Una domenica all’insegna del gusto al Bastione degli Infetti

Protagonisti ragazzi della Comunità educativa gastronomica etnea Slow Food, coordinati dallo chef e insegnante di cucina Mario Traina

di Redazione

Una visita speciale al Bastione degli Infetti di Catania, in occasione de Le Vie dei Tesori. Protagonisti ragazzi della Comunità educativa gastronomica etnea Slow Food, coordinati dallo chef e insegnante di cucina Mario Traina, nell’evento Bastione Giardino Gastronomico.

Oggi partire dalle 10 fino alle 13,30 e dalle 15 alle 18, i ragazzi della Comunità guideranno i visitatori alla scoperta dei segreti gastronomici del giardino nascosto dietro le mura, spiegheranno l’utilizzo del lievito madre e condurranno nella degustazione di ricette storiche, all’insegna della sostenibilità. Durante la visita, saranno introdotte le attività della Comunità educativa gastronomica etnea e dell’associazione Slow Food e si potranno gustare preparazioni realizzate dai ragazzi con prodotti ricavati dal Bastione.

La Comunità, nata pochi mesi fa, è un collettivo che si impegna nella creazione di opportunità di crescita sostenibile ispirate al piacere e alla salute, principalmente indirizzate ai giovani, ponendo al centro il tema del cibo “buono, pulito e giusto” quale indispensabile componente del vivere.

Il Bastione degli Infetti

Il Bastione degli Infetti, da poco riqualificato, sorge sulla collina di Montevergine, antica acropoli della città. Con la Torre del Vescovo, faceva parte del sistema di fortificazioni a difesa dell’antico centro urbano, edificate all’inizio del XVI secolo per volere di Carlo V, dall’architetto Antonio Ferramolino: undici bastioni con sette porte d’accesso che proteggevano Catania. Un tempo ospitò un lazzaretto dopo l’epidemia di peste che colpì Catania nel 1576.

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Un weekend tra car-design e arte contemporanea

Pietro Camardella realizza dal vivo un figurino del fianco della Mythos Ferrari, che lui stesso creò per Pininfarina nel 1988. Poi una collettiva allo Spazio Rivoluzione e una performance di pittura con Nicola Pucci alle ex Fabbriche Sandron

di Redazione

Disegnare una “belva” come la Mythos Ferrari: non è cosa da tutti. Devi essere un “grande”, un car-designer riconosciuto, uno come Pietro Camardella, salernitano, creatore di famosi modelli Ferrari anni ’80. Camardella sta realizzando in queste ore un figurino del fianco della Mythos – che lui stesso creò per Pininfarina nel 1988 – da Arèa, in piazza Rivoluzione, uno dei cinque studi d’artista che aprono per l’”Itinerario Contemporaneo de Le Vie dei Tesori. “La F40 è stata la mia prima Ferrari – racconta Camardella – , poi è arrivato il restyling della Testarossa, ed è stato un grande onore metter mano ad un capolavoro. Poi la Mythos che è rimasta un unicum, poi tante altre: con la Ferrari il pensiero vola libero vero il futuro”.

Pietro Camardella da Arèa

Quattro degli studi dell’ “Itinerario Contemporaneo” curato da Paola Nicita (qui per saperne di più) sono aperti in notturna, dalle 18 alle 22, uno (Officine Calderai) solo venerdì e sabato dalle 10 alle 18. Da Arèa, al fianco di Pietro Camardella, sta lavorando anche l’ex designer Honda palermitano Gianni Pedone su una motocicletta futuristica super veloce in scala 1:1. A due passi, allo Spazio Rivoluzione, è invece allestita la collettiva “Gli animali”, opere di Mario Consiglio, Adalberto Abbate, Andrea Buglisi, Federico Lupo, Diego Moreno, Thomas Braida, Antonio Riello, Gianni Pedone, Joseba Eskubi, Laboratorio Saccardi. Gli animali, selvaggi o addomesticati, temuti, rispettati, sfruttati, amati o deificati, ossessionano la vita dell’uomo divenendo parte integrante della sua evoluzione e della sua sopravvivenza: in questa collettiva si percorre un lungo viaggio nel rapporto tra uomo e animale risalendo a miti e leggende che raccontano di personaggi ibridi, metà cristiano e metà bestia, nati da amori sacrileghi, spesso tra dèi e ninfe; o di trasformazioni delle stesse divinità in animali, allo scopo di ingannare, sedurre, punire o condannare. La mostra resterà aperta fino al 30 novembre.

Nicola Pucci

Bisogna invece lasciare il centro storico, per raggiungere lo studio di Nicola Pucci che occupa una parte delle ex Fabbriche Sandron. Siamo proprio alle spalle dell’Ucciardone (l’entrata è accanto alla Trattoria Albertone) e qui oggi e  domani alle 19, alle 20 e alle 21 sono previste altrettante performance di pittura dal vivo. Nicola Pucci sceglierà soggetti e temi sul momento, dialogando con il pubblico. Sulla direttrice di ritorno verso il centro, “Engramma – San Giorgio” – in piazza XIII vittime -: opere di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, che interpretano i ruderi di una memoria collettiva.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori tra arte, musica e teatro: il meglio del weekend

Concerti in chiese nascoste, giovani orchestre itineranti nell’aeroporto, palcoscenici inediti o spettacoli per strada. E ancora visite teatralizzate e passeggiate

di Redazione

Sarà il weekend dell’arte, della musica e del teatro: perché mai come in questo fine settimana Le Vie dei Tesori condurranno alla scoperta dell’anima bella, artistica e fattiva di Palermo. Sarà il fine settimana – il quarto, il penultimo del festival, da venerdì 25 a domenica 27 ottobre – in cui si scoprirà come si disegna una “belva” come la Mythos Ferrari, ma si andrà anche in giro per le case-studio, alla ricerca del lavoro degli artisti; e si potrà partecipare al tour nel quartiere che sta rinascendo con l’arte e con il teatro. Il weekend della musica: si scoprirà che l’opera può essere declinata sulle sei corde, aprirà le porte il Conservatorio e sarà visitabile il palcoscenico del Teatro Massimo, dove si muovono solo tecnici e scenografi.

Visita in Prefettura

Sarà anche l’ultimo weekend per il tesoro librario dei Gesuiti nella Biblioteca Bombace (con il suo rifugio antiaereo); per entrare nelle chiese monumentali: da San Francesco Di Paola a San Giovanni dei Lebbrosi; ultimo venerdì per Palazzo De Gregorio, ultima domenica per Palazzo Comitini (ma non dimenticate la visita teatralizzata, qui per prenotare); ultima occasione per la Prefettura di via Cavour dove rintracciare le orme di Joss Whitaker e dei suoi (qui per prenotare). Ultimo venerdì per entrare nel cantiere del Villino Favaloro (qui per prenotare) per osservare i restauratori al lavoro (per Villino Ida, sarà invece disponibile anche il prossimo).

E tantissimo altro: aprono le porte siti inediti, palazzi sontuosi, oratori delicati che ospitano visite teatralizzate e concerti ottocenteschi; si prenotano luoghi dove si entra in pochi; si partecipa a “esperienze” sensoriali che lasciano il segno. Finora sono stati quasi 145 mila i visitatori de Le Vie dei Tesori che si sommano ad altri 40 mila tra Catania, dove il festival corre parallelo a Palermo, e il Ragusano, dove si è appena chiusa un’edizione di successo.

NOTE NEGLI ORATORI

Dario Macaluso e Paolo Romano

Immaginate Cenerentola finire sulle sei corde oppure la celebre ouverture della Gazza Ladra trasformarsi in un pezzo per chitarra. L’ultimo dei “Concerti nei Tesori”, domani (venerdì 25) ottobre alle 21 (qui per prenotare), in quel gioiello nascosto che è la minuscola chiesa del Piliere, sarà un omaggio al Belcanto: soltanto che arie, brani e ouverture prenderanno vita sulle chitarre di Dario Macaluso e Paolo Romano. Sarà un vero viaggio dentro l’opera tra ‘700 e l‘800. Gli arrangiamenti proposti nel concerto si devono a Mauro Giuliani, al fianco di una scorribanda popolare iberica, e a due fresche sonate di Filippo Gragnani.

