Un voto per le eccellenze del territorio: si sfidano i piccoli comuni

Sono tredici i borghi siciliani che partecipano a un premio nazionale per la valorizzazione delle risorse locali, tra arte, cultura e agroalimentare

di Redazione

Una competizione virtuosa tra i piccoli centri italiani per la promozione del territorio. È il Premio Piccolo Comune Amico, nato per favorire la valorizzazione dei comuni con meno di 5mila abitanti. Il progetto è organizzato dal Codacons, insieme a Coldiretti, la Fondazione Symbola, Touring Club Italiano, Autostrade per l’Italia, Intesa San Paolo, SisalPay, con il patrocinio di Anci e Uncem.

Collesano

L’idea è di individuare e premiare 25 borghi che ospitano le eccellenze del territorio italiano, attraverso un premio suddiviso in cinque categorie. Nella sezione “agroalimentare” otterranno riconoscimenti i cinque comuni che si distinguono per aziende, mercati, commercianti e produttori di eccellenze agroalimentari. Poi nella categoria “artigianato” saranno premiati i comuninei quali trovano spazio aziende artigiane e piccoli punti di commercio artigianale. E ancora “innovazione sociale”, dedicata alle aziende che valorizzano le proprie risorse interne con benefit ed incentivi che sviluppino la produttività e facilitino il ritorno delle risorse umane dai grandi centri ai piccoli comuni.

Il castello di Montalbano Elicona

Poi, c’è la categoria “cultura, arte, storia”, che riguarda i comuni che abbiano dato voce alle proprie specificità culturali, facendo conoscere le caratteristiche culturali tipiche della zona e facilitando così il turismo, grazie anche a dipinti importanti o altre opere artistiche presenti nel comune o opere d’arte anche presenti in natura. Infine, “economia circolare”, categoria che costituisce un premio speciale per promuovere una forma di economia ecosostenibile, che riduca al minimo gli sprechi e utilizzi risorse ed energie rinnovabili e circolari. È prevista, inoltre, l’elaborazione di una mappa interattiva di queste realtà culturali, con gli eventi e le eccellenze delle varie categorie enogastronomiche selezionate.

Prizzi

Per la Sicilia partecipano 13 comuni. Nel Palermitano, in gara Prizzi, Roccapalumba, Collesano, Petralia Sottana, Geraci Siculo. Poi ci sono Tusa, Santo Stefano di Camastra, Montalbano Elicona, Oliveri e Montagna Reale, nel Messinese, insieme a Maletto e Maniace, tra i Nebrodi e l’Etna, e Mirabella Imbaccari, nel Catanese. Si potrà votare fino al prossimo 30 aprile, esprimendo cinque preferenze tra i borghi candidati (qui tutte le informazioni). Ai comuni vincitori verrà assegnata una targa di premiazione e saranno realizzate campagne promozionali che verranno diffuse da tutti i canali comunicativi dei partner del progetto, nelle aree di servizio della rete autostradale, sui social e sulla stampa, che contribuirà a una maggiore conoscenza delle eccellenze vincitrici.

Tutta la magia di Catania in quattro minuti

C’è la festa di Sant’Agata, il mercato del pesce, il Teatro Bellini, le chiese barocche, il mare e l’Etna sullo sfondo. Tutte le bellezze di Catania in quattro minuti, racchiuse in un video in timelapse girato da Leandro Grasso in 4K e pubblicato su Youtube. Un progetto pensato già 5 anni fa e completato in sei mesi. “Questo progetto è costituito da 12965 foto per un peso di 347 gigabyte – spiega il videomaker – . Ho realizzato questo video per esaltare e far conoscere le bellezze che la città di Catania ha da offrire da un punto di vista architettonico e paesaggistico. Il video è rivolto sicuramente ai turisti, ma soprattutto a noi cittadini di Catania, che spesso diamo per scontato quello che abbiamo”.

