Artisti abbracciano la Santuzza

La mostra collettiva “Ex voto. Artisti per Rosalia” è un omaggio a Palermo e alla sua patrona. Con Le Vie dei Tesori ai Quattro Canti, nei palazzi Costantino e Di Napoli del mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, un allestimento curato da Andrea Guastella, che mette insieme 87 artisti e 12 percorsi per raccontare l’impegno dell’arte come strumento di dialogo, rispetto e ecologia, ma anche denuncia contro abbandono e incuria. La mostra è visitabile dal 13 al 24 luglio.

QUI UN ARTICOLO PER SAPERNE DI PIU’

“Ex voto” d’arte per Rosalia, inaugurata la collettiva nel cuore di Palermo

Un omaggio alla città e alla sua patrona con Le Vie dei Tesori. Nei palazzi Costantino e Di Napoli, ai Quattro Canti, una grande mostra di 87 artisti che celebrano la Santuzza, dialogando con le sale decadenti

di Redazione

Un unico flusso d’arte che come un abbraccio entra nel palazzo diruto, supera l’antica Cavallerizza, sale lo scalone a doppia rampa che conserva l’imponenza di un tempo, e si srotola tra le sale sbreccate, le porte rimosse, le finestre senza più vetri, per fermarsi sotto il grande affresco del Velasco, potentemente sopravvissuto; e da lì, abbandona Palazzo Costantino e si insinua dentro l’attiguo Palazzo Di Napoli, uno dei quattro Canti del Teatro del Sole. È la prima volta in assoluto che il piano nobile dei due palazzi viene usato interamente, in continuità, come unico, enorme spazio espositivo. Nasce da qui la grande collettiva “Ex voto. Artisti per Rosalia”, inaugurata ieri e visitabile fino al 24 luglio, organizzata nei giorni del Festino ritrovato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori, e curata da Andrea Guastella, da un’idea di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, mecenate, promotore dell’iniziativa e proprietario dei due palazzi condivisi con la comunità (qui per prenotare la visita).

Deus ex machina, Luigi Citarrella

È un vero  e proprio abbraccio dell’arte che si mette sotto la protezione della Santuzza. L’arte può salvare il mondo dall’oblio? Forse no, ma può tentare di farlo.La collettiva nasce da una comune e libera visione di intenti di artisti, galleristi e curatori italiani, all’insegna della rinascita, ma anche della denuncia, contro abbandono, incuria, negligenza. E sempre e comunque della vitale – a tratti sognante – constatazione del presente. La mostra sarà visitabile fino al 24 luglio.

Opera in mostra

Dall’ingresso su via Maqueda di Palazzo Costantino, disegnato dal Marvuglia, a Palazzo Di Napoli, con gli stemmi aragonesi divenuti all’epoca dei Vespri simboli della Sicilia, gli 87 artisti riuniti in dodici progetti o collettivi, entrano in dialogo diretto con gli spazi, spesso gravemente degradati, li fanno propri, li attaccano o li accarezzano, li blandiscono o li rendono vivi: il loro è un messaggio di sostenibilità, viver comune, comunità, rispetto. Si entra nel primo palazzo e è subito un’immersione sotto i lenzuoli di Giuliano Cardella, mentre affiorano dalla Cavallerizza, le sfere armillari e i light box di Rosa Mundi; poi, il Deus ex Machina in croce di Luigi Citarrella accoglie sullo scalone monumentale. E da lì in poi si srotola la collettiva.

Si mette in contatto con Palazzo Costantino, l’intero progetto Loci Interdicti, che coinvolge 15 artisti, curato da Michele Citro che vede la nobile residenza come un maestoso gigante stanco, senza più voglia di lottare; se Art Attack si affida ai supereroi che si arrampicheranno sui muri come sulla torre di Babele, Inside Out inviterà a rovesciare rapporti e dimensioni, interno ed esterno, come lenzuola sciorinate sulla corte del palazzo; Personae lo popolerà di maschere, tra umano e post-umano, dell’uomo di oggi; Beautiful Flash (Guglielmo Manenti) scenderà nel ventre di Palermo, alla scoperta delle creature minacciose e benigne dell’inconscio, tra allucinazioni grafiche e dimensioni surreali.