CONCERTO A BOCCADIFALCO

Rifugio antiaereo dell’aeroporto di Boccadifalco

L’Inno di Mameli tra gli aerei di Boccadifalco. Qui domenica sarà una giornata speciale: dalle 9 i giovani strumentisti dell’orchestra nata in seno all’Istituto comprensivo “Don Rizzo” di Ciminna, con i “colleghi” dell’Istituto superiore “D’Alessandro”, seguiranno i visitatori al suono dell’Inno di Mameli, dell’Inno alla Gioia di  Beethoven, del “Gran valzer brillante” di Verdi (quello del “Gattopardo”) per finire con la ballata di Mackie Messer, “Mack the Knife” dall’Opera da Tre Soldi. E un’altra piccola orchestra itinerante di fiati composta da alunni, docenti e collaboratori scolastici dell’Istituto comprensivo, eseguirà marce di Renato Soglia e Viaris. Per visitare l’aeroporto di Boccadifalco si può scegliere tra due percorsi: il primo comprende l’hangar e il rifugio antiaereo; il secondo (su prenotazione) raggiunge la torre di controllo, altri due bunker e il giardino dell’antica Villa Natoli, tutto su un trenino dai colori pastello.

VISITE TEATRALIZZATE TRA VILLE ED ORATORI

Visita teatralizzata a Villa Malfitano

Sono state il boom dello scorso fine settimana: le visite teatralizzate sono piaciute talmente da costringere il festival ad aggiungere turni: sabato e domenica sarà l’ultima occasione per sedersi al fianco di Delia, l’ultima Whitaker, per sentirla raccontare della sua strana famiglia, del padre Pip, ornitologo e archeologo, della madre Tina, della sorella Norina e delle loro manie tanto “british”. Ma ci sarà tempo anche per raggiungere l’oratorio del Santissimo Salvatore, Palazzo Comitini, il convento di Sant’Antonino e Villa Pottino dove rivivranno cortigiane e poveri malcapitati, nutrici e vegliarde, tutti interpretati dai bravissimi Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro (qui per scegliere e prenotare tutte le visite teatralizzate).

DISEGNARE UNA FERRARI

La Ferrari disegnata da Pietro Camardella

Il disegno dal vivo del fianco di una Ferrari: non una qualsiasi, ma la Mythos, la regina delle Rosse; una mostra sugli animali, riletti secondo l’immaginario artistico di oggi; una performance live in studio. E ancora, la cesellatura di “oliere” di design. È il weekend di “Itinerario Contemporaneo” (qui per saperne di più) che conduce – in notturna, dalle 18 alle 22 – alla scoperta degli “studi d’artista”, in ex fabbriche o negozi dismessi. Da Arèa, in piazza Rivoluzione, lavorerà Pietro Camardella, designer salernitano di famosi modelli Ferrari anni ’80, che realizzerà un figurino del fianco della Mythos, che lui stesso creò per Pininfarina nel 1988.  Al suo fianco, l’ex designer Honda palermitano Gianni Pedone disegnerà una motocicletta futuristica super veloce in scala 1:1.

A due passi, allo Spazio Rivoluzione, sarà allestita la collettiva “Gli animali”, opere di Mario Consiglio, Adalberto Abbate, Andrea Buglisi, Federico Lupo, Diego Moreno, Thomas Braida, Antonio Riello, Gianni Pedone, Joseba Eskubi, Laboratorio Saccardi. Bisogna lasciare il centro storico, invece, per raggiungere lo studio di Nicola Pucci che occupa una parte delle ex Fabbriche Sandron. Siamo proprio alle spalle dell’Ucciardone (l’entrata è accanto alla Trattoria Albertone) e qui alle 19, alle 20 e alle 21 sono previste altrettante performance di pittura dal vivo. Nicola Pucci sceglierà soggetti e  temi sul momento, dialogando con il pubblico. Sulla direttrice di ritorno verso il centro, “Engramma – San Giorgio” – in piazza XIII vittime -: opere di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, che interpretano i ruderi di una memoria collettiva. Un’altra tappa dell’Itinerario contemporaneo si srotola invece venerdì e sabato mattina, dalle 10 alle 18: siamo in via dei Calderai e dalle mani degli artigiani stanno nascendo oliere di design, che saranno oggetto di una mostra successiva.

LE ALTRE ESPERIENZE

Arte e teatro a Danisinni

Anche questo weekend si potranno visitare le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone, per poi fare una passeggiata a cavallo nell’agrumeto (qui per prenotare), oppure osservare Palermo dal mare, sulla Lisca Bianca, la storica barca a vela della famiglia Albeggiani (qui per prenotare). Si potrà scoprire Danisinni che sta risorgendo tramite l’arte (qui per prenotare): un tour tra la “fattoria sociale” con gli animali da cortile, in un fazzoletto verde tra i palazzi, Danisinni Circus sotto un tendone colorato, il pranzo sociale la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti. E il “teatro in strada”, un’Antigone casa per casa (qui per prenotare). Aperto il laboratorio artigianale di pupi di Salvo Bumbello, nel cuore del Papireto, ma suggeriamo anche di scoprire poco lontano, una collezione privata e nascosta di pupi all’agenzia di viaggi Conca d’Oro (qui per prenotare).

LE PASSEGGIATE

L’antico stabilimento balneare di Mondello

Ancora due weekend di tour urbani condotti da appassionati (qui per prenotare tutte le passeggiate). Andare alla scoperta della Cattedrale, con i suoi misteriosi simboli esoterici, oppure della Giudecca, antico quartiere ebraico. Perdersi tra i vicoli del centro storico scoprendo la storia del mercato della foglia, la vecchia city della città, o passeggiare sul Foro Italico, come le famose “Cattive”, le vedove inconsolabili. Scoprire il mistero dei pugnalatori e della curiosa serie di delitti che avvennero tutti in una notte, addentrarsi nei mercati storici, scoprire la Favorita con il Wwf o raggiungere le borgate marinare di Mondello e Valdesi, guidati da chi ci abita.

I VIAGGI DEI TESORI

La Cattedrale di Catania

Proseguono i Viaggi dei Tesori che da Palermo conducono alla scoperta di Catania (qui per prenotare). È stato costruito con cura certosina un weekend dotato di una guida personale, anche solo per due persone, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet. E poi i luoghi, i palazzi, le chiese, gli oratori. Sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: domenica prossima l’ultima gita giornaliera in pullman che da Palermo condurrà a Catania (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Torna la Zagara d’Autunno all’Orto Botanico

Una mostra sul mondo dell’ulivo e dell’olio sarà allestita nel del Gymnasium, e ancora incontri e degustazioni con l’Aperiolio. Prevista la partecipazione di 65 vivaisti

di Redazione

Tutto pronto per la Zagara d’Autunno, la mostra mercato dedicato al florovivaismo che riporta a Palermo oltre sessanta vivaisti, una grande mostra ed eventi dedicati alle piante e all’ambiente. L’evento, previsto nell’ultimo weekend di ottobre, dalla mattina di venerdì 25 al pomeriggio di domenica 27, è ormai un appuntamento fisso per gli appassionati di cultura verde e giardinaggio che affollano i viali di via Lincoln. Da alcuni anni, l’Orto, fiore all’occhiello del sistema museale universitario Simua, è protagonista di una nuova stagione di apertura alla città con mostre, eventi scientifici, ambientali e musicali, ed è sottoposto a continui interventi di manutenzioni e valorizzazione delle collezioni e di miglioramento dei servizi di ricettività.

