Scoperta una necropoli a Gela con decine di reperti

Durante gli scavi sono state individuate due sepolture e decine di reperti. Si ritiene che possa trattarsi di uno dei primissimi insediamenti greci della città

di Redazione

Gela restituisce nuove straordinarie testimonianze del passato, a due settimane dall’ultimo importante ritrovamento del sarcofago e dello scheletro integro effettuato in quella che certamente è una necropoli greca (ve ne abbiamo parlato qui). Nel corso dei lavori realizzati per la posa della fibra ottica in via Di Bartolo, sotto la sorveglianza della soprintendenza di Caltanissetta, è stato individuato un lembo di necropoli di età arcaica, risalente a un’epoca compresa tra il VII e il VI secolo avanti Cristo.

Cantiere di scavo

Durante gli scavi – fanno sapere dalla Regione – sono state individuate due sepolture delle quali, la più antica è costituita da un’hydria (un vaso con collo e corpo di diversa dimensione, normalmente utilizzato come contenitore d’acqua ma anche come urna cineraria) con fine decorazione a onda continua sull’orlo. Quest’ultima, in questo caso, è stata riutilizzata come urna per accogliere le piccola ossa di un neonato ritrovate all’interno. Il livello di frequentazione della necropoli appare ricchissimo per la presenza di innumerevoli frammenti di stile proto corinzio, corinzio e attico.

Coppa fittile con decorazione lineare

Tra le tante testimonianze scoperte, si evidenziano circa venti reperti ceramici appartenenti allo stile di Fikellura, prodotta a Rodi tra il 560 ed il 495 avanti Cristo. Il reperto più antico è una bellissima coppa su piede proto corinzia databile tra il 700 ed il 651 avanti Cristo. Probabilmente fu deposta durante il rito funebre, accompagnato da macellazione e cottura di animali di grossa taglia dei quali sono stati ritrovati alcuni resti. Si ritiene che possa trattarsi di uno dei primissimi nuclei insediativi di greci giunti da Rodi e Creta per fondare la colonia di Gela e quindi, le sepolture assumono particolare rilevanza poiché accolgono coloro che giunsero tra i primi nella nuova colonia insieme alle ricche ceramiche da loro importate.

“Ancora una volta – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – Gela si conferma come uno dei luoghi siciliani che può raccontare una parte importante della nostra storia antica. È la conferma di come venga tenuta alta l’attenzione sul territorio gelese che ritengo essere un prezioso scrigno di testimonianze archeologiche. È mia intenzione continuare l’opera di valorizzazione sul territorio, seguendo personalmente gli sviluppi di questi ultimi ritrovamenti, intraprendendo azioni che possano fornire occasione di riscatto culturale e sociale per un territorio troppo a lungo mortificato”.

La Vucciria di Guttuso in mostra a Montecitorio

Il celebre dipinto del pittore bagherese si trasferisce a Roma in occasione un’esposizione promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia

di Redazione

Una delle icone di Palermo entra nel cuore di Montecitorio. “La Vucciria” di Renato Guttuso, uno dei capolavori del pittore bagherese, dipinto nel 1974 e donato due anni dopo all’Ateneo della città, vola a Roma, dove, dal 29 novembre al 12 gennaio, è in mostra nella sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. Considerato il dipinto più celebre di Guttuso, l’olio su tela custodito nella Sala Magna dello Steri di Palermo, si trasferisce nella Capitale in occasione un’esposizione promossa dall’Università degli Studi di Palermo e dalla Fondazione Sicilia. Si tratta di un momento di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale siciliano, che farà da apripista a un ciclo di appuntamenti in cui saranno protagoniste anche le altre regioni italiane.

La sala della Lupa (foto: Camera.it)

Così, dopo essere approdato nel Padiglione Italia all’Expo di Milano del 2015, il celebre quadro di Guttuso, arriva anche nella prestigiosa sede della Camera di Deputati. All’inaugurazione dell’esposizione, giovedì 28 novembre alle 16, partecipa il presidente della Camera, Roberto Fico, con gli interventi di Raffaele Bonsignore, presidente della Fondazione Sicilia; Fabrizio Micari, rettore dell’Università degli studi di Palermo; Paolo Inglese, direttore del Sistema museale dell’Ateneo; Marco Carapezza, vicepresidente degli Archivi Guttuso; e Alberto Rossetti, presidente di Civita mostre e musei.

