Le Vie dei Tesori a Catania svela musei e palazzi dell’Università

Sono tante le sorprese in vista per il secondo weekend del festival in città. Solo venerdì 26 e sabato 27 ottobre saranno visitabili i “gioielli” del più antico ateneo siciliano, insieme con tutti gli altri luoghi già aperti la scorsa settimana

di Redazione

Catania tutta da scoprire con Le Vie dei Tesori. Manca poco al secondo weekend del festival che è arrivato per la prima volta nella città etnea. Alla luce dell’incoraggiante debutto lo scorso fine settimana, con 3500 visitatori, a dispetto di un venerdì all’insegna del maltempo, che ha lasciato molti catanesi in casa, i prossimi tre giorni si preannunciano particolarmente ricchi di sorprese.

Saranno eccezionalmente aperti, solo questo weekend, palazzi e musei dell’Università. A partire dal Palazzo centrale con il suo maestoso prospetto barocco che si affaccia su via Etnea (aperto solo venerdì 26 e sabato 27, dalle 10 alle 17,15). In occasione del festival, l’ateneo catanese cura un allestimento di alcune delle sue collezioni tra cui quella del Museo di Archeologia, con la chicca dei “falsi d’autore” che hanno ingannato anche gli esperti; quella di strumenti antichi di Fisica; quella di Biologia e Anatomia umana “Lorenzo Bianchi” con le straordinarie tavole anatomiche, occultate durante la Seconda guerra mondiale per evitare che venissero trafugate, e riscoperte negli anni Sessanta del secolo scorso. Nel Palazzo da non perdere il cortile e il piano nobile con la splendida Aula magna affrescata da Giovan Battista Piparo e un prezioso arazzo con lo stemma degli Aragona.

Il Duomo di Sant’Agata

Sarà visitabile anche l’Archivio storico dell’ateneo, al piano terra del plesso centrale (venerdì e sabato, dalle 10 alle 18). Qui si rivive la storia dell’Università etnea, che vanta il primato di essere la più antica di Sicilia. La sua costituzione ufficiale si fa risalire al 1444 e l’anno successivo iniziarono le prime lezioni di teologia, diritto, medicina, filosofia, logica, matematica e arti liberali.

Sempre gli stessi giorni, porte aperte alla collezione di scienze e terra, in corso Italia. Si potranno ammirare preziose collezioni custodite al primo piano dell’edificio che ospita la sezione di Scienze della Terra del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’ateneo. L’interessante raccolta è suddivisa in collezioni di mineralogia, petrografia e vulcanologia, paleontologia, collezione degli strumenti di misura mineropetrografici, geofisici e geochimici.

Solo questo weekend, sarà visitabile anche il Museo di rappresentazione dell’Università, in via Etnea. In fase di allestimento, il nuovo museo si trova nella prestigiosa sede di Villa Zingali Tetto, un gioiello del Liberty catanese. È esposta una collezione, gestita dal dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’ateneo, che raccoglie importanti progetti dell’architetto catanese Francesco Fichera, una delle firme più prestigiose dei primi decenni del Novecento, e pure preziose incisioni settecentesche di Giovan Battista Piranesi.

Ultimo luogo aperto soltanto il prossimo weekend con Le Vie dei Tesori, sarà l’Orto botanico con l’Herbarium. L’area verde si estende su una superficie di circa 16mila metri quadrati, su suolo in parte di origine vulcanica, con lave di epoca romana, e in parte alluvionale. Da non perdere, fra le tante meraviglie verdi, l’hortus siculus, con la sua collezione di piante spontanee dell’isola, pure molto rare.

Palazzo degli Elefanti

Come il precedente fine settimana, sono visitabili tutti gli altri luoghi già aperti (qui per vederli tutti). Da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis, e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura, o l’affrescato Palazzo Asmundo di Gisira, oggi trasformato in albergo. L’operosità degli artigiani che diventa arte: dall’ex Manifattura Tabacchi, ai laboratori dei pupari della Famiglia Napoli.

Visitabile anche la chiesa di San Nicolò l’Arena, che ha fatto il record di visite nel primo weekend, con il camminamento sui tetti da cui si osserva l’intera città e lo sguardo spazia fino all’Etna, al quartiere Monte Po e alle coste di Siracusa. Immancabile, poi, la visita alla Cattedrale di Sant’Agata con tre distinti luoghi: i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine, il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese e la sacrestia monumentale. E ancora i piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio (qui prevista anche una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui).

Cupola della Badia di Sant’Agata

Ci sono poi i sei luoghi visitabili solo su prenotazione. Ognuno è un mondo a sé, che regala una visuale inedita sulla città: a partire dai camminamenti segreti delle monache, dalla cantoria della chiesa di San Giuliano, in passato aperta soltanto alle monache, alla cupola della Badia di Sant’Agata a 40 metri d’altezza, al camminamento sopra Porta Uzeda, alle cucine dall’antico Monastero dei Benedettini. E ancora, dal mausoleo romano custodito a Villa Modica alle Terme Achilleane dove gli stessi romani facevano il bagno.

Per scegliere tutti i luoghi visitabili a Catania, visitare il sito internet www.leviedeitesori.com. Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Sono tante le sorprese in vista per il secondo weekend del festival in città. Solo venerdì 26 e sabato 27 ottobre saranno visitabili i “gioielli” del più antico ateneo siciliano, insieme con tutti gli altri luoghi già aperti la scorsa settimana

di Redazione

Catania tutta da scoprire con Le Vie dei Tesori. Manca poco al secondo weekend del festival che è arrivato per la prima volta nella città etnea. Alla luce dell’incoraggiante debutto lo scorso fine settimana, con 3500 visitatori, a dispetto di un venerdì all’insegna del maltempo, che ha lasciato molti catanesi in casa, i prossimi tre giorni si preannunciano particolarmente ricchi di sorprese.

Saranno eccezionalmente aperti, solo questo weekend, palazzi e musei dell’Università. A partire dal Palazzo centrale con il suo maestoso prospetto barocco che si affaccia su via Etnea (aperto solo venerdì 26 e sabato 27, dalle 10 alle 17,15). In occasione del festival, l’ateneo catanese cura un allestimento di alcune delle sue collezioni tra cui quella del Museo di Archeologia, con la chicca dei “falsi d’autore” che hanno ingannato anche gli esperti; quella di strumenti antichi di Fisica; quella di Biologia e Anatomia umana “Lorenzo Bianchi” con le straordinarie tavole anatomiche, occultate durante la Seconda guerra mondiale per evitare che venissero trafugate, e riscoperte negli anni Sessanta del secolo scorso. Nel Palazzo da non perdere il cortile e il piano nobile con la splendida Aula magna affrescata da Giovan Battista Piparo e un prezioso arazzo con lo stemma degli Aragona.

La Cattedrale di Sant’Agata

Sarà visitabile anche l’Archivio storico dell’ateneo, al piano terra del plesso centrale (venerdì e sabato, dalle 10 alle 18). Qui si rivive la storia dell’Università etnea, che vanta il primato di essere la più antica di Sicilia. La sua costituzione ufficiale si fa risalire al 1444 e l’anno successivo iniziarono le prime lezioni di teologia, diritto, medicina, filosofia, logica, matematica e arti liberali.

