Tutto pronto per il secondo weekend con Le Vie dei Tesori

Tanti gli inediti sul filo della memoria da scoprire: dal sipario del Teatro Massimo allo storico cinema Excelsior, dalla casa museo di don Puglisi a quella di Padre Messina, fino ai satiri “pop” che irromperanno a Villa Tasca

di Redazione

È la memoria il filo rosso che lega gli itinerari previsti a Palermo con Le Vie dei Tesori questo secondo fine settimana del Festival. Dai ricordi della storia del cinema in città con l’Excelsior, una delle prime sale cinematografiche, al sipario del Teatro Massimo che apre al pubblico regalando una vista inaspettata su sipari e oggetti di scena; dalla Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale da scoprire nei tour nel campus universitario alla missione di due sacerdoti impegnati sul fronte dell’istruzione e della lotta all’emancipazione dei più svantaggiati: padre Puglisi, il beato ucciso a Brancaccio e Padre Messina, il “pazzo di Dio”. Ma sono solo alcune delle tappe da non perdere da domani e fino a domenica, senza dimenticare le degustazioni, le passeggiate a tema, gli itinerari contemporanei. Ma andiamo con ordine.

Da domani, venerdi, dalle 14 alle 16.30 e sabato, dalle 14 alle 17, sarà possibile vedere e fotografare il teatro Massimo da una prospettiva rovesciata, quella degli artisti. Tutte le informazioni sul sito qui

L’eleganza del liberty e la storia cinematografica di Palermo rivivono al Supercinema Excelsior che apre soltanto questo weekend (venerdì e sabato) e il quarto (26 e 27 ottobre). La sala, nata nel 1923, era la più elegante, e da qui passavano tutti i film importanti. Oggi si affaccia sulla Feltrinelli, ospita botteghe e ristoranti artigianali.
Un altro debutto questo sabato ( dalle 9.30 alle 13) riguarda la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello con gli stucchi del Serpotta e affreschi realizzati da Filippo Tancredi.

Per gli amanti della storia dell’architettura appuntamento in viale delle Scienze con il tour che è possibile fare tra la magnifica oasi verde della Fossa della Garofala (venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30), raccontata da giovani agronomi e i dipartimenti di Architettura aperti straordinariamente con la guida dei docenti che hanno curato l’allestimento: qui si potrà scoprire com’era Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale, ma anche conoscere come Basile insegnava ai suoi allievi e vedere la riproduzione in formato ridotto della gigantesca Mole antonelliana.

E poi due case museo legate alle figure carismatiche di due sacerdoti che hanno lavorato e lottato per migliorare le condizioni dei più giovani: Padre Messina, il “pazzo di Dio”, che creò una vera e propria casa d’accoglienza nella borgata che apriva Palermo al mare, prendendo in affitto una grande struttura appartenuta ai principi di Cutò dove fondò una casa per gli orfani, e quella del beato Puglisi con gli oggetti personali e i libri del sacerdote, appena visitata dal Papa a Brancaccio. Sia la casa lavoro di Padre Messina che la casa Museo di Brancaccio sono visitabili anche domani, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30

E poi, a piazzetta Sett’Angeli, da non perdere all’interno del Liceo Vittorio Emanuele II lo Spazio Flaccovio che ha creato un piccolo museo da sfogliare: la storica casa editrice (l’anno prossimo compirà i suoi primi ottant’anni) ha infatti attrezzato due aule con arredi d’epoca, per immergersi nella lettura. Con un occhio di riguardo, ovviamente, a “I Beati Paoli” di Luigi Natoli, che Flaccoviò ripubblicò nel 1971.
Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti,e, tra i luoghi di Itinerario contemporaneo l’Oratorio di Santa Maria La Savona e  (solo per questo fine settimana) Minimum Studio, ma per aggiornamenti consultare sempre la sezione Ultim’ora sul sito e il post con le comunicazioni di servizio sulla pagina Facebook.

Per i gourmet de Le Vie dei Tesori c’è un vino da non perdere, realizzato apposta da Planeta  con la Fondazione Merz, con un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza DOC Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta che riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita con degustazione di sabato sarà alle 19 al museo del Risorgimento, tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini.

Altre sorprese inedite attendono i visitatori del Festival nei luoghi su prenotazione: tra questi il primato spetta all’aeroporto di Boccadifalco, con una visita approfondita (durata: un’ora circa) con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Il pop irromperà nell’elegante giardino di Villa Tasca con centinaia di satiri danzanti realizzati da Artficial – la start up che ha in atto un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraverso nuove tecnologie. Qui una riproduzione digitale del Satiro danzante di Mazara del Vallo, in versione pop, realizzata in fibra di mais, trasformerà la villa storica in un museo en plein air.

Tutte le novità sul sito del Festival qui dove è possibile consultare e scaricare il programma delle visite.

Tanti gli inediti sul filo della memoria da scoprire: dal sipario del Teatro Massimo allo storico cinema Excelsior, dalla casa museo di don Puglisi a quella di Padre Messina, fino ai satiri “pop” che irromperanno a Villa Tasca

di Redazione

È la memoria il filo rosso che lega gli itinerari previsti a Palermo con Le Vie dei Tesori questo secondo fine settimana del Festival. Dai ricordi della storia del cinema in città con l’Excelsior, una delle prime sale cinematografiche, al sipario del Teatro Massimo che apre al pubblico regalando una vista inaspettata su sipari e oggetti di scena; dalla Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale da scoprire nei tour nel campus universitario alla missione di due sacerdoti impegnati sul fronte dell’istruzione e della lotta all’emancipazione dei più svantaggiati: padre Puglisi, il beato ucciso a Brancaccio e Padre Messina, il “pazzo di Dio”. Ma sono solo alcune delle tappe da non perdere da domani e fino a domenica, senza dimenticare le degustazioni, le passeggiate a tema, gli itinerari contemporanei. Ma andiamo con ordine.

