Apre la torre meridionale del Duomo di Monreale

Si inaugura un nuovo percorso di visita per celebrare la fondazione del monastero benedettino. Per l’occasione sarà proiettato un videomapping sulla facciata della chiesa

di Redazione

Una grande festa di cultura e religione a Monreale. Per celebrare la fondazione del monastero benedettino, si apre la torre meridionale del Duomo con un nuovo percorso di visita. Il giorno scelto per l’inaugurazione è sabato 7 settembre, vigilia della festa della Madonna del Popolo, la prima e la più antica celebrazione mariana nella cittadina normanna. Si tratta di un’ulteriore tappa di quel percorso avviato da anni dall’arcivescovo dell’Arcidiocesi di Monreale, Michele Pennisi, dalla Basilica Cattedrale, guidata dal parroco Nicola Gaglio, e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo, per restituire l’idea di unità del monastero benedettino e offrire ai visitatori la possibilità di fruire dell’intero sito, in maniera globale.

Il Duomo di Monreale

I lavori di ristrutturazione e restauro della torre meridionale sono iniziati nel 2018, curati dall’architetto Roberto Pupella, ed eseguiti dalla ditta Oliveri di Partinico, con l’alta sorveglianza della Soprintendenza, che sta curando anche l’allestimento della visita. La parte scientifica è invece opera della professoressa Maria Concetta Di Natale, direttrice del Museo Diocesano. Dal restauro della torre sono stati ricavati quattro livelli espositivi, che accoglieranno una parte delle opere del museo diocesano che per mancanza di spazi sono conservate nel deposito.

La Sala San Placido del Museo Diocesano

La giornata inizia alle 18,30 nell’aula San Placido del Museo Diocesano con la presentazione di una nuova guida che riguarda il complesso monumentale “Santa Maria la Nuova”, edita da Schirà su commissione di CoopCulture. Segue la visita alla torre meridionale e dopo, alle 21, dopo una rappresentazione teatrale sulla vita di Guglielmo II curata dalla Compagnia dei Normanni, tocca al videomapping “Il sogno di Guglielmo”, proiettato sulla facciata della Cattedrale. Il Duomo si animerà di luci e colori che racconteranno la sua storia, a partire dal mito fondativo che vede come protagonista il re normanno Guglielmo II. La performance, realizzata da “Odd Agency”, celebrerà l’architettura e i mosaici del prezioso monumento, nonché la sua dedicazione alla Madonna e la potenza del culto mariano nella comunità monrealese. Successivamente sarà possibile visitare gratuitamente: la Cattedrale, il chiostro, il museo, la sagrestia della Cattedrale, la torre settentrionale e quella meridionale, le terrazze, gli archivi, il Museo Diocesano e la cappella Roano.

Il chiostro

“Troppo spesso, erroneamente, si pensa che la Cattedrale e il chiostro siano due siti indipendenti, come fossero decontestualizzati da tutto il resto – fanno sapere dall’Arcidiocesi – . Questo perché, dopo la soppressione degli ordini monastici avvenuta nel 1866, il chiostro e il complesso monastico furono trasferiti allo Stato italiano. Il Ministero poi li concesse separatamente alla Regione Siciliana e al Comune di Monreale. Ma la Cattedrale è parte di tutto il complesso. I monasteri sono costituiti da una chiesa, da vari locali, da uno o più chiostri, da un refettorio, da uno scriptorium. Anche i locali dove è allestito il Museo diocesano appartengono all’antica abbazia monrealese, poiché insiste sull’aula capitolare dei monaci, la sala delle riunioni. Il progetto portato a termine permetterà quindi al visitatore di cogliere e di usufruire di tutto il monastero nella sua completezza”.

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In pullman da Palermo nelle altre città del festival

Una delle principali novità della prossima edizione de Le Vie dei Tesori prevede partenze in bus dal capoluogo con rientro in serata

di Redazione

Scoprire i tesori delle città siciliane inserite nel circuito de Le Vie dei Tesori 2019 partendo da Palermo al mattino in pullman e tornando in serata? Comodamente seduti in una poltrona, senza dover faticare guidando e cercando posteggi in città poco note? Da quest’anno è possibile. Una delle principali novità del programma 2019 prevede, infatti, con partenze da Palermo, escursioni nelle altre sedi del Festival, in una gita giornaliera possibile grazie all’accordo che Le Vie dei Tesori ha stipulato con Labisi Eventi.