Vivaisti espongono a la Zagara d’autunno

Quest’anno, spiega il direttore Rosario Schicchi, la mostra sarà dedicata al mondo dell’ulivo e dell’olio, al cambiamento climatico ed al ruolo fondamentale di questa pianta nella riduzione della co2 in atmosfera. La mostra è curata da Paolo Inglese, Silvia Fretto, Tiziano Caruso e Rosario Schicchi è sarà inaugurata con la stampa alle 10 di venerdì 25. Ampio spazio sarà dato anche alla scoperta del patrimonio degli ulivi monumentali siciliani. Il titolo dell’esposizione “Olive e oli d’Italia” vuole sintetizzare l’attenzione al complesso settore, cardine della cultura mediterranea, che ruota attorno alla produzione delle olive da mensa e da olio, nelle sue numerose varietà coltivate.

All’interno del Gymnasium ci sarà l’esposizione di olive ed oli italiani afferenti a circa 100 cultivar, con schede tecniche, pannelli esplicativi e foto di ulivi monumentali; all’esterno sarà attivo un mini frantoio messo a disposizione dagli oleifici Barbera, per la dimostrazione della molitura delle olive a freddo. I visitatori potranno partecipare ai laboratori per la preparazione delle olive da mensa e alla degustazione guidata di diversi olii delle differenti Dop siciliane, ma anche toscane e calabresi a cura di alcuni docenti di Unipa, dei corsi di laurea Stal e Stam, e dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia. Un momento speciale sarà dedicato alla degustazione di pane ed olii d’eccellenza, secondo le più genuine tradizioni contadine. Sarà inoltre possibile incontrare e dialogare con i produttori e acquistare olio novello prodotto da alcune aziende siciliane.

Fallen Fruit all’Orto Botanico

L’Orto Botanico dell’Università di Palermo, che già dalla primavera si è mostrato ad un pubblico sempre più ampio di turisti stranieri con la pavimentazione ripristinata attorno al Gymnasium e lungo i viali principali, e con il nuovo look dell’ingresso, affidato a Fallen Fruit, il duo di artisti californiani protagonisti di Manifesta, mostra al pubblico anche la nuova sezione di cinquecento metri quadri dedicata alle piante aromatiche ed officinali, in questi mesi implementata e valorizzata, il nuovo vigneto delle doc siciliane impiantato quest’anno ed il restauro del viale Parlatore con la cancellata di collegamento con la storica Villa Giulia, ripristinata dal Comune di Palermo. Prevista anche una esposizione della collezioni di agrumi proveniente dal giardino della Kolymbetra di Agrigento che sarà allestita nella piccola casa del Papiro.

Tillandsie

Si prevedono le consuete eccellenze nelle adesioni dei vivaisti – spiegano gli organizzatori della Zagara – sessantacinque tra Italia ed estero, con un numero totale di visitatori che oramai si attesta attorno ai 15mila ingressi in tre giorni. La scorsa edizione sono stati oltre venticinque i vivaisti siciliani, tra cui alcuni specializzati in piante aromatiche. Saranno presenti come ogni anno aziende provenienti da diverse regioni della penisola (Piemonte, Lazio, Toscana, Basilicata, Emilia Romagna) con nuovi nomi che arricchiranno la mostra mercato portando collezioni di salvie, ortensie, bulbose, carnivore, piante acquatiche rare da vasca, bambù giganti, fruttiferi antichi. Tra le new entry, i vivai Giannuso di Rosolini, specializzati in olivi, l’azienda Hirondelle specializzata in complementi da giardino, il vivaio Magi, di Scandicci, specializzato in rose moderne. Tra gli espositori stranieri, il vivaio Frentzel di Stoccarda, ed il ritorno del collezionista di semi di pomodori già molto apprezzato dal pubblico palermitano, il tedesco Schick di Monaco.

Il Calidarium dell’Orto Botanico

Numerosi i momenti culturali che si svilupperanno attorno al tema del giardino mediterraneo e della biodiversità vegetale, con conferenze di esperti botanici e paesaggisti, oltre a presentazioni di libri. Venerdì 25 al padiglione Tineo alle 15 Francesca Neonato, Francesco Tomasinelli e Barbara Colanino presentano il volume “Oro Verde – Quanto vale la natura in città”, presenta Manfredi Leone. Sabato mattina dalle 9 nel padiglione Tineo si inizierà con i seminari tematici di coltivazione, potature ed innesti. Alle 11 in sala Lanza presentazione del libro “Mathematics, Nature and Art” di Maria Mannone a cura di Paolo Inglese. Alle 13, nel piazzale Ucria sarà assegnato il consueto premio Zagara d’Autunno 2019 dedicato ai vivaisti per il miglior allestimento botanico.

L’Aquarium

Nel pomeriggio di sabato, dopo la ripresa dei seminari tematici di coltivazione dedicati alle orchidee, alle plumerie ed alla Hoya, dalle 16 alle 18, in sala Lanza, la conferenza dal titolo “Biodiversità e cambio climatico in olivicoltura” con la partecipazione di Primo Proietti, docente di Scienze Agrarie e Forestali di Perugia, che interverrà su “Cambiamento climatico in agricoltura”, di Tiziano Caruso dell’Università di Palermo, che affronterà il tema “La base varietale degli oli siciliani “ e di Rosario Schicchi, esperto di alberi monumentali della Sicilia. Modera Paolo Inglese.

Concluderà gli appuntamenti di sabato 26 pomeriggio l’Aperiolio, organizzato in uno spazio dedicato, il giardino dell’Olio, a cura di Oleifici Barbera che organizzeranno sotto il ficus una dimostrazione della molitura con un mini frantoio. A seguire, una degustazione di bruschette di pane di grani antichi ed olio novello. Ritornano puntuali anche i laboratori gratuiti di giardinaggio per adulti, insieme alle attività di intrattenimento, gioco ed esplorazione a tema per i bambini nelle giornate di sabato e domenica sino alle 18, attività su prenotazione a cura di Coopculture (informazioni e prenotazioni allo 0917489995).

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Quarto weekend a Catania tra palazzi, chiese e cripte

Quadri miracolosi, ipogei, camminamenti segreti: il festival prosegue nella città etnea, con tanti luoghi aperti soltanto questo fine settimana, come l’Anfiteatro romano e Palazzo Manganelli

di Redazione

C’è la chiesa che custodisce un quadro miracoloso, oppure quella che conserva ancora tracce di un’antica porta e nasconde una suggestiva cripta. Poi ci sono i palazzi nobiliari dove perdersi tra saloni affrescati, e ancora camminamenti segreti, musei, terrazze con vista mozzafiato sulla città e tante altre bellezze da scoprire. Catania torna più bella che mai nel quarto weekend de Le Vie dei Tesori, dal 25 al 27 ottobre, alla luce degli oltre 15mila visitatori che hanno affollato i cinquanta siti aperti nei primi tre fine settimana (qui il programma completo del festival a Catania).

Cripta di San Giuseppe al Transito

Questo weekend da non perdere le chiese che nascondo storie tutte da raccontare. Come quella di San Giuseppe al Transito, a due passi da Castello Ursino. Sorge dove un tempo svettava uno di torrioni dello stadio romano, poi trasformato nel Medioevo in porta d’accesso alla città, la celebre Porta della Decima, di cui restano ancora tracce sulla fiancata settentrionale dell’edificio. Ma questo weekend potrete scoprire anche la misteriosa cripta che si trova all’interno della chiesa. C’è poi Santa Maria dell’Aiuto, che custodisce al suo interno un quadro ritenuto miracoloso: un’icona di gusto bizantino che raffigura la Madonna col Bambino. C’è poi, in un vano attiguo alla chiesa, anche la Cappella della Madonna di Loreto, una rivisitazione in scala ridotta dell’originale santuario marchigiano.