Sempre gli stessi giorni, porte aperte alla collezione di scienze e terra, in corso Italia. Si potranno ammirare preziose collezioni custodite al primo piano dell’edificio che ospita la sezione di Scienze della Terra del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’ateneo. L’interessante raccolta è suddivisa in collezioni di mineralogia, petrografia e vulcanologia, paleontologia, collezione degli strumenti di misura mineropetrografici, geofisici e geochimici.

Palazzo degli Elefanti

Solo questo weekend, sarà visitabile anche il Museo di rappresentazione dell’Università, in via Etnea. In fase di allestimento, il nuovo museo si trova nella prestigiosa sede di Villa Zingali Tetto, un gioiello del Liberty catanese. È esposta una collezione, gestita dal dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’ateneo, che raccoglie importanti progetti dell’architetto catanese Francesco Fichera, una delle firme più prestigiose dei primi decenni del Novecento, e pure preziose incisioni settecentesche di Giovan Battista Piranesi.

Ultimo luogo aperto soltanto il prossimo weekend con Le Vie dei Tesori, sarà l’Orto botanico con l’Herbarium. L’area verde si estende su una superficie di circa 16mila metri quadrati, su suolo in parte di origine vulcanica, con lave di epoca romana, e in parte alluvionale. Da non perdere, fra le tante meraviglie verdi, l’hortus siculus, con la sua collezione di piante spontanee dell’isola, pure molto rare.

Cupola della Badia di Sant’Agata

Come il precedente fine settimana, sono visitabili tutti gli altri luoghi già aperti (qui per vederli tutti). Da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis, e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura, o l’affrescato Palazzo Asmundo di Gisira, oggi trasformato in albergo. L’operosità degli artigiani che diventa arte: dall’ex Manifattura Tabacchi, ai laboratori dei pupari della Famiglia Napoli.

Visitabile anche la chiesa di San Nicolò l’Arena, che ha fatto il record di visite nel primo weekend, con il camminamento sui tetti da cui si osserva l’intera città e lo sguardo spazia fino all’Etna, al quartiere Monte Po e alle coste di Siracusa. Immancabile, poi, la visita alla Cattedrale di Sant’Agata con tre distinti luoghi: i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine, il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese e la sacrestia monumentale. E ancora i piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio (qui prevista anche una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui).

Ci sono poi i sei luoghi visitabili solo su prenotazione. Ognuno è un mondo a sé, che regala una visuale inedita sulla città: a partire dai camminamenti segreti delle monache, dalla cantoria della chiesa di San Giuliano, in passato aperta soltanto alle monache, alla cupola della Badia di Sant’Agata a 40 metri d’altezza, al camminamento sopra Porta Uzeda, alle cucine dall’antico Monastero dei Benedettini. E ancora, dal mausoleo romano custodito a Villa Modica alle Terme Achilleane dove gli stessi romani facevano il bagno.

Per scegliere tutti i luoghi visitabili a Catania, visitare il sito internet www.leviedeitesori.com. Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Teresa Mannino torna a casa con un nuovo spettacolo

L’attrice palermitana si prepara al tour con “Sento la terra girare”, che debutterà a Gela il 14 dicembre al Teatro Comunale Eschilo

di Redazione

Torna a esibirsi in Sicilia e lo fa con uno spettacolo ispirato alla sua terra. Teresa Mannino a dicembre sarà ancora sul palco con “Sento la terra girare”. Lo show dell’attrice palermitana farà tappa nella sua città subito dopo Natale, giovedì 27 e venerdì 28 dicembre, al Teatro Biondo.

Dopo le 154 date nei teatri italiani con ‘Sono nata il ventitré’, con cui ha raccontato l’infanzia, la sua vita e il mondo cambiato attorno a lei, e l’incursione nel mondo della lirica con “Teresa Valery”, dedicata all’opera di Giuseppe Verdi, Teresa Mannino torna a teatro con uno spettacolo irriverente scritto dalla stessa attrice, con Giovanna Donini, nel quale l’artista si confronterà anche con la regia.

La Mannino in questo spettacolo vive chiusa in un armadio per mesi, anni. Un giorno, però decide di uscire, apre le ante e un piccolo raggio di luce artificiale la acceca, esce e prova ad aprire gli occhi, li apre e legge che il principe Harry si sta sposando e che l’asse della terra si sta spostando. Decide allora di buttarsi stranamente sulla notizia meno glamour. “Com’è possibile che l’asse terrestre stia variando?” si chiede. “Finché sparisce la primavera, cambiano le stagioni, ma l’asse della Terra… Pare che, a causa dello scioglimento dei ghiacci, i Poli diventino più leggeri e l’asse si sposti – si domanda perplessa l’attrice – Come quando, al parco, il compagno strafottente che hai di fronte scende all’improvviso dal dondolo e ti fa cadere giù”.

La Mannino legge, dunque, che le cose stanno cambiando in modo radicale e velocissimo. Fuori dall’armadio scopre che il mondo va a rotoli, allora, la comica palermitana cerca delle strategie per cercare di migliorare la situazione.

Lo spettacolo debutterà a Gela il 14 dicembre al Teatro Comunale Eschilo. Il 15 dicembre Teresa Mannino sarà sul palco del Teatro Comunale di Carlentini, il 16 al Teatro della Notte di Augusta e il 17 al Teatro Rosso di San Secondo Caltanissetta. “Sento la terra girare” si fermerà poi il 19 e il 20 dicembre alle 21,30 al teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto. Sarà poi il momento del teatro Metropolitan di Catania venerdì 21 e sabato 22 e infine di quello del Teatro Biondo di Palermo, il 27 e 28 dicembre.

Per informazioni è possibile telefonare al 3939450020.

L’attrice palermitana si prepara al tour con “Sento la terra girare”, che debutterà a Gela il 14 dicembre al Teatro Comunale Eschilo

di Redazione

Torna a esibirsi in Sicilia e lo fa con uno spettacolo ispirato alla sua terra. Teresa Mannino a dicembre sarà ancora sul palco con “Sento la terra girare”. Lo show dell’attrice palermitana farà tappa nella sua città subito dopo Natale, giovedì 27 e venerdì 28 dicembre, al Teatro Biondo.

Dopo le 154 date nei teatri italiani con ‘Sono nata il ventitré’, con cui ha raccontato l’infanzia, la sua vita e il mondo cambiato attorno a lei, e l’incursione nel mondo della lirica con “Teresa Valery”, dedicata all’opera di Giuseppe Verdi, Teresa Mannino torna a teatro con uno spettacolo irriverente scritto dalla stessa attrice, con Giovanna Donini, nel quale l’artista si confronterà anche con la regia.

La Mannino in questo spettacolo vive chiusa in un armadio per mesi, anni. Un giorno, però decide di uscire, apre le ante e un piccolo raggio di luce artificiale la acceca, esce e prova ad aprire gli occhi, li apre e legge che il principe Harry si sta sposando e che l’asse della terra si sta spostando. Decide allora di buttarsi stranamente sulla notizia meno glamour. “Com’è possibile che l’asse terrestre stia variando?” si chiede. “Finché sparisce la primavera, cambiano le stagioni, ma l’asse della Terra… Pare che, a causa dello scioglimento dei ghiacci, i Poli diventino più leggeri e l’asse si sposti – si domanda perplessa l’attrice – Come quando, al parco, il compagno strafottente che hai di fronte scende all’improvviso dal dondolo e ti fa cadere giù”.

La Mannino legge, dunque, che le cose stanno cambiando in modo radicale e velocissimo. Fuori dall’armadio scopre che il mondo va a rotoli, allora, la comica palermitana cerca delle strategie per cercare di migliorare la situazione.

