splendide residenze barocche, a partire da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, passando ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis; e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura. Non mancano i luoghi del lavoro, come l’ex Manifattura Tabacchi e i laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. Potete fare tappa anche nei piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Sabato da principi con i vini Planeta

All’interno di Palazzo Biscari, tra sale che celebrano il trionfo del barocco e della bellezza, una visita guidata alla dimora che sarà anche una gioia per il palato

di Redazione

La dimora è di quelle che incantano al primo ingresso, e a restarne affascinato era stato anche Goethe che pure aveva ammirato le preziose collezioni archeologiche; ma dentro è il trionfo del barocco a riempire di bellezza ogni sguardo.

“L’oggetto del desiderio” è palazzo Biscari, a Catania, che i visitatori de Le Vie dei Tesori sabato 3 novembre alle 19 potranno conoscere in tutta la sua magnificenza durante una visita guidata condotta da chi conosce profondamente quella dimora. E cosi, tra affreschi, arredi di pregio e decorazioni, sarà possibile scoprire quel palazzo voluto dalla nobile famiglia dei principi di Biscari ed edificato su un tratto delle antiche mura cinquecentesche che in parte hanno resistito al terribile terremoto del 1693.

Dalle ceneri di quel sisma è così sorto un trionfo barocco che ha il suo acme nel salone delle feste, ricco di stucchi e affreschi, e che fu sfarzosamente inaugurato nel 1763.

Circondati da tanta bellezza sarà possibile gustare i vini Planeta guidati dal brand ambassador Dario Piluso: i visitatori del festival potranno così scoprire l’Etna Bianco DOC 2017 (dal vino autoctono Carricante 100%) e il Radiceterna 2016 (DOC Menfi – Grillo 100%).
Una degustazione da principi da non perdere, nell’ultimo fine settimana del Festival a Catania e da prenotare, con un contributo di 7 euro, dal sito della manifestazione.

All’interno di Palazzo Biscari, tra sale che celebrano il trionfo del barocco e della bellezza, una visita guidata alla dimora che sarà anche una gioia per il palato

di Redazione

La dimora è di quelle che incantano al primo ingresso, e a restarne affascinato era stato anche Goethe che pure aveva ammirato le preziose collezioni archeologiche; ma dentro è il trionfo del barocco a riempire di bellezza ogni sguardo.

“L’oggetto del desiderio” è palazzo Biscari, a Catania, che i visitatori de Le Vie dei Tesori sabato 3 novembre alle 19 potranno conoscere in tutta la sua magnificenza durante una visita guidata condotta da chi conosce profondamente quella dimora. E cosi, tra affreschi, arredi di pregio e decorazioni, sarà possibile scoprire quel palazzo voluto dalla nobile famiglia dei principi di Biscari ed edificato su un tratto delle antiche mura cinquecentesche che in parte hanno resistito al terribile terremoto del 1693.

Dalle ceneri di quel sisma è così sorto un trionfo barocco che ha il suo acme nel salone delle feste, ricco di stucchi e affreschi, e che fu sfarzosamente inaugurato nel 1763.

Circondati da tanta bellezza sarà possibile gustare i vini Planeta guidati dal brand ambassador Dario Piluso: i visitatori del festival potranno così scoprire l’Etna Bianco DOC 2017 (dal vino autoctono Carricante 100%) e il Radiceterna 2016 (DOC Menfi – Grillo 100%).
Una degustazione da principi da non perdere, nell’ultimo fine settimana del Festival a Catania e da prenotare, con un contributo di 7 euro, dal sito della manifestazione.

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Giovani, siciliani e “emigrati”: duo di sassofoni per Curva Minore

I ventenni Marco Marotta e Maria Merlino si esibiranno per la prima volta insieme, senza quasi conoscersi. Appuntamento ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo

di Redazione

Prosegue la seconda parte della stagione musicale di Curva Minore, iniziata a maggio scorso, ed ora giunta alla sua sessione autunnale (ve ne abbiamo parlato qui). Domenica 28 ottobre dalle 19 allo Spazio Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, toccherà a Marco Marotta e Maria Merlino, due musicisti siciliani appena ventenni, ma già “emigrati”, che per la prima volta in assoluto si esibiranno sullo stesso palcoscenico. Alle 19 tocca a Marotta, alle 19,30 a Merlino, mentre alle 20, i due sassofonisti si esibiranno insieme.