Da domani, venerdi, dalle 14 alle 16.30 e sabato, dalle 14 alle 17, sarà possibile vedere e fotografare il teatro Massimo da una prospettiva rovesciata, quella degli artisti. Tutte le informazioni sul sito qui

L’eleganza del liberty e la storia cinematografica di Palermo rivivono al Supercinema Excelsior che apre soltanto questo weekend (venerdì e sabato) e il quarto (26 e 27 ottobre). La sala, nata nel 1923, era la più elegante, e da qui passavano tutti i film importanti. Oggi si affaccia sulla Feltrinelli, ospita botteghe e ristoranti artigianali.
Un altro debutto questo sabato ( dalle 9.30 alle 13) riguarda la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello con gli stucchi del Serpotta e affreschi realizzati da Filippo Tancredi.

Per gli amanti della storia dell’architettura appuntamento in viale delle Scienze con il tour che è possibile fare tra la magnifica oasi verde della Fossa della Garofala (venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30), raccontata da giovani agronomi e i dipartimenti di Architettura aperti straordinariamente con la guida dei docenti che hanno curato l’allestimento: qui si potrà scoprire com’era Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale, ma anche conoscere come Basile insegnava ai suoi allievi e vedere la riproduzione in formato ridotto della gigantesca Mole antonelliana.

E poi due case museo legate alle figure carismatiche di due sacerdoti che hanno lavorato e lottato per migliorare le condizioni dei più giovani: Padre Messina, il “pazzo di Dio”, che creò una vera e propria casa d’accoglienza nella borgata che apriva Palermo al mare, prendendo in affitto una grande struttura appartenuta ai principi di Cutò dove fondò una casa per gli orfani, e quella del beato Puglisi con gli oggetti personali e i libri del sacerdote, appena visitata dal Papa a Brancaccio. Sia la casa lavoro di Padre Messina che la casa Museo di Brancaccio sono visitabili anche domani, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30

E poi, a piazzetta Sett’Angeli, da non perdere all’interno del Liceo Vittorio Emanuele II lo Spazio Flaccovio che ha creato un piccolo museo da sfogliare: la storica casa editrice (l’anno prossimo compirà i suoi primi ottant’anni) ha infatti attrezzato due aule con arredi d’epoca, per immergersi nella lettura. Con un occhio di riguardo, ovviamente, a “I Beati Paoli” di Luigi Natoli, che Flaccoviò ripubblicò nel 1971.
Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti,e, tra i luoghi di Itinerario contemporaneo l’Oratorio di Santa Maria La Savona e  (solo per questo fine settimana) Minimum Studio, ma per aggiornamenti consultare sempre la sezione Ultim’ora sul sito e il post con le comunicazioni di servizio sulla pagina Facebook.

Per i gourmet de Le Vie dei Tesori c’è un vino da non perdere, realizzato apposta da Planeta  con la Fondazione Merz, con un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza DOC Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta che riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita con degustazione di sabato sarà alle 19 al museo del Risorgimento, tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini.

Altre sorprese inedite attendono i visitatori del Festival nei luoghi su prenotazione: tra questi il primato spetta all’aeroporto di Boccadifalco, con una visita approfondita (durata: un’ora circa) con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Il pop irromperà nell’elegante giardino di Villa Tasca con centinaia di satiri danzanti realizzati da Artficial – la start up che ha in atto un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraverso nuove tecnologie. Qui una riproduzione digitale del Satiro danzante di Mazara del Vallo, in versione pop, realizzata in fibra di mais, trasformerà la villa storica in un museo en plein air.

Tutte le novità sul sito del Festival qui dove è possibile consultare e scaricare il programma delle visite.

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“Giganti” in scena al Teatro Libero nel segno di Pirandello

Lo spettacolo ideato e diretto da Lia Chiappara, seconda anteprima della 51esima stagione, debutta venerdì 12 ottobre

di Redazione

Le suggestioni dell’ultima fiaba teatrale di Luigi Pirandello, “I giganti della montagna”, hanno ispirato il nuovo allestimento del Teatro Libero di Palermo, dove, venerdì 12 ottobre alle 21,15, andrà in scena “Gi gan ti”, seconda anteprima della 51esima stagione, ideato e diretto da Lia Chiappara.

“Lo spettacolo – spiega la regista – propone l’idea profonda di teatro come arte non impossibile ma fragile e precaria, perennemente in bilico fra gli impulsi dell’invenzione fantastica e le risorse dell’abilità pratica”. A partire da questi temi de “I giganti della montagna”, chiarisce la regista “il lavoro prova ad esplorare il problema dell’autonomia dell’arte, condizione da sempre vissuta da ogni artista, non senza lacerazioni e contraddizioni”.

Gli scalognati, candidi illusi, ubriachi di infinito, fuori dalla vita perché giocano “vite”. I comici, fuori dalla realtà perché attori, e attori non accettati dal pubblico per la loro poetica. I due mondi s’incontrano, in una villa, in un luogo immaginifico dove realtà e sogno si confondono. “Un luogo misterioso – prosegue Chiappara – dove tutto è possibile. Dall’incontro di questi due mondi riparte la tragica dialettica sull’arte, sulla poesia, sull’uomo”.

Lo spettacolo vedrà in scena Matteo Anselmi, Roberta Belforte, Alice Canzonieri, Gloria Carovana, Vincenzo Costanzo, Massimo Rigo, Silvia Scuderi e Giuseppe Vignieri. Le musiche sono di Antonio Guida. Repliche: sabato 13, venerdì 19, sabato 20 ottobre. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0916174040 oppure al 392.9199609.

