Nasce a Noto il Parco dell’anima, tra arte e agricoltura

Con una performance multidisciplinare si presenta un progetto che mette insieme la salvaguardia della biodiversità, cibo e turismo culturale

di Redazione

Una sconfinata campagna mediterranea, tra antichi agrumeti, alberi di ulivo, mandorli secolari e carrubi, in uno degli angoli più suggestivi dell’intera Sicilia. È il Parco dell’anima, il cui progetto verrà presentato mercoledì 5 agosto, attraverso una performance di arte moda e cibo, che si svolgerà in un resort nelle campagne di Noto. È l’idea di Alessia Montani, avvocato, appassionata d’arte e fondatrice di M’Ama Seeds, start up per la valorizzazione delle antiche colture e culture del Mediterraneo, che riunisce con il progetto di fondare un consorzio, tutti i protagonisti della filiera che a vario titolo custodiscono e valorizzano il patrimonio degli antichi semi autoctoni.

Al centro Michelangelo Pistoletto con Alessia Montani

Ideato su progetto dell’architetto Fernando Miglietta, il Parco dell’anima – spiegano gli organizzatori – “è un progetto di cultura, civiltà e salute, un veicolo di rilancio per l’economia del territorio rivolto a mutare l’orizzonte dei processi produttivi nel segno dell’innovazione, del benessere accessibile, della salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità vegetale e animale”. A testimonianza di questa visione, sono numerose le iniziative già intraprese da M’Ama Seeds nel segno di una stretta cooperazione tra arte e vita quotidiana, e a sostegno di un turismo culturale, come per esempio, l’intervento di Michelangelo Pistoletto che lo scorso anno ha inaugurato il segno del suo Terzo Paradiso tra le spighe di grano Russello.

Mercoledì 5 agosto un’intera giornata sarà dedicata alla scoperta del Parco dell’anima con un seminario multidisciplinare che dalle 10.30 riunirà al Cumo, Consorzio universitario del Mediterraneo orientale, docenti universitari, liberi professionisti, rappresentanti delle istituzioni e della filiera produttiva, attorno al tavolo-opera d’arte di Pistoletto, “Love Difference – Mar Mediterraneo”. La stessa sera allo Zahir Countryhouse dalle 20.30 alle 22 saranno gli artisti Chicco Margaroli, Silvia Giovanardi, Domenico Pellegrino, e il coreografo Jaime Urciuoli a presentare l’idea progettuale del Parco con una performance dai linguaggi multidisciplinari – moda arte e cibo – caratterizzata dalle contaminazioni fra i generi, che riunisce artisti proveniente da diversi ambiti, in dialogo con il contesto paesaggistico. Per quanto riguarda il cibo, protagonista sarà la chef Bonetta dell’Oglio, che prenderà parte alla performance pittorico-culinaria di Silvia Giovanardi, ispirata al bento, il celebre portapranzo giapponese entrato anche nel nostro utilizzo quotidiano.

Film sotto le stelle al Foro Italico, torna Cinema City

Cinque serate gratuite con proiezioni di pellicole d’autore. Anteprima speciale alle Orestiadi di Gibellina nel segno di Federico Fellini

di Redazione

Il prato del Foro Italico, il cielo stellato, il lungomare di Palermo e il cinema d’autore. Con cinque serate gratuite – dal 26 al 30 agosto – torna a Palermo Cinema City, il festival del cinema all’aperto, che quest’anno si sposta dalle piazze del centro storico al Foro Italico. Dopo il successo della prima edizione, con 1.800 spettatori nelle tre serate delle piazze Marina, Casa Professa e Bellini, torna della rassegna del cinema en plein air diretta da Carmelo Galati, sostenuta dall’assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, l’Assemblea Regionale Siciliana, gli assessorati regionali siciliani al Turismo, Sport e Spettacolo e ai Beni Culturali e con il patrocinio della Siae, dell’Autorità di Sistema portuale del mare della Sicilia occidentale e della Fondazione Federico II.

Carmelo Galati e Marco Risi

I titoli in programma della seconda edizione sono: “Respiro” di Emanuele Crialese (26 agosto), “Ragazzi Fuori” di Marco Risi (27 agosto), “Viva la Libertà” di Roberto Andò (28 agosto), “Il ritorno di Cagliostro” di Ciprì e Maresco (29 agosto) e “La Famosa Invasione degli Orsi in Sicilia” di Lorenzo Mattotti (30 agosto). “Molte famiglie sono rimaste in città per via della pandemia e delle difficoltà economiche – dice il direttore artistico Carmelo Galati – quest’anno Cinema City assume in maniera ancora più forte la sua valenza sociale e artistica, con una rassegna gratuita che possa accompagnare la città verso una prospettiva di rinascita culturale e di ripresa della vita sociale e aggregativa, promuovendo la cultura cinematografica”.