L’Anfiteatro romano

Ci sono puoi le chiese dove ritrovare le tracce di Sant’Agata, da San Placido, che inglobò i ruderi di quella che era considerata la casa natale della patrona, a Sant’Agata La Vetere, che fu la prima cattedrale di Catania e dove furono conservate le reliquie della santa, fino a Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa sant’Agata durante il martirio (quest’ultima visitabile solo prenotando qui). Ultimo weekend, inoltre, per visitare l’Anfiteatro romano, il “colosseo nero”, come lo chiamano i catanesi, che per imponenza è secondo soltanto all’originale romano. Da non perdere, inoltre, l’Ipogeo romano, aperto soltanto questo weekend, una delle poche tombe monumentali di età romana imperiale che ancora si possono ammirare a Catania

Palazzo Manganelli

Tra i luoghi presi d’assalto in questa edizione del festival c’è, inoltre, Palazzo Manganelli, che dopo la prima domenica del festival, torna ad aprire soltanto la prossima, 27 ottobre. Approfittatene per ammirare questo gioiello tardobarocco di cui s’innamorò Luchino Visconti, che qui volle girare alcune scene del suo “Gattopardo”. Tra i luoghi e l’esperienze su prenotazione, tornano poi per l’ultimo sabato le visite teatralizzate nella cupola della Badia di Sant’Agata, percorrendo il camminamento segreto delle monache (qui per prenotare) e nello stesso luogo anche la gettonatissima visita con degustazione di vini Planeta (qui per prenotare). Ci sarà l’occasione, poi, per ri-scoprire la laboriosa cucina dell’antico monastero dei Benedettini (qui per prenotare). Per chi invece vuole immergersi nel verde, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra l’Herbarium universitario (qui per prenotare) a zonzo tra piante spontanee quasi estinte e lave millenarie; il Parco d’arte creato a San Giovanni La Punta da quella mecenate appassionata e artista lei stessa che fu Elena La Verde (qui per prenotare); o arrivare – per l’ultima volta sabato e domenica – al Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, speciale giardino roccioso a terrazze, progettato dal paesaggista Ettore Paternò, dove perdersi tra 42 specie diverse di palme (qui per prenotare).

Terme Achilliane

Tra i luoghi su prenotazione non perdete la possibilità di salire all’inaccessibile cantoria e da lì, alla terrazza del monastero di San Giuliano (qui per prenotare); visitare il museo Diocesano arrivando sui camminamenti di Porta Uzeda (qui per prenotare) oppure scendere nelle antiche terme romane sotto piazza Duomo (qui per prenotare); meravigliarsi di fronte ai 78 “falsi” d’autore di Centuripe che il famoso archeologo Guido Libertini volle esporre tra i reperti del Museo di archeologia dell’Università (aperto per soltanto venerdì 25 ottobre, qui per prenotare).

Senza dimenticare che da Palermo partono i Viaggi dei Tesori alla scoperta di Catania (qui per prenotare). Ogni weekend del festival, in compagnia di una guida esperta che conosce tutti i segreti nascosti tra vicoli e piazze, una notte indimenticabile in un palazzo storico, due snack alla scoperta dello street food catanese e una cena da non perdere. Sempre da Palermo, infine, domenica 27 ottobre, ultima occasione per prendere il bus che vi accompagnerà nel capoluogo etneo per rientrare in serata (qui per prenotare).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Studenti ispirati da “L’Infinito”, una mostra sulle Madonie

La piccola collettiva è ospitata all’interno del ristorante “A Fuoco lento”, nella borgata di Cipampini, piccola frazione di Petralia Soprana

di Redazione

Studenti creativi nel segno di Leopardi. Si inaugura oggi e sarà visitabile fino a dicembre, la mostra “Sogni di libertà”, che raccoglie alcuni lavori realizzati dagli studenti della scuola media “21 Marzo” di Petralia Sottana, Alimena e Geraci Siculo, tre borghi della Madonie, in provincia di Palermo. La mostra è ospitata all’interno del ristorante “A Fuoco lento”, nella borgata di Cipampini, piccola frazione di Petralia Soprana. Le suggestioni a cui si sono ispirati gli studenti sono quelle de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, componimento poetico di cui quest’anno si celebra il bicentenario e dei temi quanto mai attuali della lotta contro la discriminazione razziale.

L’iniziativa rientra tra le attività culturali del ristorante “A Fuoco lento”, gestito da Diego Landi, ex giornalista milanese e adesso cuoco, che otto anni fa ha deciso di reinventarsi una nuova vita nel piccolo borgo delle Madonie (ve ne abbiamo parlato qui).

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Capolavori del Novecento in mostra a Trapani

Al Museo Pepoli un’esposizione dedicata al ritratto, con opere provenienti dai Musei civici di Milano: da Boccioni a Modigliani, da Balla a De Chirico a Donghi, da Sironi a Cagli, a Picasso

di Redazione

Un’ampia riflessione sul tema del ritratto nel corso dei secoli, dal Quattrocento di Antonello da Messina ai maestri del XX secolo, provenienti dalle collezioni dei musei civici milanesi. I protagonisti del Novecento, da Boccioni a Modigliani da Martini a Marini, avviano un ideale e virtuale colloquio con l’opera del Laurana, capolavoro dei musei siciliani. Un filo rosso, impalpabile, che cuce insieme i secoli e le figure che, ciascuno a suo modo, ha affrontato il modus del ritratto, diverso da sé, incline al racconto per particolari, padrone di uno sguardo che ora scompone ora ricompone. Sia esso una sperimentazione di Modigliani o l’intenso autoritratto di Fausto Pirandello o ancora il calco in gesso di un busto del Gagini.

Giacomo Balla, “Ritratto di Nunzio Nasi”

Nasce dalla collaborazione tra istituzioni e musei della Regione Siciliana e del Comune di Milano, con il supporto di MondoMostre Skira, “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano”, esposizione che si apre il 10 agosto – vernissage venerdì 9 agosto alle 18, alla presenza del goveratore della Regione Siciliana, Nello Musumeci – al Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, che la ospiterà fino al 10 novembre.

Mario Sironi, Autoritratto

Si tratta di un progetto nato da tempo, uno scambio di intenti che è cresciuto in occasione delle mostre costruite e dedicate ad Antonello da Messina, che ha visto l’Annunciata, parte della collezione dell’Abatellis, in colloquio diretto con le altre opere del grande pittore. Una mostra che ha avuto un grandissimo riscontro di pubblico prima a Palermo, poi a Palazzo Reale a Milano. Progetto di collaborazione voluto dall’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, a cui è dedicato, dopo la sua scomparsa nel disastro aereo in Eritrea nella scorsa primavera.

Pablo Picasso, “Fumeur”

La mostra “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano” – a cura di Evelina De Castro e Anna Maria Montaldo, direttori rispettivamente di Palazzo Abatellis a Palermo e del Museo del Novecento a Milano, con la collaborazione di Roberto Pini, su progetto espositivo del direttore del Museo Pepoli, Roberto Garufie di Laura Galvano – racchiude undici capolavori dal Museo del Novecento e dalla Gam di Milano. Opere che segnano un itinerario tracciato da grandi personalità che incontrano idealmente gli antichi maestri siciliani che, cinque secoli prima, diedero la svolta in senso moderno al tema del ritratto. Dal Busto di Pietro Speciale di Domenico Gagini e dal Busto di gentildonna di Francesco Laurana, nella versione del Louvre furono tratti i due calchi in gesso esposti in mostra: il primo fu presentato all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92, il secondo fu richiesto probabilmente dall’archeologo Antonino Salinas, alla Gipsoteca del Louvre di Parigi per accostarlo al gemello originale marmoreo di Eleonora d’Aragona, appena entrato al Museo Nazionale. Laurana e Gagini, interpreti inventori in Sicilia del ritratto umanistico in scultura, divengono modelli artistici tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Giorgio De Chirico, “Autunno”