Ex voto di arte contemporanea

E ancora, il progetto sociale Come Pappagalli Verdi nato dal docente e artista Fiormario Cilvini, curato da Marilena Morabito e ispirato al libro del fondatore di Emergency Gino Strada, Pappagalli Verdi: mine a forma di giocattolo che creano vittime innocenti tra i bambini. Calchi degli arti inferiori in resina, realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, inviati ad artisti italiani che li hanno reinterpretati secondo il loro stile; il pensiero sostenibile di Teoria del sacrificio ecologico, la ricerca di Luce (a cura di Valerio Dehò) come fonte di energia positiva che sia anche dialogo tra le culture e i popoli. Giusy Emiliano firma Astratte Ri-generazioni e lo storytelling Giardino di transizione creato da Rossana Danile con le sculture a filo continuo di Bruno Melappioni, due progetti che puntano alla necessità di un cambio di rotta definitivo per proteggere il pianeta e conservare la bellezza che ci circonda.

Uno dei saloni di Palazzo Costantino

Chiude I luoghi dell’anima, a cura di Alessia Montani, Valentina Bruno, Roberto Grossi: un unico video per raccontare Farm Cultural Park, Fiumara d’Arte, Gibellina Museo Diffuso, Parco dell’Anima, Porta della Bellezza, Piazza Armerina Museo, Palazzo Oneto di Sperlinga, Fondazione Orestiadi, Fondazione Brodbeck. In anteprima il Passaporto del pellegrino disegnato da Domenico Pellegrino. Il percorso espositivo è molto composito e frastagliato, e sarà fruibile con le visite guidate delle Vie dei Tesori, secondo il format consolidato del Festival. Apertura ogni giorno dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 21. Coupon su www.leviedeitesori.com.

I beni culturali siciliani rivivono con l’innovazione digitale

Disponibile una piattaforma e un’app con ricostruzioni 3D, video immersivi, documenti e contenuti in realtà aumentata per arricchire l’esperienza di visita

di Redazione

Ricostruzioni in 3D, realtà aumentata, immagini realizzate da droni, contenuti multimediali, un’applicazione per smartphone, un portale web. E, soprattutto, una piattaforma che consente con semplicità di aggiornare e implementare la documentazione relativa all’immenso patrimonio storico-archeologico della Sicilia. Per i beni culturali siciliani scatta la “rivoluzione” digitale grazie a “Sicilia Virtual + – I luoghi della cultura”, il progetto realizzato dal governo regionale con l’assessorato ai Beni culturali e con l’Autorità regionale per l’innovazione tecnologica mediante la le risorse del Po-Fesr Sicilia 2014-2020.

La Villa Romana del Casale

Sul fronte della fruizione al pubblico, attraverso il portale web di “Sicilia Virtual +” – fanno sapere dalla Regione – è possibile accedere a un elevato numero di informazioni (dettagli storico-culturali, approfondimenti, ricostruzioni in 3D, video immersivi, virtual tour “aumentati”, gallerie fotografiche, sezioni grafiche frutto di ricerca storica, contenuti multimediali, contatti e numeri utili) di ogni luogo della cultura presente sulla piattaforma. Inoltre, grazie all’app “Sicilia Virtual +” (idem “Sicilia Virtual Plus*), disponibile sia per iOs sia per Android, durante la visita basterà inquadrare i “punti di interesse” presenti in loco per accedere a contenuti aggiuntivi e multimediali, sino a potere fruire di contenuti in realtà aumentata utilizzando gli appositi visori. Una funzionalità aggiuntiva, quest’ultima, rispetto a quanto previsto inizialmente dal progetto. Tutte le schede sono implementabili nel tempo e possono essere replicate con facilità per altri luoghi regionali di interesse storico-culturale.

L’ingresso dell’area archeologica di Eraclea Minoa (foto Giulio Giallombardo)

I siti già presenti in “Sicilia Virtual +” sono: l’area archeologica e l’antiquarium di Eraclea Minoa (Agrigento); il Teatro romano e l’Odeon di Catania; nell’Ennese, la Villa romana del Casale di Piazza Armerina, l’area archeologica di Morgantina e il museo di Aidone; l’area archeologica e antiquarium di Tindari (Messina); nel Palermitano, l’area archeologica di Monte Jato, insieme a quella di Himera e Solunto, il museo regionale di Terrasini, e a Palermo, il Castello a Mare, la chiesa e il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, la Zisa e la Casina cinese. Nel Ragusano, i parchi archeologici di Kamarina e Cava d’Ispica; a Siracusa il parco della Neapolis; nel Trapanese, infine, le aree archeologiche di Segesta, Selinunte e Cave di Cusa.

La Casina cinese

“Sicilia Virtual +” ha anche consentito di creare un archivio digitale, attraverso la raccolta e l’archiviazione di una vasta mole di documenti grafici, fotografici, video e multimediali di ogni sito culturale. Una grande quantità di dati completa di tutte le referenze bibliografiche, partendo da quanto già in possesso del Centro regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione grafica della Regione Siciliana. Un lavoro di alta valenza scientifica, puntuale sul fronte documentale, innovativo nelle modalità di sfruttamento e divulgazione dei contenuti attraverso moderne interfacce digitali.