Passeggiate fuori Palermo con Le Vie dei Tesori

In poche parole: si vuole andare a Trapani o a Catania, o a Messina o in qualunque altra città sede del Festival 2019 in pullman? Basterà prenotare (in basso tutti i link per le informazioni su date e modalità) e ci si potrà godere la propria gita nel segno della scoperta del bello senza faticare. “Nella nostra storia – spiega Alessio Labisi, amministratore della società di trasporti – c’è una particolare attenzione alle esigenze di chi vuole conoscere le bellezze della nostra terra. Ecco che l’accordo con Le Vie dei Tesori è stata la naturale evoluzione di quanto fin qui fatto. Per noi questa operazione non è solo commerciale, siamo affascinati dalla opportunità che Le Vie dei Tesori offre di visitare luoghi sconosciuti permettendo così la riappropriazione delle nostre città”. Per Labisi, “garantire le partenze dei bus navetta, anche con un basso numero di partecipanti, è motivo di orgoglio: ci piace partecipare a questa piccola-grande rivoluzione culturale del bello che sta avvenendo in Sicilia”.

Visita a Trapani alla Cappella della Mortificazione

“Negli anni scorsi tanti nostri utenti ci hanno chiesto l’opportunità di poter andare a visitare le altre città del circuito usufruendo di mezzi di trasporto collettivi – sottolineano dalla sede de Le Vie dei Tesori – . È un progetto che diventa realtà grazie all’accordo con Labisi. È di tutta evidenza la comodità di recarsi, ad esempio a Marsala o a Siracusa, in pullman dedicando tutte le proprie energie alla visita dei tanti siti aperti con Le Vie dei Tesori”.

Che fare, dunque, per usufruire dell’iniziativa? Basta cliccare su questo link https://labisiweb.com/categoria.php?tid=43 e ci si trova nella pagina internet con tutte le proposte. “Poi basta scegliere quella che interessa e si può subito prenotare. Del biglietto che si acquista non fanno parte i coupon di ingresso” ricordano dall’organizzazione. Le partenze sono garantite al raggiungimento di un minimo di partecipanti. “È un esperimento sul cui esito siamo curiosi nonché fiduciosi” sottolineano Le Vie dei Tesori e Labisi. La risposta agli appassionati del Festival.

Passeggiata a Siracusa con Le Vie dei Tesori

Queste le date e le mete, con i relativi link alle pagine in cui trovare tutte le informazioni e anche la possibilità di prenotare.

Trapani, 15 e 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3292

Sambuca, 15 e 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/categoria.php?tid=43

Marsala, 15 e 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3902

Acireale, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3897

Messina, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3898

Caltanissetta, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3895

Sciacca, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3896

Naro, 22 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=4006

Siracusa, 29 settembre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=4007

Catania, 6 e 27 ottobre 2019:

https://www.labisiweb.com/evento.php?tid=3905

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Riapre il giardino di Villa Aurea nella Valle dei Templi

L’area verde di quella che fu la residenza di sir Alexander Hardcastle offre oggi un nuovo percorso tra i resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili

di Redazione

Un nuovo tassello si aggiunge ai tesori della Valle dei Templi. Riapre il giardino mediterraneo di Villa Aurea con un nuovo percorso tra i resti di una necropoli. Da domenica 25 agosto, l’area verde di quella che fu la residenza di sir Alexander Hardcastle, il capitano inglese che contribuì alla rinascita della Valle dei Templi all’inizio del ’900, apre al pubblico, offrendo uno spaccato inedito sull’area archeologica. Tra cespugli e macchia mediterranea, si scoprono, infatti, i resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili.

Percorso di visita nel giardino di Villa Aurea

Il giardino di Villa Aurea, residenza dal 2008 sede di rappresentanza del Parco archeologico della Valle dei Templi, offre un viaggio sensoriale nella macchia mediterranea, tra specie esotiche ed esemplari rari, come l’Eucalyptus erythrocorys, forse unica presenza nei giardini storici siciliani. I viali che attraversano il giardino permettono di scoprire resti archeologici, che appaiono tra siepi profumate di mirto, rosmarino e lavanda, alternati a scorci sui templi, sulla campagna agrigentina, coltivata a mandorli e olivi, e sulla pianura verso sud fino al Mediterraneo.

Il Tempio della Concordia

“L’apertura del giardino – spiega il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta – ci permette di ricordare e far conoscere la figura di un mecenate d’altri tempi che ha veramente fatto rinascere la Valle e a cui dobbiamo moltissimo: quando riuscì a rialzare le colonne del tempio di Eracle, ricostituendolo alla vista, finì sulla copertina del Times. Ma poi fu dimenticato”.

La necropoli paleocristiana di Villa Aurea

Era il 1921 e un cinquantenne capitano della British Navy che aveva combattuto durante le guerre coloniali inglesi, giunge nell’allora Girgenti: sir Alexander Hardcastle ha la passione dell’archeologia e comprende subito che la Valle dei Templi è un tesoro inestimabile sì, ma drammaticamente abbandonato, come già scriveva Goethe nel 1787. E decide non solo di restare, ma di mettersi al lavoro. Dodici anni intensi e straordinari, in cui Hardcastle, con l’aiuto dell’archeologo veronese Pirro Marconi, regala una nuova vita alla Valle dei Templi.