Lo Steri di Palermo

L’opera è esposta al pubblico da venerdì 29 novembre a venerdì 10 gennaio 2020, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17,30) dal lunedì al venerdì. Previste anche due aperture straordinarie domenica 1 dicembre e domenica 12 gennaio in occasione di Montecitorio a porte aperte.

Il quadro con realismo crudo e sanguigno, come le carni esposte nell’omonimo mercato di Palermo, esprime una delle tante anime della città siciliana, ed è talmente forte il segno dell’artista e il senso del colore che sembra sprigionare il vocio e la cantilena quasi araba dei vanniaturi del celebre mercato ed emanare i profumi dei prodotti tipici, frutta e verdura, esposti sulle bancarelle. L’evento è promosso dall’Università di Palermo, dalla Fondazione Sicilia e organizzato da Civita, con il contributo di Igea Banca.

Sarà inaugurato un nuovo museo archeologico a Francavilla

In mostra a Palazzo Cagnone reperti inediti in arrivo dai magazzini dei musei Paolo Orsi di Siracusa e da Naxos, che si aggiungeranno al primo nucleo della collezione cittadina

di Redazione

Ci saranno diversi reperti inediti, in arrivo dai magazzini dei musei Paolo Orsi di Siracusa e da Naxos nella nuova collezione civica del Comune di Francavilla che presto sarà esposta interamente a Palazzo Cagnone, edificio del XVIII secolo. È qui che, nei prossimi mesi sarà messo in funzione il nuovo Museo Civico Archeologico che vede la collaborazione del Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, con il Comune di Francavilla, guidato dal sindaco Vincenzo Pulizzi.

Il team del Parco di Naxos e del Comune di Francavilla a Palazzo Cagnone

Un sopralluogo alla struttura, nei giorni scorsi, da parte dei due staff istituzionali ha permesso di pianificare il calendario dei lavori del Parco Naxos Taormina cui è affidata la direzione scientifica del nuovo museo di Francavilla e che vede impegnati la stessa direttrice Tigano e l’archeologa Maria Grazia Vanaria per il progetto espositivo museale, che segue un criterio cronologico-topografico, e Diego Cavallaro per l’allestimento degli spazi. In mostra saranno reperti recuperati negli ultimi decenni durante gli scavi urbani nel centro di Francavilla e in contrada Fanterilli, area ai piedi della collina del Castello che in queste settimane è stata ripulita dal Parco e resa fruibile a visitatori e studiosi: rivela un lembo della città antica, risalente al V secolo avanti Cristo che, nell’assetto urbano e nelle tecniche costruttive, è molto simile a Naxos.

Statuetta votiva dal santuario di Demetra e Kore

Al primo nucleo della collezione archeologica di Francavilla – costituito da reperti provenienti dagli scavi condotti dal 1979 al 1987 dalle Soprintendenza di Siracusa e Messina e sinora esposti nell’Antiquarium comunale di via Liguria – si aggiungeranno pezzi inediti, provenienti Siracusa e Naxos. Fra i reperti già conosciuti figurano antefisse con maschere di Sileno, simili a quelle di Naxos, della quale Francavilla sembra essere stata appunto una subcolonia; corredi funerari; monete di varie zecche; terracotte provenienti dai depositi votivi del santuario di Demetra e Kore (via Nino Russotti) e alcuni raffinatissimi pinakes, bassorilievi simili a quelli rinvenuti in Calabria, nel santuari di Persefone a Locri Epizefiri.

Arriva la prima rassegna culturale a Casa Borgese

A Polizzi Generosa, un ricco cartellone di eventi, da dicembre fino a luglio, tra musica, letteratura, arte e filosofia

di Redazione

Prende corpo il progetto di trasformare Casa Borgese, a Polizzi Generosa, in un polo culturale che dal territorio madonita guarda all’intera Sicilia. A vent’anni dalla costituzione della Fondazione dedicata allo scrittore Giuseppe Antonio Borgese, arriva “Prospettive”, la prima stagione di Casa Borgese. Un fitto calendario di eventi, dal prossimo dicembre fino a luglio 2020, articolati in cinque sezioni: musica, letteratura, filosofia, scienza e arte (qui il programma completo).