Il Teatro romano di Catania

“Con l’impiego delle moderne tecnologie digitali – sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci – facciamo un grande passo avanti nella fruizione e nella diffusione della conoscenza del nostro immenso patrimonio storico e archeologico. Grazie alle risorse comunitarie destinate a modernizzare tutta l’amministrazione regionale, con questo progetto ci poniamo  all’avanguardia, offrendo a turisti e visitatori una modalità più immediata per approfondire dettagli e particolari dei nostri beni culturali. Allo stesso tempo ci dotiamo di strumenti efficienti e versatili per gestire e custodire l’imponente mole di documenti e informazioni riguardanti i tanti tesori della nostra Isola”.

Il Tempio di Segesta (foto Ludvig14, Wikipedia)

“Grazie alle nuove tecnologie potenziamo l’attrattività dei nostri luoghi della cultura – aggiunge l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà – e consentiamo che possano essere conosciuti da un pubblico sempre più esigente e diversificato. In 18 siti di tutta la Sicilia, infatti, è adesso possibile arricchire la visita con contenuti multimediali, che permettono di ricostruire i luoghi e offrono informazioni complete e in più lingue. Rendere una visita più attrattiva e interessante vuol dire guardare al futuro nel nome della nostra storia plurimillenaria e della nostra identità profonda”.

Il mastio del Castello a Mare di Palermo (foto Giulio Giallombardo)

“L’intervento – specifica l’assessore all’Economia Gaetano Armao, al cui assessorato fa capo l’Autorità per l’innovazione tecnologica – è stato concepito all’interno della strategia definita nell’Agenda digitale Sicilia approvata a marzo 2018 dal governo regionale e quindi inserita nel Piano triennale della transizione digitale 2018-2020 dell’amministrazione regionale. Con questo progetto abbiamo investito su nuovi processi di valorizzazione del patrimonio, iscrivendo i concetti di culture e di innovazione digitale nell’ambito della comunicazione dei beni culturali regionali”.

(Nella prima foto in alto l’area archeologica di Monte Jato – foto Giulio Giallombardo)

“Orto fai da te”, premio nazionale al borgo di Geraci Siculo

Il paese in provincia di Palermo fa il bis del premio “Piccolo Comune amico”, organizzato dal Codacons. Riconoscimento speciale per un progetto di economia circolare

di Redazione

Bis del comune di Geraci Siculo per il premio “Piccolo Comune amico”. Il borgo madonita, per il secondo anno consecutivo, ha conquistato il riconoscimento per l’iniziativa “Orto fai da te”, dopo aver vinto il riconoscimento lo scorso anno per il servizio di assistenza domiciliare per gli anziani durante la pandemia.

Uno scorcio di Geraci

Il concorso voluto dal Codacons, alla sua seconda edizione, premia i piccoli comuni nelle varie categorie: agroalimentare, artigianato, innovazione sociale, cultura, premio speciale aeroporto amico, premio speciale amico del consumatore ed economia circolare. Proprio per quest’ultima categoria, il Comune ha inviato la propria candidatura con il progetto “Orto fai da te”, l’iniziativa che “spinge” i cittadini a crearsi e curarsi un orto domestico.

La consegna del premio

“Un progetto voluto dalla nostra amministrazione per incentivare le politiche di rispetto dell’ambiente – dicono il sindaco di Geraci Siculo Luigi Iuppa e l’assessore comunale Fabrizio Di Vuono dopo la consegna del premio – . Siamo sempre attenti al mantenimento delle tradizioni locali, soprattutto del settore agro-alimentare. Ma l’iniziativa è stata ideata anche per stimolare i concittadini a prendersi cura del proprio territorio. Geraci Siculo è la perla verde dell’intero comprensorio madonita e il rispetto dell’ambiente è per noi fondamentale. Siamo davvero contenti di questo importante premio”.

Il campanile della Chiesa Madre

Il riconoscimento è stato voluto e organizzato dal Codacons, insieme a Coldiretti, Fondazione Symbola, Touring Club Italiano, Autostrade per l’Italia, Intesa San Paolo, SisalPay, con il patrocinio di Anci e Uncem, per promuovere lo sviluppo dei comuni italiani con meno di 5.000 abitanti.