Uno degli accessi al giardino di Villa Aurea

Ma il sir inglese non ammetteva di star lontano dai “suoi” scavi e acquistò una villa lungo le mura dell’antica Akragas, fra il Tempio della Concordia e quello di Eracle: la chiamò “Villa Aurea” in onore della vicina Porta Aurea da cui nel 210 avanti Cristo entrarono i soldati romani dopo sei mesi di assedio. Sir Hardcastle spende i suoi averi per recuperare la Valle, finanziando campagne di scavo e di restauro, rialzando colonne, acquistando terreni. Finisce in copertina sul Times, con i templi alle spalle. Ma il crollo di Wall Street è alle sue spalle e lo lascia povero. E pazzo. Prima di essere rinchiuso in manicomio – dove morirà poco dopo per una brutta depressione – Hardcastle conduce a buon fine l’unica possibilità rimastagli: vende Villa Aurea allo Stato. Non servirà a nulla, il capitano inglese sarà presto dimenticato, solo un busto in bronzo lo ricorda nel giardino di quella che fu un tempo la sua casa.

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Si scava per trovare l’antico porto di Selinunte

Scoperti segni di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili all’approdo

di Redazione

Occhi puntati sull’antico bacino portuale di Selinunte, nella valle del Gorgo Cotone, tra la collina di Manuzza e quella orientale. Grazie alla campagna di scavi in corso, si cercheranno di individuare i limiti perimetrali dell’antico porto, datarne le strutture e definire la relazione tra il porto e l’impianto urbanistico. Indagini geofisiche preliminari – fanno sapere dal Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria – hanno evidenziato le tracce di una strada già parzialmente scavata e altre significative anomalie, indizi dell’esistenza di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili al porto.

Riproduzione dell’antica Selinunte in una stampa del 1910

Gli scavi archeologici, supportati dalle prospezioni geologiche, hanno consentito l’identificazione di un ulteriore tratto della massiccia strada che conduce alla piccola porta est e dei resti di un grande edificio più a sud. In questa zona, le indagini geofisiche hanno inoltre rilevato la presenza di materiale marittimo a una profondità di oltre 4 metri. La missione, curata dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, dall’Università di Bonn e da quella di di Bochum in stretta collaborazione con il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, è diretta dal professor Jon Albers.

Ricostruzione di Selinunte

Il progetto si presenta oggi alle 18, nella sede del Parco a Marinella di Selinunte, nel corso di un incontro del ciclo “I Cantieri della conoscenza”, lanciato dal neo direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, l’architetto Bernardo Agrò. Una formula, quella dei “cantieri aperti” che ha l’obiettivo di offrire ai visitatori nuovi percorsi che diventano divulgativi e inoltre coinvolgere cittadini e associazioni nelle campagne in corso favorendo così una “archeologia partecipata”.

Il Tempio C

“Le attività di ricerca del Parco – spiega Agrò – sono portate alla conoscenza attraverso la realizzazione di allestimenti museali a cantiere aperto, che costituiscono un valore aggiunto nella offerta culturale per i visitatori con rinnovati e sempre inediti percorsi. L’idea inoltre costituisce un modo nuovo anche per raggiungere i newcomers, cioè le persone che nei nostri siti museali non sono mai entrate ponendo come altro importante obiettivo far tornare loro e gli altri, facendo diventare il Parco come una realtà presente nella vita delle persone. Ci auguriamo – conclude Agrò – che il prosieguo delle indagini possa contribuire ulteriormente alla conoscenza di una delle più importanti colonie greche d’Occidente”.

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L’estate dei grandi eventi nei luoghi della cultura

Concerti, spettacoli e rassegne in parchi archeologici e teatri antichi, tra Taormina, Siracusa, Selinunte, Segesta e Marsala

di Redazione

Un’estate di spettacoli, concerti ed eventi tra i parchi archeologici e i teatri antichi di Sicilia. La stagione 2019 ha offerto, e continua ad offrire fino al mese di settembre, un ricco e variegato ventaglio di proposte che la Regione Siciliana, con gli assessorati dei Beni culturali e del Turismo, ha programmato già da un anno. In prima fila, il Teatro Antico di Taormina, il Teatro di Siracusa, Selinunte e Segesta, ma anche realtà come il Parco delle Isole Eolie, Lilibeo e Catania ospitano cartelloni in contesti archeologici straordinari. Un mix tra visite tradizionali e offerte culturali al di fuori degli orari di visita.