La locandina della manifestazione

Il cartellone musicale, con la direzione artistica di Antonio Sottile, vedrà alternarsi concerti che spazieranno dalla musica classica al jazz, fino al pop grazie a un vasto repertorio proposto da noti allievi del Conservatorio di Palermo e da tanti artisti, tra cui molti docenti. E ancora previsti incontri letterari e di filosofia, di arte e di scienza. “Un insieme di eventi a partire dall’opera sempre attuale di Borgese, che intendono aprire, appunto, prospettive – spiegano Clara Aiosa e Gandolfo Librizzi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Borgese – . Un’opportunità culturale più unica che rara per un piccolo paese dell’entroterra, per rompere gli schemi della marginalità e per dimostrare come anche, nelle e dalle periferie, possa germogliare un discorso innovativo che superi i confini territoriali”.

La manifestazione arriva qualche mese dopo la firma della convenzione con cui il Comune di Polizzi, ente titolare del finanziamento di ristrutturazione di Casa Borgese, ha consegnato l’edificio alla Fondazione, con l’obiettivo, appunto, di trasformare la dimora di famiglia dello scrittore polizzano, in un centro culturale (ve ne abbiamo parlato qui).

Giuseppe Antonio Borgese

Borgese fu uno dei più importanti autori del primo Novecento italiano. Profondo conoscitore di lingue e letterature straniere, collaborò a numerose riviste e giornali, e si distinse sia nell’ambiente accademico (fu docente di letteratura tedesca e di estetica a Torino, a Roma e a Milano) sia in quello della cultura militante, dove peraltro mantenne sempre una posizione libera rispetto alle correnti dominanti. La sua autonomia giungerà al culmine con il rifiuto di prestare il giuramento richiesto dal regime fascista ai professori universitari, scelta che lo costrinse a trasferirsi negli Stati Uniti, dove visse dal 1931 al 1949, insegnando in varie università.

La Gam diventa “virtuale”: online la sua collezione

La struttura museale entra a far parte di Google Arts & Culture con quattro percorsi di visita e oltre 190 opere digitalizzate

di Redazione

Una collezione di oltre 190 opere a cui presto se ne aggiungeranno molte altre, attraverso quattro percorsi di visita “virtuali”. La Galleria d’arte moderna di Palermo, da oggi, si può visitare anche online. La struttura museale, infatti, entra a far parte di Google Arts & Culture, la piattaforma tecnologica sviluppata da Google per promuovere online e preservare la cultura (qui la sezione dedicata alla Gam).

Francesco Lojacono, Veduta di Palermo

Grazie al lavoro di selezione, curato dalla direzione del museo, in collaborazione con lo staff di Civita Sicilia, ad oggi è stato possibile digitalizzare 192 opere, a cui si aggiungeranno, nel corso dei prossimi mesi, le restanti opere della collezione. Tra le più significative già online:  Francesco Lojacono, Veduta di Palermo (1875), Antonino Leto, La raccolta delle olive (1874), Ettore De Maria Bergler, Taormina (1907), Michele Catti, Porta Nuova (1908), Giovanni Boldini, Femme aux gants (1901), Franz Von Stuck, Il peccato (1909), Mario Sironi, Il tram (1920), Felice Casorati, Gli scolari (1928), Renato Guttuso, Autoritratto (1936).

La Gam di Palermo

Le opere sono suddivise in quattro sezioni tematiche. La prima, dal titolo “La nascita della Galleria d’Arte Moderna”, ripercorre, dal punto di vista storico, sociale e artistico, i momenti fondamentali che portarono all’inaugurazione, nel 1910, della Galleria d’Arte Moderna “Empedocle Restivo”. Una ricostruzione di quell’epoca, a cavallo tra i due secoli, che ebbe il suo momento clou nell’Esposizione nazionale di Palermo del 1891-92, evento chiave per la fondazione della Galleria e per le sue prime acquisizioni.