Il percorso tra i capolavori della ritrattistica del Novecento prende il via alle soglie del secolo con un confronto tra due opere prefuturiste come il Ritratto di Nunzio Nasi del 1902 di Giacomo Balla, ideale “padrone di casa” dalla collezione del Museo Pepoli di Trapani; e il malinconico Ritratto della madre del 1907 di Umberto Boccioni. Gli esordi futuristi di Mario Sironi – di cui è presente in mostra la Testa futurista del 1913 – e le sperimentazioni di Amedeo Modigliani con il Ritratto di Béatrice Hastings del 1915 – uno dei 15 che dedicò alla sua musa ed amante nei due anni della loro burrascosa storia d’amore – introducono alle opere del cosiddetto “Ritorno all’ordine” come il purissimo Busto di ragazzo del 1921 di Arturo Martini – forse l’opera in mostra che più annoda stilemi con il Quattrocento antonelliano -, Autunno del 1935 di Giorgio de Chirico, omaggio al Rinascimento attraverso il ritratto della compagna, lsabella Far Pakszwer; o la celebre Margherita del 1936, simbolo del Realismo magico di Antonio Donghi. Accanto a questi completano il panorama delle esperienze artistiche degli anni tra le due guerre, l’intenso e impietoso Autoritratto del 1940 di Fausto Pirandello e l’arcaicizzante Ritratto della Signora Sachs, sempre del 1940, di Corrado Cagli. Il percorso si chiude con l’Homme assise (Le Fumeur) del 1967, una delle prime opere del ciclo dei Moschettieri dove, lontano dalle ricerche cubiste, un Picasso ormai anziano e stanco, immalinconito dai ricordi irrealizzati, riesce a dare nuova vita e significato al genere del ritratto ideale.

“Questa mostra, l’ultima del trittico dopo le due rassegne antonelliane di Palermo e Milano – sottolinea il presidente Musumeci – è un evento culturale di prima grandezza. Ho voluto che si tenesse a Trapani, provincia nella quale il governo della Regione intende investire con interventi di promozione, in cui la cultura è chiamata a essere grande attrattore turistico e di marketing del territorio. In questa visione, l’esposizione e la stessa città diventano simbolo di come l’arte possa svolgere una grande missione civile di coesione nazionale e cooperazione tra Nord e Sud del Paese”.

La mostra è visitabile da martedì a sabato, dalle 9 alle 17.30 e domenica dalle 9 alle 12.30. Chiusa il lunedì. Il costo del biglietto è di 6 euro (intero) e 3 euro (ridotto).

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La gestualità italiana sbarca in Asia, la porta in scena Luca Vullo

Tournée oltreoceano, in Vietnam e Malaysia, del regista e performer siciliano con lo spettacolo “La voce del corpo” e con incontri formativi sulla comunicazione non verbale

di Redazione

La gestualità italiana fa il giro del mondo e sbarca in Asia. Ho Chi Min City e Hanoi, in Vietnam, e Kuala Lumpur in Malaysia, saranno le mete di una tournée oltreoceano che dal 22 ottobre all’1 novembre vedrà Luca Vullo e la madre Angela Gabriele, protagonisti in diversi teatri e università con lo spettacolo “La voce del corpo” e con workshop formativi sulla comunicazione non verbale degli italiani.

Una scena de “La voce del corpo”

Non a caso sono il regista e performer siciliano e la madre stati invitati durante la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, un evento culturale internazionale giunto alla XIX edizione che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, su iniziativa dell’Accademia della Crusca in cooperazione con la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministro degli affari esteri italiano. Ennesima conferma per Vullo che da anni promuove con diversi linguaggi artistici l’Italia all’estero, divenendo nel tempo, una sorta di ambasciatore della cultura italiana nel mondo.

Angela Gabriele e Luca Vullo

A seguito dell’uscita ufficiale del suo primo libro “L’italia s’è gesta. Come parlare italiano senza parlare”, dove racconta le sue esperienze per il mondo con i gesti italiani, Vullo ha partecipato come speaker al TEDx Varese 2019 e alla Leadership Arena che si è tenuto a Barcellona, con la collaborazione della Camera di Commercio, il Consolato Italiano di Barcellona e la Casa degli Italiani. Due importanti occasioni a fianco di grandi talenti del mondo del business, dello spettacolo e dello sport.

Luca Vullo, inoltre, ha realizzato, in qualità di autore, regista e produttore, il documentario “Influx” che racconta la contemporanea emigrazione italiana a Londra ed è fruibile in tutto il mondo sulla piattaforma Netflix. Inoltre, occupandosi di pubblicità con la sua casa di produzione Ondemotive Productions con sede a Londra, il regista è stato incaricato dal Consolato Italiano di Londra, di realizzare lo spot ufficiale di promozione della lingua italiana all’estero. Lo spettacolo in tournée in Vietnam sarà in italiano ma verrà sottotitolato in tempo reale in lingua vietnamita.

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Le Vie dei Tesori vola a 185mila visite in tre weekend

Nel terzo fine settimana 55mila hanno scelto Palermo e oltre 5mila Catania. Ragusa ha chiuso in bellezza con le visite notturne ai tre campanili

di Redazione

Le Vie dei Tesori continua a “macinare” numeri e si avvicina a soglie ragguardevoli. Perché se lo scorso fine settimana erano stati 115mila i visitatori del festival a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli, questo weekend si tocca quota 185mila. Oltre 55mila visitatori questo weekend hanno scelto Palermo, altri 5mila hanno raggiunto i 50 siti di Catania e altri 9 mila sono arrivati nelle tre città del Ragusano. Quello che si nota con questa edizione è che il pubblico è “spalmato” tra i diversi siti, nonostante restino amatissimi sia la chiesa che il monastero di Santa Caterina a Palermo che Palazzo Biscari a Catania, imperterriti vincitori da tre weekend. Ed è apprezzata la possibilità di visitare, senza l’assillo di orari e code, alcuni luoghi dove sono organizzati eventi particolari: piace l’idea dei siti su prenotazione, sono esaurite le esperienze, le visite teatralizzate nei palazzi e negli oratori, gli aperitivi sulle cupole e i concerti barocchi, tutti sold out.

Chiesa degli Agonizzanti

Palermo è la regina incontrastata: 55mila visitatori che hanno riempito il centro storico, certo, ma hanno anche invaso i siti da raggiungere fuori porta (qui tutti i luoghi del festival). Palermitani e tantissimi turisti, in coda, armati di piantina, guida e smartphone, un esercito che si fronteggia a colpi di oratori, chiese, bunker, voli, salotti: accolti ovunque da volontari, guide, studenti, un altro popolo “agguerrito” che è felice di dividere particolari, leggende, storie, dati. È la cultura che viene tirata fuori dalle aule e dalle università, per essere consegnata a chi ama ascoltarla. “Grazie a tutte le istituzioni che fanno parte di questa grande rete che abbatte gli steccati – dice Laura Anello, presidente dell’Associazione Le Vie dei Tesori onlus -. Grazie ai ragazzi che accolgono e raccontano i luoghi: collaboratori, tirocinanti e studenti dell’Università di Palermo che sperimentano sul campo le proprie conoscenze, studenti in alternanza scuola-lavoro che si misurano con il mondo del lavoro. Grazie a tutti i volontari, dal più giovane al professionista che decide di donare un po’ del suo tempo per un grande progetto collettivo”. Sold out il brunch a Villa Malfitano (un altro è in programma l’ultima domenica del festival, il 3 novembre a Palazzo Sant’Elia e sarà ispirato ai banchetti settecenteschi dei nobili signori e dame, qui per prenotare).