Cinema City a Casa Professa

Il 6 agosto, alle ore 21.15 a Gibellina, sarà per Cinema City una particolare anteprima del festival, grazie alla collaborazione con le Orestiadi, attraverso la proiezione del documentario “Fellini fine mai”, di Eugenio Cappuccio, una produzione di Aurora Tv con Rai Cinema e in collaborazione con Rai Teche. Alle 20 prima della proiezione, il direttore artistico di Cinema City Carmelo Galati e il regista e critico cinematografico Mario Sesti saranno protagonisti dell’incontro “Fellini: i suoi sogni, il suo cinema”. L’evento delle Orestiadi, inserito nel calendario delle manifestazioni ufficiali per il centenario della nascita di Federico Fellini “Fellini 100”, sarà al Baglio Di Stefano a Gibellina, con ingresso libero e prenotazione obbligatoria.

Per informazioni su Cinema City cliccare qui.

Pronte le stazioni marittime nelle isole

Operativi i “welcome terminal” che accoglieranno, con tutti i comfort necessari, i passeggeri che sbarcano o che sono in attesa di prendere la nave o l’aliscafo

di Redazione

Sono operative le stazioni marittime nelle isole minori siciliane. Si tratta dei nuovi “welcome terminal” che accoglieranno, con tutti i comfort necessari, i passeggeri che sbarcano o che sono in attesa di prendere la nave o l’aliscafo. La scelta è stata del governo regionale, che ha provveduto a far progettare e finanziare la realizzazione di otto stazioni. Cinque di questi – fanno sapere da Palazzo d’Orleans – sono già stati installati nei porti di Ustica, Vulcano, Lipari, Pantelleria e Linosa, ma sono pronti a partire anche quelli di Marettimo, Favignana e Levanzo.

Il welcome terminal di Lipari

La realizzazione di queste strutture, in acciaio e con pannellature esterne con un’alta resistenza all’usura, è stata affidata attraverso un bando di gara a un’azienda leader del settore che opera anche sui mercati internazionali. Due i formati previsti: quello “big”, grande ottanta metri quadrati per le isole più grandi (Lipari, Favignana, Pantelleria e Ustica). La versione “smart”, di circa quaranta metri quadrati, è destinata invece a Linosa, Marettimo, Levanzo e Vulcano. Le stazioni sono dotate di tutti servizi necessari, di impianti moderni e dove sarà presente, tra l’altro, anche l’infermeria e il posto di polizia.

L’inaugurazione del welcome terminal di Ustica

“Un’iniziativa per riqualificare l’offerta di servizi turistici e per allineare la qualità dei trasporti marittimi agli standard europei”, spiega il presidente della Regione, Nello Musumeci. “In meno di dodici mesi, nonostante la pandemia che ha rallentato un po’ i tempi di esecuzione, ci siamo riusciti. Era un mio impegno assunto lo scorso anno in visita nelle isole minori. Il turismo diventa competitivo se ci sono servizi di qualità. Un investimento che la Regione ha voluto fare sulla qualità dell’accoglienza che, unita all’incommensurabile bellezza degli arcipelaghi siciliani, non potrà che avere ricadute economiche”.

Uno scorcio di Favignana (foto Markos90, Wikipedia)

“Tutti i ‘welcome terminals’ – aggiunge l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone – progettati dal personale del dipartimento Infrastrutture, sono dotati di pannelli fotovoltaici per una completa auto-alimentazione energetica e nella sale d’attesa è possibile trovare monitor, connessione wi-fi e punti di ricarica per i cellulari. Nei bagni ci sono anche tutti gli ausili necessari per i disabili e in quelli destinati alle donne è previsto un apposito spazio per il fasciatoio per i neonati. Non mancano il deposito bagagli, il punto informazioni turistiche e un ufficio per il trattamento dei reclami”. La gestione delle stazioni marittime sarà affidata dalla Regione ai Comuni, che potranno disporre – attraverso una convenzione – anche di personale approntato dalle compagnie di navigazione.