Il Teatro antico di Taormina

Così, la stagione del sito archeologico considerato il più esclusivo per bellezza e importanza storica – il Teatro Antico di Taormina – è iniziata l’11 aprile con la mostra “Arte Sicilia Contemporanea” di Francesco Messina. Un evento conclusosi il 17 giugno, che ha celebrato il famoso artista siciliano proponendo le sue opere più significative e facendo registrare un notevole successo di pubblico. Nei mesi di giugno e di luglio il cartellone di Taormina ha offerto i concerti di Francesco Renga, Francesco De Gregori, degli Earth Wind & Fire. Tra gli eventi legati al cinema internazionale, la 74esima edizione dei Nastri d’Argento e il Taormina Film Festival. E, ancora, l’esibizione dello storico gruppo degli America, di Caetano Veloso, de Il Volo oltre a Pagliacci, alla Cavalleria Rusticana, alla Traviata e alla Tosca. A portare alla ribalta le bellezze naturali e storiche della perla dello Ionio hanno contribuito il Premio Cinematografico delle Nazioni e Tao Moda. La prima settimana di Agosto ha avuto, invece, come protagonisti Massimo Ranieri ed Eros Ramazzotti.

Il 17 agosto sarà Fiorella Mannoia a salire sul palco del Teatro e il 27 toccherà ad Antonello Venditti. Il 30 e il 31 agosto l’evento più atteso del cartellone estivo: Andrea Bocelli. Il mese di settembre si aprirà al Parco di Giardini Naxos con la II edizione della rassegna “Comunicare l’antico”, a cura di Naxoslegge. Continuano gli spettacoli al Teatro Antico con Turandot il 2 settembre e in chiusura, l’8 e il 15, due eventi per il cinema e la moda: “Una ragazza per il cinema” e “The look of the Year”. La stagione si concluderà a Palazzo Ciampoli con la VI edizione del Convegno Internazionale di Archeologia Subacquea dal 10 al 12 ottobre. Una serie di eventi, dunque, che confermano l’internazionalità del teatro greco, icona della Sicilia nel mondo.

La Tomba di Archimede a Siracusa

A Siracusa, sede storica delle rappresentazioni classiche dell’Inda, “Elena”, “Le Troiane” di Euripde e “Lisistrata” di Aristofane, con le 48 repliche hanno registrato numeri record di pubblico. Un percorso a tutto tondo quello del capoluogo aretuseo: Luca Zingaretti e Ludovico Einaudi al Teatro Greco, incontri culturali nel magico luogo dell’Orecchio di Dionisio all’interno del Parco della Neapolis, le mostre al Museo Paolo Orsi. E torna dopo anni la lirica al Teatro Greco con la Tosca di Giacomo Puccini e la Turandot. Ma non solo: a Palazzolo Acreide, nel Teatro Akrai, la manifestazione “Il teatro del cielo” con migliaia di studenti provenienti da tutto il mondo che si sono esibiti confrontandosi con i grandi classici.

Il Tempio C di Selinunte

Selinunte, con il ciclo “Teatri di Pietra”, ha proposto cinque spettacoli classici. Il 17 Agosto ci sarà il grande evento rivolto al pubblico più giovane: “Musica e legalità” con il concerto della star internazionale Michael Cox. I “Cantieri della conoscenza” e i “Cantieri del gusto” si sono rivelati una formula riuscita che ha coinvolto sia il territorio che i tanti turisti presenti nel Parco, dove spettacoli serali e concerti hanno completato l’offerta del luogo della cultura più esteso dell’Isola.

Anche il Parco archeologico delle Isole Eolie, sito strategico ai vertici del turismo per numero di visite, ha proposto eventi culturali, sia all’interno dello storico Museo Eoliano che al teatro all’aperto del Castello. La XVIII rassegna “Le maschere di Dioniso” ha presentato dal 19 luglio, e con rappresentazioni previste fino al 5 settembre, opere teatrali nella splendida cornice del Castello di Lipari. E ancora, incontri, conferenze e visite guidate al Museo, anche in notturna, fino alla fine di settembre.

L’ingresso dell’Anfiteatro romano di Catania

Il teatro romano di Catania è stato protagonista dell’evento “Thysia il rito segreto”, esperienza multisensoriale che ha consentito al pubblico di vivere la quotidianità del mondo greco grazie all’incontro virtuale con i personaggi del tempo. E sempre il Parco archeologico di Catania proporrà, il 16 agosto, “La notte dei musei”, visite notturne guidate al Teatro Antico romano di Catania.