Lo spettacolo debutterà a Gela il 14 dicembre al Teatro Comunale Eschilo. Il 15 dicembre Teresa Mannino sarà sul palco del Teatro Comunale di Carlentini, il 16 al Teatro della Notte di Augusta e il 17 al Teatro Rosso di San Secondo Caltanissetta. “Sento la terra girare” si fermerà poi il 19 e il 20 dicembre alle 21,30 al teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto. Sarà poi il momento del teatro Metropolitan di Catania venerdì 21 e sabato 22 e infine di quello del Teatro Biondo di Palermo, il 27 e 28 dicembre.

Per informazioni è possibile telefonare al 3939450020.

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Vino tra i tesori, tutte le visite con degustazione a Palermo e Catania

Nel capoluogo siciliano protagonista è Palazzo Asmundo, con un ricco weekend. Nella città etnea, invece, due appuntamenti da non perdere

di Redazione

Nuove degustazioni, aperitivi e cene tra i monumenti, in programma per il prossimo weekend de Le Vie dei Tesori. A Palermo si aggiunge adesso anche Catania, dove il festival è iniziato la scorsa settimana.

Partendo dal capoluogo siciliano, la visita con degustazione di vino guidata da un esperto Planeta, è fissata questa settimana tra gli eleganti saloni di Palazzo Asmundo, davanti alla Cattedrale. Appuntamento venerdì 26 ottobre alle 19 (qui per prenotare il coupon). Il proprietario del palazzo condurrà la visita guidata nell’edificio, dove il marchese di Sessa, Giuseppe Asmundo, realizzò la sua abitazione. Uno scrigno di testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana, tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, stampe d’epoca e perfino carrozze.

Sabato 27, invece, sempre a Palazzo Asmundo, dopo il consueto aperitivo con vista sulla Cattedrale, previsto alle 19 (qui per prenotare il coupon), sarà possibile nuovamente cenare nel salone del palazzo, alle 21, con due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani (qui per prenotare). Una cena ispirata agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe.

Spostandoci a Catania, la prima visita con degustazione a cura di Planeta, venerdì 26 alle 19, sarà a Palazzo Asmundo di Gisira (qui per prenotare). Costruito nel 1704, dopo il devastante terremoto del 1693, fu tra i primi edifici a essere eretto nella piazza che all’epoca prendeva il nome di San Filippo, oggi Mazzini. Su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, fu uno dei contributi di quella rinascita che avrebbe reso Catania celebre per il suo “barocco nero”, fatto di blocchi estratti dalla furibonda lava.

Se preferite, invece, scoprire l’Istituto per l’incremento ippico, l’appuntamento per la visita con degustazione è sabato alle 19 (qui per prenotare). Edificio dalla storia lunga e articolata, fu sede dei gesuiti intorno alla metà del XVII secolo, rimaneggiato nel 1745, divenne casa per gli esercizi spirituali. Dopo l’espulsione dei Gesuiti, nel 1822, il complesso si trasformo in sede della Real Gendarmeria borbonica. E a seguito dell’Unità d’Italia, si trasformò in “ospizio di mendicità”. Infine, passò al patrimonio del Regno e nel 1869 venne adibita a “deposito dei cavalli stalloni”.

Per tutte le informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito internet www.leviedeitesori.com.

Nel capoluogo siciliano protagonista è Palazzo Asmundo, con un ricco weekend. Nella città etnea, invece, due appuntamenti da non perdere

di Redazione

Nuove degustazioni, aperitivi e cene tra i monumenti, in programma per il prossimo weekend de Le Vie dei Tesori. A Palermo si aggiunge adesso anche Catania, dove il festival è iniziato la scorsa settimana.

Partendo dal capoluogo siciliano, la visita con degustazione di vino guidata da un esperto Planeta, è fissata questa settimana tra gli eleganti saloni di Palazzo Asmundo, davanti alla Cattedrale. Appuntamento venerdì 26 ottobre alle 19 (qui per prenotare il coupon). Il proprietario del palazzo condurrà la visita guidata nell’edificio, dove il marchese di Sessa, Giuseppe Asmundo, realizzò la sua abitazione. Uno scrigno di testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana, tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, stampe d’epoca e perfino carrozze.

Sabato 27, invece, sempre a Palazzo Asmundo, dopo il consueto aperitivo con vista sulla Cattedrale, previsto alle 19 (qui per prenotare il coupon), sarà possibile nuovamente cenare nel salone del palazzo, alle 21, con due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani (qui per prenotare). Una cena ispirata agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe.

Spostandoci a Catania, la prima visita con degustazione a cura di Planeta, venerdì 26 alle 19, sarà a Palazzo Asmundo di Gisira (qui per prenotare). Costruito nel 1704, dopo il devastante terremoto del 1693, fu tra i primi edifici a essere eretto nella piazza che all’epoca prendeva il nome di San Filippo, oggi Mazzini. Su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, fu uno dei contributi di quella rinascita che avrebbe reso Catania celebre per il suo “barocco nero”, fatto di blocchi estratti dalla furibonda lava.

Se preferite, invece, scoprire l’Istituto per l’incremento ippico, l’appuntamento per la visita con degustazione è sabato alle 19 (qui per prenotare). Edificio dalla storia lunga e articolata, fu sede dei gesuiti intorno alla metà del XVII secolo, rimaneggiato nel 1745, divenne casa per gli esercizi spirituali. Dopo l’espulsione dei Gesuiti, nel 1822, il complesso si trasformo in sede della Real Gendarmeria borbonica. E a seguito dell’Unità d’Italia, si trasformò in “ospizio di mendicità”. Infine, passò al patrimonio del Regno e nel 1869 venne adibita a “deposito dei cavalli stalloni”.

Per tutte le informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito internet www.leviedeitesori.com.

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Un amore acrobatico in scena al Teatro Libero

La 51esima stagione s’inaugura con lo spettacolo “Zwäi”, una produzione franco-svizzera, in prima nazionale, che mescola elementi circensi, mimo e performance

di Redazione

Il circo contemporaneo fa tappa al Teatro Libero di Palermo. La 51esima stagione s’inaugura, giovedì 25 ottobre alle 21,15, con la prima nazionale dello spettacolo “Zwäi, finest circus” della compagnia svizzera E1NZ.

Si tratta di una produzione franco-svizzera che ha ottenuto numerosi successi al festival Off di Avignon e che arriva per la prima volta in Italia proponendo uno spettacolo sensuale – ideazione, concezione e creazione artistica di Jonas Slanzi e Esther Slanzi, regia di Schang Meier e musiche di Robin Oswald – che mescola elementi acrobatici, mimo, performance, con un ritmo incalzante che tiene il pubblico a bocca aperta.

“Da semplici oggetti, un tavolo, delle bottiglie, una sedia – raccontano Esther e Jonas – inizia un rapporto fatto di tensioni, bisticci e infine… amore. L’incontro tra due sensibilità che si ritrovano a condividere uno spazio vitale. Ciascuno è in cerca dell’ordine perfetto. Un lavoro che vuole conciliare la leggerezza e la tensione”.

Jonas ed Esther si lasciano così andare a un gioco che è fatto di strategia, malizia; una relazione a due che tocca le corde della leggerezza, dell’inseguimento amoroso. Zwäi è una parabola sulla vita e sull’amore, un fantastico mondo fatto di circo, jonglerie, acrobatica e teatro che racconta della vita a due, un rapporto dove i conflitti si dissolvono nell’amore. Nessuno può rimanere solo e i due personaggi della storia, un lui e una lei, arrivano a un punto nel quale intuiscono che hanno bisogno l’uno dell’altro per realizzare i propri sogni.