L’Etna tra scienza e memoria, filmati storici e foto in mostra

A Milo quattro incontri nel centro storico con i vulcanologi dell’Istituto nazionale geofisica e vulcanologia di Catania, proiezioni di documentari d’epoca e una mostra

di Redazione

Tra scienza, filmati storici dell’Istituto Luce e della Rai, fotografie e testimonianze dirette, Milo ad agosto racconta l’Etna, la paura della gente davanti all’avanzare dei fiumi di lava, le preghiere, i riti arcani – come Jana, la donna che brandisce un libro di preghiere di fronte al fronte lavico – le processioni religiose, l’abbandono delle case, chiese e persino dei mulini, opifici strategici per il benessere della comunità.

Eruzione 1950 a Milo, Jana col libro di preghiere (foto Salvatore Tomarchio)

Riparte il 4 agosto a Milo “Momenti di Luce e di Vini”, quattro incontri nel centro storico, sulla scalinata di largo dei Mille, con i vulcanologi dell’Istituto nazionale geofisica e vulcanologia di Catania, proiezioni di documentari d’epoca e una mostra “Idda. ‘A Muntagna”, collettiva di fotografi contemporanei per ripercorrere con la comunità e i viaggiatori in vacanza tra i boschi del vulcano la storia delle ultime grandi eruzioni (dal 1928 al 2002) sulla scorta della memoria collettiva, immagini d’epoca e approfondimenti di carattere scientifico.

Mascali sotto la lava

La sesta edizione della manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Milo con la direzione artistica di Paolo Sessa è dedicata ad alcune fra le più importanti eruzioni storiche dell’Etna: 1928 (4 agosto), 1950 (5 agosto), 1971 (10 agosto), 2002 (17 agosto). A raccontare l’Etna saranno i vulcanologi dell’Ingv di Catania: il direttore Stefano Branca e i colleghi Boris Behncke e Marco Neri; mentre per il Parco dell’Etna interverranno il presidente Carlo Caputo (4 agosto) e il vulcanologo Salvo Caffo. Gli incontri inizieranno sempre alle 20,30.

I crateri sommitali dell’Etna

Testimoni d’eccezione quattro autentici conoscitori ed esperti della “muntagna”: i giornalisti Turi Caggegi e Giuseppe Riggio, il fotografo Saro Barbagallo (fotografo), il vulcanofilo Pippo Scarpinati; mentre a chiusura della manifestazione, il 17 agosto, sarà proiettato il docufilm “L’eruzione perfetta”, a cura di Alfio Bonaccorso, Giovanni Tomarchio e Marco Neri. La collettiva fotografica “Idda, ‘a muntagna”, ospitata nel Centro servizi dall’1 al 17 agosto, è organizzata da Alfio Landro e Gianni Pennisi e propone una raccolta di scatti dell’Etna di vari autori. Ingresso libero, visite dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Collaborano all’evento il Comune di Milo, il Parco dell’Etna e il gruppo facebook “I love Etna &…”.

Per informazioni telefonare al 3927232658.

(La prima foto grande in alto è di Fabrizio Micalizzi)

La Targa Florio resta in Sicilia: marchio vincolato

La Regione ha dichiarato bene di interesse culturale la storica gara automobilistica ideata nel 1906 da Vincenzo Florio

di Redazione

Un rombo di motori che racconta la Sicilia. La Targa Florio resta nell’Isola, scongiurando eventuali vendite o delocalizzazioni altrove. È la conseguenza del decreto dell’assessorato regionale dei Beni culturali che ha apporto il vincolo al marchio della storica gara automobilistica creata da Vincenzo Florio nel 1906. Il vincolo – fanno sapere dall’assessorato di via delle Croci – dichiara bene di interesse culturale il brand “Targa Florio”, insieme alle testimonianze materiali costituite da ventidue targhe premio in bronzo e trecento fotografie storiche depositate all’Aci di Palermo. La Targa Florio, proprio per l’alto valore storico riconosciuto, dal 26 giugno 2009 è già iscritta nel registro delle Eredità immateriali della Regione siciliana al numero 129 del libro delle celebrazioni.