Al Parco archeologico di Segesta, in provincia di Trapani, le “Dionisiache” hanno caratterizzato il cartellone estivo. Dal 19 luglio fino all’8 settembre una vasta rassegna di spettacoli teatrali nel suggestivo scenario del teatro antico: “Ecuba” di Euripide, “Anfitrione” di Plauto, “Dyskolos” di Menandro, e nelle prossime settimane, “La casa del fantasma” di Plauto e “Lysistrata” di Aristofane. Spazio anche musica d’autore con numerosi concerti sulla Collina del Tempio sempre all’interno dell’area archeologica. E, ancora, le “Notti Bianche” con incontri a tema e osservazioni astronomiche. Il 17 agosto una serata dedicata alla luna con spettacolari proiezioni sulla facciata del Tempio. In programma, poi, le suggestive albe al teatro per tutto il mese di agosto con spettacoli alle 5 del mattino: il 18 agosto “Satyricon” di Petronio e il 25 “Penelope”. Completa la ricca offerta del Parco, il ciclo di “Conversazioni d’Autore” sulla Collina del Tempio con incontri a tema sulla Zoologia della Sicilia Araba (17 agosto), un incontro con l’ex procuratore Pietro Grasso (giorno 22), sul Medio Oriente (giorno 24) e sull’Arte rupestre in Sicilia (28 agosto). Interessante anche un ciclo di spettacoli teatrali per dare voce alle compagnie del territorio.

Il teatro greco di Segesta

Il Parco archeologico di Lilibeo, a Marsala, dal mese di luglio ha proposto spettacoli teatrali e serate a tema nell’ambito del ciclo “Tramonti d’autore”. E fino al 20 settembre, spettacoli, incontri, conferenze. Il 24 agosto Giovanni Sollima in concerto, il 6 settembre un dibattito su problemi e prospettive sul “fine vita”, il 7 la proiezione del documentario sulla spedizione Polarquest, il 13 settembre un concerto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e il 20 la conferenza sulle prospettive del Parco di Lilibeo, un sito ancora “giovane” ma dalle grandi potenzialità.

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Pioggia di milioni in arrivo per le aree protette siciliane

I finanziamenti riguardano il recupero e la realizzazione di sentieri, vie e varchi di accesso, comprese reti ciclopedonali, orti botanici e punti di osservazione

di Redazione

Una boccata d’ossigeno per i polmoni verdi di Sicilia. In arrivo 27 milioni di euro da parte della Regione Siciliana per 25 aree protette dell’Isola. L’assessorato Territorio e Ambiente ha, infatti, dato il via libera alla graduatoria definitiva del bando relativo all’azione 6.6.1 del Po Fesr Sicilia 2014-2020. Previsti interventi per la tutela e la valorizzazione di zone in ambito terrestre, marino e paesaggi tutelati. Le risorse saranno destinate agli enti gestori delle riserve e dei Parchi naturali, alle associazioni ambientaliste e ai Comuni.

Uno scorcio di Isnello

I finanziamenti riguardano il recupero e la realizzazione di sentieri, vie e punti di accesso alle zone protette, comprese reti ciclopedonali di collegamento esterno. Ma anche la creazione di aree verdi, orti botanici, punti di osservazione. E ancora la produzione di attrezzature dirette al miglioramento della fruizione del patrimonio ambientale, anche mediante il recupero di strutture non utilizzate con caratteristiche legate alle tradizioni o alla storia del territorio (come edifici rurali o mulini) per l’allestimento di centri-visita, punti di informazione e piccole zone ricettive. Previsti anche progetti per la riqualificazione di aree di particolare valore paesaggistico, ambientale, naturale, funzionale e finalizzati allo sviluppo di un turismo eco-compatibile e sostenibile. La fase istruttoria e la graduatoria finale degli interventi sono state curate dal dipartimento dell’Ambiente diretto da Giuseppe Battaglia.

Grotta Carburangeli

Godranno dei finanziamenti le aree protette di quasi tutte le province siciliane. Nel territorio palermitano sono previsti sette interventi: a Isnello arriveranno 276mila euro recupero di un tratto del sentiero geologico urbano; 177mila euro per la riserva della Grotta di Carburangeli, gestita da Legambiente nel territorio di Carini; 442mila euro a Caccamo per realizzazione reti sentieristiche e di connessione esterna tra il borgo medioevale di Caccamo, per le Riserve Monte San Calogero, Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Marramuto, per il Lago Rosamarina e per il Monte Rosamarina e Cozzo Famò; 100mila euro a Castellana Sicula per la tutela e valorizzazione del Mulino Petrolito e delle aree circostanti; a Pollina arriveranno 477mila euro per la realizzazione di un’area attrezzata e un parco per lo svolgimento di attività eco-sportive in contrada Serradaino; 823mila euro a Baucina per la riqualificazione della sentieristica, la realizzazione di aree verde attrezzate in siti della rete ecologica siciliana e, infine, 741mila euro a Geraci Siculo per la valorizzazione dei màrcati. Storici.