Il Gattopardo, quando l’amore si fa capolavoro

Presentato a Palermo il docufilm di Luigi Falorni sulla genesi del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da cui fu tratto il film di Luchino Visconti

di Redazione

La storia di un amore e di un capolavoro della letteratura. È stato presentato in anteprima a Palermo il docufilm “La nascita del Gattopardo” di Luigi Falorni, che sarà distribuito in dvd e venduto nelle librerie e online. Realizzato in collaborazione con Arte e Istituto Luce, con il supporto di Sicilia Film Commission, il documentario è stato anche proiettato nella sezione “Riflessi” della passata edizione della Festa del Cinema di Roma. Attraverso immagini d’epoca e documenti d’archivio, in una sintesi di voci reali e di attori, il film racconta la vita dell’autore del celebre romanzo e della storia d’amore vissuta con la moglie psicoanalista Alexandra Wolff-Stomersee.

La locandina del film

Il documentario racconta la genesi del “Gattopardo”, diventato un successo da dieci milioni di copie (ma solo dopo la morte del suo autore), da cui fu tratto il film di Luchino Visconti. Accanto scorre la storia dell’amore dello scrittore e la moglie, figlia del barone tedesco Boris Wolff von Stomersee e della musicista Alice Barbi. Viene così ripercorsa tutta la vita di Tomasi di Lampedusa, sin dal momento della perdita della sorellina di quattro anni che la madre fece rivivere con Giuseppe visto e coccolato in una dimensione femminile. Ma ancora più determinante fu, nella vita dello scrittore, l’influenza della moglie, della madre e anche del cugino Lucio Piccolo, il poeta che vinse il premio San Pellegrino e con cui scambiava burle bonarie.

Una scena del film di Luchino Visconti

“Il Gattopardo è uno di quei romanzi, e uno dei film, che mi sono rimasti sempre nel cuore – racconta il regista Luigi Falorni – . Tuttavia quando mi è stata proposta la regia di questo documentario, mi sono chiesto quale fosse la rilevanza di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del suo Gattopardo al giorno d’oggi. Il declino dell’aristocrazia europea vissuto da Lampedusa e da sua moglie Alexandra Wolff Stomersee si ripete oggi nel declino globale della classe media e l’incertezza del futuro prende il posto dell’aspettativa di una vita realizzata ed appagante. Epoche diverse, ma un’esperienza universale ci unisce”.

Gioacchino Lanza Tomasi

Il filo narrativo del documentario, girato tra Sicilia e Lettonia e ricco di immagini e foto inedite, è affidato al musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo di Giuseppe Tomasi, e “voce narrante” del film. Parlando della storia d’amore tra lo scrittore e la psicoanalista Alexandra Wolff-Stomersee, detta Licy, in un’intervista a Massimo Ammaniti, Lanza Tomasi racconta: “Fu a lungo un ‘matrimonio epistolare’, lei stava in Lettonia e lui a Palermo, anche perché Licy non sopportava la madre di Giuseppe, da cui il marito non riusciva a distaccarsi. Scoppiavano tra loro scintille e Licy se ne ritornava al Nord. Ma fu la guerra a riunirli, il Castello di Licy fu distrutto dai nazisti nel 1939, durante la loro avanzata verso Leningrado, e il Palazzo Tomasi fu bombardato dalle superfortezze americane nel 1943, ed era inaccessibile. Cominciarono a vivere insieme da sfollati. La vera svolta – prosegue il musicologo – fu la morte nel 1946 della madre di Giuseppe. Erano finalmente soli e la loro relazione divenne sempre più intensa. Lei lo appoggiò molto, quando dopo il 1950 lui iniziò a scrivere il suo famoso romanzo ‘Il Gattopardo’”.

Centinaia di farfalle colorate volano nel cuore di Marsala

Inaugurato un nuovo spazio dove poter ammirare i colorati insetti volare in libertà, in compagnia di esperti naturalisti

di Redazione

Un piccolo angolo di paradiso nel centro di Marsala. È stata inaugurata la Casa delle Farfalle all’interno del complesso monumentale San Pietro. Un giardino tropicale che ospita oltre ai coloratissimi lepidotteri, anche piante rare e insetti particolari. I visitatori, come accaduto in occasione dell’inaugurazione – alla presenza delle autorità cittadine e del curatore del progetto Enzo Scarso – fino all’8 giugno potranno ammirare tanti esemplari volare in libertà all’interno della struttura, accompagnati dalle spiegazioni scientifiche che il team di esperti naturalisti sul ciclo di vita delle farfalle, sulla loro riproduzione, oltre a tante altre curiosità.