Paolo Vetri, Fanciulla che esce dal bagno (particolare)

Il secondo percorso “La Sicilia e il paesaggio Mediterraneo”, è un viaggio nel secolo della natura, come l’Ottocento è stato definito, attraverso le opere dei suoi più grandi interpreti siciliani che hanno costruito il nostro immaginario collettivo: dal “ladro del sole” Francesco Lojacono ad Antonino Leto, grande amico dei Florio in uno storico sodalizio artistico, per giungere al “pittore gentiluomo” Ettore De Maria Bergler. C’è poi la mostra digitale “Opere dalle Biennali di Venezia”. Dall’edizione del 1907 presente all’evento con la sua delegazione, la Galleria d’Arte Moderna seppe riportare a Palermo opere che ci restituiscono oggi la complessa temperie della cultura artistica del primo Novecento, dalle atmosfere simboliste del Peccato di Von Stuck, protagonista della Secessione di Monaco, alla raffinata eleganza della Femme aux gants di Boldini.

Renato Guttuso, Nudo

Infine, ultimo percorso sul “Novecento italiano”, che si snoda lungo il secolo breve e ne analizza le ripercussioni sui movimenti artistici coevi, spesso scissi tra opposte visioni e ricchi di diverse sfumature e declinazioni. Tra il divisionismo di inizio secolo, figlio delle sperimentazioni ottocentesche, e l’astrattismo degli anni Sessanta, si consumano in Italia i conflitti mondiali, il ventennio fascista, i momenti del dopoguerra.

Pioggia di milioni in arrivo per 161 teatri siciliani

I fondi stanziati dalla Regione saranno utilizzati per interventi di restauro e innovazione tecnologica, ma anche per l’apertura di nuovi spazi

di Redazione

Una boccata d’ossigeno per i teatri siciliani. Saranno 161 le strutture che si divideranno gli oltre 32 milioni di euro stanziati dal governo regionale per la riqualificazione. I fondi – secondo quanto fanno sapere dalla Regione – saranno utilizzati per interventi di restauro, ripristino, ristrutturazione, messa a norma e innovazione tecnologica. Servirannno alla modernizzazione di strutture esistenti, ma anche all’apertura di nuovi spazi e sale chiuse da tempo al pubblico. Le risorse saranno erogate dal dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, diretto da Sergio Alessandro, che ha già predisposto la relativa graduatoria.

La sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali

L’idea del governo regionale è quella di mettere in circolo una risorsa importante per rivitalizzare la crescita del territorio e creare opportunità di lavoro per aziende, tecnici, fornitori che saranno impegnati in questi 161 cantieri della cultura che si apriranno con i lavori di ammodernamento delle strutture teatrali. Nel rispetto delle proporzioni previste dal bando, agli enti pubblici è stato concesso un contributo pari quasi all’ottanta per cento della somma valutata come ammissibile. Per i soggetti privati un finanziamento pari a circa il 62 per cento.

Gli enti beneficiari sono Comuni, enti pubblici, istituti scolastici, parrocchie, enti no-profit (fondazioni, associazioni) e imprese private impegnate nel campo teatrale. In base alle istanze pervenute sono state finanziate, su un importo complessivo di 32,3 milioni di euro, 161 strutture così ripartite tra le province: Agrigento, 18 teatri (3,9 milioni di euro); Caltanissetta, 10 (1,8 milioni di euro); Catania, 34 (6,2 milioni di euro); Enna, 7 (1,5 milioni di euro); Messina, 26 (5,1 milioni di euro); Palermo, 29 (6 milioni di euro); Ragusa, 8 (1,6 milioni di euro); Siracusa, 13 (2,8 milioni di euro); Trapani,16 (3,4 milioni di euro).

Nello Musumeci

“I teatri siciliani pubblici e privati – sottolinea il governatore Nello Musumeci – costituiscono una mappa identitaria dell’Isola e sono depositari della memoria e del carattere del territorio. Questo piano per i teatri serve a dare energia e attenzione al ruolo fondamentale che riveste il capitale umano e intellettuale dei luoghi della cultura: registi, attori, musicisti, scrittori, scenografi, costumisti. Una forza lavoro e una memoria collettiva di tecniche e saperi troppo spesso sacrificati da una disattenzione o da una scarsa considerazione che fagocita figure che, invece, meritano di trovare in Sicilia opportunità di lavoro e realizzazione professionale”.