Grotta di Sant’Angelo Muxaro (foto Legambiente)

Nell’Agrigentino, 4,3 milioni di euro saranno destinati al progetto “Greenway Terre Sicane” tra Sambuca di Sicilia, Bisacquino e Caltabellotta. Alla riserva di Lampedusa andranno 566mila euro; a Bivona 1,1 milioni e 125mila euro per la Grotta di Sant’Angelo Muxaro gestita da Legambiente. Nel Messinese, 2 milioni andranno al Comune di Fiumedinisi, per il recupero e valorizzazione di un tratto del sentiero Italia; 480mila euro ad Alcara Li Fusi, per la riqualificazione dell’area delle Veliere dei Grifoni; e 1,3 milioni per i sentieri naturalistici di Patti. Quattro le aree del Siracusano, con Palazzolo Acreide dove arrivano 3,1 milioni per le piste ciclabili; 1,5 milioni di euro a Priolo Gargallo per la ristrutturazione del caseggiato ex Espesi che diventerà centro visite e foresteria della Riserva Saline di Priolo; 400mila euro saranno destinati alla riserva Grotta Palombara di Melilli e 370mila euro a Rosolini. Nel Trapanese, fondi per la Grotta Santa Ninfa (439mila euro), la porta del bosco a Buseto Palizzolo (975mila euro); a Marsala, dove sono previsti 1,2 milioni per la pista ciclabile nel lungomare dello Stagnone e a Salemi (360mila euro).

Nell’Ennese, 850mila euro a Nicosia per il restauro conservativo della Casa Comune in contrada Campanito e 337mila euro per il Polo diffuso per le identità e la valorizzazione ambientale di Piazza Armerina. Infine, nel Ragusano, 4,5 milioni di euro saranno destinati al progetto “Le antiche vie del Pino d’Aleppo” a Vittoria.

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Risplendono i gioielli della Valle dell’Eleuterio

Si inaugura un nuovo percorso espositivo nel Castello Beccadelli Bologna di Marineo, dove sono custoditi i reperti provenienti dall’area della Montagnola

di Redazione

Ci sono ricchi corredi di ceramiche e vetri, anfore, elmi e reperti di ogni tipo. Sono i gioielli provenienti dal territorio della Valle dell’Eleuterio, esposti in un’ala del cinquecentesco Castello Beccadelli Bologna di Marineo, che riapre adesso dopo il restauro. La sezione archeologica del Museo della Valle dell’Eleuterio tornerà fruibile dal 13 agosto in un nuovo percorso espositivo che sarà presentato alle 18,30 da Francesca Spatafora – che ha diretto gli scavi e curato l’esposizione – attualmente direttrice del Parco archeologico di Himera, Solunto e Iato, di cui fa parte anche l’area archeologica della Montagnola e il Museo del Castello Beccadelli Bologna, e da Franco Ribaudo, sindaco di Marineo.

Corredi funerari

Si possono tornare ad ammirare, dunque, i reperti della Valle dell’Eleuterio, territorio intensamente abitato fin dall’antichità e, soprattutto, il consistente nucleo dei materiali rinvenuti nell’insediamento della Montagnola e nelle numerose necropoli ubicate intorno allo stesso sito. Una sala, inoltre, è dedicata alla necropoli tardoantica di Sant’Agata, nel territorio di Piana degli Albanesi, caratterizzata da ricchi corredi composti da ceramiche e vetri straordinariamente ben conservati.

Elmo corinzio

I reperti della Montagnola, identificata con la Makella delle fonti classiche grazie al rinvenimento di tegole bollate con il nome della città, documentano la lunga vita del centro abitato che, almeno nelle sue prime fasi dovette svolgere un ruolo di primaria importanza nell’ambito dei rapporti tra centri indigeni, mondo coloniale greco e città puniche. Alla fine del VI e inizi del V secolo avanti Cristo si datano la costruzione della cinta muraria e l’eccezionale deposito votivo, rinvenuto a ridosso del muro di cinta, contenente abbondanti reperti di pregevole fattura, tra cui due schinieri di bronzo e tre elmi, deposti forse a ricordo di una vittoria.

Il Castello Beccadelli Bologna

In età ellenistica la città raggiunse una notevole prosperità, come attestano l’importante complesso architettonico comprendente una grande cisterna e un edificio pubblico a due piani, con pareti intonacate e pavimentazione in cocciopesto e le numerose necropoli ubicate intorno alla Montagnola. Labili le tracce riferibili ai periodi successivi alla conquista romana della città. In età normanna un abitato esteso e florido si impiantò sulla distrutta città ellenistica-romana.

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Palermo si colora con la street art

Individuate alcune strade dove gli artisti potranno realizzare liberamente opere permanenti o temporanee, dando libero sfogo alla loro creatività

di Redazione

Palermo è pronta a colorarsi di nuovi murales. L’amministrazione comunale ha individuato 28 spazi da destinare a opere di street art, dove gli artisti potranno realizzare liberamente interventi permanenti o temporanei. Lo ha deciso la giunta approvando una delibera su proposta del dirigente del Settore Sviluppo strategico del Comune.