Enzo Ferrari nel 1922 (foto Wikipedia)

Un decisione annunciata lo scorso giugno (ve ne abbiamo parlato qui) e adesso concretizzata, che ha potuto contare sull’azione coordinata della soprintendente di Palermo, Lina Bellanca, della direttrice del Centro regionale del Catalogo, Selima Giuliano e del loro staff. Il marchio e i beni materiali collegati saranno, dunque, sottoposti a precise prescrizioni che ne vincoleranno l’uso. Il decreto, di fatto, ha scongiurato l’eventuale acquisizione del marchio da parte dell’Automobile Club d’Italia, che stava valutando le condizioni per comprare il brand dall’Aci Palermo.

Targa Florio a Collesano nel 1970 (foto Wikipedia)

Per quanto riguarda le manifestazioni sportive che si svolgono sotto il marchio di “Targa Florio” – spiegano dalla Regione – dovranno essere disputate esclusivamente sul territorio siciliano sotto l’egida organizzativa dell’Automobile Club Palermo. Possibili gare sul territorio nazionale o estero potranno essere consentite solamente dietro autorizzazione del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e, in ogni caso, essere presentate come “Tributo alla Targa Florio”, quale forma esclusivamente celebrativa della storica gara. L’assessorato dei Beni Culturali vigilerà anche sugli aspetti relativi all’utilizzazione commerciale del brand: il marchio, infatti, potrà essere utilizzato solo se le iniziative saranno coerenti e compatibili con il valore culturale del marchio.

Ferrari 250 GTO

Per quanto riguarda il patrimonio costituito dalle targhe premio originali e dalle 300 fotografie storiche – aggiungono dall’assessorato – queste vengono considerate un unicum indivisibile che l’Aci Palermo dovrà inventariare e custodire nella propria sede di Palermo, adottando tutte le misure necessarie a garantirne la tutela e la conservazione. “Il marchio Targa Florio appartiene alla Sicilia – dichiara l’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà – ed è profondamente radicato nella memoria di tutti, tanto da essere diventato elemento fortemente identitario dell’Isola. Da oggi e per il futuro, quindi, l’uso del marchio Targa Florio rimarrà strettamente connesso al territorio siciliano”. La prima edizione della Targa Florio si è svolta il 6 maggio 1906 e si deve alla grande intuizione di Vincenzo Florio che realizzò proprio sul circuito delle Madonie, dove tutt’oggi è ancora disputata, una gara diventata leggendaria, legando per sempre il nome della competizione al territorio siciliano.

A settembre torna “Una marina di libri” all’Orto Botanico

La nuova edizione di uno dei più attesi appuntamenti letterari della città era stata annullata lo scorso giugno a causa dell’emergenza sanitaria

di Redazione

Torna in un mese insolito e in una modalità rinnovata e in parte ridimensionata per far fronte alle misure anti-Covid uno dei più attesi appuntamenti per gli amanti del libro. Da giovedì 24 a domenica 27 settembre, l’Orto botanico dell’Università di Palermo accoglierà editori, libri e lettori provenienti da tutta Italia per l’undicesima edizione di “Una marina di libri”. La manifestazione è promossa da Ccn Piazza Marina & dintorni – organismo no profit che mette insieme più di 65 operatori commerciali e culturali del centro storico di Palermo – e si sviluppa grazie a un’ampia rete di sinergie sul territorio cittadino, prime fra tutti le case editrici palermitane Navarra e Sellerio e con la libreria Dudi che cura il cartellone di editoria per l’infanzia, e la stessa Università degli Studi di Palermo. Il direttore artistico è, anche quest’anno, Piero Melati, affiancato da Matteo Di Gesù, Salvatore Ferlita e Masha Sergio.

Gli stand degli espositori di “Una marina di libri” (foto Azzurra De Luca)

L’edizione 2020 di “Una marina di libri” si presenta con il titolo “Mondimperfetti”. “Imperfezione è sinonimo di diversità, che in quanto tale arricchisce, offre rinnovati punti di vista, sollecita specificità che rifuggono l’ovvio”, spiegano gli organizzatori. A partire da questo tema portante si sviluppano riflessioni e molti degli incontri, con particolare riferimento alla letteratura fantascientifica, che interessano linguaggi e discipline diverse, dalla linguistica alla semiotica, dalla letteratura comparata all’antropologia, dalla sociologia alle scienze storiche, dalla letteratura italiana alla pratica della traduzione, dalla didattica della lettura alla teoria e tecniche della comunicazione.