A Giuliana un weekend tra musica, cibo e arti circensi

Tutto pronto per l’evento “Nesci a Giuliana!”, sabato 16 e domenica 17 luglio. In progrmma concerti, spettacoli e degustazioni. Gli artisti realizzeranno un murale ispirato alla storia del borgo

di Redazione

Un borgo che vuole ripartire dopo gli anni più difficili della pandemia, coinvolgendo soprattutto i giovani e i creativi del territorio. A Giuliana, un dedalo di vicoli adagiato a 700 metri nell’ultimo lembo a sud della provincia di Palermo, è tutto pronto per l’evento “Nesci a Giuliana!”, una due giorni di musica, arte e degustazioni in programma sabato 16 e domenica 17 luglio, organizzata dall’amministrazione comunale, in sinergia con i residenti e le associazioni del posto. Una manifestazione a cui hanno contribuito, l’Iamg, Istituto artistico musicale Giuliana; l’Associazione Bandistica Musicale “Città di Giuliana – Giuseppe Catalanotto”; e Radio Antenna Bisacquino.

La locandina dell’evento

Piazza Pompei e via Papa Giovanni XIII diventeranno teatro a cielo aperto, ospitando artisti, musicisti e dj-set. Si comincia sabato 16 dalle 19 in poi con “Petite”, spettacolo di circo contemporaneo del Red One Duo, progetto artistico di arti circensi e teatro di strada nato dal sodalizio fra Chiara Serges e Gabriele Gonzo. A seguire il concerto dei “Colpa del Blasco”, band palermitana che porta in giro la musica di Vasco Rossi, e poi un dj-set che trasformerà la piazza in una pista da ballo. Domenica 17 luglio, sempre dalle 19, tornerà il Red One Duo, con “di Pezza”, spettacolo di circo teatro, seguito da un altro concerto, questa volta dei CentoQuattro Live Band, gruppo musicale eclettico che spazia tra diversi generi musicali.

Inoltre, nel corso della due giorni, gli artisti di Giuliana realizzeranno un murale in piazza Pompei, ispirato alla storia medievale del borgo. Il weekend sarà arricchito da degustazioni di street food in cui saranno protagoniste le eccellenze del territorio.

Uno scorcio di Giuliana

“Dopo il grande successo dell’Infiorata che ha coinvolto tutta la comunità, – dichiara il sindaco Francesco Scarpinato a nome dell’amministrazione comunale – abbiano deciso di continuare sulla scia delle novità e della partecipazione, e ci siamo calati nell’organizzazione di ‘Nesci a Giuliana’, un monito al ritorno alla convivialità cittadina, coinvolgendo associazione, aziende, artisti giulianesi, ma guardando anche alla collaborazione con i paesi limitrofi”.

Al Chiostro di Monreale arriva la realtà virtuale durante il restauro

Visori speciali a disposizione dei visitatori che non potranno entrare nell’area del cantiere. Si sta intervenendo sul lato est del colonnato, recuperando la struttura di sostegno del tetto che era compromessa

di Redazione

Da una criticità nasce una straordinaria esperienza immersiva. Capita a Monreale dove una parte del Chiostro dei Benedettini è coinvolta in importanti e improrogabili lavori di restauro che per alcuni mesi impediranno la visita completa al pubblico: si sta infatti intervenendo sul lato est del colonnato, recuperando la struttura di sostegno del tetto che era compromessa. È già stata completata la sezione a meridione e nelle prossime settimane si proseguirà con gli altri due lati del chiostro.

Visore 3D

Ma proprio in questi mesi, con la ripresa del turismo, arrivano al complesso abbaziale centinaia di visitatori ogni giorno; e non si poteva deluderli. CoopCulture, concessionaria dei servizi integrati per la Regione, in collaborazione con la Soprintendenza dei beni culturali di Palermo, ha pensato ad una soluzione 4.0, con particolari visori di ultima generazione, realizzando un’attività di valorizzazione del sito, e convertendo una criticità (la presenza del cantiere), in un’esperienza innovativa e inedita per i visitatori che potranno immergersi in un video a 360 gradi ad altissima risoluzione per scoprire gli angoli più suggestivi del chiostro benedettino.

“Leggere con gli strumenti  tecnologici, un luogo carico di storia, è un’occasione preziosa per attrarre un pubblico nuovo, giovane e curioso – dice l’assessore regionale ai Beni c

Particolari del chiostro benedettino

ulturali, Alberto Samonà –. Ma è anche uno spunto da sposare: trasformare una criticità come un cantiere aperto, in una straordinaria opportunità di visita”. Si è dunque ricorsi alla tecnologia per offrire uno spettacolo immersivo del Chiostro: indossando particolari visori, i visitatori (dieci per volta) potranno immergersi in un video a 360 gradi ad altissima risoluzione, con spiegazioni in italiano e in inglese, ed essere trasportati virtualmente negli angoli più suggestivi del chiostro benedettino, avvicinando a distanza impossibile ad occhio nudo, gli spettacolari decori  delle colonne e delle architravi.