La Casa delle farfalle di Marsala

La squadra che si prenderà cura degli insetti, nei prossimi mesi sarà ancora una volta guidata da Federica Giarruzzo che ha seguito le diverse edizioni della Casa delle Farfalle in altre città siciliane. “Dopo settimane di preparativi, finalmente il taglio del nastro di questa meravigliosa struttura – ha commentato l’assessore alle Politiche culturali e sociali Clara Ruggieri – . È stato un progetto fortemente sostenuto dall’amministrazione, con in testa il sindaco Alberto Di Girolamo, che amplia l’offerta turistica di Marsala, già nota per la sua tradizione vitivinicola, per le sue bellissime saline e per i suggestivi mulini a vento oltre che per i suoi monumenti”.

Inaugurata la Casa delle farfalle

“Da oggi prende il volo, è proprio il caso di dirlo, una nuova edizione della Casa delle Farfalle – ha dichiarato il curatore del progetto Enzo Scarso – all’insegna come sempre dell’infinita bellezza che la natura sa offrirci attraverso questi speciali insetti. I visitatori impareranno a conoscerli e a innamorarsene grazie agli interventi dei nostri esperti. A tutti diciamo di non dimenticare la macchina fotografica perché sarà impossibile resistere a farsi uno scatto in compagnia delle nostre magiche farfalle”.

Per le prenotazioni di gruppi turistici e per le scolaresche è già attivo il numero 3929010349. Per i contatti e le informazioni è invece possibile chiamare il 3357878895 o scrivere a casafarfallesicilia@gmail.com.

“Quello che rimane”, arte e relazioni tra libertà e reclusione

L’esposizione, ideata da Loredana Longo, è il risultato del progetto “L’arte della libertà”, che si è svolto all’interno del carcere Ucciardone di Palermo

di Redazione

Una riflessione corale sul tema della libertà e della reclusione, del tempo come personale unità di misura e della creatività, come forma residuale di libertà e via di fuga da spazi chiusi e da pensieri limitanti. È il tema della mostra “Quello che rimane”, ideata da Loredana Longo, quale risultato finale del progetto “L’arte della libertà”, curato da Elisa Fulco e Antonio Leone, all’interno della Casa di reclusione Ucciardone di Palermo. La mostra – che si inaugura a Palermo venerdì 28 febbraio alle 18,30 a Palazzo Branciforte – è una sorta di diario di bordo che documenta con scritte, disegni e oggetti il processo artistico che ha trasformato l’esperienza del tempo condiviso di trenta persone, tra detenuti, operatori socio sanitari, operatori museali e polizia penitenziaria, in installazioni, video e performance.

L’opera “Mappa dell’abitudine”

Le opere, disseminate negli spazi labirintici del Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte e che funzionano come capitoli di una storia attraverso cui rileggere le tappe del progetto, saranno visibili fino al 29 marzo. Il progetto “L’arte della libertà”, nato con l’obiettivo di introdurre la pratica artistica e l’arte contemporanea in ambito carcerario, per generare nuove relazioni e creare un racconto inedito del luogo, si è svolto nel corso del 2019 sotto la guida dell’artista Loredana Longo e la supervisione scientifica dello psichiatra Sergio Paderi dell’Asp di Palermo.

Una delle opere allestite a Palazzo Branciforte

Dall’insegna luminosa “Volare per una farfalla non è una scelta”, all’omonima maglietta che ospita la frase-manifesto del progetto, elaborata dal gruppo il primo giorno di lavoro; dall’installazione “Il buco nella rete”, composta di strisce di tessuto su cui sono raccolte le frasi sulla libertà realizzate dal gruppo misto dei partecipanti, le cui parole fluorescenti, appositamente illuminate, aprono nuove prospettive, a “Il Tempo che rimane”, sorta di tenda che scandisce il tempo in parti uguali, ospitando modi diversi di rappresentarlo e di interpretarlo graficamente.

“Tacchi di grafite”

A cui si aggiunge il ciclo di performance che, attraverso le video installazioni, mette in scena il cambiamento del rapporto tra tempo e spazio quando ci si muove in percorsi obbligati e costrittivi come in “Avanti e indietro” dove il corridoio diventa il luogo di passeggiate forzate; o in “La mappa dell’abitudine”, ricostruzione dello spazio di una cella a partire dai disegni preparatori; in “Il Tempo del tempo libero”, dove sono mimati i camminamenti dei detenuti nelle ore di libertà, le cui tracce diventano dei ghirigori grafici che segnano le traiettorie prodotte dai performer indossando stivali di gomma con tacchi di grafite; e in “Il muro di carne” dove un cerchio umano impedisce alle persone di uscire.