Lo spettacolo ideato e diretto da Lia Chiappara, seconda anteprima della 51esima stagione, debutta venerdì 12 ottobre

di Redazione

Le suggestioni dell’ultima fiaba teatrale di Luigi Pirandello, “I giganti della montagna”, hanno ispirato il nuovo allestimento del Teatro Libero di Palermo, dove, venerdì 12 ottobre alle 21,15, andrà in scena “Gi gan ti”, seconda anteprima della 51esima stagione, ideato e diretto da Lia Chiappara.

“Lo spettacolo – spiega la regista – propone l’idea profonda di teatro come arte non impossibile ma fragile e precaria, perennemente in bilico fra gli impulsi dell’invenzione fantastica e le risorse dell’abilità pratica”. A partire da questi temi de “I giganti della montagna”, chiarisce la regista “il lavoro prova ad esplorare il problema dell’autonomia dell’arte, condizione da sempre vissuta da ogni artista, non senza lacerazioni e contraddizioni”.

Gli scalognati, candidi illusi, ubriachi di infinito, fuori dalla vita perché giocano “vite”. I comici, fuori dalla realtà perché attori, e attori non accettati dal pubblico per la loro poetica. I due mondi s’incontrano, in una villa, in un luogo immaginifico dove realtà e sogno si confondono. “Un luogo misterioso – prosegue Chiappara – dove tutto è possibile. Dall’incontro di questi due mondi riparte la tragica dialettica sull’arte, sulla poesia, sull’uomo”.

Lo spettacolo vedrà in scena Matteo Anselmi, Roberta Belforte, Alice Canzonieri, Gloria Carovana, Vincenzo Costanzo, Massimo Rigo, Silvia Scuderi e Giuseppe Vignieri. Le musiche sono di Antonio Guida. Repliche: sabato 13, venerdì 19, sabato 20 ottobre. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0916174040 oppure al 392.9199609.

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Spazio alla fantasia con i laboratori Kids

I più piccoli potranno sbizzarrirsi con tante attività, sulle tracce di personaggi reali e leggendari della Sicilia. E per i genitori niente code con la family card

di Redazione

Un viaggio d’arte per musei, alla scoperta di stanze immaginarie, storie e personaggi nei quadri e nei luoghi d’arte palermitani, laboratori di scrittura che hanno protagonisti eroi ed eroine che vivevano nei palazzi della città o laboratori di musica e danza per raccontare come vivevano principi e principesse dal medioevo all’800.

Sono solo alcuni dei percorsi e delle suggestioni riservate ai piccoli con Le Vie dei Tesori nei laboratori Kids. Con un contributo di 5 euro si potrà scegliere quali attività svolgere questo fine settimana (l’età consigliata va da 5 ai 10 anni) optando tra i laboratori disponibili nelle piazze principali.

Sabato 13 (negli orari 10-13 e 16-19) a piazza Verdi mentre a piazza Marina (10-12) e (16-19) si va alla scoperta di come viveva l’uomo preistorico con laboratori di archeologia sperimentale. Senza dimenticare la family card per zigzagare in famiglia tra un luogo e l’altro. Sono cinque i tesori della città scelti dove ogni domenica le famiglie avranno un ingresso preferenziale senza fare code e a un prezzo speciale, mentre 22 sono i tesori, da qui a novembre da far scoprire da lunedì a venerdì a 1 euro alle scuole. Maggiori informazioni nella sezione kids del sito del festival appositamente dedicata ai futuri visitatori di domani.

I più piccoli potranno sbizzarrirsi con tante attività, sulle tracce di personaggi reali e leggendari della Sicilia. E per i genitori niente code con la family card

di Redazione

Un viaggio d’arte per musei, alla scoperta di stanze immaginarie, storie e personaggi nei quadri e nei luoghi d’arte palermitani, laboratori di scrittura che hanno protagonisti eroi ed eroine che vivevano nei palazzi della città o laboratori di musica e danza per raccontare come vivevano principi e principesse dal medioevo all’800.

Sono solo alcuni dei percorsi e delle suggestioni riservate ai piccoli con Le Vie dei Tesori nei laboratori Kids. Con un contributo di 5 euro si potrà scegliere quali attività svolgere questo fine settimana (l’età consigliata va da 5 ai 10 anni) optando tra i laboratori disponibili nelle piazze principali.

Sabato 13 (negli orari 10-13 e 16-19) a piazza Verdi mentre a piazza Marina (10-12) e (16-19) si va alla scoperta di come viveva l’uomo preistorico con laboratori di archeologia sperimentale. Senza dimenticare la family card per zigzagare in famiglia tra un luogo e l’altro. Sono cinque i tesori della città scelti dove ogni domenica le famiglie avranno un ingresso preferenziale senza fare code e a un prezzo speciale, mentre 22 sono i tesori, da qui a novembre da far scoprire da lunedì a venerdì a 1 euro alle scuole. Maggiori informazioni nella sezione kids del sito del festival appositamente dedicata ai futuri visitatori di domani.

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Kore e Demetra, un mito tra passato e presente

Incontro il 13 ottobre a Gangi tra diversi studiosi su un tema che ha lasciato forti tracce nelle tradizioni popolari e nell’archeologia

di Redazione

Il mito di Demetra e della figlia Kore, rapita da Ade e condotta nel regno dei morti, sarà al centro dell’incontro che si terrà sabato 13 ottobre alle 9,30, nella sala polifunzionale in via San Mercurio a Gangi, in occasione della presentazione del volume: “Kore, la ragazza ineffabile. Un mito tra passato e presente”, curato da Roberto Deidier. Si tratta di una riflessione a più voci su “Persefone e Demetra: le origini, le leggende, la presenza nella cultura e nelle tradizioni del territorio”.

L’evento è promosso da BCsicilia, dalla Pro Loco e dall’Istituto Superiore “Giuseppe Salerno” di Gangi, in collaborazione con Fidapa, Slow Food Condotta di Gangi e Accademia dei Curiosi e con il patrocinio dal Comune di Gangi.

Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale di BCsicilia, sono previsti i saluti del sindaco di Gangi, Francesco Paolo Migliazzo; dell’assessore al Turismo, Giuseppe Ferrarello; del presidente della Pro Loco, Marco Lipira; del dirigente scolastico dell’Istituto “Giuseppe Salerno” e assessore comunale Ignazio Sauro; di Carmelo Giunta, presidente della Condotta Slow Food di Gangi; della presidente della Fidapa di Gangi, Sara Salvo e di Francesca Cicero Bellizza, presidente dell’Accademia dei Curiosi di Castelbuono. A seguire un confronto tra diversi studiosi su un argomento che esercita un forte richiamo sul territorio per via delle sue permanenze e delle sue tracce nelle tradizioni popolari, l’archeologia, la storia.

Interverranno alla discussione, Nino Arrigo, critico letterario; Paolo Battaglia La Terra Borgese, critico d’arte; Ignazio E. Buttitta, docente di discipline demoetnoantropologiche all’Università di Palermo; Santi Citardo, attore e regista; Francesco Paolo Pinello, cultore di sociologia presso l’Università di Enna “Kore” e Flavia Zisa, docente di Archeologia classica presso l’Università di Enna “Kore”.

Nel mito greco la giovane Persefone è chiamata Kore, ragazza: la figlia di Demetra e Zeus è infatti solo una fanciulla quando viene rapita da Ade, il dio dell’oltretomba, stregato dalla sua bellezza, che la costringe a seguirlo nel regno dei morti, dove le fa mangiare alcuni semi di melograno, senza svelarle che chiunque mangi i frutti degli inferi si condanna a rimanere lì per l’eternità. Nel frattempo Demetra, dea dell’agricoltura, disperata per il rapimento della figlia, provoca sulla terra un lungo e gelido inverno, minacciando di non far tornare la primavera finché Kore non sarà libera.

Interviene Zeus, decretando che Kore, ormai diventata Persefone, passerà sei mesi negli inferi e sei mesi in superficie, dividendosi tra i due mondi e determinando così il susseguirsi delle stagioni. Dal mondo greco la storia entra in quello romana, dove Proserpina si sostituisce a Kore/Persefone, Cerere a Demetra e Plutone ad Ade. Delle tre figure femminili coinvolte, Kore, la ragazza ‘ineffabile’, la fanciulla sospesa in un’adolescenza ferma e intoccabile, ha ricevuto minore attenzione, mentre Demetra e Persefone sono state oggetto di ampie rappresentazioni e ricerche.

Incontro il 13 ottobre a Gangi tra diversi studiosi su un tema che ha lasciato forti tracce nelle tradizioni popolari e nell’archeologia

di Redazione

Il mito di Demetra e della figlia Kore, rapita da Ade e condotta nel regno dei morti, sarà al centro dell’incontro che si terrà sabato 13 ottobre alle 9,30, nella sala polifunzionale in via San Mercurio a Gangi, in occasione della presentazione del volume: “Kore, la ragazza ineffabile. Un mito tra passato e presente”, curato da Roberto Deidier. Si tratta di una riflessione a più voci su “Persefone e Demetra: le origini, le leggende, la presenza nella cultura e nelle tradizioni del territorio”.

L’evento è promosso da BCsicilia, dalla Pro Loco e dall’Istituto Superiore “Giuseppe Salerno” di Gangi, in collaborazione con Fidapa, Slow Food Condotta di Gangi e Accademia dei Curiosi e con il patrocinio dal Comune di Gangi.

Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale di BCsicilia, sono previsti i saluti del sindaco di Gangi, Francesco Paolo Migliazzo; dell’assessore al Turismo, Giuseppe Ferrarello; del presidente della Pro Loco, Marco Lipira; del dirigente scolastico dell’Istituto “Giuseppe Salerno” e assessore comunale Ignazio Sauro; di Carmelo Giunta, presidente della Condotta Slow Food di Gangi; della presidente della Fidapa di Gangi, Sara Salvo e di Francesca Cicero Bellizza, presidente dell’Accademia dei Curiosi di Castelbuono. A seguire un confronto tra diversi studiosi su un argomento che esercita un forte richiamo sul territorio per via delle sue permanenze e delle sue tracce nelle tradizioni popolari, l’archeologia, la storia.

Interverranno alla discussione, Nino Arrigo, critico letterario; Paolo Battaglia La Terra Borgese, critico d’arte; Ignazio E. Buttitta, docente di discipline demoetnoantropologiche all’Università di Palermo; Santi Citardo, attore e regista; Francesco Paolo Pinello, cultore di sociologia presso l’Università di Enna “Kore” e Flavia Zisa, docente di Archeologia classica presso l’Università di Enna “Kore”.

Nel mito greco la giovane Persefone è chiamata Kore, ragazza: la figlia di Demetra e Zeus è infatti solo una fanciulla quando viene rapita da Ade, il dio dell’oltretomba, stregato dalla sua bellezza, che la costringe a seguirlo nel regno dei morti, dove le fa mangiare alcuni semi di melograno, senza svelarle che chiunque mangi i frutti degli inferi si condanna a rimanere lì per l’eternità. Nel frattempo Demetra, dea dell’agricoltura, disperata per il rapimento della figlia, provoca sulla terra un lungo e gelido inverno, minacciando di non far tornare la primavera finché Kore non sarà libera.

Interviene Zeus, decretando che Kore, ormai diventata Persefone, passerà sei mesi negli inferi e sei mesi in superficie, dividendosi tra i due mondi e determinando così il susseguirsi delle stagioni. Dal mondo greco la storia entra in quello romana, dove Proserpina si sostituisce a Kore/Persefone, Cerere a Demetra e Plutone ad Ade. Delle tre figure femminili coinvolte, Kore, la ragazza ‘ineffabile’, la fanciulla sospesa in un’adolescenza ferma e intoccabile, ha ricevuto minore attenzione, mentre Demetra e Persefone sono state oggetto di ampie rappresentazioni e ricerche.