Tornano gli Amici della Musica, tra classico e contemporaneo

Presentata la nuova stagione concertistica dell’associazione, un cartellone trasversale che spazia dalla classica, al jazz, dal tango alle musiche da film

di Redazione

Ventuno appuntamenti in abbonamento, 10 per il turno pomeridiano e 11 per quello serale. Nomi prestigiosi di rilievo internazionale, un cartellone che spazia dalla classica, al jazz, dal tango alle colonne sonore dei film, per raggiungere attraverso nuovi linguaggi un pubblico sempre più trasversale. L’Associazione Siciliana Amici della Musica ha presentato ieri, a Palazzo delle Aquile, la sua 88esima stagione concertistica che si svolgerà, come sempre, al Politeama Garibaldi. Con oltre 4000 concerti e novantacinque anni di storia l’Associazione, insieme alla programmazione per tradizione classico-romantica, apre a una programmazione ricca di sorprese. Il classico che strizza l’occhio al contemporaneo.

Danilo Rea

L’ inaugurazione del turno pomeridiano, il 13 gennaio, ospita l’Orchestra sinfonica del conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo diretta da Ottavio Marino che, insieme a Giuseppe Andaloro, Giovanni e Luigi Sollima, rende omaggio al compositore Eliodoro Sollima in occasione del ventennale della scomparsa. Il concerto è frutto della collaudata e fruttuosa collaborazione con il conservatorio, di cui fu direttore per 10 anni lo stesso Eliodoro Sollima. Ramin Bahrami e Danilo Rea inaugurano invece la stagione serale, il 21 gennaio, con “Bach is in the Air”, progetto che nasce dalla coraggiosa scommessa di due pianisti di diversa estrazione e cultura, uno classico e l’altro jazz, che coniugano rigore formale e improvvisazione nella musica senza tempo di Bach.

Nicolas Altstaedt

Sul palco del Politeama Garibaldi musicisti di nuova generazione che negli ultmi anni hanno catturato l’attenzione delle platee e della critica: Nicolas Altstaedt, considerato uno dei violoncellisti più creativi e versatili del panorama attuale; l’elegante e virtuoso violinista di origine serba Stefan Milenkovich, il flautista Andrea Griminelli e i pianisti Anna Ktavtchenko e Roberto Prosseda.

Rita Marcotulli

L’Associazione Siciliana Amici della Musica da quest’anno inizia una importante collaborazione con l’Associazione “Musica con le Ali” di Carlo Hruby, che promuove e sostiene i giovani talenti. Spazio anche per il jazz, con la pianista Rita Marcotulli; la cantante Olivia Sellerio renderà omaggio ad Andrea Camilleri con le musiche da lei composte per la rinomata serie televisiva del Commissario Montalbano. Per la musica da film, il celebre direttore d’orchestra Paolo Vivaldi, autore di colonne sonore delle più importanti fiction TV.

Gioele Dix

Il 27 gennaio, giorno della memoria, l’attore Gioele Dix darà vita ad uno spettacolo musico-teatrale dedicato alle vittime della Shoah.
Protagonista anche la danza con l‘atteso ritorno del pianista Giovanni Bellucci, questa volta con lo spettacolo “Jeux interdits”, insieme alla coreografa e danzatrice Eugénie Andrin, con la regia multimediale di Gabriel Grinda, una co-produzione del Festival di Stresa e degli Amici della Musica di Palermo. Ancora, per la danza, il tango argentino con il ballerino e coreografo Roberto Herrera. Tra le formazioni cameristiche, infine, il Trio Gaspard e il Trio Metamorphosi (quest’ultimo impegnato nell’integrale dei trii di Beethoven per celebrare il 250esimo anniversario della nascita del compositore tedesco); I Solisti della Scala, con il pianista Emilio Aversano e i Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino.

Al via il Festival dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia

Intellettuali, antropologi, letterati e scrittori a confronto per quattro giorni a Palermo. In programma laboratori, incontri, spettacoli e mostre

di Redazione

“Quando le sirene avevano le ali, radici per volare insieme”. Questo il titolo della settima edizione di Illustramente, il Festival dell’Illustrazione e della letteratura per l’infanzia, che si svolgerà a Palermo dal 20 al 24 novembre. Dal racconto orale alla fiaba, un percorso che, attraverso la figura della Sirena, da sempre raccontata attraverso il mito e la leggenda, prova idealmente a unire, a trent’anni dalla Convenzione dell’Onu sui Diritti dell’infanzia, terre e popoli attraverso un patrimonio da proteggere: la fiaba.