La mostra è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9,30 alle 19,30 (il 29 febbraio dalle 9,30 alle 14,30). Per informazioni telefonare allo 0918887767 oppure allo 0917657621.

Verso il restauro del teatro regionale di Trapani

Il “Tito Marrone” è chiuso da anni, adesso si pensa al recupero per riaprirlo al pubblico dopo un lungo periodo di abbandono

di Redazione

È da anni abbandonato a se stesso e vandalizzato in ogni parte. La lenta agonia del teatro regionale “Tito Marrone” di Trapani, potrebbe presto arrestarsi. Il governatore Nello Musumeci, ha annunciato oggi, dopo un sopralluogo nella struttura, che l’edificio sarà presto restaurato e riaperto al pubblico. Il presidente della Regione, si è accorto in prima persona del degrado che affligge il teatro all’interno del Polo universitario, durante la visita in compagnia dei tecnici del Genio civile, guidati dall’ingegnere capo Giancarlo Teresi.

Sopralluogo di Musumeci al teatro regionale di Trapani

Il teatro, che appartiene al patrimonio della Regione, era stato affidato in gestione alla Provincia regionale di Trapani. Sette anni fa però, a seguito della riforma dell’ente intermedio, l’amministrazione provinciale vi ha rinunciato ed ha riconsegnato la struttura alla Regione proprietaria. Da allora, l’abbandono totale, furti, decine di atti vandalici e l’asportazione di ogni cosa, dai cavi di rame ai servizi igienici, fino agli impianti di climatizzazione.

Il teatro “Tito Marrone”

“Fa male al cuore vedere un teatro cosi bello e capiente ridotto in rovina e invaso dalle colombe, ha commentato il presidente Musumeci. “Chi aveva il compito di preservarlo e tutelarlo non lo ha fatto – ha aggiunto – . Ho chiesto ai tecnici del Genio civile trapanese di predisporre un progetto di riqualificazione dell’immobile, interna ed esterna. Conto di averlo entro tre mesi. Subito dopo procederemo ad espletare la gara d’appalto per la esecuzione dei lavori, che dovrebbero ammontare ad un paio di milioni di euro. Alla fine – assicura il governatore – assegneremo la struttura mediante una gara ad evidenza pubblica. I trapanesi potranno così riappropriarsi del loro teatro, come spazio culturale multifunzionale. Lo ritengo un atto doveroso per una città così importante”.

Un’estemporanea d’arte tra le sponde del fiume Oreto

L’evento si svolgerà lungo tre itinerari attraversati dal corso d’acqua e dai suoi affluenti, tra Pioppo, Altofonte e Palermo

di Redazione

Il fiume Oreto e i suoi affluenti raccontati attraverso l’arte. È il tema dell’estemporanea “Suoni, voci, immagini, sensazioni e respiri dell’Oreto e dei suoi affluenti” che si svolgerà il 19 aprile tra Pioppo, Altofonte e Palermo. I lavori realizzati durante la giornata saranno poi in mostra nell’esposizione temporanea itinerante “Palermo mon amour, je sense le souffle de l’Oreto (il respiro dell’Oreto)”, che si terrà a Palermo, dal 9 al 17 maggio, nell’ambito della “Settimana delle Culture”.

L’Oreto vicino alla sorgente nel bosco di Costalunga

L’estemporanea è organizzata dal Comitato promotore per l’istituzione del Contratto di fiume e di costa dell’Oreto, costituito da numerose realtà associative, al cui interno si è creata la rete “Oreto d’Arte”, che ha come capofila l’Associazione culturale “Regioniamo Sicilia”. L’evento si svolgerà nei luoghi attraversati dal fiume Oreto e dai suoi affuenti lungo tre itinerari. Il primo è quello che da da Pioppo arriva al fiume Sant’Elia (uno dei torrenti principali del fiume Oreto); il secondo quello che da Altofonte scende a Fiumelato di Meccini; infine, ci sarà anche l’itinerario urbano che dal ponte dell’Ammiraglio arriva alla foce del fiume Oreto.