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Qanat inagibili: annullate le visite di ottobre

Il Cai di Palermo ci informa che per ragioni di sicurezza al momento non sarà possibile effettuare la visita. Tutti i coupon emessi saranno rimborsati

di Redazione

Eventi sopravvenuti e non prevedibili rendono inagibile temporaneamente il sito, che ora richiede lavori straordinari”. Con questa motivazione il gruppo speleologico della sezione Cai di Palermo ci informa che la visita ai Qanat, andata già esaurita sul nostro sito nelle date del Festival, dovrà essere annullata per ragioni di sicurezza e quindi del tutto indipendenti dalla nostra volontà.

Ci preme precisare che tutti coloro che hanno prenotato saranno contattati e i coupon già emessi saranno rimborsati. Il Cai di Palermo si è comunque impegnato a comunicarci tempestivamente la riapertura del sito.

Infatti, visto il successo delle scorse esperienze, stiamo cercando di individuare insieme delle date speciali per recuperare la possibilità di ripetere il percorso dei Qanat.

Il sito dovrebbe tornare ad essere agibile intorno a novembre. Non appena avremo il via libera dal Cai vi terremo informati.

Il Cai di Palermo ci informa che per ragioni di sicurezza al momento non sarà possibile effettuare la visita. Tutti i coupon emessi saranno rimborsati

di Redazione

Eventi sopravvenuti e non prevedibili  rendono inagibile temporaneamente il sito, che ora richiede lavori straordinari”. Con questa motivazione il gruppo speleologico della sezione Cai di Palermo ci informa che la visita ai Qanat, andata già esaurita sul nostro sito nelle date del Festival, dovrà essere annullata per ragioni di sicurezza e quindi del tutto indipendenti dalla nostra volontà.

Ci preme precisare che tutti coloro che hanno prenotato saranno contattati e i coupon già emessi saranno rimborsati. Il Cai di Palermo si è comunque impegnato a comunicarci tempestivamente la riapertura del sito.

Infatti, visto il successo delle scorse esperienze, stiamo cercando di individuare insieme delle date speciali per recuperare la possibilità di ripetere il percorso dei Qanat.
Il sito dovrebbe tornare ad essere agibile intorno a novembre. Non appena avremo il via libera dal Cai vi terremo informati.

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Le Vie dei Tesori, cibo e vino a nozze con la storia

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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“Artigia”, in mostra nuove visioni del contemporaneo

S’inaugura il 13 ottobre il primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo eclettico sui nuovi linguaggi della pittura

di Redazione

Una collettiva per indagare tra le pieghe dell’arte dei nostri giorni. Questo il senso di “Art-igia n. 1. Nuove visioni del contemporaneo”, una mostra che sarà inaugurata sabato 13 ottobre alle 18 negli spazi espositivi di Artigia, atelier d’arte in Ortigia, a Siracusa.

L’esposizione, nata da un’idea del linker art Benedetto Speranza e dell’artista Giuseppe Bombaci, si inserisce nel calendario degli eventi organizzati per la quattordicesima Giornata del Contemporaneo, kermesse internazionale indetta dall’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani per promuovere l’arte del nostro tempo attraverso, mostre, eventi, laboratori e aperture gratuite di musei in Italia e all’estero.

“Art-igia n. 1”, primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo nuovo sull’arte, comprende venti dipinti degli artisti Evita Andújar, Marco Bettio, Gabriele Colletto, Salvatore Difranco, Demetrio Di Grado, Alessandro Gurciullo, Sarah Ledda, Maurizio Pometti, Samantha Torrisi, Massimiliano Usai.

La collettiva non ha un preciso filo conduttore, ma intende evidenziare l’eclettismo stilistico, le affinità e le assonanze, i punti d’incontro ma anche le differenze, la compresenza di molteplici linguaggi e tecniche che caratterizzano lo scenario dell’arte contemporanea. Non a caso sono stati selezioni artisti diversi tra loro per origine e formazione: alcuni legati al territorio, altri provenienti da realtà diverse ma che per il loro sentire o per il loro modo di vivere si sono avvicinati alla realtà siciliana e, in particolare, siracusana.

Dai delicati volti di donna tratteggiati dalla matita di Maurizio Pometti alla sensualità degli smalti monocromi di Salvatore Di Franco, dalle atmosfere oniriche degli oli di Samantha Torrisi alle sinistre visioni di Gabriele Colletto, ai ritratti di donne di Sarah Ledda ed Evita Andújar si dipana un percorso espositivo ricco e articolato che ha per protagonisti il confronto e la diversità espressiva dei linguaggi contemporanei.

La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre e potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Per informazioni telefonare al 3939959249.

S’inaugura il 13 ottobre il primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo eclettico sui nuovi linguaggi della pittura

di Redazione

Una collettiva per indagare tra le pieghe dell’arte dei nostri giorni. Questo il senso di “Art-igia n. 1. Nuove visioni del contemporaneo”, una mostra che sarà inaugurata sabato 13 ottobre alle 18 negli spazi espositivi di Artigia, atelier d’arte in Ortigia, a Siracusa.

L’esposizione, nata da un’idea del linker art Benedetto Speranza e dell’artista Giuseppe Bombaci, si inserisce nel calendario degli eventi organizzati per la quattordicesima Giornata del Contemporaneo, kermesse internazionale indetta dall’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani per promuovere l’arte del nostro tempo attraverso, mostre, eventi, laboratori e aperture gratuite di musei in Italia e all’estero.

“Art-igia n. 1”, primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo nuovo sull’arte, comprende venti dipinti degli artisti Evita Andújar, Marco Bettio, Gabriele Colletto, Salvatore Difranco, Demetrio Di Grado, Alessandro Gurciullo, Sarah Ledda, Maurizio Pometti, Samantha Torrisi, Massimiliano Usai.