Repliche venerdì 26 e sabato 27 ottobre ore 21.15. Informazioni e prenotazioni allo 091.6174040 oppure al 392.9199609.

La 51esima stagione s’inaugura con lo spettacolo “Zwäi”, una produzione franco-svizzera, in prima nazionale, che mescola elementi circensi, mimo e performance

di Redazione

Il circo contemporaneo fa tappa al Teatro Libero di Palermo. La 51esima stagione s’inaugura, giovedì 25 ottobre alle 21,15, con la prima nazionale dello spettacolo “Zwäi, finest circus” della compagnia svizzera E1NZ.

Si tratta di una produzione franco-svizzera che ha ottenuto numerosi successi al festival Off di Avignon e che arriva per la prima volta in Italia proponendo uno spettacolo sensuale – ideazione, concezione e creazione artistica di Jonas Slanzi e Esther Slanzi, regia di Schang Meier e musiche di Robin Oswald – che mescola elementi acrobatici, mimo, performance, con un ritmo incalzante che tiene il pubblico a bocca aperta.

“Da semplici oggetti, un tavolo, delle bottiglie, una sedia – raccontano Esther e Jonas – inizia un rapporto fatto di tensioni, bisticci e infine… amore. L’incontro tra due sensibilità che si ritrovano a condividere uno spazio vitale. Ciascuno è in cerca dell’ordine perfetto. Un lavoro che vuole conciliare la leggerezza e la tensione”.

Jonas ed Esther si lasciano così andare a un gioco che è fatto di strategia, malizia; una relazione a due che tocca le corde della leggerezza, dell’inseguimento amoroso. Zwäi è una parabola sulla vita e sull’amore, un fantastico mondo fatto di circo, jonglerie, acrobatica e teatro che racconta della vita a due, un rapporto dove i conflitti si dissolvono nell’amore. Nessuno può rimanere solo e i due personaggi della storia, un lui e una lei, arrivano a un punto nel quale intuiscono che hanno bisogno l’uno dell’altro per realizzare i propri sogni.

Repliche venerdì 26 e sabato 27 ottobre ore 21.15. Informazioni e prenotazioni allo 091.6174040 oppure al 392.9199609.

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Le Vie dei Tesori tra natura e storia: tutte le prossime passeggiate

Ce ne sono 21 in vista, tra sabato 27 e domenica 28 ottobre, alcune delle quali già sold out, come il trekking a Ficuzza e il tour a Ballarò. Ma non mancano le alternative per scoprire tanti luoghi poco conosciuti della città

di Redazione

Oasi verdi dietro l’angolo tutte da scoprire o itinerari tra storia, arte e tradizioni nel cuore del centro storico di Palermo. Un ricco weekend è appena trascorso, ma già se ne prepara un altro. Le Vie dei Tesori continuano a stupire, dopo aver collezionato ben 155mila visite nei primi tre fine settimana. Fiore all’occhiello del festival anche le tante passeggiate che arricchiscono il programma.

Ce ne sono 21 in vista per sabato 27 e domenica 28 ottobre, alcune delle quali già sold out, come il trekking a Ficuzza e l’escursione di domenica a Grotta Conza (ci sono però ancora posti per la stessa passeggiata che si farà sabato), tra quelle naturalistiche, e la gettonatissima passeggiata cittadina tra i vicoli di Ballarò.

Partendo dagli itinerari nel verde, da non perdere sabato è la passeggiata a Pizzo Manolfo, da cui si può godere di uno spettacolare panorama in ogni direzione: sul rilievo bassomontano ammantato da folti rimboschimenti, sulle pittoresche creste di Monte Gallo, sulla costa dal Golfo di Palermo al Golfo di Carini e sulla sottostante pianura ormai raggiunta dall’urbanizzazione della città. Sempre sabato alle 19, c’è poi quella a Grotta Conza, vicino alla borgata di Tommaso Natale. Se, invece, volete andare alla scoperta di Monte Pellegrino, partendo dal santuario di Santa Rosalia, l’appuntamento è sempre per sabato alle 10. Le passeggiate verdi si concludono domenica alle 10 alla scoperta di Sferracavallo. Dal Belvedere di Punta Matese, si scenderà verso il mare fino ad incrociare una stradina sterrata, da qui si raggiungerà la scogliera.

Passando, poi, agli itinerari cittadini di sabato 27, si parte alle 10 con un tour guidato dal giornalista Mario Pintagro sulle tracce del fiume Kemonia. Se, invece, volete andare alla scoperta delle antiche botteghe del Cassaro c’è una passeggiata alle 10,30 con partenza davanti alla Cattedrale. Tutti i segreti di via Roma saranno, invece, svelati da Igor Gelarda (appuntamento alle 11 a Sant’Antonino, vicino alla stazione centrale), mentre Claudia Bardi vi porterà alla scoperta delle antiche edicole votive della città. L’itinerario si estenderà da Porta Nuova lungo il Cassaro, toccando i quartieri di Ballarò e della Vucciria, per terminare in piazza Rivoluzione.

C’è poi una passeggiata che parte da piazza Verdi alle 10 e consentirà di scoprire le opere di Pasquale ed Emanuele Civiletti, che si trovano nelle due piazze regine della città di Palermo: piazza Verdi e piazza Castelnuovo. Se preferite, invece, scoprire le porte a mare della Palermo spagnola, potrete farlo, sempre con Igor Gelarda, sabato sera alle 21 con partenza da Porta Nuova. Se volete, poi, spostarvi fuori città, approfittate della visita al Castello di Carini, sulle tracce della Baronessa e di altri misteri.

Passando a domenica 28 ottobre, si comincia alle 9,30 con Silvia Messina che vi svelerà di segreti di Villa Giulia, dove allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono il luogo carico di bellezza e mistero. Chiara Utro vi porterà, invece, alla scoperta della Giudecca, dove un tempo sorgeva quartiere ebraico di Palermo, appuntamento in piazza Bellini alle 9,30. Michele Anselmi, partendo dal Tempietto della musica, alle 10, al Foro Italico, condurrà la seconda parte della passeggiata sulle tracce di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Restando in tema letterario, alle 10,30, da Porta Felice, partirà un itinerario guidato da Emanuele Drago alla scoperta dei luoghi della città citati da autori come Sciascia, Pirandello,Tomasi, Consolo e Levi, tanto per fare alcuni nomi. La Poi la cantautrice Sara Cappello, ci porterà tra i misteri del Capo, mentre un altro mercato, la Vucciria, sarà protagonista di un altro tour, domenica pomeriggio alle 16, a cura di Palermo aperta a tutti, con la guida di Claudia Bardi. La nostra carrellata sulle passeggiate del quarto weekend a Palermo, si conclude con quella tra i tesori dimenticati dell’antica via Del Celso. Appuntamento alle 16 dai Quattro Canti, con Igor Gelarda.

Ce ne sono 21 in vista, tra sabato 27 e domenica 28 ottobre, alcune delle quali già sold out, come il trekking a Ficuzza e il tour a Ballarò. Ma non mancano le alternative per scoprire tanti luoghi poco conosciuti della città

di Redazione

Oasi verdi dietro l’angolo tutte da scoprire o itinerari tra storia, arte e tradizioni nel cuore del centro storico di Palermo. Un ricco weekend è appena trascorso, ma già se ne prepara un altro. Le Vie dei Tesori continuano a stupire, dopo aver collezionato ben 155mila visite nei primi tre fine settimana. Fiore all’occhiello del festival anche le tante passeggiate che arricchiscono il programma.