Marco Marotta e Maria Merlino fino ad ora non si erano mai incontrati. Entrambi giovanissimi rappresentano quelle virtuose speciali espressioni di una Sicilia costretta a emigrare per trovare i giusti spazi espressivi. I due sassofonisti e compositori vivono entrambi oltre lo stretto: Marco Marotta è un sassofonista e compositore di Favara che ormai si è trasferito stabilmente a Londra e da lì parte per le sue tournée in tutto il mondo con i più grandi musicisti della scena internazionale.

Maria Merlino, nativa di Messina, vive in Olanda ed è tra le poche musiciste donne a dedicarsi al sassofono baritono, ma si divide, nonostante la giovanissima età, tra l’attività didattica e la composizione. Partecipa ai più importanti festival jazz contemporanei a contatto con i musicisti della scena olandese come la InstantComposers Pool, o americani come Anthony Braxton e DaveBarrell. I due giovani si esibiranno prima da soli, poi in un inedito duo in perfetto stile jazzistico, senza quasi conoscersi.

I ventenni Marco Marotta e Maria Merlino si esibiranno per la prima volta insieme, senza quasi conoscersi. Appuntamento ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo

di Redazione

Prosegue la seconda parte della stagione musicale di Curva Minore, iniziata a maggio scorso, ed ora giunta alla sua sessione autunnale (ve ne abbiamo parlato qui). Domenica 28 ottobre dalle 19 allo Spazio Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, toccherà a Marco Marotta e Maria Merlino, due musicisti siciliani appena ventenni, ma già “emigrati”, che per la prima volta in assoluto si esibiranno sullo stesso palcoscenico. Alle 19 tocca a Marotta, alle 19,30 a Merlino, mentre alle 20, i due sassofonisti si esibiranno insieme.

Marco Marotta e Maria Merlino fino ad ora non si erano mai incontrati. Entrambi giovanissimi rappresentano quelle virtuose speciali espressioni di una Sicilia costretta a emigrare per trovare i giusti spazi espressivi. I due sassofonisti e compositori vivono entrambi oltre lo stretto: Marco Marotta è un sassofonista e compositore di Favara che ormai si è trasferito stabilmente a Londra e da lì parte per le sue tournée in tutto il mondo con i più grandi musicisti della scena internazionale.

Maria Merlino, nativa di Messina, vive in Olanda ed è tra le poche musiciste donne a dedicarsi al sassofono baritono, ma si divide, nonostante la giovanissima età, tra l’attività didattica e la composizione. Partecipa ai più importanti festival jazz contemporanei a contatto con i musicisti della scena olandese come la InstantComposers Pool, o americani come Anthony Braxton e DaveBarrell. I due giovani si esibiranno prima da soli, poi in un inedito duo in perfetto stile jazzistico, senza quasi conoscersi.

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Da Sferracavallo al centro storico, ecco tutte le passeggiate di domenica

Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per i tour guidati del 28 ottobre, con cui si conclude il penultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo

di Redazione

I segreti della Vucciria o quelli della Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Palermo, passando dall’esoterica Villa Giulia o dai racconti della “Pupa” del Capo, fino alla natura selvaggia di Sferracavallo. Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per le passeggiate di domani, domenica 28 ottobre, penultima del festival Le Vie dei Tesori a Palermo.

Partendo proprio dalla borgata marinara, l’appuntamento è al belvedere di Punta Matese alle 10. Da lì, i volontari del Wwf vi guideranno per un lieve declivio erboso verso il mare fino ad incrociare una stradina sterrata. Da lì si raggiungerà la scogliera, che gira intorno alla punta, bassa e rocciosa, volgendosi ad est verso Sferracavallo e a ovest verso l’Isola delle Femmine. La scogliera offre interessanti spunti sia per le osservazioni di geologia, che faremo con la guida del professor Cipriano Di Maggio, sia per quelle di ecologia e scienze naturali per le quali saremo guidati dalla professoressa Paola Gianguzza.

Se preferite restare in centro, da non perdere la visita a Villa Giulia alle 9,30. Allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono questo giardino un luogo carico di bellezza e mistero. Dal piano generale della Villa alle singole statue che la popolano, niente è lasciato al caso, ma tutto è frutto di precise scelte che fanno di questo giardino un vero e proprio microcosmo. Vi spiegherà tutto la guida Silvia Messina.

Chiara Utro vi porterà, invece, alla scoperta della Giudecca, dove un tempo sorgeva quartiere ebraico di Palermo, appuntamento in piazza Bellini alle 9,30. Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata.