Drone sul chiostro

“Dalle crisi nascono sempre cose belle  – dice don Nicola Gaglio, arciprete del Duomo di Monreale – e la realtà virtuale è ormai un alleato prezioso per scoprire un monumento. Molti dettagli dei capitelli non si vedono bene a occhio nudo, con i visori si riesce ad avere una comprensione completa dei det”. “Abbiamo raccolto il disagio dei visitatori e pensato ad una soluzione creativa che potesse aggiungere una visione nuova al percorso di visita – dice il direttore di CoopCulture Letizia Casuccio -. Ricorriamo alla realtà virtuale ma strutturiamo anche un’attrazione nuova che va sempre più verso la valorizzazione dei siti, che è la nuova mission di CoopCulture”.

Il visore per la realtà virtuale

Una volta completati i lavori e ripristinato l’abituale percorso di visita, la visione in realtà virtuale si trasformerà in un’ulteriore attrazione per  simulare visite in spazi che non sono aperti al pubblico (temporaneamente o in via definitiva), in luoghi nuovi con occhi nuovi. “Ancora un volta Monreale fa da apripista – interviene Marco Intravaia, presidente del Consiglio comunale della cittadina normanna – grazie alla sinergia tra Coopculture, la Soprintendenza e la Diocesi. Una nuova modalità di fruizione di questo sito unico al mondo, che i visitatori amano moltissimo”. Sempre CoopCulture mette a disposizione dei visitatori una app dedicata alla scoperta del Chiostro dei benedettini, che sarà scaricabile sugli smartphone all’ingresso del sito.

Una rosa di candele per la Santuzza davanti alla Cattedrale

Si è accesa per una sera l’installazione di Angelo Cruciani a cui hanno collaborato tanti palermitani e turisti. Un unico, emozionante, spontaneo atto di fede collettivo

di Redazione

Nessuno se lo aspettava: palermitani e turisti si sono inginocchiati sul sagrato della Cattedrale per accendere le cinquemila candele che formavano la grande rosa luminosa che l’artista e stilista Angelo Cruciani ha realizzato a Palermo per il Festino, la festa della santa patrona Rosalia. Eppure sin dalla sua costruzione, Cruciani si è visto attorniato da bambini, da fedeli e semplici passanti, ognuno voleva partecipare a questo che in pochi minuti è divenuto un rito collettivo durato solo poche ore, che si è celebrato domenica 10 luglio. E dopo che monsignor Filippo Sarullo, il parroco della Cattedrale, ha coinvolto tutti in un Padre Nostro, è iniziata l’accensione: chi bisbigliava una preghiera, chi prometteva qualcosa a se stesso, chi desiderava semplicemente accendere una candela, chi si faceva un selfie.

Angelo Cruciani

L’idea della grande rosa “Rosalia e luce sia” è venuta a Stefania Morici e a Angelo Yezael Cruciani, segnando il ritorno dello stilista e artista che già nel settembre 2020 aveva composto una grande rosa con duemila cuori, sempre sul sagrato della Cattedrale normanna, ricevendo anche la benedizione papale. Era stato il primo omaggio post pandemia a Santa Rosalia, nell’anno che aveva cancellato il Festino insieme a migliaia di altre manifestazioni in giro per il mondo. Quest’anno Cruciani è ritornato a Palermo e ha composto una nuova rosa, stavolta di 5000 candele. “Rosalia e luce sia” è nata con il supporto dell’Arcidiocesi e della Cattedrale di Palermo, del Comune, della Fondazione Sicilia e della Settimana delle Culture, organizzata da Arteventi con la collaborazione di FDR architetti di Agostino Danilo Reale, di Cereria Gambino e di Palazzo Arone.

Giovani accendono le candele dell’installazione

“È un onore essere al centro del Mediterraneo e rendere omaggio alla santa di Palermo – dice Angelo Yezael Cruciani che ha composto l’installazione con l’aiuto dell’ex Iena e attore Shi Yang Shi -. E’ stato inaspettato l’aiuto dei bambini ma anche dei fedeli e dei turisti che hanno costruito la rosa con noi, senza alcun tipo di indicazione. Così la rosa di Rosalia è diventato l’omaggio di un’intera città”.

Filippo Sarullo

“Abbiamo voluto rendere omaggio alla patrona con questa rosa di centinaia di ceri votivi – spiega la curatrice Stefania Morici -. Veniamo da un periodo buio, siamo circondati dalla peste, ma vogliamo rivivere le emozioni positive che abbiamo perso durante la pandemia”. Mentre per il sindaco Roberto Lagalla, “è una virtuosa e originale installazione che ricorda la tenerezza di Rosalia attraverso la sua rosa”, per il direttore artistico del Festino2022, Maurizio Carta, “si avverte lo sforzo corale della città: mentre il comitato artistico si occupava della tradizione, i partner culturali hanno dato fondo all’estro e alla creatività, per rendere omaggio alla santa”.  Padre Filippo Sarullo, parroco della Cattedrale, sottolinea come “questa rosa è un’invocazione a Rosalia per essere coinvolti nella sua luce, come testimonianza di vita autentica”.