La foce dell’Oreto

Lungo questi percorsi, gli artisti potranno inserire le proprie performance che abbracciano pittura, scultura, musica, poesia, passando dalla fotografia al videoclip, fino alla letteratura e all’illustrazione. Per farlo, potranno candidarsi attraverso un bando aperto a tutti gli artisti, anche emergenti, autodidatti e studenti. Si potrà partecipare con due opere: una creata nel corso dell’estemporanea e una seconda realizzata in studio. L’estemporanea ha lo scopo di raccontare, attraverso l’interpretazione artistica, il fiume Oreto ed i suoi affluenti, lasciandosi ispirare dalle suggestioni della natura, del patrimonio storico, come mulini, saje e ponti, e anche dalle criticità ambientali che caratterizzano il corso d’acqua.

Per informazioni scrivere una email a comitato.cdf.oreto@gmail.com

Il “grand tour” della Sicilia in 14 giorni tra sport e cultura

Una corsa a tappe si svolgerà su tutto il perimetro dell’Isola, partendo e concludendosi a Gela, e attraverserà parchi archeologici, siti naturalistici e borghi storici

di Redazione

Un viaggio di mille chilometri alla scoperta della Sicilia, attraversando storia, cultura, arte e natura. Dal 17 al 30 aprile arriva la prima edizione del Sicily Ultra Tour, una corsa in 14 tappe che si svolgerà su tutto il perimetro dell’Isola, partendo e concludendosi a Gela. Ideatori ed organizzatori dell’evento sportivo sono i due podisti gelesi, Giuseppe Veletti e Antonio Tallarita, rispettivamente presidente e vice presidente della Asd Green & Sport Promotion di Gela.

Il Tempio C di Selinunte

Si tratta di un evento che mescola sport e cultura, dal momento che i punti di arrivo delle tappe sono per la maggior parte all’interno di parchi archeologici come quello di Siracusa e Selinunte o il sito di Eraclea, toccando mete come il Teatro Antico di Taormina e l’area archeologica di Gela, passando anche all’interno di borghi storici come Aci Castello, Capo d’Orlando, Cefalù, Castellammare del Golfo e poi le saline di Trapani, la tonnara di Sciacca e i tesori barocchi di Modica e Noto.

Il Teatro antico di Taormina

La prima tappa, con partenza il 17 aprile, andrà da Gela a Modica, per poi proseguire a Siracusa, Aci Castello, Taormina, Villafranca Tirrena, Capo d’Orlando, Cefalù, Palermo, Alcamo, Trapani, Selinunte, Eraclea Minoa, Palma di Montechiaro e terminare a Gela. Si tratta tecnicamente di una corsa libera di 14 giorni da svolgersi con tappe giornaliere della distanza media di 70 chilometri, per un percorso complessivo lungo circa 970 chilometri. Le tappe più dure – fanno sapere gli organizzatori – sono la Villafranca Tirrena-Capo d’Orlando, la Palermo-Alcamo e la Alcamo-Trapani: si scavalca, infatti, la montagna con un’altimetria significativa.

Antonio Tallarita

Direttore tecnico della manifestazione e promotore è Antonio Tallarita, ingegnere gelese trapiantato in Emilia Romagna, ultramaratoneta con alle spalle migliaia di chilometri: 24 ore di Padova, 6 giorni di Ungheria, 100 chilometri del Passatore, 24 ore su pista di Crawley, in Gran Bretagna, Giro d’Italia Run, Nove Colli, solo per citare alcune delle sue “imprese” podistiche, condite in alcuni casi anche da vittorie.

Artisti siciliani del Novecento in mostra a Noto

Si possono ammirare circa 200 opere tra dipinti, sculture e fotografie. C’è anche la “Vucciria” di Renato Guttuso appena rientrata da Montecitorio

di Redazione

“Un canto della natura che qualcuno potrebbe ritenere perfino ottocentesco, pittura di figura, di paesaggio, di natura che indica la vita, quasi in controdendenza con la visione nichilistica tipica del Novecento”. Queste le parole di Vittorio Sgarbi, curatore della grande mostra “Novecento – Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Guccione”, che si è inaugurata ieri a Noto, al Convitto delle Arti Noto Museum. Fino al 30 ottobre prossimo, si possono ammirare 120 dipinti, 40 sculture e 20 fotografie dei maggiori artisti siciliani del secolo scorso. Tra le opere esposte anche la “Vucciria” di Renato Guttuso che lascia Montecitorio per approdare a Noto.