Murale a Sant’Erasmo realizzato da Igor Scalisi Palminteri

L’obiettivo – fanno sapere dall’amministrazione – è quello di consentire agli artisti di esprimere la propria creatività in appositi spazi individuati su proposta degli stessi, dove è possibile esprimersi “legalmente” e mostrare la propria creatività e qualità tecnica, attraverso la sperimentazione e la coniugazione tra temi, forme e linguaggi, contribuendo a migliorare lo stato di degrado di zone periferiche, nonché a contrastare azioni di vandalismo.

Murales di Alessandro Bazan in corso Tukory

Gli spazi individuati ricoprono l’intera città, dai quartieri centrali alle periferie. Si tratta, in prevalenza, di pareti che costeggiano strade, ferrovie e sottopassaggi, in alcuni casi già prese di mira da graffitari e artisti di strada, che adesso potranno esprimersi in piena libertà. Si va dalla stazione Notarbartolo, alla parete dello Spazio Zac ai Cantieri Culturali alla Zisa, dalla parete del parcheggio del centro commerciale Forum ad un’altra che costeggia il Giardino Inglese, e ancora, spazi a disposizione in diversi tratti di viale Regione Siciliana, viale Michelangelo, viale dell’Olimpo, via Belgio, via Uditore, via Sadat, e tante altre strade (qui l’elenco completo).

Franco Franchi nel murale di Angelo Crazyone a Ballarò

L’iniziativa nasce sulla scia dei tanti interventi di street art portati avanti in questi anni nel centro storico da diversi artisti, come Igor Scalisi Palminteri, Angelo CrazyOne, Andrea Buglisi, Fulvio Di Piazza, Alessandro Bazan e Marco Mirabile. “Un piccolo intervento – ha sottolineato il sindaco, Leoluca Orlando – utile a rendere più facile l’espressione artistica che tanta vitalità e colore può restituire ad alcune zone della città. Un modo per riconoscere per ciò che è, un’arte, questo modo di esprimere emozioni e messaggi che in tante realtà di quartiere, anche a Palermo, ha contribuito a percorsi di cambiamento delle comunità locali”.

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C’era una volta Ustica: l’isola in quaranta foto d’epoca

Nelle sale del Museo civico archeologico si inaugura una mostra con scatti d’autore, tra cui le firme celebri di Toscani e Maraini

di Redazione

La bellezza di Ustica immortalata in quaranta scatti d’autore. Si inaugura venerdì 9 agosto, nel Museo civico archeologico dell’isola alle 18,30, la mostra fotografica “Ustica, da isola prigione a perla nera del Mediterraneo”, che resterà aperta sino al 30 settembre. Saranno riesposte alcune foto d’autore tra cui le firme celebri di Oliviero Toscani e Fosco Maraini, che il Centro Studi dell’isola aveva già l’anno scorso comprate dagli archivi della Magnum ed Alinari, come spiega la curatrice Mariella Barraco.

La locandina della mostra

Nella terrazza del museo che guarda il piccolo porto dell’isola, saranno visibili le rare immagini d’epoca in grandi formati stampate su tela olona, materiale molto resistente utilizzato in agricoltura prima dell’avvento della plastica. Di grande interesse 40 immagini della vita usticese risalenti agli anni ’50 e ’60 trovate nelle collezioni locali. La lettura della vita di Ustica, isola prigione destinata ad accogliere prima gli antifascisti, poi i mafiosi e i capi ‘ndrangheta: personaggi, paesaggi e angoli dell’isola, che dopo l’arrivo del turismo sono stati cancellati e che tornano a far parte della memoria collettiva.

La mostra è stata realizzata dal Centro Studi e documentazione isola di Ustica con il contributo dell’assessorato regionale dei Beni Culturali. È visitabile tutti i giorni, dalle 18,30 alle 20 e dalle 22 a mezzanotte.

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Capolavori del Novecento in mostra a Trapani

Al Museo Pepoli un’esposizione dedicata al ritratto, con opere provenienti dai Musei civici di Milano: da Boccioni a Modigliani, da Balla a De Chirico a Donghi, da Sironi a Cagli, a Picasso

di Redazione

Un’ampia riflessione sul tema del ritratto nel corso dei secoli, dal Quattrocento di Antonello da Messina ai maestri del XX secolo, provenienti dalle collezioni dei musei civici milanesi. I protagonisti del Novecento, da Boccioni a Modigliani da Martini a Marini, avviano un ideale e virtuale colloquio con l’opera del Laurana, capolavoro dei musei siciliani. Un filo rosso, impalpabile, che cuce insieme i secoli e le figure che, ciascuno a suo modo, ha affrontato il modus del ritratto, diverso da sé, incline al racconto per particolari, padrone di uno sguardo che ora scompone ora ricompone. Sia esso una sperimentazione di Modigliani o l’intenso autoritratto di Fausto Pirandello o ancora il calco in gesso di un busto del Gagini.