La collettiva non ha un preciso filo conduttore, ma intende evidenziare l’eclettismo stilistico, le affinità e le assonanze, i punti d’incontro ma anche le differenze, la compresenza di molteplici linguaggi e tecniche che caratterizzano lo scenario dell’arte contemporanea. Non a caso sono stati selezioni artisti diversi tra loro per origine e formazione: alcuni legati al territorio, altri provenienti da realtà diverse ma che per il loro sentire o per il loro modo di vivere si sono avvicinati alla realtà siciliana e, in particolare, siracusana.

Dai delicati volti di donna tratteggiati dalla matita di Maurizio Pometti alla sensualità degli smalti monocromi di Salvatore Di Franco, dalle atmosfere oniriche degli oli di Samantha Torrisi alle sinistre visioni di Gabriele Colletto, ai ritratti di donne di Sarah Ledda ed Evita Andújar si dipana un percorso espositivo ricco e articolato che ha per protagonisti il confronto e la diversità espressiva dei linguaggi contemporanei.

La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre e potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Per informazioni telefonare al 3939959249.

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Boccadifalco record: oltre 950 visite nel primo weekend

Un itinerario già sold out, due percorsi su prenotazione pieni di storia e testimonianze. In questo video vi mostriamo un assaggio di ciò che si potrà vedere nell’ex scalo militare

di Redazione

Palermo vista dall’alto o attraverso le sue “viscere”, quei rifugi antiaerei utilizzati anche come deposito munizioni durante la Seconda guerra mondiale. E, ancora, la torre di controllo dello scalo dove si è fatta la storia dell’aviazione del Sud Italia, una mostra fotografica, due bunker, il giardino di Villa Natoli e l’hangar con i velivoli. In questo video de Le Vie dei Tesori vi diamo un assaggio di ciò che scopriranno i nostri visitatori all’interno dei due percorsi previsti nel Festival, oltre al battesimo del volo a bordo di un piper, già sold out.

Boccadifalco è uno dei luoghi visitabili solo su prenotazione acquistando i coupon da questo link (al costo di 3 euro a persona).

Ha debuttato quest’anno con Le Vie dei Tesori, ma nel primo weekend del festival ha contato già più di 950 visitatori che hanno scelto di vedere l’ex scalo militare di Boccadifalco, una città nella città, con i suoi ampi spazi verdi, i bunker, i velivoli storici e moderni esposti tra gli scatti d’epoca in bianco e nero.

Un itinerario già sold out, due percorsi su prenotazione pieni di storia e testimonianze. In questo video vi mostriamo un assaggio di ciò che si potrà vedere nell’ex scalo militare

di Redazione

Palermo vista dall’alto o attraverso le sue “viscere”, quei rifugi antiaerei utilizzati anche come deposito munizioni durante la Seconda guerra mondiale. E, ancora, la torre di controllo dello scalo dove si è fatta la storia dell’aviazione del Sud Italia, una mostra fotografica, due bunker, il giardino di Villa Natoli e l’hangar con i velivoli. In questo video de Le Vie dei Tesori vi diamo un assaggio di ciò che scopriranno i nostri visitatori all’interno dei due percorsi previsti nel Festival, oltre al battesimo del volo a bordo di un piper, già sold out.

Boccadifalco è uno dei luoghi visitabili solo su prenotazione acquistando i coupon da questo link (al costo di 3 euro a persona).

Ha debuttato quest’anno con Le Vie dei Tesori, ma nel primo weekend del festival ha contato già più di 950 visitatori che hanno scelto di vedere l’ex scalo militare di Boccadifalco, una città nella città, con i suoi ampi spazi verdi, i bunker, i velivoli storici e moderni esposti tra gli scatti d’epoca in bianco e nero.

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Le Vie dei Tesori, oltre 36mila visite nel primo weekend a Palermo

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, con oltre mille accessi. Bene anche le passeggiate all’aeroporto Boccadifalco, che ha aperto i battenti per la prima volta al pubblico

di Redazione

Inizia alla grande il festival Le Vie dei Tesori a Palermo. Nel primo weekend sono stati oltre 36mila i visitatori in tre giornate di visite, con cittadini e turisti spalmati dal centro storico alle borgate in periferia.

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria: sono oltre mille i visitatori che hanno scelto di scendere la breve scaletta in legno che porta nelle viscere della città. E seguire le spiegazioni di Will Rothier, francese con il pallino della Storia che ha deciso di vivere a Palermo e raccontarla.

Ma la sua passione deve essere contagiosa se 950 visitatori si sono recati appositamente a Boccadifalco per scoprire l’ex aeroporto militare, che apriva i battenti per la prima volta e proponeva – su due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione – un giro tra bunker della guerra, giardini storici di antiche ville, la torre di controllo e l’hangar che i bombardamenti lasciarono intatto.

A ruota, 901 visitatori hanno invece scelto il Teatro Politeama, dove i volontari e gli studenti dell’Alternanza Scuola Lavoro conducevano tra foyer e palcoscenico. Segue poi l’Oratorio di San Lorenzo (831 visite) dove ha di sicuro trascinato la curiosità legata al nuovo film di Roberto Andò che ruota attorno alla Natività del Caravaggio, trafugata proprio da questo sito. Sesto luogo più apprezzato, un must del festival, come il Santissimo Salvatore con la sua cupola da cui ci si affaccia sulla città: lo hanno scelto 830 visitatori; settimo, il Villino Florio con il suo giardino e gli arredi liberty recuperati, visitati da 750 persone.