Panorama dal Loggiato di San Bartolomeo

La chiesa e il convento di Santa Caterina – insieme hanno superato di parecchio i quattromila visitatori – restano il complesso più amato di Palermo: con gli splendidi marmi mischi, e le celle dove ti par di vedere le tonache delle monache sfiorare il pavimento. Terzo sito scelto dal pubblico è il Loggiato San Bartolomeo, da pochi mesi restituito alla città: molto apprezzata la terrazza, anche per una foto ricordo affacciati sul mare. Tallona da presso il rifugio antiaereo sotto Palazzo delle Aquile – quest’anno visitabile soltanto il sabato e la domenica – che ormai da tre anni è tra i luoghi più visitati, anche per l’appassionato racconto della città bombardata. Va sempre benissimo l’aeroporto di Boccadifalco che annuncia per la prossima domenica una sorpresa musicale dei giovanissimi allievi di una scuola di Ciminna.

Villa Pajno

Bella la performance dei palazzi: Villa Pottino, Palazzo Asmundo, Palazzo Zingone Trabia, di grande richiamo la chiesa e la cupola del Santissimo Salvatore, e tantissima gente (750 spettatori) sono saliti a Porta Felice. Sold out le visite a Villa Pajno, la sede della Prefettura, letteralmente presa d’assalto, dove a sorpresa è giunto tra i visitatori uno dei nobili proprietari, Ettore Parlato Spatafora. Tra le scuole, vince l’Educandato Maria Adelaide dove le allieve raccontano la storia delle “nobili zitelle”, toccante la visita alle due sedi della Missione di Biagio Conte e all’Istituto Padre Messina, ma è piaciuto molto anche il percorso dentro il Conservatorio (quasi 400 visitatori) con un bellissimo sottofondo musicale.

Pietro Massaro durante la visita teatralizzata al Santissimo Salvatore

Tanto pubblico al terzo concerto barocco: stavolta è sceso in campo l’ideatore di questa mini rassegna, il chitarrista Dario Macaluso, in trio con Luigi Sollima e Christian Cutrona, ma si stanno già esaurendo i posti per il prossimo concerto, l’ultimo, dedicato al Belcanto e alla trascrizione di arie liriche, nella chiesa di santa Maria del Piliere (qui per prenotare). Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro hanno continuato con le loro visite teatralizzate: ormai non c’è quasi più un posto disponibile. Tutte le “esperienze” navigano sul sold out, dai voli in Piper (si sono dovuti aggiungere altri slot, andati subito esauriti) ai tour nei quartieri ai laboratori dei pupari. Gettonate anche le due mostre: “Look up!”, immagini “a naso in su” di Salvo Gravano, che hanno introdotto la visita a Palazzo Zingone Trabia, ai “Capolavori perduti”, la rimaterializzazione di tele disperse di Van Gogh, Monet o Tamara de Lempika, nel sottocoro di Palazzo Abatellis, che apre (con un coupon diverso) anche le terrazze e i laboratori di arazzi.

Palazzo Biscari

Catania continua a bissare i numeri dei primi due weekend, e si superano i 5500 visitatori spalmati tra chiese e palazzi (qui tutti i luoghi). Resta sempre in testa Palazzo Biscari, ma stavolta entra a sorpresa castello Ursino, che ha aperto sia il fossato che la corte. Il terzo sito più visitato a Catania resta sempre San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. A sorpresa, il quarto posto più visitato, la grotta dell’Amenano, che permette di scendere nelle viscere della città alla ricerca del “fiume fantasma” che corre sotto i palazzi. Molta curiosità hanno sollevato le raffinerie che sono state aperte in corsa, durante la visite alle Ciminiere: una sorpresa per gli stessi catanesi che si sono riversati per scoprire un pezzo di storia nascosta della città. E sono piaciute le “esperienze” proposte, l’aperitivo in notturna all’apice dei camminamenti segreti delle monache, le visite guidate alla scoperta degli erbari degli scienziati, dei parchi e dei giardini d’arte fuori città.

Campanile delle Sante Anime del Purgatorio

Il Ragusano sta chiudendo la sua partecipazione a Le Vie dei Tesori con numeri importanti. Le tre città insieme questo weekend hanno superato i 9mila visitatori. Con una marea di persone che ha provato l’ebbrezza di salire sui campanili di Ragusa in notturna, aperti solo in questi tre giorni: la città conta 4mila visitatori in questo terzo ed ultimo weekend. Primo sito più visitato è, come sempre ormai da tre fine settimana, il bellissimo palazzo Arezzo di Trifiletti che supera di pochissimo il campanile di Santa Maria delle Scale – sotto la quale si scopre una cappellina con un fonte battesimale cinquecentesco scolpito in un unico blocco di pece;  segue il Circolo di conversazione, il raduno dei nobili signori del luogo, ma ecco nelle prime posizioni anche le altre due torri campanarie, della bellissima chiesa dell’Itria, con la cupola dove fioriscono eleganti iris; e della chiesa del Purgatorio, dove il campanile poggia su un tratto delle mura bizantine del castello. L’occasione per le visite in notturna è stata data dalla collaborazione de Le Vie dei Tesori con il festival delle Scale del Gusto.

Interni del municipio di Scicli

Scicli continua a superare Modica e conferma anche lei i 2.500 visitatori del secondo weekend: il pubblico non dimentica che questi sono i luoghi della fiction del Commissario Montalbano (e quindi il Municipio dove è ricostruita la stanza del Questore), seguito dalla Farmacia Cartia, dove il tempo sembra essersi fermato tra ampolle, albarelli, vasi da farmacia: tutto come era nell’ottocento quando venne aperta; terzo sito, la chiesa e il campanile di San Giovanni Evangelista dove il pubblico, seguendo l’antico percorso delle monache, si è affacciato affacciare dalle gelosie coperte da una grata, per osservare la navata dall’alto. Modica tallona Scicli, non ammette sconfitte: e supera i duemila visitatori anche questo weekend: i visitatori hanno decretato vincitore tout court Palazzo Castro Grimaldi che ha offerto uno spaccato dell’aristocratica vita modicana di inizio secolo. A sorpresa, questo fine settimana il pubblico ha scelto la chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore, considerata la più antica della città, sconosciuta anche a tanti modicani; segue, terzo e imponente, il Castello dei Conti affacciato sulla città.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Il festival entra nel vivo: tutto il meglio del terzo weekend

Dai percorsi liberty di Palermo, con visite ai cantieri di restauro, alle terme e i bastioni di Catania. A Ragusa la magia dei campanili di notte

di Redazione

Andar per cantieri, osservare da vicinissimo i restauratori, porre anche qualche domanda: quest’anno Le Vie dei Tesori permette esperienze molto particolari, un passo in più rispetto alla semplice visita dei luoghi. E questo terzo weekend – da domani (venerdì 18 ottobre) a domenica – le possibilità saranno davvero tante: a Palermo apre le porte Villino Ida, la casa privata che Ernesto Basile si costruì a sua immagine. Sarà possibile visitare lo studio, le stanze dove l’architetto disegnò e firmò ogni arredo, ogni pomello. Una possibilità unica, visto che il villino è sottoposto a restauro, così come avviene anche a Villino Favaloro, dove addirittura la visita è consentita a sole 8 persone per volta e su prenotazione, con tanto di caschetto di sicurezza. Sono tutti e due visitabili solo di venerdì. Se poi volete completare il “percorso liberty”, raggiungete anche Villino Florio, la quintessenza della mano del Basile, dove quest’anno è visitabile anche il giardino.

Villino Ida

Anche questo terzo fine settimana la scelta tra i siti sarà veramente difficile: tra i luoghi aperti con coupon, siti su prenotazione, visite teatralizzate in costume, degustazioni in palazzi storici, e un trio, raro e prezioso, risuona in oratorio (qui il programma completo a Palermo). Sarà visitabile per la prima volta in assoluto nel festival – questo sabato e domenica, ma è già sold out -, Villa Pajno, la residenza privata del prefetto: un trionfo moresco affacciato su via Libertà. Meglio prenotare invece la visita a Villa Whitaker, anch’essa della Prefettura, che il prossimo e unico weekend (26 e 27 ottobre) riaprirà le porte, dopo il successo enorme dei giorni scorsi (qui per prenotare).