Ce ne sono 21 in vista per sabato 27 e domenica 28 ottobre, alcune delle quali già sold out, come il trekking a Ficuzza e l’escursione di domenica a Grotta Conza (ci sono però ancora posti per la stessa passeggiata che si farà sabato), tra quelle naturalistiche, e la gettonatissima passeggiata cittadina tra i vicoli di Ballarò.

Partendo dagli itinerari nel verde, da non perdere sabato è la passeggiata a Pizzo Manolfo, da cui si può godere di uno spettacolare panorama in ogni direzione: sul rilievo bassomontano ammantato da folti rimboschimenti, sulle pittoresche creste di Monte Gallo, sulla costa dal Golfo di Palermo al Golfo di Carini e sulla sottostante pianura ormai raggiunta dall’urbanizzazione della città. Sempre sabato alle 19, c’è poi quella a Grotta Conza, vicino alla borgata di Tommaso Natale. Se, invece, volete andare alla scoperta di Monte Pellegrino, partendo dal santuario di Santa Rosalia, l’appuntamento è sempre per sabato alle 10. Le passeggiate verdi si concludono domenica alle 10 alla scoperta di Sferracavallo. Dal Belvedere di Punta Matese, si scenderà verso il mare fino ad incrociare una stradina sterrata, da qui si raggiungerà la scogliera.

Passando, poi, agli itinerari cittadini di sabato 27, si parte alle 10 con un tour guidato dal giornalista Mario Pintagro sulle tracce del fiume Kemonia. Se, invece, volete andare alla scoperta delle antiche botteghe del Cassaro c’è una passeggiata alle 10,30 con partenza davanti alla Cattedrale. Tutti i segreti di via Roma saranno, invece, svelati da Igor Gelarda (appuntamento alle 11 a Sant’Antonino, vicino alla stazione centrale), mentre Claudia Bardi vi porterà alla scoperta delle antiche edicole votive della città. L’itinerario si estenderà da Porta Nuova lungo il Cassaro, toccando i quartieri di Ballarò e della Vucciria, per terminare in piazza Rivoluzione.

C’è poi una passeggiata che parte da piazza Verdi alle 10 e consentirà di scoprire le opere di Pasquale ed Emanuele Civiletti, che si trovano nelle due piazze regine della città di Palermo: piazza Verdi e piazza Castelnuovo. Se preferite, invece, scoprire le porte a mare della Palermo spagnola, potrete farlo, sempre con Igor Gelarda, sabato sera alle 21 con partenza da Porta Nuova. Se volete, poi, spostarvi fuori città, approfittate della visita al Castello di Carini, sulle tracce della Baronessa e di altri misteri.

Passando a domenica 28 ottobre, si comincia alle 9,30 con Silvia Messina che vi svelerà di segreti di Villa Giulia, dove allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono il luogo carico di bellezza e mistero. Chiara Utro vi porterà, invece, alla scoperta della Giudecca, dove un tempo sorgeva quartiere ebraico di Palermo, appuntamento in piazza Bellini alle 9,30. Michele Anselmi, partendo dal Tempietto della musica, alle 10, al Foro Italico, condurrà la seconda parte della passeggiata sulle tracce di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Restando in tema letterario, alle 10,30, da Porta Felice, partirà un itinerario guidato da Emanuele Drago alla scoperta dei luoghi della città citati da autori come Sciascia, Pirandello,Tomasi, Consolo e Levi, tanto per fare alcuni nomi. La Poi la cantautrice Sara Cappello, ci porterà tra i misteri del Capo, mentre un altro mercato, la Vucciria, sarà protagonista di un altro tour, domenica pomeriggio alle 16, a cura di Palermo aperta a tutti, con la guida di Claudia Bardi. La nostra carrellata sulle passeggiate del quarto weekend a Palermo, si conclude con quella tra i tesori dimenticati dell’antica via Del Celso. Appuntamento alle 16 dai Quattro Canti, con Igor Gelarda.

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Le Vie dei Tesori fanno il pieno: 65mila visite nel terzo weekend

Il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria non ha alcuna voglia di cedere il podio e sfiora la 2 mila presenze in tre giorni. Ma è il palcoscenico del Teatro Massimo a tallonarlo da vicino con 1850 accessi

di Redazione

Cresce sempre di più il popolo de Le Vie dei Tesori. Nel terzo weekend appena concluso a Palermo, i visitatori sono stati 65mila, che sommati ai precedenti numeri portano il festival a ben 155 mila accessi nei tre fine settimana di programmazione nel capoluogo siciliano. Ottimo anche il debutto di Catania che ha raccolto 3500 visitatori in questo primo weekend in cui il venerdì è stato praticamente “allagato”.

Il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria non ha alcuna voglia di cedere il podio e sfiora la 2 mila presenze (1955 per l’esattezza) in tre giorni. Ma è il palcoscenico del Teatro Massimo a tallonarlo da vicino, 1850 visitatori ma riuniti in tour ad orari precisi (venerdì solo due ore di apertura). L’ex aeroporto militare di Boccadifalco aumenta ancora la performance dello scorso weekend con 1720 visitatori contro i precedenti 1300, spalmati lungo i due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione.

In tanti in questo fine settimana sono entrati a Palazzo Bonocore (1500 presenze) dove hanno trovato “Milleperiferie” di I World, la mostra multimediale che racconta i progetti di Comuni e Regioni per il recupero di periferie e borghi italiani, e che fino a pochi giorni fa erano bloccati dal decreto Milleproroghe. Un must ogni anno, osservare e fotografare Palermo dall’alto: sono stati 1450 i visitatori che hanno scelto di farlo dalla cupola del Santissimo Salvatore, mentre in 1420 sono entrati alla Casina Cinese per passeggiare tra le cineserie volute da Re Ferdinando e dalla regina Carolina.

Sono comunque tantissimi i luoghi visitati da più di mille visitatori ciascuno, spalmati tra centro storico e periferie. Molto apprezzate anche le visite condotte dalle poliziotte allo studio del Capo della Mobile Boris Giuliano ucciso dalla mafia: l’ufficio è stato ricostruito dalla Polizia di Stato nel chiostro della Questura.

Quasi tutti sold out i luoghi a cui si accedeva su prenotazione: a parte il carcere Ucciardone – impossibile da visitare per tutto il festival visto che è andato esaurito già prima del debutto – e il monastero di Santa Caterina, ottimi risultati sono giunti dal secondo percorso dell’aeroporto di Boccadifalco come anche dalla Banca d’Italia; pochissimi posti lasciati liberi per la visita al Grand hotel Piazza Borsa.

Le Vie dei Tesori continua a Palermo e a Catania fino al 4 novembre, più un weekend palermitano (dal 9 all’11) dedicato alla Notte Bianca dell’Unesco: in tutto sono aperti 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ottime perfomance di debutto anche per i 30 siti in Nord Italia, che hanno superato i duemila visitatori: aperti dieci luoghi, tra chiese e giardini nascosti, a Milano, altrettanti nell’elegante Mantova dedita all’arte; e dieci tra i borghi della Valtellina, sulle orme dell’Orlando Furioso.