Se preferite, invece, una passeggiata letteraria, potrete approfittare dell’itinerario guidato da Emanuele Drago alla scoperta dei luoghi della città citati da autori come Sciascia, Pirandello, Tomasi, Consolo e Levi, tanto per fare alcuni nomi.

Ma non è finita, perché la cantautrice Sara Cappello, ci porterà tra i misteri del Capo. La passeggiata avrà un’immaginaria “Pupa” a condurci, proprio quella del famoso mosaico del Panificio Morello, che ci svelerà i misteriosi racconti, dei “vicoli degli scippa teste”, le vicende dei Beati Paoli, le oscure trame che si sviluppavano tra i cunicoli ed i palazzi del Mandamento.

Un altro mercato storico, la Vucciria, sarà infine sarà protagonista di un altro tour, domenica pomeriggio alle 16, a cura di Palermo aperta a tutti, con la guida di Claudia Bardi. L’itinerario si svolgerà all’interno del quartiere un tempo chiamato Amalfitania, poi quartiere della Loggia. In quello che, trovandosi in prossimità del mare, è stato il centro nevralgico del commercio di Palermo fino al XVIII secolo. Rimangono a testimonianza le numerose chiese e gli angoli interessanti che sono giunti a noi, nonostante il degrado e la distruzione che ha fortemente colpito questo quartiere. La sfida sarà proprio quella di leggere, nonostante tutto, la grandezza di Palermo nel passato attraverso quello che rimane oggi.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 10 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per i tour guidati del 28 ottobre, con cui si conclude il penultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo

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I segreti della Vucciria o quelli della Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Palermo, passando dall’esoterica Villa Giulia o dai racconti della “Pupa” del Capo, fino alla natura selvaggia di Sferracavallo. Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per le passeggiate di domani, domenica 28 ottobre, penultima del festival Le Vie dei Tesori a Palermo.

Partendo proprio dalla borgata marinara, l’appuntamento è al belvedere di Punta Matese alle 10. Da lì, i volontari del Wwf vi guideranno per un lieve declivio erboso verso il mare fino ad incrociare una stradina sterrata. Da lì si raggiungerà la scogliera, che gira intorno alla punta, bassa e rocciosa, volgendosi ad est verso Sferracavallo e a ovest verso l’Isola delle Femmine. La scogliera offre interessanti spunti sia per le osservazioni di geologia, che faremo con la guida del professor Cipriano Di Maggio, sia per quelle di ecologia e scienze naturali per le quali saremo guidati dalla professoressa Paola Gianguzza.

Se preferite restare in centro, da non perdere la visita a Villa Giulia alle 9,30. Allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono questo giardino un luogo carico di bellezza e mistero. Dal piano generale della Villa alle singole statue che la popolano, niente è lasciato al caso, ma tutto è frutto di precise scelte che fanno di questo giardino un vero e proprio microcosmo. Vi spiegherà tutto la guida Silvia Messina.

Chiara Utro vi porterà, invece, alla scoperta della Giudecca, dove un tempo sorgeva quartiere ebraico di Palermo, appuntamento in piazza Bellini alle 9,30. Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata.

Se preferite, invece, una passeggiata letteraria, potrete approfittare dell’itinerario guidato da Emanuele Drago alla scoperta dei luoghi della città citati da autori come Sciascia, Pirandello, Tomasi, Consolo e Levi, tanto per fare alcuni nomi.

Ma non è finita, perché la cantautrice Sara Cappello, ci porterà tra i misteri del Capo. La passeggiata avrà un’immaginaria “Pupa” a condurci, proprio quella del famoso mosaico del Panificio Morello, che ci svelerà i misteriosi racconti, dei “vicoli degli scippa teste”, le vicende dei Beati Paoli, le oscure trame che si sviluppavano tra i cunicoli ed i palazzi del Mandamento.

Un altro mercato storico, la Vucciria, sarà infine sarà protagonista di un altro tour, domenica pomeriggio alle 16, a cura di Palermo aperta a tutti, con la guida di Claudia Bardi. L’itinerario si svolgerà all’interno del quartiere un tempo chiamato Amalfitania, poi quartiere della Loggia. In quello che, trovandosi in prossimità del mare, è stato il centro nevralgico del commercio di Palermo fino al XVIII secolo. Rimangono a testimonianza le numerose chiese e gli angoli interessanti che sono giunti a noi, nonostante il degrado e la distruzione che ha fortemente colpito questo quartiere. La sfida sarà proprio quella di leggere, nonostante tutto, la grandezza di Palermo nel passato attraverso quello che rimane oggi.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 10 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

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