Bastione degli Infetti

Andiamo con ordine. Perché a fronte dei 160 luoghi che apriranno a Palermo, ce ne sono altri 50 a Catania dove si potranno visitare i due antichi Bastioni, il complesso multiforme della Cattedrale, tra saloni e cappelle di solito chiusi al pubblico, seguire il percorso su Sant’Agata ma soprattutto scendere nelle antiche terme, sia quelle della Rotonda che quelle dell’Indirizzo (poi bisognerà aspettare l’ultimo weekend), e nelle terme Achilliane sotto la Cattedrale (solo su prenotazione). Scatta invece l’ultimo fine settimana tra vicoli barocchi e muretti a secco del Ragusano, ma con chicche splendide: proprio a Ragusa sarà possibile salire in notturna addirittura su tre torri campanarie, di cui una, Santa Maria delle Scale, del tutto inedita (ve ne abbiamo parlato qui), a Modica ci si dividerà tra “dolci” fabbriche e importanti bastioni, a Scicli ritornano le chiese rupestri affacciate sulla cittadina.

IL TERZO WEEKEND A PALERMO

Catacombe di San Michele Arcangelo

Questa settimana vi consigliamo di non perdere la biblioteca Bombace (solo questo venerdì e il prossimo), l’ex collegio Massimo dei Gesuiti che nasconde un milione di volumi e antichi codici, ma anche un bunker della guerra (che si visita con un coupon a parte); ultimo weekend per scendere nelle catacombe di San Michele Arcangelo, sotto Casa Professa, dove vi racconteranno la storia dell’avido sacrestano e della Madonnina miracolosa. Poco lontano, la cinquecentesca chiesa di San Francesco di Paola, appena restaurata, che sarà felice di mostrare il suo interno manierista colmo di affreschi e stucchi. Del tutto diversa, austera, medievale, è invece la Magione di cui non bisogna dimenticare l’antico chiostro, unico rimasto dell’antico monastero.

Educandato Maria Adelaide

Soltanto questo weekend e il prossimo sarà visitabile a Pallavicino, il Giardino della Concordia, dove ad ogni pianta corrisponde un nome, una data, una targa. Ritornando in città avviatevi lungo un percorso inedito attraverso storie ed istituti palermitani: fermatevi all’educandato Maria Adelaide dove le allieve vi racconteranno la storia dell’istituto per “nobili zitelle” che nasconde una chiesa del Marvuglia e una leziosa sala-teatro liberty di Rocco Lentini. Non perdete l’Istituto Castelnuovo, creato dall’illuminato principe Cottone per una classe di “giovani agricoltori d’elite”, ma neanche il liceo intitolato ad una delle più belle coppie dell’arte: lo scultore Vincenzo Ragusa e la moglie pittrice, la delicata Otama Kiyohara. Sarà l’ultima occasione, ed è aperto solo questo sabato e domenica anche gioiello di stucchi che è il prezioso Oratorio delle Dame. Infine solo domenica (anche la prossima, poi basta) dirigetevi verso Palazzo Comitini: la sede dell’ex Provincia, oggi Città Metropolitana, nasconde salotti sontuosi con mobili d’epoca e una bellissima collezione di arte moderna e contemporanea.

CONCERTI NEI TESORI

Dario Macaluso

Flauto, chitarra e viola: una rara combinazione strumentale. Siamo al terzo concerto de “Le Corde di Palermo”, la rassegna di Dario Macaluso ve ne abbiamo parlato qui(): domani sera (venerdì) alle 21 nell’oratorio di San Mercurio, Luigi Sollima, Dario Macaluso, Christian Cutrona affronteranno il capolavoro di questa formazione che senza dubbio rimane il “Notturno op.21” del boemo Wenzel Matiegka. Quindi in una dimensione più contenuta e formalmente ineccepibile, il fresco “Trio di Kreutzer op.16”, per finire con le evanescenti atmosfere negli acquerelli argentini di Pujol. Il trio, raffinato ed elegante, ha realizzato svariati concerti e ha in programma l’esecuzione di musiche pensate e create per questo ensemble (qui per prenotare).

LE ESPERIENZE

Pietro Massaro durante la visita teatralizzata al Santissimo Salvatore

Sono la novità di questa edizione del festival, perché permettono di scoprire un luogo con occhi diversi. Dall’alto e dal basso. Per esempio, dentro Villa Pottino – che è già di per sé una visita bellissima visto che è rimasta quasi immobile, come arredi e atmosfere – sabato alle 17,30 apparirà la cortigiana protetta dal vicerè Colonna. È lei (impersonata da una bravissima Stefania Blandeburgo) a raccontare gli editti e i bandi contro le prostitute d’alto livello (che per vestirsi come le donne honeste dovevamo pagare una tassa al convento delle Repentite) ma anche a descrivere avvenimenti come l’annuale “corsa delle bagasce”, la cui vincitrice si aggiudicava persino un premio. E sempre l’attrice vestirà i panni della vecchia levatrice Melina che – domenica alle 17,30 all’Oratorio dell’Immacolatella – racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino. Non perdetela, e non dimenticate Pietro Massaro – domenica alle 18 all’Oratorio del Santissimo Salvatore – che racconterà miserie e necessità di un “povero mendicante” di mestiere nella Palermo seicentesca (qui tutte le visite teatralizzate). E nel sottocoro del Museo Salinas è anche visitabile (ticket sul sito) la mostra “Il ritorno dei capolavori perduti” che racchiude sette “ri-materializzazioni” digitali di altrettanti pezzi irrimediabilmente dispersi, ognuno con una sua storia di furti, incendi, distruzioni.

Palazzo Zingone Trabia

Sabato alle 19 si potrà sorseggiare un calice di rosé Planeta sotto gli affreschi e i decori di Palazzo Zingone Trabia: una residenza che è una vera sorpresa, completamente inaspettata dall’esterno. Addossato alla vecchia cinta muraria ormai scomparsa, ristrutturato e recuperato solo da pochi anni, nasconde soffitti neoclassici, un’alcova preziosa, una strana stanza dai decori arabeggianti. E ospita la mostra fotografica “Look up!” ovvero una prospettiva inedita colta dal fotografo Salvo Gravano. Ma potete anche raggiungere (domani sera) Palazzo Asmundo per un aperitivo elegante guardando da vicino la Cattedrale, e tornateci sabato per cenare alla maniera dei Gattopardi. E siccome è praticamente esaurito il brunch di sabato a Villa Malfitano, consigliamo assolutamente di prenotare sin da ora la visita e brunch a Palazzo Sant’Elia (qui per prenotare), una sorpresa aggiunta da poche ore al programma dell’ultimo weekend (per domenica 3 novembre): un’enfilade di saloni affrescati per una vera e propria cena dei monsù, ma di sapore mediterraneo.

Area archeologica su Monte Iato

Ed eccoci al resto delle esperienze (qui per scoprirle e prenotarle tutte): saranno aperti laboratorio e teatrino di Mimmo Cuticchio, nel cuore di via Bara all’Olivella, tra paladini e saraceni, ippogrifi e pianini a cilindro. Sarà possibile navigare lungo la costa sulla storica Lisca Bianca, la barca degli Albeggiani, e partecipare ai percorsi a cavallo nelle scuderie settecentesche del Principe Carlo Cottone. E siccome in tantissimi le hanno chieste, ecco nuove possibilità e orari per volare sul Piper. E si è aggiunta in corsa anche una visita importante che non fa parte del programma: l’area archeologica di Monte Iato, con le sue case a peristilio, domenica 3 novembre alle 10 avrà una guida d’eccezione come il suo direttore, Francesca Spatafora (qui per prenotare).