Una delle precedenti edizioni (foto Maria Anna Giordano)

L’undicesima edizione, che si sarebbe dovuta svolgere, come di consueto a giugno, è stata annullata a causa del Coronavirus. Adesso, dopo un lungo lavoro organizzativo e un tavolo di confronto che ha coinvolto tutte le parti, e dopo essersi assicurati di poter svolgere la manifestazione in completa sicurezza (grazie a piccole ma importanti accortezze come gli ingressi contingentati e un percorso obbligato che guidi i visitatori dall’ingresso fino all’uscita), il comitato organizzativo ha deciso di riprogrammare questa undicesima edizione a settembre.

Uno scorcio dell’Orto botanico

Una scommessa tutta palermitana dunque, quella di realizzare nell’anno del Covid il festival dell’editoria indipendente, quando nel resto d’Italia quasi tutte le fiere e i saloni del libro sono stati annullati o posticipati a data da destinarsi. Un passo reso possibile grazie allo spazio all’esterno che ospita la manifestazione già da quattro anni: un connubio felice quello tra i libri e la natura che si ripete dal 2016 e che ha reso l’Orto botanico a tutti gli effetti uno dei protagonisti della manifestazione, un giardino letterario di 10 ettari totalmente PlasticFree in cui leggere e ascoltare storie tra alberi secolari, sotto i ficus o circondati da piante grasse e bambù.

Uno degli incontri della scorsa edizione

L’undicesima sarà necessariamente un’edizione un po’ ridimensionata sia per numero di ingressi che per numero di eventi, inferiore rispetto agli altri anni, ma non per questo meno ricca di contenuti e di proposte culturali con tante presentazioni, eventi e collaborazioni con altre realtà significative della città. Prima novità sarà l’apertura del festival il giovedì mattina grazie al progetto “Un mare di storie” che il Ccn Piazza Marina & dintorni e la libreria Dudi portano avanti con la ICS Amari Roncalli Ferrara di piazza Magione e il sostegno di Mibact e Siae, e sarà proprio con gli studenti e le scuole che si darà l’avvio a questa speciale edizione del festival.

(La prima foto grande in alto è di Maria Anna Giordano)

Pupi e marionette tornano in scena al Museo Pasqualino

Un ricco calendario condiviso con le compagnie teatrali accompagnerà residenti e turisti con uno spettacolo al giorno per tutto il mese di agosto

di Redazione

Sono stati chiusi nella loro casa come il mondo intero, ma adesso, dopo cinque mesi di lockdown, è arrivato il momento per pupi e marionette di tornare alla ribalta. In scena per gli spettacoli e nelle sale esposti in bella mostra, finalmente li si rivede dal vivo. Il Museo internazionale delle marionette riapre le porte sabato 1 agosto nell’ambito del festival RestArt, promosso dagli Amici dei Musei Siciliani e da Digitrend, dalle 19 alle 24. Alle 19 sarà possibile assistere allo spettacolo di opera dei pupi “La battaglia di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica”, della compagnia Brigliadoro. Dalle 20 alle 24 si potrà invece visitare il museo con ingressi contingentati di massimo 15 persone ogni 30 minuti.

Franco Cuticchio

Il programma degli spettacoli ad agosto prevede, lunedì 3 alle 11.30, la compagnia Franco Cuticchio Figli d’Arte (Teatro Kemonia), che andrà in scena poi ogni lunedì e martedì alle 11,30 e il mercoledì alle 17. Martedì 4 agosto alle 17.30, e poi tutti i venerdì e martedì di agosto alle 19, sarà la volta della Compagnia Famiglia Mancuso (Teatro Carlo Magno). Si proseguirà con gli spettacoli al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, eseguiti da Salvo Bumbello, che andranno in scena tutti i giovedì, venerdì e sabato alle 17. Infine, la Compagnia Famiglia Argento (Teatro Argento) si esibirà tutti i venerdì e sabato di agosto alle 18 (nella settimana di ferragosto gli spettacoli si svolgeranno giovedì 13 e venerdì 14 agosto, sempre alle 18).

Marionette acquatiche del Vietnam

“Siamo felici di potere riaccogliere i nostri ospiti in un luogo sanificato e sicuro. Quello di sabato – sottolinea il direttore del Museo delle Marionette, Rosario Perricone – è solo il primo degli appuntamenti di questa estate. Già a partire dal 2 agosto, il museo riprenderà ad accogliere i visitatori con i normali giorni di apertura, domenica e il lunedì dalle 10 alle 14 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 18. Grazie alle attività portate avanti della Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’opera dei pupi siciliani, che coinvolge 12 compagnie in tutta la Sicilia, di cui siamo promotori e referenti, abbiamo un ricco calendario condiviso con le compagnie che accompagnerà residenti e turisti che avranno la possibilità di vedere almeno uno spettacolo al giorno per tutto il mese di agosto”.