Artisti abbracciano la Santuzza, opere in mostra nel cuore di Palermo

Al via la collettiva “Ex Voto”, un omaggio alla città e alla sua patrona con Le Vie dei Tesori. Nei palazzi Costantino e Di Napoli, ai Quattro Canti, una collettiva per raccontare l’impegno dell’arte come strumento di dialogo, ma anche denuncia contro abbandono e incuria

di Redazione

Un unico flusso d’arte che come un abbraccio entra nel palazzo diruto, supera l’antica Cavallerizza, sale lo scalone a doppia rampa che conserva l’imponenza di un tempo, e si srotola tra le sale sbreccate, le porte rimosse, le finestre senza più vetri, per fermarsi sotto il grande affresco del Velasco, potentemente sopravvissuto; e da lì, abbandona Palazzo Costantino e si insinua dentro l’attiguo Palazzo Di Napoli, uno dei quattro Canti del Teatro del Sole.

“Teoria del sacrificio ecologico”, Francesco Fossati

L’abbraccio dell’arte che si mette sotto la protezione della Santuzza di Palermo, che proprio dal Cassaro passerà la sera del 14 luglio. L’arte può salvare il mondo dall’oblio? Forse no, ma può tentare di farlo. Nasce da qui la grande collettiva Ex voto. Artisti per Rosalia, organizzata nei giorni del Festino ritrovato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori, e curata da Andrea Guastella, da un’idea di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, mecenate, promotore dell’iniziativa e proprietario dei due palazzi condivisi con la comunità. La collettiva si inaugura mercoledì 13 luglio alle 16 e durerà fino a domenica 24 luglio (qui per prenotare); nasce da una comune e libera visione di intenti di artisti, galleristi e curatori italiani, all’insegna della rinascita, ma anche della denuncia, contro abbandono, incuria, negligenza. E sempre e comunque della vitale – a tratti sognante – constatazione del presente.

“Beautiful Flash”, Guglielmo Manenti

Dall’ingresso su via Maqueda di Palazzo Costantino, disegnato dal Marvuglia, a Palazzo Di Napoli, con gli stemmi aragonesi divenuti all’epoca dei Vespri simboli della Sicilia, gli 87 artisti riuniti in dodici progetti o collettivi, entrano in dialogo diretto con gli spazi, spesso gravemente degradati, li fanno propri, li attaccano o li accarezzano, li blandiscono o li rendono vivi: il loro è un messaggio di sostenibilità, viver comune, comunità, rispetto.

“Luce”, Angela Brandys

Si mette in contatto con Palazzo Costantino Loci Interdicti, progetto che coinvolge 15 artisti, curato da Michele Citro che vede la nobile residenza come un maestoso gigante stanco, senza più voglia di lottare; se Art Attack si affida ai supereroi che si arrampicheranno sui muri come sulla torre di Babele, Inside Out inviterà a rovesciare rapporti e dimensioni, interno ed esterno, come lenzuola sciorinate sulla corte del palazzo; Personae lo popolerà di maschere, tra umano e post-umano, dell’uomo di oggi; Beautiful Flash (Guglielmo Manenti) scenderà nel ventre di Palermo, alla scoperta delle creature minacciose e benigne dell’inconscio, tra allucinazioni grafiche e dimensioni surreali; Rosa Mundi creerà light box nella Cavallerizza, abitate da cavalli smarriti, per l’installazione Destinazione, l’infinito.

“Loci Interdicti”, Silvia Ottobrini

E ancora, il progetto sociale Come Pappagalli Verdi nato dal docente e artista Fiormario Cilvini, curato da Marilena Morabito e ispirato al libro del fondatore di Emergency Gino Strada, Pappagalli Verdi: mine a forma di giocattolo che creano vittime innocenti tra i bambini. Calchi degli arti inferiori in resina, realizzati dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, inviati ad artisti italiani che li hanno reinterpretati secondo il loro stile; il pensiero sostenibile di Teoria del sacrificio ecologico, la ricerca di Luce (a cura di Valerio Dehò) come fonte di energia positiva che sia anche dialogo tra le culture e i popoli. Giusy Emiliano firma Astratte Ri-generazioni e lo storytelling Giardino di transizione creato da Rossana Danile con le sculture a filo continuo di Bruno Melappioni, due progetti che puntano alla necessità di un cambio di rotta definitivo per proteggere il pianeta e conservare la bellezza che ci circonda.