Mostra di una precedente edizione

Intellettuali, antropologi, storici, letterati, studiosi delle lingue e dei dialetti, illustratori e scrittori si confronteranno per creare basi solide e di approfondimento sulle quali costruire una “nuova” letteratura per bambini e per diffondere il valore sociale e culturale della buona letteratura per l’infanzia. Previsti incontri con artisti, come Mary Cipolla e Ludovico Caldarera e sportivi come il portiere del Palermo Andrea Pelagotti, neopapà, quale simbolo di una città che cresce cominciando dalle fiabe (qui il programma completo).

La locandina della manifestazione

In vari spazi della città di Palermo, da Palazzo Chiaramonte Steri, ai Cantieri Culturali alla Zisa, da tutte le biblioteche di quartiere di tutta la città di Palermo, alla biblioteca di Sant’Antonino curata dal Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Palermo, dal Sanlorenzo Mercato alla Biblioteca Giufà del quartiere Zen si realizzeranno attività, incontri, laboratori, spettacoli e mostre di illustrazione dedicati ai bambini, alle famiglie, agli adulti per diffondere a tutti i livelli, il diritto alla fiaba per tutti i bambini del mondo. “La sirena creata e generata dal mare Mediterraneo è unica – afferma Rosanna Maranto, ideatrice del Festival – ma è stata rielaborata da ogni popolo che, facendola propria e adattandola a tradizioni e leggende dei propri luoghi, l’ha trasformata in un’icona che può – e deve – rappresentare quelle radici comuni”.

Fin dalla sua prima edizione, nel giugno 2012, il festival Illustramente ha sempre operato per la crescita dell’interesse attorno ai temi della cultura, dell’espressione, del talento e della lettura a partire dall’infanzia affrontando, contestualmente, percorsi di diffusione e disseminazione a livello informativo, attività didattiche per adulti nell’ambito dell’illustrazione e della letteratura che hanno coinvolto centinaia di giovani – e non solo – e intessendo una fitta rete di relazioni con gli agenti formativi, sia a livello di scuola che a livello accademico, con le istituzioni e con gli operatori culturali e sociali. La missione di Illustramente può essere sintetizzata nella volontà di animare il territorio nei confronti dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia, argomenti, questi, che rivestono un ruolo capitale in qualsiasi processo educativo e formativo, specie in quelli rallentati da condizioni sociali avverse o non particolarmente facili.

La Sicilia alla Borsa mediterranea del turismo archeologico

La Regione è presente alla manifestazione di Paestum con un proprio stand. In programma un convegno sui Parchi e un riconoscimento postumo assegnato a Sebastiano Tusa

di Redazione

Parchi archeologici, musei, gallerie e siti culturali siciliani sono per quattro giorni in vetrina a Paestum, in occasione della Borsa mediterranea del turismo archeologico. La Regione Siciliana, con l’assessorato dei Beni culturali, è presente alla 22esima edizione della manifestazione, che si svolge dal 14 al 17 novembre nel Parco archeologico salernitano. La Regione ha un proprio stand con materiale promo pubblicitario dei siti della cultura siciliana. All’interno dello spazio espositivo vengono proiettati brevi spot che illustrano le attività di parchi archeologici, musei e altre istituzioni culturali dell’Isola.

Uno degli incontri alla Bmta

Uno degli appuntamenti di punta della partecipazione siciliana è in programma oggi alle 16, nella Sala Cerere. Si tratta del convegno “Sicilia archeologica: il sistema dei Parchi” a cura della Regione Siciliana. L’incontro, coordinato da Giuseppe Parello, dirigente del Servizio gestione dei Parchi e siti Unesco del Dipartimento regionale Beni Culturali, vede la partecipazione di Roberto Ferrari, direttore Cultura e Ricerca della Regione Toscana; Marcantonio Ruisi, coordinatore del Master universitario in Economia e Management dei Beni Culturali dell’Università di Palermo; Daniele Manacorda, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’Università Roma Tre; e Carmelo Briguglio, dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Lo stand della Sicilia alla Bmta

Spazio anche al ricordo di Sebastiano Tusa, l’archeologo e assessore scomparso lo scorso marzo nel disastro aereo in Etiopia. Il 17 novembre, nella sala Nettuno, conferimento postumo del premio Paestum “Mario Napoli” allo studioso siciliano. La cerimonia è arricchita dalla proiezione del documentario di Folco Quilici “Pantelleria. Un’isola nel tempo: incontro con Sebastiano Tusa”. Quindi, gli interventi di Gianfranco Gazzetti, direttore nazionale dei Gruppi archeologici d’Italia; Rosario Santanastasio, presidente nazionale dell’Archeoclub d’Italia onlus, e Fabio Granata, assessore alla Cultura del Comune di Siracusa. A ritirare il premio Valeria Li Vigni, moglie di Tusa, alla guida della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