“Musiche di una nuova alba”, tornano i concerti allo Spasimo

Al via la stagione della Fondazione The Brass Group in collaborazione con le maggiori istituzioni musicali di Palermo. Si inaugura con una serata dedicata a Ennio Morricone

di Redazione

“Spasimo 2020 – Musiche di una nuova alba”. Questo il titolo della stagione di concerti promossa dalla Fondazione The Brass Group, insieme al Teatro Massimo, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, il Conservatorio Alessandro Scarlatti e l’Associazione siciliana Amici della Musica. Il concerto inaugurale dedicato a Ennio Morricone si svolgerà venerdì 7 e sabato 8 agosto alle 21.30 sul palco del complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo. Milici, uno dei più apprezzati armonicisti, accompagnato dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Antonino Pedone, autore anche delle orchestrazione e degli arrangiamenti, interpreteranno le musiche del compositore recentemente scomparso, tra le quali “Per un pugno di dollari”, “Mission”, “C’era una volta in America”, “Nuovo cinema Paradiso”.

L’Orchestra Jazz Siciliana del Brass Group

Il programma prevede un ricco calendario di quindici concerti che si svolgeranno allo Spasimo tra agosto e settembre (questo il programma completo con tutte le informazioni). “Per la prima volta i grandi enti musicali di Palermo si mettono assieme unendo in un percorso virtuoso le loro straordinarie forze e i loro indiscutibili talenti per realizzare una rassegna musicale che rende tutti protagonisti – ha commentato l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina – . Si può parlare di una piacevole novità che coinvolge Teatro Massimo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Conservatorio Scarlatti, Amici della Musica e The Brass Group. Tutti organizzatori e tutti ripeto protagonisti. Le orchestre che escono dai loro teatri e arrivano in uno spazio comune per ‘Spasimo 2020’ con un cartellone che evidenzia le qualità dei nostri artisti e permette al pubblico di poter apprezzare la buona e la grande musica”.

Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando interviene dichiarando: “Un evento straordinario. Perché fra i primi eventi cultuali e concertistici dal vivo in città dopo il periodo di lockdown. Ed un evento straordinario per la cultura e la musica a Palermo: i principali attori della musica cittadina saranno ri-uniti nello splendido contesto dello Spasimo per affermare ancora una volta come l’arte e la cultura siano sinonimo di vita e vitalità”.

Nuove scoperte a Sant’Angelo Muxaro

Ritrovati vasi e resti di scheletri, mentre un saggio a Monte Castello ha rivelato la presenza dell’uomo già cinquemila anni prima di Cristo

di Redazione

Sono tante le sorprese che sta suscitando la campagna archeologica a Sant’Angelo Muxaro. Nel piccolo centro dell’entroterra agrigentino, le nuove ricerche in località “Monte M’pisu”, nelle tombe a pozzetto della necropoli eneolitica risalente al IV millennio avanti Cristo, hanno infatti portato alla luce vasi e resti scheletrici ritenuti di grande interesse da parte degli studiosi. I ritrovamenti – fanno sapere dall’assessorato regionale ai Beni Culturali – saranno sottoposti, nei prossimi giorni, a esami scientifici e specifici che consentiranno di identificarne il contenuto. Le analisi isotopiche sui reperti scheletrici serviranno a identificare, invece, il tipo di dieta alimentare adottata dalla popolazione.

Archeologi al lavoro

Di grande importanza anche le indagini che si stanno conducendo sul Monte Castello, alta e inaccessibile rocca sul fiume Platani identificata con Kamicos, cui è legato un patrimonio di leggende che ruotano intorno alla figura del cretese Minosse e del re sicano Kokalos. Un saggio in profondità, infatti, ha rivelato la presenza umana già cinquemila anni prima di Cristo mostrando ceramiche a decoro dipinto e inciso-impresso e, soprattutto, reperti di ossidiana di Lipari e Pantelleria che documentano già nel Neolitico rapporti commerciali ad ampio raggio.