Astratte Ri_Generazioni
“Astratte Ri_Generazioni”, Giusy Emiliano

Chiude I luoghi dell’anima, a cura di Alessia Montani, Valentina Bruno, Roberto Grossi: un unico video per raccontare Farm Cultural Park, Fiumara d’Arte, Gibellina Museo Diffuso, Parco dell’Anima, Porta della Bellezza, Piazza Armerina Museo, Palazzo Oneto di Sperlinga, Fondazione Orestiadi, Fondazione Brodbeck. In anteprima il Passaporto del pellegrino disegnato da Domenico Pellegrino.

Il percorso espositivo è molto composito e frastagliato, e sarà fruibile con le visite guidate delle Vie dei Tesori, secondo il format consolidato del Festival. Apertura ogni giorno dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 21. Mercoledì 13 luglio apertura fino a mezzanotte; giovedì 14 luglio ingressi dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20,30.

A Taormina riapre Isola Bella con il suo parco botanico

Conclusi gli ultimi lavori di manutenzione straordinaria, con la messa in sicurezza la torretta sul costone roccioso. In mostra reperti archeologici recuperati nei fondali

di Redazione

Al termine di una seconda serie di interventi di manutenzione straordinaria, riapre al pubblico dalla mattina di sabato 9 luglio, Isola Bella, l’affascinante isolotto che  con il verde del suo parco botanico e gli scorci sul mare della storica villa Bosurgi punteggia una delle baie più amate di Taormina e da secoli figura in acquerelli,  cartoline illustrate – e più di recente nelle istantanee condivise sui social network – dei viaggiatori in giro per la Sicilia.

Uno dei gabbiani che vivono sull’isola (foto Roberto Langher)

Lo annuncia Gabriella Tigano, archeologa e direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, ente proprietario e gestore del sito, che spiega come gli ultimi lavori siano stati programmati nel periodo invernale anche per poter mettere in sicurezza la torretta sul costone roccioso in una fase dell’anno in cui la coppia di gabbiani reali che vi ha fatto il nido non fosse disturbata nella fase di cova e accudimento della nidiata.

Terrazza ad Isola Bella

“Un anno fa – spiega la Tigano – non ci è stato possibile intervenire sulla torretta, in quanto la mamma gabbiano era particolarmente aggressiva per difendere i suoi piccoli. Quindi abbiamo dovuto limitare l’accesso dei turisti alla prima terrazza panoramica. Dopo questi ultimi interventi diretti da uno dei dirigenti del Parco, l’architetto Daniela Sparacino, lo spazio è ora restituito integralmente ai visitatori che potranno ammirare la vista sul mare di questa dimora così singolare e unica al mondo oltre al suo patrimonio di reperti archeologici che documentano il legame di Taormina e Naxos con la disciplina dell’archeologia subacquea già a partire dagli anni Cinquanta”.

Gli archeologi preparano la vetrina con i reperti subacquei

Oltre al patrimonio arboricolo con essenze mediterranee e non autoctone impiantate da Florence Trevelyan – la lady inglese che giunta in Sicilia a fine Ottocento, legò per sempre il suo nome a Taormina – e oltre alle architetture sinuose di Villa Bosurgi, con il suo andamento così naturalmente adattato alla morfologia rocciosa dell’isolotto, Isola Bella racconta anche una storia più antica, con i reperti archeologici recuperati nei suoi fondali.

Mostra documentale sulla storia del sito

Lo spiega Maria Grazia Vanaria, archeologa del Parco: “Nella teca della sala Museo con la mostra documentale sulla storia di Isola Bella, i visitatori troveranno alcuni reperti recuperati nei decenni scorsi nelle acque della baia. Come il bellissimo volto di dea (o di offerente) della protome femminile che un pescatore trovò impigliata nelle sue reti nel lontano 1967. Per non parlare dei ritrovamenti più recenti, quelli degli anni Novanta: la spada in ferro che rimanda ad esemplari islamici e bizantini (XI e XIII secolo dopo Cristo) e le coppe d’epoca greco-coloniale (VII-VI secolo avanti Cristo) ritrovate nel 1995”. Fra i vari interventi anche il recupero dei servizi igienici nell’area della piscina coperta e del piano allestito a museo.