Ma è stato anche un weekend di musei aperti: in parecchi hanno infatti scelto oggi la visita guidata de Le Vie dei Tesori anche nei siti istituzionali che aprivano gratuitamente come ogni prima domenica del mese. Dalla Zisa al Museo Salinas, dalla Cuba al Castello a mare, per citarne alcuni, il pubblico ha apprezzato lo storytelling che è il marchio del festival. Tantissimi visitatori anche al Museo Abatellis che ha sottolineato la presenza di affreschi di Pietro Novelli asportati, salvati e conservati dai luoghi originari; e al Museo Mirto dove il giornalista Mario Pintagro ha condotto le visite per gli appassionati di arredi e suppellettili d’epoca. In tantissimi hanno tentato di entrare al carcere Ucciardone, aperto soltanto su prenotazione, ma è sold out fino alla fine del festival. I fortunati hanno assistito – commuovendosi – alla visita teatralizzata dei detenuti, con la regia di Lollo Franco.

E il prossimo fine settimana si replica, e così ancora per altri quattro weekend fino al 4 novembre: Le Vie dei Tesori aprono in tutto 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ultima nota a margine: un festival 4.0 che ha abituato i suoi utenti alla prenotazione on line, alle code, al rispetto dei siti. Tantissima gente anche per le passeggiate d’autore, sia in centro che fuori porta. E molti genitori che hanno affidato i bambini ai laboratori pensati per i più piccoli, o hanno partecipato con i pargoli alle visite “for family”.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Per informazioni telefonare allo 0918420104, numero attivo ogni giorno, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, con oltre mille accessi. Bene anche le passeggiate all’aeroporto Boccadifalco, che ha aperto i battenti per la prima volta al pubblico

di Redazione

Inizia alla grande il festival Le Vie dei Tesori a Palermo. Nel primo weekend sono stati oltre 36mila i visitatori in tre giornate di visite, con cittadini e turisti spalmati dal centro storico alle borgate in periferia.

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria: sono oltre mille i visitatori che hanno scelto di scendere la breve scaletta in legno che porta nelle viscere della città. E seguire le spiegazioni di Will Rothier, francese con il pallino della Storia che ha deciso di vivere a Palermo e raccontarla.

Ma la sua passione deve essere contagiosa se 950 visitatori si sono recati appositamente a Boccadifalco per scoprire l’ex aeroporto militare, che apriva i battenti per la prima volta e proponeva – su due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione – un giro tra bunker della guerra, giardini storici di antiche ville, la torre di controllo e l’hangar che i bombardamenti lasciarono intatto.

A ruota, 901 visitatori hanno invece scelto il Teatro Politeama, dove i volontari e gli studenti dell’Alternanza Scuola Lavoro conducevano tra foyer e palcoscenico. Segue poi l’Oratorio di San Lorenzo (831 visite) dove ha di sicuro trascinato la curiosità legata al nuovo film di Roberto Andò che ruota attorno alla Natività del Caravaggio, trafugata proprio da questo sito. Sesto luogo più apprezzato, un must del festival, come il Santissimo Salvatore con la sua cupola da cui ci si affaccia sulla città: lo hanno scelto 830 visitatori; settimo, il Villino Florio con il suo giardino e gli arredi liberty recuperati, visitati da 750 persone.

Ma è stato anche un weekend di musei aperti: in parecchi hanno infatti scelto oggi la visita guidata de Le Vie dei Tesori anche nei siti istituzionali che aprivano gratuitamente come ogni prima domenica del mese. Dalla Zisa al Museo Salinas, dalla Cuba al Castello a mare, per citarne alcuni, il pubblico ha apprezzato lo storytelling che è il marchio del festival. Tantissimi visitatori anche al Museo Abatellis che ha sottolineato la presenza di affreschi di Pietro Novelli asportati, salvati e conservati dai luoghi originari; e al Museo Mirto dove il giornalista Mario Pintagro ha condotto le visite per gli appassionati di arredi e suppellettili d’epoca. In tantissimi hanno tentato di entrare al carcere Ucciardone, aperto soltanto su prenotazione, ma è sold out fino alla fine del festival. I fortunati hanno assistito – commuovendosi – alla visita teatralizzata dei detenuti, con la regia di Lollo Franco.

E il prossimo fine settimana si replica, e così ancora per altri quattro weekend fino al 4 novembre: Le Vie dei Tesori aprono in tutto 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ultima nota a margine: un festival 4.0 che ha abituato i suoi utenti alla prenotazione on line, alle code, al rispetto dei siti. Tantissima gente anche per le passeggiate d’autore, sia in centro che fuori porta. E molti genitori che hanno affidato i bambini ai laboratori pensati per i più piccoli, o hanno partecipato con i pargoli alle visite “for family”.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Per informazioni telefonare allo 0918420104, numero attivo ogni giorno, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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“La Bella addormentata” al Bellini di Catania

Lo spettacolo, con la coreografia in chiave contemporanea di Matteo Levaggi, nasce dalla collaborazione con il Massimo di Palermo. Sarà in scena nel capoluogo etneo dal 9 al 14 ottobre

di Redazione

Il classico dei classici del balletto, La bella addormentata di Čajkovskij, dopo tre anni di assenza ritorna sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini di Catania in una nuova, sorprendente coreografia firmata da Matteo Levaggi, che ne propone un’ardita interpretazione contemporanea non priva di effetti speciali: su tutti la pioggia di tremila rose bianche, a conclusione del brano più celebre dell’intera partitura, l’Adagio della rosa.

Una creazione che vede impegnato il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in uno spettacolo raffinato e poetico che, dopo il successo della creazione palermitana dello scorso dicembre delle otto applauditissime recite, approda al Teatro Bellini di Catania, dove sarà in scena dal 9 al 14 ottobre: “Un sogno in cui mondi ed epoche diverse si incontrano in totale libertà creativa”, come ha dichiarato lo stesso Levaggi. Dopo il successo della Traviata del marzo scorso, presentata in un allestimento palermitano dovuto a Mario Pontiggia, il Teatro Massimo Bellini di Catania rinnova così la collaborazione con il Massimo teatro del capoluogo isolano, con cui ha avviato una sinergia particolarmente significativa sotto il profilo artistico e produttivo.