Giacomo Balla, “Ritratto di Nunzio Nasi”

Nasce dalla collaborazione tra istituzioni e musei della Regione Siciliana e del Comune di Milano, con il supporto di MondoMostre Skira, “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano”, esposizione che si apre il 10 agosto – vernissage venerdì 9 agosto alle 18, alla presenza del goveratore della Regione Siciliana, Nello Musumeci – al Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, che la ospiterà fino al 10 novembre.

Mario Sironi, Autoritratto

Si tratta di un progetto nato da tempo, uno scambio di intenti che è cresciuto in occasione delle mostre costruite e dedicate ad Antonello da Messina, che ha visto l’Annunciata, parte della collezione dell’Abatellis, in colloquio diretto con le altre opere del grande pittore. Una mostra che ha avuto un grandissimo riscontro di pubblico prima a Palermo, poi a Palazzo Reale a Milano. Progetto di collaborazione voluto dall’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, a cui è dedicato, dopo la sua scomparsa nel disastro aereo in Eritrea nella scorsa primavera.

Pablo Picasso, “Fumeur”

La mostra “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano” – a cura di Evelina De Castro e Anna Maria Montaldo, direttori rispettivamente di Palazzo Abatellis a Palermo e del Museo del Novecento a Milano, con la collaborazione di Roberto Pini, su progetto espositivo del direttore del Museo Pepoli, Roberto Garufie di Laura Galvano – racchiude undici capolavori dal Museo del Novecento e dalla Gam di Milano. Opere che segnano un itinerario tracciato da grandi personalità che incontrano idealmente gli antichi maestri siciliani che, cinque secoli prima, diedero la svolta in senso moderno al tema del ritratto. Dal Busto di Pietro Speciale di Domenico Gagini e dal Busto di gentildonna di Francesco Laurana, nella versione del Louvre furono tratti i due calchi in gesso esposti in mostra: il primo fu presentato all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92, il secondo fu richiesto probabilmente dall’archeologo Antonino Salinas, alla Gipsoteca del Louvre di Parigi per accostarlo al gemello originale marmoreo di Eleonora d’Aragona, appena entrato al Museo Nazionale. Laurana e Gagini, interpreti inventori in Sicilia del ritratto umanistico in scultura, divengono modelli artistici tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Giorgio De Chirico, “Autunno”

Il percorso tra i capolavori della ritrattistica del Novecento prende il via alle soglie del secolo con un confronto tra due opere prefuturiste come il Ritratto di Nunzio Nasi del 1902 di Giacomo Balla, ideale “padrone di casa” dalla collezione del Museo Pepoli di Trapani; e il malinconico Ritratto della madre del 1907 di Umberto Boccioni. Gli esordi futuristi di Mario Sironi – di cui è presente in mostra la Testa futurista del 1913 – e le sperimentazioni di Amedeo Modigliani con il Ritratto di Béatrice Hastings del 1915 – uno dei 15 che dedicò alla sua musa ed amante nei due anni della loro burrascosa storia d’amore – introducono alle opere del cosiddetto “Ritorno all’ordine” come il purissimo Busto di ragazzo del 1921 di Arturo Martini – forse l’opera in mostra che più annoda stilemi con il Quattrocento antonelliano -, Autunno del 1935 di Giorgio de Chirico, omaggio al Rinascimento attraverso il ritratto della compagna, lsabella Far Pakszwer; o la celebre Margherita del 1936, simbolo del Realismo magico di Antonio Donghi. Accanto a questi completano il panorama delle esperienze artistiche degli anni tra le due guerre, l’intenso e impietoso Autoritratto del 1940 di Fausto Pirandello e l’arcaicizzante Ritratto della Signora Sachs, sempre del 1940, di Corrado Cagli. Il percorso si chiude con l’Homme assise (Le Fumeur) del 1967, una delle prime opere del ciclo dei Moschettieri dove, lontano dalle ricerche cubiste, un Picasso ormai anziano e stanco, immalinconito dai ricordi irrealizzati, riesce a dare nuova vita e significato al genere del ritratto ideale.

“Questa mostra, l’ultima del trittico dopo le due rassegne antonelliane di Palermo e Milano – sottolinea il presidente Musumeci – è un evento culturale di prima grandezza. Ho voluto che si tenesse a Trapani, provincia nella quale il governo della Regione intende investire con interventi di promozione, in cui la cultura è chiamata a essere grande attrattore turistico e di marketing del territorio. In questa visione, l’esposizione e la stessa città diventano simbolo di come l’arte possa svolgere una grande missione civile di coesione nazionale e cooperazione tra Nord e Sud del Paese”.

La mostra è visitabile da martedì a sabato, dalle 9 alle 17.30 e domenica dalle 9 alle 12.30. Chiusa il lunedì. Il costo del biglietto è di 6 euro (intero) e 3 euro (ridotto).

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