GLI ARTIGIANI E GLI ARTISTI

Arèa

Cinque case-studio che raccontano gli artisti che le abitano. L’Itinerario contemporaneo, curato da Paola Nicita, si svolge notturna perché i siti sono visitabili – con lo stesso coupon dei luoghi – dalle 18 alle 22 (qui per saperne di più). Tranne Officine Calderai dove si vedono nascere pezzi di design dalle mani degli artigiani, domani e sabato dalle 10 alle 18. Gli altri quattro sono da cercare: da piazza Rivoluzione, da Arèa, studio dove lavora Giovanni Lo Verso e dove questo weekend si scoprirà che l’arte fa bene, più di una medicina, anzi riesce anche a condurre alla felicità. Lo spiegheranno tre artisti e docenti dell’Accademia di Belle Arti come Alessandro Bazan, Francesco De Grandi e Fulvio Di Piazza. Al vicino Spazio Rivoluzione dove c’è Adalberto Abbate, a piazza XIII vittime per le due sculture en plein air di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach. Ma spingetevi lontano dal centro: a pochi passi dall’Ucciardone, nella parte più antica delle Fabbriche Sandron, il pittore Nicola Pucci vive e lavora.Ingresso da via Duca della Verdura, di fianco alla trattoria Albertone.

LE PASSEGGIATE

Il castello di Carini

Andare per streghe ed eretici, cortigiane e truci vendicatori, botteghe storiche ed antichi palazzi. Le passeggiate de Le Vie dei Tesori sono tour dove la prima ad essere un’appassionata è la guida. Che può essere un botanico, uno storico, un giornalista, un professore. Questo weekend – sabato e domenica – sarà come sempre difficile scegliere: dalle suggestioni notturne del quartiere Ballarò, dove il mercato è ormai silenzioso, ai segreti della Loggia dei mercanti, ai postriboli di quartiere, fino ai caffè storici dal profumo aromatico. Poi storie di donne licenziose, le Porte a mare di epoca spagnola, le torri d’acqua, la città liberty, fino a un salto fuori porta alla scoperta del castello di Carini, ma anche a Monte Pellegrino e alla Grotta Conza, vicino Tommaso Natale, fino a Ficuzza. Qui potrete scoprire e prenotare tutte le passeggiate del prossimo weekend.

IL TERZO WEEKEND A CATANIA

Terme della Rotonda

Scendere nelle terme romane, salire sui bastioni storici, scoprire le chiese, passeggiare nei giardini. Catania è ancora sulla cresta dell’onda (qui il programma completo). Non bisogna perdere l’occasione per visitare i tre complessi di terme romane: sono percorsi importanti, molto suggestivi, anche sotterranei, che raccontano la storia dell’antica Katane. Edifici complessi, che si sono trasformati con l’avanzare della città e che sono tornati allo scoperto grazie agli archeologi. Visitabili anche i due bastioni: quello del Tindaro, uno degli undici che facevano parte delle mura che Carlo V fece costruire in pietra lavica a difesa della città; e il Bastione degli Infetti, che un tempo ospitò un lazzaretto dopo l’epidemia di peste che colpì Catania nel 1576.

Chiesa di San Giuliano

Aprono le Ciminiere per la visita alle tre collezioni museali: si passa dalle mappe e carte geografiche rinascimentali alle “pizze” e locandine d’epoca al Museo dello Sbarco, dove vive un pezzo di storia. Se volete evitare le code, su prenotazione si scopre Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa la Patrona durante il martirio. E ancora due musei, quello di archeologia dell’Università (unica visita venerdì alle 10), il Diocesano con la passeggiata sopra Porta Uzeda. Aperitivo Planeta sabato sera sulla cupola della Badia di Sant’Agata. Tra i luoghi su prenotazione non perdete la possibilità di salire all’inaccessibile cantoria e da lì, alla terrazza del monastero di San Giuliano (venerdì dalle 10 alle 16, sabato dalle 14 alle 16 e domenica dalle 10 alle 12); di meravigliarvi di fronte ai 78 “falsi” d’autore di Centuripe che il famoso archeologo Guido Libertini volle esporre tra i reperti del Museo di archeologia dell’Università (solo venerdì alle 10). Senza dimenticare che da Palermo partono i Viaggi dei tesori alla scoperta di Catania (qui per prenotare).

TERZO E ULTIMO WEEKEND NEL RAGUSANO

Uno scorcio di Ragusa Ibla

Non si può perdere l’occasione di partire per il Ragusano, anche perché sarà davvero l’ultima occasione per scoprire luoghi spesso chiusi. Come il campanile di Santa Maria delle Scale – sotto la quale si scopre una cappellina con un fonte battesimale cinquecentesco scolpito in un unico blocco di pece -, che apre in notturna a Ragusa con le altre due torri campanarie, della bellissima chiesa dell’Itria, con la cupola dove fioriscono eleganti iris; e della chiesa del Purgatorio, dove il campanile poggia su un tratto delle mura bizantine del castello. L’occasione è data da Scale del Gusto, che per il primo anno è gemellato con Le Vie dei Tesori: da questa collaborazione scaturisce un percorso sensoriale che scende lungo le antiche scalinate, dalla città superiore ad Ibla (ve ne abbiamo parlato anche qui). Le tre torri saranno aperte dalle 18 a mezzanotte, ma non bisogna assolutamente dimenticare gli altri venti luoghi: tra questi, Sant’Agata ai Cappuccini con il trittico di Pietro Novelli, poi San Rocco con la sua “cona”, ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio, bellissimo esempio di arte sopravvissuta.

 

Chiesa rupestre di San Nicolò

Ma se Ragusa vale il viaggio, lo stesso si può dire di Modica dove è assolutamente da non perdere la visita alla casa del premio Nobel Quasimodo, che sarà aperta soltanto questo weekend: quattro stanze per raccontare il poeta, attraverso i suoi oggetti personali. Aperta sempre e soltanto questo fine settimana, anche la chiesetta rupestre di San Nicolò inferiore, considerata la più antica della città, scoperta nel 1987 dallo studioso modicano Duccio Belgiorno in una grotta fino ad allora utilizzata come magazzino. Da visitare la fabbrica dove nasce il famoso cioccolato Bonajuto, l’antico fattojo dove scoprirete come si “frantumano” le fave di cacao e si utilizzano ordegni d’epoca. Visite alle 10, 11.30, alle13 (in inglese), 14.30, 15.30 e alle 17. Si potrà anche andar per musei, e troverete così le famose “botti” del museo “Tommaso Campailla”, l’unico sifilicomio del Sud Italia; il famoso castello dei Conti, a causa di lavori in corso, mostrerà solo domenica, la torre normanna e la cappella dei detenuti. E sempre soltanto domenica, nella chiesa del Carmine si avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 da una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini.

La Grotta delle Cento Scale

nfine Scicli dove ci si muove tra chiesette rupestri, antiche cave, grotte scoscese. È stata la vera sorpresa di questa edizione del Festival, tra le città più visitate, ha superato la stessa Modica. Colpiscono le facciate storiche dei palazzi settecenteschi – è possibile partecipare ad una passeggiata (domenica alle 16, qui per prenotare) per scoprire edifici pubblici e privati, veri esempi di committenze nobiliari, affidate ai migliori artigiani dell’epoca – ma anche l’unicità del barocco prezioso e ancora intatto. Novità è ancora la grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura. E se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’antica farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano.

I VIAGGI DEI TESORI

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Proseguono i Viaggi dei Tesori che da Palermo conducono alla scoperta di Catania (qui per prenotare). È stato costruito con cura certosina un weekend dotato di una guida personale, anche solo per due persone, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet. E poi i luoghi, i palazzi, le chiese, gli oratori. Sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: si può già prenotare la gita giornaliera in pullman che da Palermo condurrà a Catania, domenica 27 ottobre (qui per prenotare).  Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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