Il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria non ha alcuna voglia di cedere il podio e sfiora la 2 mila presenze in tre giorni. Ma è il palcoscenico del Teatro Massimo a tallonarlo da vicino con 1850 accessi

di Redazione

Cresce sempre di più il popolo de Le Vie dei Tesori. Nel terzo weekend appena concluso a Palermo, i visitatori sono stati 65mila, che sommati ai precedenti numeri portano il festival a ben 155 mila accessi nei tre fine settimana di programmazione nel capoluogo siciliano. Ottimo anche il debutto di Catania che ha raccolto 3500 visitatori in questo primo weekend in cui il venerdì è stato praticamente “allagato”.

Il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria non ha alcuna voglia di cedere il podio e sfiora la 2 mila presenze (1955 per l’esattezza) in tre giorni. Ma è il palcoscenico del Teatro Massimo a tallonarlo da vicino, 1850 visitatori ma riuniti in tour ad orari precisi (venerdì solo due ore di apertura). L’ex aeroporto militare di Boccadifalco aumenta ancora la performance dello scorso weekend con 1720 visitatori contro i precedenti 1300, spalmati lungo i due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione.

In tanti in questo fine settimana sono entrati a Palazzo Bonocore (1500 presenze) dove hanno trovato “Milleperiferie” di I World, la mostra multimediale che racconta i progetti di Comuni e Regioni per il recupero di periferie e borghi italiani, e che fino a pochi giorni fa erano bloccati dal decreto Milleproroghe. Un must ogni anno, osservare e fotografare Palermo dall’alto: sono stati 1450 i visitatori che hanno scelto di farlo dalla cupola del Santissimo Salvatore, mentre in 1420 sono entrati alla Casina Cinese per passeggiare tra le cineserie volute da Re Ferdinando e dalla regina Carolina.

Sono comunque tantissimi i luoghi visitati da più di mille visitatori ciascuno, spalmati tra centro storico e periferie. Molto apprezzate anche le visite condotte dalle poliziotte allo studio del Capo della Mobile Boris Giuliano ucciso dalla mafia: l’ufficio è stato ricostruito dalla Polizia di Stato nel chiostro della Questura.

Quasi tutti sold out i luoghi a cui si accedeva su prenotazione: a parte il carcere Ucciardone – impossibile da visitare per tutto il festival visto che è andato esaurito già prima del debutto – e il monastero di Santa Caterina, ottimi risultati sono giunti dal secondo percorso dell’aeroporto di Boccadifalco come anche dalla Banca d’Italia; pochissimi posti lasciati liberi per la visita al Grand hotel Piazza Borsa.

Le Vie dei Tesori continua a Palermo e a Catania fino al 4 novembre, più un weekend palermitano (dal 9 all’11) dedicato alla Notte Bianca dell’Unesco: in tutto sono aperti 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ottime perfomance di debutto anche per i 30 siti in Nord Italia, che hanno superato i duemila visitatori: aperti dieci luoghi, tra chiese e giardini nascosti, a Milano, altrettanti nell’elegante Mantova dedita all’arte; e dieci tra i borghi della Valtellina, sulle orme dell’Orlando Furioso.

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Le Vie dei Tesori, Catania debutta con 3500 visitatori

Il luogo più amato dai cittadini e dai turisti, nel primo weekend, è la chiesa di San Nicolò l’Arena, la più grande della Sicilia, con il camminamento sui tetti da cui si osserva l’intera città e lo sguardo spazia fino all’Etna

di Redazione

Buona la prima. Catania debutta con una bella performance nel primo weekend de Le Vie dei Tesori. Sono stati 3500 i visitatori che hanno preso d’assalto chiese e monumenti della città. Di fatto, i numeri sono stati guadagnati in soli due giorni (sabato e domenica) perché il venerdì è stato tutto sotto la pioggia.

Il luogo più amato dai cittadini e dai turisti è stata la chiesa di San Nicolò l’Arena – la più grande della Sicilia – con il camminamento sui tetti da cui si osserva l’intera città e lo sguardo spazia fino all’Etna, al quartiere Monte Po e alle coste di Siracusa: in tutto, l’hanno scelta 394 visitatori, tallonata dal Convitto nazionale Cutelli che ha chiuso a 366 presenze. Palazzo Asmundo di Gisira, uno dei più belli di Catania che è stato trasformato in haute hotellerie è stato visitato da 350 persone mentre il simbolo istituzionale, Palazzo degli Elefanti, ha visto entrare 294 visitatori. In 255, infine, hanno voluto scoprire la cappella Bonajuto scoperta da Houel durante il suo Grand Tour: il dipinto che ne nacque è oggi all’Ermitage.

Le Vie dei Tesori continua a Palermo e a Catania fino al 4 novembre, più un weekend palermitano (dal 9 all’11) dedicato alla Notte Bianca dell’Unesco: in tutto sono aperti 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ottime perfomance di debutto anche per i 30 siti in Nord Italia, che hanno superato i duemila visitatori: aperti dieci luoghi, tra chiese e giardini nascosti, a Milano, altrettanti nell’elegante Mantova dedita all’arte; e dieci tra i borghi della Valtellina, sulle orme dell’Orlando Furioso.

Il luogo più amato dai cittadini e dai turisti, nel primo weekend, è la chiesa di San Nicolò l’Arena, la più grande della Sicilia, con il camminamento sui tetti da cui si osserva l’intera città e lo sguardo spazia fino all’Etna

di Redazione

Buona la prima. Catania debutta con una bella performance nel primo weekend de Le Vie dei Tesori. Sono stati 3500 i visitatori che hanno preso d’assalto chiese e monumenti della città. Di fatto, i numeri sono stati guadagnati in soli due giorni (sabato e domenica) perché il venerdì è stato tutto sotto la pioggia.

Il luogo più amato dai cittadini e dai turisti è stata la chiesa di San Nicolò l’Arena – la più grande della Sicilia – con il camminamento sui tetti da cui si osserva l’intera città e lo sguardo spazia fino all’Etna, al quartiere Monte Po e alle coste di Siracusa: in tutto, l’hanno scelta 394 visitatori, tallonata dal Convitto nazionale Cutelli che ha chiuso a 366 presenze. Palazzo Asmundo di Gisira, uno dei più belli di Catania che è stato trasformato in haute hotellerie è stato visitato da 350 persone mentre il simbolo istituzionale, Palazzo degli Elefanti, ha visto entrare 294 visitatori. In 255, infine, hanno voluto scoprire la cappella Bonajuto scoperta da Houel durante il suo Grand Tour: il dipinto che ne nacque è oggi all’Ermitage.

Le Vie dei Tesori continua a Palermo e a Catania fino al 4 novembre, più un weekend palermitano (dal 9 all’11) dedicato alla Notte Bianca dell’Unesco: in tutto sono aperti 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ottime perfomance di debutto anche per i 30 siti in Nord Italia, che hanno superato i duemila visitatori: aperti dieci luoghi, tra chiese e giardini nascosti, a Milano, altrettanti nell’elegante Mantova dedita all’arte; e dieci tra i borghi della Valtellina, sulle orme dell’Orlando Furioso.