Vittorio Sgarbi (foto Bruno Cordioli, Wikipedia)

“Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana – afferma Sgarbi – . La Sicilia del Novecento, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare l’identità prevalente della cultura italiana. Tante vite, tante esperienze al centro del mondo in una isola fuori dal mondo”. Sotto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Siciliana e del Comune di Noto la mostra è prodotta da Mediatica ed organizzata da Sicilia Musei. Noto, capitale del barocco e patrimonio mondiale dell’Unesco, che ha fatto la scelta precisa di trasformarsi in una città d’arte, ha deciso di diventare per tutto il 2020 la casa degli artisti siciliani.

Pittori, scultori, fotografi, poeti, musicisti e scrittori troveranno spazi ed opportunità per raccontare un secolo di arte siciliana. La città netina ha sviluppato negli anni un progetto completo costituito non soltanto dalle mostre, ma da percorsi culturali globali che hanno costruito un brand fortemente riconoscibile. La città ha già nelle sue sinuose architetture e nella sua storia quei requisiti che possono deputarla al ruolo di città d’arte diventando in qualche modo la casa naturale degli artisti e meta preferita per dare impulso al turismo culturale.

Arrivano le stazioni marittime nelle isole

Nasceranno “welcome terminal” che accoglieranno, con tutti i comfort necessari, i passeggeri che sbarcano o che sono in attesa di prendere la nave o l’aliscafo

di Redazione

Un nuovo “biglietto da visita” per le isole minori della Sicilia. Nei porti nasceranno le stazioni marittime ovvero i “welcome terminal” che accoglieranno, con tutti i comfort necessari, i passeggeri che sbarcano o che sono in attesa di prendere la nave o l’aliscafo. Lo ha annunciato il governo regionale, che punta a riqualificare l’offerta di servizi turistici e per allineare la qualità dei trasporti marittimi agli standard europei. La realizzazione di queste strutture, in acciaio e con pannellature esterne con un’altissima resistenza all’usura – fanno sapere dalla Regione – è già stata affidata attraverso un bando di gara a un’azienda leader del settore che opera anche sui mercati internazionali.

Marettimo (foto jim, Wikipedia)

Le risorse sono state stanziate dalla Regione Siciliana, attraverso il dipartimento regionale delle Infrastrutture, e i lavori sono stati aggiudicati per un importo di circa un milione di euro. Due i formati previsti: quello “big”, grande ottanta metri quadrati, sarà installato a Lipari, Favignana, Pantelleria e Ustica. La versione “smart”, di circa quaranta metri quadrati, è destinata invece a Linosa, Marettimo, Levanzo e Vulcano.

Ustica

Tutti i “welcome terminal”, progettati da personale del dipartimento Infrastrutture, saranno dotati di pannelli fotovoltaici per una completa auto-alimentazione energetica e nella sale d’attesa sarà possibile trovare monitor, connessione wi-fi e punti di ricarica per i cellulari. Nei bagni ci saranno anche tutti gli ausili necessari per i disabili e in quelli destinati alle donne è previsto un apposito spazio per il fasciatoio per i neonati. Non mancheranno il deposito bagagli, il punto informazioni turistiche e un ufficio per il trattamento dei reclami.

Favignana (foto Markos90, Wikipedia)

“Abbiamo voluto prestare ascolto anche alle necessità di chi abita tutto l’anno in questi territorio – spiega il presidente della Regione Nello Musumeci – mettendo in campo una strategia organica per valorizzarle, dotarle di strutture adeguate e renderle sempre più attraenti. Entro fine maggio inaugureremo queste vere e proprie stazioni dotate di tutti servizi necessari, di impianti moderni e dove sarà presente, tra l’altro, anche l’infermeria e il posto di polizia. Facciamo un grande investimento sulla qualità dell’accoglienza che, unita all’incommensurabile bellezza degli arcipelaghi siciliani, non potrà che avere notevoli ricadute economiche”.

Le Vie dei Tesori News

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