Al via la 22esima edizione della Bmta

La Borsa mediterranea del turismo archeologico è uno degli eventi più imporanti nel suo genere, sede del primo e più grande salone espositivo al mondo del patrimonio archeologico e di ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali. Luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale ed al patrimonio, è occasione di incontro per gli addetti ai lavori, per gli operatori turistici e culturali, per i viaggiatori e per gli appassionati.

Arriva Seeyousound, il festival del cinema musicale

I Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo si trasformeranno per tre giorni in un palcoscenico pronto ad accogliere lungometraggi, documentari, corti e videoclip insieme a performance dal vivo

di Redazione

Anche un suono si può guardare. E uno schermo si può ascoltare. Perché una musica si può vedere e un film si può ascoltare. È questo lo spirito di Seeyousound International Music Film Festival, il primo ed unico festival in Italia dedicato al cinema internazionale a tematica musicale che, per il secondo anno consecutivo, sbarca a Palermo. Da giovedì 21 a sabato 23 novembre, ai Canteri Culturali della Zisa, tra il Cinema De Seta, il Ridotto e il Goethe-Institut arriva la seconda edizione dell’appuntamento che punta tutto sul connubio cinema-musica.

Seeyousound, così, dopo aver toccato altre città d’Italia come Bologna, Firenze, Milano, Lecce e Torino – è proprio nella città piemontese che il festival, nato nel 2015, in appena cinque edizioni è diventato punto di riferimento in Europa per il cinema a tematica musicale – fa capolino di nuovo a Palermo. La cui direzione è affidata per il secondo anno a Giorgia Lodato e, anche quest’anno, si consolida la collaborazione con il Goethe-Institut. Sarà l’istituto culturale all’interno dei Cantieri Culturali, vera e propria istituzione in città per la lingua e la cultura tedesca, a supportare alcuni dei film in programma che saranno trasmessi in lingua originale.

Un momento della precedente edizione

Circa trecento posti a sedere per un allestimento interattivo, coinvolgente che permette allo spettatore di vivere un’esperienza tra cinema e musica. Saranno due al giorno i lungometraggi, uno alle 19.30 l’altro alle 21.30, accompagnati da cortometraggi, videoclip, performance dal vivo, panel, produzioni multimediali, dj-set e persino sonorizzazioni live. Cinema e musica così restituiscono alla città uno sguardo inedito sulla settima arte a sfondo musicale. Fil rouge della tre giorni sarà l’approfondimento degli autori e delle opere più rappresentative della scena internazionale, grazie anche alla collaborazione con quelle che sono le realtà musicali, audiovisive e culturali più rappresentative dell’Isola. Un palinsesto ricco che, tra gli altri, porterà all’interno dei Cantieri Culturali alcune delle figure artistiche più note d’Italia. Come gli Ex Otago, band genovese di fama internazionale dal sound tra l’indie e il pop.

Ma non solo. Anche la Sicilia sarà protagonista della tre giorni di festival. Da una parte sarà proiettato per la primissima volta il corto “Palermo african all stars”, del regista palermitano Giuseppe Schillaci, prodotto da Per esempio onlus e dedicato alla città vista dai giovani migranti dell’Africa come rifugio. Dall’altra, con il documentario “Greetings from Austin” di Vittorio Bongiorno, si potrà conoscere la storia di Don Diego Geraci, un chitarrista rockabilly siciliano che sognava l’America. Tre giorni di sperimentazioni, idee e occasioni per celebrare sul grande schermo la musica in tutte le sue forme. Il festival è organizzato dall’Associazione Seeyousound, con il patrocinio del Museo Nazionale del Cinema Torino, Regione Siciliana, Comune di Palermo, Confartigianato Turismo e Spettacolo, My Movies, Sky Arte, e il sostegno di Diplomatico rum, in collaborazione con Goethe-Institut Palermo, Mondo Sounds e Camus.

Le Vie dei Tesori News

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