La bella addormentata sarà diretta dal maestro russo Mikhail Agrest. Nella nuova creazione di Levaggi la piccola Aurora (Romina Leone, secondo cast Yuriko Nishihara) è un’orfana, libera e intraprendente come una ragazza contemporanea, che vive in un incantevole palazzo con un paggio (Alessandro Cascioli, secondo cast Giovanni Traetto): sul fondo della scena, disegnata da Antonino Di Miceli, campeggiano due troni vuoti – e fors’anche una culla vuota, al proscenio. Vuole decidere liberamente della propria vita, senza bisogno di una Fata: per questo si addormenta, pungendosi con un mazzo di rose, in un universo in cui le fate sono boccioli di fiori. Tutt’intorno molti personaggi en travesti: non soltanto la Fata Carabosse, come da tradizione (Vincenzo Carpino, poi Riccardo Riccio), ma anche quella dei Lillà, interpretata da Andrea Mocciardini. Il principe è Michele Morelli (secondo cast Alessandro Cascioli), in una compagnia che assembla i più validi elementi del Corpo di ballo del Massimo di Palermo, impegnati e complici in quest’intenso itinerario creativo. Particolarmente originali i costumi, con tocchi di ironica originalità nel divertissement dell’ultimo atto, realizzati dagli allievi del Master di Costume dell’Accademia Costume & Moda di Roma, coordinati da Andrea Viotti.

Il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone sottolinea “l’importanza di questa collaborazione, che vede il Corpo di ballo del Teatro Massimo impegnato non solo nella città di Palermo. Penso che sia giusto che i corpi di ballo delle fondazioni liriche rimasti attivi debbano rappresentare una risorsa non solo per il teatro a cui appartengono ma per l’intero territorio, contribuendo così a promuovere la cultura della danza e del balletto non solo nella città in cui si trovano ma in una zona più vasta”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania, Roberto Grossi: “Fare rete e circuitare nell’Isola la grande lirica e la grande danza è alla base della sinergia, sempre più stretta, avviata da tempo tra il Bellini e il Massimo di Palermo, un obiettivo tanto concreto quanto ambizioso che stiamo focalizzando per tradurlo in azioni coordinate, al servizio di un più vasto pubblico di residenti e turisti”.

Lo spettacolo, con la coreografia in chiave contemporanea di Matteo Levaggi, nasce dalla collaborazione con il Massimo di Palermo. Sarà in scena nel capoluogo etneo dal 9 al 14 ottobre

di Redazione

Il classico dei classici del balletto, La bella addormentata di Čajkovskij, dopo tre anni di assenza ritorna sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini di Catania in una nuova, sorprendente coreografia firmata da Matteo Levaggi, che ne propone un’ardita interpretazione contemporanea non priva di effetti speciali: su tutti la pioggia di tremila rose bianche, a conclusione del brano più celebre dell’intera partitura, l’Adagio della rosa.

Una creazione che vede impegnato il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in uno spettacolo raffinato e poetico che, dopo il successo della creazione palermitana dello scorso dicembre delle otto applauditissime recite, approda al Teatro Bellini di Catania, dove sarà in scena dal 9 al 14 ottobre: “Un sogno in cui mondi ed epoche diverse si incontrano in totale libertà creativa”, come ha dichiarato lo stesso Levaggi. Dopo il successo della Traviata del marzo scorso, presentata in un allestimento palermitano dovuto a Mario Pontiggia, il Teatro Massimo Bellini di Catania rinnova così la collaborazione con il Massimo teatro del capoluogo isolano, con cui ha avviato una sinergia particolarmente significativa sotto il profilo artistico e produttivo.

La bella addormentata sarà diretta dal maestro russo Mikhail Agrest. Nella nuova creazione di Levaggi la piccola Aurora (Romina Leone, secondo cast Yuriko Nishihara) è un’orfana, libera e intraprendente come una ragazza contemporanea, che vive in un incantevole palazzo con un paggio (Alessandro Cascioli, secondo cast Giovanni Traetto): sul fondo della scena, disegnata da Antonino Di Miceli, campeggiano due troni vuoti – e fors’anche una culla vuota, al proscenio. Vuole decidere liberamente della propria vita, senza bisogno di una Fata: per questo si addormenta, pungendosi con un mazzo di rose, in un universo in cui le fate sono boccioli di fiori. Tutt’intorno molti personaggi en travesti: non soltanto la Fata Carabosse, come da tradizione (Vincenzo Carpino, poi Riccardo Riccio), ma anche quella dei Lillà, interpretata da Andrea Mocciardini. Il principe è Michele Morelli (secondo cast Alessandro Cascioli), in una compagnia che assembla i più validi elementi del Corpo di ballo del Massimo di Palermo, impegnati e complici in quest’intenso itinerario creativo. Particolarmente originali i costumi, con tocchi di ironica originalità nel divertissement dell’ultimo atto, realizzati dagli allievi del Master di Costume dell’Accademia Costume & Moda di Roma, coordinati da Andrea Viotti.

Il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone sottolinea “l’importanza di questa collaborazione, che vede il Corpo di ballo del Teatro Massimo impegnato non solo nella città di Palermo. Penso che sia giusto che i corpi di ballo delle fondazioni liriche rimasti attivi debbano rappresentare una risorsa non solo per il teatro a cui appartengono ma per l’intero territorio, contribuendo così a promuovere la cultura della danza e del balletto non solo nella città in cui si trovano ma in una zona più vasta”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania, Roberto Grossi: “Fare rete e circuitare nell’Isola la grande lirica e la grande danza è alla base della sinergia, sempre più stretta, avviata da tempo tra il Bellini e il Massimo di Palermo, un obiettivo tanto concreto quanto ambizioso che stiamo focalizzando per tradurlo in azioni coordinate, al servizio di un più vasto pubblico di residenti e turisti”.

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