Uno dei reperti rinvenuti

Quella di Monte Castello, infatti, – spiegano dall’assessorato di via delle Croci – si rivela una delle più importanti stratificazioni archeologiche mai documentate che, proprio in questo sito, descrive un continuum ininterrotto dal V millennio avanti Cristo fino ad età greca, romana e medievale. La Regione Siciliana ha finanziato in totale otto cantieri nelle province di Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna, Ragusa e Messina. Le attività riguardano, soprattutto, quelle zone della Sicilia che fino a ora hanno ricevuto minori attenzioni, sia in termini di finanziamento per la ricerca, sia per l’inclusione nei grandi circuiti.

Ripresi gli scavi a Sant’Angelo Muxaro

“La valorizzazione del nostro patrimonio archeologico – sottolinea il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – è una delle priorità del mio governo. Quello di Sant’Angelo Muxaro è uno degli otto cantieri che abbiamo attivato in tutta l’Isola, dopo un’interruzione di oltre dieci anni, per aprire una nuova stagione che consentirà alla nostra terra di ottenere un duplice risultato: da un lato arricchire l’offerta del nostro immenso giacimento culturale a turisti, studiosi e curiosi, dall’altro conservare la nostra memoria”. Secondo l’assessore dei Beni culturali, Alberto Samonà, i risultati degli scavi condotti in questi anni “ci confortano e rafforzano la consapevolezza che le soprintendenze siciliane, dotate di eccellenti archeologi e tecnici, hanno la potenzialità di continuare in quell’attività di ricerca che ci ha reso famosi nel mondo”.

Rilievi a Sant’Angelo Muxaro

“Spiga Verde” a Ragusa, unico comune in Sicilia

Per il terzo anno, il comune ottiene il riconoscimento nazionale assegnato dalla Fee Italia alle località che promuovono lo sviluppo rurale

di Redazione

Un riconoscimento per le eccellenze agroalimentari, l’offerta di turismo rurale e le politiche per la sostenibilità. Ragusa si conferma unica città siciliana insignita della Spiga Verde, riconoscimento nazionale conferito dalla Fee Italia (Foundation for Environmental Education) alle località italiane che promuovono uno sviluppo rurale sostenibile. Considerato il contrappunto rurale della Bandiera Blu, riconoscimento europeo assegnato sempre dalla Fee per le spiagge e gli approdi turistici, la Spiga Verde arriva a Ragusa per la terza volta.

La bandiera con la “Spiga Verde”

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri in streaming ed hanno partecipato i rappresentanti dei 46 comuni italiani che hanno ottenuto il riconoscimento. Per l’amministrazione ragusana ha partecipato Giovanna Licitra, vicesindaco con deleghe a Zootecnia, Agricoltura e Politiche agroalimentari. “La Bandiera Blu, per la qualità del mare e dei relativi servizi, la Bandiera Verde, perché individuati da una giuria di pediatri come adatti ai bambini, e ora anche le Spighe Verdi, per la gestione sostenibile e la valorizzazione del patrimonio rurale. Con la cerimonia di oggi – dichiara il vicesindaco – Ragusa ha ottenuto l’ennesimo riconoscimento che premia la qualità del nostro territorio”.

Vista su Ragusa dal campanile della cattedrale di San Giovanni

“È un risultato che certifica la qualità dell’ambiente e della vita complessivamente – ha aggiunto Licitra – merito di tutta la comunità e delle imprese agricole che operano in maniera sostenibile, rendendo attrattivo il nostro territorio grazie alle eccellenze agroalimentari e all’offerta di turismo rurale. Al tempo stesso è un impegno alla sostenibilità e a divulgarne i principi, favorendo l’occupazione in ambito green, programmando la gestione del territorio, riducendo gli impatti sull’ambiente”.

Il Duomo di Ragusa Ibla

Il riconoscimento, nato nel 2016, è legato alla valutazione da parte di una commissione nazionale formata da esperti provenienti da enti sia pubblici che privati, quali il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, il Corpo forestale dello Stato, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il Consiglio nazionale delle ricerche, Confagricoltura e la stessa Fee Italia. La candidatura dei comuni è volontaria; i criteri di valutazione di ciascuna candidatura, riguardanti le tematiche della sostenibilità, sono periodicamente aggiornate, con l’obiettivo di garantire un programma sempre adeguato alle normative e alle politiche nazionali e globali sullo sviluppo sostenibile. Dopo la valutazione, la Fee rilascia la certificazione Spiga Verde, che ha validità di un anno, al termine del quale, per essere mantenuta, deve essere rinnovata da parte del comune.

Le Vie dei Tesori News

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