(Nella prima foto Isola Bella al tramonto – foto Tina Copani)

Scoperti i resti di una tartaruga gigante in una grotta di Bagheria

Risale a 12.500 anni fa ed è la testuggine più “giovane” d’Europa e del bacino Mediterraneo. Potrebbe essere stata portata all’estinzione dai primi abitanti della Sicilia

di Redazione

L’hanno chiamata “Solitudo sicula” e risale a 12.500 anni fa. Il fossile di una nuova specie di testuggine, ossia un tipo di tartaruga terrestre, è stato scoperto nella grotta Zubbio di Cozzo San Pietro a Bagheria, nel Palermitano, ed è oggetto di una ricerca pubblicata sul Zoological Journal of the Linnean Society dell’Università di Oxford e dal Museo di Storia naturale di Dresda. Si tratta – spiegano i ricercatori – della testuggine di grande taglia più “giovane” d’Europa e del bacino Mediterraneo e potrebbe essere stata portata all’estinzione dai primi abitanti della Sicilia.

Il lavoro è stato coordinato dal professor Massimo Delfino del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, in collaborazione con un team internazionale che include, oltre all’Università di Palermo, anche istituti di ricerca e musei in Argentina, Germania, Polonia e Spagna.

Femore di Solitudo sicula confrontato l’unica testuggine terrestre autoctona vivente in Sicilia

Grazie agli scavi condotti dal gruppo di lavoro di Luca Sineo dell’Università di Palermo in un’area funeraria attribuibile all’età del Rame, che si trova a circa 15 metri di profondità nella grotta vicino a Bagheria, sono stati portati alla luce alcuni resti di una testuggine di grande taglia il cui guscio raggiungeva probabilmente i 50-60 centimetri. Analisi al radiocarbonio dei resti della testuggine hanno rivelato che il loro possessore era in vita circa 12.500 anni fa, molto prima che la grotta fosse interessata dalle attività funerarie. A scoprire quel che resta dello scheletro – secondo quanto riporta l’Agi – è stato lo speleologo Pietro Valenti, durante le ricerche fatte nel 2015 per la sua tesi di laurea da esporre al dipartimento di Scienze naturali dell’Università di Palermo. Valenti è anche coautore dello studio pubblicato sul Zoological Journal of the Linnean Society dell’Università di Oxford.

La presenza di un femore molto ben conservato ha consentito di confrontare le caratteristiche morfologiche della testuggine di Bagheria con quella di tutte le testuggini viventi e fossili del bacino Mediterraneo e di stabilire che si tratta di una nuova specie che ha richiesto anche l’istituzione di un nuovo genere. Il materiale è stato attribuito a “Solitudo sicula”, un nome che pur mantenendo una certa assonanza con il genere dell’unica testuggine terrestre attualmente vivente in Sicilia.

Testuggine gigante delle Galàpagos (foto Uwe Fritz)

Sebbene non sia possibile dimostrarlo sulla base dei dati attualmente disponibili, non è escluso che Solitudo sia stata portata all’estinzione dagli esseri umani che hanno abitato la Sicilia nell’antichità e, come sottolinea il professor Sineo, “prove di interazioni fra Solitudo e gli esseri umani potrebbero essere ancora racchiuse nei depositi fossiliferi dello Zubbio di Cozzo San Pietro o in altri giacimenti archeologici dell’isola”. Come fa notare Uwe Fritz, docente del Museo di Zoologia Senckenberg Dresden, e coautore della ricerca, “è stato un colpo di fortuna che un femore quasi intatto fosse presente fra i pochi resti di testuggine ritrovati sino ad ora. Le testuggini di grande taglia hanno generalmente gusci fragili e quindi poco presenti nel registro paleontologico, al contrario dei femori che sono robusti e piuttosto frequenti”.

Secondo Gianni Insacco, direttore scientifico del Museo di Comiso, che ormai da decenni si occupa del salvataggio dei resti fossili delle testuggini giganti della Sicilia orientale e che non è fra gli autori del lavoro, “il ritrovamento di questi resti rappresenta una sorpresa veramente inaspettata che apre nuove prospettive per la ricerca scientifica e quindi per la conoscenza del patrimonio naturale e culturale siciliano”.

Massimo Delfino con una testuggine gigante delle Seychelles (foto Dennis Hansen)

“Solitudo sicula è per noi ancora un enigma in gran parte da sciogliere perché sino ad ora abbiamo avuto accesso ad un numero molto limitato di informazioni”, spiega Massimo Delfino. “Sebbene si tratti di materiale relativamente recente, – spiega lo studioso – l’estrazione del Dna antico non ha dato risultati utili a comprendere le sue relazioni di parentela con le specie attualmente viventi. Inoltre, i resti fossili sono estremamente scarsi e non includono elementi del cranio e del guscio che potrebbero consentire di fare confronti più dettagliati e ottenere delle informazioni relative all’ecologia di questa specie. Auspichiamo quindi che possano essere ritrovati altri resti in ulteriori campagne di scavo”.

Le Vie dei Tesori News

Send this to a friend