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Riapre l’ufficio di Boris Giuliano nel chiostro della Questura

Ricostruito l’ambiente di lavoro del poliziotto ucciso dalla mafia. Su una scenografia creata per l’occasione, è stata posizionata la scrivania piena di faldoni. È visitabile in occasione de Le Vie dei Tesori

di Redazione

Ultimo giorno per visitare l’ufficio di Boris Giuliano, ricostruito per Le Vie dei Tesori nell’atrio della Questura di Palermo. C’è tempo solo questa mattina, dalle 10 alle 15, per scoprire l’allestimento dell’ambiente di lavoro del poliziotto ucciso dalla mafia nel 1979.  C’è la sua scrivania, piena di faldoni, con timbri, penne, telefono e perfino il ventilatore. Tutto come era una volta. Su uno sfondo scenografico creato per l’occasione, è stata posizionata la scrivania su cui Giuliano lavorava, e in un gioco di prospettive, da dietro il mobile appare una sagoma in cartone a grandezza reale ottenuta da una fotografia del vice questore in compagnia del piccolo figlio.

Ricostruito l’ambiente di lavoro del poliziotto ucciso dalla mafia. Su una scenografia creata per l’occasione, è stata posizionata la scrivania piena di faldoni. È visitabile in occasione de Le Vie dei Tesori

di Redazione

Ultimo giorno per visitare l’ufficio di Boris Giuliano, ricostruito per Le Vie dei Tesori nell’atrio della Questura di Palermo. C’è tempo solo questa mattina, dalle 10 alle 15, per scoprire l’allestimento dell’ambiente di lavoro del poliziotto ucciso dalla mafia nel 1979.  C’è la sua scrivania, piena di faldoni, con timbri, penne, telefono e perfino il ventilatore. Tutto come era una volta. Su uno sfondo scenografico creato per l’occasione, è stata posizionata la scrivania su cui Giuliano lavorava, e in un gioco di prospettive, da dietro il mobile appare una sagoma in cartone a grandezza reale ottenuta da una fotografia del vice questore in compagnia del piccolo figlio.

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“Intolerance” al Teatro Massimo, connubio tra cinema e musica

La proiezione dello storico film muto di David W. Griffith è accompagnata da un concerto eseguito dal vivo con Giulia Tagliavia, Marco Betta, Marco Cappelli e Domenico Sciajno

di Redazione

Si chiude con una serata all’insegna di cinema e musica il Festival delle Letterature Migranti. L’appuntamento è nella sala grande del Teatro Massimo di Palermo, lunedì 22 ottobre alle 20, con la proiezione del film “Intolerance”, realizzato da David W. Griffith nel 1916. Ad accompagnare la visione di uno dei capolavori del cinema muto, la musica dal vivo in prima esecuzione assoluta di Giulia Tagliavia (pianoforte ed elettronica), Marco Betta (pianoforte ed elettronica), Marco Cappelli (chitarre ed elettronica) e Domenico Sciajno (elettronica e regia del suono).

Il film “Intolerance” svolge quattro vicende accomunate dal tema dell’intolleranza e del suo rovescio (ossia l’amore) e ambientate in quattro diversi luoghi-momenti emblematici della storia umana: Babilonia al tempo della sua caduta (539 avanti Cristo), la Palestina all’epoca della Passione di Cristo, la Francia delle guerre di religione del XVI secolo e l’America del primo Novecento. Tra una sequenza e l’altra ricorre varie volte l’immagine di una madre che dondola una culla: “The Woman Who Rocks the Cradle” (Lilian Gish).

L’idea proviene da un verso del poeta americano Walt Whitman e il movimento della culla rappresenta l’infinito flusso del Tempo: il suo dondolio è dunque l’incessante oscillare delle Storia. Sullo sfondo sono sedute tre vecchie che alludono alle tre Parche della mitologia greca.

La realizzazione del film, che fonde in un unico affresco generi e suggestioni diverse richiese un investimento di due milioni e mezzo di dollari, con oltre 100.000 metri di pellicola, 5.000 costumi e il coinvolgimento di 7.000 comparse disposte all’interno di immense scenografia in grandezza naturale. Malgrado tutto questo, “Intolerance” fu un clamoroso insuccesso, proprio a causa del suo messaggio pacifista che si poneva in aperto contrasto con il clima di una nazione ormai sul punto di entrare in guerra.

Il progetto è stato realizzato dal Festival delle Letterature Migranti in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo e il Conservatorio di Musica di Palermo, con il sostegno dell’Associazione Amici del Teatro Massimo, dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici e della Società del Quartetto di Palermo.

La proiezione dello storico film muto di David W. Griffith è accompagnata da un concerto eseguito dal vivo con Giulia Tagliavia, Marco Betta, Marco Cappelli e Domenico Sciajno

di Redazione

Si chiude con una serata all’insegna di cinema e musica il Festival delle Letterature Migranti. L’appuntamento è nella sala grande del Teatro Massimo di Palermo, lunedì 22 ottobre alle 20, con la proiezione del film “Intolerance”, realizzato da David W. Griffith nel 1916. Ad accompagnare la visione di uno dei capolavori del cinema muto, la musica dal vivo in prima esecuzione assoluta di Giulia Tagliavia (pianoforte ed elettronica), Marco Betta (pianoforte ed elettronica), Marco Cappelli (chitarre ed elettronica) e Domenico Sciajno (elettronica e regia del suono).

Il film “Intolerance” svolge quattro vicende accomunate dal tema dell’intolleranza e del suo rovescio (ossia l’amore) e ambientate in quattro diversi luoghi-momenti emblematici della storia umana: Babilonia al tempo della sua caduta (539 avanti Cristo), la Palestina all’epoca della Passione di Cristo, la Francia delle guerre di religione del XVI secolo e l’America del primo Novecento. Tra una sequenza e l’altra ricorre varie volte l’immagine di una madre che dondola una culla: “The Woman Who Rocks the Cradle” (Lilian Gish).

L’idea proviene da un verso del poeta americano Walt Whitman e il movimento della culla rappresenta l’infinito flusso del Tempo: il suo dondolio è dunque l’incessante oscillare delle Storia. Sullo sfondo sono sedute tre vecchie che alludono alle tre Parche della mitologia greca.

La realizzazione del film, che fonde in un unico affresco generi e suggestioni diverse richiese un investimento di due milioni e mezzo di dollari, con oltre 100.000 metri di pellicola, 5.000 costumi e il coinvolgimento di 7.000 comparse disposte all’interno di immense scenografia in grandezza naturale. Malgrado tutto questo, “Intolerance” fu un clamoroso insuccesso, proprio a causa del suo messaggio pacifista che si poneva in aperto contrasto con il clima di una nazione ormai sul punto di entrare in guerra.

Il progetto è stato realizzato dal Festival delle Letterature Migranti in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo e il Conservatorio di Musica di Palermo, con il sostegno dell’Associazione Amici del Teatro Massimo, dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici e della Società del Quartetto di Palermo.

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“Il futuro delle città”, giornata di studi a Palazzo dei Normanni

All’incontro organizzato dall’associazione BcSicilia, parteciperanno diversi esperti che si confronteranno sul recupero dei centri urbani, per migliorare la qualità della vita di chi li abita

di Redazione

Guardare al futuro delle città, recuperandone la bellezza per migliorare la qualità della vita di chi le abita. Di questo e altro si discuterà ad una una giornata di studi organizzata dall’associazione BcSicilia, lunedì 22 ottobre alle 9, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni.

“Il futuro delle città: Memoria, Identità, Bellezza, Nuovo umanesimo, Generatori di economia”. Il titolo traccia i temi dell’incontro a cui parteciperanno diversi esperti che non si limiteranno a esaminare la città e il suo futuro da un punto di vista puramente tecnico, ma cercheranno di riflettere sulla possibilità di recuperare e valorizzare il suo rapporto con chi la vive. L’obiettivo è di riappropriarsi della consapevolezza di poter costruire una speranza condivisa per la rinascita di un nuovo umanesimo, in grado di restituire alla collettività un luogo migliore dentro il quale possano svilupparsi in pienezza le relazioni umane.

Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale BCsicilia, sono previsti i saluti di Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars; di Corrado Lorefice; vescovo della Diocesi di Palermo; di Salvatore Cordaro, assessore regionale al Territorio e Ambiente; di Sebastiano Tusa, assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana e di Roberto Lagalla, assessore regionale alla Pubblica Istruzione.

A seguire l’introduzione del convegno da parte di Cesare Capitti, architetto, autore de “La città della speranza” con cui inizia la prima sessione di lavori moderata da Carmelo Montagna. Sono previsti gli interventi di Mario Schwarz, dell’Università di Vienna, che parlerà di “Bellezza delle città storiche: la città di Vienna”, di Marcantonio Ruisi, dell’Università di Palermo, che affronterà il tema “Arte generatrice di economia”, di Anna Staropoli, dell’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” che terrà una relazione su: “La città partecipata: pratiche di comunità per una felicità pubblica” e in conclusione Giuseppe Savagnone, dell’ Università Lumsa di Palermo interverrà su “La città come narrazione”.

Dopo la pausa per il coffee break, inizierà la seconda sessione dei lavori moderata da Alfonso Lo Cascio. Previsti gli interventi di Marcello Panzarella, dell’Università di Palermo, che terrà una relazione su “Sicilia, tre periferie dimenticate, il centro storico di Palermo, le aree interne, l’isola”, Teresa Cannarozzo e Manfredi Leone, dell’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici, Ancsa che affronteranno il tema: “I centri storici in Sicilia”, a cui seguirà quella di Giovanni Salerno, del Dipartimento regionale Urbanistica che parlerà su “Necessaria la riforma urbanistica” e infine l’intervento di Giuseppe Trombino, dell’Università di Palermo, su “Quale ipotesi di riforma del governo del territorio”.

Dopo la pausa pranzo e la visita guidata alla Cappella Palatina inizierà la terza sessione dei lavori moderata da Cesare Capitti. Gli interventi previsti sono quelli di Gianfranco Tuzzolino, che terrà una relazione su “La città, il presente e la ricchezza delle stratificazioni”, Giuseppe Notarstefano che affronterà il tema “Custodire la città. Nuovi paradigmi per lo sviluppo urbano”, Gianluigi Pirrera, che parlerà su “Ambiente antropizzato. Rapporto pianificazione urbana e ambiente, una realtà sostenibile”.

Successiva relazione quella di Fabiola Safonte su “Aree interne, comunità di patrimonio e sviluppo locale auto-sostenibile” e quella di Deborah Fimiani, della cooperativa Il Canto di Los, che interverrà su “Possiamo ancora imparare? Che cosa apprendiamo nei processi di cura”, infine Ferdinando Trapani parlerà delle Prospettive future. La presentazione delle Tesi sul futuro della città, redatta dal comitato scientifico che ha supportato il seminario concluderà la giornata.

La giornata di studi è organizzata dall’Associazione BCsicilia, con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, dell’Assessorato regionale Beni Culturali e Identità Siciliana, dell’Arcidiocesi di Palermo, del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo.

All’incontro organizzato dall’associazione BcSicilia, parteciperanno diversi esperti che si confronteranno sul recupero dei centri urbani, per migliorare la qualità della vita di chi li abita

di Redazione

Guardare al futuro delle città, recuperandone la bellezza per migliorare la qualità della vita di chi le abita. Di questo e altro si discuterà ad una una giornata di studi organizzata dall’associazione BcSicilia, lunedì 22 ottobre alle 9, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni.

“Il futuro delle città: Memoria, Identità, Bellezza, Nuovo umanesimo, Generatori di economia”. Il titolo traccia i temi dell’incontro a cui parteciperanno diversi esperti che non si limiteranno a esaminare la città e il suo futuro da un punto di vista puramente tecnico, ma cercheranno di riflettere sulla possibilità di recuperare e valorizzare il suo rapporto con chi la vive. L’obiettivo è di riappropriarsi della consapevolezza di poter costruire una speranza condivisa per la rinascita di un nuovo umanesimo, in grado di restituire alla collettività un luogo migliore dentro il quale possano svilupparsi in pienezza le relazioni umane.

Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale BCsicilia, sono previsti i saluti di Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars; di Corrado Lorefice; vescovo della Diocesi di Palermo; di Salvatore Cordaro, assessore regionale al Territorio e Ambiente; di Sebastiano Tusa, assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana e di Roberto Lagalla, assessore regionale alla Pubblica Istruzione.

A seguire l’introduzione del convegno da parte di Cesare Capitti, architetto, autore de “La città della speranza” con cui inizia la prima sessione di lavori moderata da Carmelo Montagna. Sono previsti gli interventi di Mario Schwarz, dell’Università di Vienna, che parlerà di “Bellezza delle città storiche: la città di Vienna”, di Marcantonio Ruisi, dell’Università di Palermo, che affronterà il tema “Arte generatrice di economia”, di Anna Staropoli, dell’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” che terrà una relazione su: “La città partecipata: pratiche di comunità per una felicità pubblica” e in conclusione Giuseppe Savagnone, dell’ Università Lumsa di Palermo interverrà su “La città come narrazione”.

Dopo la pausa per il coffee break, inizierà la seconda sessione dei lavori moderata da Alfonso Lo Cascio. Previsti gli interventi di Marcello Panzarella, dell’Università di Palermo, che terrà una relazione su “Sicilia, tre periferie dimenticate, il centro storico di Palermo, le aree interne, l’isola”, Teresa Cannarozzo e Manfredi Leone, dell’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici, Ancsa che affronteranno il tema: “I centri storici in Sicilia”, a cui seguirà quella di Giovanni Salerno, del Dipartimento regionale Urbanistica che parlerà su “Necessaria la riforma urbanistica” e infine l’intervento di Giuseppe Trombino, dell’Università di Palermo, su “Quale ipotesi di riforma del governo del territorio”.

Dopo la pausa pranzo e la visita guidata alla Cappella Palatina inizierà la terza sessione dei lavori moderata da Cesare Capitti. Gli interventi previsti sono quelli di Gianfranco Tuzzolino, che terrà una relazione su “La città, il presente e la ricchezza delle stratificazioni”, Giuseppe Notarstefano che affronterà il tema “Custodire la città. Nuovi paradigmi per lo sviluppo urbano”, Gianluigi Pirrera, che parlerà su “Ambiente antropizzato. Rapporto pianificazione urbana e ambiente, una realtà sostenibile”.

Successiva relazione quella di Fabiola Safonte su “Aree interne, comunità di patrimonio e sviluppo locale auto-sostenibile” e quella di Deborah Fimiani, della cooperativa Il Canto di Los, che interverrà su “Possiamo ancora imparare? Che cosa apprendiamo nei processi di cura”, infine Ferdinando Trapani parlerà delle Prospettive future. La presentazione delle Tesi sul futuro della città, redatta dal comitato scientifico che ha supportato il seminario concluderà la giornata.

La giornata di studi è organizzata dall’Associazione BCsicilia, con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, dell’Assessorato regionale Beni Culturali e Identità Siciliana, dell’Arcidiocesi di Palermo, del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo.

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